Al Diego Armando Maradona finisce 1-1 la sfida tra Napoli e Real Sociedad. Gli azzurri volano ai sedicesimi di Europa League
Rileggi il live della sfida
live
91′ Gol della Real Sociedad: su un cross da sinistra, Willim Josè in area calcia col destro, batte Ospina e trova il gol dell’1-1
Cinque minuti di recupero
? Ultimo cambio di Gattuso: Ghoulam prende il posto di Mario Rui
80’Partita sterile: nessuna occasione né da una parte né dall’altra
?Quarta sostituzione del Napoli: esce l’autore del gol Zielinski; Elmas prende il suo posto
?Nuovi cambi per la Real Sociedad: fuori Le Normand e Nacho Monreal, dentro Isak e Munoz
?Sono ben tre i cambi di Gattuso: Lozano,Mertens e Bakayoko lasciano posto a Politano, Petagna e Demme
60′ Grossa occasione per il Napoli: Mertens in posizione defilata da sinistra mette in mezzo dove Lozano manca l’appuntamento gol
?Secondo cambio degli ospiti: Portu lascia spazio a Barrenetxea
47′ Primo squillo della ripresa della Real Sociedad: punizione di Januzaj, stacca di testa Merlino che trova l’ottima risposta di Ospina
? Primo cambio per la Real: fuori Zaldua, dentro Gorosabel
46′ Inizia il secondo tempo!
Termina il primo tempo al Diego Armando Maradona, Napoli in vantaggio 1-0
Un minuto di recupero
34′ GOOOOOOOLLLLLL DEL NAPOLIII!! Sempre e solo Piotr Zielinski. Cross di Mertens intercettato, palla che arriva al limite dell’area per Zielinski che stoppa e di destro realizza uno splendido gol che porta avanti il Napoli: 1-0!
33′ Ancora Real Sociedad: Merino riconquista palla a centrocampo e al limite dell’aria calcia di sinistro ma il pallone termina alto
18′ Ghiottissima chance sprecata dalla Real Sociedad: erroraccio di Maksimovic che si lascia anticipare da William Josè. Il brasiliano accelera, arriva sul fondo, mette la palla rasoterra dove Portu a porta vuota si divora il gol del vantaggio
11′ Primo squillo della Real Sociedad: Portu all’interno dell’area di rigore appoggia per William Josè che trova la risposta di Ospina
1’ Inizia Napoli-Real Sociedad
Signori e signori, lettori di Vivicentro.it, benvenuti alla live testuale della sfida tra Napoli e Real Sociedad, valida per la sesta e ultima giornata della fase a gironi di Uefa Europa League. Azzurri con due risultati su tre per passare il turno. Ultimi preparativi all’ormai nuovo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, prima del calcio di inizio fissato alle ore 18.55. Segui la partita insieme a noi.
FORMAZIONI UFFICIALI
NAPOLI (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Ruiz, Bakayoko; Lozano, Zielinski, Insigne; Mertens
REAL SOCIEDAD (4-4-2): Remiro; Zaldua, Zubeldia, Le Normand, Monreal; Portu, Guevara, Merino, Zubimendi; Januzaj, Willian José
Sesto impegno di coppa per la squadra di Gattuso che alle 18.55 scenderà in campo contro gli spagnoli della Real Sociedad.
Dal 2 al 12 gennaio il rinnovo per il Consiglio Direttivo della Lnd Campania
Nella nostra regione non è stata ancora decisa la data ma si voterà dal 2 al 12 gennaio, per il rinnovo del Consiglio Direttivo della Lnd Campania. La governance uscita dall’Assemblea di giugno 2019 governerà fino ai primi di gennaio 2021 e poi ci sarà il voto che probabilmente vedrà contrapposto l’attuale presidente Zigarelli ad un nutrito gruppo di dirigenti sportivi che ufficializzeranno nei prossimi giorni i nome del candidato presidente.
Il Consiglio di Presidenza attuale (Zigarelli e i vice presidenti Grisi e Tambaro) sono stati eletti il 10 giugno 2019 a seguito del commissariamento dovuto alle dimissioni del presidente Gagliano dopo i fatti accaduti nella famosa assemblea del settembre 2018, fatti ancora avvolti dalle polemiche in quanto il tribunale ha sancito che non ci fu alcuna aggressione a Tambaro, prosciogliendo Gagliano che a conti fatti ha sempre mal digerito quelle dimissioni in una battaglia legale ancora tutto aperta.
La questione è rimasta nel dimenticatoio perchè pochi mesi dopo è arrivata la maledetta pandemia del Coranavirus che ha bloccato un mondo intero e quindi anche il calcio dilettantistico. Le vicende politiche del nostro calcio sono da anni movimentate, e dall’aprile 2016 che il calcio campano non trova pace. Prima il commissariamento dell’attuale presidente LND Sibilia durato sino al dicembre 2017, poi la governance Gagliano sino a settembre 2018, successivamente il nuovo commissariamento di Barbiero dal dicembre 2018 a giugno 2019 e poi la presidenza Zigarelli, coadiuvato da Grisi e Tambaro.
Il calcio giocato è fermo dalla fine di febbraio scorso, salvo poi la falsa partenza avvenuta a settembre e lo stop definitivo di ottobre. Si era promesso di ripartire in totale sicurezza ma questo termine si è rilevato un effetto a boomerang in quanto il calcio dilettantistico è di fatto confinato alle decisioni del Governo e dei vari DPCM che hanno scandito il ritmo del movimento. Con il nuovo DPCM il calcio minore e giovanile resterà fermo fino al 15 gennaio con la possibile ripresa non prima dell’inizio di febbraio. Quello campano è il secondo Comitato d’Italia e deve essere guidato in modo duraturo da persone esperte e competenti in modo da dare una scossa a tutto il sistema calcio. Nei prossimi giorni si saprà se Zigarelli sarà candidato unico, oppure avrà uno sfidante. Al termine di questa votazione, si deciderà chi dovrà far ripartire il calcio campano dopo la pandemia causata dal coronavirus.
Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, è intervenuto a pochi minuti dall’inizio della partita con la Real Sociedad ai microfoni Sky: “Ricordo di Paolo Rossi? Nell’82 vidi la partita col Brasile con mio zio e mio padre a Viareggio, furono momenti straordinari. Ero un bimbo, sognavo di diventare un calciatore. Per me è stato un punto di riferimento, persona straordinaria e grande calciatore”.
La prima al ‘Maradona’ con una grande responsabilità. “La responsabilità è quella che tutti noi cerchiamo, per fare sempre bene. Il fatto di essere qui, all’interno dello stadio Diego Armando Maradona, è un grande onore. E’ una partita difficile, ma proveremo a fare il massimo e onorare il suo nome”.
La forte esplosione si è verificata alle 5,30 circa nel quartiere di San Giovanni Galermo a Catania. Una bombola di gas nei rifiuti.
La squadra del Distaccamento Nord del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania è intervenuta poco dopo le 5,30 di questa mattina in via Don Giovanni Minzoni a Catania per uno scoppio verificatosi durante una manovra di un compattatore dell’azienda per la raccolta rifiuti del Comune di Catania.
Il boato ha fatto saltare dai letti i residenti. L’esplosione è avvenuta mentre si stava svolgendo la raccolta dei rifiuti da parte dei netturbini. In uno dei cassonetti della nettezza urbana è stata abbandonata una bombola del gas e una volta che il contenuto è finito nell’autocompattatore per essere triturato, la pressione ha fatto da miccia scatenato il violento scoppio.
Tre dipendenti della Dusty sono rimasti feriti, fortunatamente pare non in maniera grave. L’autista è svenuto ed è stato trasportato al Policlinico dove ora è ricoverato e sotto osservazione. Gli altri due operatori della squadra invece sono stati medicati sul posto dai sanitari arrivati dopo l’allarme.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, il personale del 118 e la Polizia scientifica.
“Auguro una pronta guarigione ai tre dipendenti della Dusty – ha commentato l’assessore comunale all’ecologia Fabio Cantarella – spero che sia fatta piena luce su quanto accaduto. A tal proposito lancio un appello: se qualcuno ha visto qualcosa segnali alle autorità competenti che stanno indagando. Questa esplosione rileva ancora una volta il problema del conferimento di rifiuti pericolosi nei luoghi non autorizzati. Un fenomeno che come abbiamo visto mette in pericolo la vita di chi lavora per mantenere Catania pulita”.
Sono ben sedici le gare di campionato disputate dai lucani a Castellammare.
L’unica vittoria dei leoni rossoblù risale a quasi sessanta anni fa
Stabia e Potenza si sono incontrate in campionato a Castellammare due volte ed in entrambe le gare l’intera posta in palio è andata ai gialloblù, questi i dettagli:
1937 / 1938 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ E ‘
1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘
8° giornata d’andata: STABIA – POTENZA 4 – 3.
Juve Stabia e Potenza, in campionato si sono affrontate quattordici volte a Castellammare, sono nove le vittorie dei gialloblù, quattro i pareggi e una solo vittoria per i rossoblù, questi i dettagli:
– 1959 / 1960 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ F ‘
15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – POTENZA 2 – 1 Antonio GIGLIO COBUZIO (JS) e MANCUSO (JS).
– 1960 / 1961 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ F ‘
19 febbraio 1961 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – POTENZA 1 – 2Antonio DIOGENE (JS), Rosito (P) e Camozzi (P).
1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘
15 aprile 1973 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – POTENZA 3 – 1 Cavazza (P), doppietta di Carlo MOROSINI (JS) e Flaminio DE BIASE (JS).
1974 / 1975 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘
19 gennaio 1975 – 17° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 0 – 0 (arbitro Vinci di Messina).
1976 / 1977 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ H ‘
19 gennaio 1975 – 17° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 2 – 2Renato CESARI (JS) su rigore e Sergio BARADELLO (JS).
– 1979 / 1980 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘
2 dicembre 1979 – 10° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 2 – 1Antonio FALANGA (JS) e Pier Luigi BUSATTA (JS).
– 1980 / 1981 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘
8 marzo 1981 – 6° giornata di ritorno: JUVE STABIA – POTENZA 1 – 0 Procolo IANCARELLI.
– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘
31 maggio 1992 – 16° giornata di ritorno: JUVE STABIA – POTENZA 0 – 0.
– 1993 / 1994 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘
5 dicembre 1993 – 13° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 4 – 1 (arbitro Mauro Daneluzzi di Latisana) Gennaro PIZZO (JS), doppietta di Gaetano MUSELLA (JS), Baglieri (P) e Giorgio LUNERTI (JS) (foto).
– 2003 / 2004 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘
5 dicembre 1993 – 9° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 5 – 0 (arbitro Mauro Daneluzzi di Latisana) Giovanni BARATTO, doppietta di Salvatore SIBILLI e di Luigi CASTALDO.
– 2004 / 2005 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘
14 novembre 2004 – 10° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 1 – 0 (arbitro Luca Ciancaleoni di Foligno) Luigi CASTALDO.
– 2007 / 2008 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘
16 settembre 2007 – 4° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 1 – 1 (arbitro Gianpaolo Calvarese di Teramo) Vianello (P) e Paolo FUSCO (JS).
– 2008 / 2009 – Campionato Nazionale di Lega Pro Prima Divisione girone ‘ B ‘
16 settembre 2007 – 4° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 0 – 0 (arbitro Gaetano Zonno di Bari).
– 2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Lega Pro Prima Divisione girone ‘ B ‘
25 settembre 2018 – 3° giornata d’andata: JUVE STABIA – POTENZA 4 – 0 (arbitro Daniele Rutella di Enna) Fabrizio MELARA, Massimiliano CARLINI (foto), Nicholas ALLIEVI e Badr EL OUAZNI.
Durante un servizio antidroga, i CC di Altofonte (PA) hanno arrestato un 20enne palermitano per coltivazione, spaccio e furto di elettricità.
I Carabinieri di Altofonte, comune in provincia di Palermo, durante un servizio antidroga nella giornata di ieri, hanno tratto in arresto per il reato di coltivazione, detenzione ai fini di spaccio e furto aggravato G.em. 20enne palermitano, incensurato.
Altofonte, arrestato incensurato con serra indoor e luce a sbafo.
Al termine di un prolungato servizio di osservazione, i militari hanno notato il giovane introdursi in un edificio abbandonato all’interno della quale aveva allestito una serra per la coltivazione “indoor” di cannabis indica, rinvenendo 400 piante già in fase di fioritura.
La serra era munita di materiale fertilizzante, lampade alogene, ventilatori, impianti di riscaldamento, il tutto allacciato abusivamente alla rete elettrica, così come confermato da una squadra di tecnici verificatori ENEL intervenuti sul posto.
La casa, nonché il materiale utilizzato per realizzare la serra, sono stati sottoposti a sequestro; lo stupefacente è stato trasmesso L.A.S.S. del Reparto Operativo di Palermo per le analisi di prassi.
I Carabinieri di Altofonte, comune in provincia di Palermo, durante un servizio antidroga nella giornata di ieri, hanno tratto in arresto per il reato di coltivazione, detenzione ai fini di spaccio e furto aggravato G.em. 20enne palermitano, incensurato. Altofonte, arrestato incensurato con serra indoor e luce a sbafo.Al termine di un prolungato servizio di osservazione, i militari hanno notato il giovane introdursi in un edificio abbandonato all’interno della quale aveva allestito una serra per la coltivazione “indoor” di cannabis indica, rinvenendo 400 piante già in fase di fioritura. La serra era munita di materiale fertilizzante, lampade alogene, ventilatori, impianti di riscaldamento, il tutto allacciato abusivamente alla rete elettrica, così come confermato da una squadra di tecnici verificatori ENEL intervenuti sul posto.
Campania, continua l’allerta meteo: l’avviso della Protezione Civile prorogato per altre 24 ore. previsti forti temporali e raffiche di vento
La Protezione civile dellaRegione Campania ha prorogato a partire dalla mezzanotte e fino alle 23.59 di domani l’allerta meteo di colore Arancione sulla Piana del Sele e il Cilento (zone 6 e 8 della Campania) e di colore Giallo sulle zone 1,3,5,7 (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Zona 5: Tusciano e Alto Sele; Zona 7: Tanagro).
Si prevedono ancora precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale e raffiche di vento.
Anche in assenza di precipitazioni, per effetto della saturazione dei suoli, si segnalano possibili fenomeni di dissesto idrogeologico: instabilità di versante, localmente anche profonda, frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango; ruscellamenti superficiali, anche con trasporto di materiale, possibili voragini per fenomeni di erosione; allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; scorrimento superficiale delle acque nelle strade e possibili fenomeni di rigurgito delle acque piovane con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; fenomeni franosi e possibili cadute massi per condizioni idrogeologiche fragili.
La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di porre in essere o mantenere attive tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, sia in ordine ai fenomeni connessi alle precipitazioni piovose e quindi al dissesto idrogeologico che alle conseguenze dei venti e del moto ondoso.
“Paolo Rossi era un ragazzo come noi…”. Il calcio italiano piange Pablito, eroe del Mundial ’82 in Spagna e decisivo con sei reti realizzate in quella competizione
Paolo Rossi era un ragazzo come noi… Il calcio italiano piange Pablito
“Paolo Rossi era un ragazzo come noi..” recita una famosissima canzone del cantautore Antonello Venditti. Mai frase fu più appropriata per descrivere la figura di Paolo Rossi, deceduto stanotte dopo una lunga battaglia col cancro. Rossi, fin dai tempi delle giovanili della Juventus, aveva un fisico gracile e molto lontano dagli stereotipi dei calciatori attuali. Un fisico gracile, smunto, che ha dovuto pagare anche dazio nel corso della carriera ad una serie di infortuni più o meno gravi per un calciatore come l’asportazione di tutti i menischi delle due ginocchia martoriate dai calci degli avversari.
Nonostante un fisico non eccelso, Rossi diventerà uno dei calciatori più importanti della storia non solo del calcio italiano ma anche a livello mondiale. Il suo istinto da rapinatore dell’area di rigore e la sua vena da grande bomber entreranno nelle case di tutti gli italiani nei due Mondiali, 1978 e 1982, soprattutto il secondo, in cui porterà la nazionale italiana sul tetto del mondo.
Paolo Rossi nasce a Prato il 23 settembre del 1956. Si forma nelle giovanili della Juventus ma la società bianconera inizialmente non crede affatto in lui e si trasferisce al Lanerossi Vicenza dove esplode fino a diventare capocannoniere del campionato di Serie A. Al Vicenza Rossi subisce la svolta della sua carriera diventando centravanti da ala destra che era in precedenza. E i frutti si vedono immediatamente al Mondiale di Argentina 1978 dove Paolo, a sorpresa, è uno dei grandi protagonisti.
Nel 1979 il grande rifiuto al passaggio al Napoli quando le due società, Vicenza e Napoli, erano praticamente d’accordo su tutto ma Pablito non se la sentiva, ancora molto giovane, a sopportare le pressioni che una grande piazza come Napoli avrebbe inevitabilmente comportato.
Nell’estate del 1979 il passaggio al Perugia. Anni difficili quelli per Paolo Rossi caratterizzati dalla squalifica per essere stato coinvolto nello scandalo calcio scommesse. Un peccato di ingenuità per Paolo Rossi che caratterizzerà in negativo la sua carriera ma dal quale si riscatterà alla grande sul campo.
Due anni dopo Rossi torna alla Juve e fa in tempo a giocare qualche gara prima di prepararsi al Mondiale in Spagna che lo consacrerà a livello Mondiale. Nella prima fase nel girone a quattro con Polonia, Camerun e Perù, Rossi risente molto dei due anni di inattività e sembra un fantasma in campo.
Ma poi nel secondo turno si scatena e diventa decisivo, scrivendo la storia della nazionale italiana in quel Mondiale. Tre gol al Brasile, poi una doppietta alla Polonia in semifinale e un’altra rete fondamentale da rapinatore dell’area di rigore contro la Germania, schiudono le porte alla conquista della terza Coppa del Mondo per la nazionale italiana, allenata da Enzo Bearzot.
Pablito si scatena in quel Mondiale entrando nelle case degli italiani e tenendo attaccati al video milioni e milioni di persone. Come il 2 luglio del 1982 alle 17:15 allo stadio Sarria di Barcellona. Avversario il Brasile di Zico e Socrates a cui basterebbe un punto per eliminare l’Italia e accedere in semifinale. Ma Rossi manda a casa i brasiliani con una tripletta storica narrata agli italiani dal compianto Nando Martellini, telecronista dell’epoca. Rossi gioca quella che lui stesso ha definito la “partita della vita” e si consacra come il calciatore più forte del Mondiale spagnolo. Ripetendosi poi con la Polonia in semifinale (doppietta) e la Germania in finale (primo gol).
Dopo il Mundial spagnolo, Juventus, Milan e Verona saranno le tre squadre in cui giocherà negli ultimi anni della sua sfolgorante e rapida carriera. Anche a causa dei tanti interventi alle ginocchia, Paolo Rossi lascerà il calcio a 30 anni, abbastanza presto per un calciatore, e si dedicherà alla carriera di commentatore televisivo.
Il calcio italiano piange probabilmente il suo elemento più decisivo, oltre che uno dei più forti da un punto vista squisitamente tecnico. Se infatti le vittorie ai Mondiali del 1934, del 1938 ed anche nel 2006, erano state l’espressione della forza di un collettivo, la vittoria del 1982 in Spagna, con le sei reti realizzate che gli valsero quell’anno anche il Pallone d’Oro, arriva principalmente grazie al Pablito nazionale.
Ancora oggi Paolo Rossi insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene il record italiano di marcature nei Mondiali a quota 9 gol, ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’Oro.
La sua scomparsa avvenuta stanotte lascia un vuoto incolmabile nel calcio italiano. Al pari di quanto avvenuto con la morte di Maradona lo scorso 25 novembre, anche in questo caso ci resterà il ricordo indelebile delle pagine di storia del calcio che Pablito ha scritto diventando una vera e propria icona del calcio degli anni ’80.
“Paolo Rossi era un ragazzo come noi…” che poi si è fatto campione per farci vivere emozioni che resteranno per sempre scolpite nella nostra mente. Ciao Pablito…… Gli appassionati di calcio di tutto il mondo sicuramente non ti dimenticheranno mai!!
Nella norma approvata dall’Ars c’è un’apertura a nuove licenze in riva al mare anche in assenza di piani d’uso del demanio marittimo.
Via libera dell’Ars alla legge sul demanio marittimo. La legge concede tempo fino alla fine dell’anno per chiedere la proroga automatica delle concessioni. Nella norma arriva anche un’apertura alla possibilità di nuove licenze in riva al mare, anche in assenza di piani d’uso del demanio marittimo: la regola, che porta le opposizioni ad andare all’attacco, prevede che i privati possano chiedere nuove concessioni di sei anni.
Pd e Movimento 5 Stelle hanno provato a fare fronte comune contro la proposta. In aula è spuntata anche l’ipotesi che almeno il 60 per cento delle spiagge libere resti tale.
Ma il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha dichiarato inammissibile la proposta di Cracolici e Dipasquale.
“Sappiamo bene che le attività legate ai lidi balneari rappresentano un importante volano per l’economia locale – hanno dichiarato nel loro intervento, Antonello Cracolici e Nello Dipasquale, entrambi del PD – ma concedere nuove concessioni in aggiunta a quelle già esistenti, destinate ad occupare quella che fino ad oggi è stata ‘spiaggia libera’, significa togliere il diritto ai siciliani ed ai turisti che ‘non pagano un biglietto’ di poter godere del nostro mare”.
Contrari anche i grillini, guidati in Aula su questo tema da Gianina Ciancio “Oggi l’aula ha dato il colpo di grazia al sistema di regole che governavano il rilascio delle concessioni demaniali marittime. L’assessore Toto Cordaro ha deciso che le concessioni rilasciate dopo il 2005 non debbano più adeguarsi ai Pudm, un follia che rischia di creare nel settore il far west più assoluto in mancanza di regole e paletti precisi. Non potevamo avallare queste folle decisione”.
Di versione diversa la Maggioranza.
“Approvata all’Ars, su proposta del Governo della Regione, un’ottima legge sul “Riordino del Demanio Marittimo”: la certezza del diritto costituisce il presupposto fondamentale per garantire l’occupazione, favorire nuovi investimenti nel settore, regolamentare le nuove concessioni demaniali” ha scritto su Facebook l’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro.
“Sempre vicini ai lavoratori del comparto demaniale. Oggi l’Aula ha approvato un’ulteriore proroga alle concessioni demaniali, accogliendo le richieste provenienti dal settore – ha commenta Giusi Savarino, presidente della IV commissione legislativa Ars.
Per Stefano Pellegrino (FI), componente della commissione Ambiente “La riforma delle procedure di semplificazione delle concessioni demaniali rappresenta un ulteriore obiettivo raggiunto dal governo Musumeci anche grazie all’istruzione del disegno di legge nella commissione, presieduta da Giusy Savarino. La norma prevede tra l’altro che la trasmissione della documentazione necessaria ad ottenere la proroga delle concessioni demaniali marittime sia estesa fino al 31/12/20 poiché è risultato che circa un terzo degli esercenti balneari, per motivi legati alla pandemia, non è riuscito ad inoltrare tutta la documentazione richiesta”.
Salerno, decessi anomali in una casa di cura: primario e chirurgo sotto indagine. Borrelli (Europa Verde): “Se le accuse vengono confermate chiediamo pene severe e radiazione dall’Albo”
Nella giornata di ieri, il Gip di Salernoha emesso un’ordinanza nei confronti de primario del Reparto di Unità funzionale di Chirurgia generale e Chirurgia oncologica presso la “Casa di cura Tortorella” e di un medico chirurgo impegnato nello stesso reparto.
L’accusa è di aver effettuato interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza o totalmente inutili su pazienti oncologici che avrebbero causato un anomalo incremento di decessi all’interno della casa di cura.
Il primario è agli arresti domiciliari mentre l’altro chirurgo è stato sospeso dall’esercizio dell’ufficio di medico e della sospensione dall’esercizio della professione presso qualsiasi struttura sanitaria pubblica o convenzionata.
“Chiediamo alla Procura di indagare a fondo perché se le accuse fossero confermate ci sarebbe stata imperizia nella fase esecutiva e totale negligenza nella gestione della fase post operatoria oltre che una truffa.” ha commentato il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.
“Non possiamo credere che un medico possa arrivare a tanto pur di fare soldi. Se tali accuse fossero confermate allora chiediamo per i due medici il massimo della pena e la radiazione dall’albo.”
La Polizia di Stato di Messina durante un controllo del territorio ha denunciato il 62enne che camminava armato sulla pubblica via.
La Polizia di Stato di Messina, durante un controllo del territorio, ha rintracciato un pluripregiudicato di sessantadue anni che era stato segnalato andare in giro con sotto braccio una carabina, come anche confermato dai sistemi di video sorveglianza.
È stato rintracciato dai poliziotti delle Volanti impegnati nel controllo del territorio.
R.C., messinese, 62 anni, pluripregiudicato, non aveva con sé l’arma quando è stato raggiunto.
Le segnalazioni pervenute in sala operativa descrivevano un uomo dall’apparente età di circa sessanta anni parcheggiare un’auto e aggirarsi armato nei pressi di via Catania.
Grazie alle verifiche effettuate sull’auto indicata, gli agenti sono risaliti all’identità dell’uomo descritto che però, interrogato, nulla ha raccontato circa la carabina.
Denunciato pluripregiudicato che andava in strada con una carabina sotto braccio.
Ulteriori controlli sui sistemi di video sorveglianza hanno invece confermato che a tenere sotto braccio la carabina sulla pubblica via era proprio lui e la carabina ad aria compressa immortalata, con tanto di piombino già camerato, era proprio quella rinvenuta poco distante, abbandonata accanto al marciapiede e nascosta da un’autovettura in sosta.
L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per possesso di armi o oggetti atti ad offendere.
La Polizia di Stato di Messina, durante un controllo del territorio, ha rintracciato un pluripregiudicato di sessantadue anni che era stato segnalato andare in giro con sotto braccio una carabina, come anche confermato dai sistemi di video sorveglianza.
F1: la stagione si chiude come sempre a Yas Marina. Con la testa al 2021, ma anche la voglia di chiudere l’anno in bellezza: nella speranza di vedere un Russell 2.0 e capire se Perez alla fine firmerà o meno per la Red Bull
F1, GP Abu Dhabi: gli appuntamenti dell’ultima gara della stagione
Pronti per l’ultimo semaforo verde della stagione! La Formula Uno come sempre chiude la season 2020 ad Abu Dhabi. Una stagione breve ma pazza, caratterizzata dal solito dominio Mercedes.
Chiudere in bellezza
Nonostante la testa sia già alla stagione 2021, che dovrebbe partire a marzo in Australia, la gara a Yas Marina si preannuncia comunque ricca di spunti. C’è innanzitutto intenzione di capire se potrà tornare sulla sua freccia d’argento Lewis Hamilton, risultato un po’ di tempo fa positivo al Covid 19. Se non venisse concesso il via libera al sette volte campione del mondo, così come a Sakhir, ci sarà Russell a sostituirlo. Ed è forse un po’ quello che tutti noi vorremmo vedere: la gara domenica scorsa dell’inglese è stata ottima, ma ricca di sfortuna con la foratura che non gli permesso di salire sul podio e perché no di tentare l’attacco a Sergio Perez vincitore poi del GP del Sakhir. Capitolo Ferrari invece: Mattia Binotto nella giornata di oggi è rientrato in Italia per motivi di salute, non legati al Covid. Senza il suo team principal la Rossa ha però intenzione di chiudere l’anno in bellezza, dopo una stagione che tutto è stata tranne che bella. Sarà l’ultima di Sebastian Vettel che andrà poi a prendere il posto di Perez in Racing Point(Aston Martin l’anno prossimo) lasciando a sua volta spazio a Carlos Sainz che farà coppia con Charles Leclerc. Un’ultima gara che comunque sarà bellissima perché, Monza e Sakhir ne sono la prova, ogni gara ha una propria storia da raccontare.
Giornata Mondiale Diritti Umani. Zampa: “Tornare alle radici dei diritti inalienabili della persona a cominciare dal diritto alla salute”.
Giornata Mondiale Diritti Umani, “tornare alle radici dei diritti”
Istituita per ricordare la storica data della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani- era il 10 dicembre 1948-, ricorre oggi la Giornata mondiale dei diritti umani.
“A 72 anni di distanza dal quel giorno importantissimo per l’umanità, abbiamo bisogno oggi più che mai di tornare alle radici dei diritti inalienabili della persona a cominciare dal diritto alla salute. Proprio in questo tempo così ferito dalla pandemia che ci ha mostrato quanto sia imprescindibile garantire l’accesso universale alle cure, abbiamo il dovere di sostenere e difendere il nostro Servizio sanitario nazionale, presidio e tutela della salute di tutti, nessuno escluso”.
È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.
“La nostra battaglia per un pieno riconoscimento dei diritti e, in particolare, del diritto alla salute, non deve cessare fino a quando l’accesso alle cure non sarà garantito a livello globale, a cominciare da quello alla vaccinazione antiCovid” – conclude Zampa.
La redazione incontra Giuseppe Caruso e Michele Buscè per fare davvero la conoscenza del fiume Sarno e ideare modalità per tentare di salvarlo.
Fiume Sarno: se ne senti parlare, in realtà non lo conosci
La redazione ha incontrato Giuseppe Caruso, giovane ideatore del progetto SOS Sarno. Il progetto è denominato richiamando all’urgenza di un appello dal carattere non più di prevenzione, ma di denuncia delle condizioni in cui versa il bacino idrografico di cui il fiume Sarno fa tristemente parte.
L’idea di una piattaforma online macinava nella mente del giovane Caruso e da qualche settimana il sito è stato attivato. “Il problema Sarno non si risolve facilmente principalmente a causa dell’aspetto burocratico” dichiara Caruso. “Infatti, non c’è un ente unico che si faccia carico delle comunicazioni. Con il sito abbiamo cercato di centralizzare le informazioni”.
Fondamentale il contributo di Michele Buscè in qualità di coordinatore. “Abbiamo deciso di sviluppare un lavoro in sinergia: le segnalazioni che pervengono al sito sono girate alle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani. Le Sentinelle hanno il compito di accertarsi della natura della segnalazione e definire se sia il caso di segnalarla alle forze dell’ordine” spiega Caruso. Indagine e azione tramite querela, se necessario.
Riguardo il sito, “a breve partirà una campagna su RadioCittà. Purtroppo, il lancio del sito ha coinciso con l’istituzione della zona rossa in Campania. Ma continuiamo a parlarne, con la speranza di mantenere alta l’attenzione sul tema”.
Negli ultimi mesi, infatti, anche il Ministro Costa e le forze dell’ordine hanno tentato di sensibilizzare la cittadinanza. Secondo il giovane ideatore, infatti, “il problema sarebbe risolvibile se ognuno fornisse il proprio contributo. Il Ministro Costa ha invitato i cittadini a denunciare tramite una nota ufficiale. E anche tra le associazioni sembra smuoversi qualcosa”.
L’utilizzo del sito è alla portata di tutti: “può essere usato dai cittadini in modo semplice e si può decidere di mantenere l’anonimato. Questo per tutelare i cittadini che, talvolta, preferiscono non denunciare per evitare di essere coinvolti in prima persona”.
Il progetto ha grandi ambizioni, poiché “è difficile individuare un reale sversamento abusivo” puntualizza Caruso. “Trovare scarichi che non siano già mappati può non essere semplice. Tuttavia, il sito ha lo scopo di mantenere l’attenzione alta: più si mantiene caldo un tema importante, più sarà scoraggiato chi persiste negli sversamenti”.
“La natura del progetto si rivolge alle coscienze dei cittadini. Deve servire a non pensare più che il problema sarà risolto da altri. Purtroppo, l’Amministrazione Comunale da sola può fare poco. Ma Castellammare ne risente tantissimo e la situazione contribuisce ad accrescere il suo potenziale inespresso”. La situazione, inoltre, porta i cittadini a bagnarsi nelle acque che bagnano l’arenile nonostante il divieto di balneazione. Come se i cittadini si ribellassero all’impossibilità di godere delle bellezze che gli appartengono.
“Qualcosa si stava muovendo rispetto all’arenile. Fecero delle analisi e si vociferava che le acque fossero tornate balneabili. Ma non è mai stato chiaro. Non si è ancora trovata una soluzione alla crescita dell’erba sulla sabbia”. E, riferendosi a Lambiase, volontario, dichiara: “Alcuni attivisti hanno dimostrato che con impegno, zero fondi e nessun ente comunale alle spalle si può contribuire comunque”.
Fiume Sarno, ma non solo. La redazione ha incontrato anche MicheleBuscè, coordinatore del progetto e delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani. In quanto ampio conoscitore della condizione del bacino idrografico del Sarno e della sua geomorfologia, abbiamo ritenuto necessario partire dalle basi per definire la problematica nei giusti termini.
Tanto per iniziare, quando parliamo di “fiume Sarno” ci riferiamo, in realtà, ad un territorio vasto quasi 500 kmquadrati. “Il territorio parte da vari punti. Possiamo identificarli con Montoro, Calvanico e Solofra nella parte alta. Lateralmente c’è il massiccio dei Monti Lattari, l’area al confine tra Nocera inferiore e Cava de’ Tirreni, fino a Castellammare, bacino autentico. Dal mare ad ovest ci sono i monti del Sarno fino ad arrivare alla zona vesuviana” chiarisce Buscè. “Tutto ciò che accade nel bacino idrografico si ripercuote su tutto l’andamento fluviale. Se si effettua un’opera di urbanizzazione o industrializzazione, è chiaro che tutto incida all’interno di un corpo idrico superficiale – il fiume, insomma”. Ma, nel concreto, come funziona?
“Ciò che generiamo di liquido e in piccola parte di solido viene indirizzata in un corpo ricettore, che può essere la fognatura – artificialmente – e – naturalmente – il corso d’acqua, purtroppo. Tutto ciò che realizziamo, se non è correttamente incanalato in un contenitore che riporti a purificazione delle acque interrompe il processo di acque purificate all’interno dei corpi idrici superficiali”.
L’inquinamento nasce sostanzialmente da una malfunzione. È per questo che “durante il lockdown non ho visto alcun cambiamento particolare, se non dei piccoli mutamenti di tipo momentaneo che proprio dal lockdown sono stati generati”.
Il motivo, una volta chiarito il meccanismo, è sostanzialmente intuitivo: “In quei giorni, i reflui sono stati interrotti. Il periodo ha dato l’opportunità agli apparati fluviali di ricevere meno inquinanti, ma non di eliminarli. Molti Comuni non hanno il collegamento al depuratore el’apparato fognario sversa direttamente all’interno del corpo idrico superficiale. Dire che durante il lockdown le acque fossero pulite è, sostanzialmente una fandonia”.
Infatti, alcuni Comuni non hanno il collettamento al depuratore. Nocera Inferiore, per questo, ha problematiche fognarie croniche sul territorio. Alcuni Comuni, invece, pur essendo collettati al depuratore hanno problemi tecnici. “Si tratta di parte di Pompei, di Castellammare, buona parte di Scafati. Le problematiche tecniche portano comunque a sversamenti”.
Nonostante sia allettante l’idea che, affrontato un periodo di disagio –il lockdown –, qualcosa di buono ci sia tornato indietro, è necessario abbandonarla. Se un timido miglioramento c’è, deriva dal fatto che nella zona di Solofra, conosciuta per la concia delle pelli e l’inquinamento che ne deriva, molte aziende siano state costrette alla chiusura.
Quale, allora, la soluzione per la cronicità del problema Sarno? “L’opzione che contempla la creazione di fognature lungo tutto il territorio non ci restituirebbe un fiume Sarno pulito”. Perché il fiume Sarno si trova in un’area che quasi lo rigetta. “Risulta fastidioso e, di conseguenza, è trattato come qualcosa che dà fastidio. Quando qualcosa dà fastidio si cerca di adattarla alle proprie esigenze. Il Sarno è stato modificato: prima aveva una forma a serpente a caratterizzarlo. Ora è rettilineo. È stato modificato per le esigenze umane: edificazione, industrializzazione, realizzazione di sottoservizi e servizi come strade, parcheggi, piazzali, città, paesi”. Di conseguenza, “se il fiume passa per una delle aree più popolose del mondo è difficile immaginare che pur avendo i servizi fognari possa essere sempre pulito. Le fogne sono strutturate progettando che possano sfociare nel corpo idrico. Basta davvero una pioggia per scaricare nel Sarno. Se il tubo si riempie, deve scaricare o nel Sarno oppure sfiorare per strada, allagandola.
“È necessario che l’impianto diventi duale” è la ferma posizione di Buscè. Cioè, da un lato l’acqua di pioggia e dall’altro le acque reflue civili e industriali. “Così diminuirebbero le criticità. Ad oggi sul bacino idrografico del Sarno non esistono forme duali, ma un solo tubo, tra l’altro vetusto, e i risultati sono sotto gil occhi di tutti”. Inoltre, “Deve essere ristrutturata l’idea degli impianti di depurazione regionale. Ci sono sei depuratori a livello regionale sul bacino idrografico del Sarno. Il depuratore non riesce a depurare poiché la quantità di acqua è immane”.
“A Castellammare, il depuratore situato nella zona dei cantieri porta i reflui a settecento metri dalla costa. Questo significa che vanno direttamente a mare: se il depuratore malfunziona non avremo mai l’occasione di accorgercene”. E, in passato, la situazione era anche peggiore di questa; sicuramente prima del commissariamento Lucci del 2000”.
È chiaro che Michele Buscè collabori al progetto ideato da Giuseppe Caruso non solo come coordinatore, ma come vero e proprio chiarificatore di idee.
“Non dobbiamo dare la colpa all’acqua, ma a noi stessi: non siamo stati capaci di rispettare l’apparato fluviale. Ormai mancano i fattori che fanno sì che il fiume Sarno venga identificato come fiume: è una raccolta di acque reflue”.
È questa, più di tutte, la dichiarazione che dovrebbe consentire a tutti di aprire gli occhi e smuovere le coscienze.
Meteo Castellammare di Stabia: Giovedì 10 Dicembre 2020. Giornata caratterizzata da deboli piogge o rovesci, temperatura minima di 10°C e massima di 13°C
Meteo CASTELLAMMARE DI STABIA: oggi pioggia debole, Venerdì 11 pioggia e schiarite, Sabato 12 pioggia
Castellammare di Stabia, Giovedì 10 Dicembre: giornata caratterizzata da deboli rovesci di pioggia. Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 12 e sarà di 13°C, la minima di 10°C alle ore 8, lo zero termico più basso si attesterà a 1350m alle ore 9 e la quota neve più bassa, 1100m, alle ore 7. I venti saranno per tutto il giorno moderati provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 17km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 3 e sarà di 1510m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 0.7, corrispondente a 270W/mq.
Venerdì 11 Dicembre: giornata caratterizzata da piovaschi intermittenti, minima 7°C, massima 13°C. Entrando nel dettaglio, avremo pioggia anche persistente al mattino, piovaschi intermittenti al pomeriggio, cielo poco nuvoloso alla sera. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 13°C, la minima di 7°C alle ore 23, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 1480m a mezzanotte e la quota neve minima sarà 1130m alle ore 7. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Est-Nord-Est con intensità di circa 19km/h, per il resto della giornata moderati provenienti da Nord-Est con intensità di circa 18km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 8 e sarà di 2320m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 1.6, corrispondente a 414W/mq.
Sabato 12 Dicembre: giornata caratterizzata da rovesci di pioggia, minima 7°C, massima 12°C. In particolare avremo nuvolosità sparsa al mattino, pioggia anche persistente al pomeriggio e alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 12°C alle ore 13, mentre la minima alle ore 1 sarà di 7°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1520m alle ore 7 e la quota neve più bassa, 1420m, alle ore 10. I venti saranno deboli da Sud-Est al mattino con intensità di circa 9km/h, moderati da Est-Sud-Est al pomeriggio con intensità di circa 14km/h, moderati da Est-Nord-Est alla sera con intensità di circa 18km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 10 con un valore UV di 0.7, corrispondente a 267W/mq.
Domenica 13 Dicembre: giornata caratterizzata da scarsa nuvolosità, minima 7°C, massima 14°C. Entrando nel dettaglio, avremo nuvolosità sparsa al mattino, cielo poco nuvoloso al pomeriggio, assenza di nubi alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 14°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 23 sarà di 7°C. I venti saranno per tutto il giorno moderati provenienti da Nord-Nord-Est con intensità tra 19km/h e 27km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 1.9, corrispondente a 456W/mq.
Ad aggiudicarsi l’appalto Iacp per i lavori di rifunzionalizzazione dell’ex Albergo scuola in corso Umberto è stata l’Urega di Siracusa.
Musumeci: “da incompiuta nuovi alloggi iacp”. Falcone e bandiera: “impegno mantenuto”.
“Con l’aggiudicazione della gara per la riqualificazione dell’ex Albergo scuola di Siracusa, raggiungiamo un importante risultato nel quadro del nostro programma di risanamento urbano dell’Isola attraverso la leva delle politiche abitative. Da un immobile in abbandono da decenni, emblema di degrado e inefficienza, ricaveremo quasi quaranta moderni alloggi Iacp per le famiglie che ne avranno diritto, oltre a restituire il decoro voluto dai cittadini a un’area strategica del capoluogo aretuseo”.
Lo afferma il presidente della Regione Nello Musumeci, commentando l’avvenuta aggiudicazione da parte dell’Urega di Siracusa dell’appalto Iacp per i lavori di rifunzionalizzazione dell’ex Albergo scuola di Siracusa, in corso Umberto.
“Il recupero di questa storica incompiuta nel cuore della città – aggiungono gli assessori regionali Marco Falcone ed Edy Bandiera – avviene grazie al progetto di housing sociale “CoAbitare Siracusa” messo a punto dall’Istituto autonomo case popolari. A questa svolta sul piano delle politiche abitative, impegno mantenuto dal Governo Musumeci, si accompagnerà la rigenerazione del quartiere a ridosso della stazione ferroviaria di Siracusa, attraverso la creazione di spazi per il verde e le attività commerciali contestualmente alla ristrutturazione, adeguamento sismico ed energetico dell’ex albergo scuola”.
Ad aggiudicarsi l’appalto Iacp per i lavori di rifunzionalizzazione dell’ex Albergo scuola in corso Umberto è stata l’Urega. Aggiudicati i lavori di riqualificazione dell’ex albergo scuola. Musumeci: “da incompiuta nuovi alloggi iacp”. Falcone e bandiera: “impegno mantenuto”.
Match fondamentale per gli azzurri che si giocano la qualificazione ai sedicesimi di Europa League
Match fondamentale per il Napoli si gioca la qualificazione ai sedicesimi di Europa League
Scontro decisivo per il Napoli che questa sera alle 18.55 se la vedrà contro la Real Sociedad. La squadra più forte del girone dopo i partenopei ma anche la più quotata a lasciare la competizione come terza. Azzurri con il vantaggio di avere due risultati su tre a disposizione per volare ai sedicesimi di Europa.
Real Sociedad: top in Spagna ma non in Europa
Ma che squadra è la Real Sociedad? Un ottimo team: molto solido che gioca un bel calcio. Il fattore determinante della squadra spagnola è la difesa. In campionato infatti la Sociedad vola: seconda a meno uno dall’Atletico Madrid e soprattutto con soli cinque gol subiti.
Alexander Isak, il 21enne da tenere sott’occhio
Da tenere sott’occhio ci sono Oyarzabal, capocannoniere della squadra e della Liga, e David Silva. Entrambi però non sono partiti per Napoli e non prenderanno parte alla sfida di questa sera. Nella giornata di ieri hanno infatti svolto solo lavoro personalizzato. Chi allora ha grandi chance di partire dall’inizio è Isak, il numero nove della Real. Giocatore forte soprattutto nell’attaccare gli spazi: vietato dunque per Koulibaly e compagno, molto probabilmente Maksimovic, concedergli profondità.
La partita perfetta
“Voglio un Napoli perfetto” ha detto Rino Gattuso ieri in conferenza stampa. All’andata trionfarono gli azzurri grazie alla rete di Matteo Politano . E chissà che l’esterno italiano non possa essere della partita, la prima al nuovo stadio “Diego Armando Maradona”, magari nel tridente con Dries Mertens e Lorenzo Insigne. Ma indipendentemente dagli uomini quella di questa sera sarà una partita dura in cui non si può sbagliare, altrimenti si torna a casa e questo il Napoli non può permetterselo.
Torre Annunziata: Rione Provolera e Annunziata al setaccio dei Carabinieri. Rivenuta una pistola clandestina. 15 persone sorprese in un bar.
Torre Annunziata: servizio straordinario di controllo del territorio
Servizio straordinario di controllo del territorio dei Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, insieme a quelli del Reggimento “Campania” e del Nucleo Cinofili di Sarno. Le attività hanno riguardato in particolare i quartieri del centro storico – “Provolera” e “Annunziata” – dove sono state effettuate perquisizioni e organizzati molti posti di controllo.
Un 26enne già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato perché trovato in possesso di una pistola clandestina calibro 7.65. Era avvolta in un calzino ed occultata nel cassetto di un mobile della camera da letto. L’arma, con matricola abrasa e pronta a sparare, conteneva già 8 colpi. L’arrestato è stato tradotto presso al carcere di Poggioreale. Determinante per il rinvenimento è stato il supporto di “Kati”, il pastore tedesco addestrato per la ricerca di armi ed esplosivi.
Durante i controlli stradali, un 34enne è stato trovato in possesso di una dose di crack e segnalato al Prefetto quale assuntore di stupefacenti. Anche in questo caso, i militari hanno potuto contare sul supporto di “Attila”, il pastore tedesco addestrato per la ricerca di sostanze stupefacenti.
In Piazza Cesare Battisti, i militari hanno individuato 15 avventori all’interno di un bar, che aveva messo loro a disposizione un locale, protetto alla vista esterna da una saracinesca chiusa, per svolgere attività di gioco e scommesse e consumare bevande. All’arrivo dei Carabinieri, i presenti sono stati sorpresi senza dispositivi di protezione ed assembrati in spazi ristretti, in violazione delle normative anti-contagio. È dunque scattata la sospensione amministrativa dell’attività per 5 giorni: tutti i presenti sono stati contravvenzionati.
Mandato al Governo per il via libera alla riforma del Mes: risoluzione approvata con 156 voti favorevoli, 129 contrari e 4 astensioni.
Mandato al Governo per il via libera alla riforma del Mes
Per il Governo Conte ieri è stata una giornata di confronto decisivo durante il quale non sono mancate scintille dall’opposizione ma anche fuoco proveniente da “fuoco amico” del solito Renzi che, per l’ennesima volta, ha dato conferma alla validità del detto: “Dagli amici mi guardi Dio, ma dai nemici mi guardo io”.
Comunque sia, dopo l’approvazione alla Camera della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del Presidente Conte, queste hanno superato anche l’esame del Senato con 156 voti favorevoli, 129 contrari, 4 astensioni, ed un alka seltzer per Renzi dato che il tutto non è bastato a Conte per sancire una nuova tregua all’interno delle forze che sostengono il governo.
Conte si dice “tranquillo” sulla tenuta della maggioranza ma, di fatto, l’esecutivo, anche grazie al fuoco amico di Renzi e dalla sua Italia Viva, si è di fatto spaccato sul Recovery Plan.
Rottura resa evidente dal duro intervento di Renzi contro Conte durante le dichiarazioni di voto al Senato nel quale, la cosa più gentile e magari sensata che ha detto è stato il: “Se vuole poltrone, le nostre sono a disposizione”.
Ne è conseguito che, per ora, il Cdm sul Recovery Plan è stato rinviato e pertanto Conte si è dovuto accontentare di andare oggi al Consiglio europeo con un mandato positivo che eviterà così all’Italia di fare la figura di porre un veto inconcepibile ponendosi così allo stesso livello del gruppo di Visegrad, pur se limitato a Polonia e Ungheria, che hanno già posto il loro veto al Recovery Fund della UE.
A seguire, dopo quello dell’intervento alla Camera, vi rendiamo disponibile anche il video dell’intervento del Presidente Conte al Senato ed anche di questo vi diamo la trascrizione testuale.
Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre, le comunicazioni del Presidente Conte al Senato
Mercoledì, 9 Dicembre 2020
Le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre.
Gentile Presidente, gentili Senatrici, gentili Senatori,
il Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre presenta un’agenda densa, densa di temi di elevata priorità per l’Unione Europea, sia per quanto riguarda la sua coesione, prosperità e stabilità, sia per quanto attiene al suo ruolo di attore globale.
Il tema centrale rimane la lotta alla pandemia da Covid, su cui è fondamentale che, da parte europea, provenga un segnale chiaro di coesione.
Al riguardo, il Consiglio europeo è orientato a dare impulso politico al mutuo riconoscimento dei test e a un efficace coordinamento europeo sui vaccini, con particolare riguardo alla loro distribuzione.
Solo una risposta internazionale ed europea può del resto consentire di superare la pandemia, obiettivo cui l’Italia lavora intensamente anche nella prospettiva del Global Health Summit, che ospiteremo il 21 maggio 2021, nel quadro della Presidenza italiana del G20.
A tal fine, stiamo lavorando in stretto contatto con la Commissione Europea.
La dimensione sanitaria della risposta europea al Covid deve essere costantemente accompagnata da quella economica e sociale.
Rimane urgente, a tale scopo, una soluzione che, dando attuazione all’accordo raggiunto in seno al Consiglio europeo del 21 luglio scorso, superi il veto ungherese e polacco e consenta il tempestivo avvio di “Next Generation EU” e del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale.
Porrò con la massima determinazione e urgenza l’esigenza che l’ambizioso programma di investimenti e riforme, finanziato con debito comune, per il quale l’Italia si è spesa fin dall’inizio della crisi pandemica, possa essere avviato nel più breve tempo possibile.
I cittadini dei 27 Stati Membri non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto sull’adozione di strumenti centrali per la ripresa sociale ed economica e che rappresentano un profondo – aggiungo irreversibile – cambiamento di paradigma nelle politiche economiche perseguite dall’Unione europea.
Per la prima volta, infatti, l’Unione europea si è fatta promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito autenticamente europeo e orientate al raggiungimento di strategie condivise e di obiettivi comuni.
Questa è una risposta evidentemente radicalmente diversa rispetto a quella posta in essere in passato, quando, di fronte ad altre crisi – pensiamo a quella del 2011 – si adottarono scelte ancora fondate su una logica di austerità, ispirate al prioritario criterio del contenimento del debito.
Quelle scelte, è la storia che ce lo dice, si sono rivelate inadeguate a ricondurre i Paesi europei all’interno di una prospettiva di autentica ripresa e di sviluppo. E aggiungo anche che si sono rivelate tutto sommato inadeguate anche per quanto riguarda l’obiettivo del contenimento del debito stesso.
Continuiamo dunque a sostenere gli sforzi della Presidenza tedesca di turno del Consiglio dell’Unione europea e della Presidente della Commissione europea, rivolti ad una soluzione rapida di questa situazione di stallo, causata – l’ho già ricordato – dal veto posto da Ungheria e Polonia. Vi anticipo peraltro ma, ovviamente, lo faccio doverosamente ma con la massima cautela che proprio in queste ultimissime ore sembrerebbe che si intraveda uno spiraglio positivo in questo negoziato.
Vi invito alla cautela perché, diciamo, fino alla fine… adesso stiamo aspettando di leggere quella che potrebbe essere la proposta di una dichiarazione interpretativa condivisa evidentemente dai medesimi Paesi interessati per quanto riguarda la condizionalità dello stato di diritto. Ovviamente non possiamo assolutamente rinunciare a quanto già riconosciuto e affermato sul tema però si tratterebbe di una dichiarazione interpretativa che sarebbe assolutamente compatibile con gli obiettivi e i principi già affermati, però, ripeto, stiamo a vedere… nelle prossime ore sicuramente ci sarà un’evoluzione in questo senso.
Il Vertice-Euro del prossimo 11 dicembre discuterà in particolare il pacchetto di riforme approvato dall’Eurogruppo lo scorso 30 novembre, che consta di tre elementi: la riforma del trattato istitutivo dell’ormai famoso Meccanismo Europeo di Stabilità; la decisione sull’introduzione anticipata del dispositivo di sostegno al Fondo di risoluzione unico, il cosiddetto “Common Backstop”; e ancora l’accordo sulla valutazione della riduzione dei rischi nell’Unione Bancaria.
Come noto, la riforma del MES, approdata sul tavolo dell’Euro-Summit nel dicembre 2019, incorporava l’introduzione del backstop comune al Fondo di Risoluzione Unico a partire però dal 2024.
Il Governo italiano ha agito per ottenere l’introduzione anticipata di questo meccanismo, nel presupposto di rispettare alcuni obiettivi di riduzione del rischio bancario.
È stato importante procedere in questa direzione, poiché il Fondo di risoluzione unico e il meccanismo di backstop che è a suo sostegno rappresentano una forma essenziale di condivisione dei rischi a livello dell’Unione Economica e Monetaria, che è un obiettivo cardine per il nostro Paese.
Originariamente era previsto che si procedesse in sequenza: quindi prima la riforma del MES, poi la valutazione dei rischi e, infine, l’introduzione anticipata del Common Backstop, attraverso la riforma dell’accordo intergovernativo, che regola il trasferimento e la messa in comune dei contributi del MES al Fondo di risoluzione unico.
Grazie sempre al contributo italiano, l’Eurogruppo ha raggiunto un’intesa che consentirà di procedere in parallelo. Sarà ora compito dell’Euro-Summit sancire questo accordo.
Procedere fin da subito in via contestuale consente tra le altre cose di anticipare l’introduzione del backstop all’inizio del 2022, quindi con due anni di anticipo rispetto all’originaria entrata in vigore che era prevista nella riforma del MES, evidentemente sulla base di una valutazione complessivamente positiva dello stato di salute del sistema bancario europeo e di quello italiano, che – prima della pandemia – ha registrato un miglioramento consistente dei propri bilanci. Su tale base è stato possibile raggiungere più facilmente l’obiettivo dell’entrata in vigore anticipata del backstop.
Resta ovviamente nella piena disponibilità delle Camere, attraverso la procedura parlamentare di ratifica, la scelta definitiva sull’adesione dell’Italia al nuovo trattato MES, anche alla luce del più generale stato di avanzamento del pacchetto di riforme dell’Unione economica e monetaria.
Ma se proviamo ad alzare lo sguardo gettando anche gli occhi verso una prospettiva più ampia possiamo convenire che per cambiare l’Europa, soprattutto alla luce della drammatica crisi vissuta in questi mesi, riteniamo decisivo ben altro percorso.
In questa prospettiva, valuto che debbano essere riconsiderate in modo struttura e funzione del MES, affinché sia trasformato in uno strumento completamente diverso.
Quindi voglio preannunciare che l’Italia, nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Unione europea, si farà promotrice di una proposta innovatrice che porti a superare la sua natura di accordo intergovernativo, legato a un paradigma che ritengo ormai obsoleto rispetto alle sfide che abbiamo davanti.
L’obiettivo è quello di integrare il “nuovo” MES nel quadro dell’intera architettura europea, anche al fine di assicurare un maggiore raccordo con le Istituzioni dell’Unione, che certamente offrono maggiori garanzie di trasparenza e di democraticità.
Il modello al quale ispirarsi nel costruire, a livello europeo, gli strumenti di politica economica del futuro è certamente, ce lo abbiamo davanti ormai, Next Generation EU, che auspico fortemente, lo ribadirò in tutte le sedi, formali e informali, di confronto con gli altri leader europei, possa diventare “strutturale”.
L’accordo di luglio, che apre la strada a un programma di finanziamento di dimensioni straordinarie che sarà alimentato con l’emissione di debito comune, è un risultato che, fino a pochi mesi fa, sembrava a molti irraggiungibile e che è stato raggiunto grazie a uno sforzo comune lungo un percorso non privo di passaggi critici.
Abbiamo raggiunto questo risultato muovendoci sempre con spirito costruttivo affidandoci alla forza degli argomenti e delle proposte.
Questo accordo, insieme al sostegno senza precedenti fornito dalla Banca centrale europea attraverso il programma straordinario di acquisto di titoli pubblici e privati, sta cambiando oggettivamente la fisionomia dell’intera Unione europea.
Siamo determinati, come Governo, a lavorare affinché la nuova Europa superi definitivamente l’approccio angusto dell’austerità e abbracci definitivamente la strada dello sviluppo sostenibile e della inclusione sociale, della transizione energetica e dell’innovazione digitale, per un’economia europea ancora più competitiva ma anche più equa con particolare riguardo al versante, ad esempio, della armonizzazione fiscale.
Il Governo e, ne sono certo, il Parlamento continueranno a lavorare in questa direzione, consci delle difficoltà, ma consapevoli anche dei significativi vantaggi, per gli Stati e per gli stessi cittadini europei, che possono derivare da un’Unione più salda e più solidale.
In quest’ottica, non vanno dimenticati altri importanti risultati che abbiamo ottenuto negli mesi scorsi, anche se rischiamo a volto un po’ di trascurarli, come il programma SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), che costituiscono un altro passo verso una maggiore condivisione dei rischi. Anche SURE, infatti, si fonda su un’emissione di titoli di debito comune europeo a favore di tutti gli Stati membri.
Si tratta di progressi che rafforzano l’unità e la solidarietà europea a sostegno della ripresa economica e di una maggiore resilienza, dal punto di vista economico e sociale.
Tornando agli altri temi in agenda al Consiglio Europeo, fra le priorità connesse alla ripresa economica europea vi è indubbiamente quel Green Deal europeo, al quale la Commissione lavora già dalla fase precedente alla pandemia e che impone un consenso pieno sul livello di ambizione dell’Unione in materia di cambiamento climatico e sulle modalità per realizzarlo.
È una priorità questa che l’Italia intende perseguire anche nella prospettiva della COP26, di cui siamo partner insieme alla Gran Bretagna.
È per noi essenziale che questo obiettivo sia accompagnato dal riconoscimento, anche finanziario, degli sforzi già sostenuti in questi anni da alcuni Paesi – fra cui l’Italia – per avanzare verso i target climatici, oltre che da una concreta attenzione europea, anche in termini di incentivi, ai costi sociali ed economici della transizione verde.
Si prevede che il Consiglio europeo adotti conclusioni anche in tema di sicurezza, in particolare con l’obiettivo di intensificare, tanto più a seguito dei recenti attentati occorsi in Francia e in Austria, la cooperazione intra-europea nella prevenzione e nel contrasto al terrorismo.
L’Italia è naturalmente concorde e impegnata al riguardo e condivide l’obiettivo di una migliore collaborazione in ambito europeo tra autorità di polizia e agenzie di “intelligence”.Il nostro Paese concorda inoltre con l’azione continentale di prevenzione e di contrasto alla radicalizzazione, anche attraverso la rimozione dei contenuti terroristici in rete.
Contrastiamo invece, perché inappropriato, il nesso politico tra Schengen e migrazione, riproposto recentemente nel dibattito europeo in materia di sicurezza. In tema di relazioni esterne, il Consiglio europeo esaminerà diverse questioni di grande importanza, a partire da quella turca. Sulla scorta delle Conclusioni dei Consiglio europeo straordinario del 1° e 2 ottobre e del Consiglio ordinario del 15 e del 16 ottobre, anche tenendo conto degli sviluppi degli ultimi due mesi, saremo chiamati a valutare i rapporti con Ankara e le prospettive future.
Ritengo innanzitutto essenziale che l’Unione Europea parli con una sola voce: unita, solidale e credibile. I segnali verso Ankara dovranno essere chiari, ma non innescare dinamiche di escalation. Occorre infatti mantenere una finestra di opportunità per favorire un’agenda positiva, giacché alimentare tensioni non è nell’interesse europeo, a maggior ragione nei confronti di un Paese alleato NATO.
Sempre in tema di relazioni esterne, le Conclusioni del Consiglio europeo prenderanno atto di una discussione sui rapporti transatlantici, nella prospettiva di imprimere slancio, con l’avvento dell’amministrazione Biden, alla collaborazione tra Unione europea e Stati Uniti. Se infatti riteniamo che gli Stati Uniti, almeno nei primi passi della nuova amministrazione, rimarranno concentrati su priorità interne, come la lotta alla pandemia e la ripresa economica, sono anche convinto che il Presidente eletto Biden – come egli stesso mi ha del resto confermato nel corso della nostra prima conversazione telefonica – avrà un approccio molto positivo al multilateralismo e ai rapporti transatlantici e sono certo che considererà l’Europa come un asset per gli stessi Stati Uniti.
Starà comunque all’Unione europea proporre e alimentare un indirizzo politico e un’agenda di lavoro che possano intercettare le priorità americane, in particolar modo con riguardo alle sfide globali della pandemia, del cambiamento climatico, della ripresa sociale ed economica, nel segno dell’equità, dell’inclusività e della sostenibilità, peraltro assi portanti del programma della Presidenza italiana del G20 che come sapete è appena iniziata. Ancora, altri temi che sicuramente rientrano tra le priorità americane e di comune interesse con l’Unione europea: il rilancio del commercio internazionale anche come strumento di crescita, in particolare attraverso la riforma – che è davvero necessaria ormai – dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’auspicato superamento di dispute e dazi; la sicurezza e la difesa, anche al fine di superare finalmente le crisi regionali.
Dovremo pertanto mostrarci determinati a rafforzare il contributo europeo alla sicurezza e allo sviluppo internazionali, in linea con le giuste ambizioni dell’Unione a svolgere un ruolo più forte e visibile nel mondo, ma anche a essere chiari e trasparenti con Washington su cosa intendiamo – e qui dovremo noi europei interrogarci con molta attenzione – per “autonomia strategica dell’Unione europea”. Dobbiamo declinare questo concetto, caricarlo di significati politici positivi in piena – se mi permettete – complementarità anche con la NATO.
Per la stabilità europea rimane centrale, in un’ottica di maggiore sicurezza, sostenibilità e prosperità, la realizzazione di un rapporto pieno ed efficace anche con il vicinato meridionale.
L’Italia è attivamente impegnata nel rilancio di un partenariato rafforzato e consapevole, fondato su un approccio strategico e un programma concreto di iniziative, come recentemente condiviso al Vertice italo-spagnolo del 25 novembre scorso.
E nei giorni scorsi si è concluso anche un evento che ormai forse è quello più importante, il Forum più importante del Mediterraneo, il Med Dialogues, quindi ringrazio gli enti promotori e anche il Ministro Di Maio degli Esteri, perché anche quest’anno, pur in modalità remota, questo evento è stato molto proficuo, molto molto intenso per quanto riguarda lo scambio, le relazioni che si sono avvicendate.
Al Consiglio europeo è inoltre prevista la consueta informativa della Cancelliera Merkel e del Presidente francese Macron sullo stato di attuazione degli Accordi di Minsk.
L’informativa risponde all’esigenza, sempre fatta valere dall’Italia, di avere una discussione politica fra leader, prima di procedere al rinnovo semestrale delle sanzioni economiche settoriali nei confronti della Federazione russa (vi ricordo che la prossima scadenza per quanto riguarda il rinnovo è il 31 gennaio).
L’Italia si è sempre adoperata perché ci sia in prossimità di questa scadenza una reale discussione fra leader, chiede sempre di acquisire un aggiornamento sullo stato dell’attuazione degli accordi di Minsk; vogliamo evitare automatismi, rientra nella nostra capacità di dialogo sempre cogliere e attribuire a qualsiasi sistema sanzionatorio la natura strumentale, evitando che sia fine a se stesso.
Ai temi all’esame di questo Consiglio Europeo si potrebbe aggiungere quello della relazione futura tra Unione Europea e Regno Unito, a seguito degli ultimi sviluppi negoziali tra Bruxelles e Londra, la cui perdurante distanza su alcuni temi cruciali ha reso necessario un ultimo tentativo d’intesa, attraverso un incontro, a Bruxelles, tra la Presidente Ursula von der Leyen e il Primo Ministro britannico, Boris Johnson.
Questa sera ci dovrebbe essere un ulteriore aggiornamento sul punto.
Quindi vedremo quale prospettiva concreta si viene a delineare nelle prossime ore.
Il nostro quadro di priorità è molto chiaro; su questo l’Unione Europea si è mossa sin qui in modo encomiabile e con una voce sola, e con chiarezza di indirizzo politico.
Tra i temi ancora in discussione abbiamo anche una gerarchia di importanza.
Al primo posto c’è senz’altro la necessità di raggiungere un “level playing field”; noi non possiamo permettere che nessuna forma di partenariato, oggi e domani possa consentire a un paese terzo di avvantaggiarsi delle opportunità, delle potenzialità offerte dal mercato comune senza soggiacere alle medesime regole che tutti gli stati membri rispettano. E questa è la prima priorità.
Poi c’è un problema della governance. Dobbiamo fare in modo che le dispute svolte in modo chiaro, con un meccanismo certo, di risoluziuone anche dei conflitti e infine (sto non a caso indicando un ordine gerarchico di priorità), c’è il tema della pesca che per molti paesi è importante, per noi evidentemente molto meno; diciamo che è un tema di irrilevante rilievo, ma certo sempre un rilievo economico.
Una relazione profonda e ambiziosa tra Unione europea e Regno Unito era e rimane nell’interesse di tutti ma, come sempre abbiamo detto, non ad ogni costo. Dev’essere equilibrata, affinché tutte le imprese italiane ed europee possano competere con quelle britanniche in maniera leale.
Serve quindi anche una “governance” coerente, che impedisca il ripetersi di situazioni come quelle legate all’Internal Market Bill sulla questione nordirlandese.
L’Italia quindi riafferma il sostegno al Capo Negoziatore europeo Michel Barnier e alla Presidente von der Leyen e resta convinta che l’unità tra Stati membri rimanga un passaggio obbligato per tutelare al meglio gli interessi di cittadini e di imprese.
Osservo infine che, nel quadro di incertezza confermatosi in quest’ultima fase negoziale, risulta ancora più essenziale il lavoro che l’Italia, negli ultimi mesi, ha intensificato con tutti gli Stati Membri e con la Commissione europea per misure di comunicazione e di preparazione alla fine del periodo transitorio, così da essere pronti per ogni scenario.
Mi avvio a conclusione, la prossima riunione del Consiglio europeo sarà un altro tassello del percorso che stiamo costruendo per affrontare le sfide che attendono il nostro Paese e la comunità di Stati che si è raccolta storicamente sotto l’emblema Unione europea.
Sono sfide, voi stessi potete misurarle, molto complesse, sono sfide numerose, di varia natura, di varia intensità. Per affrontarle dobbiamo compiere ciascuno uno sforzo, ciascuno per il proprio ruolo, per il proprio compito, in modo da restituire il senso, la sintesi, uno sforzo collettivo. Spesso in Aula, lo ricorderete, ho rivolto un appello al dialogo, all’unità, alle forze di opposizione e in alcuni passaggi questo… devo riconoscere che questo appello ha trovato ascolto, rimane sempre quel che ho ribadito in altre sedi, in altre circostanze, il tavolo del confronto con le opposizioni resta sempre aperto.
Ma è importante anche che ci sia la massima coesione delle forze di maggioranza. È importante parlarsi, è importante il confronto dialettico, è importante la varietà di posizioni ma è anche importante poi superare in una sintesi superiore, con spirito costruttivo, questa varietà di opinioni, perché non dobbiamo mai disperdere le energie, dobbiamo sempre concentrarci sugli obiettivi che ci stanno a cuore e che giustificano la nostra presenza qui, la nostra azione.
La coesione delle forze di maggioranza ci consentono anche, stiam parlando di un prossimo Consiglio europeo, di un futuro importante per l’Europa, ci consentono di continuare a batterci in Europa.
Io vi assicuro ci metterò tutta la più ferma determinazione nel fornire il giusto contributo critico e anche il coraggio necessario a sostenere il programma di riforme, quelle in corso, e anche il processo di rinnovamento che si preannuncia delle Istituzioni europee.
Tra un po’, infatti, inizierà la conferenza sul futuro dell’Europa, nella quale dovremo misurare la nostra capacità di incidenza, la nostra energia rinnovatrice e per questo, state certi, e su questo lanceremo una sfida ambiziosa pure agli altri Governi europei. Grazie.
Mentre di questi tempi si discute, un giorno sì e l’altro pure, del “diritto” al Natale e “allo Sci” c’è chi nell’ormai lontano Natale dell’84 – era il 23 Dicembre 1984 – fu privato del diritto alla vita, – in 16 -, e del diritto di restare sani, – in centinaia -, ed ancora oggi, dopo ben 36 anni, un velo impenetrabile avvolge anche questa strage italiana, l’ennesima senza ne chiarezza ne condanne: La Strage di Natale.
Se memoria e raziocinio ci accompagnassero, in questo periodo devastato dalla pandemia da Coronavirus, magari ci si potrebbe finanche vergognare di avanzare certe pretese in nome di certi diritti ed invece no: si pretende di andare a sciare, di far baldoria, di riunirsi nel sacro nome del Natale (poi ci sarà anche Capodanno) ed intanto in migliaia continuano a morire ma che importa: sono “altri” e di “altre famiglie” per cui, chi se ne frega, a noi non succederà (mai) nulla (si pensa).
La Strage di Natale: 36 anni dopo si attende ancora giustizia – VIDEO
La strage di Natale: in ricordo della strage del 23 Dicembre 1984 quando mafia, camorra e neri, uniti dalla comune nefandezza, fecero esplodere una bomba nel corridoio della nona carrozza del rapido 904 Milano-Napoli. I morti furono sedici, i feriti centinaia: 36 anni dopo, i familiari delle vittime attendono ancora giustizia.
L’attentato venne compiuto domenica 23 dicembre 1984, nel fine settimana precedente le feste natalizie. Il treno era pieno di viaggiatori che ritornavano a casa o andavano in visita a parenti per le festività.
Il treno intorno alle 19.08 fu colpito da un’esplosione violentissima mentre percorreva la direttissima in direzione nord, a circa 8 chilometri all’interno del tunnel della Grande Galleria dell’Appennino (18 km), in località Vernio, dove la ferrovia procede diritta e la velocità supera i 150 km/h. La detonazione fu causata da una carica di esplosivo radiocomandata, posta su una griglia portabagagli del corridoio della 9a carrozza di II classe, a centro convoglio: l’ordigno era stato collocato sul treno durante la sosta alla Stazione di Firenze Santa Maria Novella.
Tutto fu predisposto per provocare il maggior numero possibile di vittime: l’occasione del Natale, la potenza dell’esplosivo, il “timer” regolato per fare esplodere la bomba sotto la galleria, in coincidenza del transito, sul binario opposto, di un altro convoglio. Solo il tempismo del conducente che prontamente bloccò la linea evitò una strage maggiore.
In quella galleria sono rimasti i corpi di 16 persone e centinaia ne sono usciti feriti in maniera anche gravissima, alcuni morendone a distanza di anni eppure, come troppo spesso si ripete per le italiche stragi, ancora oggi, a ben 36 anni di distanza, i familiari delle vittime attendono ancora chiarezza e condanne