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Premio Nobel per la Pace al medico Mukwege e all’ex schiava sessuale Nadia Murad

Premio Nobel per la pace al medico Mukwege e all’ex schiava sessuale Nadia Murad

Nobel per la pace assegnato al medico ginecologo congolese Denis Mukwege e a Nadia Murad, una donna Yazida irachena, attivista per i diritti umani, ex schiava sessuale dell’Isis, che nel suo villaggio ucciso migliaia di persone. A loro il riconoscimento “per i loro sforzi per mettere fine all’uso della violenza sessuale come arma in guerre e conflitti armati“.
“Dobbiamo mettere una linea rossa contro l’uso dello stupro come arma di guerra. È un’arma che si esporta senza controllo doganale, basta un lavaggio del cervello. Prende sempre più piede e chi la usa sa che se riesci a distruggere le donne indebolisci anche gli uomini. Lo stupro non è una questione che riguarda solo le donne, ma riguarda la sopravvivenza della nostra umanità”. Così diceva, appena qualche mese fa ad una piazza colma che lo ascoltava in religioso silenzio, il ginecologo congolese Denis Mukwege, ospite del festival della rivista Internazionale a Ferrara. Il medico si è contraddistinto per le cure alle donne della Repubblica del Congo vittime di abusi sessuali.
Vittime come Nadia Murad che, insieme ad altre schiave yazide, ha trovato la forza e il coraggio per fuggire dai loro torturatori.
Adesso combatte per la dignità del loro popolo: hanno convertito la storia del loro inferno in una vicenda comune, e così sperano di riscattare le altre migliaia di donne che sono ancora violentate dagli uomini dell’Isis. La violenza sessuale è una delle armi più efficaci adoperate dalle brigate islamiste per sottomettere le minoranze nelle terre da loro conquistate. Due storie, un obiettivo comune.

Retroscena, le parole profetiche di Ancelotti nella rifinitura pre-Liverpool

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Svelato un retroscena nel prepartita del match Napoli-Liverpool

L’edizione di oggi del quotidiano Repubblica racconta un curioso retroscena su Carlo Ancelotti in vista della sfida di Champions contro il Liverpool. Ecco quanto scrive il giornale

“Re Carlo l’aveva previsto e anche detto, prima parlando pubblicamente nella conferenza stampa («Sappiamo bene cosa dobbiamo fare per mettere in difficoltà il Liverpool e potete star certi che lo faremo…») e poi in privato ai suoi giocatori, anticipando in maniera addirittura più esplicita l’esito della super sfida contro i campioni d’Europa. «Tranquilli, vinceremo noi… » . Tre parole sibilate da Ancelotti al termine della seduta di rifinitura di martedì pomeriggio, nel ritiro di Castel Volturno, che sembravano soprattutto d’incoraggiamento per la squadra e che invece si sono rivelate all’indomani profetiche: per la felicità del Napoli e dei tifosi del San Paolo, conquistati nello spazio di appena 9 partite (tra campionato e Champions League) dall’esperienza, dal carisma e dalla bravura del nuovo allenatore azzurro”.

Battipaglia, giovane muore di overdose al pronto soccorso: indagati tre medici

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Battipaglia, giovane muore di overdose al pronto soccorso: indagati tre medici a causa di presunti ritardi

Un giovane deceduto dopo essere arrivato al pronto soccorso a causa di un’overdose. La triste vicenda è accaduta all’ospedale di Battipaglia dove un 34enne sarebbe morto dopo essere stato accompagnato da un responsabile del Sert che gli è stato accanto tutto il tempo.
La famiglia, come riporta il quotidiano “Il Mattino”, ha deciso di denunciare cinque medici poichè ritenuti responsabili di alcuni presunti ritardi nei soccorsi e per l’adozione di procedure non corrette.
Il Giudice per le Indagini Preliminari Piero Indinnimeo, nel corso dell’udienza preliminare ha archiviato l’accusa nei confronti di due sanitari della Rianimazione ma ha disposto ulteriori indagini a carico degli altri tre, tutti in servizio presso il pronto soccorso in quel momento.
Il giovane è giunto in stato di coma in Rianimazione e il magistrato ha valutato come inesistenti le responsabilità dei medici che lo hanno solo accolto.
Nella perizia del consulente di famiglia ci sarebbero infatti alcuni rilievi che andrebbero in contrasto con quella commissionata dalla Procura. Di qui la necessità di vederci chiaro e valutare nel dettaglio ogni singolo particolare. L’udienza è stata fissata per le prossime settimane.

Istat, ad agosto le vendite in crescita dello 0,7%

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I dati Istat sulle vendite al dettaglio registrate nel mese di agosto 2018

Nel mese di agosto 2018 l’Istat stima che le vendite al dettaglio siano aumentate dello 0,7% sia in valore sia in volume rispetto al mese di luglio. La variazione positiva coinvolge sia i beni alimentari (+0,3% in valore e in volume), sia i beni non alimentari (+0,9% in valore e +1,0% in volume).

Nel trimestre giugno-agosto 2018, rispetto al trimestre precedente, secondo l’istituto, le vendite al dettaglio sono aumentate in valore dello 0,5% e in volume dello 0,3%. Le vendite di beni alimentari sono in crescita in valore (+0,4%) e in leggera flessione in volume (-0,2%); quelle di beni non alimentari sono in aumento dello 0,7% in valore e dello 0,6% in volume.

Per quanto riguarda i dati su base annua, le vendite al dettaglio aumentano del 2,2% in valore e dell’1,4% in volume. Le vendite di beni alimentari registrano una variazione positiva dell’1,9% in valore e un lieve calo in volume dello 0,1%, mentre quelle dei beni non alimentari sono in aumento sia in valore (+2,4%) sia in volume (+2,7%).

Per quanto riguarda le vendite di beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di Cartoleria, libri, giornali e riviste (-0,8%). Gli incrementi maggiori riguardano Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+5,0%) e Altri prodotti (+4,5%).

Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un aumento sia per la grande distribuzione (+2,4%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (+1,3%). Il commercio elettronico registra una crescita dell’8,6%.

Bombe d’acqua, situazione critica al Sud: a Lamezia morti giovane madre e figlio, l’altro è disperso

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Bombe d’acqua, situazione critica al Sud: a Lamezia morti giovane madre e figlio, l’altro è disperso

Calabria e tutto il Sud Italia colpiti in queste ore da violenti nubifragi. A Lamezia Terme una donna e suo figlio di 7 anni sono morti, travolti dall’acqua. Disperso il secondo bimbo di 2 anni che era con loro. Il marito della donna aveva lanciato l’allarme per la scomparsa nella serata di ieri, ma i corpi sono stati scoperti solo in mattinata. Poche speranze di ritrovare vivo il figlio più piccolo, anche se le ricerche proseguono senza sosta. I vigili del fuoco hanno inviato elicotteri anche da Salerno e Catania.
Madre e figli si trovavano nella zona di San Pietro Lametino quando la pioggia ha raggiunto in quella zona un picco di intensità. La vettura è stata ritrovata dai soccorritori con le 4 frecce d’emergenza accese, ma all’interno non c’era nessuno.
Stiamo valutando di dichiarare lo stato di emergenza“, spiega Mario Oliverio, presidente della Regione, la più colpita dalla forte ondata di maltempo che in queste ore sta interessando tutto il Sud, con voli cancellati e persone messe in salvo in gommone dalla furia dell’acqua. Centinaia le richieste di soccorso ai vigili del fuoco, che hanno messo in campo 200 persone richiamando in servizio anche chi era di riposo.
Il picco dell’emergenza sembra condensarsi proprio nella zona di Lamezia Terme, dove è esondato il torrente Cantagalli e in alcuni quartieri l’acqua ha invaso le case costringendo gli abitanti a rifugiarsi agli ultimi piani. Le strade allagate sono impraticabili e le operazioni di salvataggio si svolgono con i gommoni. Sono 16 le persone tratte in salvo da una squadra dei Vigili del fuoco sulla statale 18. Si tratta di due operai che erano rimasti bloccati in un capannone nella zona industriale, alcuni abitanti di Acconia di Curinga che si erano rifugiati sul tetto delle loro case ed altri che erano rimasti bloccati in macchina. Diversi abitanti dei comuni di Maida, San Pietro a Maida, Curinga e Cortale, che non sono potuti rientrare in casa, sono stati accolti nei locali di un centro commerciale.

A Catania scuole chiuse e allerta gialla dopo il violento nubifragio che si è abbattuto sulla città. Ancora scuole chiuse a Catanzaro, Crotone e Soverato dove l’allerta meteo è arancione. Disagi a Bari per una bomba d’acqua. A Gioia del Colle i vigili del fuoco hanno soccorso una mamma rimasta con i suoi due bambini bloccata nell’auto in panne, mentre a Santeramo in Colle un fulmine ha colpito alcune balle di fieno in campagna, provocando un incendio per il quale è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Castellammare, la Gori annuncia la sospensione idrica: le zone interessate

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 La Gori per eseguire i lavori programmati nel comune di Castellammare di Stabia, sospenderà la fornitura del servizio idrico

La Gori, società che si occupa della Gestione delle Risorse Idriche nel comune di Castellammare di stabia rende noto che a partire dalle ore 21:00 di oggi 05 ottobre alle ore 06:00 del giorno 06 ottobre 2018 è prevista la sospensione del servizio idrico per consentire lo svolgimento di una serie di lavori già in programma sulla rete idrica.

Nel dettaglio, in base alla comunicazione diffusa dagli uffici della Gori, le zone interessate dal disservizio riguarderanno gli appartamenti e gli esercizi commerciali presenti in Via Sant’Eustachio, Zona “Privati”

La SSC Napoli deferita dall’UEFA: ecco cosa rischia

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La Uefa ha ufficializzato l’apertura di un procedimento disciplinare contro il Napoli

La Uefa ha ufficializzato l’apertura di un procedimento disciplinare contro il club azzurro in seguito al lancio di fumogeni avvenuto durante la gara contro Liverpool e all’occupazione delle scale sulle gradinate dello stadio San Paolo da parte dei tifosi, una pratica ovviamente vietata per ragioni di sicurezza.

Come si legge sull’edizione di oggi del quotidiano Corriere del Mezzogiorno, il caso sarà discusso il prossimo 18 ottobre insieme a quelli di PSG (fumogeni ed incidenti tra tifosi) e Stella Rossa (incidenti tra tifosi e cori offensivi), comunicati nella giornata di ieri.

Situazioni analoghe si verificarono nel 2017 contro il Real Madrid ed in quel caso il Napoli fu punito con una multa di 38mila euro proprio per lancio di oggetti e petardi e per l’occupazione delle scalinate. Un precedente che, almeno, lascia ben sperare per evitare la squalifica del campo.

Napoli, giustizia per il ragazzo disabile vittima innocente della Camorra: ergastolo per i killer

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Napoli, giustizia per il ragazzo disabile vittima innocente della Camorra: ergastolo per i killer

Un processo durato oltre 18 anni, ma alla fine giustizia è stata fatta per Antonio Landieri, il giovane disabile di 25 anni assassinato per sbaglio dalla camorra. I suoi killer Giovanni Esposito, Davide Francescone e Ciro Caiazza, sono stati condannati all’ergastolo. Ma grazie al suo sacrificio sono arrivate anche altre pesanti condanne.
Infatti il gip del Tribunale di Napoli ha anche disposto 17 anni e 4 mesi di reclusione Gennaro Notturno, esponente del clan degli scissionisti e Pasquale Riccio, collaboratore di giustizia.
La famiglia Landieri e i tanti amici di Scampia, hanno finalmente trovato un po’ di pace dopo le condanne agli assassini del figlio.
In questi anni non si sono mai arresi, neanche quando la Camorra provò a comprare il loro silenzio offrendo 150mila euro. Non ha prezzo la morte di un figlio, ma l’unico risarcimento è solo la giustizia.

Quel giorno Antonio era nel posto sbagliato al momento sbagliato, una frase fatta e rifatta, come se si dovesse chiedere il permesso alla malavita per uscire di casa.
Quel 6 novembre 2004, il 25enne disabile fu colpito da due colpi di pistola alla schiena durante la prima faida tra clan Di Lauro e le famiglie “scissioniste” degli Amato-Pagano. Antonio non riuscì a mettersi in salvo quel giorno a causa della sua condizione fisica, costretto su una sedia a rotella. Ma il ragazzo non è stato mai dimenticato dalla società civile di Scampia, che gli ha dedicato uno stadio ecologico per tenere sempre vivo il suo ricordo.

Paura a Napoli, spari contro un’attività commerciale

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Momenti di paura a Napoli, nel quartiere di Miano sono stati rinvenuti in strada bossoli calibro9x21

Paura a Miano, quartiere periferico di Napoli, dove so no stati rinvenuti otto i bossoli 9×21 che hanno danneggiato un’attività commerciale. I colpi hanno danneggiato le porte di un bar pasticceria aperto un mese fa. La sparatoria sarebbe avvenuta intorno alle 5 di questa mattina in via Comunale Vecchia.

Il titolare dell’attività commerciale, ha riferito agli agenti di Polizia, che stanno seguendo il caso, di non aver ricevuto minacce.

Violenza sessuale su turista a Meta, Comune e Hotel pronti a costituirsi parte civile

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Violenza sessuale su turista a Meta, Comune e Hotel pronti a costituirsi parte civile

Al via il processo per i cinque ex dipendenti del Mar hotel Alimuri di Meta, in carcere dal 14 maggio scorso poichè accusati di aver commesso violenza sessuale ai danni di una turista inglese dopo averle fatto assumere droghe. Gli imputati continuano a professarsi innocenti, ma intanto il Comune e l’hotel si sarebbero dichiarati pronti a costituirsi parte civile.
I 5 respingono con forza la ricostruzione choc fatta dalla Procura di Torre Annunziata e di cui devono rispondere, ovvero aver abusato di una turista inglese di cinquant’anni insieme ad altri ragazzi.
Il pm Mariangela Magariello, grazie alla collaborazione della polizia di Sorrento e di quella britannica del Kent, avrebbe ricostruito che, durante la notte tra il 6 ed il 7 ottobre di due anni fa, i barman Miniero e De Virgilio avrebbero offerto alla turista un drink, nel quale sarebbe stata sciolta una sostanza a base di benzodiazepine, per poi abusarne sessualmente insieme ai colleghi.

Gli imputati, in attesa che i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli e Cassazione si pronuncino sull’ennesima richiesta di scarcerazione, assieme ai propri legali hanno scelto di farsi giudicare con rito ordinario.
Niente abbreviato, nessuna volontà di optare per un processo rapido che potrebbe portarli a ottenere uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Verso Napoli-Sassuolo: i precedenti

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I precedenti tra Napoli e Sassuolo al San Paolo

La partita di domenica sarà l’undicesima sfida tra Napoli e Sassuolo in Serie A, la sesta al San Paolo in campionato.

Nelle precedenti cinque gare giocate nell’impianto sportivo di Fuorigrotta sono state 3 le vittorie del Napoli e 2 i pareggi, con 10 gol degli azzurri e 4 del Sassuolo. I neroverdi non hanno mai vinto al San Paolo.

L’ultima vittoria degli azzurri al San Paolo contro il Sassuolo in Serie A:

29 ottobre 2017 – Napoli vs Sassuolo 3-1

L’ultimo pareggio dei partenopei al San Paolo contro il Sassuolo in Serie A:

28 novembre 2016 – Napoli vs Sassuolo 1-1.

Nei dieci scontri diretti in Serie A, non c’è mai stata una partita finita 0-0 tra le due squadre.

Fonte: sscnapoli.it

Salerno, ambulanza bloccata dal traffico: il paziente muore durante il tragitto

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Salerno, ambulanza bloccata dal traffico: il paziente muore durante il tragitto

Una tragedia dai contorni assurdi a Salerno: un uomo accusa un malore nella zona del porto. Sul posto arriva un mezzo di soccorso del 118 che lo prende in carico, ma nel corso dell’intervento si è costretti a richiedere il supporto di una seconda ambulanza per tentare una rianimazione d’emergenza. La tempistica è fatale e il paziente muore durante il tragitto. La tragedia, probabilmente evitabile, è accaduta nella tarda mattinata di ieri quando dal porto di Salerno è stato richiesto un intervento urgente a causa di un uomo che aveva accusato un malore. Il 56 enne A. Ragone, è morto a causa di quella che molto probabilmente è un’emorragia cerebrale. Sono circa le 11 quando Gianpaolo dice ai suoi colleghi che non si sente bene, ha la vista annebbiata, sente un malessere diffuso. A quel punto viene richiamato sul posto un’ambulanza per il trasporto in ospedale. Durante il tragitto le condizioni dell’uomo si sono improvvisamente aggravate, ma il mezzo del 118 resta bloccato nel traffico. Nulla da fare per lui. Il suo corpo esanime è stato trasportato all’obitorio dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Nelle prossime ore con molta probabilità verrà aperto un fascicolo per individuare eventuali responsabilità.

Istat, dal 2010 i prezzi delle case in calo del 15,8%

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I dati Istat sui prezzi delle abitazioni nel secondo trimestre del 2018

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel secondo trimestre del 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,5% nel primo trimestre 2018).

La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,7%, in attenuazione dal -1,0% del trimestre precedente. I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,0% del primo trimestre del 2018 al +1,6% del secondo trimestre del 2018.

Questi andamenti si manifestano in presenza della conferma di una fase di crescita dei volumi di compravendita (+5,6% l’incremento tendenziale registrato per il secondo trimestre del 2018 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

Su base congiunturale l’aumento dell’IPAB è dovuto sia ai prezzi delle abitazioni nuove, che crescono dell’1,7% (annullando il calo dell’1,6% registrato nel trimestre precedente) sia a quelli delle abitazioni esistenti, che registrano un aumento dello 0,7% dopo la stabilità rilevata nel trimestre precedente.

In media, nel primo semestre del 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,4%, sintesi di dinamiche di prezzo di segno opposto in quanto i prezzi delle abitazioni nuove, il cui peso sull’indice generale è poco più di un quinto, aumentano dell’1,3% mentre quelli delle abitazioni esistenti diminuiscono dello 0,9%.

Rispetto al livello medio del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel secondo trimestre 2018 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,8%, calo dovuto esclusivamente alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 22,1% mentre per le abitazioni nuove si registra un lieve aumento (+0,8%).

Infine il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2018 risulta nullo.

L’Arresto del Sindaco di Riace

Può un amministratore, pure sindaco, specialmente quale anche pubblico ufficiale, autorizzare ed operare derogando in via generale e incondizionatamente alle norme ?

Il sindaco di Riace è stato arrestato ai domiciliari qualche giorno addietro e sul quale il GIP (Giudice delle Indagini Preliminari) però non ha riconosciuto una lunga serie di reati come la concussione, il falso e la malversazione, parlando di “vaghezza e genericità del capo di imputazione”, di mancati riscontri e di conclusioni “indimostrabili o presuntive” tanto che la Procura per questo ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame.

“Sono ai domiciliari per un reato di umanità”. Così il sindaco di Riace, Domenico Lucano, ha commentato il suo arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Come raccontato dal fratello Giuseppe, “è sorpreso, amareggiato e anche un po’ arrabbiato per alcune cose viste nell’ordinanza, anche se il gip le ha rigettate. E’ fiducioso, ritiene di non avere compiuto nulla di particolare che potesse giustificare una limitazione della sua liberà”.

Com’è noto la Guardia di finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta dalla Procura della Repubblica di Locri.

Con l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Lucano viene disposto anche il divieto di dimora nei confronti della compagna del sindaco di Riace, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati contestati al sindaco di Riace. Il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, afferma in una nota: Lucano ha dimostrato una «spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito», nell’ammettere «pacificamente più volte, ed in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni “di comodo”». Al riguardo viene riportato un dialogo intercettato dalla Guardia di finanza sul matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato per tre volte il permesso di soggiorno: «Lei – dice Lucano – ha solo la possibilità di tornare in Nigeria. Secondo me l’unica strada percorribile, che lei si sposa! Io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente con un italiano. Mi fa un atto notorio dove dice che è libera e siccome è richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti. Se succede questo in un giorno li sposiamo». Poi dopo «mi chiede al comune il certificato di matrimonio, va alla questura di Siderno e chiede un permesso di soggiorno per motivi familiari perché si è sposata in Italia con cittadino italiano e non gli deve portare niente, solo il certificato di matrimonio. In quel modo, dopo che lei ha il permesso di soggiorno per motivi familiari, i tre dinieghi non hanno nessun valore è subentrata un’altra situazione civile. Non solo, dopo un po’ di tempo prende anche la cittadinanza italiana».  E riguardano anche presunte irregolarità nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti del Comune le contestazioni che stamane hanno portato all’arresto del sindaco di Riace. La cittadina del Reggino è considerata un «modello» per quanto riguarda l’integrazione degli immigrati ed il primo cittadino fu inserito dalla rivista america «Fortune» fra le 50 personalità più influenti nel mondo. La procura di Locri contesta anche all’amministratore l’affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti della cittadina, al di fuori delle procedure di gara previste dal codice dei contratti pubblici, a favore di due cooperative sociali, la «Ecoriace» e «L’Aquilone». Secondo l’accusa, le due coop non avevano i requisiti di legge richiesti per l’ottenimento del servizio pubblico, perché non iscritte nell’apposito albo regionale previsto dalla normativa di settore.

L’opinione.

Ci si è trovati poco tempo addietro in altra situazione, con una analoga vicenda locale, in cui si è chiesto e più volte ad una Amministrazione e particolarmente ad un assessore e rispettivi seguiti, se può un amministratore comunale specialmente dell’esecutivo con delega specifica (e per la giurisprudenza anche pubblico ufficiale) autorizzare ed operare derogando in via generale e incondizionatamente alle norme ? A quanto pare no visto al momento l’arresto del sindaco di Riace per assonante causa. Ad esempio in quella fattispecie predetta, di cui ci si era soggettivamente occupati, gli atti e i pagamenti erano documentati a parole mentre di fatto non c’era pressoché nulla e qualche carta esistente era di tutta evidenza ingarbugliata.

Normativa.

L’art. 357 c.p. dispone che “agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali, coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa”. Agli stessi effetti, come disposto dal secondo comma dell’art. 357 novellato dalla l. n. 86/90 e successivamente modificato dalla l. n. 181/92, “è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi”. Dalla lettura della norma, pertanto, si evince che la qualifica di pubblico ufficiale va attribuita a tutti quei soggetti che “concorrono a formare la volontà di una pubblica amministrazione; coloro che sono muniti di poteri: decisionali; di certificazione; di attestazione di coazione” (Cass. Pen. n. 148796/81); “di collaborazione anche saltuaria” (Cass. Pen. n. 166013/84).

A titolo esemplificativo sono considerati pacificamente pubblici ufficiali: i consulenti tecnici, i periti d’ufficio, gli ufficiali giudiziari e i curatori fallimentari, quali ausiliari del giudice (Cass. Pen. 16.6.1983; 11.5.1969); i portalettere e i fattorini postali (Cass. n. 5.10.1982); gli ispettori e gli ufficiali sanitari; i notai; il sindaco quale ufficiale del governo; i consiglieri comunali (Cass. n. 18.11.1974); gli appartenenti alle forze di polizia e armate; i vigili del fuoco e urbani; i magistrati nell’esercizio delle loro funzioni (ecc.).
La giurisprudenza ha individuato la qualifica di pubblico ufficiale anche nei seguenti soggetti: capotreni delle Ferrovie dello Stato anche dopo la trasformazione dell’ente in società per azioni (Cass. n. 39389/2009); gli impiegati comunali che rilasciano certificati (ad esempio, i dipendenti dell’anagrafe dello stato civile) e i tecnici comunali, mentre i dipendenti che preparano i certificati senza avere potere di firma sono considerati incaricati di pubblico servizio ex art. 358 c.p.; gli insegnanti delle scuole pubbliche(v., da ultimo, Cass. n. 15367/2014 che ha ribadito la qualità di pubblico ufficiale per l’insegnante di scuola media nell’esercizio delle sue funzioni non circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma esteso “alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi” riconoscendo tutti gli elementi del reato di oltraggio a pubblico ufficiale a carico di un genitore).

Inoltre sono tali i soggetti al vertice politico-amministrativo dello Stato o degli enti territoriali. In tal senso si afferma che l’assessore di un ente territoriale riveste la qualifica di pubblico ufficiale relativamente all’esercizio di attività amministrative alle quali partecipa concorrendo alla formazione della volontà dell’ente (Sez. VI, 30 maggio 2013, Horvat, dep. 12 luglio 2013, n. 30175, Rv. 257099).

Peraltro, l’articolo 479 Codice penale (R.D. 19 ottobre 1930, n.1398) prevede la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il pubblico ufficiale, che ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, soggiace alle pene stabilite nell’art. 476. Vi rientrano anche gli atti preparatori, gli atti interni d’ufficio e gli atti di corrispondenza tra uffici. Dato il rinvio al regime delle pene di cui all’art. 476, si ritiene che venga ad applicarsi in tale sede anche la circostanza aggravante in tale disposizione prevista nel caso di falsità di atti cosiddetti fidefacienti. Ratio Legis. La norma è diretta a tutelare la fiducia dei consociati nei riguardi degli atti pubblici, specificatamente in ordine alla garanzia di veridicità.

Staremo quindi a vedere gli sviluppi giudiziari di questa vicenda del sindaco di Riace, specialmente come si pronunceranno i Magistrati giudicanti, poiché potrebbe rappresentare un definitivo chiarimento giuridico se gli amministratori comunali possono derogare in via generale e incondizionatamente alle leggi giustificando il tutto con buone intenzioni, indipendentemente dalla circostanza che già la normativa prevede, per quest’ultima condizione dell’intento socio-umanitario, delle attenuanti.

Tuttavia non si può continuare a lasciare (come sempre in questa Nazione politicamente indolente) ai soli Giudici l’onere implicito di legiferare attraverso la Giurisprudenza. Il nuovo Governo dovrebbe, nella fattispecie, rivedere in termini più moderni, chiari, seri e severi la normativa in materia, definendo anche i contorni giuridici dell’eventuale responsabilità oggettiva di coloro che nel medesimo ambito pubblico-politico, non potendo non sapere, mantengono una condotta di omertà e pertanto connivenza e complicità. Si porrebbe di certo così fine alla generale e notoria confusione e anarchia, che regna risaputamente nella Pubblica Amministrazione e specialmente nelle Regioni ed Enti locali, con anche conseguenti danni umani-socio-economici non sempre neanche accertati, anzi di rado.

L’immagine è tratta da Vivicentro.

Adduso Sebastiano

Frana a Sarno, l’ex sindaco Basile condannato a risarcire 200mila euro al Comune

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Frana a Sarno, l’ex sindaco Basile condannato a risarcire 200mila euro al Comune

Riconosciuto il danno erariale: i giudici della Corte dei Conti ha deciso di condannare l’ex sindaco di Sarno Gerardo Basile al pagamento in favore del Comune di un maxi risarcimento da 203mila euro a titolo di colpa grave, in riferimento alla frana del 5 maggio 1998. L’ex primo cittadino sarnese dovrà risarcire anche i familiari delle vittime.
Basile fu condannato nel 2011, dopo un processo durato oltre 13 anni, a cinque anni di reclusione con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
I giudici lo hanno ritenuto colpevole di non aver ordinato l’evacuazione nelle aree colpite dalle colate di fango che lasciarono dietro quartieri distrutti e 137 vittime (160 in totale se si contano le altre vittime dell’alluvione che colpì le aree di Sarno (SA), Quindici(AV), Siano (SA), Bracigliano (SA) e San Felice a Cancello (CE)).
La richiesta di condanna – si legge nella sentenza della sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania – deriva dai pagamenti, effettuati dal Comune di Sarno, in favore di vari soggetti danneggiati dagli eventi alluvionali del 1998 o dei loro eredi, dopo il riconoscimento del debito fuori bilancio scaturito dalla sentenza della Corte di Appello di Napoli confermata dalla Corte di cassazione che ha anche condannato Gerardo Basile, allora sindaco di Sarno, per omicidio colposo”.

 

La crescita di Insigne: ammette gli errori con la Juve e trascina alla vittoria

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La Gazzetta dello Sport elogia Insigne: “E’ maturato”

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Gazzetta dello Sport si sofferma sulla crescita di Lorenzo Insigne, evidenziandone il cambiamento tattico e caratteriale. Ecco quanto scrive la Rosea:

“Una delle azioni più belle Lorenzo Insigne l’ha mostrata un giorno prima di giocare contro il Liverpool, durante la conferenza stampa. Gli hanno chiesto se non si fosse sentito ferito dalle molte critiche seguite alla deludente prestazione di Torino contro la Juve, dopo un inizio di stagione esaltante. Invece di far leva sulla domanda, per difendere le proprie ragioni, ha ammesso di aver giocato male e ha riconosciuto il diritto alla critica proiettandosi in fretta sul match di Champions League, con una consapevolezza che è sembrata uno scarto di maturità. Con Ancelotti è stato feeling a prima vista. Il tecnico gli ha costruito il Napoli addosso, risparmiandogli le fatiche di fascia. Lo ha messo davanti alla porta per sfruttarne lucidità e talento offensivo. Gli ha regalato la ribalta, Lorenzo sente di dover cambiare e ha cominciato con un gol salva-Champions al 90″

 

Torre Annunziata, la solidarietà dell’Amministrazione al commerciante vittima di atto intimidatorio

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L’Amministrazione Comunale di Torre Annunziata esprime la propria solidarietà al commerciante vittima di atto intimidatorio

«L’Amministrazione Comunale di Torre Annunziata – afferma il sindaco Vincenzo Ascione – condanna l’ennesimo episodio di natura criminale che ha colpito un’attività commerciale del nostro territorio. Nonostante l’intensa attività della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, che ha portato negli ultimi mesi a decine di arresti, è ancora presente, seppur molto ridimensionato, il fenomeno della criminalità organizzata e non.

Ma per sconfiggere definitivamente il sistema camorristico – prosegue il primo cittadino – occorre la collaborazione di tutti: Amministrazione Comunale, imprenditori e cittadini. Fin dal suo insediamento, il governo della città ha posto in primo piano il rispetto della legalità e la trasparenza degli atti amministrativi quale argine nei confronti del malaffare. Occorre che anche i commercianti, se vessati, collaborino con le forze dell’ordine e denuncino eventuali atti intimidatori ed estorsivi nei loro confronti. Il “modello Ercolano”, che negli ultimi anni ha permesso di assestare un duro colpo alla criminalità e agli esattori del pizzo – continua Ascione – deve essere importato anche nella nostra città. E le associazioni presenti sul territorio, come “Libera” e quella dei commercianti, possono fornire un aiuto concreto per contrastare il racket. Ci stiamo anche attivando per far ripartire, nei prossimi giorni, “l’Osservatorio per la legalità”.

L’Amministrazione Comunale – conclude il Sindaco – esprime la propria solidarietà e vicinanza nei confronti del commerciante che ha subito, ieri notte, il vile atto intimidatorio, incoraggiandolo – nonostante tutto – a proseguire per il futuro la sua attività».

Castellammare-Boscotrecase, sequestrati 340 chili di pesce avariato: i dettagli

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Castellammare-Boscotrecase, sequestrati 340 chili di pesce avariato: l’operazione della Guardia Costiera

Ancora prodotti ittici in cattivo stato di conservazione sequestrati ad una pescheria del napoletano:
nel corso dei controlli di polizia marittima finalizzata al controllo della filiera ittica a tutela dei consumatori e della pubblica salubrità, il personale del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, coordinati dal Comandante Ivan Savarese, nella giornata di ieri 04 ottobre 2018, hanno sequestro circa 340 kg. di prodotto ittico di varia natura.

Sotto la lente di ingrandimento è finita una pescheria ubicata nel comune di Boscotrecase, in cui è stata scoperta la vendita di prodotti alimentari ampiamente scaduti e detenuti in cattivo stato di conservazione, ovvero, privi di ogni informazione relativa all’etichettatura e tracciabilità dei prodotti della pesca, così come richiesto dalla legislazione nazionale e comunitaria.

L’operazione rientra nella più ampia attività di vigilanza e controllo che la Guardia Costiera Stabiese sta svolgendo con lo scopo primario di garantire la tutela del consumatore, con particolare riferimento al rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle vigenti normative appunti in materia di rintracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici. Complessivamente sono stati elevati n. 3 verbali amministrativi per un importo totale di circa 5 mila euro, oltre al sequestro del pescato.

Il Napoli punta Barella per gennaio, pronta offerta importante: le ultime

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Il Napoli esce allo scoperto e punta forte su Nicolò Barella, giovane talento classe ’97 del Cagliari

Secondo quanto scrive Il Mattino nell’edizione di oggi il Napoli punta forte su Nicolò Barella, giovane talento classe ’97. Sul giocatore ci sono anche Milan, Inter, Liverpool, Atletico Madrid e Juventus. Pochi giorni fa c’è stato un incontro tra il direttore sportivo azzurro Giuntoli e Alessandro Beltrami, l’agente del calciatore cagliaritano per conoscere quali sono le intenzioni della società sarda in vista della sessione di gennaio.

Il procuratore ha svelato che tra il centrocampista e il suo club il legame è molto solido ma il Napoli è pronto a fare un’offerta di 30 milioni di euro al patron Tommaso Giulini. Durante l’ultima sessione di marcato Barella in estate è stato vicinissimo al passaggio all’Inter: Affare saltato per la valutazione alta, vicina ai 50 milioni, fatta per il 21enne dal numero uno della società cagliaritana.

Ora il club di De Laurentiis è uscito allo scoperto e prova ad anticipare tutte le dirette concorrenti. Barella potrebbe essere un colpo più legato alla prossima estate che a gennaio ma bisogna muoversi pur sempre con largo anticipo. Il centrocampista ha un contratto che scadrà nel 2022 e un ingaggio di poco più di 800mila euro. Ovviamente Beltrami ha spiegato che sul giocatore c’è la fila, tanto che in Europa sono molte le squadre che hanno fatto più di un pensiero per il centrocampista italiano.

Nocera, colpo grosso al Napoli Store: bottino da 30mila euro

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Nocera, colpo grosso al Napoli Store: bottino da 30mila euro

Un colpo da circa 30mila euro allo store del Napoli calcio in via Atzori a Nocera Inferiore proprio mentre la città esplodeva di gioia al goal di Insigne, decisivo per la vittoria contro il Liverpool. Una banda di ladri, nella serata di mercoledì scorso, mentre era in corso la partita valida per il girone di Champions League, è riuscita a portare via anche l’incasso ricavato dalla vendita dei biglietti per assistere alla prossima partita di campionato, contro il Sassuolo, oltre che magliette, cappellini e gadget vari dedicati alla squadra azzurra.
Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, che hanno raccolto la denuncia del titolare ieri pomeriggio, i ladri sarebbero passati dall’istituto tecnico industriale, distante pochi metri dal negozio. La banda avrebbe poi svuotato la cassa (circa 9mila euro in contanti, frutto dell’incasso ricavato in tre giorni, dalla vendita dei biglietti per la partita con il Sassuolo di domenica, destinati alla società del Napoli). L’allarme è stato trasmesso dalla vigilanza privata, ma i ladri erano già riusciti a dileguarsi. I militari stanno cercando di estrapolare elementi utili al fine dell’identificazione dei malviventi attraverso la visione delle immagini dei circuiti di videosorveglianza.