Ricettazione e contraffazione sono i reati contestati dalla Polizia di Stato di Messina ad una coppia di messinesi trovata in possesso di oltre un migliaio di profumi pronti ad essere smerciati.
Eau de parfum delle più note e costose griffe stavano ben catalogate nella cucina e nel terrazzo della coppia sottoposta a verifica domiciliare. Valore approssimativo della merce rinvenuta una volta immessa sul mercato circa 50.000 euro.
Interrogati dai poliziotti delle Volanti sulla provenienza dei 1202 flaconi, i due non hanno saputo fornire documentazione alcuna attestante la lecita provenienza.
Ulteriori verifiche della Squadra Volante hanno permesso di appurare che le costose bottigliette riportanti marchi prestigiosi erano pubblicizzate on line su una pagina Facebook riconducibile alla coppia.
Sequestrato dunque il costoso campionario di profumi nonché il materiale per il confezionamento.
Un pregiudicato siracusano di 28 anni, già con diversi precedenti per spaccio e furto, è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Siracusa per evasione dai domiciliari, provvedimento al quale era sottoposto per i vari reati che aveva commesso.
La pattuglia non lo ha trovato presso la sua abitazione durante uno dei controlli previsti, rintracciandolo per le vie adiacenti mentre passeggiava privo di qualsiasi autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio da parte dell’Autorità Giudiziaria.
Tratto in arresto è stato ricondotto agli arresti domiciliari per proseguire nell’espiazione della pena.
I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un valore complessivo di oltre 78 milioni di euro, corrispondente al profitto dei reati tributari contestati.
Le indagini del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo scaturiscono da un controllo fiscale avviato nei confronti di una società palermitana operante nel settore del commercio all’ingrosso metalli ferrosi, la cui sede è risultata un mero recapito per la corrispondenza.
Dagli accertamenti svolti, infatti, sarebbe emerso che l’impresa, sebbene priva di mezzi, locali, attrezzature e utenze, pur non avendo mai presentato dichiarazioni, versato imposte, né avuto personale alle dipendenze, avrebbe però formalmente intrattenuto transazioni commerciali per rilevanti importi, negli anni 2016 e 2017, con una società di capitali con sede a Roma.
Emergendo possibili violazioni alla normativa penaltributaria, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, sono stati eseguiti perquisizioni e accertamenti bancari finalizzati a ricostruire l’effettività dei rapporti economico-commerciali intercorsi tra le due società operanti nel settore del commercio all’ingrosso metalli ferrosi.
Gli elementi indiziari acquisiti allo stato delle indagini avrebbero confermato la natura di mera “cartiera” della società palermitana, la quale avrebbe emesso fatture per operazioni oggettivamente inesistenti nei confronti della società romana che, a sua volta, avrebbe rivenduto solo “sulla carta” la medesima merce (Triossido di Molibdeno, Bramme e Coils) oggetto di precedente fatturazione ad altre due società con sede a Napoli e Milano, operanti nel medesimo settore.
La finalità dell’ipotizzato meccanismo fraudolento, in grado di generare un volume di fatture false per oltre 312 milioni di euro, sarebbe stata quella di abbattere illecitamente il reddito imponibile delle società destinatarie delle fatture false, attraverso la contabilizzazione di costi fittizi nonché l’indebita detrazione dell’I.V.A.
In considerazione dell’ingente evasione ricostruita dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria – I Gruppo Tutela Entrate, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria 6 soggetti – rappresentanti legali delle società coinvolte nel sistema illecito – i quali risulterebbero a vario titolo coinvolti nelle indagini per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili.
Il G.I.P. del locale Tribunale, al fine di salvaguardare gli interessi erariali a beneficio della futura azione di riscossione, ha emesso un provvedimento cautelare per un importo di 78.865.026 euro, pari all’ammontare delle imposte evase (Imposta sul Reddito delle Società e I.V.A.).
NOTA
L’operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, in stretto coordinamento con la Procura di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare l’azione di contrasto ai contesti di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità e a garantire il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese che operano nel rispetto della legge, soprattutto nell’attuale fase di congiuntura economica causata dalla pandemia nonché dalle ripercussioni derivanti dalla situazione di instabilità geopolitica connessa alla crisi russo-ucraina.
Daniele RUTELLA della sezione di Enna è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Bari e Juve Stabia valevole per la tredicesima giornata di ritorno del campionato di serie C girone C che si disputerà a Bari mercoledì 16 marzo alle ore 21 allo stadio “San Nicola”.
Daniele Rutella, nato ad Enna il 22 maggio 1991 è al suo quinto campionato in Serie C, ha quattro precedenti con i galletti e tre con le vespe.
4 sono i precedenti con il Bari:
– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie C girone C
23 ottobre 2019 – 11° giornata d’andata: BARI – CATANZARO 2 – 0.
– 2020 / 2021 – Campionato Nazionale di Serie C girone C
Alle prime ore di stamattina, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bagheria (PA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 18enne, indagato per aver concorso in una rapina a mano armata insieme ad altri due individui in corso di identificazione.
Il provvedimento, emesso dall’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, è frutto di una complessa attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Bagheria, che ha consentito di acquisire un delineato quadro indiziario a carico dell’indagato che, nonostante la giovane età, annovera già numerosi precedenti di polizia.
Il Giudice per le Indagini Preliminari che ha emesso l’ordinanza cautelare ha ritenuto sussistere dei gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in relazione all’evento delittuoso contestato.
In particolare, la notte dello scorso 13 novembre, il giovane avrebbe preso parte a una rapina ai danni del bar-gelateria “Anni ‘20” di Bagheria. Nell’occasione tre persone travisate e armate, hanno colpito alla testa con il calcio di una pistola la cassiera dell’esercizio commerciale, asportando quindi l’incasso della serata, che ammontava a circa 1.000 euro. Successivamente, gli stessi si sono dileguati a bordo di un’auto risultata rubata.
I Carabinieri della Stazione di Villarosa (EN) hanno eseguito un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, nei confronti di un 43enne, condannato in via definitiva alla reclusione di 5 anni e 9 mesi per lesioni personali aggravate e tentato omicidio aggravato in concorso.
La vicenda risale al dicembre del 2017, allorquando l’uomo si era reso responsabile, in concorso con altre due persone, del tentato omicidio di un 47 enne, aggredito all’interno della propria abitazione. Quella sera i Carabinieri erano intervenuti presso l’abitazione dell’uomo, che poco prima era stato aggredito da tre individui parzialmente travisati ed armati di coltello, i quali, dopo averlo attinto con diversi fendenti al tronco ed agli arti superiori, si erano dati alla fuga.
Dopo aver soccorso la vittima, i militari avevano avviato le indagini – coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna – che avevano permesso di ricostruire la dinamica dell’episodio e raccogliere elementi utili all’individuazione degli autori dell’aggressione, tratti all’epoca dei fatti in arresto nella quasi flagranza di reato.
A conclusione dell’iter giudiziale, respinto il ricorso presentato dall’imputato in Cassazione, è divenuta irrevocabile la sentenza emessa nel luglio 2020 dalla Corte d’Appello di Caltanissetta e pertanto l’uomo è stato tratto in arresto e, dopo le formalità di rito, tradotto presso la casa circondariale di Enna.
SIRACUSA – EX CONVIVENTE AGGREDITA DALL’EX CONPAGNO – AZIONATO IL CODICE ROSSO – ARRESTATO L’UOMO VIOLENTO – CONTROLLO DEL TERRITORIO – 4 DENUNCIATI
Gli agenti della Questura di Siracusa intervenivano a seguito di un codice rosso nei pressi della zona alta della Città per una donna aggredita dall’ex convivente. La vittima, trentenne, era stata aggredita e colpita dall’ex convivente un uomo di 26 anni di origini serbe. Durante le fasi dell’intervento, l’uomo rivolgeva la sua ira anche contro i Poliziotti che lo bloccavano e lo denunciavano per i reati di oltraggio, resistenza e minacce a pubblico ufficiale.
Al termine delle incombenze di legge, e su disposizione dell’autorità Giudiziaria competente, l’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa del rito per direttissima.
Inoltre, nel pomeriggio di ieri, agenti della Squadra Mobile, a seguito di una attenta e mirata attività d’indagine, hanno denunciato un uomo di 50 anni, siracusano, per possesso ingiustificato di armi.
A seguito di una perquisizione domiciliarle, gli investigatori della Squadra Mobile Aretusea hanno rinvenuto e sequestrato, in un garage di pertinenza dell’immobile ove risiede il cinquantenne, una carabina ad aria compressa, avente potenza pari a 17 Joule, illegalmente importata e detenuta dall’indagato.
Infine, agenti delle Volanti, in servizio di controllo del territorio, hanno denunciato un giovane di 30 anni per il reato di guida senza patente ed un uomo di 36 anni ed uno di 41 per evasione dagli arresti domiciliari.
PACHINO – DENUNCIATO UN LADRO
Nella giornata di ieri, agenti del Commissariato di P.S. di Pachino (SR), al termine di una celere attività investigativa, hanno denunciato un uomo di 45 anni, residente a Pachino, già conosciuto alle forze di Polizia ed attualmente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Pachino.
In specie, nella serata del 13 marzo u.s., ignoti, dopo aver forzato la finestra dell’abitazione sita nei pressi di Corso Nunzio Costa, entravano all’interno dell’immobile asportando numerosi oggetti in argento nonché banconote e monete del vecchio conio.Analogamente, ignoti si introducevano nel vicino laboratorio di analisi chimiche, asportando la somma di euro 140 euro.
Gli accertamenti espletati dagli investigatori pachinesi consentivano di acquisire elementi di prova a carico del quarantacinquenne, incastrato dalle immagini riprese da un impianto di videosorveglianza della zona. Infatti, la perquisizione effettuata presso l’abitazione dell’odierno indagato consentiva di rinvenire gli indumenti indossati dallo stesso per commettere il reato.
Inoltre veniva recuperata la refurtiva, compresa la somma di danaro asportata all’interno del laboratorio di analisi, che veniva consegnata ai legittimi proprietari. Pertanto, il ladro veniva denunciato per il reato di furto in abitazione e furto aggravato in danno del laboratorio di analisi, entrambi gli eventi legati dal vincolo della continuazione. Infine veniva segnalato alla Prefettura di Siracusa in quanto deteneva una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
Un’indagine della Squadra mobile di Catania e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha fatto luce sull’attività di un’associazione criminale che gestiva una delle principali piazze di spaccio catanese.
L’attività investigativa, denominata “Mezzaluna”, ha portato all’esecuzione dell’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Catania nei confronti di 34 persone, 30 delle quali sono finite in carcere, tre agli arresti domiciliari e una sottoposta all’obbligo di dimora.
LE INDAGINI
L’indagine, condotta tra ottobre 2019 e settembre 2020, ha interessato la zona di via Ustica, la strada a forma di mezzaluna che si trova nel rione San Giovanni Galermo, dove si spacciavano grandi quantità di cocaina e marijuana.
Nonostante la piazza di spaccio fosse ben protetta con barriere e fortificazioni, gli investigatori della Mobile catanese sono riusciti a piazzare videocamere in punti strategici che hanno permesso di documentare la vendita delle sostanze stupefacenti e identificare i membri dell’organizzazione. Ricostruita anche la struttura operativa del gruppo criminale e individuati i suoi capi promotori.
La vendita della droga si svolgeva su cinque turni, con il personale che si avvicendava per coprire tutto l’arco della giornata nei diversi luoghi in cui i pusher lavoravano.
Una parte dell’attività illecita avveniva all’interno di abitazioni dedicate solo allo spaccio, particolarmente controllate e fortificate. Per documentare l’attività che si svolgeva in questi bunker della droga, gli investigatori hanno dovuto ricorrere ad agenti sotto copertura che per mesi si sono finti clienti, recandosi all’interno per acquistare cocaina, filmando tutto con delle microtelecamere nascoste.
La piazza di spaccio rendeva molto bene: ogni spacciatore, a fine turno, si recava a casa del contabile e depositava l’incasso nella cassa comune, che ogni giorno raccoglieva circa 10mila euro.
L’ORGANIZZAZIONE SI RIFORNIVA DALLA CALABRIA
Gli investigatori hanno anche scoperto che l’organizzazione si riforniva di cocaina direttamente dal mercato calabrese.
Durante l’indagine uno dei corrieri è stato fermato mentre sbarcava dal traghetto proveniente da Villa San Giovanni (Reggio Calabria) con cinque chili di cocaina nascosti all’interno di un vano ricavato nella scocca posteriore della sua auto.
PER L’OPERAZIONE SONO STATI IMPIEGATI UN TOTALE DI 250 AGENTI DI DIVERSE CITTÀ
Per il rintraccio e la cattura dei destinatari delle misure cautelari, la Squadra mobile di Catania è stata supportata dal Servizio centrale operativo con numerosi equipaggi dei Reparti prevenzione crimine provenienti da diverse città italiane, nonché da altro personale della Questura, Polizia scientifica, Reparto mobile, Cinofili e un elicottero del Reparto volo, per un totale di circa 250 operatori.
In giornata 16 marzo si terrà presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio in Roma un evento celebrativo dal titolo “I simboli della Repubblica”; la celebrazione ha lo scopo di ricordare, per l’appunto, i simboli su cui si fonda il paese, ovvero l’Unità, la Costituzione, l’inno e la bandiera.
Lo svolgimento
All’appuntamento sarà presente il Prefetto Francesco Tagliente che fungerà da moderatore per l’evento, il quale inizierà con il “Canto degli italiani” da parte del Tenore Francesco Grollo.
In programma anche l’intervento della Presidentessa dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, del Presidente dell’ANCRI Tommaso Bove, del Questore di Roma Mario della Cioppa, del prefetto di Roma Matteo Piantedosi, del Vice Sindaco di Roma Silvia Scozzese e del Vice Presidente della regione Lazio Daniele Leodori.
Si terrà, inoltre, una conferenza del prof. Michele D’Andrea sui simboli rappresentativi della Repubblica, con particolare riferimento alla storia del paese ripercorsa attraverso aneddoti e curiosità.
Durante la cerimonia ci sarà anche la consegna del tricolore della memoria ai genitori degli agenti di polizia Pierluigi Rotta e Matteo Demenego uccisi a Trieste in 4 ottobre 2019.
I simboli della Repubblica; domani l’evento per la giornata dell’unità/Antonio Cascone/redazione
Bari-Juve Stabia è una gara che può dire molto sul prosieguo della stagione per entrambe. Per il Bari dopo la vittoria nello scontro diretto con il Catanzaro può essere il lasciapassare definitivo verso la Serie B. Per la Juve Stabiapuò essere la consacrazione definitiva del Novellino-bis dopo le due belle e meritatissime vittorie contro Messina e Turris.
I TEMI DI BARI-JUVE STABIA.
Il Bari di mister Mignani è l’autentica corazzata di questo campionato. Dopo i due passaggi a vuoto interni contro Campobasso e Messina che avevano un pò minato le certezze dei pugliesi, è arrivata una serie di risultati positivi, compresa la vittoria di Catanzaro molto importante, che ha riposizionato in fuga i galletti a +10 sullo stesso Catanzaro di mister Vivarini. Sulla squadra pugliese importantissimo il lavoro fatto dal ds Polito, ex Juve Stabia, che, dopo un’ottimo mercato fatto già in estate, ha piazzato due ciliegine a gennaio del calibro di Galano e di Maiello, ex Napoli.
Al resto ha pensato il tecnico Mignani che col suo 4-3-1-2 ha dato probabilmente il vestito tattico più adeguato a questa compagine. Nel Bari di Mignani e del patron Luigi De Laurentiis, tanti ex della Juve Stabia. A partire dal portiere Emanuele Polverino (terzo portiere nell’ultimo anno di Serie B), passando per Ricci (infortunato), Mallamo (autore di diversi gol da cineteca quest’anno), Simeri, Paponi.
In numeri il Bari è il miglior attacco del campionato con 53 reti siglate mentre è solo la quinta difesa del torneo avendo subito ben 28 reti che la pongono dietro Catanzaro (21 gol subiti), Avellino (23), Monopoli (25) e Virtus Francavilla (27). E forse proprio la fase difensiva può essere considerata sia pure in minima parte il tallone d’Achille di questa compagine che sta comunque dominando il torneo.
La Juve Stabia di contro vuole proseguire nella sua striscia positiva iniziata con il ritorno di Novellino sulla panchina e fatta di due vittorie con quattro gol segnati e zero subiti (la prima volta da inizio stagione). Molto probabilmente Novellino dovrebbe confermare la stessa formazione che ha battuto sia Messina che Turris anche se aspetterà domani per trarre ulteriori indicazioni.
Di sicuro sarà confermato il modulo tattico 4-3-3 che ha dato molta solidità ed equilibrio in mezzo al campo e che stride con la testardaggine dell’ex Sottili che ha perseverato per molto tempo sul 4-2-31 che ha esposto soprattutto fuori casa le Vespe a diverse brutte figure. Tra le Vespe indisponibile il solo difensore Cinaglia.
La gara sarà diretta dal sig. Daniele Rutella della sezione di Enna. Il primo assistente sarà il sig. Giulio Basile della sezione di Chieti; il secondo assistente sarà il sig. Milos Tomasello Andulajievic della sezione di Messina mentre il quarto uomo sarà il sig. Fabio Rosario Luongo della sezione di Napoli.
Guillaume Gigliotti, difensore del Bari, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia.
Le dichiarazioni di Gigliotti, raccolte dai colleghi di www.bariviva.it, sono state sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Mi sono già trovato in una situazione simile, ma comunque diversa. Non ho mai avuto 10 punti di vantaggio dalla seconda; la nostra situazione è un po’ particolare, non abbiamo fatto niente ma siamo sulla strada giusta. C’è entusiasmo, stiamo dimostrando che gruppo siamo. Il Catanzaro – prosegue Gigliotti – è già alle spalle, pensiamo a domani.
Dalla partita di Castellammare ho iniziato a stare un po’ fuori, ma ora mi voglio riscattare, quello è stato un incidente di percorso. Per noi è una partita fondamentale, se pensiamo di essere già promossi non abbiamo capito niente. Vogliamo chiuderla il prima possibile, con la voglia di vincere – aggiunge Gigliotti – possiamo solo far bene.
Non penso che sia cambiato qualcosa, dall’inizio abbiamo sempre lavorato allo stesso modo e siamo stati uniti – prosegue Gigliotti. È stato un periodo un po’ sfortunato, ma solo in quelle due partite in casa abbiamo fatto 0 punti, nelle altre abbiamo fatto il nostro. Il direttore ci ha dato una svegliata, ha fatto del bene a noi come squadra e a tutti. Dopo il mese di febbraio abbiamo dato un segnale al campionato e abbiamo fatto capire che ci meritavamo il primo posto.
Quando sono arrivato ero fermo da un mese, la prima partita con il Bari l’ho fatta dopo un mese e mezzo. Ti devi adattare, sono sceso dalla B e qui è un’altra cosa. Sono stato espulso a Castellammare, poi sono stato fuori e mi è mancata la continuità di adesso. Ho avuto la fiducia del mister, mi sono tranquillizzato e in campo si vede. Qui a Bari – continua Gigliotti – mi trovo benissimo, a me piace il Sud e questa è una città in cui c’è tutto per far bene: il mare, il sole, una società sana, un gruppo che mi piace. In questa avventura non trovo difetti, solo pregi.
Non mi sento un titolare inamovibile. Sapevo già dall’inizio quale sarebbe stato il mio ruolo in questa squadra: siamo tutti sulla stessa barca, non mi sento più titolare dei miei compagni di reparto. Il mister – aggiunge Gigliotti – non fa giocare il nome o la carriera, lui guarda a chi sta meglio e a chi rende di più. Penso di star bene mentalmente e fisicamente, credo che mi stia dando fiducia per quello; penso di star ripagando la sua fiducia.
Con Terranova mi trovo bene, lui ha più esperienza di me e quando mi deve dire qualcosa io ascolto. Anche con Di Cesare e Celiento mi sono trovato bene, ho un buon rapporto con tutti ed è tutto perfetto. Polverino? Per me è un portiere forte, che può ancora crescere molto. L’ho già visto migliorare tanto da quando sono qui, lui ha tanta personalità in allenamento e in partita; mi piace che esca molto dalla porta, dà alla difesa la possibilità di stare più alta perché copre la profondità. La sua personalità – continua Gigliotti – è piaciuta a tutti.
In campo sono un’altra persona rispetto a quello che sono fuori, mi trasformo. Ho un po’ di partite nelle gambe, so che se abbassi la guardia anche per un minuto puoi rovinare tutto. Sono un po’ euforico in campo, mi piace così e piace anche ai miei compagni. Per me non è un problema che la gente parli di me o meno, sono abbastanza maturo per capire quando faccio bene e quando faccio male. Fa piacere – continua Gigliotti – se si parla di me in positivo, ma non credo di essere condizionato dai giudizi esterni. Ci vuole sempre un equilibrio, questa è una grande piazza e spero di farla continuare a parlare di me con le prestazioni giuste.
Il goal? Mi manca, per me è un’ossessione farne almeno un paio all’anno. Se possiamo apportare qualcosa in più alla squadra è sempre bene. Molte volte abbiamo sbloccato le partite su azioni da fermo, spero di farne uno pesante in queste sette partite. L’importante, comunque, è sempre l’obiettivo collettivo.
Il nostro difetto è non chiudere le partite, soprattutto nel girone di ritorno abbiamo avuto delle occasioni ma abbiamo sofferto fino al 90′. Abbiamo il miglior attacco, ma potevamo essere ancora più su in classifica. Abbiamo preso anche tanti goal su calcio piazzato, una questione di concentrazione. Per questo in campo sono sempre un po’ “incazzato”, dobbiamo migliorare sulla concentrazione. Facendo così, – conclude Gigliotti – possiamo chiuderla il primo possibile”.
Walter Novellino, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato col Bariin programma domani allo stadio “San Nicola” alle ore 21.
Le dichiarazioni di Novellino sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Parliamo di un Bari straordinario che sta giocando bene. Giocheremo come sappiamo e sono convinto che faremo una buona gara anche contro il Bari. Credo che bisogna valutare la condizione di tutti. Credo che squadra che vince non si tocca ma – aggiunge Novellino – dobbiamo rivedere alcune situazioni e vedremo domani.
Il morale è alto – continua Novellino – ma non abbiamo ancora vinto niente. Abbiamo fatto due belle vittorie ma domani giochiamo contro la capolista in una campo di Serie A. Prepararla non è difficile ma è chiaro che dobbiamo chiudere le loro giocate e ripartire come sappiamo noi.
Ci sarà tanto pubblico al San Nicola perché la squadra sta facendo bene poi Bari è una piazza straordinaria dove c’è un grande pubblico che vuole la Serie A in tempi rapidi.
Credo che la qualità e la disponibilità dei giocatori sia la cosa più importante che ho trovato nei miei ragazzi. Una allenatore – conclude Novellino – quando subentra porta le sue idee ma i ragazzi stanno rispondendo bene a tutte le richieste”.
Gli italiani giocano d’azzardo da molto tempo usufruendo dei servizi dei casinò.
Nel 1638 la ricca borghesia veneziana si divertiva a giocare d’azzardo al Ridotto. Non potevi semplicemente entrare lì dentro. Dovevi indossare un abito speciale, una maschera o un cappello speciale.
E dovevi anche portare un grosso portafoglio. Il Ridotto è stato il primo casino soldi veri d’Italia, ma la storia del gioco d’azzardo è più antica.
Gioco d’azzardo in Italia: legale vs illegale
Come in altri paesi del sud, scommettere sui risultati sportivi è un vero sport popolare. Non importa quale sia lo sport: tennis, calcio, corse di cavalli e Formula 1 sono tutti buoni sport d’azzardo.
Le scommesse si fanno molto in Serie A, il campionato italiano di calcio di altissimo livello.
Le leggi sul gioco d’azzardo in Italia sono considerate abbastanza liberali rispetto alle leggi del resto dei paesi europei. Già nel 2006, il paese ha introdotto una legislazione che consente alle aziende di offrire scommesse sportive nei negozi e su Internet.
Ciò è accaduto in un momento in cui molti dei paesi dell’UE stavano adottando misure per limitare il gioco d’azzardo sul proprio territorio. Oggi ci sono più di 200 siti di scommesse in Italia. Circa 150 di questi sono siti Web di casinò online, mentre il resto sono siti Web di bingo online, siti Web di poker online e casinò mobili.
Il gioco d’azzardo online è regolamentato in Italia e soggetto a un regime di licenza locale. Una volta ogni 9 anni, le aziende italiane e straniere possono presentare domanda durante specifiche finestre di licenza per offrire il gioco online ai consumatori italiani.
I Casinò più grandi e belli d’Italia
Fonte foto: Pixabay
Ora ci sono solo 5 casinò tradizionali rimasti in tutto il paese. Con questo intendiamo i classici casinò con giochi da tavolo.
Ci sono un totale di una trentina di sale da gioco, la maggior parte delle quali ha solo slot machine e di cui una dozzina si trovano già nella città internazionale di Milano.
I casinò d’Italia si trovano tutti nelle regioni settentrionali. Attirano turisti da tutto il mondo, ma ovviamente anche italiani.
Ci sono solo 5 casinò reali in Italia. Ma quelli sono tutti edifici speciali.
1. Casinò Municipale di Sanremo
Il Casinò di Sanremo è un edificio maestoso e imponente, che ha aperto i battenti all’inizio del secolo scorso.
Oltre a molte slot machine e giochi da tavolo, questo struttura offre anche sale per accaniti giocatori di poker, un ampio bar e vari ristoranti.
2. Casino de la Vallée
Il Casinò de la Vallée è il più grande d’Italia. Lo si trova nella punta nord-occidentale dell’Italia, nella regione più piccola è la Valle d’Aosta calda. È un resort di lusso con tutti i servizi che si possono desiderare.
Puoi giocare qui mentre sei circondato dalle alte vette delle Alpi. L’edificio è di 2 piani, centinaia di slot machine e dozzine di giochi da tavolo.
L’area gioco è collegato all’hotel adiacente tramite un tunnel sotterraneo.
3. Casinò di Campione d’Italia
La Città Italiana Campione d’Italia si trova a circa 60 km da Milano ed è racchiusa in territorio svizzero. Questo lo rende un’exclave italiana, che fa un uso intelligente delle leggi liberali sul gioco d’azzardo e della legge sull’IVA non applicabile.
Questo piccolo paradiso fiscale di 2.000 residenti è una destinazione popolare per i giocatori d’azzardo provenienti da tutta Europa e Asia.
Molto gradito anche il Casinò di Campione. Non molto tempo fa è stato notevolmente ampliato. Oltre alle slot machine, qui puoi giocare anche ai classici giochi d’azzardo ai tavoli.
4 e 5. Casinò di Venezia
Questo ci pone immediatamente in uno dei più belli del nostro continente. La struttura si trova a Venezia ed esiste da 400 anni, il che dovrebbe dire abbastanza.
Venezia dispone di 2 casinò, portando a 5 il numero totale di strutture ufficiali in Italia.
La location più bella è Ca’ Vendramin Calergi, un palazzo rinascimentale affacciato sul Canal Grande nel cuore della città.
Questa fu la residenza dei patrizi veneziani e la casa in cui il compositore Richard Wagner trascorse gli ultimi giorni della sua vita, insieme alla moglie Cosima.
Poi c’è Ca’ Noghera, un moderno edificio di oltre 5.000 mq vicino all’Aeroporto Marco Polo.
Conosciuto da molte celebrità internazionali. George Clooney potrebbe già essere trovato nella sala da gioco di questa struttura.
Ti divertirai per ore (o fino a quando non finirai i soldi) su più di 600 slot machine e con molti giochi da tavolo e tornei di baccarat.
Conclusione
I casinò italiani non sono solo luoghi dove scommettere, ma sono anche dei veri e propri monumenti storici. Sono delle vere e proprie attrazioni per chi vuole passare un pò di tempo in vacanza e giocare allo stesso tempo.
Juve Stabia, diramata la lista integrale dei convocati delle Vespe per l’atteso match contro il Bari valevole per la 32esima giornata del campionato di Lega Pro Girone C e in programma allo stadio San Nicola di Barialle ore 21 di domani sera.
Tra le Vespe l’unica assenza è del difensore Cinaglia, per il resto tutti disponibili gli uomini di mister Walter Novellino.
Di seguito il comunicato ufficiale della Juve Stabia con la lista integrale dei convocati per il match col Bari.
“Al termine della seduta di questo pomeriggio, il tecnico Walter Alfredo Novellino ha reso nota la lista dei 25 calciatori convocati per il match Bari-Juve Stabia, valevole per la 32a giornata del campionato di Lega Pro, in programma domani, mercoledì 16 marzo 2022, con inizio alle ore 21:00 presso lo stadio San Nicola di Bari.
La Formula Uno si prepara all’inizio della nuova stagione, che scatterà domenica in Bahrain, e nella giornata di oggi ha annunciato ufficialmente di aver trovato un accordo con la nuova partnership Lenovo
Formula Uno, arriva una nuova partnership importante: parliamo di Lenovo
Primi di iniziare ufficialmente la stagione al meglio, Formula Uno è al lavoro per chiudere gli ultimi accordi finanziari. E’ di questa mattina infatti l’annuncio ufficiale dell’accordo raggiunto tra Formula Uno e Lenovo, che diventa Partner Ufficiale della prossima stagione 2022. La partnership si focalizza su alcuni punti chiave, come l’adozione di un’ampia selezione di hardware premium di Lenovo e tecnologie di nuova generazione come la realtà aumentata e virtuale.
L’accordo
L’obiettivo dunque è quello non solo di aiutare i dipendenti, ma anche per connettere i fan con lo sport in modi nuovi e più coinvolgenti. Sono previste anche collaborazioni per quel che favorire l’inclusione e la rimozione delle barriere. Proprio per questo, Formula Uno, mette a disposizione fino al 2025 dieci borse di studio in ingegneria, per creare l’opportunità di carriera e istruzione per gruppi sociali sottorappresentati.
Domenicali: “Sarà una stagione da record”
Sono arrivate, a seguito di quest’annuncio, le parole del presidente di Formula Uno, Stefano Domenicali: “Ci stiamo preparando a una stagione da record, e siamo particolarmente emozionati di accogliere Lenovo nel team e unirci a un leader globale della tecnologia. Nella Formula 1, la precisione e i dettagli sono fondamentali e Lenovo ci supporterà mettendo la propria esperienza e le tecnologie innovative al servizio delle nostre attività per tutta la stagione. I nostri fan si aspettano il meglio da tutto ciò che facciamo e Lenovo è il partner perfetto in termini di offerta hardware premium. Stiamo entrando in una nuova era per il nostro sport e ci impegniamo a offrire un’esperienza di alta qualità agli appassionati di F1 in tutto il mondo”.
Yanqing: “Formula Uno e Lenovo supereranno i limiti”
Oltre Stefano Domenicali, ecco le dichiarazioni del presidente di Lenovo Yang Yuanqing: “Siamo orgogliosi di annunciare la nostra nuova partnership globale con la Formula 1, la più prestigiosa competizione automobilistica al mondo, per coinvolgere mezzo miliardo di appassionati in tutto il mondo con esperienze emozionanti e innovative. Questa partnership si basa sulla nostra passione condivisa per l’innovazione, le performance e lo spirito vincente. Insieme Lenovo e Formula 1 spingeranno oltre i limiti del possibile la tecnologia per creare un futuro più veloce, intelligente e sostenibile”.
Domenica 13 marzo presso il salone Cral Fincantieri si è svolta la prima assemblea pubblica dei progressisti con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza e ricucire le varie anime della sinistra stabiese.
Rilevanti le presenze di Sandro Turcio (ricercatore del CNR), del giornalista de “Il fatto quotidiano” Vincenzo Iurillo e dell’ex candidato sindaco Tonino Scala.
“I progressisti quello che ci unisce” è un laboratorio politico nato lo scorso maggio che si è posto l’obiettivo di unire tutte le sigle della sinistra comunista, socialista e ambientalista sotto un unico simbolo.
L’assemblea si apre con la relazione introduttiva del coordinatore Davide Bozza il quale con un intervento di circa 20 minuti ha toccato svariate tematiche: dalla Guerra in Ucraina allo scioglimento del comune stabiese, dallo sfruttamento del lavoro e dei lavoratori alle tematiche ambientali. Serrata e feroce è stata la critica alle ex amministrazioni del centrodestra (Cimmino e Bobbio).
Saluta Tonino Scala che a causa di un contatto stretto con positivo non è stato presente:” Care compagne, cari compagni Un contatto diretto con una persona contagiata purtroppo non mi dà la possibilità di essere con voi questa mattina, vi sto seguendo da casa, e mi dispiace non potervi abbracciare. La politica è fatta anche di rapporti umani che uno sterile schermo non potrà mai sostituire. Un incontro importante quello di stamattina non solo perché è l’inizio pubblico per un percorso, quello di provare, insieme a costruire la sinistra in un Paese in guerra”
Continua l’ex candidato sindaco: “Poi l’altra guerra, quella che abbiamo e che continuiamo a combattere nella nostra città da sempre: il malaffare che ha prodotto lo scioglimento del consiglio comunale per camorra. Non era mai accaduto nella storia di Castellammare medaglia d’oro al valore civile per la resistenza. Una guerra, dicevo, che abbiamo combattuto sul campo con l’azione politica, con il potere ispettivo, con le denunce, con 4 anni di isolamento da parte della politica e della città stessa, questo detto. Il quadro che emerge è inquietante, le conclusioni ancor più: Svilimento e perdita di credibilità delle istituzioni locali”.
Segue il dibattito nel quale sono state proposte diverse iniziative e idee per programmare il lavoro e raggiungere l’obiettivo.
Tanti sono stati i tentativi sia a livello nazionale che locale di riunire la sinistra, molte le navi partite e poi naufragate miseramente. Ma c’è una prerogativa che distingue questo esperimento?
Cosi risponde Davide Bozza:
“quello che ci contraddistingue è quello di non porci in modo unico. Il nostro obiettivo è quello di proporre un metodo analitico che ci consente di analizzare lo sfruttamento e le diversità nella citta, nel cittadino nel lavoratore e nella lavoratrice, insomma il metodo di Marx rivisto con l’occhio di oggi. Castellammare inoltre ha dimostrato di avere ancora un desiderio di sinistra, tanto è vero che i partiti che più si rifanno a livello nazionale ad un idea di lotta alla disuguaglianza (Pd, M5S e LEU anche se i primi 2 sono lontani dalla nostra idea di sinistra) nel 2019 hanno ottenuto il 70%. Tutti i fenomeni di corruzione e abuso che hanno distrutto la nostra città vanno contrastati. La sinistra vuole rientrare unita nel dibattito politico stabiese”
Borrelli, consigliere regionale di “Europa Verde”, chiede, in una dichiarazione, la sospensione di Eutalia Esposisto dall’incarico di primario del Reparto di Ginecologia del San Leonardo.
La commissione che ha decretato lo scioglimento del comune stabiese si è soffermata su Eutalia Esposito. l’Ex consigliera dell’opposizione che alle ultime elezioni aveva sostenuto Andrea Di Martino avrebbe rapporti di parentela con esponenti di spicco del clan Cesarano e nel 2007 era presente nell’agguato che ha coinvolto Raffaele Cafiero (in auto con la dottoressa), nipote del boss Nicola Esposito.
La dichiarazione di Borrelli:“Chiediamo alla direzione dell’Asl Napoli 3 Sud se non ritenga necessario, viste le gravi vicende che la riguardano anche per la parte che la riguarda rispetto alla raccolta del consenso sempre secondo la relazione, di sospendere la dottoressa Esposito dal servizio fino a che non sarà chiarita la questione. Crediamo però che sia indispensabile agire a monte facendo pulizia nelle amministrazioni locali evitando che i clan possano insediarvisi ogni volta. I legami tra camorra e politica vanno recisi dal primo all’ ultimo filo altrimenti poco serve a sciogliere i consigli e le giunte.”
I Carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno arrestato 2 fratelli pusher per detenzione di droga a fini di spaccio.
I Carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio due giovani stabiesi. Si tratta di Enrico Nastelli, classe 98 già noto alle forze dell’ordine e di suo fratello, 21enne incensurato.
I militari stanno percorrendo a Gragnano la strada statale per Agerola quando notano i 2 a bordo di una biposto. Li fermano e li controllano. In auto una busta con all’interno 150 grammi di marijuana. Nelle tasche dei pantaloni e del giubbino del fratello più grande anche due involucri con dentro 13 grammi della stessa sostanza. La perquisizione viene estesa anche nelle abitazioni dei 2 e nell’appartamento del 23enne i militari trovano e sequestrano altre 6 buste di marijuana per un peso complessivo di altri 567 grammi. Gli arrestati sono in attesa di giudizio.
Domenica contro la Maddalonese l’attaccante dell’Ischia ha realizzato una doppietta. Quella che sarebbe potuta arrivare anche a Cardito col Mondragone ma per due volte i pali gli negarono la gioia del gol, per giunta a portiere battuto. Massimo De Luise s’è scrollato di dosso quel po’ di sfortuna che lo aveva bersagliato nell’ultima trasferta e si è ripreso la scena con due gol molto belli, soprattutto il primo per tempismo ed esecuzione.
Bravo Filosa a controllare e servire il compagno nel cuore dell’area, bravo nella ripresa Castagna a metterlo in condizione di sferrare un altro sinistro decisivo che a quel punto ha messo alle corde la Maddalonese, caduta nuovamente (rigore di Castagna) dopo almeno quattro tentativi dei gialloblù e due ottimi interventi del portiere Domigno.
«Era importante vincere – dice Massimo De Luise nella sala stampa del “Mazzella” –. Come dissi in occasione dell’ultima gara casalinga, il destino è nelle nostre mani. Dobbiamo vincere ogni partita per l’obiettivo finale. Contro la Maddalonese abbiamo disputato una grande prova, sono contento per i gol ma in generale per la squadra perché ha giocato bene. Dobbiamo continuare così, pensando partita per partita».
In occasione del primo gol, la palla ha colpito prima il palo e poi è entrata. Sembrava materializzarsi un’altra beffa dopo le due col Mondragone… «L’ho pensato subito. Dopo quelli dell’altra domenica, sarebbe stato il colmo – ribatte l’attaccante –. Se uno dei due si fosse trasformato in gol, quasi certamente avremmo portato due punti in più a casa e adesso saremmo secondi».
All’orizzonte c’è il Savoia che anche al “Mazzella” all’andata confermò di che pasta è fatto. «E’ una partita fondamentale, ci tocca vincere e speriamo di farcela».
Il pre-campionato e l’avvio di stagione di Massimo De Luise sono stati dibattuti adeguatamente su queste colonne. Per il centravanti poco spazio e scarsa attenzione nei suoi confronti, la possibilità di un ritorno a Forio non concretizzatosi per il “disco rosso” imposto dal dg Taglialatela e dal ds Lubrano.
Si può dire che entrambi ci hanno visto lungo. De Luise, dopo momenti difficili, una sospensione disciplinare e qualche spezzone di partita, da cinque giornate è diventata una delle colonne della squadra. «E’ stato un anno un po’ particolare, sono successe un po’ di cose ma alla fine sono rimasto qua ed è giusto che sia così – spiega De Luise –. E’ un fatto mentale, se liberi la testa alla fine riesci a fare bene. Spero di continuare così e che soprattutto la squadra prosegua come sta facendo».