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Castellammare, percentuale tamponi/positivi ancora troppo alta: Cimmino valuta nuove misure

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Castellammare, percentuale tamponi/positivi ancora troppo alta: oltre il 20% per il secondo giorno consecutivo. Il Sindaco Cimmino valuterà nelle prossime ore se estendere le misure anti-Covid

“La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud ci hanno comunicato che sono 97 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) oggi 18 febbraio 2021.” a riferirlo è il Sindaco Gaetano Cimmino nel consueto aggiornamento quotidiano sull’emergenza sanitaria in corso. Il rapporto tamponi effettuati/nuovi positivi supera anche oggi il 20%, quasi il doppio rispetto la media regionale.

Tra i nuovi contagiati ci sono sette piccoli tra i 5 ed gli 8 anni e dieci ragazzi tra i 10 ed i 16 anni. Sono stati lavorati complessivamente 469 tamponi. 11, invece, i guariti, tra cui un bambino di 3 anni e due ragazzi di 12 e 17 anni.

“Valuterò nelle prossime ore, in accordo col tavolo permanente istituito con i dirigenti scolastici, se sarà necessario estendere le misure assunte finora con l’ordinanza comunale dell’8 febbraio 2021” ha annunciato il primo cittadino.

Ricordo inoltre che è prevista la chiusura di tutti gli esercizi commerciali al dettaglio alle ore 18, ad eccezione dei punti vendita di generi alimentari, la cui apertura è consentita fino alle ore 21, delle farmacie e delle parafarmacie.
Le attività dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 e fino alle ore 18. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio senza limiti di orario. L’accesso alla villa comunale è consentito dalle ore 6 e 30 alle ore 18, sempre nel rigoroso rispetto del divieto di assembramento.

Il bollettino di ieri: Castellammare, percentuale tamponi/positivi oltre il 30%

Juve Stabia, attenzione ai diffidati: le decisioni del giudice sportivo

Juve Stabia, attenzione ai diffidati: le decisioni del giudice sportivo. Salgono a cinque i giocatori diffidati delle Vespe che al prossimo cartellino giallo salteranno un match per squalifica

Juve Stabia, attenzione ai diffidati: le decisioni del giudice sportivo

 

Salgono a cinque i diffidati della Juve Stabia che al prossimo cartellino giallo saranno costretti a saltare un turno per squalifica. Infatti ai vari Alessandro Marotta (quattro gialli con il Vicenza di cui l’ultimo a metà gennaio in L.R. Vicenza-Chievo), Tommaso Fantacci, Luca Berardocco e Andrea Vallocchia che hanno già raggiunto il quarto cartellino giallo, si è aggiunto anche Magnus Troest, ammonito e quindi diffidato dopo la partita con la Cavese.

Di seguito il comunicato ufficiale della Lega Pro con tutte le decisioni odierne del giudice sportivo inerenti la venticinquesima giornata del campionato di Serie C.

 

“Il Giudice Sportivo Not. Pasquale Marino, assistito da Irene Papi e dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig.
Roberto Calabassi, nella seduta del 18 Febbraio 2021 ha adottato le deliberazioni che di seguito
integralmente si riportano:

GARE DEL 16 E 17 FEBBRAIO 2021
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari:
SOCIETA’
AMMENDA
€ 500,00 LECCO perché un proprio isolato sostenitore al termine della gara rivolgeva
frasi offensive agli ufficiali di gara e agli addetti federali (r. c.c.).
ALLENATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE
GHELLER MAVILLO (NOVARA)
per comportamento offensivo verso gli ufficiali di gara (r.IV uff., allenatore in seconda).
ALLENATORI NON ESPULSI
AMMONIZIONE (III INFR)
BALDINI SILVIO (CARRARESE)
VECCHI STEFANO (SUDTIROL)
AMMONIZIONE (II INFR)
ZOTTI CARLO (LECCO)
BALDINI MATTIA (CARRARESE)
AMMONIZIONE (I INFR)
MARCHIONNI MARCO (FOGGIA)
DI STEFANO OLIVIERO (LUCCHESE)
MASSAGGIATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE E AMMENDA € 500,00
ANTONINI DAVIDE (VIS PESARO)
per comportamento offensivo verso gli ufficiali di gara (r.IV uff., panchina aggiuntiva).

MASSAGGIATORI NON ESPULSI
AMMONIZIONE (I INFR)
AMELIO ALESSANDRO (PIACENZA)
ZARDONI STEFANO (RENATE)
CALCIATORI ESPULSI
SQUALIFICA PER QUATTRO GARE EFFETTIVE
TOUNKARA TOUNKARA MAMADOU (VITERBESE)
per comportamento offensivo verso gli ufficiali di gara. Dopo la notifica del provvedimento di
espulsione si avvicinava al quarto ufficiale, evitando il contatto fisico solo perché trattenuto
dall’intervento di propri dirigenti, e rivolgeva al medesimo frasi irriguardose e minacciose (r.IV uff.).
SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE
RAINONE PASQUALE (TURRIS)
perché dopo il termine della gara rivolgeva all’arbitro espressioni offensive.
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER DOPPIA AMMONIZIONE
PARODI LUCA (ALESSANDRIA)
VINETOT KEVIN MATHIEU (SUDTIROL)
CALCIATORI NON ESPULSI
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (X INFR)
SCOGNAMILLO STEFANO (CATANZARO)
CALDERINI ELIO (CAVESE)
MENDES MURILO OTAVIO (VITERBESE)
SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (V INFR)
CARPANI GIANLUCA (A.J. FANO)
GATTI FEDERICO (PRO PATRIA)
MARRAS MANUEL (BARI)
PETERMANN DAVIDE (CESENA)
NUNZELLA LEONARDO (VIRTUS FRANCAVILLA)
EL KAOUAKIBI HAMZA (SUDTIROL)
GORELLI MATTEO (GROSSETO)
CARINI FILIPPO (IMOLESE)
PEETERS DAOUDA (JUVENTUS U23)
ARBOLEDA CHRISTIAN (OLBIA)
LADINETTI RICCARDO (OLBIA)
SIRIGNANO CIRO (PAGANESE)

MELCHIORRI FEDERICO (PERUGIA)
SGARBI FILIPPO LORENZO (PERUGIA)
BATTISTINI MATTEO (PIACENZA)
PALMA ANTONIO (PIACENZA)
SIMONETTI LORENZO (PISTOIESE)
HRISTOV PETKO ROSENOV (PRO VERCELLI)
CODROMAZ ROBERTO (RAVENNA)
FRANCHINI SIMONE (RAVENNA)
SILVA JACOPO (RENATE)
ROMANO ANTONIO (TURRIS)
PITTARELLO FILIPPO MARIA (VIRTUSVECOMP VERONA)
GUCCI NICCOLO (VIS PESARO)
AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IX INFR)
BERTONI LUCA (PRO PATRIA)
DE RISIO CARLO (BARI)
PAOLUCCI LORENZO (MONOPOLI)
MASI ALBERTO (PRO VERCELLI)
BENSAJA NICHOLAS (VITERBESE)
TOUNKARA TOUNKARA MAMADOU (VITERBESE)

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)
GELLI FRANCESCO (ALBINOLEFFE)
STANCO FRANCESCO (ALESSANDRIA)
AMADIO STEFANO (A.J. FANO)
BRERO MATTEO (A.J. FANO)
CARRIERO GIUSEPPE MATTIA (AVELLINO)
DELLA LATTA SIMONE (PADOVA)
BUSCHIAZZO MOREL FABRIZIO (CASERTANA)
PINTO GIOVANNI (CATANIA)
RISOLO ANDREA (CATANZARO)
DE FRANCO CIRO (CAVESE)
FINK HANNES (SUDTIROL)
TROEST MAGNUS (JUVE STABIA)
MARQUES MENDEZ ALEJANDRO JOSE (JUVENTUS U23)
UDOH KING (OLBIA)
PANATTI MICHEL (PERGOLETTESE)
VARAS MARCILLO JONNATHAN KEVIN (PERGOLETTESE)
CERRETELLI FRANCESCO (PISTOIESE)
BOTTA MONTERO RUBEN ALEJANDRO (SAMBENEDETTESE)
PAGHERA FABRIZIO (TERNANA)
PERSANO MATTIA (TURRIS)

AMMONIZIONE (VIII INFR)
ALLIEVI NICHOLAS (COMO)
HMAIDAT ISMAIL (COMO)
BLONDETT EDOARDO (LIVORNO)
GIANDONATO MANUEL (OLBIA)
AMMONIZIONE (VII INFR)
ARINI MARIANO (AREZZO)
PINNA PARIDE (AREZZO)
URBINATI GIANLUCA (FERMANA)
BOVE DAVIDE (NOVARA)
FIORANI MARCO (RAVENNA)
CAZZOLA RICCARDO (VIRTUSVECOMP VERONA)
AMMONIZIONE (VI INFR)
GHION ANDREA (CARPI)
FORESTA GIOVANNI (CARRARESE)
RISALITI GIACOMO (PONTEDERA)
CIOLLI ANDREA (GROSSETO)
MALACCARI NICOLA (GUBBIO)
CECCARELLI LUCA (PERGOLETTESE)
VILLA LUCA (PERGOLETTESE)
SPINOZZI EMANUELE (PISTOIESE)
ANGIULLI FEDERICO (SAMBENEDETTESE)
DI NUNZIO FRANCESCO (TURRIS)
D ERAMO MICHAEL (VIS PESARO)
AMMONIZIONE (III INFR)
TOMASELLI GIACOMO (ALBINOLEFFE)
FERRARA VINCENZO (A.J. FANO)
CASTELLI DAVIDE (PRO PATRIA)
ROCCA MICHELE (FOGGIA)
LORA FILIPPO (LECCO)
CACCAVALLO GIUSEPPE (CARRARESE)
PACILLI MARIO (CASERTANA)
MATERA ANTONIO (CAVESE)
SCOPPA FEDERICO MATIAS (CAVESE)
POLIDORI ALESSANDRO (IMOLESE)
BIANCHI FLAVIO JUNIOR (LUCCHESE)
CRUCIANI MICHEL (LUCCHESE)
SOLCIA DANIELE (LUCCHESE)
IULIANO ONGILIO ALVARO (MONOPOLI)
BORTOLETTI MIRKO (NOVARA)
ALTARE GIORGIO (OLBIA)
SBAMPATO EDOARDO (PAGANESE)
CANDELA ANTONIO (PERGOLETTESE)
DE RESPINIS ALESSANDRO AMED (PIACENZA)
SOLERIO MATTHIAS (PISTOIESE)
GIGLI NICOLO (POTENZA)
MARCONE RICHARD GABRIEL (POTENZA)
CLEMENTE GIANLUCA (PRO VERCELLI)
BIONDI GIACOMO (SAMBENEDETTESE)
PROCACCIO ANDREA (TRIESTINA)
AMMONIZIONE (II INFR)
SAVINI ALBERTO (ALBINOLEFFE)
ADAMO EMANUELE PIO (AVELLINO)
ROMIZI MARCO AUGUSTO (BISCEGLIE)
MORRONE BIAGIO (FOGGIA)
SANTINI CLAUDIO (PADOVA)
LANCINI NICOLA (CAVESE)
ZECCA GIACOMO (CESENA)
CICCONE NICOLA
(VIRTUS FRANCAVILLA)
ROSSI GIANMARIA (IMOLESE)
LOVISA ALESSANDRO (LEGNAGO SALUS)
BUGLIO DAVIDE (LIVORNO)
NUNZIATINI FRANCESCO (LIVORNO)
ACCARDI ANDREA (PALERMO)
MARTIN MALAURY (PALERMO)
CESARETTI CRISTIAN (RAVENNA)
TOMEI MATTEO (RAVENNA)
OFFREDI DANIEL (TRIESTINA)
SARNO VINCENZO (TRIESTINA)
MAZZOLO FRANCESCO (VIRTUSVECOMP VERONA
)
URSO OLIVER (VITERBESE)

AMMONIZIONE (I INFR)
MINELLI ALESSANDRO (BARI)
RILLO FRANCESCO (CASERTANA)
ADORANTE ANDREA
(VITUS FRANCAVILLA)
CALCAGNO MATTEO
(VIRTUS FRANCAVILLA)
FEDATO FRANCESCO (GUBBIO)
TOMMASINI CHRISTIAN (IMOLESE)
ELIZALDE FERREIRA EDGAR JOEL (JUVE STABIA)
BIZZOTTO NICOLA (MONOPOLI)
ANTEZZA STEFANO (PAGANESE)
NDIAYE KHADIM (VIS PESARO)

IL GIUDICE SPORTIVO
F.to Not. Pasquale Marino”. 

 

a cura di Natale Giusti 

La Nave Scuola ‘Whatever It Takes’ Pronta A Salpare (Lo Piano-Saint Red)

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Nella nottata di ieri la nave scuola ‘Whatever It Takes’, capitanata dal comandante Draghi ha incassato la fiducia del Senato; stasera, dopo quella della Camera, potrà sciogliere gli ormeggi e salpare.

La Nave Scuola ‘Whatever It Takes’ Pronta A Salpare (Lo Piano-Saint Red)

Capitan Draghi, non è mai stato un Marco Polo, un Cristoforo Colombo, un Ferdinando Magellano, non ha mai effettuato traversate oceaniche, non ha mai solcato mari in tempesta.

Al contrario, ha scalato vette ‘inaccessibili’, cosa che nessun altro Italiano era riuscito a fare in questi ultimi decenni.

Ha vissuto la maggior parte della sua vita in stanze di potere, è stato politico ed economista al tempo stesso: questo gli ha permesso di arrivare alle più alte cariche della Finanza Italiana, Europea nonché Mondiale.

Dai prossimi giorni, Draghi dovrà cavalcare mari pericolosi anche se, almeno per il momento, dal punto di vista politico, i venti non sono di burrasca ma di bonaccia.

La maggioranza in Senato si è ottenuta grazie alla collaborazione fattiva dei partiti politici di maggioranza e minoranza, anche se le defezioni di alcuni Senatori, hanno contribuito a creare una piccola frattura.

Ora che la nave ‘Whatever it Takes’, sta per salpare, è normale che tutti i partiti ambiscano ad un posto in coperta: sarà compito del Comandante Draghi assegnare a ciascuno il proprio spazio.

Questa sarà il compito più difficile per Draghi: accontentare tutti non è possibile, neppure avendo più comandanti in capo.

Il destino degli ammutinati sarà l’espulsione secondo le direttive dei vari partiti di appartenenza, anche se sarebbe più giusto rispettare le diversità di pensiero.

Redazione

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VIDEO Collegati:

Le comunicazioni del Presidente Draghi alla Camera (VIDEO e Testo)

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Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine della discussione generale sulle dichiarazioni programmatiche, ha tenuto l’intervento di replica alla Camera dei Deputati.

Le comunicazioni del Presidente Draghi alla Camera (VIDEO e Testo)

Buonasera,
ho ascoltato con grande interesse il dibattito di oggi e ne ho tratto molti spunti. Cercherò di rispondere al maggior numero dei punti rilevati, alcuni erano già stati trattati nell’intervento di ieri, o nella replica, quindi credo che quelli che enumererò dovrebbero coprire gran parte degli interventi odierni.

Un primo punto riguarda cosa fare con le piccole e medie imprese. In merito vi sono tre aspetti: uno è l’emergenza, un altro riguarda la preparazione delle piccole medie imprese per la ripartenza, quando la pandemia comincerà ad attenuarsi. E poi sono stati sollevati due o tre esempi di tutele specifiche per le piccole medie imprese italiane.

Sul primo aspetto, cioè l’emergenza, quel che è stato fatto da noi ricalca abbastanza bene e da vicino ciò che è stato fatto in altri paesi europei, almeno dal punto di vista qualitativo. Per il secondo aspetto, la questione è un pochino più di medio periodo e questo comporta e incrocia internazionalizzazione, accesso al capitale, investimenti, allo scopo di rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva. La strada è quella di sostenere il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, di potenziare il credito di imposta per gli investimenti, ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e anche quello per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese. Dobbiamo estendere a queste e rendere facilmente fruibile il piano nazionale della Transizione 4.0, per favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Il terzo aspetto riguarda tutele specifiche, la tutela del made in Italy e la tutela contro la concorrenza sleale che le piccole e medie imprese possono dover affrontare. Qui vi dico subito che l’impegno del Governo è totale.

Un secondo punto riguarda la corruzione. Un Paese capace di attrarre investitori, anche internazionali, deve difendersi dai fenomeni corruttivi. Rappresentano un pericolo di ingerenza criminale, anche da parte delle mafie, e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza. Nella replica di ieri, a proposito dello sviluppo nel Mezzogiorno, ho detto: sì, certo, c’è il credito d’imposta, ma la prima cosa è assicurare legalità e sicurezza. Gli altri strumenti si possono usare, si devono usare, ma se manca quella base..

Con riguardo al settore degli appalti pubblici, tradizionalmente sensibili al tema della trasparenza delle procedure e della corretta selezione degli operatori, centrale è il ruolo dell’Anac, anche per i suoi compiti di vigilanza collaborativa con le amministrazioni pubbliche. Una delle chiavi per combattere la diffusione della corruzione è rappresentata dai presidi di prevenzione. Ovvero da quegli strumenti anche di natura pattizia con cui si fa schermo ai tentativi di interferenza illecita esercitata a fini corruttivi. Tuttavia molto resta da fare in vista della prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi di carattere ancora troppo formali. Questi meccanismi impegnano pubblici funzionari, cittadini e imprese in numerosi adempimenti che sottraggono tempo e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire fenomeni di illegalità. Qui la semplificazione avrebbe una funzione anti-corruttiva. Dobbiamo spostare l’asse degli interventi su un piano più sostanziale, puntando sui due cardini di un’efficace politica di prevenzione, trasparenza e semplificazione. La trasparenza della pubblica amministrazione è il presupposto logico. I cittadini devono poter far sentire la loro voce. E’ la base per la responsabilità. Quindi accesso alle informazioni, siano essi dati quantitativi o qualitativi. Questo consente ai cittadini di analizzare l’attività e i processi decisionali pubblici. Il tutto in un virtuoso rapporto di collaborazione tra istituzioni e collettività amministrate, che veda rispettato il principio del coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle scelte e riesca ad alimentare e consolidare la fiducia nelle istituzioni, ma anche il necessario controllo sociale.

La semplificazione dei procedimenti amministrativi serve per snellire e accelerare i processi decisionali pubblici. Sono proprio le farraginosità degli iter, la moltiplicazione dei passaggi burocratici, spesso, la causa inaccettabile di ritardi amministrativi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti.

Sulla criminalità solo un’osservazione: è vero che i dati quantitativi sulla criminalità nel corso degli anni sono andati migliorando, ma la percezione che ne hanno i cittadini no. Deve essere la percezione a guidare l’azione, a stimolare un’azione sempre più efficace.

Sulla giustizia. Non c’è dubbio che bisognerà intraprendere azioni innovative per migliorare l’efficienza della giustizia civile e penale, quale servizio pubblico fondamentale che rispetti tutte le garanzie e i principi costituzionali che richiedono, ad un tempo, un processo giusto e un processo di durata ragionevole, in linea con la media degli altri Paesi europei.

Come ho detto ieri in Senato nel discorso di replica, e tengo a ribadirlo anche in questa sede, dobbiamo impegnarci a tutelare il sistema economico contro il rischio di infiltrazioni criminali, conseguente all’immissione di flussi di denaro e di risorse pubbliche anche provenienti dall’Unione Europea. Infine, ma non meno rilevante, in tempi di pandemia non dovrà essere trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposti al rischio della paura del contagio e particolarmente colpiti dalle misure necessarie per contrastare la diffusione del virus.

Sullo sport, una breve considerazione. Il fatto che non abbia detto nulla non vuol dire che non sia importante. E’ un mondo profondamente radicato nella nostra società, nell’immaginario collettivo ed è stato fortemente colpito dall’emergenza della pandemia. Questo governo si impegna a preservare e sostenere il sistema sportivo italiano tenendo conto della sua peculiare struttura e dei molteplici aspetti che lo caratterizzano, non solo in relazione all’impatto economico, agli investimenti e ai posti di lavoro, ma anche per il suo straordinario valore sociale, educativo, formativo. Penso infine ai grandi eventi sportivi nazionali ed internazionali, la cui massima espressione saranno i Giochi Olimpici di Milano e Cortina che l’Italia ospiterà nel 2026. Il lavoro che dobbiamo sviluppare per prepararci al meglio all’evento è già una manifestazione di fiducia sul futuro dell’Italia, sia al suo interno sia all’estero, oltre che un’occasione per il suo sviluppo, specie nel campo delle infrastrutture, del turismo, dell’innovazione tecnologica, della ricerca, della sostenibilità ambientale.

Su altri due argomenti che sono stati sollevati oggi, turismo e fisco, ho già risposto ieri. Per il turismo ho risposto semplicemente dicendo che se c’è un settore che riparte, sicuramente è quello. In merito non abbiamo dubbi. Mentre magari per altri settori tecnologici non lo sappiamo, il turismo è sicuro che riparte, perché siamo l’Italia, quindi merita sostegno.

Bene. Spero condividiate questo sguardo costantemente rivolto al futuro, che confido ispiri lo sforzo comune verso il superamento di questa emergenza sanitaria e della crisi economica. E che certamente caratterizzerà, nelle mie ambizioni, l’azione di questo governo.

Grazie.

Redazione

Testo dalla Camera – Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

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Bucchi: “Il periodo calcistico più bello? Quando arrivai a Perugia”

L’ex allenatore del Perugia Cristian Bucchi non ha esiti nel definire il suo periodo calcistico più bello, quello da calciatore a Perugia 

Cristian Bucchi, che ha ormai lasciato la panchina del Grifone quattro anni fà, questo pomeriggio su Radio Kiss Kiss ha ricordato il suo periodo calcistico più bello. Dopo il fallimento della Sambenedettese il giovane Bucchi passò alla Settempeda di San Severino Marche in Promozione. Fu lì che segnò praticamente a tutta la categoria. Non c’era difesa che riuscisse a marcarlo. Tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Inzaghi dei poveri”. “Feci qualcosa come 56 reti in due stagioni – la media di un gol a partita. Il trampolino fu lanciato. A tendergli la mano fu nell’annata della svolta, 1998/99 – il Ds del Perugia Ermanno Pieroni, che mi portò al primo incontro con Gaucci. Solo l’inizio di un sogno. Non pensavo avessi mai potuto esordire in serie A così presto. Castagner credette in me e mi fece giocare titolare – era il 27 settembre 1998, il Perugia attendeva al Curi la Lazio -. Segnare il primo gol in A contro Marchegiani, e poi farlo contro altri tra i migliori portieri di allora, ha rappresentato sicuramente il periodo irripetibile della mia carriera. Negli anni successivi ho avuto altre soddisfazioni, ma quelle sensazioni così emozionali non si sono più ripetute”.  

A cura di Carmine D’Argenio

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Givova Scafati, Ravenna vince al PalaMangano con un super Cinciarini

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Daniele Cinciarini, realizzando ben 40 punti, ed i suoi compagni interrompono la striscia vincente della Givova Scafati, che si è fermata a cinque vittorie consecutiva ed al PalaMangano cede il passo all’Orasì Ravenna 88-91, nel recupero della seconda giornata del campionato di serie A2.
Dopo una prima parte di gara balbettante, soprattutto in difesa, la compagine dell’Agro è riuscita a raddrizzare il tiro e a rimettersi in carreggiata nel terzo periodo, ma nell’ultimo quarto ha ceduto il passo, complice la stanchezza e le indisponibilità degli infortunati Cucci e Marino. Rispetto alle precedenti uscite, infatti, la truppa di coach Finelli ha difeso con poca continuità e con un piglio diametralmente opposto a quello che aveva fatto registrare ottime cose nelle ultime uscite. Il resto lo ha fatto Cinciarini, con una prestazione da incorniciare, autore anche del canestro fuori tempo sul suono della sirena conclusiva che ha chiuso i giochi definitivamente.

LA PARTITA

E’ mortifero l’impatto dell’Orasì Ravenna con il match: la compagine romagnola approfitta di qualche indecisione viaggiante, mostrando un ottimo approccio difensivo e recuperando rimbalzi in attacco che valgono secondi tiri e quindi il vantaggio 5-14 al 6’. E’ sfortunato Palumbo, richiamato in panchina dopo il suo secondo fallo in pochi minuti. L’unico ad andare a segno per i locali è Jackson, mentre è Oxilia per gli ospiti il più pimpante (9-15 al 7’). Sale quindi in cattedra Thomas, che, con l’aiuto di Rossato, permette ai suoi, nonostante le scorribande di Rebec, di chiudere il primo quarto sotto 22-25.

L’inizio del secondo periodo si contraddistingue per il terzo fallo fischiato a Palumbo, richiamato nuovamente in panchina, e per il piglio sempre più energico con cui i giallorossi affrontano il match (22-28 al 12’). Ci pensano allora Musso e Jackson a suonare la carica e a tenere i gialloblù agganciati all’avversario (28-30 al 14’). Ma Ciciarini e Denegri ristabiliscono un buon margine di distacco in meno di un amen (28-35 al 15’). Ogni successivo tentativo dei padroni di casa di azzerare le distanze si rivela vano al cospetto della buona difesa a zona ed organizzazione offensiva della formazione ospite (34-41 al 19’), capace di chiudere avanti 37-49 all’intervallo lungo, in virtù di un break di 0-8 nell’ultimo giro di lancette.

I primi minuti della ripresa sono tutti ad appannaggio degli ospiti, che custodiscono gelosamente il vantaggio accumulato, facendo leva su una difesa forte ed aggressiva e su buone soluzioni di tiro (40-54 al 23’’). Ci pensano Sergio, Thomas, Palumbo e Jackson a confezionare il pacchetto di canestri e punti necessario per rimettere in carreggiata la Givova, brava anche a mettere pressione difensiva sull’avversario, che perde lucidità e si lascia innervosire: così, con un parziale di 13-0, si porta al minimo svantaggio in soli 3’ (53-54 al 26’). L’esperienza di Cinciarini è l’ultimo baluardo dei ravennati (57-61 al 28’), che restano avanti 64-63 alla fine del terzo quarto, nonostante le triple di un ritrovato Palumbo, che si grava purtroppo del quarto fallo in prossimità della sirena.
L’ultimo quarto comincia con errori da una parte e dall’altra che non consentono a nessuno dei due quintetti di prendere il largo (68-70 al 33’). Rebec al 5’ commette fallo antisportivo e, in virtù di un precedente fallo tecnico, è costretto ad uscire anzitempo dal parquet (72-72). E’ ancora Cinciarini a fare pentole e coperchi: due sue triple di fila valgono il 72-78 al 36’. Gli scafatesi non mollano e, grazie al solito Thomas, restano aggrappati all’avversario (79-80 al 37’) e ci credono fino alla fine, arrivando alla perfetta parità 83-83 a 45’’ dalla fine. In sequenza, è poi botta e risposta tra Cinciarini e Thomas, con il primo che sulla sirena conclusiva indovina il canestro della vittoria ospite per 88-91.

LE DICHIARAZIONI

Coach Alessandro Finelli: «La nostra partita difensiva è stata mediocre. Quando nella metà campo difensiva non ci si esprime con continuità per 40’ si corre il rischio, come stasera, di perdere in casa contro una squadra competitiva. Abbiamo subito 25 punti nel primo quarto, 24 nel secondo e addirittura 27 nell’ultimo. Al di là della prestazione balistica di Cinciarini, ci sono molti nostri errori globali, frutto di uno contro uno non tenuti, taglia-fuori senza aggressività e mancate collaborazioni difensive. Non dovrebbero accadere serate come queste, perché il nostro obiettivo è quello di dare continuità alla difesa per 40’ e quindi c’è grande rabbia per come sia andata la partita e per i due punti lasciati all’avversario. Dal punto di vista offensivo, le cose sono invece andate come da programma, raggiungendo i nostri obiettivi, trovando da Jackson una partita sopra le righe, sebbene si sia dovuto adattare a giocare da playmaker per la gravosa situazione falli di Palumbo. Ci è mancata quella sana cazzimma ed identità difensiva, fatta di lavoro duro e sacrificio continuo e questo ci ha impedito di vincere».

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – ORASI’ RAVENNA 88-91
GIVOVA SCAFATI: Musso 5, Grimaldi n. e., Dincic 2, Palumbo 13, Jackson 23, Thomas 27, Sabatino n. e., Rossato 10, Sergio 7, Benvenuti 1, Cucci n. e.. Allenatore: Finelli Alessandro. Assistente Allenatore: Di Martino Umberto.
ORASI’ RAVENNA: Rebec 16, Cinciarini 40, Chiumenti 2, Guidi n. e., Denegri 8, Vavoli n. e., Venuto 6, Maspero 4, Oxilia 9, Simioni, Buscaroli n. e., Givens 6. Allenatore: Cancellieri Massimo. Assistenti Allenatori: Savignani Bruno e Taccetti Francesco.
ARBITRI: Caforio Angelo di Brindisi, Mottola Christian di Taranto, Salustri Valerio di Roma.
NOTE: Parziali: 22-25; 15-24; 26-15; 25-27. Falli: Scafati 21; Ravenna 33. Usciti per cinque falli: Chiumenti. Espulsi: Rebec. Tiri dal campo: Scafati 21/55 (38,2%); Ravenna 32/68 (47,1%). Tiri da due: Scafati 7/21 (33,3%); Ravenna 18/39 (46,2%). Tiri da tre: Scafati 14/34 (41,2%); Ravenna 14/29 (48,3%). Tiri liberi: Scafati 32/39 (82,1%);Ravenna 13/15 (86,7%). Rimbalzi: Scafati 38 (16 off.; 22 dif.); Ravenna 36 (14 off.; 22 dif.). Assist: Scafati 20; Ravenna 17. Palle perse: Scafati 14; Ravenna 12. Palle recuperate: Scafati 1; Ravenna 7. Stoppate: Scafati 4; Ravenna 1.

 

Photo Credit: Gianmarco Ferrara

150 milioni di euro di beni sequestrati ad imprenditore vicino alla mafia

Sequestrati circa 150 milioni di euro dalla GdF di Palermo a noto imprenditore operante nel settore della grande distribuzione alimentare

150 milioni di euro di beni sequestrati ad imprenditore vicino la mafia

Il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso un provvedimento di sequestro patrimoniale nei confronti di LUCCHESE Carmelo, cl. ‘66, noto imprenditore operante nel settore della grande distribuzione alimentare, per un valore complessivo di circa 150 milioni di euro, eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo.

Nell’imponente operazione “SCHITICCHIO” sono stati impegnati oltre 100 militari del Nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo che hanno cautelato un rilevante compendio aziendale, quote societarie, immobili, conti correnti, polizze assicurative e autovetture, anche di lusso.

Oggetto del sequestro è in particolare la società GAMAC Group s.r.l., con sede legale a Milano, che gestisce 13 supermercati tra Palermo e provincia (Bagheria, Carini, Bolognetta, San Cipirello e Termini Imerese) che, come disposto nel citato provvedimento, viene contestualmente affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo, con il compito di garantire la continuità aziendale e mantenere i livelli occupazionali per preservare i diritti dei lavoratori, dei fornitori e della stessa utenza.

La ricostruzione operata dalla Procura della Repubblica- D.D.A. e accolta dai giudici della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, sulla base degli accertamenti svolti dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, ha consentito di evidenziare come Carmelo LUCCHESE, pur essendo incensurato, sia da ritenere un imprenditore colluso alla criminalità organizzata, posto che il medesimo, seppure non organicamente inserito nell’organizzazione criminale, ha sempre operato sotto l’ala protettiva di Cosa Nostra.

È stato necessario analizzare e riscontrare le precise e puntuali dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia, nonché valorizzare in chiave unitaria le risultanze investigative raccolte in diversi procedimenti penali; tale complessa ricostruzione ha consentito di evidenziare strutturati contatti del proposto con la famiglia mafiosa di Bagheria, e far emergere i vantaggi “imprenditoriali” di cui ha potuto beneficiare nel tempo.

Alla luce delle penetranti investigazioni svolte dalle Fiamme Gialle palermitane, il Tribunale ha ritenuto ricorrenti gli elementi per ritenere il proposto un soggetto socialmente pericoloso in quanto appartenente, anche se non partecipe, al sodalizio mafioso, alla luce della vicinanza con esponenti di vertice della consorteria bagherese, grazie alla quale il LUCCHESE è riuscito a:

  • espandersi economicamente nel settore, acquisendo, avvalendosi di interventi di “Cosa nostra”, ulteriori attività commerciali;
  • scoraggiare la concorrenza anche attraverso atti di danneggiamento;
  • risolvere controversie sorte con alcuni soci, ottenendo in loro pregiudizio la possibilità di rilevare l’impresa contesa e beneficiando peraltro di una dilazione nei pagamenti;
  • evitare il pagamento del “pizzo” nella zona di Bagheria e, grazie alla mediazione mafiosa della locale famiglia, contrattare la “messa a posto” con altre articolazioni palermitane di “Cosa nostra”.

In una logica di reciproco vantaggio, il proposto ha remunerato con ingenti somme gli esponenti mafiosi, assumendo anche loro familiari nei propri punti vendita, quale riconoscimento del loro determinante intervento in momenti cruciali nel percorso di espansione commerciale dell’attività imprenditoriale.

Inoltre, le ricostruzioni operate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, hanno consentito agli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo di valorizzare anche la disponibilità manifestata dal LUCCHESE alla consorteria mafiosa di Bagheria di un appartamento per dare rifugio a Bernardo PROVENZANO nell’ultimo periodo della latitanza.

Infatti proprio in coincidenza temporale con i più significativi interventi del sodalizio mafioso in favore della GAMAC, si è registrato una crescita esponenziale della società, che si è trasformata dall’iniziale impresa familiare in una realtà in forte sviluppo che ha incrementato costantemente il proprio volume d’affari arrivando a fatturare oltre 80 milioni di euro nel 2019.

Tenendo conto della ricostruita risalente vicinanza al sodalizio criminale, il Tribunale ha disposto il sequestro dell’intera attività imprenditoriale svolta dal LUCCHESE – qualificata come impresa mafiosa – e di tutto il patrimonio nella sua disponibilità.

Oltre al sequestro dell’interno compendio aziendale e delle quote sociali della GAMAC Group s.r.l., sono stati cautelati e parimenti affidati ad un amministratore giudiziario affinché li gestisca nell’interesse della collettività:

  • 7 immobili di cui una villa in zona Pagliarelli a Palermo;
  • 61 rapporti bancari e 5 polizze assicurative;
  • 16 autovetture, tra cui 2 Porsche Macan.

Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.

Adduso Sebastiano

Un milione e 300mila euro sequestrati ad Ente di accoglienza immigrati

Oltre un milione e 300mila euro sequestrati dalla GdF di Agrigento ai responsabili della Omnia Academy in conti correnti e immobili

Un milione e 300mila euro sequestrati ad Ente di accoglienza immigrati

La Guardia di Finanza – Compagnia di Agrigento, su delega del Procuratore Aggiunto, Dott. Salvatore Vella e del sost. Dott.ssa Elania Manno, ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure coercitive ed un contestuale  decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre un milione e trecentomila euro, emessi dall’ufficio del G.I.P. del Tribunale di Agrigento nei confronti di sei persone gravemente indiziate dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di truffe ai danni dello Stato, realizzate nell’ambito della gestione di un Ente, che, in partenariato con numerosi Comuni della provincia, si occupa di accoglienza e ospitalità di soggetti extracomunitari richiedenti asilo.

Gli indagati coinvolti, a vario titolo, nella gestione amministrativa, contabile ed operativa della nota associazione di promozione sociale Omnia Academy con sede a Favara, sono accusati di aver fraudolentemente ottenuto contributi e finanziamenti pubblici per oltre un milione e trecentomila euro, pari alla somma delle rette giornalmente ottenute per l’accoglienza di migranti fittiziamente presenti nelle varie strutture gestite dall’associazione, alle spese fittiziamente sostenute ed illecitamente fatturate ai danni dei vari Enti locali preposti all’erogazione dei contributi, nell’ambito dei progetti S.P.R.A.R . (Sistema di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Le indagini di polizia economico-finanziaria affidate agli investigatori della Guardia di Finanza di Agrigento hanno permesso di dimostrare che i responsabili della Omnia Academy, nel corso degli anni, hanno reiteratamente sottoscritto e presentato false dichiarazioni circa l’effettiva presenza degli ospiti nei vari centri di accoglienza gestiti dall’associazione, false rendicontazioni e attestazioni  di spesa – documentate da fatture per operazioni inesistenti per oltre un milione di euro-, omettendo anche di comunicare l’allontanamento dei migranti dai propri centri di accoglienza.

I provvedimenti cautelari in esecuzione sono stati richiesti ed ottenuti al fine impedire ulteriori condotte truffaldine da parte degli indagati, cui viene inibita la possibilità di contrarre con la Pubblica Amministrazione ed imposto l’obbligo di presentazione alla p.g..

Nei loro confronti è stato, altresì, disposto il sequestro del profitto del reato, ovvero di altri beni nella loro disponibilità di valore equivalente al profitto delle condotte criminose loro contestate.

Nel corso dell’operazione sono stati individuati e sottoposti a vincolo cautelare dalla Guardia di Finanza decine di conti e rapporti bancari e finanziari riconducibili agli indagati, dieci unità immobiliari, tra cui due lussuose ville nel territorio agrigentino, e altri beni registrati, che in caso di condanna, sono suscettibili di confisca a ristoro del danno economico patito dall’Erario pubblico.

 Adduso Sebastiano

Festa abusiva in hotel a Torre Annunziata per il compleanno di un 43enne

Torre Annunziata: festa abusiva in hotel per il compleanno di un 43enne. Sanzionate 57 persone, una denuncia e struttura chiusa per 5 giorni.

Festa abusiva in hotel a Torre Annunziata per il compleanno di un 43enne

Ieri pomeriggio gli agenti di Polizia del Commissariato di Torre Annunziata, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Vittorio Veneto a Torre Annunziata hanno udito schiamazzi e musica ad alto volume provenienti da un ristorante.
I poliziotti, una volta entrati, hanno constatato che il locale era addobbato con palloncini, che erano stati allestiti tavoli da buffet anch’essi decorati con candele e festoni e che era stata predisposta una consolle per la musica.
Gli operatori hanno identificato 57 persone, tra invitati e organizzatori alcuni dei quali con pregiudizi di polizia,  accertando che era in corso una festa per un compleanno di 43 anni, e le hanno sanzionate per inottemperanza alle misure anti Covid-19; inoltre, uno degli invitati, un 44enne di Macerata Campania, è stato denunciato per aver violato la misura dell’avviso orale aggravato dal divieto di possedere o utilizzare apparati di comunicazione radiotrasmittente, cui è sottoposto, perché trovato in possesso di un cellulare.
Il gestore del locale è stato sanzionato per inottemperanza alle misure anti Covid-19; infine, è stata disposta la chiusura della struttura per 5 giorni.

Festa abusiva in hotel a Torre Annunziata per il compleanno di un 43enne / Redazione Campania / Stéphanie Esposito Perna

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Ischia: sorpreso a spacciare all’approdo degli aliscafi, arrestato

Due persone raggiunte e bloccate a Ischia: una, lo spacciatore, appena scesa dall’aliscafo. L’altro, un giovane con una bustina di marijuana.

Ischia: sorpreso a spacciare all’approdo degli aliscafi, arrestato

Ieri pomeriggio gli agenti di Polizia del Commissariato di Ischia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Iasolino a Ischia una persona che, dopo essere scesa dall’aliscafo, con atteggiamento circospetto ha raggiunto un giovane nei pressi della biglietteria.
I poliziotti hanno raggiunto e bloccato i due trovando l’uomo che poco prima era sbarcato in possesso di 3450 euro ed il giovane di una bustina con circa 1,5 grammi di marijuana.
Inoltre, gli operatori hanno effettuato un controllo presso l’abitazione del giovane dove hanno sorpreso il fratello in possesso di numerose bustine contenenti marijuana per un peso complessivo di 2 kg circa, di un panetto di 15 grammi circa di hashish, di un bilancino, di diverso materiale per il confezionamento della droga e di 3370 euro.
L’uomo, un 20enne di ischitano, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Redazione Campania / Stéphanie Esposito Perna

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Vairano Scalo (CE): arrestato spacciatore in flagranza di reato

Vairano Scalo (CE): arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio, di  R.R. cl.1977, già sottoposto alla detenzione domiciliare per altri reati, e della sua convivente.

Vairano Scalo (CE): arrestato spacciatore in flagranza di reato

I carabinieri della Stazione di Vairano Scalo (CE), in Vairano Patenora (CE), nel corso di un servizio di controllo del territorio volto a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio, di  R.R. cl.1977, già sottoposto alla detenzione domiciliare per altri reati, e della sua convivente R.A., cl. 1980, entrambi residenti a Vairano Patenora.

Nella circostanza i militari dell’Arma hanno sorpreso la donna nei pressi della villa comunale sita in via Cadorna di Vairano Patenora fraz. Scalo, mentre cedeva 9 dosi di crack per un peso complessivo di gr.3,20 ad una acquirente che le corrispondeva la somma in denaro contante pari a 140 euro. La successiva perquisizione domiciliare, effettuata a carico della spacciatrice, effettuata presso l’abitazione occupata unitamente al convivente, ha consentito di rinvenire, sul tavolo della cucina, un bilancino di precisione e materiale in cellophane necessario per il confezionamento delle dosi, oltre a gr. 0,30 di crack, occultati in un mobile del salotto.

Gli immediati sviluppi investigativi hanno consentito di ricostruire le fasi della cessione dello stupefacente, che erano state concordate dall’acquirente mediante una chat whatsApp intrattenuta proprio con R.R. che, dall’abitazione, dirigeva l’operazione.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.

R.R. è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, mentre R.A. è stata accompagnata ai domiciliari, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Lorenza Sabatino

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Arrestato titolare di studio commerciale del Cilento dalla GdF Salerno

Arrestato titolare di studio commerciale del Cilento dalla GdF Salerno tramite Operazione “Premiata Stamperia Cilentana”. La Guardia di Finanza di Salerno arresta il titolare di un noto studio commerciale del Cilento ed un suo dipendente. Sequestrati beni per 5 milioni di euro.

Arrestato titolare di studio commerciale del Cilento dalla GdF Salerno

Su disposizione di questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nei confronti di 8 soggetti, ritenuti a vario titolo responsabili di una serie di reati di natura tributaria.

Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione trasmessa da Equitalia. Due professionisti di uno studio commerciale di Casal Velino (SA) avevano esibito documenti e certificazioni false, facendo in questo modo risultare dei pagamenti in realtà mai avvenuti, per ottenere lo sgravio di cartelle esattoriali oppure risolvere a favore dei propri clienti il contenzioso con il Fisco davanti alle Commissioni Tributarie.

Sotto la direzione di questa Autorità Giudiziaria, i Finanzieri della Tenenza di Vallo della Lucania hanno così avviato accurate investigazioni, anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno svelato il modus operandi degli indagati. Il titolare dello studio impartiva infatti precise disposizioni sia al nipote, che lavorava alle sue dipendenze come ragioniere, nonché alle due segretarie, che avevano il compito di predisporre tutta la documentazione fiscale – rigorosamente falsa – per soddisfare le diverse “esigenze” dei clienti in difficoltà.

Proprio grazie alle attività di ascolto, è apparso subito evidente che quattro di questi ultimi erano pienamente consapevoli della natura illecita degli “aggiustamenti” contabili adottati dal consulente, manipolazioni che avevano consentito loro un indebito risparmio di imposte quantificato dalle Fiamme Gialle in oltre 2 milioni di euro.

La successiva perquisizione dello studio del professionista ha portato alla luce una vera e propria “stamperia” di documentazione fiscale “tarocca”: dalle fatture per operazioni inesistenti, create ad hoc per la deduzione di spese nei fatti non sostenute, ai crediti d’imposta fittizi da portare in compensazione ed annullare così i debiti con l’Erario, alle buste paga attestanti il finto versamento dei contributi a favore dei dipendenti. Neppure sono mancati i titoli di spesa falsi, utilizzati per documentare degli acquisti mai effettuati e ricevere quindi i finanziamenti pubblici per gli investimenti delle imprese.

Più di 2000 i documenti del tutto falsi acquisiti nel corso delle indagini, testimonianza concreta dell’ampiezza e della disinvoltura delle condotte illecite poste in essere con sistematicità nell’arco di sei anni, tra il 2012 ed il 2018. Una professionalità tale da destare il notevole allarme sociale che ha indotto il G.I.P. del locale Tribunale ad adottare la misura cautelare che dispone gli arresti domiciliari, nonché il divieto di esercizio della professione, nei confronti del commercialista (B. F. di anni 79) e del nipote, suo principale collaboratore (F. P. di anni 48).

Per garantire il pagamento delle somme dovute all’Erario, il Giudice ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità di tutti gli indagati – in primo luogo i beneficiari ultimi dei meccanismi di evasione fiscale messi in piedi dallo studio commerciale , fino alla concorrenza della somma complessiva di 5 milioni di euro.

Allo stato, i militari hanno cautelato disponibilità finanziarie sui conti correnti, quote societarie, beni mobili ed immobili di pregio siti nella Costiera Cilentana. I responsabili degli episodi ricostruiti dovranno ora rispondere dei numerosi delitti di natura tributaria, contro la fede pubblica ed il patrimonio che vengono ipotizzati a loro carico, per i quali rischiano condanne fino a 6 anni di reclusione.

Lorenza Sabatino

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Maxi sequestro: 500 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi (VIDEO)

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Maxi Sequestro della Guardia di Finanza di Napoli: sequestrate al porto 500 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, stoccati senza autorizzazione. Denunciato un responsabile. (VIDEO)

Maxi sequestro: 500 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi (VIDEO)

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro all’interno del porto 500 tonnellate di rifiuti speciali stoccati senza alcuna autorizzazione.

I finanzieri del II Gruppo, nel contesto di specifiche attività di analisi di rischio e di osservazione del territorio, hanno individuato nel sedime portuale partenopeo un’area di circa 500 metri quadri in cui erano ammassate tonnellate di rifiuti speciali, parte dei quali classificabili quali “pericolosi”.

Il sito di stoccaggio illegale si trovava nel più ampio contesto della concessione demaniale di una società amministrata da un 68enne puteolano.

Le Fiamme Gialle hanno rinvenuto tra l’altro, cinque container contenenti rifiuti speciali e non (materiali ferrosi e in legno, lattine di vernice ancora piene), una betoniera, una gru mobile per sollevamento, due automezzi e numerosi motori per camion.

All’interno di cassoni e autocarri erano poi stivati pneumatici usati, materiali ferrosi, tegole e scarti di lavorazione di varia natura.

Al termine l’intera area è stata sottoposta a sequestro e il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per attività di gestione, deposito e stoccaggio di rifiuti senza le previste autorizzazioni.

Lorenza Sabatino

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Napoli e provincia: esecuzione di misure cautelari per rapina

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Napoli e provincia: esecuzione di misure cautelari nei confronti di 4 indagati per rapina aggravata, tentate rapine e sequestro di persona.

Napoli e provincia: esecuzione di misure cautelari per rapina

Alle prime ore dell’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 indagati (tutti attualmente in libertà) ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di “rapina aggravata, sequestro di persona e tentate rapine aggravate”.

L’attività investigativa – condotta congiuntamente dalla Sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna e dalla Stazione di Sant’Anastasia, avviatasi all’indomani di una rapina con contestuale sequestro di persona, e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli– ha permesso in particolare di:

  1. documentare l’operatività di un gruppo di soggetti dediti alla commissione di rapine in danno di autotrasportatori, operante in Napoli e provincia;
  2. ricostruire compiutamente un episodio consumato (avvenuto l’11.11.2020 a Napoli, conclusosi con il rilascio della vittima in Sant’Anastasia) nel corso del quale l’autotrasportatore è stato temporaneamente sequestrato per consentire la sottrazione di un carico di pneumatici del valore economico stimato in circa 30 mila euro; due episodi tentati – non portati a compimento per la reazione delle vittime – avvenuti, il primo in Casoria il 30.12.2020 (in danno del titolare di una rivendita di tabacchi che, a bordo di un’auto, stava trasportando un carico di tabacchi per un valore di 10 mila euro) ed il secondo in danno di un autotrasportatore di calzature (del valore di circa 200.000 euro).

Gli arrestati sono stati tutti tradotti presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale.

Lorenza Sabatino

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Previsioni meteo Castellammare di Stabia 18-20 febbraio: nubi sparse

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Previsioni meteo Castellammare di Stabia18-20 febbraio 2021: oggi e domani nubi sparse, temperature comprese tra 8 e 15°C. Sabato sereno.

Previsioni meteo Castellammare di Stabia 18-20 febbraio: nubi sparse

Previsioni meteo Castellammare di Stabia, Giovedì 18 Febbraio: giornata caratterizzata da qualche nube sparsa, temperatura minima di 8°C e massima di 15°C. In particolare avremo cielo poco nuvoloso o velato al mattino, qualche nube sparsa al pomeriggio e alla sera. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 15°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 7 sarà di 8°C. I venti saranno deboli da Nord-Est al mattino con intensità di circa 6km/h, deboli da Ovest al pomeriggio con intensità di circa 6km/h, alla sera deboli provenienti da Ovest-Nord-Ovest con intensità di circa 5km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.1, corrispondente a 671W/mq.

Venerdì 19 Febbraio: giornata caratterizzata da qualche nube sparsa, temperature comprese tra 6 e 15°C. Nel dettaglio: nubi sparse al mattino e al pomeriggio, cielo poco nuvoloso o velato alla sera. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 15°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 7 sarà di 6°C. I venti saranno deboli da Sud al mattino con intensità di circa 5km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 6km/h, deboli da Ovest alla sera con intensità di circa 3km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 9 e sarà di 3660m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.2, corrispondente a 680W/mq.

Sabato 20 Febbraio: giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo sereno, temperatura minima di 5°C e massima di 16°C. Nel dettaglio: poche nubi al mattino, bel tempo durante il resto della giornata. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 16°C, la minima di 5°C alle ore 7. I venti saranno deboli da Est-Nord-Est al mattino con intensità di circa 3km/h, al pomeriggio deboli provenienti da Ovest con intensità di circa 5km/h, deboli da Nord-Nord-Est alla sera con intensità di circa 6km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 8 e sarà di 4380m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.6, corrispondente a 709W/mq.

Domenica 21 Febbraio: giornata caratterizzata da soleggiamento diffuso. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 19°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 7 sarà di 5°C. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Est con intensità di circa 6km/h, deboli da Sud al pomeriggio con intensità di circa 5km/h, alla sera deboli da Est-Sud-Est con intensità tra 3km/h e 8km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 4.7, corrispondente a 719W/mq.

Lorenza Sabatino

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Scovati in un’erboristeria oltre 700 mila medicinali anti-covid non autorizzati

Oltre 700 mila confezioni di medicinali e preparati a base vegetale dichiarati come efficaci per la cura del “Coronavirus”, trovati in un’erboristeria del quartiere Esquilino, denunciato un cinese per vendita abusiva di farmaci e frode in commercio.

GDF Roma: scovati in un’erboristeria oltre 700 mila medicinali anti-covid non autorizzati. Operazione Anatrante: sequestro preventivo per traffico di influenze illecite, ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio

Roma- I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno scoperto oltre 700 mila confezioni di medicinali e preparati a base vegetale, gran parte dei quali dichiarati come efficaci per la cura del “Coronavirus”. Sono stati trovati in un punto vendita ubicato nel quartiere Esquilino, i militari hanno denunciato una persona alla locale Procura della Repubblica per vendita abusiva di farmaci e frode in commercio.

La scoperta delle Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano è avvenuta durante un controllo di routine, quando si sono imbattute in un’erboristeria gestita da un cittadino di nazionalità cinese, al cui interno erano esposti farmaci di cui non è autorizzata la vendita in Italia. La perquisizione, estesa in tutti gli spazi dell’esercizio commerciale, ha permesso di rinvenire pastiglie, pillole, composti di erbe e tisane provenienti dalla Cina, recanti etichette prive di traduzione in lingua italiana e sprovvisti dell’autorizzazione “AIC” (Autorizzazione per l’Immissione in Commercio) rilasciata dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Gran parte dei preparati erano posti in vendita come “proposta terapeutica contro il Covid-19” e avrebbero potuto trarre in inganno gli ignari consumatori.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo messo in atto dalla Guardia di Finanza di Roma per contrastare le pratiche commerciali scorrette connesse con l’emergenza epidemiologica in atto e tutelare la salute dei cittadini.

Nella stessa giornata, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito una serie di sequestri preventivi nei confronti di un gruppo di persone resosi responsabile, in concorso tra loro, del reato di traffico di influenze illecite (aggravato dal reato transnazionale) oltre che, a vario titolo, di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio. L’operazione è stata diretta e per equivalente dal GIP del Tribunale di Roma nonché, in via d’urgenza, dalla stessa Procura della Repubblica capitolina.

Le investigazioni riguardano gli affidamenti, per un valore complessivo di 1,25 miliardi di euro, effettuati dal Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 a favore di 3 consorzi cinesi per l’acquisito di oltre 800 milioni di mascherine di varie tipologia, effettuate con l’intermediazione – non contrattualizzata dalla predetta Struttura – di alcune imprese italiane, cioè la Sunsky s.r.l. di Milano, la Partecipazioni s.p.a., la Microproducts IT s.r.l. e la Guernica s.r.l. di Roma. A fronte della suddetta attività di intermediazione e dei connessi affidamenti, le predette società hanno percepito commissioni per decine di milioni di euro dai consorzi cinesi risultati affidatari delle forniture dei richiamati dispositivi di protezione individuale (in particolare, mascherine chirurgiche, nonché del tipo FFP2 e FFP3).

I finanzieri hanno sottoposto a sequestro le quote societarie della citata Guernica s.r.l., disponibilità finanziarie, polizze assicurative, immobili in Roma, Pioltello (MI) e Ardea (RM), auto e moto di lusso, gioielli e orologi di pregio nonché uno yacht, il tutto per un valore complessivo stimabile in circa 70 milioni di euro. Le misure cautelari reali riferite alle citate società sono state emesse anche in relazione all’illecito amministrativo previsto e punito dagli artt. 5 e 25 del D.Lgs. n. 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa degli enti dipendenti da reato.

Redazione Lazio/Maria D’AURIA

Roma, controlli della PL: daspo per i Centurioni del Colosseo

Polizia Locale, tutela decoro urbano e contrasto all’abusivismo commerciale: sanzioni e daspo per i centurioni al Colosseo. Un migliaio gli articoli sequestrati

Roma, controlli della PL: daspo per i Centurioni del Colosseo ed un arresto per furto aggravato

Roma- Continuano i controlli da parte della Polizia Locale a tutela del decoro e per contrastare i fenomeni legati all’abusivismo commerciale. Ieri mattina, gli agenti del I Gruppo Trevi hanno fermato due cittadini di nazionalità italiana, di 47 e 50 anni, vestiti da “centurioni” che cercavano di avvicinare turisti e passanti in largo Agnesi: i due sono stati fermati e, una volta terminate le procedure di identificazione, è stata applicata una sanzione di 400 euro e un ordine di allontanamento secondo quanto previsto dal Regolamento di Polizia Urbana. I costumi dei centurioni sono stati posti sotto sequestro.

In totale sono circa mille gli articoli sequestrati nella sola giornata di ieri al termine dei controlli nelle principali vie e piazze del Centro Storico e del quartiere Prati.

Nella stessa giornata, a Piazza Vittorio, durante l’attività di vigilanza per i consueti controlli nella zona, una pattuglia della Polizia Locale capitolina ha sorpreso un uomo intento a rubare all’interno di un veicolo.

L’uomo, un cittadino di nazionalità algerina di 42 anni, si trovava nei pressi di via Principe Eugenio, ed è stato subito notato dagli agenti mentre cercava di sottrarre alcuni oggetti all’interno di un veicolo. Alla vista della pattuglia, il ladro ha tentato di darsi alla fuga ma, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato e arrestato dagli agenti del I Gruppo “ex Trevi” con l’accusa di furto aggravato. È stato poi condotto presso gli uffici di via della Greca. Questa mattina è stato sottoposto a processo con rito direttissimo al termine del quale c’è stata la convalida dell’arresto e la condanna ad un anno di carcere, oltre alla misura del divieto di dimora nel territorio capitolino.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Gattuso: “Granada rognoso. In ogni famiglia c’è lo screzio. Ma prima il rispetto”

Gattuso in Conferenza Stampa pre Granada considera l’affrontare la squadra spagnola non un fatto di esperienza, quanto piuttosto questione rognosa 

Il Napoli rimaneggiato affronta domani un Granada che anch’esso non se la passa bene dal punto di vista delle assenze. Luis Suarez tra i più significativi giocatori avversari dovrà star fuori un mese, saltando così pure la gara del ritorno. Stesso dicasi per l’altro elemento importantissimo per loro, Soldado; stando fuori 12 settimane stimate per infortunio. Acciaccata anche la vecchia conoscenza del calcio italiano Maxime Gonalons. Federico Guerra, procuratore del giocatore ha simpaticamente fatto sapere come voglia giocare a tutti i costi a Napoli; non avendolo mai fatto fare ai tempi della Roma. Diego Martinez, allenatore del Granada, finora ha impiegato ben 33 calciatori, non avendo mai avuto tutti a disposizione al completo. I risultati si sono visti. Nelle ultime sette gare la sua è la peggior difesa del campionato spagnolo. Con 4 sconfitte e 3 pareggi così si presenta in Conferenza: “Appuntamento storico per noi. Napoli è tra i club più importanti d’Italia. E’ difficile stabilire chi giocherà per le tante nostre defezioni. Ma in epoca Covid, normale sia così. Dovremmo ripetere lo spirito di Maiorca. Ma non sarà facile. Andiamo a giocare con le farfalle nello stomaco“.

Gennaro Gattuso, allenatore dl Napoli, si attesta sulla stessa linea di coraggio oltre gli indisponibili, il Covid, gli infortuni. Curioso come entrambi i tecnici abbiano scelto il non piangersi addosso. Superare le difficoltà ‘del tutto contro’, sembra il diktat scelto. Compattare l’ambiente contro le avversità esterne per esser più forte del duellante. Gattuso indica rognosa, partita e squadra avversa. A dare la misura della battaglia da portar avanti nei 180 minuti dei sedicesimi di Europa League. “Il Granada poco esperto in Europa poco c’entra. – Prima di richiamare al rispetto del Presidente – che è quello che ci mette i soldi, compra i giocatori e paga gli stipendi. Le discussioni possono esserci, come nelle migliori famiglie; ma prima di tutto c’è sempre e viene prima il rispetto e l’educazione. Fa piacere quando è presente come contro l’Atalanta. Giusto far sentire unità e calore“.

 

A cura di Carmine D’Argenio

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Il Wwf parte civile nel processo contro il “Sikania resort”

Il Wwf si costituisce parte civile nel processo contro la struttura alberghiera sequestrata nel 2018 dalla GdF di Caltanissetta (VIDEO DI REPERTORIO)

Il Wwf parte civile nel processo contro il “Sikania resort”

Ieri presso il Tribunale penale di Gela si è svolta la prima udienza del processo contro il “Sikania Resort” per inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) e deturpamento di bellezze naturali (art. 734 c.p.). Nel 2018 la Procura delle Repubblica avviò un’indagine accertando che per la realizzazione dell’area balneare del villaggio turistico furono sbancate e distrutte le dune costiere e la macchia mediterranea, con grave danno ambientale, ecologico, floro-faunistico e paesaggistico all’interno del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) “Torre Manfria”, area protetta e sottoposta a vincolo naturalistico.

Così il resort fu sottoposto a sequestro dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta, che accertò anche la violazione delle prescrizioni inserite nelle concessioni ed autorizzazioni rilasciate sia dal Comune di Butera comune della provincia di Caltanissetta sia dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia.

Il WWF Sicilia Centrale, rappresentato e difeso dall’avv. Salvatore Patrì del foro di Caltanissetta, ha presentato l’istanza di costituzione di parte civile; con il parere favorevole del Pubblico Ministero dott. Ubaldo Leo, il Giudice dott.ssa Marica Marino l’ha accolta ritenendo l’Associazione ambientalista legittimata a costituirsi parte civile, in base alle vigenti norme in materia di “danno ambientale” ed in relazione alle finalità di tutela dell’ambiente e dei beni paesaggistici fatte proprie dallo Statuto del WWF.

Si tratta di un’importante prima vittoria che vede riconoscere al WWF, unica associazione ambientalista che si sia costituita, l’attività svolta da anni sul tema della tutela e conservazione della natura e della biodiversità nel territorio Nissenodichiara Ennio Bonfanti, Presidente di WWF Sicilia CentraleParteciperemo a tutte le udienze del processo con con grande senso di responsabilità e impegno; intanto desideriamo evidenziare la bontà delle risultanze prodotte dal Pubblico Ministero e dalla Polizia giudiziaria, a cui vanno tutti i nostri apprezzamenti per aver condotto indagini così complesse”. “La decisione del Giudice ci sembra importante anche perché è la prima volta che il WWF viene riconosciuto come parte civile in un processo del Tribunale di Gela – dichiara l’avv. Salvatore Patrì – Grazie a tale autorevole determinazione, inoltre, il WWF potrà attivamente collaborare con la Giustizia e concorrere all’accertamento in dibattimento della verità e delle eventuali responsabilità degli imputati. In caso di condanna, chiederemo il pieno risarcimento dei danni patiti dall’Associazione”.

Ecco le dichiarazioni degli Inquirenti in occasione della conferenza stampa organizzata dalla Procura di Gela il 17 gennaio 2018 (fonte):

– il Procuratore Fernando Asaro. Dal 2006 hanno spianato la spiaggia e distrutto le dune. Hanno violato norme a tutela di quell’area. Più ombrelloni e meno dune. Il danno non è irreversibile. Il Gip ha disposto il sequestro preventivo per inquinamento ambientale. Gli imprenditori possono sviluppare attività economiche ma nel rispetto delle norme. L’economia deve rispettare il diritto. Questo vale per il petrolchimico così come per il Sikania

– il Pm Ubaldo Leo. “Quella zona è sottoposta ad un doppio vincolo di tutela. Non è impossibile svolgere attività d’impresa ma bisogna farlo rispettando vincoli. Le dune andavano superate con passerelle e questo non è mai avvenuto. La vegetazione è completamente distrutta. Danni alla zona dunale e retrodunale. I consulenti hanno ammesso che serviranno quindici anni per ripristinare quell’ecosistema”.

IL COMUNICATO DELLA GUARDIA DI FINANZA DEL 17 GENNAIO 2018

La compagnia della Guardia di finanza di Gela ha eseguito nella giornata di ieri 16 gennaio un decreto di sequestro emesso della Procura di Gela, su richiesta del Pubblico ministero, dott. Ubaldo Leo, della struttura turistico alberghiera “Sikania Resort”. Il sequestro preventivo è stato disposto a seguito delle accertate violazioni alle prescrizioni inserite nelle concessioni rilasciate sia dal comune di Butera che dall’Assessorato territorio e ambiente della Regione Sicilia. Ritenute integrate le condotte di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) e distruzione o deturpamento di bellezze naturali (art. 734 c.p.), è stata disposta l’applicazione della suddetta misura cautelare sull’intero complesso, al fine di impedire che il reato commesso porti ad ulteriori conseguenze e consentire, nel prosieguo, il ripristino per quanto possibile dello stato dei luoghi e dell’habitat gravemente deteriorati.

A tal fine l’autorità giudiziaria procedente ha individuato la figura di un amministratore/custode giudiziario che avrà il compito di gestire la struttura alberghiera fino all’attuazione delle prescrizioni imposte. In particolare gli inquirenti hanno accertato come la realizzazione dell’area balneare del villaggio turistico sia avvenuta in violazione delle prescrizioni molto stringenti poste alla base delle concessioni poiché il sito interessato è ricadente all’interno di un’area sottoposta a vincolo naturalistico (S.I.C.. ITA 050011 – “Torre Manfria”).

Fra i tanti vincoli vi era quello di non alterare l’equilibrio generale del sito dal punto di vista floro faunistico e paesaggistico e quello di preservare le caratteristiche formazioni dunali dall’erosione eolica e dal calpestio umano. La struttura, inizialmente gestita dalla società Falconara s.r.l. fu poi data in affitto, nell’anno 2014, alla società Eden s.r.l. di Pesaro. I diversificati accertamenti svolti (raffronto delle immagini satellitari rilevate dal 2006 ad oggi, esame delle planimetrie progettuali acquisite presso l’Assessorato regionale territorio e ambiente di Palermo e l’ufficio del Demanio marittimo di Caltanissetta, rilevamenti fotografici aerei) hanno permesso di accertare come, nel corso degli anni, il cordone dunale preesistente, la cui altezza in alcuni punti raggiungeva anche diversi metri e il cui andamento risultava continuo nel suo sviluppo longitudinale, fosse stato completamente spianato in corrispondenza della struttura alberghiera retrostante per ampliare, arbitrariamente, l’area destinata allo stabilimento balneare e come, le prescrizioni imposte dalle autorità competenti per la sua tutela, fossero state completamente ignorate.

Per tali condotte, sono stati denunciati Pietro Franza (legale rappresentante della società Falconara s.r.l., titolare della concessione edilizia rilasciata dal comune di Butera) e Nardo Filippetti (legale rappresentante della società Eden s.r.l., gestore del complesso turistico). L’attività è stata supportata da una perizia tecnica richiesta dall’autorità giudiziaria al fine di valutare la gravità dell’impatto ambientale. La valutazione dei consulenti ha escluso la possibilità di un danno irreparabile, per questo motivo i reati contestati non sono di più grave entità e soprattutto l’attività del villaggio turistico è stata affidata ad un amministratore giudiziario che curerà l’aspetto delle bonifiche necessarie. Questa nomina permetterà, qualora venga ripristinato lo stato dei luoghi nel rispetto delle prescrizioni imposte dalle concessioni, la normale operatività della struttura.

Adduso Sebastiano

 

Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi in Senato

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La replica del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine della discussione generale sulle dichiarazioni programmatiche (Video e Testo)

Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi in Senato

Voglio ribadire quanto consideri cruciale la funzione e il lavoro del Parlamento nella sfida che stiamo affrontando. In particolare, in relazione al Programma nazionale di Ripresa e Resilienza più volte evocato nel dibattito parlamentare, ho indicato chiaramente come la governance debba essere incardinata nel Ministero dell’Economia e delle Finanze con la strettissima collaborazione dei ministeri competenti per definire e attuare politiche e progetti di settore.

Confermo che il Parlamento sarà informato in modo adeguato e tempestivo sull’impianto complessivo del programma e sulle relative politiche specifiche di intervento.

Ovviamente sono stati sollevati molti temi nel corso del dibattito di oggi e proverò a replicare su alcune questioni puntuali. Spero di coprire almeno gli interventi che mi hanno colpito di più ma certamente mi scuso in anticipo se non dovessi rispondere ad alcune domande.

C’era un punto sull’ambiente e sul concetto di sviluppo sostenibile. Questo è alla base della giustizia tra generazioni che so il Senato sta discutendo nella forma di progetti di legge costituzionale per inserire il concetto nella Costituzione. Questo governo conferma l’impegno di andare in questa direzione.

Secondo punto sull’ambiente. A proposito dell’impatto ambientale, c’è una legge del 2015 che prevede che ci sia una valutazione ex ante ed ex post delle politiche sul capitale naturale. Il Governo conferma il suo impegno su questo punto che d’altronde è in sintonia con le linee guida, anzi segue le linee guida del Pnrr e in accordo con le tematiche del semestre europeo.

Un terzo punto riguarda il coinvolgimento delle parti sociali e di alcuni corpi intermedi. Io – in maniera abbastanza inusuale – ho voluto incontrare durante le consultazioni le parti sociali e alcuni corpi intermedi, quindi confermo l’impegno al loro coinvolgimento nell’attività di Governo. La stessa cosa per quanto riguarda le Regioni: di nuovo, abbastanza insolitamente, durante le consultazioni ho incontrato i rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle Province. E d’altronde, in molte delle cose che ci siamo detti oggi, il loro coinvolgimento non solo è inevitabile ma è essenziale: certe cose non si fanno se non sono discusse con le Regioni.

Sulla cultura stamattina ho detto che l’Italia è una grande potenza culturale riconosciuta in tutto il mondo. E anche per questo durante il G20 daremo grande importanza ai temi della cultura con un incontro dedicato. Naturalmente le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, musica, danza, tutto lo spettacolo dal vivo e ogni arte in generale. La cultura va sostenuta e naturalmente il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità.

La perdita economica è ingente ma ancora più grande sarebbe la perdita dello spirito. Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati, serve fare ancora di più. Soprattutto occorre rinforzare le tutele dei lavoratori e va colta l’opportunità del “Next generation” per potenziare gli investimenti sul patrimonio culturale, sul capitale umano, sulle nuove tecnologie. Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura, in tutte le sue forme, perché è imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese.

Mi scuso per non aver esplicitamente sollevato il problema dell’immigrazione, svolgerò alcune osservazioni su questo. Per quanto riguarda questo problema, la risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità sul tema da parte delle Istituzioni comunitarie ed europee. D’altronde uno dei dossier politici più rilevanti a livello europeo è quello sulle proposte normative presentate dalla Commissione nel settembre dello scorso anno nell’ambito del cosiddetto “Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”. Si tratta di nuove proposte che fanno seguito al fallimento dei negoziati svolti nel periodo 14-19 per la riforma del sistema comune europeo di asilo ma che non sciolgono lo stallo politico che continua a bloccare l’azione dell’Unione Europea specie sulla declinazione del principio di solidarietà. Permane infatti la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, maggiormente esposti ai flussi migratori (Italia, Spagna, Grecia, Malta, in parte Bulgaria) e Stati del Nord ed Est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari di migranti dagli Stati di primo ingresso nel loro territorio.

L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei come Spagna, Grecia, Cipro e Malta, propone come concreta misura di solidarietà – per segnare la specificità della gestione delle frontiere marittime esterne – un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro quota.

Io ho fatto un breve accenno alla necessità di legalità e sicurezza su cui costruire il benessere, la ripresa, la crescita nel Mezzogiorno. Anzi, ho detto che senza legalità e sicurezza non ci può essere crescita. È chiaro che ci sono degli strumenti specifici come il credito d’imposta e anche altri strumenti da concordarsi in sede europea, ma senza riportare legalità e sicurezza è molto difficile crescere.

C’è poi un rischio specifico che corriamo, come è stato detto oggi, proprio in vista della stagione di ricostruzione con i fondi del “Next generation”: quello delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia a seguito della crisi di liquidità che sta interessando diversi settori. Questo pericolo viene costantemente seguito dall’ “Organismo permanente di monitoraggio e analisi” istituito nell’aprile del 2020 presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, a composizione interforze, con l’obiettivo di aggiornare costantemente la mappa delle filiere e delle attività delle mafie al fine di orientare l’azione di contrasto. Particolare attenzione viene anche dedicata all’erogazione dei finanziamenti previsti dalla normativa emergenziale a favore delle imprese e dei cittadini in difficoltà in conseguenza della crisi pandemica.

I prefetti sono stati sensibilizzati a porre la massima attenzione sui maggiori rischi di inquinamento dell’economia legale connessi al contesto emergenziale di oggi. L’obiettivo è anticipare una risposta strutturata dello Stato in termini di prevenzione e contrasto.

Dal monitoraggio effettuato sui seguiti della direttiva, è emerso che diverse Prefetture hanno attivato forme di collaborazione con le Camere di commercio e i Comuni per rendere più incisive le verifiche sui cambi societari intervenuti nelle attività economiche maggiormente a rischio di infiltrazioni malavitose, specie gli esercizi commerciali e il settore turistico alberghiero. Nello stesso contesto, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze da Sace allo scopo di assicurare la completa funzionalità del sistema di garanzia alle banche che finanziano le imprese impedendo l’erogazione di qualunque utilità di fonte pubblica a vantaggio degli operatori economici in odore di condizionamento malavitoso. Un analogo protocollo è stato sottoscritto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con l’Agenzia dell’entrate.

Sul turismo stamattina ho accennato al fatto che alcune imprese potranno non riaprire dopo la pandemia. Ma una che certamente riaprirà è proprio il turismo: quindi investire nel turismo e sostenerlo non significa buttare via i soldi, perché quei soldi tornano indietro.

Per un Paese ad alta vocazione turistica come il nostro si tratta di una questione ovviamente essenziale. Quindi vanno messi in campo misure che permettono alle imprese del turismo di non fallire e ai lavoratori di tutelare i livelli di reddito. Ovviamente l’uscita dalla pandemia è la migliore forma di sostegno ma bisogna impedire che in questo periodo queste imprese falliscano perché poi si perde un capitale che è essenzialmente umano.

Gli interventi di oggi hanno dimostrato una consapevolezza del disastro sanitario, economico, sociale, educativo, culturale. È su questa consapevolezza che questo governo costruirà nei fatti la sua credibilità.

Vi ringrazio della stima che mi avete dimostrato ma anche essa dovrà essere giustificata e validata nei fatti dall’azione del governo da me presieduto. Grazie.

Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi in Senato / Redazione

(foto, video e testo dalla Presidenza del Consiglio: Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi in Senato)

COLLEGATA:

Le dichiarazioni programmatiche del Presidente Draghi (VIDEO e TESTO)