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Carolina Tedeschi e la F1: un amore sbocciato all’improvviso

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La giovane ragazza Carolina Tedeschi, sui social famosa come F1withCarolina, parla in esclusiva ai nostri microfoni

 

Carolina Tedeschi e la F1: un amore sbocciato all’improvviso

 

Una passione per i motori ereditata dalla famiglia, ma sviluppata un po’ per caso. E’ questa la storia di Carolina Tedeschi(F1withCarolina) che è intervenuta in esclusiva ai nostri microfoni. Ecco le sue dichiarazioni:

 

Carolina ci racconti come nasce la tua passione per i motori?

“La mia passione nasce tramite la mia famiglia. Hanno tutti corso, tranne mia mamma e mio papà(e io ovviamente), sono però cresciuta con mio fratello che ha tre anni in più di me e correva nei go kart. Abbiamo girato l’Italia in camper quando avevo cinque/sei anni per seguire le sue gare. Correva con Giovinazzi. Mio cugino correva ai tempi con Valsecchi,  Rosberg,  Hamilton, Grosjean e tutta quella bella gente. E’ una passione dunque che è sempre stata dentro di me ma che all’inizio ho rifiutato completamente di coltivare. Mio padre un giorno mi chiese se avessi voluto intraprendere la carriera di mio fratello e io negai assolutamente, mi piaceva però tanto il wrestling, quindi prova a immaginare che bambina tranquilla potessi essere! Quella dei motori è però una passione che si è  piantata dentro di me sin dalle mie origini e poi, senza mai dargli spazio, è cresciuta da sola. I miei ricordi risalgono al 2005/2006 ai tempi di Fernando Alonso e da lì poi è partito un po’ tutto”.   

 

 

Tra tutti i piloti che hai avuto modo di vedere all’azione, chi ti ha colpito di più?

“Quando ero piccola non ho potuto purtroppo vivere l’era di Schumacher. Uno che mi ha colpita è stato Fernando Alonso. Di Fernando ho un grande ricordo e, vederlo ora tornare in Formula Uno, è molto bello perché quella grinta e quella cattiveria non gli è mai andata via. Quando ero bambina mi ricordo molto bene di lui e quindi sono felice di rivederlo”.  

 

 

Alonso che rientra tra i piloti della vecchia generazione… che mi dici invece sui nuovi talenti?

“La Formula Uno credo stia vivendo uno dei migliori momenti degli ultimi anni. Se guardiamo al futuro, soprattutto ai nuovi talenti, come Albon, Norris, Russell, in aggiunta a Leclerc e Verstappen… parliamo dei campioni del futuro. Tra tutti loro, quello che mi incuriosisce tanto e ha tantissime sfumature da mostrare è Russell. Sono davvero molto curiosa di vederlo al fianco di Hamilton l’anno prossimo. Spesso i ragazzi esaltano Lando Norris, che è un grande fenomeno, però se non sbaglio nelle categorie minori, come in Formula 2, fu Russell a vincere il titolo quindi prestiamo davvero particolare attenzione al prossimo pilota Mercedes. Per quel che riguarda invece Verstappen e Leclerc parliamo di due altri perni di questo sport. Max mi piace perché ha quella grinta, quella cattiveria e non guarda in faccia nessuno. Per la carriera che ha fatto è quasi un prototipo da laboratorio! Dall’altra parte invece abbiamo Leclerc che arriva un po’ dal nulla: parliamo di un ragazzo pulito, ricco di talento e per questo sono contento che l’abbia preso la Ferrari”.

 

Formassimo un team, che coppia metteresti sotto contratto?

“Beh… non è facile scegliere un primo e un secondo pilota, che è un po’ quello che odiano fare tutti. Però se voglio vincere, ed essere convinta di vincere, scelgo Verstappen primo e, come secondo…Perez”.

 

 

Venendo alla lotta mondiale: chi vedi favorito tra Hamilton e Verstappen?

“Sulla base del 2021, quindi: grande lavoro del pilota e grande lavoro del team, ti dico Max Verstappen. Se dovessi ragionare invece un po’ di pancia, vorrei lo vincesse Lewis perché mi piacerebbe poter vivere una pagina indimenticabile di questo sport. Parliamo dell’ottavo titolo mondiale e mi piacerebbe tanto viverlo anche perché sono abbastanza convinta che Lewis o lo vince quest’anno o altrimenti non lo vince più”.

 

Sulla lotta per il terzo posto nei costruttori invece?

“Se dovessi guardare solo la line-up… approvo molto di più quella della Ferrari. Sainz ha messo il colpo sin da subito: è stato il primo pilota di quelli che ha cambiato sedile a trovare subito il feeling con la nuova vettura e questo, in una lotta per il mondiale costruttori, è un vantaggio in più. Chiaro che poi debba subentrare la prestazione della macchina e, con gli aggiornamenti fatti dalla Rossa, contando anche le piste che avremo, posso dirti che la Ferrari ha la possibilità di arrivare terza ma devono continuare a fare tutto perfetto: dai pit stop alla strategia, tutto”.

 

La Ferrari che rappresenta l’Italia in F1, insieme a Giovinazzi. Parlando di lui, Come valuti quanto gli è accaduto in Messico?

“Quello visto in Messico secondo è un punto di non ritorno. Quelli dell’Alfa comunque  hanno confermato che dopo il Brasile sveleranno il loro nuovo pilota. Per quel che riguarda Antonio mi dispiace molto perché, indipendentemente dal fatto che sia italiano, non è stata una bella pagina per la Formula Uno. Sarò anche fuori dal mondo, ma nella mia testa ho pensato alla stagione deludente dell’Alfa Romeo, quindi non ho capito le strategie utilizzate in gara quando magari con Giovinazzi davanti si poteva portare a casa un bel mazzetto di punti. Capisco magari che Raikkonen è il primo pilota, però Antonio quest’anno ha fatto una grande stagione. E’ stato tante volte davanti al finlandese senza quasi mai riuscire a chiudere davanti a lui per un pit stop o strategia sbagliata dal team. Giovinazzi è stato un gran signore: ha avuto un gran rispetto per un team che non ha mai remato dalla sua parte e, sentirlo in quella maniera al termine del Gran Premio del Messico,  vuol dire che si è arrivati al limite”.

 

Ora invece si vola in Brasile con la Sprint race… che mi dici, ti piace?

“Sarà la giovane età… però a me la sprint race piace. Toglie quella monotonia classica del weekend andando anche incontro a chi dice e afferma che le gare di Formula Uno sono troppo lunghe. Con venti giri invece, che passano alla velocità della luce, aumenti lo spettacolo, le opportunità per i piloti di fare sorpassi e per far vedere a noi da casa anche una partenza in più che è sempre molto particolare. L’anno prossimo le avremo e, in teoria dovrebbero essere sei, ma con le giuste modifiche, come i punti aggiuntivi e la griglia di partenza decisa comunque dalla qualifica. Se dovessero essere sei però secondo sono un po’ troppe ma, dovessero confermale, le aspetterò comunque a braccia aperte”. 

 

Ancora deve finire questa stagione e già non vediamo l’ora che inizi quella 2022, vero?

“Non bisogna mai crearsi aspettative nella vita ma… le mie sono molto alte! C’è davvero molta adrenalina per capire anche come sono queste nuove monoposto, come funzionano con le nuove gomme, le livree e soprattutto l’organizzazione della stagione: 23 gare: Miami, Imola a porta aperte, gare sprint e nuova super line-up. Ci sono davvero tanti punti interrogativi e realtà che secondo me parliamo di una delle stagioni più belle da vivere, tutta da seguire”.

 

 

Ci ricordi quali sono i tuoi appuntamenti?

 “Sì. Sui social potete seguirmi se volete un po’ ovunque: su Twitch,Youtube, TikTok e Instagram con il nome F1withCarolina sempre per avere contenuti inerenti sul mondo della Formula Uno. Domenica al termine del Gran Premio del Messico ci vediamo a Race Anatomy con il meraviglioso gruppo di Sky e sabato vi aspetto al Milan Games Week per incontrare i ragazzi che mi seguono e per parlare anche un po’ della nostra grande passione per i motori”.

 

Se vuoi ascoltare l’intervista a Carolina Tedeschi clicca sul link che segue: https://chirb.it/4w9kxH

 

Australian Cattle Dog: razza canina di origine australiana

L’aspetto generale dell‘Australian Cattle Dog (noto anche come Bovaro Australiano) è quello di un cane da lavoro forte, compatto, armoniosamente costruito, che ha la capacità e il desiderio di adempiere al compito che gli è stato affidato, per faticoso che sia.

La sua sostanza, la sua potenza, l’equilibrio delle sue forme e la qualità dei suoi muscoli devono concorrere a dare l’impressione di grande agilità, di forza e di resistenza.

Qualsiasi tendenza a sembrare grossolano o mancare di sostanza costituisce un grave difetto.

La fedeltà del Bovaro Australiano (Australian Cattle Dog) e il suo innato istinto di protezione ne fanno il protettore più adatto come guardiano del bestiame, della sua mandria e dei suoi beni. Pur essendo diffidente verso gli estranei, deve essere docile, in particolare nei ring delle esposizioni.

Qualsiasi tratto, nel carattere o nella struttura, che sia estraneo alla natura del cane da lavoro, deve essere considerato come un grave difetto.

Come il nome stesso della razza sottintende, il lavoro di questo cane è la difesa e la gestione del bestiame sia su terreni molto ampli come anche in spazi molto ristretti, compito che egli svolge in modo inimitabile.

È sempre attento, estremamente intelligente, vigile, coraggioso e affidabile, la sua dedizione incondizionata al dovere lo caratterizza quale cane da lavoro ideale.

Standard ENCI/FCI

  • Gruppo 1: Cani da pastore e bovari esclusi i bovari svizzeri, Sez. 2A
  • Altezza da 43 a 51 cm
  • Longevità da 13 a 16 anni
  • Origine: Australia
  • Temperamento: Cauto, Energico, Leale, Obbediente, Coraggioso, Protettivo
  • Altezza: Maschio: 46–51 cm, Femmina: 43–48 cm
  • Peso: Maschio: 15–16 kg, Femmina: 14–16 kg
  • Colori: Blu, Rosso

Aspetto e attributi

Lo Standard di razza definisce così l’aspetto dell’ Australian Cattle Dog (ACD):

L’aspetto generale è quello di un cane da lavoro forte, compatto, armoniosamente costruito, che ha la capacità e il desiderio di adempiere al compito che gli è stato affidato, per faticoso che sia.

La sua sostanza, la sua potenza, l’equilibrio delle sue forme e la qualità dei suoi muscoli devono concorrere a dare l’impressione di grande agilità, di forza e di resistenza.

Qualsiasi tendenza a sembrare grossolano o mancare di sostanza costituisce un grave difetto”.

Caratteristiche fisiche ammesse dallo standard:

  • Colori: rosso, blu
  • Pelo: denso, dritto, robusto, duro, liscio, semilungo
  • Mantello: mascherato, tricolore, punteggiato

Le 5 caratteristiche migliori:

Affettuosità verso la famiglia
Cura e perdita del pelo
Salivazione e contenimento della bava
Facilità di pulizia
Tendenza ad ingrassare

Le 5 caratteristiche più problematiche:

Adattabilità alla vita in appartamento
Tolleranza a stare da solo
Adatto come primo cane
Tendenza a mordere
Tendenza a cacciare una preda

PREZZI E MANTENIMENTO

Il prezzo di un cucciolo di razza Australian Cattle Dog, testato e dotato di pedigree si attesta tra i 800 e 1.200 euro.

Ogni anno, l’ Australian Cattle Dog, conta circa 350 soggetti iscritti all’ENCI.

Si consiglia di acquistare un cucciolo solo presso allevatori appassionati e seri che testano i loro riproduttori per le patologie genetiche.

      • Diffidate da prezzi troppo bassi o da annunci poco chiari. La vendita privata è altamente sconsigliata ed è più opportuno, nel caso se ne volesse uno, contattare l’ENCI che può fornire tutto il necessario per mettersi in contatto con gli allevamenti ufficiali presenti all’estero.
      • Diffidate da prezzi troppo bassi o da annunci poco chiari.
      • ASSOLUTAMENTE da evitare, come già detto sin dall’inizio di questa serie dedicata agli animali da compagnia e/o da difesa, acquisti via internet.

Questa razza, dal pelo corto, non richiede toelettature professionali e non ha di solito esigenze alimentari di mangimi speciali seppur l’alimentazione dovrà essere sempre di eccellente qualità.

La spesa per del cibo di qualità per un Australian Cattledog adulto è di circa 500 euro all’anno.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Capodaglio: “A Matera feci un bellissimo gol nella nebbia. Mio padre non lo vide”

Paolo Capodaglio, ex centrocampista della Juve Stabia e del Monterosi Tuscia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Juve Stabia Live”.

Le dichiarazioni di Capodaglio sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Ero molto carico in quella stagione 2016-2017 alla Juve Stabia. Purtroppo un brutto infortunio nell’amichevole con la Frattese mi ha fatto perdere qualche partita. Poi mi ricordo la riabilitazione e il pranzare con la cannuccia e allenarmi con la cyclette che era l’unica cosa che potevo fare. Giocai molto presto con la Vibonese. Ricordo quello – aggiunge Capodaglio – e la nostra semi cavalcata che purtroppo non durò tutto l’anno. Giocare a Castellammare è quello che ogni calciatore sogna.

Il mister Fontana era una persona meticolosa e come tutti gli allenatori andare dietro ad un mister del genere non era facile. Alle prime difficoltà fu difficile fare quello che ci richiedeva. Finché è andato tutto liscio era un gran bel divertimento anche per noi che giocavamo. Mi ricordo che Fontana era molto esigente.

Da ex di entrambe le squadre dico che le due squadre vivono un momento molto contrapposto. La Juve Stabia ha trovato una quadratura. Di contro c’è una squadra che viene da 4 sconfitte e un cambio di allenatore. Il Monterosi è anche una società nuova nel professionismo. Conoscendo un po’ l’ambiente del Monterosi – continua Capodaglio – credo che non verranno a Castellammare in modo remissivo e sarà una partita insidiosa per le Vespe. Mentalmente all’interno di una squadra il cambio di allenatore viene considerato dagli avverA sari sempre come un fatto positivo ma la Juve Stabia in questo caso ha tutto da perdere.

Con il mister D’Antoni avevo un ottimo rapporto. Aveva già sfiorato la vittoria dell’Interregionale, quello che abbiamo raggiunto lo scorso anno potevamo anche raggiungerlo precedentemente. D’Antoni – aggiunge Capodaglio – era un mister  molto preparato e a prescindere da ciò che è accaduto in questi giorni e farà sicuramente bene.

L’intento del presidente del Monterosi per questo campionato era tenere l’ossatura principale della squadra ma poi non è stato così. C’è da parte mia un po’ di rammarico per non essere rimasto ma le cose si fanno anche in due. In ogni caso ci si lascia con un bellissimo ricordo.

Di Castellammare ho un bellissimo ricordo. Dopo il pareggio a Caserta con gol di Mastalli, mi ricordo l’entrata in campo che era completamente pieno e la nostra bella partita. Poi il 4-1 col Foggia con un Menti pieno e l’ex presidente Fiore in tribuna. Anche col Lecce grandissimo primo tempo e blackout totale nel secondo tempo. E poi mi ricordo il gol di Ripa annullato ingiustamente dall’arbitro nel playoff con la Reggiana. Non fu una nostra grande partita, poche occasioni ma il gol lo avevamo fatto. A Matera – continua Capodaglio – feci un gol bellissimo nella nebbia. Venne mio padre a vedere la partita e non vide il gol a causa della nebbia. Se ne accorse dall’esultanza della Curva.

Ho visto le ultime gare della Juve Stabia. Mi ha colpito l’intensità. Mi sembra una squadra che quando raggiunge una certa intensità fa molto bene. Quando invece non raggiunge quella intensità mi sembra un centrocampo monopasso. Ma è un problema che si risolverà con mister Sottili. Già col Bari si è fatto benissimo.

Nel periodo di Castellammare mangiavo con Lisi ed avevo un rapporto molto buono con lui. Nell’ultimo periodo Fontana e anche Caserta lo misero quasi a giocare terzino. Gli dissero che quella sarebbe stata la sua dimensione in una categoria più alta. Quando accelerava si vedeva che aveva qualcosa in più.

Mi ricordo sempre il nostro dodicesimo uomo in campo. Grossi festeggiamenti, noi con loro sotto il settore ma anche quando eravamo in trasferta. E’ quello che ogni giocatore vuole avere avanti nei momenti di esaltazione. Quell’anno – conclude Capodaglio – è stato tutto fatto a fin di bene e il pubblico di Castellammare lo ricordo sempre con grande piacere. Fanno parte dei ricordi più belli miei a Castellammare.
Non credo che farò l’allenatore, mi piacerebbe più fare il direttore sportivo, mi vedo più in quella veste”.

Soccorso un peschereccio insabbiatosi con a bordo 396 migranti

La Guardia Costiera di Pozzallo comune della provincia di Ragusa, ha soccorso due notti addietro un peschereccio insabbiatosi nelle acque antistanti il porto di Pozzallo, con a bordo 396 migranti.

Le condizioni meteomarine critiche ed in peggioramento, e il basso fondale hanno reso assai complesse le operazioni di soccorso con la motovedetta CP325 della Guardia Costiera di Pozzallo e con altri mezzi minori che, a più riprese, hanno dapprima imbarcato i migranti, per poi trasbordarli su due rimorchiatori portuali coinvolti nelle attività.

Le operazioni hanno contato anche sul supporto di un velivolo ATR42 “Manta” della Guardia Costiera di Catania che ha fornito indicazioni aeree, oltreché sul contributo di una motovedetta della Guardia di Finanza.

il sindaco Di Pozzallo: “problema urgente, governo e Ue lo affrontino”

“Anche questa volta tutto è andato al meglio grazie ai soccorsi e all’impegno della prefettura e del ministero dell’Interno – ha dichiarato Roberto Ammatuna sindaco di Pozzallo – ma non si può continuare così: governo e Unione europea devono mettere il problema dell’immigrazione al primo posto della loro agenda”.

“Qualcuno continua a non comprendere che bisogna affrontare al più presto questo fenomeno – ha aggiunto il sindaco Ammatuna – Governo italiano e Unione europea affrontino il problema al più presto. Il premier Draghi, persona di grande autorevolezza, non può dimenticare questo nodo. Vedo che L’unione europea si è mossa per quanto accaduto sul confine tra Polonia e Bielorussia: bene così, ma mi fa rabbia constatare che qui c’è un fenomeno ancora più grave e che non viene affrontato”.

Adduso Sebastiano

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Baby gang rapinava giovani vittime nel centro storico cittadino: ai domiciliari

La Polizia di Stato di Palermo nelle prime ore di ieri mattina, ha portato a termine una brillante attività di indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica che ha portato all’esecuzione di un provvedimento di Custodia Cautelare, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, nei confronti di sei giovani maggiorenni, di età compresa tra 18 e 20 anni, ritenuti presunti responsabili di alcune rapine perpetrate nel centro storico cittadino nel mese di ottobre u.s..

Una vera e propria “baby gang” che utilizzando la “forza del branco” terrorizzava giovani vittime che in ore notturne transitavano per il centro cittadino. Gli stessi utilizzando spesso violenza, facevano razzia di telefoni cellulari di ultima generazione e di somme di denaro da questi detenute.

Sono due, al momento, le rapine contestate al branco, perpetrate in orari notturni nelle vie più centrali della città. I giovani agendo sempre con le stesse modalità e sfruttando la forza del gruppo, nelle circostanze contestate loro sbarravano la strada alle parti offese e mediante minaccia verbale e violenza fisica, le rapinavano degli smartphone e del denaro in loro possesso.

Le serrate indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, compiute dai “Falchi” della sezione “Contrasto al crimine diffuso“ della Squadra Mobile, hanno permesso di risalire all’identità dei giovani, anche tramite la visione dei circuiti di video sorveglianza presenti in zona.

Alla luce delle risultanze investigative il G.I.P. presso il Tribunale di Palermo ha emesso a carico dei giovani la misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del dispositivo elettronico, in quanto nonostante la loro giovane età con le loro condotte hanno turbato la tranquillità e la sicurezza pubblica, rapinando le loro vittime nelle ore notturne nelle strade più frequentate del centrro storico di Palermo.

NOTA

Giova precisare che gli odierni arrestati sono, allo stato, indiziati in merito ai reati contestati e che la loro posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Adduso Sebastiano

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Controllore Circumvesuviana minacciato a Nola; denunciato l’artefice

Amaretta in Circumvesuviana; intervengono i militari

 

La segnalazione

 

Gli agenti di polizia, durante il servizio di controllo del territorio hanno ricevuto una segnalazione da parte della Centrale operativa per intervenire nella stazione della Circumvesuviana di Nola.

 

L’intervento

 

Giunti sul posto, i poliziotti hanno raggiunto un’addetta al personale ferroviario che, dopo aver fermato un uomo privo di titolo di viaggio, è stata aggredita verbalmente e minacciata dallo stesso mentre impugnava una cesoia.

Il colpevole, un uomo romeno di 30 anni, è stato denunciato per minacce e violenza a Pubblico Ufficiale, nonché di porto abusivo di arma atta ad offendere.

 

Controllore Circumvesuviana minacciato a Nola; denunciato l’artefice/Antonio Cascone/redazionecampania

 

Il Branco di Velasco Vitali esposto in Questura: l’arte contro la mafia

La Polizia di Stato e la Fondazione Falcone condividono un progetto culturale che vuole realizzare, con un linguaggio innovativo, il coinvolgimento sempre più attivo della società civile sui temi della partecipazione e della tutela della legalità.

La Fondazione Falcone ha avviato e prodotto Spazi Capaci + Comunità Capaci, un progetto speciale di design sociale per la memoria, curato da Alessandro de Lisi, in vista del XXX anniversario delle stragi mafiose di Palermo del 1992.

Da sempre la Fondazione Falcone è impegnata nella promozione della cultura della legalità e della memoria della lotta alle mafie e negli anni ha coinvolto centinaia di migliaia di studenti e una moltitudine di scuole grazie al rapporto costante con il Ministero dell’Istruzione.

Oggi, la Polizia di Stato con la Questura di Palermo si unisce al progetto della Fondazione Falcone sostenendo e partecipando direttamente alla realizzazione di un intervento straordinario di installazione urbana.

Le opere di Velasco Vitali (noto anche come Velasco è un artista, pittore e scultore italiano) protagoniste del Branco saranno collocate all’interno della Questura, da sempre luogo di memoria antimafia e simbolo in città delle tante manifestazioni spontanee della cittadinanza che hanno seguito, negli anni, la cattura dei tanti boss mafiosi.

Le opere, che raffigurano cani, ciascuno intitolato ad una città estinta, sono realizzate con i materiali dell’edilizia abusiva a rappresentare la minaccia costante degli interessi criminali all’ambiente sociale e, al contempo, cambiano significato a secondo di dove queste vivono in relazione col pubblico. Questo momento è l’avvio di un viaggio nella città, iniziato lo scorso 23 maggio in Aula Bunker, sede dello storico maxi processo a Cosa Nostra, per poi proseguire in altri luoghi simbolo di Palermo, istituzioni e luoghi naturali storici.

Con questa scelta della Questura di Palermo per la prima volta in assoluto la Polizia partecipa direttamente ad un intervento di arte contemporanea, avviando così le attività culturali verso il XXX anniversario delle stragi volute dalla Fondazione Falcone e in via di produzione in diverse città d’Italia, tale partecipazione avverrà attraverso un’operazione spettacolare che coinvolgerà mezzi e decine di agenti, sarà un omaggio alla città e un’occasione unica per realizzare un documentario speciale di questa performance per la memoria.

“Questo specifico progetto culturale testimonia, nel prossimo trentennale delle stragi, il legame indissolubile che intercorre tra la Città, la società civile, il mondo della cultura, la Magistratura e la Polizia di Stato.

La Questura di Palermo diventa luogo di eccellenza di un messaggio innovativo importante che vede gli Uffici di Salita Manganelli indentificarsi non solo come contenitore simbolico dell’opera d’arte ma come parte integrante della stessa” – Leopoldo Laricchia – Questore di Palermo

“Da sempre la Fondazione Falcone è convinta che le mafie si sconfiggano innanzitutto con l’affermazione della cultura e l’arte rappresenta certamente uno strumento in grado di raggiungere con l’immediatezza del suo linguaggio i cittadini.  Trovo emblematica e molto suggestiva l’idea che il Branco, che simboleggia l’attacco della criminalità allo Stato, passi dall’aula bunker che invece incarna la vittoria dello Stato su Cosa nostra, alla Questura di Palermo, altro luogo simbolo dei successi contro la criminalità e del pesante prezzo di sangue patito dalla Polizia nella lotta ai clan. Voglio ringraziare in particolare il Questore di Palermo Laricchia per aver voluto essere al nostro fianco, ancora una volta, nell’opera di sensibilizzazione alla cultura della legalità” – Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone.

“L’arte deve essere libera di agire, nessun condizionamento deve limitare il linguaggio e le scelte politiche degli artisti, altrimenti è decorazione, pericolosa retorica, propaganda e quando sottolinea luoghi e memorie compie quel passo di impegno civile che deve trasformare le città, fare delle periferie nuovi centri di dignità e rianimare le parti storiche: le opere possono anche rafforzare il legame tra cittadinanza e istituzioni come in questo caso, unico finora, qui in Questura che è contemporaneamente un monumento, un luogo di lavoro, un sacrario di memorie” – Alessandro de Lisi, Curatore Generale di Spazi Capaci + Comunità Capaci della Fondazione Falcone.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Arrestato sessantenne con 3 kg di stupefacente

Nella serata di martedì, nel corso di servizi finalizzati al contrasto del fenomeno dello spaccio, la Squadra Mobile della Questura di Messina ha tratto in arresto un messinese di 60 anni già gravato da pregiudizi di polizia. Il reato contestato è detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo, infatti, è stato trovato in possesso di 3 kg circa di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, rinvenuta e sequestrata a seguito di perquisizione presso un autolavaggio del centro cittadino gestito dall’uomo.

In particolare, la droga era occultata all’interno di uno zaino ritrovato in un locale adibito a ripostiglio, suddivisa in tre involucri termosaldati in cellophane.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato pertanto associato presso la locale casa circondariale.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Sarri, il nuovo che avanza a difesa della porta gialloblè – Sotto La Lente

Edoardo Sarri, classe 1999, rappresenta il nuovo che avanza a difesa della porta gialloblè. Il suo rendimento, dopo qualche lieve incertezza iniziale figlia anche della sua giovane età, sta crescendo di partita in partita fino ad imporsi come il titolare del ruolo nella Juve Stabia.

Sarri ha rappresentato anche cronologicamente questa estate il primo acquisto nella sessione estiva di mercato per la rosa gialloblè della stagione agonistica 2021-2022.

La carriera e le caratteristiche tecniche di Edoardo Sarri.

Sarri, nativo di Prato, è cresciuto nelle giovanili della Fiorentina. Alto 1,87 m. è bravo con i piedi (usa prevalentemente il destro) ed è molto migliorato nelle prese alte. Inoltre è bravo nelle uscite come ogni portiere moderno deve essere e molto reattivo tra i pali. Sarri ha giocato tra le altre con Carpi, Correggese e Pontedera, squadra in cui ha giocato nell’ultima stagione.

Portiere di buon affidamento, ha disputato un’ottima stagione nell’ultimo campionato di Serie C col Pontedera lo scorso anno, collezionando ben 37 presenze. A dispetto quindi della giovane età e come lui stesso ha tenuto a precisare nel corso dell’ultima conferenza stampa nel post-gara della vittoriosa sfida col Bari, non si tratta di una scommessa perchè lui nello scorso anno era già stato titolare col Pontedera in Lega Pro.

Dotato di spiccata personalità che Sarri dimostra non solo sul terreno di gioco ma anche nell’esprimersi mediaticamente come ha dimostrato in conferenza nell’ultima conferenza stampa domenica scorsa: “Vengo da un anno dove ho sempre giocato a Pontedera che è stato un percorso di crescita molto importante. Era importante per me consolidare questo percorso e penso che stia andando bene. Il percorso sicuramente è positivo. Sulle prese alte non credo ci siano stati problemi in precedenza e neanche ce ne sono ora. A inizio anno magari alcune letture delle azioni si capiscono meno. Ora sicuramente meglio di due mesi fa e spero si migliori sempre nelle letture. Giocando si migliora ogni giorno di più. Per ciò che concerne le critiche, non mi sono mai state fatte critiche da parte del mister neanche dopo i due gol presi a Torre”. 

Da applausi una sua grande parata salva-risultato nel finale arroventato della gara con il Messina quando ha tolto dalla porta la sfera, dimostrando grande reattività, su un perfetto colpo di testa di Sarzi Puttini. Una parata da 3 punti come anche molto bene si è disimpegnato nella sfida col Bari in cui è stato impegnato poco ma quelle poche volte che è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente da par suo come sicuramente dimostrerà anche per il prosieguo della stagione.

 

Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio del Brasile

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Formula Uno, gli appuntamenti del secondo Gran Premio consecutivo dopo il Messico ma con il ritorno della sprint race

 

Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio del Brasile

 

E ora sì che la situazione cambia. Dopo la vittoria, l’ennesima, in Messico da parte di Verstappen, la Formula Uno sbarca in Brasile. Una gara che può anche essere determinante per la lotta al titolo, un altro successo di Verstappen infatti corrisponderebbe al terzo consecutivo e a un dominio sempre più grande da parte del suo team. La stessa scuderia che sa e può affidarsi a un super Sergio Perez. Dalla Turchia in poi infatti il pilota messicano non ha sbagliato praticamente niente, ha fatto quello che la Mercedes sperava facesse Bottas, anche se i risultati negli ultimi GP(Messico su tutti) sappiamo che sono andati come da copione.

 

Gerarchie cambiate

E’ cambiata la classifica invece per il terzo posto nei costruttori. Adesso, sul gradino più basso del podio, c’è la Ferrari. La gara in Messico è stata un po’ anomala per il team che comunque sembra averne momentaneamente di più rispetto alla McLaren. Il team inglese ha manifestato nelle ultime due gare grandi difficoltà, con un Norris che sta venendo meno e un Ricciardo che non riesce, ma da inizio stagione, a trovare la quadra perfetta con la sua vettura e si sa, che per un mondiale costruttori, è ovviamente la squadra che fa la differenza. La Ferrari dunque è lì e può farcela, ovviamente vietato sbagliare, non solo per i piloti, ma anche per gli ingegneri al muretto: dalla strategia al pit stop.

 

Le ultime gare

Proprio un pit stop invece in Messico ha portato alla deludente gara fatta da Giovinazzi. La strategia adottata dall’Alfa Romeo è stata praticamente vergognosa, sotto tanti aspetti, in primis se si considera la sesta piazza che il pilota italiano si era conquistato alla partenza. Inutile andare avanti così, lo ha detto Giovinazzi e anche il team principal Vasseur che martedì annuncerà il nuovo pilota(probabilmente Zhou) pronto ad affiancare Bottas per il 2022.

 

Occhio agli appuntamenti

Domani dunque si parte con il Gran Premio del  Brasile, ma attenzione! Il weekend, come a Silverstone e a Monza, sarà strutturato in modo diverso: ci sarà infatti la sprint race il sabato che anticiperà dunque le qualifiche al venerdì. A tal proposito, riportiamo di seguito gli appuntamenti:

Venerdì 12 novembre

Ore 16.30 Prove Libere 1

Ore 20.00 Qualifiche

 

Sabato 13 novembre

Ore 16.00 Prove Libere 2

Ore 20.30 Sprint race

 

Domenica 14 novembre

18.00 Gara

Enrico Gemelli della sezione di Messina arbitrerà Juve Stabia – Monterosi

Enrico GEMELLI della sezione di Messina è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Monterosi Tuscia valevole per la quattordicesima giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Castellammare di Stabia domenica 14 novembre alle ore 17 e 30 allo stadio “Romeo Menti”.

Enrico Gemelli, messinese di nascita classe 1992, è al suo primo campionato in Serie C anche se nella scorsa stagione sportiva ha esordito in terza serie lo scorso 2 maggio. Non ha precedenti con le vespe, mentre ne ha uno con i laziali. Il precedente con il Monterosi Tuscia:

– 2020 / 2021 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ G ‘

3 marzo 2021 – 15° giornata d’andata: MONTEROSI – Vis Artena 3 – 1. L’assistente numero uno sarà: Luca LANDONI della sezione di Milano;

l’assistente numero due: Sergiu Petrica FILIP della sezione di Torino;

quarto ufficiale: Gabriele SCATENA della sezione di Avezzano.

Giovanni MATRONE

Di seguito le designazioni arbitrali delle altre gare del girone C di serie C:

BARI – VIBONESE                                   Marco Ricci di Firenze

CATANIA – FOGGIA                                Filippo Giaccaglia di Jesi

LATINA – CAMPOBASSO                       Giorgio Vergaro di Bari

MESSINA – AVELLINO                           Giuseppe Collu di Cagliari

MONOPOLI – TARANTO                        Alessandro Di Graci di Como

PAGANESE – FIDELIS ANDRIA            Eugenio Scarpa di Collegno

PALERMO – POTENZA                           Ermes Fabrizio Cavaliere di Paola

PICERNO – VIRTUS FRANCAVILLA    Dario Di Francesco di Ostia Lido

TURRIS – CATANZARO                           Nicolò Marini di Trieste    

Lello Soncini in esclusiva a Passione Formula Uno

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Le parole del grande esperto dei motori Lello Soncini in esclusiva ai microfoni di Palomba e Ametrano

 

Lello Soncini in esclusiva a Passione Formula Uno

 

Lello Soncini, grande personaggio nel mondo dei motori, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Marco Palomba e Carlo Ametrano nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb “Passione Formula Uno”. Ecco le sue dichiarazioni:

Lello, chi secondo vincerà il mondiale?

“Penso Verstappen. E’ maturato in maniera giusta, segue il regolamento e ha una gran macchina. C’è poco da dire: quando la macchina va bene, anche il pilota va bene”.

 

Cosa ti ha convinto dell’olandese nel corso della stagione?

“La continuità senza dubbio. E’ deciso, non si ferma tanto e non guarda in faccia a nessuno. Viaggia entro i limiti e possiamo dire che, dovesse vincere il titolo, senza dubbio sarà meritato”.

 

Che ci dici sulla Ferrari? Riuscirà a concludere al terzo posto nei costruttori?

“Credo che dovrebbero esserci. C’è una certa unità tra i due gran piloti. Non è facile contro McLaren chiaro, ma hanno tutto per potercela fare”.

Sulla questione Giovinazzi invece?

“Ti dirò, non l’ho mai visto di buon occhio. Non mi ha mai fato l’idea di essere un campione. Chiaro che la vettura non è all’altezza della situazione però, quando ha avuto le opportunità, non ha mai brillato e non le ha mai sfruttate a mio modo di vedere”.

 

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

“Domenica con molta probabilità sarò al Mugello, al campionato del mondo Ferrari… e finalmente vedremo vincere una Rossa! Ovviamente scherzo; sarà senza dubbio una bellissima giornata e non vedo l’ora di andare!”

 

Se vuoi rivivere la puntata di Passione Formula Uno clicca sul link che segue: https://chirb.it/s2a1Ef

Ischia-Savoia: rischio rinvio per Covid-19

Il derby tra Ischia e Savoia è già iniziato. Entrambe le società hanno effettuato nuovamente dei giri di tamponi. Dopo il caso di positività riscontrato in casa gialloblu, confermato a denti stretti dalla società attraverso un comunicato, il Savoia a sua volta annuncia che due suoi tesserati sono stati posti in quarantena perchè colpiti dal Covid-19.

“In relazione alla possibile positività al Covid-19 di componenti del gruppo squadra- recita la nota del club gialloblu- SSD. Ischia Calcio rende noto di aver sottoposto a controllo con tampone antigenico la squadra, lo staff tecnico e quello medico con esito negativo per tutti e di aver predisposto la sanificazione degli spogliatoi dello stadio Mazzella”.

Nel primo pomeriggio di ieri ad annunciare due positività all’interno del proprio gruppo squadra è stato il Savoia, che si è trincerato dietro la privacy e dunque non ha comunicato i nomi dei giocatori interessati. “La società comunica che due calciatori della nostra rosa, la cui identità non verrà resa pubblica per tutelare la privacy dei propri tesserati, sono risultati positivi al Covid-19- comunica il Savoia.

Si informa, inoltre, che tutto il gruppo squadra ha effettuato il test anti-Covid con esito negativo. La società ha provveduto ad informare dei fatti il Comitato regionale e si sta adoperando per adempiere a tutte le procedure in merito: sarà effettuata la sanificazione degli ambienti ed i tesserati verranno sottoposti ad altri due cicli di tamponi nelle giornate di mercoledì e venerdì, così come nelle prossime settimane”.

La dirigenza oplontina ha escluso di aver chiesto al C.R. Campania il rinvio della partita anche perchè tale richiesta può essere effettuata se i casi di positività raggiungono le cinque unità. Uno dei due calciatori biancoscudati colpiti dal Covid sarebbe un esterno d’attacco under.

L’Ischia nel pomeriggio di ieri ha svolto la seduta di allenamento al “Rispoli”, agli ordini di mister Iervolino, dove anche oggi e domani si allenerà.

9 mila denunciati (anche di AG) e 16 arresti per indebito RdC: danno potenziale per oltre 60 milioni di euro

Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona e Novara, su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, stanno dando esecuzione a 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

È stata individuata una associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni e al conseguimento di erogazioni pubbliche. Oltre 9.000 le persone denunciate.

La Procura di Milano ha dato esecuzione alle 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei membri di una associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni ed al conseguimento di erogazioni pubbliche, tra cui, in particolare, il reddito di cittadinanza.

Gli arresti e le perquisizioni sono stati effettuati tra Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento.

Secondo la Gdf la truffa poteva ammontare a oltre 60 milioni di euro. Di questi circa 15 milioni di euro di reddito di cittadinanza e reddito di emergenza sarebbero stati già incassati.

L’inchiesta del “Pool reati pubblica amministrazione” coordinato dal Procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, ritiene infatti di avere documentato come gli arrestati si presentassero in questi Caf con i codici fiscali di centinaia di romeni per volta anche se mai stati in Italia, asserendo semplicemente che costoro esistessero, fossero residenti in Italia da 10 anni e avessero i titoli per usufruire del reddito di cittadinanza.

Studiato a tavolino da una banda di ideatori romeni, in tandem con alcuni italianiin parte complici, in parte vittime di estorsionein alcuni Caf-Centri di assistenza fiscale abilitati alle pratiche per le richieste di sussidio”.

In alcuni casi i dipendenti italiani del Caf erano consapevoli della truffa. L’Inps riconosce agli addetti 10 euro per ogni pratica chiusa. In altri casi, chi si rifiutava di chiudere la pratica era vittima di estorsione.

In tutto 16 arresti, stabiliti dalla Gip Teresa De Pascale su richiesta del Pm Paolo Storari.

L’operazione odierna arriva dopo quella effettuata pochi giorni fa dai Carabinieri del Comando interregionale Ogaden, con giurisdizione su cinque regioni del Sud Italia: Molise, Campania, Puglia, Abruzzo e Basilicata. I controlli effettuati da giugno a ottobre hanno permesso di scoprire quasi cinquemila persone che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza, per un danno complessivo di circa 20 milioni di euro per le casse dello Stato. A Napoli sono stati scoperti oltre 2400 persone che pur non avendone diritto percepivano il reddito: tra loro anche camorristi, rapinatori e parcheggiatori abusivi. L’operazione di oggi mostra però in maniera evidente come le truffe e l’illegalità su una misura ideata per aiutare le persone più in difficoltà siano diffuse ovunque.

L’OPINIONE

Il concetto di base del “reddito di cittadinanza” è sicuramente civile e sociale. Espressione moderna del più vasto e ragionevole principio del reciproco soccorso e sostegno che ha permesso all’umanità di sopravvivere e affermarsi in solo qualche milione di anni e nonostante contemporanee specie animali molto più datate e notevolmente più dotate in dimensioni, forza, artigli e denti. L’analogo legame sociale, seppure presumibilmente istintivo-evolutivo, ha altrettanto favorito, durante cicliche mutazioni geologiche e climatiche, altre specie animali, soprattutto tra i mammiferi e che tutt’oggi rispetto ad altre più individualiste sono ancora presenti.

Però nel mondo degli umani, oggi più che mai variegato e popolato, quando si scrivono le leggi, i decreti, le sentenze, le circolari e gli accordi (ovverosia le regole che amministrano il comune convivere e condividere) in modo arraffato, incompleto, rattoppato, affastellato, confuso, ma anche interessato a dissimulati altri scopi o peggio intrinsecamente ingannevoli e, tra l’altro, senza preventivare deontologiche (non allineate o commistionate) verifiche professionali e controlli incrociati ed efficaci (questi ultimi con le note banche dati), il risultato è che un traguardo lodevole come quello del reddito di cittadinanza viene intercettato da individui o associazioni di soggetti in mala fede se non anche criminali, con l’effetto duplice: di penalizzare poi chi veramente ha bisogno di tale aiuto (vedasi il conseguente progressivo dissenso nell’opinione pubblica verso il sussidio); e di intasare i Tribunali.

Datterari a processo, il PM chiede 12 anni di carcere

Datterari a processo: Una pena esemplare per l’esecutore materiale del disastro ambientale. La richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Giulio Vanacore durante la requisitoria di ieri nell’udienza presso il Tribunale di Napoli

PUNTA CAMPANELLA – Dodici anni di reclusione, 12mila euro di multa, confisca dei mezzi e degli strumenti utilizzati per prelevare il dattero di mare dalla roccia in modo da destinarli all’Area Marina Protetta Punta Campanella per attività di monitoraggio.

Sono le richieste formulate ieri dal Pubblico Ministero, Giulio Vanacore, durante la requisitoria nell’udienza svoltasi presso il Tribunale di Napoli, dinanzi al giudice Rosaria Maria Aufieri.

Un atto di accusa dettagliato e accurato che ha messo in luce i gravi reati commessi da A.C., estrattore di frodo del dattero di mare. Era lui in persona, infatti, ad immergersi, a distruggere la roccia e a devastare i fondali. È stato colto in flagrante mentre riemergeva dall’acqua con 25 chili di datteri.

L’imputato, gia con numerosi precedenti specifici,  è ritenuto dalla Procura un soggetto di caratura criminale, legato alla criminalità organizzata di Castellammate di Stabia.

Durante le intercettazioni telefoniche è emerso che i luoghi in cui operava erano Punta Scutolo, nel comune di Vico Equense, Punta Campanella e Capri.

Il Pm ha richiesto 12 anni di reclusione per i reati di disastro e inquinamento ambientale e danneggiamento, con l’aggravante di aver commesso il fatto in area protetta.

Tra le richieste del PM, anche la confisca del gommone e dell’auto utilizzati dai datterari, con assegnazione dei suddetti beni in favore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che è parte civile nel processo  difesa dall’avvocato Valentina Romoli del Foro di Roma.

Nell’udienza di ieri sono state discusse soltanto le posizioni di 3 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Per tutti gli altri il processo andrà avanti con il rito ordinario.

Il procedimento, infatti, è uno stralcio del più ampio processo che si sta celebrando a Napoli nei confronti di tutti i datterari coinvolti e che proseguirà nei prossimi mesi.

Alla sbarra due gruppi criminali, dediti al prelievo e alla commercializzazione del dattero di mare nelle zone vesuviane, una attiva in particolare nella zona del Porto di Napoli e l’altra nell’area di Castellammare di Stabia, Penisola Sorrentina e Capri. Dopo oltre 3 anni di indagini a cura della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Napoli, i due gruppi di datterari furono fermati a marzo scorso, quando scattarono numerose misure di custodia cautelare in carcere e altre misure coercitive.

“L’Amp Punta Campanella, sin dalla sua istituzione, ha dovuto fronteggiare queste attività illecite, sia con azioni e campagne di sensibilizzazione, sia con segnalazioni e denunce per i gravi danni subiti, con devastazione e desertificazione di ampi tratti di fondale- sottolinea Lucio Cacace, Presidente dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella- Ora, con questo procedimento e con l”altro che dovrebbe aprirsi a breve presso il Tribunale di Torre Annunziata, si spera di debellare definitivamente questo fenomeno criminale che ha causato ingenti danni ambientali ai fondali del Golfo di Napoli. Ringraziamo molto le Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, e le Procure di Napoli e Torre Annunziata per l’impegno profuso e in particolare il Pubblico Ministero, dottor Giulio Vanacore, per aver richiesto l’assegnazione im nostro favore dei beni sequestrati ai datterari. Un segnale, anche simbolico, di grande attenzione nei confronti dell’Amp Punta Campanella. “

 Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

 

Spitz finnico: cane da caccia Intelligente, Leale, Felice, Giocherellone

Lo Spitz Finnico è una razza dal temperamento determinato. Detto questo potrebbe sembrare che questo cane sia autoritario e poco propenso alle coccole e alle effusioni. Ma così non è perché è un cane appassionato che comunque ha un affetto grande per la famiglia ma che non dimostra nel modo classico. È molto fedele al proprietario.

Bisogna tenere presente che lo Spitz Finnico è un cane usato da secoli per diversi tipi di caccia ed è il cane nazionale della Finlandia . La sua struttura è più piccola della media taglia, quasi quadrata. Ha linee asciutte e si presenta bene.

È vivace, vigoroso, ardito, determinato; ha tendenza a scappare e ad abbaiare molto; in casa tende ad essere ditruttivo ma, per contro, è adatto anche a restare da solo; è goloso il che aiuta nell’addestramento. Buono anche per la guardia e come primo canw.

A volte un po’ riservato con gli estranei. Ha un pelo piuttosto lungo sul corpo, semi-eretto o eretto, più rigido sul collo e dorso. Sulla testa e arti, ad eccezione del dietro dei posteriori, corto e aderente. Il pelo rigido sulle spalle, specialmente nei maschi, è chiaramente più lungo e più duro. Sul dietro delle cosce (calzoni) e sulla coda è lungo e fitto. Il sottopelo è corto, soffice, fitto e più chiaro rispetto al mantello che è di colore marrone-rosso o marrone dorato.

Standard ENCI/FCI

  • Gruppo 5: Cani tipo spitz e tipo primitivo, Sez. 2
  • Vita media: 12–14 anni
  • Origine: Finlandia
  • Temperamento: Intelligente, Leale, Felice, Indipendente, Giocherellone, Vocale
  • Altezza: Maschio: 44–50 cm, Femmina: 39–45 cm
  • Peso: Maschio: 12–13 kg, Femmina: 7–10 kg
  • Colori: Dorato, Rosso, Red Gold

Le 5 caratteristiche migliori:

Salivazione e contenimento della bava
Facilità di pulizia
Salute e malattie
Intelligenza e addestramento
Tolleranza alle temperature fredde

Le 5 caratteristiche più problematiche:

Adattabilità alla vita in appartamento
Adatto come primo cane
Rapporto con gli sconosciuti
Fedeltà e fughe
Bisogno di esercizio

PREZZI E MANTENIMENTO

La razza, in molti paesi, è quasi del tutto fantasma. Il prezzo di un cucciolo di Spitz Finnico si attesta nella fascia alta poiché, non essendoci alcun allevamento in Italia per la selezione di questa razza, per possedere un cucciolo, bisognerà rivolgersi ai Paesi Nordici, preferibilmente Finlandia e Svezia dove, lo Spitz Finnico è molto ben allevato.

      • Diffidate da prezzi troppo bassi o da annunci poco chiari. La vendita privata è altamente sconsigliata ed è più opportuno, nel caso se ne volesse uno, contattare l’ENCI che può fornire tutto il necessario per mettersi in contatto con gli allevamenti ufficiali presenti all’estero.
      • Diffidate da prezzi troppo bassi o da annunci poco chiari.
      • ASSOLUTAMENTE da evitare, come già detto sin dall’inizio di questa serie dedicata agli animali da compagnia e/o da difesa, acquisti via internet.

Lo Spitz Finnico è una razza frugale che ha bisogno sì di una alimentazione eccellente, ma che non necessita di toelettature particolari.

Prima di acquistare un cucciolo di Spitz Finnico, è buona norma interessarsi profondamente sulla razza poiché essendo assolutamente sconosciuta nel nostro Paese, l’accasare un cane di cui non si conoscono bene i parametri caratteriali potrebbe risultare deludente.

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/ Cristina Adriana Botis / Redazione

Strutture abusive per nozze in Castello a Stabia: disposta demolizione

Il Tribunale di Torre Annunziata, con ordinanza del procuratore Nunzio Fragliasso, ha disposto la demolizione per  3 strutture abusive in ferro e una tensostruttura: manufatti realizzati senza autorizzazione in un bene vincolato

Castellammare di Stabia (Na) – Abusivismo! Sequestri al castello di Castellammare di Stabia (Napoli), bene di interesse storico-culturale sottoposto a vincolo paesaggistico ed ambientale, noto per essere la location di tanti importanti eventi legati al mondo del wedding.

Nel giardino del Castello medievale sono state realizzate sale con  Aria condizionata e luci soffuse complete di ogni confort per assicurare ricevimenti da sogno a coppie disposte a spendere più di duecento euro per ogni ospite.

Ma quelle strutture nel luogo simbolo della storia di Castellammare di Stabia sono abusive e devono essere demolite.

Il provvedimento di sequestro è partito dal procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che in una nota diretta all’indirizzo dei proprietari napoletani che aprono la dimora storica solo per eventi privati e di extra lusso, scrive:

Si è accertato, infatti che tali opere, già oggetto di un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi emessa il 13 ottobre dal Comune di Castellammare di Stabia, sebbene per le loro caratteristiche tipologiche e strutturali, presentino i caratteri di stabilità e di permanenza – in quanto stabilmente ancorate al suolo, corredate di impianti tecnologici e di binari di scorrimento e insistenti su un’area pavimentata in luogo del preesistente giardino, per un superficie complessiva di 450 mq – sono state realizzate, in parte, sulla scorta di un’autorizzazione stagionale avente ad oggetto opere provvisorie e smontabili e, in parte, in assenza di qualsiasi titolo abilitativo”. Stando a quanto stabilito dal giudice, le strutture oggetto di sequestro preventivo non sarebbero ammesse dallo strumento urbanistico e sarebbero prive dell’autorizzazione paesaggistica e di quella rilasciata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Necessiterebbero inoltre del permesso di costruire, che non sarebbe mai stato rilasciato, in quanto comportano un mutamento della destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, dal momento che la zona su cui insistono ha una destinazione di tipo agricolo (frutteto), mentre le stesse sono inquadrabili in opere turistico/ricettive. ”Il sequestro preventivo – spiega ancora Fragliasso – si è reso necessario al fine di impedire la protrazione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati accertati e di far cessare la negativa incidenza dell’uso delle strutture sull’equilibrio urbanistico e sull’ordinato assetto e sviluppo del territorio”.

A seguito di tale ordine, gli agenti della polizia municipale stabiese hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo attraverso il quale si è proceduto al sequestro di tre gazebo, altrettante strutture in ferro e di una tensostruttura metallica.

Durante le indagini è emerso che dal punto di vista edilizio ed urbanistico, le strutture interessate dal provvedimento risultano abusive, in quanto realizzate in assenza di titoli edilizi abilitativi ed edificate su un’area soggetta a vincolo storico-culturale e paesaggistico-ambientale in assenza delle prescritte autorizzazioni.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Allerta meteo Protezione Civile: Nubifragi nelle Prossime Ore

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Nuova pesantissima allerta meteo della Protezione Civile Nazionale.: Vortice Mediterraneo tiene sotto scacco Mezza Italia. Nubifragi nelle Prossime Ore.

Prosegue la fase di maltempo che sta interessando soprattutto le Isole maggiori e gli estremi settori meridionali del nostro Paese. Tutta colpa di un vortice ciclonico mediterraneo collocato poco a ovest della Sardegna e letteralmente bloccato nella sua posizione da un’alta pressione che ne impedisce l’allontanamento.
Attenzione perché i fenomeni che giocoforza si reitereranno su alcune zone del nostro Paese, eleverà nelle prossime addirittura un pericolo alluvionale.

Sotto osservazione rimane, per esempio, la Sardegna che già dalla serata di martedì 9 è stata colpita da piogge a tratti importanti, ma soprattutto persistenti a causa del vortice ciclonico che muove il suo baricentro troppo lentamente, mantenendo così attive condizioni di maltempo sempre sulle medesime aree. Sull’Isola, tuttavia, dopo una prima parte di mercoledì 10 ancora fortemente perturbata, le precipitazioni si faranno via via meno diffuse e si concentreranno soprattutto sui settori sud-orientali dell’Isola.
Per quanto riguarda il resto del Paese, segnaliamo piogge sparse e temporali in fase di intensificazione nel Sud della Sicilia e precipitazioni meno importanti sulle estreme regioni di Nordovest.

Tra sera e la notte, tuttavia, il tempo andrà peggiorando fortemente sulla Sicilia dove si eleverà il rischio di temporali e nubifragi in particolare nell’area più meridionale dell’Isola. Altre piogge interesseranno poi la Calabria più meridionale e ancora il Nordovest, soprattutto Piemonte e la Liguria centro-occidentale.

Vi segnaliamo, inoltre, che il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso per le giornate di mercoledì 10 novembre e Giovedì 11 Novembre una pesantissima allerta meteo.

Stante la situazione assai dinamica ed in forte evoluzione, vi consigliamo comunque di seguire i prossimi aggiornamenti.

/ Cristina Adriana Botis / Redazione

La prestigiosa mostra “Gaetano Corsini 1886 -1958, dipinti e disegni” al Vittorio Emanuele

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La prestigiosa mostra “Gaetano Corsini 1886 -1958, dipinti e disegni”, verrà inaugurata alle ore 18,00 di venerdì 12 novembre nel nuovo spazio espositivo del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta.
All’inaugurazione saranno presenti il presidente Orazio Miloro, il Sovrintendente Gianfranco Scoglio e il Consigliere di amministrazione Nino Principato.
La mostra di Corsini ritorna, dopo quattordici anni di assenza dalla città, al Vittorio Emanuele in una esposizione che rappresenta tutte le fasi del suo percorso artistico e che restituisce alla città uno degli esponenti più importanti della prima metà del 900. Il catalogo, a disposizione dei visitatori della mostra, è stato curato nei testi da Virginia Buda.
Sono opere che narrano il percorso di Corsini nel disegno, nel ritratto, nel paesaggio. Una narrazione che ben rappresenta il gusto di quegli anni che riconosce nel disegno un’opera di valore artistico autonomo e un ritorno alla compostezza formale della concezione classicista.
Una porzione cospicua della produzione pittorica corsiniana è costituita dai paesaggi; in mostra sono esposti alcuni esempi tutti riferibili agli anni Cinquanta, quando progressivamente si distanzia dalla pittura divisionista e filamentosa dei primi anni Venti per approdare ad una stesura morbida e sfumata, prevalentemente affidata a pennellate trasparenti e uniformi. Anche nella pittura di paesaggio l’approccio dei simbolisti era rivolto al raggiungimento di quel sottile equilibrio tra attenzione scrupolosa al dato naturalistico ed espressione emozionale.
L’artista mantiene intatta la capacità di incantarsi davanti alla natura o di entusiasmarsi nell’esercizio pittorico o grafico; rimangono decine di appunti visivi, frutto di idee momentanee, di spunti per composizioni più complesse, di fugaci emozioni dettate da un paesaggio visto in viaggio, da un ricordo o da un volto, fermati con la penna o la matita con una urgenza che lo induce a utilizzare anche il cartoncino dei piccoli pacchetti di sigarette.
Sono annotazioni che fanno parte dell’intero percorso artistico di Corsini e sembrano scaturire da personali riflessioni sull’arte del suo tempo. Alcuni schizzi appaiono ancorati alla cultura di inizio secolo altri, nelle forme saldamente costruite, riecheggiano l’arte degli anni Venti, del ritorno alla tradizione rinascimentale e ai primitivi o ancora del clima sospeso e rarefatto del Realismo Magico e di Novecento.
Dal dopoguerra e fino a poco prima della morte, l’artista continua ad esporre in mostre personali e collettive e a svolgere senza pause la sua attività di insegnante e di pittore, non più in prima linea come negli anni Venti e Trenta ma ancora attivamente partecipe delle iniziative culturali messinesi. La galleria “Il Fondaco” di Antonio Saitta gli dedica varie mostre personali, tra il 1951 e il 1954, ed è evidente come fino all’ultimo l’artista continui a mantenere costanti rapporti anche con gallerie extra regionali se ancora nel 1957, anno precedente alla sua scomparsa, esponeva le proprie opere a Siena.
La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 12 al 23 novembre nelle fasce orarie 10.00/12.30 – 16.00/19.00.

Lo svolgimento della mostra avverrà nel pieno rispetto delle normative Covid 19 con ingresso consentito solo ai soggetti muniti di Green Pass e mascherina.

Mariella Musso 

Dalla Sicilia sono emigrati in 10.400 nel 2020 e il Covid c’entra poco

Il Rapporto Italiani nel Mondo giunge, nel 2021, alla sedicesima edizione. Vi hanno partecipato 75 autori che, dall’Italia e dall’estero, hanno lavorato a 54 saggi articolati in cinque sezioni: Flussi e presenze; Indagini; Riflessioni; Speciale Covid-19 e città del mondo; Allegati socio-statistici.

L’edizione di quest’anno si interroga e riflette su come l’epidemia di Covid-19 abbia influenzato la mobilità italiana. Cosa ne è stato dei progetti di chi aveva intenzione di partire? Come hanno vissuto coloro i quali, invece, all’estero già risiedevano? Chi è rientrato? Chi è rimasto all’estero? E cosa è successo ai flussi interni al Paese?

Sono stimati in circa 10.400 i siciliani che nel 2020 hanno lasciato l’Isola per iscriversi all’anagrafe dei residenti all’estero, aumentando le file del vero capoluogo demografico della Sicilia. Come anche scrivevamo in un articolo del 2019, si tratta di una città sparsa per il inondo con circa 800mila abitanti che vivono fuori dall’Italia.

Il rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes fotografa l’Isola quale prima in Italia per residenti all’estero, con un saldo negativo sia migratorio che naturale tra nascite e decessi.

Negli ultimi dieci anni la Sicilia ha perso circa 220mila residenti: dai cinque milioni 60mila del 2011 ai 4 milioni 840mila di adesso.

Prima della pandemia partivano soprattutto interi nuclei familiari e anziani che si ricongiungevano con familiari. Adesso si parte anche non solo nelle grandi città ma anche dai piccoli comuni che rischiano uno spegnimento demografico. Partono specialmente giovani non sposati fra i 18 e i 35 anni e giovani coppie. Il risultato è un’emorragia demografica che rischia di far sparire intere comunità.

Significativo che negli anni ‘80 il capoluogo siciliano, Palermo, aveva raggiunto 700mila abitanti. Dal 1991 a oggi ne ha persi 63mila: secondo l’ultimo dato Istat di agosto, erano 637.600. Nella classifica degli “expat” (espatriati): la provincia di Agrigento ha il maggior numero di residenti all’estero con 158.753; segue Catania con 133.479: Palermo con 131.541: Messina 92.941: Enna con 80.508: Caltanissetta con 74.374; Trapani con 47.280; Siracusa con 46.723.

Nel 2019, quindi prima della pandemia, si era scritto un articolo “25 Novembre 2019 La gente va via dalla Sicilia … La Sicilia nel 2019 è in “declino demografico” con “quasi centomila abitanti in meno”. L’esito dopo anni senza sviluppo, senza lavoro se non pubblico … Il capoluogo più popoloso della Sicilia infatti non è Palermo ma si trova fuori dall’Isola”. Si ha pertanto molti dubbi che la causa dell’emigrazione incorso sia adesso solo il covid. Ci appare al contrario sempre più verosimile che il maggiore responsabile sia il trasversale cronico “marcium” del sistema pubblico-politico italiano e specialmente siciliano.

L’emergenza sociale siciliana da sempre è la mancanza di alternativa, salvo accodarsi al sistematico trasversale “sistema”, assoggettandosi pertanto al clientelismo, nepotismo, baronismo, voto di scambio sociale, tracotanza politica, istituzionale, burocratica, professionale, sociale – per carità tutto ormai costituzionalizzatosi (e “altro” quale mafia, spaccio, prostituzione, delinquenza, corruzione, concussione, ecc.). E comunque, anche quanto citato, messo insieme, non può “garantire” tutti, inoltre parecchi non sono disposti a soggiacervi non rinunciando alla propria dignità anche a costo di dovere andare via.

Non si “esce” pertanto solo per scelta o per esplorare il mondo, al contrario, il più delle volte si va fuori per avere un lavoro: spesso manuale; una possibilità di degna carriera; un percorso di studi meno limitato; liberandosi dalla annosa oppressiva “arroganza” (mafiosità) legalizzata dai tanti risvolti (quelli citati nel paragrafo precedente): i siciliani, lontani dall’isola, scommettono anche sulla meritocrazia senza asservimento.

COME SE NE ESCE ?

I siciliani li abbiamo provati tutti: destra, sinistra, centro e movimento. Ci rimane ormai la propagandata speranza di questo PNRR. Però è di tutta evidenza che se non si “cura” parallelamente e, una volta per tutte, il risaputo quanto dissimulato (neanche tanto) decennale “marcium” del sistema pubblico-politico (spartizione, ingordigia, razzia, spreco, sperpero, ecc.) anche attraverso norme chiare ed efficaci così da ingenerare pure un sano e civile timore, al solito, cambierà tutto per non mutare nulla. Fino a che dura.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)