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Fiume Sarno: “#Noi Sempre tra Voi” diffida gli Enti preposti a intervenire

Esondazioni e allagamenti a San Marzano sul Sarno, il gruppo consiliare “#Noi Sempre tra Voi” diffida gli Enti preposti a intervenire ad horas per lavori di messa in sicurezza delle aree colpite.

Fiume Sarno: “#Noi Sempre tra Voi” diffida gli Enti preposti a intervenire

Esondazioni e allagamenti a San Marzano sul Sarno, il gruppo consiliare “#Noi Sempre tra Voi” diffida gli Enti preposti a intervenire ad horas per lavori di messa in sicurezza delle aree colpite.

Questo il tema della lettera inviata a Regione Campania, Genio Civile di Salerno, Consorzio di Bonifica del Sarno e Comune di San Marzano sul Sarno. “Premesso che il nostro territorio è attraversato da vari corsi d’acqua, fragile da un punto di vista idraulico, e che le forti piogge temporalesche ne provocano un grave dissesto idrogeologico “annunciato”, perché la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua determina ogni volta gravissimi danni all’agricoltura, all’ambiente, a edifici ad abitazioni private, con enorme pericolo per la privata e pubblica incolumità. Considerato che la problematica è antica e le varie richieste di intervento succedutesi nel tempo, non hanno mai portato alcun esito risolutivo, piuttosto ci si limitava a dispendiosi interventi di somma urgenza, poco duraturi, ripresentandosi ad ogni alluvione le stesse criticità e le medesime carenze nella manutenzione, nella prevenzione e soprattutto nella inefficienza dell’azione”, hanno scritto i consiglieri comunali Colomba Farina, Vincenzo Marrazzo e Maria Calenda che dunque chiedono agli Enti interpellati, ognuno nelle rispettive competenze, a mettere in campo azioni immediate per difendere e mettere in sicurezza il territorio di San Marzano sul Sarno e le tantissime famiglie danneggiate e rimaste sole ed isolate.

“Oramai non c’è più tempo di lungaggine burocratiche, i lavori di messa in sicurezza, di straordinaria manutenzione, non possono più essere rimandati, sono interventi necessari, urgenti ed indifferibili per garantire un livello minimo di sicurezza. Chiediamo risposte certe e concrete sia a livello politico che gestionale; per un amministratore la preoccupazione e la responsabilità’ più grande è la sicurezza delle persone”.

Il gruppo consiliare di opposizione ritiene necessari lavori pubblici di messa in sicurezza, l’esecuzione del dragaggio, previa la rimozione dei rifiuti ammassati ad ogni pioggia e trasportati dalle acque a monte dell’Alveo comune nocerino. “Vista l’urgenza di mettere in sicurezza il territorio con opere necessarie ad evitare il ripetersi di ingenti danni provocati dal grave disseto idrogeologico , vista la nota aggravante che tali opere pubbliche sono state già programmate, progettate e addirittura finanziate invitiamo, diffidiamo e mettiamo in mora Regione, Genio Civile, Consorzio di Bonifica e Comune a provvedere con massima urgenza a degli interventi di messa in sicurezza così come dai progetti esistenti, finanziati e mai realizzati, al fine di garantire il ripristino delle normali condizioni di sicurezza e prevenire ulteriori danni, oltre a risarcire tutti quei danni già ingiustamente subiti, in particolare anche quelli dell’alluvione del 3 novembre 2019, per cui, a causa di persistenti piogge ed eccezionali avversità atmosferiche sondarono il fiume Sarno, l’Alveo comune nocerino e i diversi canali che attraversano il territorio, è stato provocato un disastro ambientale al punto tale da richiedere lo stato di calamità naturale con delibera di giunta comunale numero 128 del 2019 e trasmessa alla Regione Campania con nota del 11 novembre 2019, con i dovuti allegati e verbali di sopralluogo degli incaricati della Protezione Civile regionale. A tutt’oggi, però, non c’è nessun riferimento in merito alla richiesta di calamità naturale e non si è ancora provveduto a risarcire i danni subiti. Ora non c’è più tempo. I cittadini sono provati, stanchi, arrabbiati e saturi non solo dell’acqua che esonda, allaga e provoca ingenti danni, ma soprattutto sono stanchi, arrabbiati e saturi dell’immobilismo e lungaggini burocratiche da parte delle autorità competenti. Ci auspichiamo che si riporti la sicurezza e la serenità al nostro territorio che non merita di subire danni da anni per incuria e noncuranza da parte delle Istituzioni che sono competenti. Non c’è più tempo. Serve un intervento concreto, urgente e radicale. Burocrazia zero, semplificazione delle procedure. Volere è potere anche per le istituzioni”.

 

 

 

 

Stéphanie Esposito Perna

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Gazzetta Ufficiale : dal 5 dicembre 210 milioni per le attività economiche

In Gazzetta ufficiale il provvedimento che stanzia 210 milioni per le attività economiche, artigianali e commerciali dei Comuni delle Aree Interne.

Gazzetta Ufficiale : dal 5 dicembre 210 milioni per le attività economiche

Il 5 Dicembre scorso è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, il provvedimento voluto fortemente dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano che dispone l’erogazione di 210 milioni di euro a sostegno delle attività economiche, artigianali e commerciali dei comuni delle aree interne (90 milioni per il 2020, 60 per il 2021 e 60 per il 2022).
La platea dei 3101 Comuni beneficiari, per una popolazione complessiva di 4.171.667 abitanti, è stata individuata utilizzando i criteri della perifericità e della minore dimensione demografica per andare incontro alle esigenze delle comunità locali maggiormente bisognose di un sostegno all’economia locale, anche a seguito del manifestarsi dell’epidemia COVID-19.

La platea dei Comuni beneficiari è composta da:
– tutti i Comuni fino a 3000 abitanti identificati come Intermedi nell’ambito della classificazione dei Comuni delle Aree Interne;
– tutti i Comuni fino a 5000 abitanti identificati come Periferici e Ultra-periferici nell’ambito della classificazione dei Comuni delle Aree Interne.
Il criterio di riparto del Fondo tra i Comuni beneficiari così individuati privilegia gli enti di minore dimensione demografica prevedendo un contributo medio per abitante che cresce da circa 37 euro per i Comuni più grandi fino a circa 83 euro per abitante nei Comuni più piccoli.
Il contributo medio per un Comune con meno di 1000 abitanti è di circa 43.000, per i Comuni delle fasce intermedie è di circa 71.000 (tra 1000 e 2000 abitanti) e 100.000 euro (tra 2000 e 3000 abitanti). I Comuni con una popolazione compresa tra i 3000 e i 5000 abitanti riceveranno in media 142.000 euro.

Uno dei problemi principali del nostro Paese oggi è la Tempistica della macchina amministrativa: più e più volte i fatti hanno dimostrato quanto la lentezza della macchina amministrativa, impedisca l’attuazione dei progetti, e provochi vergognosi ritardi a discapito della VITA dei cittadini.
Quindi l’efficacia di questo provvedimento sarà da valutare QUANDO effettivamente questi soldi “entreranno nelle tasche degli italiani”.
Altra questione è poi accertarsi che a beneficiare di queste somme non siano intascate dai “furbetti” di turno.
Oggi, tra l’altro è stato indetto lo sciopero nazionale di tutto il personale dipendente degli enti locali e delle amministrazioni pubbliche… Uno sciopero è assurdo: i lavoratori a cui nonostante la pandemia siano comunque assicurate delle garanzie, scioperano a discapito di Famiglie e Lavoratori meno garantiti che devono dunque subire disservizi.
Sono realtà di questo genere che rendono chiare che questo Paese ha ancora molto su cui lavorare.

 

Stéphanie Esposito Perna

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Conte alla Camera: ‘Serve coesione per battersi in Ue’ – VIDEO

Il premier Conte parlando nell’Aula della Camera in vista della riunione del Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre ha ribadito le aperture all’opposizione. Resta alta la tensione sul Recovery

Conte alla Camera: ‘Serve coesione per battersi in Ue’

 Aula quasi al completo a Montecitorio durante le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre. Tutti i posti disponibili nell’emiciclo di Montecitorio, al netto di quelli necessariamente vuoti per garantire il distanziamento, sono occupati dai deputati. Vuote, invece, le tribune ed il transatlantico.

Conte parla accanto ai ministri Gualtieri, Amendola, D’Incà e Speranza e ribadisce che:

“Il governo ha bisogno anche della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Ue. Il confronto dialettico è segno di vitalità e ricchezza ma è senz’altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo e che non ci distragga dagli obiettivi”

ed ha aggiunto:

Spesso ho rivolto appello all’opposizione e in alcuni passaggi ho trovato ascolto. Il tavolo del confronto rimane sempre aperto”

“I cittadini dei 27 Paesi non perdonerebbero un segnale che contraddica” quella che è stata una svolta “irreversibile delle politiche dell’Ue”.

Conte ha poi sottolineato la necessita di “superare i veti ungheresi e polacco” sul Recovery plan per il quale, dice, “Sosteniamo gli sforzi della presidenza tedesca per una soluzione rapida dello stallo”

Un cenno anche per riforma del Mes sulla quale dice che “resta la responsabilità delle Camere sulla ratifica” del trattato ma, “per cambiare l’Ue è decisiva ben altro percorso. L’Italia si farà promotrice di una proposta innovatrice per integrare il nuovo Mes nell’intera archietettura europea. Il modello a cui ispirarsi lo abbiamo già adottato, è il Next Geeneration Eu”.

“Com’è noto – ha aggiunto Conte – la riforma del Mes conteneva il backstop che è obiettivo cardine per il nostro Paese. Grazie al contributo italiano l’Eurogruppo ha trovato un’intesa per introdurlo con due anni di anticipo”.

QUESTA LA TRASCRIZIONE INTEGRALE dell’intervento del Presidente Conte:

Gentile Presidente, gentili deputate, gentili deputati,

il Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre presenta un’agenda densa di temi di elevata priorità per l’Unione Europea, sia per quanto riguarda la sua coesione, prosperità e stabilità, sia per quanto attiene al suo ruolo di attore globale.

Il tema centrale rimane la lotta alla pandemia da Covid, su cui è fondamentale che, da parte europea, provenga un chiaro segnale di coesione.

Al riguardo, il Consiglio europeo è orientato a dare impulso al mutuo riconoscimento dei test e a un efficace coordinamento europeo sui vaccini, con particolare riguardo alla loro distribuzione.

Solo una risposta internazionale ed europea può del resto consentire di superare la pandemia, obiettivo cui l’Italia lavora intensamente anche nella prospettiva del Global Health Summit, che lo ricordo ospiteremo il 21 maggio 2021 qua a Roma, nel quadro della Presidenza italiana del G20.

A tal fine, stiamo lavorando in stretto contatto con la Commissione Europea. 

La dimensione sanitaria della risposta europea al Covid deve essere costantemente accompagnata da quella economica e sociale.

Rimane urgente, a tale scopo, una soluzione che, dando attuazione all’accordo raggiunto in seno al Consiglio europeo del 21 luglio scorso, superi il veto ungherese e polacco e consenta quindi il tempestivo avvio di “Next Generation EU” e del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale.

Porrò con la massima determinazione e urgenza l’esigenza che l’ambizioso programma di investimenti e riforme, finanziato con debito comune, per il quale l’Italia si è spesa fin dall’inizio della crisi pandemica, possa essere avviato nel più breve tempo possibile.

I cittadini dei 27 Stati Membri non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto sull’adozione di strumenti centrali per la ripresa sociale ed economica del continente e che rappresentano un profondo – aggiungo irreversibile – cambiamento di paradigma nelle politiche economiche dell’Unione.

Per la prima volta l’Unione europea si è fatta promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito autenticamente europeo e orientate al raggiungimento di strategie condivise e obiettivi comuni.

È una risposta radicalmente diversa rispetto a quella posta in essere in passato, quando, di fronte ad altre crisi – come quella del 2011 – si adottarono scelte ancora fondate su una logica di austerità, ispirate al prioritario criterio del contenimento del debito.

Quelle scelte si sono rivelate inadeguate a ricondurre i Paesi europei all’interno di una prospettiva di autentica ripresa e di sviluppo.

E anche poco efficaci aggiungo per il contenimento del debito stesso. Continuiamo dunque a sostenere gli sforzi della Presidenza tedesca di turno del Consiglio dell’Unione europea e della Presidente della

Commissione europea, rivolti ad una soluzione rapida di questa situazione di stallo, causata – come ho ricordato – dal veto posto da Ungheria e Polonia. 

Il Vertice-Euro del prossimo 11 dicembre discuterà invece il pacchetto di riforme approvato dall’Eurogruppo lo scorso 30 novembre, che consta di tre elementi: a) la riforma del trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); b) la decisione sull’introduzione anticipata del dispositivo di sostegno al Fondo di risoluzione unico (il cosiddetto “Common Backstop”); c) l’accordo sulla valutazione della riduzione dei rischi nell’Unione Bancaria.

Come noto, la riforma del MES, approdata sul tavolo dell’Euro-Summit nel dicembre 2019, incorporava l’introduzione del backstop comune al Fondo di Risoluzione Unico (FRU) a partire dal 2024.

Il Governo italiano ha agito per ottenere l’introduzione anticipata di tale meccanismo, sul presupposto di rispettare alcuni obiettivi di riduzione del rischio bancario.

È stato importante procedere in questa direzione, poiché il Fondo di risoluzione unico e il meccanismo di backstop che è a suo sostegno rappresentano una forma essenziale di condivisione dei rischi a livello dell’Unione Economica e Monetaria, che è un obiettivo cardine per il nostro Paese.

Originariamente era previsto che si procedesse in sequenza: prima la riforma del MES, poi la valutazione dei rischi e, infine, l’introduzione anticipata del Common Backstop, attraverso la riforma dell’accordo intergovernativo, che regola il trasferimento e la messa in comune dei contributi del MES al Fondo di risoluzione unico. 

Grazie sempre al contributo italiano, l’Eurogruppo ha raggiunto un’intesa che consentirà di procedere in parallelo. Sarà ora compito dell’Euro-Summit sancire l’accordo.

Procedere fin da subito in via contestuale consente di anticipare l’introduzione del backstop all’inizio del 2022, quindi con due anni di anticipo rispetto all’entrata in vigore inizialmente prevista nella riforma del MES, evidentemente sulla base di una valutazione complessivamente positiva dello stato di salute del sistema bancario europeo e di quello italiano, che – prima della pandemia – ha registrato un miglioramento consistente dei propri bilanci. Su tale base è stato possibile raggiungere più facilmente l’obiettivo dell’entrata in vigore anticipata del backstop.

Resta nella piena disponibilità delle Camere – attraverso la procedura parlamentare di ratifica – la scelta definitiva sull’adesione dell’Italia al nuovo trattato MES, anche alla luce del più generale stato di avanzamento del pacchetto di riforme dell’Unione economica e monetaria.

Ma se proviamo ad alzare la testa ed a gettare lo sguardo in una prospettiva più ampia rilevo che per cambiare l’Europa, soprattutto alla luce della drammatica crisi vissuta in questi mesi, riteniamo decisivo ben altro percorso. 

In questa prospettiva, ritengo che debbano essere riconsiderate in modo radicale – l’ho già anticipato – struttura e funzione del MES, affinché sia trasformato in uno strumento completamente diverso.
L’Italia – nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Unione europea – si farà promotrice di una proposta innovatrice che porti a superare la sua natura di accordo intergovernativo, legato a un paradigma che ritengo ormai obsoleto rispetto alle sfide che abbiamo davanti.

L’obiettivo è quello di integrare il “nuovo” MES nel quadro dell’intera architettura europea, anche al fine di assicurare un maggiore raccordo con le Istituzioni dell’Unione, che certamente offrono maggiori garanzie di trasparenza e di democraticità.

Il modello al quale ispirarsi nel costruire – a livello europeo – gli strumenti di politica economica del futuro è certamente, ce lo abbiamo davanti, lo abbiamo già adottato,  Next Generation EU, che auspico fortemente – lo ribadirò in tutte le sedi, formali e informali, di confronto con gli altri leader europei – auspico possa diventare “strutturale”.

L’accordo di luglio, che apre la strada a un programma di finanziamento di dimensioni straordinarie che saranno finanziati con l’emissione di debito comune, è un risultato che, fino a pochi mesi fa, sembrava a molti irraggiungibile e che è stato raggiunto grazie a uno sforzo comune lungo un percorso che, come sappiamo, non è stato privo di passaggi critici.

Abbiamo raggiunto questo risultato muovendoci sempre con spirito costruttivo affidandoci alla forza degli argomenti e delle proposte.

Questo accordo, insieme al sostegno senza precedenti fornito dalla Banca centrale europea attraverso il programma straordinario di acquisto di titoli pubblici e privati, sta cambiando la fisionomia dell’Unione europea.

Siamo determinati, come Governo, a lavorare affinché la nuova Europa superi definitivamente l’approccio angusto dell’austerità e abbracci definitivamente la strada dello sviluppo sostenibile e della inclusione sociale, della transizione energetica e dell’innovazione digitale, per un’economia europea ancora più competitiva ed equa in particolare sul versante, ad esempio, della armonizzazione fiscale.

Il Governo e – ne sono certo – il Parlamento continueranno a lavorare in questa direzione, consci delle difficoltà, ma consapevoli anche dei significativi vantaggi, per gli Stati e per i cittadini europei, che possono derivare da un’Unione più salda e più solidale.

In quest’ottica, non vanno dimenticati altri importanti risultati che abbiamo ottenuto negli scorsi mesi, come il programma SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), che costituiscono un altro passo verso una maggiore condivisione dei rischi. Anche SURE, infatti, si fonda su un’emissione di titoli di debito comune europeo – delle volte ce ne dimentichiamo – a favore di tutti gli Stati membri.

Si tratta di progressi che rafforzano l’unità e la solidarietà europea a sostegno della ripresa economica e di una maggiore resilienza, dal punto di vista economico e sociale. 

Tornando agli altri temi in agenda al Consiglio Europeo, fra le priorità connesse alla ripresa economica europea vi è indubbiamente quel Green Deal europeo, al quale la Commissione lavora già dalla fase precedente alla pandemia e che impone un consenso pieno sul livello di ambizione dell’Unione in materia di cambiamento climatico e sulle modalità per realizzarlo. 

È una priorità che l’Italia intende perseguire anche nella prospettiva della COP26, vi ricordo che l’anno prossimo saremo partner della Gran Bretagna e avremo la responsabilità del più grande evento che esiste in materia di ambiente e clima.

È per noi essenziale che questo obiettivo sia accompagnato dal riconoscimento, anche finanziario, degli sforzi già sostenuti in questi anni da alcuni Paesi – fra cui l’Italia – per avanzare verso i target climatici, oltre che da una concreta attenzione europea, anche in termini di incentivi, ai costi sociali ed economici della transizione verde. 

Si prevede che il Consiglio europeo adotti conclusioni anche in tema di sicurezza, in particolare con l’obiettivo di intensificare, tanto più a seguito dei recenti attentati in Francia e in Austria, la cooperazione intra-europea nella prevenzione e nel contrasto al terrorismo.

L’Italia è naturalmente concorde e impegnata al riguardo e condivide l’obiettivo di una migliore collaborazione in ambito europeo tra autorità di polizia e agenzie di “intelligence”.

Il nostro Paese concorda inoltre con l’azione continentale di prevenzione e di contrasto alla radicalizzazione, anche attraverso la rimozione dei contenuti terroristici in rete.

Contrastiamo invece, perché inappropriato, il nesso politico tra Schengen e migrazione, riproposto recentemente nel dibattito europeo in materia di sicurezza.

In tema di relazioni esterne, il Consiglio europeo esaminerà diverse questioni di grande importanza, a partire da quella turca.

Sulla scorta delle Conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 1° e 2 ottobre e del Consiglio ordinario del 15 e del 16 ottobre, anche tenendo conto degli sviluppi degli ultimi due mesi, saremo chiamati a valutare i rapporti con Ankara e le prospettive future.

Ritengo innanzitutto essenziale che l’Unione Europea parli con una sola voce: unita, solidale e credibile.

I segnali verso Ankara dovranno essere chiari, e dovranno cercare di non innescare dinamiche di escalation che non vogliamo. Occorre infatti mantenere una finestra di opportunità per favorire un’agenda positiva, giacché alimentare tensioni non è nell’interesse europeo, a maggior ragione nei confronti di un Paese alleato NATO.

Sempre in tema di relazioni esterne, le Conclusioni del Consiglio europeo prenderanno atto di una discussione sui rapporti transatlantici, nella prospettiva di imprimere slancio, con l’avvento dell’amministrazione Biden, alla collaborazione tra Unione europea e Stati Uniti.

Se infatti riteniamo che gli Stati Uniti, almeno nei primi passi della nuova amministrazione, rimarranno concentrati su priorità interne, come la lotta alla pandemia e la ripresa economica, sono anche convinto che il Presidente eletto Biden – come perlatro mi ha già confermato nel corso della nostra prima conversazione telefonica – avrà un approccio molto positivo al multilateralismo e ai rapporti transatlantici e sono certo che considererà l’Europa come un asset per gli stessi Stati Uniti.

Starà comunque all’Unione europea proporre e alimentare un indirizzo politico e un’agenda di lavoro che possano intercettare le priorità americane: a) le sfide globali della pandemia, del cambiamento climatico, della ripresa sociale ed economica, nel segno dell’equità, dell’inclusività e della sostenibilità, peraltro assi tutti portanti del programma della Presidenza italiana del G20 appena iniziata; b) il rilancio del commercio internazionale anche come strumento di crescita, in particolare attraverso la riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’auspicato superamento delle dispute e dei dazi; c) la sicurezza e la difesa, anche in termini di superamento delle crisi regionali.

Vedete un’agenda davvero di rapporti molto fitta.

Dovremo pertanto mostrarci determinati a rafforzare il contributo europeo alla sicurezza e allo sviluppo internazionali, in linea con le giuste ambizioni dell’Unione a svolgere un ruolo più forte e più visibile nel mondo, ma anche a essere chiari e trasparenti con Washington su cosa intendiamo, e qui dovremo lavorare per costruire una linea molto chiara, per “autonomia strategica dell’Unione europea”, in piena complementarità con la NATO.  

Per la stabilità europea rimane centrale, in un’ottica di maggiore sicurezza, sostenibilità e prosperità, la realizzazione di un rapporto pieno ed efficace con il vicinato meridionale.

Si sono tra l’altro conclusi da poco i Med Dialogues ed è un evento davvero di cui essere fieri che si è riproposto anche quest’anno.

L’Italia è attivamente impegnata nel rilancio di un partenariato rafforzato e consapevole, fondato su un approccio strategico e un programma concreto di iniziative, come recentemente condiviso al Vertice italo-spagnolo del 25 novembre scorso. 

Al Consiglio europeo è inoltre prevista la consueta informativa della Cancelliera Merkel e del Presidente francese Macron sullo stato di attuazione degli Accordi di Minsk.

L’informativa risponde all’esigenza, sempre fatta valere dall’Italia, di avere anche una discussione politica fra i leader, prima di procedere con scadenza semestrale al rinnovo delle sanzioni economiche settoriali nei confronti della Federazione russa (la cui prossima scadenza è il 31 gennaio), evitando quindi automatismi e ricordando sempre il carattere strumentale delle sanzioni.

Ai temi all’esame di questo Consiglio Europeo si potrebbe aggiungere anche quello della relazione futura tra Unione Europea e Regno Unito, a seguito degli ultimi sviluppi negoziali tra Bruxelles e Londra, la cui perdurante distanza su temi cruciali – sicuramente il più importante è il “level playing field”, su quello l’Unione europea non può cedere un millimetro, un principio fondamentale parità di condizioni, non si può pensare di potersi avvantaggiare del mercato unico e di non rispettare poi tutte le conseguenze che poi questo comporta, sarebbe una competizione assolutamente unfair che non consentiremo mai.

E poi c’è anche il tema della la “governance” per quanto riguarda eventuali dispute e il tema della pesca che al nostro Paese interessa meno e che diciamo è un rilievo maggiormente economico più che di principio, Ecco dicevo la cui distanza su questi temi cruciali ha reso necessario un ulteriore tentativo d’intesa, attraverso un incontro, a Bruxelles, tra la Presidente Ursula von der Leyen ed il Primo Ministro britannico, Boris Johnson.

Una relazione profonda e ambiziosa tra Unione europea e Regno Unito era e rimane nell’interesse di tutti, ma come abbiamo sempre detto non ad ogni costo. Essa dev’essere infatti equilibrata, affinché le imprese italiane ed europee possano competere con quelle britanniche come dicevo poc’anzi, in maniera leale, grazie ad un quadro solido di tutela del “level playing field”.
Serve anche una “governance” coerente, che impedisca il ripetersi di situazioni come quelle legate all’Internal Market Bill sulla questione nordirlandese.
L’Italia quindi riafferma il sostegno al Capo Negoziatore europeo Michel Barnier e alla Presidente von der Leyen e resta convinta che l’unità degli Stati membri rimanga un passaggio obbligato per tutelare al meglio gli interessi di cittadini e imprese.

Osservo infine che, nel quadro di incertezza confermatosi in quest’ultima fase negoziale, risulta ancor più essenziale il lavoro che l’Italia, negli ultimi mesi, ha intensificato con tutti gli Stati Membri e con la Commissione europea per misure di comunicazione e di preparazione alla fine del periodo transitorio, così da essere pronti ad ogni scenario.

La prossima riunione quindi del Consiglio europeo sarà e concludo un altro tassello del percorso che stiamo costruendo per affrontare le sfide che attendono il nostro Paese quella comunità di Stati che si è raccolta storicamente sotto l’emblema dell’Unione europea.

Sono sfide come avete potuto constatare complesse, numerose. Di varia natura e intensità.

E siamo tutti chiamati rispetto a queste sfide a compiere ciascuno per il proprio ruolo uno sforzo collettivo per essere all’altezza di questo compito.

Spesso in questa aula io ho rivolto un appello alle forze di opposizione, appelli in particolare all’unità, al dialogo pur nella distinzione di ruoli e devo riconoscere che in alcuni passaggi questi appelli hanno trovato ascolto.

Ribadisco quindi già quanto ricordato in altre sedi, in altre occasioni, il tavolo del confronto da parte del Governo con le opposizioni rimane sempre aperto ma il Governo ha bisogno anche della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Europa, per continuare a svolgere il suo lavoro. 

Il confronto dialettico tra le forze di maggioranza, all’interno delle forze di maggioranza, è sicuramente un segno di vitalità e di ricchezza ma è senz’altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo, che non ci faccia disperdere energie, che non ci distragga dagli obiettivi della nostra azione.

Io vi assicuro la più forte determinazione nel fornire il giusto contributo critico alle riforme in corso, al processo di rinnovamento che si preannuncia anche delle istituzioni europee, tra poco ci sarà la Conferenza sul futuro dell’Unione, l’Italia ha tutte le carte per incidere, per giocare un ruolo da protagonista. 

Grazie 

Dopo le tensioni di ieri sul Recovery Fund, oggi la ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti è arrivata a mettere sul piatto le proprie dimissioni sulla questione.

“Io – ha detto a Radio Capital replicando sulla questione della task force – sarei pronta a dimettermi nel momento in cui non avrei più la possibilità di rispondere al giuramento che ho fatto. Ho giurato sulla Costituzione Italiana che prevede un processo democratico che deve essere tutelato e mantenuto. Nel momento in cui non fossi messa nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, sì sarei pronta anche a dimettermi”.

A stretto giro la risposta: “se ne assumerà tutta la responsabilità”

Intanto però, l’Iv, dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte, ha fatto sapere che firmerà la risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes.

Dopo le dichiarazioni del Premier la parola è passata ai deputati ed è così iniziata la discussione che ha aperto già la strada al tanto ricercato sipario anche su Renzi pronto a fare, in serata al Senato, il suo spettacolino, ma di questo parleremo in altra occasione.

Stanislao Barretta

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Smantellate dalla GdF di Messina due organizzazioni criminali operanti tra il Marocco e l’Italia

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Le smantellate organizzazioni organizzavano matrimoni fittizi. 16 arresti tra Messina, Catania, Bergamo, Torino e Francoforte sul Meno (VIDEO).

Con l’Operazione “Zifaf” sono state mantellate due organizzazioni criminali, operanti tra il Marocco e l’Italia, dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso l’organizzazione di fittizi matrimoni. 16 arresti tra Messina, Catania, Bergamo, Torino e Francoforte sul fiume Meno.

Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 soggetti (5 dei quali in carcere e 11 agli arresti domiciliari), promotori e membri di due gruppi criminali, con base a Messina, dediti al favoreggiamento dell’ingresso/permanenza clandestina di cittadini extracomunitari irregolari sul territorio italiano.

Le indagini, condotte dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia peloritana, hanno permesso di far luce su uno strutturato sistema illecito, finalizzato all’organizzazione di matrimoni fittizi tra cittadini italiani e stranieri (marocchini, algerini e tunisini), con lo scopo di conseguire la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e/o la permanenza nel territorio dello Stato italiano, ovvero per “sanare” la posizione di quelli destinatari di Decreti di Espulsione dal territorio dello Stato, già emanati dalla Prefettura e resi esecutivi dalla Questura.

In particolare, le investigazioni trovavano la loro genesi in singolari false dichiarazioni rese da cittadini italiani a pubblici ufficiali sulle loro qualità personali, con specifico riferimento allo status di celibe/nubile. Venivano pertanto avviati mirati approfondimenti che permettevano di rilevare, sin da subito, anomale ricorrenze rispetto a numerosi cd. “matrimoni misti”: ripetitività di testimoni di nozze e/o interpreti stranieri, reiterate parentele tra testimoni e sposi, tali da ipotizzare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere tesa all’organizzazione illecita dei citati matrimoni.

Quanto ipotizzato trovava, quindi, puntuale riscontro all’esito di più penetranti attività di polizia giudiziaria, disposte dalla Procura della Repubblica di Messina, anche attraverso indagini tecniche ed acquisizioni documentali.

Nel dettaglio, emergeva l’inequivoca operatività di due collaudate organizzazioni criminali, da tempo attive a Messina e con consolidate ramificazioni in Marocco, facenti capo a due cittadini marocchini: E.A.A. detto Samir cl. 84 e C.A. detto Abramo cl. 69.

Erano proprio i due marocchini, infatti, che si occupavano, nello specifico, di organizzare i viaggi in Marocco degli sposi fittizi, di assistere i promessi sposi durante il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche, antecedenti e successive, al fittizio matrimonio: dalle pubblicazioni al rito nuziale, sino alla fase finale allorquando, ottenuto l’illecito scopo, si procedeva alla separazione ed al divorzio.

I due wedding planner internazionali, tuttavia, non operavano da soli, potendo contare su una strutturata organizzazione, articolata su più livelli, con ruoli interscambiabili in funzione delle necessità:

             un primo livello, costituito da fidati collaboratori, tutti marocchini, E.H.O. cl. 83, E.Y. cl. 90, S.K.O. cl. 83, E.F.R. cl. 65, R.I. cl. 71 e E.A.E.H. cl. 78, incaricati:

             di reclutare i falsi sposi (allorquando contattati da altri marocchini in cerca di una falsa sposa, i dialoganti si attivavano riferendosi alle donne italiane come “pecore” “…c’è un signore che mi ha chiesto se c’è qualche pecora…un signore qui a Messina, c’è un suo amico che vuole venire…”);

             di curare l’adempimento delle procedure burocratiche relative alla preparazione del matrimonio e alle successive fasi necessarie per l’ottenimento della documentazione a favore dei cittadini extracomunitari.

In tale ambito, si inseriscono stabili riferimenti anche in territorio marocchino, deputati a coadiuvare l’attività di rilascio dei documenti necessari alla celebrazione dei matrimoni in Marocco, presso il Consolato Generale d’Italia a Casablanca, quali la cittadina marocchina Z.L. detta  Sara cl. 69 e la figlia L.M. cl. 94;

             un secondo livello, composto da affezionati testimoni di nozze e interpreti;

             un terzo livello, infine, rappresentato da una fitta rete di soggetti italiani, principalmente donne, versanti in condizioni disagiate (“… perché il lupo quando ha fame esce dalla tana …”, così si esprimeva un indagato per sollecitare l’accettazione del matrimonio fittizio rivolgendosi ad una donna che mostrava segni di resipiscenza), che venivano coinvolte, dapprima, per essere destinate a false nozze, per poi, successivamente, divenire volano per nuovi illeciti affari, quali reclutatori di ulteriori soggetti da indirizzare verso ulteriori matrimoni falsi: gli italiani T.A. cl. 75, B.L. cl. 65, V.R. cl. 91, O.A. cl. 95, A.A. cl. 92, G.S. cl. 97, A.E. cl. 97.

Colpisce, sul punto, l’assoluta assenza di qualsiasi senso dello Stato da parte dei connazionali, i quali non esitano a minimizzare l’illiceità dei loro comportamenti, ritenendo come il tutto si riduca ad un mero “foglio” su cui apporre qualche firma, per far ottenere “la cittadinanza italiana” a chi non ne ha diritto.

In altre parole, le Fiamme Gialle peloritane hanno riscontrato come nulla venisse lasciato al caso, in una spirale infinita dell’illecito, sicuramente in essere dal 2016 e tuttora attivo.

Prima di giungere alla stipula del contratto di matrimonio, infatti, si riscontrava come gli organizzatori adottassero ogni possibile cautela per accreditare la fittizia convivenza dei novelli sposi: di qui la necessità di individuare un locale da adibire ad “abitazione coniugale”, in modo che entrambi i coniugi vi portassero la rispettiva residenza anagrafica.

A tal riguardo, erano gli stessi capi a dare consigli su come comportarsi con gli accertatori dei Vigili Urbani durante la verifica della convivenza.

Proseguendo, dopo la celebrazione del matrimonio, che non prevedeva, ovviamente, alcun festeggiamento (tranne per qualche sporadico caso in cui è stata simulata una festicciola fittizia), l’extracomunitario richiedeva il permesso di soggiorno al competente Ufficio della Questura di Messina. Il personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Messina, quindi, al fine di vagliare la richiesta, di norma, chiamava la coppia per rivolgere alcune domande in merito al loro rapporto, alla loro conoscenza e quant’altro utile a verificare la veridicità dell’unione coniugale. Anche su tale aspetto, forti del consolidato know how acquisito, gli organizzatori intervenivano direttamente, giungendo ad indottrinare i coniugi sulle risposte da fornire.

Finanche l’acquisto delle fedi nuziali, reperite al costo di 1 € da negozi cinesi, era gestito dall’organizzazione, per essere poi fornite agli sposi.

Parimenti, si documentava come tutto avesse uno specifico costo standardizzato, secondo un tariffario prestabilito: € 10.000,00 circa corrisposti dallo straniero all’organizzazione, in contanti o attraverso i servizi di Money Transfer, materialmente eseguiti da soggetti apparentemente non coinvolti nella vicenda ma contigui ai membri del sodalizio criminale; € 2.000,00/3.000,00 allo sposo/a fittizio; somme inferiori per intermediari, testimoni di nozze ed interprete, il tutto per un giro d’affari documentato nel corso delle indagini pari ad oltre € 160.000,00.

Per il tramite dei competenti Uffici centrali del Comando Generale della Guardia di Finanza e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, uno dei soggetti destinatari del provvedimento è stato localizzato in Germania, precisamente nella zona di Francoforte sul Meno, dove sono in corso analoghe operazioni a cura del collaterale organismo di polizia, con l’esecuzione di specifico Mandato d’Arresto Europeo richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

La fase esecutiva vede la partecipazione, altresì, delle unità cinofile del Gruppo della Guardia di Finanza di Messina e dell’elicottero “Volpe 311” della Sezione Aerea del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo.

In conclusione, con l’operazione odierna, il Tribunale, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Guardia di Finanza di Messina, hanno assicurato alla giustizia due agguerrite organizzazioni criminali, connotate da “allarmante professionalità e vorticosa ripetitività”, dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ovvero all’illecito ingresso/permanenza nel territorio dello Stato di soggetti non aventi alcun titolo idoneo, recuperando un ampio spazio di legalità, ora restituito alla collettività onesta.

L’opinione.

Dall’articolo sopra: “… una fitta rete di soggetti italiani, principalmente donne, versanti in condizioni disagiate (“… perché il lupo quando ha fame esce dalla tana …”, così si esprimeva un indagato per sollecitare l’accettazione del matrimonio fittizio rivolgendosi ad una donna che mostrava segni di resipiscenza)”. Ci sono porzioni etniche che si stanno integrando in senso criminale nella nostra Nazione. Ma non si può dire. Le verità e le realtà, pro e contro, andrebbero invece sempre dette, specialmente dall’Informazione. Ma in questa Penisola di decennali ipocriti, di destra, sinistra, centro e ora nel movimento, ci sono da sempre e più in generale, oggettività, anche risapute, che non si possono dire, pena la gogna, l’insulto e tanto altro e di peggio. Però l’osservazione, le carte e le intercettazioni, le descrivono, come pure dicono tanto altro in tutti i settori del sistema pubblico-politico-sociale. Poi tuttavia, nei Palazzi, partiti, movimenti, ordini professionali, sindacati, associazioni varie, cosiddetta società civile, media e social, ogni cosa si finisce con l’annacquarla, mistificarla, deviarla, manipolarla, a seconda della convenienza, appartenenza, oppure anche remunerazione, incarico, nomina e pure “favori” e persino fisime soggettive o settarie. Fino a che dura.

Adduso Sebastiano

“L’Ora Azzurra”, nasce un nuovo programma ViViCentro dedicato al Napoli

“L’Ora Azzurra”, nasce il programma interamente dedicato al Napoli a cura della redazione di ViViCentro

“L’Ora Azzurra” è l’ultimo format targato ViViCentro. Analisi, commenti, incontri e scontri: il Napoli Calcio al centro del dibattito. Francesco Saverio Aprea, Carmine D’Ardergio, Raffaele Galasso, Marco Palomba e Delia Starace vi terranno compagnia ogni mercoledì, alle ore 19:30 sulla pagina Facebook di ViViCentro. Potrete intervenire in diretta e commentare con noi le ultimissime sul mondo partenopeo.

Tom e Jerry 8 – Gara di tennis (Tennis Chumps): 10 dicembre del 1949

Tom e Jerry 8 – Gara di tennis (Tennis Chumps) è un film del 1949 diretto da William Hanna e Joseph Barbera. È il quarantaseiesimo cortometraggio della serie Tom & Jerry, distribuito il 10 dicembre del 1949 dalla Metro-Goldwyn-Mayer.

Tom e Jerry 8 – Gara di tennis (Tennis Chumps): 10 dicembre del 1949

Trama

Sta per cominciare il campionato mondiale di tennis e dagli spogliatoi vengono fuori i giocatori: Tom e Butch; poco dopo esce fuori anche Jerry, che però fa da assistente a Tom. Subito dopo Tom scende in campo insieme a Jerry, che viene colpito da Tom, finendo in una fontanella. Il match tra Tom e Butch ha così inizio: i due gatti colpiscono la palla nei modi più strambi, dopo un po’ Jerry decide di aiutare prima Tom e poi Butch; tuttavia i due gatti iniziano a combattere tra loro, e poi anche contro Jerry, a colpi di tennis. Dopo diverse peripezie i due gatti si lanciano contro Jerry, che aziona un lancia palline, colpendo così Tom e Butch e facendoli finire nella rete del campo. Essa subito dopo si stacca e si schianta su un albero fuori dal campo, facendo poi muovere Tom e Butch come delle marionette. Alla fine Jerry indossa un abito elegante, scrive il suo nome sul trofeo di tennis e viene celebrato dal pubblico.

Cristina Adriana Botis

Video ottenuto e ripubblicato in Common Licenza: CC BY-NC 3.0

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Givova Scafati, arriva la quarta vittoria consecutiva. Ma che fatica a Latina

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Comunicato a cura di Antonio Pollioso, addetto stampa Givova Scafati.

Con una prova d’orgoglio e di grande solidità e compattezza, la Givova Scafati ha espugnato il PalaBianchini e superato 65-72 la Benacquista Latina nel recupero della prima giornata del campionato di serie A2. I due punti conquistati permettono alla compagine dell’Agro di conservare la propria imbattibilità in campionato e la leadership del girone rosso a punteggio pieno (quattro vittorie dopo quattro turni).
Le assenze per infortunio di Culpepper e Cucci hanno sicuramente pesato nell’economia di un incontro, disputato dopo appena 48 ore dal precedente impegno esterno contro l’Allianz Pazienza San Severo. Le bassissime percentuali al tiro da tre (13%) alla fine non hanno inciso sul risultato finale, frutto di un ottimo lavoro a rimbalzo (40 contro 31) e di uno spirito di collaborazione senza precedenti, dimostrato dal parziale di 0-16 che, tra mille difficoltà e nonostante la stanchezza, il quintetto di coach Finelli (superbo nelle sue scelte tecniche nelle fasi cruciali dell’incontro) è riuscito a piazzare nel migliore momento dei padroni di casa, ad una manciata di minuti dalla sirena conclusiva. Le prestazioni dei singoli (Thomas su tutti, ma anche Rossato e Benvenuti) hanno poi fatto la differenza e regalato altri due meritati punti in classifica al team salernitano.

LA PARTITA

Gli statunitensi di casa Gilbeck e Lewis hanno un impatto mortifero col match e conducono Latina avanti 7-2 al 2’. E’ un indomito Rossato, supportato da Thomas, tra le fila ospiti, ad ergersi a trascinatore, tenendo prima la Givova aggrappata all’avversario (a cui non basta la mano calda di Benetti dalla linea della carità) e sospingendola poi al primo vantaggio al 5’ (11-12), che si amplia in meno di un amen (11-18 al 7’). Coach Gramenzi si gioca la carta Bisconti: l’ex della contesa risponde con punti, rimbalzi ed esperienza, che, unita a quella dell’altro ex Passera, vale il 19-20 al 9’. Prima della sirena, una tripla di Thomas (13 punti per lui in soli 10’) permette a Scafati di chiudere avanti 21-23 il quarto.
Con Thomas in panchina e per merito della difesa pontina, l’attacco gialloblù incontra qualche difficoltà in più del previsto per trovare la via del canestro. Ne approfittano i locali, con Lewis particolarmente ispirato, per tentare un timido allungo (31-27 al 15’). Il time-out chiesto da coach Finelli ed il ritorno in campo di Thomas (saranno 21 per lui all’intervallo) serve ai viaggianti per ritrovare coraggio, fiducia nei propri mezzi e ribaltare così la situazione (31-32 al
17’), raggiungendo il riposo in vantaggio 35-38.
A ritmi più compassati, le ostilità riprendono a metà campo invertite con i campani alla ricerca di un più tranquillo vantaggio (38-45 al 22’). La Benacquista però non molla, difende forte a tutto campo, con intensità ed agonismo, riuscendo lentamente e pazientemente a ridurre il gap (44-45 al 25’). Si segna poco, sono tanti gli errori in fase conclusiva sia da una parte che dall’altra, che rendono meno scoppiettante il gioco, caratterizzato tra l’altro da numerose interruzioni del trio arbitrale. E’ Mouaha a firmare il sorpasso dei nerazzurri al 27’ (46-45), bravi
a conservare la testa della sfida fino al termine della terza frazione (53-49).
Con le difese che hanno ragione dei rispettivi attacchi, l’ultimo quarto regala pochi spunti, canestri ed emozioni nella sua prima parte (55-51 al 34’). Poi i ragazzi di coach Gramenzi iniziano a crivellare la retina con maggiore frequenza, allungando decisamente il passo (60-51 al 35’). Una boccata di ossigeno la regala Benvenuti con tre canestri di fila (60-57 al 36’), mentre Latina perde per cinque falli Benetti e Gilbeck. Con l’ausilio dell’instancabile Thomas, è sempre Benvenuti, ai liberi, a riportare avanti la Givova (60-61 al 37’), fungendo da principale artefice del parziale di 0-16 (60-67 al 39’) che ribalta le sorti di un match vinto 65-72 a denti stretti e con le unghie, nonostante il ricorso al fallo sistematico degli avversari nelle ultime azioni.

LE DICHIARAZIONI

Dichiarazione di coach Alessandro Finelli: «Sono soddisfatto della prestazione, perché era la seconda gara esterna in 48 ore e devo complimentarmi con tutti i giocatori, davvero encomiabili, nonostante il breve recupero e l’infortunio di Cucci che ha ridottole nostre rotazioni. Tutti si sono sacrificati, a partire dai veterani italiani: Sergio ha fatto il cambio dei lunghi, giocando in un ruolo diverso da quello abituale; Marino ha fatto una gara di sacrificio, pressando a tutto campo Passera e collezionando ben 5 assist e tanta leadership; Musso si è sacrificato molto in difesa su Lewis e Baldasso, mostrando grande abnegazione. A questi vanno aggiunti la verve e la crescita di Rossato e Benvenuti, che hanno fornito un apporto importante in termini di punti e di energia. Il nostro gruppo italiano ha così dimostrato ancora una volta di essere la spina dorsale dello spogliatoio. Poi Thomas ha disputato una gara da autentico leader, andando anche oltre il suo minutaggio abituale. Jackson invece sta facendo fatica dopo circa otto mesi di inattività a starci dietro, ha giocato la terza partita in otto giorni, ha pochi allenamenti sulle spalle, ma ha saputo comunque portare tanta energia mentale nello spogliatoio. La partita alla fine l’abbiamo vinta in difesa, tenendo Latina a 65 punti in casa, pur tirando con basse percentuali di tiro: sono davvero soddisfatto, il percorso intrapreso è quello giusto».

I TABELLINI

BENACQUISTA LATINA – GIVOVA SCAFATI 65-72
BENACQUISTA LATINA: Benetti 4, Lewis 19, Hajrovic n. e., Piccone 5, Passera 4, Mouaha 6, Baldasso 8, Bisconti 5, Raucci 4, Gilbeck 10. Allenatore: Gramenzi Franco. Assistenti Allenatori: Di Francesco Stefano e Di Manno Giuseppe.
GIVOVA SCAFATI: Musso 5, Grimaldi n. e., Jackson, Marino 1, Festinese n. e., Thomas 28, Sabatino, Rossato 19, Sergio 1, Benvenuti 18. Allenatore: Finelli Alessandro. Assistente Allenatore: Di Martino Umberto.
ARBITRI: Terranova Francesco di Ferrara, Patti Simone di Montesilvano (Pe), Chersicla Andrea
Agostino di Oggiono (Lc).
NOTE: Parziali: 21-23; 14-15; 18-11; 12-23. Falli: Latina 25; Scafati 20. Usciti per cinque falli: Benetti, Gilbeck. Tiri dal campo: Latina 22/61 (36%); Scafati 27/57 (47%). Tiri da due: Latina 16/34 (47%); Scafati 25/41 (61%). Tiri da tre: Latina 6/27 (22%); Scafati 2/16 (13%). Tiri liberi: Latina 15/18 (83%); Scafati 16/22 (73%). Rimbalzi: Latina 31 (7 off.; 24 dif.); Scafati 40 (8 off.; 32 dif.). Assist: Latina 10; Scafati 12. Palle perse: Latina 13; Scafati 13. Palle recuperate: Latina 7; Scafati 6. Stoppate: Latina 2; Scafati 0.

Photo Credits: © Ufficio Stampa Latina Basket

Campania, scatta l’allerta meteo di colore rosso: le zone colpite

Campania, scatta l’allerta meteo di colore rosso: le zone colpite sono Tusciano e Alto Sele, Piana sele e Alto Cilento, Basso Cilento
La Protezione civile della Regione Campania, considerato il peggioramento delle condizioni meteorologiche in atto, ha prorogato di ulteriori 24 ore l’allerta Arancione già in essere, innalzando l’allerta al massimo livello, il Rosso appunto, sulle zone 5,6,8 (Tusciano e Alto Sele, Piana sele e Alto Cilento, Basso Cilento), che saranno interessate da intense e diffuse precipitazioni.
Su tutte le altre zone vige l’allerta Arancione fino alle 23.59 di domani, ad eccezione della 2 e della 4 (Alto Volturno e Matese, Alta Irpinia e Sannio) dove l’allerta è di colore Giallo.
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Su tutta la Campania continueranno ad insistere temporali, anche di forte intensità e raffiche di vento.
Un quadro meteo associato a un rischio idrogeologico diffuso con fenomeni di impatto al suolo come
– Instabilità di versante anche profonda e puntualmente anche di grandi dimensioni,
– Frane superficiali e colate rapide di detriti o fango,
– Rilevanti innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua anche con possibili fenomeni di inondazione delle aree limitrofe e/o per effetto di criticità locali,
– Allagamenti di locali interrati e posti al pian terreno,
– Scorrimento superficiale delle acque nelle strade e possibili fenomeni di rigurgito delle acque piovane con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse,
– Possibile caduta massi per condizioni idrogeologiche fragili, per effetto anche della saturazione dei suoli.
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La Protezione civile della Regione Campania raccomanda alle autorità competenti di porre in essere o mantenere attive tutte le misure atte a prevenire, contrastare e mitigare gli effetti al suolo dei fenomeni attesi, anche in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile. Raccomanda altresì di attivare i Coc (Centri operativi comunali) nelle aree interessate dalle allerte Arancioni e Rosse. Di attivare il massimo livello di vigilanza e controllo del territorio .
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Il Centro Funzionale e la Sala Operativa proseguono il monitoraggio della situazione in h24. E’ attivo come sempre il numero verde 800.232525
Riepilogo delle allerte:
– attualmente in vigore fino alle 23.59: allerta Arancione su tutte le zone ad esclusione della 4 (Alta Irpinia e Sannio) e della 7 (Tanagro) dove è Giallo
– dalla mezzanotte e fino alle 23.59 di domani:
– Allerta Rossa su zone 5 (Tusciano e Alto Sele), 6 (Piana Sele e Alto Cilento), 8 (Basso Cilento)
– Allerta Arancione su zone 1 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana), 3 (Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 7 (Tanagro)
– Allerta Gialla su zone 2 (Alto Volturno e Matese) e 4 (Alta Irpinia e Sannio)

“Cashback” e “Lotteria dello scontrino” spiegate da A. Masala – VIDEO

Oggi, 8 dicembre, è il giorno in cui è partito ufficialmente il Piano Cashback, Cashless Italia, ma non è partito lo strumento per gestire il progetto.

“Cashback” e “Lotteria dello scontrino” spiegate da A. Masala – VIDEO

Oggi, 8 dicembre, è il giorno in cui è partito ufficialmente il Piano Cashless Italia ma non è partito lo strumento immaginato per gestire questo progetto o meglio, come già accaduto altre volte, per altre trovate governative, il sistema è andato in crash.

L’app IO, infatti, è stata sommersa da un mare di richieste e continua ad essere subissata di richieste che, come era prevedibile, ne hanno congelato le attività per tutto il giorno.

Il problema, infatti, è ampiamente noto e, nella giornata di ieri, con un flusso di richieste era pari a circa 6000 al secondo, puntualmente si è arrivati al crash dei server che non sono stati in grado di gestire un flusso tanto ampio di richieste per cui, l’approdo finale degli utenti che hanno provato a registrarsi è stato uno sconsolante:

La sezione Portafoglio è in manutenzione, tornerà operativa appena possibile

Va da se che senza la sezione Portafoglio non è possibile correlare sistemi di pagamento al proprio account e quindi le spese effettuate non possono valere ai fini del cashback per cui la situazione biforcuta, ad ora, è la seguente:

  1. chi è riuscito ad attivare il cashback, non appena avrà caricato i sistemi di pagamento potrà iniziare a registrare le proprie spese;
  2. chi ancora non c’è riuscito dovrà invece attendere le 24 ore successive all’attivazione, momento in cui sarà effettivamente validato all’accesso al programma.

In queste ore di dramma dal sapore di dejavu è fin troppo facile puntare il dito contro chi poteva, e forse doveva, prevedere flussi tanto alti di richiesta, imparando a gestirne la coda come già a suo tempo non si era riusciti in primavera con i primi bonus 600 euro o in autunno con il Bonus Mobilità. Tutte situazioni che avevano portato, com’è accaduto anche oggi, ad un rapidissimo aumento nell’ordine del +2000% medio, ed è questo che ha messo sotto scacco un sistema che in precedenza funzionava.

Dai canali social dell’app IO si predica pazienza, in attesa di momenti con flussi minori e una coda smaltita di registrazioni che riporti alla normalità le attività in corso ma intanto, per darvi ancor maggiori informazioni sull’app, come anche sulla sottaciuta, ad ora, coda del super Cashback e poi, ancora, della cosiddetta Lotteria dello scontrino vi rendiamo disponibile il video di Alessandro Masala di Breaking Italy e reso disponibile in modalità  Common Licenza: CC BY-NC 3.0 (e noi lo rendiamo disponibile con la stessa modalità)

Stanislao Barretta

Video ottenuto e ripubblicato in Common Licenza: CC BY-NC 3.0

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Castellammare, 22 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: aggiornato il numero dei decessi

Castellammare, 22 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: aggiornato il numero dei decessi, da 19 a 27. Attestate anche 26 nuove guarigioni

La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud ci hanno comunicato poco fa che sono 22 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) nelle ultime 24 ore. 5 di essi presentano sintomi lievi della malattia.” a riferirlo è il Sindaco Gaetano Cimmino nel corso del consueto aggiornamento sull’emergenza sanitaria in corso.

Tra i nuovi contagiati c’è un bambino di 7 anni, uno di 11 e uno di 1 anno. Contagiato anche un 90enne.
“In totale sono stati lavorati 288 tamponi, per cui si abbassa di molto rispetto a ieri la percentuale del rapporto tra i test lavorati nei laboratori ed i nuovi positivi: siamo al 9% circa. Le autorità sanitarie hanno dichiarato guarite 26 persone: tra di essi anche due 18enni ed un ragazzo di 10 anni.
Su nostra reiterata richiesta, le autorità sanitarie ci hanno permesso di aggiornare nuovamente il triste numero dei decessi per Covid nella nostra città. Si tratta di casi già saliti alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi.”
COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA
Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 1.080
di cui:
Asintomatici: 1.007
Sintomatici: 73
Tamponi del giorno: 12.360
Totale positivi: 167.433
Totale tamponi: 1.721.240
Deceduti: 35 (*)
Totale deceduti: 2.064
Guariti: 2.575
Totale guariti: 66.604
* 11 deceduti nelle ultime 48 ore e 24 deceduti in precedenza ma registrati ieri
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 140
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 1.898
** Posti letto Covid e Offerta privata

La Bastonatura di ViViCentro.it – Il grido d’allarme della Lega Pro

La Bastonatura di ViViCentro.it – Il grido d’allarme inascoltato della Lega Pro. Serie C senza alcuna forma di ristoro prevista dal governo

La Bastonatura di ViViCentro.it – Il grido d’allarme inascoltato della Lega Pro

 

Pochi giorni fa la Lega Pro, con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, ha evidenziato i pericoli a cui si sta andando incontro in un periodo di pandemia in cui sono davvero pochi gli introiti derivanti dai diritti televisivi e in cui si continua a giocare senza introiti derivanti dal botteghino con le gare che continuano a disputarsi ormai da tanti mesi a porte chiuse.

Nessuna forma di ristoro prevista dal governo finora per le squadre di Lega Pro. Un solo intervento del governo centrale costituito da un credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni. Ma si tratta di un palliativo e di un qualcosa di assolutamente inutile perchè, in un periodo in cui le gare continuano a disputarsi senza pubblico, le sponsorizzazioni si sono ridotte di oltre un terzo rispetto all’annata precedente a rendere ancora più nebulosa la situazione da questo punto di vista.

C’è il rischio sempre più concreto che molte decine di società di Lega Pro non riescano ad iscriversi alla prossima stagione sportiva e abbiano molte difficoltà anche a concludere la stagione in corso in assenza di un finanziamento garantito dello Stato.

Di seguito la nota ufficiale della Serie C che fa il punto della situazione su un campionato che, differenza di Serie A e Serie B, non può contare su cospicui introiti derivanti dai diritti televisivi.

“I 245 club appartenenti alla Lega Pro, alla Lega basket Serie A, alla Lega Nazionale Pallacanestro, alla Lega volley maschile e alla Lege pallavolo femminile vivranno il Natale più buio di sempre se il governo non interviene con aiuti concreti. Lo sport italiano, lo sport dei territori, le Leghe e i club che rappresentano il cuore del movimento sono drammaticamente sull’orlo del baratro, non avendo beneficiato di aiuti pubblici, a differenza di quanto accaduto in Germania, Gran Bretagna e Francia. In Europa infatti è stato riconosciuto lo stato di sofferenza delle società sportive che, svolgendo un’impareggiabile funzione sociale, stanno portando avanti i propri campionati tra crescenti difficoltà economiche che ne mettono seriamente a rischio ormai la stessa sopravvivenza. In Italia non è accaduto.

Intanto però, tra costi sanitari aggiuntivi per tamponi e “bolle” e mancati ricavi da botteghino a causa della prolungata chiusura di stadi e palazzetti – che a causa della pandemia di Covid-19 potrebbe protrarsi per l’intera stagione ­­- decine di club rischiano di dover chiudere i battenti, mandando in rovina patrimoni sportivi, sociali e territoriali costruiti in decenni di attività.

Il Ministro Spadafora, il Ministro Gualtieri e gli esponenti parlamentari hanno ricevuto un pacchetto di proposte che contiene misure di alleggerimento fiscale, un fondo perduto per far fronte alle spese sanitarie, finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo garantiti a livello centrale per le esigenze di liquidità. I club si appellano al governo perché venga concessa il prima possibile una qualche forma di ristoro.

Finora per queste realtà che non possono fare affidamento su cospicui ricavi televisivi, il governo ha provveduto a varare una legge che riconosce un credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni. Ma la mancata approvazione del decreto attuativo, chiamato a risolvere anche alcune incertezze interpretative, ha creato un’impasse che sta depotenziando, se non vanificando, l’efficacia dell’intervento. Nella stagione sportiva 2020/2021 i ricavi da sponsorizzazione si sono ridotti di almeno un terzo rispetto alla precedente.

Il grido di allarme dei club è stato raccolto dal Comitato 4.0 che, tramite una survey alla quale hanno partecipato il 90% delle società, ha evidenziato, da parte del 95% dei rispondenti, la necessità di un aiuto finanziario per completare la stagione sportiva in corso. Per le società sportive si stima un fabbisogno medio pari al 42% dei ricavi della stagione sportiva 18/19, con una media di 623 mila euro a testa. Finora solo un terzo della platea ha ricevuto un sostegno statale per fronteggiare la crisi Covid-19. Ma l’ammontare medio di questi aiuti, per i club che li hanno ricevuti, copre appena il 14% di questo fabbisogno.

Bisogna agire con tempestività. L’urgenza di ricevere aiuti è espressa dalla metà dei club che stima di non poter resistere oltre gennaio con risorse proprie. I sacrifici fin qui compiuti dai proprietari non bastano più e sarebbe ancora più drammatico se si rivelassero in definitiva inutili. Per 8 club su 10 sarebbe utilissimo perciò un finanziamento garantito dallo Stato, un assegno per superare il momento di difficoltà da restituire in un arco di tempo ragionevole e soprattutto a fronte dell’impegno di intraprendere, anche grazie a questo supporto, un virtuoso percorso di ripartenza fondato sulla sostenibilità.

Sono 77 i club, pari ad un terzo della platea, che in assenza di un finanziamento con garanzia dello stato probabilmente non si iscriveranno alla prossima stagione sportiva.

L’indagine parla chiaro. Non c’è più tempo, servono azioni concrete. I club chiedono che lo sport venga salvato (#salviamolosport): a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro tra atleti e componenti dello staff così come il ruolo sociale svolto sul territorio dai club, soprattutto a beneficio dei più giovani. Infine, rischia di venir meno il gettito fiscale di circa 23 milioni di euro generato dalle attività di queste aziende sportive”. 

Ma la domanda che scaturisce da tutte queste considerazioni è la seguente: fino a che punto le società di Lega Pro riusciranno con le proprie forze ad andare avanti e a garantire la regolarità del campionato in assenza di una qualsiasi forma di ristoro da parte dello Stato? Il rischio incombente di tanti fallimenti societari a fine stagione o anche a stagione in corso è sempre più dietro l’angolo….

 

a cura di Natale Giusti

Lozano “alla Callejon”, è il Chucky il sostituto dello spagnolo?

Callejon-Lozano: il vecchio che fa posto al nuovo

La premessa da fare è dovuta per quello che Callejon ha rappresentato per il Napoli e per Napoli: lo spagnolo rientra tra i migliori calciatori passati per la piazza azzurra nell’era Adl e Lozano deve farne ancora di strada per essere paragonato a lui. Detto ciò, quest’ inizio di stagione sta dimostrando come sia fisiologico e necessario per tutte le squadre cominciare un nuovo ciclo, senza restare aggrappati al passato.

Cosa è stato Callejon per il Napoli?

349 presenze e 82 goal in 7 stagioni. I numeri parlano chiaro, forse meno di quanto fosse realmente determinante lo spagnolo per la formazione azzurra. Arrivato all’ombra del Vesuvio come scommessa di mercato di Benitez e destinato a rimanere nella storia della società partenopea. Benitez era convinto che l’ala spagnola sarebbe potuto arrivare a 20 goal nella sua stagione d’esordio e così fu. Callejon è stato l’insostituibile nello scacchiere azzurro di questi 7 anni, a prescindere dal modulo, dai compagni di squadra e dall’allenatore. Ampiamente l’azzurro più presente, nessun allenatore è riuscito a farne a meno. La sua presenza è stata una costante, ma forse proprio questa sicurezza stava privando il Napoli di vedere nascere nuove stelle in quel ruolo.

L’ingombranza di Callejon

Data la necessità di avere lo spagnolo sempre titolare su quella fascia, la società ha optato in questi anni di affiancargli un calciatore di livello nettamente inferiore o giovani dal futuro promettenti. Callejon è arrivato a Napoli all’età di 26 anni, nel pieno della sua carriera, e si è dimostrato da subito un marcatore freddo come pochi sotto porta, ma la caratteristica che l’ha sempre contraddistinto era il suo supporto in fase difensiva. Con il passare degli anni è stato vittima di una forte involuzione sotto porta e i numeri dei goal sono diminuiti continuamente.

Estate 2019  

La stagione 2019-2020 è l’ultima di Callejon a Napoli, il contratto è in scadenza nel 2020 e la società ha fatto un’ investimento importante per acquistare Lozano dal Psv per 42 milioni. Il messicano segna al debutto all’ Allianz Stadium: sembra essere l’inizio di una nuova epoca, con Callejon spettatore. Il continuo della stagione racconta una storia ben diversa: Lozano non riesce ad essere incisivo e continua a marcire in panchina, lo spagnolo riconquista facilmente la fascia destra azzurra. Il cambio di allenatore potrebbe rappresentare un’opportunità per il messicano, ma anche questa viene inizialmente sprecata. Gattuso non impiega mai Lozano, neanche a partita in corso. Il picco viene raggiunto quando il messicano viene allontanato dall’allenamento per scarso impegno. Sembra essere una frattura definitiva tra Gattuso e Lozano, ma il mister aveva idee molto chiare per la stagione successiva e il messicano rappresentava una pedina importante del nuovo scacchiere.

L’importanza di Gattuso nell’evoluzione di Lozano

Visto il flop della scorsa stagione sembrava scontata la partenza di Lozano, ma Gattuso non era dello stesso pensiero. Il mister voleva puntarci ed è per questo motivo che ha posto un veto sulla sua cessione nella sessione estiva di calciomercato. Lozano è subito titolare e diventa il nuovo proprietario della fascia destra, dopo il dominio spagnolo delle ultime 7 stagioni. Le prestazioni di questo inizio stagione danno ragione a Gattuso: il messicano è un calciatore nuovo. Sia chiaro, le qualità in fase offensiva di Lozano erano ben note e le aveva dimostrate nelle 2 stagioni in Olanda, ma era evidente come non riuscisse a sfruttare le sue qualità nel più tattico calcio italiano. Gattuso gli ha insegnato i movimenti da fare, quando puntare l’uomo e lasciarlo sul posto con i suoi scatti e quando invece ripiegare e conquistare falli. Il messicano ha ripagato la fiducia del mister con 6 goal e 1 assist in questo inizio di stagione.

Sarebbe stato lo stesso con Callejon in rosa?

La domanda che ci poniamo è quindi questa: Lozano avrebbe avuto questa evoluzione se Callejon avesse rinnovato? Sarebbe riuscito ugualmente ad essere così determinante e imprescindibile nel Napoli attuale? La cosa certa è che il messicano non può esser passato improvvisamente da flop a top, nel giro di pochi mesi. La certezza di avere un giocatore come Callejon su quella fascia obbligava i nuovi a dover provare di essere sempre perfetti nelle poche occasioni che avevano. L’errore non era ammesso e l’ombra dello spagnolo era una pressione insostenibile, anche per Lozano. La verità è che un giocatore deve avere le sue occasioni per dimostrare il proprio valore, deve avere l’opportunità di commettere errori per evitare di farne di nuovi. Tutto ciò era impossibile con Callejon e la sua partenza ha permesso questa esplosione del messicano. Che il “problema” possa ripresentarsi con la coppia Mertens-Osimhen? Chissà…

Castellammare di Stabia: Carabinieri in servizio per l’ Immacolata

CASTELLAMMARE DI STABIA: “fuocaracchi” dell’Immacolata, controlli a tappeto dei Carabinieri in occasione dei tradizionali festeggiamenti dell’Immacolata.

Castellammare di Stabia: Carabinieri in servizio per l’ Immacolata

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)-Serata di controlli dei Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, impegnati in un servizio a largo raggio in occasione dei tradizionali festeggiamenti dell’Immacolata. Il servizio – finalizzato al contrasto delle accensioni pericolose e non autorizzate di roghi – ha visto l’impiego di un massiccio numero di militari.

Spento un principio di incendio di una pira a Largo Pozzano, tutta la legna è stata rimossa. Spento poi un principio d’incendio di una pira in Piazzetta Mari nel Rione Cicerone: anche in questo caso il legname è stato rimosso.

E ancora recupero e rimozione di un grosso quantitativo di legna pronta per essere data alle fiamme in un terreno incolto nel rione Rione Savorito e in via Rivo San Pietro del Rione Scanzano.
E’ in quest’ultimo luogo che alcuni ragazzi hanno tentato di innescare un rogo, sul quale era esposto anche uno striscione. Non hanno fatto in tempo perché interrotti dai Carabinieri.

Tra questi ragazzi, uno è stato denunciato. Si tratta di un 19enne del posto già noto alle forze dell’ordine che aveva partecipato alla raccolta del materiale da dare alle fiamme, inseguito e bloccato dopo un tentativo di fuga dalle pattuglie intervenute. Nelle sue tasche anche una dose di marijuana.

Il giovane è stato denunciato, segnalato alla prefettura quale assuntore di sostanza stupefacente e sanzionato per le norme anti-covid. Durante i controlli, rinvenute e rimosse altre cataste di legna: in via Venezia e all’interno del Rione Moscarella.
E nella notte anche una persona arrestata per evasione dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia

A finire in manette Manuel Spagnuolo, 42enne del posto, sorpreso in strada, fuori dalla sua abitazione. Perquisito, è stato trovato in possesso di una dose di cocaina.

I controlli sono stati estesi anche nei comuni limitrofi. A Gragnano sono state recuperate molte cataste di legna in via volte, in via Ponte Carmiano e in via Dante Alighieri.

 

Stéphanie Esposito Perna

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UPG e Falchi arrestati rapinatori in viale dei Colli Aminei

Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in viale dei Colli Aminei per una tentata rapina presso una cartoleria.

UPG e Falchi arrestati rapinatori in viale dei Colli Aminei

NAPOLI- Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in viale dei Colli Aminei per una tentata rapina presso una cartoleria.
Gli agenti hanno accertato che un uomo armato di pistola, in compagnia di una complice, aveva minacciato il titolare dell’esercizio commerciale intimandogli di consegnare l’incasso.
La vittima, accortasi che si trattava di un’arma giocattolo priva del tappo rosso, si era rifiutata di consegnare alcunché ed era riuscita a mettere in fuga i due che si erano allontanati a bordo di un’autovettura.
Grazie alle dettagliate descrizioni dei rapinatori e al numero di targa fornito dalla vittima, gli agenti, con il supporto dei Falchi della Squadra Mobile, tramite il sistema di videosorveglianza cittadino, li hanno rintracciati in via Santi Quaranta.
Alla vista della pattuglia, mentre la donna è stata subito fermata, l’uomo si è liberato della pistola gettandola sotto un’auto in sosta ed ha cercato di nascondersi in un basso di via Felice Cavalotti dove è stato però individuato e bloccato dopo una violenta colluttazione con gli operatori.
All’interno dell’auto sono stati trovati un computer e uno smartphone che, da accertamenti effettuati, erano stati rapinati dall’uomo poco prima presso uno studio legale in vico Tarsia.
Salvatore Cavallo, 42enne napoletano con precedenti di polizia, e A.G., 40enne napoletana, sono stati arrestati per tentata rapina e ricettazione in concorso, inoltre, l’uomo è stato arrestato anche per rapina, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

 

Stéphanie Esposito Perna

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Lega Pro, da domani le partite anche su Sky in pay-per-view

Lega Pro, da domani le partite anche su Sky in pay-per-view. Si inizia con Avellino-Bisceglie, Fermana-Arezzo e Piacenza-Novara

Lega Pro, da domani le partite anche su Sky in pay-per-view

 

La Lega Pro approda con le partite di campionato dei tre gironi su Sky. Le gare saranno trasmesse a pagamento a partire da domani 9 dicembre. Sky si affianca quindi ad Eleven Sports e alla Rai (per i soli posticipi) nelle modalità di visualizzazione delle gare di campionato di Serie C.

Di seguito la nota ufficiale pubblicata sul portale della Lega Pro.

“Da mercoledì 9 dicembre le partite della Serie C saranno visibili in diretta, in modalità pay-per-view, anche su Sky. L’operazione consente agli appassionati di calcio di avere a disposizione un’ulteriore modalità per seguire le squadre di Lega Pro, che stanno riscuotendo un interesse crescente da parte del pubblico.

Si inizia domani con tre gare, alle ore 15: Avellino-Bisceglie, Fermana-Arezzo e Piacenza-Novara e si proseguirà lungo tutto l’arco del campionato.

La trasmissione è resa possibile dall’offerta di Lega Pro, che ha messo sul mercato – in via non esclusiva – i diritti audiovisivi a pagamento delle partite. Saranno disponibili non solo i match del campionato “regular season”, fino ad un massimo di 15 a giornata, ma anche le partite, non trasmesse in chiaro da RAI, di play off e play out e di Supercoppa.

Il rapporto di Lega Pro con Sky si rafforza ulteriormente dopo l’avvio della trasmissione degli highlights della Serie C nel 2013 e il lancio, lo scorso anno, di Area C, approfondimento settimanale che racconta i fatti calcistici, i gol e le azioni più salienti.

“Sono orgoglioso che una realtà come Sky inizi la trasmissione in diretta dei match, è un riconoscimento chiaro e tangibile del valore del prodotto Serie C, che ha un peso in termini di tifosi e gode di un riconoscimento nel movimento calcistico italiano” dichiara Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro. “È un risultato che non giunge a caso ma è frutto di una strategia di valorizzazione adottata da Lega Pro, che oggi segna una tappa importante. Abbiamo costruito un prodotto credibile, facendoci guidare dai valori e seguendo una strategia manageriale, che oggi il mercato ci riconosce”.

In una stagione così particolare si è reso necessario rafforzare la visibilità del Campionato attraverso una nuova modalità di trasmissione delle partite che si affianca ad Eleven, a Rai e agli altri operatori della comunicazione locali: il fine è quello di valorizzare ulteriormente l’attività dei club, dei giovani calciatori che ogni turno scendono in campo e degli sponsor, e di consentire agli appassionati di usufruire di un servizio di visibilità su più larga scala”.

 

a cura di Natale Giusti

Juve Stabia, Volpicelli: Non vedo l’ora di dare il mio contributo alla squadra

Giovanni Volpicelli, centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa allo stadio “Romeo Menti”. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it

QUI INVECE LE DICHIARAZIONI DI ALLIEVI.

Queste le parole rilasciate da Giovanni Volpicelli, centrocampista della Juve Stabia:

“Sicuramente, io sapevo a cosa andavo incontro venendo qui a Castellammare, la squadra è competitiva e i ragazzi sono tutti pronti per giocare. Io ho avuto un po’ di problemi per mettermi in forma ed è giusto così.

Per quanto riguarda la condizione fisica sto bene, pur non essendo mai sceso in campo sento la considerazione del mister che chiaramente fa le sue scelte e chi ritiene più pronto in settimana e giusto che giochi.

La squadra gialloblu è un gruppo fantastico e posso assicurarvi che c’è ne sono pochi in giro così. Allievi, è un giocatore forte e una persona squisita, sempre pronto ad aiutare i più giovani.

Da parte mia non vedo l’ora di poter dare il mio contributo alla squadra”

VIDEO: SS JUVE STABIA

Juve Stabia, Allievi: Ho tanta voglia di riscatto dopo la retrocessione

Nicholas Allievi, difensore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa allo stadio “Romeo Menti”. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it

” L’assenza di Troest è pesata tanto perché è un giocatore importante e di categoria come sappiamo tutti, ciò non toglie però che chi ha giocato al suo posto ha fatto bene e ha dato il suo contributo.

Al momento le prestazioni sono state altalenanti più che altro per il risultato, credo che manchi quella crescita sotto l’aspetto mentale che penso sia anche normale al momento, ma che c’è bisogno di ottenerla in fretta.

Il mio infortunio è alle spalle dalla metà della scorsa stagione, quest’anno con il lavoro fatto durante la fase di precampionato, seppur particolare per via del covid, credo di aver raggiunto una buona forma fisica, il ginocchio risponde bene quindi c’è solo da continuare a lavorare in questo modo.

Personalmente ritengo che le mie prestazioni siano nella media, sto facendo il mio campionato. Sicuramente assieme alla squadra cercheremo di fare di più perché sono qui da quattro stagioni, ho vissuto sia momenti straordinari che momenti difficili, ne ho passate tante con questa maglia e la sento mia, mi sento un punto di riferimento e quindi cerco sempre di migliorare trasmettendo il mio senso di responsabilità anche ai miei compagni.

La scorsa retrocessione è stata molto forte e deludente, non se l’aspettava nessuno, poi per mille motivi dopo il covid non siamo riusciti a continuare il nostro cammino, quindi è una cosa che va archiviata perché questo è un nuovo anno.

Come in tutte le dinamiche di mercato ci sono voci vere e non vere, io sono contento di essere rimasto qui perché avevo voglia di riscattarmi dopo la retrocessione, parlando con la società e il direttore l’idea era la stessa e sono rimasto qui molto volentieri.

A livello personale l’obiettivo è quello di dimostrare sul campo il mio valore e di fare il massimo per questa maglia, per quanto riguarda la squadra penso che abbia grossi margini di miglioramento perché è una squadra giovane e ha avuto poco tempo per lavorare assieme”.

VIDEO: SS JUVE STABIA

Castellammare di Stabia: no didattica in presenza fino al 13 dicembre

Castellammare di Stabia: con una nota postata su Facebook, il Sindaco specifica che nonostante l’ordinanza regionale n.95, non è prevista didattica in presenza fino al 13 dicembre 2020.

Castellammare di Stabia: no didattica in presenza fino al 13 dicembre

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Il Sindaco Cimmino ha trasmesso una nota, pubblicandola sulla sua pagina Facebook ufficiale, in merito alla ripresa dell’attività didattica in presenza: sebbene ieri sia stata firmata una nuova ordinanza – la numero 95- dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca, le attività didattiche in presenza sono sospese fino al 13 dicembre 2020, come da ordinanza sindacale n. 339.

 

Di seguito il post pubblicato dal Sindaco di Castellammare di Stabia:

Ricordo a tutta la cittadinanza che nel Comune di Castellammare di Stabia tutte le attività didattiche in presenza sono sospese fino al 13 dicembre 2020, come da ordinanza sindacale n. 339.
L’ordinanza regionale n. 95 firmata ieri dal governatore della Campania Vincenzo De Luca riguardante l’attività didattica in presenza non ha effetto sul nostro territorio sino a quella data.
Ogni altra decisione verrà comunicata per tempo alla cittadinanza.
Si resta in attesa dunque delle prossime disposizioni che arriveranno.

Stéphanie Esposito Perna

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Tangenti nella sanità siciliana, l’ex manager avrebbe confessato

Avrebbe confessato il coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid, arrestato per tangenti nell’inchiesta “Sorella Sanità”.

Ci eravamo già occupati di questa vicenda di tangenti negli articoli:

<<21 Maggio 2020 Corruzione nella sanità in Sicilia: ‘Abbiamo cambiato la busta’  Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i finanzieri del locale Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di 12 soggetti, a vario titolo indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti, di cui: –  2 destinatari di custodia cautelare in carcere: Fabio DAMIANI (cl. 65 di Palermo – attuale Direttore generale dell’ASP 9 di Trapani) e Salvatore MANGANARO (cl. 76 originario di Agrigento – faccendiere di riferimento per il DAMIANI) …>>

e <<”23 Maggio 2020 Il Presidente dell’Ars: non ho nulla a che vedere con lo scaldalo sanità in Sicilia” Il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciché e il più alto esponente di Forza Italia in Sicilia, in una pubblica telefonata esprime tutto il suo rammarico per essere stato chiamato in causa da certa Informazione in merito al recente scandalo sanità nel quale la Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 12 persone e una ventina sono indagate, tra cui Carmelo Pullara, vicepresidente della Commissione sanità all’Ars …>>.

Adesso avrebbe confessato Fabio Damiani, ex manager dell’Asp di Trapani e responsabile della Centrale unica di committenza della Regione siciliana, detenuto dallo scorso maggio insieme ad altri dieci arrestati fra cui anche Antonio Candela, ex commissario dell’Asp di Palermo e che al momento del blitz era coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid.

Le sue confessioni rilasciate al Procuratore aggiunto Sergio Demontis e ai Sostituti Giovanni Antoci e Giacomo Brandini, sarebbero datate 20 e 26 novembre scorsi. Resta da capire, ma è ancora non è dato conoscere, se l’ex manager abbia anche iniziato a fare emergere altre responsabilità oltre alle sue. I Magistrati hanno ormai messo a verbale le sue confessioni che potrebbero innescare un nuovo terremoto sulla Sanità siciliana.

Esiterebbero infatti due fascicoli aperti presso la Procura della Repubblica di Palermo. Il primo sarebbe già prossimo alla fase processuale visto che Damiani, così come gli altri imputati, dopo la richiesta di giudizio immediato, ha scelto di essere processato con in rito abbreviato. Il secondo potrebbe riservare altre novità giudiziarie, in particolare su appalti anche grandi nei quali, la corruzione pubblico-politica, come sempre, l’avrebbe fatto da padrone in Sicilia

Damiani sarebbe processato per i favori resi alle imprese Tecnologie Sanitarie, Siram e Pfe da cui, dopo il suo arresto, aveva ammesso di avere ricevuto 37 mila euro, minimizzando però il suo ruolo e le cifre delle tangenti incassate. Ora invece ha ammesso tutte le contestazioni. Avrebbe anche ammesso Salvatore Manganaro, l’imprenditore agrigentino che di Damiani era stato per anni un suo “mazzettaro” da circa 300 mila a un milione di euro, in questo annoso giro di tangenti nella Sanità siciliana, tanto che i Pubblici Ministeri starebbero investigando sull’ultimo intero decennio. Anche Damiani ha in corso il patteggiamento della pena condizionata tuttavia alla richiesta della Procura affinché prima restituisca le predette somme all’Erario.

L’opinione.

Domani, 9 dicembre 2020 è “LA GIORNATA INTERNAZIONALE ANTICORRUZIONE”. Piacerebbe ogni tanto apprendere, ma concretamente, come se ne esce da questa imperante corruzione nel sistema pubblico-politico e privato ? E non invece leggere o sentire le incancrenite retoriche e divagazioni da passerella, congressi, propaganda e media. La CORRUZIONE negli ultimi anni si è, di tutta evidenza e notorietà, diffusa ovunque, con mazzette anche di poche decine di euro, prassi ormai pressoché endemica nelle pubbliche periferie, diversamente e di solito, le pratiche e similari si fermano. Dai grandi annosi untori dei “piani alti” dello Stato, Istituzioni, Giustizia, Burocrazia, Ordini Professionali, Sindacati, Associazioni di Categoria e Imprenditoriali, la CORRUZIONE in modo risaputo – e a detta di molti anche tramite un associativismo anche blasonato che spesso si rivela essere delle mistificate “consorterie” – ha intossicato gradualmente la cosiddetta società, civile e popolana. E chi non è corruttore o concussore, tace e diviene, anzi deve diventare, OMERTOSO, se vuole ancora lavorare, addirittura vivere e non subire anche ritorsioni trasversali di ogni genere, pure verso la propria famiglia. La cultura mafiosa ha palesemente vinto nella Nazione e sull’Isola, poiché nel tempo ha inoculato dentro le menti delle generazioni, anche quelle nuove, i propri metodi assoggettanti e che sono stati pure, in modo lampante, legalizzati nei decenni con norme ingannevoli da trasversali interiormente ipocriti Governi, Maggioranze Parlamentari e compiacenti Opposizioni.

Adduso Sebastiano

Il video dell’articolo del <<21 Maggio 2020 Corruzione nella sanità in Sicilia: ‘Abbiamo cambiato la busta’>>:

Castellammare, falò di buonsenso dei cittadini che amano la loro città

Castellammare, il falò di buonsenso dei cittadini che amano la loro città è l’esposizione di piccole luci sui balconi. Perché la luce è luce in ogni sua forma.

Castellammare, falò di buonsenso dei cittadini che amano la loro città

Castellammare, città delle acque e delle tradizioni. Sulle acque, forse, i cittadini si sono rassegnati: è da anni sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versano le un tempo rigeneranti acque termali. Poi la chiusura della produzione di Acqua Acetosella, con la necessità di abituare generazioni di stabiesi ad assumere i sali minerali di acque commerciali. I nostalgici raccolgono ancora Acqua della Madonna: forse l’ultimo filo sottile che lega Stabia alle sue sorgenti. Ma le tradizioni, per definizione, sono dure a morire. E nell’orgoglio stabiese anche un po’ in più.

La notte tra il 7 e l’8 dicembre, Castellammare illumina quartieri e arenile con le luci dei falò, rinominati fuocaracchi, in onore dell’Immacolata e in ricordo dei naviganti che, in balia di una tempesta, raggiunsero la riva seguendo la luce dei fuochi accesi sulla costa. È una tradizione che si accompagna a quella di Fratiell e Surell, che accompagna i fedeli ogni notte, dal 25 novembre al 7 dicembre, nel conteggio delle stelle che precedono il giorno dell’Immacolata.

La luce: quella dei falò, che la notte scorsa non c’è stata; quella delle luminarie, da un lato richieste, dall’altro contestate al sindaco, che hanno comunque trovato collocazione presso i luoghi simbolo della città (Cassarmonica, Villa Comunale) e nei quartieri (nella forma di “semplice simbolo”) come annunciato il 18 novembre da Cimmino, dopo le pressioni partite dalla petizione lanciata dalla CPS – Comunità Promozione e Sviluppo che richiedeva il cambio di destinazione dei fondi per le luminarie. Perché le tradizioni sono la modalità per l’affermazione di appartenenza ad un gruppo e, in quest’anno che ci ha forzati a riconsiderare le pratiche sociali ed individuali attraverso la gestione dell’emergenza, sarebbe stato utile instaurare una tradizione, magari: la devoluzione totale dei fondi destinati alle luminarie alle famiglie in difficoltà.

Perché le tradizioni sono semi che i nostri antenati hanno piantato per noi. Ma ciò non toglie che anche noi saremo gli antenati di qualcuno.

Invece le luminarie sono state comunque installate, solo una parte del budget è stato destinato alla beneficenza, e Castellammare si trova a vivere le sue tradizioni a metà, senza averne instaurata nessuna. Fratiell e Surell è stato proposto sui canali social del sindaco attraverso la pre-registrazione delle voci dei devoti, ma qualcuno (almeno al rione Spiaggia) ha sentito le voci vere risuonare, all’alba e da lontano.

Che le luci in Cassarmonica non abbiano soddisfatto il perseguimento della tradizione dell’Immacolata è chiaro: gli stabiesi hanno acceso luci sui balconi per richiamare non le tanto discusse e poco utili luminarie di cui il sindaco ha asserito l’indispensabile natura, ma ancora una volta quel senso di appartenenza tra gli stabiesi di oggi e quelli di ieri, che ci hanno consegnato il fuoco come simbolo della città.

Non solo acqua, ma anche fuoco è Castellammare: aiuto a chi è in difficoltà, guida, riparo e rifugio.

Nel 2018 la tradizione dei fuocaracchi approdò alla ribalta nazionale per lo striscione e il manichino richiamanti i pentiti al rione Savorito. Al tempo, si trattava di falò abusivi impilati nei quartieri: pericolosi e banditi dal comune, che negli anni ha organizzato la costruzione delle pire esclusivamente sull’arenile. E questo in barba al mal tempo, all’umidità del legno preparato ore prima.

I falò erano banditi anche allora, ma questo non ha impedito che fossero costruiti comunque. Anche lo scorso anno ci furono difficoltà per l’accensione dei falò, ma ciò non ha impedito il perseguimento della tradizione.

Tuttavia, quest’anno i fuocaracchi non sono stati accesi. Forse come segno di rigidità alle norme anti-covid. La ferma scrupolosità del sindaco e il maltempo hanno sancito l’impossibilità di accendere anche una sola pira, magari sull’arenile, da pochi addetti che il Comune avrebbe potuto designare. Forse, sarebbe stato quello il simbolo, e con il presidio delle forze dell’ordine nessun assembramento sarebbe stato permesso.

Anche quest’anno, in condizioni di normalità, il maltempo avrebbe messo a dura prova l’accensione dei fuochi. Ma le tradizioni sono fatte anche per essere riconvertite: una piccola luce esposta sui balconi e la riscrittura di una nuova forma di tradizione e di rispetto: il buio, che ieri notte ha attirato gli sguardi di chi ha potuto sbirciare oltre l’arenile.

Sarà il segno, forse, del fatto che non è necessario abbandonare le tradizioni per iniziare a praticare il buonsenso.

Lorenza Sabatino

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Castellammare, falò di buonsenso dei cittadini che amano la loro città
Villa Comunale deserta nella notte dell’8 dicembre (ore 00.20)