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Ucraina, attacco russo su vasta scala: missili su Kiev

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(Adnkronos) – Le forze armate russe hanno lanciato un attacco missilistico su vasta scala contro l’Ucraina.Lo rende noto l’aeronautica militare di Kiev su Telegram, mentre il Kyiv Independent parla di allarmi aerei che risuonano in tutto il Paese.

Missili ipersonici Kinzhal sono stati lanciati verso diverse regioni dell’Ucraina compresa la capitale Kiev, abbattuti dalla contraerea ucraina. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Taiwan, urne aperte: Cina invia 8 jet e 6 navi militari

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(Adnkronos) – Urne aperte a Taiwan per le elezioni legislative e presidenziali finalizzate a scegliere il successore di Tsai Ing-wen.A votare negli oltre 18mila seggi saranno 19,3 milioni di elettori per elezioni che potrebbero ridefinire i rapporti tra Taipei e Pechino.

Intanto la Cina ha inviato attorno all’isola otto jet e sei navi militari, come denuncia il ministero della Difesa di Taiwan.Anche due palloni spia cinesi sono stati inviati sullo Stretto di Taiwan, aggiunge. Pechino ha inoltre bloccato sulla piattaforma di social media Weibo l’hashtag ”elezioni in Taiwan”.

Lo scrive Economic Times.Il blocco è stato disposto dopo che l’hashtag è diventato tra quelli di maggiore tendenza dopo l’apertua delle urne sull’isola.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Debiti, quanto scatta il pignoramento? Cosa bisogna sapere

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(Adnkronos) –
In caso di debiti non saldati, si rischia lo stipendio?Può scattare il pignoramento della pensione o quello immobiliare?

Nella gestione finanziaria quotidiana, i debiti costituiscono una presenza costante con la quale calibrare la propria stabilità quotidiana.Che siano esse le rate di un mutuo o di un prestito, carte di credito o altri accordi finanziari, il debito rappresenta un impegno economico che un individuo o un’azienda assume con un creditore.  Ma cosa avviene quando si accumulano e diventano incolmabili?

Nelle situazioni più delicate, si aprono le porte del pignoramento: un atto legale attraverso il quale lo stesso creditore ottiene il diritto di appropriarsi dei beni dell’insolvente di turno per soddisfare il debito.  In termini legali, il pignoramento può essere avviato dopo una sentenza definitiva emessa dal tribunale o in alcuni casi specifici, come nel pignoramento presso terzi, senza la necessità di un intervento giudiziario.Il debitore deve comunque ricevere una notifica del titolo esecutivo e del precetto.  Il pignoramento scatta, quindi, quando i debiti insoluti superano una soglia definita, solitamente, dall’accordo finanziario in essere.

Tale soglia può essere sia di natura economica (tante rate accumulate) che temporale (una rata o una multa, ad esempio, ma per periodi lunghi).  Quanto può essere pignorato dipende dalle leggi locali e dalle specifiche circostanze del caso.In generale, il pignoramento può coinvolgere diversi tipi di beni, tra cui:  – pignoramento immobiliare, che riguarda la possibilità di avvalersi sugli immobili, come case e terreni, per soddisfare il debito del creditore;  – pignoramento mobiliare, che si riferisce, invece, al pignoramento di beni mobili, come automobili, gioielli, arredi e altri oggetti di valore.  – pignoramento dello stipendio, nel quale una percentuale dello stipendio del debitore può essere pignorata direttamente dal datore di lavoro per saldare il debito.  – pignoramento delle pensioni, simile allo stipendio ma, in questo caso, riguarda i pensionati.  – pignoramento presso terzi: in questa forma, i beni del debitore detenuti da terzi, come banche o società di gestione patrimoniale, vengono pignorati per saldare il debito.

Possono far parte di questa tipologia i pignoramenti dei conti correnti postali e bancari.  —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Isee 2024, come si calcola: quali redditi e patrimoni vanno inseriti?

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(Adnkronos) –
L’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) anche nel 2024 restituisce un’istantanea della situazione economica di un nucleo familiare, prendendo a riferimento redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari di ogni componente di un nucleo familiare.Come si calcola?

Cosa serve?Quali sono i documenti necessari? In molti casi si tende a credere che l’Isee altro non sia che una sorta di copia della dichiarazione dei redditi, ma non è così:  
l’Isee prende in esame i redditi di ogni componente del nucleo familiare e la composizione della famiglia stessa (se sono presenti minori o disabili, ad esempio) applicando una scala di equivalenza che dipende dal numero dei componenti del nucleo e dalla loro situazione specifica;  la dichiarazione dei redditi, invece, serve solo per determinare l’imposta che ogni singolo contribuente (e non la famiglia) deve pagare sul reddito che ha prodotto nell’anno di imposta.  Fatta questa importante distinzione, per ottenere la certificazione Isee è necessario compilare la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ogni componente maggiorenne e minorenne del nucleo familiare, nella quale si devono indicare i seguenti redditi e patrimoni:  conti correnti bancari e postali;  conti deposito;  libretti di risparmio;  carte prepagata con e senza Iban;  reddito prodotto da lavoro dipendente, autonomo, pensione, lavori socialmente utili, redditi esenti da imposta come borse di studio/lavoro, welfare aziendali o prestazioni dell’Inps esenti da imposizione;  titoli azionari e finanziari;  assegni periodici ricevuti per il mantenimento dei figli.  Non sempre questa panoramica sui redditi e sui patrimoni rappresenta lo stato reale dell’economia familiare perché nell’Isee ordinario si prendono in considerazione i redditi e patrimoni riferiti ai due anni solari precedenti la compilazione della Dsu.

Per il 2024, quindi, si prenderanno in considerazione:  redditi 2022;  patrimoni mobiliari posseduti nel 2022;  patrimoni immobiliari posseduti nel 2022.  Dal 2022 al 2024 molte cose potrebbero essere cambiate e proprio per questo è messa a disposizione del contribuente anche la possibilità di integrare l’Isee ordinario con l’Isee corrente che permette di fotografare la situazione economica prendendo a riferimento redditi e patrimoni dei 12 mesi precedenti.In caso di cambiamenti profondi sia nei patrimoni che nei redditi, l’Isee corrente permette di dare una visione più attuale e veritiera della condizione economica del nucleo familiare.  Se i cambiamenti profondi interessano solo i redditi, l’Isee corrente può essere richiesto in qualsiasi momento, se la variazione riguarda lo stato patrimoniale l’Isee corrente può essere richiesto solo a partire dal 1° aprile del 2024.  —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo raid Usa contro Houthi in Yemen, colpita postazione radar

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(Adnkronos) – Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid contro i miliziani Houthi nello Yemen all’alba colpendo una postazione radar.L’attacco è stato effettuato dalla nave da guerra statunitense USS Carney utilizzando missili Tomahawk, ha affermato il Comando Centrale degli Stati Uniti.

Si trattato di “un’azione successiva contro uno specifico obiettivo militare associato agli attacchi effettuati il 12 gennaio, progettato per ridurre la capacità degli Houthi di attaccare navi marittime, comprese le navi commerciali”, ha affermato il Centcom in una nota. 
I raid hanno colpito la capitale Sana’a, sostiene la televisione al-Masirah gestita dagli Houthi. “Il nemico anglo-americano sta prendendo di mira la capitale Sana’a con una serie di attacchi aerei”, ha annunciato questa mattina.Gli Houthi hanno aggiunto che è stata colpita la base dell’aeronautica Al-Dailami a Sana’a. Come spiega un funzionario americano citato a condizione di anonimato alla Cnn, i raid dell’alba sono stati inferiori rispetto alla notte precedente, quando era stato condotto un attacco coordinato multinazionale contro 28 postazioni. Si è trattato di un attacco unilaterale compiuto solo dagli Stati Uniti, come spiega la Cnn dopo che la Casa Bianca ha spiegato che si tratta di azioni finalizzate a evitare una escalation e un confronto diretto con l’Iran. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Londra aiuta Zelensky ma Kiev ha bisogno di armi Usa

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(Adnkronos) –
L’Ucraina firma un accordo con il Regno Unito e si assicura il sostegno militare di Londra.A Kiev, però, per tenere testa alla Russia nella guerra in corso da quasi 2 anni serve l’aiuto sostanziale degli Stati Uniti.

Da Washington, però, non arrivano segnali.La Casa Bianca nelle ultime 24 ore ha annunciato lo stop all’assistenza: non ci sono fondi e bisogna aspettare la fumata bianca al Congresso, dove una pattuglia di repubblicani al Senato finora ha detto no al nuovo pacchetto. Le armi per il paese guidato dal presidente Volodymyr Zelensky si inseriscono in una partita interna più ampia, in un braccio di ferro che prosegue mentre sullo sfondo il peso delle elezioni 2024 è destinato ad aumentare giorno dopo giorno.

I democratici della Camera hanno bocciato le richieste dello Speaker repubblicano, Mike Johnson, di varare misure più severe in materia di migranti ed asilo in cambio dello sblocco degli aiuti a Kiev: il ‘do ut des’ al contrario prosegue e la soluzione del rebus non pare imminente.
 Il leader repubblicano è stato molto chiaro ed esplicito sul fatto che si opporrà ad ogni nuovo aiuto a Kiev se non ci saranno le concessioni draconiane richieste in materia di immigrazione, tra le quali la ripresa della costruzione del Muro e il ritorno della politica “remain in Mexico” che era stata adottata da Donald Trump ed abrogata da Joe Biden.  Richieste inaccettabili per i democratici che sono pronti a rafforzare i fondi per la sicurezza sul confine ma non ad approvare restrizioni così severe pur di avere lo sblocco dei 61 miliardi di dollari per Kiev senza i quali la Casa Bianca ha ammesso di non essere più in grado di aiutare l’Ucraina.  “Sarebbe ridicolo, sfortunatamente questo sarebbe a detrimento dell’Ucraina”, ha detto il democratico Mark Pocan, con il collega Juan Vargas che afferma che usare i fondi per l’Ucraina per un ricatto sul Muro “non è un punto di partenza per me e molti miei colleghi”.  
Le conseguenze del disimpegno americano sarebbero disastrose per Zelensky.Il 2024, secondo la strategia di Kiev, può anche diventare un anno di attesa per potenziare e registrare la macchina bellica, mentre sul campo il conflitto si è trasformato in un durissimo braccio di ferro che da settimane non propone variazioni di equilibri e di copione: la Russia di Vladimir Putin non ha fretta, può riversare al fronte uomini su uomini, assorbendo le perdite che pure sono state notevoli nel corso degli ultimi 12 mesi. L’Ucraina, che potrebbe varare una nuova legge relativa ai criteri di mobilitazione e arruolamento, aspetta gli F-16 dai partner occidentali per poter ‘chiudere i cieli’ e arginare le spallate della Russia.

Kiev chiede missili a lungo raggio, uno step ulteriore rispetto agli Atacms forniti sinora dall’America.In realtà, al momento le ambizioni sono appese ad un filo sottilissimo, quello del dialogo tra repubblicani e democratici a Washington..  Lo stallo è sotto gli occhi di tutti.

Ad aggiungere il punto esclamativo provvede Donald Trump, che tra meno di un anno potrebbe tornare alla Casa Bianca come presidente con un approccio alla politica internazionale tutto da decifrare.Nel ‘consueto’ attacco a Joe Biden, Trump ha lasciato intravedere i presupposti di un’inversione rispetto alla rotta attuale: “Ora abbiamo guerre in Ucraina, Israele e Yemen, ma niente sulla frontiera meridionale, questo fa molto senso”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riforme e premierato, maggioranza al lavoro su punti più critici ddl

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(Adnkronos) – Maggioranza al lavoro per ritoccare i punti più critici del disegno di legge sul premierato, dopo il vertice con i capigruppo del centrodestra che si è svolto al Senato alla presenza dei ministri Casellati (Riforme) e Ciriani (Rapporti con il Parlamento).La prossima settimana sarà presentata una bozza di proposta per provare a risolvere tutti i nodi sul tavolo: se ci sarà accordo all’interno della coalizione, entro il 29 gennaio verranno depositati gli emendamenti della maggioranza, che non dovrebbero essere più di 8. “A fronte delle perplessità su alcune questioni, mosse da quasi tutti i 50 costituzionalisti ascoltati in Commissione, mi sembrava giusto organizzare un confronto di maggioranza per capire come muoversi.

Parliamo di un ddl di iniziativa governativa, la premier l’ha definita la madre di tutte le riforme”, spiega all’Adnkronos il presidente della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, Alberto Balboni, esponente di Fratelli d’Italia.Innanzitutto si è discusso di metodo: “Eventuali, e sottolineo eventuali proposte di modifica dovranno essere presentate esclusivamente a nome di tutta la maggioranza” quindi “niente fughe in avanti di questo o quel partito”, assicura il meloniano, che aggiunge: “Ci saranno solo proposte condivise, limitate allo spirito di questa riforma che tocca pochissimi aspetti.

Vogliamo che sia un intervento chirurgico, che non riguardi troppi articoli della Costituzione”. Nell’incontro di giovedì a Palazzo Madama si è parlato dei punti critici evidenziati dagli esperti: “Ci siamo interrogati sull’opportunità di inserire in Costituzione un premio di maggioranza del 55%”, osserva Balboni.Uno degli argomenti dibattuti “è stato quello del secondo premier: così come è formulata, questa norma può determinare la possibilità di uno scioglimento delle Camere che non ha nemmeno il primo premier”. “Altro tema delicato è la fiducia: come è possibile che un premier eletto direttamente dagli elettori debba passare da un voto di fiducia alle Camere?

E’ un paradosso…”.E ancora: “Molti dall’opposizione hanno sollevato la questione dei limiti ai mandati: in tutte le democrazie ci sono limiti al numero di mandati consecutivi, anche la premier ha detto che questa obiezione è ragionevole.

E quindi dovremmo interrogarci anche su questo aspetto”. Come sciogliere questi nodi, dunque?Balboni traccia una road map: “Punto primo, servirà un’interlocuzione con il vertice del governo e con i gruppi di maggioranza.

Abbiamo rappresentato a Ciriani e Casellati questo desiderio di confronto.Nel frattempo, su proposta del presidente Marcello Pera che fa parte della Commissione, abbiamo deciso di cominciare a mettere nero su bianco una bozza di proposta su cui lavorare.

Presenteremo tra questo fine settimana e inizio settimana prossima delle proposte alternative sui temi sollevati.Poi sottoporremo questa bozza ai componenti di maggioranza della Commissione: se ci sarà intesa, la sottoporremo ai ministri e, tramite loro, al governo.

Se si troverà la quadra, entro il 29 gennaio depositeremo gli emendamenti, che saranno pochi e selettivi”.Quanti? “A mio modesto parere non più di 5 o 6, esagerando 7 o 8”. Nel dettaglio, come interverrete sulle criticità evidenziate dai costituzionalisti? “C’è unanimità sia nella maggioranza che nell’opposizione sul fatto che il premio di maggioranza non può essere quantificato in Costituzione, bisogna delegarlo alla legge elettorale che si occuperà anche di definire la soglia minima, che come sappiamo la Corte costituzionale impone venga fissata in una percentuale ragionevole”.

Secondo il senatore di Fdi “si potrebbe ragionare su una soglia del 40% per far scattare il premio di maggioranza: ma la mia è una riflessione a titolo personale, non siamo entrati ancora nei dettagli”.  E sul nodo del secondo premier? “Ci sono varie ipotesi in campo.Si potrebbe per esempio cancellare del tutto la figura del secondo premier, ripristinare il principio del ‘simul stabunt simul cadent’ (cioè, se il premier in carica cade si va al voto, ndr).

E come ulteriore ipotesi c’è quella di limitare la nomina di un secondo premier a casi eccezionali come impedimento fisico o morte del premier eletto”, afferma ancora il presidente Fdi della Affari costituzionali.E a chi lamenta una limitazione dei poteri del Capo dello Stato nella nomina del premier, Balboni replica: “Il Presidente della Repubblica non ha una sua facoltà di indicare un altro premier, il Presidente deve verificare se esiste una maggioranza in Parlamento.

Non indica chi gli pare.Deve certificare l’esistenza di una maggioranza, deve chiedere che gli venga dimostrata prima di conferire un incarico.

Non è una scelta discrezionale.Noi cerchiamo di fare in modo che non ci si trovi di fronte a queste situazioni di crisi”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stati Uniti pronti a rispondere agli attacchi Houthi: Italia supporta ma non partecipa

Gli Stati Uniti reagiscono con fermezza agli attacchi degli Houthi, annunciando raid su obiettivi filo-iraniani.L’Italia, pur sostenendo le operazioni alleate, chiarisce la necessità dell’approvazione parlamentare per partecipare a missioni di guerra.

Palazzo Chigi ribadisce il sostegno all’ONU per la sicurezza nel Mar Rosso.Nel contesto europeo, Italia e Francia chiedono l’allargamento della missione Atalanta.

Mentre gli Stati Uniti avvertono su possibili azioni future, la Casa Bianca sottolinea che gli Houthi, nonostante l’escalation, non sono ancora considerati un’organizzazione terroristica.

Risposta agli Houthi: Italia supporta, ma non partecipa.Stati Uniti pronti a nuove azioni.

Il presidente Biden condanna il “comportamento vergognoso” degli Houthi e annuncia raid su 60 obiettivi filo-iraniani.

Tajani sottolinea che l’Italia non partecipa a missioni di guerra senza l’approvazione delle Camere.L’Italia sostiene le operazioni alleate, difendendo il diritto di proteggere le imbarcazioni per i flussi commerciali globali e l’assistenza umanitaria.

Palazzo Chigi ribadisce il pieno sostegno agli sforzi dell’ONU per garantire la navigazione sicura nel Mar Rosso.Ministro degli Esteri Tajani chiarisce che l’Italia non partecipa alle operazioni contro gli Houthi senza l’approvazione del Parlamento.

Si sta lavorando a una nuova missione europea più ampia.Italia e Francia chiedono all’UE l’allargamento della missione Atalanta.

Palazzo Chigi condanna gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e sostiene la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per garantire la navigazione sicura.Gli Stati Uniti avvertono che non esiteranno a ulteriori azioni contro gli Houthi.

La casa Bianca sottolinea che gli Houthi hanno provocato l’escalation e che non sono ancora considerati un’organizzazione terroristica.Fonte: washingtonpost / AGI

Sfida Houthi: Strategie USA e UK nell’instabile Yemen

Sfida Houthi: Nello Yemen, gli Houthi, esperti e sostenuti dall’Iran, sfidano gli USA e il Regno Unito.Gli attacchi, seppur definiti successi, evidenziano la mancanza di una strategia efficace nella gestione del conflitto, alimentando l’ascesa inarrestabile del gruppo.

Con il Mar Rosso come teatro e la crescente influenza regionale, la sfida Houthi rappresenta una complicazione geopolitica, mentre il confronto diretto con gli USA riflette una gestione internazionale errata.

Nello Yemen, U.S.e Regno Unito affrontano un nemico pronto e addestrato dalla guerra.

Il presidente Biden afferma che gli attacchi contro i miliziani Houthi hanno inviato un chiaro messaggio di intolleranza agli attacchi contro personale e spedizioni commerciali nel Mar Rosso.

L’attacco di venerdì ha rafforzato il gruppo militante Houthi, già resistente, e il suo status nella regione.Gli analisti affermano che la retorica sfidante post-attacco indica una crescente influenza del gruppo sostenuto dall’Iran.

Gli attacchi, definiti un successo dagli USA e dal Regno Unito, svelano anche un fallimento nel contenere le conseguenze regionali dell’offensiva israeliana a Gaza.L’assenza di una strategia efficace ha permesso l’ascesa inarrestabile degli Houthi.

L’operazione militare, voluta dagli Houthi, accresce la loro immagine come attori audaci contro la coalizione internazionale a favore di Israele.La mancanza di soluzioni durature nei conflitti mediorientali mostra una carenza di pensiero strategico, alimentando il dominio Houthi.

Gli Houthi, forti del sostegno iraniano, hanno resistito a un decennio di bombardamenti sauditi, guadagnando terreno.La loro presa su vaste aree, compresa la capitale, rende la loro posizione influente nei negoziati post-bellici.

Gli attacchi Houthi in Mar Rosso, in risposta all’offensiva israeliana a Gaza, aumentano la tensione regionale.Mentre USA e Regno Unito definiscono gli attacchi una vittoria, molti osservatori ritengono difficile indebolire gli Houthi, con strutture mobili e una rete di tunnel.

Il fallimento nella gestione del conflitto yemenita ha contribuito alla sfida Houthi agli USA.Il gruppo si presenta ora come il difensore della causa palestinese, ottenendo sostegno interno ed esterno.

Il crescente consenso popolare a favore degli Houthi si basa sulla loro opposizione al blocco israeliano.La loro azione nel Mar Rosso ha anche rafforzato il reclutamento, mentre il confronto diretto con gli USA realizza l’ambizione di diventare un attore regionale.

Il Segretario alla Difesa Austin afferma che gli attacchi mirano a indebolire gli Houthi, ma gli analisti dubitano del loro impatto.La sfida Houthi riflette anche una gestione errata da parte degli USA, che ora si trovano di fronte a un avversario più forte e determinato.

Fonte: washingtonpost

Meteo Stabia 13 Gennaio 2024: sole splendente per l’intera giornata

Meteo Castellammare di Stabia 13 Gennaio 2024, previsioni e temperature.

Meteo Stabia 13 Gennaio 2024: oggi bel tempo con sole splendente per l’intera giornata, non sono previste piogge nelle prossime ore.

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Meteo Nazionale 13 Gennaio 2024

Dati geografici Castellammare di Stabia:
Lat: 40.72° Lon: 14.49° Alt: 6m s.l.m

Meteo 13 Gennaio 2024
A Castellammare Di Stabia oggi bel tempo con sole splendente per l’intera giornata, non sono previste piogge nelle prossime ore.Durante la giornata di oggi la temperatura massima registrata sarà di 12°C, la minima di 7°C, lo zero termico si attesterà a 1168m.

I venti saranno al mattino tesi e proverranno da Est, al pomeriggio moderati e proverranno da Est-Nordest.Mare poco mosso.

Allerte meteo previste: vento.

Previsione Meteo Campania:

un campo di alte pressioni abbraccia la Regione garantendo tempo stabile ed assolato ovunque.
Nello specifico:
su litorale settentrionale e pianure settentrionali cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata, salvo la presenza di qualche addensamento serale;
su litorale meridionalepianure meridionali e subappennino cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata;
sull’Appennino giornata in prevalenza poco nuvolosa, salvo presenza di nubi sparse al mattino.Venti moderati dai quadranti nord-orientali in intensificazione e in rotazione ai quadranti nord-orientali;
Zero termico nell’intorno di 1100 metri.

Mare da mosso a poco mosso.

Meteo Napoli 13 Gennaio 2024: oggi poco nuvoloso

Meteo Napoli 13 Gennaio 2024: oggi poco nuvoloso, Domenica 14 pioggia, Lunedì 15 temporali e schiarite

Meteo Napoli 13 Gennaio 2024: Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da cielo poco nuvoloso, con una temperatura di 5°C.Venti moderati provenienti da Nord-Est con intensità tra 21km/h e 25km/h.

Si registra assenza di precipitazioni.

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Dati geografici Napoli:
Lat: 40.86° Lon: 14.28° Alt: 17m s.l.m.

Meteo Napoli 13 Gennaio 2024: giornata caratterizzata da cielo poco nuvoloso o velato, temperature comprese tra 3 e 10°C.
Entrando nel dettaglio, avremo cielo sereno al mattino e al pomeriggio, nubi sparse di passaggio alla sera.
Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 10°C, la minima di 3°C alle ore 7.I venti saranno moderati da Nord-Est al mattino con intensità di circa 18km/h, deboli da Nord-Nord-Est al pomeriggio con intensità di circa 11km/h, deboli da Ovest alla sera con intensità di circa 9km/h.

L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 2.6, corrispondente a 530W/mq.

Previsione Meteo Campania:

un campo di alte pressioni abbraccia la Regione garantendo tempo stabile ed assolato ovunque.
Nello specifico:
su litorale settentrionale e pianure settentrionali cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata, salvo la presenza di qualche addensamento serale;
su litorale meridionalepianure meridionali e subappennino cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l’intera giornata;
sull’Appennino giornata in prevalenza poco nuvolosa, salvo presenza di nubi sparse al mattino.Venti moderati dai quadranti nord-orientali in intensificazione e in rotazione ai quadranti nord-orientali;
Zero termico nell’intorno di 1100 metri.

Mare da mosso a poco mosso.

Meteo weekend, prima freddo e poi pioggia: le previsioni per oggi e domani

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(Adnkronos) –
Freddo con aria gelida oggi da Nord a Sud con temperature in calo.Pioggia domani, con il maltempo a chiudere il weekend all’insegna del peggioramento del meteo nella giornata di domenica 14 gennaio. Il fine settimana, da Milano a Roma, inizierà con il gelo portato dalle correnti provenienti da nord.

Nel Settentrione d’Italia, lo zero potrebbe essere sfiorato o raggiunto anche durante il giorno tra Lombardia e Piemonte.Temperature ancora basse anche al Centro, soprattutto nelle zone interne, e effetti anche nel Meridione, dove in ogni caso il sole dovrebbe resistere senza troppi problemi. Il quadro cambia domani, domenica 14 gennaio, con il nuovo input dall’Atlantico: aria umida è destinata a portare precipitazioni.

La pioggia lascerà il segno a partire dalle regioni tirreniche da Nord a Sud: il maltempo colpirà Liguria e Toscana, Lazio e Campania fino alla Calabria.Le previsioni lasciano intravedere un peggioramento soprattutto al Centro nella coda del weekend, con il bonus – si fa per dire – di temperature sempre rigide. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meteo 13 Gennaio 2024: irruzione gelida, Domenica cambia tutto

Meteo 13 Gennaio 2024: con dettagli anche per Campania, Napoli, Castellammare di Stabia

Meteo 13 Gennaio 2024: Il weekend sarà caratterizzato da un fronte di aria gelida destinato a lambire l’Italia provocando un ulteriore calo delle temperature.Attenzione però, il Fine Settimana non vedrà una situazione meteo-climatica uniforme, infatti da Domenica tornerà la pioggia.

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Weekend al freddo, poi tornano le piogge dall’atlantico!

WEEKEND freddo: Sabato in gran parte soleggiato, poi Domenica torna il Libeccio con precipitazioni sparse, modeste o deboli, più probabili sulle Tirreniche; nebbie in pianura.
PROSSIMA SETTIMANA: subito piogge Lunedì e Martedì al Centro-Sud, poi anche al Nord.
AVVISO: da Venerdì 19 possibile irruzione di Aria Polare con Neve a tratti fin sulle coste adriatiche.

APPROFONDIMENTO

Pressione in ulteriore aumento.

La giornata sarà caratterizzata da generali condizioni di tempo asciutto e spesso soleggiato.

Il cielo si presenterà più coperto o molto nuvoloso su Appennini meridionali, Molise, Gargano e Sicilia tirrenica.

Al Nord si potranno formare banchi di nebbia in pianura, talvolta persistenti creando nubi basse o un cielo invisibile e conseguente clima più freddo.

NORD
Regime di alta pressione sulle nostre regioni pertanto la giornata sarà contraddistinta da generali condizioni di bel tempo, infatti a parte i banchi di nebbie previste su alcune zone di pianura e che renderanno il cielo o invisibile o coperto per nubi basse (nebbia in sollevamento), per il resto il sole sarà prevalente, soprattutto in montagna.

Temperature in calo ove nebbioso.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 2°C di Torino e i 10°C di Genova

CENTRO e SARDEGNA
Un campo di alta pressione protegge le nostre regioni, ma soffiano venti dai quadranti settentrionali.La giornata trascorrerà con condizioni generali di bel tempo, infatti il sole splenderà in un cielo sereno o poco nuvoloso su Toscana, Umbria, Lazio e Marche, più nuvoloso su Abruzzo e Molise.

Bel tempo anche in Sardegna.Temperature grossomodo stazionarie.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 4°C di Campobasso e i 10°C di Roma

SUD e SICILIA
La pressione è in aumento sulle nostre regioni, ma soffiano venti più freddi dai quadranti settentrionali pertanto la giornata sarà contraddistinta da un cielo che si presenterà più coperto sugli Appennini e sulla Sicilia settentrionale, sarà poco nuvoloso sul resto dei settori.

Temperature in contenuta diminuzione di giorno, più sensibile di notte.Mari mossi, molto mosso lo Ionio.
Temperature
Valori massimi attesi tra gli 1°C di Potenza e i 13°C di Palermo

Houthi, Usa: no escalation con Iran. Ma è già ‘guerra regionale’: l’analisi

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(Adnkronos) – Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno colpito gli Houthi in Yemen.Il presidente americano Joe Biden ribadisce che nuovi raid, dopo quelli della notte tra 11 e 12 gennaio 2024, non sono esclusi se i miliziani continueranno a minacciare le navi nel Mar Rosso.

La tensione rimane altissima mentre Washington evidenzia l’intenzione di evitare un’escalation con l’Iran, sponsor degli Houthi, a cui comunque è stato inviato un messaggio chiaro.
 “Ho già mandato il messaggio all’Iran.Sanno cosa non devono fare.

Ci assicureremo di rispondere con i nostri alleati se continuano con queste azioni dissennate”, le parole di Biden.Il portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza, John Kirby, spiega all’emittente Msnbc che il raid era diretto contro le capacità degli Houthi di stoccare, lanciare e guidare missili e droni. “Non vogliamo una escalation, non vi è ragione di una escalation oltre quanto avvenuto negli ultimi giorni”, dice. Il quadro, però, appare già sufficientemente nitido e definito.

Non ha più senso parlare di un rischio di un allargamento del conflitto in Medio Oriente, perché quella che si sta combattendo “è già una guerra regionale”.E’ la convinzione condivisa da analisti e osservatori in alcuni dei Paesi interessati dalla crisi, pur sottolineando che non siamo ancora al peggiore degli scenari possibili – un coinvolgimento diretto dell’Iran o un conflitto vero e proprio tra Israele e gli Hezbollah – ma ad una guerra ad un’intensità relativamente bassa.  E questo perché, spiegano all’Adnkronos fonti in un Paese della regione, “è difficile dire se l’Iran”, a capo del coordinamento strategico del cosiddetto ‘Asse della resistenza’, di cui fanno parte anche gli Houthi, “vuole un’escalation o vuole prevenirla”. “I segnali che manda andrebbero in questa seconda direzione”, se non fosse che, secondo la valutazione del regime a Teheran, è Israele che continua a spingere per l’escalation.

E a fronte dell'”aggressività nemica l’Iran non può dimostrarsi passivo, per non incoraggiare ulteriormente Israele e per non proiettare un’immagine di debolezza”, è l’analisi delle fonti.  Intanto si aspetta la rappresaglia degli Houthi, “che sono militarmente molto cresciuti”, grazie alle armi sofisticate fornite da Teheran e le cui capacità, come dice in un’intervista all’Adnkronos l’analista yemenita Farea al-Muslimi, research fellow presso il Programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, non sarebbero che state scalfite in raid che definisce solo “simbolici”.Il primo segnale è arrivato: un missile lanciato contro una nave, che tra l’altro trasportava petrolio russo, e finito a centinaia di metri dall’obiettivo. Gli Houthi hanno resistito per otto anni ai bombardamenti dell’Arabia Saudita e degli Emirati arabi uniti che “non sono riusciti a metterli in ginocchio”, sottolinea Gregory Johnsen, dell’Arab Gulf States Institute di Washington: secondo Johnsen con i raid Londra e Washington, e più in generale gli alleati occidentali, hanno voluto “mandare un messaggio, ma la questione chiave è: se il messaggio non passa, quale sarà il prossimo passo?

Raid su più obiettivi?Raid più lunghi?”.  
Gli Houthi, fa eco Nadwa Dawsari, esperto del Middle East Institute, “aspettavano disperatamente da 20 anni il confronto con l’America e con Israele.

Dal 7 ottobre hanno reclutato 45mila combattenti, oggi Stati Uniti e Regno Unito hanno fatto diventare realtà il loro sogno” di uno scontro diretto.  In realtà quello che potrebbe avvicinarsi ancora di più è lo scontro diretto con l’Iran: fonti dell’amministrazione Biden, il cui primo obiettivo resta comunque quello di evitare una guerra regionale, hanno detto di non avere avuto altra scelta, dopo che la diplomazia, i contatti riservati e le minacce non sono riusciti a fermare gli attacchi degli Houthi di queste settimane.Dietro cui, non hanno dubbi, c’è Teheran: “L’Iran è stato coinvolto da un punto di vista operativo.

Hanno fornito informazioni e intelligence agli Houthi e le capacità usate” negli attacchi contro le navi nel Mar Rosso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tragedia sulla Circumvesuviana: Ragazzo investito e ucciso da un treno su Torre Annunziata-Poggiomarino

Una tragedia sulla Circumvesuviana Torre Annunziata-Poggiomarino, è avvenuta quando un giovane in scooter è stato mortalmente investito tra Boscoreale e Scafati.L’incidente si è verificato al passaggio a livello SOA tra San Pietro e Cangiani nel tardo pomeriggio, nonostante il corretto funzionamento del segnalamento ottico e acustico.

Secondo Eav, il giovane sembra aver attraversato imprudentemente, forse a causa della fretta.La Procura di Nocera Inferiore ha avviato un’inchiesta per comprendere le circostanze di questo tragico incidente ferroviario.

Tragedia Circumvesuviana: Giovane in scooter investito e ucciso da un treno a Torre Annunziata-Poggiomarino.

Tragedia sulla Circumvesuviana: Nella tratta Torre Annunziata-Poggiomarino, un giovane in scooter è morto investito da un treno della Circumvesuviana.

L’incidente si è verificato tra Boscoreale e Scafati.La tragedia ha colpito lungo il passaggio a livello SOA tra San Pietro e Cangiani nel tardo pomeriggio.

Il giovane attraversava i binari quando è stato tragicamente travolto dal treno.Il segnalamento ottico e acustico era attivo.

Secondo Eav, il ragazzo sembra aver attraversato imprudentemente, forse a causa della fretta.La Procura di Nocera Inferiore ha aperto un’inchiesta sull’incidente ferroviario.

Pompei: Sequestrata ‘Superplastik’ per Scarico Tossico nel Sarno

I Carabinieri colpiscono ‘Superplastik’ a Pompei per illeciti ambientali.La produzione di plastiche coinvolgeva scarichi tossici, causando inquinamenti gravi su suolo e falda.

Il titolare, recidivo, è ora sotto sequestro.L’indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, punta a fermare gli scarichi abusivi nel fiume Sarno, coinvolgendo aziende nel bacino idrografico.

Un’azione più ampia comprende controlli su Comuni e arresti, con un totale di 535 verifiche e 90 sequestri in corso nel bacino idrografico del Sarno.

Operazione Ambientale a Pompei: Sequestrata ‘Superplastik’ per Gravi Inquinamenti nel Sarno

I Carabinieri, agendo su segnalazione, hanno eseguito un blitz presso l’azienda “Superplastik” di Pompei.Il titolare, già recidivo, è accusato di scarico abusivo di rifiuti tossici nelle falde acquifere e nel fiume Sarno, violando la normativa ambientale.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno rivelato che la Superplastik, specializzata nella produzione e verniciatura delle plastiche, ha sistematicamente violato le norme ambientali, causando grave inquinamento del suolo e della falda acquifera.I controlli del NOE di Napoli hanno identificato lo stoccaggio illegale di vernici e rifiuti non trattati, con il conseguente deflusso in pozzi sotterranei.

Le analisi dell’ARPA hanno evidenziato elevate concentrazioni di idrocarburi pesanti nelle acque reflue, causando gravi effetti tossici.I pozzi contaminati confermano la presenza di sostanze pericolose a causa del deposito incontrollato di rifiuti speciali e urbani.

La mancanza di interventi correttivi da parte dell’azienda nonostante precedenti prescrizioni dimostra la sua insensibilità ambientale.Il sequestro preventivo, volto a prevenire ulteriori danni all’ambiente circostante e al fiume Sarno, è il risultato di un’indagine capillare condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica di Napoli, con la collaborazione tecnica dell’ARPAC.

L’azione rientra in un più ampio sforzo investigativo per individuare e fermare gli scarichi abusivi nel fiume Sarno, coinvolgendo aziende nel bacino idrografico e affrontando anche il problema degli scarichi fecali da parte di alcuni Comuni.La Procura di Torre Annunziata ha già effettuato 298 controlli, adottato 46 provvedimenti di sequestro, irrogato 29 sanzioni amministrative e denunciato 171 persone.

L’impegno si estende a tutto il bacino idrografico del fiume Sarno, coinvolgendo anche Procure di Avellino e Nocera Inferiore, con un totale di 535 controlli, 90 sequestri, 84 sanzioni amministrative, 312 denunce e 7 arresti, tutti legati a reati ambientali.”

Scioglimento Castellammare: Chiesti al Tar Tutti gli Atti

Nel contesto dello scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare, l’ex Sindaco Cimmino e gli amministratori presentano un ricorso al Tar del Lazio.L’ordinanza istruttoria impone la consegna completa degli atti entro un mese, precedendo l’udienza pubblica del 29 maggio.

Il focus è sull’acquisizione dettagliata, inclusa la relazione del Prefetto e altre documentazioni, nel rispetto delle cautele legate alla natura classificata del testo amministrativo.

Scioglimento Castellammare: Udienza Pubblica il 29 Maggio

Scioglimento Castellammare: Ex sindaco Cimmino e amministratori chiedono al Tar del Lazio tutti gli atti relativi al decreto di scioglimento del Consiglio comunale stabiese emesso a febbraio 2022 dal Presidente della Repubblica.L’ordinanza istruttoria, nell’ambito del ricorso presentato dagli ex amministratori, richiede l’acquisizione completa e priva di omissis degli atti, inclusi la relazione del Prefetto, la Commissione d’accesso, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (del 23 dicembre 2021) e l’eventuale relazione del procuratore della Repubblica.

Il Tar ha fissato l’udienza pubblica per la trattazione di merito il 29 maggio, concedendo un mese di tempo per il deposito integrale dei documenti, rispettando le cautele legate alla natura classificata del testo amministrativo.

Houthi, Tajani: “Italia non ha partecipato a attacco”

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(Adnkronos) – “Non abbiamo partecipato all’attacco militare contro i ribelli Houthi nello Yemen perché per partecipare ad un’azione di guerra serve l’autorizzazione del Parlamento”.A chiarirlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a Tg2Post. “Noi abbiamo aderito qualche giorno fa ad una dichiarazione di condanna assoluta degli attacchi che gli Houthi fanno alle navi mercantili che attraversano il Mar Rosso, abbiamo sempre condannato l’azione degli Houthi, partecipiamo con la nostra marina militare all’operazione nel Mar Rosso, che garantisce la sicurezza del trasporto marittimo”.  “L’Italia però non può partecipare a missioni di guerra se non c’è l’approvazione del Parlamento”, ha ribadito. “Adesso stiamo lavorando perché ci possa essere una nuova missione europea, che abbia compiti ancora più ampi di quelli che ha la missione Atalanta, che è soprattutto dedicata alla lotta contro la pirateria, quindi a garantire la sicurezza dei trasporti contro la pirateria.

Vorremmo una nuova missione europea ma comunque da un punto di vista politico stiamo dalla parte dei nostri alleati: sono tanti i paesi che hanno firmato la prima dichiarazione politica di condanna”.  “Noi lavoriamo per la distensione, per la deescalation, però non possiamo accettare che ci sia una limitazione del trasporto marittimo”, ha aggiunto il numero 1 della Farnesina. “Il trasporto di un container dal Mediterraneo alla Cina – ha fatto presente – costa oggi quattro volte di più di quanto costasse 15 giorni fa, le assicurazioni sono aumentate del 3 per cento e i tempi sono più lunghi perché se non si passa dal Canale di Suez bisogna fare il giro di tutta l’Africa.Quindi a subire danni sono i porti italiani, anche quello di Genova, oltre a Gioia Tauro, Taranto e Brindisi”. “Fino a qualche giorno fa – ha proseguito – attraversavano il Canale di Suez dal Mar Rosso al Mediterraneo circa 400 navi ogni giorno.

Oggi ne passano 250 e questo a causa degli attacchi dei ribelli Houthi contro le navi mercantili.Bisogna impedire che questa situazione continui”  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bianca Berlinguer, retromarcia dopo il fuorionda di Striscia: “Ottimo lavoro della redazione”

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(Adnkronos) – “La mia redazione fa un lavoro prezioso e difficile in un’azienda in cui abbiamo deciso di venire e in cui ci stiamo trovando bene”.Così all’inizio della puntata di stasera di ‘Prima di domani’ su Retequattro, Bianca Berlinguer è intervenuta sul fuorionda trasmesso ieri sera da ‘Striscia la Notizia’ in cui la giornalista, martedì scorso, nell’attesa di partire con la diretta del suo programma, stigmatizzava alcuni testi: “I pezzi fanno pena, proprio pena”, aggiungendo: “Questi sono i miei ultimi tre giorni, rimango fino a venerdì, poi è finita”. “Mi lamentavo della mia redazione – ha spiegato stasera Berlinguer – ma può sempre accadere, come voi potete immaginare, in quegli attimi prima che parta la diretta, e sembrava che io non la apprezzassi.

E questo mi dispiace perché invece la mia redazione fa un ottimo lavoro, prezioso e difficile in un’azienda in cui abbiamo deciso di venire e in cui ci stiamo trovando bene”, ha concluso la giornalista, chiarendo così che non lascerà il programma. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiumicino, crolla controsoffitto in ristorante: 3 feriti

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(Adnkronos) – Nel crollo di un controsoffitto in un ristorante cinese a Fiumicino sono rimaste ferite tre persone oggi 12 gennaio 2024.Sul posto è intervenuta la polizia del commissariato di Fiumicino insieme ai vigili del fuoco e al 118.

Nel locale, al momento del crollo, c’erano circa 25 persone.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)