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Sorrento, oggi l’incontro “La prevenzione delle malattie infettive”

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Si terrà oggi a Sorrento l’incontro pubblico su “La prevenzione delle malattie infettive: lo stato dell’arte ed il ruolo delle strategie vaccinali

Nella giornata di oggi, alle ore 18, presso la sala consiliare del Palazzo Municipale di piazza Sant’Antonino, a Sorrento, si svolgerà un incontro pubblico per discutere de “La prevenzione delle malattie infettive: lo stato dell’arte ed il ruolo delle strategie vaccinali”. Il convegno è organizzato dal Lions Club Penisola Sorrentina e da Fidapa Penisola Sorrentina con il patrocinio del Comune guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo.

Il programma dell’incontro prevede i saluti di Francesca Rossi, presidente Lions Club Penisola Sorrentina, Giovannamaria Maglio, presidente Fidapa Penisola Sorrentina, Maria Teresa De Angelis, assessore alla Cultura del Comune di Sorrento, Giovanni Guarracino, Global Service Team Lions Club Penisola Sorrentina, Rossana Bifulco, presidente Lions Club VII zona, Anna Maria Iovino Lupacchini, presidente Lions Club II circoscrizione.

Aprirà la discussione il direttore dell’unità ospedaliera complessa dei Laboratori di analisi dell’Asl Napoli 3-Sud Francesca Rossi.

Seguiranno gli interventi dei relatori. Giulio Tarro. Chairman della Commissione sulle biotecniche della virosfera dell’Unesco di Parigi, nonché primario emerito di Virologia dell’ospedale “Cotugno” di Napoli e direttore responsabile del Journal of Vaccine Research and Development di Singapore, tratterà de “Lo stato dell’arte ed il ruolo delle strategie vaccinali”.

Succesivamente interverrà Gigliola Rubolino, tossicologo forense e dipendente dell’ospedale “San Leonardo”, su “La valutazione del rischio tossicologico nei vaccini”. Carlo Alfaro, pediatra in servizio al “San Leonardo” di Castellammare di Stabia, analizzerà “La comunicazione della prevenzione vaccinale nel bambino”.

Claudia Capodilupo, presidente del consiglio d’istituto del comprensivo “Sorrento” e Daniela Denaro, dirigente scolastica dello stesso comprensivo, analizzeranno “La situazione nella popolazione scolastica in penisola sorrentina”.

A concludere l’incontro sarà Paolo Gattola, primo vice governatore del distretto Lions 108YA.

A riportare il programma dell’incontro è la testa sorrentopress.it

Castellammare, Domenica 25 febbraio partirà la 19° edizione della ‘Maremonti Run’

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La gara podistica è organizzata dalla società Sport Eventi Run di Andrea Fontanella.

Domenica 25 febbraio 2018 è in programma la diciannovesima edizione di Maremonti Run”. La gara podistica si svolgerà su un percorso di 15 km da Piano di Sorrento a Castellammare di Stabia, una distanza inedita e di grande fascino. Lo start sarà dato in piazza Cota nella cittadina della costiera sorrentina, quindi si i partecipanti attraverseranno  Meta di Sorrento e Vico Equense prima di tagliare il traguardo posto all’altezza delle Antiche Terme di Stabia.

Il programma prevede per sabato 24 l’apertura del Villaggio Maremonti in piazza Amendola a Castellammare di Stabia, dov’è prevista la consegna del pacco gara. Domenica 25 il Villaggio si sposterà in piazza Cota a Piano di Sorrento: dalle ore 7,00 alle ore 8,45 la consegna dei pettorali, alle ore 9,00 lo start dato dal sindaco di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino. Il percorso podistico sarà completato in circa 50 minuti con la cerimonia di premiazione in piazza Amendola alle ore 11,30.

Andrea Fontanella, presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica Sport Eventi Run, spiega: “Ci sarebbe piaciuto riportare la Maremonti al vecchio percorso Sorrento-Castellammare  Ma alcuni problemi in fase di organizzazione ci hanno costretto a rivedere i piani, riducendo il percorso da 21 a 15 km. Ci aspettiamo comunque una grande festa del podismo. La corsa darà inoltre l’opportunità a molti atleti di provare la gamba in vista delle prossime mezze maratone e godere di un panorama ineguagliabile”.

Fanpage, non si fermano inchieste con perquisizioni

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Il sostengo dei giornalisti della Campania alla redazione di Fanpage in seguito agli attacchi verbali del presidente della Regione Campania Vincenzi De Luca

«Saremo con i giornalisti di Fanpage in tutte le sedi, il diritto di cronaca non può essere calpestato da nessuno, neanche dalla magistratura. I colleghi hanno fatto solo il loro dovere: “Stampare notizie e scatenare l’inferno”», è quanto ha affermato il segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, che ha partecipato nella redazione centrale del giornale a Napoli ad un’affollata conferenza stampa anche in rappresentanza del segretario generale e del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. Proprio Giulietti sarà giovedì 22 a Napoli per incontrare i colleghi di Fanpage. Il direttore Francesco Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo hanno illustrato l’inchiesta che svela, grazie all’aiuto di un ex boss che ha fatto da gancio, retroscena inquietanti sul traffico illecito di rifiuti tossici in Campania che vede implicati camorra, amministrazione pubblica e politica. Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna, intervenuto all’incontro, ha parlato di necessità di tutelare la segretezza delle fonti e il lavoro dei giornalisti, «la redazione è sacra», ha affermato parlando della perquisizione che c’è stata. E ha ricordato che la tenuta della democrazia non può prescindere dalla difesa del diritto di cronaca.

De Luca contro l’inchiesta di Fanpage, Fnsi Cnog e Sugc: «Da presidente Campania squadrismo verbale»

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La risposta di Federazione nazionale della Stampa italiana, Sindacato unitario giornalisti Campania e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, alle parole del presidente della Regione De Luca

«Le inchieste giornalistiche sono criticabili come qualsiasi altra attività intellettuale. Le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vanno però oltre il limite di qualsiasi critica e rappresentano, queste sì, mero squadrismo verbale. Bollare come “camorristiche” e “squadristichele inchieste giornalistiche è inaccettabile e non può essere consentito a nessuno, tantomeno a un rappresentante delle istituzioni. Sarebbe opportuno che anche il PD facesse sentire la propria voce. Evidentemente la salvaguardia di pacchetti di voti viene considerata meritevole di tutela più della libertà di espressione e del diritto dei cittadini ad essere informati su una vicenda inquietante come quella del traffico di rifiuti in Campania». Lo affermano, in una nota, Federazione nazionale della Stampa italiana, Sindacato unitario giornalisti Campania e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

«L’attacco ai colleghi di Fanpage – prosegue la nota – rientra in uno schema ormai consolidato messo in atto da tutte le forze politiche, pronte a difendere la libertà di stampa solo se le inchieste riguardano gli avversari politici e a scatenare l’inferno quando a finire nel mirino sono i loro sodali. Una situazione indegna di un Paese civile e che spiega la ragione per la quale, al di là delle dichiarazioni ufficiali, nella legislatura appena conclusa sono state fatte decadere tutte le proposte di legge dirette a cancellare il carcere per i cronisti e a contrastare le “querele bavaglio”. La politica, in modo assolutamente trasversale, sogna una stampa asservita e cittadini sempre meno informati da trattare come sudditi».

L’ Embraco in Italia: la sua storia e perché ha deciso di chiudere

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Dopo l’incontro con il ministro Calenda, che ha definito i manager di Embraco “gentaglia”, salta ogni trattativa con le istituzioni. Come si è arrivati alla situazione attuale

Storia di Embraco in Italia. E perché ha deciso di chiudere

Sul sito aziendale, Embraco si descrive come un’antesignana della globalizzazione. È diventata una multinazionale globale ben prima che la globalizzazione diventasse il modello economico della nostra epoca.

Anno 1974, l’azienda comincia la produzione delle parti di frigoriferi, compressori, motori e parti idrauliche a Joinville, nello stato di Santa Caterina,  Brasile. Gli affari vanno subito bene e l’azienda si espande. Nelle Americhe prima, poi in Europa, e da ultimo in Cina.

La storia di Embraco in Italia è più recente, ma non di molto. Nel 1994 acquisisce lo stabilimento di Riva di Chieri, a una ventina di chilometri da Torino. L’azienda decide di stabilire qui anche la sede centrale di Embraco Europe, che comprende lo stabilimento italiano e una controllata, lo stabilimento slovacco fondato nel 1999 e situato a Spisska Nova Vess. In Italia è concentrata la produzione di strumenti per la refrigerazione domestica, mentre in Slovacchia quella commerciale.

Perché Embraco ha deciso di chiudere in Italia

Entrambi gli stabilimenti italiani forniscono il mercato europeo. Gli affari girano, presto l’azienda diventa leader anche in Europa sorretta dalle spalle larghe del Gruppo Whirlpool che la controlla. I dipendenti arrivano a superare il migliaio nel Vecchio continente, 537 solo in Italia. Poi la decisione improvvisa, inaspettata: mandare a casa 497 persone. Senza cassa integrazione, facendo infuriare il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che non ha esitato a definire il management dell’azienda, oggi gruppo Whirpool, “gentaglia”.

Lo scorso ottobre cominciano i primi scricchiolii. L’azienda annuncia di voler ridurre i volumi produttivi assegnati allo stabilimento torinese, delocalizzando la produzione in altri stabilimenti del gruppo. In Slovacchia, che finora è stata la controllata di Torino. A ottobre l’azienda parlò di riduzione della produzione, di tagli, ma non era prevista la chiusura dello stabilimento come è emerso negli ultimi giorni, dopo la comunicazione data da Whirlpool alla Consob americana (la Sec): l’azienda, che è statunitense, è quotata in borsa e ha il dovere di comunicare ai propri investitori queste decisioni.

E stando a quanto ha riferito oggi Calenda dopo l’incontro, sarebbero proprio alcuni problemi con la loro quotazione in Borsa ad aver indotto l’azienda al muro contro muro con il governo italiano, respingendo il 19 febbraio ogni ipotesi di cassa integrazione e mostrando quello che il ministro dello Sviluppo economico ha indicato come “una totale mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni italiane”. Per poi rincarare la dose: “questa gentagl… questa gente non la ricevo più, ne ho fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono quasi peggio di loro”.

I numeri della multinazionale Embraco, e la questione ‘finanziamenti pubblici’

Attualmente, sostiene l’azienda, circa il 25% del mercato globale dei compressori passa per i suoi stabilimenti, con oltre 37 milioni di compressori prodotti ogni anno, 80 nazioni coperte, e oltre un migliaio di brevetti registrati a suo nome.

Oggi in molti accusano Embraco di aver beneficiato di fondi pubblici e agevolazioni fiscali, e diversi partiti politici chiedono che restituisca i soldi prima di andare via. Ma nessuno riporta cifre specifiche, anche perché calcolare al momento quanto abbia beneficiato l’azienda è piuttosto complesso. Agi ha provato a verificare con la Regione Piemonte quanti soldi sono stati dati all’azienda, ma negli uffici attività produttive e politiche del lavoro non hanno dati a disposizione.

Ma da quello che risulta, l’azienda dovrebbe aver ottenuto due finanziamenti negli ultimi anni: il primo nel 2004, il secondo nel 2012 quando la regione finanziò la produzione di un “frigorifero extralusso”. Ma complessivamente, spiegano alcune fonti sindacali, non dovrebbe trattarsi di cifre superiori a quattro milioni di euro.

Ad ogni modo Embraco non chiuderà per fallimento, ma sposta la produzione dove conviene di più, come già in passato hanno fatto aziende nazionali e non. Annunciata la chiusura lo scorso gennaio, si era passati alla fase due:  75 giorni di trattativa in cui le parti avrebbero dovuto cercare una soluzione.  Ed è qui che si è consumato l’ultimo atto di una trattativa di fatto mai decollata.

Storia dell’ennesimo licenziamento di massa, e dell’ennesima delocalizzazione

Nell’incontro a Torino, il ministro Calenda e i sindacati avevano insistito con Embraco perché ritirasse i 497 licenziamenti e attivasse la cassa integrazione. Il gruppo brasiliano ha avanzato proposte che però Calenda e sigle metalmeccaniche hanno definito “di fantasia” e che hanno respinto.

Ora il ministro volerà a Bruxelles dalla commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager per valutare se la scelta dell’azienda di trasferire lo stabilimento in Slovacchia vada contro le regole europee della concorrenza.

Quei 75 giorni si concluderanno il 25 marzo, quando partiranno i licenziamenti collettivi. Le conseguenze sulla vita dei dipendenti e dei loro familiari saranno enormi, e in queste ore quei destini sono aggrappati alla forza delle istituzioni italiane, regionali e nazionali.

Nel 2009 Embraco ha ridisegnato il suo business model, si legge sul loro sito, con un programma chiamato The Evolution project (il progetto di evoluzione, ndr), e con l’obiettivo di dare “più abilità e flessibilità all’azienda”, con un elemento chiave a giustificare il tutto: un modello che consente di “riudurre gli sprechi e ottimizzare i processi di lavoro”. Non è meglio indicato come, ma queste maggiori “agilità e flessibilità” oggi si sono concretizzate sul futuro di 500 famiglie

vivicentro.it/ECONOMIA
vivicentro/L’ Embraco in Italia: la sua storia e perché ha deciso di chiudere
agi/Storia di Embraco in Italia. E perché ha deciso di chiudere di ARCANGELO ROCIOLA

Nocera Inferiore, scoperto negozio virtuale di abiti contraffatti

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La Guardia di Finanza ha scoperto e denunciato un soggetto di Nocera Inferiore che vendeva on line capi di abbigliamento contraffatti

La Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, impegnata nella lotta alla contraffazione, ha controllato un soggetto di nazionalità italiana trovato in possesso di svariati capi e accessori contraffatti di rinomate griffe del settore dell’abbigliamento, commercializzati on line attraverso un sito internet su portale di e-commerce.

Il responsabile è stato denunciato alla competente Procura della Repubblica per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Come si legge nella nota, l’attività di servizio svolta, conferma la costante presenza della Guardia di Finanza sul territorio a contrasto dei fenomeni illeciti, che possono arrecare gravo danno ai consumatori e ai commercianti rispettosi delle regole di mercato.

 

Boscotrecase, la denuncia alla ministra Fedeli: “Mio figlio disabile deve andare in gita”

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“Voglio dare voce a tutte le mamme che, come me, hanno un figlio bellissimo ma disabile”

Silvana Accardo, madre di Gennaro, ha scritto alla ministra per l’Istruzione Valeria Fedeli. Il motivo? L’impossibilità per Gennaro di partecipare alla gita scolastica come tutti i suoi compagni di scuola.

“Racconto la gita a cui il mio Gennaro non andrà mai, per dare voce a tutte le mamme che, come me, hanno un figlio splendido, ma disabile e si sentono quotidianamente respinte dalla scuola. Per dare voce a tutte le mamme i cui figli vengono trattati come un problema, un peso”.

Gennaro è un gioioso ragazzo di 14 anni che frequenta la terza media ma che, dalla nascita, ha una diplegia spastica agli arti inferiori e un ritardo mentale medio-lieve. In primavera la sua classe andrà in gita per giorni a Torino e qui inizia la contesa tra scuola e famiglia: “A scuola mi hanno detto che Gennaro potrà partecipare all’uscita solo accompagnato dal genitore, perché di notte e per l’igiene personale dovrà essere assistito. I costi del viaggio saranno a carico della famiglia sia per mio figlio sia per il genitore”, si legge nella lettera.
Inoltre, Silvana ha altri due bimbi e un marito che ha lavori saltuari, ma a parte le difficoltà organizzative, è arrabbiata perchè “mi hanno anche detto che Gennaro non potrà dormire in stanza con i compagni, anche se mio figlio non è un bambino aggressivo, né infettivo. E così lo isolano: Ho trovato un collegio docenti di classe che mi ha alzato soltanto muri”.
Poi conclude: “Gentile ministra le chiedo se tutto questo rispetta l’ articolo della costituzione italiana sull’uguaglianza e quello sulla discriminazione sancito dalla convenzione Onu per i diritti dei bambini disabili”.

La Ministra Fedeli, al termine di una diretta tv con ‘Repubblica’, fuori onda si è impegnata ad informarsi sull’accaduto. Anche la dirigente scolastica, Carmela Sorrentino, si è dimostrata pronta a trovare una soluzione che però non danneggi in primis il ragazzo.
Ricostruendo la vicenda dal punto di vista della scuola, la decisione di mandare Gennaro in gita accompagnato dal genitore secondo la dirigente “è un consiglio che i docenti hanno dato alla madre, le abbiamo chiesto un aiuto per la serenità di Gennaro e per cercare di gestire insieme l’uscita nel miglior modo possibile. Abbiamo coinvolto le famiglie in altri casi simili senza nessun disagio per l’alunno”.
Poi aggiunge: “La mamma di Gennaro ha insultato il nostro personale e ha minacciato la docente di sostegno, ma noi abbiamo sempre cercato di capire e siamo andati avanti a fare il nostro lavoro con passione”.
La stessa Silvana ammette: “Sì, ho perso la calma e sbagliato i toni, ma ho sentito dire delle cose su mio figlio che nessuna mamma vorrebbe sentirsi dire. Gennaro non è un problema”.

La questione è complicata, ci troviamo di fronte una famiglia presente e preoccupata che cerca normalità per il figlio; dall’altra una scuola fatta fatta di persone, momenti, situazioni.

Portici, scoperto studio dentistico abusivo: la vicenda

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La Guardia di Finanza ha scoperto a Portici uno studio dentistico abusivo

La Guardia di Finanza di Napoli, impegnata nell’attività di prevenzione e controllo economico del territorio, con particolare attenzione al contrasto all’abusivismo commerciale e tutela della salute pubblica, ha sottoposto a sequestro uno studio medico dentistico privo delle autorizzazioni previste dalle leggi per lo specifico settore.

I Finanzieri della Compagnia di Portici nell’ambito di un’attività info-investigativa hanno scoperto nella centrale Via Libertà uno studio medico dentistico sconosciuto al fisco, ma non agli abituali clienti, i quali, ignari delle carenze autorizzative, si affidavano alle cure del professionista, poiché applicava prezzi fortemente concorrenziali.

Le indagini, eseguite congiuntamente al personale dell’ASL Napoli 1 Centro, hanno verificato l’assenza delle autorizzazioni sanitarie, e sono stati posti sotto sequestro tre locali: due adibiti a gabinetto odontoiatrico con relativa attrezzatura chirurgica, arredi, farmaci di vario tipo, strumentazione odontotecnica per piccole lavorazioni e/o riparazioni di protesi dentarie ed il terzo dedicato alla sterilizzazione degli strumenti chirurgici.

Il responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria per l’esercizio dell’attività odontoiatrica in assenza delle autorizzazioni previste dalle normative di settore. Sono inoltre in corso accertamenti volti a ricostruire dettagliatamente gli elementi positivi di reddito sottratti al fisco.

Come si legge nella nota le funzioni della Guardia di Finanza, oltre a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e a recuperare i tributi sottratti al bilancio dello stato, costituiscono un vero ostacolo alla diffusione dell’abusivismo nel sistema economico, a sostegno e a tutela di tutte le attività lecite che operano nel rispetto della legge.

Settore giovanile Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segui le dirette su ViViRadioWeb

Il programma gare del fine settimana: segui le dirette su ViViRadioWeb

Si torna subito in campo nel fine settimana, il settore giovanile della Juve Stabia prosegue la corsa in campionato nelle rispettive categorie. Segui le dirette su ViViRadioWeb. Questo il programma gare:

Berretti: JUVE STABIA – FIDELIS ANDRIA Sabato 24/02 ore 14.30 Stadio R. Menti (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 14:15);

Under 17: JUVE STABIA – CASERTANA Domenica 25/02 ore 12.00 Stadio R. Menti (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 11:45);

Under 15: JUVE STABIA – CASERTANA Domenica 25/02 ore 10.00 Stadio R. Menti (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 09:45);

Under 16: ATLETICO NOCERA – JUVE STABIA: Sabato 24/02 ore 17.00 Campo Comunale Piedimonte – Nocera Inf.

Under 14: JUVE STABIA – MARANO CALCIO: Domenica 25/02 ore 11.00 campo Pietro Abbate – Torre del Greco;

Under 13: JUVE STABIA – VICTORIA MARRA: Sabato 24/02 ore 17.30 campo Pietro Abbate – Torre del Greco;

Per ascoltare ViViRadioWEB è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/
scaricando l’app gratuita Tune In Radio

da pc: https://37.187.93.104/start/viviradioweb/

Android ( https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it )

IPhone ( https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8 )

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradio  ( https://www.facebook.com/ViViCentroRadio ) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

a cura di Ciro Novellino

 

Castellammare, San leonardo la denuncia dei sindacati: turni estenuanti e caos organizzativo

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I sindacati Fsi-Usae ed in particolare Nursing Up denunciano le condizioni in cui si trova l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia

I sindacati Fsi-Usae e Nursing Up non sono più disposti a tollerare la situazione in cui versa l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Caos organizzativo, carenze di personale, mancanza di medici e infermieri, conflitti di competenze, sovrapposizioni di incarichi e il reparto di osservazione breve intensiva (Obi) che due mesi dopo l’inaugurazione è ancora inutilizzato. Dopo il rinvio di un incontro in programma ieri con la direzione aziendale, ma spostato all’ultimo minuto a venerdì 23 febbraio, in concomitanza con lo sciopero nazionale di categoria.
«L’ospedale San Leonardo sta morendo, ucciso dalla totale indifferenza ed incapacità dei vertici aziendali. – denunciano i sindacati – Dopo mesi di riunioni per assicurare un’assistenza sanitaria dignitosa per i pazienti e condizioni di lavoro umane agli stessi operatori, sperando di trovare interlocutori affidabili nei vertici dell’azienda, prendiamo atto nostro malgrado dell’ennesimo rinvio, avvenuto in modo pretestuoso». Fsi-Usae ed in particolare Nursing Up, criticano l’atteggiamento dell’azienda nei confronti degli infermieri ritenuti in esubero presso i servizi territoriali ed è per questo che le due organizzazioni sindacali rivolgono un appello alle istituzioni.

 

Castellammare, tregua Fincantieri: spunta una data, i dettagli

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La tregua durerà fino al tavolo tecnico

La tregua durerà fino al prossimo 27 marzo con l’apertura di un tavolo istituzionale tra le parti in causa e affrontare il caso Fincantieri. E’ stato deciso così da operai e organizzazioni sindacali di categoria dopo l’intervento del commissario prefettizio Giovanni Cupello, intervenuto sulla vicenda in prima persona in seguito alle due manifestazioni fatte dalle tute blu la scorsa settimana.

L’impegno assunto dallo stesso commissario prefettizio, durante un vertice in Prefettura, è quello di aprire un tavolo istituzionale tra Regione, Comune e azienda. L’obiettivo è quello di affrontare con responsabilità e serietà il caso Fincantieri di Castellammare. Il timore degli operai è che l’azienda stabiese sia considerata di serie B rispetto agli altri cantieri d’Italia e chiedono un impegno serio, che garantisca nuove commesse e lavoro per diversi anni.
Al tavolo istituzionale, i sindacati di categoria chiederanno un’intesa che prevede interventi di primo livello, da effettuare in tempi stretti.

Castellammare, questa sera l’incontro “Donne in politica, nel lavoro, nella cultura, nel sociale”

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Questa sera si terrà l’incontro organizzato da Liberi e Uguali presso la sede di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia – Nella giornata di oggi presso la sede Libero e Uguali in Via Gesù a Castellammare si terrà un incontro fra donne sul tema: “Donne in politica, nel lavoro, nella cultura, nel sociale”.

Durante il dibattito interverrano: Laura Della Monica candidata uninominale alla Camera; Giovanna Tavani candidata plurinominale alla Camera; Carmen Esposito Assessore Pari opportunità al Comune di Sant’Antonio Abate.

Al termine dell’incontro si esibirà Loredana Cirillo con l’interpretazione di alcuni brani musicali

Belvedere Anacapri negato a disabile, arriva l’intervento del Quirinale

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Il giovane 26enne ha avuto la risposta al suo appello

Christian Durso, il 26enne disabile di Anacapri che si era rivolto al presidente Mattarella per ottenere l’abolizione della barriera architettonica di quattro scalini che gli impedisce l’accesso in carrozzina al belvedere della Migliera ha ricevuto la risposta al suo appello dal Quirinale.
In seguito alla lettera di Durso la prefettura di Napoli ha scritto al comune di Anacapri chiedendo di “esperire ogni consentita iniziativa di sostegno” a favore delle istanze del giovane.

La risposta della prefettura è stata protocollata in municipio il 12 dicembre scorso, ma a distanza di due mesi non si muove ancora nulla. La posizione del sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, si sa: gli scalini “non potranno essere rimossi se non dopo che la sovrintendenza ai beni ambientali avrà approvato un percorso sicuro e alternativo a quello esistente”. Secondo il 26enne basterebbe semplicemente installare una passerella di legno, ipotesi che fino a questo momento non è stata nemmeno presa in considerazione. In questo modo Christian, affetto da una grave patologia degenerativa muscolare vede “negato il diritto alla bellezza e all’uguaglianza con gli altri cittadini”.

Secondo quanto ha scritto il giovane al Presidente Mattarella, “A dieci metri dal belvedere devo tornare indietro, sentendomi ogni volta sconfitto e deluso”. 

Elezioni Politiche 2018: Né Vincitori Né Vinti (Lo Piano-Saint Red)

Le elezioni sono alle porte, i sondaggi sono stati fatti, sembra che dalle urne debbano uscire solo Vincitori: di Vinti non se ne parla proprio, nessuno si rassegna ad ammettere una imminente sconfitta elettorale.
Se molti elettori diserteranno le urne, lo si dovra’ all’incertezza politica, e alle campagne diffamatorie in corso tra i vari partiti. La gente e’ stanca dei continui insulti e battibecchi, delle frasi oltraggiose, che rappresentano una caduta di stile e una decadenza morale senza precedenti.
Non passa giorno che qualche esponente delle varie correnti politiche, non finisca nelle graticole mediatiche dei giornali, per non parlare delle numerose denunce  presentate nei vari tribunali italiani: tutti si sentono offesi, e lesi nel pudore e nella propria dignita’,.come se la politica possedesse qualsiasi forma di pudore.
La Destra con il triumvirato Berlusconi- Salvini- Meloni e’ convinta di superare la soglia del 40% delle preferenze, la SX con Renzi e Company, e’ sicura di avere lo stesso risultato, stessa cosa dicasi del M5S, per non parlare dei piccoli partiti, tutti  sicuri di superare le varie soglie di sbarramento.
Qualcosa non quadra:
Se i dati fossero veritieri,  la percentuale dei votanti in base alle aspettative partitiche dovrebbe superare il 200%!
Certamente tutti i partiti si sono fatti i conti senza l’oste, le sorprese non mancheranno, si prevede, per come sono messe le cose, che nessun partito possa superare la soglia del 40%,
Per la transitiva, non avremo un Governo stabile che possa governare il Paese, tranne che non si facciano degli inciuci, o che si creino delle maggioranze durature nel tempo (ipotesi molto improbabile).
Le promesse elettorali? lasceranno il tempo che trovano, la nostra situazione economica, non e’ delle piu’ brillanti, e’ necessario risolvere tanti annosi problemi che si trascinano da anni ; dal lavoro, alle pensioni, al far ripartire la nostra economia, ad aiutare le piccole, grandi e medie imprese, per non parlare del problema della sicurezza e  immigrazione.
A pochi giorni dal voto, tutti promettono, poi gli eletti si scontreranno con la dura realta’ e allora vi sara’ sempre il solito scaricabarile, La colpa dello  scatafascio globale del Paese, la si addossera’ al predecessore, la Storia si ripetera’ con costante ciclicita’.
I tempi che ci aspettano saranno duri e tristi, altro che superamento della crisi, il peggio dovra’ ancora arrivare. Se non si porranno gli argini giusti, onde evitare ancora di essere inghiottiti da una marea di problemi, bisognera’ tentare di mantenere almeno una piccola parte delle promesse pre-elettorali; se cosi’ non fosse, la gente si allontanera’ ancor piu’ dai seggi e la percentuale dei non votanti potrebbe superare il 60%.

Ma la pizza napoletana quando è nata? La storia raccontata da Enzo Coccia

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Il maestro piazzaiolo napoletano Enzo Coccia racconta la storia della nascita della pizza napoletana

Il maestro piazzaiolo napoletano Enzo Coccia prova a rispodere alla domanda “Ma la pizza napoletana quando è nata?” Tutti risponderebbero che è nata nella Reggia di Caserta in onore della Regina Margherita l’11 giugno del 1889. Sul suo blog Enzo Coccia, padre fondatore de La Notizia spiega che quel giorno nasceva solo il nome “Margherita”. In quei tempi, la pizza mozzarella e pomodoro non era assolutamente un piatto nuovo. A confermarlo sono i numerosi testi storici dell’ottocento che ne riportano la ricetta. La regina Margherita di Savoia – prima regina d’Italia – cercava di farsi accettare dal popolo napoletano che era ancora molto legato alla dinastia dei Borbone. Così, nel giugno del 1889, convocò nella residenza estiva di Palazzo di Capodimonte il pizzaiolo Raffaele Esposito affinché preparasse la sua famosa pizza. Questa richiesta da parte della Regina fu in realtà un vero e proprio atto politico nella ricerca del consenso da parte dei napoletani.

Ho letto infiniti libri sulla Pizza Napoletana – scrive Enzo Coccia sul suo blog -, e tutti iniziano addirittura dall’Eneide. È risaputo che i popoli che si affacciavano sul Mediterraneo usavano cuocere impasti, lavorati con le mani, nel forno o sotto cenere da cui poi è derivato il termine latino focacius. Altre fonti autorevoli analizzano il termine pizza (la prima comparsa fu nel Codice della Cucina Papale del 990), altre ancora decretano la nascita della pizza napoletana quando vi si aggiunge, al disco di pasta, il pomodoro. Ma anche questa teoria è fuorviante”. “Il pomodoro – prosegue Coccia – esisteva solo fresco, l’unica specie che si conservava naturalmente a grappolo era “il piennolo”, tipico della zona vesuviana. Di fatti lo troviamo anche nelle rappresentazioni del presepe napoletano dell’800. Le prime conserve di pomodoro furono progettate e ideate dall’ingegnere torinese Cirio che nel 1875 installò, nella zona di San Giovanni a Teduccio e a Castellammare di Stabia, le prime fabbriche di pomodoro”. “Per venire a capo di questo quesito – conclude Coccia – dobbiamo fare un semplice ragionamento: la pizza napoletana nasce quando troviamo l’esistenza della bottega del pizzaiolo. Il resto sono solo leggende e fantasie. Un certo signor Giuseppe Sorrentino nel 1792 richiese alle autorità competenti una licenza per cuocere focacce e pizze. Quindi possiamo affermare con certezza che la pizza napoletana nasce quando, al disco di pasta crudo, si aggiunge la farcitura che può essere pecorino, basilico, pesciolini, salame, pomodoro etc”.

INCREDIBILE SKY – Il Napoli scompare dalla classifica, ma…

Pistocchi ironizza: “Finalmente è arrivato il sorpasso”

La nota tv satellitare, Sky Sport, ha avuto qualche piccolo problema nell’aggiornare la classifica durante la diretta dell’incontro tra LazioVerona. Durante la gara, precisamente al 14′ minuto di gioco sul risultato di 1-0 in favore dei capitolini, la regia di Sky ha fatto un clamorosa gaffe: nella classifica ‘real time’ mostrata in sovrimpressione mancava il Napoli capolista.
Quelli dell’emittente satellitare hanno infatti messo la Juventus al primo posto dimenticandosi della squadra di Maurizio Sarri, ma in realtà si mostrano le 2 posizioni sopra e le 2 sotto alla squadra impegnata nella gara.

Sul web è partita immediata l’ironia e si sono scatenati i commenti. Tra i quali è arrivato, puntuale, anche quello di Maurizio Pistocchi che ha su Twitter ha pubblicato la foto scrivendo: “Finalmente è arrivato il sorpasso”.

Trump cambia su armi: rafforzare “controlli sul passato”(background check)

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Con una mossa a sorpresa Donald Trump prepara una stretta sulle armi da fuoco, affermando il suo sostegno al rafforzamento dei controlli sul passato dei potenziali acquirenti di fucili e pistole, il cosiddetto “background check”.

La svolta di Trump sulle armi: “Più controlli su chi le compra”

La legge è in stallo al Senato, ora il Presidente potrebbe spingere per l’approvazione

NEW YORK – Con una mossa a sorpresa Donald Trump prepara una stretta sulle armi da fuoco. E lo fa affermando il suo sostegno al rafforzamento del sistema federale di controlli sul passato dei potenziali acquirenti di fucili e pistole, ovvero quello che tecnicamente viene definito il “background check”. Una cambio di passo coraggioso quello dell’inquilino della Casa Bianca, che arriva nella giornata dedicata ai presidenti degli Stati Uniti, e a meno di una settimana dal massacro della scuola di Parkland in Florida, dove hanno perso la vita 17 persone.

A diffondere la notizia è la Casa Bianca attraverso uno dei portavoce, il quale spiega che la base tecnica per una stretta sui controlli potrebbe essere proprio la legge bipartisan in stallo al senato da tempo per mancanza dei numeri necessari al passaggio.

È la prima volta che Trump si propone in un’apertura sul fronte del controllo delle armi, visto che sin dalla sua campagna elettorale si era detto nettamente contrario a ogni intervento, tanto da essere considerato uno dei punti di riferimento della potentissima lobby di settore. A partire dalla National Rifle Association (Nra) che lo ha sostenuto nella sua corsa alla Casa Bianca. Perentorie le sue parole a poche settimane dal voto dell’8 novembre 2016 che lo avrebbe incoronato presidente: «A novembre è in gioco il secondo emendamento della Costituzione», ovvero quel passaggio che riconosce la libertà per ogni americano di possedere un’arma e difendersi per conto proprio. Ma ora il presidente potrebbe essere pronto ad una piccola svolta, sotto la pressione di un’opinione pubblica sempre più terrorizzata per le stragi agevolate dal far west delle armi da fuoco in America.

Attualmente il sistema di controlli prevede che i rivenditori autorizzati di pistole e fucili traccino un background del potenziale acquirente sulla base delle informazioni fornite dallo stesso. Il profilo del cliente viene quindi sottoposto al National Instant Criminal Background Check System (NICS) il sistema di controlli del Fbi, che solo lo scorso anno ha condotto circa 25 milioni verifiche di questo genere. Il metodo tuttavia presenta falle sistematiche, perché si basa sulla affidabilità di funzionari statali e federali a denunciare la sussistenza di precedenti penali o problemi mentali da parte del potenziale acquirente. Il progetto di legge al Senato, i cui relatori sono il democratico Chris Murphy e il collega repubblicano John Cornyn, impone alle agenzie federali vincoli di maggiore accuratezza nel riportare informazioni sensibili, e propone incentivi finanziari agli stati per fare altrettanto, introducendo al contempo penalità per comportamenti negligenti. Trump, in Florida per il President weekend, avrebbe parlato proprio col senatore Cornyn in merito alla sua decisione.

E forse nel suo tweet di augurio della prima mattina di ieri faceva implicitamente riferimento al suo cambio di passo quando ha scritto: «Vi auguro un President Day felice ma riflessivo». Intanto sul caso della strage in Florida il procuratore dello Stato, Michael J. Satz, non esclude che in merito ai 17 capi di imputazione contestati al killer, il 19 enne Nikolas Cruz, «possa essere anche progettata la pena di morte». Il tutto mentre a Washington è stata inscenata proprio ieri una protesta contro le armi davanti alla Casa Bianca, con alcune decine di manifestanti che si sono distesi a terra per rievocare le numerose vittime delle sparatorie di massa nelle scuole americane. A simulare le vittime delle stragi.

vivicentro.it/CRONACA
vivicentro/Trump cambia sulle armi: rafforzare “controlli sul passato” (background check)
lastampa/La svolta di Trump sulle armi: “Più controlli su chi le compra” FRANCESCO SEMPRINI

Lipsia-Napoli: la rivoluzione di Sarri, sette cambi rispetto la Spal

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Contro il Lipsia Sarri potrebbe rivoluzionare la formazione titolare inserendo 7 cambi

Maurizio Sarri potrebbe rivoluzionare la formazione che scenderà in campo per la sfida di Europa League contro il Lipsia giovedì sera. Come riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, tra i pali potrebbe esserci Luigi Sepe che per lui sarebbe l’esordio europeo con la maglia azzurro. In difesa il tecnico darebbe spazio a Christian Maggio, Lorenzo Tonelli, Kalidou Koulibaly e Mario Rui. A centro campo Sarri potrebbe schierare Marko Rog, Amadou Diawara e Marek Hamsik. Il reparto offensivo sarebbe affidato ad Adam Ounas, Dries Mertens e Piotr Zielinski.

Rispetto alla formazione scesa in campo contro la Spal ci saranno sette cambi sin dal primo minuto di gioco.

 

Oggi avvenne: una doppietta di Improta in Varese-Napoli 0-3 del 1972

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Il 20 febbraio del 1972 Gianni Improta segnò una doppietta contro il Varese

Il giorno 20 febbraio il Napoli ha giocato undici partite, otto in serie A, una in serie B, una in coppa Italia ed una in Europa League, ottenendo quattro vittorie e cinque pareggi, con due sconfitte.

Ricordiamo il 3-0 al Varese nella quarta di ritorno della serie A-1971/72

Questa è la formazione schierata da Giuseppe Chiappella:

Zoff; Ripari, Pogliana; Zurlini, Panzanato, Perego; Sormani, Juliano, Manservisi, Altafini, Improta

I gol: 29′ e 55′ Improta, 60′ Perego

Il Napoli chiuse quel 1971/72 all’ottavo posto alla pari con la Sampdoria ed alle spalle di Juventus (che vinse lo scudetto), Milan, Torino, Cagliari, Inter, Fiorentina e Roma.

Al Varese una doppietta di Gianni Improta che vanta 22 gol nelle sue 179 presenze in maglia azzurra. Il “Baronetto di Posillipo” ha segnato 15 gol in 131 di campionato, 6 nelle 37 di coppa Italia ed una rete nelle sue 11 presenze in Europa.

Fonte: sscnapoli.it

Retroscena – Arek Milik non vede l’ora di tornare in campo

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Arek Milik vuole tornare in campo per «sdebitarsi» per l’affetto ricevuto

L’edizione di oggi del quotidiano sportovo la Gazzetta dello Sport analizza Arek Milik e le sue condizioni fisiche: “Milik si è rotto i legamenti crociati del ginocchio destro il 23 settembre e quindi, come da programma, dopo cinque mesi è di nuovo arruolabile. Certo, viene fuori da un duplice calvario, visto che nella passata stagione è finito sotto i ferri per lo stesso infortunio al ginocchio sinistro, e il nuovo k.o. di Ghoulam, con il quale ha condiviso la riabilitazione, lo ha un po’ «frenato», ma adesso Arek sta smaltendo le ultime scorie e soprattutto «vede» avvicinarsi il Mondiale, una motivazione in più per tornare in pista al più presto. In Russia può essere determinante, come del resto vuole esserlo in questo finale di stagione anche per «sdebitarsi» con lo staff medico e tecnico del Napoli, con Sarri, con i compagni e con i tifosi per l’affetto ricevuto”