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Ramonda (Uni Pd): “Diagnosi precoce artrite psoriasica per terapia adeguata”

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(Adnkronos) – “L’artrite psoriasica è una patologia che deve essere diagnosticata precocemente.Questo è molto importante perché altrimenti il danno articolare diventa irreversibile: si va incontro a una lesione a carico delle strutture che comporta una distruzione dell’articolazione stessa.

E’ quindi importantissimo valutare questi pazienti ai primi segni della malattia e impostare quanto prima la terapia più adeguata a seconda delle varie manifestazioni, perché è una patologia molto variegata nella sua forma clinica”.Così Roberta Ramonda, professore associato di Reumatologia, dipartimento di Medicina-Dimed dell’Università di Padova, intervenendo a Milano, a margine della presentazione di un test online validato, vicinidipelle.it di AbbVie, che aiuta a identificarne segni e sintomi dell’artrite psoriasica. “In generale – continua Ramonda – la predisposizione genetica è molto importante: un paziente affetto da artrite psoriasica solitamente, nell’ambito della stessa famiglia, ha un altro familiare che soffre o di psoriasi o di artrite e questo è un elemento caratterizzante che deve allertare il medico quando appunto compare una manifestazione articolare che può chiaramente indicare la comparsa di questa malattia.

Fa parte del gruppo delle spondiloartriti.La prima classificazione – spiega – è stata fatta distinguendola in una forma con impegno prevalentemente delle articolazioni, delle interfalangee distali”, elementi articolari interposti tra le seconde e le terze falangi delle dita, “una forma caratterizzata da un’espressione mono-oligo-articolare – che è quella più frequente – una forma poli-articolare simmetrica, tipo l’artrite reumatoide e una forma caratterizzata da un’artrite particolarmente distruente, definita mutilante che, per fortuna, è molto rara (1-2% dei pazienti).

E poi abbiamo la forma spondilitica, cioè a carico della colonna”. L’artrite psoriasica “è una patologia infiammatoria cronica – ricorda Ramonda – che colpisce le articolazioni ed è caratterizzata da un coinvolgimento sia delle articolazioni che della cute.Il fatto che sia una forma più psoriasica quindi di competenza dei dermatologi o più artritica di competenza dei reumatologi è un quesito che condividiamo perché, effettivamente, questi pazienti possono partire da una forma puramente cutanea e sviluppare poi in seconda istanza l’artrite, oppure, in più piccola percentuale, possono presentare prima l’artrite, e poi presentare la psoriasi.

Quindi è una patologia che condividiamo con il dermatologo”.Per questo “spesso organizziamo dei team multidisciplinari per cercare di far fronte a questa patologia”. Presentandosi in modo diverso, “è chiaro che per trattare questa patologia – chiarisce la professoressa – dobbiamo capire qual è l’elemento caratterizzante perché, in base alle manifestazioni cliniche, scegliamo il trattamento più adeguato.

Un’artrite prevalentemente periferica, ovviamente, va trattata all’inizio, nella prima fase di malattia, con i Fans, con l’utilizzo dei Dmarts (Disease-modifying antirheumatic drugs)” definiti così perchè non sono solo antinfiammatori, ma modificano la progressione della malattia. “Se però dopo tre mesi di trattamento con i Dmarts tradizionali non abbiamo una risposta, si passa al trattamento con farmaci biologici.Oggi – sottolinea Ramonda – abbiamo una vasta gamma di farmaci biologici a disposizione, per cui, in questi pazienti possiamo scegliere il tipo di trattamento più adeguato che va dagli anti-Tnf, all’anti-IL 17, all’anti- IL23, l’anti-IL 12-23 e gli anti-Gec.

Quest’ultimi vanno a interferire con le Janus kinase, enzimi all’interno delle cellule che sono coinvolti nella produzione delle varie citochine e dei vari fattori di crescita che noi troviamo nei processi di tipo infiammatorio”.  La cura è a misura del paziente. “Nella forma prevalentemente artritica – precisa la professoressa – si utilizzano dei farmaci biologici, possiamo scegliere una vasta gamma di tutti questi.Nella forma prevalentemente dattilitica, non sono consigliati i Dmarts, non sono consigliato il trattamento locale con le infiltrazioni.

Nella dattilite – un’espressione della malattia caratterizzata dalla formazione di un dito a salsicciotto proprio per la sua tumefazione – si prova dapprima con l’utilizzo di steroidi locali.Se il paziente non risponde, dopo la prima, seconda infiltrazione, si passa ai biologici.

Nelle forme assiali (che coinvolgono prevalentemente la colonna vertebrale, ndr) a volte conviene passare direttamente ai biologici dopo il trattamento con i Fans.Nelle forme particolarmente aggressive – conclude Ramonda – si consiglia il passaggio direttamente ai farmaci biologici”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, accordo Italia-Albania: via libera dal Consiglio dei ministri

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(Adnkronos) – Via libera del Consiglio dei ministri alla ratifica del protocollo tra Italia e Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria.  Il protocollo d’intesa sottoscritto il 6 novembre scorso a Roma da Giorgia Meloni ed Edi Rama è composto da 14 articoli e due allegati (IL TESTO).Nella premessa si sottolinea che “considerato l’interesse delle parti a promuovere una crescente cooperazione bilaterale in tutti i settori, anche nella prospettiva dell’adesione dell’Albania all’Ue, ritenuto necessario intensificare la collaborazione nell’ambito della gestione dei flussi migratori, anche in considerazione della vicinanza geografica e della comunanza di interessi e di aspirazioni tra le parti, consapevoli delle problematiche che derivano dalla migrazione illecita, in osservanza degli accordi internazionali nell’ambito della tutela dei diritti dell’uomo e, in particolare, nell’ambito della migrazione, certi delle azioni da intraprendere per la prevenzione dei flussi migratori illeciti e della tratta degli esseri umani e, nel contempo, per garantire la tutela dei diritti dell’uomo”, il protocollo “è finalizzato a rafforzare la cooperazione bilaterale tra le parti in materia di gestione dei flussi migratori provenienti da Paesi terzi, in conformità al diritto internazionale e a quella europea”. All’articolo 3 si legge che la parte albanese riconosce alla parte italiana il diritto all’utilizzo delle aree (beni immobili di proprietà demaniale), secondo i criteri stabiliti dal presente protocollo.

Le aree sono concesse a titolo gratuito per la durata del protocollo che, come previsto dall’articolo 13, è di cinque anni, rinnovato tacitamente per altri cinque, salvo che una delle due parti comunichi, con preavviso di almeno sei mesi rispetto alla scadenza, la propria intenzione di non rinnovarlo. All’articolo 4 è scritto che “il numero totale di migranti presenti contemporaneamente nel territorio albanese in applicazione del presente Protocollo non potrà essere superiore a 3.000.Le strutture nelle aree previste sono gestite dalle competenti autorità della parte italiana secondo la pertinente normativa italiana ed europea.

Le controversie che possano nascere tra le suddette autorità e i migranti accolti nelle suddette strutture sono sottoposte esclusivamente alla giurisdizione italiana.Le competenti autorità albanesi consentono l’ingresso e la permanenza nel territorio albanese dei migranti accolti nelle strutture al solo fine di effettuare le procedure di frontiera o di rimpatrio previste dalla normativa italiana ed europea e per il tempo strettamente necessario alle stesse.

Nel caso in cui venga meno, per qualsiasi causa, il titolo della permanenza nelle strutture, la parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese.I trasferimenti da e per le strutture medesime sono a cura delle competenti autorità italiane”. Ancora l’articolo 4, al paragrafo 4, stabilisce che “l’ingresso dei migranti in acque territoriali e nel territorio della Repubblica di Albania avviene esclusivamente con i mezzi delle competenti autorità italiane.

All’arrivo nel territorio albanese, le autorità competenti di ciascuna delle parti procedono separatamente agli adempimenti previsti dalla rispettiva normativa nazionale e nel rispetto del presente Protocollo”. L’articolo 6 prevede che “le competenti autorità della parte albanese assicurano il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica nel perimetro esterno alle aree e durante i trasferimenti via terra, da e per le aree, che si svolgono nel territorio albanese.Le competenti autorità della parte italiana assicurano il mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno delle aree.

Le competenti autorità della Parte albanese possono accedere nelle aree, previo espresso consenso del responsabile della struttura stessa.In via eccezionale le autorità della parte albanese possono accedere nelle strutture, informando il responsabile italiano della stessa, in caso di incendio o di altro grave e imminente pericolo che richiede un immediato intervento”. I paragrafi 5, 6 e 7 stabiliscono che “le competenti autorità italiane adottano le misure necessarie al fine di assicurare la permanenza dei migranti all’interno delle aree, impedendo la loro uscita non autorizzata nel territorio d’Albania, sia durante il perfezionamento delle procedure amministrative che al termine delle stesse, indipendentemente dall’esito finale.

In caso di uscita non autorizzata dei migranti dalle aree, le autorità albanesi li ricondurranno nelle stesse.I costi che derivano dall’attuazione del presente paragrafo, sono sostenuti dalla parte italiana”. “Le competenti autorità italiane sostengono ogni costo necessario all’alloggio e al trattamento delle persone accolte nelle strutture, compreso il vitto, le cure mediche (anche nei casi che necessitano l’assistenza delle autorità albanesi) e qualsiasi altro servizio ritenuto necessario dalla parte italiana, impegnandosi affinché tale trattamento rispetti i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo, conformemente al diritto internazionale”. L’articolo 7 specifica che “le condizioni di lavoro del personale italiano sono regolate esclusivamente dalla normativa italiana.

Le retribuzioni percepite dal personale italiano sono esenti da imposte sui redditi e da contributi per l’erogazione dell’assistenza sociale previsti dalla pertinente legislazione albanese, salvo i casi in cui il personale sia cittadino albanese residente nella Repubblica d’Albania.Per le parole dette o scritte e per gli atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni, il personale italiano non è soggetto alla giurisdizione albanese anche dopo la fine dell’esercizio delle suddette funzioni in territorio albanese.

Le comunicazioni di detto personale con le competenti autorità italiane non sono soggette a restrizioni o limitazioni da parte delle autorità albanesi”.Il paragrafo 8 precisa che “il personale italiano ha l’obbligo di rispettare le leggi dell’Albania e di non interferire nei suoi affari interni”. L’articolo 9 prevede che “il periodo di permanenza dei migranti nel territorio dell’Albania in attuazione del presente protocollo, non può essere superiore al periodo massimo di trattenimento consentito dalla vigente normativa italiana.

Le autorità italiane, al termine delle procedure eseguite in conformità alla normativa italiana, provvedono all’allontanamento dei migranti dal territorio albanese.Le spese relative a tali procedure sono totalmente sostenute dalla parte italiana conformemente alle disposizioni del presente protocollo.

Per assicurare il diritto di difesa, le parti consentono l’accesso alle strutture previste dal presente protocollo agli avvocati, ai loro ausiliari, nonché alle organizzazioni internazionali e alle agenzie dell’Ue che prestano consulenza e assistenza ai richiedenti protezione internazionale, nei limiti previsti dalla legislazione italiana, europea e albanese applicabile”. L’articolo 11 stabilisce che “la parte italiana allontana tutti i migranti dal territorio albanese entro il termine del presente protocollo”, mentre all”articolo 13 si legge che “ciascuna delle parti può, in qualsiasi momento, denunciare il presente protocollo, con un preavviso scritto di sei mesi.La denuncia dà notizia delle motivazioni alla controparte.

Il protocollo può essere denunciato non prima di un anno dalla sua entrata in vigore”. Infine i due allegati: il primo riguarda l’area destinata alla realizzazione delle strutture per le procedure di ingresso e l’area destinata alla realizzazione delle strutture per l’accertamento dei presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale e per il rimpatrio dei migranti non aventi diritto all’ingresso e alla permanenza nel territorio italiano.Il secondo la disciplina dei rimborsi della parte italiana alla parte albanese. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza di genere, cosa lasciano i funerali di Giulia Cecchettin

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(Adnkronos) – I funerali di Giulia Cecchettin sono un passaggio chiave di una vicenda che per il suo valore simbolico ha avuto una grande eco mediatica, anche sproporzionata nelle sue ricadute più morbose, come avviene con i grandi casi di cronaca che diventano romanzo popolare.Devono essere però ora anche uno stimolo ad andare oltre, a occuparsi del femminicidio come conseguenza estrema della violenza di genere, con un approccio meno emotivo e più consapevole. Anche da parte dei media, spesso schiacciati dagli ingranaggi di una macchina dell’informazione che gira con regole sempre uguali a se stesse.  Andare oltre la vicenda di Giulia Cecchettin e Filippo Turetta vuol dire andare più in profondità, guardando oltre lo specifico caso di cronaca e riflettendo su quello che resta dopo i funerali di Giulia.

Si può partire dall’idea distorta del possesso.E può essere utile focalizzare l’attenzione sui rapporti di coppia, di qualsiasi sesso siano le persone che si riconoscono in un legame.

Perché la postura di chi ritiene che l’altra persona possa essere in qualsiasi forma una proprietà esclusiva è la premessa della violenza, anche quando non porta a un fatto estremo.Per questo, la libertà di ogni persona di scegliere quando, come e perché stare in un rapporto dovrebbe essere una condizione non negoziabile.  Dovrebbero essere banalità, acquisite e metabolizzate da una società che si definisce aperta, democratica, emancipata. Così però, evidentemente non è.

Le polemiche sulle responsabilità dell’educazione patriarcale prendono immediatamente una connotazione politica dalla quale è bene sottrarsi.Il tema, prima ancora che le ideologie, richiama la coscienza individuale.

E la domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi, uomini, donne, etero e omosessuali o espressione di qualsiasi altra declinazione sessuale, riguarda il rispetto delle scelte dell’altro.Siamo sommersi di stimoli e messaggi distorti rispetto a quello che è giusto o sbagliato, a come deve essere gestita una relazione o a come deve essere costruita una famiglia, quasi sempre conditi da una consistente dose di ipocrisia.  Anche chi ha gli strumenti culturali per considerare trash la spettacolarizzazione del gossip, vedi Totti e Blasi o Belen e De Martino, resta incastrato nella narrazione dell’eterna disputa fra fedeltà e tradimento.

Che poi non è altro che la rappresentazione più semplice dei rapporti di coppia vissuti dentro la dinamica del possesso, che nega per sua stessa natura la fine di un rapporto.Quel ‘doveva essere solo mia’ pronunciato da un omicida come Filippo Turetta viene replicato quotidianamente in tanti comportamenti violenti, in tante omissioni e in tante semplificazioni.  Tutto questo vuol dire che non devono esistere i rapporti di coppia e le relazioni?

L’esatto contrario.Vuol dire che vanno scelte, sempre, e che devono durare finché la scelta è rinnovata e soprattutto condivisa.

Perché se imposte, per qualsiasi ragione o convenzione, le relazioni possono diventare un territorio pericoloso.Come dimostrano, su piani diversi, la sequenza impressionante di fatti di cronaca e la vita quotidiana, quando viene schiacciata da compromessi e comportamenti prevaricatori. (Di Fabio Insenga) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diritto all’oblio oncologico, è legge

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(Adnkronos) – Diritto all’oblio oncologico, è legge.Il Senato ha dato il via libera all’unanimità, con 139 voti, al disegno di legge che introduce ‘disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche’, già approvato dalla Camera.

Tanti gli interventi in Aula dei senatori con toni sentiti, visto il tema, con la consapevolezza bipartisan di fare un passo avanti per i diritti dei malati di tumore e di chi guarisce e potrà guardare con più diritti al futuro. “Complimenti al Senato, perché abbiamo votato una grande legge”, ha detto il presidente di turno, Gian Marco Centinaio.  Dall’accesso a un mutuo, a un finanziamento, a polizze assicurative, fino a un percorso di adozione di un figlio o di affidamento di un minore, passando per concorsi e lavoro.Sono alcuni degli ambiti in cui inciderà fortemente la legge sull’oblio oncologico, grazie alla quale le persone guarite da un tumore avranno diritto a non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica.

Sull’applicazione delle disposizioni della legge vigilerà il Garante per la protezione dei dati personali. Ecco dunque cosa prevede, nel dettaglio, la legge che introduce il ‘diritto all’oblio a seguito di guarigione’ oncologica.Ai fini della stipulazione o del rinnovo di contratti relativi a servizi bancari, finanziari, di investimento e assicurativi, non è ammessa la richiesta di informazioni relative allo stato di salute della persona fisica contraente concernenti patologie oncologiche da cui la stessa sia stata precedentemente affetta e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di 10 anni alla data della richiesta.

Tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del compimento del 21esimo anno di età.Tali informazioni non possono essere acquisite neanche da fonti diverse dal contraente e, qualora siano comunque nella disponibilità dell’operatore o dell’intermediario, non possono essere utilizzate per la determinazione delle condizioni contrattuali. Per quanto attiene a procedure di adozione e affidamento dei minori, le indagini che vengono fatte sui potenziali genitori o affidatari non possono riguardare il loro stato di salute.

Viene in particolare stabilito che tali indagini non possono avere a oggetto patologie oncologiche trascorsi 10 anni dalla fine del trattamento terapeutico, in assenza di recidive o ricadute, ovvero 5 anni se la patologia è insorta prima del compimento del 21esimo anno di età. Per quanto riguarda l’accesso alle procedure concorsuali, quando nel loro ambito sia previsto l’accertamento di requisiti psicofisici o concernenti lo stato di salute dei candidati, si fa divieto di richiedere informazioni relative allo stato di salute concernenti patologie oncologiche da cui essi siano stati precedentemente affetti e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di 10 anni alla data della richiesta.Periodo ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del 21esimo anno di età. Viene rimessa a un decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministro della Salute – sentite le organizzazioni di pazienti oncologici che siano iscritte nella sezione Reti associative del Registro unico nazionale del Terzo settore o che abbiano la forma giuridica di associazioni di secondo livello iscritte al predetto Registro – la promozione di specifiche politiche attive per assicurare, a ogni persona che sia stata affetta da una patologia oncologica, uguaglianza di opportunità nell’inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi, e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, risoluzione contrattuale con Della Pietra

Juve Stabia, ufficializzata la risoluzione contrattuale con l’attaccante Vincenzo Paolino Della Pietra.

Il comunicato ufficiale della Juve Stabia sulla rescissione con Della Pietra.

“La S.S. Juve Stabia comunica la risoluzione contrattuale con l’attaccante, classe ‘02, Vincenzo Paolino Della Pietra.

A Vincenzo, cresciuto nel nostro settore giovanile, vanno i ringraziamenti per quanto fatto e i migliori auguri per il futuro.

S.S. Juve Stabia”. 

La carriera di Vincenzo Della Pietra.

Vincenzo Della Pietra, nato ad Atripalda il 22 giugno del 2002, è diventato l’uomo copertina della Juve Stabia nella stagione 2021-2022 nella trasferta di Catanzaro con il gol allo scadere del match che assicurò alle Vespe un punto importantissimo contro una big del campionato di Lega Pro Girone C.

Della Pietra inizia la sua carriera di giovane calciatore tra le fila del settore giovanile del Napoli. A gennaio 2019 passa nell’Under 17 del Benevento dove resta fino al termine della stagione. Nell’estate del 2019 il passaggio alla Juve Stabia dove è stabilmente titolare nel settore giovanile.

Nella stagione 2020-2021 con Padalino allenatore, dopo alcune brillanti prestazioni con la Juve Stabia da titolare ad inizio stagione in prima squadra (a Vibo entra in maniera decisiva nell’azione del rigore procuratosi da Bubas e trasformato da Mastalli) viene ceduto in prestito al Genoa dove fa una buona esperienza nell’Under 19 del Grifone.

Tornato alla base alla Juve Stabia, parte titolare con mister Novellino in molte partite dello scorcio iniziale del campionato 2021-2022. Gare nelle quali Della Pietra mette in mostra tutte le sue qualità: grande impegno e dedizione alla causa oltre che una buona tecnica di base con continui rientri a centrocampo per non alterare gli equilibri della squadra nel 4-2-3-1 iniziale di Novellino, ma anche molta incisività in attacco.

Novellino lo impiega per diverse gare da punta centrale sia per l’arrivo ritardato di Eusepi che per l’infortunio alla spalla che costringe il bomber della Juve Stabia a stare fermo per diverse giornate ad inizio stagione.

In realtà però Della Pietra non è una vera e propria punta centrale: nasce seconda punta nel settore giovanile ma nonostante ciò si adatta benissimo anche al ruolo di prima punta sia nel 4-2-3-1 che nel 4-3-3.

Nel campionato scorso 2022-2023 poche le presenze di Della Pietra ma partì titolare per esempio nella gara più difficile: la trasferta di Catanzaro contro la vera corazzata del campionato dello scorso anno. A gennaio 2023 il passaggio in prestito al Monterosi e successivamente a fine campionato il ritorno alla base.

Scarnecchia: “Ho avuto un infarto davanti al Duomo: c’era un medico, mi ha salvato”

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(Adnkronos) – Roberto Scarnecchia, ex calciatore della Roma e oggi chef, ha rischiato di morire davanti al Duomo per un malore.E’ lui, dal letto dell’ospedale, a raccontare cosa è successo. “Vi parlo da un letto di ospedale.

Ho avuto, domenica 3 intorno alle 22, ho avuto un infarto mentre attraversavo il Duomo di Milano.Avevo parcheggiato la macchina per andare in albergo ed ho sentito un grandissimo dolore al petto, mi sono seduto sui gradini di questo monumento meraviglioso, ero lì ed ho detto se proprio la mia vita deve finire ora, mi faranno delle fotografie con un monumento storico dietro, ma non è andata così per fortuna perché vi sto parlando”, dice nelle storie pubblicate su Instagram. “E’ passata una coppia di fidanzati, lui era medico, mi ha visto seduto sui gradini e mi ha chiesto se stavo bene, se avevo mangiato, gli ho detto di no, e allora ha chiamato subito l’ambulanza che mi ha portato d’urgenza al San Luca a Milano e all’1 di notte mi hanno fatto un intervento al cuore e mi hanno salvato la vita”, aggiunge. “Ci sono tantissimi tipi di infarto.

Questo è stato preso assolutamente all’inizio, era un infarto delle vie che portano l’arteria alle coronarie, sono tre vie e una di questa era completamente occlusa, non per il colesterolo ma probabilmente per un po’ di stanchezza e stress che può capitare a tutti”, spiega raccontando quanto avvenuto con grande lucidità. “Per cui mi hanno preso un po’ per i capelli, erano un paio di ore che il cuore era in sofferenza, prima che entrasse con la sonda per liberarmi l’arteria occlusa e mettermi uno stent, perché le altre erano libere, e diciamo che è andato tutto bene: non ho mai perso conoscenza, sono rimasto sempre sveglio, non ho vomitato non ho avuto i sintomi del classico infarto con mal di schiena e di reni”, aggiunge l’ex calciatore. “Se posso dare un consiglio è, almeno per le persone un po’ più grandi che fanno una vita come la mia, sport e alimentazione sana e una vita regolare: magari dormo poco, che ogni tanto si facessero una visita alle coronarie.Una coronarografia, è un po’ invasiva, magari si perdono un paio d’ore della propria vita in un anno o in sei mesi, ma si valutano le condizioni.

Quelle dell’infarto non sono dipese sempre dall’alimentazione, dal colesterolo, dal cuore debole ma ci sono tantissimi motivi e fare un controllo anche un elettrocardiogramma anche sotto sforzo, magari ti salvano la vita.Io sto bene, tra qualche giorno esco e ricomincerò a rompere le scatole con il mio lavoro.

Ciao a tutti”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nancy Brilli: “Basta ruoli da pin-up, ho 60 anni” – Video

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(Adnkronos) – “Possibile che a 60 anni ti offrano il ruolo di una vecchia pin-up”?E’ lo sfogo di Nancy Brilli ospite oggi, 5 dicembre, di Pierluigi Diaco a ‘BellaMa” su Rai2. “Mi è stato richiesto molto spesso – racconta l’attrice – di essere all’altezza del mio nome: Brilli-brillante, tutto spumeggiante.

Nancy Brilli sembra un titolo di paillettes.Essere sempre luminosa, tendente alla superficialità, questo il ruolo che mi è stato assegnato.

E francamente mi sono stancata, per cui ho imparato a dire tanti ‘no’, forse anche troppi, perché poi a un certo punto a forza di dire ‘no’ uno mette un freno a mano”.  L’attrice, poi, rispondendo alle domande del cast del programma (formato da 25 ragazzi della generazione Z e da 25 boomer), ha dichiarato: “Da giovane ho avuto momenti in cui mi sono persa, per fortuna non sono caduta nella droga e nell’alcool, ma sono stata autolesionista, mi procuravo ferite da sola.Se avessi avuto un adulto vicino a me sarebbe andata sicuramente meglio”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gianluca Vialli diventa un marchio: dai palloni alle scarpe, nel nome del bomber

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(Adnkronos) – ‘Gianluca Vialli’ diventa un marchio.Cathryn White Cooper, la vedova dell’ex giocatore, allenatore e dirigente di calcio, morto il 6 gennaio scorso dopo la battaglia contro un tumore al pancreas, ha depositato il 4 dicembre la domanda per registrare presso l’Uibm (l’Ufficio italiano brevetti e marchi) la dicitura ‘Gianluca Vialli’, a quanto apprende l’Adnkronos, per una serie di categorie merceologiche che vanno dalle illustrazioni, ai disegni animati, da giochi, ai token non fungibili (Nft), passando per i beni digitali scaricabili, fino ai cappelli, agli articoli sportivi ai palloni e alle scarpe da gioco, ma anche per servizi di editoria, pubblicazioni non scaricabili e organizzazione e conduzione di eventi sportivi per scopi di beneficenza. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gravina e Mancini, botta e risposta a Le Iene

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(Adnkronos) –
Roberto Mancini e Gabriele Gravina, l’ex ct della Nazionale e il presidente della Figc: dopo il divorzio il (quasi) faccia a faccia.Quest’estat Mancini ha detto addio alla panchina della Nazionale per volare in Arabia Saudita, dove, in qualità di ct , percepirà per quattro anni circa 25milioni di euro all’anno.

Mancini ha parlato di scelta personale, aggiungendo ai commenti anche quello secondo cui il presidente della Figc Gabriele Gravina aveva cambiato lo staff a cui era legato.Le news si sono rincorse ma i due protagonisti non sono più tornati sull’argomento.

Nel servizio in onda stasera in prima serata, su Italia 1, Stefano Corti per Le Iene ha incontrato entrambi per provare a fare chiarezza, tra una polemica e l’altra.  Alla domanda sul perché Mancini si sia dimesso, il presidente Gravina ai microfoni dell’inviato risponde: “Questo dovete chiederlo a Roberto Mancini, in questo momento non riesco ancora a rimuovere l’amarezza che ho provato.Con Roberto ho condiviso cinque anni e quando vivi cinque anni di sensibilità, emozioni fortissime, un risultato storico, come fai a rinnegare tutto?

Sarebbe una sconfitta incredibile per me pensare di avere investito in un rapporto umano che poi non lascia nulla” – e prosegue -, “tutti abbiamo delle fragilità, lui ne ha manifestata qualcuna con qualche dichiarazione, a mio avviso, non corretta, io non posso abboccare e vivere puntando solo su quelle dichiarazioni”.Corti gli domanda se fosse vero che Mancini fosse andato da lui più volte per parlare dei problemi e del perché avrebbe voluto lasciare la Nazionale.  Gravina spiega: “No, io e Roberto di questo tema non ne abbiamo parlato, né nei cinque anni né un minuto prima che lui volesse presentare le sue dimissioni.

Diciamo che ha avuto momenti di tentennamenti qualche ora prima di mandare la PEC”.Infine, la Iena gli chiede se si sia sentito tradito da Mancini: “Tradito non lo so, ripeto, ancora non riesco a rimuovere quest’amarezza.

Credo che abbia sbagliato nei metodi, nei tempi.Vi garantisco che non mi sarei mai opposto, perché di fronte a proposte che ho letto sulla stampa, questa andava sicuramente accettata.

Non sarebbe rimasto con lo stesso entusiasmo di fronte a una proposta del genere”.  
Dopo Gravina, Le Iene incontrano Mancini. “Come sto ora? È un po’ faticoso, è un po’ diverso”, dice l’ex c.t, che spende anche qualche parola sulla qualificazione dell’Italia a Euro 2024: “Questo mi fa molto piacere.Sono tutti ragazzi che meritavano questo, avevano già avuto una grande delusione per il Mondiale, poi è giusto che l’Italia possa essere lì a difendere il titolo”.

Poi si passa al discorso che coinvolge la sua scelta personale di partire per l’Arabia Saudita.Abbiamo letto quello che ha dichiarato Gravina, cioè che con Spalletti l’Italia ha svoltato. – gli dice l’inviato -. “Ma io sono felice”, esclama Mancini.  Corti continua dicendo che Gravina ha dichiarato di essere rimasto male per la sua decisione, anche perché l’avrebbe fatto da un giorno all’altro.

Mancini spiega: “Anche io ci sono rimasto male.Diciamo che dopo tanti anni, forse, a volte, bisognava prendere una decisione.

Forse è una decisione che andava presa un po’ prima, però, allo stesso tempo, posso anche capire che ci si possa rimanere male.Anche io sono rimasto male di tante cose, e con grande dispiacere perché io sarei rimasto altri dieci anni, se fosse stato possibile.

Qualcosa era cambiato rispetto a prima, ma posso dire una cosa? È stato detto anche troppo”. (Si riferisce alle notizie apparse sulla stampa, ndr.): “Quando c’erano giornali, giornalisti, direttori e proprietari seri di giornali si scrivevano cose vere, adesso si scrivono un sacco di stupidaggini.Le cose scritte sono per la maggior parte stupidaggini: sono andato via per tante motivazioni”.  Quindi non è andato via per soldi. “Una delle motivazioni è anche quella”, conclude lui.

Per strappare un sorriso a entrambi le Iene consegnano a Roberto Mancini una piccola riproduzione dell’opera comunemente nota come Il Dito, di Maurizio Cattelan, da parte di Gabriele Gravina. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kata, avvocati e consulente genitori bimba scomparsa lasciano incarico

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(Adnkronos) – Lasciano l’incarico oggi sia gli avvocati che il consulente dei genitori della “piccola Kataleia, scomparsa misteriosamente dall’ex hotel Astor di Firenze il 10 giugno 2023”.Gli avvocati Sharon Matteoni e Filippo Zanasi e il consulente Luciano Garofano, ex generale del Ris, si legge in una nota, “rappresentano di aver assunto la decisione di rinunciare congiuntamente all’assistenza legale e tecnico scientifica finora garantita a Chicllo Romero Miguel Angel e Alvarez Vasquez Carmina Catherine, genitori della piccola Kata”.  “Sono infatti venute meno le condizioni che possano assicurare un benché minimo rapporto fiduciario con i nostri assistiti – spiegano in una nota congiunta – sia per la diffidenza che costoro hanno da sempre manifestato e continuano a manifestare nei confronti degli inquirenti, cui va invece riconosciuto il merito di aver svolto un enorme lavoro investigativo e di ampia e costante disponibilità nei riguardi della coppia, quanto per l’emersione di ipotesi ricostruttive dei fatti, pervenute direttamente ai nostri assistiti, puntualmente rappresentate agli inquirenti, frutto dei suggerimenti di una sedicente sensitiva peruviana, le quali tuttavia non hanno trovato alcun fondamento pur a seguito di autonome indagini difensive che ne smentiscono la sussistenza e che gli scriventi non intendono condividere, né promuovere a tutela della loro onorabilità e professionalità”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dg Ama, ‘a Natale oltre 15mila tonnellate in più, pronti per gestirle’

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(Adnkronos) – ‘’I punti chiave del piano sono quelli di garantire il servizio ordinario e potenziare le attività che riguardano il presidio delle utenze non domestiche, con il raddoppio del ritiro degli imballaggi di cartone, grande attenzione agli ingombranti con l’apertura di un nuovo centro di raccolta e aperture garantite tutti i giorni di festa’’.Lo ha detto il dg di Ama Alessandro Filippi durante la presentazione in Campidoglio del piano Ama per il Natale. ‘’Il Natale di Ama è sempre straordinario perché è il Natale di Roma, una città complessa.

Gia l’8 dicembre sarà un weekend che porterà 300mila presenze a Roma così il Natale sarà ricco di presenze e di conseguenza di produzione di rifiuti.Ogni anno, e anche quest’anno, avremo una produzione significativa, oltre 15mila tonnellate in più che devono essere gestite e ci stiamo preparando a farlo nel modo migliore’’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pace, ‘accordo sindacale non firmato da Cgil? E’minoritaria, lo dicono numeri’

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(Adnkronos) – ‘’Che in Ama la Cgil sia minoritaria lo dicono i numeri: 3 sigle su 4 hanno sottoscritto l’accordo.Noi ci stiamo attenendo a un accordo sindacale sottoscritto.

Siamo più fiduciosi perché siamo arrivati per tempo e se l’anno passato i giorni da lavorare erano scelti dal lavoratore ora invece sono concordati’’.Lo ha detto il presidente di Ama Daniele Pace a proposito dell’accordo sindacale sulle festività, non firmato dalla Cgil, durante la presentazione del piano Natale di Ama in Campidoglio.  Per il dg Alessandro Filippi ‘’l’accordo ha aspetti innovativi: un dipendente che partecipa a tutte le giornate ottiene circa 300 euro.

Siamo andati a favorire delle fasce di turno che immaginiamo più necessarie.Inoltre c’è l’apertura verso i fringe benefit che vanno verso una logica di welfare aziendale nuovo, e anche la possibilità di scelta del dipendente tra l’una e l’altra possibilità è un elemento di innovazione”. “Abbiamo poi circa 600 dipendenti in più rispetto allo scorso anno- ha aggiunto Pace -più giovani e baricentrati sui festivi, questo ci rassicura rispetto alla riuscita”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piano Ama per Natale, più presidi e potenziamento raccolta negozi e ingombranti

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(Adnkronos) – Presidi rafforzati, maggiore presenza sul territorio e potenziamento della raccolta presso le utenze commerciali e dei materiali ingombranti.Questi i punti cardine del piano operativo predisposto da Ama, in coordinamento con Roma Capitale, approntato per fare fronte al fisiologico aumento della produzione di rifiuti tipico delle Festività Natalizia.

Il piano è stato presentato oggi dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dall’Assessora all’Agricoltura Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, Sabrina Alfonsi, dal Presidente di Ama, Daniele Pace e dal Direttore Generale, Alessandro Filippi.Lo comunica in una nota Ama S.p.A. Già dallo scorso 20 novembre è stato predisposto, fino al 7 gennaio, il potenziamento dei servizi standard.

Alle consuete attività di raccolta quotidiane, Ama ha infatti affiancato un piano di presidio e spazzamento che interessa, in particolare: l’area Archeologica; l’area di Castel Sant’Angelo; il Lungotevere e le strade consolari e le arterie della grande viabilità.Per garantire lo svolgimento dei servizi e la disponibilità di operatori, autisti e mezzi sono stati predisposti: piano presenze del personale operativo (zona, autorimessa, impianti e officine), apertura delle officine interne ed esterne con turni rafforzati anche nelle giornate festive e apertura degli impianti di trattamento dei rifiuti di proprietà e di terzi anche nelle giornate festive.

Inoltre, l’azienda ha indetto una procedura negoziata per il supporto alle attività aziendali per un periodo stimato di sette settimane, che verrà attivato solamente in caso di necessità.Garantite inoltre tutte le attività di pronto intervento e supporto operativo alle sedi di zona. Per fronteggiare e intercettare la maggiore produzione di rifiuti, carta e cartone in particolare, Ama ha già potenziato il calendario dei servizi rivolti alle utenze non domestiche con un importante incremento dei passaggi su 765 vie commerciali alle quali sono stati distribuiti specifici calendari di raccolta per consentire una più agevole conferimento dei rifiuti (raccolta giornaliera di imballaggi in plastica e metallo e doppio passaggio giornaliero per imballaggi in carta e cartone). Per tutto il periodo delle Festività fino alla fine di gennaio verrà potenziata la raccolta di rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici e speciali.

Ai Centri di Raccolta già disponibili sul territorio cittadino si affianca da questo mese la nuova struttura di Casale di Cerroncino, la prima nel municipio VI.Ama ha inoltre predisposto l’apertura straordinaria dei Centri di Raccolta anche nelle giornate del 25 dicembre e primo gennaio.

Dal 18 dicembre 2023 al 31 gennaio 2024 verrà incrementato il servizio di ritiro a domicilio RiciclaCasa e Lavoro: sarà infatti possibile prenotare per poi conferire gratuitamente al piano stradale materiali fino a 4 mc e fino a 3 volte al mese.Il servizio potenziato sarà attivo per le utenze domestiche, box e cantine e per conferimento al piano stradale di materiali oltre i 2 e fino a 4 metri cubi con appuntamento fino alla fine del mese di febbraio. È stata programmata con la partnership di Roma Capitale e il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica una iniziativa per il potenziamento della raccolta servizio di raccolta di carta e cartone e comunicazione su corretto conferimento di carta e cartone.

Specificatamente per il corretto conferimento di carta e verrà avviata una campagna di sensibilizzazione dedicata con l’obiettivo di trasferire le adeguate informazioni sul corretto conferimento di imballaggi in carta e cartone; tutelare il decoro della città.  Inoltre, dal 27 dicembre al 7 gennaio Ama potenzierà il servizio di raccolta di carta e cartone ed attiverà circa 50 punti di conferimento dedicati tra sedi di zona e centri di raccolta.Tutti coloro che porteranno presso tali punti il proprio “rifiuto natalizio” in carta o cartone, riceveranno un biglietto numerato con il quale sarà possibile partecipare ad un’estrazione finale e vincere buoni spesa.

Per il 16 dicembre è previsto un evento dedicato presso il mercato rionale di Testaccio con laboratorio per bambini e attività informativa sul corretto conferimento degli imballaggi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gualtieri, ‘con piano Natale pronti ad affrontare periodo solitamente critico’

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(Adnkronos) – Presidi e spazzamento rafforzati, maggiore presenza sul territorio e potenziamento della raccolta presso le utenze commerciali e dei materiai ingombranti.Sono i principali punti del piano operativo di Ama in vista delle feste di Natale presentato in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri, dall’assessora ai rifiuti, Sabrina Alfonsi, dal presidente di Ama, Daniele Pace e dal direttore generale, Alessandro Filippi. ’Ama sta diventando un’azienda normale – ha detto Gualtieri- che programma per tempo le sue azioni.

Con il piano Natale l’azienda si vuole fare trovare pronta, con più centri di raccolta, con un potenziamento della raccolta delle utenze non domestiche, per i materiali ingombranti e più personale nelle strade.Un potenziamento già partito il 20 novembre e che durerà fino al 7 gennaio’’. Per Gualtieri ‘quella di oggi è una importante occasione di dare conto del lavoro che Ama sta svolgendo con effetti positivi visibili di recupero del trend costante di miglioramento, che era stato interrotto dalla crisi dei mezzi che poi è rientrata a livelli sopra il pre-crisi.

Il miglioramento della qualità è al di sotto dei nostri obiettivi ma al di sopra della situazione precedente, e questo per noi è uno stimolo ad andare avanti.Il piano è stato preceduto da un lavoro preparatorio partito in anticipo per farci trovare pronti in un momento tradizionalmente critico’’. Già dallo scorso 20 novembre è stato predisposto, fino al 7 gennaio, il potenziamento dei servizi standard.

Alle consuete attività di raccolta quotidiane, Ama ha infatti affiancato un piano di presidio e spazzamento che interessa, in particolare: l’area Archeologica; l’area di Castel Sant’Angelo; il Lungotevere e le strade consolari e le arterie della grande viabilità.Per garantire lo svolgimento dei servizi e la disponibilità di operatori, autisti e mezzi sono stati predisposti: piano presenze del personale operativo (zona, autorimessa, impianti e officine), apertura delle officine interne ed esterne con turni rafforzati anche nelle giornate festive e apertura degli impianti di trattamento dei rifiuti di proprietà e di terzi anche nelle giornate festive.

Inoltre, l’azienda ha indetto una procedura negoziata per il supporto alle attività aziendali per un periodo stimato di sette settimane, che verrà attivato solamente in caso di necessità.  Per fronteggiare la maggiore produzione di rifiuti, carta e cartone in particolare, Ama ha già potenziato il calendario dei servizi rivolti alle utenze non domestiche con un importante incremento dei passaggi su 765 vie commerciali con una raccolta giornaliera di imballaggi in plastica e metallo e doppio passaggio giornaliero per imballaggi in carta e cartone.Per tutto il periodo delle Festività fino alla fine di gennaio verrà potenziata la raccolta di rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici e speciali.

Ai Centri di Raccolta già disponibili sul territorio cittadino si affianca da questo mese la nuova struttura di Casale di Cerroncino, la prima nel municipio VI.  Ama ha inoltre predisposto l’apertura straordinaria dei Centri di Raccolta anche nelle giornate del 25 dicembre e primo gennaio.Dal 18 dicembre 2023 al 31 gennaio 2024 verrà incrementato il servizio di ritiro a domicilio RiciclaCasa e Lavoro: sarà infatti possibile prenotare per poi conferire gratuitamente al piano stradale materiali fino a 4 mc e fino a 3 volte al mese.

Il servizio potenziato sarà attivo per le utenze domestiche, box e cantine e per conferimento al piano stradale di materiali oltre i 2 e fino a 4 metri cubi con appuntamento fino alla fine del mese di febbraio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue Italia, 347 casi da inizio anno: il bollettino

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(Adnkronos) – Dengue in Italia, sono 347 da inizio anno a oggi.A darne notizia è il bollettino dell’Istituto superiore di sanità, aggiornato al 5 dicembre.

Restano costanti i casi autoctoni, pari a 82, quelli trasmessi localmente nel nostro Paese, rispetto alla scorsa settimana.Salgono di poco quelli importati, sono pari a 265, rispetto ai 256 di sette giorni fa.

La mappa dei casi vede in testa la Lombardia con 111 casi, seguita dal Lazio con 93, l’Emilia Romagna con 39, il Veneto con 32 e la Toscana con 17.I casi importati arrivano per il 12% dei casi dal Messico, 11% Thailandia, 10% India e l’8% Cuba.

Dal primo gennaio 2023 ad oggi è stato registrato un solo decesso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gualtieri presenta nuovo cestone ‘bello e sicuro, triplicheremo numero’

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(Adnkronos) – ‘’È stato definito il modello del nuovo cestone che coniuga estetica, uniformità e sicurezza, anche rispetto a modelli del passato non particolarmente felici, e porterà uniformità, perché saranno gli stessi in tutta la città’’.Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri presentando in Campidoglio il nuovo cestone per i rifiuti uguale a quelli in ghisa già presenti in strada ma realizzato in plastica, durante la presentazione del piano di Ama per le feste di Natale. ‘’Non è vero che se non si possono mettere i cesti tradizionali allora bisogna rassegnarsi ai cestini brutti o ai sacchi appesi.

Il nuovo invece è sicuro, è stato vagliato dalle autorità di sicurezza pero è anche bello.Sono 18.500 che collocheremo tra maggio e dicembre, e alla fine il loro numero sarà triplicato’’.  ‘’Il bando è da 51mila contenitori: ci sono anche 22mila stradali, 10mila carrellati e 2mila campane.

Con questo mega bando Roma si assicura dunque un numero sufficiente di contenitori rinnovati.con cui Roma si assicura un numero di cesti di raccolta sufficienti e rinnovati’’. ’Faccio un appello ai romani e alle romane.

Chiediamo alle utenze non domestiche di non conferire nei cassonetti e rispettare le regole e ai cittadini chiediamo di conferire gli ingombranti negli spazi propri.Ora non ci sono scuse per chi depositerà ingombranti per strada, basta con la vergogna dei divani abbandonati in strada’’. ‘’Rivolgo un grande appello a tutta la cittadinanza affinché conferiscano i rifiuti in maniera giusta, c’è la possibilità di farlo.

Si potrà conferire in 50 punti della città e portare gli ingombranti a piano strada a costo zero’’ ha concluso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia-Cina, Barbon (Nordica): “Da Sace contributo importante per muoversi su mercati”

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(Adnkronos) – “Eventi come quello organizzato oggi da Sace sono di estrema importanza per le aziende italiane che vogliono proiettarsi verso l’estero, perché offrono una visione non solo commerciale ma anche finanziaria di quello che è lo stato del Paese, la Cina in questo caso, degli sviluppi e degli investimenti futuri”.Così Manuele Barbon, Area Sales Manager di Nordica – Tecnica Group, a margine dell’incontro di business matching intitolato “Business Opportunities in the Chinese Winter Sports market”, parte del progetto ‘Sace connects’.  Con questo evento, Sace ha voluto creare un’opportunità per scoprire i trend del mercato degli sport invernali cinese, evidenziare le caratteristiche necessarie per una export strategy vincente e mettere in contatto le imprese locali con quelle cinesi. “Si tratta di informazioni molto importanti e che non sono sempre facili da reperire – ha aggiunto Barbon – soprattutto quando si tratta di Paesi emergenti o che negli anni passati erano più chiusi.

La nuova apertura che sta avendo la Cina è fondamentale per le piccole e medie imprese, ma non solo”.  “È fondamentale anche per affrontare il mercato nel modo corretto e per adeguare gli investimenti che sono stati fatti e che si faranno.In Italia siamo molto bravi a ‘fare’, costruire, inventare ma dobbiamo essere bravi anche a percepire quali sono i canali giusti dove vendere” ha concluso il Manager di Nordica. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cina, Attolico (Sace): “Mercato che offre opportunità immense”

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(Adnkronos) – “Le opportunità che ci offre la Cina sono immense.La China Construction Bank (CCB) ci ha raccontato oggi che la Cina ha l’obiettivo di avere 300 milioni di persone che praticano gli sport invernali. È un numero per noi inimmaginabile e che apre le porte ad un gran numero di opportunità per le aziende italiane, che sono sicuramente un’eccellenza nel settore grazie alla loro grandissima esperienza”.

Lo ha detto Bernardo Attolico, Chief business officer di Sace, a margine dell’incontro di business matching intitolato “Business Opportunities in the Chinese Winter Sports market”, parte del progetto ‘Sace connects’.  Con questo evento, Sace ha voluto creare un’opportunità per scoprire i trend del mercato degli sport invernali cinese, evidenziare le caratteristiche necessarie per una export strategy vincente e mettere in contatto le imprese locali con quelle cinesi. “Le società che abbiamo presentato oggi sono fantastiche e credo che ora si tratti solo di attivarsi e di cogliere le opportunità che abbiamo presentato.Il nostro ruolo – conclude – è quello di mettere in contatto le aziende italiane con opportunità all’estero, siamo dunque dei facilitatori”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Casamonica, Cassazione conferma: è associazione mafiosa

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(Adnkronos) – Il clan Casamonica è un’associazione mafiosa.La Cassazione, con una sentenza pronunciata il 24 novembre scorso, ha riconosciuto l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Roma nell’inchiesta, coordinata dal pm Edoardo De Santis, che nel 2020 ha portato all’operazione ‘Noi proteggiamo Roma, con una ventina di arresti.

In particolare, i supremi giudici hanno confermato l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso (Art. 416bis) per quattro esponenti del clan come affermato già dalle sentenze di primo e secondo grado dopo il processo con rito abbreviato: si tratta di Guerrino Casamonica detto Pelè, condannato in Appello nel dicembre 2022 a 10 anni e due mesi di reclusione, Cristian Casamonica a 8 anni, Sonia Casamonica a 7 anni e Daniele Pace, invece a 6 anni.  Con la sentenza, i giudici di piazza Cavour hanno dichiarato due dei ricorsi presentati dagli imputati inammissibili e altri due sono stati rigettati.Per una quinta posizione relativa a Griselda Filipi, per la quale era stato riconosciuto il 416bis in secondo grado, è stato invece disposto un appello bis sul punto.  L’inchiesta aveva fatto emergere le attività di usura ed estorsioni da parte del clan e un’intercettazione agli atti in cui si diceva: “Devono fare entrare organizzazioni forti a Roma, ecco perché ci vogliono distruggere a noi!

La camorra e la ‘ndrangheta.Gli dà fastidio perché noi proteggiamo Roma”.  Un sodalizio, quello dei Casamonica, che secondo il Tribunale di Roma nelle motivazioni della sentenza di primo grado “esercita il suo predominio sfruttando la fama criminale conquistata negli anni dall’intera rete familiare, ottenendo, grazie alla condizione di assoggettamento e di intimidazione della popolazione, prestazioni contrattuali non retribuite, servizi e pratiche non consentite (come avvenuto in occasione del funerale di Vittorio Casamonica) e, in generale, trattamenti di favore”.

Una sentenza che arriva a poche settimane dall’udienza fissata in Cassazione, per l’inizio del prossimo anno, del maxiprocesso nato dall’operazione ‘Gramigna’ che in Appello nel novembre 2022 ha confermato l’accusa di mafia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Vale Lp tra i Giovani finalisti: “Canto la provincia, il suo disagio e la voglia di riscatto”

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(Adnkronos) – Napoli, la provincia, il disagio dell’emarginazione del luogo da cui si proviene: temi che fanno parte nel profondo della musica di Vale Lp, nata a Napoli ed ora tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani. “Non potrei fare altrimenti – spiega all’Adnkronos la cantautrice – Fa parte di me, come il mio carattere e il mio modo di essere.Rappresentare il mio luogo di provenienza, io nasco a Napoli e poi mi trasferisco a Caserta, poi a Sparanise in provincia.

Nelle mie canzoni si parla anche molto di disagi, di punti di riferimento che mancano”.  Nella sua musica, Vale Lp cerca di dare “un punto di vista differente.L’ambiente è sicuramente il contesto provinciale, dal quale invece di soffrirne ho cercato di trarre speranza e fantasia.

E’ un invito a tutte le persone che hanno meno strumenti di altre a inventare e costruire, la fantasia è una risorsa che va sfruttata”, spiega.Il brano che presenterà alla finale del 19 dicembre su Rai1, per tentare di aggiudicarsi uno dei tre posti al festival di febbraio, lascia poco spazio all’immaginazione, e si intitola ‘Stronza’. “E’ un brano che mi ha aiutato molto a superare dei limiti – dice Vale Lp – e si pone l’obiettivo di superare una mia grande paura, quella di non essere amati per ciò che realmente si è.

Io infatti non sono una stronza, l’ho detto chiaramente con un titolo provocatorio”.  “E’ un brano particolare – dice la finalista di Sanremo Giovani – Ci sono canzoni che ti cadono in testa e che riesci a scrivere in un giorno, ‘Stronza’ no, ha richiesto tempo perché parla in modo diretto di sentimenti, in maniera onesta.E’ un approccio di scrittura diverso dal mio solito”.

Perché “la musica è sicuramente lo specchio dei moti emotivi e culturali che ci sono, oggi infatti è molto provocatoria.La mia passione per la scrittura nasce proprio dalla mia urgenza di esprimermi, ed è sicuramente per me il catalizzatore più funzionale”.

La vittoria? “Vincere è un concetto personale, la competizione è solo con me stessa, alzare il livello qualitativo della mia musica e a non aver paura che gente diversa da me possa avvicinarsi al mio modo di comunicare.Certo, salire sul palco è in generale una grande emozione, l’Ariston è sicuramente quello più importante che mi trovo ad affrontare ma ho voglia di emozionarmi e divertirmi perché è un’occasione e un onore essere qui”, dice Vale Lp. (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)