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L’Aquila: “E dopo venne la grandine” (di Giorgio Castellani *)

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L’Aquila, il racconto della notte del 6 aprile 2009 nell’ospedale San Salvatore

L’AQUILA – Da alcuni giorni i ripetuti movimenti della terra, sebbene sempre più intensi e frequenti, avevano in qualche modo attenuato il senso d’allarme della gente, che era adusa agli sbalzi improvvisi a volta appena percepibili. Gli aquilani si adeguano facilmente. Ma a sera inoltrata il segnale si fece più insistente, la scossa delle ventitré non faceva presagire cose buone, ma c’erano state date rassicurazioni dalle autorità e dagli esperti competenti, mentre  Giampaolo Giuliani con i suoi mezzi empirici aveva affermato, anche senza poter precisare la zona, la possibilità di una scossa importante. E quella notte si scatenò il finimondo: scuotimenti indescrivibili della casa, associati ad un rumore agghiacciante, spinsero tutti a saltare dal letto e a lasciare di corsa la casa. Erano le 3 e 32.
La nostra abitazione, sebbene a due piani, ha uscita dai balconi a raso. Per cui rapidamente fummo fuori. Con me la cara moglie e la figlia, che in quei giorni era in ferie a L’Aquila, lei che lavora a Washington. Parlo di mia figlia Francesca perché, data la velocissima alzata dal letto, ebbe un manifestazione sincopale come si determina per un improvviso stand up, che a volte noi medici evochiamo alla ricerca di diagnosi. Ma si riebbe subito. Dopo alcuni minuti ci riunimmo nel soggiorno, insieme ad alcuni parenti che, nella speranza di stare in una costruzione più solida, si erano rapidamente portati da noi. Una rapida ricognizione dei locali rilevò solo danni limitati e alcune lesioni superficiali, ma il pensiero corse subito all’ospedale.
Che fosse capitato un evento grave era coscienza certa. Alcuni familiari si avviarono a Pineto, dove avevamo un modesto appartamento per le vacanze estive. Telefonate allarmate da Roma e dalla Sicilia, luogo di residenza di altri di famiglia. Intanto pensavo all’ospedale. Scelsi la mia 500, dono di laurea del dicembre 1968, per andare. Fui subito in strada verso l’ospedale civile.
Ero stato nominato da qualche anno direttore del Dipartimento di emergenza del San Salvatore, che comprendeva il Pronto Soccorso, la Rianimazione, l’Utic e il 118. Scelsi il percorso dell’autostrada, prendendo il casello L’Aquila Est, vicino a casa mia. Mi parve la soluzione più rapida, pochi chilometri fino all’uscita dell’Aquila Ovest, ed in ogni caso era quanto facevo tutti i giorni per raggiungere l’ospedale. A ripensarci, credo fosse stata una decisione istintiva, abituale e non riflettuta, per i possibili ostacoli che avrei potuto incontrare, determinati dal terremoto, che mi avrebbero potuto intrappolare. Il percorso, rapido, fu agevole e senza inconvenienti. Solo qualche calcinaccio all’interno di una galleria, non ricordo quale, ma in poco tempo mi ritrovai in uno dei parcheggi dell’ospedale, dove fermai l’auto.
Durante il tragitto solo silenzio. La città, dal viadotto che la lambisce a nord, mi era apparsa illuminata come di consueto, ad uno sguardo non soffermato. Non ancora erano le quattro e mi diressi speditamente al Pronto Soccorso, dove tutti erano in allerta. Ancora non c’erano stati arrivi, ma in lontananza già si cominciavano a sentire le sirene dei mezzi di soccorso. Mi assicurai dal personale che gli ambienti fossero operativi e subito feci una veloce ricognizione  all’Unità coronarica e alla Rianimazione, che si trovano sopra al Pronto Soccorso. Il personale in servizio, vigile ma abbastanza tranquillo come pure i degenti: non vi erano stati grossi danni, qualche frattura agli intonaci e le apparecchiature tutte funzionanti. Fui rassicurato dalla relativa calma del personale e dei pazienti sia in Utic che in Rianimazione: ambienti, per quanto possibile, sufficientemente sereni. Rapidamente giù di nuovo al Pronto Soccorso, dove ancora non erano state realizzate le aperture automatiche all’ingresso per le ambulanze.
Iniziavano ad arrivare i primi mezzi con i primi feriti.
Bisogna dire che da diverso tempo la ASL dell’Aquila ed il consiglio dei sanitari stavano cercando di produrre un documento per l’organizzazione delle emergenze, ma le molte riunioni non erano ancora riuscite a far scaturire un protocollo operativo che potesse essere di riferimento in situazioni drammatiche, portato a conoscenza di tutti e messo in atto alla bisogna. Non si pensava al terremoto, ma a qualsiasi evento di emergenza che potesse accadere. Tutto era rimasto indeciso. Quale componente più anziano del consiglio di direzione avevo fatto notare che assolutamente bisognava prevedere la disponibilità, nell’area del Pronto Soccorso, di locali che potessero essere messi a disposizione dell’accoglienza dei feriti. Un accordo si era registrato con il responsabile della struttura radiologica, sulla necessità di localizzare in quell’area servizi di diagnostica d’urgenza avanzata come poi è stato  realizzato, essendo la struttura radiologica esistente significativamente distante. Un’insistente richiesta fu quella di utilizzare la confinante struttura di dermatologia, che poteva benissimo operare in altri ambienti più lontani dal Pronto Soccorso o perlomeno che potesse essere messa a disposizione rapidamente in caso di emergenza. Poteva essere confermata la presenza del servizio di endoscopia diagnostica, sicuramente utile nelle urgenze. Certamente da diversificare la locazione di altri servizi non sanitari. Il protocollo per le emergenze rimase indefinito, come pure ogni decisioni al riguardo.
Intanto il Pronto Soccorso cominciava ad essere affollato di letti e barelle. Pensando che sicuramente gli ambienti sarebbero stati insufficienti, con atto impulsivo spontaneo, memore di quello che era sempre stato il mio pensiero, decisi che era indispensabile rendere disponibili i locali della vicina dermatologia. Le porte erano chiuse a chiave, ma ebbero scarsa resistenza alla volontà di volerle aperte. Dopo una sommaria raccolta dei calcinacci caduti, tutti gli spazi furono disponibili per le prime cure e per la sosta dei feriti. Grazie anche alla totale dedizione, il personale di ogni qualifica, dagli ausiliari ai medici, senza alcuna convocazione spontaneamente si era presentato in massa. Ognuno per le sue capacità e competenze si pose a disposizione. Fortunatamente le sale operatorie poterono essere  utilizzate, ma la marea dei feriti era infinita e a questi si aggiungeva la massa incontrollata dei familiari e conoscenti che si presentavano per chiedere notizie. Problemi infiniti nella identificazione dei pazienti e per stendere una lista degli arrivati vivi o deceduti.
Rapidissimo l’arrivo della Protezione civile, che permise i collegamenti con gli ospedali della regione grazie alle numerose ambulanze arrivate da ogni località. Marche Lazio Umbria, un concorso di immensa solidarietà. La giornata si presentava con un sole caldo ed una temperatura mite. I reparti venivano svuotati ed i pazienti adagiati nei letti venivano collocati nel cortile dell’ospedale. La giornata temperata lo permetteva. Mentre continuavano  incessanti le scosse, i più gravi venivano trasferiti con le ambulanze, veramente numerose, nei vicini ospedali abruzzesi, laziali e marchigiani. La Protezione civile marchigiana, capofila dei soccorritori, aveva destinato un abilissimo funzionario al Pronto Soccorso, che operandoci a fianco, coordinava i collegamenti e provvedeva al trasferimento dei pazienti ricoverati e dei feriti indirizzando le ambulanze negli ospedali disponibili della regione o di quelle confinanti, in base alle esigenze e alla disponibilità dei posti.
Sicuramente decisiva la disponibilità delle numerose vetture e la praticabilità dell’aeroporto di Preturo, rivelatosi indispensabile, che permise l’atterraggio dei grandi elicotteri ed aerei di notevole capienza per superare le nostre amate montagne. L’ospedale si andava svuotando: prima la Rianimazione, poi la Terapia intensiva coronarica, i reparti chirurgici, mentre le ambulanze con i feriti più critici venivano direttamente indirizzati in altri ospedali. Il Pronto Soccorso continuava ad operare con una calca sempre più intensa, molti alla ricerca di notizie dei propri cari. La Guardia di Finanza aveva messo a disposizione per i degenti gli alloggiamenti degli allievi della Scuola Sottufficiali di Coppito, in parte disponibili, e ospitato tutto il sistema organizzativo della Protezione civile. Bisogna essere sempre grati all’ideatore di quella preziosa localizzazione. In aeroporto continuo il saliscendi dei grandi elicotteri e degli aerei dell’esercito con destinazione Ancona, Roma, Pescara. Per le vittime, sempre più numerose, fu temporaneamente individuato un centro di raccolta negli ambienti e nei corridoi del poliambulatorio. Dicevo che molti letti con i loro ospiti, assistiti dai medici e personale dei reparti di provenienza, furono sistemati in una lunga fila nel cortile interno dell’ospedale, grazie alla giornata primaverile ed al tiepido sole, nell’attesa di destinazione.
Intanto la Protezione civile aveva localizzato e intrapreso la costruzione di un ospedale da campo con pronto soccorso in una locazione attigua, facilmente raggiungibile dai mezzi di soccorso, mentre contemporaneamente cominciavano a sorgere tende per tutte le esigenze.
Tende su tutto il territorio, per poter accogliere coloro che avevano dovuto lasciare la loro casa. La totalità della popolazione doveva essere assistita. Intanto si andava realizzando sollecitamente la corsa all’accoglienza nelle strutture ricettive, soprattutto della costa adriatica, con piena solidarietà. Dicevo che la giornata di sole aveva permesso di mantenere i degenti meno gravi nel cortile dell’ospedale, mentre si preparava la struttura di tenda per  l’accoglienza. Ma con il passare del tempo le condizioni climatiche cominciarono a cambiare.
Nella tarda mattinata il cielo non prometteva più nulla di buono. Nuvoloni neri intensi si cominciavano ad addensare sulla città e sull’ospedale. Nelle ore avanzate del pomeriggio la tensione nel Pronto soccorso cominciava ad allentarsi, ridursi, mentre il rischio di un nubifragio si faceva sempre più incombente, con la scomparsa totale del sole.
L’indisponibilità ancora delle tenda per la degenza poneva il problema dei pazienti nel cortile che aspettavano una sistemazione. Come rimedio la decisione estemporanea di collocare i paziente su quelle ambulanze tutte allineate, in attesa di una chiamata sempre meno probabile. Erano numerose, oltre cinquanta. E’ su di esse che trovarono ospitalità tutti i malati in attesa. Le nubi si addensavano sempre più scure e minacciose. L’ultimo paziente era stato
appena collocato con sollievo, quando una violenta grandinata con chicchi grossi come sassi imbiancò in pochi minuti o per qualche centimetro di spessore tutto il cortile. Per fortuna che i pazienti erano stati tutti protetti dall’improvviso nubifragio e poterono attendere con qualche serenità il trasloco nella tenda ospedale, che intanto si andava completando nel montaggio all’angolo sud dell’ospedale.
Nella tarda serata l’arrivo delle ambulanze e dei mezzi di soccorso si era fatto più rado. Non si sentivano più sirene, quelle poche procedevano lentamente e in silenzio si accostavano al cortile antistante i poliambulatori per depositare il loro triste carico. Scendeva buia la notte. A notte inoltrata il Pronto Soccorso non riceveva più pazienti, quelli più complessi, estratti con fatica dalle macerie, venivano destinati dalla Protezione civile direttamente negli ospedali  disponibili in Abruzzo e fuori la regione. Era stata intanto completata la tenda per la degenza e le ambulanze cominciavano a svuotare il loro carico nel nuovo ambiente. Qualche ferito veniva accolto direttamente dalla struttura d’urgenza che la Protezione civile aveva attivato, con propri medici e personale, in misura del tutto soddisfacente. Il Pronto Soccorso si era svuotato, soltanto richiedenti notizie.
Tutti gli operatori, stanchi per aver lavorato incessantemente l’intera giornata, sostituiti da colleghi, tornavano a casa. Rimanevano a disposizione della Protezione civile consulenti, specialisti e personale necessario. A notte inoltrata la struttura ospedaliera s’era completamente svuotata. Prima di lasciare il Dipartimento dell’emergenza sentii il bisogno di fare il percorso dei poliambulatori, dove corpi grandi e piccoli erano allineati, alcuni coperti, altri così come erano stati estratti dalle macerie. Tanti, ma proprio tanti. Tanti e soli. E sopravvenne la crisi emotiva, al pensiero di quante famiglie quella notte non avrebbero rivisto i loro cari, dopo tanta forza d’animo che mi aveva sostenuto per tutta la giornata. Ecco la mia piccola Cinquecento bianca, regalo di laurea di oltre quarant’anni fa. Minuscola e sola, nel  grande parcheggio ormai deserto. Aveva i sedili colmi di grandine, caduta nel pomeriggio e non ancora disciolta. I vetri dei finestrini dalla notte erano rimasti abbassati.

*Dr Giorgio Castellani – Medico cardiologo, nel 2009 direttore del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale San Salvatore

COLLEGATE:

Napoli-Genoa, fischietto affidato a Pasqua, Aureliano al Var: le designazioni delle gare di Serie A

Napoli-Genoa, fischietto affidato a Pasqua, Aureliano al Var: le designazioni delle gare di Serie A

L’Associazione Italiana Arbitri – Serie A ha reso noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la dodicesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2018/19 in programma domenica 7 aprile alle ore 15.00.
Fischietto di Napoli-Genoa affidato a Fabrizio Pasqua, al Var c’è Aureliano.

Napoli-Genoa Domenica 7/04 ore 20:30

ARBITRO: PASQUA
GUARDALINEE: BOTTEGONI – BRESMES
IV UOMO: RAPUANO
VAR: AURELIANO
AVAR: FIORITO

Le altre gare:

BOLOGNA – CHIEVO Lunedì 08/04 h.20.30
PAIRETTO
SCHENONE – VALERIANI
IV: GHERSINI
VAR: MARIANI
AVAR: DI VUOLO

CAGLIARI – SPAL
BANTI
BINDONI – PAGANESSI
IV: PEZZUTO
VAR: DI BELLO
AVAR: COSTANZO

FIORENTINA – FROSINONE h. 12.30
CHIFFI
CARBONE – ROSSI L.
IV: PRONTERA
VAR: NASCA
AVAR: TASSO

INTER – ATALANTA h. 18.00
IRRATI
LO CICERO – MARRAZZO
IV: MARESCA
VAR: ROCCHI
AVAR: DI LIBERATORE

JUVENTUS – MILAN Sabato 06/04 h.18.00
FABBRI
RANGHETTI – DEL GIOVANE
IV: LA PENNA
VAR: CALVARESE
AVAR: TOLFO

LAZIO – SASSUOLO h. 18.00
ABISSO
PRETI – MONDIN
IV: SACCHI
VAR: MANGANIELLO
AVAR: LONGO

PARMA – TORINO Sabato 06/04 h.15.00
DOVERI
POSADO – DI IORIO
IV: MARINELLI
VAR: GIACOMELLI
AVAR: VUOTO

SAMPDORIA – ROMA Sabato 06/04 h.20.30
MAZZOLENI
VIVENZI – CECCONI
IV: VOLPI
VAR: GUIDA
AVAR: TONOLINI

UDINESE – EMPOLI
ORSATO
PERETTI – TEGONI
IV: ROS
VAR: MASSA
AVAR: ALASSIO

Verdi: “Contro l’Empoli abbiamo sbagliato approccio, ma le sconfitte aiutano: contro l’Arsenal daremo l’anima! Ruiz…”

Verdi: “Contro l’Empoli abbiamo sbagliato approccio, ma le sconfitte aiutano: contro l’Arsenal daremo l’anima! Ruiz…”

L’attaccante del Napoli, Simone Verdi, è intervenuto in diretta ai microfoni di Radio Kiss Kiss.
Queste le sue parole:

A Roma abbiamo visto il vero Verdi, quello di Bologna? “Anche a Torino ho fatto una buona partita e ho segnato, ma non ero ancora ai livelli di Bologna. A Roma pur non avendo una condizione fisica al top ho fatto una buona partita. La prestazione migliore da quando sono qui, anche se ho riposato qualche minuto”.

A Roma tutti gli attaccanti hanno segnato: “L’approccio alla gara è stato incredibile. Arek ha fatto un grande gol su mio assist. Il primo tempo potevamo chiudere andando avanti 2-3 gol,ma abbiamo sprecato tanto.
Soprattutto io sulla palla di Mertens. Andare a riposo 1-1 avrebbe potuto farci male perchè magari avrebbe potuto dare loro coraggio, invece noi abbiamo fatto un gran secondo tempo”.

Ad Empoli invece quell’approccio è mancato: “L’Empoli è una squadra preparata. Abbiamo sbagliato l’approccio mentale ed è arrivata una sconfitta meritata. Non dovrebbe succedere. Per noi vincere è importante in vista della gara di giovedì. Ci giochiamo tanto in questa stagione. Domenica sarà importante rimediare e rifarci avanti al nostro pubblico. Le sconfitte a volte aiutano. Nelle prossime partite ci sarà un approccio diverso”.

Fabian Ruiz? “Incredibile, è un fuoriclasse”

Far parte di una squadra come il Napoli aiuta? “Aiuta sempre stare in una squadra del genere”.

Contro l’Arsenal darete l’anima? “Certo! Parliamo di una squadra forte e che storicamente gioca un grande calcio. Sono abituati a queste partite da sempre. Noi però siamo un gruppo abituato a giocare insieme da tanti anni, abbiamo capito perfettamente cosa chiede il mister. Ancelotti ci aiuterà tanto con la sua esperienza per partite simili.
Ci sarà una gara di ritorno, non dobbiamo dimenticarcene. Daremo tutto per passare il turno”.

Com’è lavorare con Ancelotti? “E’ stimolante, è un allenatore che ti arrichisce sotto tutti i punti di vista. Un allenatore di un’altra pasta, con tutto il rispetto per gli altri. Riesce a darti tutto. Speriamo di riuscire a vincere qui con lui, il suo palmares parla da solo: ha vinto ovunque”.

La maglia numero 9?  “Non mi pesa, sono cose a cui non pensi quando vai in campo. Poi però certo che la storia parla chiaro su chi ha vestito questa maglia al Napoli. Quest’anno non ho onorato al meglio il numero nove, spero già di rifarmi a breve”.

Futuro in azzurro? “Azzurro Napoli sicuro, ho un contratto di cinque anni e voglio onorare il contratto, ho tutta la voglia di restare e dimostrare il mio valore. I giornali parlano tanto, io non ho mai avuto l’idea di andare via, anzi! Per arrivare in Nazionale devo prima fare un grande lavoro a Napoli, se dimostrerò quanto valgo allora potrei avere l’occasione di andare in Nazionale con tanta gioia. Ci sono tanti giocatori forti in attacco, soprattuto Kean in questo periodo. Sicuramente punterò ad arrivare ad Euro2020″.

Com’è l’impatto con la città? “Io e la mia compagna siamo una coppia molto semplice, non ci piace chiuderci in casa. Ci piace vedere i posti belli di Napoli. Stiamo scoprendo Napoli. C’è un calore attorno alla squadra che non ho mai visto da nessuna parte. Quando i tifosi ti riconoscono è incredibile. Napoli mi aiuta a crescere.. Sono un ragazzo molto semplice e penso che i calciatori dovrebbero dare sempre l’esempio”.

 

Castellammare, le richieste dei bimbi della scuola Panzini a Cimmino: “Signor sindaco…”

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Castellammare, le richieste dei bimbi della scuola Panzini a Cimmino: “Signor sindaco…”

Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, questa mattina è stato ospite dell’istituto Panzini di via Quisisana. Sui suoi account social, il primo cittadino stabiese ha condiviso un video dell’incontro, con le interessanti richieste dei bimbi che nell’occasione non si sono risparmiati: “Signor sindaco, aggiusti la fontana di San Giacomo, l’acqua era buonissima. E riaprite le Terme. E poi i parcheggi: mio padre non sa mai dove mettere la macchina di sera“.

“Un momento meraviglioso: i piccoli hanno le idee chiare e devono spronarci a fare sempre di più affinché Castellammare torni bella com’era una volta.” ha commentato Cimmino.

Gragnano, la GdF scopre evasione fiscale da 26 milioni di euro: al via il sequestro dei beni

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Gragnano, la GdF scopre evasione fiscale da 26 milioni di euro: sequestrati 5 conti correnti, 14 immobili, un terreno e 2 quote di partecipazione in società, recuperati circa 1 milione e 500 mila euro

Evasione da record a Gragnano, in provincia di Napoli: secondo quanto emerso dalle indagini degli uomini della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, una società di commercio all’ingrosso di carbone avrebbe evaso le tasse per oltre 26 milioni di euro. Per diverse annualità, infatti, al titolare dell’azienda sarebbe bastato non presentare la dichiarazione dei redditi.

Su richiesta della locale Procura della Repubblica, il Gip del Tribunale oplontino ha pertanto disposto un sequestro preventivo di beni nei confronti della società e del suo rappresentante legale: le indagini avrebbero permesso l’individuazione di 5 diversi conti correnti, 14 immobili e un terreno e 2 quote di partecipazione in società per un valore complessivo di circa un milione e 500mila euro. Grazie a questa omessa dichiarazione dei redditi l’azienda ha avuto l’opportunità di applicare prezzi molto vantaggiosi e concorrenziali, permettendole di acquisire una posizione egemone nel settore commerciale di riferimento e di danneggiare così i competitor della zona.

Le operazioni della Guardia di Finanza a tutela della sicurezza economico-finanziaria dei cittadini e di contrasto all’evasione fiscale continueranno anche nei prossimi giorni.

 

Scuola Mary Poppins di Roma presa di mira, stanotte nuova violazione, la quinta

Scuola materna Mary Poppins, i ladri si introducono nonostante l’allarme. Scuola nuovamente chiusa, genitori al culmine della pazienza

 di Maria D’Auria

Roma- Ci risiamo. A distanza di due giorni, i delinquenti tornano nella scuola comunale dell’infanzia Mary Poppins di via Cesare Massini.

Dopo le denunce dei genitori del 3 aprile, era stato finalmente e repentinamente ripristinato l’allarme, ma questo non ha fermato i malviventi che stanotte hanno forzato il sistema introducendosi per la quinta volta nei locali scolastici.

(Leggi articolo: Furti reiterati alla scuola dell’infanzia di Colli Aniene. La rabbia dei genitori)

L’allarme ha suonato alle 22.53, il suono assordante ha richiamato l’attenzione degli abitanti dei palazzi adiacenti la scuola, hanno visto i due ladri forzare la recinzione ed hanno allertato i carabinieri. Ma al loro arrivo non c’era più nessuno e, senza telecamere, non hanno potuto fare molto per individuare i responsabili.

Dopo aver fatto razzia di tutto nelle precedenti irruzioni (soldi, apparecchiature fotografiche, documenti, materiale scolastico…), ci si chiede, a questo punto, cosa si cerchi in quella scuola e perché sia stata presa di mira.

Uno spregio? Una provocazione? Un dispetto? E a chi?

Stamattina, le Forze dell’Ordine hanno proceduto con le prassi di routine. La chiusura della scuola, in questi casi, è il passaggio obbligato dopo l’intrusione di sconosciuti, per effettuare un’adeguata bonifica dei locali. Un passaggio che lascia moltissime famiglia in difficoltà, circa cento. Infatti, alla rabbia si aggiunge la disperazione dei genitori che, appresa la notizia stamattina, di colpo, hanno dovuto, ancora una volta, riorganizzare la giornata tra lavoro e bambini da accudire.

Chi risarcisce tutti i giorni di ferie che i genitori stanno prendendo sui posti di lavoro? Chi si sta mettendo nei panni delle famiglie che magari non hanno nessuno a cui lasciare i figli?”. Su facebook il comprensibile sfogo dei genitori che, nei giorni precedenti, avevano segnalato tramite PEC l’urgenza di un intervento delle istituzioni. Ma ad oggi, i responsabili del IV Municipio, persistono, noncuranti e indifferenti, nel loro esecrabile silenzio.Solo la Polizia e i Carabinieri stanno continuando a venire, fanno i sopralluoghi e ci fanno sentire la loro vicinanza”, afferma un genitore deluso dall’indifferenza degli organi competenti. “Ma gli Uffici competenti del Comune di Roma… dove siete? Tirate fuori i sodi e mettete in sicurezza la nostra scuola! È vergognoso che nessuno faccia niente!”.

Se la scuola è come una seconda casa per i bambini, questa “casa” è stata profanata, violata e offesa troppe volte, violando così anche il diritto di circa 100 bambini che lì trovano sicurezza, calore, accoglienza, sorrisi, e dove ogni giorno imparano cose nuove.

Impossibile anche per gli insegnanti continuare a lavorare in queste condizioni. La scuola necessitava, e necessita tuttora, dell’installazione di un circuito di videosorveglianza diretto ad individuare i responsabili di questi reati, un’illuminazione esterna; il rifacimento di una rete esterna che oggi si presenta,  quasi irrisoria, con aperture varie dalle quali può introdursi chiunque; la messa in sicurezza di quel cancello fatiscente al quale basta una spinta per aprirlo. Finché le istituzioni resteranno sorde a tali richieste, ignorando non solo la necessità di proteggere la scuola da “attacchi” esterni, ma anche le esigenze di intere famiglie, i ladri potranno continuare, indisturbati, ad introdursi e a saccheggiare il bene comune.

Juve Stabia, l’iniziativa: col Trapani al Menti tutti vestiti di gialloblu!

Tra poco più di 48 ore Juve Stabia e Trapani si sfideranno in quello che, numeri alla mano, è il match più importante dell’intera stagione del girone C di Lega Pro. Un campionato che ha visto, per la prima parte, le Vespe viaggiare a ritmi indemoniati, mentre, nelle ultime settimane, i siciliani si sono rifatti sotto, avvicinando la squadra di Caserta.

A Castellammare la febbre gialloblè è altissima. I biglietti per la sfida di domenica sono stati polverizzati in poco più di 24 ore; molti stabiesi, rimasti senza biglietti, sui social lanciano appelli “prenotandosi” addirittura nel caso in cui qualche fortunato che abbia un ticket, domenica non possa recarsi allo stadio.

Proprio tramite i social è nata e si sta diffondendo la proposta di molti supporter della Juve Stabia: al Menti, per la gara col Trapani, indossando indumenti gialloblu. L’obiettivo è chiaro, rendere l’atmosfera quanto più infuocata possibile, quasi traumatizzante per la concentrazione del Trapani ed invece galvanizzante per la squadra di Caserta. Per riuscire nell’intento diventa fondamentale anche il fattore cromatico: creare un autentico “muro” gialloble che incroci in qualsiasi direzione la vista dei calciatori trapanesi.

L’invito quindi che i tifosi vicendevolmente si scambiano è di recarsi al Menti indossando i colori della Juve Stabia: che siano indumenti ufficiali come la casacca di gioco, la felpa sociale, il giubbotto delle Vespe o semplici felpe, maglie o cappelli, la speranza è vedere il giallo ed il blu in ogni angolo di ogni settore dello stadio Menti.

Ognuno, in campo e fuori, pronto a fare la sua parte: insieme verso un unico obiettivo.

Daidone: “Stabia in calo. Il Trapani verrà a giocarsela ma non è decisiva”

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma a cura della nostra redazione, in onda sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%”, abbiamo sentito il collega di Magazine Pragma Baldo Daidone. Ecco le sue parole su Juve Stabia- Trapani:

“La sfida di domenica sarà quasi decisiva. Se il Trapani vince è ottimo ma il campionato non è finito, idem se vincono le vespe. Sicuramente è una sfida molto molto importante. Non mi aspettavo un calo della Juve Stabia ma ci può stare. Il Trapani è in condizione e ne può approfittare, anche se in trasferta balbetta un po’. In casa è molto più cinico, tant’è che in casa le ha vinte quasi tutte.

Infortunati? Scrugli, uscito per infortunio con la Viterbese, dovrebbe saltare la sfida di Castellammare al pari di Garufo e Pagliarulo. Soprattutto quella di quest’ultimo è un’assenza importante, anche se con la Viterbese non si è sentita. Ramos, Golfo e Canino sono i lungodegenti della rosa trapanese. Tornerà, però, lo squalificato Scognamillo.

Tifosi? Aspetto novità sulla trasferta, ma mi aspetto una massiccia presenza di tifosi del Trapani in quel di Castellammare.

Formazione? Italiano dovrebbe schierare i suoi con il solito 4-3-3 formato da Dini in porta, Costa Ferreira, Taugordeau, Scognamillo e Lomolino in difesa, centrocampo confermato con Corapi insieme a Toscano e Aloi. In attacco Ferretti, Evacuo e uno tra Nzola, Tulli e Fedato. La rosa del Trapani è molto ampia e permette varie opzioni.

Coppa Italia? Il Trapani tiene alla Coppa ma, ovviamente, la precedenza è dedicata al campionato. Per questo motivo c’è stato turn over nel match d’andata e ci sarà turn over nel match di ritorno.

Nuova proprietà? All’inizio c’era un po’ di preoccupazione in merito. C’è ancora qualche dubbio ma stanno arrivando certezze. Sulla nota della Lega Pro c’è poco da dire. Vedremo cosa succederà a giugno”

Scattano le indagini sulla morte di due operai di Ercolano e Torre del Greco

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Primi due indagati della ditta di Casoria per cui lavoravano gli operai

Primi due iscritti nel registro degli indagati della Procura di Milano sull’incidente sul lavoro che ieri ha causato due morti. I fatti sono accaduti  a Pieve Emanuele, nel Milanese, dove due operai Salvatore Borriello, 47enne di Torre del Greco e Salvatore Palumbo, 55enne di Ercolano, hanno perso la vita, mentre lavoravano in un cantiere vicino alla ferrovia, schiacciati da una lastra.

Nel registro degli indagati sono stati inseriti due personalità pare responsabili della Cefi, ditta di Casoria (Napoli) che aveva avuto l’appalto da Rfi per costruire una barriera che isolasse i binari e che salvaguardasse i lavoratori.

Le indagini, tenuta dalla squadra di polizia giudiziaria e dalla Polfer, potrebbero portare, a breve, ad altre iscrizioni nel registro degli indagati.

Castellammare, FdI: “Reddito di cittadinanza non sulla nostra pelle”

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Firme per la proposta di legge sulla valutazione dell’impatto generazionale

Sabato 6 Aprile dalle 10.00 alle 13.00 in Villa Comunale (zona Cassa Armonica) a Castellammare di Stabia ci sarà un gazebo organizzato da Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale per la raccolta firme riguardo alla proposta di legge di Fratelli d’Italia finalizzata all’introduzione di un calcolo obbligatorio sull’impatto generazionale al quale sottoporre ogni legge e/o provvedimento.

Vogliamo mettere un freno a governi che tengono conto solo ed esclusivamente  della propria propaganda politica sfruttando risorse economiche che, in pratica, costituiranno un oneroso fardello sulle spalle delle generazioni future. Oggi noi giovani paghiamo lo scotto di vecchie politiche economiche caratterizzate da grandi sprechi e non vogliamo che ciò si ripeta all’infinito!

Proprio il reddito di cittadinanza , citato come esempio più attuale di questo malgoverno, oltre ad essere un provvedimento che non crea lavoro, non crea ricchezza e non risulta essere un investimento fruttuoso; risulta, altresì, uno di quei tanti provvedimenti che spreca inutilmente risorse pubbliche ai danni delle generazioni future che ne pagheranno le conseguenze.

 

Torre Annunziata, arrestato spacciatore: preso anche il notes con i nomi e le cifre dei clienti

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Torre Annunziata, arrestato spacciatore: preso anche il notes con i nomi e le cifre dei clienti

Gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata  hanno arrestato N. Nasto, 46 anni, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I poliziotti, dopo vari appostamenti all’esterno del parco Apeca, noto luogo di spaccio dove si radunano giovani consumatori, hanno notato Nasto che cercava di sfuggire ai controlli.

Durante la perquisizione della sua abitazione, nascosti all’interno di un borsello, sono stati trovati 14 involucri di canapa indiana, di circa 24 grammi, un bilancino di precisione, un notes con nomi e cifre e una pistola giocattolo priva di tappo rosso. Nasto è stato arrestato in attesa del rito per direttissima.

CALENZANO (FI) Incidente stradale sulla A1. Morto il camionista (VIDEO)

I Vigili del fuoco sono intervenuti, alle 2:30 di questa mattina, per un incidente stradale sulla A1, in direzione Sud al km 279, dove un autocarro è uscito dalla carreggiata, precipitando dal cavalcavia per poi incendiarsi. Rinvenuto il corpo senza vita dell’autista.

Come riportato anche dall’Agenzia Ansa, un camionista è morto nella notte dopo che il suo tir è uscito fuori strada lungo l’A1 nel tratto tra Calenzano e Firenze Nord, prendendo poi fuoco dopo essersi ribaltato. L’incidente è avvenuto intorno alle 2.30. Secondo una prima ricostruzione della polstrada, l’autista, un 50enne residente nel Napoletano, è rimasto incastrato ed è probabile che il decesso sia avvenuto già dopo il forte impatto contro la barriera centrale ‘new jersey’ e il conseguente rovesciamento del mezzo in un terrapieno dopo aver sfondato il guardrail dalla parte opposta.

In seguito all’incidente, avvenuto in un tratto rettilineo, l’A1 è stata chiusa in sud, con uscite obbligatorie, per circa un’ora, poi è stata riaperta la sola corsia di sorpasso. Poco dopo le 8, quando erano ancora segnalati 3 km di coda in diminuzione, il traffico scorreva su tutte corsie disponibili.

L’intervento dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme si è protratto fino dopo le 6.30.

ATTUALITÀ

I Vigili del fuoco sono intervenuti, alle 2:30 di questa mattina, per un incidente stradale sulla A1, in direzione Sud al km 279, dove un autocarro è uscito dalla carreggiata, precipitando dal cavalcavia per poi incendiarsi. Rinvenuto il corpo senza vita dell’autista.

Un camionista è morto nella notte dopo che il suo tir è uscito fuori strada lungo l’A1 nel tratto tra Calenzano e Firenze Nord, prendendo poi fuoco dopo essersi ribaltato. L’incidente è avvenuto intorno alle 2.30. Secondo una prima ricostruzione della polstrada, l’autista, un 50enne residente nel Napoletano, è rimasto incastrato ed è probabile che il decesso sia avvenuto già dopo il forte impatto contro la barriera centrale ‘new jersey’ e il conseguente rovesciamento del mezzo in un terrapieno dopo aver sfondato il guardrail dalla parte opposta.

In seguito all’incidente, avvenuto in un tratto rettilineo, l’A1 è stata chiusa in sud, con uscite obbligatorie, per circa un’ora, poi è stata riaperta la sola corsia di sorpasso. Poco dopo le 8, quando erano ancora segnalati 3 km di coda in diminuzione, il traffico scorreva su tutte corsie disponibili.

L’intervento dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme si è protratto fino dopo le 6.30.

 

Stupro a Meta, per la tossicologa non si può datare l’assunzione di droga

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Stupro a Meta, per la tossicologa non si può datare l’assunzione di droga

Meta di Sorrento, continuano le indagini sul presunto stupro avvenuto,  tra il 6 e il 7 ottobre 2016, all’interno dell’Hotel Alimuri e che ha visto come vittima una turista britannica di 50 anni. «Non è certo che le benzodiazepine siano state somministrate o assunte dalla vittima in un dato momento e secondo determinate modalità», questo ha affermato davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata, la tossicologa  forense Maria Pieri.

Dall’esame condotto da Borriello, docente di Medicina Legale presso l’università Vanvitelli di Napoli, incaricata dalla Procura di Napoli, sui capelli della vittima, emerge la presenza di tre sostanze: flunitrazepam, oxazepam e zolpidem, probabilmente sciolte nella bevanda che fu appositamente servita alla turista. Ora la positività a queste sostanze può inserirsi in un arco temporale che va dall’inizio di settembre a dicembre 2016 ma, secondo la Pieri, «non è possibile stabilire la data certa dell’assunzione né se quest’ultima sia avvenuta in una sola circostanza o a più riprese».

Il periodo è compatibile con quello in cui si sarebbe verificata la violenza, ma non sarebbe possibile, tuttavia, garantire che la somministrazione sia avvenuta proprio in quella drammatica notte. Per la difesa è, ovviamente, un punto a favore. (Il mattino)

Denunciarono i loro estorsori, commercianti bengalesi li fanno condannare

Tre anni fa a Palermo, un gruppo di negozianti bengalesi, stanchi di soprusi e vessazioni oltre alla richiesta del “pizzo”, denunciò gli estorsori.

Condannati gli estorsori dei commercianti di via Maqueda e di Ballarò. Il Collegio della terza sezione del Tribunale di Palermo, ha inflitto complessivamente 60 anni di reclusione ad otto dei nove imputati di estorsione continuata e, seppure i condannati non facessero parte della famiglia mafiosa del quartiere, hanno commesso i reati con modalità mafiose, sicché i Giudici hanno inflitto anche l’aggravate dal metodo mafioso oltre alla discriminazione razziale. C’è stata una sola assoluzione.

Condannati i fratelli Giuseppe Rubino, a 13 anni, Emanuele, a 13 anni e 9 mesi, Santo, a 8 anni, Giacomo, a 3 anni. A Giovanni Castronovo sono stati inflitti 7 anni, a Emanuele Campo, 6 anni e 6 mesi, 5 anni ad Alfredo Caruso, 4 e mezzo a Carlo Fortuna. L’unico assolto è Vincenzo Centineo. Per il Collegio il clan dei Rubino avrebbe dettato legge nella zona del centro storico fino a quando non ci fu una ribellione di massa dei commercianti accompagnati dalla Federazione delle associazioni antiracket, Sos Impresa e Addiopizzo.

Le indagini della squadra mobile, coordinate dai Sostituti procuratori Ennio Petrigni e Sergio Demontis, presero il via nell’aprile 2016 dopo la denuncia dei dieci commercianti che trovarono il coraggio di denunciare i soprusi e le vessazioni che subivano nel rione da parte dei nuovi boss del pizzo.

Tre anni fa, alcuni di questi commercianti bengalesi hanno contattato Addiopizzo poiché angariati da un gruppo criminale con richieste di denaro, nonché minacce, rapine, furti e aggressioni che erano ormai all’ordine del giorno. La paura era pressante ed erano costretti a lavorare barricati all’interno delle loro attività e a chiuderle già nel primo pomeriggio in quanto all’imbrunire in via Maqueda il clima era da coprifuoco.

E mentre cresceva la violenza dell’intimidazione, è partito un percorso di denuncia, che a distanza di tre anni ha portato a una sentenza senza precedenti. Raccontarono che il gruppo di esattori faceva capo alla famiglia Rubino, un clan di giovanissimi che seminava il terrore fra gli immigrati.

Come è emerso durante le indagini, chiunque volesse lavorare nel quartiere doveva sottostare alle “regole” del racket. A tappeto i bengalesi, che nel centro storico gestiscono negozi di alimentari, piccole botteghe e agenzie di viaggio, erano costretti a pagare gli estortori. “Questi me li dai per i carcerati e se fai denuncia ti ammazzo“, una delle minacce che Alfredo caruso rivolgeva solitamente alle vittime.

Le parti civili erano le 10 vittime che hanno ottenuto 5 mila euro ciascuna a titolo di risarcimento provvisionale, le associazioni Centro Pio La Torre (assistita dagli avvocati Francesco Cutraro ed Ettore Barcellona), Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, il Comune di Palermo, la Federazione delle associazioni antiracket, Sos Impresa che hanno ottenuto mille euro di provvisionale mentre ad Addiopizzo, che ha supportato le vittime nelle denunce, il giudice ha riconosciuto 5 mila euro di provvisionale.

“Termina oggi un processo delicato, anche con momenti di tensione, che ha fatto luce su una serie di gravi reati ai danni dei commercianti di via Maqueda, di origine straniera che, dopo avere denunciato con l’assistenza di Addiopizzo, hanno testimoniato con determinazione in udienza – commentano i legali dell’associazione Salvatore Caradonna Serena Romano e Maurizio Gemelli – Abbiamo assistito, sia in fase di indagine, che durante il processo, ad un grande esempio di resistenza civile, ancora più valoroso poiché proveniente da cittadini di origine straniera”.

Durante il processo cinque delle dieci vittime del racket hanno trovato il coraggio di raccontare davanti ai loro aguzzini le vessazioni e le violenze subite, tanto più che alcuni imputati arrestati dopo le denunce degli extracomunitari erano stati scarcerati dal Tribunale del Riesame e vivono nel loro stesso quartiere di Ballarò.

L’opinione.

Se vogliamo ricostruire un’Italia moderna e anche un’Europa, oltre alla lotta senza quartiere alla corruzione, non ci deve essere nessuna pietà per la criminalità, ovviamente nel rispetto delle leggi civili. Ma queste siano anche divulgate nella società e specialmente studiate nella scuola dell’obbligo come materia fondamentale. Ma prima le norme devono essere anche chiare, serie, comprensibili, di non troppa interpretazione, efficaci e severissime, per tutti, nessuno indenne. Tutto il resto, in un paese civile, democratico e repubblicano, sono rispettabilissimi sostegni per la lotta alla corruzione, criminalità e strutture alla convivenza umana e ambientale.

Adduso Sebastiano

Torre del Greco, paura al porto: barca affonda in disarmo

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Rischio ambientale

Torre del Greco, ieri sera al molo di Levante, un’imbarcazione di pescatori, in disuso da tempo e dal nome “Cerasella” ha incominciato ad affondare richiamando l’attenzione di molti curiosi, compresi i pescatori che hanno cercato di intervenire per “salvarla” rischiando anche di farsi male. Per fortuna a bordo della barca non vi era nessuno, quindi sembrerebbe non essere stati registrati feriti. I militari della Capitaneria di Porto, alla guida del comandante Marco Patrick Mincio,  coadiuvati dai vigili del fuoco del distaccamento di Torre del Greco, sono prontamente intervenuti sul posto per evitare che l’imbarcazione affondasse, ma questa è stata sommersa per metà, di conseguenza è stata fissata agli ormeggi per evitare sversamenti di carburante e danno ambientale.

sulla vicenda i militari stanno investigando, per capire le cause dell’incidente; intanto hanno affidati ai proprietari di rimuovere l’imbarcazione per evitare inquinamento. Inoltre, a seguito della vicenda, la guardia costiera ha già emesso apposita ordinanza finalizzata alla sicurezza della navigazione nelle acquee portuali.  Sul posto anche gli agenti della polizia Municipale. (IL Mattino)

Gazzetta – Ancelotti: “Cancelliamo più in fretta possibile questa sconfitta”

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Gazzetta – Ancelotti: “Cancelliamo più in fretta possibile questa sconfitta”

Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport lo stato d’animo in casa Napoli dopo la pessima prestazione offerta contro l’Empoli, non è dei migliori. Lo stesso  Carlo Ancelotti ha concesso un giorno di riposo alla squadra in vista del match contro l’Arsenal. Sulla Gazzetta si legge:

“Un giorno per resettare. Carlo Ancelotti ha concesso una giornata di riposo ai suoi, perché mercoledì sera – pur deluso dalla scadente prestazione – il nostro aveva già chiaro come impostare il lavoro nei sette giorni che portano a Londra e alla sfida con l’Arsenal. «Cancelliamo più in fretta possibile questa sconfitta». Quella di Empoli dunque è da catalogare alla voce «incidenti di percorso». Anche perché se a una settimana dalla gara che può valere la stagione – sperando ovviamente che conti di più il ritorno del giovedì santo al San Paolo – ti fai troppe domande, rischi di affollare il cervello di pensieri inutili e perdere lucidità”

Campania, boom di richieste di 41 bis e carceri sovraffollate: “Occorre costruire nuove strutture detentive”

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Campania, boom di richieste di 41 bis e carceri sovraffollate: “Occorre costruire nuove strutture detentive”

Le richieste di 41 bis sono risultate, nel tempo, in aumento rispetto a un numero di posti che è saturo, al punto che si può parlare di una sorta di ‘lista di attesa’. Potremmo realizzare nuovi padiglioni, ma dobbiamo pensare anche a evitare automatismi nelle proroghe del 41 bis”. A lanciare l’allarme sul sovraffollamento delle carceri della Campania è il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini.
Attualmente, in Italia,  i detenuti in regime del 41 bis sono 752,  263 dei quali riferibili alla Camorra. Da tempo nelle strutture detentive si registrano problemi causati dal sovrannumero, ma ora ad essere a rischio è anche la certezza della pena in quanto alcuni soggetti potrebbero essere rilasciati prima del tempo per fare “spazio”.

Le dichiarazioni del capo del Dap Basentini circa l’aumento di richieste di 41 bis lasciano intendere l’urgenza di costruire nuove carceri o di ampliare le strutture esistenti”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli commentando le dichiarazioni del capo del Dap in occasione della cerimonia per il ventennale del Gom, il Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria. “Il sovraffollamento carcerario non deve essere una scusante per scarcerare camorristi e delinquenti. I detenuti al 41 bis, attualmente, sono 752. Un numero altissimo che rappresenta pienamente l’alta percentuale di pericolosi criminali nelle nostre case circondariali. Per questa ragione occorre dotarsi di nuove carceri che permettano di detenere i condannati. Bisogna modificare l’ordinamento per far sì che le pene siano interamente scontate per evitare che soggetti gravati da condanne siano scarcerati con eccessiva facilità”.

San Giorgio, rilasciato anche il terzo presunto stupratore della Circum: le motivazioni del giudice

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San Giorgio, rilasciato anche il terzo presunto stupratore della Circum: le motivazioni del giudice

I giudici del Riesame di Napoli hanno annullato la misura cautelare degli arresti in carcere anche per l’ultimo dei tre presunti stupratori della 24enne di Portici. Secondo i magistrati, infatti, la giovane che aveva denunciato di aver subito una violenza sessuale nella Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano avrebbe mentito su diverse circostanze. In primis, la giovane avrebbe mentito circa una patologia di cui soffrirebbe: un gravissimo disturbo della personalità, istrionica e bipolare, che la colloca tra i “bugiardi patologici” e i mitomani. Risulterebbe infatti in cura presso il Dipartimento di salute mentale dell’Asl Napoli.
Una circostanza che ha spinto i giudici a ritenerla inattendibile poichè le indagini sin ora compiute non avrebbero rilevato nessun elemento che confermi la versione della 24enne.
Nella decisione dei giudici del Riesame si sottolineano pertanto gli elementi acquisiti tramite “le immagini dei sistemi di videosorveglianza dove si coglie una connotata ed esteriore tranquillità“.
Una volta fuori dell’ascensore, “due indagati escono insieme alla ragazza perfettamente ricomposta nel vestiario, con il cellulare in mano e la borsa a tracolla in condizioni di apparente tranquillità

Nei video inoltre si vedrebbe la ragazza abbracciare per lungo tempo uno degli indagati, consumare uno spinello insieme a lui e l’ingresso nell’ascensore.

Aggiornamento *L’avvocato difensore della ragazza avrebbe riferito che i disturbi per i quali la 24enne sarebbe in cura sarebbero di natura alimentare.

 

Juve Stabia-Trapani: precedenti a favore dei siciliani

Le vespe non battono in casa il Trapani da oltre trent’anni

L’ultima vittoria ai gialloblù la regalò l’attaccante stabiese ma siciliano di nascita Giovanni Brugaletta

Stabia e Drepanum, si sono affrontate in gare di campionato due volte al vecchio campo “San Marco” di Castellammare, lo Stabia con nessuna vittoria per i siciliani. Questi i dettagli:

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

12 dicembre 1948 – 12° giornata d’andata: STABIA – DREPANUM 0 – 0.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

12 febbraio 1950 – 3° giornata di ritorno: STABIA – DREPANUM 2 – 0 Alfiero COLETTA e Enzo BELLINI.

Juve Stabia e Trapani, si sono affrontate in gare di campionato quattordici in casa delle vespe di Castellammare, sette sono i pareggi, tre vittorie le vittorie per i gialloblù e quattro per i granata. Questi i dettagli:

– 1955 / 1956 – Campionato Nazionale di IV° Serie girone ‘ H ‘

20 maggio 1956 – 17° giornata di ritorno: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 1 IMPARATO (JS) e Guaiana (T).

– 1956 / 1957 – Campionato Nazionale di IV° Serie girone ‘ H ‘

12 maggio 1957 – 14° giornata di ritorno: JUVE STABIA – TRAPANI 0 – 0.

– 1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

26 novembre 1972 – 11° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 0 Paolo PIERBATTISTA.

– 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

28 ottobre 1973 – 7° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 2 – 2 Antonio TERRERI (JS), doppietta di Pescosolido (T) e Paolo PIERBATTISTA.

– 1985 / 1986 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

1° dicembre 1985 – 11° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 0 Raffaele TAVELLA.

– 1986 / 1987 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

21 settembre 1986 – 1° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 1 Marcello PRIMA e Guidotti.

– 1987 / 1988 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

28 febbraio 1988 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 0 Giovanni BRUGALETTA su calcio di rigore.

– 1988 / 1989 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

4 dicembre 1988 – 13° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 0 – 0.

– 1994 / 1995 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

9 maggio 1995 – 14 giornata di ritorno: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 2 (arbitro Tarcisio Serena di Bassano del Grappa) Galeoto (T), Barraco (T) e Francesco MICCIOLA (JS).

– 1995 / 1996 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

22 ottobre 1995 – 9° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 0 – 0 (arbitro Gianluca Paparesta di Bari).

– 1996 / 1997 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

9 febbraio 1997 – 4° giornata di ritorno: JUVE STABIA – TRAPANI 0 – 1 (arbitro Fabio Borelli di Roma) Musumeci.

– 2002 / 2003 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ I ‘

20 marzo 2003 – 12° giornata di ritorno: COMPRENSORIO STABIA – TRAPANI 1 – 1 Josè Santiago SILVA (JS).

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B

23 novembre 2013 – 15° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 2 – 3 (arbitro Claudio Gavillucci di Latina) doppietta di Mancosu (T), Nizzetto (T), Souleymane DOUKARA (JS) e Ali SOWE (JS).

– 2017 / 2018 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

16 settembre 2017 – 4° giornata d’andata: JUVE STABIA – TRAPANI 1 – 3 (arbitro Alessandro Prontera di Bologna) gara disputata in campo neutro al Pinto di Caserta; Simone SIMERI (JS) su calcio di rigore, doppietta di Pagliarulo (T) e Murano (T).

I precedenti a Trapani

Giovanni Matrone

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La Filastrocca Azzurra – Quando andremo in Inghilterra lì sarà come in guerra, e se vuoi tornar campione servirà concentrazione!

La rubrica di ViViCentro, la Filastrocca Azzurra

Turno infrasettimanale
Della lotta nazionale
Siamo in casa dei toscani
Ospitati al Castellani
Gli empolesi cercan punti
Per non essere raggiunti
Da chi lotta per salvarsi
Senza troppo preoccuparsi
Parton bene a assai vogliosi
E si fan pericolosi
La difesa regge appena
Ma non sembra assai serena
Ed infatti alla mezzora
Ancelotti si addolora
Deviazione sfortunata
Gli rovina la serata
Uno a zero, ma che jella
Ma Zielinski si ribella
Tira a fine primo tempo
Un siluro, che portento!
Neanche lo vedon partire
Per poter intervenire
Pari e subito al riposo
Per smaltire un po’ il nervoso
La ripresa però è fiacca
Mentre l’Empoli ci attacca
E si porta ancora avanti
Con azioni assai importanti
Di Lorenzo infatti svetta
Con tempistica perfetta
Meret prova anche a salvare
Ma non c’è molto da fare
Ancelotti a questo punto
Cerca almeno qualche spunto
Dentro Verdi per provare
Quantomeno a pareggiare
Ma non è proprio giornata
È l’ennesima frenata
Se giochiam senza cervello
Siam sconfitti senza appello
La speranza è che ci serva
A testar qualche riserva
Aspettando l’obiettivo
Quello significativo
Quando andremo in Inghilterra
Lì sarà come una guerra
E se vuoi tornar campione
Servirà concentrazione
Grinta e tanta volontà
E una dose di umiltà!

a cura di Fabiano Malacario

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