Dopo settimane di attesa, indiscrezioni, preoccupazioni e domande senza risposta, è arrivato il momento tanto atteso dai tifosi della Juve Stabia. Nella prestigiosa cornice dell’Hotel Stabia, il nuovo patron Alfredo Guerri ha tenuto la sua prima conferenza stampa ufficiale da proprietario del club gialloblù, tracciando con chiarezza la linea che guiderà la nuova società nei prossimi anni.
È stato un intervento lungo, ricco di contenuti e soprattutto rassicurante. Guerri ha affrontato praticamente tutti i temi più caldi dell’estate stabiese: dal silenzio delle ultime settimane alla scelta del nuovo direttore sportivo e dell’allenatore, passando per il settore giovanile, il mercato, gli investimenti sulle strutture, il futuro dello stadio Romeo Menti e gli obiettivi della nuova proprietà.
“Capisco l’ansia dei tifosi, ma il nostro silenzio serviva per lavorare”
Il presidente ha esordito spiegando il motivo della mancata comunicazione nelle settimane successive all’acquisizione del club.
Guerri ha ammesso di aver percepito la crescente preoccupazione dell’ambiente, alimentata dall’assenza di annunci ufficiali.
“Negli ultimi quindici giorni abbiamo letto tanta ansia sui social e sui giornali. I tifosi temevano che il nostro silenzio nascondesse qualche problema. In realtà stavamo semplicemente lavorando.”
Il nuovo numero uno delle Vespe ha ricordato come inizialmente il suo gruppo imprenditoriale fosse vicino alla società soltanto come partner esterno e come soltanto l’evolversi della crisi abbia portato alla decisione di acquisire interamente il club.
“Non immaginavamo di dover acquistare la Juve Stabia. Le vicende che tutti conoscete ci hanno convinto a cogliere questa opportunità, spinti anche dalla straordinaria passione del popolo di Castellammare.”
“Non siamo salvatori della patria”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento è arrivato quando Guerri ha voluto ridimensionare l’etichetta di “salvatore” che molti tifosi gli hanno attribuito.
“Noi non ci consideriamo dei salvatori. Abbiamo investito perché crediamo profondamente nelle potenzialità della Juve Stabia, della città e della sua tifoseria.”
Secondo il patron, l’obiettivo non è semplicemente disputare una buona stagione, ma costruire un progetto destinato a durare nel tempo.
“Vogliamo fare una grande stagione, ma soprattutto una grande programmazione nei prossimi cinque anni.”
Una filosofia che, ha spiegato, rappresenta il metodo di lavoro della sua azienda, abituata a gestire progetti complessi nel settore immobiliare e delle energie rinnovabili.
Una Juve Stabia organizzata come un’azienda
Guerri ha illustrato una delle novità più importanti della nuova gestione: l’organizzazione manageriale.
L’idea è quella di mettere al servizio della società calcistica tutte le competenze già presenti nel gruppo imprenditoriale.
Risorse umane, amministrazione, ufficio legale, gestione finanziaria e management saranno centralizzati per rendere il club più efficiente sotto ogni aspetto.
Una struttura moderna che dovrà consentire alla Juve Stabia di crescere non soltanto sul campo, ma anche fuori.
Il ruolo di Enzo De Vito
Tra i temi più attesi c’era quello relativo a Enzo De Vito. Guerri ha voluto chiarire immediatamente ogni equivoco. “Enzo De Vito non è il direttore sportivo.”
Il dirigente avrà invece il ruolo di responsabile dei progetti tecnici, una figura incaricata di fare da ponte tra la mentalità aziendale della nuova proprietà e il mondo del calcio professionistico.
È stato proprio De Vito a guidare il lungo processo di selezione dei nuovi dirigenti. Il presidente ha rivelato un dato significativo. “Sono stati effettuati circa trenta colloqui con direttori sportivi prima di arrivare alla scelta definitiva.”
Un lavoro certosino che dimostra come la nuova proprietà abbia voluto scegliere i professionisti più adatti non soltanto dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano e manageriale.
Stefanelli e De Giorgio: scelte condivise
Pur senza ufficializzarli direttamente, Guerri ha praticamente confermato che Stefano Stefanelli sarà il nuovo direttore sportivo e Pietro De Giorgio il nuovo allenatore. Il presidente ha spiegato come nessuna decisione venga presa da una sola persona. “Io non sono il proprietario che decide tutto. Le nostre scelte sono condivise.”
Per quanto riguarda De Giorgio, Guerri ha evidenziato soprattutto le qualità umane. “Ci ha colpito perché è una persona per bene, disponibile, aperta alla condivisione, molto attenta ai dati e capace di proporre un calcio moderno.”
Non soltanto bel gioco, dunque, ma una mentalità perfettamente compatibile con il progetto della nuova società. Anche Stefanelli è stato scelto seguendo gli stessi criteri. “Abbiamo valutato il profilo umano, l’esperienza e lo spessore professionale.”
“Ripartiamo da una squadra già forte”
Sul fronte tecnico Guerri ha voluto rassicurare ulteriormente i tifosi. Nonostante le numerose partenze dovute alle clausole contrattuali sottoscritte dalla precedente gestione, il presidente ritiene che la base della rosa sia ancora molto competitiva.
“Tutti i direttori sportivi che abbiamo incontrato ci hanno detto che la Juve Stabia possiede già una rosa di qualità.” Da qui nasce la convinzione che, con pochi innesti mirati, la squadra possa essere competitiva anche nella prossima Serie B.
Nessuna svendita dei gioielli
Altro tema centrale è stato quello relativo alle possibili cessioni. Nomi come Giorgini e Carissoni sono finiti al centro di numerose indiscrezioni di mercato. La risposta del presidente è stata netta. “Non intendiamo vendere nessuno.”
Per Guerri i migliori calciatori rappresentano un patrimonio da valorizzare. Solo davanti a offerte realmente adeguate potranno essere fatte delle valutazioni. L’obiettivo, però, è costruire una squadra ambiziosa mantenendo il nucleo più importante dell’organico.
Settore giovanile: la vera priorità
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza ha riguardato il settore giovanile. Secondo Guerri, il settore giovanile rappresenta uno degli aspetti maggiormente trascurati negli ultimi anni. Il nuovo patron non ha nascosto il proprio disappunto per la situazione trovata. Ha annunciato investimenti importanti, nuovi budget e soprattutto la volontà di creare un vero centro dedicato esclusivamente alla crescita dei giovani.
“Sappiamo che i risultati arriveranno tra tre o quattro anni, ma prima si parte e prima si raccolgono i frutti.” Una filosofia che guarda molto oltre la stagione sportiva.
Investimenti anche dove i tifosi non vedono
Guerri ha poi raccontato un retroscena significativo. La nuova società sta già intervenendo su numerosi aspetti strutturali del centro sportivo e dello stadio. Non soltanto maglie nuove e prima squadra. Si stanno sistemando spogliatoi, palestre, bagni, area medica e tutte quelle strutture che spesso passano inosservate ma che rappresentano il livello organizzativo di una società professionistica.
“Entrare nella palestra e vedere i bagni in quelle condizioni era imbarazzante per una società di Serie B.” Parole che fotografano perfettamente la volontà della nuova proprietà di ricostruire il club dalle fondamenta.
Romeo Menti, dialogo con il Comune
Sul tema dello stadio il presidente ha preferito mantenere un atteggiamento prudente. Secondo Guerri il Romeo Menti presenta limiti strutturali importanti che non possono essere risolti nell’immediato. La priorità resta quella di migliorare quanto possibile gli ambienti interni destinati alla squadra. Successivamente verrà aperto un confronto con l’amministrazione comunale per capire quali interventi potranno essere realizzati nel prossimo futuro.
Nessun problema rispetto al ricorso annunciato da Francesco Agnello
Il presidente ha rassicurato anche sul piano societario. L’eventuale ricorso annunciato dalla precedente proprietà non rappresenta alcun rischio per il futuro della Juve Stabia.
Secondo Guerri, eventuali contenziosi potranno riguardare soltanto aspetti risarcitori e non metteranno in discussione né l’iscrizione al campionato né la proprietà del club.
Campagna abbonamenti: lo stadio deve essere pieno
Molto sentita anche la domanda relativa agli abbonamenti. Guerri ha ribadito di aspettarsi una grande risposta da parte della tifoseria. “La differenza non la farà un euro in più o in meno. L’importante è avere sempre il Menti pieno.” La società sta lavorando a una campagna che possa coinvolgere l’intera città, facendo leva sull’entusiasmo generato dalla rinascita del club.
Un progetto lungo almeno cinque anni
Il concetto che ha accompagnato tutta la conferenza è stato uno solo: programmazione. Guerri ha ripetuto più volte che il suo gruppo lavora sempre con orizzonti quinquennali. L’obiettivo è consolidare la Juve Stabia in Serie B, aumentare progressivamente il valore del club e creare tutte le condizioni per poter ambire, un giorno, anche alla Serie A. “Una società che cresce, acquista bene, valorizza i giovani e gioca bene può sognare categorie superiori.”
Un messaggio che restituisce fiducia
La prima uscita pubblica di Alfredo Guerri ha avuto soprattutto il merito di riportare serenità nell’ambiente gialloblù. Dopo settimane di silenzio, i tifosi hanno finalmente ascoltato una proprietà che ha parlato di organizzazione, investimenti, infrastrutture, settore giovanile e programmazione. Non promesse irrealistiche, ma un progetto che punta a costruire una Juve Stabia più solida sotto ogni punto di vista.
Le ufficializzazioni di Stefano Stefanelli e Pietro De Giorgio sono ormai imminenti e rappresenteranno soltanto il primo tassello di un percorso che la nuova proprietà immagina lungo, ambizioso e costruito passo dopo passo.
Dalle parole ai fatti: è questo il messaggio lanciato da Alfredo Guerri. Adesso toccherà al campo e alle prossime settimane confermare che la nuova era della Juve Stabia è davvero iniziata.





