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Italia, il trionfo azzurro ad Euro 2020 accolto dall’antisportività inglese

Italia, è stato un trionfo assoluto quello degli azzurri ad Euro 2020, forse anche più netto di quello del mondiale 2006 in quanto maturato nella parte più difficile del tabellone.

Per arrivare alla vittoria finale gli azzurri hanno dovuto eliminare la numero uno del ranking mondiale, Il Belgio, e la Spagna assoluta dominatrice dell’ultimo decennio. E in finale i padroni di casa dell’Inghilterra, sospinti dai 70.000 di Wembley.

Tutti hanno riconosciuto la vittoria più che meritata degli azzurri. L’Equipe, mai tenero verso gli azzurri, ha titolato “Les Invincibles” sottolineando l’invulnerabilità dell’Italia.

La totale antisportività degli inglesi nei confronti dell’Italia.

Ma c’è qualcuno che nella terra di Albione non è stato dello stesso avviso.

A partire dai reali d’Inghilterra che hanno lasciato lo stadio senza partecipare alla premiazione finale. Roba da far rivoltare nella tomba il principe Filippo, deceduto pochi mesi fa e nonno di William presente allo stadio.

Per continuare con i calciatori inglesi che al momento della premiazione hanno tolto subito dal collo la medaglia del secondo posto. Gesto assolutamente antisportivo che stride con quanto fatto da Guardiola un mese fa.

Il tecnico del City, sconfitto dal Chelsea nella finale di Champions, al momento della premiazione per il secondo posto baciò la medaglia. L’esatto opposto del comportamento assai poco sportivo degli inglesi.

Infine la ridicola raccolta di firme partita sul web e ben 5 petizioni inviate alla UEFA con la richiesta di ripetere la finale in quanto secondo gli inglesi il fallo di Jorginho su Grealish e quello di Chiellini su Saka sarebbero stati meritevoli di cartellino rosso.

Petizione assolutamente risibile perchè al riguardo ci sono le immagini tv che parlano chiaro a favore dei due azzurri che, occorre ribadirlo, sono stati ammoniti entrambi.

Che gli inglesi fossero dei pessimi perdenti ce ne siamo accorti domenica sera a Wembley.

Gente che non ha trovato di meglio che creare un clima da caccia all’italiano nel post-gara della finale nei dintorni dello stadio e che ha rivolto una marea di insulti razzisti sui social a Rashford, Saka e Sancho, rei di avere sbagliato i rispettivi rigori.

Andassero gli inglesi a lezioni di sportività da Baresi e Baggio che nel 1994 nella finale col Brasile sbagliarono anche loro dagli 11 metri ma non si sognarono neanche lontanamente di reagire nel modo antisportivo degli inglesi.

Per la serie, la classe non è acqua. Mai…

a cura di Natale Giusti.

Tenta di bruciare la madre per avergli rifiutato i soldi

Seppure ai domiciliari va dalla madre per chiedere soldi e al rifiuto la cosparge di benzina e tenta di bruciarla. Denunciato dai CC di Catania

I Carabinieri del nucleo radiomobile del Comando provinciale di Catania hanno denunciato un catanese 35enne, in quanto ritenuto responsabile di lesioni personali, minacce ed evasione.

La vicenda si è verificata in viale Grimaldi, nel quartiere di Librino, all’interno dell’abitazione della madre del giovane. La donna stata minacciata dal figlio, che ha tentato di bruciarla viva dopo averla cosparsa di benzina.

LE INDAGINI

I Carabinieri hanno ricevuto una richiesta d’aiuto da parte di una donna che aveva chiamato terrorizzata il 112, avvertendo l’operatore che un uomo stava tentando di bruciare viva la madre cospargendola di benzina.

Raggiunta la palazzina, i militari dell’Arma hanno constatato sulle scale un forte odore di benzina ed una donna a terra priva di sensi, assistita da alcune persone che tentavano di rianimarla.

Si è appreso così che il figlio, costretto agli arresti domiciliari nella sua casa di via Domenico Tempio, aveva raggiunto poco prima la casa della madre e del fratellastro per chiedere del denaro. Di qui era partita un’accesa discussione con la mamma sfociata poi nel tentativo d’omicidio.

L’uomo, infatti, s’era portato con se una bottiglia piena di benzina e, al diniego da parte della madre della somma di denaro richiestale, ha cosparso la donna di liquido infiammabile inseguendola con un accendino con la fiamma già sviluppata.

Soltanto il provvidenziale intervento di un suo fratellastro ha salvato la donna da una fine orribile, quest’ultimo infatti gli si è lanciato addosso “disarmandolo” dell’accendino e costringendolo alla fuga, privo di una scarpa.

I Carabinieri hanno fatto assistere la donna da personale del 118 che poi l’ha trasportata in ospedale, mentre un’altra pattuglia si è recata presso l’abitazione dell’uomo che è stato localizzato e bloccato proprio mentre stava rientrando in casa, scavalcandone la ringhiera del balcone con un piede scalzo. Nell’immediatezza dei fatti l’uomo ha dichiarato ai militari d’aver “smarrito” la scarpa a casa della cognata e d’essere stato “costretto” a violare gli arresti domiciliari per accompagnare la convivente incinta in ospedale. Al momento l’uomo è rimasto ai domiciliari nell’attesa delle decisioni dell’Autorità giudiziaria.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Inter, ecco la nuova divisa. E intanto il mercato si accende…

MILANO – Presentata oggi la nuova divisa home dell’Inter. Via il nero, sostituito da un blu scuro e da un effetto ottico che ricorda la pelle del serpente. Intanto i nerazzurri agiscono anche sul mercato: preso un giovano talento irlandese.

Inter, ecco la nuova divisa

Con l’Europeo ormai alle spalle (non per noi, almeno non ancora), comincia definitivamente la nuova stagione. Oggi, infatti, con un video-messaggio sui social, l’Inter ha presentato ufficialmente la nuova divisa home per la stagione 2021/2022. Presente anche il nuovo sponsor, Lenovo, che sarà posto nel retro della maglia. Pezzo forte è sicuramente il tricolore che solo i Campioni d’Italia in carica possono indossare.

La nuova maglia, intanto, rappresenta anche gli obiettivi sociali e ambientali della società e della Nike: sarà composta al 95% da materiali riciclati. Questa, dunque, la nuova sfida del club di Viale Liberazione: ridurre l’impatto ambientale. Sugli obiettivi di campo, invece, ci penserà la squadra di Simone Inzaghi. In attesa che i Nazionali tornino dalle vacanze.

https://twitter.com/Inter/status/1414894875141578758
Questo il tweet dei Campioni d’Italia a presentare la nuova maglia per la stagione 2021-22

Intanto sul mercato: ecco Zefi

Intanto l’Inter si muove anche sul fronte mercato. È dei giorni scorsi l’acquisto di Kevin Zefi, ala sinistra classe 2005 prelevato dallo Shamrock Rovers. Si tratta di un vero e proprio “wonderkid“: con la seconda squadra del club di Dublino vanta 10 presenze e 2 reti nella First Division. Su di lui la concorrenza di tanti club, come Juventus e Manchester City. Zefi verrà aggregato all’Under 17, con la possibilità di una chiamata da parte di Chivu, allenatore della Primavera nerazzurra.

Ecco quindi che Zefi si aggiunge agli arrivi di Calhanoglu e Cordaz. Dopo l’addio di Hakimi, la società nerazzurra continua a monitorare le offerte del mercato. Tra gli obiettivi ci sono Zappacosta, Dumfries e Bellerin (al momento in cima alla lista). Un mercato all’insegna del risparmio, ma che comunque vedrà l’Inter protagonista.

Cinque arresti per estorsione a Paternò (CT)

I CC di Paternò (CT) hanno arrestato in carcere cinque soggetti che tentavano con minacce e botte di estorcere padre e figlio

Nella mattinata odierna, all’esito delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania ed eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Paternò (CT), è stata data esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania nei confronti di 5 soggetti, tutti destinatari di provvedimento di custodia in carcere, per il reato di estorsione in concorso pluriaggravata.

Il provvedimento è stato eseguito da circa 50 Carabinieri del Comando Compagnia di Paternò (CT) e dello Squadrone Elitrasportato Cacciatori di Sicilia, nei confronti tra gli altri di AMANTEA Giuseppe, soggetto già definitivamente condannato quale appartenente all’associazione per delinquere di tipo mafioso denominata “Santapaola Ercolano” e fratello di AMANTEA Francesco attualmente detenuto e sottoposto al regime di cui all’art.41bis o.p. Gli altri destinatari di misura sono: MESSINA Barbaro, braccio destro di AMANTEA Giuseppe, CUNSOLO Filippo, il figlio CUNSOLO Rosario e il nipote PEDALINO Consolato Emanuele.

LE INDAGINI

Le indagini prendevano le mosse dalla denuncia presentata nello scorso giugno da un soggetto di Paternò il quale, spaventato dalle pesanti minacce e violenze subite, riferiva ai Carabinieri della locale Compagnia che il figlio minorenne qualche giorno prima, nel compiere un furto dentro un casolare abbandonato, aveva trovato delle munizioni che aveva consegnato successivamente a PEDALINO.

Quest’ultimo, accusandolo di aver rubato anche alcune armi ivi occultate, pretendeva la cifra di €2.000 per il presunto danno subito, colpendo il minore con schiaffi e con un frustino da cavallo e minacciandolo di ulteriori conseguenze.

Cinque arresti per estorsione a Paternò (CT)

Successivamente il padre del minore, nella centralissima via Teatro di Paternò, veniva aggredito con schiaffi e pugni da CUNSOLO Rosario, il quale – anche unitamente al padre CUNSOLO Filippo – ribadiva la richiesta estorsiva di euro 2.000 già avanzata da PEDALINO.

La vittima si rivolgeva quindi a MESSINA Barbaro e AMANTEA Giuseppe chiedendo loro di intervenire quali intermediari, in virtù del loro carisma criminale, anche al fine di mitigare le richieste dei CUNSOLO e di PEDALINO.

Tuttavia, MESSINA ed AMANTEA, seppure intervenuti su richiesta della vittima, che ritenevano di accogliere per affermare vieppiù il loro prestigio criminale, pressavano la stessa persona offesa, costringendola a consegnare un acconto di €500 a MESSINA Barbaro che doveva poi riversarla ai citati CUNSOLO.

Cinque arresti per estorsione a Paternò (CT)

Le indagini, svolte anche attraverso attività tecnica di intercettazione e servizi di osservazione controllo e pedinamento, permettevano di riscontrare le dichiarazioni convergenti delle due vittime, nonché di accertare il pieno coinvolgimento di tutti i destinatari di misura nel concorso nell’estorsione.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di: AMANTEA Giuseppe, nato a Paternò il 30/09/1968; CUNSOLO Filippo nato a Paternò il 06/07/1973; CUNSOLO Rosario nato a Paternò il 31/12/1987; MESSINA Barbaro nato a Paternò il 24/08/1980; PEDALINO Consolato Emanuele nato a Paternò il 29/07/1993.

Adduso Sebastiano

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La Vespucci, la nave più bella del mondo, torna a casa: torna a Stabia

La Vespucci, per festeggiare i suoi primi 90 anni ben portati, sta tornando a casa. Lo comunica il Sindaco Cimmino che ne aveva fatto richiesta. VIDEO

La nave più bella del mondo, (appellativo datele dal comandante di una portaerei americana che, nell’incrociarla e nell’apprendere chi essa fosse, le cedette il passo dicendo: siete la nave più bella del mondo),  per festeggiare i suoi primi 90 anni molto ben portati, sta tornando a casa, come non manca di comunicare, sempre via FB il Sindaco Cimmino che ne aveva fatto richiesta.

Questo il suo messaggio:

Buongiorno, Castellammare di Stabia!

La nave più bella del mondo sta tornando a casa! In occasione del 90esimo anniversario del varo, avvenuto il 22 febbraio 1931, l’Amerigo Vespucci farà tappa dal 9 agosto per tre giorni a Castellammare di Stabia, la città in cui è stata costruita nello storico cantiere navale.

La visita rientrerà nell’ambito della Campagna di Istruzione 2021 che ha preso il via lo scorso 5 luglio. Nel rispetto delle disposizioni anti-Covid, il Vespucci non sarà aperto al pubblico. Ma sarà possibile ammirarlo in tutto il suo splendore per dargli il bentornato nelle acque antistanti la nostra costa!

La Vespucci sta tornando quindi a casa, e la sua casa è il porto di Castellammare di Stabia dove, dai suoi cantieri navali fu varata il 22 febbraio e partì, completamente allestita, il 2 luglio alla volta di Genova dove, il 15 ottobre 1931, ricevette la bandiera di combattimento nelle mani del suo primo comandante, Augusto Radicati di Marmorito.

Tanto per la storia, eccovi lo storico video della Marina Militare Italiana, del varo della Nave Scuola Amerigo Vespucci nello scalo del cantiere di Castellammare di Stabia con le autorità che hanno assistito in tribuna, e la folla dei cittadini stabiesi e non che ha partecipato all’evento con grande entusiasmo.

Purtroppo questa volta non sarà possibile visitarla e quindi i cittadini dovranno accontentarsi di vederla arrivare, il 9 agosto, manovrare per l’attracco e poi partire dopo una permanenza di tre giorni nel porto stabiese e quindi nella culla della mamma che l’ha partorita 90 anni fa: gli storici cantieri navali stabiesi,

Ma per chi ancora non l’avesse vista e visitata, magari millenial, o anche per chi mai si stancherebbe di verla e visitarla, rendiamo disponibile il video che segue che potrà sodisfare la loro curiosità e/o il loro affetta per una nave che porta in giro per il mondo non solo il nome dell’Italia, ma anche quello dei cantieri navali stabiesi e quindi della Città di Castellammare.

Buona visione per ora, e poi buona vista in porto della nostra Vespucci.

Per altri articoli sull’Amerigo Vespucci presenti nei nostri archivi: clicca QUI

La Vespucci, la nave più bella del mondo, torna a casa: torna a Stabia / Stanislao Barretta / Redazione

Zio e nipote arrestati per spaccio in concorso

I CC di Caltanissetta e San Cataldo hanno arrestato zio e nipote che detenevano i quest’ultima località lo spaccio di crack e marijuana

I Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Caltanissetta e della Tenenza di San Cataldo (CL) nella mattinata del 12 luglio hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa da G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di B.A. e F.S., zio e nipote, rispettivamente di 41 e 21 anni, per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

LE INDAGINI

L’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma di Caltanissetta e San Cataldo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, ha disvelato ripetute violazioni commesse nell’arco temporale compreso tra l’aprile e il novembre 2020, da parte dei destinatari della misura cautelare, della disciplina sugli stupefacenti.

Le indagini, condotte attraverso l’acquisizione di immagini video ottenute con l’installazione di apposite apparecchiature di ripresa e poi corroborate dai contenuti dei dialoghi captati dall’ulteriore attività di intercettazione, hanno consentito di appurare le modalità esecutive dell’attività criminale degli indagati.

Zio e nipote arrestati per spaccio in concorso

Lo schema seguito per l’attività di spaccio, relativo principalmente a sostanze quali il crack e la marijuana, era piuttosto consolidato: gli acquirenti erano soliti recarsi per l’acquisto dello stupefacente presso l’abitazione posta al piano terra di uno dei due arrestati, ubicata in un complesso di edilizia popolare a San Cataldo che, per caratteristiche strutturali e posizione urbanistica, era tale da favorire l’attività illecita poiché dotata di doppio accesso su due diverse vie e – pertanto – facilmente raggiungibile dagli assuntori.

I clienti, infatti, nei pressi dell’abitazione, venivano sempre raggiunti sulla pubblica via dagli spacciatori i quali, dopo aver preso l’ordinativo, facevano un rapido rientro all’interno dell’abitazione per recuperare lo stupefacente richiesto per poi riavvicinarsi nuovamente ai clienti per la consegna, restando all’esterno dell’autovettura oppure salendo a bordo della stessa.

Numerosi i riscontri ottenuti dai militari dell’Arma nel corso delle attività: il sequestro di circa 40 grammi di marijuana precedentemente acquistata da parte di diversi soggetti, tutti segnalati alla competente Prefettura quali assuntori, dopo essersi riforniti dai due spacciatori; l’arresto in flagranza, per la detenzione di crack già suddiviso in dosi, di B.A. a San Cataldo il 23.11.2020.

Zio e nipote arrestati per spaccio in concorso

Le riprese video, oltre a documentare le singole condotte di spaccio, hanno permesso di acclarare che il tessuto di relazioni tenute da zio e nipote fosse quasi esclusivamente rivolto ad altri soggetti gravitanti nell’ambito delle droghe.

Le intercettazioni hanno poi permesso di confermare ulteriormente la costante disponibilità di sostanze stupefacenti dei due indagati e il loro pieno inserimento nelle dinamiche relative allo spaccio.

In talune conversazioni il linguaggio e i riferimenti sono stati assolutamente espliciti (parlando, con diversi interlocutori, per esempio di canne, denaro contante quale provento dei reati, merce da consegnare dietro corrispettivi in denaro, erba), talvolta, invece, con linguaggio codificato (parlando, per esempio, di olio). La chiarezza o l’assenza di ambiguità delle conversazioni non ha lasciato margini interpretativi sul reale contenuto dei dialoghi.

Adduso Sebastiano

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Formula Uno, cos’è la Sprint race in programma a Silverstone

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Tutto pronto per ripartire con la Formula Uno in Inghilterra. Quello a Silverstone sarà un weekend particolare per la Sprint race

Formula Uno,  cos’è la Sprint race in programma a Silverstone

Verso l’innovazione, il cambiamento. Questo è quanto sta avvenendo in Formula Uno che, col Gran Premio di Silverstone, da il benvenuto a una novità: la Sprint race.

 

Novità

Già tipica della Formula 2, la Sprint race è la novità che sbarca anche in Formula Uno. Si parte con il regolare weekend, dunque venerdì, sabato e domenica, ma gli eventi sono diversi. Il venerdì, classicamente di prove libere, invece sarà dedicato alle qualifiche(Q1, Q2 e Q3)  e stabiliranno la griglia di partenza della Sprint Race, rendendo dunque il primo giorno del GP molto più spettacolare di adesso.

 

Cambio di programma

Griglia di partenza della Sprint Race che sarà dunque stabilita dalla qualifica del venerdì. Il sabato si procederà con questa gara che sarà lunga cento chilometri con due set di gomme utilizzabili. L’ordine di arrivo  determinerà la griglia di partenza del Gran Premio, in questa circostanza quello d’Inghilterra a Silverstone. Inoltre la Sprint Race Qualifying(nome completo dell’evento) assegnerà anche i punti (tre al primo, due al secondo e uno al terzo), che potranno risultare anche decisivi per il campionato. Importante sarà dunque anche fare bene la Sprint Qualifying il sabato, non solo perché determinerà la griglia di partenza di domenica, ma anche i punti da guadagnare per la classifica possono essere fondamentali.

 

Masi: “La Sprint race è qualcosa di nuovo per noi”

A tal proposito, riportiamo, sul tema Sprint race, le dichiarazioni del Direttore di Gara e responsabile della sicurezza Michael Masi:

Siamo stati molto fortunati. Abbiamo avuto piena collaborazione sin da inizio anno. Abbiamo svolto molti incontri coinvolgendo membri di ogni team, delegati FIA e ovviamente i responsabili della Formula 1. Tutti sono preparati all’evenienza che si verifichino situazioni alle quali non avevamo pensato. Siamo però anche tutti pronti ad incontrarci dopo la conclusione della sessione per analizzare quali aspetti abbiano funzionato e quali no. Onestamente è la prima volta in cui tutti sono coinvolti nella decisione. E’ qualcosa di nuovo per noi, soprattutto se si considera la portata della Formula 1. Tradizionalmente i regolamenti sono stati strutturati sempre nella direzione di un’unica gara, non c’è mai stata una Qualifica Sprint. Tutti sono in fibrillazione e ognuno di noi ha ben chiaro che bisogna lavorare tutti insieme anche e soprattutto nel caso qualcosa non funzioni per assicurare il successo dell’esperimento”.

Arresto Castellammare di Stabia; un 54enne in manette

Effettuato un arresto a Castellammare di Stabia questa notte, dove le autorità hanno fermato un 54enne per furto aggravato

L’uomo è stato sorpreso in Via Regina Margherita attorno alle 4 di notte, ed è stato tratto in arresto per aver spaccato una vetrina e aver rubato un pacco di cialde da caffè

La scoperta

I Carabinieri della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia, durante il loro giro di perlustrazione, hanno colto l’uomo in flagranza.

Il 54enne aveva spaccato una vetrina di un negozio e aveva rubato un pacco di cialde da caffè

L’intervento

Le forze dell’ordine sono subito intervenute per bloccare l’uomo e arrestarlo.

Il 54enne è stato sottoposto subito agli arresti domiciliari in attesa di giudizio

Arresto Castellammare di Stabia; un 54enne in manette/Antonio Cascone/redazionecampania

DDL Zan; l’opinione pubblica spaccata in due sulla questione

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La questione relativa al DDL Zan si infiamma, grazie anche alle diverse opinioni in merito che continuano a farsi la guerra

Nella giornata di oggi ci potranno essere importanti novità, in quanto il decreto di legge andrà in Aula al Senato; la situazione, però, è molto incerta e non è possibile fare previsioni mentre il popolo continua a battagliare per far prevalere la propria idea

Un decreto che divide le istituzioni

Come ben sappiamo, attorno al DDL Zan si è creato un grosso eco mediatico derivante dalle varie opinioni sull’argomento.

La cosa più sconvolgente è stata la richiesta della Chiesa di “proteggere” la libertà di opinione degli italiani, a causa della quale essa si è detta contraria al DDL Zan.

Lo Stato non ha dimostrato al momento una prevalenza di una delle due linee e nella giornata di oggi si potrebbero avere interessanti novità

Cosa ne pensa la gente?

È da poco trascorso il mese del pride, in cui sono state raccolte alcune testimonianze e opinioni da parte dei diretti interessati; da tale raccolta è venuto fuori che il desiderio della comunità LGBT è di poter finalmente vivere in tranquillità con gli altri, senza le occhiate di disprezzo e le gravi offese che gli vengono fatte senza motivazioni valide.

La comunità, unita a quelle persone che non hanno problemi a convivere con essa costituisce il blocco di popolazione che appoggia il DDL Zan; ci sono poi coloro che invece si sono opposti al Decreto schierandosi a favore di alcune libertà che secondo loro non vanno intaccate.

La polemica sul DDL Zan è esplosa anche sui social a causa del coinvolgimento di Fedez e Chiara Ferragni, personaggi molto influenti dato il loro enorme seguito e che già in passato hanno detto la loro su questioni delicate; tra i “Ferragnez” è nato un dibattito con Matteo Renzi, che si sono scambiati animatamente le loro opinioni a colpi di tweet e di storie instagram.

I due influencer hanno utilizzato il loro seguito per promuovere il DDL Zan, garantendo alla questione l’appoggio loro e dei loro seguaci; entrambi hanno dimostrato che l’affrontare questioni delicate come questa non è sempre una manovra per attirare seguaci, ma anche per fare della corretta informazione nei confronti di giovani che non hanno ancora sviluppato una chiara idea politica e si trovano spaesati nel dover fare delle scelte oggi che gli possono risultare decisive per il loro futuro

DDL Zan; l’opinione pubblica spaccata in due sulla questione/Antonio Cascone/redazione

Operazione “Geolja” della DDA di Reggio Calabria. 12 misure cautelari

12 arresti tra Gioia Tauro e Milano: Operazione “Geolja” della DDA di Reggio Calabria, reati di associazione a delinquere di stampo mafioso. VIDEO

Alle prime luci dell’alba, fra Gioia Tauro e Milano, concluse le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria,i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio, nell’ambito dell’operazione denominata “GEOLJA”, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Tribunale del capoluogo, nei confronti di 12 persone, ritenute responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, di associazione a delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e illecita concorrenza con minaccia o violenza con l’aggravante dell’utilizzo del metodo mafioso.

Ventuno in totale il numero degli indagati, di cui dodici soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi, tutti originari della Provincia di Reggio Calabria, ovvero:

1) COPELLI Salvatore, di anni 53, già detenuto presso la Casa Circondariale di Cosenza (custodia cautelare in carcere);

2) COPELLI Francesco, di anni 63 (custodia cautelare in carcere);

3) COPELLI Domenico, di anni 33 (custodia cautelare in carcere);

4) GERACE Antonio, di anni 58 (custodia cautelare in carcere);

5) RAGNO Domenico, di anni 64 (custodia cautelare in carcere);

6) PIROMALLI Girolamo, di anni 41 (custodia cautelare in carcere);

7) LA ROSA Domenico, di anni 31 (custodia cautelare in carcere);

8) LA ROSA Vincenzo, di anni 29 (custodia cautelare in carcere);

9) PLATEROTI Antonino, di anni 25 (custodia cautelare in carcere);

10) MOLÈ Rocco, di anni 26, già ristretto presso la casa circondariale di Bari (custodia cautelare in carcere);

11) GIOVINAZZO Rocco, di anni 75 (arresti domiciliari);

12) PESCE Giuseppe, di anni 73 (arresti domiciliari).

L’operazione, convenzionalmente denominata «Geolja», prende il nome dal primo nucleo abitativo sorto in epoca medievale attorno al quale successivamente si è esteso l’agglomerato urbano dell’odierno centro di Gioia Tauro. L’attività investigativa ha consentito di colpire il sodalizio criminale facente capo alla storica famiglia mafiosa dei «Piromalli» operante a Gioia Tauro, nonché di coinvolgere nell’inchiesta anche alcuni esponenti della cosca «Pesce» di Rosarno.

L’odierno provvedimento giunge all’esito di una complessa ed articolata attività d’indagine condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria Distrettuale, nel periodo compreso tra il mese di agosto 2018 ed il mese di maggio 2020, dove è stato determinante il contributo dell’attività investigativa posta in essere dagli inquirenti, che è stata messa in correlazione con le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia ed altre importanti acquisizioni documentali.

La genesi dell’inchiesta è legata ad un danneggiamento seguito da incendio di un panificio nel Comune di Gioia Tauro, avvenuto nel mese di agosto 2018, quando alcuni soggetti rimasti ignoti, dopo aver manomesso l’impianto di videosorveglianza di un bar limitrofo, si sono introdotti nella parte retrostante del panificio appiccando le fiamme a diverse aree dell’esercizio commerciale, inclusi il punto vendita e i laboratori, nonché parte del deposito attiguo al punto vendita stesso. Solo l’intervento dei Vigili del Fuoco di Palmi e del personale della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro ha permesso di evitare ulteriori conseguenze.

A seguito del grave atto incendiario, gli inquirenti hanno scoperto un complesso contesto delinquenziale nel quale i vari esercizi commerciali venivano ciclicamente taglieggiati e controllati, dalle consorterie mafiose locali, nelle loro scelte di dettaglio e nelle strategie imprenditoriali.

Le cosche di ‘ndrangheta infatti, in virtù della forza intimidatrice derivante dalla loro appartenenza al vincolo associativo, mettevano in atto un vero e proprio controllo del territorio e delle attività commerciali locali, mediante riscossione di somme di denaro, beni e altri prodotti a titolo estorsivo. Pertanto, i commercianti dovevano sottostare alle loro regole ed adeguarsi ai prezzi imposti, ai periodi ed alla lunghezza delle ferie, che dovevano essere concordate con le attività commerciali limitrofe.

Una vera e propria morsa che attanagliava i vari esercizi commerciali, al punto da costringere i piccoli imprenditori a voler fuggire dalla realtà locale per cercare fortuna altrove, specialmente verso il Nord Italia.

In merito risulta essere emblematico il commento esternato da alcuni commercianti di Gioia Tauro, i quali definivano il controllo posto in essere da uno dei membri della consorteria mafiosa dei “Piromalli” nei confronti della loro attività commerciale, come “l’occhio bionico”, a significare che gli stessi si sentivano monitorati, o meglio, spiati dalla criminalità organizzata.

La corresponsione dei proventi delle estorsioni garantiva la copertura idonea alle aziende: una sorta di protezione mafiosa per cui le imprese venivano in un certo senso “regolarizzate” ed autorizzate ad esercitare l’attività commerciale.

Alcuni episodi di taglieggiamento sono apparsi singolari nella loro attuazione pratica, come ad esempio l’estorsione posta in essere sotto forma di vendita di blocchetti di biglietti per una presunta lotteria per le festività pasquali, dal cui acquisto i commercianti non si potevano esimere per timore di eventuali ritorsioni mafiose. Altrettanto atipica è risulta essere la modalità di pagamento di una trance estorsiva, effettuata con la consegna ad uno degli esponenti della cosca “Piromalli” di € 500.00 nascosti all’interno di un panino.

Un contesto, quello della Piana di Gioia Tauro, ove la criminalità organizzata la faceva da padrona, imponendo una concorrenza illecita mediante violenza e minaccia e dove le vittime erano costrette ad allinearsi sui prezzi delle singole merci, sugli orari di apertura, sui periodi di chiusura e persino sui periodi di chiusura. Di fatto un ambito dove era praticamente azzerata la libera concorrenza ed il territorio risultava essere suddiviso tra le singole famiglie della ‘ndrangheta, come confermato anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Inoltre, gli inquirenti hanno potuto dimostrare, nel corso delle investigazioni, anche l’intestazione fittizia di alcune attività commerciali, le quali erano effettivamente gestite da rappresentanti delle cosche locali che preferivano però non figurare in qualità di intestatari, allo scopo di eludere i controlli delle Forze di Polizia o aggirare eventuali difficoltà per l’ottenimento di autorizzazioni varie ai fini burocratici.

L’operazione colpisce alcuni dei soggetti vicini alle più potenti cosche di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, proprio nelle attività illecite essenziali alla conservazione e mantenimento del potere mafioso.

La volontà di controllare gli esercizi commerciali della zona e di riscuotere il “pizzo”, mediante metodologie che si discostano da quelle classiche, è finalizzata non solo all’arricchimento economico dei membri delle consorterie mafiose, ma soprattutto ad imporre il proprio carisma criminale e non mettere in discussione la forza intimidatrice delle cosche nel mantenimento della pax mafiosa.

Il capillare controllo del territorio, le capacità informative e gli efficienti approfondimenti investigativi dei Carabinieri sotto il coordinamento e indirizzo dell’Autorità Giudiziaria, attraverso una strategia investigativa oculata, hanno consentito di individuare quelle attività delittuose tipiche della ‘ndrangheta, attraverso le quali le consorterie influenzano le dinamiche economiche dei territori. Nell’ambito dell’attività d’indagine, infine, L’Autorità giudiziaria distrettuale ha anche emanato un decreto di sequestro preventivo del capitale sociale e del patrimonio aziendale, nei confronti di 6 aziende di Gioia Tauro, in particolare un panificio, un lido, una concessionaria, un distributore di benzina, un autolavaggio ed un’impresa di rivendita di pietre da costruzione, i quali erano fittiziamente intestati a soggetti di Gioia Tauro, mentre in realtà erano gestiti da membri delle consorterie mafiose, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale e di agevolare la commissione di reati di riciclaggio.

Come sempre, in chiusura di news del genere, non manchiamo di ringraziare i nostri uomini di legge, forze dell’ordine e magistratura, che ancora una volta hanno concluso con successo un’operazione, verso un mondo migliore…

Operazione “Geolja” della DDA di Reggio Calabria. 12 misure cautelari / Francesca Capretta / Redazione

Indagini Carabinieri; numerosi provvedimenti emessi dal GIP di Napoli

Sono stati emessi alcuni provvedimenti cautelari nei confronti di diversi indagati, come rinvenuto dalle indagini dei Carabinieri

Il Tribunale di Napoli ha emesso, su richiesta del DDA, un provvedimento cautelare nei confronti di 26 indagati, di cui 4 agli arresti domiciliari e 22 già in carcere, tutti gravemente indiziati per vari reati riconducibili ad associazioni di stampo mafioso

Le indagini nel dettaglio

I Carabinieri della compagnia di Catello di Cisterna hanno concentrato le loro attività investigative sulla zona del comune di Acerra.

La motivazione era da ricercare nell’interesse da parte di diversi gruppi di portare avanti un commercio di stupefacenti nella zona da parte dei gruppi Di Buono e Lombardi. Le indagini hanno permesso non solo di evidenziare le loro attività, ma anche di tenere sotto controllo ben tre piazze di spaccio nei quartieri comunali di Acerra

L’inizio dei problemi

Le forze dell’ordine hanno scoperto un omicidio collegato alle due attività, prima di allora legate da vincoli di collaborazione.

L’omicidio è avvenuto nel 2015 ai danni di un pregiudicato legato al clan Di Buono da parte di due affiliati al gruppo Lombardi; si tratta della prima volta in cui i due clan ebbero un vero e proprio scontro, mettendo fine agli accordi di collaborazione.

La dinamica dell’esecuzione è stata ricostruita come, e secondo le autorità si è trattato di un colpo d’arma da fuoco alla nuca della vittima da parte dei due esecutori, avvicinatisi con uno scooter.

Successivamente, sono avvenuti altri episodi simili, come ad esempio un agguato avvenuto nel 2016 e portato avanti ai danni di un allora 21enne implicato nella lotta per predominio sulle piazze di spaccio della zona.

Le indagini dei Carabinieri hanno inoltre riscontrato una fitta rete di attività estorsive effettuate da esponenti di entrambi i gruppi; grazie alle prove ottenute nel corso degli anni, le autorità hanno potuto procedere nei confronti di tutti gli affiliati a tali attività:

  1. Avventurato Giancarlo, nato ad Acerra il 06 mar. 87 (carcere);
  2. Avventurato Giuseppe, nato a Napoli il 23 giu 77 (carcere);
  3. Basile Giovanni, nato ad Acerra il 19 dic. 93 (carcere);
  4. Basile Massimiliano, nato ad Acerra l’11 mar 80 (carcere);
  5. Borrelli Vincenzo, nato a Napoli il 30 set. 94 (AA.DD.);
  6. Borzacchiello Francesco, nato a Maddaloni (Ce) il 28 apr. 83 (carcere);
  7. Cannavacciuolo Sabatino, nato ad Acerra il 22 ago 74 (carcere);
  8. Damiano Vincenzo, nato a Maddaloni il 13 ott. 84 (AA.DD.);
  9. Del Giacco Enrico, nato ad Acerra il 13 apr. 91 (carcere);
  10. Di Buono Pasquale, nato a San Felice a Cancello il 03 ott. 89 (carcere);
  11. Di Buono Vincenzo, nato ad Acerra il 31 ago. 54 (carcere);
  12. Di Lauro Michele, nato ad Acerra il 26 dic. 69 (carcere);
  13. Foresta Umberto, nato a Maddaloni il 22 set. 95 (AA.DD.);
  14. Iorio Armando, nato a Napoli il 03 lug. 89 (carcere);
  15. Lombardi Cuono, nato ad Acerra il 08 feb. 62 (carcere);
  16. Mele Vincenzo, nato a Napoli il 04 feb. 89 (carcere);
  17. Mele Ciro, nato a Napoli il 26 giu. 89 (carcere);
  18. Nuzzo Massimo, nato ad Acerra l’11 lug. 90 (carcere);
  19. Pappagallo Anna, nato a Napoli il 28 gen. 59 (carcere);
  20. Piscopo Emilio, nato ad Acerra il 09 giu. 79 (carcere);
  21. Sena Ferdinando, nato ad Acerra il 15 dic. 83 (carcere);
  22. Soriano Esposito Rosario, nato a Pollena Trocchia il 01 feb. 95 (carcere);
  23. Soriano Gaetano, nato ad Acerra il 23 ott. 80 (carcere);
  24. Soriano Gaetano, nato ad Acerra il 27 giu. 77 (carcere);
  25. Tarantino Anna, nata a Napoli il 05 set. 89 (AA.DD.);
  26. Tarantino Giovanni, nato a Napoli il 13 apr. 80 (carcere).

Indagini Carabinieri; numerosi provvedimenti emessi dal GIP di Napoli/Antonio Cascone/redazionecampania

Meteo: crolla tutto perché ora si teme il peggio. Estate in Crisi

Meteo: crolla tutto perché ora si teme il peggio. Tra poco Violenta ondata di temporali con grandine. Da oggi, un vortice polare piomba sull’Italia.

Tra poco Violenta ondata di temporali con grandine. Da oggi, martedì 13 luglio, un vortice polare piomba sull’Italia e scatenerà una sfuriata temporalesca con Grandinate eccezionali per almeno per tutta la settimana, attese isolate trombe d’aria (tornado). Weekend: nella morsa del ciclone. Fine Luglio: dopo il 22 Superondata di calore, la più Potente dell’estate 2021

Non doveva forse essere un’Estate assolata e calda da Nord a Sud?

No, qualcosa è andato e andrà storto, come in altre occasioni in questa folle Estate, ed ora Cumulonembi, addirittura SUPERCELLE, avanzano km dopo km dalla Francia verso l’Italia e mangiano, minuto dopo minuto, gli ultimi scampoli di un anticiclone estivo africano in affanno dopo 40 giorni d’egemonia assoluta, preannunciando dunque il PEGGIO.

Eloquenti, come di consueto, le immagini del satellite Meteosat, dall’alto del suo Occhio a 36.000 km d’altezza da cui nulla sfugge, ci mostrano uno scenario tanto interessante quanto inquietante: celle temporalesche grandinigene, ovvero foriere di Grandine grossa, collegate ad un vortice ciclonico freddo dalla Francia stanno muovendo verso le Alpi occidentali e il Piemonte dirette poi entro Martedì sul resto del CentroNord preannunciando però una vera e propria crisi dell’Estate nel cuore della stagione stessa, una rottura in grande stile su tutta Italia almeno fino a Sabato e Domenica. E già nubi neppure previste avanzano inaspettate sulla Liguria di Levante.

Ce la farà dunque l’Estate, coi suoi sogni di sempre, a riconquistarsi uno spazio nei nostri ricordi che siano essi di una stagione, di una vacanza, o soltanto di un weekend, di una Notte, di una Stella?

Sì, ma per ora largo ai temporali e diamo un’occhiata alle previsioni del dettaglio

Situazione ed evoluzione generale

13-14 luglio. Pressione in graduale diminuzione per l’avvicinarsi di un vortice ciclonico.

Oggi, Martedì 13 Luglio.

Un vortice ciclonico piomba sull’Italia. Pressione in calo al Nord con l’arrivo di temporali violenti in spostamento da Ovest verso Est.

Attesi fenomeni localmente violenti.

Possibile coinvolgimento della Toscana, quindi dell’Umbria e delle Marche, localmente anche il Lazio.

Soleggiato e caldo altrove.

Mar Ligure molto mosso per venti forti di Libeccio,

Scirocco sostenuto sull’Adriatico.

Mercoledì 14 Luglio

Un ciclone staziona sulle regioni settentrionali. Tempo spiccatamente instabile al Nord con temporali a carattere sparso in movimento da Ovest verso Est, specie sui rilievi e zone vicine.

Il tempo sarà più soleggiato anche se con molte nubi al Centro, più sereno al Sud.

Generale calo termico su quasi tutte le regioni.

Venti sostenuti su gran parte dei bacini.

Giovedì 15 Luglio

Circolazione a tratti instabile.

Rovesci o temporali interesseranno Alpi, Prealpi e medio/alte pianure del Triveneto, più asciutto e soleggiato altrove.

Generale calo termico.

Meteo: crolla tutto perché ora si teme il peggio. Estate in Crisi / Cristina Adriana Botis / Redazione

Meteo Castellammare di Stabia 13-16 luglio: oggi nubi sparse, poi…

Meteo Castellammare di Stabia 13-16 luglio: Giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo parzialmente nuvoloso, temperatura 20- 37°C

A Castellammare di Stabia oggi cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata nelle prossime ore. Durante la giornata di oggi la temperatura massima registrata sarà di 36°C, la minima di 22°C, lo zero termico si attesterà a 4515m. I venti saranno al mattino deboli e proverranno da Est-Sudest, al pomeriggio moderati e proverranno da Sud-Sudest. Mare poco mosso. Allerte meteo previste: afa.

Meteo Castellammare di Stabia 13-16 luglio nei dettagli

Castellammare di Stabia, Martedì 13 Luglio:

giornata caratterizzata da nuvolosità di passaggio, temperature comprese tra 20 e 37°C.

In particolare avremo poche nubi al mattino, nubi sparse di passaggio al pomeriggio, cielo poco nuvoloso o velato alla sera.

Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 37°C, la minima di 20°C alle ore 6.

I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud con intensità tra 15km/h e 20km/h, moderati da Sud-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità tra 18km/h e 24km/h, moderati da Sud alla sera con intensità tra 12km/h e 21km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.1, corrispondente a 1003W/mq.

Mercoledì 14 Luglio:

giornata caratterizzata da soleggiamento diffuso e caldo, temperatura minima di 21°C e massima di 31°C.

Nel dettaglio: sole e caldo al mattino e al pomeriggio, cielo sereno alla sera.

Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 31°C alle ore 13, mentre la minima alle ore 23 sarà di 21°C.

I venti saranno per tutto il giorno moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 22km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.5, corrispondente a 1021W/mq.

Giovedì 15 Luglio:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo poco nuvoloso, temperature comprese tra 18 e 30°C.

Nel dettaglio: nubi sparse al mattino, cielo poco nuvoloso o velato al pomeriggio e alla sera.

Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 30°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 18°C.

I venti saranno per tutto il giorno moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 23km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.4, corrispondente a 962W/mq.

Venerdì 16 Luglio: giornata caratterizzata da nubi di scarsa consistenza, temperatura minima di 20°C e massima di 30°C.

Nel dettaglio: nuvolosità sparsa al mattino, cielo poco nuvoloso al pomeriggio, assenza di nubi alla sera.

Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 30°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 20°C.

I venti saranno moderati da Ovest-Sud-Ovest sia al mattino che al pomeriggio con intensità di circa 19km/h, deboli da Ovest alla sera con intensità di circa 9km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 14 con un valore UV di 7.3, corrispondente a 895W/mq.

COLLEGATA:

Meteo Campania 13-14-15 luglio: tempo estivo e clima molto caldo

Meteo: crolla tutto perché ora si teme il peggio. Estate in Crisi

Meteo  Castellammare di Stabia 13-16 luglio: oggi nubi sparse, poi… / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Meteo Campania 13-14-15 luglio: tempo estivo e clima molto caldo

Meteo Campania 13-14-15 luglio: La settimana comincia all’insegna del caldo, con apice atteso per oggi, martedì, quando si tornerà sopra i 35 °C. Poi…

La settimana comincia all’insegna del caldo, con apice atteso per la giornata di oggi, martedì 13 luglio, quando la colonnina di mercurio tornerà a valicare la soglia dei 35 °C su diverse località interne della Campania.

Si tratterà tuttavia di un rialzo di breve durata, in quanto già nel corso di mercoledì l’arrivo di più freschi venti dai quadranti occidentali favorirà un sensibile abbassamento delle temperature a partire dai versanti tirrenici.

Temperature intorno alle medie climatiche del periodo nella seconda metà della settimana o addirittura inferiori; probabile anche l’arrivo della pioggia nel weekend, a causa di una fredda perturbazione in arrivo dal nord Europa.

Meteo Campania 13-14-15 luglio NEL DETTAGLIO

MARTEDI’: L’afflusso di aria calda si intensifica sulle nostre regioni portando tempo estivo e clima nuovamente molto caldo su Calabria, Campania e Sicilia. Massime fino a 36-38°C nelle aree interne, punte di 39/40°C nel catanese.

Venti in prevalenza da Sud deboli o moderati.

MERCOLEDÌ’: un vortice depressionario raggiunge le regioni centro-settentrionali dello Stivale favorendo l’ingresso di correnti più fresco anche sul basso versante tirrenico, specie tra Vibonese, Reggino, Messinese e parte del Palermitano, ove l’inizio di giornata si presenterà prevalentemente nuvoloso.

Tempo ancora discreto salvo annuvolamenti di passaggio tra Campania e Calabria occidentale con il rischio di qualche isolato piovasco. Venti moderati dai quadranti sud occidentali in rotazione ai quadranti nord-occidentali.

Mari da poco mossi a mossi.

GIOVEDI’: un campo di alte pressioni abbraccia la Regione garantendo tempo stabile ed assolato ovunque.

Nello specifico su litorale tirrenico, litorale ionico, litorale meridionale, sull’Appennino e zone interne cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata.

Venti deboli dai quadranti nord-orientali in attenuazione; Zero termico nell’intorno di 4700 metri.

Basso Tirreno, Canale e Mare di Sicilia mosso.

COLLEGATA:

Meteo Castellammare di Stabia 13-16 luglio: oggi nubi sparse, poi…

Meteo: crolla tutto perché ora si teme il peggio. Estate in Crisi

Meteo  Campania 13-14-15 luglio: tempo estivo e clima molto caldo / Cristina Adriana Botis / Redazione

Meteo Sicilia 13-14-15 luglio: oggi apice di caldo sopra i 35°C. Poi…

La settimana comincia all’insegna del caldo, con apice atteso per oggi con apice sopra i 35°C. Seconda meta’ di settimana decisamente più’ fresca.

Meteo Sicilia 13-14-15 luglio: Nuova ondata di caldo sulla Sicilia, con picco previsto per oggi quando sono attesi valori prossimi ai 35 °C. Da mercoledì l’arrivo di più freschi venti di Maestrale darà luogo ad un sensibile calo termico; il caldo intenso batterà decisamente in ritirata: sono attesi infatti valori in linea con le medie climatiche del periodo per tutta la seconda parte di settimana.

NEI DETTAGLI

MARTEDI’ 13 luglio: L’afflusso di aria calda si intensifica sulle nostre regioni portando tempo estivo e clima nuovamente molto caldo sulla Sicilia. Massime fino a 36-38°C nelle aree interne, punte di 39/40°C nel catanese. Venti in prevalenza da Sud deboli o moderati.

A Palermo domani giornata in prevalenza poco nuvolosa, salvo presenza di nubi sparse al mattino, non sono previste piogge. Durante la giornata di domani la temperatura massima registrata sarà di 29°C, la minima di 25°C, lo zero termico si attesterà a 4722m. I venti saranno al mattino moderati e proverranno da Nord, al pomeriggio moderati e proverranno da Nord-Nordest. Mare poco mosso. Nessuna allerta meteo presente.

MERCOLEDÌ’ 14 luglio: un vortice depressionario raggiunge le regioni centro-settentrionali dello Stivale favorendo l’ingresso di correnti più fresco anche sul basso versante tirrenico, specie tra Vibonese, Reggino, Messinese e parte del Palermitano, ove l’inizio di giornata si presenterà prevalentemente nuvoloso. Tempo ancora discreto salvo annuvolamenti di passaggio tra Campania e Calabria occidentale con il rischio di qualche isolato piovasco. Venti moderati dai quadranti sud occidentali in rotazione ai quadranti nord-occidentali. Mari da poco mossi a mossi.

A Palermo dopodomani cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata, non sono previste piogge. Durante la giornata di dopodomani la temperatura massima registrata sarà di 29°C, la minima di 24°C, lo zero termico si attesterà a 4642m. I venti saranno al mattino moderati e proverranno da Nordest, al pomeriggio moderati e proverranno da Nordest. Mare mosso. Nessuna allerta meteo presente.

GIOVEDI’ 14 luglio: un campo di alte pressioni abbraccia la Regione garantendo tempo stabile ed assolato ovunque. Nello specifico su litorale tirrenico, litorale ionico, litorale meridionale, sull’Appennino e zone interne cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata. Venti deboli dai quadranti nord-orientali in attenuazione; Zero termico nell’intorno di 4700 metri. Basso Tirreno, Canale e Mare di Sicilia mosso.

SECONDA META’ DI SETTIMANA DECISAMENTE PIÙ’ FRESCA – La settimana comincia all’insegna del caldo, con apice atteso per la giornata di martedì, quando la colonnina di mercurio tornerà a valicare la soglia dei 35 °C su diverse località interne di Campania, Calabria e Sicilia. Si tratterà tuttavia di un rialzo di breve durata, in quanto già nel corso di mercoledì l’arrivo di più freschi venti dai quadranti occidentali favorirà un sensibile abbassamento delle temperature a partire dai versanti tirrenici. Temperature intorno alle medie climatiche del periodo nella seconda metà della settimana o addirittura inferiori; probabile anche l’arrivo della pioggia nel weekend, a causa di una fredda perturbazione in arrivo dal nord Europa.

Meteo Sicilia 13-14-15 luglio: oggi apice di caldo sopra i 35°C. Poi…/ Cristina Adriana Botis / Redazione

Il Procuratore Gratteri: con questa riforma non viene assicurata alcuna “giustizia”

Il Procuratore Nicola Gratteri in una intervista al Fatto Quotidiano disapprova la Riforma Cartabia: meglio quella di Bonafede

Il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, noto magistrato in prima fila nella lotta alle mafie e particolarmente alla ‘ndrangheta, intervistato da Marco Travaglio direttore del Fatto Quotidiano, così ha risposto alle domande in merito alla Riforma in corso della Giustizia proposta dalla Ministra Marta Maria Carla Cartabia, costituzionalista, giurista, accademica e politica italiana, dal 13 febbraio 2021 ministro della Giustizia nel governo Draghi. Dal 2019 al 2020 è stata presidente della Corte costituzionale, diventando la prima donna a ricoprire tale carica.

Procuratore Nicola Gratteri, le piace questa “riforma della Giustizia” della ministra Marta Cartabia approvata all’unanimità dal Consiglio dei ministri?

Concordo pienamente con quel che ha detto il professor Coppi. Il sistema non solo è destinato ad andare in tilt, ma in questo modo non viene assicurata alcuna “giustizia”. Stabilire che la prescrizione si interrompe dopo la sentenza di primo grado, ma al contempo imporre termini “tagliola” per il processo di appello e per quello successivo di Cassazione, senza intervenire sui sistemi di ammissibilità degli appelli o dei ricorsi per Cassazione, significa solo preoccuparsi di “smaltire carte”, non di assicurare una decisione giusta. Noi magistrati dobbiamo fare giustizia, non smaltire carte: noi abbiamo a che fare con la vita delle persone. I giudici di appello e di Cassazione devono, all’esito di un’analisi ponderata, rimediare – se esistono – a errori commessi nel grado precedente. Con questa “riforma”, invece, da una parte si gettano al macero migliaia di processi, e dall’altra si accentua la tendenza a trasformare le corti in “sentenzifici”, che badano solo ai numeri, con buona pace della qualità delle decisioni.

Il Procuratore Gratteri: con questa riforma non viene assicurata alcuna “giustizia”

Coppi ha aggiunto che la “riforma” Cartabia è “un groviglio” incomprensibile e che a questo punto era meglio la riforma Bonafede.

Concordo pienamente anche su questo. Al di là dei proclami di “riforma costituzionalmente orientata”, a me pare che si vada esattamente in senso contrario. Scusi, ragioniamo: si celebra un processo che si conclude con una condanna; l’imputato condannato fa appello nel quadro di un sistema su cui non si è intervenuti a livello legislativo; il giudizio di appello, o quello successivo in Cassazione, non si chiude nei tempi indicati; che fine fa la condanna di primo grado? Diventa improcedibile con un prestampato? E le persone offese? Le vittime del reato, le parti civili costituite nel processo? Assurdo. Quindi sì, era sicuramente meglio la riforma Bonafede.

Davigo, sul Fatto, ha definito questa trovata dell’improcedibilità “un’amnistia mascherata”. Condivide?

Assolutamente sì. Con un’aggiunta: questa “tagliola” colpirà anche processi delicatissimi, come omicidi colposi e violenze sessuali.

Lei ha sempre chiesto una riforma che non renda più conveniente delinquere, ma rispettare le leggi: quanto è lontana, con questa “riforma”, quel sogno?

Direi che è naufragato. Ma c’è altro: perché nessuno pensa alle vittime del reato? Perché nessuno pensa alla mortificazione di chi non solo viene umiliato da soprusi e angherie, ma poi viene anche praticamente abbandonato dallo Stato? È come pensare di risolvere il dramma delle liste d’attesa nelle Asl col bollino di scadenza: vai all’ospedale, prenoti una visita o un intervento chirurgico, aspetti pazientemente il tuo turno e poi, quando finalmente arriva, se non c’è posto o è passato troppo tempo, perdi ogni diritto: niente visita e niente intervento, anche se sei malato grave ti rimandano a casa. Ma davvero è questa la giustizia che gli italiani si meritano?

Il Procuratore Gratteri: con questa riforma non viene assicurata alcuna “giustizia”

La ministra accusa alcuni uffici giudiziari per i tempi lunghi dei processi. Che cosa si può chiedere ai capi degli uffici come lei?

Sicuramente devono vigilare e intervenire, stimolando i magistrati – se ce ne sono – improduttivi e ottimizzando le risorse disponibili. Ma, lo ripeto, pretendere decisioni tempestive e nel contempo “giuste”, perché è questo l’obiettivo imprescindibile a cui dobbiamo puntare. E che, con questa riforma, diventa un’utopia.

Cosa si dovrebbe fare, o si sarebbe dovuto fare, per accorciare i tempi biblici della giustizia?

La politica non può pensare di abbreviarli con la tagliola dei termini di due anni in appello o un anno in Cassazione, che con questo sistema si sa già in anticipo che non potranno mai essere rispettati. Per avere processi più rapidi occorrono prima di tutto uomini (magistrati, personale amministrativo e di polizia giudiziaria) e mezzi adeguati rispetto a una mole di affari giudiziari elefantiaca. E poi si deve intervenire a monte, non a valle. Rendere più snelle le procedure è possibile, ma bisogna partire dal basso: limitare le ipotesi di appello, rendere inammissibili le impugnazioni vistosamente pretestuose (e sono molte); ridurre i ricorsi in Cassazione solo ai casi che realmente riguardano la legittimità. E ancora: limitare gli incarichi “fuori ruolo” solo a quegli Uffici dov’è veramente necessaria la presenza di magistrati; e rivedere la geografia degli uffici giudiziari. Ma ci sarebbero tanti altri interventi possibili, che realmente vanno nella direzione di una effettiva riduzione dei tempi, se davvero questo fosse l’obiettivo dei “riformatori”. Ma, con questa “riforma”, è un’utopia.

NOTA

In diversi nostri articoli abbiamo più volte richiamato la vitale necessità civile che sia assicurata ai cittadini una Giustizia giusta, accessibile, presente ed esaustiva, poiché, come anche si ravvisa in dei rapporti delle Forze dell’Ordine, le criminalità organizzate – e noi aggiungiamo anche la politica clientelare e deviata – approfitta dell’indolenza o malfunzionamento dello Stato, per sostituirsi ad esso, ergendosi a riferimento e mediatore sociale ed economico fra cittadini e tra attività.

Adduso Sebastiano

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Sequestrati a degli extracomunitari oltre 700 articoli contraffatti

La GdF di Caltanissetta li ha sequestrati in tre distinti controlli di cui uno nel capoluogo di provincia e gli altri due a Gela (CL)

Con l’approssimarsi della stagione estiva, i militari del Comando Provinciale di Caltanissetta della Guardia di Finanza hanno intensificato i controlli volti a contrastare la vendita di prodotti contraffatti e/o non sicuri, concentrando particolare attenzione lungo le principali “arterie” di comunicazione della provincia e sul litorale gelese.

Il dispositivo di contrasto attuato dalle Fiamme Gialle nissene ha permesso, negli ultimi giorni, di riscontrare diversi fenomeni di vendita illecita di prodotti contraffatti da parte di soggetti extracomunitari e ha portato al sequestro di 700 articoli contraffatti, in prevalenza maglie sportive, scarpe, portafogli e cinture riportanti loghi di noti marchi di abbigliamento sportivo e di griffe di prestigiose case di moda nazionali ed estere, per un valore commerciale di oltre 15.000 euro.

A Caltanissetta, un soggetto di nazionalità senegalese, comunque in regola con il permesso di soggiorno, è stato individuato nella zona del centro storico ed è stato fermato da una pattuglia del Gruppo di Caltanissetta, che ha sequestrato circa ottanta paia di scarpe sportive, segnalandolo alla competente Autorità Giudiziaria per il reato previsto dall’art. 474 del codice penale (“Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”).

A Gela (CL), in due distinti interventi sul lungomare cittadino, i militari del locale Gruppo hanno sequestrato complessivamente circa 600 articoli, in prevalenza maglie sportive e accessori. Alla vista dei militari, i venditori, presumibilmente extracomunitari, si sono dati precipitosamente alla fuga, abbandonando la merce sul posto. Al fine di garantire la sicurezza dei numerosi cittadini presenti che affollavano il litorale, i militari hanno desistito dall’inseguimento dei venditori.

Gli articoli sequestrati, su disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie, dopo essere stati privati dei loghi e dei segni falsi, verranno devoluti in beneficenza ad organi ed associazioni della provincia impegnate nell’assistenza a famiglie povere e bisognose.

NOTA

Le attività in rassegna si inseriscono nel più ampio contesto della tutela del mercato dei beni e servizi e rientrano nel quadro delle attività svolte quotidianamente dai Reparti della Guardia di Finanza nissena a tutela dell’economia legale, finalizzata a preservare la competitività delle imprese nazionali, operanti nello specifico settore, ed evitare la diffusione di prodotti recanti marchi contraffatti, contrastando pericolosi fenomeni distorsivi della concorrenza e la commercializzazione di prodotti potenzialmente pericolosi per il consumatore.

Adduso Sebastiano

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Tre tunisini tentavano di trasferire irregolarmente all’estero valuta in contanti: sanzionati

La GdF ha sanzionato tre tunisini con denaro contante per 12.660 €, 10.030 € e 10.235 € suddivisi in banconote di grosso taglio

Nei giorni scorsi i Finanzieri del Comando Provinciale Palermo, in collaborazione con i funzionari del locale Ufficio delle Dogane, nel corso dei controlli doganali effettuati sulle persone, veicoli e merci in partenza verso l’estero, hanno sorpreso, in prossimità dell’imbarco sulla nave “Catania” diretta a Tunisi, tre soggetti di origine tunisina intenti ad “esportare” irregolarmente valuta verso l’estero.

In particolare, durante i controlli sui flussi di passeggeri in uscita dallo Stato, alla domanda di rito posta dai militari operanti circa il possesso di denaro o valori di ammontare pari o superiore ai 10.000 €, K. Y. affermava in maniera generica di trasportare una somma inferiore rispetto alla franchigia autorizzata in assenza di dichiarazione doganale, D. C. ne dichiarava 7.000 €, mentre B. J. ne dichiarava 10.000 €. Le Fiamme Gialle e i funzionari doganali, non ritenendo attendibili le dichiarazioni dei due soggetti, procedevano ad ispezionare i veicoli nonché i pacchi ed i bagagli al seguito dei viaggiatori, rinvenendo somme di denaro contante pari, rispettivamente, a 12.660 €, 10.030 € e 10.235 €, suddivisi in circa 600 banconote di grosso taglio.

NOTA

La normativa nazionale in materia di circolazione transfrontaliera di valuta (D. Lgs. 195/2008) impone uno specifico obbligo di dichiarazione in capo alle persone che attraversano a qualsiasi titolo i confini dello Stato e che abbiano al seguito denaro o valori di ammontare pari o superiore ai 10.000 euro. Pertanto, i responsabili delle violazioni sono stati sanzionati amministrativamente ai sensi dell’art. 9 del D. Lgs. 195/2008 e ammessi al pagamento della sanzione con oblazione immediata, per effetto dell’art. 7 del predetto Decreto.

L’attività di servizio si inquadra nell’ambito della costante azione di controllo economico del territorio assicurata dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane a contrasto dei traffici illeciti che, attraverso gli spazi doganali, interessano il territorio nazionale, in tal caso a presidio della trasparente circolazione dei flussi finanziari transnazionali.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Draghi: “Ci avete fatto commuovere e gioire. E Donnarumma che parate!”

Mario Draghi, presidente del Consiglio, ha incontrato gli azzurri a Palazzo Chigi al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica. Mattarella.

Le dichiarazioni di Draghi sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Ci avete fatto emozionare, commuovere, gioire, abbracciare. Io sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Quello di cui ci avete reso orgogliosi è di essere uniti in queste celebrazioni in nome dell’Italia.

Un saluto collettivo e un ringraziamento profondo dal governo, e anche da tutto lo staff di Palazzo Chigi che è affacciato alle finestre e vi guarda qui da sopra. I vostri successi sono stati straordinari.

Siete entrati nella storia anche con le vostre parate, e che parate! E con la lacrima di Spinazzola, un grande applauso. E un ringraziamento alle vostre famiglie, alle mogli, ai nonni, alla loro pazienza, perché la famiglia è fondamentale.

L’Italia vi accompagna verso la rincorsa della gloria delle Olimpiadi. Abbiamo tanta voglia di vivere altre notti magiche. Lo sport insegna, unisce, è un ascensore sociale, un argine al razzismo ed un elemento di coesione, specie nei momenti difficili, per questo il governo ha deciso di investire“.

Al termine un pullman scoperto con la scritta “Campioni d’Europa”, ha accompagnato gli azzurri tra le strade di Roma. Da via del Corso a piazza Venezia, via Quattro novembre, largo Magnanapoli, via del Tritone, piazza Barberini, via Veneto, piazza Brasile e via Pinciana, sempre tra due ali gigantesche di tifosi che non vedevano l’ora di poter condividere la loro gioia con gli azzurri di Mancini.

a cura di Natale Giusti.

Foto: www.figc.it

Ai domiciliari 34enne per avere ignorato il divieto di avvicinamento alla persona offesa

La Polizia di Stato di Messina lo ha posto ai domiciliari per avere ripetutamente violato le prescrizioni minacciando la moglie

Eseguita dai poliziotti delle Volanti di Messina la misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Messina a carico di un trentaquattrenne, in aggravamento della preesistente misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa adottata per maltrattamenti in famiglia ai danni del coniuge.

L’uomo, infatti, già sottoposto a quella misura, ne aveva ripetutamente violato le prescrizioni, raggiungendo il domicilio della moglie, insultandola e minacciandola alla presenza del figlio minore.

La condotta del reo ha evidenziato, pertanto, la necessità di adottare la più grave misura degli arresti domiciliari.

Adduso Sebastiano

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