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Napoli, il Comune assumerà 150 persone: le domande sono presentabili fino al 28 maggio

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Il Comune di Napoli ha aperto un concorso che porterà all’assunzione a termine determinato di 150 persone: ecco come presentare la domanda, entro il 28 maggio

Ottime notizie per chi sta cercando lavoro nella zona dell’hinterland napoletano. Il Comune di Napoli ha aperto, tramite una selezione pubblica per titoli ed esame, un concorso che porterà all’assunzione di 150 persone. I “prescelti” avranno un contratto a tempo determinato. Le posizioni richieste sono: 54 assistenti sociali (categoria D1), 37 istruttori direttivi amministrativi (categoria D1), 50 educatori professionali (categoria D1), 7 istruttori direttivi informatici (categoria D1) ed inoltre, a tempo determinato e parziale al 50% di 21 istruttori direttivi psicologi (categoria D1), in esecuzione delle deliberazioni di Giunta Comunale n. 61 del 16/02/2018 e n. 149 del 06/04/2018 con le quali sono state confermate le assunzioni a tempo determinato finanziate nell’ambito del Piano Operativo Nazionale (PON) “Inclusione”.

Secondo la delibera approvata, le assunzioni saranno attuate nell’Ente nel prossimo triennio. «Le scelte operate sono il frutto di un delicato equilibrio tra la necessità di incrementare la dotazione organica effettiva dell’Ente e quella di contenere la spesa del personale nei limiti imposti dal legislatore negli ultimi anni e ovviamente l’onere finanziario che le assunzioni comportano è coerente con il contenuto del piano di riequilibrio appena approvato» dice il proponente Enrico Paniniis.
Sarà possibile inviare la propria candidatura entro e non oltre le ore 12.00 del 28 maggio 2018. Per eventuali richieste o chiarimenti è stata predisposta una mail: portaleselezioni@comune.napoli.it.

La candidatura può essere inoltrata esclusivamente via web al portale delle selezioni del Comune di Napoli, raggiungibile al seguente link.

Barano,con la Sessana per scrivere la storia di un’altra salvezza

Oggi pomeriggio alle ore 16:00 al “Don Luigi Di Iorio” il Barano scende in campo per lo spareggio con la Sessana. I bianconeri sono a caccia della seconda salvezza storica in Eccellenza. Uno spareggio salvezza nel quale potrebbe essere anche l’ultima gara del capitano Pietro Ferrari in maglia bianconera

A cura di Simone Vicidomini

L’attesa è finita. Ci siamo ,il Barano è ad un passo per scrivere un’altra pagina di storia del calcio isolano. Oggi pomeriggio alle ore 16:00 al “Don Luigi Di Iorio” ospiterà la Sessana. I bianconeri avranno due risultati a disposizione:basterà un pareggio o una vittoria per conquistare la seconda salvezza di fila in Eccellenza. Dopo una stagione vissuta tra alti e bassi,con l’esonero di Billone Monti sostituito da Gianni Di Meglio,la formazione baranese ha comunque raggiunto un risultato importante,grazie allo score di risultati positivi raggiunti nell’ultimo periodo che ha così permesso di poter disputare lo spareggio salvezza tra le mura amiche. Il Barano dunque dopo aver conquistato il quart’ultimo posto in classifica avrà due risultati utili a favore. E’ una partita da dentro o fuori. Se la gara dovrebbe terminare in parità al termine dei 90′ si andrebbe a tempi supplementari e con un’ulteriore pareggio regalerebbe così la salvezza in Eccellenza. La Sessana invece sarà costretta ad un solo risultato:la vittoria.

Barano,con la Sessana per scrivere la storia di un'altra salvezza

Alla vigilia del play-out con la Sessana,abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore del Barano,Gianni Di Meglio:”Quella contro la Sessana è una gara in cui ci giochiamo tutto il campionato-esordisce- quindi è un campionato a parte. Abbiamo un piccolo vantaggio,ma la partita andrà giocata davvero. I nostri avversari sono giovani e corrono. Sarà un bel match e non vogliamo lasciare nulla al caso. Giocheremo per vincere anche se la Sessana sarà certamente aggressiva e proverà a trovare il gol subito. Noi dovremo essere bravi a controbattere tutto questo. La differenza della gara vinta da noi in campionato a febbraio? Questa sarà una partita diversa,giocata bene e su ritmi alti “dichiara Di Meglio. L’allenatore si sofferma a parlare delle ultime due gare vinta dalla sua squadra contro avversari che non avevano più nulla da dire rispetto alla Sessana che ha giocato partite più impegnative. “Credo che in questo momento-aggiunge l’allenatore- vantaggio non ne abbia nessuno. Si azzera tutto e quindi si giocherà sopratutto per vincere. E’ vero che abbiamo avuto degli impegni facili,però comunque sono stati intensi sotto il profilo delle temperature. E’ scoppiato il primo caldo,quindi alla fine abbiamo fatto buone partite e buoni allenamenti. Il caldo,poi può incidere anche nella gara di oggi,sopratutto sul piano mentale. Se non saremo liberi mentalmente,le gambe si potrebbero bloccare e col caldo potremmo soffrire ancora di più. Non dovremo farci prendere dall’ansia e stare tranquilli e mettere quella cattiveria che potrebbe essere il rilancio per tutti”chiosa Gianni Di Meglio.

L’avversaria di turno- La Sessana partita ad inizio stagione con ambizioni ben diverse,si è ritrovata nel burrone della classifica dei bassifondi chiudendo il campionato a 26 punti. Dopo la rivoluzione avvenuta nel mese di dicembre che visto andar via giocatori importanti come Barone Lumaga,Grezio,Bacio Terracino ed altri la squadra è stata così affidata a mister Salvatore Mennillo. I casertani nello spareggio salvezza si affidano all’attaccante Emilio Coppola figlio d’arte di Nicola Coppola ex Ischia Isolaverde. Tra gli ex gialloblu ci sarà anche Manna.

Il Barano nei due rispettivi confronti stagionali non ha mai perso. Nella gara di andata in terra casertana i bianconeri pareggiarono sullo 0-0. Nel ritorno invece i baranesi si imposero sul risultato di 1-0 (partita clou per la classifica) con il gol di Dje Bidje che regalò la prima vittoria a Gianni Di Meglio.

La gara tra Barano e Sessana sarà diretta da Agostino De Santis della sez.di Campobasso-Assistenti Domenico Romano e Michele De Capua di Nola.

 

Torre Annunziata, avvisi di garanzia per presunto abusivismo edilizio del centro medico Oplonti

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Torre Annunziata, avvisi di garanzia per presunto abusivismo edilizio del centro medico Oplonti

Torre Annunziata, come riportato dal giornale “Il gazzettino Vesuviano”, a fronte della questione dei presunti abusi edilizi per Centro Medico Oplonti, sono stati notificati 8 avvisi di garanzia. Le ipotesi di reato sono abuso d’ufficio, falso ideologico, falso in atto pubblico e abusivismo edilizio. Tre gli avvisi di garanzia arrivati al Comune oplontino, per il responsabile dell’ufficio tecnico N. Ariano, l’architetto S. Franco e il geometra G. di Donna, responsabile del Suap e Demanio. Secondo le indagini e lo studio dei documenti e delle intercettazioni, sarebbero state riscontrate delle anomalie.

Ma gli indagati continuano, tra cui il titolare del Cmo L. Marulo, l’amministratore unico del polo medico F. Grassi, l’architetto A. Collaro e i due tecnici responsabili della ditta che aveva effettuato i lavori senza autorizzazione. Il tutto ha avuto inizio dopo il sopralluogo, effettuato un anno fa, dalla polizia municipale oplontina: vigili e carabinieri, nel momento in cui avevano controllato la struttura, avevano notato, nel reparto oncologico, la realizzazione di spazi mai autorizzati e delle demolizioni. Dopo il sopralluogo è giunta la decisione di apporre i sigilli.

Ieri sono stati consegnati gli avvisi di garanzia; con molta probabilità emergeranno delle altre novità al riguardo.

Al Sud la disoccupazione giovanile è oltre il 50%. Però …

Disoccupazione. Tra il 2007 e il 2016 la Sicilia ha perso quasi 29.000 imprese e 130.000 occupati e oggi ha circa un milione di cittadini in stato di povertà.

È la Sicilia la regione che sconta la quota più alta di persone che vivono in condizione di grave deprivazione, ovvero in forte difficoltà economica, risultando, tra l’altro, in ritardo con bollette, mutuo, affitti e altro, o non potendosi permettere una settimana di vacanze. Nella regione l’incidenza del fenomeno arriva al 26,1% nel 2016, toccando così uno su quattro, in tutto 1,3 milioni di siciliani. Lo rileva l’Istat in ‘Noi Italia’, dove per l’intera Italia registra un indice più che dimezzato rispetto al dato della Sicilia (12,1%).

In statistica si parla in questo caso di reddito mediano, misura che “mostra una differente distribuzione territoriale: nel 2015 la provincia autonoma di Bolzano registra il valore più elevato (33.479 euro), con oltre 15.000 euro di scarto dalla Sicilia, ultima regione nella graduatoria”, che presenta un importo quasi dimezzato (17.901 euro). Sempre nel 2015, la diseguaglianza, misurata in termini di concentrazione del reddito, è “più elevata in Sicilia, mentre nelle regioni del Nord-est si riscontra una maggiore uniformità”. Nel confronto con l’Ue, “l’Italia si posiziona al ventunesimo posto (0,331), con un valore più elevato di quello medio europeo (0,308)”.

Al Sud la disoccupazione giovanile è oltre il 50%. Nel Mezzogiorno i livelli si attestano al 51,4% tra gli uomini e al 55,6% tra le donne: la Calabria ha questo triste primato con la media al 55,6% (47,8% per i ragazzi e 69,2% per le ragazze).

A Palermo la disoccupazione diminuisce del 3,8%, mentre aumenta a Messina e Catania la mancanza di lavoro, rispettivamente +3,2 e +1,6 punti.

Complessivamente in Italia la povertà avanza e il Sud arranca. Sono 7,3 milioni gli italiani, il 12,1% della popolazione, che vive in condizioni di grave difficoltà. Un dato in crescita rispetto al 2015, quando la percentuale di persone in pesante difficoltà si fermava all’11,5%. La zona dove si evidenza una maggior numero di situazioni al limite è al Sud, in particolare in Sicilia“.

Riguardo la Sicilia, appena qualche mese addietro la Corte dei Conti, nelle 42 pagine della relazione sul DEFR (Documento di economia e finanza regionale) per gli anni 2018-2020 dava un ritratto di questa Regione ormai in difficoltà enorme. “Dopo sette anni consecutivi di recessione, – scrivono le Sezioni riunite presiedute da Maurizio Graffeo – la Sicilia ha perso 15,3 punti percentuali di Pil reale (quasi il doppio della media italiana), nel 2015 il trend sembrava essersi invertito con un promettente +0,9%, in linea con il dato nazionale … A dimostrazione della debolezza dell’economia siciliana – ribadisce la Corte dei conti – tuttavia le stime Istat per il 2016 al momento rilevano una nuova battuta d’arresto (- 0,1%), in controtendenza con il dato nazionale (+1%) e meridionale (+1,5%) … Gli effetti della crisi economica sono notevoli sia sotto il profilo produttivo che occupazionale: tra il 2007 e il 2016 la Sicilia ha perso quasi 29.000 imprese e 130.000 posti di lavoro (pari a circa il 10% degli occupati). I settori maggiormente colpiti dalla crisi sono stati quelli dell’industria e delle costruzioni, il cui valore aggiunto, a tutto il 2016, si è quasi dimezzato rispetto al 2007”.

E fino a qui gli ennesimi drammatici annosi dati che nessuno sembrerebbe più leggere, specialmente nei nostri “carri” pubblico-politici, quali la Regione Siciliana, Enti annessi e connessi, i Comuni, ecc.

Tuttavia diciamoci qualcos’altro e senza panegirico su eventuali possibili cause di questa stagnante difficoltà socio-economico per tanti cittadini.

L’Italia è notoriamente corrotta. Senza volere generalizzare: nella politica, nelle istituzioni, nella giustizia, nella burocrazia, negli ordini vari, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni, nella cosiddetta società civile, ecc. In una classifica del 2017 inerente le Nazioni più corrotte nel mondo, l’Italia è al 54° posto, dopo Namibia, Grenada, Saint Lucia, Rwanda, ecc.

Ma la corruzione non è solamente quella stereotipata della mazzetta in cambio di appalti, favori, occupazione, ecc. che poi a detta di parecchi, non avviene solo su richiesta, bensì in quanto ormai, per prassi dissimulata ma consolidata, la bustarella preventivamente la si porta “garbatamente” anche a casa, ad esempio nei bonbon, senza che neppure quasi venga richiesto, oppure ci si vede in vacanza magari in qualche resort o spa di lusso anche già in qualche modo pagati dal mazzettaro.

La corruzione è anche quella legalizzata. Quella che fior fiore di giuristi, avvocati, principi di foro, ma anche giudici, tutti evidentemente facenti parte del sistema politico-istituzionale, la consentono preordinatamente (infischiandosene della deontologia solo ufficialmente ostentata) quando scrivono delle norme, decreti attuativi, sentenze, regolamentazioni, ecc. sapendo tecnicamente che nelle maglie delle regole il sistema di cui fanno parte può trarre profitti, eleggersi, incaricarsi, nominarsi, remunerarsi, privilegiarsi, pensionarsi, ecc. e tanto più mettendo forzosamente tutto a carico dei buoi-contribuenti. Sicché tale situazione non è neppure tanto lecitamente contestabile (a parte che per farlo ci vorrebbero anche soldi, quasi un’altra vita, molta salute ed essere un quasi civile kamikaze).

Un eloquente recente esempio di come la politica con le leggi (sue e solo per essa) elude legalmente la restante società, è dato (manco a farlo apposta) dall’Assemblea Siciliana, che in questo fine aprile c.a. mentre sbandiera risparmi per circa 1 milione e 800.000 euro l’anno sulle assunzioni del personale dei parlamentari, per un altro verso spenderà di più facendosi carico delle spese dirette dei gruppi parlamentari, ai quali non spetterà più pagare le spese per la pulizia degli uffici, le bollette dell’acqua e quella dell’energia elettrica nonché del 50% delle spese per il pagamento dell’Irap dei dipendenti dei gruppi parlamentari, che verseranno al fisco l’altra metà.

Il cittadino di sana volontà è pressoché impotente contro un tale arrogante sistema così costituzionalmente ben congeniato e competentemente mimetizzato. E diciamoci che anche scriverne, come sto facendo adesso, è quasi azzardato, quanto meno socialmente e giudiziariamente e più in generale rischioso come quando negli anni ’70 e ’80 si accennava di mafia e si veniva per questo motivo additati, isolati e anche peggio.

Tutto questo sistema necessariamente prosciuga da decenni risorse che non bastano mai. E di conseguenza non si finirà neanche con questa oppressiva estorsione fiscale che sta impoverendo la società produttiva, lavoratrice, privata e operosa, quella che ha i beni alla luce del sole, che dichiara i redditi, la quale lentamente e quando può, chiude per tempo, emigra e perciò cede prima di finire divorata da sistematici predoni e parassiti, quindi disperata, fallita se non anche suicida.

Ciò comporta in alcune regioni più provate economicamente anche un decadimento demografico, professionale e imprenditoriale nei territori ma pure una riduzione delle entrate fiscali e previdenziali, con anche sempre meno offerta occupazionale e minore valore immobiliare e commerciale.

Di riflesso aumenta il lavoro nero e l’evasione fiscale, anche a causa di parecchi collaterali furbi (di solito collegati alla politica, sindacati, professionisti corrotti, ecc.) che colgono la situazione per mistificarsi come nullatenenti o altro, al fine di usufruire di assistenzialismo vario, che poi si traduce pure in clientelismo, voto di scambio, ecc. così però drenando anche sostegni pubblici a chi realmente si trova in stato di difficoltà e similare.

Qualche breve, forse, soluzione.

Il nuovo governo nazionale (se ci sarà) dovrebbe limitare il decentramento che è stato esteso nel 2001 dall’allora governo di centrosinistra e confermato nello stesso anno da quello di centrodestra. Poiché il principio democratico di dare più autonoma governabilità ai singoli territori, si è di fatto e di diritto trasformato in un sistema politico-feudale-spartitorio dai risvolti legalmente tiranni.

Ripristinare il Co.Re.Co (Comitato regionale di controllo) e la Commissione provinciale di controllo, su tutti gli atti degli Enti, Università e Comuni, con dei membri a rotazione tra cui anche Magistrati e Finanzieri di riconosciuta competenza e integrità etica.

Per tutti, nessuno esente, inasprire le norme, soprattutto civili contro la corruzione, il voto di scambio, il clientelismo e l’evasione fiscale. Per quest’ultima adottare il criterio come per i mafiosi, ovverosia seguire i soldi. Basterebbe incrociare il tenore di vita con il reddito e verificare anche quest’ultimo da dove arriva.

Adduso Sebastiano.

Napoli, il neo presidente della Camera Roberto Fico beccato dalle Iene: “paga la Colf in nero?”

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Il neo presidente della Camera, Roberto Fico, è stato incalzato dalle Iene su un presunto rapporto lavorativo in nero con una Colf nella sua abitazione a Napoli. Lui si giustifica:”E’ solo un’amica di famiglia”

“Lei ha mai avuto collaboratori a qualunque titolo che fossero in situazioni di contratto “borderline”?” E’ stata questa la domanda a bruciapelo rivolta dall’inviato delle Iene a Roberto Fico. Alcune segnalazioni giunte alla nota trasmissione di “Italia 1” avrebbero messo in dubbio il senso di legalità del presidente pentastellato della Camera. Secondo alcune testimonianze, Fico starebbe pagando in nero una collaboratrice domestica. Lui però risponde tranquillo e conferma di averne una assunta con regolare contratto a Roma. Proprio come a Napoli, aggiunge dopo essere stato più volte incalzato dall’inviato, secondo il quale invece ci sarebbe una giovane donna impiegata in quella casa. A questo punto del servizio viene mostrato uno spezzone d’intervista alla ragazza in questione, Imma: per sua stessa ammissione lavorerebbe nell’abitazione in qualità di baby sitter.
Fico, ignaro di questa intervista, alla domanda sul perché si trovi in casa spiega: “È una vicina, abita dove abita Yvonne, è una carissima amica sua e si aiutano a vicenda. Ma quali contributi?” aggiunge all’ennesima insinuazione della Iena. “Se ci fosse un rapporto di lavoro tra Imma e Yvonne ok ma…” Nel servizio di nuovo si torna a Imma, che spiega di fare precisi turni dal lunedì al venerdì e di essere rimasta a lavorare, alla fine, per affetto nei confronti della bambina. E ancora a Fico, che ribadisce la propria versione. Per la messa in onda del servizio completo si dovrà attendere fino a domenica sera.

Napoli, arriva la tassa d’ingresso per i bus turistici: dovranno pagare 100 euro al giorno

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Napoli, arriva la tassa d’ingresso per i bus turistici: dovranno pagare 100 euro al giorno

Napoli, rivoluzione nella questione traffico e viabilità cittadina: il Comune si prepara a varare la Ztl per i bus turistici; questo significa che per entrare in città, gli autobus turistici, dovranno pagare una tassa di 100 euro al giorno, per poter circolare tutta la giornata per la città. Iniziativa del tutto nuova per Napoli, ma non per le altre grandi città turistiche dell’Italia, dal momento che per Roma, Milano, Firenze o Venezia, questa era un’iniziativa già in uso.

Il costo però varia: quasi 100 per i bus superiori a 9 posti, con una differenza di prezzo a seconda della tipologia del mezzo, inoltre sarà possibile avere degli sconti per per gite scolastiche e hotel, e la possibilità di fare anche abbonamenti annuali. I costi non sono eccessivi come si pensa, ma in linea con quelli delle altre grandi città turistiche. Ad esempio, a Roma la tassa d’ingresso per la Ztl dei bus turistici è di 160 euro al giorno per i pullman fino a 8 metri e di 200 euro per quelli superiori, a scalare fino a 93 e 117 euro dal quarto giorno in poi, con abbonamenti annuali da 1.500 e 2.300 euro. Invece a Milano, il costo del permesso giornaliero oscilla da 40 a 100 euro. A Venezia da 150 a 400 euro al giorno, a seconda del periodo stagionale e della tipologia di veicolo. Sembrerebbe più cara Firenze, dove il tagliando può costare dai 160 ai 660 euro al giorno.

Questa iniziativa è ancora in fase di preparazione:  si lavora per inserire la nuova Ztl dei bus turistici e il tariffario all’interno del Pums, il Piano Urbano mobilità sostenibile, approvato in giunta nel 2016. Al momento si è in attesa della Vas, la Valutazione Ambientale Strategica, degli uffici. L’idea è quella della creazione di una Ztl per i Bus turistici, che include la formazione di aree attrezzate per i bus e la realizzazione di infopoint. Inoltre l piano prevede il controllo sulle entrate e sulle uscite dei mezzi.

Fratture Multiple Scomposte (Lo Piano Saint Red)

Alcune fratture, peggio se scomposte, in seno alle “ossa” dei partiti, possono causare solo problemi di deambulazione. Al contrario quando queste “crepe”, sono a livello cerebrale, il decursus clinico si complica, i tempi per una sempre possibile, quanto improbabile guarigione, si allungano.

In questo particolare momento della nostra vita, alcuni leader dei partiti di maggioranza, non riescono a ragionare in maniera serena, sembra che abbiano delle vere e proprie turbe a livello intellettivo: un giorno la pensano in un modo, il giorno successivo, hanno idee diametralmente opposte a quelle del giorno prima.

I Leader politici, pur avendo il problema della “deambulazione”, sono in grado di scorazzare su e giu’ per l’Italia, sempre presenti alle fiere del ‘pulito politico’.

Sembra che questi grandi strateghi della politica, abbiano piu’ un problema cerebrale che motorio, il fatto che non riescano a trovare soluzioni ai loro enigmi, ne e’ la dimostrazione.

Basta poco per gridare allo scandalo, ieri Salvini ha testualmente detto che : Se il “folle” Governo, che potrebbe uscire da un’alleanza fra il M5S ed il PD , sarebbe pronto a portare sotto le mura del Quirinale, milioni di cittadini, in quanto sarebbe stato tradito il voto espresso dagli elettori ll 4 Marzo.

Per Salvini, il PD, sia che abbia frange renziane che correnti martiniane, deve essere lasciato fuori, visto che, in questi ultimi anni ha creato troppi danni al Paese.Se fossimo vissuti in un clima “idilliaco”, si sarebbe potuto scrivere : Cantami o diva del pelide Matteo l’ira funesta che infiniti addusse…….

Per di Maio, vi sarebbero tanti punti di convergenza con il PD. Il 3 Maggio, quando si riuniranno i Dem, sicuramente le scintille saranno talmente tante, che potrebbero provocare un vero e proprio incendio nel centro sinistra.

Come si vede, giornalmente si getta carne sul fuoco, tutti hanno ragione, nessuno torto,  facendo una melina, che portera’ gli italiani diritti, diritti, alle urne.

Le basi per creare un nuovo Governo, non ci sono, i partiti di maggioranza sperano in caso di nuove elezioni, di superare la fatidica soglia del 40%, che li metterebbe in grado di governare senza altri supporti.

Non resta che aspettare gli eventi, nel frattempo salgono quasi a 7 milioni le persone che vivono in poverta’, quest’aspetto interessa poco, la cosa piu’ importante e’ stare sempre in prima fila, farsi intervistare, e sparare sentenze a salve.

Lo Piano Saint Red/Fratture Multiple Scomposte

OPINIONI • POLITICA

Siti archeologici Vesuviani, apertura straordinaria per il 1 maggio

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Siti archeologici Vesuviani, apertura straordinaria per il 1 maggio

Con l’arrivo della bella stagione, sta aumentando a grandi livelli, il numero dei visitatori presso i siti archeologici vesuviani, come quello di Pompei e Torre Annunziata. Il grande boom di visitatori avuti nel periodo pasquale e del 25 aprile, ha portato gli enti all’apertura straordinaria, anche per il 1 maggio. Infatti Martedì saranno visitabili – agli orari e tariffe ordinari – gli Scavi di Pompei, Oplontis, Stabiae, l’Antiquarium di Boscoreale e il sito di Ercolano.

Possiamo però affermare, che il boom di visitatori è stato abbastanza alto anche nei mesi invernali, infatti nei primi tre mesi del 2018, da gennaio a marzo,  nei siti di Pompei, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Boscoreale, sono stati registrati 465.816 ingressi a fronte dei 408.644 dello stesso periodo del 2017. Un incremento quindi di 57.172 visitatori.

Le cifre per il parco Archeologico di Pompei, crescono esponenzialmente  toccando l’apice a marzo con circa 225mila visite, che ha portato in soli tre mesi a staccare ben 442mila 611 biglietti, ricordando che Pompei, già nel 2017 aveva avuto un boom di visitatori, seconda solo al Colosseo romano. Le cifre sono state ottime anche per gli altri siti archeologici:  Oplontis registra circa 1.000 visitatori in più nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017; a Boscoreale, invece sono stati registrati  +745 ingressi. Invece per Stabia, c’è stato un lieve calo, con -329 visitatori.

Castellammare, carovana di auto imbocca la Napoli-Salerno: è la scorta di Gentiloni in visita ad Amalfi

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Gentiloni sceglie la Costiera Amalfinata, per il ponte del 1 maggio. Nonostante la richiesta di privacy, non sono passate inosservate le auto della sua scorta all’imbocco autostradale di Castellammare 

Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17:30, il presidente del consiglio uscente, Paolo Gentiloni, è arrivato all’hotel Santa Caterina, alle porte di Amalfi, per trascorrere alcuni giorni di relax per il ponte del primo Maggio.
Una mini vacanza che il premier vorrebbe passare nel rispetto della privacy, come si era intuito già nel primo pomeriggio a Vico Equense, in penisola Sorrentina, dove Gentiloni, come riporta Il Mattino, si era fermato a colazione presso la Torre del Saracino di Gennaro Esposito. Qui, un rigido cordone degli uomini di scorta ha impedito qualsiasi contatto con il presidente del consiglio ripartito dopo la sortita a Seiano dopo aver raggiunto la blindata da un’uscita secondaria. Il corteo di auto è stato poi notato all’imbocco per l’autostrada Napoli-Salerno da Castellammare di Stabia, in direzione Amalfi. Gentiloni, che stando ad indiscrezioni sarebbe dovuto giungere via mare a bordo di una motovedetta della Guardia di Finanza che stazionerà al largo di Amalfi fino alla sua partenza, ha preferito raggiungere Amalfi attraverso la statale 163. Tenuti a debita distanza dall’ingresso dell’albergo, giornalisti e fotografi sono stati bloccati dagli agenti di scorta poco prima che il premier giungesse a destinazione. La richiesta categorica è la riservatezza per questa visita strettamente privata. Anche se non è escluso che in questi giorni il premier possa passeggiare nel centro di Amalfi così come fece durante il ponte di pasqua dello scorso anno.
Il suo rientro a Roma è atteso per il 2 maggio, alla vigilia dell’importante appuntamento con la direzione nazionale del Partito Democratico convocata dal segretario reggente Maurizio Martina in accordo con il presidente Matteo Orfini, per decidere se e come accedere al confronto col Movimento 5 Stelle.

Boscoreale, 15enne stuprata da uno spacciatore 18enne: la vicenda

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Boscoreale, 15enne stuprata da uno spacciatore 18enne: la vicenda

Boscoreale, ancora violenza sulle donne. Questa volta la vittima è stata una ragazzina di 15 anni, stuprata in un box non molto lontano dal Piano Napoli di via Passanti. La ragazza è stata violentata da un 18enne, al buio , nella periferia della città, a pochi passi dalla casa dove abitava. Possiamo dire che si tratta di una violenza condominiale, dal momento che la vittima conosceva il suo aguzzino, un ragazzo che viveva nello stesso quartiere, ma in due palazzi vicini; le vittime infatti, si conoscevano da sempre.

Il padre della vittima si è accorto di tutto il giorno dopo, in quanto ha notato che la ragazzina piangeva che dietro quelle lacrime si nascondeva un segreto. Una volta che la 15enne ha raccontato la vicenda, il padre, un 5oenne di Boscoreale, ha deciso di portare la ragazzina in pronto soccorso all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: i medici l’hanno visitata riscontrando la violenza ed hanno consigliato la denuncia,che è avvenuta  direttamente nella caserma dei carabinieri di Boscoreale.

Dopo aver denunciato, i carabinieri hanno sequestrato i vestiti della vittima, indossati al momento della violenza, per poterli sottoporre a tutte le analisi che permetteranno di riscontrare o meno tracce biologiche, e in questo modo avere un riscontro certo sull’aggressione. Intanto il ragazzo, già conosciuto dalle forze dell’ordine, per precedenti penali per droga,  è scattata soltanto una denuncia a piede libero alla Procura di Torre Annunziata per violenza sessuale su minore.

Napoli, notte di paura sul lungomare: auto in fiamme nella strada della movida

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Notte caotica in via Chiatamone, sul lungomare di Napoli: un’auto in fiamme ha generato il fuggi fuggi dei passanti. Indagano le autorità

Torna la paura in via Chiatamone, strada a ridosso del lungomare di Napoli e dei grandi alberghi. La stessa strada dove è avvenuta la sparatoria di un paio di settimane fa, che solo per un caso non provocò vittime. Intorno all’una della scorsa notte, come riporta Il Mattino, una Fiat 500 ha improvvisamente preso fuoco, generando il “fuggi fuggi” di giovani e passanti che popolavano la zona. Le fiamme si sono propagate velocemente  attorto la vettura, rendendo l’ aria irrespirabile. Sul luogo sono accorsi alcuni poliziotti e carabinieri in borghese per bloccare il traffico in attesa dell’arrivo dei pompieri. Le fiamme hanno danneggiato anche due vetture parcheggiate a fianco della 500, andata completamente distrutta.

L’intervento dei pompieri, tempestivo nonostante il fitto traffico, ha evitato il peggio. La strada è rimasta bloccata per circa mezz’ora con gravi ripercussioni sulla circolazione notturna del sabato. Le indagini sono state avviate e si muovono in diverse direzioni, ma è difficile non pensare al dolo. Potrebbe essere solo una coincidenza, ma poco prima in una traversa adiacente, che dà sul lungomare, s’era scatenata l’ennesima rissa tra decine di ragazzini. Spintoni, urla e offese che stavano degenerando. Non si esclude un qualche collegamento tra i due eventi. La situazione è tornata alla normalità solo dopo le due.

COMICON informa: alcune norme di sicurezza

Una grande manifestazione come COMICON attira ogni anno sempre più visitatori, sono quindi necessarie particolari attenzioni per far sì che l’esperienza di tutti sia quanto più possibile serena e sicura, nel rispetto delle norme previste dalle autorità competenti.
Pertanto, all’ingresso saranno effettuati dei controlli (sia dal nostro personale di sicurezza che dalle Forze dell’Ordine presenti) che possano assicurare il rispetto di tali norme al fine di evitare qualsiasi rischio. Tali controlli potrebbero richiedere la perquisizione di borse e zaini, chiediamo quindi al nostro pubblico la massima collaborazione e comprensione al fine di evitare calca e fila agli ingressi.
Ricordiamo quindi che, a seguito di questi controlli, potrà sempre essere sequestrato qualsiasi tipo di oggetto che, a insindacabile giudizio degli addetti alla sicurezza o delle Forze dell’Ordine, possa risultare pericoloso, anche potenzialmente (ad esempio: forbici, oggetti pesanti, specchi, bombolette spray, etc…).
Inoltre, non sarà possibile introdurre bevande in contenitori di vetro, che non saranno vendute neanche nei punti ristoro all’interno della Mostra, gli addetti alla sicurezza sequestreranno le bottiglie di vetro rinvenute, invitando i possessori a berne il contenuto prima di fare ingresso all’interno degli spazi della Mostra d’Oltremare. Anche le bottiglie in lattina saranno vietate all’ingresso. Non verranno, invece, sequestrate bottiglie di plastica ma verrà rimosso il tappo sempre per una questione di sicurezza.
Vi ringraziamo per la comprensione e vi auguriamo un bellissimo Comicon!
Comunicato Napoli Comicon

Oggi avvenne, Napoli-Lazio 1-0: il secondo scudetto

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Il 29 aprile 1990 il Napoli vinceva il suo secondo scudetto battendo la Lazio

Il giorno 29 aprile il Napoli ha giocato dieci partite, di cui otto in serie A, una in serie B ed una in coppa Italia. In queste dieci partite ha ottenenuto sei vittorie e due pareggi, con due sconfitte.

Ricordiamo l’1-0 alla Lazio nell’ultima giornata della serie A-1989/90

Questa è la formazione schierata da Albertino Bigon:

Giuliani; Ferrara, Francini; Crippa, Alemao, Baroni (66′ Fusi); Corradini, De Napoli (85′ Mauro), Careca, Maradona, Carnevale

I gol: 7′ Baroni

Con il gol di Baroni gli azzurri conquistarono i due punti che regalarono il secondo scudetto.

Fonte: sscnapoli.it

Corea del Nord: pace e denuclearizzazione in progress?

Venerdì scorso, 27 Aprile 2018, al termine dei colloqui tra il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in ed il leader norcoreano Kim Jong-un, è stato rilasciato un comunicato congiunto dal quale, come riporta l’agenzia di stampa di stato Kcna lodando, si apprende che:

“La Corea del Nord e del Sud affermano l’obiettivo comune di realizzare una penisola coreana libera dal nucleare attraverso una completa denuclearizzazione, la nuova pietra miliare” raggiunta nel cammino verso la prosperità comune delle due Coree. Un comunicato quindi che non era dato per niente scontato.

Sempre secondo l’agenzia nordcoreana, che ha anche pubblicato il testo integrale della dichiarazione congiunta firmata dai due leader a conclusione del vertice, Kim Jong-un ha reso noto che chiuderà il sito di test nucleari a Punggye-ri a maggio e che ha accettato di farlo: “in presenza di esperti della sicurezza americani e sudcoreani, e giornalisti. Alcuni dicono che vogliamo chiudere strutture che non funzionano più, invece vedrete che sono in buone condizioni“

Poi, sempre stando a quanto riporta l’agenzia Kcnz,  Kim Jong-un avrebbe aggiunto:
“Non sono il tipo di persona che spara con armi nucleari contro la Corea del Sud, il Pacifico o gli Stati Uniti“. “Se ci riuniamo con regolarità con gli americani per cementare la fiducia e loro promettono di non farci guerra o invaderci perché mantenere un arsenale nucleare e vivere in condizioni così dure?“

Dopo tante parole e dichiarazioni di intenti, oggi arriva anche la nota della Presidenza USA che annuncia un possibile incontro di Trump con Kim Jong-un. Incontro che avverrebbe entro le “prossime 3 o 4 settimane”,senza però aggiungere altri particolari. E’ risaputo, però, che l’obiettivo del governo di Trump, ora che il leader nordcoreano ha detto che intende lavorare a un piano per la denuclearizzazione e presentarlo, è la completa, irreversibile e verificabile denuclearizzazione della penisola coreana

Stanislao Barretta

ATTUALITÀ

Fiorentina-Napoli, le indicazioni per i tifosi azzurri: i dettagli

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Le disposizioni rivolte ai tifosi del Napoli che arriveranno a Firenze

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport, riporta le rivolte ai tifosi del Napoli che arriveranno a Firenze per supportare i propri beniamini.

Sono stati istituiti percorsi separati, le forze dell’ordine dislocate nei vari punti di accesso a Firenze e lungo le vie cittadine che portano allo stadio. Potenziato servizio steward all’interno del Franchi per presidiare i vari settori.

Questo è il piano dettagliato di prevenzione e controllo a garanzia dell’ordine pubblico di Fiorentina-Napoli: i tifosi ospiti in arrivo a Firenze in auto dovranno uscire al casello di Firenze Sud dell’A1, da dove poi raggiungeranno lo stadio per poter parcheggiare nell’area riservata nei pressi del settore ospite: nel momento in cui la stessa area raggiungerà il limite massimo di capienza, i successivi arrivi si sposteranno verso il parcheggio scambiatore di Via Carlo Alberto dalla Chiesa e da lì le navette trasferiranno i partenopei allo stadio. Saranno sempre le navette, infine, a permettere di raggiungere il Franchi dalla Stazione di Santa Maria Novella ai sostenitori azzurri che giungeranno nel capoluogo toscano in treno.

Il Milan ha puntato Sarri e Giuntoli: il punto della situazione

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Il Milan vorrebbe assicurarsi le prestazioni del tecnico Maurizio Sarri e del direttore sportivo Cristiano Giuntoli

Antonio Corbo nel suo editoriale nell’edizione di oggi di Repubblica, analizza il prossimo mercato del Napoli, soffermandosi sul futuro di Sarri sulla panchina degli azzurri e l’interesse del Milan sul direttore sportivo Cristiano Giuntoli per sostituire eventualmente Mirabelli.

“Tutto fermo per il contratto di Sarri, stimato da Chelsea e Monaco, oltre che dal solito Milan. Per Fonseca, allenatore dello Shakthar, l’interesse è diminuito: guadagna già adesso 5 milioni in Ucraina. Ma il Milan non segue solo Sarri. Il fondo Elliot, che ha prestato 320 milioni al Milan, cerca un garante tecnico. Massimiliano Mirabelli è stato il benefattore dell’ultimo mercato, eccessiva la spesa di 200 milioni per poco o nulla. Cristiano Giuntoli non ha ancora risposto all’offerta. Il Napoli sa tutto, non lo mollerà subito. Giuntoli è una delle condizioni che pone Sarri per rimanere a Napoli“.

 

De Laurentiis in Portogallo per acquistare un nuovo club: i dettagli

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis vola in Portogallo per acquistare un club

Antonio Corbo nel suo editoriale sull’edizione di oggi di Repubblica, analizza il prossimo mercato del Napoli, soffermandosi sul viaggio del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis in Portogallo.

“Qui ci sarebbe un limite: tre tesserati, non di più. Giovani che il Napoli non pagherebbe a vuoto, li fa giocare e maturare. Il Napoli non trascura la pista belga aperta da Bruno Satin, agente di Koulibaly. Obiettivo: il Club Lierse di Lier, cittadina delle Fiandre, vicino Anversa. Un supervivaio lontano da Napoli rasserena De Laurentiis, che non tollera il minimo contatto con giri contorti della città. I continui viaggi europei del presidente hanno un obiettivo: una rete di giocatori con il potente manager Mendes. Il Napoli aveva appena battuto la Juve a Torino, 22 aprile. De Laurentiis nella sua casa romana con megaschermo pensava già al piano industriale. Intorno a lui i soliti amici che recluta in mezza Italia prima delle partite per vederle insieme in una sala con strani quadri: zebre. Gli ricordano qualche squadra? Il viaggio in Portogallo non può ridursi all’acquisto del portiere trentenne dello Sporting Lisbona, Rui Patricio. Anche perché in lista è favorito Leno, 26 anni, Bayer Leverkusen e nazionale tedesca. Ha una opzione che scade domani per lasciare il club dell’Aspirina a 30 milioni. De Laurentiis, sempre scortato da Andrea Chiavelli, tributarista, olimpionico di clausole, allarga confini e figura di presidente manager. Come Pozzo che ha filiali dell’Udinese in Inghilterra e Spagna. Con l’aiuto di Jorge Mendes, potente intermediario, può sfuggire agli sgambetti della Juve sul mercato. Il Napoli ha una struttura creata da Benitez attraverso il manager spagnolo Quilon. Ricorderete: Higuain, Callejon, Reina, Albiol. Nume tutelare diventa Mendes, che è stato vicino al Napoli per il rinnovo di Ghoulam, cerca per De Laurentiis un club portoghese minore. Perché in Portogallo? Lì possono giocare senza limiti giovani extracomunitari, sono assimilati brasiliani e portoghesi”.

L’omaggio dei giocatori azzurri alla memoria di Astori: i dettagli

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I giocatori del Napoli vogliono rendere omaggio alla memoria di Davide Astori

Il mondo calcio è fatto anche di belle iniziative e gesti che resteranno nella memoria. Dai giocatori del Napoli che in passato hanno vestito la maglia viola è venuta una bella idea di rendere omaggio alla memoria di Davide Astori. A riportare l’iniziativa è l’edizione fiorentina odierna di Repubblica:

“Maggio, Sepe e Milic, più due nazionali come Jorginho e Insigne: l’idea è quella di portare dei mazzi di fiori sotto la curva Fiesole per rendere omaggio alla memoria di Davide Astori. La cosa non è ancora ufficiale, ma la voglia di fare il gesto sicuramente c’è. Dopo di che sarà battaglia: da una parte l’Europa, dall’altra lo scudetto. Intorno un Franchi non al massimo. Ma il calcio è anche questo. Da un pezzo”.

Fiorentina-Napoli, rischio biglietti falsi: i dettagli

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Tensione tra gli addetti, c’è il rischio di “biglietti tarocchi” per assistere al match Fiorentina-Napoli

Aumenta la tensione a Firenze, oggi alle ore 18 scenderanno in campo Fiorentina e Napoli. Al Franchi sono attesi almeno 5mila napoletani e a tenere alta la concentrazione degli addetti ai lavori è anche il pericolo “biglietti taroccati”

Come riporta l’edizione fiorentina di oggi del quotidiano Repubblica, c’è il sospetto  che siano in circolo dei biglietti “taroccati”:

“A testimoniarlo, la discesa in campo di agenti anti-falsificatori e anti-bagarini che in fase di prefiltraggio controlleranno i tagliandi dei supporter partenopei, già protagonisti nell’ultimo anno di alcuni spiacevoli episodi in tal senso. I maggiori timori degli addetti all’ordine pubblico si concentrano infatti sulla possibilità che centinaia di tifosi azzurri si riversino a Firenze senza biglietto (o con biglietti falsi), data l’importanza della partita in chiave scudetto per il Napoli. E tentino comunque di entrare in uno stadio che accoglierà 25.000 spettatori, di cui almeno 5.000 ospiti sparsi tra il settore ospiti (circa 2.400), la tribuna coperta, la maratona ma anche la curva Ferrovia”.

In quest’ottica la questura di Firenze ha aumentato il numero di agenti presenti attorno all’Artemio Franchi volti a garantire l’ordine pubblico. Aumentato il numero di agenti anche all’ingresso in città. Saranno installati anche metal detector in aggiunta ai tornelli, perché si prospetta una situazione incandescente allo stadio. “Non solo per l’idiozia di qualche ultras viola che ha imbrattato i muri di Firenze sud (viale Europa e via di Ripoli, dove passeranno i pullman ospiti) di scritte ingiuriose e provocatorie contro gli avversari. Ma anche per la querelle tra i sindaci delle due città. Due giorni fa Nardella aveva invitato i tifosi violenti «a starsene a casa loro», scatenando la reazione di De Magistris: «Non c’è bisogno di lanciare appelli come se i napoletani fossero una specie da cui scansarsi o proteggersi, Nardella stia sereno». Ieri il sindaco di Firenze ha controreplicato: «Non faccio distinzioni sui violenti, devono starsene tutti a casa loro: se De Magistris ha pensato che mi riferissi soltanto ai tifosi napoletani non è così, possiamo stare entrambi molto sereni»”.

 

Retroscena – I calciatori del Napoli hanno visto Inter-Juve

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I calciatori del Napoli hanno visto la partita tra Inter e Juventus

I giocatori del Napoli arrivati in albergo a Firenze, hanno prima cenato tutti insieme e poi chi ha voluto ha visto il match InterJuventus. Come riporta l’edizione di oggi del quotidiano sportivo della Gazzetta dello Sport, nessuno è stato obbligato a farlo e ovviamente a nessuno è stato vietato di farlo.

“Marek Hamsik e Dries Mertens saranno in campo al Franchi dal primo minuto. Milik e Zielinski restano in ballottaggio con i due titolari ma sembrano destinati alla panchina. Il capitano attraversa un momento di forma non proprio eccellente che tarda a concludersi. Ventitré i convocati, compreso Machach che si è trovato coinvolto venerdì, insieme al fratello, in una lite condominiale per questioni di viabilità, senza a quanto pare responsabilità di sorta”