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Agriturismo: su 6 dipendenti, 5, di cui un minore, in nero e alcuni percettori di RdC

I CC di Enna e Regalbuto hanno accertato in un agriturismo personale in nero tra cui un minore-cuoco rumeno che lavorava giorno e notte   

Il dispositivo messo in campo dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna per il fine settimana di Ferragosto è stato corposo e teso alla prevenzione. Numerose le pattuglie su strada, per assicurare rientri sereni e senza incidenti con un gran numero di persone e mezzi controllati, e le pattuglie in borghese per accertare, nelle piazze locali, il proseguo delle serate estive senza intoppi.

In tale contesto sono stati organizzati anche attività specifiche con il personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Enna che, con la collaborazione dei Carabinieri di Regalbuto, nell’ambito di servizi preventivi volti al contenimento- diffusione del COVID-19 in ambito lavorativo, hanno effettuato dei controlli presso alcune aziende del territorio.

Le verifiche hanno permesso di accertare che, presso un agriturismo, se erano rispettate le norme sanitarie relative al contenimento- diffusione del COVID-19, non erano rispettate quelle in materia di lavoro.

I Carabinieri hanno verificato che su 6 dipendenti, 5, di cui un minore, risultavano non regolarmente assunti presso la struttura.

Il giovanissimo lavoratore, un rumeno di 16 anni, che non solo non aveva assolto l’obbligo scolastico ma non aveva sostenuto, ovviamente, neanche la visita medica di idoneità al lavoro, operava, quale cuoco, già dal 30 giugno, lavorando per più delle previste 8 ore giornaliere che, alcune volte, avevano interessato anche l’arco orario notturno.

Ulteriori accertamenti hanno permesso di verificare che la madre è percettrice del Reddito di Cittadinanza.

Presso la struttura collaboravano, solo in occasione del Ferragosto già iniziato, secondo quanto dichiarato dagli stessi lavoratori non in regola, un cuoco, pensionato di 66 enne, 2 addetti alla sala di 23 e 36 anni, percettori entrambi del Reddito di Cittadinanza, e un lavapiatti 36 enne rumeno.

Alla titolare dell’agriturismo è stata quindi elevata la maxisanzione per lavoro nero aggravata per lavoratore in nero percettore del RdC, omessa tracciabilità delle retribuzioni dei lavoratori, omessa visita medica, lavoro notturno e straordinario per il minore.

Durante l’attività di accertamento i Carabinieri si accorgevano, inoltre, dell’istallazione di telecamere idonee al controllo a distanza dei lavoratori, impianto installato senza la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del Lavoro.

Per i lavoratori percettori del Reddito di Cittadinanza verrà richiesta all’INPS la valutazione dei casi.

NOTA

I controlli da parte dei militari del Comando Provinciale di Enna e del NIL di Enna, d’intesa con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Enna, proseguiranno anche nelle prossime settimane le attività per verificare il rispetto delle disposizioni anti-contagio dal Virus Covid 19 nei luoghi di lavoro e per il contrasto al lavoro in nero o irregolare nei vari settori economici della Provincia di Enna.

Adduso Sebastiano

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Juve Stabia, parte la prevendita per la gara di Coppa Italia col Messina

Juve Stabia, parte la prevendita dei biglietti per il match del primo turno di Coppa Italia di Serie C contro l’ACR Messina in programma sabato 21 agosto alle 21 allo stadio “Romeo Menti”.

Di seguito le modalità di acquisto dei biglietti per la gara Juve Stabia-Messina nel comunicato ufficiale delle Vespe.

“Lo stadio Romeo Menti ritorna ad essere dei propri tifosi. Con l’ultimo decreto del Governo Draghi, gli stadi possono riaprire, anche se in maniera parziale, al 50% e per entrare sarà necessario il Green Pass, ovvero la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19.

La S.S. Juve Stabia comunica che sono a disposizione i tagliandi per il match valido per il primo turno eliminatorio di Coppa Italia che si giocherà sabato 21 agosto alle ore 21 allo stadio Romeo Menti. Si rende noto, quindi, che a partire da mercoledì 18 agosto saranno disponibili:

Curva San Marco € 7 comprensivo dei diritti di prevendita;

Tribuna Quisisana € 12 comprensivo dei diritti di prevendita;

Tribuna Monte Faito € 18 comprensivo dei diritti di prevendita;

Tribuna Roberto Fiore € 30 comprensivo dei diritti di prevendita.

I tagliandi potranno essere acquistati nei seguenti punti vendita:

Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza 192;

Bar Gialloblu, Viale Europe 101;

Agenzia Intralot, Viale Europa 31;

Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11;

Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116.

Si ricorda, inoltre, che per l’accesso allo stadio Romeo Menti è OBBLIGATORIO essere in possesso del Green Pass (per chi non lo avesse, è possibile recuperarlo anche recandosi in Farmacia) o di un tampone negativo effettuato nelle 24 ore precedenti l’evento. Non sarà in nessun modo possibile poter accedere all’impianto senza il possesso, anche in caso di acquisto del relativo tagliando di accesso, del Green Pass o del tampone negativo.

Si invitano i tifosi ad anticipare l’ingresso all’impianto per evitare assembramenti.

S.S. Juve Stabia“.

a cura di Natale Giusti.

Arrestato il terzo autore del violento pestaggio nella villa comunale

La Polizia di Stato di Messina ha rintracciato e arrestato il terzo responsabile del violento pestaggio, avvenuto all’interno di Villa Mazzini

Nella giornata di ieri, a seguito di approfondimento d’indagine, supportato da attività tecnica, gli investigatori della Squadra Mobile di Messina, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno rintracciato e catturato il terzo responsabile del violento pestaggio, avvenuto lo scorso 1° giugno all’interno di Villa Mazzini, ai danni di uno dei lavoratori del parco giochi ivi ubicato, che nell’occorso riportava lesioni gravi.

Si tratta di un quarantaseienne messinese, E.F., soggetto con all’attivo precedenti di polizia, resosi irreperibile ed attivamente ricercato dal 24 luglio, destinatario anch’esso, unitamente agli altri due complici, della misura cautelare di massimo rigore emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina.

I tre, con premeditazione, avevano effettuato una spedizione punitiva ai danni della vittima, a seguito di un banale diverbio che la stessa aveva avuto con i figli di uno di loro. Gli aggressori, dopo avere avvicinato con un pretesto l’uomo, lo avevano colpito al volto con un pugno e, dopo che lo stesso era caduto tramortito per terra, avevano continuato a colpirlo al viso con violenti calci.

Pertanto il quarantaseienne, al tempo resosi irreperibile all’esecuzione della predetta misura cautelare, il 24 luglio scorso, quando venivano tratti in arresto i complici, è stato – nel pomeriggio di ieri – rintracciato, arrestato e, dopo le formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto per ivi permanere a disposizione dell’A.G. procedente.

Adduso Sebastiano

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Confiscati beni e soldi per un valore di 6 milioni di euro (VIDEO)

Confiscati dalla GdF di Catania 23 immobili, auto d’epoca e disponibilità finanziarie ad un catanese ritenuto esponente del clan dei “carcagnusi”

Nell’ambito di attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di confisca in materia antimafia, emesso dalla Corte di appello etnea, relativo al patrimonio di a Nunzio Fabio Tenerelli, catanese, ritenuto esponente del clan dei “carcagnusi”.

LE INDAGINI

Le indagini, eseguite dal Nucleo PEF della Guardia di finanza di Catania, hanno riguardato tanto il profilo soggettivo quanto le disponibilità economico-finanziarie del proposto e, per il profilo patrimoniale anche quello della sua famiglia.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare:

– da un lato, la pericolosità sociale del proposto.

Al riguardo, come confermato dalle intercettazioni telefoniche, captate in altro procedimento penale, di soggetti affiliati al clan mafioso “Carcagnusi”, è emerso che il citato N.F.T. fosse specializzato in rapine a danno di soggetti cinesi, che aveva pianificato ed eseguito anche fuori dalla Sicilia.

Inoltre, il proposto è stato condannato, con sentenze passate in giudicato, per plurimi delitti contro il patrimonio e nei suoi confronti pende tutt’ora un procedimento penale per lesioni;

– dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato N.F.T. e l’ingente complesso patrimoniale riconducibile al proposto e alla sua famiglia.

Al riguardo, le indagini, svolte dalle unità specializzate del GICO del Nucleo PEF di Catania, hanno consentito di appurare che il proposto (che non risultava svolgere alcuna attività lavorativa) e il suo nucleo familiare, a fronte di redditi modesti, hanno effettuato rilevanti investimenti in particolare per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili sottoposti a confisca.

Per quanto sopra, in esito alle investigazioni del Nucleo PEF di Catania, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto in primo luogo il sequestro e poi la confisca dei seguenti beni:

– 23 unità immobiliari a Catania;

– 1 ditta individuale, adibita chiosco bar;

– 3 rapporti finanziari;

– 3 autoveicoli d’epoca,

per un valore complessivo di 6 milioni di euro.

Il provvedimento è stato confermato dalla Corte di appello di Catania e dalla Corte di cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal proposto.

NOTA

L’attività dei Finanzieri di Catania si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza volte al contrasto sotto il profilo economico-finanziario, delle associazioni a delinquere di tipo mafioso, al fine di evitare i tentativi, sempre più pericolosi, di inquinamento del tessuto imprenditoriale, e di partecipazione al capitale di imprese sane, anche profittando delle difficoltà legate al periodo di contrazione economica.

Adduso Sebastiano

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Poggiomarino: tentato Omicidio di Raffaele Carrillo. 3 arresti – VIDEO

Poggiomarino: tentato omicidio di Raffaele Carrillo. 3 persone, appartenenti a nuovo gruppo criminale capeggiato da Amoruso Carmine, arrestate dai CC

In data odierna, presso il carcere di Napoli – Secondigliano, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad una ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli – Ufficio GIP – in data 12 agosto 2021 nei confronti di

  • AMORUSO Carmine, classe ’83,
  • Amoruso MARCO, classe ’93
  • GARANTE Luca, classe ’98

tutti pregiudicati di Poggiomarino ed appartenenti ad un gruppo criminale di neo-formazione capeggiato dall’ex collaboratore di giustizia AMORUSO Carmine, già appartenente al clan GIUGLIANO capeggiato da GIUGLIANO Antonio o’ Sauriell – per i reati di ricettazione e porto e detenzione di armi da fuoco comuni e da guerra, aggravati dalla finalità mafiose di esperire un radicale controllo del territorio nell’area di Poggiomarino anche attraverso l’esecuzione di un omicidio, pianificato nei riguardi di CARRILLO Raffaele, classe ’83, appartenente alla rivale consorteria criminale capeggiata da GIUGLIANO Rosario ed operante, parimenti, a Poggiomarino.

L’ordinanza di custodia cautelare eseguita, ratifica ed avvalora il decreto di fermo, emesso in data 30 luglio 2021 dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti dei soggetti citati, ed eseguito in pari data dai militari dell’Arma, confermando la solidità degli elementi raccolti in fase investigativa in relazione a tutti i reati contestati, non ultima l’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento di fermo scaturiva da un’articolata attività d’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che aveva permesso di raccogliere plurimi elementi indiziari in ordine alla pianificazione, da parte degli AMORUSO, dell’omicidio di CARRILLO Raffaele responsabile, secondo gli stessi AMORUSO, di voler eseguire azioni di fuoco nei loro confronti.

Il piano omicidiario degli AMORUSO è stato sventato dalla tempestiva individuazione delle fonti di prova in ordine alla raccolta delle armi ed alla rapida emissione del provvedimento di fermo che ha di fatto impedito, anticipandola, la realizzazione dell’azione di fuoco.

Per tale ultima azione, infatti, gli odierni indagati avevano già recuperato nr. 2 fucili, posti in sequestro a seguito di perquisizione domiciliare, e nr. 2 pistole – una semiautomatica marca Steyr cal. 40 ed un revolver marca Smith & Wesson cal. 38 special – cadute in sequestro nel corso della perquisizione eseguita dai militari presso l’abitazione degli AMORUSO in sede di esecuzione del fermo.

Poggiomarino: tentato Omicidio di Raffaele Carrillo. 3 arresti – VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Napoli, solo un acquisto per il momento. La strategia di ADL

Il Napoli, dopo l’acquisto di  Juan Jesus, è ancora privo di un terzino sinistro e centrocampista richiesti da Spalletti

Napoli, solo un acquisto per il momento. La strategia di ADL

Il tempo passa, anche velocemente. E in casa Napoli, forse, non tutti se ne sono accorti. In particolare, pensando al mercato, a meno di una settimana dall’inizio del campionato, gli azzurri hanno collezionato un solo acquisto(ovvero Juan Jesus che nella giornata di oggi ha sostenuto le visite mediche). Per Spalletti, questa rosa avrebbe bisogno ancora di qualche aggiustamento, come una mezz’ala e un terzino sinistro.

L’idea del presidente

Però, secondo quanto riportato dal quotidiano Tuttosport, la filosofia e la strategia del presidente De Laurentiis resta sempre la stessa: vendere e poi comprare.  A tal proposito ecco quanto riportato dal quotidiano:

“<<Sappiamo di dover migliorare la squadra e stiamo provando a farlo. La società sa che per giocare le competizioni in cui saremo impegnato qualcosa va fatta>>, le parole di Luciano Spalletti al termine del test del Napoli contro il Pescara, risuonano lucide nella testa dello staff mercato. Come fare per accontentare il coach toscano che necessita di un esterno sinistro difensivo e di un centrocampista di sostanza? Sarà molto complicato, perché la strategia del presidente De Laurentiis non è cambiata e non cambierà in queste ultime due settimane di contrattazioni: si acquisterà solo dopo aver ceduto. Non saranno fatte eccezioni e proprio per questa ragione il ds Giuntoli sta aguzzando l’ingegno nella ricerca di rinforzi che potrebbero arrivare in prestito. Sì, con la stessa formula che aveva portato Bakayoko in maglia azzurra giusto un anno fa e che dovrà caratterizzare anche questa parte conclusiva del mese di agosto”

Juan Jesus-Napoli, accordo trovato e firma vicina

L’ex difensore di Roma e Inter, Juan Jesus, dopo aver accettato la proposta del Napoli, si è presentato poche ore fa a Villa Stuart per sostenere le visite mediche.

Al termine delle visite mediche, dunque, il brasiliano firmerà un contratto annuale da un milione di euro bonus compresi.

Juan Jesus-Napoli, accordo trovato e firma vicina

L’esperto difensore natio di Belo Horizonte sarà il primo rinforzo del Napoli in questa sessione di calciomercato.

Con l’arrivo di Juan Jesus, che ricordiamo firmerà un annuale da un milione di euro, il club azzurro completerà il parco dei difensori centrali composto già da Koulibaly, Manolas e Rrahmani.

L’approdo del brasiliano alle falde del Vesuvio consentirà a Mr. Luciano Spalletti un’altra discreta alternativa alla coppia difensiva titolare composta da Koulibaly e Manolas, evitando così di ricorrere a disperati tentativi pur di far rientrare eventuali crisi difensive dettate da infortuni vari.

Juan Jesus e Spalletti di nuovo insieme

Juan Jesus nella sua precedente esperienza quinquennale nella Capitale ha già avuto Luciano Spalletti come guida tecnica nella stagione 2016/17 e molto probabilmente è stato proprio il tecnico toscano a proporre ad ADL di puntare sul brasiliano nel pieno rispetto della politica low cost azzurra.

Date le caratteristiche e la duttilità tattica dell’ormai prossimo difensore del Napoli per la prossima stagione, l’allenatore del club campano potrebbe anche adattarlo sulla fascia sinistra in modo da sopperire alla mancanza di un sostituto a Mario Rui, facendo felice ADL e le casse del Napoli ma non i tifosi.

Carabinieri: arrivati rinforzi in Sicilia per le attività di prevenzione degli incendi

Sono già operativi 25 operai forestali dell’Arma, giunti da varie regioni d’Italia, per rinforzare le fila dei Carabinieri di Sicilia

Sono già operativi dal giorno di Ferragosto, 25 operai forestali dell’Arma, giunti da varie regioni d’Italia, su disposizione del Comando Generale dell’Arma, per rinforzare le fila dei Carabinieri di Sicilia, per profondere un ulteriore sforzo volto ad arginare il preoccupante fenomeno, in sinergia e d’intesa con la Protezione Civile dell’Isola ed il Corpo Forestale Regionale.

Il personale di rinforzo si occuperà prevalentemente di attività di bonifica ed opererà a fianco delle Stazioni territoriali dell’Arma e dei Carabinieri Forestali dei tre Centri Anticrimine Natura di Palermo, Agrigento e Catania, reparti specializzati nelle attività di repressione di ogni forma di aggressione all’ambiente e alla biodiversità. Questa collaborazione è frutto della stretta intesa dell’Arma dei Carabinieri con la Regione Siciliana e in particolare con l’Assessorato al Territorio e Ambiente, che hanno, da subito, accolto e sostenuto le unità specializzate dell’Arma.

I Comandi Provinciali Carabinieri dell’Isola, sul piano operativo e di contrasto al fenomeno degli incendi verificatisi in questo periodo estivo, hanno sviluppato, nei mesi di luglio e agosto, un’intensa attività di prevenzione e pattugliamento del territorio, abbinata a quella investigativa, che ha consentito di deferire complessivamente all’Autorità Giudiziaria, ad oggi, 20 persone ritenute responsabili di aver cagionato incendi di varia natura sul territorio regionale ed in particolare:

–              il 17 luglio scorso, a Valguarnera Caropepe (EN), i Carabinieri della locale Stazione, a conclusione di attività investigativa, hanno arrestato un individuo ritenuto responsabile di un incendio boschivo verificatosi l’8 luglio u.s. in quel comune;

–              il 31 luglio u.s., a Palermo, i Carabinieri della Stazione Uditore hanno arrestato un pensionato, mentre stava appiccando un incendio ad una vasca di irrigazione in un terreno rurale;

–              il 2 agosto u.s., a Ciminna (PA), i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un individuo, mentre stava appiccando un incendio in un terreno sul quale vi erano accatastati rifiuti di varia natura;

–              sempre il 2 agosto, a Cesarò (ME), i Carabinieri della Stazione di Troina (EN) hanno arrestato due allevatori, sorpresi mentre stavano appiccando vari incendi in un’area ricadente nel “Parco naturale dei Nebrodi”;

–              in data 8 agosto, a Cammarata (AG), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del locale Comando Compagnia hanno arrestato un pensionato, colto in flagranza mentre stava appiccando un incendio in un’area boschiva di quel comune;

–              in data 11 agosto 2021, a Noto (SR), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del locale Comando Compagnia hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di due allevatori ritenuti responsabili di vari incendi boschivi occorsi nel mese di luglio u.s., nell’agro di Buccheri (SR).

NOTA

L’azione di prevenzione e contrasto dello specifico fenomeno, sviluppata dagli assetti dell’Arma di Sicilia, proseguirà, dunque, in modo incessante e sinergico con la Protezione Civile dell’Isola ed il Corpo Forestale regionale, al fine di infrenare gli incendi, che costituiscono un grave pregiudizio per l’incolumità delle persone, dei beni e del patrimonio ambientale.

Adduso Sebastiano

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Formula Uno, pronti a ripartire. Hamilton: “Continuiamo così”

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Formula Uno: le parole del pilota della Mercedes Lewis Hamilton in vista della ripartenza della stagione prevista col GP in Belgio

Formula Uno, pronti a ripartire. Hamilton: “Continuiamo così”

Sempre meno alla ripartenza. La Formula Uno è pronta a tornare tra una settimana precisa con il Gran Premio del Belgio. Sul tracciato dunque di Spa-Francorchamps ripartirà la lotta per il titolo mondiale tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, con il pilota inglese in questo momento in vantaggio di otto punti in classifica sull’olandese.

Mercedes vs Red Bull, ripartiamo

Sarà tempo dunque di capire che Mercedes vedremo e se la scuderia di Wolff dimostrerà di avere la vettura più veloce per tutto il weekend. Tema comunque da non sottovalutare pensando che nelle ultime due  gare, prima a Silverstone e poi in Ungheria, Verstappen non ha mai potuto far vedere di domenica le potenzialità della sua vettura.  Lotta, quella tra Mercedes e Red Bull, che si estende anche nei costruttori. I team dovranno contare anche sui loro secondi piloti. Si parla ovviamente di Valtteri Bottas(il cui posto è sempre più a rischio) e di Sergio Perez. Il messicano, partito bene, deve ritornare a riacquisire quel feeling che nelle ultime gare ha perso per poter continuare a portare a casa punti per i costruttori e anche provare ad aiutare Max, il che non è mai un dispiacere.

Hamilton: “Non sarà facile stare davanti alla Red Bull”

Il leader momentaneo è Lewis Hamilton che, in vista della ripartenza, è intervenuto ai microfoni di Motorsport-Total. Ecco le sue dichiarazioni:

“Spero davvero che possiamo stare davanti, ma non sarà facile. E’ chiaro che abbiamo fatto grandi passi avanti, da Montecarlo in poi la squadra ha lavorato moltissimo e gli aggiornamenti sulla monoposto hanno funzionato bene. Abbiamo lavorato anche sulla metodologia per ottenere di più dalla monoposto e credo che abbiamo migliorato tanto. Può capitare di commettere errori, la nostra forza è saperci rialzare, questo è quello che conta”.

Tre Daspo Willy per un 18enne e due minorenni e un foglio di via per un 49enne

Il Questore di Messina ha emesso 4 Daspo Willy a tre giovani di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e un foglio di via di tre anni per un georgiano

Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio, predisposti per il periodo estivo dalla Questura di Messina al fine di garantire massima sicurezza ai turisti e a tutti i cittadini, il Questore ha emesso quattro provvedimenti nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi.

Si tratta di tre  D.A.C.Ur. (divieto d’accesso alle aree urbane) emessi nei confronti di tre giovani di Barcellona Pozzo di Gotto, della durata rispettivamente di 2 anni per un diciottenne e di 18 mesi per due minorenni, e di un foglio di via obbligatorio della durata di tre anni per un georgiano di 40 anni.

Nello specifico, i tre destinatari del cosiddetto “Daspo Willy” sono gli autori dell’aggressione consumata a Milazzo la notte del 9 agosto scorso, ai danni di due loro coetanei.

La ricostruzione della dinamica dell’accaduto, nonché le informazioni rese da alcuni testimoni ed il monitoraggio dei social network, hanno permesso di risalire alla loro identità e di individuarne le rispettive responsabilità.

 Il profilo dei tre aggressori, resisi responsabili in concorso tra loro, per futili motivi, di lesioni personali, è stato poi esaminato dai poliziotti della Divisione Anticrimine, la cui istruttoria è stata accolta dal Questore, che ha firmato i D.A.C.Ur.

Pertanto i tre giovani, protagonisti di gravi disordini ed atti di violenza urbana, non potranno accedere ai locali pubblici di via Francecso Crispi, a Milazzo, né potranno stazionare nelle immediate vicinanze degli stessi.

Il quarantenne georgiano, invece, destinatario del foglio di via obbligatorio, lo scorso 14 agosto, a seguito di un controllo, era stato denunciato dai poliziotti delle Volanti, per possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli.

La misura di prevenzione emessa a suo carico è scaturita dalla constatazione dei numerosi precedenti per furto, aggravato ed in concorso, e dal possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli. L’obiettivo è stato, pertanto, quello di prevenire la reiterazione di ulteriori condotte delittuose a tutela della sicurezza della cittadinanza dello stretto.

Il quarantenne, quindi, dovrà presentarsi entro 48 ore presso gli uffici di Polizia di Torino, comune di sua residenza, e non potrà fare ritorno, per un periodo pari a tre anni, nel territorio del comune di Messina.

Infine, a seguito dei più recenti intensificati controlli predisposti nel weekend di ferragosto, anche nelle isole Eolie, sono stati individuati ulteriori responsabili di condotte di violenza urbana, per i quali la Questura di Messina sta già valutando l’adozione di analoghi opportuni provvedimenti.

IL DASPO WILLY

Il termine Daspo è l’acronimo di “Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive”: esso, in effetti, è stato coniato proprio con riferimento al settore calcistico. Il Daspo è una misura per contrastare la violenza negli stadi e, solo successivamente, è stato esteso anche ad altri ambiti, con l’introduzione, del Daspo urbano e del Daspo per i corrotti.

Il nuovo D.A.C.Ur. (Divieto di Accesso a determinate zone del Centro Urbano ) ex art. 13 bis è stato introdotto dal D.L. n. 113/2018:

Il D.L. n. 113/2018 ha introdotto, nell’impianto normativo del D.L. n. 14/2017, una nuova misura di prevenzione di esclusiva competenza del Questore. Ai sensi del nuovo art. 13 bis, rubricato “Disposizioni per la prevenzione di disordini negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico trattenimento”: “Fuori dai casi di cui all’art. 13, il questore può disporre per ragioni di sicurezza, nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni per reati commessi in occasione di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi ovvero in locali di pubblico trattenimento, per delitti non colposi contro la persona e il patrimonio, nonché per i delitti previsti dall’articolo 73 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il divieto di accesso agli stessi locali o ad esercizi pubblici analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi”.

Tale divieto deve essere adottato con provvedimento motivato e può essere limitato a specifiche fasce orarie; esso, inoltre, non può avere una durata inferiore a “sei mesi” né superiore a “due anni” e può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di diciotto anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, fermo restando i presupposti indicati al citato comma 1 dell’art. 13 bis.

Alle persone alle quali è notificato il divieto di accesso ex art. 13 bis, il Questore può anche prescrivere di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell’ufficio o comando di polizia competente in relazione al luogo di residenza dell’obbligato o in quello specificamente indicato. In quest’ultimo caso, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 6, commi 3 e 4, della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, sopra riportate.

La violazione del divieto è punita con la reclusione da “sei mesi ad un anno” e con la multa da “5.000 a 20.000 euro”. L’ambito di operatività dell’anzidetta sanzione penale sembrerebbe riferirsi solo al divieto di accesso o di stazionamento e non anche all’aggiuntivo ed eventuale obbligo di presentazione di cui al comma 4 dello stesso articolo. Per quanto riguarda il regime di impugnazione, infine, valgono le considerazioni in precedenza espresse per il D.A.C.Ur. ex art. 10 D.L. n. 14/2017.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Castellammare di Stabia: il 19 agosto spettacolo di Simone Schettino

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Spettacolo a Castellammare di Stabia di Simone Schettino all’interno della rassegna “I Love Cabaret” in programma il 19 agosto.

Castellammare di Stabia (NA): Per la rassegna “I Love Cabaret” torna sulla scena l’attore stabiese Simone Schettino; l’evento è previsto il 19 agosto Al Giardino di Arianna ore 21:30.

L’ appuntamento è pensato per chi resta nei paraggi o è già rientrato dalle vacanze. Risate assicurate, la formula sarà la solita ‘food&drink’ ormai molto apprezzata dai nostri ospiti.

“Siamo già pronti per presentarvi un nuovo appuntamento in calendario: il 19 agosto ci sarà un caloroso ritorno di un nome presente già nelle primissime edizioni per la nostra rassegna, in scena Simone Schettino che, quando lo show è nella sua città, ci mette sempre un pizzico di simpatia in più. Un appuntamento pensato per chi resta nei paraggi o è già rientrato dalle vacanze. Le risate sono assicurate, la formula sarà la solita ‘food&drink’ ormai molto apprezzata dai nostri fedelissimi ospiti. Vi aspettiamo al giardino di Arianna per una serata al fresco ad un passo dal centro in totale sicurezza. Vendita nei punti prevendita in città e online nel circuito Go2“.

L’evento è organizzato nel rispetto delle normative anticontagio: resta infatti fondamentale continuare a mantenere un distanziamento tale da scoraggiare i contagi, indossare la mascherina quando necessario, lavare spesso le mani.

Redazione Campania

Assalto Kabul; la capitale afgana caduta nelle mani dei talebani

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I talebani hanno sfruttato al meglio l’occasione, effettuando con successo l’Assalto a Kabul costringendo i cittadini alla fuga

Dopo vent’anni di difficoltosa coesistenza, il ritiro degli americani dalla capitale afgana rappresenta un evento storico, così come la sua diretta conseguenza: la conquista della città da parte dei talebani.

Un evento storico e tragico

I combattenti talebani sono riusciti nell’impresa da tanto ricercata; nella giornata di ieri, le truppe hanno occupato la capitale afgana di Kabul mettendo alla fuga tutti i membri dell’Ambasciata Americana.

La conquista della capitale è stato un obiettivo inseguito per diversi anni dai talebani, obiettivo portato a casa in meno di 24 ore.

I combattenti, dopo aver conquistato alcuni centri provinciali del paese, sono entrati nella capitale trovando ben poca resistenza.

A seguito dell’occupazione della capitale, migliaia di persone sono accorse all’aeroporto per tentare una fuga disperata; tra essi vi erano anche membri dell’Ambasciata Americana, i quali erano in attesa di rinforzi dal Pentagono.

Il capo dell’ufficio politico dei talebani, Baradar, ha celebrato quello che è stato per tutti loro un successo inaspettato, mentre il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha manifestato la propria preoccupazione per donne e ragazze, da sempre al centro di comportamenti a dir poco disdicevoli.

Probabilmente, se le truppe americane non si sarebbero ritirate probabilmente non si sarebbe giunti a questo; a questo punto, viene da chiedersi come mai gli americani abbiano deciso di ritirarsi dalla capitale.

Il salvataggio degli italiani

Tutti gli italiani che spingevano per la fuga da Kabul sono riusciti a rientrare in patria assieme ad altri cittadini afgani.

Vedere o sentire di queste notizie ci riporta indietro di tanti anni, facendoci fare i conti sul dispendio economico e umano sprecato in terra straniera come anche spiegato da Marco Intravaia, figlio del vice brigadiere Domenico, morto nella strage di Nassiriya.

Intravaia ha inoltre rinnovato la propria fiducia al governo Draghi affinché gli interventi all’estero portino i risultati sperati

Assalto Kabul; la capitale afgana caduta nelle mani dei talebani/Antonio Cascone/redazione

5 Illegittimi percettori del reddito di cittadinanza

La GdF di Corleone (PA), tra quest’ultimo, Villabate e Godrano (PA), ha individuato 5 illegittimi percettori del Reddito di C.

Nei giorni scorsi i Finanzieri della Tenenza di Corleone (PA), in esito ad attività di intelligence economico-finanziaria e in stretta sinergia e collaborazione info-operativa con l’INPS, hanno individuato tra Corleone, Villabate, Godrano, 5 soggetti risultati tutti illecitamente beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

I soggetti controllati avevano omesso di comunicare dati e informazioni risultanti ostative per la concessione del beneficio.

GLI ACCERTAMENTI

In particolare, 2 di essi avevano omesso di dichiarare che all’atto della presentazione dell’istanza uno dei componenti il proprio familiare era stato sottoposto a misure cautelari personali.

Un terzo non aveva indicato nell’istanza che due dei componenti il proprio nucleo familiare risiedevano, stabilmente, in una struttura residenziale con retta a totale carico del Comune di Corleone e che pertanto non potevano essere considerati in carico al richiedente.

Un altro soggetto, invece, non aveva indicato la titolarità, da parte un componente il proprio nucleo familiare, di cespiti patrimoniali diversi, dalla casa di abitazione, il cui valore, ai fini IMU, superava la soglia di €. 30.000 prevista dalla normativa.

Infine nei confronti di un quinto soggetto, i militari hanno rilevato, nell’ambito degli ordinari servizi d’istituto, che un familiare aveva avviato un’attività commerciale abusiva in forma ambulante.

Tenuto conto che tali circostanze costituiscono cause ostative alla concessione del beneficio, i finanzieri hanno proceduto a segnalare i soggetti alla Procura della Repubblica di Termini Imerese  per la violazione prevista dall’art. 7 del D.L. 4/2019  e, contestualmente a comunicare gli indebiti percettori agli uffici I.N.P.S. competenti territorialmente per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio e per il recupero coattivo delle somme già indebitamente percepite, pari complessivamente a circa € 30 mila.

NOTA

L’attività di servizio, conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto delle illecite condotte di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Eutanasia legale; un referendum per un futuro più libero per tutti

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È in corso di svolgimento la raccolta firme per dichiarare l’Eutanasia legale che conferirebbe all’uomo maggiore gestione della propria vita

Tutta l’Italia è chiamata nuovamente a far sentire la propria voce attraverso la sua principale arma: il referendum. Circa due mesi fa, è stato dato il via alla raccolta delle firme per il referendum e i risultati finora raggiunti sono sbalorditivi

Un tema tanto delicato quanto importante

È da ormai svariati anni che si verificano lotte diplomatiche e richieste per rendere possibile l’Eutanasia nel nostro paese, senza dover ricorrere alla fuga in strutture d’oltralpe che, tra l’altro, richiedono costi esorbitanti.

La parola Eutanasia deriva dal greco e significa letteralmente “buona morte” solo che finora gli ostacoli burocratici e morali imposti in Italia l’hanno resa tutt’altro che buona.

Molti soggetti impediti a vivere una vita al 100% delle loro possibilità, magari a causa di gravi patologie o incidenti, desiderano smettere di soffrire sia fisicamente sia emotivamente e finora vi sono sempre stati mille ostacoli a ciò.

Tra i favorevoli alla sua legalizzazione troviamo anche molti addetti del personale sanitario; essi lavorano a contatto con molti pazienti in condizioni precarie, quindi chi più di loro sa quanto questi soggetti meritino di raggiungere la pace?

Purtroppo, anche gli stessi membri del personale sanitario sono obbligati a non fare niente in tal senso, bensì a proseguire con le cure verso pazienti che considerano la terapia come un inutile prolungamento della loro agonia.

Vi sono stati casi, in passato, di medici che hanno messo a rischio la loro carriera pur di mettere fine alle sofferenze di queste persone; essi, molto spesso, sono stati accusati di omicidio e perseguiti dalla legge come veri e propri criminali.

I risultati del referendum

Il 17 giugno 2021 è ufficialmente partita la raccolta firme per il referendum sulla legalizzazione dell’Eutanasia; a circa due mesi dall’inizio sono state raccolte circa 500mila firme suddivise tra quelle cartacee, ottenute in svariate piazze d’Italia, e altre ottenute online grazie ad un apposito sito.

L’annuncio sul numero di firme attualmente raggiunte è stato dato da Filomena Gallo e Marco Cappato per conto dell‘Associazione Luca Coscioni, che dal 2002 (anno di nascita) si occupa di iniziative sociali e della difesa dei diritti umani.

Un risultato, insomma, davvero sorprendente e ben augurante per il futuro, con la speranza che gli italiani conservino la stessa prontezza d’intervento e voglia di agire anche per altre cause altrettanto importanti

Eutanasia legale; un referendum per un futuro più libero per tutti/Antonio Cascone/redazione

Gennaro Iezzo: “Il Napoli non deve aver paura del Venezia”

Gennaro Iezzo, ex numero uno del Napoli ed attualmente allenatore svincolato, ha partecipato come ospite d’eccezione al programma “Radio Goal” andato in onda su Kiss Kiss Napoli.

Gennaro Iezzo: “Il Napoli non deve aver paura del Venezia”

Il tecnico svincolato di origini stabiesi, Gennaro Iezzo, si è espresso in merito alla prima giornata di campionato contro il Venezia che si avvicina ed alla suggestione Manolas-Olympiacos.

Di seguito le dichiarazioni dell’ex portiere azzurro riprese da Calcionapoli1926.it e riportate qui su Vivicentro.it:

Sulla prima giornata di campionato

“I giocatori sanno che, col caldo, c’è ancora più fatica, ma c’è anche emozione per ricominciare a giocare ed a competere”.

Si vuole partire bene e sicuramente il Napoli si farà trovare pronto per il campionato contro il Venezia”.

Il Napoli non deve aver paura del Venezia, che ha bisogno di rinforzarsi per sperare di poter mantenere la categoria”.

“D’altra parte il Napoli ha un’altissima percentuale per poter portare a casa la prima vittoria in campionato”.

La trattativa Manolas-Olympiacos

“Non so come l’Olympiacos potrebbe pagare lo stipendio di Manolas: lui dovrebbe ridurre sensibilmente il suo ingaggio, e chissà se la volontà di tornare a casa può facilitare questa scelta”.

Personalmente, credo sia difficile: è in una squadra ambiziosa, con un allenatore che lo stima e lo conosce, ed è uno dei leader della squadra”.

“E’ vero che la coppia con Koulibaly non ha reso come ci si aspettava, però anche l’anno scorso sono migliorati”.

Palmieri: “Fa piacere l’interesse del Napoli. Spalletti è un amico”

Le parole del terzino sinistro del Chelsea Emerson Palmieri sul suo futuro, che può essere lontano da Londra

Palmieri: “Fa piacere l’interesse del Napoli. Spalletti è un amico”

Emerson Palmieri, attuale terzino sinistro del  Chelsea e nel mirino del Napoli, è intervenuto ai microfoni di ESPN Brazil, per parlare del suo futuro. Ecco le sue dichiarazioni:  

“Sapere di questo interesse del Napoli fa tanto piacere, è un grande club in Italia e non solo. Sono ancora più contento anche viso quanto poco ho giocato la stagione scorsa col Chelsea. Ho voglia di giocare, di stare in campo, farà di tutti per giocarmi le carte. Ho due anni di contratto con il Chelsea, è un grande club, ho già dimostrato di potermela giocare qui. Vorrei tornare a essere importante per la squadra come già è accaduto. Non mi interessa il ruolo, sono sempre stato a disposizione dell’allenatore, ma l’anno scorso ho avuto poco spazio e non ho potuto scegliere. Per il mio futuro sceglierà quella che ritengo l’opzione migliore. Ho ancora una ventino di giorni per pensare a tutte le possibilità, per scegliere il posto giusto, dove mi sentirò desiderato davvero.

Spalletti?:  “Io sono un ragazzo a cui piace scegliere, parliamo della mia vita. Voglio essere io l’artefice delle mie scelte, seguendo le mie sensazione e ciò che mi fa essere felice. Spalletti a Roma è stato l’allenatore che mi ha dato l’opportunità di mettermi in gioco: avevo 22 o 23 anni quando mi disse ˂<vai, gioca le prime dieci partite>>, e poi altre dieci, e così via. Non è semplice fare ciò, avere pazienza con un ragazzo giovane, in una piazza importante come Roma. Pian piano poi, le cose andarono sempre meglio. E’ un allenatore saggio, un amico, ogni tanto ci sentiamo e mi ha fatto anche gli auguri di buon compleanno a inizio agosto

Leclerc: “Sono migliorato come pilota e persona. Il tempo aiuta”

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Le parole del pilota della Ferrari Charles Leclerc intervenuto ai microfoni di Bayond the Grid

Leclerc: “Sono migliorato come pilota e persona. Il tempo aiuta”

Adattamento e voglia di migliorarsi. Sono queste le parole fondamentali per Charles Leclerc nell’intervista rilasciata ai microfoni di Beyond the Grid. Ecco le sue parole:

“Mi sono sentito a mio agio fin dall’inizio. Avevo un sacco di cose da imparare sui rapporti interni al team, ma mi sembrava di conoscerle da subito. Però mi ci è voluto quasi un anno per capire esattamente le dinamiche della squadra, come si affrontano i problemi, come si reagisce alle difficoltà. È un tempo lungo, certo, ma è stato un periodo di apprendimento interessante. Se lo vivi in prima persona sembra molto più breve e hai il polso di tutti i passi in avanti che stai facendo. Ti senti molto più in controllo della situazione man mano che impari come funziona tutto“.

“Ogni giorno imparo qualcosa”

In cosa sei cresciuto particolarmente?:In generale credo di essere cresciuto molto come pilota e come persona. Mi sento sicuramente un pilota migliore rispetto a quando sono arrivato. Il fatto di entrare nei dettagli dopo ogni gara difficile, ma anche dopo ogni gara buona, ha reso tutto molto interessante. Sto imparando ogni giorno e credo che tutti i piloti della Formula 1 imparino ogni volta che salgono su una macchina

Carabinieri dei NAS: campagna controlli su tutto il territorio nazionale

I Carabinieri dei NAS, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno condotto su tutto il territorio nazionale una campagna di controlli.

Maxi operazioni di controlli svolte dai Carabinieri dei NAS, su tutto il territorio nazionale: sotto osservazione villaggi turistici, campeggi, agriturismi e similari strutture tradizionalmente vocate alla ricettività vacanziera.


Oggetto di verifica anche i relativi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nonché i servizi forniti a favore degli utenti, come le camere, le piscine e le aree ricreative.

Controllate 724 strutture e aziende, accertate violazioni presso 202 di esse, pari al 28% degli obiettivi ispezionati, dei quali 17 oggetto di provvedimenti di sequestro o di sospensione dell’attività a causa di gravi irregolarità e di incompatibilità con la prosecuzione del servizio.

301 violazioni penali e amministrative contestate, per un ammontare di 150 mila euro, hanno riguardato numerose inosservanze emerse nel corso delle verifiche dei NAS.
In particolare, è stata rilevata la mancata attuazione delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19, che prevede l’uso di dispositivi di protezione individuale e di mascherine facciali, la presenza di dispenser per la disinfezione delle mani e delle informazioni per la clientela, la predisposizione di procedure di disinfezione, di mantenimento del distanziamento e la formazione degli operatori.


La metà delle violazioni contestate sono attribuibili a carenze igienico-sanitarie e strutturali
di ambienti adibiti alla preparazione e somministrazione dei pasti, spesso improvvisati o
ampliati abusivamente rispetto alle previsioni e collocati in spazi ristretti, a volte anche privi
di acqua potabile.

Nei casi più gravi sono stati rinvenuti alimenti detenuti in cattivo stato di conservazione e
proposti fraudolentemente come freschi, mentre in altri mancava l’indicazione circa la
presenza di allergeni o la tracciabilità del prodotto. All’esito degli interventi, i NAS hanno
eseguito il sequestro di 1.890 kg di alimenti irregolari.
I 17 provvedimenti di chiusura e sospensione delle attività hanno riguardato in 11 casi
ambienti destinati alla lavorazione e gestione degli alimenti e dei pasti, nelle restanti
situazioni invece sono state disposte nei confronti di spazi alloggiativi e di pertinenze quali
piscine abusivamente attivati.


Controllate le certificazioni


Nel corso dei citati controlli è stato valutato anche il rispetto della recente normativa che
disciplina gli accessi alle aree interne dei servizi di ristorazione, aree benessere, centri
ricreativi prevedendo l’obbligo della presentazione della certificazione verde COVID-19:
nei villaggi turistici, campeggi e agriturismo oggetto di verifica da parte dei NAS è stata
accertata la regolarità degli avventori presenti, risultati tutti muniti di “green pass”.
Tra le operazioni più rilevanti:


NAS Catania


Sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria il titolare di un villaggio turistico ubicato in Letojanni
(ME) ed il gestore del ristorante interno alla struttura per aver detenuto prodotti alimentari
all’interno di un vano tecnico destinato agli impianti natatori adibito abusivamente a deposito
alimenti, risultato peraltro interessato da gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali.
Nell’occasione sono stati sottoposti a sequestro penale 76 kg. di prodotti ittici, carnei e dolciari,
detenuti in cattivo stato di conservazione e in parte oggetto di arbitraria congelazione con
procedure non idonee.
Il medesimo NAS, in un altro villaggio turistico ubicato in Oliveri (ME), ha rinvenuto, all’interno
delle celle frigorifere della cucina, scarti di lavorazione e rifiuti indifferenziati posti a diretto
contatto con gli alimenti destinati alla somministrazione dei clienti della struttura ricettiva. È stato
operato il sequestro penale di complessivi 161 kg tra prodotti a base di carne, lattiero-caseari e
orticoli nonché 389 litri di bibite e bevande alcoliche detenuti in condizioni non compatibili con il
consumo umano.


NAS Roma


Presso una struttura turistica ubicata lungo la costiera di Fiumicino (Roma) è stato sanzionato il
gestore per non aver ottemperato alle disposizioni anti-COVID, consentendo la personale
dipendente di operare senza indossare mascherine o altri dispositivi individuali di protezione
facciale.


NAS Taranto


In Manduria (TA) è stato ispezionato un villaggio turistico, con annesso campeggio, i cui locali
destinati alla preparazione dei pasti erano interessati da carenze igienico sanitarie e strutturali e
privi di approvvigionamento di acqua potabile. Per tale motivo è stata disposta la chiusura del bar-
ristorante di pertinenza del camping.



NAS Parma


A seguito della verifica del NAS, è stata disposta la sospensione all’uso della piscina presente
all’interno di un villaggio turistico – campeggio in Varsi (PR).
Nel corso dell’ispezione i carabinieri hanno accertato l’inosservanza dei protocolli vigenti per il
contrasto dalla diffusione del COVID-19, come l’assenza di cartellonistica indicante il numero
massimo di utenti in vasca e mancanza di procedure di sanificazione delle attrezzature (sdraio,
lettini e ombrelloni). Inoltre l’attività di piscina veniva esercitata nonostante la non corretta
registrazione dei controlli giornalieri per il monitoraggio dei valori chimici dell’acqua (cloro
libero e totale, temperatura e pH) e del documento per l’analisi e la gestione del rischio
“legionella”. Il valore del provvedimento di sospensione ammonta ad euro 150.000.


NAS Potenza


A causa delle gravi carenze igienico sanitarie riscontrate nel corso di una ispezione igienico
sanitaria effettuata presso un minimarket annesso ad un villaggio turistico di Pietrapertosa (PZ), è
stata disposta l’immediata sospensione dell’attività dell’esercizio commerciale.



Ulteriore provvedimento di immediata chiusura è stato emesso nei confronti di 2 piscine ad uso
esclusivo di un villaggio turistico di Policoro (MT), attivate in assenza di autorizzazione. Il valore
degli impianti oggetto di chiusura ammonta a 250.000 euro.


NAS Pescara

L’amministratore unico di un villaggio turistico di Tortoreto (PE) è stato sanzionato per aver
attivato abusivamente 2 depositi per derrate alimentari, peraltro privi dei requisiti minimi igienico
strutturali e con all’interno prodotti alimentari privi di tracciabilità. Ulteriori alimenti erano
esposti in vendita ai clienti con il termine di conservazione decorso di validità e senza l’indicazione
della presenza di allergeni. Per tali motivi è stata disposta l’immediata sospensione dei due
depositi abusivi. Ulteriori 1.200 kg. circa di prodotti alimentati di origine vegetale e animale sono
stati sottoposti a sequestro poiché non tracciati e/o con termine di conservazione decorso.


NAS Napoli

Al termine di una verifica presso un campeggio di Giugliano in Campania (NA), è stata sottoposta
a sequestro penale un’area di circa 1.000 mq adibita a discarica non autorizzata, posta all’interno
del sito turistico. Nella zona sottoposta a sequestro è stata riscontrata una ingente quantità di
rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi (elettrodomestici in disuso, pneumatici usati, lamiere
arrugginite, materassi e attrezzature per l’edilizia in visibile stato di abbandono). È stato eseguito
anche il sequestro di 50 kg di alimenti vari (salumi, molluschi e prodotti da forno) in quanto privi
di rintracciabilità. Il titolare della struttura è stato segnalato alle Autorità Giudiziaria e
Amministrativa.


NAS Livorno


Il titolare di un agriturismo ubicato in Capannori (LU) è stato segnalato all’Autorità
amministrativa per aver ampliato l’attività ricettiva da 22 posti letto, previsti dall’autorizzazione, a
33 posti. Richiesto un provvedimento di inibizione all’uso delle unità abitative eccedenti quelle
autorizzate.


NAS Catanzaro


In Badolato (CZ), presso un villaggio turistico è stata accertata la mancanza di cartellonistica al
contenimento della diffusione del COVID-19, sanzionando il titolare della struttura.

NAS Genova


Ad esito di un’ispezione presso una piscina nel comune di Masone (GE), è stata contestata una
violazione amministrativa per non aver predisposto alcuna informazione sulle misure di
prevenzione “COVID-19” mediante l’ausilio di apposita segnaletica, cartellonistica e/o sistemi
audio-video. Sono state inoltre riscontrate non conformità igienico strutturali dell’impianto,
oggetto di segnalazione all’Autorità competente.

Redazione Campania

Il Sahel come l’Afghanistan: il ritiro dell’Occidente

Anche nel Sahel dell’Africa subsahariana l’Occidente si ritira e lascia quell’estesa area dall’Atlantico al Mar Rosso a gruppi terroristici

Le immagini che da qualche giorno scorrono sulle Tv di tutto il mondo mostrano in Afghanistan il ritorno al potere dopo vent’anni dei cosiddetti studenti coranici, i Talebani – un variegato gruppo fondamentalista sunnita, armato e oltremodo motivato dalla rispettiva religione, che nel Sud del paese si finanzia notoriamente soprattutto con la produzione di oppio (eroina) specialmente per gli occidentali grandi consumatori di droga – che dopo vent’anni ha ripreso il controllo di quei territori, quando meno della parte centro-sud Sud della nazione compresa la capitale Kabul, ripristinando l’Emirato Islamico, ovverosia un dominio assoluto dotato dell’autorità di impartire ogni ordini nonché capo militare. Si dovrà ora capire quale sarà la reazione dei vari gruppi avversi a nord dell’Afghanistan, quali ad esempio i Tagiki (un gruppo etnico originario dell’Asia centrale e diffuso in Tagikistan, Afghanistan, Uzbekistan, Iran, Pakistan e nella provincia dello Xinjiang in Cina, hanno una lingua propria indoeuropea-iraniana). Ma anche i Talebani sono a loro volta composti da più gruppi. L’Afghanistan pertanto potrebbe rischiare una nuova “guerra civile”.

L’AFGHANISTAN

Molto in sintesi: il ritiro degli Stati Uniti da quei luoghi dopo un ventennio di guerra – pressoché adesso rivelatasi inutile e oltremodo dispendiosa in termini umani ed economici, della quale hanno fatto parte gli alleati europei compresa l’Italia – ha di tutta evidenza dato spazio al ritorno governativo dei talebani. Con l’aggravante che sul campo sono stati istruiti militarmente e digitalmente nelle Forze di Polizia molti afghani ora passati con i Talebani e sono anche rimaste tante strutture militari e pure armi e mezzi (eloquente la foto degli elicotteri nuovi ritrovati dai fondamentalisti in un hangar). Di certo comunque ci sono in corso e di mezzo anche trasversali interessi geopolitici delle grandi superpotenze quali Russia e Cina. Di sicuro gli Usa avranno lasciato l’ Afghanistan poiché i loro interessi si sono spostati su altri fronti nel mondo – come il Pacifico e il Mar Cinese Meridionale solcato da alcune delle rotte marittime più trafficate al mondo, quindi grandi crocevia del commercio internazionale – insieme a Giappone, Inghilterra, Australia e Canada, aspetto che a sua volta smuove su altre sponde la Cina e la Russia, ma pure le medie potenze dell’area, nucleari ed economiche, come l’India, l’Iran, il Pakistan, o l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.

Insomma ci si trova davanti ad uno scenario piuttosto complesso e ancora forse imprevedibile. A pagarne purtroppo come sempre le conseguenze è la popolazione civile cui parecchia parte è già fuggita negli Stati confinanti divenendo anche preda di organizzazioni criminali e trafficanti senza scrupoli di esseri umani. Ancora più oltremodo penalizzate saranno notoriamente le donne a partire dalla pubertà poiché ritenute dalla cultura integralista poco più che degli esseri subalterni che devono solo sfornare figli e accudire gli uomini e per questo non occorre neanche che sappiano leggere e scrivere.

IL SAHEL

Nel frattempo qualcosa di analogo all’Afghanistan si sta materializzando di fronte all’Europa mediterranea, nel Sahel (dall’arabo Sahil, “bordo del deserto”), una fascia di territorio dell’Africa subsahariana, estesa tra il deserto del Sahara a nord, la savana del Sudan a sud, l’oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est, che copre (da ovest a est) gli Stati della Gambia, Senegal, la parte sud della Mauritania, il centro del Mali, Burkina Faso, la parte sud dell’Algeria e del Niger, la parte nord della Nigeria e del Camerun, la parte centrale del Ciad, il sud del Sudan, il nord del Sud Sudan e l’Eritrea. Considerando la fascia saheliana si può stimare una superficie totale di circa 2,5 milioni di km² in cui vivrebbe una popolazione di circa 20 milioni di abitanti.

Nel Sahel operano numerosi gruppi terroristici, alcuni legati al sedicente “Stato Islamico”, per tutti la guerra è anche un affare economico. In poco tempo il terrorismo si è diffuso in modo capillare, andando a coprire le mancanze dei governi e dello “Stato”. Gravi le ripercussioni umanitarie, si calcola che quasi due milioni di persone si siano spostate compromettendo così il futuro di un’intera generazione di giovani, la vera forza di questi Paesi, e quello delle loro nazioni.

Un accordo di pace firmato in questi territori nel 2015 dal governo del Mali e dai gruppi ribelli aveva cessato temporaneamente le ostilità, ma non è mai stato attuato. Successivamente, i militanti si sono rapidamente raggruppati ed espansi. Ghali, il leader tuareg, nonché l’obiettivo più ricercato dalla Francia, ha unito diversi gruppi militanti, tra cui Katiba Macina e al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM), sotto la bandiera del Gruppo per il Sostegno dell’Islam e dei Musulmani (GSIM), il cui nome in arabo è Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin’.

Anche in questi territori del Sahel, di tutta evidenza, a pagarne le conseguenze è la popolazione civile e particolarmente le donne e i bambini quindi le varie nuove generazioni con poche prospettive di una vita civile e libera.

IL RITIRO

Ma sia in Mali che in Francia, l’operazione antijihadista nella regione è andata in modo sfavorevole, il che ha spinto la Francia a preannunciare un ritiro parziale delle truppe francesi. E a giugno di quest’anno il Presidente francese Emmanuel Macron ha comunicato il ritiro del contingente francese dal Sahel e la fine dell’operazione Barkhane (operazione anti-insurrezione in corso iniziata il 1° agosto 2014 guidata dall’esercito francese contro i gruppi islamisti nella regione africana del Sahel) che aveva un dispiegamento militare di circa 5.100 militari transalpini posti da 8 anni nel Sahel per contrastare l’insurrezione jihadista che colpisce soprattutto Niger, Malì, Ciad e Burkina Faso.

La motivazione del ritiro sarebbe ufficialmente negli elevati costi finanziari (oltre un miliardo di euro annuo) e dei 55 caduti tra le fila francesi. Inizialmente la Francia ha cercato di vincere la guerra con la forza, cercando di replicare la strategia statunitense in Iraq. L’anno scorso aveva inviato altre 600 truppe nella regione del Sahel sperando di liberare un percorso che avrebbe permesso alle forze locali di prendere il controllo. Ci sono stati alcuni punti luminosi – il capo di Al Qaeda in Nord Africa è stato ucciso – ma il prezzo è stato sanguinoso. L’anno scorso è stato il peggiore per le vittime civili dall’ingresso della Francia nel 2013, quasi 7.000 sono stati uccisi.

A ciò si aggiunga che i più grandi contingenti non francesi a Takuba (tradotto: sciabola, è la task force guidata dalla Francia nel Sahel e nel Sahara che supporta le forze armate della Repubblica del Mali, partecipata dai Governi di Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Mali, Niger, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito) sono i soldati svedesi, estoni e cechi, tutti paesi che hanno pochi legami con il Sahel e la cui opinione pubblica è molto sensibile alle perdite. Il parlamento svedese ha approvato il dispiegamento solo fino alla fine di quest’anno.

La fine dell’operazione Barkhane, al pari del ritiro definitivo degli Usa e degli alleati e quindi della NATO dall’Afghanistan, costituisce un ulteriore successo per i movimenti jihadisti legati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico, nonché un tracollo non solo per la Francia, ma per tutta l’Europa. Basti pensare che a Ue, pur disponendo di oltre 1,5 milioni di militari professionisti, non è riuscita a metterne in campo neppure qualche migliaio per combattere al fianco dei francesi la minaccia jihadista, scoraggiando i governi locali ad aprire al dialogo con i jihadisti.             

LE EVENTUALI CONSEGUENZE

Senza le truppe francesi, il Sahel potrebbe assomigliare a un’altra seconda Libia. La perdita d’influenza della Francia in questa regione dell’Africa, grande come l’intera Europa, lascia infatti ampi spazi di penetrazione economica e militare ai cinesi, ma soprattutto ai russi, graditi dai governi locali tra i quali molti vantano rapporti con Mosca che risalgono agli anni ’70 e ’80. Mentre gli USA sembrano confermare con il Presidente Jo Biden il declinante interesse per l’Africa già emerso con Donald Trump, il “buco” lasciato dai francesi potrebbe venire colmato in teoria anche da altri Paesi europei, Italia in testa, che molti in Africa vedono come un partner efficace e poco invadente.

L’Italia da alcuni anni aveva aumentato la presenza militare proprio nella fascia sub sahariana, con basi, piccoli contingenti militari e presenze navali schierati a titolo nazionale o all’interno di missioni europee in Niger, Malì, Gibuti, Somalia e nel Golfo di Guinea mentre accordi di cooperazione nel settore difesa e sicurezza sono stati sottoscritti anche con Mauritania e Burkina Faso. Ma il disimpegno della Francia espone a rischi anche questa poca presenza militare italiana in quelle zone.

In queste vaste zone dell’Africa sub-sahariana si aprono dunque scenari altrettanto imprevedibili, o per usare una frase per adesso in voga tra gli economisti sul futuro finanziario “percorsi sconosciuti”.

L’Europa e particolarmente l’Italia dovrebbero intanto preventivare seriamente l’eventuale arrivo da questi territori del Sahel di molti profughi sulle nostre coste (soprattutto in Sicilia e Calabria) e non farsi al solito trovare sopresi quindi impreparati e persino dissonanti tra i medesimi Stati della UE.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Ps:

Poiché ci si è visti criticare il termine “gruppi terroristici”, si precisa che – a prescindere dalle soggettive seppure legittime opinioni di ognuno – il termine utilizzato nell’Informazione di “gruppi terroristici” scaturisce dall’art. 270sexies del codice penale, introdotto dal legislatore del 2005 in adempimento degli obblighi europei, ed in particolare della Decisione quadro dell’Unione Europea, 2002/475/GAI. Secondo la Corte di Cassazione, sezione I, con la sentenza n. 1072/07, in virtù anche della Convenzione di New York del 1999, finalizzata a contrastare il finanziamento del terrorismo «deve applicarsi la normativa del diritto internazionale umanitario ovvero quella comune a seconda che i fatti siano compiuti da soggetti muniti della qualità di “combattenti” e siano destinati contro civili o contro persone non impegnate attivamente nelle ostilità». Applicando questo principio la Corte afferma così che gli attacchi compiuti da gruppi insorgenti che vengano realizzati nel contesto di un conflitto armato interno, anche se portati prevalentemente contro obbiettivi militari, possono comunque essere considerati come terroristici ove essi possano coinvolgere direttamente la popolazione civile, oppure comunque soggetti che non siano più direttamente coinvolti nelle ostilità.

“Corto e a Capo”: dal 18 al 25 agosto la VII Edizione

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Dal 18 al 25 agosto si terrà la VII Edizione della rassegna: l’omaggio a Pasolini, Gianni Parisi il 19, mentre il 20 ci saranno Carmine Ioanna e Amanda Sandrelli.

Il direttore artistico Umberto Rinaldi presenta il tema della VII Edizione di “Corto e a Capo” – Premio Mario Puzo che si svolgerà dal 18 al 25 agosto 2021 nelle provincie di Benevento e Avellino:
“…Non è qualcosa che arriverà, il domani migliore è adesso, qualcosa che c’è, che si avverte, che bisogna seguire, scoprire e poi averne cura”.

“Corto e a Capo”

“Corto e a Capo” – Premio Mario Puzo è sostenuto dalla Regione Campania e dalla Campania Film Commission e ha il patrocinio del Comune di Venticano, della Provincia di Avellino, del Consiglio regionale della Campania e dell’Ente Provinciale per il turismo di Avellino.

Il Festival del Cinema delle Aree Interne si pone l’obiettivo di rendere le periferie centrali grazie al cinema.
“L’idea è quella che il cinema può contribuire al benessere psicologico e sociale delle persone – afferma Umberto Rinaldi – per questo il premio Immaginale è per noi uno dei momenti più importanti del festival. Negli anni è stato affiancato da altre sezioni: scolastica, lungometraggi, documentari e il premio relativo a cura di Slow Food è perfettamente in linea con l’associazione fondata da Carlo Petrini.

Nucleo di CEAC – Premio Mario Puzo è il concorso che ogni anno ci entusiasma con centinaia di opere che arrivano da tutto il mondo. Sono 62 quelle selezionate e in concorso, divise in otto sezioni che verranno proposte durante le giornate del Festival in diversi blocchi: mattutini, pomeridiani e serali.

Il Festival è tantissimi eventi che puntellano la giornata dal mattino: si apre mercoledì 18 agosto con una dedica a Pierpaolo Pasolini – sua la citazione del nostro “domani migliore”.
Sarà la libreria Naima/Ludovico Van a Montemiletto ad accogliere la proiezione del film “Nel paese di temporali e primule”, un documentario di Andrea D’Ambrosio, preceduto da una introduzione sul periodo friulano dell’autore a cura dello stesso D’Ambrosio con Paolo Speranza (autore) e Alessia Magliacane (ricercatrice universitaria).
Giovedì 19 e venerdì 20 di agosto saremo a Castelvetere sul Calore e Colle Sannita. Il primo ospiterà nel centro storico, con la collaborazione del Comune, le proiezioni e la presentazione di opere in concorso e non, mentre Colle Sannita, grazie alla Pro Loco, la proiezione di uno dei laboratori del “Il domani migliore” realizzato con i ragazzi del luogo.
Sarà presente l’attore Gianni Parisi, sugli schermi ultimamente come Levante in Gomorra, Parisi presenterà il suo percorso artistico con lo spettacolo “Da Ponente a Levante”.
Sabato 21 agosto come di consueto, ci sarà una serata dedicata alla musica. Alla Cavea di Venticano si esibirà il fisarmonicista di fama internazionale Carmine Ioanna che sarà accompagnato dalla letture dell’attrice Amanda Sandrelli su testi de Il Tango del Marinaio di Mario Delgado Aparaìn.

Redazione Campania