Torre del Greco, 67 nuovi contagi, 19 guarigioni e un decesso registrati nelle ultime 24 ore. Salgono a 701 gli attualmente positivi
Diciannove nuove guarigioni sono state registrate, nelle ultime 24 ore, a Torre del Greco.
Certificati anche 67 casi di positività al Covid-19, in isolamento domiciliare.
Comunicato un decesso, la cui positività al virus è stata accertata post-mortem. Si tratta di D. A. G. classe 1936. È quanto trasmesso dal Centro Operativo Comunale – dopo il consueto aggiornamento serale con i Responsabili sanitari dell’ASL Na3 Sud e con l’Unità di Crisi Regionale.
Continua, così, a mutare il bilancio della trecentotrentacinquesima giornata consecutiva di attività del C.O.C.:
Totale ospedalizzati: 39;
Totale in isolamento domiciliare: 701;
Totale guariti dal COVID 3070;
Totale decessi: 99;
Totale tamponi giornalieri: 216 i cui esiti saranno comunicati nei prossimi giorni.
“Esprimo massima vicinanza – le parole del sindaco, Giovanni Palomba – alla famiglia del nostro concittadino scomparso quest’oggi. Il mio sincero cordoglio, unito a quello dell’ intera Amministrazione comunale, va ai parenti tutti”.
Istituito, inoltre, dall’ ASL, un ulteriore numero verde al quale è possibile rivolgersi – tutti i giorni – dalle ore 8.00 alle ore 20.00: 800936630.
Il C.O.C. precisa, altresì – ai fini di una più agevole ed immediata comunicazione con i cittadini – che coloro ai quali è stato praticato il tampone e che restano, al momento, in attesa di conoscerne l’esito possono – nel pieno rispetto e tutela della privacy – rivolgersi al numero telefonico 0818830736
reperibile tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.30 e dalle ore 14.00 alle ore 15.45.
Predisposto anche un secondo numero di linea: 0818497030 reperibile nei medesimi giorni ed orari.
Si segnala – anche – che con nota prot. n. 2882 del 12.11.2020 da parte dell’Unità di Crisi della Regione Campania è stato disposto che per poter effettuare il tampone molecolare, ovvero, per la ricerca di SARS-CoV-2 presso un laboratorio privato è necessaria la prescrizione medica su cosiddetta “ricetta bianca” con l’indicazione dell’effettuazione della prestazione.
Ciò si rende necessario al fine di garantire una maggiore appropriatezza dei percorsi di Sanità Pubblica.
Non da ultimo, si porta a conoscenza dei cittadini il documento di Programmazione Sanitaria della Regione Campania: “Rientro a Scuola in sicurezza”, rivolto agli studenti e al personale scolastico per favorire il rientro a scuola in piena tranquillità, nel rispetto dei protocolli e della normativa di contenimento e contrasto alla diffusione epidemiologica da COVID-19 e visionabile sul sito del comune, nella sezione “URP Informa”.
Caserta in video conferenza a fine gara esorta a stare con i piedi per terra nonostante il 4 a 0 rifilato al Legnago Salus.
“Il risultato può far pensare che oggi sia stato tutto facile. Ma inizialmente non c’erano spazi ed abbiamo fatto fatica. Solo il gran gol ci ha fatto sbloccare. Dopodiché siamo stati bravi a non sottovalutare il resto della gara. Ma se non riesci a sbloccare, tutto può diventar difficile. Col senno di poi siamo stai liberi dal punto di vista mentale. Sfrutteremo il turno di stop di Melchiorri appena rientrato, per farlo recuperare ed intanto impiegheremo chi lo sostituirà degnamente. Negro ha trovato meno spazi di Monaco per infortunio, ma sia l’uno che l’ altro, con caratteristiche diverse, daranno una mano. Negro più sul gioco aereo, Monaco più sulla difesa della profondità. La squadra è cresciuta. Rispetto all’inizio, dove il lavoro sulla testa è stato duro per via dei motivi riportati dall’anno precedente negativo, c’è consapevolezza; ma è proprio ora che dobbiamo restare concentrati. Siamo stati per esempio oggi precipitosi nel forzare delle giocate quando dovevamo continuare invece con il giro palla”. Il Grifo domenica di nuovo in campo con Caserta che chiude pensando solo alla preparazione alla prossima gara. Per il mese di marzo fitto di impegni a causa dei recuperi se né riparlerà una volta finito questo mese di Febbraio.
I CC della Compagnia di Lercara Friddi (PA) hanno tratto in arresto a Roccapalumba (PA) sorpresi a trafugare 2000 chili di ferro
Sorpresi a rubare in un’azienda di recupero rifiuti. 3 arresti
I Carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi, comune della provincia di Palermo, impegnati in uno specifico servizio di controllo del territorio volto alla prevenzione e repressione dei reati predatori, hanno tratto in arresto per furto aggravato 3 palermitani, già noti alle forze dell’ordine, di età compresa tra i 20 e i 54 anni.
I Carabinieri notando del movimento anomalo all’interno di un’azienda di recupero rifiuti in contrada Zaccanelli a Roccapalumba anch’esso comune della provincia di Palermo, sono intervenuti prontamente cogliendo i tre, muniti di un autocarro, intenti a caricare oltre 2000 chili di materiale ferroso.
Gli arrestati, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, sono stati posti agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida; la refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.
Oggi, presso il tribunale di Termini Imerese, si è celebrato il processo, con il rito direttissimo.
L’extracomunitario si prostituiva con un’amica in un B&B. Denunciato dalla Polizia di Stato di Agrigento. Emesso decreto di espulsione Extracomunitario…
I Finanzieri di Messina hanno arrestato ai domiciliari un imprenditore agricolo dei Nebrodi accusato di indebita percezione di finanziamenti. Arrestato…
Castellammare, percentuale tamponi/positivi oltre il 30%: avviata la campagna vaccinale a domicilio per gli ultraottantenni non deambulanti.
“La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud ci hanno comunicato che sono 144 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) nelle ultime 24 ore” a riferirlo è il Sindaco Gaetano Cimmino nel corso del consueto aggiornamento sull’emergenza sanitaria in corso.
Tra i nuovi contagiati ci sono ventidue piccoli tra i 2 ed gli 9 anni ed undici ragazzi tra i 10 ed i 16 anni. Sono stati lavorati complessivamente 472 tamponi. 27, invece, i guariti, tra cui quattro bambini di 5, 6, 7 e 10 anni. “Ricordo che nelle scorse ore il Tar ha respinto il ricorso di alcuni genitori che chiedevano la riapertura delle scuole di Castellammare di Stabia. Una sentenza che ci dà ragione su tutta la linea e che conferma la necessità di adottare misure restrittive in questa fase, a tutela della salute pubblica. Valuterò nelle prossime ore, in accordo col tavolo permanente istituito con i dirigenti scolastici, se sarà necessario estendere le misure assunte finora”.
Come previsto dall’ordinanza comunale dell’8 febbraio 2021 è prevista la chiusura di tutti gli esercizi commerciali al dettaglio alle ore 18, ad eccezione dei punti vendita di generi alimentari, la cui apertura è consentita fino alle ore 21, delle farmacie e delle parafarmacie.
Le attività dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 e fino alle ore 18. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio senza limiti di orario. L’accesso alla villa comunale è consentito dalle ore 6 e 30 alle ore 18, sempre nel rigoroso rispetto del divieto di assembramento.
Inoltre il quartier generale delle unità mobili dei vaccini è a Castellammare di Stabia. L’Asl Napoli 3 Sud ci ha comunicato che è entrata nel vivo oggi la campagna vaccinale a domicilio per gli ultraottantenni non deambulanti. E in sinergia con l’amministrazione comunale, la base operativa delle 13 unità mobili, auto mediche aziendali con defibrillatori e farmaci di emergenza, è stata disposta nel presidio Asl di Castellammare, da cui raggiungeranno tutti i Comuni di competenza dell’azienda sanitaria locale.
Promuovere un uso consapevole delle parole per arginare la violenza che corre sempre più velocemente sul web ma anche nella vita reale, perché tutto ciò che è virtuale è reale e perché ognuno di noi è ciò che comunica. Al fine di sensibilizzare ad un utilizzo educato, responsabile e misurato del linguaggio, anche GORI, insieme a tante importanti aziende, ha sottoscritto il Manifesto della Comunicazione Non Ostile: un documento elaborato dall’associazione Parole O_Stili, che raccoglie dieci princìpi finalizzati ad orientare in maniera costruttiva l’approccio verbale verso i nostri interlocutori, anche attraverso un ascolto attento e un atteggiamento aperto e partecipativo.
“GORI è la prima azienda del mondo idrico ad aderire a questo manifesto” sottolinea l’Amministratore Delegato, Giovanni Paolo Marati “Abbiamo deciso di diventare ambasciatori di questa iniziativa per rispondere ad un’esigenza che, come azienda fortemente radicata sul territorio, abbiamo avvertito in modo chiaro: riteniamo, infatti, che la sensibilizzazione ad un uso responsabile del linguaggio sia una delle urgenze del nostro tempo”.
Un’iniziativa che, però, non è fatta solo di parole: l’Azienda, infatti, nel prossimo futuro metterà in campo una serie di attività di comunicazione, interna ed esterna, al fine di coinvolgere tutti gli stakeholder in un percorso di consapevolezza e sensibilizzazione.
“La sottoscrizione del manifesto rappresenta solo il primo passo di un cammino che abbiamo intenzione di portare avanti con convinzione – dichiara la Responsabile Comunicazione e CSR di GORI, Mara De Donato – GORI è un’azienda che sente forte il senso di Comunità, e riteniamo fondamentale non solo mettere in pratica i princìpi contenuti in questo documento, ma anche condividerli con tutti i nostri interlocutori, nell’ambito di un percorso di sensibilizzazione che abbiamo già avviato anche relativamente alle tematiche ambientali”.
GORI, infatti, è impegnata con le scuole, le associazioni e le amministrazioni comunali in una serie di progetti di sostenibilità volti alla riduzione dell’utilizzo della plastica monouso, alla tutela della risorsa idrica e al risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno.
A decorrere dalle ore 18 di oggi, mercoledì 17 febbraio, Castrezzato, con Viggù (VA), Mede (PV) e Bollate (MI), torna in Zona Rossa
Castrezzato, con Viggù, Mede e Bollate, torna zona rossa – VIDEO
La Lombardia, a decorrere dalle ore 18 di oggi, mercoledì 17 febbraio, è nuovamente attenzionata, come da ordinanza del presidente della Regione Attilio Fontana, con 4 zone rosse che riguardano i Comuni di, Castrezzato, con Viggù (VA), Mede (PV) e Bollate (MI)
Questa la nota ufficiale diffusa ieri:
“In relazione all’insorgere di cluster di contagio in alcuni comuni lombardi, legati alla diffusione di varianti del virus, il presidente della Regione – sentito il ministro della Salute – ha stabilito con una ordinanza che, ai sensi dell’art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021, nei comuni di Viggiù (VA), Mede (PV), Castrezzato (BS) e Bollate (MI), a decorrere dalle ore 18 di domani mercoledì 17 febbraio, verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta ‘fascia rossa’, già osservate poche settimane fa sull’intero territorio regionale”
In queste zone pertanto, a partire da oggi e fino al prossimo 24 febbraio, per circolare torna ad essere necessario munirsi dell’autocertificazione, e attenersi a tutte le regole previste da tale zona e che, per farvene pro-memoria, vi riportiamo a seguire:
Zona rossa: le regole
bar e ristoranti: è consentito il servizio d’asporto entro le 22 per i ristoranti ed entro le 18 per i bar (nessun limite, invece, per il servizio a domicilio). Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti;
gli unici negozi aperti sono: rivenditori di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole, parrucchieri, barbieri, lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, negozi di abbigliamento per bambini e di giocattoli, profumerie, pompe funebri e distributori automatici. Nei centri commerciali resteranno aperti solo alimentari, farmacie, parafarmacie e tabaccai;
non si potrà fare qualsiasi sport salvo attività motoria all’aperto e in forma individuale; si potrà fare jogging o andare in bici individualmente;
gli spostamenti sono consentiti solo per ragioni lavoro, salute, necessità e tra questi rientra l’assistenza ad una persona non autosufficiente; si potrà rientrare nella propria residenza, nel domicilio o nell’abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner; si potrà andare a fare la spesa e a messa oltre che in farmacia e dal tabaccaio. In caso di controlli, deve sempre essere mostrata o compilata al momento l’autocertificazione;
restano le limitazioni agli spostamenti dalle 22 alle 5;
ci si potrà recare a casa di altre persone (in due, ma nel totale non sono contati gli under 14) con spostamenti all’interno del proprio comune.
Quello che segue è l’ultimo modulo autodichiarazione reso disponibile dal Viminale
AUTODICHIARAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 D.P.R. N. 445/2000
Il/La sottoscritto/a _________________________________________ , nato/a il _ . . _ a ___________________________ (),
residente in _________________________________ (), via __________________________________ e domiciliato/a in ___________________ (), via __________________________________, identificato/a a mezzo ______________ nr. _________________________, rilasciato da _________________________________ in data _ . . _ ,
utenza telefonica _______________ ,
consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.) DICHIARA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITÀ
di essere a conoscenza delle misure normative di contenimento del contagio da COVID-19 vigenti alla data odierna, concernenti le limitazioni alla possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale; di essere a conoscenza delle altre misure e limitazioni previste da ordinanze o altri provvedimenti amministrativi adottati dal Presidente della Regione o dal Sindaco ai sensi delle vigenti normative; di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, e dall’art. 2 del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33; ➢ che lo spostamento è determinato da:
comprovate esigenze lavorative;
motivi di salute;
altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio; (specificare il motivo che determina lo spostamento): ____________________________________________________________________________________; che lo spostamento è iniziato da (indicare l’indirizzo da cui è iniziato) ____________________________________________________________________________________; con destinazione (indicare l’indirizzo di destinazione) ____________________________________________________________________________________; in merito allo spostamento, dichiara inoltre che: ____________________________________________________________________________________. Data, ora e luogo del controllo
Firma del dichiarante
L’Operatore di Polizia
Sul controllo del rispetto delle regole sono impegnati anche i Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia che hanno dato il via anche a controlli dall’alto come documentato nel video che segue:
Dieci premi da 10 mila euro ciascuno per le migliori idee d’impresa presentate da giovani in Sicilia. Questo l’obiettivo del premio
Sicilia, dieci premi da 10 mila euro per le migliori idee giovani
Dieci premi da 10 mila euro ciascuno per le migliori idee d’impresa presentate da giovani. Questo l’obiettivo del premio “La tua idea di impresa in Sicilia”, iniziativa che intende finanziare la fase di startup di nuovi progetti imprenditoriali sviluppati da giovani inoccupati o disoccupati. I vincitori potranno anche usufruire di finanziamenti a tasso agevolato a valere sul Fondo Sicilia ed essere affiancati da personale qualificato dell’Irfis, a titolo gratuito, per lo sviluppo dell’idea d’impresa.
Il regolamento del premio, finanziato con un plafond di 100 mila euro, 50 mila dalla Presidenza della Regione Siciliana e 50 mila dall’Irfis, è stato presentato questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Orleans dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e dal presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano.
«È un modo per stimolare la cultura dell’autoimprenditorialità nei giovani – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci – Siamo convinti che la Regione possa offrire nuove occasioni per fare impresa, creando e promuovendo iniziative innovative. Vogliamo testimoniare un momento di orgoglio dell’appartenenza, dare la possibilità ai giovani di restare in Sicilia, seguire le proprie attitudini e produrre lavoro e reddito».
«Vogliamo essere vicini ai giovani e dare speranza proprio in un periodo difficile come questo – aggiunge il presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano – L’Irfis metterà a disposizione un fondo per realizzare e sostenere finanziariamente l’idea d’impresa di questi giovani che si metteranno in gioco. È importante che le startup vengano avviate, ma soprattutto che sopravvivano».
Per concorrere bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, essere residenti in Sicilia da almeno sei mesi ed essere inoccupati o disoccupati al momento della presentazione della domanda. La proposta imprenditoriale va descritta con un business plan e può riguardare tutti i settori della produzione o dei servizi. La scadenza per candidarsi è fissata alle ore 12 del 31 maggio 2021.
Sotto La Lente – Esposito, il terzino assaltatore nelle aree avversarie. Nelle prime cinque gare con le Vespe, già due rigori procurati nel cuore delle difese avversarie
Sotto La Lente – Esposito, il terzino assaltatore nelle aree avversarie
Giuseppe Esposito, classe 1999, arrivato a gennaio a titolo definitivo dalla SSC Bari, è sicuramente uno dei fiori all’occhiello della sessione di calciomercato di gennaio per la Juve Stabia. Natio di Marano di Napoli, è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della SSC Napoli prima di indossare anche la maglia della Fermana.
Da settembre passato al Bari con cui però non ha mai esordito, facendo registrare solo un paio di presenze in panchina nel girone di andata della squadra pugliese. Il suo rendimento è stato sicuramente al top finora. A partire dalla gara con la Vibonese contro cui ha esordito in maglia gialloblè peraltro procurandosi il rigore che ha aperto la strada alla vittoria delle Vespe, Esposito è stato certamente tra i calciatori con il miglior rendimento nella Juve Stabia nelle ultime cinque gare di campionato.
Schierato da mister Padalino sempre nella difesa a tre, quattro volte a sinistra e una volta a destra (nell’ultima gara con la Cavese) con Elizalde sulla sinistra, Esposito si è sempre contraddistinto per ottime chiusure difensive senza concedere assolutamente niente agli avversari di turno.
Ma la più grande sorpresa per Esposito, arrivato a Castellammare in sordina con l’immagine errata di uno che non aveva mai esordito col Bari, è stata quella di aver trovato in lui anche un terzino assaltatore nel cuore delle difese avversarie.
Infatti si è già procurato due calci di rigore assolutamente decisivi. Il primo con la Vibonese, realizzato poi da Berardocco, che ha aperto la strada alla netta vittoria delle Vespe. Il secondo ieri sera nel derby con la Cavese, anticipando sul tempo l’avversario Semeraro che è stato costretto ad atterrarlo procurando il penalty poi trasformato magistralmente da Alessandro Marotta.
Esposito ha tra le sue caratteristiche principali la velocità, l’anticipo sugli attaccanti avversari e una buona tecnica di base sempre importante per un difensore, ed è bravo anche con la testa oltre che con i piedi. Non a caso e a conferma della sua qualità di assaltatore nelle aree di rigore avversarie, ieri sera il gol decisivo di Troest a Cava arriva proprio dopo un perentorio colpo di testa dello stesso Esposito svettato ad anticipare tutti su un angolo ben battuto da Berardocco a 4 minuti dalla fine.
Esposito come detto ha debuttato contro la Vibonese e al termine di quel match ha potuto esternare tutta la sua voglia di arrivare alla Juve Stabia. Una piazza che lui definisce irrinunciabile. Ecco le sue dichiarazioni post-debutto con le Vespe: “Mi trovo molto bene alla Juve Stabia, sono molto contento di aver avuto questa possibilità. Quando arriva la chiamata di una piazza così importante è impossibile rifiutare. Per caratteristiche preferisco giocare in una difesa a 3 però posso adattarmi. Ringrazio il mister che mi ha dato subito l’opportunità di giocare. L’intesa è molto buona con i miei compagni, con il tempo non può fare altro che migliorare”.
La GdF di Termini Imerese (PA) ha effettuato dei controlli sanzionando un commerciante abusivo che percepiva indebitamente pure il RdC
Controlli per il contrasto all’abusivismo commerciale
Nei giorni scorsi, i Finanzieri di Termini Imeresein un intervento effettuato al fine di contrastare l’abusivismo commerciale, hanno sanzionato 1 soggetto intento alla vendita di prodotti ittici su area pubblica senza le prescritte autorizzazioni.
In particolare le Fiamme Gialle nel corso di un controllo, nei pressi del centro storico di Termini Imerese, hanno individuato un soggetto che esercitava l’attività in forma ambulante di prodotti ittici (novellame) la cui pesca è attualmente sospesa per effetto delle disposizioni imposte dall’Autorità marittima ai fini del ripopolamento della specie faunistica (fermo biologico), in mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative.
Per tale motivo, i militari operanti hanno provveduto a segnalare il trasgressore all’Autorità marittima competente in riferimento alla violazione del D.Lgs 4/2012 (pesca e commercializzazione novellame) con sanzione pecuniaria da €. 250 € a 1500 €. Sono stati, altresì, informati l’Assessorato Regionale delle Attività Produttive e l’Agenzia delle Entrate per le violazioni relative al D.lgs.178/2002 (tracciabilità del prodotto ittico) – sanzione pecuniaria da 750 € a 4.500 € – ed al D.lgs.471/97 (omessa installazione del misuratore fiscale), con sanzione pecuniaria da 1000 € a 4000 €.
Il prodotto sequestrato, circa 34 kg., all’esito dell’ispezione da parte dei funzionari del Servizio di protezione veterinario, è stato dichiarato idoneo al consumo e, pertanto, devoluto in beneficienza all’Associazione “Casa del Fanciullo” di Termini Imerese.
Da successivi accertamenti posti in essere dai Finanzieri, in sinergia e collaborazione con l’INPS, mediante rilevamenti presso il Comune di residenza nonché acquisendo le informazioni presenti nelle varie banche dati in uso al Corpo, è emerso che il venditore ambulante era percettore, sin dal mese di ottobre 2019, del reddito di cittadinanza.
Per tale motivo i Finanzieri hanno denunciato il soggetto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese per le violazioni previste dagli artt. 3 e 7 del D.L. 4/2019 e, contestualmente, hanno sottoposto a sequestro preventivo la “Card reddito di cittadinanza”.
Lo stesso, inoltre, è stato segnalato all’Ufficio I.N.P.S. competente per territorio per l’irrogazione della sanzione amministrativa di revoca/decadenza del beneficio nonché per il recupero delle somme indebitamente percepite ammontanti, complessivamente, a €. 12.800,00.
Continua incessante l’azione di controllo economico del territorio da parte delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana, al fine di assicurare il rispetto delle misure di sicurezza adottate dall’Autorità governativa nel periodo di emergenza epidemiologica e di garantire la legalità nelle fasi del commercio ambulante, soprattutto di generi alimentari, con lo scopo di tutelare la salute dei consumatori e nel contempo salvaguardare i venditori provvisti delle prescritte autorizzazioni che operano in maniera lecita.
Il coordinamento Tuteliamo i nostri figli ha ritenuto necessario agire in questa direzione, scegliendo la collaborazione di Aivec (associazione italiana vittime emergenza covid) nella persona dell’Avv. Enrico Cataldo e dell’avvocato Rocco Cantelmo.
“Per il coordinamento – spiega Lia Gialanella, fondatrice del coordinamento che oggi conta circa 50000 iscritti sui gruppi Facebook campani – il ricorso in corte europea è stato necessario per sollevare una questione analitica di più ampio raggio sul diritto alla vita e alla salute di tutto l’indotto scolastico. Banalizzare la questione sulle posizioni, ormai ampiamente inflazionate, dell’essere si D.A.D. o no D.A.D., è diventato estremamente riduttivo ed eticamente insostenibile”.
“Il momento storico non ha precedenti giuridici e statistici fondati – continua Lia Gialanella – questo bombardamento di ricorsi avverso le ordinanze regionali e sindacali è una mancanza di rispetto verso chi, nonostante la drammatica contingenza del momento, sta provando a governarci e a preservare la nostra salute ed in particolare quella dei nostri figli”. La posizione del coordinamento Tuteliamo i nostri figli resta apolitica, ma vicina alle decisioni delle parti politiche votate dal popolo e operanti in qualità di responsabili della salute cittadina, auspicando che il nuovo governo valuti la questione indotto scolastico come indotto di vite e non solo economico, perché sarebbe un errore umanamente imperdonabile!
Firmato: Gli admins del coordinamento regionale Tuteliamo i nostri figli.
Le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Senato della Repubblica: la trascrizione ed il video.
Le dichiarazioni programmatiche del Presidente Draghi (VIDEO e TESTO)
Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilità nazionale. Il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, io per primo come Presidente del Consiglio, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti. Ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno. Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni. Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole.
Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l’emergenza. Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell’insegnamento di Cavour:”… le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano”. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività.
Nel ringraziare, ancora una volta il Presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia. Ringrazio altresì il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia.
Si è discusso molto sulla natura di questo governo. La storia repubblicana ha dispensato una varietà infinita di formule. Nel rispetto che tutti abbiamo per le istituzioni e per il corretto funzionamento di una democrazia rappresentativa, un esecutivo come quello che ho l’onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti, dei propri elettori come degli elettori di altri schieramenti, anche dell’opposizione, dei cittadini italiani tutti. Questo è lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l’alta indicazione del capo dello Stato.
La crescita di un’economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese.
Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità.
Nei momenti più difficili della nostra storia, l’espressione più alta e nobile della politica si è tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perché prima di ogni nostra appartenenza, viene il dovere della cittadinanza. Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile, senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci è stato affidato.
Questo è lo spirito repubblicano del mio governo.
La durata dei governi in Italia è stata mediamente breve ma ciò non ha impedito, in momenti anche drammatici della vita della nazione, di compiere scelte decisive per il futuro dei nostri figli e nipoti. Conta la qualità delle decisioni, conta il coraggio delle visioni, non contano i giorni. Il tempo del potere può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo. Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato Dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione. L’Italia si risollevò dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro. Ma soprattutto grazie alla convinzione che il futuro delle generazioni successive sarebbe stato migliore per tutti. Nella fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. A quella Ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa Nuova Ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti.
Spesso mi sono chiesto se noi, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura. È una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un Paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere. Una domanda che non possiamo eludere quando aumentiamo il nostro debito pubblico senza aver speso e investito al meglio risorse che sono sempre scarse. Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti. Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l’auspicio che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo.
Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori. Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo, nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere. Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po’ addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano.
Lo stato del Paese dopo un anno di pandemia
Da quando è esplosa l’epidemia, ci sono stati – i dati ufficiali sottostimano il fenomeno – 92.522 morti, 2.725.106 cittadini colpiti dal virus, in questo momento 2.074 sono i ricoverati in terapia intensiva. Ci sono 259 morti tra gli operatori sanitari e 118.856 sono quelli contagiati, a dimostrazione di un enorme sacrificio sostenuto con generosità e impegno. Cifre che hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, sottraendo personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani.
L’aspettativa di vita, a causa della pandemia, è diminuita: fino a 4 – 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo – due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali.
La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento.
Si è anche aggravata la povertà. I dati dei centri di ascolto Caritas, che confrontano il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020, mostrano che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che oggi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, degli italiani, che sono oggi la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorati dall’indigenza.
Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unità ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). La pandemia finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato.
Gravi e con pochi precedenti storici gli effetti sulla diseguaglianza. In assenza di interventi pubblici il coefficiente di Gini, una misura della diseguaglianza nella distribuzione del reddito, sarebbe aumentato, nel primo semestre del 2020 (secondo una recente stima), di 4 punti percentuali, rispetto al 34.8% del 2019. Questo aumento sarebbe stato maggiore di quello cumulato durante le due recenti recessioni. L’aumento nella diseguaglianza è stato tuttavia attenuato dalle reti di protezione presenti nel nostro sistema di sicurezza sociale, in particolare dai provvedimenti che dall’inizio della pandemia li hanno rafforzati. Rimane però il fatto che il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato, non proteggendo a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi.
Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che sebbene nel 2020 la recessione europea sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse – e che quindi già fra poco più di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attività economica pre-pandemia – in Italia questo non accadrà prima della fine del 2022, in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13.
La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze. Un dato chiarisce meglio la dinamica attuale: a fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti (il 61,2% del totale) ha avuto assicurato il servizio attraverso la Didattica a Distanza.
Le priorità per ripartire
Questa situazione di emergenza senza precedenti impone di imboccare, con decisione e rapidità, una strada di unità e di impegno comune.
Il piano di vaccinazione. Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente.
Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus.
Sulla base dell’esperienza dei mesi scorsi dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanità. Il punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria). È questa la strada per rendere realmente esigibili i “Livelli essenziali di assistenza” e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La “casa come principale luogo di cura” è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata.
La scuola: non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.
Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.
È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati a disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo.
Infine è necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni.
In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. È stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate.
La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. Occorre infine costruire sull’esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialità con l’impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza.
Oltre la pandemia
Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così.
Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo.
Come ha detto Papa Francesco “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”.
Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane.
Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato.
Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.
La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore. Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione europea mediante il programma SURE, è stato possibile limitare gli effetti negativi sull’occupazione. A pagare il prezzo più alto sono stati i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. È innanzitutto a loro che bisogna pensare quando approntiamo una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro, strategia che dovrà coordinare la sequenza degli interventi sul lavoro, sul credito e sul capitale.
Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito.
Il cambiamento climatico, come la pandemia, penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un’espansione in altri settori che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e lo dobbiamo fare subito.
La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create.
Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.
Parità di genere
La mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nei tassi di occupazione in Italia rimane tra i più alti di Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. Dal dopoguerra ad oggi, la situazione è notevolmente migliorata, ma questo incremento non è andato di pari passo con un altrettanto evidente miglioramento delle condizioni di carriera delle donne. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo.
Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro.
Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perché sempre più giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese.
Il Mezzogiorno
Aumento dell’occupazione, in primis, femminile, è obiettivo imprescindibile: benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno. Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, invertire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea.
Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza.
Gli investimenti pubblici
In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza. Particolare attenzione va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti.
Next Generation EU
La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata.
Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che “ogni azione ha una conseguenza”.
Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni.
Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica.
Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile.
Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l’orientamento del nuovo Governo.
Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva.
Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano.
Obiettivi strategici
Il Programma è finora stato costruito in base ad obiettivi di alto livello e aggregando proposte progettuali in missioni, componenti e linee progettuali. Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G.
Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione. Compito dello Stato è utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione.
In base a tale visione strategica, il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza indicherà obiettivi per il prossimo decennio e più a lungo termine, con una tappa intermedia per l’anno finale del Next Generation EU, il 2026. Non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti.
Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell’arco dei sei anni del programma. Assicureremo inoltre che l’impulso occupazionale del Programma sia sufficientemente elevato in ciascuno dei sei anni, compreso il 2021.
Chiariremo il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso i meccanismi di finanziamento a leva (fondo dei fondi).
Sottolineeremo il ruolo della scuola che tanta parte ha negli obiettivi di coesione sociale e territoriale e quella dedicata all’inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro.
Nella sanità dovremo usare questi progetti per porre le basi, come indicato sopra, per rafforzare la medicina territoriale e la telemedicina.
La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore.
Infine il capitolo delle riforme che affronterò ora separatamente.
Le riforme
Il Next generation EU prevede riforme. Alcune riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati. Fra questi la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico, fattori che limitano gli investimenti, sia italiani che esteri. inoltre la concorrenza: chiederò all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, di produrre in tempi brevi come previsto dalla Legge Annuale sulla Concorrenza (Legge 23 luglio 2009, n. 99) le sue proposte in questo campo.
Negli anni recenti i nostri tentativi di riformare il Paese non sono stati del tutto assenti, ma i loro effetti concreti sono stati limitati. Il problema sta forse nel modo in cui spesso abbiamo disegnato le riforme: con interventi parziali dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza. Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli.
Inoltre, le esperienze di altri Paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un’imposta. Ad esempio la Danimarca, nel 2008, nominò una Commissione di esperti in materia fiscale. La Commissione incontrò i partiti politici e le parti sociali e solo dopo presentò la sua relazione al Parlamento. Il progetto prevedeva un taglio della pressione fiscale pari a 2 punti di Pil. L’aliquota marginale massima dell’imposta sul reddito veniva ridotta, mentre la soglia di esenzione veniva alzata.
Un metodo simile fu seguito in Italia all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso quando il governo affidò ad una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato più modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e del sostituto d’imposta per i redditi da lavoro dipendente. Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio
In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale.
L’altra riforma che non si può procrastinare è quella della pubblica amministrazione. Nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata.
Particolarmente urgente è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini.
La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.
Nel campo della giustizia le azioni da svolgere sono principalmente quelle che si collocano all’interno del contesto e delle aspettative dell’Unione europea. Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, la Commissione, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, ci esorta: ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione.
Nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale. Profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite. Resta forte la nostra attenzione e proiezione verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all’Africa.
Gli anni più recenti hanno visto una spinta crescente alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. Proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. Per l’Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. Ma occorrerà anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinché si avvii un dialogo più virtuoso tra l’Unione europea e la Turchia, partner e alleato NATO.
L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri Paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. Seguiamo anche con preoccupazione l’aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina.
Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati.
L’avvento della nuova Amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali. Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intensificarsi.
Dal dicembre scorso e fino alla fine del 2021, l’Italia esercita per la prima volta la Presidenza del G20. Il programma, che coinvolgerà l’intera compagine governativa, ruota intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. L’Italia avrà la responsabilità di guidare il Gruppo verso l’uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Si tratterà di ricostruire e di ricostruire meglio.
Insieme al Regno Unito – con cui quest’anno abbiamo le Presidenze parallele del G7 e del G20 – punteremo sulla sostenibilità e la “transizione verde” nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento “Youth4Climate”.
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Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. È un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un Paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia.
Riapre l’aeroporto di Catania dopo l’eruzione di ieri pomeriggio dell’Etna che aveva sparso cenere ovunque nella provincia catanese (VIDEO)
L’Etna si calma, riapre l’aeroporto di Catania. La città coperta da cenere
L’aeroporto di Catania e ritornato operativo dopo lo stop di ieri causato dall’attività eruttiva dell’Etna, con copiosa emissione di cenere. Eseguite le operazioni di pulizia della pista andate avanti per tutta la notte con l’impiego di sei spazzatrici e di due mezzi per il supporto tecnico, oltre che di dieci unità, per rimuovere la grande quantità di cenere vulcanica dalla pista, dalla via di rullaggio, dai piazzali e da tutta la viabilità perimetrale.
A tranquillizzare è anche la dichiarazione alla stampa del vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, Boris Behncke “Questo episodio parossistico non è stato eccezionale, ce ne sono stati centinaia negli ultimi decenni, fra cui i 66 parossismi dell’anno 2000 e una cinquantina negli anni 2011-2013. Non è nemmeno stato il più intenso. Questa volta le fontane di lava hanno magari raggiunto 500 metri di altezza sopra il Cratere di Sud-Est; il 3 dicembre 2015 i getti incandescenti della Voragine hanno raggiunto fino a tremila metri di altezza. E non c’è alcun rapporto con i terremoti. Questa attività di stasera non c’entra con i terremoti. Siamo in zona sismica e il rischio sismico è quello di sempre. l’Etna farà, un giorno, una nuova eruzione laterale. Se avviene a quote alte in un settore remoto, non ci saranno problemi. Se avviene a quote basse in un settore densamente popolato, sarà un grosso problema. Ma non sarà niente di straordinario, poichè l’Etna queste cose le ha sempre fatte e le farà sempre”.
Da ieri sera, come avevamo anticipato nel nostro articolo “16 Febbraio 2021 Improvvisa e spettacolare eruzione dell’Etna” nel quale in calce avevamo riportato il comunicato serale dell’Ingv di Catania, dopo la fine dell’episodio di fontana di lava, intorno alle 19, era gradualmente diminuita l’emissione lavica dal cratere di Sud-Est. Le colate laviche non sono apparse piu’ alimentate, e nella loro porzione piu’ avanzata procedevano lentamente. In particolare, il flusso lavico principale si e’ diretto verso la parte centrale della Valle del Bove, avendo percorso alcuni chilometri. Le altre piccole colate laviche, che si sono sviluppate verso nord e verso sud, sono avanzate lentamente e hanno raggiunto una quota di circa 2.900 metri. L’ampiezza media del tremore vulcanico ha continuato a mostrare una tendenza al decremento.
Si legge nel comunicato di stamani, 2021/02/17 09:57, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo “durante la notte e all’alba del 17 febbraio, la bocca orientale del Cratere di Sud-Est è stata sede di una continua attività stromboliana, che è quasi completamente cessata alle ore 06:15. Sono inoltre avvenute sporadiche esplosioni dal Cratere Voragine, in particolare alle ore 03:20, 03:35 e 03:44.
Dalle 19 UTC circa di ieri sera l’ampiezza media del tremore vulcanico si è grossomodo stabilizzata all’interno dell’intervallo dei valori medi, accennando tra le 3 e le 4UTC di oggi ha ad un lieve incremento. Successivamente, il parametro ha mostrato un graduale decremento con il quale ha quasi raggiunto da circa due ore valori quasi al passaggio con il livello basso. La localizzazione del tremore vulcanico sta interessando l’area dei crateri sommitali, risentendo delle varie sorgenti che si attivano al di sotto di ogni singolo cratere attivo, nell’intervallo di profondità compreso tra 2500 e2800.
Durante la fase di leggero incremento dell’ampiezza del tremore (tra le 3 e le 4 UTC) la sorgente del tremore era principalmente localizzata al di sotto del Cratere di SE. Relativamente ai segnali infrasonici, dopo la bassa attività che ha caratterizzato le ore immediatamente successive all’episodio di fontana di lava di ieri pomeriggio, nella tarda serata si è registrata una ripresa dell’attività esplosiva, che dalle prime ore di oggi è diventata ancora più intensa, con un elevato tasso di accadimento e di energia dei transienti fino alle ore 6 UTC circa. Successivamente, fino al momento attuale, l’attività infrasonica è in decremento. I dati di deformazione delle reti GPS e clinometrica non mostrano variazioni significative”.
Nella giornata di ieri Francesco Forte ha conseguito la laurea in giurisprudenza.
Per l’ex attaccante della Juve Stabia un traguardo prestigioso conseguito presso l’Università Niccolò Cusano.
Goleador in campo e Dottore fuori. E’ la doppia qualifica di Francesco Forte, ex attaccante della Juve Stabia ed attuale bomber di Serie B col il Venezia. L’ex 23 gialloblu sta vivendo un periodo magico non solo in campo ma anche dal punto di vista accademico: ieri Forte ha infatti conseguito la laurea in giurisprudenza. Ad annunciarlo, lui stesso con la foto di rito, tesi alla mano, sui social.
Forte però non è l’unico calciatore laureato legato alla Juve Stabia. Nella rosa stabiese può forgiarsi di questo titolo anche Alberto Rizzo, laureatosi in Scienze Motorie lo scorso luglio, prima di arrivare la Juve stabia. Stesso percorso ed esito di Tommaso Cancellotti, ora al Perugia ma con lunghi trascorsi alle Vespe, pure laureatosi nel giugno del 2020.
Non può non essere menzionato Danilo Russo, primo calciatore italiano laureato in materia calcio. Per l’attuale portiere di Padalino, il percorso accademico concluso lo scorso anno è stato incentrato sul ruolo del portiere ed il recupero dagli infortuni tipici del ruolo.
Anche Niccolò Romero, che nella sessione di mercato invernale ha lasciato Castellammare per passare al Potenza, per il tramite del Bari, ha conseguito la laurea. Scienze Motorie all’università di Genova con tesi discussa nel 2019 per la punta centrale.
A tema ex Juve Stabia, Anche Luigi Carillo, ex capitano della primavera stabiese è da poco Dottore. Per l’attuale calciatore della Casertana ma di proprietà del Genoa, è da poco arrivata la laurea in Economia Aziendale
Perquisizioni e arresti a Brescia, Milano e Pavia: associazione per delinquere finalizzata alla commissione di numerose frodi informatiche.
Perquisizioni e arresti a Brescia, Milano e Pavia: frodi informatiche
I Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia, sin dalle prime ore del mattino di oggi, hanno dato esecuzione in questa Provincia ed in quelle di Milano e Pavia, ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 9 persone, indagate a vario titolo per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti informatici, contro il patrimonio e la fede pubblica.
Il provvedimento scaturisce dall’attività d’indagine – convenzionalmente denominata “S.r.l.” – condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Brescia che, grazie all’impiego di metodi d’indagine tradizionali corroborati da attività tecniche di intercettazione telefonica/ambientale/GPS, avviate nel gennaio 2019 e terminate nel giugno 2020, ha consentito di disarticolare un’organizzazione dedita all’acquisto fraudolento di beni online, in quanto effettuato mediante l’utilizzo di carte di credito clonate, al successivo incasso dei proventi derivanti dalla vendita dei beni presso esercizi compiacenti ed all’autoriciclaggio delle somme, anche mediante la creazione “ad hoc” di società, in Italia ed all’estero. Le attività infatti hanno preso il via proprio a seguito di una classica truffa online per l’acquisto di uno smartphone, utilizzando i dati di una carta di credito carpiti illegalmente, mediante la tecnica del “phishing”. Rintracciata la spedizione, i militari sono intervenuti alla consegna del plico, fermando un primo soggetto, poi indagato, nell’atto di ricevere un ingente quantitativo di telefoni cellulari di alta fascia, tra i quali quello monitorato, poi risultati tutti acquistati con la medesima tecnica fraudolenta. Una lunga serie di accertamenti, sevizi di osservazione ed indagini documentali consentivano di accertare l’esistenza di una prima società “S.r.l.”, costituita ad hoc per ricevere quella consegna. Da qui prende il nome l’intera indagine, proseguita poi in maniera approfondita e certosina dai militari dell’Arma.
Le articolate attività, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, hanno permesso inoltre di:
accertare che i membri dell’organizzazione hanno acquistato numerosi beni, tra cui smartphone ed altri prodotti di elettronica, per quasi 1 milione di euro;
identificare oltre 200 vittime dei reati e recuperare numerosi beni acquistati fraudolentemente, per un valore complessivo di oltre 200.000 euro.
individuare 5 società S.r.l. costituite appositamente per riciclare i proventi illeciti.
Le investigazioni si sono rivelate inoltre particolarmente complesse e talvolta difficoltose anche a causa delle accortezze costantemente adottate dai sodali, sempre vigili tra l’altro nel cogliere ogni opportunità di guadagno, anche in altri “settori”. È quanto accaduto, ad esempio, allorquando i componenti dell’associazione si sono adoperati per individuare e reclutare dei prestanome quali “falsi datori di lavoro” e fornire per il loro tramite – a circa 20 extracomunitari irregolari sul territorio nazionale, mediante false attestazioni – i documenti necessari ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Il tutto dietro pagamento di somme variabili, di volta in volta, tra i 3.000,00 e i 5.000,00 euro.
Ma non è tutto, nell’ambito delle attività è emerso che, seppure abituati ad un tenore di vita piuttosto elevato, due dei membri dell’organizzazione sono riusciti a produrre false attestazioni ed ottenere così indebitamente la concessione, già dall’estate 2020, del reddito di cittadinanza. Dovranno rispondere del reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Nel corso delle operazioni odierne i militari rinvenivano e sequestravano ulteriore materiale nello specifico: 20.000 euro in contanti, 100 tessere (poste pay, carte prepagate e carte di credito/debito), 60 telefoni cellulari,5 orologi di pregio, 20 tablet, 11 computer, 37 televisori da 50”, 1 autovettura marca Mercedes GLA e altra merce di provenienza illecita.
L’importanza dei risultati raggiunti, infine, è stata resa possibile anche grazie al prezioso contributo fornito da parte di oltre 200 vittime, che, dimostrando piena fiducia nei confronti delle Istituzioni, hanno tempestivamente denunciato i reati subiti fornendo elementi particolarmente utili per la loro attribuzione alla consorteria criminale in argomento.
Controlli dei Carabinieri tra Torre Annunziata e dintorni. Controllate 184 persone e 129 veicoli. 18 le contravvenzioni al codice della strada elevate. 2 le patenti ritirate.
Controlli dei Carabinieri tra Torre Annunziata e dintorni
I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, insieme a quelli del Reggimento Campania, hanno eseguito un servizio di controllo del territorio ad “Alto Impatto” incentrato a Torre Annunziata e nei comuni limitrofi, disposto dal COmando Provinciale di Napoli.
A Torre Annunziata e Boscoreale, sono stati eseguiti numerosi controlli nei luoghi di maggiore concentrazione di persone. Specifica attenzione è stata dedicata al rispetto delle norme anti-contagio da covid. 13 le sanzioni elevate a carico di altrettante persone, per mancato uso dei prescritti d.p.i. e per assembramenti.
A Boscotrecase e Poggiomarino è stata sospesa l’attività di 2 bar al cui interno sono stati rilevati assembramenti di clienti tutti sprovvisti di d.p.i. e dei prescritti avvisi sui comportamenti da adottare ed il numero massimo di persone ammesse.
Nel corso di una serie di posti di controllo sono state controllate 184 persone e 129 veicoli. 18 le contravvenzioni al codice della strada elevate. 2 le patenti ritirate e un’autovettura è stata sequestrata.
Uso del cellulare durante la guida, mancanza di copertura assicurativa del veicolo, mancato rispetto del divieto di sorpasso, sono state le violazioni maggiormente riscontrate.
I militari hanno effettuato anche diverse perquisizioni domiciliari e numerose perquisizioni su veicoli sottoposti a controllo.
A Boscotrecase, un 64enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per contrabbando di T.L.E.. Occultati in un ripostiglio della sua abitazione, sono stati rinvenuti 40 pacchetti di sigarette multimarca, per un peso complessivo di 800 g.
A Poggiomarino, un 40enne cittadino extracomunitario, identificato nel corso di un controllo stradale, è risultato sprovvisto di patente di guida, come già avvenuto in precedenti occasioni, e denunciato all’Autorità Giudiziaria.
3 persone sono state segnalate al Prefetto, dopo essere state trovate in possesso di modiche quantità di marijuana.
Ricorsi respinti: le scuole restano ancora chiuse a Castellammare di Stabia e a Poggiomarino. “Inquietante” l’entità del contagio.
Ricorsi respinti: scuole ancora chiuse a Castellammare e Poggiomarino
Il TAR, appellandosi ad un “incontrollato aumento, in termini assoluti e in percentuale, dei nuovi contagi, e definendo “inquietante” l’entità delle nuove positività riscontrate in tali aree: “Assai superiori a quanto riscontrabile in altri Comuni della Campania e comunque alla media regionale, “ha ritenuto che il provvedimento di chiusura, adottato dalle amministrazioni comunali, fosse del tutto fondato, a causa dell’esplosione di contagi covid registrata.
I due Comuni, travolti da un considerevole aumento di contagi, hanno visto i rispettivi sindaci disporre nuovi provvedimenti restrittivi accolti con malanimo da una parte della cittadinanza tanto da spingersi a rivolgersi al TAR contando sul fatto che, in precedenza, aveva bocciato la decisione del Presidente De Luca riguardo la chiusura delle scuole.
Stavolta, però, il Tribunale ha ritenuto necessaria la chiusura degli istituti scolastici nei due Comuni del Napoletano spalleggiato dall’Unità di Crisi Regionale che, stilando un report sull’andamento della curva epidemiologica, aveva lanciato l’allarme sull’incremento delle positività al covid registrato negli ambienti scolastici.
Scafati, controlli misure anti-Covid: chiusi quattro bar e una decina di persone sanzionate. Salvati: “Continueremo a essere inflessibili” Nell’ambito delle…
La GdF di Carini (PA) ha individuato alcuni indebiti percettori di Reddito di cittadinanza, tra cui un evasore totale e giocatori di vincite online
Evasore totale nonostante bonifici ma percettore di RdC
I Finanzieri della Tenenza di Carini, comune della provincia di Palermo, in esito ad attività di intelligence economico-finanziaria e in stretta sinergia e collaborazione info-operativa con l’INPS, hanno individuato, a Palermo, tre soggetti percettori illecitamente del Reddito di Cittadinanza.
I tre indebiti beneficiari hanno omesso di dichiarare vincite al gioco per importi consistenti e comunque superiori ad euro 20.000,00. Inoltre, uno dei due soggetti è risultato evasore totale, avendo percepito e non dichiarato negli anni dal 2017 al 2019 redditi derivanti dall’incasso di bonifici, superiori ad € 10.000,00, per l’attività esercitata riconducibile a ristrutturazione edilizie.
Tenuto conto che tale circostanza costituisce causa ostativa alla concessione del beneficio, i finanzieri hanno proceduto a denunciare i 3 soggetti alla Procura della Repubblica di Palermo rispettivamente per le violazioni previste dagli artt. 3 e 7 del D.L. 4/2019 e, contestualmente, hanno sottoposto a sequestro preventivo le tre “Card reddito di cittadinanza” nonché a segnalare gli indebiti percettori al locale Ufficio I.N.P.S. per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio e per il recupero coattivo delle somme già indebitamente percepite, rispettivamente pari ad € 16.199,84, € 26.619,05 e pari ad € 24.296,81.
L’attività di servizio conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.
Oggi cielo coperto: meteo Castellammare di Stabia 17-19 febbraio 2021: Giornata prevalentemente nuvolosa, temperatura minima 9°C, massima 12°C.
Oggi cielo coperto: meteo Castellammare di Stabia 17-19 febbraio 2021
Castellammare di Stabia, Mercoledì 17 Febbraio: giornata caratterizzata da nuvolosità diffusa. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 12°C alle ore 15, mentre la minima a mezzanotte sarà di 9°C. I venti saranno deboli da Ovest sia al mattino che al pomeriggio con intensità di circa 10km/h, deboli da Ovest-Nord-Ovest alla sera con intensità di circa 7km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 0.3, corrispondente a 193W/mq.
Giovedì 18 Febbraio: giornata caratterizzata da cielo poco nuvoloso o velato, min 8°C, max 15°C. In particolare avremo cielo poco nuvoloso al mattino, qualche nube sparsa al pomeriggio, cielo poco nuvoloso alla sera. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 15°C, la minima di 8°C alle ore 7. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Est-Nord-Est con intensità di circa 6km/h, deboli da Ovest-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 8km/h, alla sera deboli provenienti da Ovest con intensità di circa 5km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 8 e sarà di 1100m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.4, corrispondente a 693W/mq.
Venerdì 19 Febbraio: giornata caratterizzata da nubi di scarsa consistenza, min 5°C, max 15°C. In particolare avremo nuvolosità innocua al mattino, poche nubi al pomeriggio e alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 15°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 7 sarà di 5°C. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Sud-Est con intensità di circa 4km/h, deboli da Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 5km/h, deboli da Ovest alla sera con intensità di circa 2km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 9 e sarà di 3700m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.4, corrispondente a 699W/mq.
Sabato 20 Febbraio: giornata caratterizzata da cielo poco nuvoloso o velato, min 5°C, max 16°C. In particolare avremo nubi sparse di passaggio al mattino, assenza di nubi al pomeriggio e alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 16°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 7 sarà di 5°C. I venti saranno deboli da Est-Sud-Est al mattino con intensità di circa 3km/h, deboli da Ovest-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 5km/h, deboli da Nord-Nord-Ovest alla sera con intensità di circa 5km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.6, corrispondente a 710W/mq.
Le pagelle su Cavese-Juve Stabia (1-2) di Natale Giusti. Una Juve Stabia operaia e finalmente cinica espugna il “Simonetta Lamberti” di Cava con le reti di Marotta e Troest
Le pagelle su Cavese-Juve Stabia (1-2) di Natale Giusti
Una Juve Stabia operaia e finalmente cinica quanto basta espugna il “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni e conquista tre punti fondamentali alla ricerca del miglior posizionamento possibile nelle squadre che lottano per i playoff, obiettivo stagionale dichiarato più volte dalla società gialloblù. Dopo un promo tempo di sofferenza e di grande intensità imposto dal ritmo messo in campo dalla Cavese, alla distanza prevale il maggior tasso tecnico delle Vespe che piazzano la zampata vincente con Troest su spizzata di testa di Esposito. Analizziamo come di consueto le prove degli undici in gialloblè.
Danilo Russo: voto 6
Giornata di ordinaria amministrazione per Russo. Incolpevole sul gol, in seguito non si ricordano tiri che lo abbiano impensierito da parte della Cavese per tutti i 94 minuti di gioco. Solo qualche uscita e nulla più. Magari fosse sempre così…
Giuseppe Esposito: voto 7
Ormai è una vera e propria certezza per la difesa della Juve Stabia. Arrivato in sordina come uno che nel Bari non aveva mai giocato, si sta imponendo a suon di prestazioni. Si procura il secondo rigore in quattro partite giocate, è l’uomo assist per sul calcio d’angolo battuto da Berardocco per la deviazione vincente di Magnus Troest che decide la partita. In più dalle sue parti non passa mai uno spillo anche se impiegato a destra e non a sinistra come nelle precedenti uscite. Cosa chiedere di più ad un difensore?
Magnus Troest: voto 7,5
E’ il match-winner e solo per questo merita mezzo voto in più. Anche giocando stringendo i denti per un problema all’adduttore che lo ha fermato nel derby con l’Avellino, Magnus c’è sempre ed è il consueto baluardo difensivo che in Serie C fa sempre la differenza anche quando non si è più giovanissimi come lui. Bravissimo in difesa ed anche decisivo in avanti stavolta.
Edgar Elizalde: voto 6,5
Mezzo voto in meno per l’occasione del gol subito anche se l’errore in quel caso è da condividere con Vallocchia. Ma per il resto, in qualsiasi posizione della difesa a tre giochi, sempre grande personalità in campo e piedi molto educati per essere un difensore. Non a caso Juventus e Inter lo hanno cercato a più riprese fino a qualche anno fa.
Jacopo Scaccabarozzi: voto 6
Non è al meglio della condizione fisica e in campo si vede perfettamente. Ma il suo lo fa e sempre con grande dinamismo. Gara comunque senza sbavature e consueto contributo prezioso sia in fase difensiva sulla fascia destra che in fase propositiva.
Alessandro Garattoni dal 17° s.t.: voto 6
Prestazione sufficiente, anche lui non è al meglio ma stringe i denti e da un prezioso contributo alla squadra nel momento in cui nel finale di gara si cerca di vincere la partita.
Luca Berardocco: voto 7
Sempre nel vivo del gioco, il giocatore timido di inizio campionato è solo un pallido ricordo. Ormai sta diventando il vero e proprio faro del centrocampo gialloblè e Padalino non fa mai a meno di lui con qualsiasi modulo si giochi. Prezioso sia in fase di costruzione che in fase di interdizione. In crescendo.
Andrea Vallocchia: voto 6
Perde qualche pallone sanguinoso di troppo a centrocampo ma il suo contributo in termini di dinamismo lo da sempre ed è sempre molto fruttuoso nell’economia del gioco della Juve Stabia. Anche di Vallocchia, Padalino non si priverebbe mai e in campo si capisce il perchè. Indispensabile.
Alberto Rizzo: voto 6
Non una grande partita ma dal suo lato tiene bene a freno la catena di destra della Cavese che nel primo tempo imperversa più sull’altro lato. Alcune volte si presenta anche bene nell’area di rigore avversaria. Nel secondo tempo da una sua discesa sulla sinistra nasce una bella azione con percussione in area e passaggio a Marotta che non finalizza nel migliore dei modi.
Marco Caldore dal 38° s.t.: senza voto
Sbroglia qualche situazione nel finale e ormai il suo ingresso in campo a una manciata di minuti dalla fine porta anche bene perchè significa gol per la Juve Stabia. E’ accaduto a Francavilla e si è ripetuto a Cava.
Tommaso Fantacci: voto 6-
Gioca nella sua posizione ormai più consona, quella di esterno offensivo di destra ma non incide più di tanto sulla gara pur avendo piedi ottimi. Nel primo tempo spreca una buona occasione. Su un passaggio proveniente dalla destra va a botta sicura sul pallone ma se lo fa respingere da Semeraro. Si può fare di più.
Gennaro Borrelli dal 24° s.t.: voto 6,5
Un ingresso importante il suo in campo a 20 minuti dalla fine. Da più profondità alla squadra in coppia con Marotta. Ha subito una buona occasione, ben imbeccato da Berardocco, ma la spreca. Poi è una spina nel fianco costante per la difesa metelliana anche se non incide più di tanto, ma il suo ingresso funziona da apriscatole per la Cavese.
Alessandro Marotta: voto 6,5
Si batte come un leone su tutto il fronte dell’attacco e nel primo tempo, quando ha al suo fianco due esterni offensivi come Fantacci e Orlando e non una punta di ruolo come Borrelli, è costretto anche a frequenti ritorni a centrocampo per conquistare palla. Il rigore è trasformato da par suo ed è importantissimo in quel momento della gara. Da applausi una sua combinazione con Orlando sul finire del primo tempo anche se esagera con le finte sul difensore avversario e si incarta. Meglio nella ripresa dopo l’ingresso di Borrelli.
Francesco Orlando: voto 6,5
Ancora un’ottima partita dell’ex Salernitana. Autentica spina nel fianco per tutti i difensori della Cavese, parte a sinistra ma svaria su tutto il fronte dell’attacco gialloblè. Va vicino al gol nel secondo tempo con un bel tiro dal limite che finisce di poco sul fondo e la sua presenza sul fronte offensivo è sempre importante e costante. Un giocatore del quale non si può assolutamente fare a meno.
Sergiu Suciu dal 38° s.t.: senza voto
Entra per prendere confidenza con i compagni di squadra e col terreno di gioco. Darà sicuramente un contributo importante nel prosieguo del campionato.
Pasquale Padalino: voto 7
Inizia senza Borrelli e con i due esterni offensivi Fantacci e Orlando con Marotta riferimento centrale forse anche per dare pochi punti di riferimento alla difesa metelliana. Nel primo tempo però si accorge che qualcosa non va e corre ai ripari nel secondo tempo facendo entrare Borrelli che è la vera svolta del match che da più profondità alla squadra ed evita a Marotta continui ritorni a centrocampo per giocare palla. Cambia la gara con i cambi in corso d’opera che si dimostrano ancora una volta vincenti.
La Divisione Calcio Femminile della FIGC ha comunicato il rinvio a data da destinarsi della gara SS Lazio Women-AC Perugia Calcio per la 3^ giornata di ritorno del campionato di Serie B, prevista per domenica 21 febbraio.
Le grifoncelle, guidate dal tecnico Luciano Mancini, torneranno in campo dopo un lungo stop solamente domenica 28 febbraio per la gara casalinga contro il Cesena.
L’attaccante Lucrezia Di Fiore racconta così lo stato d’animo della squadra:
“Nonostante la situazione non sia delle più semplici, il nostro umore è decisamente alto. Grazie all’esito negativo dei tamponi abbiamo ripreso ad allenarci con serenità e credo che ci sia un lato positivo anche nel rinvio della gara del 21, che comunque ci permetterà di recuperare alcune giocatrici, prima ferme per problemi di natura muscolare. D’altra parte non possiamo negare che il lungo stop a cui siamo state chiamate ha spezzato il giusto equilibrio che avevamo trovato nelle ultime gare, reso visibile soprattutto dal pareggio contro il Como. Ad ogni modo sono certa che non sprecheremo il lavoro fatto fino ad oggi e daremo il massimo per trarre il meglio anche da questo momento”.
Intanto la Primavera Femminile riparte il 21 febbraio. Sono tornate ad allenarsi dopo il lungo stop causato dalla pandemia da Covid-19 le giovanissime della Primavera dell’AC Perugia Calcio Femminile.