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Momenti di paura ad Ischia: 40enne minaccia di farsi esplodere

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Momenti di terrore sull’isola di Ischia: 40enne minaccia di far esplodere bombola

Momenti di paura nell’isola di Ischia, un uomo di 40 anni si è barricato per tutta la notte nel castello Aragonese minacciando di farsi esplodere.

Tutto è iniziato nella tarda serata di domenica quando un 40enne ischitano, da anni in cura al centro di igiene mentale, ha caricato a bordo della sua auto due bombole di gas e si è introdotto all’interno del Castello Aragonese. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine in quanto arrestato due volte in precedenza per tentato omicidio, nel 2014 si era scagliato contro un gruppo di giovani minacciandoli con una katana e ferendo al petto un uomo con un tirapugni, ha bloccato con l’autovettura l’ingresso al Castello e poi si è barricato in un locale, minacciando che si sarebbe fatto saltare in aria.

Immediato l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Ischia. La trattativa è andata avanti per ore nel corso della notte, mentre si rafforzava la cintura di sicurezza formata da carabinieri, polizia, vigili del fuoco ed ambulanze del 118 all’esterno della struttura. La situazione è andata degenerando con il passare delle ore e i carabinieri hanno fatto irruzione. Il 40ennee si è rifugiato a quel punto nella Smart con una bombola e ha tentato l’estremo e disperato gesto di farsi saltare in aria nel corridoio d’accesso del Castello, ma i militari dell’Arma sono stati più veloci e, dopo aver distrutto i vetri e la tettoia della Smart, lo hanno catturato.

Nell’operazione sono rimasti feriti tre carabinieri

Oggi avvenne – nel 2000 un gol di Schwoch cintro la Pistoiese regala la promozione in A al Napoli

Gli azzurri terminarono quel campionato al quarto posto

Il giorno 4 giugno il Napoli ha giocato nove partite, cinque in serie A, due in serie B, una in coppa Italia ed una in coppa delle Alpi, ottenendo cinque vittorie, due pareggi e due sconfitte.

Ricordiamo l’1-0 a Pistoia nella penultima giornata della Serie B 1999/00.

Questa è la formazione schierata da Walter Novellino:

Coppola, Oddo, Baldini, Lopez, Lucenti, Asta, Magoni, Miceli (78′ Nielsen), Robbiati (46′ Mora), Schwoch (57′ Bellucci), Stellone.

I gol: 25′ Schwoch

Il Napoli ottenne la quarta posizione alle spalle di Vicenza, Atalanta e Brescia e fu promosso in serie A.

Il gol della vittoria che regalò l’aritmetica promozione del Napoli in serie A porta la firma di Stefan Schwoch che ha segnato 31 gol nelle sue 66 presenze in maglia azzurra.

SKY: “Il Bayer chiede 28 milioni per Leno, Jorginho al City dopo l’Italia”

“Per Verdi c’è l’accordo col Bologna”

Alessandro Sugoni, giornalista Sky Sport, ha parlato del mercato del Napoli durante il focus di mercato andato in onda sulle frequenze della tv satellitare. Sugoni ha analizzato la situazione di quattro operazioni che vedono protagonisti gli azzurri.

Ecco quanto dichiarato:
“Il Bayer Leverkusen non potrà certo puntare su un grande Mondiale di Bernd Leno perchè non è stato convocato, rimane il primo nome del Napoli: i tedeschi vorrebbero il pagamento della clausola da 28 milioni, ma a queste cifre l’operazione per il Napoli non si potrebbe fare.
Rui Patricio? Probabile un futuro al Wolverhampton.
Jorginho? Aspettiamo la fine di Italia-Olanda per la trattativa con il Manchester City, si potrebbe arrivare alla conclusione dell’affare: magari cinquanta milioni garantiti senza bonus.
Verdi? C’è un accordo tra Napoli e Bologna a 25 milioni complessivi, il calciatore sembra propenso ad accettare e l’Inter è sempre molto defilata”.

Crescono i traffici nei porti della Campania nel primo quadrimestre 2018: i dati

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I dati relativi al primo quadrimestre 2018 al traffico commerciale nei porti di Napoli e Salerno

Il traffico commerciale nei porti di Napoli e Salerno, spiegano dall’Autorità portuale del Mar Tirreno Centrale (che comprende i porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno) continua a manifestare “una rilevante crescita”, iniziata a partire dal 2016.Nel primo quadrimestre del 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aumenta del 7,15% il traffico container nei porti del Mar Tirreno Centrale: a Napoli l’incremento è pari al 5,15% e a Salerno al 9,6%. Le rinfuse liquide crescono nel porto di Napoli del 5,9% rispetto al primo quadrimestre del 2017, mentre le rinfuse solide nel porto di Salerno aumentano del 53,7%, sempre nel confronto tra i due quadrimestri 2017 e 2018. In flessione invece, nei porti campani, il traffico ro-ro nel primo quadrimestre del 2018, per un valore pari al 10,6%. Anche il traffico passeggeri, soprattutto i flussi turistici, segnala un andamento positivo. Il traffico delle crociere, dopo un 2017 difficile, cresce complessivamente del 20,2% nei porti del Mar Tirreno Centrale, con una crescita del 14,35% nel porto di Napoli e del 142,1% nel porto di Salerno. Nel corso del 2018, questa la previsione dell’Autorità portuale, si dovrebbe complessivamente arrivare a una crescita cumulata superiore al 10%. Il traffico passeggeri di corto e medio raggio registra invece una lieve flessone nel primo quadrimestre (-2,3%), ma “si tratta di un periodo poco significativo dal punto di vista dei volumi complessivi, in quanto è con la stagione estiva che si raggiungono i numeri davvero rilevanti”, sottolinea la nota dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Centrale.

Intervista al Prof. Paolo Vitale: i perché della sua candidatura

Abbiamo incontrato Paolo Vitale, biologo. Insegnante di scienze naturali al liceo Copernico. Lavora nelle divulgazione scientifica della biologia e della natura di Brescia. Residente in centro storico.

Abbiamo Visto che si candida al consiglio comunale, ma perché lo fa?

Paolo VitaleMi candido per il consiglio comunale innanzitutto perché vorrei 
– un magnifico museo di scienze naturali a Brescia, la città della biodiversità;
– più fatti e meno pareri, come a dire più scienza e meno discussioni retoriche in politica;
– ambientalismo e scienze naturali insieme per una città più verde, più ciclabile, più moderna e con meno motori a scoppio. Con il centro storico sempre più ciclopedonale sempre meno occupato dalle auto.

Clamoroso Sporting: “Rui Patricio non andrà in club seri e onesti”

Parole dure del club nei confronti del portiere portoghese

Si fa sempre più pesante l’aria che tira in casa Sporting Lisbona. Secondo quanto dichiarato da Sporting TVElsa Judas, membro del club lusitano avrebbe speso parole durissime nei confronti di Rui Patricio, portiere portoghese seguito dal Napoli.

Ecco quanto dichiarato alla televisione ufficiale del club:
“Non andrà in nessun club onesto, serio e di buona fede…. ci sono solo due club in cui Rui Patrício può giocare: in Portogallo c’è il Benfica per i motivi che conosciamo (la presenza di Jorge Mendes alle vicende del club, ndr), all’estero è il Wolverhampton (trattativa che ha fatto scoppiare appunto il caos, ndr). Stiamo parlando di lealtà, etica… valori sconosciuti. Il Porto per esempio ha dichiaratamente ammesso che non si assumerebbe tale responsabilità. Inoltre se la giusta causa non sarà ottenuta, i giocatori che l’hanno impugnata dovranno corrispondere un’indennizzo al club”.

Termina con una sconfitta la stagione dell’Indomita Salerno maschile

Si chiude con una sconfitta il campionato dell’Indomita Salerno maschile: alla Senatore vince la Folgore Massa

Un set vinto alla grande, tre set persi al fotofinish, con tante, troppe occasioni sprecate. Si chiude così con una sconfitta e un pizzico di inevitabile rammarico, la stagione dell’Indomita Salerno maschile. Nell’ultima giornata di campionato, infatti, capitan Morriello e compagni cedono 1-3 contro la Folgore Massa, strappando comunque gli applausi dei tifosi presenti alla Senatore. Senza Citro, impegnato alle finali nazionali under 20 chiuse al quinto posto con la maglia della Sigma Aversa, in campo c’è Abate al centro con Rainone. In cabina di regia c’è capitan Morriello con Manzo opposto, Capriolo libero e Pagano e Senatore schiacciatori. Nel primo set, l’Indomita parte forte sfruttando soprattutto il gioco al centro. Abate ma soprattutto Rainone, top scorer del match con 14 punti, fanno male ai biancoverdi e il tabellone recita 10-6. La Folgore reagisce e trova anche il + 1 ma con i punti di Pagano l’Indomita torna a + 3, 18-15. A quota 20 è ancora parità: arriva l’ace di Morriello, poi Senatore mette a terra il pallone del 24-22. L’Indomita non concretizza i due set point, ne spreca altri due e la Folgore chiude 27-29. Nel secondo set in campo in casa Indomita c’è Brancaleone, già entrato a fine primo set, al posto di Manzo. L’Indomita prova la partenza lanciata, ma la Folgore non molla e a quota 13 è ancora parità. Poi, proprio con i punti di Brancaleone e sfruttando gli errori avversari, l’Indomita scappa via andando a chiudere in scioltezza con un perentorio 25-15. Nel terzo set l’avvio è molto equilibrato con l’Indomita che ribatte colpo su colpo agli ospiti di coach Esposito che riescono poi a portarsi sul + 3. L’Indomita ricuce lo strappo e a quota 16 è ancora parità. Arriva il nuovo allungo ospite grazie ai punti dell’opposto Grimaldi, 19-23. Senatore riporta l’Indomita a meno uno, 22-23, ma la Folgore non si distrare e chiude 23-25. Desiderosa di chiudere al meglio la stagione, l’Indomita nel quarto set parte benissimo e si porta subito avanti 7-1. La Folgore sembra accusare il colpo, ma i biancoblu allentano la tensione e gli ospiti punto dopo punto rimontano, trovano la parità e poi mettono la freccia sul 16-17. Senatore con due punti consecutivi consente all’Indomita di riportarsi in parità a quota 20. Arriva l’ennesimo punto di Rainone, ma non basta: al terzo match point la Folgore Massa chiude 23-25 conquistando i tre punti in palio.

Abbiamo visto la solita Indomita che va a fasi alterne” – ha dichiarato Capriolo a fine gara – “che accelera, dà l’idea di poter competere con chiunque e poi invece si rilassa e subisce. Diamo tutto per scontato, pensando di poter vincere senza sforzi ma invece non è così soprattutto contro una squadra come la Folgore Massa che non molla mai ed è molto ben organizzata.  Ora lavoreremo tutta l’estate per costruire un roster di caratura superiore e poi da settembre inizieremo subito a lavorare sull’atteggiamento che è quanto ci è davvero mancato quest’anno. Resta il rammarico per un campionato in cui si poteva e doveva far meglio”.

Da ricordare, infine, che la differita del match Indomita-Folgore Massa con la telecronaca di Fabio Setta sarà trasmessa su Lirasport, lunedì alle 20, martedì alle 10, mercoledì alle 10 e alle 19.25, giovedì alle 19.25, venerdì alle 23.25 e sabato alle 7.25 e inoltre sarà disponibile sul canale youtube di LiraTv.

INDOMITA SALERNO-SNAV FOLGORE MASSA 1-3 (27-29, 25-15, 23-25, 23-25)

INDOMITA: Abate 6, Brancaleone 7, Manzo 6, Memoli, Morriello 3, Pagano 9, Rainone 14, Senatore 7, Zucchi, Capriolo (L), Squizzato (L2). All. Vitale

FOLGORE MASSA: Fiorentino, Gargiulo, Grimaldi, Ruocco, Staiano, Terminiello, Pontecorvo Mastellone (L). All. Esposito

Corriere dello Sport: “Sarri-Chelsea, ipotesi non sfumata del tutto”

“Contratto senza penali vista l’inesperienza ad altissimi livelli”

Secondo quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, la trattativa tra Maurizio Sarri ed il Chelsea non sarebbe ancora tramontata del tutto nonostante i contatti presi dal club londinese con l’ex PSG Laurent Blanc.

Ecco quanto scrive il quotidiano:
“Il Chelsea vuole evitare di pagare clausole o penali: nè per l’ingaggio di Sarri, nè tantomeno per allontanare Conte. L’impressione è che continua la fase di stallo, che al muro contro muro nei confronti di Conte si sia adesso aggiunta una situazione simile per quanto riguarda Sarri. Che gode indubbiamente della stima di un parte dei quartieri alti del club ma per il quale – anche vista l’inesperienza ad altissimi livelli – non sono disposti a trattare eventuali penali con il Napoli. Sarri sul piano teorico non è quindi sfumato del tutto ma per portare a termine l’operazione devono arrivare due cose. Primo, l’accordo per la buonuscita di Conte. E secondo, l’eventuale trattativa con Aurelio De Laurentiis per liberare Sarri dal Napoli dal momento che tutt’ora ha ancora due anni di contratto”.

Benevento, nigeriano ubriaco aggredisce carabiniere: l’accaduto

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Ospite di un centro di accoglienza a Benevento, un nigeriano aggredisce con una bottiglia di vetro un carabiniere

Un giovane nigeriano di 29 anni, ospite di un centro di accoglienza a Benevento, è stato tratto in arresto dai Carabinieri dopo aver aggredito e ferito con una bottiglia di vetro un militare. L’aggressione è avvenuta nella tarda serata di ieri a Benevento dove il giovane nigeriano, in evidente stato di ebbrezza alcolica, ha iniziato a molestare i passanti presenti nel centro storico.

Quando sul posto sono arrivati i militari dell’Arma l’extracomunitario ha reagito in maniera violenta, aggredendo uno dei militari al polso ed all’avambraccio con una bottiglia causandogli contusioni. Il 29enne è stato bloccato ed arrestato con l’accusa di ubriachezza molesta, lesioni personali, violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

 

Gazzetta: “Tre top player con i soldi delle clausole, ma Ancelotti non vuole rivoluzioni”

Hysaj, Ghoulam, Rog e Zielinski dovrebbero restare a Napoli

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport analizza la situazione tesoretto in casa Napoli e quelli che potrebbe essere gli scenari di mercato che garantirebbero l’acquisto di almeno tre top player da ragalare a Carlo Ancelotti.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna del quotidiano:
“Napoli, che tesoretto: i milioni delle clausole valgono almeno tre top player. Nella cassaforte del Napoli, in ogni modo, ci potrebbe essere qualcosa in più di un semplice tesoretto. Sommando le clausole di Hysaj (50 milioni), Albiol (6), Ghoulam (35), Zielinski (65), Callejon (23) e Mertens (28), Rog (60) il club può contare su una risorsa ipotetica che va oltre i 250 milioni di euro: sarebbe un capitale notevole, sufficiente per ricostruire la squadra ingaggiando almeno 3-4 top player. L’idea, comunque, resta tale, perché Carlo Ancelotti ha già informato De Laurentiis che il Napoli gli piace molto, così com’è, magari rinforzandolo in quei ruoli più carenti.
L’arrivo di Ancelotti è servito anche a blindare quei giocatori i cui contratti prevedono la clausola. Per Hysaj, Ghoulam, Rog e Zielinski il pericolo dovrebbe essere stato scongiurato proprio dall’intervento del tecnico. Da quando è stato ufficializzato l’accordo triennale, Ancelotti ha iniziato un giro di telefonate per capire le intenzioni di questi giocatori. Le risposte che ha ricevuto sono state confortanti: da Napoli non dovrebbe andare via nessuno, perché tutti credono ancora in questo progetto che, dopo il triennio senza conquiste di Maurizio Sarri, si avvia a iniziare un nuovo ciclo nel segno dell’ex allenatore del Bayern”.

Abbattere la corruzione sarebbe già metà della ripresa nazionale sociale ed economica

La corruzione è risaputamente una decennale prassi mascherata. La forzosa manciugghia e opacità nei nostri comuni. L’agente provocatore.

L’Italia è notoriamente corrotta (senza con questo volere generalizzare): nella politica, nelle istituzioni, nella giustizia, nella burocrazia, negli ordini vari, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni, nella cosiddetta società civile, ecc. In una classifica del 2017 inerente le Nazioni più corrotte nel mondol’Italia è al 54° posto, dopo Namibia, Grenada, Saint Lucia, Rwanda, ecc.

Ci siamo già occupati della corruzione (La Sicilia stagna, regredisce (ma se fanno leggi nazionali pro-corruzione politica) – Dall’antimafia ad associazione a delinquere e corruzione con rappresentanti dello Stato – Al Sud la disoccupazione giovanile è oltre il 50%. Però … – Una commissione Regionale Antimafia che controlli la Pubblica AmministrazioneLa CORRUZIONE).

Ci si trova quindi a parlarne con qualche conterraneo, magari in affanno lavorativo (e quanti non lo siamo oggi !) e l’argomento è di solito analogo pure con altri concittadini del Centro e Nord Italia: la manciugghia e opacità dei nostri amministratori.

Si discute sulla incomprensibile disponibilità economica  o anche immobiliare di questi ultimi, a fronte di incoerenti e persino assenti redditi; del loro sperperare risorse pubbliche facendosi gli affari propri e quello dei rispettivi cortigiani attraverso clientelismo e voto di scambio, con la conseguenza che per trovare i soldi si estorcono fiscalmente i cittadini con il massimo delle aliquote, deliberando in comunella anche crediti (prestiti) con le tesorerie comunali (banche) e accendendo mutui, quali ad esempio con la CDP (Cassa Depositi e Prestiti), che poi pagheremo i contribuenti e i nostri figli  mediante tributi per decenni.

Tutto ciò genera anche smodati codazzi in attesa di avere gli avanzi; rappresentanti delle Forze dell’Ordine che sono troppo attigui alla politica locale; una conformata Polizia Municipale; una risaputa fila di imprenditori, professionisti, artisti, organizzatori, ecc. Più complessivamente causa l’arroganza di rimanere impuniti grazie ad annose e contorte leggi fatte da altrettanti interiormente deviati Parlamentari nazionali e regionali.

La corruzione, infatti, non è più ormai neanche occasionale, né solo politica. È proprio divenuta una cultura sociale generalizzata. Anzi, viene ritenuto un diverso, se non persino “malato”, chi non si corrompe o corrompe altri (come dicono di solito gli iscariota e le lucciole della politica e della pubblica amministrazione quando snobbando quelli che si rifiutano di entrare nel giro della corruzione).

Ed è talmente diffusa la corruzione che, praticamente, con qualche decina di euro c’è chi (specialmente compari benestanti o imprenditori) per conto degli amministratori comprano voti; ma si cancellano anche multe; oppure con qualche centinaio o migliaio di euro si evitano le cartelle esattoriali o si evade il fisco dichiarandosi persino nullatenenti; e con alcune decine di migliaia di euro anche diluite mensilmente si hanno concessioni, manutenzioni, gestioni, acquisti, piccoli appalti; ecc.

Ma la causa primaria di tutto questo rimangono le imprecise, confuse e lacunose norme che lo consentono. Ad esempio, il decreto legislativo 50/2016 prevede che fino a quarantamila euro nei comuni si possano assegnare i lavori o acquisti mediante l’affidamento diretto e senza pubblicazione di bando (anche se l’ANAC, l’Autorità Anticorruzione, nelle sue recenti Linee guida n. 4, ribadisce il principio della rotazione e motivazione, solo che nessuno controlla e fa rispettare queste direttive). Insomma, tranne per chi non vuole o può capire, lo Stato e le Regioni da decenni hanno operato come per favorire corruzione e mafia.

Dunque l’altro grave aspetto: ma chi controlla ? E il cittadino onesto che non ne può più di questa generalizzata annosa manciugghia locale pubblico-politica a chi si può rivolgere ?

Teoricamente o come declamano i nobili giuristi, intellettuali, moralisti, propagandisti, ecc. ci si deve rivolgere allo Stato. Nella realtà invece non c’è nessuno (almeno fino adesso). Si è soli. Anzi si rischia pure di essere isolati come un appestato, se non persino avere conseguenze giudiziarie, ritrovarsi annichiliti economicamente se non anche senza lavoro o perdendo l’attività, nonché subire ritorsioni varie e anche delinquenziali inaspettate, per sé e la propria famiglia. Su quest’ultimo aspetto dovrò fare un articolo apposito su come funziona il sistema dei cosiddetti mandanti occulti o indiretti.

Prendiamo ad esempio la legge 97/2016 sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, che in buona parte è una discreta norma, ma di tutta evidenza deliberatamente inefficace e incompleta. Mancano infatti le immediate conseguenti sanzioni a carico dell’amministrazione opaca se non anche omertosa e reticente. Il comune cittadino infatti, dopo che ha messo in luce le locali irregolarità, non può e non dovrebbe, in una Nazione civile, democratica e repubblicana, doversi esporre a costosi ricorsi e spese legali, oltre a diverse conseguenze a cui potrebbe andare incontro con anche ritorsioni trasversali verso la propria famiglia. Tra l’altro, il d.l. 28/2015 sulla tenuità dei reati, prevede la non procedurabilità per i reati fino a quattro anni di reclusione, quindi per giurisprudenza si potrebbe arrivare all’archiviazione o a un’assoluzione, cosa che potrebbe porre il comune cittadino denunciante ad ulteriori ed ogni genere di pericolo.

Insomma, al solito le leggi italiane sono di tutta evidenza un inno alla corruzione e alla criminalità e contro il civile cittadino, il quale legittimamente protesta di fronte a questo Stato, Regioni e Comuni eticamente deragliati (per usare un eufemismo).

Si dovrebbero pertanto, almeno per i Comuni, ripristinare gli organi di controllo (come il CO.RE.Co, Comitato regionale di controllo e la Commissione Provinciale di controllo), ma con criteri inoppugnabili di rotazione e composti con anche nuove figure, quali Magistrati e Finanzieri, però quanto meno provenienti da regioni diverse e neppure limitrofe a quella in cui opererebbero.

Occorre anche riattivare il timore della pena, già solo in presenza di carente trasparenza.

Va poi abolito il limite dei 15 mila abitanti previsto dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016 per cui i rispettivi amministratori non devono rendere noti i loro redditi e quelli dei propri parenti diretti (una norma che favorisce anche la mafia).

Iniziare anche un lavoro culturale perpetuo nella scuola dell’obbligo, coinvolgendo le famiglie e insegnando agli alunni e studenti i “diritti e doveri” (ma tramite un laureato in legge) al pari di qualsiasi materia fondamentale.

Avviare un’insistente campagna mediatica promozionale sulla legalità, quanto meno nelle tv pubbliche.

Infine, raddoppiare le pene se non triplicarle per chiunque si corrompa nella P.A., nessuno esente, giudici compresi.

Sono del parere che si daranno tutti una calmata, compresi molti cittadini che sembrano smaniare per poter entrare nel giro della corruzione. C’è la fila. Questo neo Governo potrebbe, dovrebbe farlo, subito.

Concludo esprimendo un suggerimento circa “l’agente provocatore”. Una buona iniziativa, ma non basta.

Per “agente provocatore” s’intende una persona impiegata dalla polizia o altro soggetto per incitare o provocare altre persone, e spingerle a commettere atti illegali, agendo sotto copertura.

Tuttavia, i trasversali corrotti che ci sono in politica e nelle istituzioni, specialmente i veterani, s’informano prima con i loro “fratelli” (nelle logge o confraternite, ecc.) degli Ordini Professionali, Sindacati, Imprenditoria, Università, Avvocatura, Polizia Municipale, Forze dell’Ordine, Magistratura, Polizia di Stato, ecc. E in quegli ambienti pubblico-politici, regna la diffidenza e l’omertà verso chi non è della combriccola (“a cumacca” come si dice in Sicilia).

Inoltre, certi organizzati corrotti hanno già le loro annose conoscenze referenziate all’interno dello Stato, Regioni, Enti, Partecipate, Comuni, ecc. Non si fideranno del primo arrivato. La mafia criminale nel tempo ha fatto scuola a questi mimetizzati interiormente corrotti. Ci vorrebbero anni per un agente provocatore prima di farsi accettare.

Se il Ministro della Giustizia, il Ministro degli Interni, il Ministro della Pubblica Amministrazione e nella formazione scolastica anche il Ministro dell’Istruzione, non avviano una guerra totale alla corruzione, specialmente nello Stato, Regioni, Enti, Comuni, ecc. rivedendo tutte le norme che consentono di deviare dalla trasparenza e legalità, nonché triplicando le pene per i corrotti nella P.A. nessuno escluso, gli annosi deviati ma spesso anche competenti, nella politica e pubblica amministrazione, potrebbero nuovamente riavere la meglio, poiché nella nostra società, molti cittadini siamo talmente contagiati che ammiriamo i corrotti e, anzi, più lo sono e più li corteggiamo e votiamo.

Inaudita la patinata regressione sociale in cui da anni siamo precipitati.

Ci vuole quindi un lavoro complessivo: revisione normativa chiara e completa che dia anche poco spazio all’ermeneutica; inasprimento delle pene triplicate per chi opera nel pubblico; istituire nella scuola dell’obbligo lo studio basilare del vivere civile; diffondere ma con continue promozioni televisive, su internet e social, la cultura della trasparenza e legalità; infiltrare agenti provocatori.

Adduso Sebastiano

Napoli, rubano un camion ma si scontrano con un palo: l’accaduto

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Rubano un camion nei pressi di piazza Mondragone a Napoli,  la fuga termina contro un palo

Napoli – Rubano un camion di latticini, ma la loro fuga termina in seguito ad uno scontro contro un palo. È successo questa notte nei pressi della piazza Mondragone dove probabilmente i malviventi si sono schiantati con il camion rubato che trasportava latticini contro un palo. Dopo aver effettuato il colpo i criminali sono ripartiti, ma dopo poche centinaia di metri si sono schiantati contro un paletto, lasciando lì il mezzo e dandosi alla fuga a piedi.

Il camioncino è rimasto lì fermo fino a stamattina quando gli automobilisti sono rimasti bloccati in una delle stradine principali del quartiere che collega corso Vittorio Emanuele e piazza del Plebiscito. Il mezzo presente sulla stradina ha causato numerosi disagi credano code di traffico visto che era anche orario di apertura scuole e uffici. Sul posto presenti anche gli agenti della Polizia che sta indagando sul furto.

Nerviano: il Raduno Preferito di Ruote Quadre

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Si è svolto a Nerviano, domenica 3 giugno, il bellissimo raduno di auto storiche organizzato con minuziosa cura dal gruppo ‘Ruote Quadre Nerviano’.

Grandissimo successo per Andrea Gagliardi, Enzo Accietto, Gabriele Cuoco e Rodolfo Somacal, fondatori del gruppo ‘Ruote Quadre Nerviano’ per il loro secondo “Raduno preferito” dedicato alle auto storiche organizzato nella ridente cittadina di Nerviano, alle porte di Milano.

Elena Castiglioni e Tatiana Ledda sono state le donne che hanno dato una mano operativa impeccabile coadiuvate da un cospicuo team di volontari: Serena, Matteo, Benedetta, Tina, Vincenzo, Lorenzo, Simona, Michela, Laura e un’altra Simona.

Team al completo "Tra le 127" come Samuele Bersani
Team al completo “Tra le 127” come Samuele Bersani

Più di 70 gli equipaggi intervenuti che, festanti, sono giunti, a partire dalle prime ore del mattino Viale Giovanni XXIII a bordo di altrettante favolose vecchie glorie. Varie marche e vari modelli. Unica condizione per accedere al Raduno era il presentarsi con automobili immatricolate rigorosamente prima del 1988.

I mezzi hanno raggiunto Nerviano da tutto il nord Italia, e hanno ricevuto una calorosissima accoglienza dai nervianesi. E’ stata data a tutti la possibilità di far eseguire un Auto-ritratto dalla pittrice Carla e è stato organizzato un bellissimo spazio baby-club gratuito per la gioia dei più piccoli.

Il giro in carovana tra le vie del centro di Nerviano, è stato molto apprezzato da tutti i cittadini in strada e affacciati alle finestre. Il serpentone colorato ha raggiunto un fantastico mulino privato. Un aperitivo gustoso e generoso attendeva i partecipanti.

L’evento, realizzato con semplicità e amicizia, è risultato riuscitissimo e molto apprezzato dai frequentatori assidui dei raduni.

Servizio ristoro durante l'evento
Servizio ristoro durante l’evento

Gli organizzatori hanno sottolineato a gran voce la fondamentale importanza dell’appoggio ricevuto dall’amministrazione comunale. Ne sono testimonianza i bellissimi e originalissimi gadget di cui è stato fatto dono a tutti gli equipaggi. Lunghissima anche la schiera di premiati grazie all’estrazione del gadget candela di accensione numerato e consegnato all’iscrizione ad ogni equipaggio.

Mattia Marcora e la sua 128
Mattia Marcora e la sua 128
Una delle tantissime 127 presenti
Una delle tantissime 127 presenti

Una cosa è certa: il raduno preferito si prepara ad avere un seguito di eventi che si declinerà in una lunghissima serie.

Visita la pagina facebook dedicata al gruppo:
https://www.facebook.com/ruotequadrenerviano/ 

Due organizzatori con un'immancabile 2CV
Due organizzatori con un’immancabile 2CV

 

 

Volleyball Nations League Maschile: l’Italia cede 3-0 contro l’Argentina

Volleyball Nations League, l’Italia chiude il secondo round con un ko

L’Italia chiude questo secondo round del Volleyball Nations League in Argentina con un altro ko dopo quello della prima giornata contro il Canada. Questa sera la Nazionale Italiana è stata sconfitta dai padroni di casa con il punteggio di 3-0 (25-19, 33-31, 25-20) al termine di una gara in cui non si è mai espressa sui suoi livelli, sbagliando molto e dando così la possibilità agli uomini di Velasco di aggiudicarsi il loro primo successo nel torneo. Perso senza troppi sussulti il primo set i ragazzi di Blengini hanno sprecato la loro grandissima occasione di impattare la gara nel secondo quando si sono fatti annullare addirittura otto palle set. A quel punto il contraccolpo psicologico è stato inevitabile e n on sono più riusciti a cambiare l’inerzia della gara scivolata via senza troppi sussulti.
Blengini ha confermato lo schieramento di ieri sera contro l’Iran con Giannelli palleggiatore, Zaytsev opposto, Randazzo e Juantorena martelli, Anzani e Cester centrali e Colaci libero.
L’Argentina è stata schierata con Cavanna in palleggio, Facundo Conte sulla sua diagonale, Poglajen e Lopez schiacciatori, Solè e Loser centrali con Danani libero.
Nel primo set gli azzurri sono apparsi sottotono mostrando lacune in ricezione, fattore che ha inevitabilmente condizionato l’intera manovra che non è quindi riuscita a essere sviluppata come nelle migliori occasioni. Gli uomini di casa, sospinti dal proprio pubblico, hanno invece mostrato grande voglia di fare mettendo in difficoltà l’Italia.
Il secondo parziale è iniziato con una veemente reazione dei ragazzi di Blengini scesi in campo più convinti dei propri mezzi e capaci di mettere da subito alle corde i sudamericani. In generale le cose sono apparse migliorate in tutti i fondamentali, anche se gli argentini sono stati comunque bravi a non disunirsi troppo riuscendo a mantenere nelle fasi finali uno svantaggio minimo (22-19, 23-21, 23-22). Al contempo Giannelli e compagni hanno cominciato a mostrare qualche cenno di cedimento sbagliando molto e permettendo a Conte e compagni di acquisire una sempre maggiore consapevolezza. Il finale di parziale è stato a dir poco avvincente e rocambolesco con l’Italia che è arrivata a sprecare ben otto palle set; l’incapacità di chiudere il parziale ha naturalmente galvanizzato gli argentini che, invece, alla seconda possibilità hanno fatto loro il se t chiudendo sul 33-31 e potandosi così sul 2-0.
Terzo e conclusivo set con Baranowicz e Mazzone in campo ma nel quale lo scenario generale non è cambiato con gli argentini costantemente alla guida del match e con gli azzurri incapaci di reagire non riuscendo mai a contrapporsi agli attacchi degli uomini di Velasco. Blengini ha ruotato diversi dei suoi uomini ma in generale nulla è cambiato.
Domani mattina la squadra lascerà San Juan per dirigersi a Buenos Aires da dove partirà alla volta di Osaka via Francoforte. L’arrivo in Giappone è previsto nella notte tra martedì e mercoledì (orario italiano).

Blengini:Le considerazioni e l’atteggiamento sono molto diversi rispetto a ieri dato il risultato. Sicuramente non siamo riusciti a resistere a un Argentina scesa in campo con grande volontà. Noi abbiamo faticato nel primo set quando non siamo riusciti a essere incisivi con il servizio. Oltre a un cambio palla fluido hanno messo in mostra delle grandi difese. Poi nel secondo set non siamo riusciti ad amministrare un buon vantaggio che eravamo riusciti a guadagnarci. Aver perso quel set, in quel modo, ci ha francamente tagliato le gambe. Non abbiamo mollato, abbiamo provato a resistere, ma francamente loro hanno meritatamente vinto la partita”.

Colaci:E’ stata una brutta gara, abbiamo sofferto tanto il non riuscire a mettere la palla a terra al primo colpo e questo non deve succedere perché ci sono squadre brave a toccare i palloni a muro, a difendere e ricostruire proprio come l’Argentina. Noi però non dobbiamo spazientirci in situazioni simili, è la stessa cosa che è successa contro il Canada. Dobbiamo migliorare in questo perché poi le partite sono lunghe e possono capitare situazioni come quella di stasera. C’è da crescere e lavorare su certi aspetti perché può succedere di dover giocare in situazioni simili contro squadre forti che sbagliano poco. Il grande rammarico è per il secondo set quando abbiamo sprecato un grande vantaggio e francamente questo non può succedere. In queste gare di alto livello devi essere bravo a chiudere i set quando hai la possibilità. Gli avversari non ti concedono molte chance e così è stato stasera. Peccato. Ci servirà”.


ITALIA-ARGENTINA 0-3 (19-25, 31-33, 20-25)

Italia: Randazzo 6, Juantorena 15, Giannelli 2, Zaytsev 16, Cester 2, Anzani 7, Colaci (L). Parodi 1, Nelli, Mazzone 2, Baranowicz, Ne: Rossini (L), Antonov, Diamantini. All: Blengini
Argentina: Cavanna, Poglajen 5, Conte 12, Loser 9, Solè 10, Lopez 12, Danani (L). Zanotti 9, Martinez, Ramos 1, Sanchez 1. Ne: Lima, Massimino (L), Gallego. All: Velasco
Arbitri: Turci (BRA), Ortiz (PUR)
Spettatori: 5800 Durata set: 26’, 39’, 27’
Italia: a 4 bs 18 mv 5 et 24
Argentina: a 4 bs 14 mv 6 et 19

 

Napoli, Rui Patricio era pronto a prendere casa a Posillipo prima della rescissione

La Roma, ora, fa concorrenza al Napoli per tre portieri

Secondo quanto scritto dal Corriere dello Sport, la Roma di Di Francesco, tramite il diesse Monchi, potrebbe inserirsi nelle trattative di tre obiettivi del Napoli di Carlo Ancelotti nel caso in cui Alisson dovesse partire e lasciare scoperta la porta giallorossa.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna del quotidiano:
“Sono giorni caldi per Alisson. Dopo i sondaggi di Real Madrid e Liverpool, si inserisce anche il Chelsea. Monchi si è già informato sull’eventuale successore:
1. l’ideale sarebbe Bernd Leno, ma il Napoli sembra avanti nella trattativa ;
2. Monchi si è consultato con l’amico Emery anche su Areola, che non ha rinnovato con il Psg.
3. Il terzo uomo può essere Rui Patricio, portiere della nazionale portoghese, che già stava cercando un attico a Posillipo quando ha dovuto modificare la propria tabella di marcia: avendo chiesto allo Sporting Lisbona la risoluzione unilaterale del contratto, rischia di essere risucchiato in un contenzioso davanti alla Fifa”.

Marcianise, blitz anticamorra: sgominata alleanza per traffico di droga

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sgominata alleanza per traffico di droga a Marcianise

Davanti ai guadagni provenienti dall’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, due clan come il clan Belforte e quello dei Piccolo-Letizia, entrambi operanti nella città di Marcianise da sempre in guerra per conquistare le attività illecite presenti  sul territorio, hanno deciso di stipulare una pax mafiosa, per gestire insieme il traffico di droga.
E’ quanto è emerso dall’ultima inchiesta della Dda di Napoli che ha portato all’emissione da parte del Gip di 38 misure cautelari per altrettanti indagati, 16 dei quali finiti in carcere e 15 ai domiciliari; per altri nove indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini, eseguite dai carabinieri della Compagnia di Marcianise, hanno riguardato il periodo tra il 2014 e il 2015, in cui l’accordo tra le cosche rivali ha di fatto azzerato anni di faide.
L’indagine è stata denominata “Unrra Casas”, dal nome del complesso residenziale dove avveniva – e dove probabilmente è avvenuto fino a questa mattina – parte dello spaccio e dove risiedevano molti degli arrestati. I carabinieri hanno dovuto usare un elicottero e i cani per effettuare l’operazione. Il parco ha solo due uscite, una principale e l’altra posteriore, per cui era facile controllare acquirenti e notare l’arrivo delle forze dell’ordine. Durante le investigazioni, sono state tratte in arresto 6 persone in flagranza del reato di spaccio e sono stati sottoposti a sequestro circa 6 kg di stupefacente.

Scafati, sequestrati 13 grammi di marijuana: i dettagli

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Pusher scoperto dalla Guardia di Finanza di Scafati in possesso di oltre 13 grammi di marijuana

Scafati – La Guardia di Finanza, impegnata nell’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, ha colto in flagranza un soggetto di nazionalità italiana in possesso di 8,50 grammi di marijuana, confezionata in dosi e pronta per essere immessa nelle piazze di spaccio di Scafati.

Le Fiamme Gialle scafatesi, durante le operazioni, hanno in un primo momento rinvenuto e sottoposto a sequestro la sostanza stupefacente e poi hanno esteso le operazioni di ricerca al domicilio del fermato., Nell’abitazione i Baschi Verdi hanno rinvenuto ulteriori 4,85 grammi di marijuana, per un totale di 13,35 grammi, oltre ad un bilancino elettronico di precisione utilizzato per la suddivisione della sostanza in dosi.

Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.

L’attività di servizio svolta conferma la presenza della Guardia di Finanza sul territorio a contrasto di un fenomeno connotato da grave pericolosità sociale.

Governo gialloverde: prime “uscite” programmatiche su economia, immigrazione, estero

Il Governo gialloverde comincia a muovere i primi passi restando, rigorosamente, con un piede al governo ed uno nelle piazze per la perenne campagna elettorale. Ed anche in questo il DUO si è diligentemente suddiviso compiti e “piazze” (intese come pance dei loro elettori visto che, ad esempio, in Sicilia i due si sono “sfiorati” ma non incontrati, ciascuno intento ed attento al suo orticello ed all’accudimento del suo gregge).
Salvini attento a dar mangime sempre fresco al suo pruriginoso elettorato “sparando e tuonando”, come sempre, contro i migranti, promettendo chissà quali mirabolanti (e umanitarie) soluzioni (il vangelo in tasca lo porterà sempre, o non più?) a partire da un centro di espulsione in ogni regione e dicendosi indisponibile alla riforma del trattato di Dublino proposta in sede europea. In un attimo di “smarrimento” però ha anche offerto una linea pragmatica affermando: “Terremo buono quello che ha fatto il governo precedente, perché se è riuscito a ridurre gli sbarchi, non siamo mica fessi”. E su questo concordiamo. Mai detto ne pensato che sono fessi, tutt’altro. Se fessi ci sono, questi sono gli italiani.

Di Maio poi, dal canto suo e per quanto compete al suo orticello con anche l’accudimento di quella parte dei suoi armenti, si dedica alla pancia degli stessi parlando di lavoro, lavoro, lavoro, e pensioni ovviamente, visto che una delle finalità del lavoro, oltre al consentire (come dovrebbe) di condurre una vita tranquilla e dignitosa, è anche quella di poter vivere un’altrettanta dignitosa e tranquilla vecchiaia.
Ed allora via con le cosiddette idee gialloverde in campo lavorativo da seminare anche in contemporanea a quella di Salvini che cura gli egoismi del suo gregge: mente e pancia, egoismi e desideri. Non c’è che dire, un bel duo che così da un laghetto di montagna o dal tirreno si assicurano una pesca abbondante di tipo oceanica.

Ed allora, dopo le pronunciazioni di Salvini, ieri i siciliani (e con loro tutti gli altri) sono stati cibati anche con, ad esempio, una proposta gialla tendente al porre gli esuberi a carico delle aziende. Questo nell’ambito della riforma delle pensioni che Luigi Di Maio vuole approvare. Riforma che punta sulla “quota 100”, ovvero la somma di 36 anni di contributi e almeno 64 anni di anzianità. Ma garantire la copertura economica della misura non è semplice ed ecco che allora l’estensore del programma gialloverde, Alberto Brambilla, ha lanciato l’idea di spostare dallo Stato alle imprese l’onere da sborsare per mandare in pensione prima del tempo i dipendenti, come si fa da anni per gestire gli esuberi nel settore bancario.
La scelta però, se da un lato elettrizza gli armenti, dall’altro rischia di aprire subito lo scontro tra esecutivo e aziende. Aziende già sul chi va là per il non dimenticato, ne accantonato, timore di una fuoriuscita dall’euro o comunque di uno scontro in campo economico che non potrebbe non avere immediate ripercussioni anche commerciali.

Poi, tanto per non farsi mancare niente, e visto che i campi da arare sono vastissimi, una discesa sul campo della “politica estera” non poteva mancare, tanto più si si considera che venerdì Giuseppe Conte debutta al G7 in Canada.
Ed allora ecco pronto un pensierino per le “Missioni all’estero” nell’ambito delle quali si ventila un ritiro graduale dall’Afghanistan, ovviamente senza voler agire subito e non prima di aver raggiunto un’intesa con gli alleati della Nato.
Chiaramente, ufficialmente non trapela ancora nulla ma, ufficiosamente, si è lasciato già intendere – per l’appunto – che il nuovo governo ha, come obiettivo, un progressivo ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan. Dato che la cosa sembra essere molto più di un’ipotesi, siamo alle solite: parole lanciate nel vento “tanto per”, pensando che questo le porti via. Ma così non è anzi, le porta lontano e le diffonde come è stato per l’euro, e pertanto ecco giungere già un monito dalla Casa Bianca che ammonisce: sarebbe un grave errore.
Dato poi che il tutto lo si è fatto trapelare quando mancano – come su scritto – pochi giorni al G7 in Canada, al solito, oltre alla modalità, sono errati anche i tempi.

Il G7, infatti, si terrà questo venerdì e lì ci sarà il debutto di un “neofita” Giuseppe Conte che dovrà così confrontarsi non con i suoi studenti nell’aula universitaria di Firenze, ma con politici di lungo corso che ben si conoscono e che ben hanno “preso le misure” tra di loro. Ora le avranno già prese al nostro Conte e le avranno prese con “il metro” fornito dal DUO per cui gli facciamo dono del nostro mantra: io speriamo che me la cavo. Mantra che manteniamo anche per tutti noi per cui gli facciamo tutti i nostri auguri; auguri che estendiamo anche alla nostra bistrattata e mai unita Italia.

Stanislao Barretta

Napoli, Sarri pensa ad una vertenza all’UEFA che potrebbe dargli ragione

Il tecnico è convinto di ottenere 500 mila euro per licenziamento

Maurizio Sarri è ancora a tutti gli effetti un allenatore del Napoli a cui il presidente Aurelio De Laurentiis versa 1,4 milioni a stagione. La situazione del tecnico toscano è in bilico: non potrà sedere sulla panchina azzurra occupata da Carlo Ancelotti ed ora anche il Chelsea sembra aver virato verso altre scelte.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Il Mattino, Sarri vorrebbe liberarsi dal Napoli per poter decidere da solo la sua destinazione, senza l’obbligo di passare per la società partenopea. Per questo motivo, e considerando che lui si sente libero, pensa che qualsiasi tipo di vertenza potrebbe dargli ragione ed è convinto che il Napoli debba riconoscergli i 500 mila euro della clausola in caso di licenziamento. Non vuole un braccio di ferro e per questo aspetta il prossimo incontro, per poi pensare al proprio futuro.

Castellammare, oggi gli aggressori della 12enne davanti ai giudici

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Oggi dovrebbero essere interrogati i tre minorenni di Castellammare di Stabia accusati di  violenza sessuale ai danni della ragazzina di 12 anni

Nella giornata di oggi dovrebbero essere in programma gli interrogatori di garanzia dei tre minorenni di Castellammare di Stabia accusati di presunta violenza sessuale sulla ragazzina di 12 anni di Gragnano. Tra gli accusati, c ’è anche il nipote di uno dei boss del clan D ’Alessandro di Scanzano detenuto da tempo. Secondo quanto riportato da puntostabianews, il giudice minorile sarà chiamato a decidere se trattenere i tre presunti autori dello sturpro in un istituto o se rimandarli a casa.

Dagli elementi d ’accusa raccolti dagli inquirenti, i tre minorennti avrebbero anche ripreso le violenze con i telefonini, minacciando la 12enne che li avrebbero pubblicati su internet qualora li avesse denunciati.

La ragazzina di Gragnano sarebbe stata violentata quattro volte. Intanto la famiglia starebbe maturando il proposito di andare via da Napoli.