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Retroscena – Arek Milik non vede l’ora di tornare in campo

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Arek Milik vuole tornare in campo per «sdebitarsi» per l’affetto ricevuto

L’edizione di oggi del quotidiano sportovo la Gazzetta dello Sport analizza Arek Milik e le sue condizioni fisiche: “Milik si è rotto i legamenti crociati del ginocchio destro il 23 settembre e quindi, come da programma, dopo cinque mesi è di nuovo arruolabile. Certo, viene fuori da un duplice calvario, visto che nella passata stagione è finito sotto i ferri per lo stesso infortunio al ginocchio sinistro, e il nuovo k.o. di Ghoulam, con il quale ha condiviso la riabilitazione, lo ha un po’ «frenato», ma adesso Arek sta smaltendo le ultime scorie e soprattutto «vede» avvicinarsi il Mondiale, una motivazione in più per tornare in pista al più presto. In Russia può essere determinante, come del resto vuole esserlo in questo finale di stagione anche per «sdebitarsi» con lo staff medico e tecnico del Napoli, con Sarri, con i compagni e con i tifosi per l’affetto ricevuto”

Emma Bonino rilancia le quotazioni di Paolo Gentiloni dopo il voto

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Ospite del forum in redazione a La Stampa, Emma Bonino rilancia le quotazioni di Paolo Gentiloni dopo il voto: “È rassicurante, resti premier. Si arrivi alle larghe intese senza Lega e M5s”.

Emma Bonino: “Gentiloni rassicurante, resti premier. Larghe intese senza Lega e M5S”

La leader di +Europa: sanatoria per i migranti irregolari che lavorano

TORINO – Arriva in redazione sola. Senza staff o portaborse. Con una mano trascina un trolley rosso. Nell’altra stringe un libro, Memorie di una militante azionista: il romanzo politico di Gianna Radiconcini, giornalista antifascista e repubblicana che per anni ha raccontato da Bruxelles e Strasburgo il lungo cammino verso l’integrazione europea. «Quella strada è una necessità», scandisce Emma Bonino, la leader radicale che la parola «Europa», con un «+» davanti, l’ha messa nel simbolo con cui corre «coalizzata» (non «alleata», precisa lei) con il Pd.

L’Europa viene ritenuta da molti, tra cui Salvini, come la causa delle crisi italiane, da quella occupazionale dell’Embraco ai migranti. 

«Può darsi che il messaggio della Lega o degli euroscettici abbia più presa sull’elettorato, ma di sicuro soffiare sulle paure della gente non può essere la soluzione».

Quale, allora? 

«Per l’Embraco la risposta del governo e del ministro Calenda è stata di rottura con i vertici aziendali. La strada è giusta e bisognerà riaprire la trattativa perché non esistono soluzioni miracolose. Tanto sul lavoro quanto sui migranti».

Lei condivide quanto fatto dal governo Pd e dal ministro Minniti sui migranti?

«Non mi piace l’approccio securitario al tema delle migrazioni. Con la campagna: “Ero straniero” abbiamo provato a superare la legge Bossi-Fini che non permette canali legali per l’ingresso in Italia. E poi servirebbe una sanatoria per parte dei 500 mila irregolari che vivono e lavorano qui, alimentando il mercato nero».

E per quanto riguarda la Libia? 

«Anche lì si è preferito un approccio legato alla sicurezza, dando priorità alla formazione della Guardia costiera libica per fermare i barconi».

Un approccio sbagliato?

«Guardate, la cosa più bella e vera che ho letto in questi giorni è proprio un reportage de La Stampa, firmato da Domenico Quirico, che racconta come sia inutile provare a mettere delle barriere o dei soldati ai confini del Niger. La mobilità è un fenomeno storico: la povera Africa è in pieno boom demografico e il Mediterraneo è un laghetto che ci unisce, come diceva Pannella già nel 1980».

Quindi cosa deve fare l’Europa?

«L’Europa deve superare il trattato di Dublino (quello che stabilisce che il migrante faccia domanda di asilo nel Paese dove arriva, ndr) e cercare una cooperazione rafforzata sul tema dei migranti, come del resto sta facendo sulla difesa e sull’economia con l’asse franco-tedesco»

Cosa si immagina per il futuro governo: chi sarà a trattare questi temi?

«Non voglio partecipare a questi giochi pre-elettorali. A me interessano gli indecisi, quelli che pensano che sia già tutto scritto. Faccio appello a loro per un gesto di responsabilità. E vi chiedo: che fine ha fatto quel 10 per cento di votanti che nel 2013 aveva dato la fiducia a Scelta civica di Monti? Esiste una borghesia liberale in Italia?».

Se dovesse scegliere: Gentiloni o Renzi?

«Penso che dopo tre anni in cui abbiamo rottamato, a parole o nei fatti quasi tutto, l’Italia abbia bisogno di essere rassicurata. E Gentiloni è un premier che potrebbe restare. Ma ripeto: non voglio partecipare a questo gioco».

In un ipotetico governo di larghe intese chi non dovrebbe esserci?

«Non ci vedo bene i populisti, i violenti e il blocco sovranista, da Fratelli d’Italia alla Lega. Ma anche il M5S il cui leader, Di Maio, ha opinioni “geografiche”: cambiano a seconda di dove parla».

Qualcuno dice che la sua personalità sta erodendo voti al Pd. Endorsement sono arrivati pure da ministri ed ex big del partito. 

«Non ho l’obiettivo di rubare voti a nessuno. Semmai quello di portare alle urne gli indecisi, tentando di fare una campagna elettorale basata sulla verità».

Un esempio?

«Tutti fanno proposte mirabolanti ma non tengono conto del debito pubblico. E dei riflessi che le promesse hanno sui nostri alleati europei: danno un senso di estrema fragilità politica».

Sui diritti va d’accordo con il Pd?

«C’è una sensibilità diversa di quella che posso trovare, per esempio, nella Meloni. Ma in Italia le battaglie civili, penso al biotestamento, durano anche 30 anni, e i partiti arrivano sempre dopo».

Pensa che l’Italia sia pronta alla prima premier donna? 

«Parlate con me? (Ride con un pelo di sarcasmo, ndr). Sarebbe un simbolo. Ma il problema del maschilismo è strutturale, nei partiti come in questo Paese».

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lastampa/Emma Bonino: “Gentiloni rassicurante, resti premier. Larghe intese senza Lega e M5S” DAVIDE LESSI

Lipsia-Napoli, prevista una mini-invasione di tifosi azzurri

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Numerosi tifosi azzurri dovrebbero seguire il Napoli nella trasferta contro il Lipsia

“Al di là del risultato”, sembra questo essere il motto che si sta diffondendo tra i tifosi azzurri. Numerosi i tifosi del Napoli che dovrebbero seguire la propria squadra nella trasferta europea contro il Lipsia in Germania. Secondo quanto riportato nell’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, ci saranno 1500 tifosi a spingere Maurizio Sarri e la squadra all’impresa in terra tedesca. Un dato sicuramente notevole che testimonia ancora una volta il sostegno che tutta la piazza da verso la squadra. All’andata al San Paolo erano presenti non più di 1000 tifosi del Lipsia.

Cara amica ti scrivo …

Le chiamerò Costanza e Alba, due reali amiche di lontana data, oggi residenti in luoghi distanti, che si scrivono su argomenti di attualità e sociali della nostra Italia (e Sicilia).

Costanza,

Mi spiace ma non mi sorprende che articoli così faziosi e deformanti escano su stampa nazionale. Ma io vivo e conosco l’Italia e mi sforzo di essere giusta. La Nazione è stata ed è accogliente con i lavoratori stranieri e le loro famiglie, che dagli italiani ricevono molto: case popolari, aiuti materiali, esenzioni da pagamento bollette e multe, lezioni e mense gratuite x i figli ecc. Infastidiscono sì i numerosi giovanotti nullafacenti e spacciatori, a volte ubriachi chiassosi e violenti che girano x le strade.  Soprattutto Infastidiscono i molti affaristi travestiti da apostoli che lucrano assai con denaro pubblico (onlus, imprenditori e politici, albergatori incapaci, ecc). Fidati: di molte cose ho conoscenza diretta, anche attraverso il lavoro di una mia amica. Purtroppo siamo sottomessi a governanti falsi e inadeguati, conniventi con gli affaristi, arroganti e sordi alle esigenze di regolare e controllare. A proposito del moralista citato nell’articolo, lo conoscevo più di 20 anni fa. Ricordo solo di lui che per far lezione saliva in piedi sulla cattedra e che il docente successivo doveva ripulirla! A te se considerarlo un entusiasta innovatore o un eccentrico maleducato!  Scusa se mi son dilungata, ma è perché con te parlo ancora volentieri e nutro fiducia nella tua intelligenza! Cari saluti.

Alba,

Cara amica mia, la storia ci insegna che il subbuglio, le discriminazioni sociali, economiche, religiose e quant’altro che contrasti la parola Pace, sono sempre esistiti. Nell’ultimo sessantennio la nostra generazione, unica forse nella storia di tutti i tempi, ha assistito a tutte le più straordinarie scoperte in ogni settore facilitandoci e migliorandoci la vita e rendendola comoda, piacevole e anche divertente, se solo la sapessimo apprezzare e condividere. Eppure non siamo sereni, non riusciamo a goderla, ci sentiamo insicuri e minacciati, ci scegliamo democraticamente dei governi che ci deludono, siamo inquieti e circondati da cattiverie, sofferenze e insofferenze. La Parola Pace è una chimera, la nostra vita è in pericolo, in patria e fuori, le nostre case non bastano a proteggerci, inostri rapporti umani, professionali e sociali sono soggetti a dura prova, e noi ne abbiamo avuto un assaggio: nel momento in cui pensavamo di offrire gratuitamente il meglio di noi agli altri, ricordi come sono prevalse le incomprensioni? Tutte le generazioni sempre sono state soggette a dura prova, ci sarà mai una generazione più fortunata fra tutte quelle registrate dalla Storia globale fino ad ora, che avrà avuto o avrà il beneficio di godere della pace e quindi della meraviglia della vita e delle meraviglie che l’uomo ha saputo costruire? Tutte le città d’Italia e il mondo intero stanno soffrendo molto per motivi, pur diversi, ed io mi sento coinvolta in questo disagio umano, sociale, economico, politico, religioso…, doppiamente, per l’amore che provo per la mia Italia d’origine, assai malmessa che mi ha donato la dignità del lavoro e della vita e che sta vivendo, dei contrasti interni e disagevoli per i concittadini. Sono certa che la Nazione saprà risolvere e ricucire al meglio i suoi conflitti e disagi sociali, sono meno fiduciosa per il risorgimento della bella amata Sicilia. Ti abbraccio forte.

Adduso Sebastiano

vivicentro.it/OPINIONIATTUALITA’

Politiche 2018: codici a barre e piano anti-brogli sul voto all’estero

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Codici a barre per rendere tracciabile il percorso delle buste ed evitare doppi invii o furbetti che provano a votare due volte, diplomatici in tipografia per presidiare le schede e carabinieri schierati per le fasi di voto: alla Farnesina si sono organizzati per cercare di garantire la sicurezza del voto più contestato, quello all’estero.

Codici a barre e presìdi contro i brogli del voto all’estero

Farnesina in campo per garantire la sicurezza del voto per corrispondenza. In palio 18 seggi. Domani la Consulta si esprime sui dubbi di costituzionalità

ROMA – Codici a barre per rendere tracciabile il percorso delle buste ed evitare doppi invii o furbetti che provano a votare due volte. Diplomatici in pianta stabile in tipografia per presidiare le schede. Carabinieri invitati ad assistere a varie fasi del procedimento di voto. Memori delle polemiche del passato, del rischio di brogli e irregolarità, alla Farnesina si sono organizzati. Con qualche novità e contromisura per cercare di garantire la sicurezza del voto più contestato, quello all’estero. Per il quale la macchina è già in moto e le schede sono partite: anche se, proprio domani, la Consulta si esprimerà su un ricorso del Tribunale di Venezia che avanza dubbi sulla costituzionalità della legge che lo regola, viste quelle che definisce «ombre» su libertà e segretezza del voto.

Sono circa 4 milioni e 300 mila i connazionali con diritto di voto residenti fuori dai nostri confini, sparsi in 177 Paesi, a cui si aggiungono poco più di trentamila italiani temporaneamente all’estero, circa 700 mila elettori in più delle scorse politiche. Per loro, il Rosatellum non ha introdotto novità: votano ancora per corrispondenza come prescritto dalla legge Tremaglia del 2001. Le schede arrivano a casa per posta, si vota indicando le preferenze – a differenza di quanto succede in Italia – e si rispediscono entro il 1° marzo alle 16 alle sedi diplomatiche. Che provvederanno a inviarle su 120 voli verso Castelnuovo di Porto, dove la Farnesina avrà terminato il suo compito: sarà la Corte d’Appello di Roma a garantire lo scrutinio in circa 1700 seggi. In palio per l’estero 12 deputati e 6 senatori: un bottino che in passato, in occasione di risultati incerti, ha fatto la differenza. Come nel 2006, quando a vincere per un soffio fu l’Unione di Romano Prodi (per arginare la dispersione di voti, stavolta i partiti della coalizione di centrodestra all’estero hanno fatto liste uniche). O, ancora, alle ultime consultazioni di cinque anni fa, i voti degli italiani fuori confine furono determinanti per giocarsi il titolo di partito più votato tra Pd e M5S. E visto che potrebbe incidere anche stavolta, e date le polemiche esplose in passato sulla regolarità di quel voto, si capisce una certa fibrillazione al ministero degli Esteri

«L’impegno della Farnesina è stato rafforzato per garantire la massima regolarità e sicurezza del processo», assicura Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero, da poco rientrato da un viaggio tra i maggiori consolati, da Buenos Aires a San Paolo a Londra. «Abbiamo avviato la digitalizzazione del voto – spiega – attraverso un portale elettorale, una sorta di “radar” che accompagna passo passo le sedi ai vari adempimenti elettorali, e con un codice a barre che consente una migliore tracciabilità dei plichi». Il 75 per cento degli elettori – dove l’efficienza delle poste locali ha consentito un accordo – troverà sul proprio plico un codice a barre che consente alle sedi diplomatiche di verificarne il tragitto e l’arrivo a destinazione: novità pensata per evitare errori come il doppio invio denunciato in occasione del referendum costituzionale in Repubblica Ceca, o che qualcuno, con la scusa di non aver ricevuto nulla, si presenti in consolato chiedendo un duplicato. In ogni sede è stato individuato un responsabile che segua l’iter elettorale, e una quindicina di sedi sono state rafforzate con l’invio di personale temporaneo da Roma. Sono stati rivisti i contratti con poste e stamperie di vari Paesi, aumentando le penali in caso di anomalie e, dove possibile, come a Buenos Aires, due funzionari si danno il cambio in tipografia per controllare che le schede siano conservate in modo corretto. Infine, sono stati avviati contatti con la polizia postale per contrastare eventuali fake news sul web.

Misure pensate per minimizzare il rischio di brogli: ma per farcela, sottolineano, se in futuro il numero di italiani all’estero continuerà a crescere, servono risorse (stavolta in legge di bilancio sono stati stanziati 28 milioni di euro) e incremento di personale. «Anche se il vulnus è che, votando per posta, non c’è modo di garantire che la croce sia stata tracciata da chi dovrebbe. Ma questo – sospira una fonte qualificata della Farnesina – attiene al voto per corrispondenza: noi su questo non possiamo fare nulla». Un vulnus che già in passato un’ambasciatrice ha sottolineato con una lettera alle istituzioni di governo: ora, proprio su segretezza, libertà e personalità del voto si fonda il ricorso presentato da un consigliere regionale veneto e un italiano residente in Slovacchia al Tribunale di Venezia, che lo ha accolto e spedito dinanzi alla Corte Costituzionale.

«Stiamo facendo il massimo», giurano alla Farnesina. E non ci stanno a finire nel mirino delle polemiche, come accadde in occasione del viaggio dell’allora ministra Boschi in Argentina ai tempi del referendum: sono stati temporaneamente sospesi dalle loro funzioni tre consoli onorari che si erano sbilanciati a indicare le proprie preferenze. Ogni precauzione possibile, per tentare di evitare proteste e contestazioni.

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lastampa/Codici a barre e presìdi contro i brogli del voto all’estero FRANCESCA SCHIANCHI

Choc in Campania: studente della Federico II si spara un colpo alla testa prima della seduta di laurea

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Choc in Campania: studente della Federico II si spara un colpo alla testa prima della seduta di laurea

Aveva quasi completato il suo percorso di studio all’Università degli studi di Napoli Federico II, gli mancava l’ultimo step: discutere la tesi. Doveva farlo ieri ma intorno alle 10:00 di mattina, prima di recarsi nell’ateneo, si è sparato un colpo di pistola alla testa.

E’ l’estremo gesto compiuto da L.G., un ragazzo di 26 anni della frazione di Sant’Angelo di Mercato San Severino. Adesso è un condizioni critiche all’ospedale San Leonardo di Salerno.

Il ragazzo ieri avrebbe dovuto laurearsi in Scienze e Tecnica dell’Ambiente nel settore Biologia. Era a casa, i familiari lo aspettavano per recarsi tutti insieme nel capoluogo campano. Si è chiuso nel bagno e si è sparato un colpo di pistola alla tempia, con una 7,65 browning. L’arma appartiene al padre del 26enne ed è detenuta legalmente.

Sono stati i genitori a ritrovare il figlio nel bagno, agonizzante ma ancora vivo. Subito la corsa in ospedale, prima al Fucito di Curteri, poi considerate le condizioni critiche i camici bianchi hanno disposto il suo trasferimento al San Leonardo di Salerno.

Il proiettile è entrato dal lobo parietale destro e fuoriuscito dalla guancia sinistra. Una traiettoria che fa ben sperare che il ragazzo possa salvarsi. Adesso è in prognosi riversata.
Seguiranno aggiornamenti.

Il Napoli vuole Hrvoje Milic, ma solo come sparring partner: le ultime

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Continuano i contatti tra il Ds nel Napoli Giuntoli e l’entourage di Hrvoje Milic

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo TuttoSport parla dell’interesse concreto da parte del Napoli per Hrvoje Milic: “Per evitare ogni alibi, – riporta il quotidiano TuttoSport – la società ha anche individuato in Hrvoje Milic il terzino svincolato da portare subito in azzurro. I contatti tra Giuntoli e l’entourage del 28enne croato proseguono, ma toccherà al calciatore decidere se scegliere Napoli. L’avventura in azzurro lo affascina non poco, ma l’offerta arrivata dalla Turchia lo sta allettando. Giuntoli è stato chiaro: in azzurro verrebbe utilizzato per lo più negli allenamenti, se invece andasse a giocare in Turchia, avrebbe più possibilità di mettersi in mostra. La palla passa a Milic…“.

Albiol, la clausola bassa fa gola a diversi club: i dettagli

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Secondo quanto riportato dalla Rosea Raul Albiol sarebbe finito nel mirino di diverse squadre

Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport non c’è la massima sicurezza che Raul Albiol possa continuare ad indossare la maglia del Napoli anche la prossima stagione. L’ex difensore del Real Madrid sarebbe nel mirino di diverse squadre interessate: “Arriverà presto anche il traguardo delle 200 gare in azzurro (ora sono 197). Tuttavia, non è detto che Albiol il prossimo anno sarà in ritiro con il Napoli (si andrà a Dimaro solo per una dozzina di giorni, poi probabile una settimana in Cina). La clausola rescissoria da sei milioni di euro fa gola a tante squadre della Liga che spingono Raul a tornare in patria, anche se lui a Napoli ormai è di casa”.

 

Milik potrebbe essere convocato contro il Cagliari: la situazione

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Un’indiscrezione da Castel Volturno fa ben sperare per la convocazione di Arek Milik per il posticipo contro il Cagliari

Arrivano buone notizie per il Napoli e per il tecnico Maurizio Sarri. Nel posticipo di lunedì contro il Cagliari, il mister potrebbe convocare anche il polacco Arek Milik come riporta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta: “Il Napoli ha messo nel mirino lo scudetto e Arek Milik ha messo nel mirino la sfida con il Cagliari di lunedì per ricominciare a dare il suo contributo nella rincorsa al terzo tricolore della storia azzurra. Racconta «radio Castel Volturno» che Milik nelle ultime due settimane non si è più limitato agli «undici contro zero» ma ha iniziato a giocare le partitelle con i compagni e ha dato risposte convincenti. Ora è dunque in condizione di essere protagonista, magari per una porzione di partita, ma deve vincere le sue ultime remore, che sono però di carattere psicologico. Ecco perché una settimana in più in sede a fare altro lavoro specifico, evitando probabilmente il viaggio in Germania, potrebbe regalargli la convinzione di sentirsi pronto per Cagliari”.

Milic entro 48 ore la firma con il Napoli: ecco quando sarà a disposizione del club

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Nelle prossime 48 ore dovrebbe arrivare la firma di Milic che lo lega al Napoli per 4 mesi

Come riporta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, è ormai tutto definito per l’arrivo dello svincolato Hrvoje Milic al Napoli. Per l’ex giocatore della Fiorentina è previsto un contratto di quattro mesi senza opzioni per rinnovo. Entro le prossime 48 ore il calciatore dovrebbe vestire l’azzurro ed il club scioglierà le ultime riserve. Hrvoje Milic dovrebbe arrivare a a Castel Volturno la prossima settimana dopo la partita di Europa League con il Lipsia in Europa League e la trasferta di Cagliari il prossimo lunedì nel posticipo di campionato. Per Maurizio Sarri è una soluzione d’emergenza importante in seguito ai problemi e la sfortuna che hanno colpito l’algerino Faouzi Ghoulam costretto ad un nuovo intervento chirurgico.

Pompei, nessun rallentamento dei lavori secondo la direzione di ‘Scavi e Grande Progetto’

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Nota stampa di precisazione sulla scadenza del contratto

La Direzione del Parco ha emesso una nota stampa in riferimento alla notizia del concluso rapporto di collaborazione dei professionisti della Segreteria Tecnica (in tutto 16 tra archeologi, architetti e ingegneri) presso il sito archeologico di Pompei:

“I contratti degli esperti della segreteria tecnica di Pompei sono da sempre stati a termine (non c’è stato alcun licenziamento). Anzi, grazie alla misura straordinaria prevista dalla legge di bilancio 2018, tale personale potrà essere inquadrato a tempo indeterminato nei ruoli del Ministero, con modalità analoghe a quelle stabilite per il personale precario delle pubbliche amministrazioni dalle norme attuative della cosiddetta riforma Madia. La norma di legge cui si fa riferimento, in vigore dall’1 gennaio 2018, prevede che, entro il 31 marzo 2018, il Mibact possa assumere, previa apposita selezione per titoli e colloquio, proprio il personale che ha lavorato nella Segreteria tecnica di Pompei per 36 mesi. Tale procedura sarà attivata nei prossimi giorni. Deve peraltro segnalarsi che i 36 mesi richiesti dalla norma sono stati maturati dal personale della segreteria tecnica il 16 febbraio 2018, giorno in cui i loro contratti sono scaduti”.

Poi arriva la precisazione della Soprintendenza:
“Sempre la legge di bilancio 2018 ha previsto il ricorso alle procedure dei contratti istituzionali di sviluppo per valorizzare l’area contigua al Parco Archeologico. E la struttura del Parco, oltre a poter contare sugli esperti eventualmente inquadrati a tempo indeterminato, potrà affidare ulteriori 20 incarichi di collaborazione a termine come quelli già attribuiti nel 2015 per la Segreteria Tecnica. Gli impegni del Governo e del Parlamento dal 2013 a oggi e gli eccezionali risultati ottenuti sono, quindi, sotto gli occhi di tutti. Più volte l’Unione europea e l’UNESCO hanno indicato il caso Pompei come esempio virtuoso nell’uso dei fondi e nella gestione di un sito patrimonio mondiale dell’umanità. In ogni caso le vicende in oggetto, non incidono in alcun modo sul cronoprogramma del Grande Progetto Pompei. I cantieri non subiranno alcun rallentamento in quanto tutte le attività saranno con regolarità portate avanti grazie all’abnegazione dei funzionari del Parco Archeologico di Pompei che si sono resi disponibili ad ulteriori carichi di lavori, per garantire piena continuità agli interventi”.

Incidente di Torre del Greco, migliorano le condizioni di Marianna

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La 22enne, ora, respira autonomamente

Le condizioni della ventiduenne Marianna M., coinvolta nell’incidente in cui ha perso la vita il fidanzato, migliorano, facendo trasparire ottimismo. La ragazza è ancora ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli, ma la fase critica sembra essere ormai passata.

Marianna respira autonomamente, anche se è ancora in rianimazione. Per protocollo ci deve restare 72 ore. Nonostante la 22enne abbia subito importanti fratture alle gambe e al bacino, non ha subito alcun intervento: i medici si sono limitati a metterla in trazione.
Se le sue condizioni dovessero rimanere costanti o migliorare potrà finalmente uscire dalla rianimazione. Ma lì dovrà affrontare un altro dolore, sarà informata della morte del suo fidanzato Antonio.

Napoletani scomparsi in Messico, parla il figlio di Russo: “Tutti corrotti! Mandate l’esercito”

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Intanto, in Messico si continua a cercare

E’ dal 31 gennaio scorso, giorno in cui sono scomparsi in Messico, che di Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino non si hanno notizie, ma i parenti non si danno per vinti, non perdono la concentrazione e continuano le loro ricerche.

Francesco Russo, figlio di Raffaele, ha rilasciato forti e pesanti dichiarazioni nei confronti delle autorità messicane durante la trasmissione Pomeriggio Cinque. Ecco quanto ha detto: ““Non posso dire dove mi trovo perché ho paura. Qui la situazione è tragica, non si può avere fiducia di nessuno. Ci sono delle registrazioni e dei messaggi che ho fatto io. Le autorità sono al corrente di tutto ma non hanno mosso un dito. Chiedo all’Italia intera di mandare l’esercito militareQuesto è un paese al 100% corrotto. Mi hanno abbandonato“.

Torre del Greco, dopo il fatale schianto chiede incessantemente del fidanzato

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Nonostante sia in pericolo di vita ripete sempre la stessa domanda: “Dov’è Antonio?”

E’ ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Cardarelli di Napoli con le ossa del bacino e del costato fracassate, ed è tuttora in pericolo di vita ma non fa altro che cercare il fidanzato e ad ottenere sue notizie. Nessuno ha ancora detto a Marianna M., di 22 anni, che il suo fidanzato Antonio Masillo, di 23 anni, è morto dopo il violento schianto con lo scooter.

Quello schianto in scooter poco dopo le 19 di sabato ha ucciso il fidanzato sul colpo, un tragico incidente che ha sconvolto non solo Torre del Greco ma anche l’intera area vesuviana. A Marianna non sarà detto nulla fin quando non sarà fuori pericolo. La salma di Antonio è all’obitorio di Castellammare di Stabia in attesa di autopsia.
Intanto, vanno avanti le indagini sullo schianto con l’auto guidata da un 31enne.

Amerigo Vespucci, membro dell’equipaggio si racconta nella sua vecchia scuola

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Antonio De Cillis torna a casa e racconta il suo emozionante viaggio sulla nave scuola

Antonio De Cillis è un ex studente dell’ITIS “Jannuzzi” di Andria, attualmente studente di Ingegneria Navale a Livorno, è tornato ad Andria per raccontare agli studenti la sua esperienza sulla nave scuola Amerigo Vespucci.

L’Amerigo Vespucci è un veliero della Marina Militare costruito come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia navale. La decisione di costruire l’Amerigo Vespucci venne assunta nel 1925. Il Vespucci fu progettato insieme al gemello Cristoforo Colombo (sebbene di dimensioni leggermente diverse) nel 1930 dall’ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei Regi cantieri navali di Castellammare di Stabia, riprendendo i progetti del veliero Monarca, l’ammiraglia della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, poi ribattezzato Re Galantuomo quando fu requisito dalla Marina sarda dopo la conquista delle Due Sicilie e la conseguente nascita del Regno d’Italia.

La Real Marina delle Due Sicilie era all’avanguardia tra gli Stati italiani preunitari e le sue navi, assieme a quelle sardo-piemontesi (per meglio dire liguri) costituirono il primo nucleo della flotta militare italiana, come ben si osserva nel Museo navale di La Spezia. I progetti ricopiati erano dell’ingegnere navale napoletano Sabatelli ed erano custoditi a Castellammare di Stabia insieme alle tecnologie necessarie alla costruzione di questa tipologia di imbarcazione. Il prototipo fu costruito interamente dal modellista navale ufficiale dei Cantieri Navali stabiesi Michele Filosa (anche maestro orafo). Una bella esperienza, quella sull’Amerigo Vespucci, che ha permesso al giovane allievo andriese di arrivare sino in Norvegia. Un’esperienza, dunque, che va tramandata agli studenti.

Scafati, attentato alla pescheria: quattro persone arrestate

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Scatta il ricorso, ma c’è l’ipotesi di un nuovo clan

Sono stati quattro gli arrestati dopo aver piazzato una bomba nei pressi del ristorante-pescheria “Acqua e Sale” di Scafati. L’arresto è arrivato dopo la richiesta della Procura Antimafia.

I malviventi rispondono di estorsione, spaccio e porto abusivo di armi: sono Pasquale Panariello,  26 anni nativo di Gragnano ma residente a Scafati, il fratello minore M.P.,  A.P. 43enne di Castellammare di Stabia e residente a Boscoreale, già in carcere a Frosinone per altri reati, ed E.I., 42enne originaria di Torre del Greco e residente a Scafati. Per il minore, procede la Procura presso il Tribunale dei minori di Salerno. I due fratelli risulterebbero essere gli autori dei danni provocati al negozio “Acqua e Sale”: prima la benzina poi l’esplosione, con il danneggiamento dell’ingresso del locale e di un’auto in sosta distante pochi metri.

Secondo il sostituto procuratore Giancarlo Russo, l’attentato rientra in quel processo di agevolazione quella “consorteria criminale operante a Scafati – in via di completa identificazione”. In questo caso Panariello, trovato in possesso di una mitraglietta e di una pistola, secondo quanto scrive il Gip “nelle condotte estorsiveha fatto riferimento alle sue colleganze criminali dicendo ai titolari di ‘Acqua e Sale’ a noi ci manda l’ultimo uscito a Scafati”.

 

 

Castellammare, nuova visita di Striscia la notizia. Ecco perchè…

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Dopo la questione “datteri di mare” tocca all’arenile

Striscia la notizia, il tg satirico in onda su Canale 5, ha fatto di nuovo visita alla città di Castellammare di Stabia. Il tg era venuto nella città delle acque con Luca Abete per la questione dei ‘datteri di mare’.

Ora, però, a fare visita alla città è Edoardo Stoppa, l’amico degli animali. E’ da un pò di tempo che l’inviato si sta occupando di alcune irregolarita’ contro Enpa ,L’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, a più antica e la più grande associazione animalista italiana. Nella puntata del 19 febbraio una persona che ha preferito restare anonima ha segnalato alcune anomalie sul voto dei vertici e la foto non lascia dubbi, si tratta proprio dell’arenile di Castellammare di Stabia.

Visto dalla panchina – Spal…lata fallita!

Visto dalla panchina – Spal…lata fallita!

Dobbiamo rispondere subito; non a chi ha giocato prima di noi, me ne frego di loro, finchè stiamo noi avanti non ci devono preoccupare. Dobbiamo però rispondere a noi stessi, alla brutta figura di giovedì. Noi non siamo quella brutta figura, dobbiamo e possiamo riprenderci il San Paolo. Qui c’è gente che ha comprato tre biglietti in sette giorni, e meritano rispetto! Dovremo stare attenti soprattutto alle ripartenze, partiamo forte e vedrete che riusciremo a portarla a casa! In campo adesso… Lorenzo subito in profondità, si smarca e riceve un grande assist, solito tiro a giro e palo pieno! Peccato, poteva sbloccare la gara e metterla in discesa… Allan, percussione profonda e insistita, area di rigore, tiro … e goooool!!! 1 a 0, ottima trama e bellissimo tiro di forza… Vantaggio cercato e quanto mai utile, in ottica di gestione delle forze… Non dobbiamo fermarci, angolo di Mario Rui, Callejon a volo, gran parata di Meret! Bene, stiamo alti con i centrocampisti, Koulibaly da fuori si libera per il tiro e calcia dalla distanza, tentativo però a lato… Scambi veloci adesso, che innervosiscono quelli della Spal, costretti spesso al fallo di frustrazione; ancora Lorenzo dalla sua mattonella, ma anche stavolta Meret compie una bella parata, peccato! Adesso la Spal si è ricompattata, e
ci costringe spesso al fallo, sia Allan che Jorginho; Viviani tira da fuori una gran botta, Pepe Reina è attento e sventa con mestiere! Altrettanto bene Meret, stavolta su Marek, tiro praticamente immediato che meritava altra fortuna…

Fine primo tempo, l’abbiamo messa sui binari giusti, ma non possiamo credere che basterà: un gol di vantaggio è nulla, una palla sporca potrebbe rovinare tutto! Voglio una cattiveria maggiore, pochi leziosismi! Adesso attaccheranno a testa bassa, non hanno niente da perdere! sfruttiamo Rui e Allan, e ricordiamoci sempre che Callejon si libera sempre a destra! Andiamo, riprendiamoci la vetta! Subito in pressione, con Callejon e Mertens che scambiano a memoria, corner e palla in area ma preda del portiere. Tiro dalla distanza di Mertens, un po’ svogliato oggi, speriamo trovi la via del gol! Eccolo fiondarsi in area e lasciar partire un tiro a giro, ma Meret compie ancora una parata da portiere di livello… Lancio per Marek, che si libera e tira, GOOOOOLLLLL!!! Esultanza di Marek che rompe la bandierina… ammonito, accidenti a te che bisogno c’era?!? Attenzione, l’arbitro consulta il Var e annulla… fuorigioco!!! Maledizione, e intanto l’ammonizione resta! Esci Marek, sei troppo nervono adesso, entra Zielinsky!

Forza, non disuniamoci, palla alta per Raul Albiol, che si dimentica di colpire il pallone… Intanto entra Floccari, ecco che si fiondano all’attacco!!! Dobbiamo resistere e ripartire, Insigne ancora al tiro ma il pallone esce di poco… Entra anche Paloschi, ormai saltati gli schemi, questi vogliono colpirci a tutti i costi! Fuori Callejon e Jorginho, entrano Rog e Diawara… Cinque minuti di recupero?!?! Forza, non voglio distrazioni, manteniamo palla… La spal non ne ha più, e si portano a casa questi tre punti, non senza sofferenza… E chi lo immaginava che si soffriva così tanto, da primi in classifica?

a cura di Fabiano Malacario

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Castellammare: un viale della villa da intitolare all’eroe Antonio Mosca

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Il poliziotto stabiese morì in seguito ad un conflitto a fuoco con la “Banda della Uno Bianca”

Al Questore di Napoli, Antonio De Iesu, sono state presentate le 330 (ne bastavano 200) firme raccolte per intitolare un viale della Villa Comunale al Sovrintendente della Polizia di Stato Antonio Mosca, di Castellammare di Stabia, gravemente ferito il 3 ottobre 1987 in una sparatoria con i componendi della “banda della Uno bianca”.

I promotori della petizione sono stati la famiglia Mosca/Buonocore Catello, il Personale della Sottosezione Polizia Stradale di Angri e i colleghi del Commissariato di Sorrento.
L’ispettore superiore della Polizia di Stato, in quiescenza, cav. Francesco Eresiarcosi è dedicato alla raccolta delle firme per le strade di Castellammare di Stabia e in Villa Comunale dando un enorme contributo.
La vedova Mosca e i suoi figli vivono a Rimini e attendono con speranza che la città di origine dell’eroico poliziotto gli tributi un riconoscimento doveroso.

Antonio Mosca fu ferito al torace da 5 colpi di pistola esplosi dai malviventi: il Sovrintendente fu operato e gli furono asportati lobi del polmone. Il suo calvario durò fino al 29 luglio 1989, quando morì.

Napoli, ex consigliere pestato da una baby gang: “Ho rischiato un occhio”

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Il fatto è accaduto nel centro storico

Francesco Minisci, ex consigliere del Comune di Napoli, ha pubblicato le sue foto sui social a testimonianza di quanto gli è accaduto dopo l’aggressione da parte dei ragazzini in motorino al centro storico: “Questo è il risultato di un aggressione con motorini da parte di 4 ragazzini al centro storico, pubblico la foto su consiglio di amici non perché cerco una punizione verso chi ha problemi più seri dei miei, ma per evitare che possa accadere qualcosa di più grave domani a qualcun altro”.

Minisci, ha fatto regolare denuncia alla Questura di Napoli dell’accaduto ma non cerca vendetta. L’ex consigliere è stato colpito con calci e pugni oltre che con una cassetta della frutta che aveva i chiodi sporgenti e arrugginiti: “Ho rischiato di perdere un occhio in quanto con  la cassetta della frutta mi hanno colpito al volto, ed i chiodi erano sporgenti e pericolosi, ho temuto il peggio. Spero che le targhe dei motorini in questione siano state riprese dalle telecamere. Non inveite contro chi mi ha fatto del male sono sicuro che la causa è l’esclusione sociale dei nostri brutti tempi. Punire serve a poco, l’unico antidoto è integrare e garantire a tutti istruzione e integrazione sociale”.