Le truffe telematiche sono diventate una vera piaga sociale, le persone raggirate sono migliaia; facile cadere nelle trappole di gente senza scrupoli, in particolar modo quando si ha una certa età.
Gli appelli, le raccomandazioni, i reportage dei mezzi d’informazione che affrontano queste problematiche lasciano il tempo che trovano, non bastano ad arginare il fenomeno delle rapine telematiche.
Essere in possesso di un telefonino in alcuni casi può essere utile, in altri comporta rischi non indifferenti, è come avere un’arma impropria tra le pareti domestiche.
Le persone di una certa età, in particolar modo quelle che vivono da sole, sono ad altissimo rischio di subire raggiri telematici, le rapine vengono portate a termine da informatici che stanno comodamente seduti sul proprio divano.
Coloro che vengono scoperti, difficilmente finiscono in carcere nel peggiore dei casi vanno agli arresti domiciliari dove possono reiterare i loro reati.
Per i truffatori seriali è una pacchia, cosa vuoi che siano una o più denunzie, finiscono nello stesso calderone.
Tornando al discorso iniziale, con un semplice messaggio sul telefonino, basta un click sbagliato e come d’incanto il conto viene prosciugato.
Bisognerebbe trovare qualche nuovo escamotage telematico per tentare di arginare questa piaga sociale.
Questo messaggio dovrebbe essere esteso a tutti coloro che hanno in mente di regalare un telefonino a persone di una certa età, bisognerebbe “erudirli” sui rischi che si possono correre.
Purtroppo bisogna anche dire che sono caduti in queste trappole telematiche persone giovani, sicuramente non affette da Alzheimer
Un vecchio proverbio siciliano dice :
“a vecchia avia cent’anni e ancora savia nzignari”, tradotto in italiano sta a significare che non basta essere vecchi per comprendere gli insegnamenti della vita, a riguardo ogni altra parola sarebbe sprecata.
Altro che Amazon! Droga online, la GdF di Roma arresta pusher telematico a Torre Maura. Nuove frontiere della consegna a domicilio per le feste.
Un ventisettenne romano è stato arrestato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma per essere stato trovato in possesso di 87 chilogrammi di hashish nella sua abitazione a Torre Maura.
I “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego sono risaliti al pusher dopo aver monitorato Instagram e Telegram alla ricerca di messaggi utilizzati per pubblicizzare la vendita di stupefacenti. I sospetti sono stati confermati dal via vai di “clienti” nei pressi dell’abitazione dell’indagato.
La perquisizione della casa, ha permesso di rinvenire oltre 3 chilogrammi di hashish occultati in un’intercapedine del forno e il restante quantitativo all’interno di una cantina.
Il giovane, pregiudicato per fatti analoghi, è stato arrestato per l’ipotesi di reato di spaccio di stupefacenti e tradotto presso la Casa Circondariale di Velletri.
Nell’epoca di Amazon e delle consegne a domicilio, si aprono nuove frontiere per lo spaccio, visto che la richiesta non cala ma aumenta.
Pur apprezzando moltissimo l’operato di chi ogni giorno combatte il crimine con coraggio, continuiamo a sperare in soluzioni diverse, che possano togliere di mano alle mafie, il fiorente mercato che comunque permane, malgrado tutto il lavoro svolto per fermare i piccoli pusher di babbo natale, il quale certo, saprà sostituirli in tempi record.
Bell’iniziativa di Nicola Morra e Barbara Lezzi, dai quali attendevamo da tempo qualche segnale, per parlare di politica e nuove idee non senza fatica – VIDEO.
Ero elettrizzata all’idea di trovami nel posto giusto al momento giusto e di poter prendere parte ad una serata che per me equivaleva ad una gustosa fetta di dolce. Si Parlava di politica, visione, idee ed era organizzata da Nicola Morra e Barbara Lezzi che godono della stima di molti e dai quali attendevamo da tempo, qualche segnale.
Finalmente una serata accessibile, in periferia, con ingresso gratuito ed entrata libera, bastava prenotarsi. Un’organizzazione gentile ed efficiente per un’ottima iniziativa.
Nicola Morra, nel suo stile impeccabile ha fatto gli onori di casa con un bel discorso introduttivo verso l’idea di un nuovo progetto. Barbara Lezzi, splendida e solare come sempre, ha messo enfasi dove serviva, facendoci rivivere il movimento delle origini e prospettando a sua volta la possibilità di riorganizzare la lotta, creando aggregazione attorno alle idee.
Bello e sentito anche l’intervento di Piera Aiello, deputata ed ex Collaboratrice di Giustizia, sotto scorta.
Ha parlato di un tema caldissimo come quello della cautela dei collaboratori, testimoni di giustizia e vittime di racket.
Uno Stato che non rimane al fianco di chi denuncia e collabora con la giustizia, dimostra nei fatti di non gradire tali esternazioni ed il perché salta all’occhio, vista l’eterna connessione fra mafiosi e colletti bianchi.
Ma questo governo, messo su proprio quando vi erano da decidere passi importantissimi, come la difesa delle leggi volute da Falcone e Borsellino, fa orecchi da mercante e neppure risponde ai progetti presentati dall’onorevole Aiello.
L’ingresso nel governo di Draghi ha generato una scissione, credo inevitabile all’interno del Movimento 5stelle, i quali però, a nostro avviso, avevano stranamente gestito malissimo la sbandata e in qualche modo, questa serata è stata illuminante sui perché.
Questa separazione che è avvenuta fra i duri e puri e l’ala moderata del movimento, a mio parere, ci sarebbe stata tutta, se diversamente gestita.
Al momento dello scontro, avvenuto dopo il Golpe bianco, superato lo sbigottimento, bastava fondare subito l’ala duri e puri, recuperando magari anche Dibba e via andare…
I più moderati e gli incazzati, avrebbero trovato subito una collocazione e il movimento non sarebbe crollato ma solo sdoppiato, mentre quelli per il NO, sono rimasti orfani.
Mi sono sempre chiesta perché non lo avessero fatto.
Una scissione è anche una moltiplicazione e se non si perde di credibilità si possono accrescere gli iscritti in ambo gli schieramenti. Se le basi restano comuni nei valori, come l’onestà, la trasparenza, la lotta ai privilegi, perché non prevederne 2 di movimenti, vista l’abbondante controfferta di pregiudicati, massomafiosi, fascisti e saltimbanchi.
Invece loro ne hanno persa di credibilità e tanta.
Dopo anni di attacchi strumentali da parte della stampa e delle TV, sono partiti gli attacchi social scatenati fra attivisti e la conseguente “guerra dei Roses”.
Gli ex sanno essere cattivissimi e sono sempre ben informati. Nel tempo poi nascono personalismi, dissapori personali, antipatie ed è quel che è andato in scena l’altra sera in vari interventi che purtroppo hanno rovinato lo spirito della serata, volto al futuro, aprendo la fiera delle recriminazioni, che a questo punto, credo, abbia rappresentato il vero problema del movimento.
Eppure è aumentato l’astensionismo, tanti che votavano 5stelle non riescono più ad identificarsi con chi governa a braccetto con la peggiore feccia del paese. Credo fossero in molti quelli rimasti alla finestra, sospendendo il giudizio ma che oggi, non possono accettare le astensioni sul voto in favore di Assange o quelle relative alle varie vergognose immunità… e quei voti andranno persi se nessuno si farà avanti per raccoglierli.
Se pur in molti avessero compreso le ragioni di chi ha deciso di aderire al governo dell’ammucchiata, per proteggere leggi del passato, con queste mosse discutibili e non motivate, l’emorragia avanza inesorabile. Ecco perché, pur apprezzando il lavoro svolto in passato e molti dei rappresentanti politici rimasti nel Movimento pensiamo che ci sia posto per un nuovo gruppo che al contrario di questo, continui a fare opposizione con una diversa visione, molto più rivoluzionaria, meno “diplomatica” e compiacente.
Dopo la bella serata però, credo che i separati in casa debbano prendere decisioni più serie per trovarsi un alloggio, smettendola di lanciarsi accuse e recriminazioni, davanti ai figli smarriti, che come sempre in questi casi, si trovano a dover prendere le parti di uno o
dell’altro, spesso neppure comprendendo le ragioni di tanto astio.
Ecco perché a questa bella iniziativa, attesa da tempo, daremo supporto e voce, in attesa che si aprano le finestre per far entrare un po’ di aria fresca e nuova che guardi al futuro, imparando dal passato, senza restare impantanati in queste pericolose dinamiche fatte di
rancori, disillusioni e personalismi.
Non dubito che Nicola Morra, filosofo e attaccante di grande valore, sappia riprendere i cocci della serata, non tanto per incollarli, quanto per prendere atto delle dinamiche esistenti, trovando nuove strade da percorrere.
In seguito ad uno di questi interventi aggressivi, a tratti incomprensibili al pubblico ma non alle cordate che li sostenevano, Barbara Lezzi ha abbandonato la serata…
Mossa condivisibile, sotto il profilo umano ma spiacevole per coloro che erano andati a sentir parlare di futuro e di lotta e che si sono ritrovati ad ascoltare i soliti piagnistei sul latte versato, se pur da altri.
Non è mancato neppure il solito attacco a Di Battista, molto di moda ultimamente tra le schiere degli ex, il quale invece, sta raccogliendo consensi nel suo tour, in giro per l’Italia che, piaccia o meno, parla a tutti gli orfani del Movimento che di nuovo hanno abbandonato le urne, non trovando riferimenti accettabili.
Speriamo che i delusi si siano sfogati in questa prima e che disertino le prossime o che vi accedano con spirito rinnovato e costruttivo, visto che in molti stanno aspettando un cenno concreto per riorganizzare la lotta o espatriare come unica alternativa possibile.
È quindi con ottimismo che salutiamo questo primo passo dei due validi esponenti del movimento che ha detto no a Draghi e ai giochi di palazzo, pur non essendosi ancora organizzato per poter consentire, a chi la pensa come loro, di trovare accoglienza e un simbolo accettabile nelle urne.
Grazie quindi per la bella opportunità e la voglia dimostrata di lottare ancora, malgrado tutto.
Sapevamo che non sarebbe stato facile contrastare un sistema basato su potere e malaffare, come quello massomafioso, ormai radicato nel profondo del nostro tessuto politico e benché si sia sfiorato il sogno, pur risvegliandosi nell’incubo, se non si perde il senso della vita, non si può comunque mai rinunciare alla lotta e neppure al sogno.
Forza e coraggio quindi a uomini e donne di buona volontà, là fuori sono in molti ad aspettare e c’è tanto lavoro da fare…
Tommaso ZAMAGNI della sezione di Cesena è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Virtus Francavilla e Juve Stabia valevole per la diciannovesima giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Francavilla Fontana domenica 19 dicembre alle ore 14 e 30 allo stadio Nuovarredo Arena.
Tommaso Zamagni, è al suo terzo campionato in Serie C, precedentemente ha diretto 2 volte i gialloblù mentre è la prima volta in assoluto con i biancazzurri.
1 precedente con la Juve Stabia:
– 2020 / 2021 – Campionato Nazionale di Serie C girone C
31 gennaio 2021 – 2° giornata di ritorno: JUVE STABIA – AVIBONESE 2 – 0Luca BERARDOCCO su calcio di rigore e Gennaro BORRELLI.
L’assistente numero uno sarà: Emilio MICALIZZI della sezione di Palermo;
l’assistente numero due: Lorenzo POMA della sezione di Trapani;
quarto ufficiale: Fabrizio PACELLA della sezione di Roma 2.
Le parole del team principal della Ferrari, Mattia Binotto, che focalizza la sua attenzione alla prossima stagione
Ferrari, Binotto: “2022 l’anno delle incognite”
Una stagione non esaltante ai livelli massimi, ma comunque migliore dell’anno scorso. La Ferrari chiude la sua stagione 2021 al terzo posto nei costruttori, a seguito della grande rimonta fatta ai danni di McLaren(venuta nettamente a mancare nel finale di stagione).
Binotto: “Non è bello vedere gli altri festeggiare”
Ora però testa già alla prossima stagione. Alla famosa prova del nove per la Ferrari. A tal proposito, ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto il team principal della Rossa Mattia Binotto:
“Un podio è sempre bello, ma vedere altri che festeggiano non è mai il mio desiderio. Io però devo pensare alla nostra gara, alla nostra stagione, e chiudere con un podio è certamente incoraggiante. Per la prossima invece la sensazione è che ci sono tante incognite in questo momento. Non si sa niente, non ci sono riferimenti e non si sa cosa stanno facendo gli altri, a che punto sono. Non abbiamo nemmeno basi da quest’anno. C’è tanta curiosità di vedere come sarà ma manca poco. Poche settimane e saremo di nuovo in pista. E’ da tanto che lavoriamo sul 2022. La squadra sta dando il massimo, il suo meglio, l’impegno è enorme. Per noi sarà un momento importante per capire il nostro vero valore”.
“Abbiamo un’ottima coppia piloti”
“Sono convinto che la prossima stagione Leclerc sarà carico e lo spero. Tramite certe delusioni aiutano a migliorarsi. Sicuramente lui sarà deluso per aver chiuso l’anno alle spalle di Carlos, ma anche dalla gara di oggi. Non ha fatto il risultato che speravo e che potenzialmente poteva fare. Io sono convinto sia migliorato ancora e accanto ha un pilota che è un ottimo riferimento. Lo stesso Sainz è migliorato tanto nella seconda parte della stagione. Siamo cresciuti molto rispetto all’anno scorso ed è certamente una cosa incoraggiante. Noi vogliamo lottare per posizioni più alte, ma quest’anno, rispetto all’anno scorso, abbiamo fatto molto meglio. Siamo quasi sempre andati a punti e questo aiuta tanto. Abbiamo preso Sainz anche per questo, perché in gara è sempre molto consistente, veloce e lo ha dimostrato. Sono contento di poter contare su 2 piloti forti e credo di avere la miglior coppia piloti dal punto di vista del Mondiale Costruttori”.
7 indagati, 71 persone controllate, 16 località sensibili ispezionate, 33 agenti Polfer impegnati: è il bilancio dell’undicesima giornata dell’anno, denominata operazione “Oro Rosso” dedicata, a livello nazionale, al contrasto del fenomeno dei furti di rame in ambito ferroviario.
La Polizia ferroviaria della Sicilia ha svolto i controlli su strada, lungo linea e in 13 centri di raccolta e trattamento di rifiuti speciali e metallici dislocati in tutta la regione, verificando il possesso delle autorizzazioni all’esercizio dell’attività ed al trattamento dei materiali nonché il rispetto delle normative ambientali.
A Messina la Polizia ferroviaria, nel corso di un controllo effettuato unitamente alla locale Polizia metropolitana, ha denunciato 7 persone per il reato di gestione illecita di rifiuti. Gli indagati sono tutti riconducibili, a vario titolo, ad una ditta che opera nelle vicinanze di uno scalo ferroviario del messinese oggetto in passato di furti di rame.
Gli investigatori, durante il controllo, hanno rilevato la presenza, in un’area esterna non autorizzata, di cassoni scarrabili, privi di copertura, colmi di rifiuti metallici di varia natura. Sul suolo, non protetto, erano visibili tracce di residui oleosi. All’interno dei locali il quantitativo di rifiuti accumulato indistintamente, suddiviso in cumuli che superavano i 3 metri di altezza, era tale da impedire l’accesso a diverse parti del capannone industriale.
I poliziotti, al termine delle verifiche della documentazione e del sito, hanno quindi provveduto al sequestro preventivo dell’area e dei due autocarri utilizzati per il trasporto, non autorizzato, dei rifiuti, al fine di scongiurare la prosecuzione dell’attività illecita.
Nella mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a 11provvedimenti cautelari (6 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora), emessi dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo sulla base delle risultanze investigative emerse nel corso di un’indagine diretta dalla locale Procura della Repubblica, per le ipotesi di reato di furto aggravato, riciclaggio e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa, condotta dai militari della Compagnia di Palermo San Lorenzo tra marzo e agosto del 2019, ha consentito di acquisire un grave quadro indiziario, sostanzialmente accolto nel provvedimento cautelare, a carico dei membri di due gruppi criminali, attivi sia nel capoluogo che nella Provincia, ritenuti dediti alla commissione di furti in danno di esercizi commerciali e distributori di benzina.
Nel corso dell’attività sono stati documentati 2 furti consumatiin danno di due supermercati di Palermo, con impossessamento delle cassaforti e di un bottino complessivamente pari a 70.000 euro, oltre a 2 tentativi di furtopresso un impianto sportivo e un distributore di carburanti.
Nel corso dell’indagine erano state già arrestate in flagranza di reato 5 persone per il tentato furto perpetrato in danno di un supermercato di via Messina Marine.
Secondo l’ipotesi accusatoria:
alcuni degli indagati avrebbero sopperito alle difficoltà scaturite dai descritti arresti in flagranza di reato, avviando un’attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, svolta in maniera ‘itinerante’ nel quartiere Sperone;
sarebbero state poste in essere due cessioni di hashish in favore di un consumatore detenuto presso la casa circondariale ‘Pietro Cerulli’ di Trapani, il quale avrebbe ordinato la merce attraverso l’uso di un microscopico telefono cellulare e impartito disposizioni per l’occultamento della sostanza da inviare. L’indagine ha consentito di attivare tempestivamente la Polizia Penitenziaria che è riuscita ad intercettare e a sequestrare lo stupefacente.
Il Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer, evidenzia che i pendolari siciliani si ritroveranno dal 1° gennaio 2022 con aumento del 10% su biglietti e abbonamenti. Il terzo pari al 27,5 per cento, che i pendolari e l’utenza si trovano a dover pagare, da quando è stato sottoscritto il Contratto di Servizio “Ponte” del trasporto ferroviario 2015-2016 e il Contratto di Servizio decennale 2017-2026.
Di seguito il comunicato di Giosuè Malaponti Presidente Comitato:
<<I nuovi orari ferroviari, entrati in vigore domenica 12 dicembre 2021, hanno, in parte, stravolto i ritmi di vita a molti pendolari sulla relazione Messina-Catania con lo spostamento dell’orario di arrivo alla stazione di Catania centrale del treno regionale 12953 di 10 minuti fermo restando la partenza da Messina alle ore 5:39. Non comprendiamo questo spostamento di orario, considerato che è il primo treno che parte da Messina alle 5:39 e ferma in 20 stazioni raccogliendo tutta l’utenza (lavoratori, studenti) della relazione per arrivare a Catania alle 7.43 anziché alle 7:33 come previsto prima del nuovo orario. Una traccia oraria strana quella del treno regionale 12953 perché pur partendo sempre allo stesso orario delle 5:39 ha tre orari di arrivo diversi a Catania nel corso della settimana: il lunedì arriva a Catania alle 7:33, dal martedì al venerdì arriva a Catania alle 7:43 ed il sabato pur facendo 2 fermate in più a Carruba e Guardia M-.S. Venerina, arriva a Catania alle 7:37.
Oggi ho voluto prendere appositamente, come primo giorno della corsa del treno in questione, ed ho fatto bene, perché appena salito a bordo sono stato preso d’assalto dai colleghi pendolari poiché il capotreno aveva riferito che questo cambio di orario era stato chiesto e voluto dal Comitato Pendolari Siciliani. La cosa mi ha alquanto indignato giacché avevamo, visti gli orari pubblicati sul sito di Trenitalia una decina di giorni fa ed avevamo chiesto sia all’assessore regionale ai trasporti, sia al Dipartimento ed anche a Trenitalia il perché di questo stravolgimento di orario del 12953, viste le battaglie fatte in otto anni per ottenere questo orario di arrivo alle 7.33 a Catania, che abbiamo ottenuto per ben tre anni e che abbiamo fatto notare che il treno in parola tutti i giorni arrivava a Catania dai 5 ai 7 minuti di anticipo. Diffidiamo il personale di bordo di Trenitalia nel dare false e tendenziose informazioni all’utenza. Oltre al danno dei nuovi orari che non sono stati mai presentati in nessun tavolo tecnico alle Associazioni dei Consumatori e ai Comitati dei Pendolari, così come previsto dal Contratto di Servizio arriva la beffa per i pendolari. I pendolari e tutta l’utenza ferroviaria che adopera il treno in Sicilia troveranno sotto l’albero di Natale un bel regalo, da parte della Regione Siciliana. Infatti, dal 1° gennaio 2022 i pendolari e l’utenza troveranno l’aumento del 10 per cento del costo di biglietti e degli abbonamenti fermo restando gli attuali servizi/disservizi.
Questo è il terzo aumento del costo dei titoli di viaggio, pari al 27,5 per cento, che i pendolari e l’utenza si trovano a dover pagare, da quando è stato sottoscritto il Contratto di Servizio “Ponte” del trasporto ferroviario 2015-2016 e il Contratto di Servizio decennale 2017-2026 ma il servizio ed i treni*km sono sempre gli stessi a parte gli investimenti dei fondi europei che la Regione ha utilizzato per rinnovare il parco rotabile con 21 nuovi treni “Pop” già circolanti nelle tratte ferroviarie.
In conclusione abbiamo realizzato un monitoraggio prima del cambio del nuovo orario, dal 30 di novembre all’11 dicembre 2021 ed è stato elaborato su un campione di 1942 treni distribuiti sulle tratte di maggiore frequentazione quali: Palermo-Messina, Messina-Catania-Siracusa, Palermo-Catania, Palermo-Agrigento, Caltanissetta-Ragusa-Modica, Caltanissetta-Agrigento, Siracusa-Ragusa-Gela e Catania-Caltagirone.
Il totale dei treni monitorati, ci porta ad analizzare il fenomeno osservato in maniera più dettagliata, mettendo in evidenza un ritardo fuori controllo nelle tratte più critiche come la Palermo-Catania, la Palermo-Agrigento, la Catania-Caltagirone dove riscontriamo una percentuale di ritardi tra il 20 e il 40 per cento sui treni oggetto del monitoraggio (ritardi dovuti a problemi tecnici all’infrastruttura e/o al materiale rotabile, ritardi dovuti alle condizioni meteo e altri dovuti a fatti occasionali-).
Il monitoraggio ci ha consentito anche di analizzare la situazione sul fronte dei treni*km non effettuati: solo sulla Palermo-Agrigento nel breve periodo sono venuti a mancare servizi ai pendolari per ben 2095 treno*km, sulla Messina-Catania-Siracusa 838 treno*km e sulla Palermo-Messina ben 485 treno*km.
Nel complesso dell’analisi effettuata, nei dieci giorni di monitoraggio, abbiamo riscontrato la cancellazione di 4587 treno*km, sufficienti a percorrere quasi 10 volte Roma-Milano in treno, oppure 5 volte Villa san Giovanni-Milano.
L’obiettivo del nostro monitoraggio è quello di coinvolgere la Regione Siciliana, committente del Contratto di Servizio sino al 2026 nel rivedere la programmazione e la redistribuzione degli 11 milioni di treno*km cercando di ottimizzarli, così come avevamo chiesto un anno fa, e di poter incrementare il servizio in quei territori che hanno necessità di avere ulteriori servizi ferroviari.
In conclusione, chiediamo di conoscere: a che punto è la connessione Wi-Fi come prevista dall’art.17 comma 7 che riportiamo integralmente: “A decorrere dal gennaio 2019 sui sei treni Jazz in esercizio sulle linee siciliane sarà assicurata da Trenitalia la connessione gratuita a internet in modalità Wi-Fi. Fatta salva la sussistenza dei presupposti tecnici, tale possibilità sarà progressivamente estesa ai treni Minuetto. Sui treni che saranno acquistati con finanziamenti della Regione Siciliana sarà richiesto il collegamento alla rete Wi-Fi negli abitacoli passeggeri”.>>.
Nella giornata di ieri i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’operazione ‘BREVIS II’ hanno dato esecuzione a 8provvedimenti di custodia cautelare in carceree 1 provvedimento cautelare realeemessi dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo, nel corso dell’indagine preliminare diretta dalla Sezione ‘Palermo’ della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura, per le ipotesi di reato diassociazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e trasferimento fraudolento di beni e valori, tutte aggravate dal metodo mafioso.
L’indagine, condotta dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo, costituisce l’ulteriore fase di un’articolata manovra operata in direzione del mandamento mafiosopalermitano di Pagliarelli, che ha consentito di riscontrare la perdurante operatività di quell’articolazione di ‘Cosa Nostra’ a Palermo.
Alcuni degli elementi indiziari raccolti nel corso delle indagini erano già confluiti nel provvedimento di fermo d’indiziato di delitto, emesso dalla D.D.A. di Palermo ed eseguito il 4 aprile u.s. nell’ambito dell’indagine “Brevis” che aveva consentito, tra l’altro, di individuare e trarre in arresto il presunto nuovo vertice del mandamento, già arrestato a dicembre 2018 nell’operazione “Cupola 2.0”.
Gli sviluppi investigativi hanno consentito, altresì, di acquisire un grave quadro indiziario, sostanzialmente accolto nel provvedimento cautelare, riguardante:
una vicenda che sarebbe particolarmente indicativa del ferreo controllo territorialeattuato da ‘Cosa Nostra’mediante la risoluzione diretta di controversietra privati e che si sarebbe conclusa con l’intervento in prima persona del presunto reggente del mandamento di Pagliarelli. Quest’ultimo sarebbe, in tal modo, riuscito a entrare in possesso di una lussuosa villa con piscina sita in area rurale del Comune di Palermo. L’immobile, oggetto del sequestro preventivo eseguito, verrebbe adibito ad abitazione principale del predetto e della sua famiglia (sebbene formalmente intestato al legittimo proprietario);
una presunta associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti di diverso genere (cocaina, hashish e marijuana) e deputata alla redistribuzione di sostanze stupefacenti in diverse aree della città di Palermo. Il sodalizio, con al vertice il presunto reggente del mandamento mafioso di Pagliarelli, secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe contato su un continuo afflusso di stupefacente garantito dalla rete criminale di rifornimento intessuta unitamente ad altri sodali palermitani, che differenziavano gli interlocutori criminali di riferimento a seconda del tipo di stupefacente di volta in volta richiesto: per l’hashish si sarebbero rivolti ad uno stabile gruppodi corrieri campani che si sarebbero riforniti direttamente nella cittadina spagnola di Malaga e che avrebbero curato il trasporto della sostanza fino al capoluogo siciliano. Per la cocaina, invece, avrebbero fatto riferimento a soggetti calabresi che si sarebbero fatti carico della consegna. Risulta essenziale ricordare, inoltre, come il presunto promotore dell’associazione finalizzata al narcotraffico, destinatario e materiale gestore delle somme derivanti dallo smercio della droga, sia stato individuato dalla presunta figura verticistica del mandamento mafioso palermitano di Pagliarelli quale soggetto deputato alla gestione della cassa del sodalizio mafioso oggetto delle indagini, destinata a raccogliere il denaro necessario al mantenimento dei familiari dei consociati detenuti. La riscontrata coincidenza tra il denaro raccolto dal traffico di stupefacenti e la somma destinata ai presunti consociati ristretti ha consentito di inquadrare nel provvedimento cautelare la predetta attività delittuosa in un disegno criminale più ampio e finalizzato a garantire la sussistenza stessa dell’organizzazione mafiosa.
Nel corso dell’attività erano già state arrestate in flagranza di reato3 persone ed è stato deferito in stato di libertà un altro soggetto, nonché sequestrati circa 70 kg di stupefacente e circa 20.000 euro in contanti.
L’odierna operazione, frutto di una complessa indagine coordinata dalla D.D.A. della Procura di Palermo, ha un importante valore strategico, poiché consentirebbe di delineare come sia effettivamente ‘Cosa Nostra’ a garantire l’afflusso costante di stupefacenti nel capoluogo siciliano. È solo grazie a questo imponente import criminaleche poi lo stupefacente affluirebbe alle varie piazze di spaccio di Palermo, in relazioni alle quali i Carabinieri di Palermo hanno eseguito ben 112 arresti in soli 35 giorni, in esecuzione di diversi provvedimenti cautelari, riguardanti sette presunte vaste aree di spaccio cittadine.
Si ritiene, in base ai gravi indizi sin qui raccolti in più procedimenti, che l’attività di vendita al dettaglio di stupefacenti sia considerata da ‘Cosa Nostra’ anche un vero e proprio ammortizzatore sociale da ‘concedere’ alle fasce sociali delle aree cittadine più critiche, in una chiara ottica di marketing criminale volto al proselitismo mafioso. Nei confronti di gruppi criminali o di interi nuclei familiari, pur venendo tollerata l’assai remunerativa gestione delle numerose piazze di spaccio cittadine (anche al fine di garantire un’offerta costante che sostenga la domanda elevata di stupefacenti), l’organizzazione mafiosa mantiene però sempre il ferreo controllo del più lucroso flusso di approvvigionamento di stupefacente sull’Isola.
Il sei dicembre scorso, agenti del Commissariato di P.S. di Augusta (SR) ponevano sotto sequestro un ciclomotore per accertamenti di polizia giudiziaria.
Nell’occorso, conducente e passeggero, un minorenne di 16 anni ed un giovane di 21 anni, venivano denunciati per furto e porto abusivo di oggetti atti ad offendere, poiché trovati in possesso di parti di carrozzeria di altri ciclomotori, asportati nelle adiacenze di un istituto scolastico, oltre a tre coltelli da cucina.
Gli agenti, dopo qualche giorno, notificavano al minorenne gli atti inerenti alla convalida del sequestro. Alla vista dei poliziotti il giovane, con frasi ingiuriose e minacce di morte, provocava gli agenti che lo denunciavano per minaccia a Pubblico Ufficiale.
SIRACUSA: IL COMANDANTE DELLA LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”, GEN. CASTELLO, VISITA IL COMANDO PROVINCIALE
Il Generata di Brigata Rosario CASTELLO, Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, nella mattinata di ieri ha visitato il Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa per portare i propri auguri, in vista delle prossime festività natalizie, a tutti i militari della provincia. A ricevere l’Alto Ufficiale, il Comandante Provinciale, Col. Gabriele BARECCHIA, gli Ufficiali, i Comandanti di Stazione, una rappresentanza dei militari della provincia, i delegati Co.BA.R. (la rappresentanza militare) ed i Carabinieri in congedo dell’A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri).
Il Generale CASTELLO, nel breve momento d’incontro presso il chiostro della Stazione Carabinieri di Ortigia, ha ringraziato il personale per il quotidiano impegno profuso durante l’anno da tutte le componenti presenti sul territorio della provincia aretusea ed ha esortato a proseguire il servizio con la vicinanza e l’assistenza a tutti i cittadini, confermando il suo sostegno a tutti i militari impegnati nel quotidiano servizio istituzionale.
Un ringraziamento particolare è stato poi rivolto alle famiglie dei Carabinieri e ai rappresentanti dell’Arma in congedo, che continuano a concorrere al mantenimento del bene comune in forma di volontariato.
AUGUSTA (SR): I CARABINIERI ARRESTANO DUE LADRI ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO ORSO MARIO CORBINO
I Carabinieri della Stazione di Augusta (SR), della Stazione di Melilli e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia hanno arrestato due giovani censurati del posto per furto aggravato.
Nelle ultime settimane diversi Istituti Scolastici di Melilli erano stati interessati da alcuni furti dove ignoti prevalentemente di notte si introducevano danneggiando una finestra o una porta posteriore e, forzando i distributori di bevande, si impossessavano delle monete contenute all’interno della cassetta raccoglitrice. Dello stesso tipo di reato era stato anche interessato un distaccamento degli Uffici comunali di Augusta.
I Carabinieri della Stazione di Melilli, oltre ad intensificare i servizi di controllo del territorio, hanno sensibilizzato i dirigenti scolastici ad installare adeguati sistemi di videosorveglianza e di allarme nelle scuole o a ripristinare quelli esistenti ma non funzionanti.
L’altro ieri sera i ladri erano di nuovo in azione, stavolta all’interno dell’Istituto Comprensivo Orso Mario Corbino nella Contrada Monte Tauro, ma l’immediato intervento delle pattuglie in turno ha consentito di porre fine a questa serie di furti.
Infatti i militari dell’Arma hanno circondato la Scuola e bloccato i ladri che alla vista dei Carabinieri avevano gettato il bottino appena trafugato ed un piede di porco che poi venivano recuperati.
I due giovani, di cui uno minorenne, sono stati arrestati e, mentre il maggiorenne è stato posto ai domiciliari, il minorenne è stato trasferito al Centro di Accoglienza di Catania, in attesa delle decisioni delle Autorità Giudiziaria.
Il mercato del Real Forio e tutt’altro che chiuso. Dopo la firma del centrocampista Vaiano, arriva quella di Alex Arezzo, in prova dalla scorsa settimana.
Il Real Forio 2014 comunica che Alex Arezzo è un nuovo giocatore biancoverde. Nato a Caserta, il 16.02.2002, Arezzo è un giovane e promettente esterno offensivo. Cresciuto nelle giovanili della Paganese, Arezzo ha vissuto la sua prima esperienza nel “mondo dei grandi” nella stagione 2020-21, a Portici (Serie D) sotto la guida tecnica di Panico. Nella prima parte dell’attuale stagione, il nuovo acquisto biancoverde ha giocato con la maglia del Bibbiano (Eccellenza – Emilia Romagna), con la quale ha collezionato sette presenze.
“Sono molto felice di essere a Forio – sono le prime dichiarazioni di Arezzo dopo la firma – e sono pronto a mettermi in mostra con la maglia biancoverde”
Nella giornata di domani dovrebbe arrivare all’ombra del Torrione, Alberto Cirelli classe 98′ che si mise in luce tre anni fa con la maglia del Barano per poi indossare le casacche di Capistrello, Casoria e Pianura. In estate l’attaccante passò al Sorrento in serie D, poi a dicembre è passato alla Palmese dove ha giocato poco. Proprio per questo l’ex Barano potrebbe essere l’attaccante tanto cercato dalla società foriana.
Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale Palermo, all’esito di articolate indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali (Le misure cautelari personali interdittive sono provvedimenti adottati dal Giudice penale che limitano temporaneamente l’esercizio di determinate facoltà o diritti, in tutto o in parte. mentre lee misure cautelari reali sono, invece, provvedimenti giudiziali che incidono su beni patrimoniali) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo nei confronti di un palermitano responsabile dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
L’indagato è risultato percettore da più di 10 anni di pensione di invalidità ed indennità di accompagnamento, per un ammontare complessivo pari a oltre € 170.000 elargite dallo Stato al soggetto a seguito della presentazione di certificati che ne attestavano la cecità assoluta.
Le investigazioni svolte dai militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo hanno avuto origine da un’analisi operativa di rischio elaborata a livello centrale dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, nella quale il soggetto veniva segnalato poiché nel 2018 aveva richiesto ed ottenuto dalla Motorizzazione Civile di Palermo il rinnovo della patente di guida nonostante dal 2010 risultasse percettore della provvidenza assistenziale quale non vedente.
Per l’accoglimento del citato rinnovo, il soggetto era stato sottoposto a visita oculistica da parte del medico accertatore, come previsto dalla normativa del codice della strada, superando il controllo del senso cromatico, della sensibilità al contrasto, della sensibilità all’abbagliamento, ed infine il controllo visivo, con la prescrizione di utilizzo di lenti correttive durante la guida. Tale ultima circostanza presuppone che l’indagato avesse almeno una capacità visiva complessiva di 7/10 e di non meno di 2/10 nell’occhio peggiore.
Al fine di verificare tale anomalia, i Finanzieri hanno svolto mirati servizi di pedinamento, osservazione e controllo che hanno consentito di filmare l’uomo mentre era alla guida di una bicicletta e, in un’altra occasione, impegnato a fare shopping guardando le vetrine dei negozi in un noto centro commerciale cittadino, destreggiandosi tra la folla e gli ostacoli, il tutto senza mai manifestare difficoltà o movenze riconducibili al suo stato sanitario.
Oltre all’arresto dell’indagato, i militari hanno proceduto al sequestro per equivalente di beni sino alla concorrenza dell’importo ritenuto indebitamente percepito, sottoponendo così a vincolo giudiziario reale 3 autoveicoli, 3 motocicli, un magazzino e proprio la bicicletta elettrica di ultima generazione sulla quale il soggetto era stato visto circolare.
Inoltre, da ulteriori accertamenti e approfondimenti operati in stretta sinergia e collaborazione con l’I.N.P.S., è emerso che l’arrestato risultava illecitamente percettore del Reddito di Cittadinanza nonostante fosse titolare di un’autorimessa. Per tale irregolarità i militari hanno proceduto a segnalare il soggetto all’A.G. inquirente per la violazione prevista dall’art. 7 del D.L. 4/2019.
L’arrestato risulta già noto alle forze di polizia poiché destinatario di un provvedimento di condanna in primo grado di giudizio a 14 anni e 10 mesi, nell’ambito della nota operazione “Spacca Ossa” svolta nel mese di aprile del 2019 dai Finanzieri di Palermo nei confronti di un gruppo criminale dedito a pianificare ed inscenare falsi incidenti stradali che consentivano – ai membri dei gruppi criminali individuati – di ottenere ingenti risarcimenti per gravissimi danni fisici dolosamente e crudelmente procurati a soggetti compiacenti che si prestavano anche a gravi menomazioni fisiche per far fronte anche al minimo sostentamento quotidiano.
Eseguita la misura cautelare l’Autorità Giudiziaria ha disposto approfondite analisi sanitarie volte ad appurare l’effettivo livello di disabilità del soggetto sulla base delle quali verranno ricalcolate, se spettanti, le misure previdenziali.
NOTA
L’odierna attività di servizio conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto degli sperperi di risorse pubbliche e delle condotte tenute da coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.
Simone Vicidomini- L’Ischia forte del 2-0 maturato all’andata al “Cappuccini” con i gol di Trofa e D’Antonio, ospita la Maddalonese che ha recuperato tutti i giocatori acciaccati che hanno innalzato il livello della squadra, capace di giocarsela alla pari per larghi tratti in casa del Savoia. Anche se la testa della Maddalonese è quasi totalmente rivolta al campionato, non bisognerà abbassare la guardia.
Ci attende una partita difficile perché sono convinto che la Maddalonese tenterà il tutto per tutto non avendo nulla da perdere. Inizieranno forte per cercare poi di ribaltarla – afferma Iervolino alla vigilia –. Ai ragazzi ho detto che dobbiamo dare continuità all’atteggiamento mostrato domenica scorsa, avendo una costanza nell’arco dei 90’. Non dobbiamo gestirla ma gestire la gara giocandola, senza attendere, consapevoli che siamo chiamati ad una prestazione importante, tenendo alta la tensione».
Iervolino potrebbe far riposare qualche calciatore che sta tirando la carretta dall’inizio come Arcamone e riproporre Sogliuzzo, reduce da due giornate di squalifica in campionato. Muscariello ha recuperato e potrebbe giocare. Anche Filosa sta bene e potrebbe alternarsi con Trani. Florio ha la possibilità di riprendere confidenza con la fascia destra. Per il gioco degli under, a gara in corso occasione per i vari Pesce, Matteo Arcamone e Di Sapia. In porta ci sarà Di Chiara.
Tra gli indisponibili, oltre ad Angelo Arcamone e Andrea Impagliazzo, sui quali l’allenatore conta di averli per l’inizio del girone di ritorno («Arcamone sta proseguendo il suo percorso di recupero, Impagliazzo da lunedì potrà lavorare in gruppo senza tirare il freno a mano visto che gli ultimi esami hanno dato esito positivo ed ha terminato il ciclo di terapie», ha sottolineato Iervolino ieri pomeriggio), ci sono Pistola, i due Di Meglio, Invernini e lo squalificato D’Antonio.
«Prima di pensare al campionato, pensiamo alla gara di coppa, cercando di far rifiatare qualcuno. Questo non deve essere scambiato come un qualcosa di regalato bensì di conquistato – sottolinea Iervolino –. Tutti devono dare il mille per mille. Filosa c’è, dobbiamo valutare la condizione di qualche calciatore come Pesce, vittima di problemi intestinali. Pistola? Stiamo cercando di gestirlo al meglio per evitare ricadute».
Se ci saranno novità di mercato, lo si saprà a breve. Da Barano arriva la notizia dell’addio di Conte che potrebbe far comodo all’Ischia. «Siamo attenti, dialoghiamo con il direttore Lubrano. Dovrà arrivare qualcuno per implementare la rosa ma non per fare numero perché siamo in tanti – aggiunge il tecnico –. Per alzare l’asticella della competitività e della competizione, c’è bisogno di qualità anche in allenamento. Avere una maggiore vastità di scelta è sempre meglio, giocandosi delle carte in partite in cui c’è bisogno altro tipo di calciatori».
DI CHIARA – Gennaro Di Chiara, sulla competizione col compagno Mazzella, è chiaro: «Come in ogni grandissima squadra, c’è la competizione che può aiutare ogni giocatore a dare quel qualcosa in più. Quest’anno c’è Mazzella, l’anno scorso Mennella. Ho avuto la fortuna di giocare quasi tutte le partite, all’inizio della stagione ho avuto un problema ad una spalla e Claudio si è fatto trovare pronto, consolidando il posto di titolare. Lo merita per quello che sta facendo e non posso che ammirare la sua dedizione al lavoro. Mi impegno per dare il mio contributo.
La differenza tra il precedente e questo campionato? Mi sono posto di migliorare i miei limiti, col mister stiamo lavorando con il pallone tra i piedi per costruire dal basso. Così si cresce a livello tecnico e personale». Sulla partita, Di Chiara afferma che «l’obiettivo è di consolidare il risultato dell’andata centrando la semifinale e questo lo dobbiamo a noi come squadra visto che siamo sul campo da tre settimane e per i tifosi che ci sostengono sempre».
Al termine della conferenza stampa, di punto in bianco si ritorna al…dopo derby col Barano. Argomento peraltro già discusso in una precedente conferenza. Iervolino parla di «intervento motivazionale» da parte dei sostenitori. «I tifosi volevano rappresentare la loro vicinanza alla squadra a prescindere dal risultato, comunque vada, chiedendo il massimo. L’Importante è avere rispetto dei ruoli ed educazione», chiosa l’addetto stampa Salvi Monti.
Il Real Forio oggi pomeriggio riprenderà gli allenamenti per preparare la trasferta di domani a Mugnano contro il Neapolis. La sesta sconfitta di fila non è stata presa bene dalla società ma c’è poco tempo per fare delle riflessioni in quanto si ritorna quasi subito in campo per una gara di recupero che a questo punto assume una importanza ed un valore particolari. Perdere anche contro una squadra che non si può nemmeno paragonare a quelle affrontate negli ultimi tempi, significherebbe mettere in discussione soprattutto la guida tecnica.
Il Neapolis è una squadra che fa dell’agonismo, della corsa, le sue armi principali, ma sul piano squisitamente tecnico, nonostante sia da completare, il Real Forio ha decisamente qualcosa in più. Una vittoria rilancerebbe i biancoverdi verso posizioni migliori della griglia play-out, si aggancerebbe proprio i giallogrigi del patron La Peccerella e consentirebbe a tutto l’ambiente di tirare un sospiro di sollievo. I biancoverdi non vincono dalla sesta giornata quando al “Calise” affrontarono il fanalino di coda Nuova Napoli Nord.
Il Real Forio intanto in ottica di mercato, sta sondando varie piste. Si sta cercando un profilo affidabile, che conosca la categoria e che sia un sicuro punto di riferimento per il reparto offensivo. Quindi si dovrà prendere un giocatore in grado di gettare già nella mischia e non come Ronga arrivato infortunato.
Simone Vicidomini– L’Ischia ha chiuso con 25 punti il suo girone di andata del campionato di Eccellenza girone B. Se il campionato fosse finito domenica con la vittoria per 2-0 contro l’Albanova, i gialloblu sarebbero in lizza per un posto nei play-off. Nemmeno il tempo di chiudere il girone di andata che domani pomeriggio al “Mazzella” arriverà la Maddalonese, per giocare la partita dei quarti di finale di Coppa Italia.
La squadra di Iervolino forte del risultato maturato nella gara di andato (2-0) ha tutte le carte in regola per poter conquistare l’accesso alla semifinale. Domenica invece si ritornerà nuovamente in campo per la prima di ritorno contro il fanalino di coda, Nuova Napoli Nord prima della sosta natalizia.
Se l’Ischia è riuscita a concludere il girone d’andata in piena zona play-off, rispondendo alle vittorie del sabato di Napoli United e Frattese e del Savoia in contemporanea, è grazie all’affermazione sull’Albanova. La prima, “storica” vittoria in campionato visto che tra le due squadre finora c’erano solo precedenti in coppa. «Per noi erano importanti i tre punti e meglio ancora se non abbiamo rischiato nulla –dice Pasquale Chiariello, autore dell’assist per il gol dell’1-0 di Florio in avvio di ripresa –. Tutta la squadra ha fatto bene. Non potevamo non vincere questa partita. Vigliamo rimanere lassù e i risultati dicono che dobbiamo continuare a fare bene. In questa partita tutti hanno dato il massimo».
Meglio l’Ischia vista nel secondo tempo. Il primo è stato un retaggio delle ultime prestazioni? «Sicuramente potevamo fare qualcosa in più però noi abbiamo sempre cercato di dare il massimo. Qualche volta siamo riusciti a fare risultato pieno, qualche altra volta no – spiega il difensore centrale –. Comunque questa squadra ci ha sempre creduto. E’ arrivato un periodo un po’ sfortunato in cui è mancato anche quel pizzico di “cattiveria”, però si sa che vincere ti aiuta a vincere. Vogliamo continuare a vivere alla giornata, pensando partita dopo partita».
Domenica è stata la prima volta di Chiariello al fianco di Florio a causa dell’infortunio di Muscariello. «Abbiamo degli infortunati ma chi sta giocando e chi sta entrando sta dando sempre il massimo. Pippo è anche andato in gol. A prescindere da chi gioca o non gioca, dobbiamo dare tutto».
Gigio Trani ha chiuso la partita con un suo guizzo, dimenticando in fretta l’errore dal dischetto contro il Barano. «C’è da fare i complimenti a tutta la squadra. In questa gara non era importante chi segnasse ma portare i punti. Lo abbiamo fatto stando tutti uniti, dando il cento per cento, anche chi era in panchina – spiega l’attaccante gialloblù –. Siamo come una grande famiglia, chi gioca di più o di meno. Lo abbiamo dimostrato anche in questa occasione. Si è visto che chi è subentrato ha dato tutto».
Come sta affrontando la squadra il momento di difficoltà vissuto prima del derby? «Sono momenti che nel calcio esistono. Poi si vede come le grandi realtà si rialzano. L’Ischia è come le grandi società che tra staff, calciatori e tifosi riesce a compattarsi in un tutt’uno. Sono all’Ischia da sei anni. I tifosi sono sempre stati al nostro fianco, da che erano “presidenti” e sono poi ritornare a fare i tifosi. Non abbiamo avuto una discussione ma un confronto con loro in settimana e ci è stato di grande aiuto. Ci ha fatto rialzare la testa. Adesso dobbiamo continuare così».
Fabio Caserta, tecnico del Benevento ed ex allenatore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso dell’evento “Italian Sport Awards” che si sta svolgendo in questi giorni a Castellammare di Stabia.
Le dichiarazioni di Fabio Caserta sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
Sono contento per questo riconoscimento che premia la scorsa promozione del Perugia ed anzi voglio condividerlo con tutta la mia squadra della stagione passata. Sono arrivato a Benevento in base a una programmazione che puntasse molto anche sul settore giovanile. In una piazza così importante i presupposti per fare bene devono esserci sempre anche se ci sono tante squadre attrezzate per il salto di categoria. È un campionato molto equilibrato, in cui in poche gare si può andare in alto come scivolare in basso.
Poi Caserta parla anche della sua esperienza con la Juve Stabia.La retrocessione con la Juve Stabia fa ancora male; prima della sospensione da covid eravamo in un gran periodo fisico e mentale. La pausa improvvisa ci ha massacrato, ne parlo spesso con il patron Manniello e anche lui la pensa così: anche non avere il nostro pubblico ha influito. Mi spiace molto perché a Castellammare ho vissuto gli anni più belli della mia carriera e lasciare la Juve Stabia in Serie B sarebbe stata una grande gioia. Momenti belli da ricordare ce ne sono tanti. Mai dire mai in futuro; dico sempre che Castellammare è la mia seconda casa e che otto anni non si dimenano. Per ora faccio il tifo per la Juve Stabia dall’esterno e spero possa tornare nel calcio che conta.
L’Area Marina Protetta ha stipulato una convenzione con il Presidente nazionale dell’associazione l’Archeoclub d’Italia per Tutelare e valorizzare i tesori sommersi. Tre anni di ricerca archeologica, campi studio e un obiettivo ambizioso: una mappatura dell’intera area costiera sommersa.
Una ricerca in muta, bombole, pinne e droni. Ricognizioni subacquee, corsi, stage e laboratori di archeologia, monitoraggi e ricostruzioni 3D, di concerto con la Sopritendenza, per creare un itinerario archeologico via mare nell’intero Golfo di Napoli.
È l’ ambizioso obiettivo dell’Area Marina Protetta Punta Campanella e dell’Archeoclub d’Italia che hanno firmato una convenzione triennale per sancire l’accordo.
Previste ricerche subacquee mirate in alcuni siti, ma anche indagini terrestri, tutte attività che saranno svolte in pieno accordo con la Soprintendenza.
L’obiettivo di fondo della convenzione è creare un itinerario archeologico subacqueo.
Del resto, non mancano nell’area testimonianze di antiche civiltà, e neanche nei fondali. Dalle ville romane all’epigrafe rupestre di Punta Campanella, scoperta da Mario Russo, recentemente scomparso.
E dal fondo del mare, ogni tanto, spuntano reperti antichi, come quando fu rinvenuta al Vervece, nel 2011, un’ancora di circa 3mila anni fa, usata da antichissime imbarcazioni greche.
La convenzione, firmata dal Presidente dell’Amp Lucio Cacace e dal Presidente Nazionale dell’Archeoclub d’ Italia, Rosario Santanastasio, prevede anche corsi, stage e laboratori di archeologia subacquea.
L’accordo crea di fatto dei tavoli di lavoro e unisce due forze sul campo per concretizzare obiettivi dalla vasta ricaduta, specie per il territorio di Massa Lubrense.
“La valorizzazione dell’Area Marina Protetta e dell’intero territorio costiero non può prescindere dalla collaborazione con enti culturali importanti e consolidati come l’Archeoclub- sottolinea Lucio Cacace, Presidente Amp Punta Campanella- L’individuazione di itinerari storico-ambientali via mare non può far altro che aumentare l’offerta turistica dell’intero golfo di Napoli, creando una combinazione terra-mare che potrebbe attirare numerosi visitatori.
La creazione di itinerari archeologici marini e subacquei avrà ripercussioni positive anche da un punto di vista economico per le tante imprese del nostro territorio.
Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto dell’ambiente e della natura, secondo una strada che abbiamo già tracciato, verso un turismo sempre più green e di qualità.”
“L’Archeoclub d’Italia fu costituito nel 1971 per sostenere, con un impegno concreto, gli studiosi e gli esperti dell’archeologia nella divulgazione della conoscenza del passato- osserva Rosario Santanastasio, Presidente di Archeoclub d’Italia Aps- Oggi opera nei settori indicati dal D.L. 117/2017 e dal Codice dei beni Culturali e del paesaggio.
Operare attivamente a fianco dell’Area Marina Protetta vuol dire, per noi, riprendere un concetto che era di Roma antica, quello di intendere il mare come prolungamento dell’Urbs: se la città ha tanti tesori che troppo spesso lo Stato fatica a curare e proteggere, ancor di più lo è il mare con la sua storia antichissima.
Per i professionisti di Archeoclub sarà un vero piacere unire le forze con i professionisti dell’AMP nell’interesse esclusivo dei cittadini tutti, ma in special modo delle nuove generazioni”.
Punto di riferimento importante sarà anche l’Archeoclub di Massa Lubrense, guidato da Stefano Ruocco.
“La sinergia è sempre fruttifera. Massa Lubrense ha ancora moltissimo da offrire alla Storia- conclude Santanastasio- Sono certo che non solo la collaborazione con Lucio Cacace, ma anche con Luca Di Franco, funzionario della Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli, porterà a dei risultati importanti non solo per la tutela e la conoscenza dei nostri tesori archeologici, ma anche per la salvaguardia di tutte quelle testimonianze antiche a rischio a causa dell’erosione costiera”.
Rapina in pieno centro: I CC di Brescia, nelle prime ore di questa mattina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia nei confronti di 5 minorenni.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia, nelle prime ore di questa mattina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal G.I.P. presso il Tribunale per i minorenni di Brescia su richiesta della locale Procura per i minorenni – nei confronti di 5 minorenni, ritenuti responsabili in concorso ed a vario titolo dei reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate, commessi nei confronti di altri due giovani, in pieno centro cittadino, nello scorso mese di ottobre.
L’attività si inquadra nella costante azione di prevenzione e contrasto svolta dall’Arma dei Carabinieri nell’ambito della criminalità predatoria.
In particolare, le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Brescia, sono state condotte dai militari della Stazione Carabinieri di Brescia-Piazza Tebaldo Brusato ed hanno fatto piena luce su un grave episodio avvenuto proprio durante un sabato sera, in un’area di aggregazione giovanile del centro storico, allorquando i 5 minori oggi arrestati avevano accerchiato e spintonato un altro giovane per sottrargli un monopattino elettrico. Lo stesso, che era in compagnia di due amici, era stato inoltre bloccato e minacciato insieme agli stessi da alcuni componenti del gruppo per garantire la fuga dei complici con il maltolto. Nel frangente, uno dei due amici del rapinato era riuscito a divincolarsi e ad inseguire a bordo di una bicicletta i rapinatori, ma era stato tuttavia minacciato, aggredito e ferito al volto con un coltello da uno dagli stessi. Il giovane ha poi riportato una prognosi di 10 giorni ed uno sfregio permanente al viso.
I Carabinieri, partendo dalla denuncia presentata presso il Comando Stazione di Piazza Tebaldo Brusato, sono riusciti a ricostruire l’esatta dinamica degli eventi e ad attribuire a vario titolo le responsabilità penali per l’accaduto grazie ad un’attenta analisi delle immagini di video-sorveglianza presenti sul posto, all’escussione di numerosi testimoni ed ai conseguenti riconoscimenti fotografici.
Tre dei giovani indagati sono stati raggiunti dalla notifica del provvedimento cautelare presso gli Istituti Penali Minorili di Milano, Torino e Roma, dove già erano ristretti per altra causa. Due degli indagati invece verranno associati presso gli Istituti Penali Minorili di Catanzaro e Nisida (NA).
L’attività dell’Arma inoltre prosegue per verificare ulteriori responsabilità circa l’accaduto.
Sarebbe stato trovato suicida l’uomo che venerdì scorso ha ucciso Giovanna Cantarero, detta Jenny, la 27enne, freddata a colpi di pistola nella tarda serata del 10 dicembre scorso a Lineri, una frazione di Misterbianco grosso comune al confine con la città di Catania.
Il corpo dell’omicida è stato trovato alla periferia Sud di Catania nella zona del villaggio Campo di Mare. Sembra si tratti di un 30enne, di cui ufficialmente non sono state rese note le generalità e le cui iniziali pare siano S.S., si sarebbe sparato un colpo di pistola. Non è ancora noto se con la stessa arma utilizzata per uccidere la ragazza.
Il suicida sarebbe sposto e pare lavorasse in un centro scommesse in un paese della provincia. Già si era detto che l’uomo avrebbe avuto una relazione definita “burrascosa” con la vittima. Era divenuto irreperibile sin dalla notte del delitto.
I Carabinieri si erano messi sulle sue tracce dopo avere visionato le immagini registrate da una telecamera presente nella strada che avevano filmato l’assassino con il volto coperto da un casco integrale che subito dopo l’assassinio della giovane si era dato alla fuga.
Alcuni anni addietro abbiamo scritto il seguente articolo, cui alcune parti le si ritiene ancora attuali, “22 Settembre 2017 Femminicidio, vittime di ipocrisia politico-culturale e di denunce inascoltate ?”: “… occorre un sano e noto timore reverenziale delle conseguenze giuridiche e per tutti, nessuno esente, dai più alti scranni dello Stato fino all’ultimo livello della comunità. Poiché si è ormai notoriamente diffusa in tutta la società italiana, la pericolosa convinzione che tanto in Italia si può fare ciò che si vuole, in quanto non si rischiano conseguenze giudiziarie e men che mai gravi, sicché tanti continueranno a non farsi scrupoli, come pure persevererà l’arroganza, l’accidia, la corruzione, il furto, la truffa, la violenza e l’omicidio.
Poi, ascoltiamola anche la scienza moderna, senza con questo volere mancare di rispetto alle rispettabilissime teorie del passato.
E guardando al passato, prendiamo atto e soprattutto accettiamo, che c’è innegabilmente qualcosa di primordiale, direi quasi ferina, dentro di noi. D’altra parte il padre della psicologia analitica del ‘900 diceva che potenzialmente siamo tutti criminali.
Nel nostro complesso quanto ancora sconosciuto cervello, s’intersecano risaputamente, anche fisiologicamente, parti oltremodo remote, quindi ancestrali cosiddetti istinti e di recente (geologicamente parlando) percezioni razionalizzate proprie della specie umana, a cui si aggiunge la continua interazione (più o meno consapevole) con l’ambiente esterno, il quale com’è noto influenza notevolmente e rapidamente la nostra mente, proprio in quanto siamo esseri che nasciamo potentemente predisposti, ma di contro prematuri in tutto, sia fisicamente che cerebralmente, ma così potendoci forgiare e formare, senza obbligati vincoli connaturati, come invece non possono fare le altre specie, neppure i nostri più prossimi cugini primati. E se da qualche decennio stiamo registrando rinnovati episodi di violenza, di ogni genere, soprattutto sessuali, tra cui il femminicidio e addirittura tra nuove generazioni, ciò significa che qualcosa nella formazione, comunicazione, indirizzo ed educazione, non funziona più. Forse è l’ora di aggiornarci anche nelle nostre cosiddette evolute società occidentali.
E allora, premesso che molto spesso i genitori siamo sostanzialmente altrettanti figli immaturi, solo più adulti, una delle soluzioni (ma non certo la sola) anche al drammatico problema del femminicidio e in generale a qualsiasi manifestazione di violenza, è una moderna, progressista, civile e scientifica formazione ed istruzione culturale, sin da bambini e poi adolescenti e ancora attraverso i media, l’informazione e la propaganda, sempre, in continuazione e a seguire negli anni.
Si dovrebbe pertanto, sin dalla scuola primaria, gradualmente e proporzionalmente, ma quotidianamente, insegnare ai nostri bambini e poi adolescenti, come materia al pari dell’italiano, le norme del vivere civile (diritti e doveri), poi anche cosa c’è nella nostra testa, come siamo composti, chi siamo, da dove forse veniamo e dove potremmo andare, cos’è la Terra, l’Universo e tutto ciò che ci circonda di vivo e di inorganico, ma pure a cadenza mensile abituarli a visitare gli ammalati, gli anziani, per avviarsi pure alla comprensione, capire la sofferenza, la solidarietà, condivisione, ecc.
Insomma, bisogna rimettere urgentemente al centro della Nazione il bambino e l’adolescente, quindi l’alunno e lo studente, e perciò l’insegnante, e dunque la scuola, che deve essere considerata come la primaria fucina per formare dei cittadini con una conoscenza concreta, moderna, veritiera, naturale, scientifica, con il senso del sociale, della tolleranza, della solidarietà e del rispetto dell’altro.
Diversamente assisteremo sempre più ad un peggioramento dell’individuo e quindi della collettività, poiché ogni anno continueremo a sfornare unicamente intelligenti primati. Magari alcuni preparati, esperti, tecnici, luminari, ma sostanzialmente egocentrici “scimmioni intelligenti” con l’arma in più della competenza.
Nella nostra cultura cosiddette occidentale e soprattutto in questa rafferma Italia, se non si cambia l’attuale stantia concezione dell’essere umano, andrà sempre peggio”.
Dispiace tantissimo per la giovane Jenny e madre di un bambino.
Di solito non postiamo foto di persone, ma stavolta vogliamo ricordarla con la foto in copertina, affinché pure, il suo intenso sguardo sia da monito.
Governo e Parlamento, insomma la trasversale annosa politica, “si passino tutti una mano sulla coscienza”, poiché così non si può continuare. Questa società scivola sempre in basso, dappertutto, in ogni settore e aspetto, appesantita anche dall’endemica culturale ipocrisia e magniloquenza.