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Seconda sconfitta casalinga per la Givova Scafati, al PalaMangano passa Agrigento

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Ancora una sconfitta casalinga per la Givova Scafati, la Fortitudo Agrigento espugna il PalaMangano

Dopo Bergamo, è la Fortitudo Agrigento ad imposi al PalaMangano nella nona giornata del campionato di serie A2 (girone ovest) e a condannare alla sconfitta interna la Givova Scafati. E’ però una sconfitta che brucia parecchio, per la maniera in cui è arrivata, dopo un over time, al termine di una prova non convincente e contro un avversario con l’organico decimato dagli infortuni. Se tra le fila locali mancava infatti ancora il playmaker Tommasini, tra quelle ospiti mancavano sia la guardia Evangelisti che il centro Guariglia.

La sfida comincia con quattro triple consecutive, botta e risposta tra Bell e Ammannato, che fanno entrare sin da subito la sfida nel vivo (6-6 al 3’). I tre falli commessi da Rossato in pochi minuti costringono coach Lardo a richiamarlo in panchina, mentre la sua Scafati finisce sotto nel punteggio (10-15 al 5’). Sul fronte opposto, Fontana dalla linea della carità tiene i suoi avanti (15-18 al 7’), ma Contento e Ammannato costruiscono il mini parziale di 5-0 che riporta avanti i gialloblù (20-18 al 9’) solo momentaneamente, perché la prima sirena suona sul 22-22.

La tripla iniziale di Romeo illude il PalaMangano (25-22 al 11’), perché poi arrivano nove punti di fila di marca isolana, firmati da Sousa, Fontana e Pepe, che rimettono in testa la Fortitudo (25-31 al 14’). La Givova fatica a trovare fluidità di gioco offensivo e pecca in attenzione difensiva, lasciando il campo alla compagine ospite, che allunga 26-35 al 15’. La difesa a uomo a tutto campo e l’ingresso in campo di Rossato interrompono la negatività del momento: la Givova cresce d’intensità e riduce il divario con un parziale di 6-0 (32-35 al 18’). Un ispirato Ambrosin però permette ai suoi di guadagnare gli spogliatoi avanti 36-41.

La ripresa delle ostilità si caratterizza per gli errori commessi su entrambi i fronti. Italiano ha il tempo di realizzare il primo canestro (38-41 al 22’) e poi viene richiamato in panchina per aver commesso il suo personale quarto fallo. Thomas realizza la tripla del pareggio (41-41 al 23’) ed infiamma nuovamente la sfida, che si mantiene sui binari di un costante equilibrio (bene Ammannato) nei minuti a seguire (45-46 al 26’; 48-49 al 28’; 50-50 al 29’), fino al termine della frazione (54-55).

Due triple consecutive di Bell e Pepe spediscono gli isolani avanti 54-61 al 32’. La Givova non ci sta, infittisce le maglie della difesa e reagisce con vigore alle giocate biancoazzurre. Contento, Ammannato e Thomas suonano la carica e riaprono le ostilità (64-65 al 35’). E’ un buon momento per la truppa gialloblù, che però subisce le triple consecutive di Pepe e Bell, finendo nuovamente sotto 65-71 al 38’. Coach Lardo chiama time-out e i suoi, nonostante l’uscita di scena di Ammannato per raggiunto limite di falli, rispondono bene: Contento dalla lunetta e Ammannato in penetrazione tengono accesa la speranza (70-71 al 39’). La sfida si decide nell’ultimo giro di lancette: Ambrosin va in lunetta e fa 2 su 2 (70-73); Lardo chiama time-out; Thomas mette la tripla del pareggio (73-73); Ciani chiama time-out; Bell sbaglia la tripla; Rossato sbaglia il buzzer beater. Così, sul punteggio di 73-73, si va all’over time.

Il supplementare si caratterizza per i canestri alternati da una parte e dall’altra, mentre il punteggio resta in parità (77-77 al 43’). Anche in questo caso, tutto si decide nell’ultimo minuto: Pepe realizza la tripla del vantaggio (77-80); Sousa commette fallo antisportivo; Contento dalla lunetta fa 1 su 2 (78-80); Lardo chiama time-out; Thomas si prende fallo, va ai liberi e fa 1 su 2 (79-80); fallo sistematico su Pepe, che è implacabile dalla linea della carità (79-82); Romeo sbaglia la tripla; ancora Pepe dalla lunetta fa bottino pieno e regala la vittoria ad Agrigento, che si impone 79-84.

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI 79  M RINNOVABILI AGRIGENTO 84 (22-22; 14-19; 18-14; 19-18; 6-11)

GIVOVA SCAFATI: Goodwin 8, Zaccaro n. e., Romeo 5, Contento 12, Ammannato 24, Rossato 5, Giordano n. e., Thomas 21, Italiano 2, Esposito n. e., Sgobba 2. ALLENATORE: Lardo Lino. ASS. ALLENATORE: Luise Sergio.

M RINNOVABILI AGRIGENTO: Bell 20, Cannon 6, Evangelisti n. e., Cuffaro, Sousa 9, Ambrosin 15, Guariglia n. e., Zilli 8, Pepe 17, Fontana 9. ALLENATORE: Ciani Franco. ASS. ALLENATORE: Dicensi Luigi.

ARBITRI: Ursi Stefano di Livorno, Centonza Michele di Grottammare (Ap), Mottolo Christian di Taranto.

NOTE: Tiri dal campo: Scafati 26/71 (37%); Agrigento 27/56 (48%). Tiri da due: Scafati 17/43 (40%); Agrigento 15/30 (50%). Tiri da tre: Scafati 9/28 (32%); Agrigento 12/26 (46%). Tiri liberi: Scafati 18/23 (78%); Agrigento 18/21 (86%). Falli: Scafati 24; Agrigento 24. Usciti per cinque falli: Ammannato, Zilli. Rimbalzi: Scafati 33 (22 dif.; 11 off.); Agrigento 41 (33 dif.; 8 off.). Palle recuperate: Scafati 3; Agrigento 2. Palle perse: Scafati 11; Agrigento 22. Assist: Scafati 13; Agrigento 15. Stoppate: Scafati 3; Agrigento 1. Spettatori: 1.100 circa.

Napoli-Chievo Verona, il racconto in scatti [FOTO ViVicentro]

La squadra di Ancelotti si trova a -8 dai bianconeri

Una giornata storta, di quelle che hai voglia a provarci ma la palla non entra e non vuole entrare. Il Napoli si è messo di impegno: tanti passaggi, tanto possesso palla (a fine partita sarà di oltre il 60%) e tiri ribattuti da un Sorrentino in giornata galattica e dal palo. Un palo che ha strozzato l’urlo in gola a tutto il San Paolo, allo stesso Insigne e a tutto il Napoli sull’unico tiro che, probabilmente, il portiere del Chievo non avrebbe intercettato. La squadra di Carlo Ancelotti, dopo la vittoria della Juventus sulla Spal, si ritrova distante 8 punti dalla vetta della classifica. Per fortuna, però, non c’è tempo per pensarci: mercoledì arriva la Stella Rossa, un match da vincere assolutamente per centrare la qualificazione agli ottavi di Champions.

Questo il racconto in scatti di Giovanni Somma.

 

Pompei, il Rotary Club festeggia i suoi trent’anni

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Conferite le medaglie di fedeltà rotariana a Edoardo Zampella, Lello Orlando ed al compianto Ivo De Simone

«Trent’anni di vita, passione e servizio che ci hanno visti protagonisti silenziosi, ma efficaci della storia di questo territorio.» Definisce così le prime tre decadi del Rotary Club di Pompei il presidente Bernardo Brancaccio. Venerdì 23 novembre la celebrazione dell’anniversario nell’aula consiliare del comune pompeiano dinanzi a rotariani e non. «Trent’anni fa – continua Brancaccio – l’avvocato Edoardo Zampella con orgoglio alzava al cielo la pergamena firmata dall’allora presidente internazionale del Rotary Charles Keller come un padre che mostra al mondo il figlio che è nato. Una battaglia difficile che ci ha visto gemmati dal club di Castellammare di Stabia, ma dopo un lungo travaglio possiamo dire di avercela fatta. Al pari del Rotary internazionale, il nostro club ha una sola parola d’ordine, un solo insegnamento: servire l’umanità al di là e al di sopra di ogni interesse personale. A Pompei nel 1988 come a Chicago nel 1905, i nostri fondatori, uomini diversi, con idee diverse, con passati diversi, di nazioni diverse, avevano due soli ideali in comune: uno straordinario senso dell’amicizia e una incrollabile fede nel destino dell’uomo. E con questi valori abbiamo affrontato i nostri primi trent’anni, difficili, ma guardandoci alle spalle possiamo dire: ce l’abbiamo fatta, abbiamo creato un club sano, coeso e attivo.»

Un onorato Pietro Amitrano, sindaco della città mariana, ha salutato i presenti. «La casa comunale è aperta a tutti. Condividiamo gli stessi principi: servire la gente. I vostri sogni sono anche i nostri e con l’amministrazione comunale cerchiamo di portare avanti il bene di Pompei e dei pompeiani.» E di servizio a favore degli altri, intesi come società ma anche come istituzioni, ha parlato anche Zampella, primo presidente e socio fondatore del Rotary di Pompei. «La manifestazione di oggi è solenne, ma non è una autocelebrazione. È qualcosa di diverso: è un omaggio al Rotary e al suo spirito, che ha trovato nel club nato trent’anni fa la sua estrinsecazione e ha dato oggi i suoi frutti.» Nel corso della serata sono intervenute anche due delegazioni europee, giunte in Italia per partecipare alla cerimonia. L’ex governatore del distretto 2202, Sergio Aragón, ha portato i saluti del club spagnolo Tarraco August, gemellato con quello pompeiano, e Derek Holmes, già presidente del Club inglese di Havant, ha donato a nome di tutti i soci un contributo destinato al progetto del club di Pompei contro lo spreco alimentare.

«La vostra dedizione e la vostra organizzazione hanno fatto tutta la differenza, il vostro club ha fatto la sua parte nell’aiutare il Rotary a rendere il mondo migliore.» E’il messaggio di Barry Rassin, presidente del Rotary International, letto dal governatore del distretto 2100 Salvatore Iovieno che ringrazia «il club per la funzione che svolge, per i tanti progetti e service che ha posto in essere.»

Al termine della cerimonia, a cui hanno presenziato anche i ragazzi del Rotaract e dell’Interact di Pompei e numerose autorità rotaryane e numerose autorità rotaryane tra cui i past Governatori del Distretto 2100 del Rotary International Mariarita Acciardi, Michelangelo Ambrosio e Marcello Fasano nonché il segretario distrettuale Massimo Carosella, Maria Mercé Martorell, già presidente del Club Tarrago August, Rocco Recce, presidente del Club Roma Eur, Luigi Napolitano, già presidente del Club Nola, Franco Schillirò, già presidente del Club Napoli Nord, Luigi Velardo, presidente del Club Pompei Villa dei Misteri, Pasquale Esposito, presidente del Club Aversa, Lello Aruta e Luigi Pane, rispettivamente presidente e segretario del Club Castellammare di Stabia, Carmen Ferrara e Biagio Vittoria, già presidenti del Club Scafati Real Valle, Andrea Ruggiero, del Club Castellammare di Stabia, Stefano Rispo e Enzo D’Elia, del Club Napoli Nord, Luigi Tuorto, del Club Ottaviano, Rosario Landi, del Club Salerno, vengono conferite le medaglie di fedeltà rotariana al Club. Premiati Edoardo Zampella, Lello Orlando e il compianto Ivo De Simone, la cui medaglia è stata consegnata alla moglie e ai figli.

TuttoSport – Turnover e mancato ritiro sono le cause del pari contro il Chievo

Gli azzurri non hanno alibi

Troppo poco pareggiare contro l’ultima in classifica, risultato che ha portato il Napoli ad essere distante 8 punti dalla capolista Juventus. La prestazione è stata positiva e solo un pò di imprecisione e sfortuna (vedi i pali di Insigne e Koulibaly) non hanno permesso agli azzurri di portare a casa l’intera posta in palio.

Ecco quanto scrive l’edizione odierna di TuttoSport:
“- Ci si potrebbe soffermare sul turnover di Ancelotti, con 4 degli abituali titolari lasciati in panchina ed un centrocampo inedito con Diawara al fianco di Zielinski. Poi, l’inserimento di Ounas ha consigliato Ancelotti di sistemare Hysaj a sinistra in difesa, con Malcuit a fare da cursore a destra.
– Oppure si potrebbe anche pensare che portare la squadra sabato sera in ritiro, dopo lo scarico della sosta per le Nazionali, sarebbe stato preferibile: ritrovarsi la mattina a Castelvolturno e cercare la concentrazione a poche ore dall’inizio di una gara non di prima fascia, potrebbe essere un’altra spiegazione a quel primo tempo sottoritmo”.

Lutto nel mondo del cinema. È morto il regista Bernardo Bertolucci

È morto il regista Bernardo Bertolucci, un maestro del cinema italiano. Si è spento a Roma, dopo una lunga malattia, all’età di 77 anni.

Il suo primo film, “La commare secca”, è caratterizzato da atmosfere tipicamente pasoliane. “Prima della rivoluzione”, nel 1964, è una riscrittura a chiave di La Certosa di Parma, che diventa il suo manifesto. Nella sua lunga carriera, ha diretto poi tanti altri film di grande successo tra cui, Ultimo tango a Parigi che fece scandalo e suscitò polemiche, ma anche capolavori come Novecento, il Tè nel deserto, Piccolo Buddha e L’ultimo Imperatore che gli valse 2 Oscar nel 1988, quello come miglior regista e quello per la migliore sceneggiatura non originale. Nel 2003 ritorna all’amato, mitico ’68 con la storia di tre ragazzi che intrecciano scoperte erotiche, politica e cinefilia in “The Dreamers”. Nel 2012 l’ultimo lavoro “Io e te” dal romanzo di Niccolò Ammaniti. Premiato nel 2007 con il Leone d’Oro alla carriera alla mostra internazionale del cinema di Venezia, nel 2011 ottenne la palma d’oro onoraria al Festival di Cannes.

Figlio di un grande poeta come Attilio Bertolucci e fratello di Giuseppe Bertolucci, altro grande regista di cinema morto nel 2012, Bernardo era amico di Pier Paolo Pasolini, amato da Moravia, vicino ad Elsa Morante, Enzo Siciliano e Dacia Maraini. A 20 anni vinse il premio Viareggio per la poesia. Nel 1988 venne insignito dell’onorificenza di grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Trapianto Alex, rinuncia anche l’ultimo donatore: ora tocca al papà

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Nei prossimi giorni il bambino sarà trasferito da Londra a Roma

Il piccolo Alex, colpito da una grave malattia genetica, verrà in Italia per sottoporsi al trapianto. Già nei prossimi giorni il bimbo di 18 mesi sarà trasferito dal Great Ormond street di Londra all’ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha dato la propria disponibilità e dal 2010 ha messo a punto una tecnica innovativa, utilizzando le cellule staminali prelevate dal midollo osseo di uno dei due genitori, con l’obiettivo di superare le difficoltà nel trovare un donatore compatibile riscontrate anche in questo caso, nonostante la straordinaria solidarietà, con oltre 13mila adesioni raccolte nel giro di un mese.

In realtà, ci sarebbe pure un volontario, non italiano, con un profilo quasi uguale a quello di Alessandro Maria Montresor. Ma “disponibile solo da metà gennaio”, spiegano papà Alessandro e mamma Cristina, che aggiungono su Facebook: “Tale tempistica purtroppo è incompatibile con la malattia del nostro bimbo”, che “richiede un trapianto il prima possibile”. Di qui i contatti avviati con Franco Locatelli, direttore del dipartimento di oncoematologia e medicina trasfusionale al Bambino Gesù.

Il Mattino – Mertens è irriconoscibile, sembra avere le batterie scariche

Sarà oggetto della prossima puntata di ‘Chi l’ha visto?’

Una giornata da dimenticare dal punto di vista del risultato per il Napoli dopo il pareggio contro il Chievo finalino di coda, ma anche per Dries Mertens, autore di una prestazione largamente al di sotto di quello che ci ha abituato a vedere: il belga è stato quasi assente dal match.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Più falso nove che mai. Sulla sua prestazione assolutamente impalpabile ruoterà la prossima puntata di ‘Chi l’ha visto?’. Nel pomeriggio di ieri nessuno ne ha avuto notizie a partire dai compagni che pure qualche volta lo hanno anche cercato. Batterie a terra per l’attaccante azzurro che resta a secco di gol”.

Napoli, trovate due pistole davanti al teatro San Carlo: arrestati due giovanissimi

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L’indagine è stata diretta diretta dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Aggiunto della Repubblica

Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, i carabinieri della compagnia Napoli-Centro hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse dai Gip del Tribunale di Napoli e del Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di due indagati (un minorenne, collocato in comunità e un maggiorenne, raggiunto dalla misura della custodia cautelare in carcere) gravemente indiziati di detenzione e porto illegale di armi clandestine e ricettazione in concorso.

L’indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, Maria de Luzenberger Milnernsheim, e dal Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Napoli coordinatore della VII Sezione, Rosa Volpe, ha permesso grazie ad attività tecniche e all’esame di numerosi video degli impianti di sorveglianza pubblici e privati, di raccogliere elementi probatori gravemente indizianti della riconducibilità agli indagati dei reati contestati afferenti la detenzione e il porto di due pistole semiautomatiche con matricola abrasa e relativo munizionamento, sottoposte a sequestro.
I due indagati, la notte del 15 settembre, per evitare il controllo da parte di una pattuglia dei Carabinieri di presidio in piazza Trieste e Trento, si erano disfatti di due pistole clandestine (una Baikal 9×19 e una Beretta FS 9×21) gettandole dalla loro auto in corsa.
Elementi oggettivi, come il numero delle armi, la clandestinità di esse, la presenza del relativo munizionamento e del colpo in canna (indicativo del fatto che le pistole erano prontamente utilizzabili), unitamente valutati, hanno deposto per l’elevata pericolosità degli indagati.

Gazzetta – Ancelotti preoccupato dalla continuità della Juve: c’è il rischio depressione

Il Napoli bloccato dall’ultima in classifica

Il pari ottenuto dal Napoli contro il Chievo porta gli azzurri di Carlo Ancelotti a 8 punti di distacco dalla capolista Juventus. Nonostante le tante azioni, tiri in porta il lungo possesso palla i partenopei non sono riusciti a sfondare il muro eretto della difesa clivense.

Secondo quanto riferito dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, anche il tecnico azzurro ha mostrato preoccupazione per l’atteggiamento avuto dai suoi in campo, specifica la Gazzetta. Teme che la squadra possa perdere d’intensità. Le statistiche dicono che nelle ultime sei partite, tra campionato e Champions League, sono quattro i pareggi (2 volte contro il Psg, poi contro Roma e Chievo) e solo due le vittorie (Genoa e Empoli), mentre ieri, per la prima volta da quando c’è il nuovo allenatore il Napoli non ha segnato al San Paolo.
Altro rischio, poi, della formazione di Carlo Ancelotti è quello di logorarsi mentalmente per la continuità spaventosa della Juventus. I bianconeri sono vicini dal vincerle tutte, praticamente solo un pareggio su tredici giornate. E questo non fa ben sperare.

È con profondo dolore che Vivicentro annuncia il decesso di Mons. Antonio Fappani

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Mons. Antonio Fappani si è spento, alle ore 7:15 di questa mattina, presso la Poliambulanza di Brescia.

Nato a Quinzano, il 15 agosto del 1923, in una famiglia contadina, primo di sei fratelli, don Antonio, come da tutti era affettuosamente e rispettosamente appellato (me compreso), si era laureato a Roma in Sacra Teologia con indirizzo storico e, dopo aver fatto il curato a Borgo Poncarale fino al 1957, fu chiamato a Brescia, prima come assistente delle Acli e degli scout di tutta la provincia e poi, dal 1962 al 1972, come direttore del settimanale diocesano «La Voce del Popolo».

Ma Don Antonio, non era solo un semplice studioso: grazie alla sua infaticabile determinazione e tenacia diede vita alla Fondazione Civiltà Bresciana, che ha avuto il merito di realizzare centinaia di iniziative che molte volte hanno spaziato ben oltre l’ambito provinciale la cultura popolare, le tradizioni e l’identità bresciana.

Il suo lavoro più conosciuto è stata la composizione, e pubblicazione, dei volumi dell‘Enciclopedia Bresciana, opera alla quale ha dedicato anni e sacrifici per la quale ebbe a raccogliere, attorno a se, giovani ben motivati e spronati dal suo insegnamento ed esempio.

Alla sorella Lucia, ed ai familiari tutti, va il personale cordoglio mio,e di mio fratello Andrea. Per noi, per la nostra famiglia, Don Antonio è stato anche un grande amico e resterà per sempre nei nostri cuori e nella nostra mente.

La camera ardente è allestita presso l’Istituto Ospedaliero Poliambulanza di Brescia in via Bissolati 57.

Al momento non è ancora dato sapere la data e il luogo dei funerali. Di questo daremo, qui, aggiornamento non appena sarà reso noto.

Stanislao BARRETTA

AGGIORNAMENTO:

Quanti vorranno rendergli omaggio potranno dargli l’ultimo saluto domani mattina presso la chiesa di San Lorenzo in Via Moretto, 55, 25121 Brescia BS (030 375 7350) dove la salma sarà esposta, presumibilmente dalle ore 11:00, fino a sera quando, alle ore 20:00 ci sarà una prima messa a sufragio.

I funerali ci saranno, poi, mercoledì mattina a partire dalla Cattedrale dove la salma di Don Antonio sarà traslata e dove, alle ore 9:30, il Vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada, celebrerà una messa in sufragio.

Pellissier in mixed: “Oggi abbiamo dimostrato di essere un gruppo, contro il Napoli non era facile” [VIDEO ViViCentro]

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Le parole dell’attaccante del Chievo Verona, Sergio Pellissier in mixed zone

L’attaccante del Chievo Verona, Sergio Pellissier ha parlato in mixed zone al termine del match contro il Napoli, terminato a reti inviolate:

“Giocavamo contro una delle squadre più forti d’Europa, non era semplice portare a casa un punto. Finalmente però abbiamo un allenatore che crede in noi e che finalmente ci ha fatto giocare a viso aperto contro una grande squadra. Questo è il vero Chievo! Con Di Carlo siamo più squadra, oggi tutti hanno dimostrato di essere un gruppo. Ci siamo sempre salvati grazie a questa caratteristica”. 

Dal nostro inviato allo stadio San Paolo Antonio Gargiulo

Karnezis in mixed: “Dobbiamo azzerare la testa e concentrarci per la sfida di Champions” [VIDEO ViViCentro]

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Le parole di Orestis Karnezis in mixed zone al termine del match Napoli e Chievo Verona al San Paolo

Termina con un pareggio la sfida tra Napoli e Chievo Verona al San Paolo. Queste le parole del portiere azzurro Orestis Karnezis in mixed zone:

E’ mancato il gol. Nel secondo tempo siamo migliorati, abbiamo controllato la partita però purtroppo non siamo riusciti a segnare e siamo arrivati a questo risultato. Il campionato è ancora lungo ed è difficile per tutti, ma ora dobbiamo andare avanti. Dobbiamo azzerare la nostra mente per concentrarci per la sfida di Champions, vogliamo far bene e vincere.

Contento per il ritorno di Meret, Alex sta migliorando, è un grandissimo talento. Noi da parte nostra saremo pronti per quando verremo chiamati.

Come si prepara la partita di mercoledì? Dobbiamo lavorare in questi giorni, lavorare dal punto di vista tattico e fare sicuramente meglio di oggi “

Dal nostro inviato allo stadio San Paolo Antonio Gargiulo

Apertura di Lega e 5 Stelle sui numeri della manovra senza toccare i fondamentali

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Matteo Salvini e la Lega aprono ad una possibile modifica alla manovra italiana. Se c’è una manovra che fa crescere il paese può essere il 2,2 o il 2,6, non è un problema di decimali, ha detto Salvini, ma il Governo non vuole però cambiare i fondamentali della manovra su pensioni e reddito di cittadinanza:

“apertura Juncker? Ne parleremo domani”- ha detto Salvini – “Il problema non è 2,2 o 2,4%, ma la tenuta del patto economico generale: stiamo aspettando gli approfondimenti da parte della Ragioneria e del Mef e dopo faremo le nostre valutazioni”,

Anche i 5 Stelle dicono: “non difenderemo i numerini, ma i cittadini, e di questo si parlerà in un vertice di governo previsto domani sera” al quale dovrebbero partecipare anche Conte e Tria,

In anticipo era stato lo stesso Conte, lasciando il Consiglio europeo sulla Brexit, ad annunciare il vertice, precisando però il possibile rinvio a domani ed ora, a quanto dichiarato da Di Maio, il vertice si terrà per l’appunto domani sera.

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Che cos’è (e che cosa non è) la Tav sulla linea Torino-Lione

Che cos’è (e che cosa non è) la/il Tav sulla linea Torino-Lione?

Che cos’è (e che cosa non è) la/il Tav sulla linea Torino-Lione?

La sigla Tav sta per “Treno ad alta velocità”. Il nome, però, è fuorviante anche se l’acronimo “Tav” ricorre sempre nel dibattito e in quasi tutti gli articoli di giornale, anche per la linea Torino-Lione.

Iniziamo con l’evidenziare subito che la linea Torino-Lione di cui si discute non è, in senso stretto, una linea ad alta velocità (Av) mentre, per contro, è realmente un punto di attrito tra varie coalizioni di cittadini come anche nella coalizione gialloverde, con la parte leghista che la vuole e quella pentastellata che non vuole nemmeno sentirla nominare.

Comunque sia e finirà, e cisto che prima o poi una discussione chiarificante e decisiva ci dovrà pur essere già a partire dalle componenti gialloverdi governative, vediamo di porre almeno dei punti fermi, e chiarificanti, sul cosa è la/il TAV riferita alla linea Torino-Lione in modo da giungerci quantomento con idee chiare sul quanto si farà o non si farà. Per farlo ci riportiamo a vari fact-checking dell’AGI ed altri confidando di riuscire a fornirvi dati concreti in base ai quali farvi una vostra opinione in base alla quale poter meglio valutare l’operato dell’una o dell’altra parte.

Dunque: Che cos’è (e che cosa non è) la Tav sulla linea Torino-Lione?

L’opera è tecnicamente definita come «una linea mista con specifiche tecniche d’interoperabilità», specifiche conformi alle rete centrale europea di cui è parte: questo significa che permette il passaggio di treni passeggeri a una velocità massima di circa 220 km/h e treni merci a una velocità massima di circa 120 km/h.

Come già avviene per diversi importanti tunnel realizzati o in fase di realizzazione in Svizzera e in Austria, la linea di valico in progetto al confine tra Francia e Italia non consente di raggiungere la velocità di punta dell’Av propriamente detta per il trasporto viaggiatori, che è di 250 km/h, secondo le definizioni contenute nelle normative Ue.

A oggi le velocità consentite dall’attuale linea Torino-Modane variano a seconda delle tratte, ma sono comunque in generale inferiori, raggiungendo un massimo di 120-140 km/h per i passeggeri.

Per i promotori – che ritengono la riduzione dei tempi di percorrenza uno dei principali vantaggi ottenuti dalla realizzazione del progetto – l’opera proposta è comunque più concorrenziale e conveniente del trasporto su gomma, soprattutto per quanto riguarda le merci, anche senza raggiungere le velocità superiori a quelle dei treni ordinari.

La giustificazione: il traffico ferroviario delle merci non ha bisogno per forza di velocità elevate, ma di maggiori capacità di trasporto, ossia di treni più lunghi – oltre 750 metri – e pesanti – almeno 2 mila tonnellate. Secondo i promotori, il progetto della nuova linea Torino-Lione garantirà proprio queste caratteristiche, che invece non sono soddisfatte dalle infrastrutture attuali.

Il beneficio principale, in questo caso, si ottiene anche grazie a una riduzione sostanziale delle pendenze sulle Alpi: nella nuova tratta le pendenze sarebbero inferiori al 12 per mille, rispetto all’oltre 30 per mille di quella attuale, che richiede un utilizzo di trazioni doppie o triple per i vagoni.

Critici come Marco Ponti – professore ordinario, oggi in pensione, di Economia e pianificazione dei trasporti al Politecnico di Milano, nominato a luglio 2018 dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli consulente per la valutazione delle grandi opere – restano comunque dubbiosi sulla maggior convenienza dei treni rispetto alla strada, indipendentemente dalle questioni di velocità e capacità di una linea

Dove dovrebbe passare la Tav?

TAV percorso

Il punto di partenza di ogni dibattito informato è il tracciato della nuova opera ferroviaria, da Torino a Lione. Quello di cui si discute oggi è stato definito il 30 gennaio 2012 a Roma, in un accordo tra Francia e Italia, con alcune modifiche successive. In precedenza, il tracciato prevedeva un percorso parecchio diverso, per esempio passando sulla riva sinistra del fiume Dora (quello attuale passa sulla riva destra).

Nella sua versione attuale il progetto parte dal nodo di Lione e arriva al nodo ferroviario di Torino in Piemonte. La tratta è suddivisa in tre parti: quella italiana – tra Susa/Bussoleno e Torino – è di competenza della società Rete Ferroviaria Italiana (Rfi); quella francese – tra Lione e Saint-Jean-de-Maurienne – è di competenza della società che gestisce la rete ferroviaria francese (Société Nationale des Chemins de fer Français, Sncf); quella transfrontaliera – tra Saint-Jean-de-Maurienne e Susa/Bussoleno – è di competenza di Telt (Tunnel Euralpin Lyon-Turin).

Telt è la società che nel 2015 ha sostituito Ltf (Lyon-Turin Ferroviaire) come promotrice pubblica dell’opera. È responsabile della realizzazione e della gestione della parte tra Francia e Italia, e le sue quote di partecipazione sono divise a metà tra i due Paesi.[3]

La parte di tracciato in comune – quella gestita da Telt, appunto – è lunga circa 65 chilometri e per l’89 per cento passa sotto terra. Comprende la realizzazione di sei opere: quella più imponente e discussa è un tunnel a due canne – ossia con due fori separati per i binari – lungo 57,5 chilometri, tra le stazioni internazionali di Saint-Jean de Maurienne in Francia e Susa/Bussoleno in Italia.

L’imbocco del tunnel si trova al termine della Val Susa: dal punto di vista industriale, si tratta di una delle valli più sviluppate dell’intero arco alpino, già attraversata dall’autostrada A32 e da due strade principali che conducono ai valichi del Monginevro e del Moncenisio.

Rispetto alla tratta ferroviaria già esistente, il nuovo percorso della sezione transfrontaliera si presenta come più breve (circa 60 chilometri rispetto a 90), pianeggiante (con un risparmio di oltre 500 metri di dislivello) e rettilineo.

La linea ferroviaria attuale compie infatti un’ampia curva verso Oulx, per poi risalire verso nord e il traforo del Frejus. Questa curva verrebbe “tagliata” dal nuovo percorso, che a partire da Susa punterebbe direttamente verso il Moncenisio.

Se venisse realizzato, il traforo – noto con il nome di “tunnel di base del Moncenisio”, perché passa appunto alla base del colle – sarebbe uno dei tunnel ferroviari più lunghi al mondo, insieme a quello del Gottardo, per una curiosa coincidenza lungo anch’esso circa 57 km e inaugurato nel 2016 in Svizzera.

Scavato interamente sotto le Alpi e alla quota di pianura, il progetto del tunnel di base del Moncenisio – diviso tra 45 km in Francia e 12,5 km in Italia – comprende anche tre aree di sicurezza a La Praz, Modane e Clarea.

Il Circo di Greca Orfei arriva a Palermo

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“Il circo Greca Orfei arriva a Palermo”

Uno spettacolo adrenalinico e strabiliante con artisti d’eccezione: le famiglie Mavilla e Martini insieme con la direttrice artistica Greca Orfei, nipote della tanto amata Moira, si esibiranno a Palermo dal 7 dicembre 2018 al 3 febbraio 2019 in viale dell’Olimpo. Si comincia con due spettacoli: uno alle ore 17.30, l’altro per le 21.00. Gli artisti hanno preparato per i palermitani uno spettacolo di altissima qualità. Aprirà la kermesse Joseph Mavilla con i suoi cavalli in libertà, di seguito una fantasia di animali dei cinque continenti. Quindi si assisterà allo spettacolo di una grande trapezista: Elis Togni dalla dinastia Togni con le sue evoluzioni mozzafiato. Dall’America per i più piccoli arriverà lo Slinki. Da Italia’s got talent il mago George con le sue splendide assistenti. E ancora, si arriva al momento adrenalinico dello spettacolo: dalla Russia Ivan Slavovich l’uomo proiettile, che verrà lanciato con un potentissimo cannone a più di 17 metri di distanza, che chiuderà così la prima parte dell’esibizione degli artisti. Durante l’intervallo, si potranno visitare gli animali dei cinque continenti, grazie al grande parco zoologico presente all’interno dello spazio di viale dell’Olimpo.

Quindi si passerà alla seconda parte dello spettacolo, che sarà aperta da un bellissimo gruppo di cinque leoni berberi africani presentati dal domatore venezuelano Francisco Hernandez nelle vesti di gladiatore, che trasformerà la gabbia in un’arena. Ritorna poi in scena, ai tessuti aerei, Elis Togni con la sua grazia ed eleganza. Seguirà in pista il ritmo di Los Gaucios dall’ Argentina con le loro bolas. Poi dall’America, per la prima volta in assoluto, si potrà ammirare la donna laser Dayana Martini che vi stupirà con i suoi effetti speciali e laser. Per la gioia dei bimbi, arriverà a concludere lo spettacolo dalle sale cinematografiche il transformers bumblebee, mentre la parte comica e divertente della kermesse è affidata al clown Patrick Milla che arriva dal Brasile. E non è finita: concluderanno lo spettacolo del magico mondo del circo tutti gli artisti in pista per il gran finale. Sono previste convenzioni cral. Info ai numeri: 327 3688955 oppure al numero 328 1779983.

Castellammare, possibile restyling delle stazioni della circum

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A breve l’incontro tra il Comune, l’Eav, la Regione Campania e la Soprintendenza archeologica

Castellammare di Stabia, sembrerebbe che il Comune stabiese abbia firmato un accordo con Eav, Regione Campania e Soprintendenza archeologica per un rifacimento delle stazioni della Circum presenti sul territorio.

Secondo quanto previsto dal progetto, dovrebbe esserci un investimento di 37 milioni di euro che verranno utilizzati per un restyling delle stazioni della Circumvesuviana nel percorso da Napoli a Sorrento. La stazione di Castellammare dovrebbe diventare così un nodo importante per il trasporto, e dovrebbe aumentare la sua funzionalità e l’integrazione tra le diverse componenti di sistema e assicurando nuovi standard funzionali e tecnici.

L’attuale fermata di Via Nocera, dovrebbe essere eliminata entro il prossimo mese di maggio e la nuova fermata non sarà distante dall’uscita dell’autostrada nella zona ospedaliera, ovviamente sarà previsto un meccanismo stradale tale da permettere il passaggio dei pedoni in piena sicurezza, attraverso un passaggio pedonale che permetterà ai viaggiatori di raggiungere l’ascensore nella zona di Via Grotta San Biagio che li porterà nell’area archeologica.

Il progetto prevede anche il recupero della stazione Terme che da molto tempo è completamente chiusa.

Ercolano, investe donna mentre attraversava la strada: arrestato 82enne

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L’uomo ha investito la donna e poi è scappato

Ercolano, una donna di 58 anni è stata investita da un uomo di 82 anni, mentre tentata di attraversare la strada, e per giunta l’uomo è anche scappato via negandole ogni tipo di primo soccorso.

I fatti risalgono al 18 novembre, la vittima  stava attraversando la strada quando è stata travolta da un uomo alla guida di una Fiat Panda, che dopo l’investimento scappò via. La 58enne fu soccorsa dal 118 e portata all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove venne ricoverata in prognosi riservata, quindi dimessa con una prognosi di 10 giorni per le lesioni riportate.

La vittima sporse denuncia ma non seppe dare elementi utili per trovare il colpevole, ma grazie ad attente indagini dei carabinieri, tramite sistemi di videosorveglianza e accertamenti incrociati, sono risaliti all’identità dell’uomo. Si tratta di un pensionato 82enne di Ercolano già noto alle forze dell’ordine, denunciato dai militari della tenenza di Ercolano per lesioni personali e omissione di soccorso.

Boscoreale, pedina e picchia l’ex moglie: preso 46enne di Boscotrecase

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L’uomo non si rassegnava alla fine della relazione

Boscoreale, a seguito di una serie di azioni, di episodi di violenza, un uomo di 46 anni di Boscotrecase, è stato arrestato ieri mattina, dopo che i carabinieri della stazione di Boscoreale hanno dato esecuzione all’ordinanza di divieto di avvicinamento emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata, Mariaconcetta Criscuolo, su richiesta della Procura oplontina.

L’uomo non riusciva a rassegnarsi alla fine della sua relazione con l’ex moglie, tanto da trasformarsi nel suo stalker. Le diceva :”Ti ammazzo, mi hai fatto fare una figura di m… in paese”, “Lo sanno tutti” diceva alla 45enne di Boscoreale e inoltre l’aveva anche aggredita sul posto di lavoro e n presenza del nuovo compagno e dei carabinieri. In pratica il 46enne non riusciva digerire il fatto che essendo stato lasciato dalla moglie, questo gli avesse fatto fare una brutta figura in paese.

Dopo alcuni mesi, la 45enne di Boscoreale ha deciso di denunciare gli atti persecutori, le lesioni, le minacce e le violenze fisiche, e tutte le denunce effettuate e le indagini delle forze dell’ordine, hanno permesso l’emissione della misura cautelare per l’uomo.

 

Ancelotti a Radio Kiss Kiss: “Il pareggio è giusto. Rigore? No comment”

“Ora testa alla Stella Rossa”

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss per parlare del match che i suoi ragazzi hanno pareggiato per 0-0 contro il Chievo ultimo in classifica.

Ecco le sue parole:
“Siamo mancati nel primo tempo dove c’erano più spazi che non abbiamo sfruttato. Siamo abituati ad iniziare bene le partite, la possibilità di sbloccare la gara c’era ma non le abbiamo sfruttate. Ci siamo preoccupati poco della partita, abbiamo sfruttato tutti gli spazi con intensità. Siam ripartiti molte volte ma abbiamo regalato il primo tempo. Con questa disposizione abbiamo giocato tante partite, i nostri attaccanti hanno fatto benissimo. L’attegiamento inziale andava fatto in modo diverso. Fare calcoli adesso non ha molto senso, aspettiamo la fine del girone d’andata. Adesso questo pareggio non deve demoralizzarci, un tipo di partita come questa va sfruttata diversamente. PSG-Liverpool? Partita imprevedibile, noi non dobbiamo pensare a quello che può succedere. Noi abbiamo una gara contro la Stella Rossa che va ancora vinta. C’era un rigore in nostro favore? Per quello che abbimo fatto abbiamo meritato di pareggiare”.

Karnezis a Radio KK: “”Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio, non siamo riusciti a segnare”

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Karnezis a Radio KK: “”Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio, non siamo riusciti a segnare”

Orestis Karnezis è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss. Ecco quanto evidenziato:

“Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio, non siamo riusciti a segnare. E’ rimasto lo 0-0 e niente, dobbiamo andare avanti. Si è messo un po’ di tutto, anche il Chievo ha giocato molto bene, non meritano di essere in questa posizione. Non siamo riusciti ametterla dentro, è passato il tempo e abbiamo perso troppo tempo. Alla fine abbiamo pareggiato. Quando le partite sono così aperte può succedere di tutto, dobbiamo essere sempre pronti. purtroppo la squadra alla fine è rimasta a zero gol. Io faccio il mio lavoro, ho esperienza e so come reagire e cosa fare. L’importante è che la squadra e l’allenatore si sentono bene quando ci sono io in porta. Cerco di fare sempre il meglio, abbaimo voglia: da oggi pensiamo alla Champions. Vogliamo vincere e passare il gruppo”.