Trovato l’uomo che avrebbe sparato a Jenny, si sarebbe suicidato con la medesima arma

Il corpo dell’uomo è stato trovato a Catania nel villaggio della Plaia, Campo di mare. si tratterebbe di un 30enne sposato che pare lavorasse in un centro scommesse in un paese della provincia

Il corpo dell’uomo è stato trovato a Catania nel villaggio della Plaia, Campo di mare

Sarebbe stato trovato suicida l’uomo che venerdì scorso ha ucciso Giovanna Cantarero, detta Jenny, la 27enne, freddata a colpi di pistola nella tarda serata del 10 dicembre scorso a Lineri, una frazione di Misterbianco grosso comune al confine con la città di Catania.

Il corpo dell’omicida è stato trovato alla periferia Sud di Catania nella zona del villaggio Campo di Mare. Sembra si tratti di un 30enne, di cui ufficialmente non sono state rese note le generalità e le cui iniziali pare siano S.S., si sarebbe sparato un colpo di pistola. Non è ancora noto se con la stessa arma utilizzata per uccidere la ragazza.

Il suicida sarebbe sposto e pare lavorasse in un centro scommesse in un paese della provincia. Già si era detto che l’uomo avrebbe avuto una relazione definita “burrascosa” con la vittima. Era divenuto irreperibile sin dalla notte del delitto.

I Carabinieri si erano messi sulle sue tracce dopo avere visionato le immagini registrate da una telecamera presente nella strada che avevano filmato l’assassino con il volto coperto da un casco integrale che subito dopo l’assassinio della giovane si era dato alla fuga.

Ci siamo occupati di questo ennesimo femminicidio il “11 Dicembre 2021 Uccisa nella tarda serata a colpi di pistola in strada all’uscita dal lavoro”.

L’OPINIONE

Alcuni anni addietro abbiamo scritto il seguente articolo, cui alcune parti le si ritiene ancora attuali, “22 Settembre 2017 Femminicidio, vittime di ipocrisia politico-culturale e di denunce inascoltate ?”: “… occorre un sano e noto timore reverenziale delle conseguenze giuridiche e per tutti, nessuno esente, dai più alti scranni dello Stato fino all’ultimo livello della comunità. Poiché si è ormai notoriamente diffusa in tutta la società italiana, la pericolosa convinzione che tanto in Italia si può fare ciò che si vuole, in quanto non si rischiano conseguenze giudiziarie e men che mai gravi, sicché tanti continueranno a non farsi scrupoli, come pure persevererà l’arroganza, l’accidia, la corruzione, il furto, la truffa, la violenza e l’omicidio.

Poi, ascoltiamola anche la scienza moderna, senza con questo volere mancare di rispetto alle rispettabilissime teorie del passato.

E guardando al passato, prendiamo atto e soprattutto accettiamo, che c’è innegabilmente qualcosa di primordiale, direi quasi ferina, dentro di noi. D’altra parte il padre della psicologia analitica del ‘900 diceva che potenzialmente siamo tutti criminali.

Nel nostro complesso quanto ancora sconosciuto cervello, s’intersecano risaputamente, anche fisiologicamente, parti oltremodo remote, quindi ancestrali cosiddetti istinti e di recente (geologicamente parlando) percezioni razionalizzate proprie della specie umana, a cui si aggiunge la continua interazione (più o meno consapevole) con l’ambiente esterno, il quale com’è noto influenza notevolmente e rapidamente la nostra mente, proprio in quanto siamo esseri che nasciamo potentemente predisposti, ma di contro prematuri in tutto, sia fisicamente che cerebralmente, ma così potendoci forgiare e formare, senza obbligati vincoli connaturati, come invece non possono fare le altre specie, neppure i nostri più prossimi cugini primati. E se da qualche decennio stiamo registrando rinnovati episodi di violenza, di ogni genere, soprattutto sessuali, tra cui il femminicidio e addirittura tra nuove generazioni, ciò significa che qualcosa nella formazione, comunicazione, indirizzo ed educazione, non funziona più. Forse è l’ora di aggiornarci anche nelle nostre cosiddette evolute società occidentali.

E allora, premesso che molto spesso i genitori siamo sostanzialmente altrettanti figli immaturi, solo più adulti, una delle soluzioni (ma non certo la sola) anche al drammatico problema del femminicidio e in generale a qualsiasi manifestazione di violenza, è una moderna, progressista, civile e scientifica formazione ed istruzione culturale, sin da bambini e poi adolescenti e ancora attraverso i media, l’informazione e la propaganda, sempre, in continuazione e a seguire negli anni.

Si dovrebbe pertanto, sin dalla scuola primaria, gradualmente e proporzionalmente, ma quotidianamente, insegnare ai nostri bambini e poi adolescenti, come materia al pari dell’italiano, le norme del vivere civile (diritti e doveri), poi anche cosa c’è nella nostra testa, come siamo composti, chi siamo, da dove forse veniamo e dove potremmo andare, cos’è la Terra, l’Universo e tutto ciò che ci circonda di vivo e di inorganico, ma pure a cadenza mensile abituarli a visitare gli ammalati, gli anziani, per avviarsi pure alla comprensione, capire la sofferenza, la solidarietà, condivisione, ecc.

Insomma, bisogna rimettere urgentemente al centro della Nazione il bambino e l’adolescente, quindi l’alunno e lo studente, e perciò l’insegnante, e dunque la scuola, che deve essere considerata come la primaria fucina per formare dei cittadini con una conoscenza concreta, moderna, veritiera, naturale, scientifica, con il senso del sociale, della tolleranza, della solidarietà e del rispetto dell’altro.

Diversamente assisteremo sempre più ad un peggioramento dell’individuo e quindi della collettività, poiché ogni anno continueremo a sfornare unicamente intelligenti primati. Magari alcuni preparati, esperti, tecnici, luminari, ma sostanzialmente egocentrici “scimmioni intelligenti” con l’arma in più della competenza.

Nella nostra cultura cosiddette occidentale e soprattutto in questa rafferma Italia, se non si cambia l’attuale stantia concezione dell’essere umano, andrà sempre peggio”.

Dispiace tantissimo per la giovane Jenny e madre di un bambino.

Di solito non postiamo foto di persone, ma stavolta vogliamo ricordarla con la foto in copertina, affinché pure, il suo intenso sguardo sia da monito.

Governo e Parlamento, insomma la trasversale annosa politica, “si passino tutti una mano sulla coscienza”, poiché così non si può continuare. Questa società scivola sempre in basso, dappertutto, in ogni settore e aspetto, appesantita anche dall’endemica culturale ipocrisia e magniloquenza.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)