Castellammare, la proposta dei deputati pentastellati Teresa Manzo, Carmen Di Lauro e Luigi Iovino: tavolo tecnico al MISE per salvare le Terme di Stabia e rilanciare il termalismo
L’istituzione di un tavolo tecnico promosso dal Movimento 5 Stelle presso il Ministero dello Sviluppo Economico per individuare strategie e interventi volti a salvare le Terme di Stabia e a rilanciare il termalismo a Castellammare. Di questo si è discusso ieri mattina a Palazzo Farnese nel corso di un incontro tra i deputati del Movimento 5 Stelle Teresa Manzo, Carmen di Lauro e Luigi Iovino e il sindaco Gaetano Cimmino. Nelle prossime settimane, inoltre, verrà stilato un calendario d’incontri tra Roma e Castellammare e sarà elaborata una road map degli interventi da mettere in campo.
“Nel corso dell’incontro di ieri mattina abbiamo illustrato al primo cittadino gli sviluppi del lavoro che, in quanto deputati del collegio stabiese, stiamo svolgendo presso il Mise per sbloccare la vertenza Terme. In diverse occasioni, infatti, abbiamo portato all’ attenzione del ministro la gravissima situazione in cui versano i due complessi termali cittadini e il rischio concreto che tale inestimabile patrimonio possa andare perduto per sempre, senza un intervento immediato e risolutivo.” scrivono in una nota congiunta i Deputati del Movimento 5 Stelle Teresa Manzo, Carmen di Lauro e Luigi Iovino. “Ieri mattina, il sindaco Cimmino ci ha aggiornati sulle azioni già avviate a riguardo dall’amministrazione comunale e abbiamo, poi, convenuto insieme sulla necessità di unire gli sforzi per giungere ad una soluzione definitiva del problema, così da restituire alla città e agli stabiesi un pezzo della loro storia e della loro identità, ma soprattutto per gettare una volta per tutte le fondamenta per il rilancio turistico di Castellammare”.
Juve Stabia – Cosenza le foto dei calciatori in campo
Guarda le foto di Juve Stabia – Cosenza realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe allenate da Caserta con i ragazzi di Mister Piero Braglia allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.
Castellammare di Stabia – La Juve Stabia torna al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia per l’ultima gara di un 2019 fantastico per i colori gialloblù, culminato il 20 aprile scorso, dopo una cavalcata straordinaria e senza conoscere avversari, nel ritorno in Serie B dopo soli cinque anni dall’ultima apparizione in cadetteria.
La gara è soprattutto lotta per evitare la retrocessione tra due squadre in grande salute anche se le Vespe lamentano ormai da diverse settimane qualche assenza di troppo per infortuni di vario genere. La Juve Stabia arrivano a questa gara dopo aver vinto 2 partite e pareggiata una.
Anche il Cosenza viene da una striscia positiva in campionato fatta di due vittorie consecutive in trasferta contro il Pisa per 1-3 e in casa di misura per 1-0 contro l’Empoli, gara però ampiamente falsata dal gol non convalidato a Ricci per i toscani.
Le formazioni ufficiali e i cambi:
JUVE STABIA (4-3-1-2): Russo; Vitiello, Fazio, Troest, Ricci; Calò, Addae, Buchel (Mallamo dal 61°); Bifulco; Canotto (Cissè dal 63°), Forte
Allenatore: sig. Fabio Caserta
COSENZA (3-4-3): Perina; Idda, Capela, Legittimo; Corsi, Sciaudone, Broh, D’Orazio; Baez (Greco dal 84°), Rivière, Machach (Pierini dal 80°)
Allenatore: sig. Piero Braglia
LA CRONACA DEL GOL
90° GOOOOOLLLLL della Juve Stabia: Forte su rigore realizza il gol del vantaggio per le Vespe per fallo di mani di Capela, ammonito, su tiro di Cissè
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Tuttosport – Calciomercato Napoli, gli azzurri hanno bloccato Ricardo Rodriguez per la fascia. Ghoulam in uscita, tre club su di lui: Marsiglia, Lione e Fenerbahce
L’edizione odierna di Tuttosport ha parlato del possibile trasferimento al Napoli del terzino Ricardo Rodriguez. Secondo il quotidiano sportivo, gli azzurri avrebbero già bloccato il terzino del Milan, accontentando di fatto una delle prime richieste del nuovo allenatore Rino Gattuso. Il sacrificato per far posto al terzino svizzero sarebbe Ghoulam, da tempo ai margini della rosa. Su di lui ci sono tre club:
TUTTOSPORT sulla trattativa Napoli-Ricardo Rodriguez e il futuro di Ghoulam:
“Per quanto riguarda la pista per il terzino sinistro, il Napoli ha bloccato Ricardo Rodriguez in uscita dal Milan. L’affare è impostato sul prestito con diritto di riscatto, ma è legato al futuro di Ghoulam. Al momento l’algerino sta smaltendo i postumi di due lesioni muscolari al quadricipite che lo hanno costretto a fermarsi dopo Torino-Napoli del 6 ottobre e saltare 12 delle 17 gare di campionato. Ormai il peggio è alle spalle e l’algerino è cercato da Marsiglia, Lione e Fenerbahce”.
L’affare è impostato sul prestito con diritto di riscatto, ma è legato al futuro di Ghoulam. Al momento l’algerino sta smaltendo i postumi di due lesioni muscolari al quadricipite che lo hanno costretto a fermarsi
CdS – Lobotka vuole solo il Napoli e pressa il Celta per la accelerare i tempi: rifiutate le altre proposte di Milan e West Ham
Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, StanislavLobotka starebbe facendo pressione al Celta Vigo per trasferirsi al Napoli. Ormai la chiusura sembra ad un passo: il centrocampista slovacco avrebbe rifiutato le proposte di Milan e West Ham. In mente ha solo gli azzurri.
Il Corriere dello Sport su Lobotka al Napoli:
“La notizia, insomma, emerge chiaramente: Stani vuole cambiare aria, a maggior ragione in un periodo di enorme difficoltà dei galiziani, terzultimi in Liga, e preferisce il Napoli nonostante un certo interessamento del Milan e, a quanto pare, anche del West Ham che ha appena cambiato allenatore e ha bisogno di rilanciarsi. Non resta che affondare il colpo. Dopo aver limato il prezzo. Tra l’altro, migliore a dire poco sarebbe anche lo scatto sotto il profilo dell’ingaggio: dai circa 700mila euro attuali a oltre il doppio, per cinque anni. Niente male per un calciatore di 25 anni che aspira al salto di qualità. Il problema, però, è che con il Celta non è stato ancora trovato un accordo: considerando che nel suo contratto è inserita una clausola rescissoria da cinquanta milioni, il club spagnolo è partito da una richiesta di trenta milioni, ma il Napoli ha tutta l’intenzione di limare un bel po’. Venti o poco più, sommando un prestito oneroso e il riscatto obbligatorio. Si lavora. Di corsa: l’intenzione è chiudere quanto prima. Nelle prossime ore è prevista una nuova riunione tra il club azzurro e la società spagnola”.
Prima che le lancette dell’orologio scocchino l’arrivo dell’anno nuovo, quante volte abbiamo ripetuto nella nostra mente che quello che verrà sarà migliore del precedente: come dire anno nuovo, vita nuova.
Anno Nuovo Vita Nuova (Lo Piano – Saint Red)
Anche in politica i propositi sono sempre dei migliori, purtroppo come spesso accade, le aspettative non vanno di pari passo con le attese. Quando ciò accade, ed è ormai una consuetudine, si rimanda al nuovo rintocco delle lancette.
Viviamo in un mondo in cui il presente non esiste, il passato non insegna, il futuro è solo un’utopia. Tutti ci auguriamo che qualcosa possa cambiare in Italia, ha poca importanza il colore politico di chi possa fare la differenza, quello che conta sono sempre i fatti, di parole ne sono state profuse tante.
Il nuovo anno dovrebbe essere quello giusto per il lavoro, per la rinascita di tutto il comparto commerciale, la moria delle piccole medie e grosse aziende continua a ritmi incalzanti, mediamente ogni giorno sono decine le attività che chiudono i battenti.
Migliaia di lavoratori si sono ritrovati da un giorno all’altro in mezzo ad una strada, i debiti contratti a suo tempo non possono essere più onorati, si dovrà combattere solo per sopravvivere.
Per non parlare delle umiliazioni, dei voltafaccia degli amici, della chiusura di tante “porte” che si riteneva potessero essere aperte a tempo indeterminato.
Il nuovo anno speriamo che porti un po’ di serenità nelle famiglie, per coloro che vivono in condizioni disagiate, per i giovani che non saranno più costretti ad emigrare, tutto dipenderà da chi ci governa, i propositi sembrano buoni, speriamo che vengano rispettati.
A nulla servono i “sogni” zodiacali, nessuno sarà mai in grado di prospettare un futuro, i tarocchi, le scaramanzie serviranno a ben poco, tranne che lo Stato veramente non ponga le basi e le altezze giuste per il futuro di milioni di Italiani.
Cogliamo l’occasione per augurare alla Redazione e ai lettori di Vivicentro un Nuovo Anno che porti serenità in tutte le famiglie.
Al Teatro Politeama di Napoli, dal 3 al 5 gennaio 2020, il Teatro Club Gino Roma porterà in scena “‘Na Santarella”, con la regia di Mario Roma e l’adattamento di Gino Roma.
” ‘Na Santarella “: Il Teatro Club Gino Roma al Politeama
NAPOLI- Al Teatro Politeama di Napoli, da venerdì 3 a domenica 5 gennaio 2020, il Teatro Club Gino Roma porterà in scena “‘Na Santarella”, con la regia di Mario Roma e l’adattamento di Gino Roma.
La commedia è strutturata in tre atti ed è recitata in dialetto napoletano con l’inserimento di parti cantate d’ispirazione francese, fino a diventare una piccolissima operetta musicale. L’Operetta prende ispirazione dalla versione di Meilhac e Millaud “Mam’zelle Nitouche” , e dalla trasposizione di Scarpetta intitolata ’Na Santarella”, la cui traduzione dal francese venne curata da Regina D’Antigny, nonna di Regina Bianchi.
Sullo sfondo di una bellissima Napoli di fine ‘800, intrecci, equivoci e il ritmo serrato della recitazione, coinvolgeranno gli spettatori, danno vita a una commedia dinamica e sempre gradevole, con continui colpi di scena e situazioni esilaranti, accompagnati da musiche e danze.
Trama:
Felice Sciosciammocca ha una doppia vita, di giorno suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle e insegna musica alle educande, mentre di notte, in gran segreto, si reca a Napoli, dove sotto la falsa identità di “Arturo Maletti” è conosciuto come autore di operette, di cui una dal titolo “La figlia dell’imperatore”.
Il suo segreto viene però scoperto da un’educanda sbarazzina, Nannina, detta “santarella” per il fatto che ostenta con tutti, specie con la madre superiora Suor Rachele, un comportamento ingenuo e innocente.
Lo zio di Nannina decide di darla in sposa al tenente Eugenio Porretti, ufficiale di cavalleria. Suor Rachele, tenendola all’oscuro di tutto, decide di mandarla a Roma dal futuro sposo, insieme a don Felice, suo maestro di canto. Ma Nannina, appassionata dell’operetta di Sciosciammocca, che conosce a memoria, lo ricatta, minacciando che se non la condurrà al Teatro del Fondo, dove è messa in scena “La figlia dell’imperatore”, rivelerà alle monache la sua attività licenziosa di autore di operette.
La prima donna dello spettacolo, Cesira, ingelosita dalla presenza della ragazza, che crede amante di Felice, abbandona la scena per essere sostituita da Nannina, di cui il tenente Eugenio Porretti casualmente si innamora, ignaro che ella sia la ragazza che gli è stata promessa in sposa…
Personaggi e interpreti:
Don Felice Sciosciammocca – Luciano Raiola; Nannina Fiorelli – Roberta Esposito; Conte Eugenio Porretti – Luca Capano; Don Angelo Cannone – Salvatore Mirolla; Suor Rachele – Susy Piezzo; Suor Graziella – Alessandra Oliviero; Suor Teresa – Silvia Esposito La Rossa; Suor Carmela – Carmela Maria; Suor Angela – Raffaella D’Alessio; Nicola, impresario – Davide Speranza; Cesira Perrella – Diana Ausiello; Marchesino Sparice – Alessandro Borrelli; Carmela – Imma Caro Esposito; Amelia – Alessandra Oliviero; Clelia – Cira Preite; Elvira – Ilaria Colamarino; Antonietta – Mary J. Noto; Margherita – Ivana Riccio; Teresina – Silvia Esposito La Rossa; Vincenzo, Custode Teatro – Enzo Di Donna; Delegato P.S. – Michele Zarmoletti; Garzone Caffè – Vittorio Urciuolo; Ciccillo – Giuseppe Merola; Carluccio – Andrea Cozzuto; Luigino – Federico Raiola; Maestro Musica – Franco Martucci.
Una straordinaria rilettura del più noto balletto al mondo, totalmente fuori da ogni consuetudine legata all’opera classica per eccellenza,“Lo Schiaccianoci,” in chiave contemporanea, è stato portato ieri sera in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, riscuotendo un enorme successo.Si replica stasera alle 17.30.
Sold out per “Lo Schiaccianoci” in chiave contemporanea al Vittorio Emanuele di Messina (recensione)
La fantasia molto apprezzata, del coreografo Massimiliano Volpini ha dato alla luce una nuova versione coreografica della famosa partitura di Čajkovskij, partitura eseguita in maniera eccellente dall’orchestra del teatro Vittorio Emanuele, diretta da Giuseppe Ratti, compositore di musica da camera, di scena e per orchestra e fiati, dal 2007 titolare della cattedra di Esercitazioni Orchestrali presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino di cui è stato anche vice direttore.
Un viaggio immaginario, quello a cui ci ha condotto uno dei prestigiosi coreografi del Balletto di Roma,Massimiliano Volpini, che riveste di attualità il binomio sogno/realtà in un’opera tradizionale, “sconvolta”, ma non per questo denudata dall’effetto aulico e fatato a cui siamo abituati nella classica versione.
Siamo, dunque, lontani dalla prima rappresentazione, che ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, in Russia.
Lo si nota a cominciare dalle scene e costumi di Erika Carretta che ha utilizzato prettamente materiali recuperati e riutilizzati attraverso un riciclo molto creativo. Sul palcoscenico infatti sono stati adoperati materiali come vetro, plastica, legno, carta e cartone, presenti oggetti insoliti, come un carrello della spesa, apparso spesso nelle varie scene del primo atto, per condurci su un’idea fantasiosa del loro (ri)utilizzo, per scongiurarne il quotidiano e superficiale “rifiuto” che la società moderna minimizza e compie senza alcuna riflessione.
Una riflessione, appunto, a cui il coreografo invita, non soltanto circoscritta sull’aspetto ecologico, bensì, che abbracci anche il punto di vista psicoanalitico, conducendo lo spettatore a percorrere un percorso volto a meditare sulla condizione delle persone trattate come rifiuto, sul consumismo relazionale, sullo smarrimento delle identità sociali e delle modalità comportamentali che assumiamo, falsando la realtà non più oggettiva e facendo un uso eccessivo di “mille volti” di cui spesso ci si traveste, ingannando talvolta, anche se stessi.
Il libretto, nella forma convenzionale e della tradizione russa, è tratto da un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ma in maniera alleggerita. La trama ormai nota in tutto il mondo, narra dei fratelli Clara e Fritz, che nella sera della viglia di Natale, scartano i vari regali dello zio, Drosselmeyer. Clara riceve un buffo schiaccianoci con le sembianze di soldatino. Durante la notte lo Schiaccianoci, aiutato dai soldatini del fratello, combatte una battaglia contro l’esercito del Re dei Topi. Dopo la vittoria Clara e lo Schiaccianoci si ritrovano nel Regno dei Dolci, dove incontrano la Fata dei Confetti e il Principe. In questo luogo incantato gli strani abitanti del regno si esibiscono nel divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij. Le danze proseguono per tutta la notte fino al risveglio di Clara.
Ma nella versione rivisitata dal coreografo Massimiliano Volpini, nessun regalo da scartare sotto l’albero. L’atmosfera pomposa e stucchevole delle feste, nella tradizionale ambientazione borghese, viene sostituita da una strada poco illuminata, come potrebbe essere quella di una qualunque periferia metropolitana, popolata da una banda di straccioni.
Un esercito di straccioni colorati e appariscenti, grazie ai costumi, firmati sempre, da Erika Carretta, abiti assembrati con pezzi di tela, gonne patchwork svolazzanti, soprabiti colorati, bottoni spaiati cuciti a vista che sostituiscono i bijoux. Molto belli e originali come a voler dare agli “invisibili” di ogni periferia, un mezzo, una voce,per essere notati e considerati da una società “sorda” che non fa altro che lasciarli ai margini nella più totale indifferenza.
Tramite un varco di un muro, che sembra voler delineare un confine tra la realtà e i sogni, nel primo atto fuoriescono dei topi infidi e battaglieri. Assistiamo ad uno scontro tra due bande per il controllo del territorio.
Il secondo atto invece, ha assunto le caratteristiche più vicine al tipico balletto della tradizione russa, sconfitto l’esercito dei topi, la banda di straccioni riesce a penetrare oltre il muro, che improvvisamente si apre formando al centro una grande forma di albero luccicante e dorata. Ed è il momento magico in cui avviene l’incontro con i personaggi bizzarri della favola.
Magnifica la performance dei ballerini, danze contraddistinte da gesti coordinati con maestria e sopraffine leggerezza aerea hanno incantato i presenti. Il balletto di Roma d’altronde è garanzia di successo come ben sa il Direttore Artistico della sezione musicale Matteo Pappalardo, che riconferma la compagnia ogni anno, al quale va un plauso anche per aver riportato a teatro un pubblico giovane interessato alla danza.
Il Trepak, o Danza russa, una delle parti più riconoscibili del balletto e ogni movimento della suite hanno suscitato parecchie emozioni, in particolare, ha coinvolto molto anche la variazione della Danza della Fata Confetto eseguita con maestria, eleganza e leggiadria a dir poco ammaliatrice.
Il susseguirsi di balletti, i gran pas de deux, il valzer dei fiori, cuore pulsante dell’opera, con tutti i ballerini che sfoggiano eccentrici e colorati costumi, hanno davvero incantato un pubblico attento che già alla fine del primo atto applaudiva con vigore. L’apoteosi finale ha rappresentato un momento vitale, gioiso, che culminato con l’allegro e famoso valzer, ha suscitato un turbinio di emozioni, invitando a pensare come la vita possa sempre riservarci piacevoli sorprese, in cui solo noi stessi possiamo esserne attori protagonisti, cedendo all’idea che i sogni nel cassetto trovino sempre il modo per manifestarsi e che non esista mai un “tempo determinato” per ben sperare, perché l’auspicio di una vita nuova non ha mai fine e la rivalsa di un’affermazione personale troverà sempre il suo corso per concretizzarsi.
Uno spettacolo che definire bello sarebbe riduttivo.
Decide il rigore dello squalo, ma la Juve Stabia è ormai consapevole della sua forza, nonostante le assenze. La salvezza, ora, è alla portata.
Dopo l’importante vittoria di rigore della Juve Stabia sul Cosenza abbiamo valutato la prestazione dei calciatori in gialloblè:
Danilo Russo voto 6
Il suo pomeriggio è molto tranquillo, la tattica di mister Braglia è fin troppo remissiva, non arrivano conclusioni pericolose verso la sua porta.
Roberto Vitiello voto 7
Ormai sembra l’agente speciale della difesa gialloblè, quando c’è da fare una chiusura preziosa nelle diagonali difensive si vede che è stato un calciatore anche della categoria maggiore. Un capitano che fa pesare la sua esperienza.
Lito Fazio voto 7
Sicuri che da centrale non possa rendere bene? Lito ci ha dimostrato il contrario e ora rischia il posto anche qualche altro difensore centrale che invece, per ora, è fermo ai box. Se sta bene la Juve Stabia ha pronto un grande acquisto per gennaio, peccato per i tanti problemi muscolari accusati in questi mesi.
Magnus Troest voto 7
Gladiatorio, si è caricato ancor di più con l’andare avanti della stagione e della partita nel particolare, facendo delle chiusure importanti e riuscendo spesso a non dare la possibilità a Riviere di girarsi al limite dell’area di rigore.
Giacomo Ricci voto 6,5
La continuità che mister Fabio Caserta gli ha dato nelle ultime settimane sembra averla meritata con prestazioni in crescendo. Non ha paura di nulla e pur avendo, spesso, qualche passaggio a vuoto, sembra essere sempre più in crescita. Quella contro il Cosenza è forse la sua miglior partita nella fase che fa meno bene, quella difensiva.
Bright Addae voto 6,5
L’aveva ‘preannunciato sui social prima ancora di iniziare a giocare con continuità. “Darò tutto per difendere la maglia e la città, a livello sportivo” e in campo ora è sempre più un leader, da quel goal a Verona si è sbloccato ed ha fatto scoccare la scintilla che ha fatto ardere il fuoco gialloblè con 10 punti in quattro gare, lui è stato uno dei trascinatori della squadra.
Giacomo Calò voto 6
Stavolta non è stato continuo nel corso dell’intera partita ma i suoi strappi e le sue giocate regalano sempre qualche guizzo importante alla squadra. Quando capisce che il Cosenza non concede molto dietro, smette con i lanci lunghi e prova anche qualche discesa personale, sembra quasi come un quarterback della Nfl quando trova la difesa avversaria piazzata. Inizia a fare la differenza anche in B.
Marcel Buchel voto 5,5
La forma per un calciatore come lui è importante, soprattutto perché il posto di regista è occupato da Calò e da mezzala del rombo di centrocampo della Juve Stabia si corre indubbiamente di più. Inizia bene, le sue doti sono indiscutibili, però il passo è ancora lontano dalla forma migliore. Da rivedere dopo le tre settimane nelle quali può fare un po’ di preparazione specifica per il prossimo futuro.
Dal 61’ Alessandro Mallamo voto 6,5
Da un deciso colpo di acceleratore al centrocampo stabiese, un po’ troppo statico al cospetto di un Cosenza tutto rintanato nella propria trequarti. Caserta gli chiede di essere un po’ ovunque e lui riesce a farlo in un finale da battaglia.
Alfredo Bifulco voto 6
Non riesce ancora ad essere continuo, non può incidere molto da vertice alto di centrocampo, ma nel secondo tempo allargandosi un po’ di più sembra entrare in partita. Caserta lo sostituisce per mettere un altro attaccante di peso come Rossi. Nel ritorno potrebbe essere importante anche la sua crescita.
Dal 78’ Alessandro Rossi voto 6,5
E’ diventato uno specialista dei finali nei quali mister Caserta vuole un attaccante tutto grinta e fisico vicino a Forte, e in questo caso, anche con il tridente “pesante. A Trapani, a Verona e anche oggi quando entra lui, qualcosa succede e la Juve Stabia vince. Non è solo un porta fortuna.
Luigi Canotto voto 6
Non è il solito Canotto ma quando mette le marce più alte, il Cosenza va in difficoltà. Braglia prepara la partita quasi tutta su di lui mettendo tanti esterni in campo per contrastarlo, anche in velocità. Peccato che si fa male proprio quando stava facendo meglio.
Dal 63’ Karamoko Cissè voto 6,5
Entra subito in partita, lotta e prova a fare delle giocate utili a far aprire il Cosenza e poi conquista, con caparbietà, il rigore della vittoria. Prezioso il suo contributo nel finale, dimostra di giocare meglio con altre punte di peso vicino al lui e non come punta unica.
Francesco Forte voto 7,5
Un attaccante completo, che ad ogni pallone giocato fa vedere di essere in grado di spostare gli equilibri di un match. Si sacrifica per la squadra, gioca lontano dalla porta e prova sempre a far salire la squadra e poi continua con coraggio a prendersi la responsabilità di battere “rigori” pesantissimi come quelli di Verona e come quello di oggi, ancora una volta al 90’. Uno squalo pronto sempre ad azzannare l’avversario. Nelle sette partite in cui ha segnato (8 goal totali) la Juve Stabia porta a casa sempre punti e soprattutto vittorie (5)
Fabio Caserta voto 8,5
L’allievo supera il maestro e lo fa come in una partita di scacchi tra veri intenditori. Braglia la prepara sulle fasce e lui prova a sorprenderlo con il rombo a centrocampo all’inizio, poi cambiando ad inizio ripresa, poi mettendo le tre punte di peso per mettere palle alte a ripetizioni e prova e riprova il giusto premio arriva. Ormai è un vero e proprio specialista delle sfide impossibili, come quella di chiudere il girone di andata a 24 punti dopo averne fatto sono uno di punto nelle prime 6 gare. Da fargli un contratto a vita!!!
Perina, portiere del Cosenza, ha rilasciate alcune dichiarazioni in mixed zone al termine della gara Juve Stabia-Cosenza: le sue dichiarazioni
Perina: “Fa male perdere questa gara che avevamo interpretato bene”
Il portiere del Cosenza, Pietro Perina, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni in mixed zone al “Romeo Menti” al termine della gara Juve Stabia-Cosenza valevole per la diciannovesima e ultima giornata del girone di andata del campionato di Serie B 2019-2020 vinta dalle Vespe per 1-0 per effetto del gol siglato da Forte al minuto 90 su calcio di rigore.
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Fa male perdere questa gara perchè avevamo interpretato bene la gara. Brutto perdere così anche perchè Cissè aveva toccato prima di mano la palla e il rigore perciò mi sembrava inesistente. Sembra fatto apposta dopo il gol non convalidato all’Empoli contro di noi con il pallone che aveva varcato la linea di porta. Ora stacchiamo un pò la spina perchè sono stati tre mesi duri e poi riprenderemo il campionato nel migliore dei modi. All’inizio siamo partiti un pò col freno a mano tirato. Nelle ultime due gare abbiamo fatto due vittorie e volevamo finire in bellezza contro la Juve Stabia. Non ci siamo riusciti purtroppo e c’è tanto rammarico per la sconfitta di oggi”.
Capri, stabiese ruba denaro dalle casse del market in cui lavora: arrestato
I carabinieri della Stazione di Capri hanno denunciato un 43enne di Castellammare, impiegato in un supermercato dell’isola.
In più occasioni – hanno scoperto i militari – l’uomo aveva sottratto denaro dalle casse del market, raggiungendo un bottino di circa 12mila euro. Grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza dell’esercizio commerciale i militari hanno individuato nel dipendente infedele il responsabile dei furti denunciati dal titolare.
Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato
Somma Vesuviana, 33enne beccato con 17kg di botti illegali: arrestato
Un uomo di 33anni di Somma Vesuviana è stato denunciato dai carabinieri della stazione locale per detenzione illegale di esplosivi e giochi pirici.
Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente
Grazie a una piccola quantità di glicerina, un prodotto naturale usato per ricoprire la parte interna della scorza, il cannolo resta turgido.
Il potere della Sicilia, dopo il sole, il mare e la natura, è il cannolo alla ricotta e non c’è turista che resista.
Lo hanno chiamato “Ruggero” in onore di Ruggero II, incoronato a Palermo primo Re di Sicilia quasi mille anni fa. Il cannolo non rammollisce a causa del rilascio dell’acqua da parte della crema di ricotta nella ‘scorza’, l’involucro del dolce siciliano famoso in tutto il mondo. Ruggero è capace pertanto di mantenersi croccantissimo e di non ammosciarsi.
Sviluppato da un team del Cnr di Palermo, guidato da Mario Pagliaro, grazie all’ausilio di una piccola quantità di glicerina, un prodotto naturale usato per ricoprire la parte interna della scorza prima del ripieno. Così il nuovo cannolo rimane croccante, turgido e piacevole al gusto anche a distanza di 12 ore dalla farcitura.
L’inventore Mario Pagliaro, da anni lavora alla fondazione in Sicilia di un centro di ricerca e formazione sull’energia solare e la bioeconomia di standing internazionale. Insieme a lui Michele Rossi dell’Università di Milano della monografia di riferimento a livello internazionale sulla nuova chimica della glicerina.
“Il meccanismo di funzionamento del nuovo cannolo capace di autoproteggersi è tanto semplice quanto efficace” spiega Nino Scurria, giovane chimico co-autore del lavoro pubblicato oggi “Il sottile strato di glicerina idratata all’interfaccia fra la crosta e la crema di ricotta – spiega – impedisce alle proteine del siero del latte presenti nella ricotta di emulsionare lo strato di grasso che ricopre la scorza in margine alla frittura“.
“Ancora una volta – dice Pagliaro – a rendere possibile un’importante innovazione per il sistema socieconomico della Sicilia è un bioprodotto oggi ottenuto pressoché integralmente dalle risorse biologiche”.
Il rigore a tempo quasi scaduto di Forte regala alla Juve Stabia la vittoria contro il Cosenza dell’ex Piero Braglia. Con il successo arrivano tre punti pesantissimi per la classifica stabiese.
PODIO
Medaglia d’oro: a Francesco Forte, predatore dell’aria di rigore avversaria. Lo Squalo della Juve Stabia chiude l’anno con l’ottava rete del suo campionato e confermandosi tra i calciatori più decisivi dell’intera Serie B. Ancora una volta il bomber gialloblu mostra tutto il suo repertorio, vestendo i panni dell’attaccante completo; oggi infatti la sfida a distanza con il portiere rivale lo vede protagonista statico, versione cecchino. Magistrale è la punizione mancina con cui Forte costringe dopo pochi minuti Perina alla grandissima parata; morso solo rinviato di un tempo per il 32 stabiese che, sempre da fermo, addenta ancora. Implacabile dal dischetto, Forte alza ancora la pinna portando la Juve Stabia lontano dalle acque basse della classifica. Squalo Killer.
Medaglia d’argento: a Magnus Troest, tornato a dettare legge in difesa. Non è un caso che, da quando il danese è tornato in campo, la Juve Stabia ha cambiato passo, riconquistando compattezza difensiva e cattiveria agonistica. In un pomeriggio per temperature adatto ad un vichingo, il centrale gialloblu doma con autorità assoluta gli scalmanati Machach e Baez, piccoli, non solo di statura, al cospetto di Troest. Bello quanto provvidenziale il tackle con cui il biondo difensore sventa nel primo tempo la ripartenza con cui il Cosenza pare involato verso la porta di Russo; intervento difensivo da manuale cui segue una ripresa da vero conquistatore. Vento del Nord.
Medaglia di bronzo: a Bright Addae, nuovo beniamino del pubblico del Menti. Alzi la mano chi tre settimane fa credeva ancora nella possibile svolta del centrocampista ghanese: unico legittimato a sollevare il braccio è Fabio Caserta, che non ha mai smesso di incitare l’ex Ascoli. La rete di Verona ha definitivamente liberato Bright, ragazzo possente quanto sensibile, dalle insicurezze dei suoi primi mesi stabiesi, restituendo alla Juve Stabia un mediano dominante. Non solo fisicità dilagante ma anche coraggio nel match di Addae, più vicino tra le Vespe alla rete (di testa e col mancino) prima del morso di Forte. La gioia sfrenata con cui festeggia dopo il fischio finale è la fotografia della sua rinascita. Black Mamba.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: ad Alfredo Bifulco, inghiottito dalla difesa del Cosenza. Troppo pesante la marcatura della retroguardia rossoblu per l’esterno stabiese, che non riesce mai a sfuggire a Corsi e compagni. Sopraffatto dai diretti marcatori, l’11 gialloblu non trova soluzioni alternative per incidere sulla gara, galleggiando senza acuti fino all’uscita dal terreno di gioco.
Medaglia d’argento: a Giacomo Calò, non ispirato per buona parte della gara. Gara di fine anno non semplice per il regista della Juve Stabia, non in grado di trovare la giocata giusta e sincronizzata al movimento dei compagni. L’incidenza che il 5 ha sull’economia stabiese è evidente dalla difficoltà che tutta la squadra incontra dovendo costruire gioco senza poter contare sulla lampadina accesa di Calò. Cambia la musica nell’ultimo quarto di gara, dove netta è la crescita del centrocampista.
Medaglia di bronzo: all’ennesimo problema muscolare della stagione delle Vespe. Ultimo ad iscriversi al registro degli acciaccati è Luigi Canotto, che affonda nel tappeto verde, e poco erboso ormai, del Menti. Nella sfortuna, l’aspetto positivo è la tempistiche dell’infortunio occorso all’esterno, che avrà venti giorni per recuperare con la giusta calma.
Giacomo Calò, centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine di Juve Stabia-Cosenza: le sue dichiarazioni
Calò: “Vittoria fondamentale oggi. 2019 fantastico per la Juve Stabia”
Giacomo Calò, centrocampista della Juve Stabia, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni al termine della gara Juve Stabia-Cosenza valevole per la diciannovesima e ultima giornata del girone di andata del campionato di Serie B 2019-2020, vinta dalla Vespe per effetto della rete siglata su calcio di rigore dall’attaccante Francesco Forte al 90°.
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Una vittoria molto importante e fondamentale oggi ottenuta anche soffrendo nel finale contro un buon Cosenza che era anche in salute venendo da due vittorie consecutive. Abbiamo fatto una buona gara credendo di più nella vittoria rispetto ai calabresi. Ora ci riposiamo e alla ripresa del campionato con l’Empoli cercheremo di continuare nella nostra striscia positiva che dura da quattro partite. E’ stato un 2019 fantastico per la Juve Stabia. Guardando il calendario nessuno credeva che potessimo fare dieci punti nelle ultime quattro gare. Tre mesi fa la palla entrava sempre nella nostra porta, oggi invece no nell’episodio finale di Idda ed è un ottimo segnale. Il Var aiuta molto gli arbitri e tante partite sono influenzate dagli episodi come capitato in Cosenza-Empoli con una palla entrata nettamente in porta e non vista dalla terna arbitrale, anche se oggi il rigore era nettissimo e credo che non ci sia proprio niente da discutere. La differenza rispetto alle prime giornate sta tutta nel fattore mentale. Faccio tanti auguri ai nostri tifosi sperando che il 2020 sia ancora meglio del 2019 che sta terminando”.
Questo è l’invito di Antonino Miccio, direttore dell’Area marina protetta Punta Campanella, e dello Slow Food Campania
Capodanno all’insegna del pesce pop perché gusto e freschezza delle alici, sgombro e sugarello possono segnare il crepuscolo dei buffet a base di aragoste e salmone. Ne è convinto Antonino Miccio, direttore dell’Area marina protetta Punta Campanella, che, insieme a Slow Food Campania, ha lanciato un appello in vista del cenone di Capodanno: «Compriamo pesce povero, eccedentario e locale. È buono e fa bene alla biodiversità del nostro mare e alla piccola pesca artigianale».
«I pesci – ha precisato Carmela Guidone, coordinatrice del Centro di educazione ambientale dell’Area marina Punta Campanella in occasione del ciclo di 20 cene ecosostenibili Bluefish – che sarebbe preferibile non consumassimo, perché sono in via di estinzione o perché sono frutto di pratiche di pesca o allevamento non sostenibili sono: salmone, il tonno rosso, i bianchetti, la corvina, la magnosa, il pangasio, il merluzzo, la cernia bruna. Da non consumare mai – ha ricordato – i datteri di mare la cui vendita è illegale. Le specie che invece sarebbe preferibile consumare sono quelle eccedentarie le cui popolazioni vivono in abbondanza nei mari italiani e del mondo. Ad esempio sarebbe preferibile consumare il pesce azzurro che può vantare preziose qualità nutrizionali. Sarebbe preferibile consumare: l’aguglia, lo sgombro, il sugarello, la palamita, lo zerro, il pagello, la lampuga, il pesce pilota, il pesce serra, il tonno alletterato. Anche il pesce ha una sua stagionalità e scegliere il pesce di stagione significa mangiare pesce locale e non congelato», ha sottolineato.
«Sono 60 milioni le persone che nel mondo – ha concluso Alberto Capasso, legale rappresentante di Slow Food Campania – lavorano nel settore della pesca e dell’acquacoltura, 17.000 le specie che compongono la biodiversità marina del mar Mediterraneo ma il 33,1% delle specie sono pescate al di là del loro limite biologico sostenibile. E si stima che nel 2050 negli oceani ci saranno, in peso, più rifiuti plastici che pesci». (ANSA)
Il 72enne è stato trovato con 6kg di di botti illegali
I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno trovato nel garage di un pensionato 72enne del posto già noto alle forze dell’ordine, 120 ordigni artigianali (i cosiddetti “rendini”), una “cipolla” e 58 petardi molto pericolosi: il tutto, nascosto in un bustone nero, pesa complessivamente quasi 6 chili.
La scoperta è avvenuta mentre i carabinieri stavano effettuando un servizio proprio per contrastare il traffico di fuochi d’artificio e dopo aver trovato il materiale hanno arrestato l’uomo per detenzione di materiale esplosivo il 72enne ora è agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.
La scoperta è avvenuta mentre i carabinieri stavano effettuando un servizio proprio per contrastare il traffico di fuochi d’artificio e dopo aver trovato il materiale hanno arrestato l’uomo per detenzione di materiale esplosivo il 72enne ora è agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.La scoperta è avvenuta mentre i carabinieri stavano effettuando un servizio proprio per contrastare il traffico di fuochi d’artificio e dopo aver trovato il materiale hanno arrestato l’uomo per detenzione di materiale esplosivo il 72enne ora è agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.La scoperta è avvenuta mentre i carabinieri stavano effettuando un servizio proprio per contrastare il traffico d
La Polizia di Stato di Palermo ha individua ed arrestato l’omicida del Cep che, due notti orsono, ha ferito a morte un carpentiere incensurato.
Nella tarda serata del 28 dicembre, la Polizia di Stato ha eseguito un Fermo di ‘Indiziato di delitto’ emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo traendo in arresto Lombardino Giuseppe, nato a Palermo in data 01.01.1958.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Palermo sotto la direzione della locale Procura, hanno fatto luce sull’omicidio di Lombardino Francesco Paolo, nato a Palermo in data 29.08.1972, ferito a morte da un colpo di pistola nella notte tra il 26 e il 27 dicembre scorsi, nei pressi della piazza Benvenuto Cellini. Inutile la corsa al pronto soccorso dell’ospedale “Cervello”, dove, intorno alle 3 del mattino, il Lombardino Francesco Paolo moriva a causa della ferita riportata.
Gli inquirenti avviavano indagini complesse che chiarivano i contorni della vicenda, districandosi tra informazioni false e reticenti, che hanno reso difficile persino la scoperta del luogo dove l’assassinio era accaduto. Gli investigatori, col passare delle ore, man mano che un paziente lavoro di analisi e discernimento degli elementi emergenti faceva superare le false indicazioni rese dalle parti coinvolte, a vario titolo, nella vicenda, ricostruivano l’accaduto.
Il Lombardino Giuseppe quella notte, prima si rendeva autore di un’aggressione di cui cadeva vittima Testagrossa Carmelo, ferendolo a coltellate e poi, nella notte tra il 26 e il 27 dicembre scorsi, la violenza cresceva. Stavolta la vittima designata, lo stesso Testagrossa, subiva un’altra aggressione che solo per puro caso non gli costava la vita.
L’evento che portava alla morte del Lombardino Francesco Paolo, per come ricostruito dagli inquirenti, nasceva da una contesa, insorta per questioni relative al consumo di stupefacenti, e coinvolgeva il Lombardino Giuseppe e suo nipote, Lombardino Francesco Paolo.
I due venivano a lite con il Testagrossa e la contesa presto degenerava finché Giuseppe la chiudeva a colpi di arma da fuoco, sparati all’indirizzo del Testagrossa. I colpi sparati però non raggiungevano l’uomo, che riusciva a mettersi al riparo ma attingevano Lombardino Francesco Paolo, nipote di Giuseppe, ferendolo a morte.
Al termine del match tra Juve Stabia e Cosenza terminata con la vittoria delle Vespe per 1-0 per effetto della rete siglata da Forte al 90’, e’ intervenuto in conferenza stampa il tecnico della Juve Stabia, Fabio Caserta.
Caserta: “Ha vinto la squadra che ci ha creduto di più” (VIDEO)
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla Redazione di ViViCentro.it.
“Ha vinto la squadra che ci ha creduto di più ottenendo i tre punti contro una squadra che stava bene. Avevo chiesto di stringere i denti e i ragazzi hanno fatto qualcosa di eccezionale. I ragazzi sono stati eccezionali in questo girone di andata. Li ringrazio perché non era facile. Il Cosenza visto nelle ultime gare stava con i quattro un po’ più alti. Oggi stavano molto schiacciati con la linea dei cinque e noi non trovavamo spazi. Ho cambiato alcune volte il modulo in gara. I tre attaccanti nel finale perché volevo vincere la gara. Ero un po’ tentato se mettere Izco e alzare Mallamo ma alla fine è stata premiata la mia scelta. Nel primo tempo sono passato a un certo punto al 4-2-3-1 perché ho visto che sulle fasce soffrivamo un po’. Buchel dietro la punta perché Calo’ mi dava più geometria mentre Buchel mi dava più qualità. Con Braglia ci siamo visti anche prima della gara. Giocare contro le squadre di Braglia e’ sempre molto difficile e in questa occasione c’erano anche pochi giorni per prepararla. Ho cercato di prepararla sulle motivazioni e sono molto felice della mia squadra. Ora pensò solo a riposarmi insieme alla squadra. Il mercato? Non mi piace parlarne. Nelle ultime due gare non ho convocato Carlini per scelta tecnica perché mi ha chiesto di andare via. Non voglio polemiche. Lui vuole più continuità e vuole giocare ma non voglio creare alcuna polemica. E’ un ragazzo eccezionale, e’ una scelta di tipo lavorativo. Gli auguro di trovare la migliore collocazione. Canotto ha avuto qualche fastidio ma recupererà con tranquillità. Oggi non abbiamo mai sofferto molto, e’ stata una prestazione importante da parte di tutta la squadra. Il campo non è assolutamente migliorato, il terreno di gioco ha bisogno di manutenzione e lo si vede molto bene. A fine gara ho parlato con Corsi del Cosenza. Prima della gara era stato diffuso un vocale in cui lui parlava male della tifoseria di Castellammare. Posso assicurare che era uno scherzo goliardico con un compagno di squadra”.
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Al termine del match vinto dalla Juve Stabia allo scadere contro il Cosenza, si è presentato in sala stampa il difensore della JStabia Lito Fazio.
Fazio: “Sono a disposizione della Juve Stabia” (VIDEO)
Ecco le sue parole:
“Sono felicissimo per la prestazione e per la vittoria. Nasco come centrale in una difesa a tre, poi la carriera mi ha portato a giocare in altri ruoli. Mi sono messo a disposizione della Juve Stabia e del mister e sono felice di fare bene e non far sentire la mancanza di giocatori importanti per la Juve Stabia come Tonucci o Mezavilla. Dispiace che si siano fatti male, mi auguro di rimpiazzarli al meglio per il bene della squadra. Sono stato quattro mesi fermo a causa degli infortuni e non ho potuto dare il mio contributo alla causa della Juve Stabia, ora voglio rifarmi. Devo migliorare in alcune cose ma so qual è la strada giusta da percorrere. Devo continuare così. La Serie B è un campionato molto lungo e difficile e quindi non dobbiamo cullarci. Non abbiamo fatto nulla. Sicuramente chiudere a 24 il girone di andata dopo 1 punto nelle prime sei gare deve essere un orgoglio per la Juve Stabia. Oggi abbiamo affrontato una squadra in salute e non è stato facile batterla. Ricaricheremo le pile e, al ritorno, prepareremo la sfida con l’Empoli. I tifosi oggi sono stati monumentali, ci hanno spinto alla vittoria. Mi auguro che il 2020 sia felice come il 2019. Lotteremo tutti insieme”
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Stadio San Paolo, l’assessore Borriello: “Troppe multe dopo le gare del Napoli! Parcheggiatori abusivi? Una piaga della Città, in futuro non escludo che i parcheggi possano essere affidati alla società azzurra”
L’assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, è intervenuto ai microfoni di Spazio Napoli. Queste le sue parole sullo stadio San Paolo: “Lavorare con De Laurentiis ora è stimolante: dopo anni di conflittualità siamo finalmente arrivati a qualcosa di scritto e duraturo. Contenti per la convenzione e per il San Paolo rinnovato”.
Sulle multe:“Sono troppo numerose quelle che arrivano dopo ogni gara. Tutto ciò che accade durante una partita è a carico del Napoli. In città purtroppo c’è una cattiva cultura, come accade anche altrove. Ma sono convinto che entro la fine della stagione i tifosi si adegueranno alle nuove norme e le segnalazioni diminuiranno”.
I parcheggi?Questione irrisolta, non fanno parte della convenzione e quindi sono a carico dell’amministrazione comunale. Non escludo che in futuro si possa affidare la gestione dei parcheggi al Calcio Napoli. Se sono interessati…
I parcheggiatori abusivi? Sono una piaga della città. Il contrasto non è semplice, ci sono luoghi controllati dalla Camorra. Ci abbiamo provato con la polizia municipale, ma gli stessi agenti non si sentono protetti abbastanza. Servirebbe una task force però iosono convinto che nessun cittadino desse quei 2 euro ai parcheggiatori, il parcheggiatore abusivo sarebbe costretto ad andarsene“.