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“Le mafie nell’era digitale”, convegno a Palermo

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(Adnkronos) – La Fondazione Magna Grecia ha organizzato ai Giardini del Massimo di Palermo un importante momento di confronto e riflessione sull’utilizzo sempre più significativo che fa la criminalità organizzata delle nuove tecnologie e su come, il nostro Paese, sta fronteggiando a livello normativo questo fenomeno.Un evento che nasce dall’attività di ricerca della Fondazione e in particolare dal “Primo rapporto sulle mafie nell’era digitale” presentato dalla FMG lo scorso mese di maggio alla Camera dei Deputati, alla presenza del procuratore Nicola Gratteri.

La prima sessione del convegno, dal titolo “Organized crime in the internet age” è stata moderata dal giornalista Fabrizio Frullani, Vicedirettore del Tg2.Il Presidente della FMG Nino Foti, ha aperto i lavori evidenziando come “le risultanze del nostro rapporto realizzato nei mesi scorsi danno uno spaccato sul mondo virtuale e su come le organizzazioni criminali dialogano attraverso le nuove tecnologie.

Questo incontro anticipa l’elaborazione di un secondo rapporto molto articolato sul cybercrime, che è in fase di elaborazione e che sarà presentato nell’aprile 2024 nella sede dell’ONU a New York”. Successivamente ha preso la parola Pasquale Angelosanto, Generale di Corpo d’Armata, già Comandante dei ROS, che è intervenuto sul tema della “crypto telefonia” spiegando il processo evolutivo che hanno avuto le mafie in questi anni, che le ha portate ad assumere una veste imprenditoriale, nonché le proiezioni che sono riuscite a sviluppare anche all’estero, assumendo un assetto organizzativo da “holding criminali”.In particolare, “i crypto telefonini – ha spiegato – che sono apparati ai quali vengono sostituiti delle componenti rispetti ai classici smartphone, sono dei Canali di comunicazione che le forze di polizia non riescono ad intercettare.

Il tema centrale è rappresentato dalla nostra capacità di ammodernamento sia tecnologico, che dei nuovi assetti normativi e dei quadri giurisprudenziali.Sono tutte componenti che devono andare verso la stessa direzione”.  Antonio Nicaso, giornalista, scrittore e studioso dei fenomeni criminali di tipo mafioso, Docente Queen’s University Canada, ha dichiarato: “Le mafie non sono più scarsamente competenti come le avevamo immaginate, sono capaci di operare online e offline e sono in grado di operare nel cuore dei processi tecnologici.

Bisogna utilizzare come aspetto dirimente la velocità.Loro sono veloci e, purtroppo, la normativa vigente arranca.

Loro sono transnazionali e, invece, le leggi sono regolate da concetti ‘antichi’.Per problemi globali sono necessari rimedi globali e, quindi, uno degli obiettivi deve essere quello di eliminare le asimmetrie normative, evitare cioè che ci siano paradisi normativi e siamo indietro dal punto di vista tecnologico.

Bisognerebbe svecchiare i protocolli di indagine e migliorare la competenza tecnologica degli organi inquirenti”. Walter Rauti, Research Fellow PNRR Lab SDA Bocconi e curatore del prossimo rapporto sul Cyber crime della Fondazione Magna Grecia, ha effettuato una fotografia sul fenomeno affermando che “la criminalità organizzata oggi, nel mondo globale, agisce in modo più impercettibile e lega quella che è una attività di tipo finanziario, piuttosto che digitale, con quella che è una attività tradizionale come il controllo del territorio.Il problema di approccio storico di voler vedere la criminalità organizzata con le stesse lenti utilizzate per decenni, rischia di non far vedere la realtà di oggi, cioè una criminalità competente, che sa infiltrarsi senza neanche più corrompere e che ha le prospettive di crescita molto sofisticate.

Le mafie del futuro agiranno molto di più sulla privacy degli individui e bisogna essere pronti a questo tipo di rischio”.Ranieri Razzante, Componente del Comitato per la strategia sull’IA della Presidenza del Consiglio, ha presentato una panoramica sul quadro normativo e sul sistema antiriciclaggio attualmente in vigore. “L’occultamento attraverso il web” – ha commentato – “è diventato un moltiplicatore del riciclaggio ed è necessaria una legge che regolamenti questo settore.

L’utilizzo dell’IA può costituire ulteriore fattore destabilizzante laddove la punibilità dei comportamenti eventualmente criminali dell’IA non risulta ancora possibile anche sul lato investigativo.” Marcello Ravveduto, Docente di Digital Public History Università di Salerno, Modena e Reggio Emilia, che ha realizzato per la FMG il rapporto sulle mafie nell’era digitale si è successivamente così espresso. “Il rapporto riguarda il cyber influence, cioè l’influenza sociale che le mafie esercitano attraverso i social network costruendo un’area di consenso, intervenendo pubblicamente nel proprio territorio, occupando il territorio virtuale e mostrando la ricchezza di questo mondo.Assistiamo a una normalizzazione del messaggio mafioso, che diventa parte integrante del flusso di news di intrattenimento presente nelle piattaforme.

I mafiosi si rappresentano come imprenditori di successo di un brand chiamato mafia”.  La seconda parte del convegno si è occupata degli aspetti normativi relativi alle mafie nell’era digitale, ed in particolare sull’attuale vuoto legislativo che si registra in Italia.Il titolo di questo seconda sessione è stato Il mondo del web, “legibus solutus”?

ed è stato moderato dalla giornalista Elvira Terranova, caposervizio dell’agenzia AdnKronos.Ha introdotto i lavori Saverio Romano, Vicepresidente della Fondazione Magna Grecia che si è soffermato sulle attività di ricerca della FMG, affermando che “nel web non ci sono regole.

Questo è un luogo dove si forma una nuova società globale ed è uno spazio dove può succedere di tutto e, questo fenomeno, deve essere affrontato a livello globale.Le mafie inviano segnali, elaborano disvalori e comunicano stili di vita e modelli che vanno contrastati per la loro nocività.

Inoltre, dal punto di vista economico, la criminalità organizzata utilizza il web per aumentare il proprio giro di affari attraverso operazioni di riciclaggio o per trasferire capitali illeciti.Tutto questo ci fa capire quanto siano necessarie nuove regole”. A seguire, Antonio Balsamo, Sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, già Presidente del Tribunale di Palermo, ha evidenziato “la necessità di una riforma modernizzatrice sulla base degli sviluppi della tecnologia, specie per i messaggi criptati, nonché la necessità di colmare la mancanza di regolamentazione dell’acquisizione della prova in relazione alle nuove tecnologie”.

Giuseppe Di Cesare, Segretario Generale vicario della Fondazione Sicilia e docente di procedura penale, è invece intervenuto sul futuro della prova elettronica considerando le novità legislative e considerando le fasi di acquisizione della prova e la sua successiva utilizzabilità.Francesco Greco, Presidente Consiglio Nazionale Forense, si è soffermato sull’Intelligenza Artificiale “che va perimetrata.

E’ uno strumento straordinario che aiuta, ma può essere usato dalla criminalità organizzata come mezzo di conoscenza ed è indispensabile trovare degli strumenti per regolarla immediatamente, visto che è ingovernabile.A livello europeo si sta lavorando molto su questo tema, che però è in costante evoluzione”.  Ha partecipato in collegamento anche Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, affermando che “se ci sono condotte illecite nel mondo del web, bisogna perseguirle come nel mondo reale.

Non c’è una schermatura e bisogna trovare adeguate garanzie all’interno del mondo virtuale.Nel dark web siamo di fronte a un lato oscuro, anche se accedervi di per sé non è un reato, ma c’è comunque l’urgenza dell’intervento del legislatore per un adeguamento”.

Sui rischi dell’IA, il Viceministro Sisto ha aggiunto che “ci sono dei rischi evidenti di creare messaggi falsificati ed è necessario intervenire per stabilire il giusto equilibrio fra tutti gli elementi che devono garantire il giusto processo”.  Antonio Baldassarre, Presidente emerito Corte Costituzionale, ha affermato come “i poteri pubblici sono in difficoltà nel contrastare questa tipologia di attività criminali ed è necessaria una maggiore integrazione da parte dell’occidente, Europa, Stati Uniti e Canada, Bisogna ricucire la asimmetria normativa che attualmente esiste fra i vari Paesi”.Marzia Sabella, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Palermo, ha invece commentato: “Manca la capacità per perseguire i reati sul web ed è necessario investire nella preparazione tecnologica degli organi inquirenti, vale a dire polizia giudiziaria e magistratura.Una cosa è inseguire i ‘pizzini’, un’altra cosa è trovare le chat criptate”.

Ha concluso l’evento Arthur Gajarsa, Presidente dell’Italian American Police Center e già Giudice Corte d’Appello Federale USA che si è soffermato sul profilo normativo del cybercrime e sulla necessità che i governi italiano e americano cooperino affinché si colmi questo vuoto normativo. “E’ fondamentale trovare nuove forme di cooperazione per sfruttare al meglio l’intelligenza artificiale” – ha dichiarato. “Bisogna studiare le nuove tecnologie per poterle comprendere, rispettando i diritti dei cittadini e la loro privacy, anche se saranno necessari diversi anni e questo rappresenta l’aspetto più critico”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morgan, vittoria in tribunale: assolto da accusa di frode fiscale

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(Adnkronos) –
Marco Castoldi, in arte Morgan, è stato assolto con formula piena dall’accusa di frode fiscale.A comunicarlo è lo stesso cantante nella sua chat, che riferisce che la Corte d’Appello di Milano ha confermato la decisione del tribunale di Monza, che aveva assolto l’ex Bluvertigo dal reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”. “Ringrazio gli avvocati Leonardo Cammarata, Rossella Gallo, Alessandro Ingrassia, Lidia Lo Giudice per il risultato ottenuto dal loro impegno”, commenta Morgan. Per l’artista, una ‘vittoria’ in un periodo movimentato.

Morgan recentemente è stato silurato da X Factor 2023, il talent di Sky a cui partecipava come giudice con Fedez, Dargen D’Amico e Ambra.Dopo una puntata caratterizzata da scontri, battute al vetriolo e accuse, Morgan è stato escluso dalla trasmissione a metà novembre.

Il provvedimento adottato dall’emittente e dalla casa di produzione è stato accompagnato dalle dichiarazioni di Morgan e da quelle degli altri giudici, Fedez in primis, che hanno portato avanti la telenovela. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salario minimo, opposizioni preparano battaglia alla Camera

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(Adnkronos) – Le opposizioni si preparano alla battaglia alla Camera sul salario minimo.Sono stati presentati 4 emendamenti unitari, da votare in aula, al maxiemendamento della maggioranza che affossa la proposta delle opposizioni, consegnando una delega al governo per trovare entro sei mesi un meccanismo per garantire ‘retribuzioni eque’, cancellando di fatto il salario minimo.

I 4 emendamenti sono firmati ra gli altri da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Matteo Richetti, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e ricalcano la proposta di salario minimo delle opposizioni.  “Oggi alla Camera, noi del Pd insieme a M5S, Azione e Alleanza Verdi e Sinistra, proveremo a bloccare la scempiaggine della delega che cancella il salario minimo.Chiederemo alla maggioranza di ritirarla e di sedersi a discuterne nel merito con le opposizioni, cosa che non hanno mai voluto fare nell’ultimo anno”.

Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione lavoro a Radio Giornale Radio. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Greta Thunberg contro Israele: “Colpevole di crimini di guerra e genocidio”

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(Adnkronos) –
Nuovo attacco di Greta Thunberg a Israele.Tornano a intervenire sulla guerra a Gaza l’attivista ambientalista e gli altri esponenti del movimento dei Fridays for Future Svezia, accusando Israele di aver commesso crimini di guerra e atti di genocidio.

In un articolo pubblicato sull’Aftonbladet e sul Guardian, i giovani ambientalisti scrivono che “gli orribili assassini commessi da Hamas contro civili israeliani non possono in alcun modo legittimare i crimini di guerra in corso da parte di Israele.Il genocidio non è auto difesa, ne è in alcun modo una risposta proporzionata”.  Fridays For Future Svezia, il movimento fondato da Greta per gli scioperi del venerdì in protesta contro la mancata azione dei governi per fare fronte ai cambiamenti climatici, “è sempre intervenuta laddove la gente soffre, è costretta a lasciare le proprie case o viene uccisa, non importa quale sia la causa”, anche in sostegno di altre cause, dal Kurdistan all’Ucraina.  “Tutti quelli che si esprimono su questa crisi hanno la responsabilità di distinguere fra Hamas, i musulmani, i palestinesi, e fra lo stato di Israele, gli ebrei e gli israeliani”, sottolineano anche.

Lo scorso ottobre Thunberg era stata criticata per aver condiviso un post su Instagram di un gruppo filo palestinese tedesco in cui Israele veniva accusato di genocidio.Il movimento per la protezione del clima si era spaccato al suo interno, con voci critiche della posizione assunta da Thunberg.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nucleare, Bonelli contro Oliver Stone

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(Adnkronos) –
Angelo Bonelli contro Oliver Stone sul nucleare.Il documentario ‘Nuclear Now’ del regista “è realizzato senza alcun tipo di contraddittorio e vorrei ricordare che anni fa Oliver Stone fece un’intervista, ‘The Putin Interview’: uno spot incredibile per un dittatore sanguinario”, dice il, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, in collegamento con L’Aria che tira su La7 da Dubai, commentando il nuovo documentario del regista premio Oscar che sostiene che l’energia nucleare sia la soluzione necessaria per combattere il cambiamento climatico. “La quarta generazione non ha alcuna applicazione, ad oggi, non esistono centrali di quarta generazione e chi sostiene il contrario dice una bugia.

In Francia si sta realizzando a Flamanville si sta realizzando una centrale di terza generazione puls, iniziata nel 2006, ancora non completata”, aggiunge. Domani mercoledì 6 dicembre, alle 11.30 ora italiana (14.30 a Dubai), Bonelli, e la senatrice Aurora Floridia terranno una conferenza stampa di fronte il padiglione italiano della Cop28 a Dubai. “Nell’ambito di questo incontro ci concentreremo su questioni urgenti che riguardano la crisi climatica globale e l’influenza delle lobby dei combustibili fossili sulle politiche ambientali del governo italiano, mettendo in luce la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui l’Italia affronta la crisi climatica”, fa sapere Europa Verde. “Verrà resa nota – continuano – la norma nascosta nella finanziaria che è l’ennesimo regalo su extraprofitti e la smobilitazione industriale dell’Italia nel settore delle rinnovabili.Bonelli esporrà le sue critiche verso l’attuale approccio del governo italiano, sottolineando come le decisioni politiche siano influenzate dalle lobby dei combustibili fossili a discapito degli sforzi per combattere il cambiamento climatico”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agrigento, donna sfregiata al volto con l’acido dal marito dopo la denuncia

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(Adnkronos) – Una donna è stata sfregiata al volto con dell’acido dal marito, dopo che lo aveva denunciato.L’aggressione a Palma di Montechiaro nell’agrigentino nella loro casa, dove si era recata per prendere alcuni vestiti, visto che si stava separando.

La donna è stata trasferita d’urgenza all’ospedale ‘San Giovanni di Dio’.Sembra fosse ospite da tempo in una comunità protetta, dopo la denuncia al marito per maltrattamenti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premierato, Amato: “Altera equilibri, il Capo dello Stato perde potere di influenza”

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(Adnkronos) – “Condivido la finalità della riforma, rafforzare la figura del premier, i poteri del premier, ho fatto quel lavoro, so che la disciplina di quella figura è inadeguata a quel ruolo.Serve una figura più forte, non il ‘primus inter pares’ di Zanardelli, ma penso che l’elezione diretta del premier è una alterazione degli equilibri, incide negativamente sul Capo dello Stato, sul ruolo complessivo, sulla sua figura di garanzia unitaria”.

Così Giuliano Amato, intervenendo da remoto per le audizioni sul premierato in corso in Senato, presso la Commissione Affari Costituzionali.  Nei fatti il Presidente della Repubblica perderebbe con l’elezione diretta del premier anche “quel potere di influenza che il Presidente della Repubblica è venuto ad esercitare, nel tempo”, ha sottolineato ancora Amato. “E’ la figura complessiva” del Capo dello Stato “che si trova a poggiare su una legittimazione inferiore a quella del primo ministro”, avverte. Quindi Amato, rispondendo alle domande dei parlamentari, chiarisce che quando parla di potere di influenza del Capo dello Stato “non penso all’influenza politica, solo Gronchi – ricorda – ha inteso quel potere come influenza politica, la sua influenza, quella del Capo dello Stato, si esercita in nome dei valori e dei principi costituzionali.E’ quel potere che presuppone autorevolezza e non efficacia e non è politico” ma piuttosto “poggiato sulla legittimazione del Capo dello Stato”.

Insomma, sintetizza: “Rischiamo di giocarci la figura che gli italiani amano di più”. “In sintesi penso sia giusto rafforzare il premier, ma ci deve essere unanimità, i modi per farlo sono diversi, meglio il sistema tedesco, che non l’elezione diretta del premier”, afferma l’ex presidente del Consiglio. “Elezione diretta” del premier “e fiducia iniziale non stanno tanto bene assieme”, dice poi su un articolo del ddl Casellati. “Ci sono due sistemi che rischiano di sovrapporsi, trovo saggia la decisione del Costituente di non ipotecare il sistema elettorale, il premio di maggioranza, ad esempio, non lo vedo in Costituzione, diventerebbe un vincolo per il futuro”, conclude l’ex premier. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, esperto: “Defibrillatore innovativo poco invasivo evita complicanze sistema venoso”

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(Adnkronos) – Il 92% dei pazienti colpiti da arresto cardiaco muore entro pochi minuti se non viene salvato da un defibrillatore.Nel mondo molte più persone muoiono per arresto cardiaco che per cancro del colon, della prostata, polmonite, Aids, armi da fuoco e incidenti in auto.

L’unica cura efficace è la defibrillazione, che oggi è sempre più innovativa.In 5 centri italiani sono stati infatti impiantati i primi defibrillatori extravascolari innovativi Aurora EV-Icd di Medtronic. “La caratteristica che rende Aurora Ev-Icd unico e innovativo è il fatto che è impiantato sotto l’ascella e l’elettrodo viene posizionato direttamente sotto lo sterno vicino al cuore, preservando in questo modo il sistema venoso.

Il grosso vantaggio è quello di evitare le possibili complicanze e l’invasività dei dispositivi transvenosi – come l’occlusione dei vasi (restringimento, blocco o compressione di una vena), rischi di infezioni e rischi correlati a una eventuale estrazione dell’elettrocatetere, ndr – e, allo stesso tempo, avere i benefici dei defibrillatori transvenosi, come la longevità di oltre 11 anni, piccole dimensioni, possibilità di stimolare il cuore e interrompere le aritmie potenzialmente letali anche senza erogare shock ad alta energia.Abbiamo realizzato con successo oltre 20 interventi su pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa”.

Così Mauro Biffi, Uo Attività di aritmologia e elettrofisiologia interventistica dell’Irccs Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, uno dei 5 centri italiani. Le altre strutture – dettaglia una nota – sono in Lombardia: Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda; Irccs Policlinico San Donato; Asst degli Spedali civili di Brescia e il Centro cardiologico Monzino. “La morte cardiaca improvvisa – spiega Biffi – è un’eventualità drammatica che porta a decesso a causa di un’aritmia ventricolare rapida, la più frequente delle quali è la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare.Altre cause di morte improvvisa non sono legate ad aritmie, ma sono di tutt’altro tipo, cioè sindrome coronarica acute, sindrome aortica acuta ed embolia polmonare.

La morte improvvisa aritmica ha una definita probabilità di essere evitata dai defibrillatori impiantabili che intervengono automaticamente e salvano la vita al soggetto.Questi defibrillatori sono dedicati a persone che hanno già una cardiopatia nota – spesso malattie cardiache primitive del muscolo che evolvono nel corso della vita – o acquisite come conseguenza di un danno al miocardio prodotto da un infarto o di una malattia valvolare.

In particolare – continua – per una minoranza di questi pazienti con indizi chiari di essere vulnerabili all’aritmia rapida – tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare – può essere impiantato un dispositivo che automaticamente rileva il ritmo” anomalo e “ponendo fine alla situazione potenzialmente letale per il paziente”.  Questo nuovo defibrillatore, reso disponibile a Medtronic, “ha la caratteristica – evidenzia Biffi – di avere il catetere che rileva il segnale ed eroga lo shock necessario a terminare le aritmie improvvise e rapide.E’ al di fuori del cuore, ma è in sua prossimità, quindi consente anche di poter erogare una stimolazione rapida per terminare la tachicardia ventricolare o di stimolare il cuore nel caso si verificasse una asistolia, cioè un’assenza di battito cardiaco” sostituendo, “in questo caso, la funzione pacemaker del cuore.

La tecnologia che abbiamo a disposizione è appunto un ibrido che riunisce il meglio dei primi defibrillatori – che hanno il catetere dentro il cuore – e quella dei sottocutanei che sono disponibili da circa 10 anni, con il catetere all’esterno del cuore e che quindi evitano la presenza di materiale intracardiaco che può causare problemi nel lungo termine”. Il defibrillatore extravascolare “che abbiamo appena avuto a disposizione – illustra il cardiologo – unisce le caratteristiche di entrambi ed è di una dimensione piccola, sufficiente da essere adatto anche per pazienti di piccola corporatura.Inoltre unisce, a tutto questo, una longevità di servizio assolutamente gratificante, 11 anni che vuol dire ripetere una chirurgia semplice per sostituire il generatore esaurito soltanto ogni 11 anni.

Il comfort della persona è molto importante oltre a diminuire i rischi legati a ripetere un qualunque intervento, per quanto semplice”. Normalmente la qualità della vita resta non modificata dalla presenza di un defibrillatore, “sia esso transvenoso, sottocutaneo o extravascolare – chiarisce Biffi – anzi si alleggerisce la quota di preoccupazione psicologica legata al fatto di poter essere vulnerabili a un’aritmia letale.Ovvio che questo dispositivo extravascolare tende ad aumentare la qualità della vita per la percezione fisica dello stesso: essendo piccolo non viene quasi avvertito e quindi l’alleggerimento del pensiero fa sì che anche il concetto di malattia sia vissuto in un modo completamente diverso rispetto a un dispositivo grosso o palpabile in un’area critica, per esempio la parte superiore della spalla.

Anche la visibilità, essendo un dispositivo nascosto dal braccio, fa sì che nessuno faccia caso e anche il soggetto vive in modo diverso la malattia”. Aurora Ev-Icd – informa una nota – è stato realizzato da Medtronic dopo oltre 10 anni di ricerche.E’ la stessa azienda che, negli anni Cinquanta, ha inventato la tecnologia del pacemaker cardiaco, e che ora è divenuta leader mondiale nell’orizzonte della tecnologia Healthcare. “Aurora Ev-Icd – commenta Andrea Capano, Business Director di Medtronic Italia – segna un importante passo avanti nell’ambito dei dispositivi cardiaci impiantabili e del trattamento della morte cardiaca improvvisa, a conferma del posizionamento di Medtronic come leader globale nell’HealthCare Technology, in linea con la nostra missione di ridare la salute e prolungare la vita di 2 persone ogni secondo in tutto il mondo.

Una nuova tappa – conclude – del nostro viaggio verso lo straordinario”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 56enne travolto e ucciso sulle strisce: caccia al pirata in fuga

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(Adnkronos) – Un 56enne è stato travolto e ucciso da un furgone mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Cassia 1821, a Roma.L’incidente è avvenuto questa mattina poco prima delle 7.

Il furgone non si è fermato a prestare soccorso e ha continuato la sua corsa in direzione Viterbo.Sono in corso le indagini dei carabinieri della stazione La Storta e del Nucleo Radiomobile della compagnia Cassia per rintracciare l’uomo alla guida. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, la sorella Elena: “Ora ti vedo in mezzo alle stelle”

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(Adnkronos) – “Ora ti vedo in mezzo alle stelle, che fai a metà gelato con la mamma.Continuerai a essere il mio angelo custode perché in fin dei conti lo sei sempre stata”.

Elena Cecchetin, sorella di Giulia, saluta così la 22enne nel corso della cerimonia privata a Saonara dopo il funerale a Padova.  “Era buona, era la persona migliore che abbia mai conosciuto”, dice Elena, che trattiene a fatica le lacrime quando la ricorda. “Me la porterò per sempre dentro”, dice ancora prima di iniziare a elencare le passioni e le ‘stranezze’ della 22enne, uccisa dall’ex fidanzato.Amava “collezionare scatole di latta, non buttava via niente”, oppure fare “lunghe passeggiate ascoltando musica” e in tutto questo “dimenticava sempre le chiavi”.  Giulia “era la mia sorellina e anche la mia sorella maggiore, era onesta e dava ottimi consigli.

Aveva tanti peluche con nomi stranissimi, a Giulia piacevano tanto le macchine vecchie”.Ora Giulia “è in mezzo alle stelle, fai a metà il gelato con la mamma, continuerai a essere il mio angelo custode perché in fin dei conti lo sei sempre stata”.  La bara di Giulia Cecchettin ha poi lasciato la chiesa di San Martino tra applausi e palloncini bianchi con la scritta azzurra ‘Ciao Giulia’ che sono stati fatti volare via quando la bara ha lasciato il sagrato della chiesa.

In processione i familiari e gli amici accompagnano il feretro verso il cimitero, dove è sepolta la madre Monica. Nella chiesa di San Martino potevano accedere solo i parenti e gli amici stretti, ma fuori è stato allestito un maxi schermo per permettere ai concittadini di assistere alla funzione religiosa.Una partecipazione sollecitata anche dall’amministrazione comunale che ha anticipato la fine delle lezioni per consentire ai ragazzi di partecipare.

La bara di Giulia, coperta da rose bianche e con accanto la sua foto sorridente, era ai piedi dell’altare. Anche una foto di Giulia che abbraccia la mamma Monica su uno schermo presente nella chiesa gremita di ragazzi, seduti anche sui gradini dell’altare.Il celebrante, don Francesco Monetti, ha ringraziato i presenti e anche chi affollava il sagrato, dopo la “partecipazione straordinaria di Padova.

Giulia ha parlato col suo silenzio, ha smosso, ha scosso”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nasce a Milano l’Orto del Futuro ‘Rigenerativo’

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(Adnkronos) – Il suolo e l’acqua sono alla base della produzione alimentare, degli ecosistemi e del benessere umano e solo imparando a riconoscere il loro ruolo si possono adottare misure in grado di salvaguardarli per le generazioni future. È questo, in sintesi, il senso del ‘World Soil Day’, la giornata internazionale di sensibilizzazione, che si celebra oggi, promossa dalle Nazioni Unite e dalla Fao, che Knorr e Agrivis hanno scelto per inaugurare l’’Orto del Futuro Rigenerativo’.Il percorso di evoluzione verso le pratiche di agricoltura rigenerativa prende il via, quindi, proprio nell’orto simbolo del programma Knorr BuonCibo che i due partner avevano già inaugurato nel 2021, coniugando così l’agricoltura e la tutela del suolo e della biodiversità.  Oggi a Milano, nei terreni della cooperativa sociale agricola Agrivis del Gruppo L’impronta, Knorr ha deciso di piantare i primi semi dell’Orto del Futuro ‘Rigenerativo’ di Knorr, un progetto ‘agri-culturale’ fatto di tecniche agricole e iniziative didattiche che punta a creare un sistema virtuoso partendo dalle verdure dell’orto.

L’Orto del futuro di Knorr e di Buoncibo diventa così il luogo simbolo dell’impegno di Knorr verso la sostenibilità e le prossime generazioni.  Nei terreni del Gruppo l’Impronta, che inizia oggi il suo percorso di riconversione, saranno applicati i principi di agricoltura rigenerativa, che consentiranno di coltivare alimenti senza impoverire i terreni e, allo stesso tempo, favorendo la biodiversità, seguendo l’esempio delle tecniche e delle pratiche che vengono già implementate in alcuni dei terreni dove sono attivi i programmi di agricoltura rigenerativa e dove Knorr coltiva le proprie materie prime e gli ingredienti necessari per i propri prodotti.L’Orto del Futuro sarà anche un laboratorio didattico con percorsi ad hoc per studenti che verranno ad apprendere i principi e le tecniche alla base di questo virtuoso percorso.  “Dalla tecnica del sovescio, l’interramento di alcune colture che consente di eliminare i fertilizzanti chimici, alla rotazione dei terreni, che permette di non impoverirli di sostanze nutritive, fino all’irrigazione a goccia che ottimizza l’uso dell’acqua, l’Orto del futuro sarà un esempio concreto di come sia possibile un’agricoltura sana che rispetti la natura – ha commentato Andrea Miotti, presidente del Gruppo L’Impronta – Insieme a Knorr e ai suoi esperti abbiamo deciso di rendere questo percorso ancora più impattante: grazie all’apertura di diversi laboratori rivolti agli studenti del triennio delle scuole secondarie di secondo grado, all’interno del Pcto (Alternanza Scuola-lavoro) o di percorsi di tirocinio curriculare, saremo in grado di instaurare un vero e proprio ‘passaggio di competenze’ fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni quanto un percorso alimentare virtuoso parta proprio dalla cura del suolo e della natura”.  Quella tra Knorr e Agrivis è una collaborazione ormai consolidata, nata nel 2021, che oggi si prepara a ospitare studenti, famiglie e bambini in una serie di kids-lab che coinvolgeranno centinaia di alunni delle scuole primarie del territorio.

Ad oggi, Unilever ha all’attivo nove progetti tra Nord e Sud America, Europa e Asia meridionale, per un totale di 48.000 ettari, in cui soia, riso, pomodori, cipolle, aglio e prezzemolo e verdure sono prodotti seguendo i principi dell’agricoltura rigenerativa, delineati negli Unilever Regenerative Agriculture Principles.Nel corso del prossimo anno saranno coinvolti oltre 300.000 ettari, per estendere sempre più le pratiche di agricoltura rigenerativa.

Il progetto BuonCibo di Knorr nasce con l’ambizione di incoraggiare sempre più persone a scegliere un’alimentazione sostenibile, basata sui piatti preferiti dagli italiani e più consapevole dei futuri effetti sulla società e il pianeta.In questo modo, applicando questi principi e tecniche, Agrivis e Knorr contribuiscono alla riduzione delle emissioni di gas serra e dello spreco di acqua, mantenendo acque e terreni più puliti e fertili.  “Grazie alla preziosa sinergia tra i nostri esperti e quelli di Agrivis, a distanza di due anni dall’inaugurazione, il nostro Orto del Futuro si evolve abbracciando i principi di Agricoltura Rigenerativa di Unilever. È certamente un importante tassello che si aggiunge a questo percorso intrapreso 5 anni fa con il progetto BuonCibo e in continua evoluzione.

L’Orto del Futuro di Knorr, adesso anche ‘Rigenerativo’, rappresenta per noi un simbolo dell’impegno del brand nel voler condividere pratiche che impattino positivamente sul pianeta e sulla società e nel supportare realtà locali come Agrivis in questo percorso”, spiega Barbara Cavicchia, Nutrition Business Unit Lead, Unilever Italia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gioielliere condannato per aver ucciso rapinatori, Salvini lo chiama: “Riformeremo la giustizia”

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(Adnkronos) – Matteo Salvini ha telefonato a Mario Roggero, il gioielliere condannato a 17 anni in primo grado per aver ucciso due rapinatori che avevano assaltato la sua attività a Grinzane Cavour il 28 aprile 2021  Il leader della Lega, rende noto il partito, ha ribadito la sua vicinanza umana al gioielliere e alla sua famiglia e gli ha promesso di restare in contatto e di non dimenticare il suo caso, aggiungendo la determinazione affinché venga approvata la riforma della giustizia. Il vicepremier già subito dopo la condanna di Roggero a 17 anni in primo grado, aveva espresso su X la sua “piena solidarietà a un uomo di 68 anni che, dopo una vita di impegno e di sacrifici, ha difeso la propria vita e il proprio lavoro.A meritare il carcere – aveva scritto Salvini – dovrebbero essere altri, veri delinquenti, non persone come Mario”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biglietti aerei, a Natale costo voli interni fino a 12 volte più alti: l’indagine

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(Adnkronos) –
Prezzi alle stelle per i biglietti aerei delle vacanze di Natale.Altroconsumo ha confrontato i costi dei voli in diversi periodi (andata e ritorno per una persona nel periodo clou delle festività – dal 23 dicembre al 2 gennaio – e poi in un periodo meno “trafficato” – dal 13 gennaio al 23 gennaio 2024 – su otto tratte nazionali, per le isole e non solo.

Sono enormi le differenze tra alta e bassa stagione con in testa le isole: da Milano a Catania per le vacanze si può arrivare a spendere il 1.130% in più.  Anche la Sardegna e la Calabria hanno costi elevatissimi, con voli che arrivano anche a oltre 470 euro.In media la differenza di prezzo fra i due periodi è del 301%.

L’organizzazione invierà i risultati dell’indagine all’Antitrust. Un viaggio aereo A/R per le vacanze natalizie costa in media 288 euro, contro i 72 euro di un viaggio a gennaio.La Sicilia insieme alla Sardegna – ma anche la Calabria – dominano la classifica delle differenze maggiori: subito dopo Catania c’è Lamezia Terme, dove la differenza tra i due periodi è dell’830% (un volo da Milano sarebbe costato 448 euro a Natale contro i 48 in bassa stagione).

Poi c’è Palermo, dove un volo nei festivi (sempre da Milano) sarebbe costato 336 euro contro i 39 euro di gennaio, per una differenza del 758%.Dopo le città siciliane, c’è Cagliari: 477 euro contro 76 euro e una differenza del 527%.

Le differenze più contenute sono da Roma a Olbia (11%, da 98 a 89 euro); e anche da Roma a Milano, dove la variazione è nulla: il biglietto in entrambi i periodi sarebbe costato sempre 91 euro.  Mediamente chi viaggia verso la Sicilia e la Sardegna avrebbe speso 301 euro durante le Feste contro i 61 euro di gennaio (differenza del 395%), mentre per chi viaggia all’interno della Penisola, in media, si passa dai 274 euro dell’alta stagione agli 83 euro della bassa (differenza del 232%). Perché durante il periodo natalizio i prezzi sono così elevati, in particolare per alcune tratte?La prima risposta, sottolinea Altroconsumo, che potrebbe venire in mente risiede nelle classiche dinamiche di mercato: se la domanda sale, anche il prezzo sale, ma c’è troppa sproporzione per dire che tutto dipenda solo dall’aumento della domanda. Un altro fattore oggettivo che potrebbe concorrere all’aumento del prezzo dei voli è il costo del carburante: i prezzi del greggio sono calati e, anche se non conosciamo la correlazione di questi prezzi con quelli del carburante per aerei, ipotizziamo che – dato il calo del greggio – questa voce di costo non sia sufficiente a spiegare gli aumenti registrati.

La spiegazione non è quindi semplice e i risultati completi della rilevazione fanno ipotizzare politiche di prezzo anomale su molte tratte italiane, in particolare per le isole.Altroconsumo invierà i dati di questa analisi all’Antitrust per contribuire alla sua indagine sui prezzi dei voli aerei. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia macchina da record: migliore fase difensiva in Europa!

Juve Stabia, numeri da record! Migliore difesa d’Europa con soli 5 gol subiti in 16 gare.

La Juve Stabia si conferma ancora una volta non solo la migliore difesa d’Italia nelle serie professionistiche con 5 gol subiti nelle prime 16 giornate ma anche la migliore fase difensiva in Europa.

I numeri da record delle Vespe.

Superato anche il Nizza che nella Ligue One, dopo la sconfitta con il Nantes per 1-0, ha ora 5 gol subiti in 14 gare (due gare in meno della Juve Stabia). Per restare in Italia nei nove gironi di Serie D (Girone I) solo il Trapani fa meglio con 4 gol subiti in 14 gare ma parliamo di un campionato non professionistico e anche in questo caso con due gare in meno disputate rispetto alla Juve Stabia.

La Juve Stabia continua ad essere l’unica squadra in Lega Pro a non aver subito gol in casa (8 gare interne senza subire gol) ed è l’unica in assoluto ad aver subito solo un gol nei primi tempi finora: 16 primi tempi subendo solo il gol con la Casertana.

12 clean-sheet nelle prime 16 di campionato è ancora record assoluto per le Vespe negli ultimi 20 anni di storia delle Vespe. Il secondo miglior risultato è quello della passata stagione con 9 clean-sheet nelle prime 16 giornate ma con 12 punti in meno in classifica.

Thiam, il portiere meno battuto d’Europa.

Thiam non subisce gol da 563 minuti (recupero escluso) dal gol di Calapai al 67’ di Casertana-Juve Stabia. Thiam ha battuto quindi il suo precedente record di 537 minuti senza subire gol dal gol di Silipo al 55’ di Monterosi-Juve Stabia al gol di Valenti in Brindisi-Juve Stabia al 52’.

Thiam attacca il record assoluto degli ultimi 20 anni di imbattibilità di Branduani del 2018-2019 di 914 minuti dal gol di Partipilo al 13’ di Virtus Francavilla-Juve Stabia (20’ giornata) al gol di Pugliese al 27’ di Juve Stabia-Cavese 2-2 (30’ giornata). Mentre è più vicino a battere il secondo miglior risultato degli ultimi 20 anni rappresentato dai 658 minuti di imbattibilità di Barosi dello scorso anno dal secondo gol subito in Juve Stabia-Pescara 1-2 (undicesima giornata) al primo gol di Malcore al 13’ di Cerignola-Juve Stabia 4-2 (19’ giornata).

La media punti e i dati del reparto offensivo.

35 punti nelle prime 16 giornate (media punti 2,19) sono il secondo miglior risultato per la Juve Stabia negli ultimi 20 anni. Nella stagione 2018-2019 i punti conquistati furono 40 dopo le prime 16 giornate (39 in classifica).

L’unico dato in controtendenza sulla stagione delle Vespe fino alla sedicesima giornata di campionato resta quello del rendimento del reparto offensivo.

Infatti la Juve Stabia dopo la vittoria di misura col Benevento resta solo l’undicesimo attacco del campionato dopo 16 giornate con 18 gol fatti: 5 arrivano dagli attaccanti (4 Candellone + 1 Piscopo, ben 6 dai centrocampisti e 7 dai difensori (Baldi, Bellich 5 capocannoniere, e Mignanelli).

Premierato, i giuristi lo criticano: “Pericoloso, a rischio i poteri del capo dello Stato”

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(Adnkronos) – Arrivano critiche al ddl Casellati sul premierato dai primi costituzionalisti auditi questa mattina in Commissione Affari costituzionali al Senato.Per i giuristi il testo del premierato presenta “incoerenze” a partire dal fatto che il ddl non chiarisce il tema dell’elezione diretta” del premier, come ha sottolineato Francesco Clementi, professore ordinario di diritto pubblico comparato all’Università di Roma ‘La Sapienza’.

In linea anche le parole del costituzionalista Fulco Lanchester che ha parlato di un testo che “nella forma attuale, è non adeguato e pericoloso perché è scritto in maniera insufficiente nella forma e nella sostanza”.Dura la giurista Maria Agostina Cabiddu, che ha invitato a “lasciare le cose come stanno” pensando piuttosto “a rinnovare la classe politica e non la Costituzione”. “Sono critico verso questo progetto – ha detto Lanchester – perché confligge con gli standard del costituzionalismo democratico, basato sull’equilibrio e la separazione dei poteri”. “Si prospetta -ha spiegato- l’ipotesi di superamento del modello liberal-democratico proposto dalle costituzioni del secondo dopoguerra”. “In particolare, distrugge la collaborazione elastica tra gli organi costituzionali di indirizzo attivo, tipica della forma di governo parlamentare liberal-democratica” puntando “apparente tutto sulla figura del ‘Presidente del Consiglio’, eletto direttamente dal Corpo elettorale”.

Ultima stoccata è per i vincoli che deriverebbero dal premierato nella forma proposta ai parlamentari, per i quali si “istituisce un obbligo di mandato imperativo, in testa dei parlamentari in violazione palese dell’ art.67 della Costituzione, con il necessario richiamo alla volontà espressa in sede elettorale”.  Clementi ha ribadito come a rischiare “è l’unità nazionale, rappresentata dal capo dello Stato, per questo il presidente, chiunque esso sia, si troverebbe di fronte a questo testo in grande imbarazzo”. “Come figura si troverebbe a essere senza alcun potere, pur avendo i poteri scritti in Costituzione”.Per la professoressa Maria Agostina Cabiddu, ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico al Politecnico di Milano, con quanto annunciato dal ddl “siamo di fronte a frasi accattivanti, che parlano all’elettore” promesse “anche in vista di un eventuale referendum”. “Si cercano però scorciatoie” mancando “la corretta informazione agli elettori sui contenuti della riforma”. “Serve, quando si mette mano alla Costituzione – chiede – correttezza nell’informazione?”. “Parlare di democrazia diretta, come ha fatto anche qualcuno al governo” non è corretto “perché non c’è società complessa che se la possa permettere”, aggiunge la docente.  “La classe politica – chiede ancora – dovrebbe innanzi tutto rinnovare se stessa, non dare le colpe alla Costituzione”. “Non credo sia necessario poi aumentare i poteri del presidente del Consiglio”, ha aggiunto Cabiddu, con riferimento ad altri auditi che hanno invece riconosciuto questa esigenza, come dato di partenza, alla base dei testi di riforma in esame.

Passando al ruolo del Capo dello Stato Cabiddu non nasconde la sua contrarietà a quanto prevede il ddl: “Ora, se le parole hanno un senso, bisognerebbe spiegare, anche a Gianni Letta, che cosa rimane delle prerogative del Presidente della Repubblica una volta che ad esso siano sottratti il potere di scioglimento delle Camere, quello di nomina del presidente del Consiglio e persino la nomina dei senatori a vita”. “Rimarrebbe – assicura – un carapace pressoché vuoto e, di più, privo di una legittimazione diretta, quale invece viene riconosciuta al capo del governo.Dice Joe, lo straniero in un celeberrimo film di Sergio Leone, ‘Quando un uomo la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto!’, ecco il Presidente della Repubblica è l’uomo con la pistola, altro che intervento male e rispettoso delle prerogative presidenziali”. “Io penso -ha concluso- che sia meglio lasciare le cose come stanno”. Ultimo intervento della mattinata quello di Giovanni Guzzetta, ordinario di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Che tra gli intervenuti della prima sessione è il più positivo nelle valutazioni del testo di riforma, partendo dalla sottolineatura “del bisogno della stabilità dei governi”. “C’è una varietà di opzioni, si tratta di scelte da fare”.Nei vari Paesi siamo di fronte a scenari diversi “come in Svezia, dove il Presidente della Repubblica non ha nessun ruolo per le crisi parlamentari”, ha ricordato.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas e i rischi di allargamento del conflitto

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(Adnkronos) – Hamas, la sua fine.O il suo futuro.

Minacce e ragionamenti in prospettiva fatti mentre nella Striscia di Gaza risulta difficile parlare di “zone sicure”.Nell’enclave palestinese, che nel 2007 finì sotto il controllo del gruppo, continuano le operazioni israeliane scattate in risposta al terribile attacco del 7 ottobre in Israele e riprese dopo la fine, venerdì scorso, della pausa nelle ostilità.

Dai Paesi arabi arrivano accuse a Israele per i “crimini” a Gaza.Israele insiste giorno dopo giorno nel suo obiettivo di “eliminare” Hamas.

Ma, scrive il giornale israeliano Haaretz, nonostante le pressioni israeliane e americane, il leader turco Recep Tayyip Erdogan (oggi a Doha per il summit del Consiglio di Cooperazione del Golfo), l’egiziano Abdel Fattah al-Sisi e altri leader del Medio Oriente “evitano di unirsi alla campagna per rimuovere Hamas” e non escludono che il gruppo possa restare protagonista nella leadership palestinese una volta che il conflitto sarà alle spalle.  “Dopo la guerra ci saranno un nuovo governo israeliano, una nuova leadership palestinese e una nuova Hamas”, ha detto nei giorni scorsi a La Repubblica Nasser al-Qudwa, nipote di Yasser Arafat, convinto che possa esserci una Hamas “diversa” e che “l’unica soluzione politica ragionevole” sia quella dei due Stati.Storicamente la questione palestinese è considerata una questione arabo-islamica.

E se Israele insiste sui suoi obiettivi, altre voci chiedono la liberazione degli ostaggi trattenuti a Gaza dal 7 ottobre e un cessate il fuoco “umanitario”, aiuti alla popolazione civile della Striscia e una soluzione “duratura” per la questione israelo-palestinese e per la pace nella regione. 
Israele insiste per l'”eliminazione” di Hamas, la “sconfitta” del gruppo, evidenzia Haaretz, non può limitarsi a schiacciarne le capacità militari a Gaza, bensì serve una “campagna globale per prosciugare le sue fonti” di finanziamento.La Francia, ad esempio, ha annunciato in queste ore il congelamento per sei mesi dei beni del capo del movimento Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, considerato l’architetto dell’attacco del 7 ottobre. Se si punta alla “eliminazione” di Hamas va considerato che parte della leadership del gruppo è in Qatar e Libano.

Ci sono, sottolinea ancora Haaretz, attivisti di Hamas con cittadinanza turca e il gruppo riceve sostegno da vari fronti, da Paesi africani e in America Latina, ma anche dalla Malaysia.Nei giorni scorsi il Wall Street Journal – ricordando la “lunga storia di omicidi mirati israeliani – scriveva che su ordine del premier israeliano Benjamin Netanyahu i servizi d’intelligence di Israele lavorerebbero a piani per dare la caccia ai leader di Hamas che vivono in Libano, Turchia e Qatar, si preparerebbero a “uccidere” esponenti nel gruppo “nel mondo” quando si “calmerà” il conflitto nella Striscia, creando le condizioni per una lunga campagna per dare la caccia ai responsabili del 7/10, l’11 settembre degli israeliani. Proprio il Qatar, protagonista della mediazione tra Israele e Hamas, forte dei suoi rapporti con gli alleati occidentali di Israele e con esponenti del gruppo, ospita il summit del Golfo, “mentre a Gaza è sempre più tragedia”, come titola il quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat.

Sul tavolo del summit ci sono questioni di cooperazione – dall’economia alla sicurezza – ma a dominare i lavori sono gli sviluppi nella Striscia. “I Paesi del Golfo, che condannano la guerra israeliana contro i civili di Gaza, sono impegnati attivamente per fermare il conflitto e avviare un processo politico che porti alla fine dell’occupazione, che consenta ai palestinesi di stabilire un proprio stato indipendente”, scrive il giornale. L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, non ha risparmiato accuse a Israele e alla comunità internazionale nel suo intervento. “E’ vergognoso per la comunità internazionale consentire il proseguimento da quasi due mesi di questo crimine atroce”, ha detto, denunciando “l’uccisione sistematica e deliberata di civili innocenti, donne e bambini compresi”, quello che considera un “genocidio”. Ai lavori partecipano il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, delegazioni di Bahrein, Kuwait, Oman ed Emirati Arabi Uniti.E da Doha Erdogan, che considera il premier israeliano Benjamin Netanyahu un “criminale di guerra”, ha già ripetuto che “i crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele a Gaza non dovrebbero rimanere senza risposta”‘.  Non una parola sul futuro di Hamas, che invece riempie le dichiarazioni della leadership politica e militare di Israele con l’obiettivo dichiarato dell'”eliminazione”.

La Turchia di Erdogan, che è un Paese Nato, non considera il gruppo come un’organizzazione terroristica.E qui, sottolinea ancora Haaretz, gli Emirati investono miliardi di dollari, così come in Egitto, che ha fatto marcia indietro e tolto il gruppo dalla sua ‘blacklist’ e che è un altro protagonista di primo piano di queste settimane, come intermediario tra Israele e Hamas. “Interessi contrastanti” – scrive il giornale israeliano – che danno a leader come Erdogan, al-Thani, al-Sisi e altri “libertà d’azione” per evitare di unirsi alla campagna per “l’eiliminazione” di Hamas e continuare a non escludere, anzi a insistere, su un suo ruolo nella futura leadership politica.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Brok (Ppe): “Salvini fuori da centrodestra democratico, Meloni fa politica moderata”

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(Adnkronos) – La Lega di Matteo Salvini, che collabora nel gruppo Id con Alternative fuer Deutschland e con il Rassemblement National di Marine Le Pen, “non appartiene al centrodestra democratico”.Diverso il discorso per Giorgia Meloni, il cui governo fa una politica “moderata”, anche se l’Ecr, il partito dei Conservatori presieduto dalla premier italiana, vede ancora in posizione preminente il Pis polacco, che ha un atteggiamento tutt’altro che amichevole verso l’Ue e i principi dello Stato di diritto, pertanto è decisamente “troppo presto” per parlare di eventuali alleanze.

A dirlo all’Adnkronos è Elmar Brok, esponente della Cdu tedesca, architrave del Ppe, già eurodeputato di lunghissimo corso e presidente della commissione Afet.  Brok fa una netta distinzione tra le due destre europee, il gruppo Identità e Democrazia presieduto dalla Lega e l’Ecr copresieduto da Fratelli d’Italia e dal Pis polacco.La chiusura verso l’appello di Salvini all’unità del centrodestra in Europa è totale: “Il centrodestra democratico dovrebbe stare unito, non gli altri”, replica.

E la Lega ne fa parte? “La Lega – risponde – collabora con AfD, con la signora Le Pen e con gli altri, quindi non appartiene al centrodestra democratico”.E’ un discorso che riguarda tutta la Lega, o solo il suo leader, dato che non è un mistero che diversi dirigenti leghisti di primo piano hanno idee diverse sulla collocazione del partito a livello europeo? “Dovranno prendere delle decisioni, un giorno”, sospira.

Vuole dire che dovrebbero sfidare la linea del segretario pubblicamente? “Non darei mai consigli, ma devono decidersi”, risponde.  Su Meloni Brok fa un ragionamento diverso: le porte non sono chiuse, come nei confronti della Lega di Salvini, ma non sono neppure del tutto aperte.La premier viene da un partito le cui radici affondano nella storia dell’estrema destra italiana, ma il suo governo finora sulle scelte che contano, come in politica economica, sembra fare scelte sostanzialmente allineate con Bruxelles: “Non mi sono ancora fatto un’idea definitiva – risponde – viene da un partito dell’estrema destra, per quanto riguarda la propaganda”, ma “in termini pratici” le politiche messe in campo sono più pragmatiche.  Il Ppe ha tre linee rosse, quando dialoga con i partiti alla sua destra, conferma Brok: si parla con chi è a favore dell’Ue, a favore dello Stato di diritto, e, in politica estera, pro Ucraina e pro Nato.

Meloni è decisamente pro Ucraina e pro Nato: “Sì”, conviene il politico tedesco.Del resto, osserva, nell’estrema destra italiana “non sono mai stati antiamericani”.

Tuttavia, l’Ecr per i Popolari pone tuttora dei problemi: “Ci sono i nostri amici polacchi” di Piattaforma Civica, ricorda, e “il Pis non è molto amichevole, né verso l’Ue né verso lo Stato di diritto”.Pertanto, spiega, “non c’è ragione per una coalizione, né ci sono motivi perché facciano parte del Ppe”.

Anche perché, sull’eventuale ingresso di un altro partito polacco, “è Donald Tusk che decide”.  Giorgia Meloni, ricorda Brok, “è presidente del partito Ecr: devono decidersi.Non vedo ancora una coalizione.

Non ancora.Non vedo come possa essere possibile” una coalizione tra Ppe ed Ecr, almeno “finché il partito di Jaroslaw Kaczinsky” avrà un ruolo prominente all’interno dell’Ecr.

Mentre il Pis polacco per il Ppe è decisamente un brutto cliente, perché, pur essendo pro Ucraina e pro Nato, è problematico sia per quanto riguarda i rapporti con l’Ue che per l’atteggiamento sullo Stato di diritto, Fratelli d’Italia è sostanzialmente ancora sub judice: “Penso – dice Brok – che la politica del governo italiano sia piuttosto moderata, ma per quello che riguarda il partito e il suo passato, ho ancora qualche riluttanza”.Insomma, secondo Brok “è ancora troppo presto per dire come si svilupperà in futuro” il rapporto tra il Ppe e l’Ecr, e, all’interno di quest’ultimo, con Fdi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alba Parietti: ”Sogno di recitare come trans in un film”

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(Adnkronos) – ”Ho sempre avuto una grande passione per la recitazione, avrei potuto fare di più per il cinema, chissà…magari succederà.

Sarei perfetta nella parte di una vecchia trans perché la saprei fare benissimo”.Così Alba Parietti, in una intervista esclusiva all’Adnkonos, ripercorre la sua lunghissima carriera ricca di successi con un unico rammarico: quello di non aver fatto ”un po’ più di cinema.

Mi piacerebbe molto lavorare con registi come Paolo Sorrentino, Paolo Virzi’, Gabriele Salvatores, Pietro Almodovar e Ferzan Ozpetek e fare la parte di una trans anziana perché nel mondo transgender mi ci trovo benissimo, mi sento veramente a casa mia.Don Gallo – racconta la conduttrice – diceva sempre che io ero come una della sue trans perché non mi sono mai adattata”. ”Appena iniziavo ad avere credibilità – spiega la Parietti – facendo interviste o interventi politici di livello per cui mi guadagnavo la stima del pubblico, magari la settimana dopo mi mettevo a fare un balletto in mutande.

Ecco, questo mio animo si avvicina molto a quello del mondo transgender”. Classe ’61 la Parietti debutta sul piccolo schermo all’inizio degli anni ’80 in alcune piccole emittenti televisive locali piemontesi.La popolarità presso il grande pubblico arriva nel 1990, con la conduzione della trasmissione a tema calcistico ‘Galagol’ su Telemontecarlo, affiancata da Massimo Caputi: “Io non capivo niente di sport però riuscivo a far credere alla gente di capirci tantissimo e il pubblico mi ha apprezzata moltissimo – confessa la Parietti – in televisione ho fatto tutto quello che si poteva fare”.

E sul suo successo come opinionista in programmi televisivi di ogni tipo, che vanno dalla cronaca, alla politica o allo spettacolo, dice: “Io sono molto curiosa e come accade spesso la curiosità alimenta la cultura.I miei pareri si basano sulla conoscenza, non parlo mai di ciò che non conosco e se non conosco l’argomento di cui devo parlare, lo studio anche se è all’opposto dalla mia visione estetica o politica”. A chi la definisce showgirl la Parietti risponde: “Io mi sento una installazione, come quella che trovi nei musei – scherza – io sono Alba Parietti e basta”.

La conduttrice, molto attiva sui social, da sempre ammirata ma anche molto invidiata per la sua bellezza e il suo fisico perfetto dalle gambe lunghissime, rimasto invariato con il passare dell’età, ha attirato anche diversi haters che spesso l’accusano di usare troppi filtri su Instragram per sembrare più giovane: “A volte posso anche eccedere con i filtri ma a me piace la perfezione ed è sempre stato così da quando andavo al liceo – continua ironica – Ma questo mio essere perfezionista non riguarda solo l’aspetto fisico – precisa – sono una perfezionista anche nell’arredamento, per me il gusto estetico è fondamentale e la perfezione può essere anche sinonimo di debolezza ma non certo di stupidità”. ”Io mi aumento sempre l’età – prosegue – trovo che vergognarsi della propria età sia demenziale, l’alternativa qual è, la morte?Sono fiera di come porto i miei anni e vedo che ci sono persone che impazziscono per questo.

La gente sa come sono visto che mi vede in televisione e mi sembra evidente che il mio aspetto non si allontana da quello che vede su Instagram.Ci sono dati oggettivi, io ho avuto giornali di tutto il mondo che mi hanno dedicato un’intera pagina, parlando solo di me e della mia bellezza, in occasione di una festa dove c’erano le donne più belle del mondo.

Quando la gente mi parla di filtri mi fa quasi tenerezza.Io ho solo cercato di mantenere quello che avevo, ognuno è libero di invecchiare come vuole”. ”La gente è infelice e frustrata e quando non sei apprezzato e non hai gli strumenti per difenderti ed analizzarti trasformi questa frustrazione in rabbia e cattiveria verso il prossimo – aggiunge la Parietti -.

A volte mi piacerebbe confrontarmi con queste persone, ci provo ma purtroppo è quasi sempre inutile.Quando hai davanti una persona ottusa che vuole rimanere ignorante e che non si mette in discussione è una battaglia persa.

Credo che l’invidia sia sinonimo di malessere, se una persona ha tempo di migliorarsi attraverso interessi culturali non ha tempo di odiare il prossimo”.Hai mai subito avances? ”Quasi mai – sottolinea – neanche da Silvio Berlusconi che ho frequentato e stimato, lo dico perché lo hanno sempre dipinto come un donnaiolo.

Mi capitò di subire delle avances solo una volta da un politico, ma non avendo mai dato a nessuno la minima confidenza né la possibilità di mettersi nelle condizioni di farmi avances, trovai il suo atteggiamento totalmente stupido e fuori luogo.Adesso quando mi incontra scappa”.  Per quanto riguarda la sua vita privata la Parietti si dice felice e ”molto innamorata” del suo compagno Fabio Adami.

Ma sul matrimonio è categorica: “Sono allergica”, afferma scoppiando in una risata.Sui suoi amori passati la Parietti commenta: “Giuseppe Lanza di Scalea e Stefano Bonaga sono stati due uomini con cui ho avuto due storie molto importanti e profonde”.

Christopher Lambert? ”Non lo annovero tra i rapporti più seri che ho avuto, è stato un fidanzamento ma non così importante”.Reduce dalla conduzione dal programma televisivo ‘Non sono una signora’ (lo show dedicato al mondo delle drag queen, ndr), adattamento italiano del format olandese ‘Make Up Your Mind’, la conduttrice sottolinea: ”E’ un programma che ha fatto dei risultati incredibili e che ha tolto tutti i pregiudizi possibili.

Una volta aperto il vaso di Pandora la gente ha potuto vedere che si trattava di un programma rispettoso e divertente.Appena uscito se ne è parlato moltissimo – ricorda la conduttrice – è stato rimandato per ben per otto mesi e quando finalmente è stato mandato in onda si è visto che era un programma leggero, carino e divertente che poteva vedere chiunque, anche le famiglie e i bambini.

Inoltre ha avuto dei risultati in termini di ascolti straordinari su Rai2, credo che sia stato il terzo programma più visto dell’anno”, conclude la Parietti. (di Alisa Toaff)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Bartoletti: “14 esordienti? ‘Chi è questo’ lo dicevano anche di Celentano”

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(Adnkronos) – “Un cast molto bilanciato, imponente, un po’ bulimico devo dire perché sono trenta concorrenti, e fra questi ci sono 14 esordienti, il che vuol dire che Amadeus ha lavorato bene anche quest’anno”.La lista dei ‘big’ che parteciperanno al prossimo Festival di Sanremo passa il vaglio prestigioso di Marino Bartoletti, notissimo giornalista sportivo con una passione per Sanremo che lo colloca in cima agli esperti della kermesse ligure, il quale commenta con l’Adnkronos le scelte del direttore artistico annunciate domenica scorsa al Tg1.  “Da una parte ha portato i grandi campioni che la gente si aspettava di vedere, e non come superospiti, perché Il Volo, Fiorella Mannoia, i Negramaro e tanti altri – spiega Bartoletti -.

Ma ci sono anche tanti giovani, dei quali la gente si chiede: ‘Ma chi sono questi qui?’.Amici miei, il ‘ma chi sono questi qui’ è cominciato nel ’61 con Adriano Celentano.

Si chiedevano ‘ma chi è questo Celentano?E poi ‘ma chi è questo Gino Paoli, chi è questo Giorgio Gaber?

E poi guardate come è andata a finire”. “Occhio al ‘ma chi sono questi qui’ perché si capisce che siamo vecchi – ironizza il giornalista – Sanremo è una vetrina per farci scoprire e anche innamorare di giovani che non conoscevamo”.  E sugli eterni ‘provinanti’ Jalisse, che da 27 festival tentano di salire ancora una volta sul palco dell’Ariston, il giornalista osserva: “Fino a qualche anno fa i Jalisse venivano descritti come il ‘vituperio’ di Sanremo, poi sono diventati il vessillo della redenzione.Io credo che Amadeus sia una persona corretta e onesta, e che lavori nell’interesse di Sanremo.

Hanno tutta una vita davanti, possono ripresentarsi tranquillamente”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Artrite psoriasica, test online ‘Vicini di pelle’ aiuta a riconoscere sintomi

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(Adnkronos) – E’ un test online validato, disponibile sul sito ‘Vicini di pelle’ di Abbvie, e aiuta a identificare i primi segni e sintomi dell’artrite psoriasica, malattia che colpisce circa una persona con psoriasi su 3, cioè oltre 300mila italiani.Per questa patologia infiammatoria cronica autoimmune che può manifestarsi con dolori articolari e psoriasi non esiste un test diagnostico specifico per questo è importante avere un strumenti di screening che aiutano a identificare segni e sintomi della malattia.

Talvolta – spiega l’azienda in una nota – trascorrono 7 anni prima di ottenere una diagnosi dopo l’insorgenza dei primi sintomi.Se la malattia non è diagnosticata per tempo e gestita precocemente, le conseguenze possono essere dannose e permanenti. “L’artrite psoriasica – illustra Stefano Piaserico, professore associato di Dermatologia, dipartimento di Medicina-Dimed dell’Università di Padova – è causata da un’alterazione della risposta immunitaria che provoca uno stato infiammatorio cronico come quello alla base della psoriasi ma che può essere molto invalidante per il dolore articolare che genera.

Il suo esordio potrebbe essere prima cutaneo e successivamente coinvolgere le articolazioni, mentre in altri casi la malattia può manifestarsi prima a livello articolare rispetto alle manifestazioni tipiche della psoriasi come le placche.Le persone con una storia di psoriasi non dovrebbero mai sottovalutare la comparsa di dolori articolari o tendinei di una certa durata – avverte l’esperto – in quanto questa è una patologia che se non viene diagnosticata e trattata precocemente rischia di compromettere seriamente la qualità di vita delle persone.”  La malattia, nel 47% dei pazienti, può comportare un danno osseo a livello articolare con erosione dell’osso entro i primi 2 anni dalla comparsa dei sintomi.

Con le terapie attuali è possibile non solo controllare i sintomi e agire rapidamente sul dolore e l’infiammazione, ma anche prevenire il danno irreparabile alle articolazioni.Per questo dermatologo e reumatologo hanno un ruolo chiave nel percorso diagnostico del paziente e nella successiva scelta del trattamento. “La diagnosi di artrite psoriasica non è sempre facile – afferma Roberta Ramonda, professore associato di Reumatologia, dipartimento di Medicina-Dimed dell’Università di Padova – E’ una malattia dalle molteplici sfaccettature: i pazienti potrebbero avere diverse manifestazioni oltre al dolore e alla tumefazione delle articolazioni periferiche e dolore dello scheletro assiale come il dolore ai tendini e alle sedi di inserzione tendinea (definite entesiti), gonfiore di un intero dito del piede o della mano (dito a salsicciotto), psoriasi ungueale o in altre sedi.Una diagnosi precoce è fondamentale per contrastare i gravi danni articolari ad alto impatto talvolta invalidante.

Ma questa finestra temporale – continua – può essere molto limitata e il ritardo diagnostico può comportare un maggior danno delle strutture ossee a livello articolare”. “Oggi i medici – ricorda Ramonda – hanno a disposizione terapie efficaci capaci di indurre il controllo della malattia e l’eventuale remissione in una elevata percentuale di casi a condizione che vengano iniziate tempestivamente, per cui è determinante la diagnosi precoce e il rivolgersi per tempo allo specialista reumatologo”.Anche se manca un test diagnostico, esistono strumenti di screening che aiutano a identificare segni e sintomi della malattia, come quello disponibile sul sito ‘Vicini di pelle’ di AbbVie.

Il questionario è costituito da 5 semplici domande che indagano sul probabile disagio provocato da articolazioni gonfie e/o dolenti, e valutano la presenza di possibili alterazioni ungueali.Il test ha una sensibilità del 97% ed una specificità del 79%. “Questa malattia – sottolinea Antonella Celano, presidente, Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr) – compromette la qualità di vita a causa dei forti dolori, delle limitazioni nei movimenti e dell’importante coinvolgimento psicologico dovuto soprattutto all’interessamento dermatologico ben visibile della malattia.

Ma spesso le persone con psoriasi che cominciano ad avere dolore, rigidità o gonfiore alle articolazioni – osserva – non pensano che questi sintomi possano essere i primi segnali di una malattia reumatica cronica.Dovrebbero invece fare subito questo test di screening e parlarne con il proprio medico, che poi farà da ponte con il reumatologo.

Solo con un’informazione adeguata e con il ricorso in tempi brevi allo specialista giusto, in un approccio completo e multidisciplinare dove dermatologi e reumatologi collaborano, sarà possibile arrivare a una diagnosi precoce e ad un approccio terapeutico personalizzato.” Oltre al test di screening, su vicinidipelle.it le persone che sospettano di avere i sintomi dell’artrite psoriasica possono trovare il centro reumatologico di riferimento più vicino a casa nella pagina ‘trova il centro’ della sezione ‘artrite psoriasica’. “AbbVie è impegnata da anni nella ricerca e sviluppo di soluzioni terapeutiche – evidenzia Davide Boy, Head of Medical Affairs Immunology di AbbVie – che possano migliorare la vita delle persone colpite da patologie infiammatorie croniche autoimmuni.Lavoriamo ogni giorno al fianco delle società scientifiche e delle associazioni di pazienti nello sviluppo di campagne di informazione e di supporto al paziente.

Come il progetto ‘Vicini di pelle’ – conclude – grazie al quale le persone con patologie cutanee e articolari possono contattare il centro di riferimento più vicino al proprio domicilio e prenotare una visita medica”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)