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Lutto nel mondo del calcio, scomparso l’ex dg azzurro Bonetto

Lutto nel mondo del calcio, scomparso l’ex dg azzurro Bonetto

E’ questo un giorno triste per il mondo del calcio. Si è spento all’età di 83 anni per un’emorragia cerebrale l’ex dg azzurro, ma soprattutto ex dg del Toro, Beppe Bonetto. I funerali si svolgeranno giovedì, in forma laica, scrive sul sito dell’Ifa il figlio Marcello, che riporta un messaggio del nipote Paolo: “Insegna agli angeli come diventare il direttore generale del Torino”.

Guardia di Finanza, 13 arresti per associazione per delinquere e riciclaggio

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Guardia di Finanza, 13 arresti per associazione per delinquere, riciclaggio e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento

I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano, su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, stanno eseguendo numerose perquisizioni ed un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, nei confronti di n. 13
soggetti indagati per associazione per delinquere, riciclaggio e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento.

Le indagini sono dirette dalla Procura delle Repubblica di Milano (Coordinatore – dott. Alberto Nobili e Sost. Proc. dott. Adriano Scudieri). I dettagli dell’operazione – in cui sono impegnati oltre 100 finanzieri – saranno illustratinell’ambito di una conferenza stampa indetta dalla Procura della Repubblica di Milano, al IV Piano del Palazzo di Giustizia, anticamera del Procuratore, alle ore 11.30 odierne.

FOTO – Al Gran Gala del Calcio i due “Ciro” finalmente insieme!

FOTO – Al Gran Gala del Calcio i due “Ciro” finalmente insieme!

Simpatico siparietto al Gran Gala del Calcio dove Marco D’Amore, per gli amanti della serie Gomorra “Ciro l’immortale”, e Dries Mertens, soprannominato dai compagni “Ciruzz”, hanno scattato la seguente foto subito postata sui vari social.

Vico Equense, furti nella notte: svolta nelle indagini

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A setaccio le camere da letto degli abitanti di Vico Equense. Aumentano il numero dei furti nelle abitazioni periferiche e centrali della città. Le ricerche per individuare i colpevoli proseguono, anche grazie alle immagini di videosorveglianza a disposizione delle forze dell’ordine. I primi sospetti ricadrebbero su una coppia, un uomo e una donna, ma le indagini devono ancora confermare l’ipotesi.

Si introdurrebbero indisturbati nelle case, fanno meta nella stanza matrimoniale, e lì rubano tutti i beni che trovano sottocchio, da gioielli, a soldi, fino ai bancomat. Le zone periferiche più colpite sono Arola, Fornacelle e Moiano, dove è stata rapinata anche una pizzeria della zona.

FOTO – Gran Galà del Calcio, premiati tre azzurri!

FOTO – Gran Galà del Calcio, premiati tre azzurri!

Scelta la Top 11 del campionato 2016/2017 al Gran Galà del Calcio, con tre azzurri premiati e Sarri nominato miglior tecnico. Ecco la formazione completa schierata con un 4-3-3:

Buffon; Dani Alves, Koulibaly, Bonucci, Alex Sandro; Hamsik, Naingoolan, Pjanic; Mertens, Dybala, Higuain

Castellammare, maxi sequestro di sigarette di contrabbando: 3 arresti

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Maxi sequestro di sigarette di contrabbando ad opera della Guardia di Finanza di Napoli: in manette tre stabiesi. Gli uomini viaggiavano con un camion carico di circa 10mila stecche tra Camel e Regina, come riporta il Metropolis.

Durante un normale controllo stradale le Fiamme Gialle fermano il tir. Appurato che il conducente D.S., 44enne di Castellammare di Stabia, avesse dei precedenti penali è scattata la perquisizione del veicolo. Nel portello posteriore sono stati trovati un centinaio di scatoloni contenenti le sigarette destinate al contrabbando.

D.S. e gli altri due complici sono stati giudicati con rito direttissimo e condannati agli arresti domiciliari.

Albiol potrebbe lasciare: il Napoli pensa a Samir

Albiol potrebbe lasciare: il Napoli pensa a Samir

Il Napoli non guarda solamente al mercato di gennaio ma comincia ad allungare l’occhio anche all’estate. Infatti, il ds Giuntoli, comincia a guardarsi intorno in vista di un possibile e clamoroso addio; quello di Raul Albiol. Il centrale potrebbe tornare in patria e così, come riporta Tuttosport, è stato messo nel mirino Samir, centrale difensivo dell’Udinese, monitorato già da un po’.

Napoli, violenza contro un prete a Forcella: 45 giorni di prognosi

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Napoli, aggredito prete di Forcella: 45 giorni di prognosi. E’ successo alla chiesa di Santa Maria Egiziaca

Picchiato il parroco della chiesa di Santa Maria Egiziaca del quartiere Forcella di Napoli. Secondo una prima ricostruzione della Polizia di Stato, l’aggressore – un uomo tra i 25 e i 30 anni del posto – ieri sera, verso le ore 20.30, gli avrebbe chiesto l’elemosina. Poi non si sa se dopo un rifiuto o dopo una offerta non ritenuta congrua, è scattata la violenza. Per il parroco 45 i giorni di prognosi; dopo le cure è stato dimesso. Indagini sono in corso, come riporta il Mattino.

Da «Pechino ti accoglie» a «Pechino ti caccia»: ruspe per nascondere povertà

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Le ruspe per sconfiggere il degrado. Così il governo cinese vuole riqualificare Pechino. Nella capitale è scattata una campagna di sfratti, demolizioni e sgomberi con l’obiettivo di cacciare quanti più possibile fra migranti e poveri.

Sfratti, demolizioni e sgomberi, Pechino caccia i migranti e i poveri

Ruspe contro il degrado: così il governo cinese vuole riqualificare la capitale

HONG KONG – Se lo slogan scelto per le Olimpiadi del 2008 era «Pechino ti accoglie», oggi potrebbe essere «Pechino ti caccia». Questo post – virale su Weibo e sugli altri social cinesi – accompagna un video in cui appare una lunga fila di uomini, donne e bambini. Lavoratori migranti – carichi di sporte, valigie e oggetti impacchettati in fretta -, che mestamente lascia le piccole abitazioni dove ha vissuto per anni. Altre immagini che circolano in queste ore sui social raccontano demolizioni di case, magazzini e negozi.

Sfratti eseguiti senza troppi convenevoli e polizia in assetto anti-sommossa che blocca l’accesso di un villaggio alla periferia di Pechino. È stata questa la risposta scelta dalle autorità della capitale cinese dopo l’ultima tragedia avvenuta in un polveroso distretto industriale, a pochi chilometri dai luccicanti shopping mall del centro. Qui, in un palazzo di Daxing, nel tardo pomeriggio del 18 novembre, è scoppiato un incendio in cui sono morte 19 persone. Quasi tutte le vittime erano lavoratori migranti, giunti a Pechino dalle province povere e rurali della Repubblica Popolare.

L’esodo dalle campagne

Negli ultimi 30 anni in Cina sono stati in centinaia di milioni a lasciare le campagne per fare gli operai nelle grandi città sulla costa. Quest’esercito di persone – motore della trasformazione dell’economia cinese – in città non ha però trovato diritti: in Cina i servizi essenziali – istruzione e sanità – sono legati all’hukou, il permesso di residenza che vincola i cittadini al proprio luogo di origine.

All’indomani della tragedia, le autorità hanno scelto la linea dura: in migliaia sono stati cacciati – con un preavviso di pochi giorni o di ore – dalle loro sistemazioni informali nella capitale. Cai Qi, il segretario del Partito comunista di Pechino, ha annunciato una task force di ispezioni che durerà 40 giorni sulla sicurezza di edifici e capannoni alla periferia della città. Il problema è reale: i lavoratori migranti vivono spesso in alloggi sovraffollati, in cui non vengono rispettate le minime norme di sicurezza e dove la linea che separa la zona abitativa da quella industriale è labile. Però, davanti ai continui rincari degli affitti, queste squallide stanze – spesso nascoste nei seminterrati dei palazzi – sono per i lavoratori migranti e sottopagati l’unica soluzione possibile. Per poche centinaia di yuan, qui trovano un alloggio soprattutto i lavoratori del tessile e i pony express, la parte più tangibile del settore in forte espansione dell’e-commerce.

Sistemi «brutali»

Davanti a metodi cinici e brutali, un’ondata di sdegno sta percorrendo la rete. Sono già un centinaio tra accademici, artisti e avvocati ad aver firmato una lettera in cui si chiede di interrompere questa campagna «spietata».

Secondo molti, infatti, le preoccupazioni legate alla sicurezza sarebbero solo una scusa per allontanare la gente di fuori Pechino. Non è un mistero, infatti, che il governo si sia posto l’obiettivo di contenere la popolazione della capitale, che nel 2016 ha sfiorato i 22 milioni di residenti. Gli storici abitanti di Pechino lamentano che i circa 8 milioni di nuovi arrivati abbiano contribuito all’aumento dell’inquinamento, del traffico e del consumo delle risorse. Inoltre, nel 2014 il presidente cinese Xi Jinping ha proposto un ambizioso piano che punta a spostare fuori da Pechino le funzioni «non da capitale». Contemporaneamente le autorità cinesi vogliono collegare – attraverso un’imponente rete infrastrutturale – la capitale con la città portuale di Tianjn e lo Hebei, la provincia rurale che circonda Pechino.

La nuova metropoli

Il piano – il cui acronimo è Jing-Jin-Ji – prevede la creazione di un’enorme area metropolitana da quasi 100 milioni di abitanti. Negli ultimi mesi altre zone della capitale sono state oggetto di un processo di riqualificazione urbana e di gentrificazione, molto simile a quello a cui si è assistito nelle città europee e americane. In Cina però tutto è stato più rapido. Dalla scorsa primavera, le strade della capitale si sono riempite di ruspe e operai che hanno demolito – quartiere dopo quartiere – chioschi, ristoranti e locali. La capitale della seconda economia del mondo è stata tirata a lucido. Pechino vuole presentarsi come una città moderna e cosmopolita. Per farlo è disposta a dimenticarsi di quegli angoli che le conferivano una certa dose di autenticità. Tanto che di fronte alla trasformazione della capitale, il blogger Zhang Wumao commentava amaramente, «per i nuovi arrivati Pechino è una città dove non possono stare, per i vecchi residenti è una casa a cui non possono tornare».

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Pechino, le ruspe contro il degrado
lastampa/Sfratti, demolizioni e sgomberi, Pechino caccia i migranti e i poveri FRANCESCO RADICIONI

La Gazzetta su Mertens: “Per i suoi standard a secco da troppo tempo”

La Gazzetta su Mertens: “Per i suoi standard a secco da troppo tempo”

Sarebbe davvero difficile tornare a fare l’ala, a dichiararlo è stato Dries Mertens nel corso della cerimonia del Gran Galà del Calcio AIC. Proprio su questo passo si è soffermata l’edizione della Gazzetta: “Il belga non pensa minimamente che questa possa essere la soluzione da apportare. Ormai il suo ruolo è al centro dell’attacco e proprio lui si è convinto di questa soluzione […] il digiuno del belga dura però da parecchio: 10 reti le ha timbrate ma tutte in avvio di campionato. Ora è da tre partite a secco e se non ci fosse stato il gol con lo Shakhtar sarebbero state quattro”.

Castellammare, ostie per messe nere: “Possono essere rubate anche durante la celebrazione. Attenzione!”

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Può capitare anche durante la Santa Messa: si avvicina all’altare per ricevere l’ostia consacrata e invece di portarla alla bocca, la nasconde in tasca per poi utilizzarla nelle messe nere. Questo è lo scopo per cui un satanista si avvicina a un luogo dedicato a Dio.
Molti preti, allarmati dal fenomeno, avvisano i fedeli: “Se notate un fatto del genere, urlate, fermate la messa”.

Ora il sospetto di satanismo si palesa a Castellammare di Stabia, dopo la scomparsa delle ostie sacre avvenuta nella “Chiesa della Starza”. Ricordiamo che in passato sono state trovate tracce evidenti del culto nero sulla strada boscosa che conduce a Monte Faito.

Per combattere questo fenomeno saranno disposti impianti di sicurezza all’interno delle parrocchie. Intanto la comunità ecclesiale chiede di pregare affinché eventi del genere non si verifichino più e magari per allontanare tali individui dall’occulto e avvicinarli alla luce di Dio.

Montella non ha dubbi: “Lo scudetto se lo prende il Napoli”

Montella non ha dubbi: “Lo scudetto se lo prende il Napoli”

L’ormai ex allenatore rossonero Vincenzo Montella, all’indomani del suo esonero, ha rilasciato alcune dichiarazioni per La Gazzetta dello Sport: “Mi ha sorpreso la tempistica di questo esonero. C’erano momenti in cui sarebbe stato più plausibile. Stavolta invece la squadra stava dando le sue risposte. L’errore principale forse è stato alzare troppo l’asticella delle aspettative. Scudetto? Se gli va tutto bene se lo prende il Napoli”.

Forum Uefa Equal Game, parla Koulibaly: “Fu emozionante quando al San Paolo misero la mia maschera”

Forum Uefa Equal Game, parla Koulibaly: “Fu emozionante quando al San Paolo misero la mia maschera”

Durante il Forum Uefa Equal Game, organizzato presso il Liceo Gaetana Agnesi, contro il razzismo e dinanzi a circa 1500 studenti, il testimonial Koulibaly ha rilasciato alcune dichiarazioni: “L’episodio di Lazio-Napoli? Chiesi aiuto ai miei compagni e al mister, parlammo con l’arbitro per fermare la partita a causa di qualche urlo che mi dava fastidio. Era una cosa importante per me e dopo un po’ smisero. I tifosi del Napoli misero la mia maschera alla partita successiva: fu emozionante, quando arrivi in uno stadio di 60mila spettatori e tutti hanno il tuo viso… mi fece piacere. E’ qualcosa che non dimenticherò mai. Anche i giocatori della Lazio erano con me, dicevano che erano due-tre stupidi. E’ un problema che dispiace, è spiacevole il comportamento di alcuni ma potremo superarlo”.

Giallo in Campania: ritrovato cadavere di un 70enne in un casolare incendiato

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Un nuovo giallo in Campania: è stato ritrovato il cadavere di un uomo di 70 anni in un casolare in frazione di San Giovanni di Ceppaloni. Nei giorni scorsi la piccola casa di campagna era andata a fuoco ed è stato necessario l’intervento dei pompieri per domare le fiamme. Durante le operazioni, però non è stata notata la presenza dell’uomo, scoperta che è avvenuta solo stanotte.

I familiari della vittima, preoccupati per l’assenza del parente di circa una settimana, hanno fatto vari sopralluoghi nei posti che il 70enne frequentava. Al casolare l’amara scoperta: è rinvenuto il suo cadavere ricoperto da detriti e calcinacci.

Ora è stata stabilita l’autopsia per capire le cause del decesso dell’uomo e verranno anche fatte delle indagini per appurare come l’incendio abbia potuto svilupparsi.

Ormai certo il divieto di trasferta al San Paolo per i tifosi della Juve

Ormai certo il divieto di trasferta al San Paolo per i tifosi della Juve

Anche quest’anno la super sfida tra Napoli e Juve in un certo senso sarà incompleta, a causa dell’assenza dei tifosi bianconeri. Ormai manca solo l’annuncio ufficiale da parte del Viminale e di conseguenza, quasi certamente, lo stesso trattamento sarà riservato anche ai tifosi partenopei nella partita di ritorno. La decisione era già nell’aria ma a rafforzarla ci avrebbero pensato i disordini causati da alcuni tifosi azzurri durante la trasferta di Udine. A riportarlo è Il Mattino.

Napoli – Juve, negli ultimi 10 anni gli azzurri hanno perso solo una volta

Napoli – Juve, negli ultimi 10 anni gli azzurri hanno perso solo una volta

L’edizione odierna di Tuttosport ha voluto fare un tuffo negli ultimi anni ricordando i precedenti tra Napoli e Juve al San Paolo: “La storia dice che negli ultimi 10 anni il Napoli ha ospitato la Juventus al San Paolo in 11 occasioni, con uno score molto incoraggiante per i partenopei: sette vittorie, tre pareggi ed una sconfitta. Un filotto di risultati piuttosto incoraggiante che può consentire ai giocatori di avvicinarsi a questo match delicatissimo con la giusta serenità”. 

Sidigas Scandone Avellino: grave lutto per l’atleta Jason Rich

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Sidigas Scandone Avellino: grave lutto familiare per l’atleta Jason Rich che ritorna negli Stati Uniti. La società si unisce al suo dolore:

“La Sidigas Scandone Avellino comunica che Jason Rich è stato costretto a tornare negli Stati Uniti a causa di un grave lutto familiare. La guardia americana partirà questa mattina per raggiungere la propria famiglia a Pensacola in Florida. Lo staff tecnico resterà in contatto con l’atleta garantendogli il massimo supporto e monitorando la situazione; per il giocatore resta comunque incerta la presenza nella gara di sabato prossimo contro Venezia.

La Società si stringe attorno all’atleta Jason Rich ed alla sua famiglia colpita dal grave lutto. L’Amministratore Delegato, il presidente, la dirigenza, lo staff tecnico, i compagni di squadra e tutti i dipendenti porgono le proprie condoglianze a Jason per la perdita del padre”.

Berlusconi e le sue boutade: presidenza del Consiglio al Generale Galitelli

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Fa discutere la mossa di Berlusconi che ha indicato come candidato premier il generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli. “La candidatura di per sé è poco più che una boutade” scrive Giovanni Orsina. “Ma il segnale è che la politica devono farla tutti, ma proprio tutti, tranne i politici. E l’ultima riserva della Repubblica sono le forze dell’ordine”.

I generali come riserve della Repubblica

La «candidatura» del generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli a presidente del Consiglio dei ministri, avanzata l’altra sera in televisione da Silvio Berlusconi, di per sé è poco più che una boutade. Non sappiamo nemmeno se nel prossimo Parlamento ci sarà una maggioranza, e – se ci sarà – fatta da chi.

Figurarsi quale valore può mai avere un nome menzionato a mo’ d’esempio mesi prima del voto. Senza nemmeno consultare l’interessato, per altro. Le boutade di Berlusconi, però, non sono quasi mai casuali. E anche in quest’occasione – avanzando, fra tutti i nomi possibili, proprio quello d’un generale dei carabinieri – il leader di Forza Italia ha mandato al Paese un segnale politico assai chiaro. Ne ha mandati due, anzi: uno nuovo e uno vecchio.

Il segnale vecchio è che la politica devono farla tutti, ma proprio tutti – tranne i politici. Il Cavaliere fu lestissimo ad appropriarsi di questo messaggio, e a farne la pietra angolare della sua legittimità, già dagli anni di Tangentopoli. E non ha mai cambiato canzone. Da allora, però, s’è trasformato il contesto: ciascuno a suo modo, a quel canto antipolitico si sono uniti in coro tutti gli altri protagonisti della vita pubblica. Del Movimento 5 stelle è appena il caso di dire, tanto il loro rifiuto del professionismo politico è esibito. Il cedimento del Partito democratico fa molto più notizia – anche se non è certo una notizia recente, visto che data dall’ascesa di Matteo Renzi alla segreteria e dall’avvio della «rottamazione». Che proprio in questi ultimi giorni però, con la Leopolda 8, sembra esser giunta alla versione 2.0: enfasi crescente sui giovanissimi e rottamazione della prima ondata di rottamatori. Dopo neppure un lustro.

Freneticamente antipolitica e nuovista, nell’ultimo quarto di secolo l’Italia ha consumato così ogni «riserva della Repubblica»: imprenditori, magistrati, tecnocrati, alti burocrati – tutti gli esperti formatisi al di fuori della vita pubblica, ma capaci all’occorrenza di assumere ruoli politici e di governo. Ha bruciato la generazione dei quaranta-cinquantenni col ministero Letta. Poi quella dei trenta-quarantenni col gabinetto Renzi. E nel frattempo non ha saputo dar vita nemmeno a un embrione di nuovo ceto politico – che del resto, in un clima così accesamente antipolitico, non si capisce dove avrebbe mai trovato il modo di attecchire.

Che cosa ci rimane dunque, nel 2017? Be’, ci restano le forze dell’ordine. Lì in effetti la politica ha ancora pescato molto poco. E le forze dell’ordine, poi, hanno un vantaggio mica secondario: non ci parlano di quel che volevamo sentirci dire nel 1994, quando a far politica dovevano essere gli imprenditori – società civile, mercato, crescita economica, libertà. Ma ci parlano di quel che vogliamo sentirci dire oggi: Stato, controllo, regole, protezione. Questa è la parte nuova del messaggio che Berlusconi ha lanciato «candidando» Gallitelli alla più alta carica politica della Repubblica: cari italiani, potete star tranquilli, non vi troverete nelle mani d’un tycoon pirotecnico e anarcoide, come al tempo dell’ottimismo. Ma d’un generale dei carabinieri, come s’addice alla stagione della paura.

Berlusconi dimostra così, per l’ennesima volta, di saper fiutare l’aria meglio di tanti altri. Ma ciò non toglie che, se la politica italiana s’è ridotta a dover pescare nell’ultima sua riserva, una responsabilità non piccola la porta proprio lui.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Berlusconi e le sue boutade: presidenza del Consiglio al Generale Leonardo Galitelli
lastampa/I generali come riserve della Repubblica GIOVANNI ORSINA

Juve Stabia – Rufini al Pungiglione Stabiese: Dopo le prime tre, per i playoff le Vespe ci sono…..

E’ intervenuto al Pungiglione Stabiese, programma sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, Danilo Rufini, attuale allenatore del Brindisi ed ex centrocampista delle Vespe.

Rufini ha analizzato il cammino in campionato della Juve Stabia; queste le sue parole:

La vittoria di Monopoli è stata importantissima per la Juve Stabia, perché arrivata su un campo difficile e contro una squadra che fino a poche settimane fa era la rivelazione del campionato. Penso che la posizione delle Vespe sia ottima ed in piena proiezione playoff; non si può obiettare nulla al cammino della Juve Stabia.

Domenica i gialloblù affronteranno la Casertana, sarà un derby che non è mai una gara scontata. Al di là di questo, penso che la Juve Stabia sia superiore alle Casertana e che farà rispettare la legge del Menti. Spero e mi auguro che la vittoria sia stabiese e che la Juve Stabia possa piazzarsi subito sotto alle posizioni di vertice. Forse Lecce, Catania e Trapani sono nettamente superiori alle altre, ma dal terzo posto in giù è tutto aperto. Vedo bene la Juve Stabia come la Virtus Francavilla.

Livello del campionato basso? Ho avuto la fortuna di iniziare il professionismo nel 1990 e negli anni più importanti della Serie C. Il livello era decisamente più alto: per giocare in Serie C dovevi essere un calciatore importante. Dagli anni successivi al 2000 si è verificato un progressivo abbassamento del livello di competitività, fino ad arrivare a questi anni. Basti pensare che in C giocavano elementi come Musella, Lunerti, Onorato, ed anche nella mia Juve Stabia c’erano elementi come Castaldo, Sibilli, Ambrosi ecc per citarne alcuni vicini ai colori gialloblù. Il discorso si allarga anche agli spettatori: noi in Serie C giocavamo avanti a 10 mila – 15 mila tifosi; ora nemmeno in molti campi di Serie B si vede un numero così alto di tifosi allo stadio.

Fare calcio è difficile, lo confermano tanti eventi degli ultimi anni. Per Castellammare già mantenere la Lega Pro sarebbe importante, ma i tifosi spesso non guardano ad altri fattori. Penso che la piazza debba tenersi stretta Manniello perché il momento è difficile, quindi poter contare su un presidente così appassionato è cosa rara. Certo, vedendo il livello basso di molte squadre, ci sta di voler ambire a qualcosa in più.

L’organico della Juve Stabia? Sono ragazzi giovani, di prospettiva e con qualità. Tra qualche anno sono certo che si parlerà bene di molti di loro; è questa la differenza rispetto alle squadre come Lecce, Trapani e Catania, che annoverano già calciatori fatti e completi., in grado di incidere ad ogni gara.

La mia favorita per la vittoria finale? Io dico Catania, anche se al momento il Lecce è avanti. Per la zona playoff penso possa tornare forte il Cosenza, magari scalzando il Rende che forse è la meno attrezzata del novero del piazzamento playoff.

Il mio sogno? Tornare a Castellammare a difendere i colori giallobù..dalla panchina!

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Lascia quattro figli per scappare con l’amante, il giudice: “Non è più la madre”

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Sparisce con l’amante abbandonando i suoi quattro bambini, ma intanto continuava ad intascare i soldi dell’Inps per gli assegni assistenziali destinanti ai figli. Così il tribunale per i minori di Salerno le ha revocato la potestà genitoriale.

E’ la storia di una mamma di 45 anni dei picentini. Il provvedimento dei giudici accoglie la richiesta del padre dei bimbi di avere l’affido esclusivo della prole. La donna durante il loro matrimonio ha avuto relazioni extraconiugali, e i figli non sono mai stati la priorità.

La 45enne non solo ha perso la podestà genitoriale ma è anche accusata di abbandono di minori e di appropriazione indebita, come riporta il Mattino.