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Coppa Italia, Atalanta-Juventus 3-0: Palladino in semifinale, Spalletti eliminato

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L’Atalanta ha la meglio sulla Juventus nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena al Gewiss Stadium di Bergamo la sera di giovedì 5 febbraio 2026. I bianconeri hanno dimostrato uno strapotere tecnico e fisico davvero notevole, ma la Dea ha saputo sfruttare al meglio le poche occasioni create.

Vince dunque mister Palladino, che si impone con un risultato netto su mister Spalletti: 3-0 per i padroni di casa e semifinale della coppa nazionale conquistata.

Continuerà il percorso dell’Atalanta fino alla finalissima di Roma in programma per mercoledì 13 maggio? Qui Betlabel tutti i pronostici e le statistiche più interessanti.

Coppa Italia, Atalanta-Juventus 3-0: il racconto del match

La Juventus inizia meglio e si rende pericolosa due volte con Conceiçao: prima è bravo Carnesecchi in uscita bassa, poi la traversa lo salva sul sinistro terrificante del portoghese. I bianconeri gestiscono bene palla e ritmo, ma la Dea riesce a difendersi abbastanza alta. Il primo tempo si sblocca solo con il calcio di rigore realizzato da Scamacca, che realizza dopo il fallo di mano di Bremer ravvisato dal Var.

Nella ripresa la Juve alza il baricentro e mette sotto i padroni di casa, che faticano anche ad uscire. Gli ospiti creano un pericolo dopo l’altro con i movimenti di David e McKennie, ma l’Atalanta regge in qualche modo. Grande azione di Kalulu che si butta dentro e serve il compagno al centro, fermato però all’ultimo. Nel momento migliore per i bianconeri, la squadra di Palladino raddoppia in contropiede con Sulemana. Nel finale c’è gioia anche per Pasalic, ma il risultato è estremamente bugiardo. È comunque l’Atalanta a vincere per 3-0 e a festeggiare il passaggio del turno.

Atalanta in semifinale, Juventus eliminata

Grande vittoria dell’Atalanta, che tiene botta contro una Juventus a tratti largamente superiore e riesce ad esser più concreta nei momenti decisivi. Oltre alla qualificazione ai playoff di Champions League quindi, la squadra di Palladino riesce ad avanzare al turno successivo anche in Coppa Italia. La Dea raggiunge dunque la semifinale della coppa nazionale, la seconda negli ultimi 3 anni. Il club bergamasco attende ora la sua prossima avversaria che fuoriuscirà dalla sfida tra Bologna e Lazio in programma la prossima settimana.

Torna invece inaspettatamente a casa la Juventus, che fa la partita dall’inizio alla fine ma deve arrendersi agli episodi che la condannano. Mister Spalletti è amareggiato ma non deluso dai suoi giocatori, che sicuramente avrebbero meritato un finale diverso. Ora testa allo spareggio con il Galatasaray e al campionato.

Juve Stabia – Padova, Andreoletti: Le Vespe giocano il miglior calcio della B. Al Menti sarà una battaglia

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Mentre Castellammare attende il fischio d’inizio di sabato pomeriggio (ore 15:00), l’avversario di turno si presenta al “Romeo Menti” con l’acqua alla gola ma con grande rispetto per la rivelazione del campionato. Il Calcio Padova, ferito da tre sconfitte consecutive, cerca il riscatto in quella che Marco Andreoletti definisce senza mezzi termini una delle trasferte più insidiose della stagione.

L’elogio alle Vespe Dalla sala stampa dell’Euganeo, l’allenatore biancoscudato ha usato parole al miele per i gialloblù, riconoscendo il valore del lavoro svolto fin qui: «Andiamo ad affrontare quella che, per me, è la squadra che esprime il gioco più bello dell’intera Serie B». Andreoletti ha snocciolato i numeri impressionanti della Juve Stabia – sette risultati utili in fila e un bunker difensivo tra le mura amiche – avvisando i suoi sulle difficoltà ambientali: «Il sintetico del Menti impone ritmi furiosi. Se dovesse piovere, la palla viaggerà ancora più veloce. Loro sono aggressivi e sanno gestire il possesso, noi dovremo essere bravi a ribattere colpo su colpo».

Il momento del Padova «Le chiacchiere stanno a zero, contano solo i fatti», ha tuonato il tecnico dei veneti, riportando quanto chiesto dalla piazza dopo la delusione col Monza: grinta e sudore. Nonostante la crisi di risultati, Andreoletti vede un gruppo che non molla: «C’è amarezza, ma ci siamo allenati con la testa giusta. Dobbiamo allontanarci dalla zona playout e abbiamo le carte in regola per fare una prestazione gagliarda».

Le scelte di formazione Il Padova arriverà in Campania con qualche defezione pesante: restano ai box Papu (caviglia) e Caprari (ginocchio), mentre Pastina non figura tra i convocati per scelta tecnica. C’è però curiosità per il nuovo acquisto Giunti, arrivato dal Perugia: «Un giocatore di livello, mi ha sorpreso positivamente e sarà con noi», ha confermato il mister. Per l’undici titolare, Andreoletti ha blindato le carte ma ha garantito una maglia per Di Maggio, elogiandone l’entusiasmo, mentre l’esperto Buonaiuto dovrebbe partire dalla panchina come arma tattica a gara in corso.

Juve Stabia – Padova: Le scelte di Ignazio Abate per la sfida del “Menti”. Ecco i 23 convocati

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Tutto pronto in casa Juve Stabia per l’importante sfida casalinga contro il Padova. Al termine dell’allenamento di rifinitura odierno, il tecnico Ignazio Abate e il suo staff hanno sciolto le riserve, diramando la lista dei 23 calciatori convocati per il match valevole per la giornata n.23 del campionato di Serie BKT.

L’appuntamento è fissato per domani, sabato 7 febbraio 2025, con fischio d’inizio alle ore 15:00 nella cornice dello stadio ”Romeo Menti”.

La situazione della squadra

Non mancano le difficoltà per mister Abate, che dovrà gestire un’infermeria piuttosto affollata. All’appello mancano pedine fondamentali per lo scacchiere gialloblù: non saranno della partita Battistella, Candellone, Diakite e Varnier.

Desta attenzione anche la situazione disciplinare di Giorgini, unico diffidato tra le fila delle Vespe, che dovrà prestare particolare attenzione per non incappare in una squalifica nel prossimo turno. Nonostante le defezioni, Abate si affida al gruppo squadra che ha dimostrato finora di sapere andare oltre ogni difficoltà.

Di seguito l’elenco completo dei convocati per la sfida contro i biancoscudati:

I CONVOCATI

  • Portieri: 1 Confente, 16 Signorini, 23 Boer.

  • Difensori: 2 Ricciardi, 6 Bellich, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 76 Mannini.

  • Centrocampisti: 8 Zeroli, 10 Pierobon, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

  • Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Luz Dos Santos, 90 Okoro.

Il punto sul match Si prospetta una gara vibrante al “Menti”, con la Juve Stabia chiamata a stringere i denti contro un Padova ostico. La palla passa ora al campo.

Cinque ricette regionali pasquali da preparare in casa

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Le ricette pasquali non sono semplici piatti stagionali, ma preparazioni che raccontano territori, abitudini familiari e gesti tramandati nel tempo. Ogni regione ha sviluppato piatti specifici per celebrare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, spesso legati a simboli di rinascita e abbondanza.

In questo articolo esploriamo cinque ricette regionali pasquali molto amate, soffermandoci non solo sul risultato finale, ma anche sugli ingredienti fondamentali, sulla loro storia e su alcuni consigli pratici per realizzarle in casa con successo.

Gli ingredienti base della cucina pasquale

Molte ricette pasquali, sia dolci che salate, condividono una base di ingredienti semplici ma di qualità. Le farine, in particolare quella di grano tenero, sono centrali per impasti lievitati e frolle. La scelta della farina influisce sulla consistenza finale: una farina troppo debole rende l’impasto fragile, mentre una troppo forte può appesantirlo. Per questo è importante adattare la farina alla preparazione, soprattutto quando si lavora a mano.

Le uova sono un altro elemento chiave della cucina pasquale. Non solo sono fondamentali per gli impasti, ma spesso compaiono anche intere, come decorazione o come sorpresa all’interno delle preparazioni. Per ottenere un buon risultato, sia dal punto di vista del sapore sia della struttura dell’impasto, è imperativo che le uova siano fresche. Nei supermercati di qualità, come Bennet ad esempio, si trova un ampio assortimento di uova fresche in offerta. Questa è un’ottima soluzione quando bisogna acquistarne in grande quantità per preparare torte, lievitati e dolci pasquali.

Accanto a farine e uova troviamo formaggi, ricotta, grano cotto, zucchero, lievito e aromi naturali come agrumi e spezie leggere. Sono ingredienti comuni, ma la loro combinazione varia notevolmente da regione a regione, dando vita a preparazioni molto diverse tra loro.

Torta pasqualina ligure

La torta pasqualina è una delle preparazioni pasquali più antiche della Liguria. Si tratta di una torta salata composta da numerosi strati sottilissimi di pasta, tradizionalmente preparata senza lievito, e da un ripieno a base di bietole o spinaci, ricotta e uova intere. La versione più tradizionale prevede addirittura trentatré sfoglie, in riferimento agli anni di Cristo, anche se oggi in casa se ne preparano molte meno.

Per realizzarla con successo è importante lavorare bene la pasta, che deve risultare elastica e sottile senza rompersi. Il ripieno va ben asciugato per evitare che l’umidità comprometta la cottura. Le uova vengono inserite crude nel ripieno, creando delle cavità dove il tuorlo rimane morbido dopo la cottura. Una curiosità interessante è che la torta pasqualina veniva spesso preparata il Venerdì Santo e consumata il giorno di Pasqua, perché si conservava bene anche senza refrigerazione.

Casatiello napoletano

Il casatiello è un grande lievitato salato tipico della tradizione napoletana. Si prepara impastando strutto, farina, lievito e pepe, e farcendolo con salumi e formaggi saporiti come pecorino e provolone. La caratteristica più riconoscibile sono le uova intere incastonate sulla superficie, fermate con strisce di impasto a forma di croce.

Per prepararlo in casa è fondamentale rispettare i tempi di lievitazione, che devono essere lunghi e controllati. L’impasto deve risultare morbido ma sostenuto, in grado di reggere il peso del ripieno. Il casatiello nasce come pane della festa, pensato per durare diversi giorni, ed è tradizionalmente consumato a partire dal Sabato Santo. A differenza del tortano, una preparazione simile, le uova del casatiello cuociono con il guscio e hanno un forte valore simbolico legato alla rinascita.

Pizza al formaggio umbra

La pizza al formaggio, diffusa in Umbria ma anche nelle Marche, è un pane alto e soffice dal sapore deciso. Viene preparata con un impasto lievitato arricchito da formaggi grattugiati, in genere pecorino e parmigiano, e spesso anche cubetti di formaggio nell’impasto. La presenza delle uova contribuisce alla struttura e al colore dorato della mollica.

In casa è importante utilizzare stampi adeguati, perché l’impasto cresce molto in cottura. La lievitazione deve avvenire in un ambiente tiepido e senza correnti d’aria. Questa pizza salata viene servita tradizionalmente la mattina di Pasqua, accompagnata da salumi come coppa e salame. Una curiosità è che, nonostante il nome, non ha nulla a che vedere con la pizza classica, ma il termine indica semplicemente un prodotto da forno lievitato.

Scarcella pugliese

La scarcella è un dolce pasquale tipico della Puglia, soprattutto della zona barese. Si tratta di una pasta frolla semplice, modellata in forme simboliche come colombe, cestini o cuori, decorata con zuccherini colorati e un uovo sodo incastonato al centro. L’impasto è semplice ma profumato, spesso aromatizzato con scorza di limone o arancia.

Per prepararla in casa è importante non lavorare troppo la frolla, per evitare che diventi dura in cottura. Le uova utilizzate come decorazione vengono cotte insieme al dolce e diventano parte integrante della preparazione. Tradizionalmente la scarcella veniva regalata ai bambini come augurio di prosperità. Ogni famiglia aveva la propria forma e decorazione, rendendo questo dolce molto personale.

Pastiera napoletana

La pastiera è uno dei dolci pasquali più conosciuti della tradizione campana. È composta da un guscio di pasta frolla che racchiude un ripieno a base di ricotta, grano cotto, uova, zucchero e aromi come fiori d’arancio e agrumi. La preparazione richiede tempo e attenzione, ma il risultato ripaga ampiamente. Per ottenere una buona pastiera è fondamentale setacciare la ricotta e bilanciare bene gli aromi, che non devono coprire il gusto degli altri ingredienti. La pastiera migliora dopo qualche giorno di riposo, motivo per cui viene spesso preparata con anticipo rispetto alla Pasqua. La sua origine risale a tempi molto antichi e numerose leggende la collegano ai culti della fertilità e alla primavera.

Queste cinque ricette mostrano quanto la cucina pasquale italiana sia varia e profondamente legata al territorio. Prepararle in casa significa non solo cucinare, ma anche partecipare a una tradizione, fatta di ingredienti semplici, gesti ripetuti e sapori che tornano ogni anno.

Il flash mob anti-bullismo dell’IC San Marco Bonito Cosenza commuove e lancia un messaggio di speranza

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CASTELLAMMARE DI STABIA – L’Istituto Comprensivo San Marco Bonito Cosenza ribadisce il proprio impegno civile con un’iniziativa di forte impatto emotivo e alto valore pedagogico. La comunità scolastica si è stretta attorno a un unico, fondamentale imperativo: rompere il silenzio per costruire una cultura del rispetto.

L’evento: il corpo e la danza contro la prevaricazione
Il cuore della manifestazione è stato un intenso flash mob che ha visto protagoniste le alunne della classe 3ª E. Sotto la guida della professoressa Antonella Pignataro e con il supporto degli insegnanti di Scienze Motorie ed Arte ed Immagine, le studentesse hanno dato vita a una coreografia simbolica capace di parlare alle coscienze più di mille parole.

Il linguaggio del corpo ha scandito il messaggio centrale dell’iniziativa: “Stop al Bullismo”. Non una semplice esibizione, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti coreografata, dove ogni movimento ha rappresentato la forza della solidarietà contro l’isolamento della vittima.

Una sinergia di comunità
L’iniziativa si inserisce nel solco di una visione educativa lungimirante portata avanti dalla Dirigente Scolastica, Alessandra Savarese. Da anni, la presidenza dell’IC San Marco Bonito Cosenza promuove un modello di scuola inclusiva, intesa non solo come luogo di alfabetizzazione, ma come presidio di legalità e benessere psicofisico.

“La nostra missione è trasformare i valori del rispetto e dell’ascolto in esperienze concrete” è il principio che guida l’istituto, orientato a rendere ogni alunno protagonista attivo della propria crescita etica.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione corale di tutto il personale. La colonna sonora che ha accompagnato l’evento è stata infatti ideata dal collaboratore Ciro Di Somma, a dimostrazione di come la lotta contro il bullismo non sia una responsabilità demandata ai soli docenti, ma un impegno che coinvolge l’intera filiera scolastica.

La prevenzione come impegno quotidiano
La giornata si è conclusa con un monito che l’istituto rivolge a tutto il territorio: la battaglia contro le prevaricazioni, fisiche o digitali che siano, si vince solo attraverso l’alleanza tra scuola, famiglie e istituzioni. Il flash mob dell’IC San Marco Bonito Cosenza non è stato un evento isolato, ma il culmine di un percorso didattico volto a fornire ai ragazzi gli strumenti per riconoscere, denunciare e contrastare ogni forma di violenza.

Perché, come sottolineato dai partecipanti al termine della manifestazione, contro il bullismo si vince solo insieme, ogni giorno.

L’ex De Francesco: “C’è margine rassicurante sulla zona playout. I tifosi devono tornare al Menti”

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Mariano De Francesco, storico ex calciatore gialloblù, è tornato a parlare del suo viscerale legame con Castellammare, offrendo un’analisi che intreccia i ricordi di un calcio d’altri tempi con l’attuale momento positivo della squadra in Serie B.

Il fascino del passato e il “peso” della maglia
De Francesco ha ricordato con emozione gli anni trascorsi sotto la presidenza Fiore, descrivendo una Castellammare dove è diventato prima “ometto” e poi uomo. Ha rievocato la tensione del prepartita, quando i calciatori potevano vedere lo stadio già pieno dalle vetrate degli spogliatoi prima ancora del riscaldamento. Tra i ricordi più vividi, ha citato compagni illustri come Nino Musella, Roberto, Celestini e De Simone, definendo quella Juve Stabia una delle più forti della storia per qualità tecnica. Ha inoltre ricordato l’incredibile passione dei tifosi, capace di portare 3.000 persone al campo anche solo per la partitella del giovedì.

L’analisi della Juve Stabia di oggi: +13 e identità tattica
Guardando al presente, l’ex centrocampista si è detto fiducioso sul percorso della squadra verso la salvezza, sottolineando come il margine di 13 punti sulla zona play-out sia rassicurante, pur avvertendo che la quota salvezza potrebbe abbassarsi verso i 41-42 punti. De Francesco ha lodato in particolare:
• Il DS Matteo Lovisa: Definito capace di costruire un “abito perfetto” per l’allenatore, gestendo con intelligenza sia il mercato estivo che quello invernale.
• Mister Abate: Apprezzato per aver cambiato il volto della squadra passando a una difesa a zona e valorizzando giocatori funzionali alle sue idee.
• La gestione societaria: Ha approvato la cessione di un difensore (Ruggero) per un milione di euro, definendola un’opportunità irrinunciabile per una società come la Juve Stabia.

Un appello alla città: “Tornate allo stadio”
Uno dei passaggi più sentiti dell’intervista è stato il disappunto per l’attuale media spettatori (circa 3.600-3.700), definita “inconcepibile” per una piazza come Castellammare in Serie B. De Francesco ha esortato i tifosi a non “imborghesirsi” e a tornare a riempire il Menti, che deve tornare a essere il 12° uomo fondamentale per spingere la squadra, specialmente in vista della fase decisiva del campionato che inizierà a marzo.

Curiosità e aneddoti
De Francesco ha infine regalato alcune perle della sua carriera:
• Si è definito un mediano “atipico”, un jolly di rottura che spesso doveva marcare avversari molto più alti di lui, come accaduto a Palermo.
• Ha ricordato la semifinale play-off a Reggio Calabria, citando la tensione nel tunnel e le minacce ricevute a fine partita.
• Ha rivelato di essere stato promosso in prima squadra dal Presidente Fiore in persona dopo una partita con la Berretti contro il Napoli.

Juve Stabia – Padova, Abate: Domani voglio tutti con la bava alla bocca. Il gruppo storico è la nostra forza

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Si torna a respirare l’aria del “Romeo Menti”. Dopo una settimana intensa, segnata dalla chiusura del calciomercato e dai postumi della trasferta di Reggio Emilia, la Juve Stabia si prepara ad accogliere il Padova. Mister Ignazio Abate ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione, tra bilanci di mercato, analisi tattiche e la necessità di un ulteriore step di maturità mentale per le Vespe.

Mercato chiuso: la parola passa al campo

Il primo sospiro di sollievo del tecnico arriva proprio dalla chiusura della sessione invernale di trasferimenti. “Devo dire che sono felice che è finito il calciomercato, almeno la rosa è delineata e definitiva,” ha esordito Abate. Il tecnico ha elogiato il lavoro del Direttore Sportivo, capace di operare in una finestra di gennaio sempre complicata, trovando profili adatti senza snaturare l’anima della squadra.

Il focus di Abate è chiaro: l’integrazione dei nuovi innesti sarà fondamentale, ma la vera garanzia rimane lo zoccolo duro. “Il lato dove sono più contento è che il gruppo storico è rimasto intatto,” ha sottolineato l’allenatore. “Gente come Bellich, Mosti, Leone e Candellone in settimana martellano come gente vera. Sono il gruppo trainante e faciliteranno l’inserimento dei nuovi arrivati”.

L’insidia Padova: una gara da “punti pesanti”

Non bisogna lasciarsi ingannare dal momento no degli avversari. Il Padova arriva al Menti reduce da tre sconfitte consecutive, ma Abate predica massima attenzione. “È una squadra allenata benissimo, che ha fatto mercato e ha cambiato proprietà. Verranno qui con entusiasmo per fare punti,” avverte il tecnico.

Le statistiche, del resto, parlano chiaro: il Padova ha un rendimento esterno da playoff (sarebbe settimo o ottavo se si contassero solo le gare fuori casa) ed è quinta per occasioni concesse lontano dalle mura amiche. “Dobbiamo essere bravi a pareggiare l’agonismo, a primeggiare sulle seconde palle. Servirà la voglia di vincere per dare continuità al risultato di Reggio Emilia. La strada per la salvezza non è in discesa, c’è da sudare ancora tanto”.

Identità e “bava alla bocca”

Tatticamente, la Juve Stabia non cambierà pelle, nemmeno di fronte alle difficoltà o alle assenze (come quella di Diakite, out per un problema fisico pregresso). L’obiettivo resta dominare il gioco, ma Abate chiede un salto di qualità nell’atteggiamento difensivo.

“Mi aspetto una squadra che vuole dominare, ma la cosa più importante è saper difendere con la bava alla bocca,” ha dichiarato con forza il mister. “Non possiamo farlo sempre a 50 metri dalla porta, a volte dovremo abbassarci, ma serve la rabbia di non voler prendere gol”. Interrogato sul rischio cartellini (entrambe le squadre sono molto sanzionate), Abate non ha dubbi: “Non ci snaturiamo. L’intensità del pressing deve restare la stessa, dobbiamo solo essere bravi nelle letture. Domani dobbiamo primeggiare nello sporco, nei duelli”.

Il nodo attacco e i singoli: fiducia a Gabrielloni

Uno dei temi caldi è il reparto offensivo, ridisegnato dal mercato con l’arrivo di Okoro e la crescita dei giovani. Abate, però, punta forte su un nome già presente in rosa: “Il vero acquisto di gennaio è Gabrielloni. È un leader, sta trovando la forma fisica e mi aspetto un grandissimo girone di ritorno da lui”.

Su Burnete, il tecnico chiede maggiore leggerezza mentale, mentre sull’arrivo di Okoro sottolinea l’importanza di avere un giocatore fisico capace di attaccare la profondità. Parole al miele anche per Correia, spesso al centro di dibattiti sulla fisicità del centrocampo: “Non gioca perché ha centimetri, ma perché è forte, ha personalità ed è un giocatore cognitivo. Certo, deve pesare di più negli ultimi 30 metri: ha nelle corde quei 4-5 gol a stagione”.

Capitan Bellich e il ritorno di Leone

Con l’assenza di Candellone, la fascia di capitano andrà al braccio di Bellich. A centrocampo, confermatissimo il ritorno di Giuseppe Leone, definito da Abate come un giocatore in crescita esponenziale: “Giocherà perché è cresciuto in personalità e intensità. Vuole la palla e vuole essere protagonista”.

La chiosa finale è dedicata alla mentalità. Ripensando alla gara di Reggio Emilia, dove la squadra ha mostrato grande calcio ma poca cattiveria nel chiudere il match, Abate fissa l’obiettivo: “Non siamo pronti per un campionato di vertice, ci mancano degli step. Dobbiamo fare un upgrade mentale: avere la rabbia di alzare l’asticella quando l’obiettivo è vicino. Le partite non si vincono il sabato, ma martellando dal lunedì al venerdì”.

Appuntamento dunque a domani al Menti: la Juve Stabia cerca punti salvezza, spinta dal suo pubblico e dalla “garra” richiesta dal suo allenatore.

Leo (GDS – Padova): “La realtà vede il Padova in lotta per non retrocedere. Condizione fisica precaria”

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Enrico Leo, giornalista che segue da vicino le vicende del Padova per diverse realtà tra cui Radio Veneto 24 e Padova Oggi, è intervenuto in Juve Stabia Talk Show per tracciare un profilo dettagliato del momento che attraversa la formazione biancoscudata in vista della sfida contro la Juve Stabia. La sua analisi spazia dalla rivoluzione societaria alle difficoltà tattiche di una squadra che, nonostante i nomi altisonanti, deve guardarsi le spalle.

La nuova proprietà e il calciomercato dei “nomi”
Secondo Leo, l’arrivo del nuovo proprietario Banzato, definito il “re dell’acciaio”, ha dato il via a una fase di maggiore disponibilità economica, permettendo al Direttore Sportivo Mirabelli di operare sul mercato con “briglie sciolte”. Questo ha portato a Padova giocatori di calibro superiore come Gianluca Caprari e Kevin Lasagna. Tuttavia, il giornalista sottolinea un paradosso: sebbene siano arrivati elementi di grande qualità tecnica, la rosa sembra ancora mancare della struttura fisica necessaria per affrontare squadre molto strutturate e intense.

Crisi di risultati e nodi tattici
Il Padova approda a Castellammare in un momento di profonda crisi, con quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. Leo evidenzia alcuni problemi strutturali:
• Difficoltà realizzativa: La squadra fa fatica a segnare e tende a farsi attaccare per poi cercare ripartenze in campo aperto.
• Sofferenza fisica: I biancoscudati patiscono le avversarie più fisiche che sanno abbinare corsa e fisicità, proprio come la Juve Stabia.
• Il fattore trasferta: Paradossalmente, il Padova ha ottenuto finora risultati migliori fuori casa (quattro vittorie) rispetto allo stadio Euganeo, considerato un ambiente “freddo” e condizionato dai ritardi nei lavori della curva.

Verso la sfida col Menti: infortuni e formazione
In vista del match contro le Vespe, Leo segnala assenze pesanti e dubbi dell’ultimo minuto. Caprari non è ancora al top della condizione e difficilmente avrà i 90 minuti nelle gambe, mentre il Papu Gomez è in forte dubbio a causa di un problema alla caviglia. Tatticamente, il Padova potrebbe schierarsi con un 3-5-2 o un 3-4-2-1, con Di Mariano impiegato sulla fascia e la coppia Bortolussi-Lasagna in avanti.

Il “Modello Juve Stabia” e l’obiettivo salvezza
Un passaggio interessante dell’intervento di Leo riguarda l’elogio al lavoro del DS Lovisa. Il giornalista afferma che la Juve Stabia ha preso il posto del Cittadella in questa Serie B, grazie alla capacità di scovare talenti nei campionati inferiori con operazioni apparentemente azzardate ma decisamente adeguate alla categoria.
Nonostante il blasone, Leo è categorico sull’obiettivo stagionale del Padova: “Bisogna essere realisti: salvezza”. Con i playout a soli quattro punti di distanza, la squadra di Andreoletti deve cercare di blindare la permanenza in categoria il prima possibile, stimando una quota salvezza intorno ai 45 punti. Nonostante il momento difficile, la passione della piazza resta viva, come dimostrato dai 176 tifosi pronti ad affrontare la lunga trasferta verso il Sud.

dal vice di De Luca alla quota Mastella

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Giunta fatta a Palazzo Santa Lucia con l’ultimo dell’anno. Dopo trattative serrate, il presidente pentastellato Roberto Fico, ha trovato la quadra sulle deleghe, trattenendone alcune per sé, potendo così dare finalmente la lista del ‘governo’ regionale della Campania, dopo la vittoria del 24 novembre scorso che lo ha portato a succedere al dem Vincenzo De Luca.

“Ringrazio le forze politiche e civiche per il confronto e il contributo alla formazione della Giunta – ha sottolineato il governatore -. Siamo pronti per lavorare al servizio dei cittadini campani mettendo in campo esperienza, professionalità e competenze, cura e attenzione per il territorio, ascolto dei bisogni delle persone”. “È solo con il lavoro di squadra che potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, nell’interesse esclusivo della comunità”, ha aggiunto l’ex presidente della Camera.

La squadra di Fico

Poche le sorprese sui nomi dei dieci assessori, a cominciare dal vicepresidente che è il dem Mario Casillo, cui va la delega ai trasporti e al Mare. Sempre democratici sono anche il neo assessore Enzo Cuomo con delega al governo del territorio e al patrimonio, già sindaco di Portici. Terzo nome del partito della Schlein è quello di Andrea Morniroli, che si occuperà di scuola e politiche sociali. “Siamo pienamente soddisfatti per l’esito e per la composizione complessiva della squadra, è una Giunta di alto profilo, che siamo convinti sarà in grado di attuare, insieme al presidente, il programma di governo che abbiamo presentato ai cittadini”, plaude il coordinatore regionale dem, Piero De Luca. Fulvio Bonavitacola, già vice di De Luca per 10 anni sarà assessore allo sviluppo economico.

Al M5s responsabilità per l’Ambiente e per le politiche abitative, che saranno la mission della legale salernitana Claudia Pecoraro, assegnataria di due deleghe. Dal Psi arriva Enzo Maraio, segretario nazionale che si occuperà di turismo, promozione del territorio e transizione digitale. Da Avs arriva Fiorella Zabatta, con le deleghe per le Politiche giovanili, lo Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali. Renziana è Angelica Saggese, assessore al lavoro e alla formazione.

In quota Mastella invece l’assessora all’Agricoltura Mariacarmela Serluca, al centro di un piccolo giallo, visto che il suo nome il sindaco di Benevento, leader di Noi al centro, lo aveva dato per certo prima della formalizzazione di Fico. Nome non previsto invece quello dell’assessore alla Cultura e agli Eventi, proveniente dal ministero della Cultura dove era direttore generale Spettacoli, Ninni Cutaia. Una figura ‘tecnica’ che gode della fiducia del presidente. Come scritto Fico tiene invece la delicatissima delega alla Sanità, al Bilancio e dei fondi nazionali ed europei.

Fonte AdnKronos

Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto del Teatro San Carlo di Napoli

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Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto della Fondazione Teatro di San Carlo. Con questa nomina – si legge in una nota – la Fondazione rafforza il ruolo centrale del Balletto all’interno della propria programmazione, nel segno della continuità con la grande tradizione del Teatro e di una rinnovata visione internazionale, affidando a Renato Zanella la guida di un percorso artistico orientato alla qualità, alla crescita del Corpo di Ballo e all’ampliamento dei pubblici.

Nato a Verona e formatosi al Centre de Danse International Rosella Hightower di Cannes, Renato Zanella vanta una carriera artistica di assoluto rilievo come danzatore, coreografo e direttore artistico. Nel corso di oltre quarant’anni di attività ha ricoperto incarichi di vertice presso importanti istituzioni europee, tra cui il Balletto dell’Opera di Stato di Vienna, il Balletto di Stoccarda, l’Opera Nazionale Greca di Atene, l’Opera Nazionale Rumena di Bucarest, la Fondazione Arena di Verona e, più recentemente, il Balletto Nazionale Sloveno di Lubiana, da lui diretto fino al 2025. Autore di oltre 200 coreografie e produzioni per balletto, opera e grandi eventi, Zanella ha firmato creazioni e allestimenti presentati nei principali teatri internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, la Royal Opera House di Londra, la Deutsche Oper Berlin, il Teatro Mariinskij, l’Opera di Zurigo e il Teatro dell’Opera di Roma.

Il suo percorso artistico si distingue per una profonda conoscenza del grande repertorio classico e novecentesco, affiancata a una costante apertura verso il linguaggio contemporaneo. Accanto alla produzione artistica, Renato Zanella ha sempre dedicato particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni, allo sviluppo delle scuole di ballo e a progetti educativi e di integrazione sociale, promuovendo una visione della danza come strumento culturale, educativo e inclusivo.

Fonte AdnKronos

Francesco Paolo Casavola, morto a 94 anni il giurista e presidente emerito della Consulta

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E’ morto la notte scorsa a Napoli, all’età di 94 anni, Francesco Paolo Casavola, giurista e presidente emerito della Corte Costituzionale. Ne dà notizia l’Università degli studi di Napoli Federico II esprimendo il cordoglio alla famiglia. ”La comunità federiciana si raccoglie commossa intorno alla famiglia, agli allievi e ai colleghi tutti”, si legge sul sito.

Classe 1931, giurista, storico del diritto romano, costituzionalista, Casavola ha insegnato istituzioni di diritto romano prima all’Università di Bari (1960), poi (1967) all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sempre alla Federico II nel 1977 è passato all’insegnamento di storia del diritto romano e ha diretto la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo federiciano dal 1983 al 1986. Francesco Paolo Casavola è stato nominato giudice costituzionale nel 1986 ed è stato eletto presidente della Corte Costituzionale a novembre del 1992 per il triennio ’92-’95.

Delle sue sentenze, che toccano i temi del diritto di famiglia, delle locazioni, degli ordinamenti scolastico ed universitario, del diritto militare, del sistema previdenziale, delle leggi elettorali e del referendum abrogativo, particolarmente significative sono quelle che hanno formulato per la prima volta il principio costituzionale supremo della laicità dello Stato. Socio di numerose Accademie e società scientifiche, tra i vari incarichi ricoperti, dal 1996 al 1998 è stato Garante per l’editoria e la radiodiffusione e dal 1998 fino al 2009 è stato presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Ha ricoperto anche il ruolo di presidente del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006.

Fonte AdnKronos

Terremoto oggi ai Campi Flegrei, scossa 2.9 sentita anche a Napoli

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La scossa è stata avvertita anche a Pianura, Bagnoli, Quarto e anche in alcuni quartieri napoletani, come Posillipo

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata ai Campi Flegrei, con epicentro per la precisione al Rione Terra di Pozzuoli, oggi 5 gennaio 2026. Lo rileva l’Ingv, secondo cui l’evento bradisismico si è verificato a un profondità di 3 chilometri. La scossa è stata avvertita anche a Pianura, Bagnoli, Quarto e anche in alcuni quartieri napoletani, come Posillipo.

Nel corso della giornata sono state registrate cinque scosse complessive. La più significativa è avvenuta alle 4.42, con epicentro localizzato nel Comune di Pozzuoli, a una profondità di circa 3 chilometri. L’evento ha raggiunto una magnitudo 2.

Fonte AdnKronos

Il nuovo scavo della Villa di Poppea apre al pubblico

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Maschere di scena, figure di pavoni dai vivaci colori conservati intatti sotto strati di cenere e lapillo, impronte di alberi e nuovi raffinati ambienti che stanno emergendo dallo scavo di ampliamento della villa di Poppea – la sontuosa dimora attribuita alla seconda moglie di Nerone presso il sito di Oplontis a Torre Annunziata (Napoli) – potranno essere ammirati durante il cantiere in corso. Dal 12 febbraio ogni giovedì, dalle ore 10:30 alle 12:00, i visitatori muniti di regolare biglietto di accesso alla Villa – in numero di 10 per volta – potranno accedere ad alcune aree del cantiere, accompagnati da personale del Parco. Si tratta un’occasione unica per osservare dal vivo le operazioni in corso di scavo e restauro degli eccezionali affreschi del Salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile.

Il cantiere, dettato da necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del settore ovest della villa che costeggia il tratto urbano di via dei sepolcri e risolvere criticità conservative, si configura anche come occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Lo scavo in corso consentirà di fatto di creare una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico dove, nei prossimi anni, saranno realizzati spazi museali espositivi, depositi e servizi aggiuntivi.

Tra le scoperte di particolare rilievo sono emersi una figura integra di una pavonessa, speculare all’esemplare maschio rinvenuto sulla porzione meridionale della stessa parete, e alcuni frammenti con la raffigurazione di una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana, a differenza di altri presenti nell’ambiente e attribuibili alla Tragedia.

Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha anche restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, che raddoppiava il colonnato del porticato meridionale, richiamando schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis.

Lo scavo ha, inoltre, determinato l’individuazione di quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già noti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale.

In contemporanea all’intervento di scavo è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due piccoli e preziosi ambienti, in origine destinati ad area di riposo, detti cubicola, che affacciano nell’area sud occidentale della Villa, proprio in prossimità dell’area dell’altro cantiere. Colpisce la loro ricca decorazione, costituita da stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, che rivela, al pari degli altri ambienti della Villa, una capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca molto alta, ed una palette di pigmenti varia, costituita anche dal blu egizio.

Fonte AdnKronos

“Ghost Love” conquista anche Giardini Naxos: il tour di Maria Musso è un successo di pubblico e critica

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GIARDINI NAXOS – Non si ferma l’onda di entusiasmo per “Ghost Love”, il romanzo di Maria Musso. Dopo il successo della prima presentazione, l’opera ha consolidato la sua ascesa nella seconda tappa del tour letterario svoltasi a Giardini Naxos. Una sala completamente gremita, un silenzio partecipe e applausi prolungati hanno segnato una serata che è andata ben oltre la semplice promozione editoriale, trasformandosi in un intenso momento di riflessione collettiva.

Il romanzo sta rapidamente scalando le preferenze dei lettori grazie alla sua capacità di esplorare le dinamiche relazionali contemporanee con una sensibilità rara, unendo autenticità e delicatezza emotiva.

Un ritorno alle radici: tra danza e territorio

Durante l’incontro, Maria Musso ha visibilmente emozionato i presenti ribadendo il legame profondo con il territorio di Giardini Naxos e Taormina. Per l’autrice, questi luoghi rappresentano una terra adottiva, fondamentale per la sua formazione artistica. Qui, per oltre vent’anni, la Musso ha coltivato il suo percorso nella danza, una disciplina che ha influenzato profondamente la sua scrittura, donandole quella capacità di “sentire” il ritmo delle emozioni che oggi ritroviamo tra le pagine del libro.

L’amore come atto di resistenza sociale

Il cuore del dibattito è stato il tema dell’amore incompiuto. Ghost Love non è solo un racconto sentimentale, ma un viaggio interiore attraverso l’attesa, la dipendenza affettiva e, infine, la rinascita. L’autrice ha lanciato una provocazione lucida sulla realtà odierna:

«L’amore oggi non è più dolce. È diventato faticoso. Amare significa restare, mentre la nostra società ci educa a scorrere, a sostituire, a non fermarci mai abbastanza da sentire davvero. Ogni volta che qualcuno accetta la lentezza dell’amore vero, sta già resistendo al disumano.»

Queste parole hanno aperto una riflessione sulla disumanizzazione dei rapporti, denunciando come la velocità e il bisogno di controllo stiano soffocando l’autenticità dei sentimenti.

Gli interventi della serata

Il valore sociale e letterario dell’opera è stato sviscerato da un panel di ospiti autorevoli:

  • Francesco Pira, sociologo e docente universitario, ha analizzato il romanzo come specchio delle complessità relazionali odierne.

  • Domenico Interdonato, giornalista e Vice Presidente emerito UCSI Nazionale, ha messo in luce la forza comunicativa del testo.

  • Ariana Talio ha arricchito il dialogo con l’autrice, approfondendo i temi culturali del volume.

  • Lucia Leotta, Presidente Fidapa Giardini Naxos, ha rimarcato l’importanza di eventi capaci di generare reale crescita sociale.

Un fenomeno inarrestabile

A poche settimane dall’uscita, il romanzo si distingue per un forte passaparola, confermandosi come una delle opere emergenti più apprezzate nel panorama attuale. Il coinvolgimento diretto dei lettori a Giardini Naxos, tra testimonianze personali e numerose richieste di acquisto, conferma che la Musso è riuscita a dare voce a emozioni universali e profondamente contemporanee.

Il viaggio di Ghost Love proseguirà ora con nuove tappe, portando avanti una missione che unisce letteratura e riflessione sociale, dimostrando come la narrazione sia ancora lo strumento migliore per interpretare le fragilità del nostro tempo.

Maxi stop idrico nel Vesuviano: rubinetti a secco in 7 comuni 6-8 febbraio. Ecco il piano orario e le zone

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Si preannuncia un fine settimana di forti disagi per migliaia di cittadini dell’area vesuviana e dell’hinterland napoletano. A causa di indifferibili lavori di manutenzione straordinaria sulla condotta regionale “San Clemente-Cercola”, una delle arterie principali per l’approvvigionamento idrico della Campania, si verificherà una massiccia interruzione della fornitura d’acqua a partire da questo venerdì.

La Gori ha diramato un avviso ufficiale comunicando che, per permettere alla Direzione generale per il ciclo delle acque della Regione Campania di operare sulla condotta, sarà necessario sospendere l’erogazione in ben sette comuni: Casalnuovo, Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, San Sebastiano al Vesuvio e Pomigliano d’Arco.

Le operazioni, che interesseranno il weekend compreso tra il 6 e l’8 febbraio 2026, varieranno negli orari a seconda del comune di appartenenza. Per mitigare l’impatto sulla popolazione, l’azienda ha predisposto un piano d’emergenza con autobotti e fontanine. Di seguito riportiamo il calendario dettagliato delle chiusure e l’elenco delle postazioni di acqua potabile allestite città per città.

Questo è il comunicato stampa emanato dalla Gori e pervenuto alla nostra redazione:

Gori comunica che la Direzione generale per il ciclo delle acque della Regione Campania, per consentire i lavori di riparazione della condotta adduttrice San Clemente-Cercola, è costretta ad interrompere la fornitura idrica nei Comuni di CASALNUOVO DI NAPOLI, CERCOLA, MASSA DI SOMMA, POLLENA TROCCHIA, SANT’ANASTASIA, SAN SEBASTIANO AL VESUVIO, POMIGLIANO D’ARCO.

L’intervento di riparazione comporterà mancanze d’acqua e abbassamenti della pressione idrica secondo il seguente calendario:

  • dalle ore 21:00 di venerdì 6 febbraio, fino alle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026, nei comuni di Casalnuovo di Napoli, Pomigliano D’Arco e Sant’Anastasia. 
  • dalle ore 07:00 di sabato 7 febbraio fino alle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026, nei comuni di Massa di Somma, Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio. 
  • dalle ore 14:00 di sabato 7 febbraio fino alle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026, nel comune di Cercola. 

La condotta adduttrice San Clemente-Cercola alimenta il sistema idrico Sarnese-Vesuviano con una portata fino a 1000 litri al secondo. Sono state, pertanto, predisposte articolate manovre di regolazione dei flussi per mitigare i disagi alle utenze servite.

A SEGUIRE IL DETTAGLIO DELLE STRADE COINVOLTE E DEI PUNTI DI APPROVVIGIONAMENTO.

CASALNUOVO DI NAPOLI:

Intero territorio comunale, esclusa frazione di Casarea.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIE DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso:

1) Via Filichito (di fronte agenzia assicurativa);

2) Via San Marco n. 95;

3) Corso Umberto I, angolo Via De Curtis.

CERCOLA:

VIA CENSI DELL’ARCO, VIA COLLODI, VIA CUPA TRAVI, VIA DANTE ALIGHIERI, VIA DELLA LIBERTÀ, VIA FIGLIOLA, VIA GIOVANNI PASCOLI, VIA LUCA GIORDANO, VIA MADONNELLE, VIA MASSERIA RUTIGLIA, VIA RUBINACCI, VIA SANTA CATERINA, VIA TRAVI, VIA TUFARELLI, VIALE CARAVAGGIO, VIALE CIMITERO, VIALE DEI PINI, VIALE DELLE MAGNOLIE, VIALE DELLE ROSE, VIALE DONATELLO

VIALE GIANNI RODARI, VIALE LEONARDO DA VINCI, VIALE MICHELANGELO, VIALE MODIGLIANI, VIALE TIEPOLO.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, in Corso Domenico Riccardi, di fronte la Casa Comunale.

MASSA DI SOMMA:

Intero territorio comunale.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso Corso Tullio Boccarusso, nei pressi di Piazza dell’Autonomia.

POLLENA TROCCHIA:

Intero territorio comunale.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, in Piazza Amodio, presso edicola.

SANT’ANASTASIA:

Via Archi Augustei.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE per tutta la durata della sospensione presso:

Piazzetta Padre Pio;

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO:

Intero territorio comunale.
Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIA DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso:

1)Via Figliola;

2)Via Panoramica Fellapane, di fronte ASL.

POMIGLIANO D’ARCO:

Intero territorio comunale ad esclusione di Masseria Ciccarelli.

Predisposto Servizio Idrico Sostitutivo con BATTERIE DI FONTANINE, per tutta la durata della sospensione, presso;

1) Via Nazionale delle Puglie, parcheggio Eurospin;

2) Via Terracciano n. 205;

3) Via Caruso, angolo Via Donizetti.

Servizio Idrico Sostitutivo con AUTOBOTTI, per tutta la durata della sospensione, presso:

1) piazza Giovanni Leone;

2) via Roma, altezza scuola Ponte.

In tutti i territori interessati dalla sospensione del servizio, l’erogazione idrica – salvo imprevisti o aggiornamenti – riprenderà regolarmente a partire dalle ore 16:00 di domenica 8 febbraio 2026.

Si segnala che alla regolare ripresa del servizio idrico potrebbero verificarsi transitori fenomeni di torbidità dell’acqua, di breve durata, per i quali si consiglia di far scorrere per alcuni minuti l’acqua dai propri rubinetti.

Informazioni per l’utenza saranno disponibili anche consultando il sito web goriacqua.com o telefonando al numero verde gratuito 800 218 270 attivo h24.

Ci scusiamo per il disagio.

Il ritorno alla normalità è previsto per il pomeriggio di domenica 8 febbraio, con il ripristino graduale del flusso a partire dalle ore 16:00 in tutte le zone coinvolte.

La Gori tiene tuttavia a precisare che, nelle fasi immediatamente successive alla riapertura dei condotti, l’acqua potrebbe presentarsi torbida o di colore scuro. Si tratta di un fenomeno transitorio e fisiologico dovuto al cambio di pressione nelle tubature: si consiglia pertanto di far scorrere l’acqua dai rubinetti per alcuni minuti fino a quando non tornerà limpida e incolore prima di utilizzarla.

Juve Stabia, contro il Padova è l’ora della verità: Il Menti riapre le porte

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Sabato pomeriggio si può dire finalmente a casa. Dopo le settimane difficili segnate dai fatti di cronaca extra calcistica che hanno imposto il silenzio sugli spalti del “Romeo Menti”, la Juve Stabia è pronta a riabbracciare il suo popolo. Il match contro il Padova non sarà una semplice partita di campionato, ma un rito collettivo: il ritorno del dodicesimo uomo in campo, fondamentale per spingere la squadra in una fase cruciale della stagione.

Guai a sottovalutare il Padova

Sarebbe un errore imperdonabile guardare alla classifica con superficialità. Il Padova che arriva a Castellammare è una squadra ferita ma viva, affamata di punti salvezza e in crescita sul piano del gioco. Gli uomini di Andreoletti sono reduci da una sconfitta contro il Monza che ha il sapore della beffa: contro i brianzoli, i veneti sono usciti a testa altissima, dimostrando di meritare ben più degli applausi di circostanza. Troveremo un avversario tignoso, organizzato e deciso a vendere cara la pelle.

Il momento d’oro delle Vespe

La truppa guidata da Ignazio Abate arriva all’appuntamento con il vento in poppa. La gestione recente è stata impeccabile: la vittoria nel deserto del Menti contro la Virtus Entella ha dimostrato solidità mentale, mentre il pareggio strappato a Reggio Emilia ha portato in dote un punto di platino per morale e classifica. È questa la continuità necessaria per blindare la salvezza: saper soffrire e raccogliere frutti anche nelle giornate in cui la sorte ti gira le spalle.

Un crocevia per il futuro: servono punti pesanti

Vincere contro il Padova ha un valore doppio, quasi triplo. Non è solo questione di classifica attuale, ma di strategia a lungo termine. Il calendario, infatti, sta per presentare un conto salatissimo: all’orizzonte c’è una doppia trasferta da brividi contro Empoli e Monza. Due “brutti clienti”, squadre esperte e costruite per il vertice, che lasceranno pochi margini di errore. Ecco perché incamerare i tre punti ora garantirebbe quella tranquillità psicologica e quel “cuscinetto” di vantaggio necessari per affrontare le big con la mente sgombra e maggiore fiducia nei propri mezzi.

I singoli: il ritorno di Leone e l’attesa per Gabrielloni

Sul fronte formazione, la notizia che scalda l’ambiente è il rientro di Leone. Il regista, sempre al centro delle voci sul rinnovo contrattuale, è pronto a riprendere le chiavi del centrocampo. Ma gli occhi del Menti saranno puntati soprattutto sull’attacco. I tifosi aspettano Gabrielloni. L’attaccante è rientrato nelle rotazioni ma non è ancora riuscito a incidere come sa fare in termini di gol e assist.

Se è vero – come abbiamo spesso sottolineato – che la forza di questa Juve Stabia risiede nel collettivo e nello spirito di gruppo, è altrettanto vero che in questo momento serve il guizzo del singolo. Serve il bomber. In un mese difficile, con il capitano costretto ai box e il ricordo del suo predecessore (volato nella “città del carnevale”) ancora fresco, le Vespe hanno bisogno che qualcuno si carichi il peso dell’attacco sulle spalle. La sfida al Padova è aperta: tra il calore del pubblico ritrovato e la necessità di fare punti, la Juve Stabia cerca la consacrazione definitiva.

Juve Stabia, Cittadella dello Sport di Celano: Sarà il quartier generale delle Vespe per il ritiro estivo?

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In casa Juve Stabia il futuro non si attende, si costruisce. La società gialloblù dimostra ancora una volta di avere le idee chiare e una gestione manageriale che lavora su più tavoli contemporaneamente per garantire alle “Vespe” prospettive sempre più rosee. Se da un lato il Direttore Sportivo Matteo Lovisa è attivo 365 giorni l’anno per monitorare talenti e puntellare la rosa, dall’altro la macchina organizzativa del club si muove con largo anticipo per pianificare i dettagli cruciali della prossima stagione, a partire dal ritiro estivo.

La missione in Abruzzo: Celano nel mirino

La lungimiranza del club si è tradotta, nei giorni scorsi, in una visita operativa in Abruzzo. Come riportato dalla testata MarsicaLive, una delegazione dirigenziale guidata dal Presidente Filippo Polcino, affiancato dallo staff tecnico della prima squadra, ha effettuato un accurato sopralluogo a Celano, in provincia dell’Aquila. L’obiettivo? Valutare l’idoneità delle strutture locali per ospitare il quartier generale del ritiro precampionato.

La visita si è concentrata sulla “Cittadella dello Sport” di via della Torre, un complesso recentemente rinnovato che si candida a diventare un polo d’eccellenza per il calcio professionistico. Il feedback della dirigenza stabiese è stato estremamente positivo: l’impatto visivo e funzionale dell’impianto, oggetto di una recente riqualificazione, ha suscitato entusiasmo per la qualità delle condizioni logistiche offerte.

Una concorrenza di alto livello

L’eccellenza delle strutture di Celano non è passata inosservata. La Juve Stabia, muovendosi per tempo, ha confermato la sua efficienza, ma la corsa per accaparrarsi la location è serrata. Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, ha rivelato che oltre alle Vespe, sono giunte manifestazioni d’interesse da altri club blasonati come Avellino, Modena e Sampdoria.

“Era questa la visione politica che avevamo nel momento in cui abbiamo iniziato a riqualificare ed ampliare la nostra cittadella dello sport,” ha commentato con orgoglio il sindaco Santilli. “L’obiettivo è dare un deciso impulso allo sviluppo del turismo sportivo, generando ricadute economiche positive per l’intero tessuto cittadino.”

Per il primo cittadino, ospitare un club professionistico significa attivare un volano economico che coinvolge hotel, commercio e servizi, valorizzando al contempo le bellezze naturali del territorio. “Cercheremo di prendere la decisione migliore negli interessi di Celano,” ha concluso, lasciando aperta la partita.

Le strutture: un centro all’avanguardia

Cosa ha colpito così tanto la dirigenza della Juve Stabia? La dotazione tecnica del centro sportivo è di prim’ordine e copre ogni esigenza di una squadra di alto livello:

  • Campi da gioco: L’impianto principale “Fabio Piccone” in erba naturale è affiancato da altri due terreni: il “Riccardo Paris” (in sintetico) e il “Francesco Baruffa” (in erba naturale), garantendo varietà per ogni tipo di allenamento.

  • Logistica: Una palestra situata sotto le tribune e una foresteria di oltre cento metri quadrati, completa di angolo cottura e posti letto.

  • Servizi extra: Un palazzetto dello sport collegato ai campi (con rettangolo per il calcio a 5 indoor) e, soprattutto, una piscina che tornerà operativa in estate. “Un servizio ulteriore che esercita un peso specifico durante la preparazione atletica,” ha sottolineato il sindaco.

La Juve Stabia, dunque, non lascia nulla al caso. L’organizzazione meticolosa e la capacità di anticipare i tempi confermano la volontà della proprietà di consolidare il club ai massimi livelli, curando ogni minimo dettaglio, dal mercato alle strutture di allenamento.

Juve Stabia – Padova: All’andata Cacciamani incantò, Bortolussi rispose. Chi sarà il protagonista al ritorno?

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Se il calcio è lo sport più amato al mondo, partite come quella andata in scena all’Euganeo ne spiegano perfettamente il motivo. La sfida tra i padroni di casa e i gialloblù non è stata una semplice gara di campionato, ma un concentrato di adrenalina, giocate d’alta scuola e continui ribaltamenti di fronte che hanno tenuto il pubblico incollato ai seggiolini fino al triplice fischio.

Un match vibrante, terminato con un pareggio che, seppur giusto per quanto visto in campo, lascia dietro di sé una scia di storie e “what if” destinati a durare nel tempo.

La prima luce di Cacciamani e l’addio (con gol) di De Pieri

Per i tifosi delle Vespe, questa trasferta resterà impressa nella memoria come il giorno del “battesimo di fuoco” di Cacciamani. È stato il momento in cui l’esterno stabiese ha deciso di prendersi la scena: la sua prima vera magia in maglia gialloblù è stata una prodezza balistica che ha confermato tutto il suo talento. Un gol capace di accendere la luce in un momento complicato, il primo capitolo di una storia d’amore calcistica che da quel giorno ha iniziato a scrivere le sue pagine più importanti.

A fargli eco, in un tandem di pura qualità, è stato De Pieri. Il suo gol è stato un lampo di classe purissima, un acuto che aveva illuso gli ospiti di poter sbancare il prato dell’Euganeo. Rivederlo oggi fa un certo effetto: quella giocata resterà, col senno di poi, l’unica vera perla della sua stagione prima del trasferimento al Bari. Un regalo d’addio che aveva fatto sognare il colpaccio esterno.

Bortolussi: l’assicurazione sulla vita di Andreoletti

Dall’altra parte della barricata, però, il calcio ha ricordato a tutti che le partite non finiscono finché non lo decidono i bomber di razza. In una giornata che sembrava stregata per la retroguardia di casa, Matteo Andreoletti ha potuto contare su un leader mai domo.

Quando la nave sembrava imbarcare acqua sotto i colpi del duo Cacciamani-De Pieri, è salito in cattedra Bortolussi. L’attaccante ha sfoderato una prestazione “top”, caricandosi letteralmente il peso dell’attacco sulle spalle. Le sue reti non sono state solo gol, ma atti di ribellione contro una sconfitta che sembrava scritta, evitando un ko interno che sarebbe stato pesantissimo per il morale dei biancoscudati.

Un pareggio che sa di spettacolo

Il segno X finale è stato il giusto premio per due squadre che hanno deciso di affrontarsi a viso aperto, senza tatticismi esasperati, privilegiando lo spettacolo e il gioco offensivo.

Restano i contenuti tecnici di altissimo livello. Per Andreoletti, la conferma di avere in Bortolussi un’assicurazione sulla vita nei momenti di tempesta. Per i gialloblù, resta forse un pizzico di rammarico per non aver capitalizzato al massimo tanta bellezza offensiva, ma anche la certezza di quella giornata in cui Cacciamani spiegò a tutti che le Vespe avevano trovato un nuovo mago.

Juve Stabia – Padova: Dall’amarezza dell’ultima volta al Menti alla speranza di oggi con Abate in panchina

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Ci sono partite che non raccontano solo un risultato, ma l’intero canovaccio di un’annata. Fotografie sbiadite che, a guardarle anni dopo, restituiscono ancora quella sensazione di ineluttabilità. Quel martedì pomeriggio di fine marzo della stagione 2013/2014 è una di queste. Il “Romeo Menti” fu teatro dell’ennesimo psicodramma sportivo di una Juve Stabia che stava vivendo un calvario senza fine, una discesa agli inferi lenta e dolorosa.

L’1-1 finale contro il Padova non fu un semplice pareggio da archiviare nelle statistiche: fu la certificazione di una condanna.

L’illusione di Doukara, il gelo di Pasquato

La gara si era messa sui binari giusti, quasi a voler smentire il destino. In un clima surreale, teso per una classifica ormai compromessa, Souleymane Doukara aveva acceso la speranza. Un gol di prepotenza fisica, un lampo nel buio che sembrò, per un’ora abbondante, poter regalare una gioia effimera a una tifoseria stremata. Le Vespe, in quel pomeriggio infrasettimanale, diedero l’illusione di poter portare a casa i tre punti, lottando più con i nervi a fior di pelle che con la qualità tecnica.

Tuttavia, come un copione già scritto troppe volte in quel campionato “maledetto”, il secondo tempo portò con sé i fantasmi della rimonta. L’ingresso in campo di Cristian Pasquato cambiò l’inerzia del match. Fu proprio il fantasista veneto, con la sua tecnica superiore, a trovare la zampata del pareggio, gelando il pubblico stabiese e trasformando quel timido entusiasmo in una rassegnata amarezza.

Quella sfida non ebbe la gloria delle cavalcate di Sau o il cinismo letale di Mbakogu. Non ci fu epica, ma solo il sapore acre di un boccone troppo difficile da mandare giù, la sintesi perfetta di una fragilità psicologica che condannò le Vespe alla retrocessione.

Il presente: Abate sulle orme di Braglia

Ma il calcio, si sa, offre sempre un’opportunità di riscatto. Oggi la Juve Stabia vive una realtà diametralmente opposta. Via la rassegnazione, dentro l’ambizione. Un nuovo capitolo di questa sfida sta per essere scritto e il giudice supremo sarà, ancora una volta, il manto erboso del “Romeo Menti”.

Questa volta, però, in panchina siede Ignazio Abate. La sua squadra non scende in campo per sopravvivere alla giornata, ma per imporsi. L’obiettivo delle Vespe è chiaro: studiare e imitare la prima, storica Juve Stabia di Piero Braglia in Serie B. Quella squadra sfrontata, capace di stupire tutti da neopromossa.

Una vittoria contro il Padova oggi non servirebbe solo a vendicare quel triste martedì di marzo del 2014, ma avrebbe un peso specifico enorme sulla classifica. Con i tre punti, i gialloblù potrebbero iniziare a inviare “messaggi WhatsApp” al resto del campionato: notifiche di una salvezza che sarebbe davvero ad un passo, trasformando il finale di stagione da sofferenza a pura opportunità.

Dal fantasma di Pasquato alla fame dei ragazzi di Abate: il Menti è pronto a voltare pagina.

Castellammare e l’ombra della Commissione d’Accesso: un momento grave che impone serietà. La proposta del PSI

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La delicata fase politica e amministrativa che vive la Città è culminata nell’atto più temuto ma, a onor del vero, forse più prevedibile: la nomina da parte del Prefetto di Napoli della Commissione di Accesso. Un organo incaricato di accertare eventuali infiltrazioni camorristiche nella vita del Comune.

Si tratta di un fatto grave, che non può lasciare indifferenti, e che impone un’analisi seria e approfondita su quanto accaduto dalle ultime elezioni comunali ad oggi. Il Partito Socialista Italiano – Avanti Campania di Castellammare intende sgombrare subito il campo da equivoci: l’arrivo della Commissione non deve essere vissuto come una rivincita da parte di chi aveva preso le distanze dall’Amministrazione, né tantomeno può autorizzare chicchessia a salire in cattedra per dare lezioni di morale politica, specialmente considerando il recente passato della nostra storia locale.

Luci e ombre dell’Amministrazione Vicinanza

Ribadiamo la nostra stima personale per il Sindaco Luigi Vicinanza e rivendichiamo con trasparenza la scelta di averlo appoggiato nella campagna elettorale del 2024. Proprio per questo, proviamo a valutare ragionevolmente i primi passi del suo operato, senza tifoserie precostituite.

Giudichiamo positivamente alcuni obiettivi raggiunti: dalla realizzazione e dal recupero di punti di aggregazione e socializzazione nelle periferie, fino a quanto programmato e fatto sull’arenile in Villa Comunale, un bene finalmente restituito alla Città.

Tuttavia, con la stessa onestà intellettuale, registriamo limiti e ritardi evidenti:

  • Il tema irrisolto della sicurezza;

  • Lo stallo sul recupero delle Antiche Terme, a partire dalla mancata mescita delle acque al pubblico;

  • La mancata riapertura della strada per il Faito;

  • La reale eliminazione delle ancora troppe barriere architettoniche;

  • La recente vendita della struttura degli ex Salesiani che, allo stato attuale, appare come l’ennesima occasione persa per il patrimonio pubblico.

Il fallimento delle “Coalizioni Monstre”

È evidente che il compito di guidare una coalizione eterogenea di ben 14 liste, costruita spesso per finalità meramente elettorali (seppur con il consenso del Sindaco), si è rivelato un compito oltremodo gravoso. Le esperienze passate lo lasciavano presagire, e la realtà lo ha confermato.

Il dibattito politico cittadino è rimasto quasi sempre confinato al confronto tra i gruppi in Consiglio Comunale o espresso tramite manifestazioni pubbliche – eventi di assoluta rilevanza e partecipazione che rispettiamo profondamente – ma spesso privi della necessaria dialettica costruttiva. In questo scenario, i partiti, le realtà economiche, produttive e l’associazionismo sono rimasti colpevolmente sullo sfondo.

La proposta socialista: tornare alla Politica

Il Partito Socialista Italiano Avanti Campania, forte della sua tradizione e del risultato significativo alle ultime elezioni regionali, auspica che la politica si riappropri del suo ruolo più autentico. È tempo di archiviare logiche squisitamente numeriche e “muscolari” che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, incidendo sul declino della città, per tornare al confronto su idee e progetti.

Sono i partiti politici con radici ideali e culturali a dover giocare un ruolo decisivo, ben diversi dalle aggregazioni elettorali contingenti che nascono per un seggio ed evaporano il giorno dopo il voto. In tal senso, stiamo operando una profonda ristrutturazione per garantire una forte presenza socialista in Città.

Guardare avanti

L’impegno per il futuro deve essere quello di costruire coalizioni formate da poche liste, rappresentate in gran parte da partiti nazionali alleati a veri movimenti civici radicati nel territorio. Serve un accordo tra tutte le forze politiche che vogliono realmente cambiare passo: modalità trasparenti e condivise per la selezione dei candidati, senza distinzione di schieramento.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte all’interno di uno schieramento progressista, stabilmente e con pari dignità – come avviene a livello nazionale e regionale – partendo dall’elaborazione programmatica per recuperare quei tanti elettori che hanno scelto la strada del disimpegno.

Un nuovo scioglimento per camorra nel giro di pochi anni sarebbe un colpo durissimo per Castellammare, un’eventualità che non auspichiamo affatto. Ma, allo stesso tempo, è compito della Politica guardare avanti e preparare, fin da ora, gli anticorpi necessari per il futuro della comunità.