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De Luca: “Chi ha la mascherina alla gola è un imbecille doppio”

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“Se non si rispettano le regole potremmo andare incontro ad una tragedia”

Vincenzo De Luca ha presenziato all’inaugurazione della nuova terapia intensiva al Covid Hospital a Boscotrecase e ha sfruttato l’occasione per bacchettare, ancora una volta, quella parte di popolazione che prende sottogamba la situazione e sottovaluta la pandemia. Il Governatore della Regione Campania lancia un appello a quelle persone che tengono duro e continuano a lottare seguendo le disposizioni.

Ecco quanto dichiarato da De Luca:
“In questo fine settimana sapremo quali sono le ricadute del 4 maggio e vedremo se si sarà formato qualche nuovo focolaio. Noi siamo preparati a tutto, ma senza il senso di responsabilità e l’autocontrollo dei cittadini non basterà nessuna ordinanza. Ricordo che in Campania è obbligatorio l’uso delle mascherine. Per tale motivo, le forze dell’ordine stiano attente e sanzionino chi non rispetta le regole. Se tutti girano la testa dall’altra parte andremo verso una tragedia. Se abbiamo cittadini civili che mantengono le linee di protezione allora potremo riaprire tutte le attività.
Nella nostra regione dobbiamo combattere con gli imbecilli doppi. Ci sono i normali, che non la portano proprio. Poi ci sono quelli che mettono la mascherina appesa al collo come un ciondolo. Ebbene quello è uno scemo doppio perché si prende il fastidio di metterla e non la tutela sanitaria”.

Cimmino: “Castellammare città a contagi zero. Insieme vinceremo”

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“Oggi sono guariti gli ultimi due pazienti positivi”

Gaetano Cimmino, sindaco della città di Castellammare di Stabia, annuncia con soddisfazione ed orgoglio i nuovi risultati comunicati dalla Protezione Civile della Regione Campania. Infatti, la Città delle Acque rientra, a partire da oggi, tra le città a “contagi zero”: vale a dire che, al momento, non ci sono casi di positività al COVID-19. Oggi sono guariti gli ultimi due pazienti risultati positivi.

Ecco quanto dichiarato da Gaetano Cimmino tramite il proprio profilo Facebook:

“Castellammare di Stabia da oggi rientra tra le città a contagi zero. L’Asl ci ha comunicato stamattina la guarigione degli ultimi due pazienti ancora positivi al Covid-19.

Si tratta di due coniugi che erano in isolamento domiciliare e che lo scorso 7 aprile avevano ricevuto la notizia della positività al virus, all’esito del tampone effettuato nei giorni antecedenti. Due esiti negativi consecutivi nei giorni scorsi hanno consentito all’Asl di dichiarare guariti i due pazienti e revocare l’isolamento.

Sono davvero felice per questo straordinario risultato, merito degli sforzi e dei sacrifici che ognuno di voi ha compiuto nella prima fase della gestione dell’emergenza. Ad oggi non ci sono pazienti positivi al Covid-19 a Castellammare, ma il virus è ancora in circolo e non possiamo minimamente permetterci di abbassare la guardia. In questa fase di convivenza col virus, è fondamentale rispettare le regole basilari: indossare correttamente la mascherina, lavarsi le mani con continuità, evitare assembramenti, adottare tutte le misure di prevenzione e precauzione previste dalle disposizioni comunali, regionali e nazionali.

Non vanifichiamo questo grande traguardo, altrimenti saremo costretti a tornare indietro e gettare via tutto quello che siamo riusciti a conquistare con impegno, maturità e sacrificio. Restiamo uniti. Insieme vinceremo questa sfida”.

 

Callejon, l’agente: “Non sentiamo il Napoli da tempo. Ci sono club importanti su di lui”

“Non ci sono novità sul rinnovo”

Manuel Garcia Quilon, agente di Josè Maria Callejon, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della situazione contrattuale del suo assistito che, a fine stagione, vedrà scadere il suo contratto con la società di Aurelio De Laurentiis e, a quanto pare, il rinnovo è lontano. Quilon assicura anche che sull’ex attaccante del Real Madrid ci siano due/tre club interessati ad ingaggiarlo.

Ecco le parole del procuratore sportivo di Callejon:
“Con il Napoli non ci sentiamo da un bel po’ di tempo. Non ci sono novità sul rinnovo. Dalla Spagna si sono fatti avanti già 2/3 club importanti”.

Orsolini, l’agente: “Napoli? Resta a Bologna, vuole andare all’Europeo”

“Sono critico nei confronti di questo governo”

Donato Di Campli, agente di Riccardo Orsolini, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, durante la trasmissione “Radio Goal”, per parlare del possibile trasferimento del suo assistito a Napoli.

Ecco le parole del procuratore sportivo di Orsolini:
“Sono critico nei confronti di questo governo. Si naviga a vista senza raziocinio, non solo nel calcio ma in tutti i settori. Siamo davanti a gente dilettante, non è possibile che ci gestisce lo sport in Italia non capisca niente di sport. Orsolini? Riccardo è un giocatore del Bologna e credo resterà lì. Abbiamo l’obiettivo Europeo per il prossimo anno e cerchiamo di raggiungerlo. Per il momento resta a Bologna. Favilli? Non ne ho mai parlato con il Napoli. Viene da un infortunio, credo possa diventare uno dei centravanti più forti d’Italia”.

Spadafora: “Controlli serrati per la ripresa della Serie A. L’idea di finire? Motivi economici”

“C’è un inasprimento eccessivo sul calcio”

Non accenna a placarsi la polemica sulla ripresa della Serie A con le tifoserie unite nel chiedere la sospensione e le società, con il ministro per le politiche giovanili e lo sport del Governo Vincenzo Spadafora, intenzionate a studiare un piano dettagliato per permettere la sicurezza anti contagio a tutti i calciatori.

Ecco quanto dichiarato dal ministro Spadafora:
“In Italia si sono fermate tutte le competizioni e le attività sportive: sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria ho mantenuto rapporti costanti con tutti gli organismi sportivi a partire dal CONI e da tutte le federazioni, le associazioni dilettantistiche e tutte le realtà che potessero dare al Governo una immediata percezione. Mi sono tenuto in collegamento con tutti gli altri ministri europei per cercare di condividere una linea comune. Che fosse necessario fermarsi l’abbiamo capito da alcuni rinvii simbolici, quali le Olimpiadi o il Giro d’Italia e l’Europeo. La linea del Governo è quella della tutela della salute, le immagini dei morti sono ancora vive: nel dpcm del 4 maggio abbiamo ripreso con l’attività motoria per tutti gli italiani, e con gli allenamenti degli sport individuali per gli atleti di interesse nazionale che avevano urgenza di tornare ad allenarsi in vista delle grandi gare.
Abbiamo lavorato in queste settimane per dare risposte al mondo dello sport, anche se l’attenzione si è concentrata di più sul calcio: come ministro per lo Sport sono consapevole dell’importanza sociale ed economica del calcio, sarebbe paradossale se non ne riconoscessi l’importanza dati alla mano. Dà al fisco oltre un miliardo di euro, ma ho trovato eccessivo ed incomprensibile l’inasprimento del dialogo governativo e mediatico, anche agli occhi degli italiani che pensano alla salute. Ieri sono arrivate le valutazioni del comitato tecnico-scientifico sul protocollo FIGC, ne cito tre: in caso di positivo tutta la squadra andrà in quarantena, responsabilità notevole per i medici delle società, attenzione al numero dei tamponi fatti che non impattino sulle esigenze generali dei cittadini.
Le osservazioni del CTS saranno prese in considerazione dalla FIGC per consentire la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio, nei prossimi giorni discuteremo sul campionato: la Serie A, se riprenderà come tutti auspichiamo, lo farà dopo una serie di azioni e protocolli che avremo svolto e che avranno consentito la sicurezza per tutto e tutti quanti che ne saranno coinvolti. Non era possibile in nessun modo decidere per fretta irresponsabili o spinte strumentali: che il quadro non consentisse fughe in avanti era evidente. L’incertezza non ha caratterizzato solo l’Italia, chi ha deciso subito una data è solo chi ha bloccato tutto come Francia o Olanda.
Abbiamo spesso visto cambiare idea giornalisti e presidenti di Serie A, un cambio legittimo visto anche l’evolversi della situazioni. Non ci siamo fatti condizionare dalle pressioni, in questi giorni ci si è chiesto perchè non chiudere i supermercati, in relazione al calcio, se una cassiera risulta positiva: sel supermercato si mantengono i distanziamenti e si usano dispositivi di protezione, il calcio come sport di contatto non consente di mantenere distanze e permette assembramenti. Da qui nasce la necessità dell’autoisolamento: non si può contestare e non si può sottovalutare questo problema che ha portato già diversi calciatori in quarantena.
La sottovalutazione del problema ha portato alla quarantena di diversi club di Serie A, vorremmo evitare di ritrovarci in questa situazione. Siamo tutti consapevoli che terminare il campionato nasce da indiscutibili ragioni economiche, dagli introiti tv passa anche la sopravvivenza di club fortemente indebitati. Lo sport non è solo calcio, tutti gli altri devono riprendere gli allenamenti e proponiamo ulteriori linee guida, a partire da quello di base ed i centri dalle palestre ed i circoli sportivi. Proporrò la riapertura di tutte le attività entro il 25 maggio, magari anticipando col comitato tecnico-scientifico ma non oltre il 25″.

CC Roma: Arrestato commerciante per usura

Arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. un ex pugile professionista, oggi commerciante, per usura. Colto in flagranza di reato

CC Roma: Arrestato per usura ex pugile professionista, oggi commerciante

Roma – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. hanno arrestato nella flagranza di reato per usura L.F., ex-pugile professionista, commerciante di generi alimentari dopo essere stato fermato mentre riceveva due orologi di pregio, del valore complessivo di oltre 33.000 euro, da un imprenditore che stava pagando parte di un prestito concessogli con interessi ben oltre la soglia di legge. L’operazione di polizia giudiziaria è stata compiuta al termine di un’attività d’indagine diretta da Pubblico Ministero del pool della Procura di Roma – Reati contro il Patrimonio, coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la vittima, un imprenditore titolare di alcuni punti vendita di mobili, trovandosi in difficoltà economica, aveva ricevuto dal 2018, in più trance, un prestito “a fermo” della somma complessiva di euro 250.000 con un tasso usuraio del 10% da corrispondere mensilmente, per il quale aveva già corrisposto circa 350.000 euro come pagamento degli interessi maturati nel corso del tempo.

Il finanziatore, al fine di ottenere la restituzione delle somme di denaro, attraverso pressioni vessatorie, faceva intendere all’imprenditore che avrebbe subito ripercussioni fisiche come già accaduto per altri suoi debitori che avevano tardato nei pagamenti. La merce di valore consegnata avrebbe soltanto parzialmente coperto il debito contratto garantendo alla vittima di guadagnare tempo nel reperire la liquidità necessaria per saldare il prestito.

L’arresto scaturisce da una precedente operazione del febbraio scorso, eseguita dagli stessi Carabinieri dell’Eur, che aveva già portato all’arresto di due soggetti colti nella flagranza di reato per usura e estorsione, ai danni di un altro imprenditore romano, gestore di una palestra. Nel corso degli approfondimenti investigativi, uno dei due arrestati, commerciante nel settore del caffè, veniva trovato in possesso di un assegno in bianco del valore di 70.000 euro, risultato poi collegato al conto corrente del mobiliere che, a sua volta, lo aveva consegnato al creditore quale garanzia per consentirgli di ripianare il debito contratto.

A seguito della convalida dell’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Capitolino ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari con dispositivo del braccialetto elettronico, alla luce dei gravi reati contestati e delle conseguenze derivanti dal comportamento usurario tenuto.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Carabinieri di Chiari (BS): Eseguita ordinanza di custodia cautelare

Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri di Chiari e del Nucleo Investigativo di Brescia hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP di Brescia, nei confronti di 3 persone (1 commercialista e 2 disoccupati), tutte gravate da precedenti penali e di polizia, ritenute responsabili in concorso tra loro, del reato di tentata estorsione aggravata perché commessa con l’aggravante del metodo mafioso.
Per uno dei destinatari della misura, già in semilibertà con affidamento in prova al servizio sociale, è stata disposta la detenzione in carcere mentre gli altri 2, tra i quali il commercialista, saranno sottoposti al regime degli arresti domiciliari.
Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura della Repubblica – DDA presso il Tribunale di Brescia, nell’ambito di un’indagine, condotta dal dipendente Nucleo Investigativo.
All’esito delle investigazioni, i militari operanti hanno raccolto univoci e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati in relazione ad una tentata estorsione, commessa nel periodo compreso fra ottobre 2019 e febbraio 2020, nei confronti di due coniugi, titolari di una ditta in provincia di Bergamo cui avevano chiesto di consegnare la somma di 100.000 euro quale preteso corrispettivo per la perdita del posto di lavoro da parte della compagna di uno dei 3, impiegata in precedenze nell’impresa e nel frattempo licenziata.
La richiesta di denaro veniva formulata attraverso esplicite minacce consistite in eloquenti e ripetute evocazioni della caratura criminale di uno dei 3, di origine calabrese, e con continui richiami ad asseriti collegamenti tra lo stesso e alcune famiglie malavitose calabresi stanziate in nord Italia.
Nessuna somma di denaro veniva consegnata ai malviventi.

Carabinieri di Chiari (BS): Eseguita ordinanza di custodia cautelare / Redazione Lombardia

Forcella: Polizia arresta 28enne ricercato

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Modou Secka, 28enne del Gambia, già destinatario di un ordine di carcerazione, è stato bloccato e arrestato a Forcella dalla Polizia di Vicaria-Mercato

Polizia: arrestato a Forcella un ricercato più volte evaso ad aprile

Forcella (NA)- Ieri sera gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Forcella  una persona che, alla loro vista, si è allontanata  velocemente.

I poliziotti lo hanno bloccato ed in seguito agli accertamenti di identificazione, è emerso che l’uomo, Modou Secka, 28enne del Gambia era destinatario di un ordine di carcerazione in esecuzione del provvedimento di aggravamento della detenzione domiciliare, disposto con decreto emesso dal Magistrato del Tribunale di  Sorveglianza di Napoli. L’uomo, irregolare sul territorio nazionale, era già ricercato perché responsabile di numerose evasioni nel mese di aprile.

Il 28enne inoltre è stato sanzionato aver violato la nuova normativa contenuta nel DPCM, finalizzata alla prevenzione e al contenimento del contagio da Covid19.

(Estratto DPCM 24 marzo 2020 nr. 19 in materia della limitazione delle libertà: “Ai sensi e per le finalita’ di cui al comma 1, possono essere adottate, secondo principi di adeguatezza e proporzionalita’ al rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio nazionale ovvero sulla totalita’ di esso, una o piu’ tra le seguenti misure: a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilita’ di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessita’ o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; b) chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici; c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonche’ rispetto al territorio nazionale; d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di fuori del territorio italiano; e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche’ risultate positive al virus; f) limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico; g) limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso; h) sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nei luoghi destinati al culto; i) chiusura di cinema, teatri, sale da concerto sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione; l) sospensione dei congressi, di ogni tipo di riunione o evento sociale e di ogni altra attivita’ convegnistica o congressuale, salva la possibilita’ di svolgimento a distanza; m) limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa la possibilita’ di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati, nonche’ di disciplinare le modalita’ di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi; n) limitazione o sospensione delle attivita’ ludiche, ricreative, sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico”…)

Redazione Campania/(Maria D’Auria)

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Bancarotta fraudolenta: la GdF di Salerno sequestra 2 milioni di euro

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Bancarotta fraudolenta e sottrazione illecita al pagamento delle imposte eseguite dalla Guardia di Finanza di Salerno 4 misure cautelari personali. Sequestrati beni per oltre 2 milioni di euro

Bancarotta fraudolenta: la GdF di Salerno sequestra 2 milioni di euro

Nelle prime ore della mattinata odierna, la Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione del GIP del Tribunale di Nocera Inferiore, ha eseguito, nei Comuni di Scafati , Pagani e Poggiomarino (NA), un’ordinanza dispositiva della misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nei confronti di 4 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Le indagini, condotte dai Finanzieri della Compagnia di Scafati coordinati dal Sostituto  Procuratore Dott. Davide Palmieri, hanno permesso di far luce sulle reali cause dei fallimenti – dichiarati nel 2016 e nel 2017 – di due società scafatesi dedite alla produzione e commercializzazione di articoli di cartotecnica.
Le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire una fitta rete di rapporti, formalmente e giuridicamente distinti, tra diverse società riconducibili ad un unico nucleo familiare, costituito dai genitori e i due figli di 49 e 52 anni.
In particolare è emerso che i principali indagati, con l’ausilio di soggetti estranei alla famiglia, hanno distratto gli asset di imprese poi dichiarate fallite, causandone il dissesto ed hanno così sottratto i beni aziendali alle procedure di riscossione coattiva dei crediti erariali. In un caso, prima del fallimento, era stata realizzata un’operazione di fusione, apparentemente priva di una valida ragione economica, considerato peraltro che una delle due società era fortemente indebitata e risultava quindi poco appetibile. Era stata formalizzata, inoltre, un’operazione di cessione di quote societarie che, come dimostrato dalle indagini, si è rivelata essere del tutto simulata, in quanto strumentale anch’essa alla fusione.
In un secondo caso, i Finanzieri hanno accertato che i beni aziendali della fallita continuavano ad essere gestiti dalle stesse persone fisiche e ad essere utilizzati per la medesima attività imprenditoriale. Le cessioni a società terze costituite ad hoc erano servite solo a sottrarre attrezzature e magazzino alle richieste risarcitone dei creditori.
Oltre all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, agli indagati è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa e di ricoprire qualsiasi incarico direttivo per otto mesi; agli stessi soggetti è stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo per equivalente di tutti i beni mobili e immobili a loro riconducibili, per un valore complessivo che supera i 2 milioni di euro.

Redazione Campania

Cocchi( Empoli): “Mi auguro che ricominci il campionato”

Abbiamo sentito il collega di Empoli, Alessio Cocchi, nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”:

”A Empoli la gente sta tornando in giro dopo l’allentamento del lockdown. Ci sono ancora alcune attività chiuse ma si sta tornando alla normalità a piccoli passi. É chiaro che tutti vogliono tornare presto alle vite pre Coronavirus.

Calcio? É difficile dire cosa succederà. L’Empoli era in netta ripresa e stava risalendo la classifica. É normale che piacerebbe giocare per potersela giocare per la A. Peró ho molti dubbi sulla ripartenza, non so se siamo pronti per far ripartire il calcio. Un’eventuale ripartenza non sarebbe un bene solo per l’Empoli ma per tutti perché significherebbe che il peggio é passato.

La società dell’Empoli sta spingendo per la ripartenza, chiaramente in piena sicurezza per la salute di tutti. Però c’è tanta voglia di giocare e di ripartire. Inoltre la società ha speso tantissimi soldi sia in estate che a gennaio e chiaramente vorrebbe giocarsela per salire in A. Non terminare il campionato sarebbe un’enorme beffa economica per i toscani. Inoltre sarebbe ingiusto mandare in A una società come il Crotone che non ha dimostrato di essere superiore all’Empoli. Non é giusto premiare qualcuno con tantissime partite a disposizione. Ma ripeto che la situazione é molto difficile e non abbiamo proprio idea di cosa accadrà. Il governo non é stato chiaro e possiamo solo aspettare.

Provedel? “A me piace tantissimo come portiere. Ad Empoli ha fatto abbastanza bene ma é stato molto sfortunato a causa degli infortuni. É un bravo ragazzo e un ottimo portiere, gli auguro il meglio.”

 

Speriamo di poter tornare presto allo stadio. Mi auguro che sia permesso sia ai tifosi ma soprattutto a noi giornalisti che lo facciamo per lavoro. Dobbiamo essere tutelati anche noi con la nostra categoria.

Torre Annunziata, emergenza covid: nuovo caso in città

Torre Annunziata, emergenza covid: nuovo caso in città

Torre Annunziata, nuovo caso positivo al covid – 19: attualmente sono 4 i cittadini positivi

Torre Annunziata, nuovo cittadino positivo al coronavirus, l’annuncio sulla pagina ufficiale del Comune. Ecco quanto si legge:

Nuovo contagio da Coronavirus a Torre Annunziata. Si tratta di un giovane operatore sanitario in servizio presso un ospedale della Regione Campania. Il soggetto è asintomatico e si trova in isolamento domiciliare insieme ai propri familiari.

Ad oggi, il bilancio complessivo è di 15 cittadini contagiati, 6 guariti e 5 deceduti. Quattro le persone ancora positive, tutte sottoposte alla quarantena. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati effettuati 403 tamponi. 72, invece, i soggetti che si trovano in isolamento domiciliare.

“Nella giornata di lunedì – spiega il sindaco Vincenzo Ascione – ho scritto al Prefetto di Napoli, Marco Valentini, chiedendo un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine in città, in modo da poter garantire maggiore ordine e il rispetto delle regole in materia di gestione e contenimento dell’emergenza sanitaria. Con l’inizio della “Fase 2”, e il parziale allentamento delle misure restrittive, una parte dei cittadini – in particolare i più giovani – si sono riversati in strada creando diversi assembramenti in alcuni luoghi del territorio (litorale e spiagge in particolare), senza rispettare la distanza interpersonale e, in molti casi, senza indossare i dispositivi di protezione individuale.
Sarebbe delittuoso, in questo momento, vanificare gli enormi sacrifici fatti dalla popolazione, e un’ulteriore ed eventuale chiusura dovuta ad una diffusione non più controllata dei contagi o allo scoppio di qualche focolaio – conclude il sindaco -, metterebbe ulteriormente in ginocchio l’economia locale già gravemente provata da anni di crisi economica».

Corsport – Il Napoli pensa a sostituire Callejòn: spunta qualche nome

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Corsport – Il Napoli pensa a sostituire Callejòn: spunta qualche nome

CorSport – Probabile addio a  José Callejon e Dries Mertens, secondo l’edizione odierna del Corriere dello Sport, ecco i possibili nomi dei sostituti:

“Il Valencia aspetta lo spagnolo e «Ciro» deve ancora decidere cosa fare di sé. Piace Boga del Sassuolo, che ama sviluppare le proprie azioni a sinistra per andare a chiudere con il destro; è spuntato Orsolini del Bologna; nella memoria di Giuntoli è rimasto il kosovaro  Rashica del Werder Brema; volendo c’è Everton del Gremio che stuzzica parecchio, però pure lui gradisce la fascia opposta”

Recuperato il corpo di Matteo Bernasconi: comunicato CNSAS Lombardo

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Recuperato il corpo di Matteo Bernasconi, la guida alpina travolta ieri da una valanga nel Canale della Malgina, Pizzo del Diavolo, Valtellina.

Recuperato il corpo di Matteo Bernasconi: lo comunica il CNSAS Lombardo

CASTELLO DELL’ACQUA (SO) – Recuperato stamattina senza vita il corpo di Matteo Bernasconi, 38 anni, guida alpina comasca, molto conosciuto nell’ambiente dell’alpinismo. È stato travolto ieri da una valanga nel Canale della Malgina, Pizzo del Diavolo, in Valtellina. L’allertamento era partito ieri sera. Il ritrovamento dell’auto all’imbocco della valle ha permesso di concentrare le ricerche. Impegnati il Cnsas – VII Delegazione Valtellina Valchiavenna, Stazione di Sondrio, con tecnici e UCV (unità cinofile da valanga) e con il Sagf – Soccorso alpino Guardia di finanza. Alcune ore dopo, il ritrovamento, ma non c’era più nulla da fare. Il recupero è terminato stamattina, con l’elicottero di AREU (Azienda regionale emergenza urgenza Lombardia), decollato dalla base di Caiolo (SO).

Redazione Lombardia

Alcuni altri articoli di Cronaca presenti nel nostro archivio:

 

Truffa su Marche da Bollo: sospesi altri sei avvocati di Nola

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GdF Napoli: tentata truffa su marche da bollo. Eseguita misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di avvocato nei confronti di 6 professionisti.

Truffa su Marche da Bollo: sospesi altri sei avvocati di Nola

Nella mattinata odierna i finanzieri del Gruppo di Nola, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare la professione di avvocato nei confronti di n. 6 professionisti, indagati per tentata truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le indagini sono scaturite da molteplici segnalazioni pervenute a questa Procura – negli anni 2018, 2019 e 2020 – dalla Presidenza del Tribunale di Nola in merito ad irregolarità rilevate dall’Ufficio Ruolo Generale Affari Contenziosi Civili, in sintesi: nel procedere alle lavorazioni delle buste telematiche trasmesse dagli avvocati e contenenti l’iscrizione a ruolo di cause civili, nel momento in cui l’operatore dell’Ufficio Ruolo Generale procedeva ad inserire il numero identificativo della marca da bollo o del contributo unificato, il sistema informatizzato segnalava che gli stessi risultavano già registrati ed utilizzati.
Il Gruppo della Guardia di Finanza di Nola veniva, pertanto, delegato dalla Procura della Repubblica di Nola a verificare l’autenticità delle marche da bollo e dei contributi unificati oggetto di segnalazione, nonché a riscontrare l’eventuale utilizzo dei valori da bollo in altri procedimenti incardinati anche presso altri Uffici giudiziari dell’intero territorio nazionale.
Grazie all’attività di analisi e riscontro svolta dalle Fiamme Gialle è stato possibile accertare che tutte le marche da bollo segnalate, alla data della richiesta di iscrizione a ruolo, risultavano essere già state utilizzate, come mere fotocopie, alcune anche più volte dallo stesso difensore, ovvero da altri avvocati facenti parte del medesimo studio legale degli indagati.
Responsabili di plurime condotte di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato. gli indagati hanno indotto in errore il funzionario responsabile dell’Ufficio Ruolo Generale Affari Contenziosi Civili del Tribunale di Nola al fine di procurarsi un ingiusto profitto patrimoniale pari all’importo del valore bollato riutilizzato, con corrispondente danno economico per lo Stato.
L’operazione odierna costituisce un ulteriore positivo risultato raggiunto dall’Autorità Giudiziaria e dalla Guardia di Finanza, impegnate quotidianamente a tutela della sicurezza economico finanziaria dell’area nolana, nelle attività volte al contrasto delle forme più insidiose di reati in danno dello Stato e della Pubblica Amministrazione.

Redazione Campania

CorSport – Napoli, forte interesse verso Azmoun: primi approcci

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CorSport – Napoli, forte interesse verso Azmoun: primi approcci verso il giocatore

CorSport – Ecco quanto riportato sull’odierna edizione del Corriere dello Sport riguardo l’affare Azmoun:

“Chi ha convinto, e da mesi, il Napoli è Sardar Azmoun, venticinque anni, iraniano dello Zenit San Pietroburgo, avvicinato nell’inverno scorso, tanto per capire l’effetto che gli fa un’eventuale trasferimento: le caselle degli extracomunitari sono ormai colme e però c’è tempo e qualcosa inevitabilmente finirà per cambiare”.

A Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Vincenzo Morabito, intermediario della trattativa Azmoun. Ecco le sue parole:

“Abbiamo dei contatti tramite conoscenze iraniane col papà del calciatore che espresse la volontà di portarlo in Inghilterra. Poi è venuto fuori il discorso Italia quando si parla di Napoli. Ad oggi non c’è alcuna trattativa, ma è la famiglia che gestisce il calciatore. E’ un giocatore interessante, un attaccante molto simile a Mertens. Si adatterebbe bene agli schemi di Gattuso, ma ha due inconvenienti. Lo Zenit è il club russo più ricco ed è sempre difficile portar via calciatori da lì, e poi c’è il discorso del fatto che è extracomunitario, ma è risolvibile. Mertens? Credevo che restasse al Napoli, ora lo sono un po’ di meno. A febbraio doveva arrivare il rinnovo alla fine del calcio mercato. Poi il suo avvocato sta continuando a parlare con altri club all’estero, tra cui il Chelsea. Insigne? Ci sono retroscena che non sono usciti fuori, ma la verità è che il giocatore vuole restare a Napoli ed è anche la soluzione più logica mentre Raiola voleva portarlo all’estero. Il mercato sarà aperto fino a fine marzo, torniamo ai vecchi tempi”.

Indagine RITROVO Operazione antiterrorismo dei Carabinieri

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Indagine RITROVO: i Carabinieri del ROS arrestano per 12 persone ritenute responsabili di promuovere un gruppo di anarco-insurrezionalisti.

Indagine RITROVO Operazione antiterrorismo dei Carabinieri

BOLOGNA – Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Bologna – Dipartimento Antiterrorismo. Indagine “Ritrovo”. La Procura della Repubblica di Bologna – Dipartimento Antiterrorismo (magistrato assegnatario dottor Stefano Dambruoso) ha coordinato un’indagine condotta dal Ros – Sezione Anticrimine di Bologna e dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna culminata con l’odierna esecuzione di una misura cautelare personale a carico di 12 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di promuovere e organizzare una associazione finalizzata al compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico dello Stato italiano, con l’obiettivo di affermare e diffondere l’ideologia anarco-insurrezionalista, nonché di istigare, con la diffusione di materiale propagandistico, alla commissione di atti di violenza contro le Istituzioni politiche ed economiche dello Stato impegnate nella gestione dei Centri Permanenti di Rimpatrio e nella realizzazione di politiche in materia migratoria.

L’esecuzione del provvedimento in parola – spiegano i carabinieri -, che consta di sette misure di custodia cautelare in carcere, cinque sottoposizioni all’obbligo di dimora nel comune di Bologna, di cui quattro con dell’obbligo di presentazione quotidiana alla P.G, e contestuali perquisizioni personali e locali, è tutt’ora in corso in diverse città italiane quali Bologna, Milano e nella provincia di Firenze.

L’inchiesta, convenzionalmente denominata “RITROVO”, trae origine dalla commissione di un attentato incendiario perpetrato, nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre 2018, ai danni di alcuni ponti ripetitori delle reti televisive nazionali e locali, di apparati di fonia dei ponti radio delle forze di polizia e antenne di ditte che forniscono servizi di intercettazioni e di sorveglianza audio-video alle AA.GG, tutti ubicati a Bologna in via Santa Liberata, località Monte Donato. In quel contesto, oltre a rinvenire materiale vario necessario ad avviare la combustione, si accertava la presenza della scritta vergata su di una parete di quella struttura «SPEGNERE LE ANTENNE, RISVEGLIARE LE COSCIENZE SOLIDALI CON GLI ANARCHICI DETENUTI E SORVEGLIATI».

La tipizzazione dell’atto di rivendicazione, desumibile dal contenuto della citata scritta, ha, fin da subito, indirizzato le investigazioni nei confronti di vari esponenti dell’area anarchica attivi a Bologna ed orbitanti nell’alveo dello spazio di documentazione denominato “Il Tribolo”. Il perfezionarsi delle investigazioni, caratterizzato dalla sinergica predisposizione di attività di intercettazione, di servizi di osservazione e dall’acquisizione di riscontri documentali, consentiva di ricostruire l’esistenza di una articolata trama di rapporti tra gli attuali indagati e diversi gruppi affini, operanti in varie zone del territorio nazionale, incentrati sulla sistematica attività di istigazione a delinquere che veniva posta in essere anche avvalendosi di pubblicazioni su blog e siti d’area, il tutto finalizzato a contrastare, anche mediante ricorso alla violenza, le politiche in materia di immigrazione e, in generale, le istituzioni pubbliche ed economiche, con indicazione di obiettivi da colpire e le modalità di azione.

A ciò si aggiunge che è stato possibile accertare – nell’ottica degli investigatori- il particolare attivismo degli indagati nell’organizzazione e partecipazione a momenti di protesta che, sospinti dalle richiamate ideologie anarchiche, sono sfociati in atti di danneggiamento, deturpazione e imbrattamento di luoghi pubblici e privati nonché, in alcune circostanze, anche in scontri violenti con le forze dell’ordine.

In tale quadro è da collocare l’attentato incendiario di Monte Donato sul quale, per quanto complessivamente evidenziato dalla manovra investigativa, può ritenersi trattarsi di un atto compiuto nella convinta realizzazione degli scopi eversivi dell’associazione, per la cui esecuzione fondamentale è stato l’apporto di uno degli indagati, così come evidenziato dai gravi indizi raccolti.

L’inchiesta ha altresì consentito di contestare agli indagati l’organizzazione di manifestazioni pubbliche e cortei non autorizzati dalle competenti Autorità con l’obiettivo di contrastare e impedire l’apertura dei Centri Permanenti di Rimpatrio, attuata dalla legislazione voluta dal Governo sulla gestione dell’immigrazione, provocando, anche, scontri violenti con le Forze dell’Ordine, nonché danneggiamenti di condomini ed edifici pubblici, con l’apposizione di scritte di carattere minatorio e offensivo nei confronti delle Istituzioni dello Stato, e di sportelli bancomat di Istituti di credito di rilievo nazionale, quale la Banca Popolare Emilia Romagna di Bologna, intesa questa come lotta contro le strutture economiche dello Stato.

Di supporto a tali azioni sono da segnalarsi la realizzazione e diffusione, anche con l’uso di strumenti informatici, di opuscoli, articoli e volantini dal contenuto istigatorio, tesi ad aggregare nuovi proseliti impegnati nelle loro “campagne di lotta”.

Le evidenze raccolte in questo ultimo periodo, caratterizzato dalle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica del Covid-19, hanno evidenziato l’impegno degli appartenenti al sodalizio de quo alla organizzazione di riservati incontri tesi ad offrire il proprio diretto sostegno alla campagna “anti-carceraria”, accertando la loro partecipazione ai momenti di protesta concretizzatisi in questo centro.

In tale quadro, l’intervento, oltre alla sua natura repressiva per i reati contestati, assume una strategica valenza preventiva volta ad evitare che in eventuali ulteriori momenti di tensione sociale, scaturibili dalla particolare descritta situazione emergenziale, possano insediarsi altri momenti di più generale “campagna di lotta antistato” oggetto del citato programma criminoso di matrice anarchica.

Indagine RITROVO Operazione antiterrorismo dei Carabinieri / Redazione

Gazzetta – Il Napoli punta su Orsini: il Bologna fissa il prezzo

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Gazzetta – Il Napoli punta su Orsini: il Bologna fissa il prezzo

Gazzetta – L’odierna edizione della Gazzetta dello Sport scrive di Orsini e di quanto il Napoli sia interessato al giocatore del Bologna:

“Il Napoli ci proverà, pur sapendo che troverà un Bologna che non ha intenzione di cedere il suo talento. Un primo sondaggio l’ha già fatto, sentendo il procuratore, per capire un po’ la posizione del giocatore. Prima del Covid 19 il valore di Orsolini si aggirava intorno ai 20 milioni. Due mesi dopo la valutazione non è cambiata, ma al ds napoletano l’investimento piace”

Intanto a Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” è intervenuto Donato Di Campli, agente di Riccardo Orsolini.

“Orsolini piace al Napoli? Dico quello che penso con estrema franchezza: questa situazione del virus cambia tutto. Anche il rinvio degli Europei al prossimo anno, cambia tutto. Credo che nel Bologna, in virtù di quanto sta accadendo, a nessuno interessi una cessione. Sia perché i prezzi non possono più essere quelli congrui ma soprattutto perché abbiamo la necessità di avere continuità in vista degli Europei. A Bologna la continuità ce l’abbiamo, altrove è difficile trovarla. C’è il Napoli, è vero, ma anche tante altre società. A loro è sempre piaciuto, è un pallino di Giuntoli. Di mercato vero però su Riccardo in questo momento non ce n’è. Destinazione gradita? Il Napoli è una società importantissima che ha giocato in Champions e lottato per lo Scudetto, ci mancherebbe non considerarla. Da qui a dire che c’è una trattativa ce ne passa tantissimo. In questo momento le valutazioni sono solo per il Bologna. Giocarsela con Politano? Si torna al discorso di prima. Non abbiamo paura di nessun giocatore, con il massimo rispetto per tutti. Ma è chiaro che fare 35 partite di fila o farne 15 cambia in vista degli Europei. Poi può anche essere che arriva l’offerta della vita e non si può rinunciare. Se una squadra fa un’offerta incredibile al Bologna e il club ce la sottopone noi ascolteremo. Doppia opzione di recompra della Juventus? Queste sono cose che non mi riguardano, bisogna tener conto soltanto del contratto che Orsolini ha col Bologna, gli accordi tra società non ci riguardano”.

Arpino di Casoria e Napoli Ponticelli, maxi sequestro di sigarette

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Arpino di Casoria e Napoli Ponticelli: Maxi sequestro dei Carabinieri. Oltre una tonnellata di sigarette stoccate in un container. In manette 43enne: nella sua auto altri 80 chili di “bionde”

Arpino di Casoria e Napoli Ponticelli, maxi sequestro di sigarette

Carabinieri Arpino di Casoria e Napoli Ponticelli: maxi sequestro. I carabinieri della Compagnia di Casoria hanno arrestato per contrabbando di tabacchi lavorati esteri Luca Attraente, 43enne di Boscoreale già noto alle ffoo.

Nello specifico, i carabinieri lo stavano pedinando da tempo, poiché erano convinti che l’uomo fosse coinvolto nel commercio di “bionde” di provenienza illecita: l’hanno osservato e seguito in ogni spostamento. Fermato lungo Via Nazionale delle Puglie mentre era a bordo della sua auto hanno così rinvenuto 80 chili di sigarette occultato in 8 scatoloni di cartone: 400 stecche pronte per il mercato locale.

I carabinieri hanno ripercorso a ritroso la strada battuta dall’arrestato e – a Ponticelli – in un’autorimessa di autoarticolati rinvenuto in un container oltre una tonnellata di sigarette: 5200 le stecche sequestrate, per un valore complessivo al dettaglio di circa 200.000 euro.

Sigarette, auto e container sono stati sottoposti a sequestro. L’arrestato è stato ristretto presso il carcere di Poggioreale, mentre il proprietario dell’area di sosta sarà denunciato per concorso nel reato.

I lavoro delle forze dell’ordine, e in particolare dell’arma dei carabinieri, è stato fortemente intensificato, infatti proprio ieri ci sono stati una serie di blitz in tutto il territorio napoletano e campano, per smantellare piazze di spaccio in primis, e inoltre molti controlli sono stati fatti alle imprese locali, di cui sono stati scoperti legami con clan operanti sul territorio.

Vincenza Lourdes Varone

Rituali magici. Arrestati per associazione, truffa, violenza ed estorsione

Rituali magici e riti esoterici: sette arrestati per associazione per delinquere, truffa aggravata, violenza privata e tentata estorsione.

In data di ieri, alle prime ore del mattino, sette persone sono state arrestate dalla Polizia Giudiziaria della Procura di Patti, Sezione Polizia di Stato, con l’apporto dalle altre Aliquote della Sezione e dei Commissariati di P.S. di Capo d’Orlando e Patti, in quanto ritenute gravemente indiziate di una serie di reati, fra cui i delitti di associazione per delinquere, truffa aggravata, violenza privata e tentata estorsione.

In particolare, sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere PARISI Elvira, PATERNITI Gino, NEGRU RODICA Doina e MESSINA Lidia,

Sono stati attinti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari PRINZI Teresa, LOMBARDO FACCIALE Rosario.

Nei confronti di un ottavo indagato, allo stato non reperito, la misura è in corso di esecuzione”.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal GIP del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta dei Sostituti Procuratori Alessandro Lia e Federica Urban.

Le indagini, sviluppatesi per quasi due anni, basate su intercettazioni telefoniche, assunzioni di numerose testimonianze e perquisizioni, hanno svelato l’esistenza di un articolato sodalizio criminale avente base operativa a Santo Stefano di Camastra, ma attivo sull’intera provincia, capeggiato da PARISI Elvira e PATERNITI Gino. Costoro, spacciandosi per veri e propri “maghi” e cartomanti, dotati di poteri occulti ed esoterici, agganciavano le ignare vittime, le convincevano dei loro poteri “magici” e le inducevano a versare forti somme di denaro in cambio delle loro “presunte” prestazioni professionali.

Le indagini venivano avviate a seguito della denuncia presentata da C.M.F., la quale riferiva di aver versato centinaia di migliaia di euro a tali soggetti ed all’intero sodalizio.

Più precisamente, proprio dalle intercettazioni, avviate nell’estate del 2017 sulle utenze dei principali indagati, è emerso il “modus operandi” del sodalizio: gli indagati avvicinavano le vittime, sfruttando momenti di fragilità e solitudine di queste ultime, ne carpivano la fiducia attraverso lunghe telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, nel corso delle quali, fingendo solidarietà e comprensione, si arrogavano poteri sensitivi straordinari (potere di percepire il pericolo incombente nella vita degli altri; potere di purificazione da fenomeni paranormali negativi), grazie ai quali paventavano l’esistenza di gravi ed immediati pericoli, forti negatività anche di tipo mortale, gravanti sull’intero nucleo familiare (per es., riti malefici posti in essere da terzi con teli appesi al balcone), i quali potevano essere scongiurati soltanto attraverso il ricorso alla cartomanzia, a  “riti esoterici”, “rituali magici”, “preghiere”. In cambio di tali prestazioni, costoro si facevano consegnare cifre esorbitanti in denaro, erogato in contante o attraverso ricariche su carte prepagate.

I rituali magici o riti esoterici (chiamati “lavori”, “grafiche”, “invocazioni”) venivano sempre prospettati come molto costosi, perché bisognevoli di materiali speciali e talismani (“Il materiale esoterico costa!!”), nonchè come condizione imprescindibile per la rimozione del grave male, del “malocchio” o della “fattura” (“lui è stato anche fatturato!!” – “io sono sensitiva…” – “la situazione è brutta… c’è stato una donna.. mi raffigura una donna che ha fatto qualche cosa su di lui e non c’è niente da fare, si deve togliere subito… l’impurità!” – “Non c’è tanto da perdere tempo, perchè ogni cosa peggiora..!!”; “purificazione nella tua casa!!! – “... sei di religione ortodossa no..?.. Esatto… e allora ti voglio dire una cosa, principalmente io sono con Dio… ok..? Perchè.. .appunto ci sono quelli che sono… insomma… di altre sponde, di altre cose… io faccio solo preghiere carismatiche… così lavoro… tolgo la negatività… tolgo il male.. hai capito?”).

I riti, a volte, servivano anche a mettere a tacere definitivamente “voci e dicerie di paese” pericolose per la reputazione della vittima (per. es. relazioni extraconiugali) e comprendevano anche la consegna di “talismani”, ossia oggetti di vario tipo (collanine, portachiavi, braccialetti, pietre vulcaniche) che dovevano essere utilizzati secondo precise istruzioni: così, ad esempio, un braccialetto doveva essere indossato per ventiquattro ore consecutive, compresa la notte, e l’indomani doveva essere gettato in mare.

I talismani, i riti o le formule, in altri casi, dovevano servire a conquistare o “riconquistare” la donna di cui la vittima si era innamorata o a mantenerne la buon salute (“Allora senti, qui io ora, quando chiudo, ti mando direttamente una foto di una formula che tu dovresti fare, se hai la possibilità, questa notte. Alle ore tre in punto… E ci vorrebbe un tre vie, cioè una strada che si fa con tre… strade, un incrocio va.. l’importante che siano tre strade, che non sia a quattro, capito?.. magari ora più tardi, se puoi, dovresti comprare tre  palmi  di fettuccia nera… alle tre di notte devi andare nel trivio, ti devi smanicare il braccio sinistro a carne nuda, e dire ad alta voce: “diavolo…”).

Successivamente gli indagati, al minimo sospetto che le vittime, scoperti i loro inganni, cercassero di uscire dal circolo vizioso in cui erano incorse, passavano a vere e proprie intimidazioni nei loro confronti; in particolare, le minacciavano che, se avessero smesso di pagare o avessero denunciato i fatti, avrebbero scagliato al loro indirizzo, e a quello delle loro famiglie, ogni sorta di maleficio e negatività (“il rito”) o comunque generato nei loro confronti temibili fenomeni paranormali (presenza soprannaturale di acqua e di rumori, stato ipnosi, etc.), a volte anche con l’ausilio di operatori dell’occulto ancora più potenti e pericolosi, come un tale “Valentino” (“…le interferenze le faccio io, i numeri telefonici, anche quello di tua sorella, che so il numero di cellulare se voglio, anche a quello di tua madre se voglio, che lo hai tolto il numero di cellulare, l’ipnosi, i soldi te lo sei dimenticata quando te li facevo scomparire da casa..?.. I rumori che ti facevo fare..? L’idraulica e l’acqua che ti usciva, erano fenomeni degli alieni..?!!! Erano i marziani!!!? vuoi questa sera che ti faccio rimbombare qualcosa?! Così ti ricordi di Valentino? non è una minaccia… per farti ricordare che il paranormale esiste!!”).

In alcuni casi gli odierni indagati hanno ricattato le loro vittime, minacciandole che avrebbero divulgato tutte le informazioni “compromettenti” di cui erano venute in possesso, carpite in occasione dello svolgimento delle loro “prestazioni professionali” (uno degli indagati, per es., ha minacciato la vittima di divulgare il contenuto non meglio precisate “cassette” o anche di riferire agli assistenti sociali ed al datore di lavoro della sua “cliente – vittima” le informazioni confidenziali ricevute).

Per incrementare il senso di smarrimento delle vittime ed eludere eventuali indagini, gli indagati inscenavano l’esistenza di fantomatici soggetti dai poteri ancora più straordinari (“Alessia”, “Ester”, “Carlo”, “Valentino”, “Loredana”, “Alina”, “Giovanna”, etc.), dei quali addirittura simulavano la voce al telefono.

L’intera attività avveniva per via telefonica: gli incontri di persona, di conseguenza, avvenivano solo al momento della consegna del denaro contante.

Il sodalizio criminoso era caratterizzato da una ben precisa ripartizione dei ruoli (chi rivestiva il ruolo di intermediario e procacciatore delle vittime, chi di vero e proprio “operatore dell’occulto”, mago e chiromante, dotato di poteri straordinari di guarigione, chi di confidente e consigliere, chi di materiale riscossore o di intestatario della carte Postepay su cui avvenivano le ricariche in denaro) e da una solidarietà reciproca, che è parsa nella sua massima dirompenza nel momento conclusivo dell’indagine, quando sono state eseguite le perquisizioni domiciliari ed è stato sequestro materiale esoterico ed appunti con informazioni sulle vittime.

Come detto, a capo del sodalizio criminale vi erano PARISI Elvira e PATERNITI Gino, detto “il conte”, promotori ed organizzatori della compagine associativa, i “perni” del sodalizio, fantomatici operatori dell’occulto, in continuo contatto tra loro, i quali si consigliavano sulle migliori “strategie” da adottare per “gestire” i clienti, che sovente si scambiavano, ripartendosi in percentuale i guadagni così illecitamente ottenuti.

NEGRU RODICA Doina svolgeva un ruolo di collegamento tra i due indagati principali PARISI Elvira e PATERNITI Gino, forniva assistenza nell’attività esoterica, interpretava il ruolo della fantomatica “Alessia” (donna dall’accento straniero) per la circonvenzione delle vittime, metteva a disposizione la propria carta Postepay per riceverne i pagamenti.

MESSINA LIDIA, molto vicina a PARISI Elvira, le forniva costante assistenza, dandole suggerimenti e consigli, individuando, procacciando e gestendo numerose vittime, interpretando in alcuni casi il ruolo della fantomatica “Ester”.

PRINZI Teresa, detta “Titti”, nipote di PARISI Elvira, forniva assistenza alla propria zia nella circonvenzione di diverse vittime.

LOMBARDO FACCIALE Rosario, detto “Carlo”, dapprima assumeva il ruolo di vittima e, successivamente, di consociato, in quanto divenuto stretto collaboratore di PARISI Elvira, fornendole consulenza ed assistenza, procacciandole nuovi clienti, interpretando anche il ruolo di intermediario tra la stessa PARISI Elvira ed alcune delle vittime.

CAPRA GAETANO, “Tanino”, dapprima anch’egli “vittima”, è poi divenuto il compagno di PARISI Elvira e le ha fornito assistenza nella circonvenzione di altri soggetti, occupandosi di ritirare il denaro contante; anche egli era intestatario di una delle carte prepagate su cui avvenivano le ricariche.

Le vittime, per procurarsi la liquidità necessaria a soddisfare le incessanti richieste degli indagati, non solo attingevano a tutti i loro risparmi, vendendo gioielli, attrezzature di lavoro (in un caso, addirittura, un intero allevamento di bestiame) e persino immobili di proprietà (le stesse case di abitazione), ma erano costrette anche a contrarre gravosi debiti con amici e parenti (ai quali tacevano il reale motivo del prestito), fino a contrarre debiti a tassi usurari che non riuscivano poi ad onorare.

Per ogni consulenza/rito, i malcapitati clienti versavano una “parcella di qualche centinaio di euro, fino ad arrivare a corrispondere, nel corso del tempo, in totale, cifre anche superiori ai 10.000 euro.  Nei casi più gravi, due vittime hanno consegnato, rispettivamente, oltre un milione di euro e 70.000 euro. In alcuneconversazione erano gli stessi indagati a suggerire alle vittime come procurarsi ancora ulteriore denaro, per esempio chiedendo prestiti ai familiari o vendendo gioielli al compro-oro.

All’esito di alcune perquisizioni domiciliari seguite nel 2018, è stato sequestrato non solo materiale esoterico di ogni tipo (mazzi di carte per la cartomanzia; pergamene con simboli magici – “Pentacolo mistico dell’angelo Raphael” – ; preghiere rituali; fogli con riferimenti ad arti magiche, riti esoterici, incantesimi, rituali, pozioni e formule magiche), ma anche appunti con informazioni sulle vittime e sulle loro abitudini. Subito dopo le perquisizioni, i sodali ed i loro accoliti si sono immediatamente adoperati per far sparire altro “materiale”, ancora in loro possesso (“Amico mio, fatti scomparire quello che hai a casa! – Ah! Stanno arrivando? – Ancora no, ma ci stanno… stanno cercando… perché i nominativi sono assai quelli gli ha dato.. è stato uno stronzo che non gli sono riusciti i lavori… quindi ha fatto le denunce! –  Quindi quanto tempo mi posso dare..? una settimana?… quattro giorni.. per fare..? – Tu… entro martedì devi fare scomparire tutte cose!! Almeno per due tre mesi non devi tenere nulla dentro!!”).

Duplice la potenzialità offensiva del fenomeno criminale: allo sfruttamento economico delle vittime e, almeno in alcuni casi, dei loro congiunti, si sommava un vero e proprio sfruttamento psicologico, cosicché le vittime, anche per la vergogna, si isolavano dalla famiglia e dal contesto sociale di riferimento, diventando sempre più succubi e “dipendenti” dal sodalizio.

In alcune eloquenti conversazioni telefoniche è emersa tutta la determinazione usata dagli indagati nell’azione di spoglio dei malcapitati clienti, definiti, senza mezzi termini, “porci, pazzi”, “morti di fame”, “babbigni”.

La spregiudicatezza dei sodali non si fermava nemmeno dinnanzi agli accorati appelli delle vittime che, spesso in lacrime, supplicavano gli indagati di smetterla con le insistenti richieste di denaro, dichiarando di non avere più soldi, di provare vergogna verso i figli, ai quali non potevano più comprare nulla e di essere disposti a compiere gesti estremi. Così, ad esempio, si esprimeva una vittima: “io non ce la faccio più… non ce la faccio perché ho la paura che mi succede qualcosa di brutto e io faccio qualcosa… o ammazzo a lei o ammazzo me!!”. Un altro malcapitato cliente (che per riconquistare la sua amata aveva consegnato circa settantamila euro al sodalizio), in una eloquente intercettazione, con voce tremante e tono disperato, esclamava: “io m’ammazzo!! ‘Sta situazione deve finire, deve finire… è diventato un calvario, non ce la faccio più, sono pazzo, pazzo… maledetto io!!”; “mi deve lasciare in pace… mi sta portando nella cassa da morto… che calvario, che calvario!!!; ed ancora: “Io non ho soldi! Mi posso solo sparare, ‘sta cammurria deve finire, mi sparo e si leva ‘sta cammurria… sono nella merda, le persone mi minacciano, mi prendono la faccia a schiaffi!!!”.

Gli indagati commentavano tra loro, anche in modo sarcastico, le conversazioni avvenute con le vittime e, incuranti dei disperati appelli e delle minacce di gesti estremi, cercavano ogni modo per continuare a “spremere” i clienti: “Dice che è al lastrico… pure se mi dessero 50 euro che cazzo me ne fotte di loro!.. capito che ti voglio dire? … Dovrebbero essere sul lastrico come me, la gente, quando dicono che sono sul lastrico… veramente!”. Ed ancora: “Ora le mando un messaggio e le dico che i soldi li ho anticipati io per il materiale, ci fazzu venire i vermi!!”; “Io questi clienti così che dicono una cosa… poi un’altra, mi danno fastidio!! Ma l’hai capita a questa sciumunita? È tirchia da morire!!!”.

In altri casi, per ammonire le vittime, veniva loro raccontato di come era “finita” con altri clienti che si erano rifiutati di pagare: “… ha telefonato uno che io per discrezione non ti dico il nome e che questo qui è di Acquedolci e mi ha detto: ‘se lei non mi aiuta signora, io mi ammazzo!!; la mia risposta… a chi non è tra le mie grazie: per me ti puoi pure ammazzare! Anzi ti indico pure la  strada – gli ho detto – … anziché la corda che non hai… – dico – vai nella stazione di Acquedolci… che c’è la stazione ad Acquedolci, e ti infili nei binari del treno’ … ‘ma lei è una diavola!!’ – gli ho detto: “gioia mia, se soldi non ne hai, con me non ne devi parlare, ti fai aiutare… ce ne sono tanti, gli ho detto, ad Acquedolci… ti fai aiutare da altri! – gli ho detto – … a me, non mi devi scassare la minchia, perché tu sei stato traditore!!”.

Per gli indagati, dunque, era del tutto indifferente il destino dei loro clienti, una volta ridotti sul lastrico: costoro avrebbero potuto tranquillamente suicidarsi, senza che con ciò si sentissero minimamente in colpa.

L’indagine, in conclusione, ha fatto emergere un fenomeno ancora assai diffuso, soprattutto in alcune realtà, spesso sottovalutato e certamente sconosciuto, in quanto “protetto” dalla insicurezza e dal senso di vergogna delle stesse vittime: costoro, una volta resesi conto di essere stato “prese in giro”, hanno preferito, almeno in alcuni casi, tacere continuare a subire ogni sorta di sopruso, pur di non rivelare le loro debolezze e l’ingenuità dimostrata.

Nell’immagine di copertina il Tribunale di Patti (ME).

Napoli: Polizia interviene e arresta per rapina e maltrattamenti

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A Napoli gli agenti di Polizia sono intervenuti in due operazioni compiendo due arresti per rapina e maltrattamenti.

Napoli: Polizia interviene e arresta per rapina e maltrattamenti

NAPOLI- Nella giornata di ieri, gli agenti di Polizia sono intervenuti in due situazioni effettuando due arresti per rapina e maltrattamenti.

A via Pietro Colletta ieri pomeriggio, gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti per una lite.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno visto un uomo che, brandendo un coltello dalla lama lunga 25cm, stava minacciando due persone e, alla vista della volante, si è dato alla fuga. L’uomo, che aveva rapinato della collana uno dei due uomini, dopo un inseguimento è stato raggiunto, bloccato e trovato in possesso di una pistola replica semiautomatica, priva di tappo rosso.

Identificato l’uomo è David Gabritchidze, 41enne georgiano irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per rapina aggravata, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.

 

 

A San Pietro a Patierno ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti presso un’abitazione di viale Quattro Aprile per una lite familiare.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno fermato all’esterno dell’edificio un uomo in forte stato di agitazione ed hanno ricostruito che costui, poco prima, aveva aggredito i genitori poiché il padre si era rifiutato di consegnargli del denaro.
L.L., 41enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione.

Ancora una volta le Forze dell’Ordina dimostrano di essere sul territorio e accanto ai cittadini in difficoltà arrivando “in tempo” prima che la situazione sia irrecuperabile.

 

 

Stéphanie Esposito