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ACCADDE OGGI 7 Maggio: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 7 Maggio è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #7Maggio

ACCADDE OGGI 7 Maggio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

L’esempio non è la cosa che influisce di più sugli altri: è l’unica cosa.
(Albert Schweitzer)

Nati il 7 maggio …

Johannes Brahms (1833)
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840)
Evita Perón (1919)

e morti …

Ottone I (973)
Antonio Salieri (1825)
Stanisław Jerzy Lec (1966)

ACCADDE OGGI 7 Maggio …
558 – A Costantinopoli crolla la cupola dell’Hagia Sophia. Giustiniano I ne ordina l’immediata ricostruzione.
1809 – Napoleone annette lo Stato Pontificio.
1942 – Seconda guerra mondiale: Italia, tutti gli ebrei tra i 18 e i 55 anni sono precettati per il servizio civile, in quanto le leggi razziali impedivano loro il servizio militare.
1978 – L’alpinista italiano Reinhold Messner raggiunge senza l’ausilio dell’ossigeno la vetta dell’Everest.

Oggi ricorre: la Chiesa cattolica celebra la memoria di san Benedetto II papa e di san Giovanni di Beverley

Feste e ricorrenze 

Nazionali 
Federazione Russa – Festa della radio (celebrata in onore del fisico russo Aleksandr Stepanovič Popov che Il 7 maggio 1895 diede dimostrazione pubblica del suo coesore
Malaysia (Stato di Pahang) – Hari Hol, celebrazione in onore dei sultani e dei re malesi del passato

Religiose
Cristianesimo:
Sant’Agostino di Nicomedia, martire
Sant’Agostino Roscelli
Sant’Augusto di Nicomedia, martire
San Benedetto II Papa
Sant’Epifanio di Costanza di Cipro, vescovo
Santa Flavia Domitilla, martire
San Flavio di Nicomedia, martire
San Giovanni di Beverley, vescovo
Santa Rosa Venerini, fondatrice
San Serenico, diacono e pellegrino
Santa Virginia, vergine
Beata Gisella di Baviera

Religione romana antica e moderna:
None
Kiengirismo:
Festa di Nammu, Dea della Creazione

Eventi

351 – Il cesare Costanzo Gallo raggiunge la sua nuova capitale, Antiochia: nel cielo della città compare una croce.
558 – A Costantinopoli crolla la cupola dell’Hagia Sophia. Giustiniano I ne ordina l’immediata ricostruzione
1274 – In Francia si apre il Secondo Concilio di Lione per regolamentare l’elezione del Papa
1348 – Apre l’Università Carolina di Praga, la più antica dell’Europa centrale
1369 – Košice è la prima città in Europa ad ottenere uno stemma civico
1664 – Re Luigi XIV inaugura la reggia di Versailles
1809 – Napoleone annette lo Stato Pontificio
1824 – Per la prima volta viene eseguita la Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, alla Porta di Carinzia a Vienna
1832 – la Convenzione di Londra stabilisce le condizioni per l’indipendenza della Grecia, al termine della decennale guerra di indipendenza. Otto di Wittelsbach viene scelto come Re
1847 – A Filadelfia, viene fondata l’American Medical Association (AMA)
1861 – La Virginia secede dagli Stati Uniti d’America ed entra a far parte degli Stati Confederati d’America
1864 – Guerra di secessione americana: L’Armata del Potomac, guidata dal generale Ulysses S. Grant, si sgancia dalla battaglia del Wilderness e si muove verso sud
1898 – il generale Bava-Beccaris ordina all’esercito di sparare sulla folla che manifesta contro l’aumento del prezzo del pane. I morti sono 80 secondo il Governo, oltre 300 secondo l’opposizione
1915 – Prima guerra mondiale: L’RMS Lusitania viene affondato da un U-boot tedesco; 1.198 persone perdono la vita
1915 – Il ministro degli esteri Sidney Sonnino informa il Consiglio dei ministri dell’impegno preso con l’Intesa: il Patto di Londra firmato undici giorni prima.
1921 – Coco Chanel sceglie tra 24 campioni la fragranza che diventerà nota come Chanel Nº 5
1932 – Il fascista russo Pavel Gorguloff assassina il presidente francese Paul Doumer
1934 – Filippine: viene ripescata la perla di Laotze, del peso di kg 6,37; misura cm 14×24
1937 – Guerra civile spagnola: La Legione Condor nazista, equipaggiata con dei biplani Heinkel He-51, arriva in Spagna per aiutare le forze di Francisco Franco
1942
Seconda guerra mondiale
Italia, tutti gli ebrei tra i 18 e i 55 anni sono precettati per il servizio civile, in quanto le leggi razziali impedivano loro il servizio militare
Mar dei Coralli (Nuova Guinea), battaglia di Port Moresby
1945 – Seconda guerra mondiale: il Generale Alfred Jodl firma la resa incondizionata a Reims, in Francia, ponendo fine alla partecipazione tedesca alla guerra. Il documento entrerà in vigore il giorno seguente
1946 – Viene fondata la Tokyo Telecommunications Engineering (in seguito ribattezzata Sony). Conta 20 dipendenti
1952 – Geoffrey W.A. Dummer pubblica il concetto di circuito integrato, la base di tutti i computer moderni
1954 – Guerra d’Indocina: La Battaglia di Dien Bien Phu finisce con la sconfitta francese (la battaglia iniziò il 13 marzo)
1960 – Guerra Fredda: Crisi degli U-2 – il premier sovietico Nikita Khruščёv annuncia che la sua nazione tiene prigioniero Gary Powers, il pilota statunitense abbattuto sui cieli sovietici con il suo U-2
1978- l’alpinista italiano Reinhold Messner raggiunge senza l’ausilio dell’ossigeno la vetta dell’Everest
1992
Lo stato del Michigan ratifica un emendamento proposto 203 anni prima della Costituzione degli Stati Uniti, rendendolo il XXVII emendamento.
Lo Space Shuttle Endeavour parte per la sua prima missione
1998
La Apple Computer presenta l’iMac.
La Mercedes-Benz compra la Chrysler per 40 miliardi di dollari e forma la DaimlerChrysler, realizzando la più grande fusione industriale della storia
1999
Guerra del Kosovo: In Jugoslavia, durante l’Operazione Allied Force, tre diplomatici cinesi vengono uccisi e altri 20 feriti, quando un aereo della NATO bombarda per errore l’ambasciata cinese a Belgrado.
Nella Guinea-Bissau, il Presidente João Bernardo Vieira viene estromesso da un colpo di stato militare
2002 – Un MD-82 della China Southern Airlines precipita nel Mar Giallo, facendo 112 vittime
2020 – Una fuga di gas da un impianto chimico, probabilmente dovuto a una cattiva gestione e alla scarsa manutenzione, provoca tredici morti a Visakhapatnam, nell’Andhra Pradesh

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ALMANACCO 7 Maggio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Serie a Napoli Fiorentina; presentazione del match

La sfida di serie a Napoli Fiorentina sarà la prima partita di un Napoli già matematicamente campione d’Italia nella stagione in corso

Come si arriva alla partita

Una vittoria giunta dopo diversi decenni dall’ultima volta che ha scatenato l’entusiasmo di migliaia e migliaia di tifosi in tutto il paese; ecco come l’intero ambiente partenopeo ha reagito ad uno scudetto forse inaspettato per come è maturato, ma pienamente meritato grazie ad un gioco bello ed efficiente.

Il Napoli si è laureato campione d’Italia grazie al pareggio in quel di Udine ottenuto grazie al gol di Victor Osimhen (tanto per cambiare).

La stagione, però, non è ancora finita e al Maradona arriva la Fiorentina; ottava in classifica, un buon rullino di marcia nelle ultime uscite ma troppa distanza dall’Atalanta per provare l’assalto alla zona Europa.

La formazione di Italiano si è resa protagonista di un cammino modesto in patria, ed è ancora in gioco per la Conference, dove se la vedrà contro il Basilea.

Un avversario da non sottovalutare per un Napoli che quest’anno ci ha abituati a saper gestire la pressione di partite dure e che ha dimostrato finalmente di aver acquisito una mentalità vincente.

Possibili 11 di Napoli Fiorentina

Spalletti ha ben pochi dubbi sui titolari da schierare nella gara contro la viola; Politano spinge per il recupero, ma potrebbe ugualmente accomodarsi in panchina.

In attacco possibile ballottaggio tra Lozano ed Elmas per completare il solito tridente offensivo.

Vincenzo Italiano deve centellinare le energie dei suoi uomini in vista dell’impegno in Conference League contro il Basilea; diversi ballottaggi in attacco, con possibile turno di riposo per Gonzalez e Cabral.

Altro ballottaggio sulla fascia destra tra Kouamè e Ikone, mentre Sottil e Jovic scalpitano per una maglia da titolare.

Napoli (4-3-3); Meret, Di Lorenzo, Kim, Rrahmani, Olivera, Anguissa, Lobotka, Zielinski, Lozano, Osimhen, Kvaratskhelia

Fiorentina (4-2-3-1); Terraciano, Dodò, Milenkovic, Ranieri, Biraghi, Amrabat, Mandragora, Ikone, Bonaventura, Sottil, Jovic

Juve Stabia, le congratulazioni al Napoli per lo scudetto

Juve Stabia, le congratulazioni alla SSC Napoli per la vittoria dello scudetto: il comunicato ufficiale della società stabiese.

La dirigenza della S.S. Juve Stabia esprime le sue congratulazioni alla S.S.C. Napoli per la memorabile vittoria dello scudetto dei partenopei arrivata con la matematica certezza nell’ultima gara di campionato di giovedì scorso alla Dacia Arena di Udine.

Ricordiamo che la Juve Stabia ha giocato in amichevole con gli azzurri per ben due volte nel corso di questa stagione.

La prima volta il 24 agosto 2022 in una splendida cornice di pubblico e uno stadio “Diego Armando Maradona” completamente gremito in ogni ordine di posto nonostante la calura estiva.

In quel caso l’amichevole del Napoli con le Vespe, terminata col risultato di 3-0 con le reti di Ndombele, Ambrosino e Zerbin, fu utilizzata anche dalla società partenopea per presentare tutti i nuovi acuisti della stagione che si sta completando in maniera trionfale con la conquista del terzo scudetto.

La seconda amichevole si disputò a porte chiuse a Castel Volturno lo scorso 30 dicembre e terminò con la vittoria degli azzurri per 6-1. La rete delle Vespe fu siglata da Santos poi passato a gennaio al Salamanca.

IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA JUVE STABIA CON LE CONGRATULAZIONI ALLA SSC NAPOLI PER LA VITTORIA DELLO SCUDETTO.

“Il Presidente Andrea Langella, il socio Giuseppe Langella, l’Amministratore Unico e Direttore Generale Filippo Polcino, il direttore sportivo Giuseppe Di Bari, il mister Walter Alfredo Novellino e tutta la S.S. Juve Stabia si congratulano per il successo del Napoli per la vittoria del suo terzo scudetto. S.S. Juve Stabia”. 

 

Juve Stabia, è l’attacco più spuntato degli ultimi anni

Juve Stabia, è l’attacco più spuntato degli ultimi anni: mai negli ultimi 10 anni il capocannoniere della squadra aveva segnato solo 6 reti.

Le Vespe con soli 37 gol siglati hanno chiuso la stagione con il dato di sesto peggiore attacco del campionato. Peggio hanno fatto solo Gelbison (25 gol, peggior attacco del torneo in assoluto), Taranto (26 gol), Fidelis Andria (29 gol), ACR Messina (32 gol) e Viterbese (35 reti).

Ma è singolare un altro dato abbastanza preoccupante in prospettiva dei prossimi playoff: mai era accaduto negli ultimi 10 anni che il capocannoniere della squadra stabiese avesse segnato solo 6 gol. Si tratta in questo caso di Luca Pandolfi, autore di 6 reti nella stagione regolare e di 5 assist.

Dato che ovviamente non sa di condanna solo per gli attaccanti delle Vespe ma anche per i centrocampisti che evidentemente hanno messo poche volte in condizione gli avanti stabiesi di poter pungere in attacco.

I NUMERI DEI CAPOCANNONIERI DELLA JUVE STABIA NEGLI ULTIMI 10 ANNI.

Andando a ripercorre la storia e soprattutto i numeri degli avanti stabiesi nelle ultime 10 stagioni notiamo che nella stagione 2014-2015 terminata con lo spareggio playoff di Bassano, fu Samuel Di Carmine ad essere capocannoniere delle Vespe con ben 14 reti.

Nella stagione successiva fu Nicastro con 10 gol il capocannoniere della squadra stabiese. L’anno dopo (2016-2017) fu Spider Ripa a timbrare per ben 15 volte la rete avversaria e a piazzarsi al quarto posto in assoluto nella classifica marcatori.

Nel 2017-2018 fu Simone Simeri a segnare per ben 11 volte (tripletta all’Akragas) a conquistare la palma di miglior cannoniere della Juve Stabia e ad essere il quarto miglior  cannoniere in assoluto del campionato dietro Curiale, Saraniti e Genchi.

Nella indimenticabile stagione 2018-2019 culminata con la vittoria del campionato e il ritorno in Serie B, fu Daniele Paponi a segnare per ben 12 volte e a piazzarsi anche lui al quarto posto della classifica dei bomber.

L’anno dopo 2019-2020, campionato di Serie B purtroppo terminato con l’amarissima retrocessione in Serie C post-Covid, Francesco Forte fece addirittura registrare il miglior risultato in termini di gol degli ultimi anni, realizzando ben 17 gol (terzo miglior attaccante del torneo di Serie B dietro Simy e Iemmello) che non permisero tuttavia alle Vespe di evitare la retrocessione.

Nel primo campionato post-retrocessione in Serie C 2020-2021, fu Marotta con 12 gol il capocannoniere delle Vespe nella stagione del record delle 9 vittorie consecutive in trasferta con Padalino in panchina. Quell’anno anche Berardocco e Orlando segnarono 6 gol come Pandolfi, miglior attaccante delle Vespe nell’ultima stagione.

Lo scorso anno fu Stoppa con 11 gol ad essere il miglior cannoniere delle Vespe in un campionato in cui solo la penalizzazione di due punti arrivata nel finale di stagione impedì alla Juve Stabia di poter partecipare agli spareggi playoff.

Il dato di Pandolfi come capocannoniere delle Vespe con soli 6 gol è quindi il peggior dato per i capocannonieri della Juve Stabia negli ultimi anni.

Sperando in una netta inversione di tendenza a partire dal primo turno dei playoff col Cerignola quando di gol ne serviranno eccome in quanto le Vespe scenderanno in campo sempre con un solo risultato a disposizione.

Juve Stabia, fissato l’orario per il match dei playoff col Cerignola

Juve Stabia, fissato l’orario per il match di Cerignola per il primo turno dei playoff: si gioca giovedì 11 maggio alle 20:30.

Non si sa ancora quando verrà aperta la vendita dei biglietti per il settore ospiti. Probabilmente si aspetteranno eventuali decisioni del GOS circa la vendita dei biglietti anche ai tifosi della Juve Stabia nella speranza che non ci siano limitazioni sotto questo aspetto.

La società pugliese ha pubblicato una nota sulla propria pagina ufficiale Facebook in cui vengono date informazioni sulla vendita dei biglietti per i tifosi locali senza fare menzione della eventuale vendita di biglietti per il settore ospiti.

LA NOTA UFFICIALE DELL’AUDACE CERIGNOLA SULL’ORARIO DI SVOLGIMENTO DELLA GARA PLAYOFF CON LA JUVE STABIA E SULLA VENDITA DEI BIGLIETTI.

“L’Audace Cerignola comunica che, per la sola gara play off Audace Cerignola-Juve Stabia, in programma giovedì 11 maggio alle ore 20.30, è possibile esercitare il diritto di prelazione solo per gli abbonati (gli abbonamenti non sono infatti validi per le gare play-off, come da regolamento di Lega).

Tale diritto dovrà essere esercitato entro la giornata di lunedì 8 maggio esclusivamente presso i punti vendita abilitati, esibendo l’abbonamento.
Si precisa che il tagliando sarà emesso esclusivamente in favore del titolare dell’abbonamento (non sarà possibile cambiare il nominativo).

Per chi non è abbonato, la vendita libera avrà inizio, sia presso i punti vendita abilitati che on-line sul circuito postoriservato.it, a partire da martedì 9 maggio.
Vi ricordiamo i PUNTI VENDITA AUTORIZZATI

,
VIA PLEBISCITO, 67/69
di LONGO e CELLAMARO
CORSO SCUOLA AGRARIA, 7

VIA NAPOLI, 65

VIALE DI VITTORIO, 68″. 

Foto Udinese – Napoli (1-1). Gli azzurri sono i campioni d’Italia

Guarda le foto di Udinese – Napoli (1-1) realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci raccontano il pareggio degli azzurri allenati da Luciano Spalletti, alla Dacia Arena contro i friulani allenati da Andrea Sottil.

Queste sono le foto di Udinese – Napoli:

Tabellino di Udinese – Napoli:

Udinese (3-5-1-1): Silvestri; Becao, Bijol, Perez; Ehizibue (37′ st Ebosele), Samardzic (37′ st Thauvin), Walace, Lovric (33′ st Arslan), Udogie (29′ st Zeegelaar); Pereyra; Nestorovski.

A disp.: Padelli, Piana, Ebosele, Masina, Zeegelaar, Abankwah, Buta, Guessand, Arslan, Thauvin, Vivaldo.

Allenatore: Andrea Sottil

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera; Anguissa, Lobotka, Ndombele (19′ st Zielinski); Elmas, Osimhen, Kvaratskhelia (41′ st Lozano).

A disp.: Gollini, Marfella, Bereszynski, Ostigard, J.Jesus, Zedadka, Demme, Gaetano, Zerbin, Zielinski, Lozano, Raspadori, Simeone.

Allenatore: Luciano Spalletti

Arbitro: Abisso

Marcatori: 13′ Lovric (U), 7′ st Osimhen (N)

Ammoniti: Ehizibue (U)

Le azioni da gol

Udinese – Napoli si apre con il primo squillo dei padroni di casa che, dopo solo 13 minuti, la sbloccano con Lovric che si trova da solo in area, la piazza di destro a giro e realizza la rete di 1-0.

Nella ripresa il Napoli parte subito alla grandissima e riesce a trovare la rete del pari con Victor Osimhen: Anguissa, quasi sulla linea di fondo, recupera la palla e la indirizza dall’altra parte dove arriva Kvara che di destra prova a piazzarla trovando la respinta di Silvestri. Sulla ribattuta, a centro area, arriva Osimhen che di piatto piazza la palla in rete per il gol dell’1-1. La Dacia Arena si trasforma magicamente nel Maradona.

Editoriale Udinese – Napoli: Si stu sciore torna a Maggio

Il nostro editoriale post partita tra Udinese e Napoli non può essere incentrato solo al racconto di una gara di 90 minuti che ha visto due squadre pareggiare l’incontro.

Il nostro pensiero vola a quei 33 anni di attesa dall’ultimo scudetto e alla gioia di un popolo che rivive, dopo l’era Maradona, le emozioni di essere sul tetto dell’Italia calcistica.

Apriamo il nostro editoriale su Udinese – Napoli con un passaggio di una canzone che riecheggia nelle menti di tutti i napoletani: “Si stu sciore torna a Maggio, pure a Maggio je stongo ccà”.

Lo facciamo perchè la prima volta, gli azzurri conquistarono lo scudetto il 10 maggio 1987 dopo aver pareggiato in casa con la Fiorentina.

Fu la prima squadra del sud a vincere il tricolore.

Il 4 maggio 2023 Parthenope è ancora in giubilo: è Campione d’Italia dopo 33 anni.

4 Maggio 2023, ore 22.37, stadio Dacia Arena di Udine. Rosario Abisso di Palermo, direttore di gara, fischia tre volte: il Napoli è Campione d’Italia per la terza volta nella sua storia, a distanza di 33 anni dall’ultimo titolo.

Parthenope impazzisce, si riversa per strada, piange, urla, gode.

E con essa tutte le città della Provincia, in buona parte anche della Regione e tantissimi posti d’Italia – pur lontanissimi geograficamente dal capoluogo campano – ma popolati di tantissimi napoletani.

E’ un Carnevale di Rio.

Allo stadio Maradona, il club di De Laurentiis ha disposto il posizionamento di maxi-schermo lungo tutto il perimetro dell’impianto di Fuorigrotta, per permettere la visione della partita ai tifosi presenti, quasi a voler simulare che il Napoli stia giocando in casa.

E’ come stare in un’enorme sala di un cinema surreale che ribolle di passione in ogni lembo. La pellicola no, non è un banale intrattenimento.

E’ vita, è orgoglio, è appartenenza. Soprattutto è stupore, perché per le generazioni sbocciate dopo Italia ’90, tifose del Napoli, la parola Tricolore è un significato che non si conosce per niente.

Ero lì, sugli spalti, assiepato in Tribuna Posillipo ( come quasi mai mi è capitato prima, io da sempre avvezzo ai settori “di pancia” dell’ex stadio San Paolo).

Quando Abisso fischia e Decibel Bellini – speaker symbol del Napoli, intona il coro “Siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi”, non nego di essermi dato qualche schiaffo in faccia da solo per capacitarmi non fossi già totalmente ebbro.

Semplicemente perché, quel coro, ricordavo averlo udito intonare spessissimo dagli juventini, talvolta da interisti e milanisti e poi null’altro.

Quasi come gli altri se lo potessero solo sognare, quasi come a nessun’altro che non fosse nato strisciato fosse concesso appropriarsene.

E del resto, bisogna riavvolgere il nastro di 22 anni per trovare uno Scudetto non vinto dallo strapotere del nord.

Era la Roma del profeta in casa, Francesco Totti. Ma io avevo appena 4 anni e l’ho vista solo dai filmati su YouTube. I campioni dell’Italia siamo noi. Ma noi napoletani, però.

Mi parlo da solo e mi dico: Antò, ci pensi?

Mi scende giù qualche lacrima. Un poco mi vergogno, perché certi momenti preferisco viverli da solo, estraniato dal mondo. Il pudore di un giovane uomo che si commuove e non è che abbia tutto questo piacere a darlo a vedere.

Mi trattengo, più che altro mi imbambolo.

Quando ormai s’era capito che stava per succedere, mi ero promesso: “quando succederà, io voglio stare sugli spalti, non importa come e in quale settore”.

Volevo sentire sulla pelle l’odore acre di un fumogeno, esploso appena dopo essere diventato campione d’Italia. Volevo fumare lì l’ennesima sigaretta, dopo essere diventato campione d’Italia. Volevo veder sventolare le bandiere azzurre, dopo essere diventato campione d’Italia.

I ricordi vengono a bussare e torna alla mente tutto, tutto così in fretta. Mi ricordo di come e quando sono diventato tifoso del Napoli: vedendo mio padre che si incazzava davanti al televisore davanti ad una delle celebri telecronache di Gianluca Di Marzio, col glorioso Ciuccio finito malamente in serie C.

Ricordo la risalita lenta, la beffa della finale play-off persa ad Avellino e il secondo anno di fila in terza divisione che fu l’ennesimo cazzotto a una fede martoriata. Ricordo il secondo campionato di C, dominato in lungo e in largo e vinto a metà Aprile dopo un 2-0 casalingo al Perugia, col Pampa Sosa arrampicato sulla traversa sotto la curva A.

Ricordo la B e subito i sogni di gloria. Dovevamo puntare ai playoff, finimmo in serie A subito, dopo un finale al cardiopalma a Marassi: seconda promozione consecutiva e Napoli in massima serie a braccetto col Genoa e la Juve post-Calciopoli.

Me la ricordo, quella B. Sofferta, soffertissima. Non era un Napoli spettacolare nell’estetica e nel gioco, ma era una squadra terribilmente compatta e cattiva. Con un cuore gigante e tantissimi calciatori che, per la casacca azzurra, avrebbero letteralmente sputato sangue. Oltre al già citato Pampa Sosa, con affetto ricordo Ciccio Montervino, Gennaro Iezzo, Gianluca Grava, Emanuele Calaiò, Ruben Maldonado, Paolo Cannavaro e tanti altri impressi nella memoria del cuore.

Dagli anni della C, ricordo tutto del Napoli. Con una memoria fotografica che fa paura a me stesso. Date, risultati, avversari, reti.

Ricordo, in quell’anno di B, una partita in casa soffertissima contro il Rimini. Che squadra, quel Rimini. 1-0 per noi in mezzo alla trincea, merito di una prodezza di Roberto De Zerbi ( oggi uno degli allenatori italiani maggiormente sulla cresta dell’onda, pensa te). Ricordo quel matto di Gianluca Grava che strappò la bandierina del calcio d’angelo e si mise a sventolarla sotto la Curva B.

Rosario Abisso fischia tre volte e corre tutto velocissimo nella mente. Il ritorno in A, lo scetticismo. Pierpaolo Marino che scopre talenti in serie, zittendo gli scettici. Pocho Lavezzi e Marek Hamsik, su tutti. In mezzo i pur ottimi Blasi, Gargano e Zalayeta. L’Intertoto, con l’ottavo posto in A al primo anno, nel 2008.

Un secondo anno partito a razzo e finito malissimo: dodicesimo posto. Via Reja, arriva Donadoni. Ma la svolta arriva solo nell’Autunno del 2009, quando al buon Roberto si avvicenda Walter Mazzarri. E’ il Napoli che non muore mai, operaio ma terribilmente orgoglioso ed impavido. E’ il Napoli di Edinson Cavani, l’uomo da 104 goal in 3 anni.

E’ la Champion’s, per la prima volta. E che Champion’s. City, Bayern, Villareal nel girone e il Napoli che finisce agli ottavi lo stesso. Ci vorrà solo una super-rimonta del Chelsea per negare il sogno dei quarti, alla prima vera volta nell’Europa che conta.

Ricordo il 2012, la Coppa Italia, il primo trofeo dell’era De Laurentiis, un 2-0 memorabile contro la super Juve di Antonio Conte.  Il bis due anni dopo, sempre all’Olimpico di Roma, stavolta contro la Fiorentina. E’ la tragica notte del compianto Ciro Esposito e la pagine triste di Genny a’ carogna, sbattuto in prima pagina nello sport preferito, a quei tempi, dalle reti nazionali: lo sputtaNapoli.

2014 e sognavamo già, perché dopo Walterone Mazzarri era arrivato Rafa Benitez, manager dal respiro internazionale. Che grazie al suo carisma era riuscito a portare a Napoli gente come Pepe Reina, Josè Callejon, Pipa Higuain e Raul Albiol. Campioni che probabilmente, senza la garanzia di Rafa, a Napoli non avremmo mai visto.

Campioni sbocciati col tempo, che divennero, dopo la Supercoppa vinta ai rigori a Doha nel Dicembre 2014 sempre contro la Juve ( secondo ed ultimo trofeo di Benitez dopo la Coppa Italia nel Maggio precedente), l’ossatura che di lì a poco farà grande il Napoli di Maurizio Sarri. Con il Pipita Higuain, 36 goal nel 2015/2016, che abdicherà la causa azzurra per vestire il bianconero che ci sta meno simpatico.

Un altro toscano, con alle spalle una sola stagione in A con l’Empoli e decenni di gavetta nelle serie minori. Sembra un azzardo, sarà la storia: 3 anni straordinari, culminati nell’ultimo, memorabile, finito con un secondo posto a 91 punti nel 2018 e tantissime ombre su un Tricolore che sarebbe già dovuto arrivare a Napoli in quel tempo ma che, per tanti e stranissimi incidenti di percorso, si fermò in albergo e arrivò alla corte della Vecchia Signora.

A fine anno, Sarri che va via. Arriva Ancelotti, la piazza si infiamma ma sarà solo una suggestione insipida. Re Carlo, a Napoli, fallisce la missione e il Napoli si ritrova affidato ad un volenteroso quanto inesperto Gennaro Gattuso, che pur con tutti i suoi limiti riuscirà comunque a portare un altro trofeo nel 2020, con un’altra Coppa Italia vinta, ancora ai rigori, ancora contro la Juve.

Poi la Champion’s mancata all’ultima giornata, 1-1 in casa contro l’Hellas Verona. E’ il Maggio del 2021, il risultato costa a Gattuso la panchina: arriva Spalletti, l’esperto, il sagace.

Un primo anno di pur ottimo ambientamento, con un terzo posto indiscutibile che significa Champion’s League e lascia comunque in bocca l’amara sensazione che, il Tricolore, sarebbe potuto essere pure alla portata, con un po’ di coraggio in più.

Lo pensano tanti napoletani, lo dirà a telecamere accese anche Dries Mertens: “è l’anno dove porto via più rimpianti, le altre non erano più forti di noi”. Un triste commiato. Ciro, cuore di Napoli, lascia a fine anno. Con lui capitan Insigne, Fabian Ruiz, Koulibaly e Ospina.

Sembra una Caporetto, sarà la rinascita. Ma, appena 1 anno fa, nessuno c’avrebbe scommesso un centesimo.

Il Napoli si rivoluziona in modo netto, l’entusiasmo è ai minimi storici. Arrivano Kvara, Kim, Olivera e Ostigard. I primi 3 praticamente sconosciuti, l’ultimo reduce dal Genoa fresco retrocesso in serie B. L’esperto Sirigu non scalda i cuori. Poi, il mercato diventa pirotecnico nel finale: Raspadori, Ndombelè e Simeone sono la prova che il Napoli vuol far sul serio, almeno per lottare seriamente per un piazzamento Champion’s.

Nessuno, ma proprio nessuno, penserebbe mai a qualcosa di più. Sulla carta, le rose di Inter e Juve paiono più attrezzate e certamente più zeppe di nomi altisonanti. C’è poi pur sempre il Milan, campione d’Italia uscente e la Roma che ha acceso la piazza col colpo Dybala e quella vecchia volpe di Mourinho.

Il campo dirà cose diverse, diversissime. Il Napoli intraprende una cavalcata poderosa che lascia di stucco ogn’altra rivale. Kvara è un fenomeno, Kim un muro spesso invalicabile.

Incredibile ma vero: i campioni andati via l’estate prima, per quanto sempre impressi nei cuori, sul campo sono dimenticati alla svelta.

Sempre più primo, sempre più solo, sempre più Capolista. Le vittorie, i filotti, le azioni da manuale del calcio.

Il 2-1 a San Siro, senza Osihmen. L’1-0 all’Olimpico di Roma sponda giallorossa, grazie ad Osihmen. La vittoria a Bergamo, nel segno di Elmas. Il 5-1 alla Juve, umiliata a Fuorigrotta.

Quando ho capito che l’avremmo vinto? Forse col 2-1 di fine Gennaio alla Roma.

L’ho capito negli occhi del Cholo Simeone, nella fame che tutti i componenti della rosa hanno dimostrato di avere, nella forza incredibile delle loro motivazioni.

E’ lo Scudetto di Victor, Kvicha, Kim ( urlato allo stadio a ripetizione, tipo macchinetta: “Kim, Kim, Kim, Kim”). Di Alex Meret, che in estate stava andando allo Spezia ed oggi ritorna alla ribalta come uno dei migliori portieri italiani.

E’ lo scudetto di capitan Di Lorenzo, che dopo l’addio di Insigne si carica una responsabilità enorme sul braccio e dimostra di esserne all’altezza. Del professor Mario Rui, vituperato ma efficacissimo. Di Amin, del mago Stani Lobotka, di  Frank mille polmoni. Delle corse di Politano, dei ripiegamenti di Lozano. Della classe, cristallina, di Zielinski, che dopo il goal di Raspadori a Torino si stende sul prato perché capisce che ce l’ha fatta.

Il giorno dopo guardo la Gazzetta, penso a uno scherzo o a un sogno allucinato.

Ma il 1 Aprile era più di un mese fa. Oggi è Maggio, è il 5 Maggio.

E’ il mese in cui “tornano li rrose”, come dice un capolavoro della musica partenopea.

“Tu mme lasse, io conto ll’ore

Chisà quanno turnarraje”.

Si turnato. Abbracciami. Per me che ti ho visto sempre sul petto degli altri, è tutta un’altra storia.

6 Maggio: Esposizione universale di Parigi e Torre Eiffel

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6 Maggio: La Torre Eiffel viene ufficialmente aperta al pubblico, durante l’Esposizione universale di Parigi dal 6 maggio al 31 ottobre

6 Maggio: Esposizione universale di Parigi e Torre Eiffel

Esposizione universale di ParigiDue anni, due mesi e cinque giorni: tanti ne bastarono per la costruzione di quello che sarebbe diventato uno dei monumenti più celebri e copiati al mondo.

La Torre Eiffel, la più famosa costruzione di tutta la Francia, fu inaugurata a Parigi il 31 marzo 1889 e aperta ufficialmente il 6 maggio dello stesso anno, per l’avvio dell’Esposizione Universale del 1889 (nel centenario della Rivoluzione Francese)

IL PRIMO GRATTACIELO.

Georges_Garen_embrasement_tour_EiffelLa sua costruzione fu una straordinaria impresa ingegneristica.

La Torre Eiffel, alta all’epoca 312 metri (oggi ne misura 324, con le antenne televisive) rimase fino al 1930 l’edificio più alto del mondo, superato solo dalla costruzione del Chrysler Building a Manhattan (a sua volta battuto, nel 1931, dall’Empire State Building).

IL PROGETTISTA

Il progetto di Gustave Eiffel, ingegnere francese specializzato nella costruzione di ponti metallici, che prima di allora aveva contribuito alla realizzazione dell’ossatura della Statua della Libertà, fu scelto tra altre 100 proposte presentate al governo francese in occasione dei lavori di preparazione per l’Expo.

NOTE STORICHE

Tour_EiffelLa struttura in ferro, due volte più alta della Cupola di San Pietro a Roma, e più imponente della Piramide di Giza, destò non poche perplessità nell’ambiente culturale del tempo.

In molti la ritenevano esteticamente inferiore rispetto alle altre architetture parigine (alcuni la chiamano ancora oggi “l’asparago di ferro”), e nel 1909 rischiò la demolizione perché contestata dall’élite intellettuale di Parigi: del resto, doveva essere una costruzione transitoria e facilmente smantellabile.

Fortunatamente fu risparmiata perché rappresentava (SIC!) un’ottima piattaforma per posizionare le antenne dei primi segnali radio.

I giornali dell’epoca scrissero:

“La Torre Eiffel sembrava un faro abbandonato sulla terra da una generazione scomparsa, da una generazione di giganti”

Dal giorno della sua apertura, vi sono salite 250 milioni di persone. Eppure, inizialmente, il pubblico mostrò resistenza a salire, poiché la considerava poco sicura. Nonostante le precarie condizioni di sicurezza durante la fase di costruzione, solo uno dei 300 operai impiegati perse la vita, nel corso dell’installazione degli ascensori. 18.038 pezzi di ferro, e 2,5 milioni di bulloni (sostituiti in seguito da rivetti, ossia giunti meccanici, incandescenti).

STRUTTURA DELLA “Torre Eiffel.”

La base della torre è costituita da quattro pilastri arcuati che vanno unendosi verso l’alto, interrotti da tre piattaforme con altrettanti belvedere per i turisti. I quattro archi semicircolari ai piedi della costruzione servono soltanto da elementi decorativi e non hanno una vera funzione strutturale.

SALITA.

I due ascensori trasparenti, che salgono seguendo una traiettoria curva, sono divenuti una delle principali attrazioni turistiche. Furono disattivati quando Adolf Hitler visitò Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale.

I parigini dissero che con il conflitto era divenuto impossibile ottenere i pezzi di ricambio, ma poco dopo la partenza del Führer furono rimessi in moto. Ma intanto Hitler aveva rinunciato a salire i 1665 scalini, ed era rimasto a terra.

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Fagiolini e patate al forno con pollo alla griglia: la ricetta

Fagiolini e patate al forno con pollo alla griglia: Una gustosa alternativa per i pranzi di primavera.

Fagiolini e patate al forno con pollo alla griglia: la ricetta

Semplice e delizioso è perfetto anche per una cena estiva tra amici, perché è di facile realizzazione e richiede pochissimo tempo da dedicare ai fornelli.

Ingredienti:

– 500 gr di fagiolini freschi

– 3 patate medie

– 2 petti di pollo

– 2 spicchi di aglio

– 1 rametto di rosmarino fresco

– 1 limone

– 3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

– Sale e pepe q.b.

Preparazione:

  1. Preriscalda il forno a 200°C.
  2. Pulisci i fagiolini e tagliali a pezzetti di circa due centimetri. Sbuccia le patate e ricavale a cubetti di dimensioni simili.
  3. Sbatti insieme l’olio, l’aglio sminuzzato, il rosmarino tritato, sale, pepe e il succo di mezzo limone.
  4. Intingi i fagiolini e le patate nella marinatura e sistemali in una teglia da forno.
  5. Taglia i petti di pollo a cubetti e aggiungili nella teglia insieme alle verdure.
  6. Cuoci il tutto in forno per circa 30 minuti o finché il pollo è ben cotto.
  7. Servi caldo e guarnisci con fettine di limone.

Questa ricetta è un’ottima soluzione per un pasto completo e gustoso, perfetto per il pranzo di primavera del 6 Maggio.

Cucina

GP Miami, i risultati delle FP2

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I risultati delle FP2 del GP di Miami che vedono Max Verstappen chiudere davanti Carlos Sainz e Charles Leclerc

GP Miami, i risultati delle FP2

La Formula 1 torna in pista e lo fa a Miami per il quinto appuntamento della stagione. Si torna in America, ma si riparte sempre da loro: le Red Bull. La seconda sessione di libere vede Max Verstappen chiude davanti a Carlos Sainz e Charles Leclerc. Quarto posto invece per l’altra RB19 di Sergio Perez. Il messicano, dopo un super weekend in Azerbaijan, è parso abbastanza in difficoltà su questa pista, considerando soprattutto la forza di Max Verstappen. L’olandese sembra esser nettamente più in palla, almeno nel corso del venerdì. Sarà senza dubbio lui l’uomo da battere.

FONTE FOTO: Scuderia Ferrari Twtter

Ferrari vola, ma solo nel giro secco

Ci proverà eccome la Ferrari. Sulla SF-23 sono stati portati due aggiornamenti, in particolare legati al fondo che, durante le FP1, è stato montato solo sulla monoposto di Leclerc, mentre Sainz ha avuto l’occasione di provarlo nella seconda sessione. Ancora una volta, la rossa sembra esser tornata e soprattutto potersi giocare qualcosa di molto importante con la Red Bull in qualifica. Sarà competitiva anche in gara? L’obiettivo, come ammesso dai piloti, è quello e il passo gara mostrato sembra dare buone indicazioni. Ma siamo solo all’inizio.

FONTE FOTO: Mercedes Twitter

Aston non da qualifica

Da monitorare invece la situazione in casa Aston Martin. Il team di Silverstone è parso leggermente indietro rispetto alla Ferrari, un po’ stile Baku. Dopo le Red Bull e la Ferrari, c’è ovviamente Fernando Alonso in sesta piazza, mentre Stroll si piazza ottavo. Aston deve migliorare sul giro secco, considerando che in gara il passo (come visto a Baku) è davvero ottimo.

Chi va e chi no

Nono posto per Esteban Ocon su un’Alpine che non sembra esser partita male. Il francese centra la top ten mentre Gasly si prende l’undicesima posizione. In mezzo, a chiudere la top dieci, la Williams di Albon. Ancora problemi invece per l’Alfa Romeo dodicesima con Zhou e quattordicesima con Bottas. Tanti i punti interrogativi su una vettura che non dà ancora garanzie, così come l’AlphaTauri sempre più giù considerando la terzultima piazza di Tsunoda e la penultima di De Vries.

Domani la qualifica

Terminano così le FP2 del Gran Premio di Miami. Appuntamento a domani, con la qualifica in programma alle ore 22.00!

GP Miami, i risultati delle FP2

1 Max Verstappen

2 Carlos Sainz

3 Charles Leclerc

4 Sergio Perez

5 Ferandno Alonso

6 Lando Norris

7 Lewis Hamilton

8 Lance Stroll

9 Esteban Ocon

10 Alexander Albon

11 Pierre Gasly

12 Kevin Magnussen

13 Guanyu Zhou

14 Valtteri Bottas

15 George Russell

16 Oscar Piastri

17 Nico Hulkenberg

18 Yuki Tsunoda

19 Nyck De Vries

20 Logan Sargeant

ACCADDE OGGI 6 Maggio: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 6 Maggio è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #6Maggio

ACCADDE OGGI 6 Maggio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

 Abbiamo fin troppe religioni per odiarci, ma non abbastanza per amarci l’un l’altro. 
Jonathan Swift

Nati il 6 maggio …

Maximilien de Robespierre (1758)
Sigmund Freud (1856)
Orson Welles (1915)

e morti …

Papa Marcello II (1555)
Leonida Bissolati (1920)
Marlene Dietrich (1992)

ACCADDE OGGI 6 Maggio …
1682 – Luigi XIV di Francia sposta la sua corte a Versailles.
1889 – A Parigi, durante l’Esposizione Universale, viene aperta ufficialmente al pubblico la Torre Eiffel.
1937 – Lo zeppelin tedesco LZ 129 Hindenburg, prende fuoco e viene distrutto nel giro di un minuto durante il tentativo di atterraggio a Lakehurst (New Jersey), uccidendo oltre 30 persone.
1976 – Terremoto del Friuli: ingentissimi danni e circa 1000 morti.

Oggi ricorre: la Chiesa cattolica celebra la memoria di san Domenico Savio.

Feste e ricorrenze

Internazionali:
Giornata internazionale contro le diete

Nazionali
Libano e Siria – Festa dei Martiri (onora la memoria dei nazionalisti giustiziati a Damasco e a Beirut da Djemal Pacha, governatore locale ottomano, nel 1916)
Bulgaria – Festa delle Forze Armate
Religiose 
Cristianesimo:
Sant’Evodio, secondo vescovo di Antiochia dopo San Pietro
San Benedetta, vergine
San Domenico Savio, adolescente studente di San Giovanni Bosco
San Ealberto, vescovo
San Lucio di Cirene, vescovo
Santi Mariano e Giacobbe, martiri
San Pietro Nolasco, religioso
San Venerio, vescovo[senza fonte]
Santa Giuditta, martire
Beata Caterina Troiani
Chiesa ortodossa:
Đurđevdan, festa in onore di San Giorgio, celebrata in Serbia e molti altri paesi balcanici oltre che presso le comunità rom
Laiche
(2011) Military Spouse Day negli Stati Uniti (si celebra il venerdì che precede la festa della mamma, in riconoscimento del sacrificio delle mogli dei militari)
Giornata internazionale contro le diete

Eventi
1527 – I Lanzichenecchi, truppe tedesche al servizio di Carlo V d’Asburgo saccheggiano Roma; alcuni considerano questa data la fine del Rinascimento.
1536 – Re Enrico VIII ordina di porre una Bibbia tradotta in lingua inglese in tutte le chiese del regno.
1622 – Nella battaglia di Wimpfen le forze cattoliche guidate dal Conte di Tilly sconfiggono i protestanti capitanati dal conte Ernst von Mansfeld e dal margravio Giorgio Federico di Baden Durlach.
1682 – Luigi XIV di Francia sposta la sua corte a Versailles.
1757 – Nella Battaglia di Praga l’esercito prussiano sconfigge quello austriaco durante la guerra dei sette anni.
1816 – Viene fondata a New York la American Bible Society.
1835 – James Gordon Bennett pubblica il primo numero del New York Herald.
1840 – Inghilterra, entra in uso il primo francobollo della storia: il Penny Black.
1848 – Nel borgo di Santa Lucia nei pressi di Verona venne combattuta una cruenta battaglia tra i piemontesi di Carlo Alberto e gli austriaci di Radetzky con 182 morti (110 erano piemontesi) e circa un migliaio di feriti.
1854 – Dopo il fiasco dell’anno prima alla Fenice la Traviata di Giuseppe Verdi viene riproposta a Venezia nel Teatro di S.Benedetto. È un successo strepitoso soprattutto dovuto alla nuova interprete, la giovane soprano Maria Spezia che anche nell’aspetto richiamava la figura di Violetta, La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio
1861 – Stati Uniti d’America: L’Arkansas secede dall’Unione.
1877 – Realizzando che la sua gente era indebolita da freddo e fame, il Capo Cavallo Pazzo degli Oglala Sioux, si arrende alle truppe statunitensi in Nebraska.
1889 – La Torre Eiffel viene ufficialmente aperta al pubblico, durante l’Esposizione Universale di Parigi
1896 – Grecia, per celebrare la I Olimpiade dell’era moderna viene emesso un francobollo speciale
1906 – Si corre in Sicilia la prima edizione della Targa Florio famosa corsa automobilistica.
1910 – Giorgio V diventa re del Regno Unito a seguito della morte del padre, Edoardo VII.
1928 – Norvegia, Umberto Nobile ormeggia il dirigibile Italia nella Baia del Re, dove si trova la nave appoggio “Città di Milano”, giunta dall’Italia
1937 – Lo zeppelin tedesco LZ 129 Hindenburg, prende fuoco e viene distrutto nel giro di un minuto, mentre tentava di atterrare a Lakehurst (New Jersey), uccidendo oltre 30 persone.
1940 – John Steinbeck riceve il Premio Pulitzer per il suo romanzo Furore.
1942 – Seconda guerra mondiale: a Corregidor, le ultime forze statunitensi nelle Filippine si arrendono ai giapponesi.
1945 – Seconda guerra mondiale: Axis Sally trasmette il suo ultimo messaggio propagandistico alle truppe Alleate (il primo è dell’11 dicembre 1941)
1947 – Venezia, una corte militare condanna a morte per crimini di guerra il generale tedesco Albert Kesselring, comandante delle truppe in Italia. La sentenza è convertita in ergastolo dal generale inglese Harding. Il 23 ottobre 1952 verrà graziato
1954 – L’atleta britannico Roger Bannister diventa il primo uomo a percorrere il miglio in meno di quattro minuti.
1962 – Antonio Segni viene eletto quarto Presidente della Repubblica Italiana con 443 voti su 854; presta giuramento l’11 maggio.
1967 – Vaticano, papa Paolo VI riceve Claudia Cardinale e Antonella Lualdi, le quali per la prima volta nello Stato della Chiesa indossano delle minigonne.
1973 – USA, il Senato inizia l’inchiesta sullo scandalo Watergate.
1976 – Terremoto del Friuli: ingentissimi danni e circa 1000 morti di cui la maggior parte nelle zone centro-nord
1981 – Una giuria di architetti e scultori sceglie all’unanimità il disegno di Maya Ying Lin per il Vietnam Veterans Memorial, tra altre 1.421 proposte.
1994 – Elisabetta II del Regno Unito e il Presidente francese François Mitterrand inaugurano l’apertura dell’Eurotunnel – un tunnel sotto la Manica che collega l’Inghilterra alla Francia, per la prima volta dalla glaciazione devensiana.
2002 – Jean-Pierre Raffarin diventa Primo Ministro della Francia
2004 – USA, Viene trasmesso in televisione l’ultimo episodio della sitcom Friends.
2006 – Muore Lillian Gertrud Asprud, l’ultima testimone oculare della tragedia del Titanic ancora in vita. All’epoca dei fatti aveva sei anni.
2007 – In Francia il ballottaggio tra Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy per le elezioni presidenziali vede vittorioso il candidato conservatore.
2008 – Aung San Suu Kyi viene premiata con la medaglia d’onore
2012 – François Hollande viene eletto 24º presidente della Repubblica Francese

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ALMANACCO 6 Maggio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Juve Stabia, prosegue la preparazione in vista dei playoff

Juve Stabia, prosegue la preparazione in vista dei playoff e del match col Cerignola: nota della Juve Stabia anche sulla situazione societaria e sulle voci che si erano diffuse nelle ultime settimane su una nuova cordata di imprenditori.

Tutti disponibili in casa Vespe tranne Mariano Guarracino e Michele Peluso che stanno continuando nelle loro terapie.

IL COMUNICATO UFFICIALE CON LA SITUAZIONE DEGLI INFORTUNATI PER LE VESPE IN VISTA DEI PLAYOFF.

“La S.S. Juve Stabia prosegue la preparazione in vista del primo turno playoff che si giocherà con l’Audace Cerignola.

Mister Walter Alfredo Novellino torna ad avere a disposizione quasi tutta la rosa, vedendo rientrare in gruppo anche gli infortunati, fatta eccezione di Mariano Guarracino e Michele Peluso che proseguono le terapie in vista del rientro”.

 

E’ stato diffusa in mattinata anche una nota ufficiale nella quale la società fa chiarezza sulle voci che si erano diffuse nelle ultime settimane circa l’ingresso nella struttura societaria di una nuova cordata di imprenditori.

“La S.S. Juve Stabia è nei playoff e crede fortemente nell’obiettivo. È per questo motivo che resta concentrata in vista dei prossimi impegni sul campo, evidenziando che nessun’altra operazione societaria, che riguarda il futuro della proprietà e dello staff tecnico, è in piedi in questo momento”.

 

Al Bano: la verità sulla scomparsa di Ylenia. “Pensai al suicidio”

Le dolorose dichiarazioni dell’artista pugliese sulla scomparsa della figlia Ylenia: “So cosa le è successo”

Al Bano: la verità sulla scomparsa di Ylenia. “Pensai al suicidio”

Al Bano ha recentemente fatto delle toccanti dichiarazioni riguardanti la scomparsa della figlia Ylenia, avvenuta nel 1994.

In un’intervista, l’artista ha affermato di conoscere la verità su ciò che è successo alla figlia, suscitando grande emozione tra i fan.

“Dopo la scomparsa di Ylenia, ho attraversato un periodo molto difficile. Sapevo cosa era successo, ma non riuscivo ad accettarlo”, ha affermato Al Bano.

“Avevo pensato al suicidio, ma poi ho trovato la forza di andare avanti per la mia famiglia e per i miei figli.”

Le dichiarazioni dell’artista pugliese hanno suscitato grande interesse e commozione tra il pubblico, che da anni si interroga sulla scomparsa della giovane Ylenia.

Al Bano, in passato, aveva già fatto sapere di avere delle presunte informazioni sull’accaduto, ma mai aveva rivelato dettagli sulla vicenda.

Ora lo fa e dice:

    • Ho interrogato l’ultima persona che l’ha vista, il guardiano del porto.
      Era seduta in riva al fiume, lui la avvisò: non puoi stare qui.
      Ma Ylenia non se ne andava. 

      Il guardiano insistette, allora lei gli disse ‘io appartengo alle acque’, e si tuffò nel fiume, nuotando a farfalla. 

      Lì capii che il guardiano stava raccontando la verità, perché Ylenia diceva quella frase da bambina prima di tuffarsi, e nuotava a farfalla.
      Ma il Mississippi non perdona.
      Romina non l’ha mai voluto accettare.
      Ma è andata così”.

La scomparsa della figlia è stato un grande dolore per Al Bano e per tutta la famiglia, ma le sue dichiarazioni dimostrano anche la forza e la resilienza di cui l’artista è dotato, capaci di affrontare anche le avversità più difficili.

Cronaca

Udinese – Napoli (1-1): I voti ai protagonisti in campo

Vi proponiamo i voti di Udinese – Napoli gara disputata ieri sera alla Dacia Arena e diretta da Rosario Abisso di Palermo.

Il Napoli si laurea campione d’Italia per la terza volta con 5 turni di anticipo pareggiando per 1 a 1 con l’Udinese. Al vantaggio di Lovric risponde il solito Osimhen.

Tabellino di Udinese – Napoli:

Udinese (3-5-1-1): Silvestri; Becao, Bijol, Perez; Ehizibue (37′ st Ebosele), Samardzic (37′ st Thauvin), Walace, Lovric (33′ st Arslan), Udogie (29′ st Zeegelaar); Pereyra; Nestorovski.

A disp.: Padelli, Piana, Ebosele, Masina, Zeegelaar, Abankwah, Buta, Guessand, Arslan, Thauvin, Vivaldo.

Allenatore: Sottil

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera; Anguissa, Lobotka, Ndombele (19′ st Zielinski); Elmas, Osimhen, Kvaratskhelia (41′ st Lozano).

A disp.: Gollini, Marfella, Bereszynski, Ostigard, J.Jesus, Zedadka, Demme, Gaetano, Zerbin, Zielinski, Lozano, Raspadori, Simeone.

Allenatore: Spalletti

Arbitro: Abisso

Marcatori: 13′ Lovric (U), 7′ st Osimhen (N)

Ammoniti: Ehizibue (U)

Questi i voti agli azzurri dopo Udinese – Napoli:

Alex MERET 7 – L’emozione per i l’estremo difensore del Napoli era davvero tanta considerato che i suoi natali erano a Udine. Sul vantaggio dell’Udinese può fare davvero poco perchè Lovric ha avuto tutto il tempo di prendere la mira. Ci mette tanto del suo per evitare il raddoppio dello stesso Lovric. Per il resto della partita resta a guardare i suoi compagni.

Difesa

Giovanni DI LORENZO 7 – E’ il capitano di un Napoli dei record. Il gol nasce dalla sua parte ma tanto del suo lo fa anche Rrahmani che non chiude su Lovric libero di chiedere e ricevere palla in mezzo all’area napoletana. In questo campionato quando il Napoli era in difficoltà si è aggrappato anche alla sua qualità e vivacità che prevede ottime chiusure in difesa ma tanta sostanza anche nella fase di spinta. Normale partita la sua quella con l’Udinese.

Amir RRAHMANI 6,5 – Qualche indecisione nell’occasione del vantaggio dell’Udinese quando accompagna dalla distanza Lovric che però ha troppo spazio per fare ciò che vuole. Sia chiaro, il gol dell’Udinese non è solo colpa sua. Per il resto, non ha molti altri grattacapi.

Kim MIN-JAE 7 – In questo campionato aveva il compito di non far rimpiangere Kalidou Koulibaly e lo ha fatto con prestazioni importanti. Anche ad Udine si alza l’urlo “Kim, Kim, Kim” che si sente più di una volta, specialmente quando esce palla al piede. Risulta attentissimo nella ripresa dopo che nella prima frazione tutto il Napoli sembrava che giocasse con il freno a mano.

Mathias OLIVERA 6 – Qualcuno afferma che è un rincalzo di lusso. Lui non ci sta e quando viene chiamato in causa fa vedere che non è inferiore a Mario Rui. Domenica scorsa aveva anche accarezzato il sogno di aver realizzato il gol dello scudetto, sogno infranto dalla prodezza di Dia. A Udine soffre perchè tenere a bada Ehizibue non è semplice.

Centrocampo

André-Frank ZAMBO ANGUISSA 7 – Quando durante il campionato è stato  assente la sua prestanza fisica, qualità e tenacia è mancata al centrocampo azzurro. Ad Udine non fornisce la sua prestazione migliore ma ha il merito di recuperare la palla da cui scaturisce il pareggio di Osimhen.

Stanislav LOBOTKA 7 – Una garanzia! Quando sbaglia un passaggio, un contrasto o un recupero fa notizia, perché è una rarità.

Tanguy NDOMBELE 5,5 – Ad Udine è il centrocampista più in difficoltà del Napoli, sembra avere la testa e le gambe che non si coordinano a dovere. Non a caso non completa la partita

Attacco

Eljif ELMAS 6,5 – E’ uno dei calciatori del Napoli che nel corso degli anni è cresciuto tantissimo. Ora Spalletti ma anche Gattuso e Ancelotti lo mandano in campo quando hanno bisogno di equilibrare per bene la fase offensiva e difensiva. Nella ripresa manda in porta Zielinski con un assist stupendo.

Victor OSIMHEN 8 – Il gol dello Scudetto? Non poteva che portare la sua firma. Il miglior attaccante della Serie A (con 22 reti all’attivo), il simbolo di questo Napoli bello e vincente, il trascinatore. La serata si stava mettendo male, ma lui è l’ultimo che si arrende e trova la zampata giusta per fare esplodere il pubblico partenopeo.

Khvicha KVARATSKHELIA 7 – Non è un buon periodo il suo, ma al suo primo anno nel campionato italiano possiamo perdonargli tutto anche un momento di appannamento. Partecipa all’azione in cui il Napoli agguanta il pareggio: il suo tiro viene respinto da Silvestri sui piedi di Osimhen che ribadisce in rete.

I voti ai subentrati di Udinese – Napoli

dal 64′ Piotr ZIELINSKI 6,5 – Entra e subito si dimostra a suo agio. Sfiora il gol del vantaggio su precisa imbeccata di Elmas ma Silvestri dice di no con un intervento prodigioso.

(dall’85’ Hirving LOZANO s.v.)

I voti ai friulani dopo Udinese – Napoli:

Marco SILVESTRI 6

Rodrigo BECÃO 6

Jaka BIJOL 6

Nehuen PEREZ

Kingsley EHIZIBUE 6,5 (dall’82’ Festy EBOSELE s.v.)

Lazar SAMARDZIC 5,5 (dall’82’ Florian THAUVIN s.v.)

WALACE 6,5

Sandi LOVRIC 7 (dal 78′ Tolgay ARSLAN s.v.)

Destiny UDOGIE 6,5 (dal 74′ Marvin ZEEGELAAR s.v.)

Roberto PEREYRA 6

Ilija NESTOROVSKI 5,5

I voti agli allenatori di Udinese – Napoli:

All. Andrea SOTTIL 6,5 – L’Udinese è in formazione rimaneggiata e contro questo Napoli il buon Sottil punta tutto su aggressività e velocità negli scambi. Nel primo tempo la tattica funziona e la sua Udinese mette in difficoltà il Napoli. Nella riprese la musica cambia ma non più di tanto alla fine è Osimhen che gli nega la conquista di una vittoria prestigiosa. Resta l’ottimo campionato fin qui disputato dalla sua squadra.

All. Luciano SPALLETTI 6,5 – Per la partita di questa sera e per le altre di quest’ultimo periodo il voto e appena più che sufficiente. La felicità come ha dichiarato è effimera e dura poco. Da domani bisogna lavorare e pensare al futuro: bisogna pensare e riflettere al calo del Napoli nel periodo Marzo – Aprile verificatosi quest’anno e anche lo scorso campionato.

Il direttore di gara

Rosario Abisso 5,5: Non è una partita difficile da dirigere anche se i calciatori dell’Udinese utilizzano le maniere forti per tenere a bada il Napoli e lui lo permette. Non sanziona l’intervento di Becao su Kvaratskelia con punizione e ammonizione. Non estrai il cartellino giallo nei confronti di Jaka Bijol che interviene di spalla ma in maniera scomposta e rude su Osimhen. Il resto della gara sfila senza grossi problemi.

La gioia dello scudetto al Napoli e Festeggiamenti amareggiati

Aggressioni e fake news turbano la gioia dello scudetto ed i Festeggiamenti, il lato oscuro della festa a Napoli e di azioni vergognose in alcune Città.

La gioia dello scudetto al Napoli e Festeggiamenti amareggiati

La gioia dello scudetto del Napoli è stata un momento di festa per tutti i tifosi nella città partenopea e in tutto il Paese.

Tuttavia, questi festeggiamenti sono stati amareggiati da una serie di assalti a napoletani che si sono verificati in diverse città italiane.

Queste azioni violente sono state motivate in parte dall’odio per la squadra di calcio e per la città di Napoli.

Ma c’è di più.

    • Sangue durante la festa scudetto del Napoli: quattro persone sono rimaste ferite a colpi d’arma da fuoco, una di queste è morta successivamente in ospedale.
      Si tratta di un ragazzo di 26 anni le cui generalità non sono ancora state diffuse. 

Durante il periodo di festeggiamenti, si è verificato anche il tentativo (leggi sopra) di attribuire ad essi la morte di una persona per attività legate alla camorra e ciò nonostante la pronta precisazione fatta dal Prefetto di Napoli che collocava l’atto criminoso nel giusto contesto camorristico.

Questo un estratto dal quanto affermato, nel merito, dal prefetto di Napoli, Claudio Palomba ai microfoni di SkyTg24.

      • “Quello che mi preme sottolineare è il senso di responsabilità dei napoletani: ieri c’era un divieto di circolazione ed è stato largamente osservato. C’erano dei varchi con uomini delle forze dell’ordine a presidiarli. La macchina dell’organizzazione ha funzionato”

Una notizia, quindi, falsamente cavalcata al solo fine di  gettare ombre sui festeggiamenti e sulla città di Napoli.

I tifosi napoletani e la società del Napoli meritano di festeggiare il loro trionfo senza subire attacchi e diffamazioni.

Speriamo che queste azioni violente e false notizie non si ripetano in futuro.

È importante che tutti gli appassionati del calcio possano godere della bellezza dello sport, senza alcun tipo di discriminazione.

EDITORIALE

Scuole chiuse a Castellammare per il Giro d’Italia

Castellammare di Stabia ferma il respiro: le scuole chiuse per il passaggio del Giro d’Italia, ragazzi a godersi lo spettacolo.

    • In breve
      • La città si prepara ad accogliere gli ospiti e a festeggiare uno degli eventi sportivi più importanti dell’anno.
        In conclusione, la chiusura delle scuole a Castellammare l’11 maggio per il passaggio del Giro d’Italia rappresenta un’occasione unica per vivere un evento indimenticabile e per celebrare la passione dello sport e della comunità.

Castellammare si ferma per la tappa del Giro d’Italia

Martedì 11 maggio gli studenti delle scuole di Castellammare dovranno rimanere a casa a causa del passaggio del Giro d’Italia nella città costiera napoletana.

La chiusura delle scuole è stata decisa dalle autorità locali per garantire la sicurezza degli studenti e dei partecipanti alla nota corsa ciclistica.

In questa giornata di festa per gli appassionati di ciclismo, gli studenti potranno godersi lo spettacolo e seguire il passaggio dei ciclisti lungo il percorso in tutta sicurezza, senza preoccuparsi delle normali attività scolastiche.

Si tratta di un’occasione unica per Castellammare di Stabia, che si prepara ad accogliere la tappa del Giro d’Italia per la prima volta nella sua storia.

Gli abitanti della città e della zona circostante si attendono un evento indimenticabile, a cui parteciperanno non solo i ciclisti, ma anche tanti appassionati provenienti da tutta Italia.

Nonostante la chiusura delle scuole sia un’inconveniente per le famiglie degli studenti, si tratta di un sacrificio necessario per permettere a tutti di godersi lo spettacolo del Giro d’Italia in tutta sicurezza e senza problemi.

Ecco l’itinerario percorso dai corridori che attraverseranno anche il centro città.

Il tracciato del tratto stabiese della gara:

  1. Dallo stabilimento Famous Beach in direzione Castellammare sulla Statale Sorrentina,
  2. Via Panoramica,
  3. Viale Delle Terme,
  4. Viale Puglia,
  5. Via Marconi,
  6. Piazza Spartaco,
  7. Via Tavernola,
  8. Via Annunziatella,
  9. Via Pioppaino,
  10. Via Pozzillo
  11. Via Ponte Persica.

Cronaca Campania

Festa per i 162 anni dell’Esercito italiano

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Il 4 maggio 1861 a Torino, neo capitale d’Italia, nasceva l’ Esercito Italiano A Roma la celebrazione presso Piazza del Popolo

Festa per i 162 anni dell’Esercito italiano

La nascita dell’Esercito Italiano fu decretata il 4 maggio 1861 – a Torino neo capitale d’Italia,  dall’allora Ministro delle Difesa Manfredo Fanti.

Le celebrazioni per il 162° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano 2023. sono iniziate mattina del 4 maggio, a Roma,  con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti nel cortile d’onore di Palazzo Esercito.

Successivamente, in Piazza del Popolo, si è svolta la cerimonia militare, iniziata con il lancio del tricolore con un paracadutista, alla presenza del Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Ignazio La Russa, del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino e di altre autorità civili, militari e religiose.

Il Presidente del Senato ha sottolineato che “l’Esercito ha la capacità di svolgere con grande preparazione il proprio ruolo indispensabile per la libertà, l’indipendenza e la sicurezza dei cittadini”.

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa nel suo discorso ha evidenziato come “possiamo essere davvero orgogliosi del nostro Esercito perché i suoi successi, la sua credibilità, la stima che lo circonda anche a livello internazionale, sono il segno di un’organizzazione costituita da persone che credono in ciò che fanno, e che proprio per questo è apprezzata e giustamente considerata”.

“L’Esercito è la ragion d’essere delle Forze Armate, ovvero la sicurezza dei cittadini, dello Stato e delle Istituzioni democratiche. Negli ultimi anni, vi siete dimostrati una macchina formidabile, capace di preparare e impiegare migliaia di donne e uomini in Teatri operativi ad alto rischio in tutto il globo, a salvaguardia della pace e della sicurezza internazionali”, ha affermato il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Durante il suo intervento, il Generale Serino ha ringraziato tutti i cittadini per la vicinanza e l’apprezzamento nei confronti della Forza Armata. “Gli italiani hanno fatto diventare l’Esercito il volto rassicurante dello Stato. Nessun riconoscimento potrebbe essere più gratificante per un Soldato”.

Successivamente il Presidente del Senato, dinanzi alla Bandiera di Guerra dell’Esercito, ha conferito tre onorificenze ai reparti e al personale distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all’estero.

La cerimonia militare si è conclusa con un omaggio agli atleti dell’Esercito e con un saggio militare eseguito dai bersaglieri, a sottolineare l’importanza della preparazione sportiva quale solida base, anche valoriale, per l’addestramento.

Inoltre, dallo scorso 29 aprile ad oggi, è stato allestito in Piazza del Popolo il “Villaggio Esercito”, un’area in cui i cittadini hanno potuto avvicinarsi al mondo con le “stellette” cimentandosi in attività quali il percorso di military fitness, l’arrampicata su parete di roccia artificiale, il simulatore di biathlon, una stazione di addestramento virtuale e altri sistemi di simulazione di tiro, di volo e di guida, tutto al ritmo della musica di Radio Esercito.

Le celebrazioni si concluderanno alle 21.15 di questa sera con la trasmissione in prima serata su Rai 5 dell’evento musicale “Esercito con le stelle”, organizzato in media partnership con Rai Cultura.

L’Esercito conta oggi oltre 4.200 militari schierati in 14 diversi paesi come Iraq, Libano, Niger, Kosovo, Libia, Somalia e Mali, con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali e circa 7.000 militari in prontezza operativa in caso di interventi tempestivi in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste bonifiche di ordigni esplosivi e sortite antincendio. Circa 4.850 sono invece i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza.

Festa per i 162 anni dell’esercito italiano // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

Giornata contro la pedofilia e la pedopornografia

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La Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia devono richiamare l’attenzione su un fenomeno aberrante e doloroso

Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

Oggi, 5 maggio, si celebra la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, istituita dalla legge 41 del 2009. Deve essere per tutti noi, un’occasione importante per richiamare l’attenzione su un fenomeno, che ha conseguenze pesantissime sulla salute e sul futuro dei più giovani.

Si tratta di un triste fenomeno sociale purtroppo piuttosto diffuso, ma spesso sommerso.

Per questa occasione la Polizia Postale condivide i dati più significativi di un impegno quotidiano, per la tutela dei minori da ogni forma di rischio cibernetico.

Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale “Sicilia Orientale”, che opera nelle province di Catania, Messina, Ragusa e Siracusa, nel 2022 ha trattato ben 219 casi di reati inerenti allo sfruttamento sessuale dei minori, traendo in arresto 6 persone ed indagandone 116.

Inoltre, sono stati monitorati 4578 siti di cui sono stati rilevati 2900 siti con contenuti illeciti. Ed i primi quattro mesi del 2023 il Centro ha trattato 50 casi, di cui 15 relativi ad adescamento on-line, ha ricevuto 342 segnalazioni, denunciato 36 persone, identificato 4 vittime minorenni e monitorato oltre 2800 siti, rilevando 520 spazi virtuali con contenuti illeciti.

“La lotta all’abuso sessuale online in danno di minori rimane una delle nostre prioritarie attività” dichiara il dirigente del Centro Operativo Marcello La Bella. “Grazie ad una grande sinergia con la magistratura, le istituzioni scolastiche e le associazioni, in particolare la Meter di don Di Noto, tentiamo di alzare sempre più il livello della prevenzione e del contrasto di tutte le condotte legate a questo crimine aberrante, dall’adescamento alla divulgazione e produzione di materiale pedo-pornografico.”

Diventa sempre più importante porre un argine a fenomeni gravi quanto complessi: cresce il numero dei soggetti adulti arrestati per reati di pedopornografia, adescamento online e abuso sessuale di minori.  Si tratta di soggetti ad alto livello di pericolosità poiché colti in flagranza di reato, perché detentori di grandi quantità di materiale pedopornografico o in quanto abusanti di bambini e ragazzi nelle loro disponibilità.

Sono spesso uomini, con un’età inferiore ai 50 anni, che in maniera sistematica, sfruttano le caratteristiche tecniche dei diversi servizi di rete per assicurarsi il miraggio dell’anonimato e dell’impunità.

L’adescamento si riconferma come un fenomeno preoccupante che investe fasce di età sempre più precoci, nei luoghi della massima sicurezza percepita, come le chat con i compagni di scuola e le piattaforme di gaming. Sono le vittime più fragili e fiduciose verso gli altri, anche quando sconosciuti, e sono quelli che hanno il rapporto più spontaneo e naturale con le nuove tecnologie.

Per questo appare quanto mai urgente proteggerli dalle attenzioni deviate di soggetti adulti, che si concentrano proprio dove la presenza di minori è più cospicua. I genitori sono il primo baluardo di sicurezza per bambini e ragazzi ed hanno, nell’ascolto e nel dialogo, gli strumenti più potenti per rendere la tutela dei bambini una realtà e la loro sicurezza un fatto.

Il Servizio centrale di Roma ha elaborato il Dossier “Dentro i numeri: la lotta alla pedofilia online” che contiene non solo numeri in grado di raccontare un rischio attuale ma vuole descrivere un sistema di tutela come quello portato avanti dalla Polizia Postale, fatto di .sinergie interistituzionali e attività multidisciplinari nelle quali la commistione dei saperi e degli impegni miri a costruire soluzioni possibili ed efficaci.

La rete è oggi il luogo del progresso e dello sviluppo delle società ma è diventata anche strumento di amplificazione della minaccia all’infanzia e all’adolescenza: la protezione dei bambini e dei ragazzi da ogni forma di abuso sessuale è possibile, può diventare realtà se si rompe il silenzio, se si creano alleanze, se si condivide la responsabilità di proteggerli anche online, sempre.

Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia\\ CARMELO TOSCANO

Risotto alle erbette con fiori di campo: la ricetta

Risotto alle erbette con fiori di campo: ecco un primo, ottimo anche per i vegetariani, a base di prodotti di stagione pronto a fare la differenza in tavola.

Risotto alle erbette con fiori di campo: la ricetta

Ingredienti:

– 320g di riso Carnaroli;

– 1 cipolla bianca;

– 1 spicchio d’aglio;

– 1 bicchiere di vino bianco secco;

– 1,5 litri di brodo vegetale;

– 50g di burro;

– 100g di erbette primaverili (es. spinaci, bietole, asparagi selvatici);

– Fiori di campo (es. fiordaliso, papavero, calendula);

– Sale e pepe q.b.;

Preparazione:

  1. Tritare finemente la cipolla e l’aglio e farli rosolare in una casseruola con il burro.
  2. Aggiungere il riso e tostarlo per un paio di minuti. Sfumare con il vino bianco e lasciar evaporare a fuoco alto.
  3. Aggiungere un mestolo di brodo vegetale caldo e mescolare fino a quando il liquido è completamente assorbito. Continuare ad aggiungere il brodo a poco a poco, mescolando di tanto in tanto e attendere che sia completamente assorbito prima di aggiungere il successivo. Questa operazione richiederà circa 18-20 minuti.
  4. Nel frattempo, lavare e tagliare finemente le erbette. Quando il risotto è quasi pronto, aggiungere le erbette e mescolare bene fino a quando le erbette sono cotte ma ancora croccanti. Regolare di sale e pepe a piacere.
  5. Servire il risotto nelle scodelle e guarnire la superficie con alcuni fiori di campo freschi.

Buon appetito!

5 maggio 2000: muore Bartali. Leggenda del ciclismo

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5 maggio 2000: muore nella sua casa di Firenze, in piazza Cardinale Elia Dalla Costa, Gino Bartali. A fermarlo un attacco di cuore, che ha avuto il riguardo di arrivare in silenzio, dolcemente, senza farlo soffrire. Il campione dei campioni aveva 86 anni.

Alla vigilia del via della 105esima edizione del Giro d’Italia che partirà domani, Venerdì 06 Maggio 2022: BUDAPEST-VISEGRÁD (vedi sul fondo tutte le tappe) e a 22 anni dalla sua morte, non si può fare a meno di ricordare uno dei più grandi ciclisti che il nostro Paese abbia mai avuto: Gino Bartali.

Nato a Ponte a Ema (FI) nel 1914 Bartali nella sua grande carriera, durata vent’anni, riuscì a vincere tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948) insieme a moltissime altre corse minori.

L’anno della sua consacrazione è proprio il 1936 quando il grande Learco Guerra intuì le grandi qualità del 22 enne Bartali e decise di mettersi al suo servizio come gregario per aiutarlo nella vittoria della Corsa, che puntualmente arrivò.

Nel ’37 vince il secondo Giro d’Italia e si iscrive al Tour de France ma una brutta caduta gli impedisce di terminare la corsa.

Nel’38 Bartali fu obbligato, dal regime fascista, a saltare il Giro d’Italia per vincere il Tour de France, ciò che “Ginettaccio”, così chiamato per il suo carattere spigoloso, fece in maniera strepitosa.

La sua vita nel ciclismo, e non solo, cambia completamente quando Bartali scelse come gregario per la sua Legnano un giovane molto promettente: Fausto Coppi.

Dopo una brutta caduta Bartali, così come Guerra aveva fatto con lui, si mise a disposizione di Coppi e lo aiutò a vincere quel Giro.

Quel Giro d’Italia si concluse il 9 giugno 1940, un giorno prima dell’entrata in guerra dell’Italia che avrebbe interrotto, per cinque anni, la carriera dei due campioni.

Bartali, non fu però soltanto un semplice atleta, nonostante il suo carattere difficile egli aveva un grande cuore.

Racconta Simone Dini Gandini in “La Bicicletta di Bartali”, che tra il giugno ’43 e settembre ’44 Gino Bartali salvò la vita a più di 800 ebrei che rischiavano di essere deportati nei campi di concentramento.

Trasportava documenti e foto tessere nascoste nei tubolari della sua bicicletta dalla stazione di Terontola-Cortona fino ad Assisi, affinché una stamperia segreta potesse stampare documenti falsi per permettere la fuga di numerosi ebrei rifugiati.

Quest’eroe della bicicletta ci teneva a non far sapere delle sue gesta e per questo si raccomandò con il figlio Andrea di non dire nulla se non a tempo a debito.

Nel 2006 il Presidente della Repubblica Ciampi consegnò alla moglie di Gino Bartali la medaglia al valore civile e nel 2013 lo Stato di Israele gli ha consegnato la preziosa onoreficenza di Giusto fra le Nazioni.

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Cristina Adriana Botis / Redazione