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I Carabinieri di Cercola in azione VS reati di Estorsione

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Operazione importante quella in cui hanno operato i Carabinieri della Tenenza di Cercola, l’esecuzione di una ordinanza contro i reati di estorsione.

I Carabinieri di Cercola in azione VS reati di Estorsione

I carabinieri della Tenenza di Cercola hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Tribunale di Napoli – Ufficio G.I.P. – su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per i reati di concorso in estorsioni continuate aggravate dal metodo mafioso.

Le persone arrestate sono C. L. di anni 55 e F. G. di anni 48, entrambi di Napoli zona “case nuove”, a ridosso della piazza Garibaldi.

La predetta misura scaturisce da indagini di p.g. condotte dai militari della tenenza dei carabinieri di Cercola ed avviate a seguito di alcune segnalazioni pervenute da esercenti locali che evidenziavano la presenza di soggetti, poi identificati nelle persone arrestate, i quali paventando rapporti riconducibili alla criminalità organizzata locale, obbligavano i commercianti ad acquistare alcuni prodotti, tipo rotoloni di carta e buste per la spazzatura.

Le indagini continuate con attività tecnica e servizi di o.c.p. hanno permesso di individuare e raccogliere elementi probatori idonei a comprovare la consumazione di una serie di estorsioni consumate tutte con un collaudato modus agenti in danno di titolari delle attività commerciali, consistente nel richiamare l’appartenenza ad un determinato contesto territoriale noto per la diffusione del fenomeno camorristico, facendo riferimento a precedenti esperienze detentive subite e alla necessità di aiutare gli “amici carcerati”.

I reati accertati sono stati consumati con condotta perdurante dal mese di novembre 2018 al mese di luglio 2019 sull’area vesuviana compresa tra i comuni di Cercola, Pollena Trocchia e Volla.

Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati associati presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano a disposizione dell’A.G. mandante.

 

Da segnalare, il contributo degli esercenti locali che hanno segnalato: a dimostrazione che uno Stato è forte grazie anche al contributo dei suoi Cittadini.

 

Stéphanie Esposito 

Fiume Sarno: per la sua salvezza Stabia scrive a Strasburgo

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Sui canali ufficiali del Sindaco Cimmino, la notizia di una prossima lettera indirizzata alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo.

Fiume Sarno: per la sua salvezza Stabia scrive a Strasburgo

CASTELLAMMARE DI STABIA- Il “caso” del fiume Sarno affligge da decenni generazioni di stabiesi e amministrazioni, il Sindaco con un comunicato ha annunciato che si rivolgerà alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo.
Di seguito il messaggio:

L’inquinamento del Sarno influisce in maniera devastante sulla possibilità di garantire un adeguato rispetto e godimento del diritto alla salute, connesso al diritto ad un ambiente salubre e ad uno standard adeguato delle condizioni di vita.

Ho deciso pertanto di scrivere una lettera alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, per informarla in merito alla rinnovata emergenza del fiume Sarno, allo scopo di salvaguardare i miei cittadini dai pericoli derivanti da un disastro ambientale di enormi proporzioni.

Dopo oltre 40 anni di grave degrado, a seguito della sospensione dell’attività delle industrie che operano nelle vicinanze del fiume causata dall’emergenza Covid-19, le acque del Sarno erano tornate quasi limpide e in alcuni tratti erano ricomparsi persino alcuni tipi di flora sommersa e alcuni esemplari di fauna, scomparsi da vari decenni.

L’entusiasmo, però, si è rivelato effimero, dal momento che, con la ripresa delle attività industriali, sono riapparsi liquami e scarichi inquinanti all’interno del fiume, che rivelano in maniera inequivocabile che continuano ad esserci aziende che scaricano i propri reflui nel fiume piuttosto che inviarli a depurazione.

Una piaga che pregiudica la salute del corso d’acqua.

E i risultati degli interventi per il disinquinamento da parte degli enti sovraordinati si sono rivelati finora insufficienti.
Già nel corso del mese di novembre 2018 ho deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, per denunciare la presenza di agenti inquinanti che, attraversando la corrente del fiume, sfociano in mare.
Sversamenti provenienti da aziende del settore agroalimentare e concerie, che riversano un ventaglio assortito di sostanze tossiche per l’uomo e per l’ambiente: cadmio, piombo, rame, nichel, vanadio, arsenico, zinco, manganese, ferro e pesticidi.
L’area attraversata dal Sarno, non a caso, è stata definita dai ricercatori “il pentagono della morte”, dal momento che gli abitanti delle aree limitrofe al fiume sono soggetti ad un elevato tasso di mortalità per cancro.
Un crimine nei confronti del nostro ecosistema, che mette a repentaglio la salubrità dell’ambiente e la salute di tutti i cittadini.

Resta da vedere se, quando Strasburgo risponderà, i provvedimenti da prendere saranno rispettati, non solo dai responsabili del malessere del Sarno, ma anche dei Cittadini, che evidentemente non si sono mai fatti sentire abbastanza per far valere il proprio diritto alla salute.

 

 

Stéphanie Esposito

Covid-19: resoconto di giornata del Sindaco Gaetano Cimmino

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Stasera, come ogni giorno, il Sindaco dà nota di quelli che sono “i numeri” in merito all’emergenza da Covid-19 e le sue aspettative per i giorni che ci attendono.

Covid-19: resoconto di giornata del Sindaco Gaetano Cimmino

CASTELLAMMARE DI STABIA- E’ ormai appuntamento quotidiano, il comunicato serale da parte del Sindaco Cimmino che aggiorna sui “numeri” dell’emergenza Covid-19.
Pare che le cifre siano sempre più piccole, ciò fa molto piacere, ma non per questo, bisogna abbassare la guardia.
Il Primo Cittadino tiene a ripetere, che siamo tutti responsabili, con i nostri comportamenti dell’evoluzione in positivo dell’operazione di contenimento del virus.

L’Asl ci ha comunicato oggi la guarigione dei 3 infermieri di Castellammare di Stabia risultati positivi al Covid-19 lo scorso 26 aprile.
Da 16 giorni non si registrano nuovi casi di coronavirus in città e si susseguono le guarigioni dei pazienti che avevano contratto il Covid nel corso della fase più acuta di diffusione del contagio.
Sono rimasti 2 pazienti tuttora positivi, in isolamento domiciliare, a cui auguro di guarire in fretta e di vincere anch’essi la loro battaglia contro il virus.
Gli sforzi e i sacrifici compiuti da tutti i cittadini nei due mesi di isolamento tra le mura domestiche hanno dato i loro frutti.
Ma ora non possiamo permetterci di mollare la presa.
Il virus non è svanito e il mancato rispetto delle regole può vanificare l’impegno profuso finora e riportarci al lockdown.
Ora più che mai tutti dobbiamo imparare a convivere col virus, rispettando le norme basilari: indossare sempre la mascherina in modo corretto, evitare assembramenti, lavare accuratamente le mani, uscire di casa soltanto per i motivi inclusi nelle ordinanze comunali, regionali e nazionali.
Facciamo tutti la nostra parte e restiamo uniti per vincere insieme questa sfida.

 

Stéphanie Esposito

L’ Operazione di distribuzione delle scorte alimentari della III Commissione

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La III Commissione consiliare a lavoro la distribuzione della scorte alimentari residue con un’iniziativa importante che vede anche le parrocchie.

L’ Operazione di distribuzione delle scorte alimentari della III Commissione

CASTELLAMMARE DI STABIA- La III Commissione consiliare si è adoperata affinché sia possibile la distribuzione delle ingenti scorte alimentari residue.

Di seguito alcune dichiarazioni:

“Le ingenti scorte alimentari residue, provenienti dalla raccolta organizzata dai servizi sociali, saranno distribuite alle chiese tramite le unità pastorali del nostro territorio”.
Questo l’indirizzo proveniente dalla III commissione consiliare, composta da Sabrina Di Gennaro (presidente), Barbara Di Maio, Emanuele D’Apice, Catello Tito, Rosa Esposito, Giovanni Nastelli, Laura Cuomo, Eutalia Esposito.

“A seguito dell’interruzione del servizio di raccolta e distribuzione, la commissione si è espressa per definire le modalità di gestione e destinazione delle derrate alimentari, di cui si è provveduto a fare inventario. – proseguono i componenti della III commissione consiliare –
I generi alimentari rimasti saranno distribuiti alle parrocchie di Castellammare, dando priorità alle realtà parrocchiali già impegnate nel servizio di distribuzione e mensa in questo momento di emergenza sociale ed economica.
E una parte delle risorse disponibili sarà riservata alla Caritas.

Un’iniziativa mirata ad evidenziare la sensibilità della III commissione e di tutta l’amministrazione comunale nei confronti delle fasce deboli della popolazione, in piena sinergia con le realtà parrocchiali del territorio, che da sempre operano per aiutare chi soffre e fornire un aiuto costante e concreto”.

In momenti delicati come questi, è importante che la politica faccia sentire la propria presenza attraverso azioni concrete.

Siamo ancora in una fase 2 particolarmente difficile, perché purtroppo da parte di alcuni ci sono stati “scivoloni” con comportamenti poco responsabili, che hanno “costretto” il Sindaco a ripristinare alcune restrizioni.

Teniamo a mente che il virus NON è stato sconfitto, ora come ora i nostri comportamenti sono l’unica arma che abbiamo per non contrarlo.

 

 

 

Stéphanie Esposito

Castellammare di Stabia: AGGIORNAMENTI BLITZ al quartiere “Cicerone”

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Stamattina, alle prima luci dell’alba, nel quartiere ” Cicerone “, le Forze dell’ Ordine hanno arrestato 8 persone gravemente indiziate.

Castellammare di Stabia: AGGIORNAMENTI BLITZ al quartiere “Cicerone”

CASTELLAMMARE DI STABIA- Stamattina il quartiere ” Cicerone ” è stato scenario del BLITZ delle Forze dell’Ordine che hanno arrestato ben 8 indagati gravemente indiziati.

Ci sono giunti da poco aggiornamenti in merito all’operazione svolta che arricchiscono di dettagli la vicenda:

Nelle prime ore di questa mattina, in Castellammare di Stabia (NA), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, con il supporto nella fase esecutiva di personale delle altre Compagnie del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata, del X Reggimento Campania, del Nucleo Cinofili di Sarno e del 7° Elinucleo di Pontecagnano, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica – nei confronti di 8 indagati gravemente indiziati dei reati di detenzione e cessione di sostanza stupefacente continuata ed in concorso e illecita detenzione di armi.

L’indagine, coordinata da questa Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha avuto origine nell’aprile del 2018 ed ha consentito di:

-dimostrare l’esistenza di una fiorente attività di spaccio nel quartiere “Cicerone” di Castellammare di Stabia per lo smercio di marijuana e cocaina;

-documentare la versatilità e l’interscambiabilità dei ruoli degli indagati, ora custodi dello stupefacente, poi cassieri e, all’occasione, addetti alla ricezione degli ordinativi e pusher;

-accertare l’estensione delle attività illecite alla penisola sorrentina grazie ad uno degli indagati che, residente nel citato quartiere, svolgeva l’attività lavorativa, in arco orario notturno, a Sorrento;

-appurare la modalità delle cessioni che si caratterizzavano per l’ordinazione telefonica e l’utilizzo di un linguaggio criptico;

-riscontrare le risultanze investigative con numerose segnalazioni amministrative di altrettanti assuntori di stupefacenti, con l’arresto in flagranza di reato di 6 degli 8 indagati e con il sequestro di una pistola semiautomatica cal. 6.35 con relativo munizionamento e di cospicui quantitativi di cocaina e di marijuana.

Ai termine delle formalità di rito 6 indagati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, mentre un indagato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
Ad un ulteriore indagato, invece, il provvedimento è stato notificato presso la Casa Circondariale di Bellizzi (AV), ove si trovava già ristretto per altra causa.

Concludiamo con una frase dello stesso Cicerone :

“Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d’essere superiore alle leggi”

Questa frase rafforza un concetto molto importante: uno Stato democratico forte e sano è quello in cui i Cittadini mantengono “vivo” il legame che hanno con lo Stato (la Cittadinanza appunto), essendo partecipi della società e contribuendo con il loro comportamento e la loro voce a supportare il valore della Legge, che le Forze dell’Ordine sono impegnate quotidianamente a difendere con i loro interventi.

Stéphanie Esposito

Napoli, Ospedale Cotugno: da mercoledì inizia la sperimentazione delle terapie a base di plasma

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Napoli, Ospedale Cotugno: da mercoledì inizia la sperimentazione delle terapie a base di plasma, il direttore Maurizio di Mauro: “Dobbiamo imparare a convivere con il virus”

Napoli – Intervenuto in diretta su la Radiazza con Gianni Simioli e il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, il direttore genere dell’azienda ospedaliera dei Colli Maurizio di Mauro ha fornito alcuni aggiornamenti circa il delicato periodo che sta vivendo la Regione Campania che sembra essere vicina all’obiettivo zero contagi: “Il virus sta perdendo di aggressività e il numero dei contagi e di decessi sta rapidamente calando, e questo lo si è dovuto anche all’operato della sanità campana, con le misure contenitive che sono state adottate e con le disposizioni date ai cittadini. Per questo è necessario ed importante continuare a rispettare il distanziamento sociale e le regole di sicurezza, non possiamo prevedere se vi sarà una seconda ondata di epidemia ed allora occorre fare prevenzione ed essere responsabili.” avverte di Mauro
“Dobbiamo imparare a convivere con il virus e questo fino a quando non sarà disponibile un vaccino, fino ad allora continueremo a curare e a trovare soluzioni per contrastare gli effetti del virus.
Infatti, daa mercoledì –
annuncia il direttore – , qui al Cotugno, partiranno le sperimentazioni delle terapie a base di plasma dei guariti dal Covid-19.”.

 “La sanità della nostra regione si è dimostrata, e sta continuando a dimostrare, di avere eccellenze professionali al proprio interno e di saper gestire al meglio certe situazioni, non a caso la gestione del coronavirus da parte della sanità campana è diventata un modello da seguire su scala internazionale” interviene il consigliere Borrelli.
“Come ha anche detto il direttore di Mauro, ora occorre rispettare le regole di sicurezza, mantenere il distanziamento sociale, indossare i dispositivi e non mettere a repentaglio la propria salute e quella altrui. Stiamo assistendo a troppi assembramenti e comportamenti sconsiderati, siamo sinceramente molto preoccupati, occorre non abbassare la guardia.”

Arcidiocesi Sorrento-Castellammare, scomparso l’arcivescovo emerito Felice Cece

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Arcidiocesi Sorrento-Castellammare, scomparso l’arcivescovo emerito Felice Cece. Domani alle 15.30 le esequie all’interno della Concattedrale

Questa mattina, è venuto a mancare l’arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare, Mons. Felice Cece.
“La sua vita è stata una vera e trasparente testimonianza dell’amore del Buon Pastore per il suo gregge; lo accompagniamo con la preghiera esprimendogli l’affetto e la gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto da lui e attraverso di lui.” è il ricordo dedicatogli dall’Arcidiocesi.
Per rendergli un ultimo saluto, questa sera alle 21.00, dalla Concattedrale di Castellammare di Stabia il vescovo Francesco guiderà la celebrazione della Veglia che sarà trasmessa sui canali social della diocesi.

Domani alle 15.30 saranno celebrate le esequie nella Concattedrale; in ottemperanza alle indicazioni ministeriali per il contenimento del Covid-19, la celebrazione si svolgerà a porte chiuse con la partecipazione dei familiari.
Al termine della celebrazione la salma di Mons. Cece sarà trasferita al cimitero di Cimitile

Nato a Cimitile, diocesi di Nola, il 26 marzo 1936.
Ordinato presbitero il 5 luglio 1959;
eletto alla sede vescovile di Calvi e Teano il 17 agosto 1984;
ordinato vescovo il 20 ottobre 1984;
promosso alla sede arcivescovile di Sorrento – Castellammare di Stabia -l’8 febbraio 1989.
Emerito dal 10 marzo 2012

“Un esempio di impegno e moderazione nella nostra Chiesa, che ha sempre lasciato spazio al confronto e al dialogo con i fedeli con profonda delicatezza d’animo. Un uomo dalla grande caratura morale, che ha dedicato la sua vita al sostegno e all’aiuto alle fasce deboli della popolazione, preservando sempre umiltà e discrezione”. Questo il ricordo del Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, che si è unito al lutto.

Castellammare, Cimmino celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere: “Siete i nostri eroi”

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Castellammare, Cimmino celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere: “Siete i nostri eroi, ancor più in quest’epoca così complessa”

Castellammare – “Ricorre oggi la Giornata Internazionale dell’Infermiere. Colgo l’occasione per rivolgere un immenso grazie a tutti gli infermieri che senza sosta si battono in prima linea mettendo a rischio la loro vita per salvare le vite altrui“. Così, il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha celebrato questa importante ricorrenza.

“Un esempio di professionalità e dedizione che merita un enorme plauso da parte di tutti i cittadini, ancor più in quest’epoca così complessa che ci troviamo improvvisamente ad affrontare. Siete i nostri eroi.”
“Non smetterò mai di elogiare l’impegno di una categoria che opera con grande spirito di sacrificio e abnegazione per scacciare il nemico invisibile del nostro tempo. Una categoria che deve essere sostenuta e valorizzata con azioni coordinate a sostegno e a tutela della sicurezza degli operatori sanitari sui luoghi di lavoro.”

A rimarcare l’importanza di questa ricorrenza è stato anche il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, promotore di un bonus da corrispondere a chi lotta in prima linea contro l’emergenza Covid-19: “Un ringraziamento a tutto il personale sanitario per il coraggio, l’impegno e la professionalità che stanno mettendo per vincere la guerra contro l’epidemia.”

Portici, da oggi parte la consegna delle mascherine fornite dalla Regione

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Portici, da oggi parte la consegna delle mascherine fornite dalla Regione Campania

Portici, da stamattina parte la consegna delle Mascherine fornite dal Presidente della Regione Campania a tutti i bambini/e (4_8 anni) e ragazzi/e (9-16 anni) residenti nel territorio della nostra Regione.
Grazie alla preziosa e decisiva collaborazione di 65 Portieri di Parchi e Fabbricati ,che volontariamente hanno dato la propria disponibilita’ a domiciliare alle famiglie con Bambini e Ragazzi residenti nei Parchi o Fabbricati dove svolgono la loro attività lavorativa, da stamattina inizia la consegna delle MASCHERINE AI BAMBINI e RAGAZZI.

Da domani, sulla base di una calendarizzazione divisa per lettera alfabetica del Cognome del BAMBINO-RAGAZZO, un genitore munito di documento di riconoscimento potra’ ritirare il KIT con due Mascherine per ogni figlio appartenente al proprio stato di famiglia presso i Servizi Sociali di Via Salute 44.
A causa di alcune criticità nella numerazione civica e/o nella toponomastica che hanno determinato difficoltà di Poste Italiane nelle consegne delle mascherine per adulti, i nuclei familiari che non sono riusciti a ricevere il Kit con le mascherine potranno richiederle indicando generalità anagrafiche dell’intero nucleo familiare e indirizzo ai seguenti recapiti:

POSTA ELETTRONICA:politiche.sociali@comune.portici.na.it
MESSAGGIO WHATSAPP AL N.3336108131
I SERVIZI SOCIALI provvederanno a comunicare ai nuclei familiari richiedenti orario, giorno e modalità di consegna dei Kit di mascherine per gli Adulti.

Ancora una volta prezioso e decisivo risulta il ruolo e la presenza dei Portieri, spesso i nostri Angeli Custodi, che vigilano e tutelano sulle nostre abitazioni e nei nostri condomini.
Ai Portieri, ad alcuni Volontari di quartiere, ai Servizi Sociali, all’Assessore alla Sicurezza, alla Polizia Municipale-Protezione Civile, ai Dipendenti Autisti, alla Squadra Economato e Magazzino Comunale un grazie di cuore per l’enorme contributo prestato per la consegna che interessera’ 6700 BAMBINI E RAGAZZI DI PORTICI.
Grande apprezzamento per il Presidente della Regione Campania che con estrema concretezza mostra vicinanza fattiva ai Cittadini della CAMPANIA.

(Foto presa da internet)

Gragnano – Sorrento, task force dei Carabinieri: 50 imprese controllate

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Napoli e provincia: Fase 2. Task force dei Carabinieri: 50 le imprese controllate, contravvenzioni per 122mila euro

Gragnano – Sorrento, task force dei Carabinieri: 50 imprese controllate

Gragnano e Sorrento, messa in atto una task force dei carabinieri. Nello specifico, i  carabinieri del comando provinciale di Napoli, insieme ai reparti specializzati dell’Arma (Carabinieri forestali, N. I. L. e N.A.S. di Napoli n.d.r.), hanno controllato 50 aziende produttive – inserite nell’elenco trasmesso dalla prefettura perché attive durante il periodo di lockdown o in possesso del codice ateco – distribuite a napoli e provincia.

L’obiettivo dei militari è stato di verificare che le aziende avessero ottemperato alle misure precauzionali imposte dal governo per il contenimento del contagio da covid 19: sono state 17 le imprese contravvenzionate.

A Gragnano i carabinieri hanno denunciato per inosservanza delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro un 41enne amministratore unico di un’azienda sartoriale riconvertita – per le esigenze del coronavirus – nella produzione di abiti da lavoro e mascherine. I militari, che hanno trovato anche 2 lavoratori in “nero”, hanno constatato gravi carenze in materia di sicurezza e igiene: non era stato rispettato il protocollo governativo per il contrasto alla diffusione pandemica. L’attività è stata sospesa e l’intero opificio sequestrato. Per l’uomo – oltre alla denuncia – varie sanzioni per un importo complessivo di 76mila euro.

Un 62enne di Piano di Sorrento è stato denunciato dai carabinieri. L’uomo, socio accomandatario di una ditta in Sant’Agnello, non ha rispettato le norme in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Stessa sorte per un imprenditore edile legale rappresentante di una ditta con sede in Napoli. I militari hanno constato l’inosservanza delle norme in un cantiere.

Inoltre i controlli sono stati estesi anche ad altre province di Napoli:

a Grumo Nevano i carabinieri hanno denunciato per inosservanza delle norme in materia di impiego di manodopera extracomunitaria sprovvista di permesso di soggiorno una 42enne del posto titolare di una ditta che produce capi di abbigliamento. i militari hanno trovato anche due lavoratori che non erano in regola e quindi l’attività è stata sospesa.

Denunciato per non aver rispettato il protocollo anti contagio un imprenditore agricolo 31enne di Poggiomarino. Nella sua azienda i carabinieri hanno sequestrato anche 39 quintali di ortaggi privi della garanzia di tracciabilità.

Altri due imprenditore agricoli controllati. il primo è stato denunciato a Poggiomarino: i militari hanno constatato l’inosservanza delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’attività è stata sospesa perché son stati trovati due lavoratori in “nero”. il secondo – a napoli – è stato sanzionato perché trovato in possesso di 25 chili di insaccati privi della garanzia di tracciabilità.

Sanzionato a Giugliano in campania un 66enne. L’uomo, rappresentante legale di una ditta boschiva, è stato sanzionato per aver bruciato i residui di lavorazione.

I Carabinieri della stazione di Roccarainola hanno denunciato per inquinamento ambientale il titolare di una società di estrazione e vendita all’ingrosso di materiali ferrosi. Il 74enne smaltiva illecitamente dei rifiuti speciali.

Sanzionato infine il titolare di una ditta di ingrosso di alimenti in Arzano. I carabinieri hanno constatato carenze strutturali e documentali di un deposito che è stato poi chiuso.

I controlli della task force del comando provinciale carabinieri di napoli continueranno nei prossimi giorni.

Napoli, sequestrata un’azienda nella mani dei fratelli del boss Zagaria

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Napoli, la Guardia di Finanza ha sequestrato un’azienda bufalina del valore di 2 milioni di euro, azienda nelle mani di Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del boss Michele.

Napoli, sequestrata un’azienda nella mani dei fratelli del boss Zagaria

Napoli, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito in località Grazzanise (CE) un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia ed avente ad oggetto un’azienda operante nel settore dell’allevamento di bufali e della produzione di latte crudo, in quanto ritenuta nella diretta disponibilità dei fratelli del “boss” Michele ZAGARIA, Antonio (cl. 62) e Carmine (cl. 68) e da essi utilizzata per favorire gli interessi economici del clan.

Secondo quanto emerso dalle indagini, svolte dal G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) di Napoli sotto la direzione della Procura Distrettuale, l’azienda oggetto di sequestro sarebbe stata impiegata dai fratelli ZAGARIA quale “schermo” per consentire alla loro famiglia di “reimpossessarsi”, in maniera occulta e fraudolenta, dell’azienda bufalina di proprietà della madre FONTANA Raffaela, da tempo affidata alla gestione di un amministratore giudiziario in quanto già colpita da diverse misure giudiziarie.

Alla realizzazione del disegno illecito avrebbero partecipato anche gli altri due fratelli, Antonio e Fernando ZAGARIA (solo omonimi in quanto non legati da vincoli di parentela al clan camorristico) i quali hanno messo a disposizione le loro aziende (dapprima Antonio e, successivamente, Fernando avendo il primo deciso nel frattempo di collaborare con la giustizia) per consentire al clan di proseguire nella gestione di un’attività economica particolarmente remunerativa e diffusa su quel territorio, nonostante lo spossessamento della storica azienda di famiglia.

In particolare, dopo aver sostanzialmente esautorato dalle proprie funzioni l’amministratore giudiziario della ditta “FONTANA RAFFAELA”, a partire dal 2006 i fratelli Carmine e Antonio ZAGARIA hanno, di fatto, operato una vera e propria co-gestione tra le citate aziende e quella intestata alla madre attraverso:

 la coincidenza della sede legale e operativa e il conseguente utilizzo promiscuo di gran parte dei locali, degli impianti e degli animali già presenti all’interno dell’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria;

 la commistione, anche sotto il profilo contabile, dei rapporti commerciali con l’unico fornitore (una società operante nel settore dei mangimi) e l’unico cliente (una società di produzione casearia) che risultavano comuni alle aziende contemporaneamente presenti nello stesso luogo di esercizio dell’attività;

 l’ampio ricorso all’interno di tali rapporti ad operazioni di sovra e sotto fatturazione in acquisto e/o in vendita, così da consentire la creazione di liquidità occulta che veniva sistematicamente sottratta dalle casse aziendali per essere messa a disposizione della famiglia ZAGARIA e, quindi, dell’omonimo clan.

Il piano predisposto dal boss ZAGARIA, quindi, ha consentito di neutralizzare per anni gli effetti delle misure cautelari reali e ablative gravanti sulla ditta Fontana Raffaela per poi, addirittura, rientrare nella piena disponibilità della quasi totalità dei beni aziendali confiscati alla ditta stessa, mediante un acquisto all’asta a prezzo stracciato (solo 100.000 euro) per subentrare nell’attività.
L’azienda sottoposta a sequestro, composta da diversi immobili e manufatti (abitazione adibita a appartamento per il custode, stalle, locali per la mungitura, depositi per i mangimi, ecc.), attrezzature agricole e per la mungitura nonché circa 350 capi di bestiame, ha un valore stimato intorno ai 2 milioni di euro.

Torre Annunziata, blitz della GdF: beni sequestrati a spacciatore

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Torre Annunziata, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Napoli, beni del valore di 400mila euro ad un pregiudicato di Torre Annunziata, abitualmente dedito allo spaccio di stupefacenti

Torre Annunziata, blitz della GdF: beni sequestrati a spacciatore

Torre annunziata, blitz della Guardia di Finanza nell’ambito di misure di prevenzione sul territorio. Nello specifico, in data odierna, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro per un valore complessivo di quasi 400 mila euro – emesso dalla Sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Napoli, su proposta avanzata da questa Procura della Repubblica – nei confronti di GUARRO Francesco (classe ‘80), pregiudicato residente in Torre Annunziata (NA).

In particolare, il destinatario del provvedimento di prevenzione patrimoniale ha manifestato nel tempo abitualità e sistematicità nello spaccio di sostanze stupefacenti, presso le discoteche della costiera amalfitana (in specie a Vetri sul Mare) e soprattutto nell’hinterland oplontino, dove è diventato un solido punto di riferimento per i tossicodipendenti della zona.

La sua pericolosità sociale risale almeno al 2009 ed è stata confermata dalle successive e reiterate condotte delittuose, sino ad epoca recente, come risulta evidente dall’ultimo sequestro, eseguito nei suoi confronti sempre a Torre Annunziata nel 2018, di una partita di cocaina suddivisa in varie dosi rinvenuta all’interno della sua auto.

Nella considerazione che il GUARRO non risulta mai aver svolto nessuna attività lavorativa lecita né tantomeno aver percepito redditi di legittima provenienza, in presenza di un quadro indiziario che vede quest’ultimo come soggetto che vive prevalentemente se non esclusivamente grazie ai proventi assicurati dallo spaccio della droga, la compente Autorità Giudiziaria ha provveduto a sottoporre a sequestro le sue disponibilità liquide e il suo patrimonio immobiliare indebitamente acquisito nel tempo.

Più in dettaglio, la misura ablativa in argomento è stata eseguita dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Torre del Greco, che ha sequestrato denaro per oltre 106 mila euro depositato su due conti correnti nonchè un appartamento di pregio, che si affaccia sul lungomare della città corallina con vista sul golfo di Napoli (con annesso garage), per un valore che si aggira intorno ai 280 mila euro.

Castellammare, blitz al quartiere “Cicerone”: arrestate 8 persone

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Castellammare, droga e armi nel quartiere “Cicerone”: i Carabinieri arrestano 8 persone

Castellammare, blitz al quartiere “Cicerone”: arrestate 8 persone

Castellammare di Stabia, blitz da parte dei Carabinieri della Compagnia stabiese, nel quartiere “Cicerone”: alle prime luci dell’alba le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nel quartiere, rompendo il silenzio di una città particolarmente tranquilla in questo delicato momento storico di emergenza sanitaria.

Nello specifico, ecco quanto si legge in una nota dei carabinieri:

I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 8 persone, ritenute a vario titolo gravemente indiziate dei reati di detenzione di droga a fini di spaccio e detenzione illegale di armi. L’operazione odierna è finalizzata a smantellare una piazza di spaccio nel quartiere “Cicerone” della cittadina stabiese.

Una pizza di spaccio fortemente organizzata quella smantellata nel quartiere Cicerone, che per ora ha visto l’arresto di 8 persone, a seguito di un’indagine ben dettagliata. Alcuni di questi colti sul fatto al momento dell’arresto. Castellammare di Stabia, da sempre risulta essere, come anche altre città limitrofe, un punto nevralgico per la vendita e spaccio di sostanze stupefacenti, ricoprendo diverse zone anche della Penisola Sorrentina e della zona vesuviana.

Seguiranno aggiornamenti sull’operazione messa a punto questa mattina.

 

F1,ufficiale: Sebastian Vettel lascerà la Ferrari a fine stagione

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Dopo 5 anni il rapporto tra Vettel e la Ferrari giunge al termine

F1,ufficiale: Sebastian Vettel lascerà la Ferrari a fine stagione

Il pilota tedesco: “Grazie di tutto. Ora mi prenderò il tempo necessario per riflettere sul il mio futuro”

È ufficiale: Sebastian Vettel lascerà la Ferrari  a fine 2020. Già nella serata di ieri la possibilità che il tedesco lasciasse il team di Maranello era sempre più reale, e alla fine così è stato. Infatti, con un comunicato stampa in mattinata , la Ferrari ha annunciato che il rapporto con Sebastian Vettel si concluderà al termine di questa stagione.

 

Dichiarazioni:

Queste le parole del team principal Mattia Binotto: “Abbiamo preso questa decisione insieme a Sebastian e riteniamo che sia la miglior soluzione per entrambe le parti. Non è stato un passo facile da compiere, considerato il valore di Sebastian, come pilota e come persona. Non c’è stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione bensì la comune e amichevole constatazione che è arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi. A nome di tutta la Ferrari voglio ringraziare Sebastian per la sua grande professionalità e l’umanità dimostrate in questi cinque anni, nei quali abbiamo condiviso tanti momenti importanti. Insieme non siamo ancora riusciti a vincere un titolo iridato che per lui sarebbe il quinto ma siamo convinti che in questa anomala stagione 2020 riusciremo a toglierci ancora tante soddisfazioni”

 

Oltre Binotto, riportiamo anche le parole del protagonista della notizia, Sebastian Vettel: “Il mio rapporto con la Scuderia Ferrari terminerà alla fine del 2020. In questo sport per riuscire ad ottenere il massimo bisogna essere in perfetta sintonia ed io e la squadra abbiamo realizzato che non esiste più una volontà comune di proseguire insieme oltre la fine di questo campionato. In questa comune decisione non entrano in alcun modo in gioco aspetti economici: non è il mio modo di ragionare quando si fanno certe scelte e non lo sarà mai. Quello che è accaduto in questi ultimi mesi ha portato tanti di noi a fare delle riflessioni su quelle che sono davvero le priorità della vita: c’è bisogno di immaginazione e di avere un nuovo approccio a una situazione che è mutata. Io stesso mi prenderò il tempo necessario per riflettere su cosa sia realmente essenziale per il mio futuro. La Scuderia Ferrari ha un posto speciale nella Formula 1 e le auguro tutto il successo che merita. Infine, voglio ringraziare tutta la famiglia Ferrari e, soprattutto, i suoi tifosi sparsi in tutto il mondo per il sostegno che mi hanno dato in questi anni. Il mio immediato obiettivo sarà quello di chiudere nella miglior maniera possibile questa lunga storia con la Ferrari cercando di condividere insieme ancora dei bei momenti, come i tanti già vissuti in passato”.

Il Mattino – Se arriva lo stop al campionato, ADL chiede ai suoi di fare causa al governo

Il presidente azzurro avanza una richiesta ai suoi calciatori

A partire dal prossimo 18 maggio le società potranno riprendere gli allenamenti collettivi, tuttavia non è stato ancora deciso se e quando riprenderà il campionato di Serie A. In questo senso, Aurelio De Laurentiis ha chiesto ai calciatori del Napoli di avanzare una causa contro il governo nel caso in cui si dovesse decidere di fermare il campionato.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Alla squadra De Laurentiis ha chiesto anche di valutare, assieme all’Aic e a Tommasi, di scendere in campo in una eventuale battaglia legale con il governo. D’altronde, se non ci sarà la ripresa, senza i soldi della mutualità della Lega di A, il calcio fino ai dilettanti rischia il default”.

Il Mattino – Due atalantini per sostituire Mertens: si complica Immobile

Il Napoli pensa a due top player nerazzurri per sopperire ad una eventuale partenza dell’attaccante belga

Le strade di Dries Mertens e del Napoli potrebbero separarsi al termine di questa stagione. Le parti non hanno trovato l’accordo per il rinnovo del contratto dell’attaccante belga e, per questo, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli inizia a guardarsi intorno per non restare spiazzato nel caso in cui l’addio di Mertens dovesse risultare ufficiale. Il diesse partenopeo ha messo gli occhi su due gioielli atalantini, vale a dire Josip IlicicDuvan Zapata. Si complica, invece, il sogno Ciro Immobile.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“E nel resto, due nomi su tutti: Ilicic e Zapata. Il primo sarebbe il preferito di Ringhio, il secondo in cima ai pensieri di De Laurentiis fin dall’estate scorsa. L’Atalanta non è un club facile con cui chiudere affari C’è un altro nome nell’agenda di Giuntoli: Jérémie Boga, l’ala sinistra del Sassuolo, conteso anche dalla Roma. Il vero sogno nel cassetto è Ciro Immobile: per il gioco di Gattuso, l’ideale. Ma nonostante i rapporti idilliaci tra De Laurentiis e Lotito, si fatica a pensare che la Lazio possa aprire alla cessione di uno degli idoli del suo tifo”.

TuttoSport – Zielinski rinnova fino al 2024: ingaggio da top player

Il centrocampista polacco avrà una clausola da 100 milioni di euro

In attesa di una possibile ripresa del campionato e nel mezzo delle trattative di mercato per rinforzare le rose in vista della prossima stagione, il Napoli prova a sistemare i pezzi anche tra i propri calciatori. E’ il caso di Piotr Zielinski che rinnoverà il contratto con gli azzurri fino al 2024 con un ingaggio da top player e una super clausola da 100 milioni di euro.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport:
“Sul fronte mercato, è ormai prossima la firma di Zielinski fino al 2024. Il suo agente Bolek è spesso in videoconferenza con Giuntoli ed il ds in questa settimana gli farà arrivare la bozza finale del contratto che prevede la clausola rescissoria da 100 milioni. Il centrocampista polacco sarà in rosa tra quelli che guadagneranno di più: 4 milioni a stagione”.

Gazzetta – Il Napoli esce allo scoperto: pronti 30 milioni per Milenkovic

Potrebbe essere il difensore viola il sostituto di Koulibaly

Nonostante lo stop del campionato a causa della diffusione del COVID-19, il mercato inizia ad entrare nel vivo. Il Napoli, dal canto suo, è alla ricerca di un sostituto di Kalidou Koulibaly, dato ormai per sicuro partente. Uno dei profili analizzati e seguiti dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli è quello di Nikola Maksimovic, difensore della Fiorentina, per il quale Aurelio De Laurentiis è pronto ad offrire 30 milioni di euro.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“L’indiscrezione che arriva dalla Serbia è un altro indizio che conferma la volontà del Napoli di cedere Kalidou Koulibaly. Cristiano Giuntoli sarebbe pronto ad offrire 30 milioni di euro alla Fiorentina per avere Nikola Milenkovic, 22 anni, difensore centrale della nazionale serba. Un’operazione importante, perché garantirebbe al club uno tra i giovani più interessanti della nostra Serie A e, soprattutto, già di esperienza, ciò di cui avrà bisogno la fase difensiva dopo la mini rivoluzione annunciata per fine stagione. L’idea non è nuova, in ogni modo. Milenkovic è un giocatore che Giuntoli ha sempre seguito anche quando la coppia Albiol-Koulibaly lasciava pochissimo spazio ad altre soluzioni. E il difensore serbo non piaceva soltanto al ds napoletano, perché Mourinho l’avrebbe voluto al Manchester United due stagioni fa, ma la Fiorentina respinse al mittente la richiesta”.

Cosa nostra: 91 arresti in tutta Italia e sequestri per 15 milioni di euro

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Cosa nostra. La GdF, nel corso dell’Operazione Mani in pasta, ha arrestato 91 persone in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania.

Dalle prime luci dell’alba, militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto del Comando Provinciale di Palermo e di altri Reparti sul territorio nazionale, stanno dando esecuzione a ordinanze di custodia cautelare e sequestro preventivo, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti 91 soggetti, nonché di un vasto patrimonio immobiliare e mobiliare del valore di circa 15 milioni di euro.

Le operazioni sono in corso in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania. Impegnati 500 uomini delle Fiamme Gialle, con l’appoggio di un mezzo aereo e di unità cinofile addestrate per la ricerca di armi, stupefacenti e valuta.

Il Gip che ha disposto gli arresti parla di “contesto assai favorevole per il rilancio dei piani dell’associazione criminale sul territorio d’origine e non solo“. Attività ferme per il lockdown, una drammatica crisi economica, imprese sull’orlo della chiusura e Cosa nostra pronta a sfruttare l’emergenza. È la fotografia della realtà economica palermitana messa nero su bianco nell’inchiesta della Dda di Palermo.

Per il Gip Piergiorgio Morosini che ha organizzato gli arresti scrive nel suo provvedimento chei clan sono pronti ad approfittare della situazione attuale, sono sempre pronti a dare la caccia ad aziende in stato di necessità. Con la crisi di liquidità di cui soffrono imprenditori e commercianti, i componenti dell’organizzazione mafiosa potrebbero intervenire dando fondo ai loro capitali illecitamente accumulati per praticare l’usura e per poi rilevare beni e aziende con manovre estorsive, in tal modo ulteriormente alterando la libera concorrenza.

“Le misure di distanziamento sociale e il lockdown su tutto il territorio nazionale, imposti dai provvedimenti governativi per il contenimento dell’epidemia, hanno portato alla totale interruzione di moltissime attività produttive, destinate, tra qualche tempo, a scontare una modalità di ripresa del lavoro comunque stentata e faticosa, se non altro – scrive il GIP Morosini -per le molteplici precauzioni sanitarie da adottare nei luoghi di produzione. Da una parte, l’attuale condizione di estremo bisogno persino di cibo di tante persone senza una occupazione stabile, o con un lavoro nell’economia sommersa, può favorire forme di soccorso mafioso prodromiche al reclutamento di nuovi adepti“.

“Dall’altra, il blocco delle attività di tanti esercizi commerciali o di piccole e medie imprese – continua il GIP  ha cagionato una crisi di liquidità difficilmente reversibile per numerose realtà produttive, in relazione alle quali un ‘interessato sostegno’ potrebbe manifestarsi nelle azioni tipiche dell’organizzazione criminale, vale a dire l’usura, il riciclaggio, l’intestazione fittizia di beni, suscettibili di evolversi in forme di estorsione o, comunque, di intera sottrazione di aziende ai danni del titolare originario“.

“Con la crisi di liquidità di cui soffrono imprenditori e commercianti – conclude il Giudicei componenti dell’organizzazione mafiosa potrebbero intervenire dando fondo ai loro capitali illecitamente accumulati per praticare l’usura e per poi rilevare beni e aziende con manovre estorsive, in tal modo ulteriormente alterando la libera concorrenza tra operatori economici sul territorio e indebolendo i meccanismi di protezione dei lavoratori-dipendenti”.

L’inchiesta, che disarticola due “famiglie” di spicco di Cosa nostra palermitana, ha svelato anche gli interessi dei clan negli appalti e nelle commesse sui lavori eseguiti ai Cantieri navali di Palermo, nelle attività del mercato ortofrutticolo, nella gestione delle scommesse online e delle slot-machine, oltre che in quella “storica” del traffico di droga e nelle corse dei cavalli. Lunghissima la lista delle attività commerciali sottoposte al racket del pizzo. Sequestrati anche beni del valore di circa 15 milioni di euro.

In manette sono finiti esponenti di storiche famiglie mafiose palermitane come quelle dei Ferrante e dei Fontana. A Palermo i fedelissimi del clan dell’Acquasanta, la zona ovest della città: gestivano estorsioni, controllavano le gare all’interno di alcuni ippodromi, e si erano anche infiltrati in una cooperativa che lavora ai Cantieri navali del capoluogo siciliano.

In Lombardia, invece, c’erano i registi dell’operazione: i fratelli Fontana, Gaetano (44 anni), Giovanni (42) e Angelo (40), i figli di don Stefano, uno dei fedelissimi del capo dei capi Totò Riina morto nel 2013. In manette anche la figlia del boss dell’Acquasanta, Rita, e la moglie, Angela Teresi. In Lombardia stavano anche gli insospettabili che gestivano l’ultimo investimento della cosca, la commercializzazione di cialde e capsule di caffè.

Ai domiciliari è finito anche Daniele Santoianni, ex broker di una società fallita che si era reinventato concorrente del Grande Fratello 10. Al termine dell’esperienza televisiva aveva iniziato a fare da prestanome in una società per la vendita del caffè. Per la Procura di Palermo e il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza faceva parte di un ingranaggio importante della grande macchina di riciclaggio architettata fra Palermo e Milano dai rampolli del clan Fontana.

Da Palermo a Milano.

A Palermo i Fontana puntavano invece su un fidatissimo, Giovanni Ferrante che aveva finito di scontare una condanna per mafia nel 2016. Era stato affidato in prova ai servizi sociali ma, dopo intercettazioni e pedinamenti, gli investigatori hanno scoperto che gestiva il clan. Anche E lui puntava tutto su alcuni investimenti leciti, attraverso prestanome. Aveva una grande passione: i cavalli purosangue che faceva correre nei circuiti italiani: ne aveva comprati dodici, ora sequestrati. Ferrante li faceva correre aggiustando le gare. Le intercettazioni della Guardia di finanza hanno svelato gare truccate negli ippodromi di Torino, Villanova D’Albenga (Savona), Siracusa, Milano e Modena. Gli episodi risalgono a due anni fa. Alcuni fantini sarebbero stati corrotti, altri avvicinati, per non vincere. Nelle intercettazioni, i boss parlavano anche di sostanze dopanti da somministrare ai cavalli.

Da tempo i fratelli Angelo, Giovanni e Gaetano Fontana, considerati esponenti del clan dell’Acquasanta, vivevano a Milano, città diventata il centro dei loro affari e riciclo di denaro sporco proveniente da estorsioni, traffico di stupefacenti e controllo del gioco d’azzardo. Gli inquirenti parlano di una vera e propria delocalizzazione al nord che la “famiglia” ha realizzato grazie ad una rete di complici e ai patrimoni accumulati. I fratelli Fontana avevano messo su una redditizia attività imprenditoriale a Milano di commercio di orologi di lusso, attraverso società italiane ed estere gestite tramite prestanomi: denaro a fiumi e riciclaggio dei soldi sporchi della cosca anche grazie alla complicità di un commercialista milanese. Ma i rampolli di Cosa nostra era sempre alla ricerca di nuovi affari per riciclare i soldi provenienti da Palermo. Per Gaetano Fontana il vero affare su cui puntava era quello del caffè: prima, con alcune aziende che si occupavano della produzione, poi aveva scelto di investire solo sulla distribuzione. Sono tre le società sequestrate: due a Milano, una Palermo. Una amministrata ufficialmente da Daniele Santoianni, l’ex broker di una società fallita che si era reinventato concorrente del Grande Fratello 10.

Alle 12:00 ci sarà una conferenza stampa della Procura della Repubblica – D.D.A. di Palermo, nella quale ci saranno forniti maggiori dettagli che vi forniremo con un aggiornamento.

 

Cosa nostra: 91 arresti in tutta Italia e sequestri per 15 milioni di euro / Sebastiano Adduso

Con una motosega tenta di uccidere una famiglia

Un 37enne di Palermo brandendo una motosega tenta di uccidere un intero nucleo familiare. Arrestato dalla Polizia di Stato.

La Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto Arancio Massimo 37enne palermitano con precedenti di polizia, resosi responsabile del reato di tentato omicidio.

Erano passate da poco le 15.30 di ieri, quando alla Centrale Operativa della Questura giungeva una telefonata nella quale un soggetto, in evidente stato di agitazione segnalava la presenza, presso la propria abitazione, di un individuo che, brandendo una motosega accesa, minacciava di morte lui e i suoi congiunti.

I poliziotti del Commissariato di P.S. “Partinico intervenivano in pochissimi minuti e giunti sul posto notavano due individui a terra coinvolti in una colluttazione.

Compresa la gravità della situazione intervenivano cercando di bloccare il soggetto segnalato dalla vittima come aggressore, che proferiva minacce di morte al loro indirizzo sferrando calci e pugni. Solo dopo alcuni minuti e con l’utilizzo dello spary oleoresin capsicum in dotazione, gli agenti riuscivano a bloccare l’uomo successivamente identificato per Arancio Massimo.

I poliziotti, intervenuti in una frazione di Partinico, dopo aver prestato soccorso ai presenti, ascoltavano il racconto delle vittime, ricostruendo una vera e propria scena da “film horror”.

Infatti il richiedente l’intervento, ancora visibilmente provato, avrebbe riferito di avere contattato l’odierno arrestato per alcuni lavori di giardinaggio e che nel pomeriggio, avendolo visto barcollante gli avrebbe chiesto di fare attenzione e di spostarsi per ripulire una parte del terreno pianeggiante per evitare che si potesse fare del male.

Arancio, a tale richiesta, avrebbe avuto una reazione spropositata ed in un primo momento avrebbe cercato di colpire i presenti, padre e figlio, con un decespugliatore. Successivamente, quando i due, unitamente ad altri congiunti avevano trovato rifugio all’interno di un immobile, avrebbe cercato di sfondare la porta in metallo a colpi di motosega.

Invano la vittima, uscendo dal casolare in un momento di apparente calma, avrebbe tentato di persuadere l’aggressore a posare la motosega, ma questi incurante, lo avrebbe inseguito fin dentro l’autovettura tentando di colpirlo. Solo la prontezza degli Agenti intervenuti aveva impedito che la situazione volgesse al peggio.

Arancio, arrestato in flagranza del reato di tentato omicidio, dovrà rispondere anche dei reati di resistenza, violenza e minaccia e oltraggio a P.U.