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Ancelotti in conferenza: “Abbiamo sbagliato l’approccio. Rigore? Non voglio alibi”

“Ci serva da lezione per mercoledì”

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la consueta conferenza stampa post-gara per parlare della gara pareggiata per 0-0 con il Chievo fanalino di coda della Serie A.

Ecco le sue parole:
“Scudetto? Una partita non mi fa smettere di sognare e non è cambiato ieri rispetto a quello che ho detto ieri. Inutile fare calcoli e pensare alla partita contro la Stella Rossa. Il rigore? Non ci dobbiamo attaccare a queste cose. Dobbiamo rammaricarci della nostra prestazione e prenderci questo pareggio che ci serve da lazione per mercoledì contro la Stella Rossa.
Purtoppo non abbiamo giocatori molto alti per sfruttare i calci d’angolo che abbiamo guadagnato. Abbiamo sbagliato il primo tempo, ma abbiamo sfruttato male la nostra energia ed è stato quello il nostro errore. Ho tolto Diawara perchè era ammonito e ho messo Milik per avere più fisico in attacco. Dovamo indirizzare la partita all’inizio”
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Ancelotti a SKY: “Abbiamo avuto poca intensità, mercoledì sarà un Napoli diverso”

“Dovevamo preoccuparci del Chievo”

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport per parlare della gara pareggiata contro il fanalino di coda Chievo per 0-0.

Ecco le sue parole:
“C’è da preoccuparsi nel sneso che dovevamo occuparcene prima. Deve servirci da lezione per la gara di mercoledì perché la Stella Rossa avrà un atteggiamento simile. Il problema è stata la poca intensità iniziale, solitamente ad inizio gara le squadre avversarie concedono qualche spazio in più. Abbiamo avuto più spazi nella prima parte e non ne abbiamo approfittate. La classifica la guarderemo alla fine del girone d’andata e faremo una valutazione. La posizione di Zielinski era voluta, lo volevo nella zona dei trequartisti. Non è un problema di movimento quanto di intensità, eravamo troppo blandi nella costruzione, nel recupero palla, nella finalizzazione. Questo ha permesso al Chievo di fare una partita completamente difensiva nella seconda parte, quando le abbiamo provate tutte. Non considero la mancanza di qualcuno ma l’atteggiamento iniziale, dovevamo comportarci diversamente. Non va messa la croce su qualcuno, soprattutto in TV. Ho già messo la croce su questa partita. Mercoledì sarà una partita simile ma il Napoli sarà diverso. Ci siamo preoccupati poco”.

Il commento della SSC Napoli: “Due pali e un dominio assoluto non schiodano lo 0-0 di questo Napoli-Chievo”

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Un tempo si chiamavano “partite stregate”

La SSC Napoli pubblica sul suo sito internet il commento dopo la gara pareggiata 0-0 contro il Chievo:

“Due pali, una marea di azioni, una lista infinita di parate di Sorrentino e un dominio assoluto non schiodano lo 0-0 di questo Napoli-Chievo. Il muro clivense si salva dall’urto impetuoso azzurro come in un rifugio antiatomico. Un tempo si chiamavano “partite stregate”. E la definizione oggi torna quanto mai attuale per raccontare in una sola frase il bignami di un match che ha avuto un solo padrone, ma nessun vincitore. Il calcio è struggente anche per il fattore imponderabile, eppure certamente il Napoli oggi ha mostrato carattere, cuore e coraggio fino all’ultimo assalto. Si ricomincia subito in Champions, contro la Stella Rossa, nell’Europa dei Campioni. Per vivere le emozioni di un mercoledì da leoni”.

Pareggio del Napoli con il Chievo, la Juve finisce a +8 e l’Inter avanza verso gli azzurri: la classifica

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Pareggio del Napoli con il Chievo, la Juve finisce a +8 e l’Inter avanza verso gli azzurri: la classifica

Risultato amaro per gli azzurri contro il Chievo, che in questo modo si ritrovano l’Inter a -1, praticamente con il fiato sul collo e la Juve, partita in quarta con un +8. La partita giocata dagli uomini di Ancelotti è risultata di poco spessore. Ecco la classifica:

RILEGGI LIVE – Napoli-Chievo 0-0: il Napoli attacca, il Chievo resiste

Ecco la diretta testuale del match

94′ – Termina l’incontro: è 0-0

93′ – Azione manovrata del Napoli con Zielinski che tira in porta ma senza successo

92′ – Conclusione da fuori di Zielinski ma Sorrentino ci mette le manone

90′ – L’arbitro Chiffi concede 4 minuti di recupero

89′ – Ancora Napoli: ancora cross di Callejon ma Mertens mette a lato

87′  Cross di Callejon, acrobazia di Koulibaly e palla che tocca il palla e si spegne sul fondo

82′ – Resiste il muro innalzato dal Chievo

79′ – Gli azzurri pressano ma la porta gialloblè sembra stregata

75′ – Insigne riceve la palla sulla sinistra, prova il destro ma la palla si stampa sul palo

74′ – Sostituzione Chievo: fuori Meggiorini, entra Cacciatore

73′ – Cambio Napoli: esce Hysaj entra Mario Rui

71′ – Kiyine tira da fuori, il tiro termina fuori

69′ – Insigne serve Mertens al limite dell’area, ma Sorrentino blocca

65′ – Cambio Chievo: fuori Obi, dentro Stepinski

64′ – Cross di Insigne dalla sinistra, Milik non ci arriva per un soffio

63′ – Il Napoli preme sull’acceleratore

61′ – Sostituzione per il Chievo: fuori Pellissier, dentro Kiyine

58′ – Escono Ounas e Diawara, entrano Allan e Milik

56′ – Chievo pericolosissimo con Obi che tira in porta ma Karnezis compie il miracolo

55′ –  Mertens ancora in avanti tira dal limite dell’area ma Sorrentino di ancora di no

54′ – Angolo di Mertens, Callejon tira al volo ma colpisce l’esterno della rete

53′ – Punizione di Insigne, Sorrentino in angolo

52′ – Mertens si libera di due avversari e conclude in porta: Sorrentino respinge

50′ – Ancora Chievo in attacco, Karnezis blocca il colpo di testa di Birsa

49′ – Passaggio illuminante di Ounas per Insigne che solo davanti a Sorrentino manca incredibilmente fuori

47′ – Il Chievo inizia in avanti, Meggiorini viene anticipato

SECONDO TEMPO

45′ – Senza alcun minuto di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi

44′ – Ora è assedio Napoli

43′ – Contropiede del Napoli:Mertens serve Callejon ma Sorrentino respinge

39′ – Il Chievo spinge in avanti, Malcuit deposita la palla in angolo

35′ – Malcuit va via sulla destra, mette al centro per Mertens che non ci arriva, Ounas raccoglie la sfera ma la difesa clivense mette in angolo

30′ – Lancio di Depaoli per Pellissier, ma la palla è troppo lunga

25′ – Callejon entra in area di rigore, viene messo giù ma per l’arbitro è tutto regolare

22′ – Zielinski trova Insigne in area, ma viene anticipato

17′ – Ounas prova la conclusione ma non trova lo specchio della porta

16′ – Occasionissima Chievo: Obi ci prova due volte ma la palla esce di poco al lato

7′ – Callejon tira a volo in area di rigore ma la palla si spegne sul fondo alla sinistra di Sorrentino

PRIMO TEMPO

Benvenuti alla diretta testuale di ViViCentro.it che vi terrà aggiornati in tempo reale sulla sfida che vede scendere in campo al San Paolo il Napoli contro il Chievo per il match valido per la tredicesima gionata di campionato di Serie A

Napoli-Chievo Verona, i voti di ViViCentro: si salvano in pochi

Questi i voti di ViViCentro

 

Il Napoli ha affrontato il Chievo Verona allo stadio San Paolo. Il match è terminato 0-0. Questi i voti di ViViCentro.it:

Karnezis 6, Hysaj 6, Albiol 5, Koulibaly 6.5, Malcuit 6, Callejon 5, Diawara 5.5, Zielinski 6, Ounas 5.5, Insigne 6, Mertens 6. A disp. Ospina, Meret, Ghoulam, Luperto, Maksimovic, Mario Rui 6, Rog, Allan 6, Fabian, Hamsik, Milik 6. All. Ancelotti 6

a cura di Ciro Novellino

Dalla Sicilia alla Cina e dalla Cina in Africa con base in Sicilia. Ma anche gli Usa …

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Tra pochi giorni a cominciare dalle arance siciliane si dovrebbero aprire le porte dalla Sicilia per la Cina.

Così, come sperava Rodrigo Cipriani Foresio, responsabile Sud Europa di Alibaba, le arance rosse siciliane potranno essere spedite in aereo e vendute in Cina entro il prossimo Capodanno di febbraio

Un accordo giuridico bilaterale fra due parti sarà firmato a giorni tra il palermitano Michele Geraci, (economista e politico italiano, dal 2018 sottosegretario allo Sviluppo economico nel Governo Conte) e sopracitato responsabile Sud Europa di Alibaba.

Ma l’intesa non si fermerà alle sole arance. La Cina sarebbe infatti molto interessata alla Sicilia, come pure si legge sulla pagina del sotto segretario. La Nazione più popolata del mondo ha interessi economici in Africa. E la Sicilia facente parte dell’Europa potrebbe essere la propria base in Europa per la gestione di tali interessi. Da quando la Cina investe in Africa, negli ultimi 15 anni, il tasso di povertà nel continente ha incominciato a diminuire dal 50% a circa il 40%. Ed è l’unico paese al mondo in grado di mobilizzare contemporaneamente capitali, risorse umane e soprattutto gestire oltre 1 miliardo di persone, quindi urbanizzazione ed emigrazione. La Cina potrebbe pertanto riuscire a riprodurre il proprio modello di successo anche in Africa. E l’Italia e dunque la Sicilia quale ultima propaggine europea verso l’Africa, è uno dei paesi che può giocare un ruolo attivo in questa presenza cinese in Africa.

La Sicilia può diventare un “hub” per investire in Africa senza essere lì. Qui in Italia c’è un sistema legale, giuridico e linguistico unico e favorevole, e sotto il marchio “Made in Europe” si possono produrre merci e tecnologie da esportare in Africa. In più, grazie all’esperienza e alla credibilità italiane riconosciute in Africa, dall’Isola si può andare insieme per investimenti».

Geraci si lascia sfuggire che già sono scaturiti «interessi cinesi, e anche americani, per investire in Sicilia sui porti, sui petrolchimici e sulle energie rinnovabili». E non solo, perché «un gruppo importante cinese sarebbe interessato a valutare l’acquisto del Palermo, gli imprenditori li ho incontrati a Roma e, se la squadra avesse giocato ieri (oggi per chi legge, ndr) in casa, forse li avrei portati anche in Sicilia. Ho il contatto, ma bisogna verificare se davvero il presidente Zamparini ha ceduto o meno la società».

L’immagine è tratta dalla medesima pagina del sottosegretario e rappresenta un Mediterraneo e quindi la Sicilia, al centro degli interscambi internazionali.

Adduso Sebastiano

Zielinski all’intervallo: “Non siamo i soliti, dobbiamo concretizzare”

Ecco le parole del polacco all’intervallo

Piotr Zielinski, centrocampista del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport durante l’intervallo per parlare della prima parte di gara contro il Chievo.

Ecco le sue parole:
“Davanti non siamo i soliti, ci dobbiamo muovere di più. Abbiamo creato un paio di situazioni ma dobbiamo essere più concreti”.

Hysaj a SKY: “Oggi non è facile, il Chievo ci ha sempre messo in difficoltà”

“Dobbiamo fare la nostra gara”

Elseid Hysaj, difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport per parlare del match che gli azzurri disputeranno contro il Chievo.

Ecco le sue parole:
“Non è facile come dicono tutti. Il Chievo ha cambiato allenatore ed è una squadra che ci ha sempre dato fastidio. Dobbiamo fare la nostra gara senza pensare a cosa hanno fatto gli altri”.

Under 15 Regionale, Juve Stabia-Sporting Village 0-2: il tabellino del match

Il tabellino del match

Sconfitta interna per l’Under 15 Regionale della Juve Stabia. All’Aura Sport finisce 2-0 per lo Sporting Village. In gol sono andati Severino e Grasso.

Così in campo:

JUVE STABIA – Mele, Prisco, Ferrara, Mari, Esposito G., Marcuccio, Romano, Braucci, Maffei, Papa, Improta. A disp. Miele, Esposito F., Zullo, Cioffi, Izzo, Del Gaudio, Dello Iacono. All. Ferrara

SPORT VILLAGE – Manna, Severino, Lucignano, Di Maro, Langella, Pragliola, Vicario, Severino, Di Nardo, Passariello, Palmieri. A disp. Di Cristofaro, Cerullo, Grasso, D’Auria, Largo, Frangillo, Onofaro.

Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia

Ischia,Bilardi: ” Ci manca un rigore, il pareggio risultato più giusto “

QUI ISCHIA – Il commento del tecnico gialloblu

Al termine del derby che l’Ischia ha pareggiato per 0-0 contro il Procida, l’allenatore della squadra gialloblu,Ciro Bilardi è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:

“ E’ stata una partita ben giocata da parte nostra,sia tatticamente che sotto il profilo agonistico. Tutte e due le squadre hanno avuto l’opportunità di sbloccare la partita. Penso che alla fine il risultato più giusto sia il pareggio. Abbiamo solo da recriminare il calcio di rigore che non ci ha concesso l’arbitro per il fallo in area su Mazzella che a mio avviso era eclatante. L’arbitro penso che l’abbia anche visto ma non capisco il perché non ci abbia concesso il rigore, per il resto è stata una partita ben giocata da entrambe le squadre” chiosa Bilardi.

A cura di Simone Vicidomini

 

Procida,Iovine: ” Non bisogna gioire per un pareggio,meritavamo di più “

QUI PROCIDA – Il commento del tecnico biancorosso

Al termine del derby che il Procida ha pareggiato per 0-0 contro l’Ischia, l’allenatore della squadra biancorossa,Giovanni Iovine, è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:

“ Oggi il Procida meritava qualcosa in più – dichiara il tecnico- non l’abbiamo ottenuta e ci accontentiamo del risultato finale. L’Ischia ha dimostrato di avere la miglior difesa? “ Io non sono abituato a piangermi addosso,cerco di lavorare su quello che ho a disposizione. Continuare a dire che l’Ischia non abbia una rosa competitiva ritengo che non sia vero. Forse perché vivendo ad Ischia conosco tantissimi loro calciatori e secondo me ha tutte le carte in regola per disputare al meglio questa categoria. Per è una buona squadra è merita i punti che ha in classifica. A mio avviso non si dovrebbe accontentare facilmente ma dovrebbe cercare di vincerle le partite. Mi dispiace dirlo,ma oggi ho visto gioire al fischio finale della partita come se fosse arrivata una vittoria in realtà è un semplice 0-0. L’Ischia ha le capacità di vincere ovunque,quindi non bisogna gioire ma bisogna essere contenti quando le partite si portano fino alle fine e si vincono. Noi siamo tristi perché siamo abituati a vincerle le partite come è successo la settimana scorsa che per cercare di vincerla l’abbiamo persa. Per me non bisogna mai accontentarsi di un pareggio.

A cura di Simone Vicidomini

Barano, Mister Di Meglio: ” Dovevamo muovere la classifica “

QUI BARANO – Il commento del tecnico bianconero

Al termine della gara che il Barano ha vinto contro il Virtus Ottaviano per 4-1, l’allenatore della squadra bianconera, Gianni Di Meglio, è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:

“ Sono contento perché abbiamo disputato un’ottima gara con delle buone trame di gioco-dichiara il tecnico- Dovevamo muovere la nostra classifica. Abbiamo fatto delle buone cose,dopo le ultime due prestazioni nonostante le sconfitte. Questo vuol dire che stiamo crescendo. Adesso avremo un altro scontro diretto in casa contro il San Giorgio e dobbiamo guardare subito il prossimo impegno. Il reparto che ha fatto la differenza oggi? “ Oggi hanno disputato tutti un ottima partita. Penso che il migliore di tutti sia stato Kikko Arcamone,non solo per i due gol,si è inserito bene,ha tenuto il possesso palla e uno dei ragazzi di cui mi aspetto tanto. Salvezza diretta? “Noi dobbiamo fare punti,la strada è lunga. Sappiamo che siamo una squadra giovane e per questo dobbiamo dare il 100% in campo ogni partita. Stiamo giocando un buon calcio e stiamo creando le giuste occasioni. L’importante è continuare su questa strada”. Cosa stiamo cercando dal mercato in vista? “ Sempre le stesse caratteristiche di inizio stagione-chiosa Di Meglio”.

A cura di Simone Vicidomini

 

Eccellenza-Barano,4-1 all’Ottaviano e compleanno speciale per Kikko

ECCELLENZA – BARANO – VIRTUS OTTAVIANO 4-1: Gli aquilotti asfaltano gli avversari e conquistano tre punti importantissimi contro una diretta concorrente per la salvezza

” Un gol lampo di Kikko Arcamone sblocca la gara,che subito dopo trovano il raddoppio con un rigore di Cirelli. Di Chiara regala clamorosamente il pallone agli avversari che rientrano in partita. Il capitano bianconero però trova il terzo gol con Chiariello che nel finale mette il sigillo del 4-1. Tra le file del Barano c’è il debutto del 2002 Gaeta “

Simone Vicidomini– Il Barano dopo tre sconfitte consecutive ritorna alla vittoria. I bianconeri hanno fatto registrare una nuova statistica: 4 gol in una sola partita,superando così il Virtus Ottaviano fanalino di coda del campionato di Eccellenza. La squadra guidata da mister Gianni Di Meglio nonostante nelle ultime tre uscite abbia rimediato tre sconfitte,aveva comunque offerto ottime prestazioni. Il Barano è passato subito in vantaggio dopo appena 20 secondi con il gol di Kikko Arcamone su un assist di Cirelli. Proprio l’attaccante ha trovato dopo poco il gol del raddoppio segnando un calcio di rigore per un fallo commesso ai danni di Kikko. Una gara che sembrava essere tranquilla,ma Di Chiara incredibilmente anticipa il regalo di natale,regalando la sfera Mariani che riprova a rimettere la gara in gioco. E’ ancora Kikko Arcamone che trova il terzo gol e chiude la prima frazione di gioco. La seconda frazione di gioco è davvero noiosa che nel freddo del “Don Luigi Di Iorio” sembra l’ideale per prendere un caffè caldo. Il baricentro delle due squadre tenta ad abbassarsi con una girandola di cambi su entrambi i fronti. A mettere il sigillo finale al match è Chiariello bravo a colpire di testa un corner battuto da Cuomo. Nel finale c’è il debutto in campo per gli aquilotti per il giovane classe 2002 Michele Gaeta. Un Barano che conquista tre punti importanti in chiave salvezza con l’obiettivo di pensare già alla prossima sfida sempre al “Don Luigi Di Iorio” contro il San Giorgio,altro sontro diretto per la salvezza.

Barano-Ottaviano squadre in campo

LE FORMAZIONI – Il Barano deve rinunciare allo squalificato Errichiello e viene schierato da Gianni Di Meglio con un 4-3-3 che vede Di Chiara a difesa della porta e la linea difensiva formata da Scritturale, Chiariello, Monti e Di Costanzo, il centrocampo composto da Montanino (all’esordio dal 1’), Conte e Kikko Arcamone, più Cirelli, Angelo Arcamone e Pistola in avanti
Il Virtus Ottaviano non può disporre degli squalificati D’Urso e Rosbino e mister  Antonio Mirra con un 4-2-3-1 che vede Longobardi fra i pali più D’Arco, Manzo, Saggese, Bellofiore, Visone, Elefante, Marrone, Mariani, Nunziata e Menna.

KIKKO SUPER FULMINE- Passano solo 20 secondi, e KIkko Arcamone porta in vantaggio il Barano: azione sulla destra di Cirelli, che crossa sottomisura dove il centrocampista baranese anticipa tutti e mette in rete. Passano 9 minuti e lo stesso Arcamone viene steso in area da un difensore ospite, quando si era inserito bene su assist di Pistola: l’arbitro concede il sacrosanto calcio di rigore. Sul dischetto va Cirelli che spiazza Longobardi e raddoppia per i bianconeri.

DI CHIARA REGALO DI NATALE ANTICIPATO– Il Virtus Ottaviano, tramortito dall’1-2, sfrutta una clamorosa indecisione di Di Chaira, che attende un pò troppo prima di recuperare la palla che era arrivata innocua fr ai suoi piedi e si anticipare da Mariani, che mette dentro fra lo stupore generale. Il Barano sfiora il terzo gol un paio di volte poco dopo il 20’, su due calci d’angolo dalla destra sui quali prima Monti e poi Chiariello falliscono l’obiettivo di poco.

KIKKO DOPPIO COMPLEANNO- Il Barano, poco dopo la mezz’ora, riporta a 2 le reti di vantaggio. E’ Kikko Arcamone, che raccoglie un’altro assist sotto misura di Cirelli, arrivato al termine di una azione insistita, e mette in rete a porta vuota.

CHIARIELLO LA CHIUDE – La ripresa si apre con due cambi nelle fila ospiti. Succede poco fino al 57’, quando lascia il campo anche un appesantito Angelo Arcamone, per Cuomo. Poi, insieme ad un altro cambio di Mirra, il Barano avvicenda anche Cirelli e Viscovo. Proprio il neo entrato ha una ottima palla al limite al 66’, ma il suo destro su servizio del centrocampo è troppo centrale. Al minuto 71’, su angolo battuto da Cuomo, Chiariello salta indisturbato all’interno dell’area piccola ed insacca la quarta rete baranese. Nel finale, un acciaccato Kikko Arcamone lascia il campo a Manieri e c’è l’esordio del classe 2002 Michele Gaeta. In pieno recupero espulso l’ospite Bellofiore per un fallaccio su Matarese.

BARANO 4
VIRTUS OTTAVIANO 1

BARANO (4-3-3): Di Chiara, Scritturale, Di Costanzo, Conte, Chiariello, Monti, Cirelli (65’ Viscovo), Montanino (86’ Gaeta), Arcamone A. (57’ Cuomo R.), Arcamone G. G. (82’ Manieri), Pistola (71’ Matarese). A disposizione: Migliaccio, Di Meglio, D’Antonio, Sarracino. All.: Gianni Di Meglio

VIRTUS OTTAVIANO: Longobardi, D’Arco, Manzo (46’ Annuniziata), Saggese (84’ Izzo), Bellofiorie, Visone, Elefante (65’ Borrelli), Marrone (46’ Cardenio), Mariani, Nunziata (86’ Battaglia), Menna. A disposizione: Evangelista, Aquino, Giordano, Rispoli. All.: Antonio Mirra

Arbitro: Francesco Crispino della sez. di Frattamaggiore (Ass.: Luigi Ferraro di Frattamaggiore e Mariano Chimenti di Napoli)

Reti: 1’ e 32’ Arcamone G. G. (B), 10’ rig. Cirelli (B), 16’ Mariani (VO), 71’ Chiariello (B)

Ammoniti: Viscovo (B); Marrone, Cardenio, Saggese (VO)

Espulso al 94’ Bellofiore (VO)per gioco scorretto

Calci d’angolo: 7-4

Recupero: 1’ p.t.; 4’ s.t.

Spettatori: 100 circa

 

 

Mariarosaria, vittima di violenza, e i tempi lunghi della giustizia

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Nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, un focus sui tempi lunghi della giustizia che le donne, vittime di violenze, attendono con angoscia. Il racconto di Maria Rosaria, scampata alla morte e ancora in attesa di giustizia

immagine dal web

di Maria D’Auria

Maria Rosaria, 4 anni fa, ha provato a lasciarsi alle spalle il suo passato di maltrattamenti, percosse, insulti. Il suo compagno, trasformatosi in aguzzino, dopo 8 anni di interminabili violenze, era stato fermato e tratto in arresto proprio quando, coltello in pugno, stava tentando di uccidere la donna che diceva di amare. Maria Rosaria, 4 anni fa, dovette aggrapparsi a tutto per cercare di ricominciare a vivere una vita “normale”, perché, assuefatta dalla brutalità di quell’uomo, non sapeva più cosa fosse la normalità. Non aveva più una vita sociale perché  lui le aveva tagliato a poco a poco ogni contatto con amici e familiari. Come una schiava al suo servizio, quella donna solare e bellissima, gradualmente, aveva smesso di brillare fino a non sorridere più e a non cercare l’aiuto di nessuno. Il suo mondo ruotava solo intorno a quell’uomo che, in poco tempo, aveva instillato in lei il seme dell’insicurezza e come un burattinaio, la manovrava tirando lui i fili di ogni cosa. Lei aveva il terrore di quel compagno che si era imposto con forza nella sua vita e nella sua casa.

Dopo i primi tentativi di reazione, sconfitta e sottomessa dalla sua forza, aveva imparato ad incassare ogni forma di violenza senza più reagire, quasi fosse quella la cosa giusta da fare. Fino a quella fatidica notte del 16 maggio 2015 di quasi 4 anni fa, quando i carabinieri, allertati da una vicina, riescono a trarla in salvo. Si trovano davanti una donna devastata dal dolore, nel fisico e nello spirito, occhi spenti e senza forze, neppure di gridare.

I referti raccontano di anni di violenze, di denti rotti a suon di calci, che in ospedale si tramutavano nel frutto di tante cadute accidentali. Volto tumefatto, lividi sul corpo e violenza sessuale continua. Segni invisibili che negli anni diventano cicatrici permanenti dell’anima, che le fanno lacrimare ogni notte il cuore. Gli incubi, i ricordi, non si ricacciano facilmente. Anzi. Ogni notte tornano, le fanno compagnia nella solitudine della stanza. E per Maria Rosaria, forse, è meglio non dimenticare. Nel lungo processo che l’ha vista protagonista come vittima dell’ex compagno, Maria Rosaria voleva essere il più possibile precisa, per descrivere bene ai giudici la pericolosità di quell’uomo che aveva tentato di toglierle la vita. Ha conservato tutto di quella violenza: messaggi, foto, referti… tutto consegnato 4 anni fa in tribunale. Solo le cicatrici sul cuore non si possono passare al vaglio degli inquirenti. Per quelle non sono bastati anni di terapie né decine di sedute dalla psicologa per rimuoverle, rimangono lì, per sempre.

 L’epilogo di questa triste storia avrebbe dovuto concludersi con una condanna esemplare al colpevole di tanta crudeltà. E invece, dopo gli arresti domiciliari e la mancanza di una sentenza definitiva, sono presto decaduti i termini della suddetta misura cautelare. Resta in piedi il divieto di avvicinarsi a Maria Rosaria, ma l’aguzzino abita a pochi metri dalla casa dove vive la vittima. Ed è lei a dover andar via, per paura. Per salvaguardare la sua incolumità, svende casa e tutto ciò che aveva per cambiare città, per andare chilometri e chilometri lontana da quell’uomo, perché solo l’idea di incrociare il suo sguardo, la terrorizzava.

Di anno in anno, Maria Rosaria diventa più forte, impara a non avere più paura di lui. Negli ultimi incontri in tribunale, alle udienze, lo ha guardato dritto negli occhi finché ad abbassare lo sguardo è stato lui. Per niente pentito, ha solo perso un po’ della sua spavalderia, ma l’obiettivo di Maria Rosaria è solo uno: avere giustizia. Attende con ansia e speranza la conclusione del processo per chiudere definitivamente con quel passato. Presenzia ad ogni udienza nella speranza di vedere pronunciata quella sentenza definitiva, come una liberazione da quel mostro la cui presenza diventa ancora ossessione.

Era quasi giunto il momento tanto atteso. Dopo tante udienze, lunghi esami e rinvii, si era fissata l’udienza definitiva. Ma lo scorso ottobre, una settimana prima della fatidica data, arriva l’ennesima beffa: il giudice che da anni seguiva questo caso, va in pensione. Si attende l’assegnazione di un nuovo giudice, nel frattempo le date sono sature, l’udienza definitiva slitta al nuovo anno.

Riparte tutto daccapo. Tutto da riesaminare con nuovi personaggi che dovranno rifare il quadro completo della situazione. Nuovi interrogatori, vecchie ferite da riaprire. Un incubo da cui non si esce più.

La delusione di M. Rosaria è indescrivibile, una crisi di pianto è prevedibile ma non basta a farla stare meglio. “E’ come se mi avessero violentata di nuovo. Ho diritto ad avere giustizia, ma questa giustizia non arriva da 4 anni. Sono stanca. Stanca di dover rivivere ad ogni udienza tutto quello che ho subito… è una cicatrice sempre aperta che ogni volta torna a sanguinare. Ho provato con tutte le mie forze a vivere una vita normale, ma finché so che quell’uomo è libero di circolare nonostante il male che mi ha fatto, cado inevitabilmente nello sconforto”.

Maria Rosaria, vittima di violenza, nella Giornata Nazionale contro la violenza sulle donne, è ancora in attesa di giustizia. Oggi è una donna esasperata ed ogni sforzo che ha posto in essere per riappropriarsi della sua vita, viene vanificato dalle maglie di una giustizia che non garantisce alcuna sicurezza alle donne che scampano alla morte per mano di uomini violenti e assassini.

Tutto ha un inizio ed una fine. Solo questo pensiero mi dà un po’ di pace. L’idea che un giorno finirà come è finito il mio inferno”. Questa è l’ultima speranza di Maria Rosaria.

Fermare il femminicidio si può, ma occorrono pene certe ed esemplari, e soprattutto che vengano applicate in tempi adeguati, non eterni, perché la vita di una donna che ha avuto la fortuna di viverla ancora, non è eterna come l’iter della giustizia.

Donna, una poesia di  Barbara lo fermo
COME UNA FARFALLA, VOLI FELICE TRA NUDI ARCOBALENI GIOCANDO A NASCONDINO TRA QUELLE NUVOLE CHE DA QUAlCHE ISTANTE HANNO SMESSO DI LACRIMARE ANSIE, ORA CAREZZATE DA RAGGI SOLARI. Ma ecco, all’improvviso Giungono i corvi che puntano a distruggerti, attirandoti nella loro prigionia…. Fatta di soprusi e violenze. Ma tu vorresti rompere Le catene Di questa schiavitù, ma la paura e tanta, per tanto non ti rimane che sognare le ali della libertà.

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InSight in vista di Marte: touchdown domani, 26 Novembre 2018

Il touchdown su Marte della sonda  InSight è previsto per domani, 26 novembre 2018. L’evento potrà essere seguito in diretta streaming dalla Nasa o sul canale 35 di Focus (vedi link alla fine).

Il viaggio verso Marte ebbe ad iniziare il 5 maggio 2018, alle ore 13.05, con il lancio della sonda InSight partìta dalla base californiana di Vandenber. La sonda studierà la geologia di Marte, raccoglierà dati dei terremoti e catturerà informazioni che aiuteranno a capire come sono formati i pianeti rocciosi.

InSight, è l’acronimo di Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, e la sua missione è l’esplorazione di Marte in base ai programmi spaziali della NASA. Il lancio era previsto per il marzo 2016 ma fu poi rinviato, per problemi alla strumentazione, al 5 maggio 2018.

La missione prevede la dislocazione sul pianeta di un lander equipaggiato con un sismometro e un sensore termico, che verrà portato potenzialmente ad una profondità di 5 metri al di sotto della superficie. Obiettivo della missione è investigare sulla struttura interna di Marte allo scopo di ricavare degli indizi sulle fasi più remote della formazione dei pianeti terrestri nella più ampia formazione del sistema solare.

Il direttore della Divisione Planetary Science presso la sede della NASA, Lori Glaze, ha dichiarato:

“Atterrare su Marte è eccitante, ma gli scienziati non vedono l’ora che arrivi InSight”. “Una volta che InSight si sarà assestato sul Pianeta Rosso, e i suoi strumenti saranno posizionati, inizierà a raccogliere preziose informazioni sulla struttura degli interni profondi di Marte – informazioni che ci aiuteranno a capire la formazione e l’evoluzione di tutti i pianeti rocciosi, incluso quello che chiamiamo casa.”

Notizie e commenti di lancio saranno trasmessi in streaming su NASA TV ,  NASA.gov/live ,  YouTube.com/NASAJPL/live e Ustream.tv/NASAJPL . (Le registrazioni on-demand saranno disponibili anche dopo la fine degli eventi live nelle pagine YouTube e Ustream.) o sul canale 35 di Focus, ore 20:15.

Per informazioni più dettagliate sulla missione InSight, visitare: https://mars.nasa.gov/insight

Per ulteriori informazioni su MarCO, visitare: https://www.jpl.nasa.gov/cubesat/missions/marco.php

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Promozione- Procida-Ischia: il derby delle isole termina a reti bianche

PROMOZIONE-PROCIDA-ISCHIA : Termina in parità il tanto atteso match tra le due isole in una gara che ha regalato emozioni e un solo punto a testa

Simone Vicidomini- Il derby delle isole tanto atteso fra Procida ed Ischia e terminato a reti bianche. Una gara giocata allo “Spinetti” con una buona cornice di pubblico presenti sugli spalti,con tanti tifosi gialloblu giunti dall’isola verde. Ad avere le maggiori occasioni a vincere il match sono stati i procidani di Iovine,ma a recriminare ci sono anche i gialloblu a cui è mancato un calcio di rigore netto per un fallo subito ai danni di Mazzella. Un risultato che muove di poco la classifica per entrambe le squadre,che però a bocce ferme accontenta di più l’Ischia. ( I gialloblu c’è da dire che quando giocano contro le corazzate del campionato disputano sempre ottime gare) e non al caso ieri lo si è visto. Il Procida con il pareggio ottenuto ieri pomeriggio è arrivato a tre partite senza vincere (1-1 con la Torrese e la sconfitta a Poggiomarino) e vede così allontanarsi il Sant’Antonio che con un eventuale vittoria oggi contro il Maued potrebbe andare in fuga. Prima del fischio d’inizio è stato premiato il capitano Giovanni Micallo per le 100 presenze raggiunte in maglia biancorossa.

LE FORMAZIONI- Il Procida ha dovuto rinunciare solo a Muro fermo ai box ma ha recuperato Napolitano. Mister Iovine ha schierato i suoi in campo con Lamarra fra i pali più Lubrano V,Russo,Micallo,Annunziata,Di Lorenzo,Saurino,Napolitano,A. Costagliola,Cibelli e Pianese. L’Ischia di Ciro Bilardi ( in tribuna ancora squalificato) deve fare a meno di Di Spigna  e Iacono con Liccardi che a sorpresa parte dalla panchina. I gialloblu sono scesi in campo con Mennella fra i pali,Accurso,Del Deo,De Simone,Calise,Mazzella (prima da titolare) Sirabella,Esposito,Fondicelli,Trani e Invernini.

Procida-Ischia 0-0

La Partita- Primi minuti di studio tra le due compagini, al 10’ la prima occasione da gol la crea A.Costagliola che si accentra e calcia col mancino, ma Mennella gli dice di no. Poco dopo, al 12’ ci prova anche l’ischitano in maglia biancorossa Ciro Saurino che colpisce di testa ma la palla termina di poco fuori. Al 18’ sale in cattedra anche Raffaele Pianese, capocannoniere biancorosso, l’attaccante raccoglie palla sulla trequarti e tira potente verso la porta di Mennella, ma la sfera termina di poco sopra la traversa. L’Ischia resiste bene alle fiammate biancorosse e al 25’ si fa vedere per la prima volta dalle parti di Lamarra con Fondicelli che si accentra e calcia, tiro anch’esso potente ma che termina sopra la traversa non di molto. I ragazzi di Ciro Bilardi si difendono con ordine e attorno la mezz’ora iniziano anche a prendere confidenza con l’area di rigore avversaria, al 28’ Mazzella stoppa di petto e si gira in area di rigore di prima intenzione calciando col destro, tiro che va forte verso il primo palo ma Lamarra si distende ed evita il pericolo. Al 30’ continua a spingere la compagine ischitana questa volta con Sirabella che fa tutto da solo e va sul fondo mettendo un cross pericoloso che però è preda di nessuno, allontana dunque la retroguardia biancorossa. Reagiscono i ragazzi di Mister Iovine che non ci stanno e vogliono regalare una vittoria davanti i loro tifosi accorsi in tanti allo Spinetti, al 37’ ci prova Pianese che calcia a giro col mancino, la palla termina però fuori dalla porta di Mennella. Prima frazione di gioco che prosegue su ritmi alti con il Procida che riprende il pallino del gioco ma l’Ischia si difende ed anche bene. Termina 0-0 i primi 45 minuti di gioco.

La seconda frazione di gioco che comincia con un Procida più agguerrito e voglioso di portare a casa i 3 punti, ma l’Ischia è e si conferma la miglior difesa del campionato, alzando un muro davanti la porta di Mennella. Al 7’ Cibelli prova a scardinare questo muro gialloblu ma Mennella gli dice di no. Al 17’ arriva l’occasione più clamorosa del match sempre sul destro di Cibelli che si gira in un fazzoletto in area di rigore e calcia col destro, tiro che batte Mennella e sta per accomodarsi in rete quando Accurso si getta in scivolata sulla linea di porta e salva un gol praticamente fatto. Procida rammaricato per la mancata rete del vantaggio non demorde e continua a spingere ed al 20’ ci prova con Pianese che entra in area di rigore e calcia ma il tiro termina fuori. L’Ischia è in affanno e la retroguardia gialloblu inizia a dare cenni di cedimento contro l’attacco biancorosso e soprattutto contro Gio Cibelli che al 25’ s’infila nuovamente in area di rigore e calcia ma Mennella para non una bensì due volte, opponendosi anche sulla respinta e confermando tutta la sua qualità e sicurezza tra i pali, che non scopriamo di certo oggi. Al 30’ prova ad uscire dalla morsa biancorossa l’Ischia con Sirabella che entra in area di rigore e calcia, tiro potente ma lontano dalla porta di Lamarra. L’Ischia trova coraggio e poco dopo, al 31’, ci riprova questa volta con Fondicelli che calcia dal limite dell’area di rigore ma il tiro termina di poco fuori. Ultimi dieci minuti di gara che proseguono su ritmi nettamente più blandi e con le due squadre che hanno sprecato parecchie energie nel corso del match. Il Procida prova l’assalto finale attorno al 45’ trascinato soprattutto da giocate di L.Costagliola che ci prova più volte ma non riesce a sbloccare un match inchiodato sul risultato di 0-0. Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro Auriemma di Nola dice che può bastare così e manda tutti negli spogliatoi. Il Derby delle Isole termina 0-0, un punto per parte con l’Ischia che esulta al triplice fischio a dimostrazione di quanto per i gialloblu sia stato prezioso questo pareggio allo Spinetti ed a dimostrazione della forza del Procida, che invece esce dal campo a testa alta ma con un pizzico di amaro in bocca.
PROCIDA: Lamarra, Lubrano V., Russo, Micallo, Annunziata (78’Peluso), Di Lorenzo (47’Mammalella), Saurino, Napolitano (48’L.Costagliola), A.Costagliola, Cibelli (80’Trani), Pianese. A disposizione: Lubrano W., Varone, Vanzanella, D’Orio, Barone. Allenatore: Iovine Giovanni
ISCHIA: Mennella, Calise, Accurso, Del Deo, De Simone, Mazzella, Sirabella, Esposito (90’ Di Maio), Fondicelli (83’Chiaiese), Trani (55’Conte), Invernini (90’Abbandonato). A disposizione: Tufano, De Luise V., De Luise M., Liccardi, Buonocore. Allenatore: Bilardi Ciro
ARBITRO: Auriemma Giovanni – Nola ASS: Sannino Gennaro Vincenzo – Torre del Greco ; Arenga Edoardo – Ercolano.
AMMONITI: Micallo, Cibelli, L.Costagliola (Procida) ; De Simone, Trani (Ischia)
RETI: Nessuna.

Givova Ladies- Todis Salerno le foto del match [FOTO ViViCentro]

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È tempo di derby al PalaFusco di Angri dove la Free Basketball targata Givova Ladies ha travolto Todis Salerno, al termine un match ricco di emozioni.

Nel fortino del PalaFusco arriva il tris interno per le Givova Ladies allenate da Nicola Ottaviano che ottengono anche il quinto successo in campionato in sei gare giocate superando la Todis Salerno 54-36 che ha visto tanti spunti importanti partendo dall’assenza di Maria Giuseppone e dall’ampia rotazione che ha visto esordire Chiara Tinello, tornare in campo Giusy Sicignano e dare il solito ottimo contributo a Sharon Baglieri e Giorgia Codispoti.

Guarda le foto del match realizzate dal fotografo Antonio Gargiulo che ci racconta così l’emozionante vittoria della Free Basket Ball targata Givova Ladies contro la Todis Salerno

EDITORIALE – Juve Stabia, io lo so che non sono solo…

Altra settimana da prima in classifica per la Juve Stabia, che con la sofferta vittoria di Rieti consolida la vetta della graduatoria, meritatissima per i ragazzi di Caserta. A sovvertire lo svantaggio iniziale, frutto della momentanea superiorità dei laziali ben oltre l’errore di Dumancic, le reti di Carlini, Paponi e Mezavilla. La vittoria di Rieti, più che del singolo marcatore, porta però l’autografo di Fabio Caserta. Per il tecnico stabiese la gara in cui forse ha maggiormente inciso con le sue scelte, da quando è allenatore delle Vespe.

Non è un caso che il nostro editoriale si rifaccia ad una nota canzone di Jovanotti: “Fango”. Io lo so che non sono solo anche quando sono solo, canta Jova, come in effetti deve aver pensato Caserta al termine della prima frazione di gioco. In panchina l’allenatore è “solo” a dover decidere le sorti della sua squadra, ma Caserta “solo” di certo non si è sentito. Voltandosi a guardare alle sue spalle ha visto elementi come Carlini, El Ouazni, Melara, Mezavilla, Vicente: calciatori che sarebbero titolari probabilmente in tutte le squadre di questa Lega Pro. Così Caserta non ha esitato a stravolgere assetto tattico e componenti del suo undici, adeguando la Juve Stabia alla ripresa d’assalto, necessaria per riprendere il match.

E rido e piango, e mi fondo con il cielo e con il fango, dice ancora Jovanotti. In effetti anche questa frase rispecchia il personalissimo match di Mister Caserta: sul manto fangoso, più che erboso, dell’impianto di Rieti, il tecnico è stato bravo a modificare i concetti di gioco che pervadono la sua squadra. Quando il fraseggio costante e rapido non dà i frutti sperati, vuoi per le condizioni meteo, vuoi per un po’ di normale imprecisione, via il fioretto e dentro la sciabola: si punta sulla fisicità dei vari Allievi, Troest. Mezavilla, Paponi ed El Ouazni. Una squadra camaleontica, non solo nei moduli, ma anche nel modo di interpretare la gara.

Due, quindi, le principali caratteristiche del Caserta allenatore. Innanzitutto si ragiona nell’ottica dei 90 minuti, non solo del calcio d’inizio, così da avere sempre la soluzione alternativa, il piano B pronto, se il match non si mette subito su binari favorevoli o le scelte non si rivelano funzionali al match. Emblema di questa visione complessiva delle gare da parte di Caserta, è la scelta di avvalersi quasi sempre delle cinque sostituzioni consentite dalla scorsa stagione; cambi, tra l’altro, che avvengono rapidamente, senza aspettare gli scampoli finali del match (per la serie: i 6, inutili, minuti di Rivera in Italia – Brasile del 1970). Se un calciatore entra in campo per incidere, deve avere il tempo di farlo. Le scelte ed i cambi di Caserta, poi, non fanno eccezione per nessuno: non ci sono intoccabili, tutti possono essere richiamati in panchina se la giornata è storta, così tutti possono guadagnare posizioni sui “titolari”.

Il primato della Juve Stabia è ovviamente merito di tutti: calciatori, staff, dirigenza e proprietà; ma il protagonista della bellissima Juve Stabia che da un anno e mezzo fa divertire i tifosi non può che essere Fabio Caserta, un allenatore che non è mai solo.

Raffaele Izzo

Diritto all’oblio e Diritto di cronaca: le Sezioni Unite chiamate a chiarire

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Il diritto all’oblio è un concetto che spesso torna prepotentemente ad esserci evocato in forme più o meno pacate, spesso con richieste inviate tramite legali. Richieste a volte garbate e civili, tal’altra “arroganti” e con anche un’immancabile minaccia/richiesta di danni a vario titolo: esistenziali, di immagine, psicologici ecc ecc tutti comunque sanabili – guarda caso –  con la panacea della pecunia.

Argomento e tema quindi di grande importanza e di crescente “intralcio” al lavoro del cronista e al diritto di cronaca suo e delle varie testate giornalistiche per cui sarebbe opportuna una univoca e chiara definizione del Diritto all’Oblio e quindi del quando, e come, possa essere – giustamente – invocato onde evitare che “terzi” possano, in sostanza, dirigere e decidere cosa possa o non possa essere pubblicato; e come possa essere fatto dovendo tenere un occhio anche alla “futura memoria” del quanto, per Diritto di Cronaca, si riporta.

Il Diritto di ciascuno, mi è sempre stato insegnato, finisce laddove inizia quello di qualcun altro per cui, l’avere certezza di quanto sia DIRITTO può aiutare a meglio vivere ed operare. In assenza, si resta sempre scoperti su un fianco e talvolta, il dilagare del legiferare “tanto per”, dimenticando la strumentazione legulea che alcuni potranno poi portare avanti, fa strame di Giustizia in nome di un evocato, ma mai ben puntualizzato (e delimitato) Diritto.

Tra i DIRITTI evocabili rientra, appunto, il “Diritto all’Oblio” al quale – allo stato della giurisprudenza – può richiamarsi anche QUALSIASI CONDANNATO (e fa niente se per Omicidio, Pedofilia, Violenza e tante altre amenità del genere) per chiedere che la Notizia di Cronaca (il fatto) venga cancellata da ogni archivio in modo che se ne perda traccia, oltre che memoria, anche in chi magari farebbe invece bene ad averne conoscenza (e ne avrebbe diritto), magari per eventuale maggior tranquillità e sicurezza personale. E può farlo avocando che, magari, ha scontato la pena alla quale, a suo tempo, fu CONDANNATO e che quindi LUI/LEI ha diritto, apunto, all’Oblio alias: che si perda traccia, documentazione e memoria di quanto commesso.

Sull’argomento, il nostro legale, l’Avv. Luca Zuppelli (Via Moretto 70 Brescia Tel. 030.3758858), ci ha evidenziato quanto, ad oggi, viene portato avanti nell’ambito della giurisprudenza e l’ha fatto segnalandoci quanto scritto – nel merito – dalla dott.sa Paola Cornacchia, Praticante Avvocato:

Diritto all’oblio: significato, tutela e giurisprudenza recente

La Terza Sezione della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28084/2018 ha sollecitato l’intervento delle Sezioni Unite per ottenere un chiarimento in merito alla dibattuta questione relativa al bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto all’oblio.

In particolare si richiede di individuare degli univoci criteri di riferimento i quali consentano, agli operatori del diritto, di conoscere preventivamente i presupposti in presenza dei quali un soggetto ha diritto di chiedere che una notizia a sé relativa, diffusa in passato, non resti esposta e non sia divulgata a tempo indeterminato.

Leggi anche: Diritto all’oblio: significato, tutela e giurisprudenza recente

Il caso in esame

Nel caso di specie il ricorrente lamenta la lesione del proprio diritto all’oblio a causa della pubblicazione, nell’anno 2009, di un articolo giornalistico che lo riguarda. Precisamente esso rievoca il reato di omicidio familiare commesso dallo stesso nel 1982, per il quale ha già scontato la pena di dodici anni di reclusione.

Egli ritiene che sia stato violato l’articolo 2 della Costituzione volto a tutelare e garantire i diritti inviolabili del’uomo tra i quali è riconducibile il diritto all’oblio, nonché lamenta danni psicologici e patrimoniali considerato il lungo lasso di tempo intercorrente dalla commissione del fatto alla pubblicazione dell’articolo.

Tuttavia in primo e secondo grado i giudici di merito hanno respinto l’azione proposta dal ricorrente contro il giornalista e il quotidiano. Da un lato hanno motivato la decisione adducendo che non è possibile una ingerenza, da parte dei poteri pubblici sulla informazione giornalistica, che possa sostanziarsi in un controllo di meritevolezza potenzialmente in grado di incidere sulla libertà di comunicazione.

Dall’altro si sostiene che non vi sia stato nessuna rievocazione strumentale del delitto, nessuna violazione al principio della continenza delle espressioni. Orbene la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul tema, esamina con dovuta attenzione la normativa e la giurisprudenza susseguitasi al fine di comprendere se vi sia stato, nel caso di specie, violazione del diritto all’oblio. Persegue tale obiettivo soffermandosi sul diritto di cronaca che risulta essere collegato in “coppia dialettica” al diritto su menzionato.

Quadro normativo e giurisprudenziale nell’ordinamento interno e sovranazionale

La Corte  procede con la disamina del diritto di cronaca qualificandolo come un diritto pubblico soggettivo. Esso viene ricompreso in quello più ampio concernente la libera manifestazione del pensiero sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Pertanto consente al giornalista di portare a conoscenza dell’opinione pubblica fatti e notizie rilevanti ai fini sociali.

Tuttavia la pronuncia in commento precisa che, pur essendo un diritto fondamentale, esso non ha una estensione illimitata. Difatti la giurisprudenza ha individuato i presupposti in presenza dei quali il suo esercizio risulta legittimo ovvero: l’utilità sociale dell’informazione; la verità dei fatti esposti; la forma civile dell’esposizione dei fatti. Tali requisiti, secondo la Corte, sono rilevanti non solo nella fase iniziale di diffusione della notizia ma anche in quella di persistenza della stessa volta ad escludere l’antigiuridicità delle successive rievocazioni.

La Corte, inoltre, tende a precisare che il diritto in questione va distinto dal diritto di critica e dalla storia. Il primo consiste nell’espressione di una opinione che non può pretendersi obiettiva e asettica. La seconda ha ad oggetto dei fatti o comportamenti distanti nel tempo e nessuna storia raccontata  può essere del tutto imparziale. Delineato il diritto di cronaca nei termini di cui sopra la Corte effettua un excursus dei suoi precedenti e delinea il contenuto dell’altra posizione giuridica oggetto di bilanciamento ovvero il diritto all’oblio.

Occorre premettere che tale diritto tutela l’interesse del singolo all’anonimato e rileva nel momento in cui non vi sia più un’apprezzabile utilità sociale ad informare il pubblico. Detto ciò i giudici svolgono un approfondimento volto a definire l’operatività di tale diritto in tema di trasposizione on line degli archivi storici delle maggiori testate giornalistiche, di diffamazione a mezzo stampa, di trattamento dei dati personali. Nel primo caso la Corte ricorda che il diritto in esame non può essere considerato solo come diritto alla cancellazione dei dati ma anche come diritto volto alla contestualizzazione, all’aggiornamento della vicenda. Nel secondo caso il diritto del soggetto, a pretendere che vicende passate non siano pubblicate, trova un limite nel diritto di cronaca solo quando sussista un interesse attuale alla loro diffusione.

Nella terza ipotesi la Corte richiama gli articoli 7 e 8 della ‘Carta di Nizza’ secondo cui l’interessato non può richiedere la cancellazione dei dati iscritti in pubblici registri nei casi in cui la conservazione dei dati sia prevista dalla legge. La Cassazione poi pone particolare attenzione verso una pronuncia significativa in tema, ossia l’ordinanza di Cassazione n. 6919/2018 che detta le linee direttrici da seguire nel bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto all’oblio. In tale disamina si ricordano anche i principali precedenti della Corte di Giustizia ( sentenza C-131/2012, Google Spain) e della Corte EDU (sentenza 19/10/2017, Fuschsmann c/o Germania).

Dalle sentenze richiamate si evince che il diritto all’oblio può subire una compressione a favore del diritto di cronaca solo se ricorrono determinati presupposti quali: il contributo della notizia a un dibattito di interesse pubblico; l’interesse effettivo e attuale alla diffusione della notizia; l’elevato grado di notorietà del soggetto rappresentato; le modalità impiegate per dare l’informazione; la preventiva informazione circa la pubblicazione della notizia. Con la precisazione che l’accertamento di tali presupposti deve avvenire, necessariamente, alla luce di una valutazione delle specificità del caso concreto, che costituisce l’imprescindibile punto di partenza del bilanciamento tra interessi contrapposti. Tuttavia, secondo la Corte tale elenco potrebbe ridurre i casi di prevalenza  del diritto all’oblio con conseguente rischio di perdita di efficacia dello stesso.

Conclusioni della Corte

Dopo il richiamo ai precedenti giurisprudenziali, la Corte, dà conto degli interventi normativi che si sono susseguiti e che hanno inciso profondamente sulla materia in esame. È inevitabile dunque il richiamo al Regolamento UE n. n. 2016/769 sulla protezione dei dati personali, da cui è derivata una profonda modifica anche del nostro Codice della privacy (decreto legislativo n. 196/2003), ad opera del decreto legislativo n. 101/2018. Esso dedica al diritto all’oblio l’articolo 17 che individua i motivi in presenza dei quali è possibile chiedere la rimozione dei propri dati personali.

In essi rientrano tali fattispecie:

  • i casi in cui i dati personali non siano più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati (lett. a);
  • l’interessato si opponga al trattamento e non sussista alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento (lett. c);
  • i dati personali siano stati trattati illecitamente (lett. d).

Alla luce della crescente complessità del rapporto tra diritto all’oblio e diritto di cronaca, la Corte, rimettendo gli atti al Primo Presidente, ritiene necessario un intervento delle Sezioni Unite che sia volto a individuare dei criteri inequivocabili di riferimento che consentano di risolvere le problematiche ampiamente esaminate dalla stessa.

Paola Cornacchia /giuricivile
Praticante Avvocato. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” con tesi in diritto amministrativo su “Sicurezza pubblica, gestione del territorio e gioco d’azzardo”.
Avv. Luca Zuppelli (Via Moretto 70 Brescia Tel. 030.3758858)