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Se stai affogando un amico interessato è meglio dell’ignavo, o no?

Tutta l’Europa, per non dire il Mondo, sta affogando e sta vivendo mesi drammatici sia dal punto sanitario che economico. Ogni Governo sta prendendo misure straordinarie per venire incontro alle esigenze di centinaia di milioni di Cittadini.

L’Italia sta facendo la sua parte: il Primo Ministro Conte (dopo la lettera scritta al Presidente del Consiglio d’Europa, Charles Michel che vi riportiamo alla fine), nella giornata di ieri, ha stanziato 4,7 miliardi di euro, per alleviare le sofferenze economiche di migliaia di nostri concittadini ridotti quasi alla fame.

E con l’Italia anche tante altre Nazioni. Proviamo a fare un appello!

CINA? Presente!:

“Il Governo cinese è pronto a fare la sua parte in segno di profondo ringraziamento verso l’Italia che ha aiutato il Paese nel momento del bisogno” …. “arriveranno dalla Cina anche medici specializzati che hanno affrontato per primi il picco dell’emergenza coronavirus”

RUSSIA? Presente!:

“From Russia with love” e così questa mattina, alla prima area di servizio dell’Autostrada, vicino a Moggio Udinese, è arrivata la colonna di camion Russi carichi di mascherine, tute per infermieri, disinfettante concentrato, apparecchiature per respirazione e diagnosi con esperti e tecnici a supporto.

CUBA? Presente!
E così anche loro, già dal 22 marzo, sono atterrati all’aereoporto di Milano 52 tra medici e infermieri arrivati dall’Avana per dare una mano a combattere l’emergenza coronavirus e che sono stati subito inviati all’ospedale di Crema.

ALBANIA? Presente!
Ultima in questo elenco, ma non ultima per i valore dell’azione messa in campo, unicamente perché è l’ultima news appena arrivata con annesso un video del Primo Ministro albanese che saluta i suoi in partenza e del quale, a seguire, vi riportiamo anche il trascritto:

“Non siamo privi di memoria: non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero. Voi membri coraggiosi di questa missione per la vita, state partendo per una guerra che è anche la nostra. Trenta nostri medici e infermieri partono oggi per l’Italia, non sono molti e non risolveranno la battaglia tra il nemico invisibile e i camici bianchi che stanno lottano dall’altra parte del mare. Ma l’Italia  è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva. Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile. Le risorse umane e logistiche non sono illimitate, ma non possiamo tenerle di riserva mentre in Italia c’è ora un enorme bisogno di aiuto. E’ vero che tutti sono rinchiusi nelle loro frontiere, e paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Ma forse è perché noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non l’abbandonano”.

Che dire: bellissime parole e ancor più bella azione valutando la dimensione e a condizione dell’Albania.

Ma continuiamo con l’appello:

EUROPA? Europa? Assente! Troppo impegnata a far di conto e a presiedere pranzi per analizzare la situazione al fine di valutare quanto morta convenga loro avere l’Italia

OK, calma. Non ci servono le scontate “spiegazioni” dei soliti (destroidi) soloni di turno: siamo ben consapevoli anche noi che il “buon samaritano” non esiste e che di sicuro, in certe emergenze, ha sempre e comunque un secondo scopo utilitaristico per lui e a ben vedere, sarà/è così anche in questi “aiuti” ma, come si suol dire: se stai annegando non fai lo schizzionoso su chi ti lancia un salvagente. Lo afferri e, per il momento ti salvi! E questo è, comunque un bene.

È un vero e concreto aiuto che è sempre migliore di quello dei quanti, invece, se ne stanno lì sulla riva a guardarti e a discutere come aiutarti o peggio, come altri che, alla fin fine, sembrano dirsi: beh!, lasciamo che ci provi da solo, non merita il nostro aiuto e se affonda pazienza, ce ne faremo una ragione e compreremo per poco i suoi resti.

Un esempio?

Lagarde, avv. Francese ora Presidente dela Banca Centrale europea al posto di Draghi, sui Coronabonds, così si è espressa:

«Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per gestire quelle questioni»

sbattendoci così la porta in faccia e, per il servizio, farci pagare un conto salato con lo spread che subito si impennò.

Poi c’è stato il turno della tedesca Ursula von der Leyen che, sempre sui Coronabonds, afferma che sono: “Solo uno slogan, non ci stiamo lavorando”.

Alla Germania fa eco anche l’Olanda che afferma:

“L’Olanda è impegnata ad assicurare che una forma appropriata di condizionalità sia rispettata per ogni strumento utilizzato, come richiesto dall’attuale Trattato del Mes”

quindi, tradotto ed in breve, o vi vendete a noi o vi arrangiate.

E questa, in breve, è la situazione ancora in essere anche dopo la lettera che il nostro Presidente del Consiglio Conte ha inviato, il 25 u.s., al presidente del Consiglio d’Europa, Charles Michel, e sottoscritta anche da

  • Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese,
  • Sophie Wilmès, Primo Ministro del Belgio,
  • Leo Varadkar, Primo Ministro of Ireland,
  • Xavier Bettel, Primo Ministro del Lussemburgo,
  • Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro of Greece,
  • Pedro Sánchez, Primo Ministro della Spagna,
  • Janez Janša , Primo Ministro della Slovenia
  • António Costa, Primo Ministro del Portogallo

e della quale, in chiusura, vi forniamo il testo

«Caro Presidente, Caro Charles, la pandemia del Coronavirus è uno shock senza precedenti e richiede misure eccezionali per contenere la diffusione del contagio all’interno dei confini nazionali e tra Paesi, per rafforzare i nostri sistemi sanitari, per salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali e, non ultimo, per limitare gli effetti negativi che lo shock produce sulle economie europee. Tutti i Paesi europei hanno adottato o stanno adottando misure per contenere la diffusione del virus. Il loro successo dipenderà dalla sincronizzazione, dall’estensione e dal coordinamento con cui i vari Governi attueranno le misure sanitarie di contenimento. Abbiamo bisogno di allineare le prassi adottate in tutta Europa, basandoci su esperienze pregresse di successo, sulle analisi degli esperti, sul complessivo scambio di informazioni. È necessario ora, nella fase piu’ acuta dell’epidemia. Il coordinamento che tu hai avviato, con Ursula von der Leyen, nelle video-conferenze tra i leader è d’aiuto in tal senso. Sarà necessario anche in futuro, quando potremo ridurre gradualmente le severe misure adottate oggi, evitando sia un ritorno eccessivamente rapido alla normalità sia il contagio di ritorno da altri Paesi. Dobbiamo chiedere alla Commissione europea di elaborare linee guida condivise, una base comune per la raccolta e la condivisione di informazioni mediche ed epidemiologiche, e una strategia per affrontare nel prossimo futuro lo sviluppo non sincronizzato della pandemia.

Mentre attuiamo misure socio-economiche senza precedenti, che impongono un rallentamento dell’attività economica mai sperimentato prima, abbiamo comunque bisogno di garantire la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali, e la libera circulazione di dispositivi medici vitali all’interno dell’UE. Preservare il funzionamento del mercato unico è fondamentale per fornire a tutti i cittadini europei la migliore assistenza possibile e la più ampia garanzia che non ci saranno carenze di alcun tipo. Siamo pertanto impegnati a tenere i nostri confini interni aperti al necessario scambio di beni, di informazioni e agli spostamenti essenziali dei nostri cittadini, in particolare quelli dei lavoratori transfrontalieri. Abbiamo anche bisogno di assicurare che le principali catene di valore possano funzionare appieno all’interno dei confini dell’UE e che nessuna produzione strategica sia preda di acquisizioni ostili in questa fase di difficoltà economica. I nostri sforzi saranno prioritariamente indirizzati a garantire la produzione e la distribuzione delle attrezzature mediche e dei dispositivi di protezione fondamentali, per renderli disponibili, a prezzi accessibili e in maniera tempestiva a chi ne ha maggiore necessità. Le misure straordinarie che stiamo adottando per contenere il virus hanno ricadute negative sulle nostre economie nel breve termine. Abbiamo pertanto bisogno di intraprendere azioni straordinarie che limitino i danni economici e ci preparino a compiere i passi successivi. Questa crisi globale richiede una risposta coordinata a livello europeo.

La BCE ha annunciato lo scorso giovedì 19 marzo una serie di misure senza precedenti che, unitamente alle decisioni prese la settimana prima, sosterranno l’Euro e argineranno le tensioni finanziarie. La Commissione europea ha anche annunciato un’ampia serie di azioni per assicurare che le misure fiscali che gli Stati membri devono adottare non siano ostacolate dalle regole del Patto di Stabilità e Crescita e dalla normativa sugli aiuti di Stato. Inoltre, la Commissione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno annunciato un pacchetto di politiche che consentiranno agli Stati membri di utilizzare tutte le risorse disponibili del bilancio dell’UE e di beneficiare degli strumenti della BEI per combattere l’epidemia e le sue conseguenze. Gli Stati membri dovranno fare la loro parte e garantire che il minor numero possibile di persone perda il proprio lavoro a causa della temporanea chiusura di interi settori dell’economia, che il minor numero di imprese fallisca, che la liquidità continui a giungere all’economia e che le banche continuino a concedere prestiti nonostante i ritardi nei pagamenti e l’aumento della rischiosità. Tutto questo richiede risorse senza precedenti e un approccio regolamentare che protegga il lavoro e la stabilità finanziaria. Gli strumenti di politica monetaria della BCE dovranno pertanto essere affiancati da decisioni di politica fiscale di analoga audacia, come quelle che abbiamo iniziato ad assumere, col sostegno di messaggi chiari e risoluti da parte nostra, come leader nel Consiglio Europeo

Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e la necessità di una ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nell’Eurozona. In particolare, dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una Istituzione dell’UE per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia. Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poichè stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti. E dobbiamo rendere conto collettivamente di una risposta europea efficace ed unita. Questo strumento di debito comune dovrà essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro.

I fondi raccolti saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati Membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale. Con lo stesso spirito di efficienza e solidarietà, potremo esplorare altri strumenti all’interno del bilancio UE, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di là di quelli già annunciati dalla Commissione. Dando un chiaro messaggio di voler affrontare tutti assieme questo shock unico, rafforzeremmo l’Unione Economica e Monetaria e, soprattutto, invieremmo un fortissimo segnale ai nostri cittadini circa la cooperazione determinata e risoluta con la quale l’Unione Europea è impegnata a fornire una risposta efficace ed unitaria. Abbiamo inoltre bisogno di preparare assieme “il giorno dopo” e riflettere sul modo in cui organizziamo le nostre economie attraverso i nostri confini, le catene di valore globale, i settori strategici, i sistemi sanitari, gli investimenti comuni e i progetti europei. Se vogliamo che l’Europa di domani sia all’altezza delle sue storiche aspirazioni, dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo pertanto il dibattito ora e andiamo avanti, senza esitazione».

A ciascuno, ora, la propria valutazione dei fati che, ripetiamo, sono e restano quelli su riportati

Se stai affogando un amico interessato è meglio dell’ignavo, o no? / Stanislao Barretta

Coronavirus e povertà. Parlamentari donano mensilmente parte o tutto lo stipendio

La povertà incalza. Parlamentari, Presidenti, Istituzionali, dovrebbero, tutti, contribuire, tagliandosi lo stipendio. In Sicilia.

Il Presidente della Camera Roberto Fico dei Cinque Stelle, aveva lanciato la chiamata “Promuoviamo una raccolta della Camera”. L’appello è stato subito accolto dai Parlamentari del M5S, seguiti da quelli del Pd, Lega e Fratelli d’Italia. Hanno devoluto una parte mensile oppure l’intero stipendio di un mese.

I Deputati di Camera e Senato dei Cinque Stelle, i quali hanno devoluto 3 milioni di euro dei loro stipendi alla Protezione civile per l’emergenza coronavirus e in particolare per l’acquisto degli apparecchi per la terapia intensiva che peraltro notoriamente. Va detto che da sempre i parlamentari del M5s si tagliano lo stipendio per devolverlo per fini sociali e produttivi.  Inoltre il capo politico Vito Crimi, dopo aver ricevuto numerose richieste in questo senso di deputati e senatori, ha dato il via libera per devolvere per l’emergenza anche i mille euro al mese di norma impiegati per gli eventi del territorio.

Il Pd ha seguito due strade: i capigruppo del Pd, Graziano Delrio alla Camera e Andrea Marcucci al Senato, hanno avviato una sottoscrizione di tutti i parlamentari a favore della Protezione civile. Si tratta di “almeno 1000 euro”, quindi una somma automaticamente sopra i 100mila euro. Ma il Pd conta di andare oltre. Inoltre, il responsabile organizzativo Stefano Vaccari ha mobilitato i Circoli e le federazioni invitandoli ad aderire, e soprattutto a promuovere, raccolte di fondi a livello regionale a sostegno delle strutture sanitarie, delle terapie intensive e delle strutture di volontariato.

Anche ogni Parlamentare della Lega sta mettendo a disposizione mille euro per l’emergenza. Ma non solo: deputati e senatori del Carroccio stanno cercando di far arrivare agli ospedali in prima linea anche mascherine, attrezzature e tutto quello che può servire. È stato lo stesso Matteo Salvini a sollecitare la generosità dei leghisti via Whatsapp. Qualcuno ha già donato anche 10mila euro mentre sul territorio, per fare un esempio, i consiglieri provinciali della Lega del Trentino hanno messo a disposizione 5mila euro ognuno.

I Parlamentari di Fratelli d’Italia hanno aderito alla campagna “Orgoglio Tricolore” e come primo gesto concreto hanno devoluto la loro intera indennità del mese di marzo. La campagna era stata promossa dal Secolo d’Italia e dalla Fondazione AN.

In Sicilia:

il deputato dell’ARS Tommaso Calderone di Forza Italia, ha donato l’intero stipendio di parlamentare relativo al mese di marzo 2020, per l’acquisto dei nuovi caschi respiratori, da destinare all’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto;

i deputati del M5s all’Ars hanno donato 300mila euro della rispettiva remunerazione alla Protezione civile e delle 9 Asp siciliane. Alla Protezione civile saranno destinati 100 mila euro, alle Asp isolane le restanti 200 mila. Per queste ultime saranno acquistate e messe immediatamente a loro disposizione le attrezzature e i presidi sanitari che in questo momento mancano nelle rianimazioni e terapie intensive: ventilatori polmonari ed ecografi polmonari portatili, in primis. Il Capogruppo dei Cinque Stelle all’ARS Giorgio Pasqua ha fatto inoltre sapere, sulla pagina Fb del Gruppo parlamentare siciliano, che erano stati “contattati telefonicamente medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari, sindaci per chiedere loro come i deputati Cinque Stelle potevamo aiutarli”.

Non abbiamo appreso di altri.

Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in questi giorni è stato anche, giustamente e doverosamente, sulle più note emittenti televisive nazionali, pubbliche e private, per segnalare pure, che dopo un mese di fermo nazionale per quasi tutte le attività al fine di arginare la diffusione del Covid-19, la società siciliana è ormai in gravi difficoltà economiche.

Si ritiene che dovrebbe, il Presidente Musumeci, lanciare anche un appello, come quello sopra del Presidente della Camera Fico o una iniziativa, che in questa drammatica emergenza coronavirus, inviti espressamente tutti i deputati siciliani all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) a donare parte mensile della loro remunerazione o uno stipendio di un mese.

Adduso Sebastiano

Castellammare, emerge un nuovo caso di covid – 19

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Castellammare, emerge un nuovo caso da covid – 19: si tratta di un operaio di 46 anni

Castellammare, emerge un nuovo caso di covid – 19

Castellammare, la notizia arriva direttamente dall’ASl ed è riportata dal Sindaco Gaetano Cimmino: nuovo caso di coronavirus in città. Si trattarebbe di un operaio di 46 anni. Di seguito riportiamo la nota del Sindaco Cimmino:

“Dalla Protezione Civile della Regione Campania e dall’Asl ci comunicano che un altro cittadino stabiese è risultato positivo al coronavirus (Covid-19): si tratta di un operaio di 46 anni, attualmente in isolamento domiciliare insieme al suo nucleo familiare. Da giorni l’uomo accusava sintomi febbrili e problemi respiratori, ragion per cui è stato sottoposto a tampone, il cui esito nelle scorse ore è risultato positivo.

Sale così a 17 il numero dei contagiati da Covid-19 a Castellammare di Stabia: 13 sono tuttora positivi, 3 sono deceduti, una è guarita. In isolamento domiciliare con sorveglianza attiva ci sono 137 cittadini, identificabili come casi sospetti oppure come persone venute a contatto con pazienti positivi o con altri casi sospetti in attesa dell’esito del tampone.”

Il Sindaco non ha mancato di porre l’accento sulla crescita dei casi nell’ultima settimana. Ecco come conclude la nota:

“Nell’ultima settimana abbiamo riscontrato una crescita dei contagi in città, in linea con l’incremento regionale. Non c’è motivo per fare allarmismi, ma ora è assolutamente vietato abbassare la guardia. Restare a casa è una condizione indispensabile per la salute di noi stessi, dei nostri cari e di tutti i cittadini. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, nessuno escluso. Restiamo uniti, remiamo insieme. Insieme ce la faremo.” 

Castellammare, la notizia arriva direttamente dall’ASl ed è riportata dal Sindaco Gaetano Cimmino: nuovo caso di coronavirus in città. Si trattarebbe di un operaio di 46 anni. Di seguito riportiamo la nota del Sindaco Cimmino v v v v v v v v v v v 

Ercolano, supermarket abusivo in strada: 45enne denunciato

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Alimentari improvvisato in strada, contro le norme igieniche e di anti contagio: scatta la denuncia per un 45enne

Ercolano, supermarket abusivo in strada: 45enne denunciato

I carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno denunciato un 45enne del posto per esercizio abusivo di attività commerciale. In piena emergenza coronavirus l’uomo ha attrezzato un locale al piano terra adiacente alla sua abitazione come un piccolo market alimentare. Vendendo la merce in strada il 45enne ha facilmente attirato l’attenzione dei militari.

Privo di qualsivoglia autorizzazione alla vendita di generi alimentari, il negozio è stato chiuso e l’uomo denunciato.

(foto indicativa presa da internet)

Ospedale di Boscotrecase, emergenza covid -19: il bollettino medico

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Ospedale di Boscotrecase, emergenza covid -19: il bollettino medico

Di seguito riportiamo il bollettino medico dell’ospedale di Boscotrecase che sta affrontando l’emergenza da covid – 19. Ecco quanto si legge nella nota aggiornata al 28 marzo:

Continua la solidarietà rivolta a pazienti ed operatori sanitari. Oggi sono state consegnate in ospedale 150 visiere protettive donate da Anna, una cittadina di Boscotrecase, che preferisce restare nell’anonimato ma che ha contribuito a sostenere gli operatori sanitari con un grande gesto di generosità lasciando anche un messaggio agli operatori.

BOLLETTINO MEDICO:

Pazienti ricoverati 38 di cui:
18 in reparto
10 ex pronto soccorso
5 sub intensiva
5 terapia intensiva

Decessi: 1 (San Giorgio a Cremano)

Totali Decessi: 10 ( a parziale rettifica del bollettino di ieri dove erroneamente erano stati indicati 8 decessi in luogo di 9)

Pazienti trattati con farmaco sperimentale:
5 in terapia intensiva
3 in sub intensiva.

Pazienti “clinicamente guariti”, per i quali bisognerà poi attivare l’isolamento sorvegliato per verificare negatività: 11

Seguiranno aggiornamenti a fine serata per la giornata di oggi, 29 marzo.

Federico II, consegnate mascherine per il personale amministrativo

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 Consegnate all’Università Federico II le prime 200 mascherine per il personale amministrativo realizzate nelle sartorie dei penitenziari campani

Consegnate alla Federico II le prime 200 mascherine per il personale amministrativo

Federico II di Napoli : all’Università partenopea sono state consegnate mascherine per tutto il personale dell’amministrazione, grazie al lavoro dei ragazzi dei vari penitenziari della Campania. Nello specifico ecco quanto si legge in una nota del rettorato:

“Sono state consegnate all Università Federico II le prime 200 mascherine realizzate nelle sartorie di centri penitenziari della Campania. L’iniziativa rientra nell’ambito del rapporto di collaborazione istituzionale dell Ateneo con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania che ha portato, un anno fa, alla costituzione del Polo Universitario Penitenziario di Federico II nella Casa Circondariale Pasquale Mandato di Secondigliano.

La fornitura completa sarà di 10.000 mascherine di tipo chirurgico, idonee all’uso per personale amministrativo, tutte realizzate nelle sartorie presenti nei centri penitenziari. Le diverse sartorie hanno cominciato a produrre prototipi nel tessuto non tessuto TNT, in quantità notevole, già a inizio marzo. Per questa produzione sperimentale il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, Antonio Fullone, ha chiesto il supporto e la supervisione dell Università Federico II, sia per le indicazioni iniziali che per la scelta del prototipo, avviando poi immediatamente, in diversi istituti penitenziari, la produzione di mascherine secondo le norme vigenti. Proposta immediatamente accolta dal Rettore Arturo De Vivo e affidata alla task force d Ateneo per l emergenza per il coronavirus presieduta dalla professoressa Maria Triassi.

Una parte di mascherine prodotte è stata destinata al personale tecnico amministrativo dell Ateneo federiciano e la prossima settimana verranno già consegnate ai dipendenti che, suddivisi in turni, lavorano negli uffici della Federico II per quei servizi indispensabili che non possono essere erogati in modalità telematica.”

Una grande iniziativa questa per far fronte all’emergenza covid  – 19, se si pensa anche alla forte difficoltà per tutti noi di recapitare le suddette mascherine, in questo particolare momento storico in cui è stata, purtroppo, creato, un vero e proprio mercato nero della mascherina.

Slogan? Lagarde, von der Leyen e poi Tridico: Non c’e’ due senza tre

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Non c’è due senza tre. Dopo la Lagarde sui Coronabonds: «Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per gestire quelle questioni» e quelle di Tridico sulle pensioni: “i soldi ci sono fino a maggio”, arriva La tedesca Ursula von der Leyen: Coronabonds’: “Solo uno slogan, non ci stiamo lavorando”

Slogan? Lagarde, von der Leyen e poi Tridico: Non c’e’ due senza tre

La tedesca Ursula von der Leyen, ha dichiarato che nella tabellina di marcia del Consiglio Europeo, non era prevista nessuna “fermata” sui Coronabond, erano frutto di una propaganda politica, uno “slogan” nulla di più.

Come le due precedenti dichiarazioni, anche la terza è stata “plasmata”, per dirla in breve, Ursula, ha messo una pezza calda sopra le fredde parole usate in Commissione.

Apriamo parentesi :

La prima parola, ( Eurobond), è presente da tempo nel lessico della Finanza, mentre il Coronabond o Corona bond, è un termine frutto esclusivo dell’emergenza in atto. Entrambe le parole definiscono comunque lo stesso concetto sono bond comuni e quindi debito comune (nei confronti dei sottoscrittori).

Chiusa parentesi.

Tutta l’Europa, per non dire il Mondo, sta vivendo mesi drammatici sia dal punto sanitario che economico, ogni Governo sta prendendo misure straordinarie per venire incontro alle esigenze di centinaia di milioni di Cittadini.

L’Italia sta facendo la sua parte, il Primo Ministro Conte, nella giornata di ieri, ha stanziato 4,7 miliardi di euro, per alleviare le sofferenze economiche di migliaia di nostri concittadini ridotti quasi alla fame.

Inutile dire che, maggioranza e minoranza parlamentare sono d’accordo su questa lodevole iniziativa, in quanto “Nessuno può, ne’ deve restare indietro”.

Saranno i Sindaci degli 8mila Comuni, unitamente alle migliaia di iscritti nelle varie sedi della Protezione Civile, a distribuire, seguendo giusti criteri, in base alle singole necessità, buoni pasto, derrate alimentari, finanziamenti alle famiglie più disagiate.

L’Italia aveva già stanziato nei giorni scorsi 25 miliardi di euro per combattere il Coronavirus, per fare questo passo, ci siamo dovuti indebitare più di quanto lo siamo..

I Coronabond, potrebbero essere l’arma vincente, per metterli in commercio, ci vuole la disponibilità dei Governi. In questi ultimi anni, per non dire mesi, la UE, non ha dato il meglio di se stessa, divergenze, spaccature, divisioni, sono state quasi sempre presenti. Da  tempo manca quel clima di serenità che avrebbe dovuto contraddistinguere questa Unione.

Oggi sembra che prevalga l’egoismo, non vi sia uno spirito di gruppo, si nota la presenza di qualche capobranco, che predilige solo i propri interessi.

Questo non va bene in quanto la UE potrebbe andare incontro ad una vera e propria “debacle”.

Mauro Lo Piano

Castellammare, 93enne risultata positiva al covid -19

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A Castellammare di Stabia salgono ancora i casi di covid – 19

Castellammare, 93enne risultata positiva al covid -19

Castellammare di Stabia, sale a 16 il numero di contagiati da covid – 19 in città: emerge nella giornata di ieri anche il tampone positivo di una donna di 93 anni. ne parla il Sindaco Gaetano Cimmino sulla sua pagina personale facebook:

“L’Asl ci ha comunicato che una donna di 93 anni è risultata positiva al coronavirus (Covid-19). L’anziana signora è attualmente in isolamento domiciliare insieme al suo nucleo familiare e a lei, come a tutti i pazienti risultati positivi, va il mio augurio di vincere questa sfida e di riprendersi in fretta.

Sale a 16 il numero dei contagiati da Covid-19 a Castellammare di Stabia: 12 sono tuttora positivi, di cui 3 ricoverati in ospedale in condizioni stabili, 3 sono deceduti, una è guarita. In isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, infine, ci sono 137 cittadini, identificabili come casi sospetti oppure come persone venute a contatto con pazienti positivi o con altri casi sospetti in attesa dell’esito del tampone.

Continuiamo a remare insieme, restiamo a casa, tuteliamo la salute dei nostri cari e di tutti i cittadini. Ne usciremo presto e vinceremo questa sfida. Insieme ce la faremo.”

Intanto continuano i controlli in città da parte delle forze dell’ordine: ancora molte persone non rispettano tutte le norme anti contagio, tra cui quella più importante il restare a casa o comunque spostarsi solo in caso di necessità e bisogno reali. Sono scattate,  di conseguenze,  sanzioni per 5 persone trovate in giro senza una valida motivazione.

Castellammare di Stabia, sale a 16 il numero di contagiati da covid – 19 in città: emerge nella giornata di ieri anche il tampone positivo di una donna di 93 anni. ne parla il Sindaco Gaetano Cimmino sulla sua pagina personale facebook.

Torre del Greco, emergenza covid -19: primi due guariti in città

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Il Sindaco Giovanni Palomba alla cittadinanza: “ Abbiamo i primi due guariti, dal Coronavirus, anche a Torre del Greco”.

Torre del Greco, una buona notizia in questo periodo difficile in cui le popolazioni del mondo si sono trovate a dover combattere un grande nemico: primi due guariti dal coronavirus. Lo dichiara il sindaco Giovanni Palomba, al termine del consueto aggiornamento serale con le Autorità Sanitarie dell’ ASL Na3 Sud, condiviso dall’intero team del Centro Operativo Comunale, al lavoro per il ventitreesimo giorno consecutivo, a Palazzo Baronale. ​

Scende, così, a 41 il dato complessivo dei cittadini positivi certificati – al netto dei decessi registrati negli ultimi giorni.

Nello specifico: 19 sono i soggetti ospedalizzati, con il ritorno a casa di un cittadino, e dunque 22 quelli in isolamento presso la propria abitazione.

Nel frattempo, si attendono i riscontri dei tamponi, praticati nei giorni scorsi, e i cui esiti, tuttavia, sono previsti soltanto nelle prossime ore.

Nel pomeriggio, il sindaco – in diretta web con il Consigliere dell’Ordine dei Medici di Napoli e Provincia, dott. Vincenzo Schiavo – ha offerto, in modo dettagliato, un ventaglio di informazioni e chiarimenti ai cittadini in merito alle modalità di trasmissione del contagio da COVID- 19 e in merito ai tempi e alle procedure di effettuazione dei tamponi.

“ Finalmente una buona notizia anche per la nostra comunità – ha ulteriormente ribadito il sindaco, Giovanni Palomba. Dobbiamo, tuttavia, continuare ad osservare, con intransigenza e rigore, i dispositivi governativi. Ancora stamattina, abbiamo dovuto smentire l’ennesima fake news messa in atto da chi continua a scherzare in un momento delicato per la collettività, addirittura, falsificando l’intestazione del Ministero degli Interni. Continueremo a garantire ai torresi, procedure trasparenti ed un’informazione puntuale. Non scoraggiamoci. Uniti ce la faremo”.

In merito, inoltre, ai contenuti della conferenza stampa – da poco conclusasi – del Premier Giuseppe Conte, si allega al presente comunicato la lettera a firma del sindaco di Torre del Greco – indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e a l Presidente dell’A.N.C.I Nazionale, già in data 16 marzo u.s. – per richiedere la previsione di un “ sussidio sociale di solidarietà” da riconoscere indistintamente ad ogni nucleo familiare.

Figc-Gravina: “Finiremo i campionati, a costo di arrivare ad agosto”

Gravina: “Fino a quando avrò la possibilità, conserverò la speranza di far ripartire i campionati ”

Il presidente federale lancia l’allarme: rischio scomparsa di molte società dilettantistiche

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, tiene in considerazione la possibilità di far ripartire i campionati: “Farò qualsiasi tentativo per arrivare a questa definizione. Sono consapevole che è prematuro pensare a una data, ma dobbiamo pensare positivo. Proveremo a fare il massimo per giocare anche a costo di chiedere il supporto di Uefa e Fifa, di andare oltre il 30 giugno quindi sfruttando anche luglio e agosto”.

Gravina esprime enorme preoccupazioni anche per il mondo dilettantistico, auspicando un lavoro di tutela per le società iscritte ai ranghi più bassi della piramide calcistica; evidenziando il disastro che comporterebbe la scomparsa di oltre tremila società a.s.d.

Inoltre, il capo del calcio italiano, sottolinea la mancanza di coesione della Lega, la qualche anche in questi periodo di crisi globale non perde occasione per dimostrare la sua frammentazione, anteponendo interessi personali al bene del sistema.
Gravina aggiunge che è programmato per domani un tavolo tecnico, dove le parti lavoreranno all’unisono per presentare al governo una serie di proposte.

Quanto al campionato sospeso, il numero uno federale, respinge le ipotesi di annullamento o assegnazione a tavolino dei vari titoli: “La ritengo una sconfitta mia e del valore della competizione. Si aprirebbe uno scenario antipatico. Rinuncio, ostinatamente, a fare riflessioni che portano a una conclusione del genere. Finché sarà possibile, continuerò a rigettare queste ipotesi”. 

A cura di Simone Vicidomini

Misure per la pesca: operative nuove procedure in favore delle imprese

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Misure per la pesca: in questi giorni, il ceto peschereccio italiano è stato destinatario di misure normative governative finalizzate ad agevolare lavoratori e imprese per affrontare la contingente situazione economica connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Misure per la pesca. Con la Guardia Costiera, operative le nuove procedure in favore delle imprese.

Con l’art.78 del Decreto legge del 17 marzo 2020, n°18 “Cura Italia” è stata prevista l’attivazione di uno stanziamento totale di 100 milioni di euro su un Fondo destinato al settore agricolo e all’arresto temporaneo delle attività di pesca per tutte le imprese.
In attesa dei provvedimenti attuativi del Decreto legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – MIPAAF,  attraverso la Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, ha comunque diramato alcune procedure per permettere alle imprese di pesca di accedere alla corresponsione dei contributi che saranno previsti.
L’operatività di dette misure sarà garantita attraverso il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, in ragione della dipendenza funzionale dal MIPAAF, per il quale svolge, oltre alla vigilanza sull’intera filiera della pesca marittima, anche funzioni di gestione amministrativa della flotta da pesca nazionale.
La Guardia Costiera avrà il compito di contribuire alla diffusione delle indicazioni promanate dal Ministero e raccogliere le istanze provenienti dal ceto armatoriale,  svolgendo la funzione di “sportello unico per il mare”, con l’obiettivo di fornire il necessario supporto a tutte le marinerie  nazionali e garantire  un dialogo costante con le imprese interessate dalle misure.
La circolare della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura riportante le predette misure è presente sul sito del Ministero delle politiche agricole e forestali
(https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15265) e sui siti istituzionali dei singoli comandi territoriali della Guardia Costiera.

Redazione

CdS – Milik vuole lasciare Napoli: ha già avvisato la società

Per il polacco prende corpo l’ipotesi Atletico Madrid

La storia tra Arkadiusz Milik e il Napoli sembra destinata ad interrompersi. Infatti, l’attaccante polacco sembrerebbe non essere più contento della sua situazione all’ombra del Vesuvio e, per questa ragione, ha già chiesto alla società azzurra di essere ceduto spiegando anche la motivazione.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Nel frattempo, nonostante la priorità del momento sia molto lontana dal calcio, Arek continua ad allenarsi in casa per mantenersi in forma: segue la tabella preparata dallo staff di Gattuso e aspetta. E poi riflette sul futuro: il rinnovo con il club azzurro del suo contratto, in scadenza nel 2021, è arenato, bloccato, fermo a prescindere dal rallentamento delle attività. Motivo? Beh, Milik ha voglia di cambiare aria e lo ha già spiegato alla società. Secondo Mundo Deportivo, tra l’altro, alla base della decisione dell’attaccante della Nazionale polacca ci sarebbe l’Atletico Madrid. Proprio così: Simeone lo vorrebbe, soprattutto nel caso dell’addio di Diego Costa. E anzi si potrebbe profilare uno scambio tra i due; o magari con Vrsaljko o Arias. In Spagna dicono così”.

TuttoSport – Incontro tra ADL e l’agente di Zielinski: si tratta per il rinnovo

Le parti potrebbero venirsi incontro per quanto riguarda la questione clausola rescissoria

Durante la pausa forzata causata dalla pandemia del COVID-19, il Napoli non resta fermo e cammina spedito per provare a mettere nero su bianco i rinnovi dei calciatori in scadenza. Oltre alla trattativa per Dries Mertens, il presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis è pronto a prolungare il contratto di Piotr Zielinski. Infatti, ADL incontrerà l’agente del centrocampista polacco per trovare un accordo e arrivare alle firme: l’unico nodo resta la questione clausola rescissoria.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del quotidiano TuttoSport:
“Il patron vorrebbe chiudere subito i rinnovi, al telefono e senza attendere che l’emergenza Covid-19 sia passata. Con uno di questi, Bartlomiej Bolek, ha un appuntamento la prossima settimana con una videochiamata che servirà per cancellare vecchie ruggini e trovare la soluzione per il rinnovo del contratto di Zielinski. Il nuovo accordo prevede un ingaggio netto fino a 3,5 milioni, anche se il nodo sarà la clausola rescissoria. Si parte dai 120 milioni proposti dal Napoli, contro i 65 richiesti: la soluzione sugli 80 milioni”.

TuttoSport – Sepe monitorato da Giuntoli: potrebbe tornare a Napoli

Il club partenopeo ha seguito anche Salvatore Sirigu

Sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero Alex Meret in partenza. Per questa ragione, Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, non vuole farsi trovare impreparato; infatti, nel corso della stagione (attualmente sospesa per l’emergenza COVID-19) ha fatto seguire Luigi Sepe, attualmente in forza al Parma, e Salvatore Sirigu, portiere del Torino. Entrambi sono numeri uno di assoluta affidabilità.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del quotidiano TuttoSport:
“Giuntoli sta sondando il mercato italiano e nel taccuino è tornato il nome del 33enne Sirigu del Torino, già compulsato quando c’era da sostituire Reina, oltre a quello di Sepe. Sì, il 28enne di Torre del Greco è stato seguito con attenzione dagli 007 azzurri che hanno giudicato ‘eccellente’ la stagione da titolare a Parma. Il ritorno alla base non è da escludere”.

TuttoSport – Meret potrebbe andare via: non accetterebbe di fare il secondo

La richiesta del presidente De Laurentiis parte da 60 milioni di euro

Ha passato la prima parte di stagione, quella disputata con Carlo Ancelotti allenatore, da titolare per poi finire in panchina con l’attuale tecnico Gennaro Gattuso, che gli ha preferito sistematicamente David Ospina. Per questa ragione, Alex Meret sta riflettendo sul suo futuro a Napoli. Per la sua giovane età (23 anni), l’estremo difensore azzurro ha voglia di giocare e non accetterebbe di continuare a fare da secondo.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport:
“L’alternanza tra di loro non è più possibile e il friulano non accetterebbe di fare ancora il vice a Ospina. Le recenti esperienze (negative) hanno consigliato il management partenopeo di non trattenere più i calciatori che non ne hanno voglia. Anche Meret (23 anni), purchè arrivi un’offerta adeguata: la richiesta parte da 60 milioni”.

Gravina: “Vogliamo finire la stagione, ma dipende dal virus”

“Troveremo noi le risorse per salvare il calcio”

Gabriele Gravina, presidente della F.I.G.C., ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano Corriere della Sera per parlare della situazione che affligge il calcio durante la pandemia causata dal COVID-19.

Ecco quanto dichiarato da Gravina:
Qual è la priorità del calcio in questo momento di grande emergenza?
«La salute di tutti e la solidarietà. Per questo abbiamo messo a disposizione Coverciano, il nostro tempio, per i pazienti che devono stare in isolamento».

Quando torneremo a giocare?
«Dipende dal virus. Il nostro piano è chiaro: rispettare il valore della competizione sportiva. L’obiettivo è finire i campionati, arrivando alla definizione delle classifiche. Abbiamo capito che ripartire a maggio sarà difficile, ma possiamo spingerci sino a luglio. Stiamo cercando di adattare la situazione alla nostra realtà».

Non c’è il rischio che per portare in fondo questo campionato, si rovini il prossimo?
«Non vogliamo invadere la stagione che verrà perché c’è l’Europeo. Abbiamo una deadline: chiudere entro la fine di maggio 2021».

La crisi potrebbe portare al cambio dei format?
«Ci guida una stella polare che sono le norme e non è facile modificarle. La serie A a 22 squadre nell’anno in cui bisogna chiudere prima non mi sembra una strada percorribile».

Cosa avete chiesto al governo?
«Le cifre delle potenziali perdite mi sembrano fuori luogo. Siamo convinti che certe risorse dobbiamo procurarcele da soli. Stiamo studiando un piano salva calcio per il rilancio di questo importante settore produttivo del Paese».

Il Mattino – Mertens riflette sul rinnovo col Napoli: tre club rilanciano l’offerta

L’attaccante belga riflette sul da farsi

Il rinnovo del contratto tra Dries Mertens e il Napoli non ha ancora visto apporre le firme che lo renderebbero ufficiale. Per questo motivo, club come Inter, Atletico Madrid e Chelsea restano alla finestra in vista degli spiragli giusti e, addirittura, rilanciano le rispettive offerte: sono 6 i milioni offerti per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante belga che, nel frattempo, riflette sul suo futuro.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Inter, Chelsea ed Atletico Madrid non si fanno frenare dalla carta d’identità, rilanciando a sfiorare i 6 milioni a stagione con bonus alla firma tale da poter quasi considerarsi un acquisto del cartellino. Il passo fatto dal Napoli c’è: 4 milioni per un biennale, quello che filtra da ambienti societari. Peraltro il club è convinto che l’intesa col belga sarà rinnovata dopo che si è mosso direttamente De Laurentiis. Mertens è lì che riflette, il rinnovo resta l’opzione più vicina”.

Miliardi Di Parole (Mauro Lo Piano)

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Dopo una serie di disastrosi Governi in cui erano stati spesi tanti miliardi di parole, eravamo nell’anno astrale 2011, Costellazione Montecitorio, quando venne nominato Primo Ministro Mario Monti, maturo vassallo dei Banchieri.

Erano gli anni in cui eravamo sotto stretta osservazione da parte dell’Unione Europea, ogni nostro minimo sforamento sui conti pubblici, veniva non solo bacchettato, spesso si è arrivati a vere e proprie minacce scritte.

Per non essere troppo espansivo, questo tira e molla durò per circa 8 anni, nei quali, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, e per ultimo Conte, cercarono di raffreddare gli animi e le possibili tiratine d’orecchie da parte della Comunità Europea.

In questi ultimi due mesi la situazione sembra essersi totalmente capovolta, il Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale, Nazioni grandi e piccole, devono fare nuovi conti a causa di questa pandemia.

Si sono sentite miliardi di parole, ma i fondi stanziati dalla Ue, devono ancora arrivare, si era partiti da 3.5 miliardi di euro di sforamento, poi sono stati portati dalla UE (sempre sulla carta) a 25.

Come sempre fra le parole e la realtà, vi è di mezzo un mare d’incertezze, le stesse che si stanno manifestando in questi giorni. Conte ha dichiarato che se la Comunità non dovesse far fronte agli impegni presi, l’Italia farà da sola.

Belle parole, solo che la nostra economia non brilla e proprio in questi tragici momenti sta dimostrando tutta la sua vulnerabilità.

Inutile dire che le opposizioni, hanno inveito contro la Comunità, chiedono che ci vengano restituiti i soldi che abbiamo dato loro, certamente il clima politico si sta facendo più che incandescente.

Noi dobbiamo pensare come far fronte a questa pandemia, come uscirne non si sa, bisogna tentare di bloccare questa moria continua di anziani, medici, infermieri, e di tutti coloro che sono in prima linea contro questo nemico invisibile.

Per tentare di  opporsi al virus, ci vogliono uomini e mezzi, e una grandissima quantità non di parole, ma di liquidità monetaria, senza questo apporto, difficilmente ne verremo fuori.

Mauro Lo Piano

Il M5S all’ARS dona 300mila euro alla Protezione Civile e Asp

Dopo i 3 milioni devoluti dai Cinque Stelle di Camera e Senato alla Protezione Civile, anche i Deputati M5S all’ARS fanno una donazione.

Già il 9 marzo 2020 i Parlamentari di Camera e Senato del Movimento 5 stelle, avevano devoluto 3 milioni di euro dei loro stipendi alla Protezione civile per l’emergenza coronavirus e in particolare per l’acquisto degli apparecchi per la terapia intensiva. A deciderlo erano stati gli iscritti 5 stelle dopo un voto sulla piattaforma Rousseau che diede il via libera con il 97,5% delle preferenze, pari 17mila e 61 voti. I contrari sono stati 434. Adesso i deputati del M5s all’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) hanno donato 300mila euro della rispettiva remunerazione alla Protezione civile e delle 9 Asp siciliane. Alla Protezione civile saranno destinati 100 mila euro, alle Asp isolane le restanti 200 mila. Per queste ultime saranno acquistate e messe immediatamente a loro disposizione le attrezzature e i presidi sanitari che in questo momento mancano nelle rianimazioni e terapie intensive: ventilatori polmonari ed ecografi polmonari portatili, in primis.

“Abbiamo deciso – affermano i deputati 5 stelle – di non dare materialmente le somme alle Asp, ma di comprare noi direttamente le attrezzature di cui hanno disperato bisogno, secondo le indicazioni dei medici in prima linea, e questo per evitare che le solite pastoie burocratiche possano rallentare i processi di acquisizione, che devono essere invece velocizzati al massimo. In questo momento anche poche ore possono fare la differenza e salvare una vita o no”.

“Negli ospedali – proseguono i parlamentari – manca tantissimo, ma le cose di cui c’è disperato bisogno nelle terapie intensive sono soprattutto i ventilatori polmonari e gli ecografi polmonari portatili che possono essere un validissimo ausilio nel caso in cui non sia possibile usare le Tac, che nei giorni a venire rischiano di essere ingolfate dai prevedibili aumenti di contagi. La portabilità delle attrezzature, inoltre, consente di effettuare esami anche lontano dalle terapie intensive”.

“La politica – sottolineano i deputati – in frangenti come questi deve andare anche oltre ai suoi ruoli istituzionali e, se puo’, dare segnali tangibili e concreti ai cittadini che stanno soffrendo terribilmente questa tremenda emergenza. Se anche una sola delle attrezzature che doneremo agli ospedali riuscirà a salvare una vita, saremo felicissimi”. “L’emergenza Coronavirus – conclude il capogruppo Giorgio Pasqua, che fa parte della commissione Salute dell’Ars – sta mettendo a nudo tantissime delle carenze della sanità siciliana, cosa che abbiamo sempre denunciato, specie per le rianimazioni- Quando sarà tornato finalmente il sereno, tante cose andranno riviste e gran parte della sanità ripensata”.

La donazione non si è fermata ai soli 300mila euro. Il Capogruppo dei Cinque Stelle all’ARS Giorgio Pasqua ha fatto inoltre sapere, sulla pagina Fb del Gruppo parlamentare siciliano, che erano stati “contattati telefonicamente medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari, sindaci per chiedere loro come i deputati Cinque Stelle potevamo aiutarli”.

“Servono macchinari” hanno risposto. Così, continua il Capogruppo Pasqua “insieme a tutti i portavoce del M5S della provincia di Siracusa, abbiamo cercato, trovato e acquistato 5 ventilatori polmonari e li abbiamo donati all’Asp di Siracusa. Li abbiamo comprati con le nostre restituzioni (è buono ricordare che siamo gli unici politici al mondo che si tagliano il compenso)”.

Adduso Sebastiano

YouPol, i nuovi servizi dell’app della Polizia per segnalare i reati domestici

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YouPol, i nuovi servizi dell’app della Polizia per segnalare i reati che si consumano tra le mura domestiche

In seguito all’emergenza covid-19, arrivano i nuovi servizi YouPol, l’app della Polizia per segnalare i reati domestici

YouPol è l’app della Polizia di Stato per smartphone che in seguito all’emergenza coronavirus, si aggiorna prevedendo la possibilità di segnalare i reati violenti che si consumano tra le mura domestiche.

Nel periodo di emergenza Covid-19, la maggior parte dei cittadini resta a casa in ottemperanza alle indicazioni governative. Per garantire la massima accessibilità al pronto intervento della Polizia di Stato, l’applicazione si aggiorna prevedendo la possibilità di segnalare i reati di violenza domestica con le stesse modalità e caratteristiche delle altre tipologie di segnalazione.

Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa –  può ovviamente denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

L’applicativo, nato dalla ferma convinzione che ogni cittadino è parte responsabile ed attiva nella vita democratica del Paese, è facilmente installabile su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi IOS e Android.

Per scaricare il file descrittivo delle nuove funzionalità, basta cliccare, o richiamare nel browser, il seguente link:

https://www.poliziadistato.tv/c_3JEW9vBa9B
Il file resterà disponibile per 168 ore online.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)