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Ai domiciliari ma continuava a spacciare. Arrestato

La Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto un 27enne che continuava a spacciare crack ed hashish malgrado ai domiciliari.

La Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto SERIO Alessio, 27enne palermitano,  del quartiere Sperone, perché continuava a spacciare crack ed hashish malgrado fosse ristretto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Nel cuore dello Sperone, in Passaggio Bernardino Verro, la misura cautelare non è servita a contenere la tendenza a delinquere di un giovane pregiudicato, già conosciuto alle Forze dell’Ordine. Capillari servizi di appostamento ed osservazione, condotti dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Brancaccio”, hanno documentato come nel domicilio di Serio, spesso appostato sul balcone di casa, si recassero tanti giovani che, dopo aver ricevuto un cenno di assenso dall’arrestato domiciliare, vi facevano ingresso per poi uscirne dopo poco.

Le modalità di approccio al domicilio dei numerosi frequentatori e la loro breve permanenza tra le mura domestiche hanno convinto gli investigatori che dentro quella casa si svolgesse una vendita “al minuto” ed al dettaglio di stupefacenti.

L’Ipotesi è stata riscontrata dall’esito della perquisizione cui sono stati sottoposti due dei “frequentatori” della casa: sarebbero stati loro stessi, una volta fermati dai poliziotti e presagita la perquisizione, a consegnare spontaneamente la sostanza acquistata, dichiarando di essere degli assuntori e di essersi rivolti già in passato, a “colpo sicuro” a quell’appartamento, quando avevano avuto bisogno di acquistare droga.

I poliziotti, già sicuri dell’illecita attività del Serio, lo hanno tratto in arresto ed il provvedimento è già stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria che ha disposto, per il giovane spacciatore, la custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale “Antonino Lorusso-Pagliarelli”.

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Juve Stabia, la precisazione del club sul futuro di Caserta

La Juve Stabia toglie Fabio Caserta dal mercato tramite una nota nella quale spiega che il tecnico resterà in gialloblu almeno fino al giugno del 2021

Il tecnico della Juve Stabia, Fabio Caserta, fa gola a tante squadre di Serie B e Serie C. Tanti i rumors che vedono l’allenatore protagonista dei desideri di vari club, ancor prima che finisca la tribolata stagione che riprenderà questo fine settimana. Per questo il club di Manniello e Langella ha precisato come il futuro gialloblu di Fabio Caserta sia saldo e non in discussione, anche e soprattutto alla luce del contratto che lega tecnico e società fino al 2021. A rafforzare il legale contrattuale, la forte empatia che sissiste tra la piazza stabiese, ed ovviamente il presidente Manniello, e l’ex 10 delle Vespe. Già la scorsa estate tante erano state le compagini di serie cadetta, su tutte il Frosione, a corteggiare Caserta, che aveva però lasciato prevalere l’affetto verso i colori stabiesi e la fiducia nel progetto tecnico, declinando le lusinghe dei laziali.

Questa la precisazione del club stabiese:

La SS Juve Stabia, a seguito di alcune indiscrezioni giornalistiche, precisa che l’allenatore Fabio Caserta ha un contratto in essere con il club fino al 2021. Caserta ha ripetutamente ribadito di essere concentrato solo ed esclusivamente sulla Juve Stabia ed allo stesso modo la SS Juve Stabia è profondamente soddisfatta del lavoro svolto dal suo tecnico, legato per l’appunto alla società anche per la prossima stagione sportiva. Gli attestati di stima da parte di altre società, ricevuti da Caserta sia lo scorso anno che durante il campionato in corso, rendono la SS Juve Stabia orgogliosa di avere sotto contratto fino al 2021 il tecnico calabrese.

 

La collana da rapper rivela il furto. Arrestato insieme ai complici

La vistosa collana da rapper incastra uno dei responsabili, tutti di altre città. Denunciati gli autori del furto al “castello a mare” di Palermo.

La Polizia di Stato di Palermo, con una fulminea ed efficace indagine, è riuscita a scoprire gli autori del furto al ristorante “Castello a Mare”, avvenuto in una delle notti della movida della Cala.

Si tratta di quattro giovanissimi, tutti denunciati per il reato di furto aggravato.

Lo scorso 10 giugno, il titolare del ristorante “Castello a Mare” di via F.Patti aveva denunciato ai poliziotti del Commissariato di P.S. “Centro” di avere subito il danneggiamento della vetrata della sala bar del suo locale ed il furto di una bottiglia di liquore.

I poliziotti hanno lavorato all’individuazione degli autori del raid, partendo dalla visione delle immagini registrate, sia dalle telecamere del ristorante, sia da quelle che osservano il vicino porticciolo della Cala.

Sin da questa fase, la ricerca dei responsabili, per altro felicemente conclusasi in breve tempo, si è presentata come un’operazione ad alto coefficiente di difficoltà che, però, i poliziotti hanno saputo superare, dosando sapientemente esperienza ed intuito. Le telecamere avevano inquadrato quattro ragazzi mentre si divertivano a bere birra a bordo di una barca ormeggiata al porticciolo. Esaurita la scorta alcolica, i quattro decidevano di infrangere con una pietra la vetrata del vicino ristorante per sottrarre una bottiglia di liquore e “divertirsi” a romperne altre, causando un danno complessivo di 400,00 euro, circa .

La circostanza che, a primo acchito, gli investigatori del Commissariato di zona non abbiano riconosciuto nessuno dei quattro, ha fatto ritenere che si trattasse di un gruppo di giovani provenienti da altre zone della città. È emersa, quindi, la necessità di focalizzare l’attenzione su particolari somatici o sull’ abbigliamento dei correi. È così che una collana da rapper ed il suo vistoso ciondolo, indossate da uno dei giovani complici, sono diventati l’indizio di una pista da battere.

I poliziotti hanno, quindi, organizzato delle pattuglie di controllo del territorio che hanno battuto tutti i luoghi di principale aggregazione giovanile, oltre alla Cala, ove avrebbero potuto ritrovarsi i giovani.

Dopo alcune ricerche, a piazzale Ungheria, sono stati individuati e riconosciuti tre dei quattro malviventi. Al quarto si è riusciti a risalire anche grazie alla vistosa collana indossata, sia durante il furto al ristorante che durante le fasi della sua individuazione.

I quattro giovani vivono in diverse parti della città ma sono soliti ritrovarsi, a tarda sera e fino a notte inoltrata, per divertirsi, nelle zone del centro storico e del Foro Italico.

Piazza Bellini a Napoli: l‘intervento degli agenti di ieri sera

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Sull‘intervento degli agenti della Polizia di Stato effettuato ieri sera in Piazza Bellini a Napoli, e del quale si è già dato nota in nottata, ci giunge ora un report più esteso e dettagliato che pubblichiamo anche per dare maggior contezza del quanto accaduto visto che tanto si sta parlando, e “costruendo”  – da più parti – sulla vicenda. A margine si rimarca anche che tanto è stato detto anche a chi ha scritto l’articolo da noi pubblicato e che ora, alla luce di questi fatti e dati concreti sugli “attori” dipinti, da chi ha da subito alzato la voce e provato a strumentalizzare l’accaduto, come “buon samaritani” (in realtà già pregiudicati), trova ora ulteriore conferma sulla natura dei quanti hanno reso, in tutt’Italia e quindi non solo a Napoli, un momento conviviale in un momento di disturbo e di fastidio per tanti altri cittadini che ne traggono solo nocumento e fastidio. Fastidio che, per gli sfortunati residenti in zona, ovunque in Italia, pregiudica anche il loro riposo e svaluta gli immobili stessi.

Piazza Bellini a Napoli: l‘intervento degli agenti di ieri sera

Ieri sera un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il  servizio di controllo del territorio nelle zone della “movida”, transitando in piazza Bellini è stato bersaglio di  parole ingiuriose pronunciate da  una persona  che le ha ripetute  al successivo passaggio della volante. Gli agenti hanno così deciso di identificare l’uomo  che  si è rifiutato di dichiarare le proprie generalità e ha  continuato ad offendere gli operatori e ad urlare per attirare l’attenzione delle altre persone presenti.

L’uomo, identificato poi per Pietro Spaccaforno, di 39 anni, è stato raggiunto da altre due persone, identificate successivamente per Fabiano Langella, di 27 anni,  e Diego Marmora, di 40 anni, che, proferendo insulti all’indirizzo dei poliziotti, ne hanno ostacolato l’operato.

In quei frangenti sono sopraggiunte altre pattuglie che, dopo vani tentativi di riportare la calma, sono state insultate, accerchiate e minacciate anche da numerose persone presenti.Un funzionario di polizia e altri 11  operatori hanno riportato contusioni e traumi con prognosi  da  3 a 17 giorni  mentre cinque volanti  sono state danneggiate.

I tre uomini, con precedenti di polizia, sono stati arrestati per minaccia, lesioni, resistenza e danneggiamento aggravato nonché denunciati per oltraggio a Pubblico Ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Redazione

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Il Mattino – Gattuso, il tecnico vuole poche clausole nel suo nuovo contratto

Il tecnico ha le idee chiare sul suo futuro

Il Mattino – Gattuso, il tecnico vuole poche clausole nel suo nuovo contratto

Il destino di Rino Gattuso ormai è già scritto. L’allenatore e il Napoli continueranno le loro avventure insieme. E, secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino, nel nuovo contratto Gattuso non vuole clausole rescissorie:

 

“Il destino di Ringhio è in ogni caso qui, perché i segnali per lui sono tutti positivi, nel senso che De Laurentiis è propenso a concedere al tecnico un prolungamento del contratto(scade nel 2021) e dunque a confermarlo, perché il suo lavoro è stato valutato positivamente e non sarebbe la finale di Roma, anche in caso di risultato negativo, a modificare gli scenari. Ma la scelta di firmare dipende anche da Gattuso: troppe penali, clausole rescissorie e opzioni unilaterali sono ipotizzate dal Napoli. E  così a Rino non piace il contratto. Nel contratto dei Gattuso non ci sono bonus legati alla conquista di un trofeo che manca a Napoli nel 2014. Probabilmente, pensare di poter vincere qualcosa, nei giorni in cui firmava il contratto con il club azzurro, sembrava una vera utopia”

Gazzetta – Giuntoli potrebbe vincere il primo trofeo da d.s, ma intanto si pensa al mercato

 

Il direttore sportivo azzurro pensa all’acquisto di qualche attaccante in caso di partenza di Milik

Gazzetta – Giuntoli potrebbe vincere il primo trofeo da d.s, ma intanto si pensa al mercato

Sogno coppa, obiettivo mercato. Il direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli mercoledì, in caso gli azzurri riuscissero a vincere la coppa, porterebbe a casa il suo primo trofeo da d.s del Napoli. Intanto, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, il d.s ha anche la testa sul mercato:

 

“Per il direttore sportivo del Napoli Giuntoli, la coppa Italia sarebbe il primo trofeo della sua carriera da dirigente calcistico in attesa di poter completare l’organico per la prossima stagione. C’è tanta roba che bolle in pentola. Il dirigente sta lavorando ad alcune operazioni che dovrebbero garantire a Gattuso un grande attaccante per il prossimo futuro, in previsione della cessione di Milik”

Tuttosport – Napoli, Milik vuole la Juve. ADL chiede 50 milioni

Secondo Tuttosport il polacco vuole solo la Juventus

Tuttosport – Napoli, Milik vuole la Juve. ADL chiede 50 milioni

Arkadiusz Milik. Il destino del polacco in scadenza di contatto ormai sembra già scritto: addio. L’attaccante azzurro, subentrato sabato nella sfida contro l’Inter, secondo il quotidiano Tuttosport ha già messo in cima alla sua lista dei desideri una squadra: la Juventus. Ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“L’attaccante continua a non voler rinnovare il contratto e per il suo futuro ha in testa una destinazione prioritaria: la Juventus di Sarri. Informalmente il Napoli ha fatto capire di essere anche disponibile a cedere il giocatore ai riali, De Laurentiis per il momento sta ponendo un’unica condizione: cessione soltanto in contanti e per non meno di 40-50 milioni. A quelle cifre la Juventus con uno-due giocatori: da Rugani a Romero, da Perin a Luca Pellegrini”

 

OPERAZIONE “GIPSY FUEL”, Guardia di Finanza Taranto (VIDEO)

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GUARDIA DI FINANZA: OPERAZIONE “GIPSY FUEL”. ESEGUITE 14 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE E SEQUESTRATI BENI E DISPONIBILITA’ FINANZIARIE PER 6 MILIONI E 700 MILA EURO PER FRODE NEL SETTORE DELLE ACCISE.

Operazione Gipsy Fuel, Guardia di Finanza Taranto: sequestri per frode (VIDEO)

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito nella mattinata odierna un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. di Taranto su richiesta della Procura della Repubblica jonica, nei confronti di 14 soggetti indagati nei cui confronti è stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 6 milioni e 700 mila euro.

I provvedimenti del G.I.P. del Tribunale di Taranto, Dr.ssa Rita Romano, su proposta del Sostituto Procuratore della Repubblica Dr.ssa Marzia Castiglia, sono stati emessi al termine di una complessa ed articolata attività di indagine condotta da militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Taranto sull’approvvigionamento e sulla vendita di gasolio agricolo destinato ad usi diversi da quelli consentiti.

I reati contestati ai soggetti coinvolti a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al falso, alla sottrazione di imposta e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

In sintesi, l’attività illecita veniva perpetrata mediante l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di gasolio agricolo (che sconta un’accisa agevolata) presso sei depositi commerciali compiacenti che facevano figurare le vendite a favore di soggetti aventi diritto utilizzando, a tale scopo, titoli autorizzativi (libretti UMA) artefatti e/o riconducibili a posizioni cessate oppure a titolari di aziende agricole del tutto ignari delle forniture oggetto di contestazione.

Il gasolio veniva in realtà destinato a soggetti che ne facevano un uso non agevolato, per lo più autotrazione, per cui avrebbero dovuto pagare un’imposta ben maggiore.

La commercializzazione del prodotto avveniva attraverso l’allestimento di veri e propri distributori abusivi, privi non solo di ogni autorizzazione amministrativa, ma anche di ogni basilare norma di sicurezza relativa al trattamento di materiale esplodente e incendiario, collocati di volta in volta nelle campagne dell’agro di Laterza.

Gli impianti erano costruiti in maniera artigianale, utilizzando motori di vecchie lavatrici collegati a pistole erogatrici e, solitamente, erano ubicati nei pressi di casolari abitati con conseguente rischio per la salute dei residenti.

Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro, nella flagranza di reato, cinque impianti di distribuzione. A seguito dei sequestri gli indagati trovavano una nuova collocazione e ricominciavano il loro lucroso business illecito. In una circostanza, addirittura, i militari hanno scoperto che gli autori della frode avevano sottratto il gasolio sottoposto a sequestro simulando un furto.

In particolare, è stato accertato che il totale complessivo del gasolio agricolo acquistato nell’ambito nell’attività illecita è pari a litri 3.9 milioni. Tale illecita attività ha determinato complessivamente un’evasione di accisa pari ad €. 1.9 milioni, un’evasione di I.V.A pari ad €. 725 mila nonché proventi derivanti dalla differenza del costo di acquisto e quello di vendita complessivamente pari ad €. 4 milioni per un totale complessivo di profitti illeciti pari ad €. 6.7 milioni oggetto di sequestro preventivo.

Sono state, inoltre, sottoposte a sequestro 12 autobotti utilizzate per il trasporto del gasolio agricolo.

Il quadro probatorio così delineato, in relazione ai reati ascritti ed alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ha permesso al G.I.P. competente, in piena condivisione delle valutazioni della Procura, di disporre le misure cautelari di tipo personale e reale nei confronti di 14 indagati, 2 dei quali sono stati ristretti presso il carcere di Taranto, 11 sono stati posti ai domiciliari e all’obbligo di dimora.

Complessivamente gli indagati sono 19.

Le operazioni di sequestro sono state eseguite, oltre che nel territorio jonico, anche nella provincia di Bari.

Gli sviluppi investigativi odierni testimoniano l’attenzione operativa che la Guardia di Finanza storicamente riserva al settore fiscalmente sensibile delle accise, in particolare alle frodi riconducibili alla commercializzazione di prodotti esenti o agevolati, per i quali l’evasione d’imposta viene perpetrata distraendoli dall’uso dichiarato verso altri impieghi esclusi dal beneficio fiscale.

OPERAZIONE “GIPSY FUEL”, Guardia di Finanza Taranto (VIDEO) / Redazione

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Napoli, De Laurentiis:”Non devo niente a nessuno. Sarri mi ha tradito.”

De Laurentiis:” Koulibaly ? Con un’offerta da 100mln ci penserei”

Napoli, De Laurentiis:”Non devo niente a nessuno. Sarri mi ha tradito”

 

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha riportato delle dichiarazioni al Corriere dello Sport:

“Sarri mi fece incazzare con la scusa volgare dei soldi, mi costrinse a cambiare ed aveva ancora due anni di contratto. A febbraio mi invitò a pranzo in Toscana, a due passi da casa sua, organizzò la moglie, non accennò a chiusure, mi portò fino al giorno che precedette l’ultima partita creando incertezze alla società.

 

Tre stagioni indimenticabili? Il deus ex machina, ma anche nel calcio sono necessari un ottimo regista ed un ottimo produttore. Naturale che l’imprenditore dia delle indicazioni e che gli sia riconosciuta una parte del merito, non solo la colpa della sconfitta. Chi ha preso Cavani? Il sottoscritto. E Mazzarri? E Benitez? E Higuain, Sarri? Quando lo scelsi tappezzarono la città di striscioni contro di me.

Se avessi voluto vincere lo scudetto ad ogni costo avrei 3400mln di debiti, io non devo un c**zo a nessuno.

 

Koulibaly e Fabian? Se si presentassero City, United o Psg con 100mln ci penserei ed è probabile che partirebbero, sempre se la loro volontà è di andarsene. Un’offerta di 60 non la prendo in considerazione.

 

Ancelotti? Mi ricordava mio padre, un filosofo ed un uomo dolcissimo. Scelsi la sua serenità, tranquillità. Ma prendendo lui non so se feci la cosa giusto per il Napoli. Dopo la prima stagione, potendo ricorrere alla clausola rescissoria del contratto, avrei dovuto dirgli ‘Carlo, per me non sei fatto per il tipo di calcio che vogliono a Napoli, conserviamo la grande amicizia, ma a Napoli è il calcio è un’altra cosa. Hai conosciuto una città che adesso ami spassionatamente, meglio finirla qui’. Invece sbagliai una seconda volta.

 

Mertens? È uno scugnizzo. Mi piacerebbe proseguire la collaborazione anche dopo la fine della carriera da calciatore.

 

Gattuso? Lo chiamai con Totti, avevo pensato ad un film con loro due. Ci eravamo rivisti al compleanno di Ancelotti a Capri. Una tavolata di 40 metri, aveva invitato il mondo, sembrava un matrimonio. Ho scoperto un grande conversatore. Ci siamo intrattenuti per tre ore. Dopo il disguido del ritiro-non-ritiro gli ho telefonato e gli ho detto: “Rino, stai calmo, non prendere decisioni se ti chiama qualcuno, stai fermo.

 

Confermato? Che domanda è, gli avevo fatto un contratto di un anno e mezzo con via di fuga per entrambi, non abbiamo avuto bisogno di ricorrervi. Se facciamo bene nelle coppe e recuperiamo qualche posizione, gli do appuntamento a fine agosto a Capri per parlare di un allungamento di 3-4 anni.”

Favoreggiamento immigrazione clandestina: albanese e tunisino coinvolti

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I carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare e divieto di dimora ad un albanese e tunisino per favoreggiamento immigrazione clandestina.

Favoreggiamento immigrazione clandestina: albanese e tunisino coinvolti

Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i carabinieri della Compagnia di Marano di Napoli (NA), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, degli arresti domiciliari nei confronti di un cittadino albanese di anni 33, residente in Marano di Napoli (Na), della misura interdittiva della sospensione temporanea dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti di una persona di anni 63 dipendente dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Marano di Napoli, e del divieto di dimora nella provincia di Napoli e Caserta nei confronti di un cittadino tunisino di anni 56, residente in Calvizzano (Na) per i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, omissione di atti d’ufficio del pubblico ufficiale, falso del pubblico ufficiale in atto pubblico.

Le attività investigative, iniziate nel 2017, hanno consentito di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati che, nel periodo di tempo compreso tra il 2015/2018, hanno favorito la permanenza sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari.

Dalle indagini è emerso un medesimo modus operandi. Il cittadino straniero che necessitava di regolarizzare la propria posizione, infatti, si rivolgeva al cittadino albanese che forniva false attestazioni di ospitalità rese da cittadini italiani dietro compenso di euro 80,00.
Successivamente si procedeva all’iscrizione anagrafica presso il comune di Marano di Napoli ove il funzionario dell’anagrafe, consapevole della mendacità della dichiarazione di residenza con la relativa disponibilità del cittadino italiano ospitante, avviava la pratica per l’iscrizione anagrafica, cui seguiva generalmente il rilascio della carta d’identità, documento che ovviamente recava l’indicazione di una residenza fittizia, così consentendo all’extracomunitario di regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale, ottenendo il permesso di soggiorno oppure il rinnovo dello stesso allegando all’istanza presentata presso l’Ufficio Immigrazione la dichiarazione di residenza protocollata presso il Comune di Marano di Napoli.

Nell’ambito dello stesso procedimento risultano deferite all’Autorità Giudiziaria numerosissime persone, in prevalenza cittadini stranieri nonché italiani.

E’ stato disposto, inoltre, il sequestro preventivo di nr. 123 documenti irregolari (di cui 99 carte d’identità e n. 24 carte di soggiorno).

 

 

 

 

 

Stéphanie Esposito

 

 

 

 

 

 

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GdF di Napoli: sequestro “da sballo” tra tonnellate di hashish e amfetamine

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GdF Napoli: sequestrate 3 tonnellate di hashish 190 kg di pasticche di amfetamine per un valore sul mercato di oltre 40 milioni di euro.

GdF di Napoli: sequestro “da sballo” tra tonnellate di hashish e amfetamine (VIDEO)

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della GdF di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ha sequestrato all’interno di un container in sosta presso il porto di Salerno 2.800 kg di hashish e 1 milione di pasticche di amfetamine (peso complessivo 190 kg).

Gli stupefacenti erano nascosti in un carico di copertura costituito da oltre 4.500 capi di abbigliamento di varie marche, risultati contraffatti e anch’essi sottoposti a sequestro.

L’ispezione del container è avvenuta in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con l’impiego di un apparato scanner.

L’individuazione del carico è il frutto dell’incrocio delle risultanze investigative del G.I.C.O. di Napoli con l’analisi della documentazione acquisita presso le società di navigazione da cui è emerso che il container era giunto dalla Siria presso il porto di Salerno.

La stessa Agenzia delle Dogane, infatti, aveva già interdetto l’uscita dal porto del container in attesa di una ispezione doganale in quanto dall’analisi di rischio era emersa un’anomalia della rotta commerciale.

Per quanto riguarda le droghe sintetiche si tratta di un sequestro di assoluta rilevanza, sia per il quantitativo sia per il particolare allarme sociale legato all’utilizzo di tali sostanze soprattutto da parte dei giovani.

Stéphanie Esposito

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Polizze truffa: Operazione Fake Insurance RC Auto Online (VIDEO)

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POLIZZE TRUFFA: SMANTELLATA LA RETE DEI FALSI BROKER ASSICURATIVI RC AUTO ONLINE. INDIVIDUATE 44 PERSONE CHE SI CELAVANO DIETRO AD UN RAGGIRO DEL VALORE DI 3 MILIONI DI EURO. SEGNALATI PER CONCORSO OMISSIVO NEL REATO ANCHE GLI INTERNET SERVICE PROVIDER

Polizze truffa: Operazione Fake Insurance RC Auto Online

Oltre 220 i siti Internet privi di autorizzazione da parte dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) creati ad hoc con l’unico scopo di truffare: un business milionario che ha visto migliaia di cittadini indotti ad acquistare polizze assicurative per la responsabilità civile della propria auto, apparentemente convenienti, ma che in realtà non offrivano alcuna copertura.

Oltre al danno derivante dal raggiro, i cittadini rischiavano, in caso di un sinistro o di un controllo di polizia, il sequestro del veicolo, il ritiro della patente o addirittura una denuncia.

Per essere credibili, i siti promuovevano false RC Auto con i loghi delle principali compagnie assicurative simulando perfino un impeccabile servizio ‘online’ di assistenza al cliente con un risparmio sostanziale rispetto agli operatori onesti sul mercato.

Peculiari le tecniche di occultamento adottate dai criminali: i Registrant dei portali truffaldini erano quasi sempre cittadini vittime di furto d’identità e spesso tra coloro che avevano acquistato una polizza; le utenze telefoniche utilizzate per le Chat ed i relativi account di posta elettronica intestati a prestanomi.

Per identificare i 44 responsabili agli uomini del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza sono stati necessari gli accertamenti finanziari sugli strumenti di pagamento (quasi sempre Carte Postepay) indicati dai criminali nei siti per ricevere il premio delle false polizze assicurative.

La relativa analisi dei flussi e delle movimentazioni economiche in entrata ed uscita ha consentito di quantificare il raggiro in oltre 3 milioni di euro.

Gli esiti dell’Operazione ‘Fake Insurance’, coordinata sin dal 2019 dalla Procura della Repubblica di Milano, nelle persone del Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Greco, del Procuratore Aggiunto, dott. Eugenio Fusco e del Sostituto Procuratore, dott. Christian Barilli, hanno portato alla identificazione e denuncia dei 44 responsabili del raggiro.

Le indagini si sono orientate, per la prima volta in Italia, anche sulla responsabilità in concorso degli Internet Service Provider e dei “colossi del Web”, ovvero i principali motori di ricerca internazionali.

L’iniziativa scaturisce dalla presenza in rete degli elenchi dei siti Web irregolari periodicamente pubblicati dall’IVASS nonché di numerose segnalazioni su blog, forum e siti Internet di truffe subite dagli utenti riconducibili a quelle piattaforme.

Gli inquirenti hanno ricostruito il comportamento tenuto dagli ISP per ciascuno dei 222 siti Internet dediti alla vendita di false assicurazioni online segnalandone alla magistratura 6 che, pur disponendo degli strumenti informativi utili ad apprendere l’illiceità dei portali, non avevano rimosso le informazioni illegali e disabilitato l’accesso al sito.

Considerata la particolare sensibilità dei dati che i truffatori chiedevano per simulare la vendita della polizza (documenti di identità e del veicolo), gli stessi sono stati segnalati anche per trattamento illecito dei dati in quanto tali informazioni venivano conservate su server all’estero, in violazione alle norme del codice della privacy.

Redazione

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3 triestini arrestati dai CC per detenzione e spaccio stupefacenti

3 triestini: B.P. 55enne, I.S. 50enne e il figlio I.M. 22enne, tutti responsabili di spaccio distupefacenti, arrestati in flagranza di reato

3 triestini arrestati dai CC per detenzione e spaccio stupefacenti

Nella serata di mercoledì 27 maggio, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di via Hermet hanno arrestato, in flagranza di reato, 3 triestini: B.P. 55enne, I.S. 50enne e il figlio I.M. 22enne, tutti responsabili di cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante un intervento per dissidi tra coniugi, nella corte condominiale interessata dall’intervento, i militari hanno notato B.P., conosciuto perché pregiudicato per vari reati, intento a parlottare con altri soggetti. Considerato l’atteggiamento sospetto, i carabinieri hanno deciso di controllarlo chiedendogli l’esibizione dei documenti di identità, accompagnandolo per tale ragione fino all’ingresso della sua abitazione di lì non molto distante.

Giunti sull’uscio dell’appartamento, i militari venivano investiti da un forte odore di marijuana proveniente dal suo interno, motivo per il quale decidevano di procedere alla perquisizione domiciliare. L’attività di ricerca consentiva il rinvenimento di oltre 60 grammi di marijuana e di un bilancino di precisione. Tali elementi permettevano di arrestare B.P., collocandolo, al termine delle incombenze di rito, in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Successivi approfondimenti investigativi consentivano, in poco tempo, di risalire alla fonte di approvvigionamento della sostanza detenuta da B.P., individuata in I.S. e I.M., padre e figlio, i quali, con compiti diversi, rispettivamente corriere e custode dello stupefacente, ne curavano lo spaccio sulla piazza triestina.

Veniva quindi condotto un blitz all’interno dell’abitazione dei due congiunti, sottoponendola ad accurata perquisizione che ha permetteva di rinvenire ulteriori 50 grammi di marijuana, un bilancino di precisione, materiale per il taglio ed il confezionamento, nonché la somma in contanti di 300 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Considerati i presupposti e gli elementi emersi a carico di I.S. e I.M., entrambi pregiudicati, al termine degli accertamenti di rito, sono stati arrestati e condotti al Coroneo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, dovendo rispondere di cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

3 triestini arrestati dai CC per detenzione e spaccio stupefacenti / Redazione

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Perché Bitcoin Future non è affidabile. La nostra analisi

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Il mondo del trading è purtroppo costellato di frodi e tentativi truffaldini messi in atto da chi cerca di spillare soldi ad aspiranti investitori che nei migliori dei casi sono ingenui, se non addirittura privi delle competenze minime che servono a riconoscere un raggiro; un esempio in tal senso è offerto da Bitcoin Future, un progetto a dir poco vago che viene diffuso attraverso il sito https://the-bitcoinfuture.com/it/ Navigando su questo portale ci si può facilmente rendere conto dei tratti illegali che lo caratterizzano, visto che mancano informazioni chiare a proposito del modus operandi di questo sistema e delle condizioni in cui esso agisce.

Come funziona Bitcoin Future

Bitcoin Future promette agli sprovveduti guadagni decisamente elevati per mezzo di operazioni di trading che coinvolgono il bitcoin. Non di rado vengono chiamati in causa come presunti testimonial dei personaggi famosi, che però non hanno mai prestato il volto ad alcuna campagna pubblicitaria e in sostanza sono tirati in mezzo loro malgrado, oltre che a loro insaputa. Ovviamente il faccione di un vip fa da specchietto per le allodole: una tecnica semplice ma purtroppo efficace per catturare l’attenzione dei creduloni.

Cosa promette

Sarebbe sufficiente fermarsi un attimo a riflettere sulle mirabolanti promesse di Bitcoin Future per intuire che quella con cui si ha a che fare è una truffa bella e buona. Infatti viene assicurato un guadagno di più di mille euro al giorno. Ma la sospensione di incredulità deve proseguire se si pensa che per raggiungere questo obiettivo non c’è bisogno di alcuna specifica competenza né occorrono sforzi particolari. Insomma, chiunque sarebbe in grado di diventare ricco senza muovere un solo dito. C’è davvero bisogno di sottolineare che tutto ciò non è possibile? A quanto pare sì, visto che non sono pochi gli utenti che sono finiti in questo tranello.

Come registrarsi

Chi avesse la pessima idea di volersi iscrivere a Bitcoin Future potrebbe portare a termine la procedura di registrazione nel giro di pochi minuti, ma poi sarebbe costretto a effettuare un primo versamento di almeno 200 euro (a volte tale soglia viene innalzata a 300 euro). È qui che scatta il meccanismo della truffa: l’ignaro iscritto pensa che quei soldi verranno investiti per le operazioni di trading, ma in realtà il denaro finirà in qualche conto estero ospitato in un paradiso fiscale. Il pagamento deve essere effettuato con carta di credito: come dire, oltre al danno anche la beffa, visto che così si è obbligati a fornire i propri dati personali, senza che possa essere esclusa la probabilità che la carta venga clonata.

Le recensioni su Bitcoin Future

Il fatto è che una volta che i soldi sono stati versati non c’è più modo di tentare di recuperarli. Ecco perché le recensioni relative a Bitcoin Future che si trovano su Internet sono tutte di tenore negativo. E non potrebbe essere altrimenti, come dimostrano i commenti pieni di rabbia e di frustrazione di chi si è lasciato illudere dalla prospettiva di arricchirsi senza lavorare. Ovviamente ci sono anche recensioni positive, ma sono evidentemente opinioni fasulle e non veritiere.

Cosa fare per investire in modo sicuro

Da un quadro a tinte così fosche si potrebbe dedurre che sia meglio mettere da parte l’idea di investire nei bitcoin o comunque di fare trading. In realtà non è così: l’importante è che ci si affidi a piattaforme autorizzate, così da essere certi di non rimanere intrappolati in una truffa. Ovviamente in questo caso nessuno promette guadagni sicuri, perché l’esito degli investimenti non può essere previsto. Altrimenti saremmo tutti ricchi, no?

San Lorenzo (PA) Tenta di ucciderlo con tre fendenti. Arrestato

Tentato omicidio nel quartiere San Lorenzo a Palermo durante una lite in cui uno dei due ha accoltellato l’altro bucandogli anche un polmone.

I Carabinieri della Compagnia San Lorenzo di Palermo, hanno tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio, Maurizio Ruggieri, 28enne palermitano disoccupato, già noto alle forze dell’ordine.

Nel pomeriggio di giorno 13 giugno 2020 in via Evangelista Di Blasi, al culmine di una lite scoppiata per futili motivi, il Ruggieri ha ferito con tre fendenti inferti con un coltello lungo oltre 30 cm, Soufiane Saghir, 23 anni palermitano disoccupato di genitori marocchini.

I militari, giunti immediatamente sulla scena del crimine, hanno ricostruito quanto accaduto in quei momenti concitati e hanno recuperato, con il contributo dei Vigili del fuoco, l’arma del delitto nonché gli indumenti usati dall’aggressore che questi aveva cercato di occultare tra la vegetazione di un’area vicina.

L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale Lorusso – Pagliarelli in attesa dell’udienza di convalida. Sono in corso le indagini biologiche da parte dei Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Palermo.

Il Ruggieri era già noto alle Forze dell’Ordine poiché coinvolto nell’operazione “spaccaossa” le bande specializzate nelle truffe alle assicurazioni protagoniste di una lunga galleria di orrori, di cui ci eravamo occupati in precedenza “15 Aprile 2019 Fratturavano gambe e braccia per truffare le assicurazioni, arresti a Palermo”, “19 Novembre 2019 Operazione antimafia Polizia di Stato contro mandamento di Brancaccio”.

Il quartiere di San Lorenzo a Palermo è anche il nome della borgata che si trova al centro dell’omonimo UPL. La zona, facente parte della Piana dei Colli, inizia ad essere popolata intorno al XVIII secolo, quando vengono costruite numerose ville di villeggiatura per le famiglie nobiliari siciliani, la zona infatti risultava fresca grazie alla presenza di numerose aree coltivate ad agrumi e parchi naturali. Tra le ville più importanti presenti nella zona troviamo la Villa Niscemi, attuale residenza del sindaco di Palermo, la villa venne edificata nel Settecento dalla famiglia Valguarnera di Niscemi. Sempre nello stesso secolo venne creato il Parco della Favorita da parte del re Ferdinando III di Borbone, parte del parco, quella dove è stata edificata la Palazzina Cinese, ricade infatti nell’area della borgata di San Lorenzo. Attualmente l’area è composta da edifici del primo novecento a bassa densità abitativa alternati a grossi condomini.

Piazza Bellini, Napoli: Movida e imbecillità. Cura? TSO e poi arresti!

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Da anni si continua a “tollerare e coccolare” la cosiddetta Movida (anche se rumorosa, inconsulta e screanzata) ed ieri sera, a Piazza Bellini (NA), la riprova che è ora di dire basta: se non sanno divertirsi con educazione e rispetto per se stessi, evitando di ubriacarsi e “sballarsi”, e a maggior ragione per gli altri, beh allora maritano solo altro, e tra tanti “altro”, un TSO, visto il periodo di pandemia nel quale siamo ancora costretti a vivere e che di sicuro non è finito (e men che meno finirà presto con questi sconsiderati in giro), ci starebbe più che bene. Poi anche una bella denuncia per attentato alla Salute Pubblica e relativa, severa, condanna.

Piazza Bellini, Napoli: Movida e imbecillità. Cura? TSO e poi arresti!

NAPOLI, piazza Bellini: Ieri sera, durante un servizio di controllo del territorio nelle zone della “movida”,  operatori della Polizia di Stato, nell’identificare alcune persone in piazza Bellini, sono stati insultati, accerchiati e minacciati  da numerose persone.

Gli agenti  hanno riportato contusioni e le stesse auto di servizio sono state danneggiate.

Il Questore di Napoli :

“Gli operatori delle Volanti hanno gestito la situazione con equilibrio, a fronte di un inaccettabile comportamento aggressivo e minaccioso di decine di persone. Verrano svolte indagini per individuare i responsabili di queste condotte”.

Io dico e chiedo:

ma perché non li si prende e si accreditano di un TSO immediato con, a seguire, arresti per “attentato alla salute pubblica?”

Finché si continuerà a sperare nella buona condotta anche degli imbecilli e si continuerà a parlare di “diritto alla Movida, allo spritz, all’happy hour” nulla si risolverà mai per la “salute e la tranquillità” dei cittadini. Ed oggi, in periodo di Covid, la cosa diventa ancora più pericolosa, dannosa e finanche colpevole di connivenza da parte di chi, in nome anche del facile guadagno di alcuni che su questo prosperano, nulla fa.

Domanda:

un ubriaco molesto, un fuori di testa, un violento ecc ecc vengono presi e attenzionati di TSO o si continua a dire: poverini, hanno diritto anche loro a vivere come vogliono?

Credo proprio di no! Ed allora:

perché questi soggetti, che oltretutto lo fanno per scelta, devono essere trattati diversamente, quasi essere coccolati in nome del “facile guadagno” di alcuni e dello “sballo” ormai divenuto quasi un diritto?

L’unico diritto che c’è in questa situazione è quello dei Cittadini, degli altri Cittadini, a stare tranquilli, a poter dormire e riposare in santa pace, ed ora anche a non ritrovarsi infettati o a dover subire una nuova emergenza drastica pandemica.

I “movidanti” , se proprio vogliono vantare un diritto, DEVE essere quello di ricordarsi che il loro diritto DEVE fermarsi laddove esiste una diverso, e prevalente, diritto degli altri che hanno, loro sì, il diritto di dormire, riposare ed uscire tranquillamente il che è cosa ben diversa da quello di chi pretende di uscire e magari anche ubriacarsi.

Vogliono vantare questo diritto? Ed allora che lo usino usando un comportamento intelligente (se hanno cervello, cosa della quale è finanche lecito dubitare) e, soprattutto, agiscano con educazione e in silenzio.

Mi si dirà: ma allora che Movida sarebbe?

Non lo so! So solo che gli “altri” hanno ancor maggior diritto a stare tranquilli e sicuri in casa loro e per le strade quando escono. E questo sì che è un VERO Diritto. Tutto il resto è solo abuso, sballo, busines per alcuni, e non è più tollerabile. Oggi più che mai con il Covid ancora imperante per cui, casi come, ad esempio, quello di ieri sera e questa notte in Piazza Dante a Napoli (ma di sicuro in tantissime altre piazze lungo tutto lo stivale che non capisco come non si attivi a prendere a calci questi dementi) non devono poter accadere.

Conclusione? Una sola via resta praticabile e sarebbe opportuno percorrerla:

Visto che questi dementi non sanno autoregolarsi, e che anche chi di dovere fa finta di non vedere e non va oltre qualche battuta o parole di biasimo pro forma, mi sembra che potrebbe essere il caso che i cittadini si ricordino che le autorità pubbliche, a partire dal Sindaco, ma anche Questore, Prefetto, Presidente di Regione e via a salire, sono, per legge, i RESPONSABILI della salute Pubblica e quindi i Responsabili della nostra salute.

Salute che non è solo quella di quando ci sia ammala di Covid, tumore o altro, ma anche quella derivante dalla tranquillità del riposo e poi del poter muoversi. In assenza sono denunciabili per omissione e deroga al loro dovere e quindi essere chiamati anche a rispondere dei danni che un Cittadino potrà avere da questa loro inezia o penosa e pelosa sufficienza.

Stanislao Barretta

AGGIORNAMENTO: Chiarimenti sull‘intervento di agenti di Polizia effettuato ieri sera.

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Napoli, controlli della Polizia sulla movida di Bagnoli

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Napoli, controlli sulla movida di Bagnoli e non solo

Napoli, Movida a Bagnoli: controlli della Polizia di Stato. Inoltre nella zona centrale è stato arrestato un giovane per maltrattamenti in famiglia e minacce.

Napoli, Venerdì sera gli agenti del Commissariato Bagnoli hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in via Pozzuoli, via Nisida e via Agnano Astroni, zone interessate dalla “movida”.
Gli agenti hanno sanzionato i titolari di due locali ai sensi dell’art. 4 co.1 del D.L. 19/20 poiché al loro interno è stata accertata la presenza di avventori in numero superiore a quello consentito.
Inoltre, in via Agnano Astroni, è stato sanzionato amministrativamente il titolare di un altro locale per la mancata esposizione della tabella dei prezzi.

Per quanto riguarda invece la zona centrale di Napoli, ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Giovanni Tappia per una lite familiare.
I poliziotti sono entrati in un palazzo dove sono stati avvicinati da alcuni condomini che, poco prima, avevano assistito ad una violenta lite tra madre e figlio. Il giovane, come già accaduto in più occasioni, aveva chiesto soldi alla madre minacciandola e, di fronte al suo rifiuto, l’aveva aggredita.
Vincenzo Mazio Junior, 21enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e minacce; inoltre, il giovane era già destinatario di un provvedimento di divieto di avvicinamento alla casa familiare emesso dal Tribunale di Napoli il 10 giugno 2020 per i medesimi reati.

Vincenza Lourdes

Santa Maria la Carità, arrestati due uomini per furto aggravato

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Santa Maria la Carità: arrestati due uomini per furto aggravato. I due sono originari di Scafati

Santa Maria la Carità, venerdì mattina gli agenti del Commissariato di Pompei, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Molinelle a Santa Maria la Carità hanno visto una persona a bordo di un motociclo che si faceva trainare da un’auto condotta da un uomo.

I poliziotti li hanno bloccati ed hanno accertato che il blocco di accensione del motociclo era stato manomesso e che il mezzo era stato da poco asportato; inoltre, nell’auto sono stati trovati diversi arnesi atti allo sasso.

Michele Ruggiero, 27enne con precedenti di polizia, ed F.M. 21enne, entrambi di Scafati, sono stati arrestati per furto aggravato mentre il motociclo è stato restituito al proprietario.

Vincenza Lourdes Varone

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Acerra, lite per gelosia finisce nel sangue: carabinieri arrestano 46enne

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Acerra, lite per gelosia finisce nel sangue: carabinieri arrestano 46enne

Acerra: Litigano in strada per una donna e poi si ritrovano in clinica dove l’ira sfocia in coltellate. Carabinieri arrestano marito 46enne

Acerra, i carabinieri della stazione locale hanno arrestato per tentato omicidio De Filippo P., 46enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I fatti sono avvenuti questa notte presso la clinica villa dei fiori di Acerra.

L’arrestato, in compagnia del padre De Filippo G. ha affrontato e poi aggredito con vari fendenti P. Crimaldi, cl. 69, C. Crimaldi, cl. 60 e V. Esposito cl. 77.

P. Crimaldi è stato trasportato, in codice rosso, per ferite da taglio al torace, presso l’ospedale “Cardarelli” di Napoli dove tutt’ora si trova in prognosi riservata e in pericolo di vita.

C. Crimaldi ed Esposito V. sono in osservazione con ferite da taglio ma non sono in pericolo di vita. I 5 (tutti del posto n.d.r.) si sono trovati fortuitamente nella stessa clinica: poco prima avevano litigato in strada. Il motivo della lite è una pregressa relazione sentimentale tra pasquale crimaldi e la moglie dell’arrestato.

L’uomo sarà tradotto in carcere. I carabinieri sono alla ricerca del coltello utilizzato per il crimine

Vincenza Lourdes Varone

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Napoli, 64enne denunciato per maltrattamenti in famiglia

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Napoli, 64enne denunciato per maltrattamenti in famiglia

Napoli, in Via Porta di Massa: denunciato un 64enne per maltrattamenti in famiglia. Inoltre ieri un 32enne ha aggredito i sanitari del 118. Denunciato

Napoli, ieri sera gli agenti del Commissariato Decumani, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Porta di Massa per una lite familiare.
I poliziotti sono stati avvicinati da una ragazza che ha raccontato che, poco prima, lei e la madre erano state aggredite dal padre con una mazza di ferro. Le due donne, per le ferite riportate, sono state medicate presso un nosocomio cittadino.
S.C., 64enne napoletano, è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.

Per quanto riguarda l’aggressione ai sanitari, il tutto è successo sempre ieri sera. Nello specifico un’ambulanza è rimasta bloccata in via del Sacramento a causa delle auto in sosta e, in quel frangente, i sanitari sono stati aggrediti da un uomo che lamentava il ritardo nei soccorsi al padre che aveva accusato un malore.

Il personale del 118 ha così richiesto l’intervento della Polizia e, grazie ad una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale, l’ambulanza è riuscito a raggiungere l’abitazione e ad effettuare l’intervento. L’aggressore, L.E., 32enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per minacce.