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“Troppi pasticci dai pazienti con i farmaci”, i consigli anti-errore

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(Adnkronos) – Prendere un farmaco al posto di un altro, ingannati da confezioni, colori o forme simili.Ma anche assumere ‘doppioni’ senza rendersene conto, ‘sgarrare’ su dosi e orari, stoppare le terapie di testa propria, mandare giù pillole con liquidi diversi dall’acqua.

Sono solo alcuni degli errori in agguato per chi sta seguendo una cura o come spesso accade molto più di una, rischiando di combinare “pasticci” pericolosi per la salute.A lanciare l’allarme sono gli esperti della Società italiana di medicina interna (Simi), che insegnano a riconoscere le “bucce di banana” sulle quali può scivolare un paziente e dettano le ‘istruzioni per l’uso’.

Consigli utili per non sbagliare.  “Molti pazienti, in particolare quelli affetti da più patologie croniche – afferma Giorgio Sesti, presidente della Simi – si trovano ad assumere un alto numero di farmaci ogni giorno, magari a orari diversi.In Italia si stima che il 75% degli over 60”, ben 3 su 4, “assuma 5 o più farmaci al giorno.

A rischio pasticci sono soprattutto gli anziani con iniziali problemi di memoria, non assistiti da un familiare o da un caregiver.Ma anche persone che assumono farmaci per fai-da-te o passaparola”.

Da qui l’importanza di offrire una ‘bussola’ che aiuti a orientarsi davanti all’armadietto dei medicinali.  Primo capitolo, “doppioni e politerapie.Il problema – spiegano gli internisti – può sorgere quando il paziente si reca da diversi specialisti senza comunicare loro di essere già in terapia con alcuni farmaci, uscendo dalla visita con una lista di nuovi farmaci che potrebbero essere doppioni di quelli che già assumono o in contrasto con questi (interazione farmacologica).

Lo stesso a volte accade quando un paziente dimesso dall’ospedale assume i farmaci prescritti in lettera di dimissione, riprendendo però anche ad assumere anche quelli antecedenti al ricovero”.Raccomanda Sesti: “E’ importante informare sempre il medico delle terapie in corso, portando con sé un elenco completo dei farmaci e della posologia assunta.

E’ bene inoltre informare sempre il medico di famiglia delle terapie proposte dai diversi specialisti, per aggiornare la scheda farmacologica e verificare che non ci siano per problemi di ‘incompatibilità’ e interferenza farmacologica che possono verificarsi sia con alcuni farmaci, ad esempio antibiotici o contraccettivi orali, ma anche con farmaci da banco, integratori e fitoterapici.Un altro consiglio è di portare sempre nel portafoglio la lista dei farmaci assunti con orari e dosaggi, in caso di emergenza”. “Non dimenticare di comunicare al medico le allergie”, avvertono poi gli esperti Simi. “Bisogna sempre informare il medico di eventuali allergie, non solo farmacologiche, e soprattutto di reazioni allergiche insorte a seguito dell’assunzione di un farmaco in particolare.

Anche una terapia ‘sicura’ può avere effetti disastrosi su un paziente allergico ad un determinato principio farmacologico”, ammonisce Sesti.Ci sono poi casi in cui “l’inganno è nel nome o nel colore del farmaco.

Un errore abbastanza comune – riportano gli internisti – è quello di prendere un farmaco al posto di uno con un nome simile o con una formulazione simile.L’ideale sarebbe prendere sempre il farmaco dalla scatola sulla quale scrivere a cosa serve (ad esempio ‘per la pressione’, ‘per dormire’, ‘diuretico’, ‘per il diabete’ e così via).

Molti anziani in politerapia sono abituati a mettere i farmaci in un portapillole con scomparti divisi per giorno e orario della giornata (mattina, pomeriggio, sera); in questo caso, bisogna fare attenzione che il contenitore non si rovesci mischiando il contenuto di orari o giorni diversi”. Un dato evidenziato dalla Simi è che “il microbiota intestinale ‘partecipa’ alla terapia.Un recente studio pubblicato su ‘Nature’ – ricordano gli specialisti – ha individuato 70 possibili interazioni tra batteri intestinali e i farmaci; il problema è di così vasta portata da aver fatto coniare il termine ‘farmaco-microbiomica’”.

Sesti cita “gli antibiotici o la terapia cronica con inibitori di pompa protonica (Ppi, farmaci gastro-protettori che spesso tra l’altro non è necessario assumere per lunghi periodi): modificano il microbiota intestinale e questo può avere un impatto sull’efficacia di alcuni farmaci come i contraccettivi orali (terapia estro-progestinica) o la terapia anticoagulante orale (warfarin).Le terapie che alterano il microbiota intestinale possono insomma interferire con l’attivazione di altri farmaci, riducendone o aumentandone la biodisponibilità.

In caso di assunzione di antibiotici o di sospensione di terapie croniche (Ppi, statine, eccetera), bisogna sempre verificare con il proprio medico se questo può avere ricadute su altre terapie in corso”. Cruciale “seguire sempre la prescrizione del medico/specialista e chiedere spiegazioni se poco chiara”, proseguono gli internisti.Il presidente Simi esorta a “non aver paura di chiedere spiegazioni.

Non si dovrebbe mai uscire dallo studio del medico senza avere le idee chiare rispetto alla prescrizione di una nuova terapia.Se il dubbio insorge una volta tornati a casa, è bene contattare il medico per email per avere chiarimenti”.

Un altro punto chiave è rispettare gli orari: “Molte terapie – precisa Sesti – vanno prese a digiuno (è il caso ad esempio degli ormoni tiroidei), o comunque lontano dai pasti (cioè 2 ore dopo o un’ora prima del pasto) come nel caso di alcuni antibiotici (per esempio i macrolidi).Al contrario, i Fans (ibuprofene, naprossene, ketoprofene e simili) vanno assunti a stomaco pieno perché gastro-lesivi.

Alcuni farmaci vengono prescritti 2 o 3 volte al giorno perché la loro durata d’azione (emivita) copre solo 8 o 12 ore e dunque, per non rimanere scoperti, è bene rispettare l’orario di prescrizione.E’ necessario insomma rispettare sempre orari e dosaggi e se si salta una dose, mai prenderla doppia il giorno successivo nel tentativo di ‘recuperare’.

Per aiutare la memoria, si può ricorrere alle sveglie sul telefonino”. “Non assumere mai i farmaci con latte, pompelmo o con bevande alcoliche”, è un altro ‘comandamento’ da rispettare. “I farmaci – puntualizza Sesti – vanno assunti sempre con un abbondante bicchiere d’acqua.Mai con il latte o gli agrumi, o peggio con bevande alcoliche, perché questo può ridurne o aumentarne l’assorbimento”.

Ancora, “non assumere mai un antibiotico senza prescrizione.Molti alle prime linee di febbre ricorrono al fai-da-te, attingendo a precedenti terapie antibiotiche avanzate e conservate nell’armadietto dei medicinali”.

Ma “è un errore – ribadisce Sesti – perché non tutti i mal di gola, sinusiti, bronchiti o cistiti necessitano di una terapia antibiotica, e comunque l’antibiotico che troviamo in casa potrebbe non essere efficace su quel germe e semmai contribuire al fenomeno dell’antibiotico-resistenza”.  “Non ridurre, né aumentare autonomamente, la dose dei farmaci”, continua il vademecum della Simi. “Nel primo caso il dosaggio del farmaco potrebbe non essere efficace – chiarisce Sesti – nel secondo si rischia di incorrere nei suoi effetti indesiderati o in problemi di sovradosaggio”.Il messaggio “anche in questo caso è di verificare sempre con il medico se è il caso di ‘ritoccare’ la posologia del farmaco (ad esempio se la pressione arteriosa aumenta con il freddo o scende durante l’estate), senza modificarla autonomamente.

Il corretto dosaggio di alcuni farmaci, inoltre, varia anche in base alla funzionalità dei reni.Quindi, soprattutto in presenza di insufficienza renale, è bene attenersi alle prescrizioni degli addetti ai lavori”. Infine, “non interrompere mai le terapie prescritte per una condizione cronica (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, Bpco e così via).

Alcuni pazienti interrompono la cura quando finiscono le compresse contenute nella scatola, altri perché ritengono di star meglio”, perché magari ‘la pressione è tornata normale’. “Ma il diabete, come la pressione alta o l’ipercolesterolemia – conclude il numero uno degli internisti – necessita di un trattamento cronico, anche vita natural durante.Le patologie croniche non si comportano come una polmonite che guarisce dopo una settimana di terapia antibiotica.

E anche se la colesterolemia o la glicemia sono rientrati nella norma nelle analisi del sangue, non bisogna sospendere una statina o un farmaco anti-diabete perché si tornerà rapidamente al punto di partenza”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lorella Cuccarini con il musical Rapunzel al Vittorio Emanuele di Messina

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“Rapunzel: Lorella Cuccarini, un Cast stellare e una Produzione Magica al Teatro Vittorio Emanuele di Messina”

Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina è pronto a trasformare la seconda edizione di “Rapunzel” in un evento straordinario, con un cast stellare e una produzione magica che catturerà l’immaginazione di tutti.

Lorella Cuccarini sarà la perfida Gothel, la matrigna scaltra e affascinante di Rapunzel.La dolce e talentuosa Silvia Scartozzoni interpreterà il ruolo di Rapunzel, mostrando la sua crescita e il suo amore per Phil, il ladro scanzonato e giocherellone dal cuore generoso, interpretato da Renato Crudo.

Un trio di talenti che promette di portare la fiaba a nuova vita sul palcoscenico.Le musiche e i testi delle canzoni sono originali e composti da Davide Magnabosco, Alessandro Procacci e Paolo Barillari.

Con la direzione musicale di Davide Magnabosco, lo spettacolo sarà arricchito da 19 brani coinvolgenti, romantici ed emozionanti, tra cui la spettacolare “Rapunzel Dance” e la commovente “Una suite a 5 stelle”.Il progetto scenografico di Alessandro Chiti reinterpreta in chiave moderna le ambientazioni della fiaba medievale, con oltre 15 quadri in continuo movimento.

I costumi ideati da Francesca Grossi, realizzati attraverso la sartoria in-house del Teatro Brancaccio, aggiungono una dose di personalità ai personaggi, mentre le coreografie di Rita Pivano rendono lo spettacolo dinamico e divertente.Gli effetti speciali arricchiscono di stupore l’intero spettacolo, trasportando gli spettatori in un immaginario fantastico.

La cifra stilistica di Maurizio Colombi, ispirata all’effetto “cartoon”, si riflette nei costumi, nel trucco, nelle coreografie e addirittura in alcuni momenti recitativi, creando un’esperienza visiva unica.La rivisitazione della celebre fiaba include personaggi inediti come il guardiano reale “Segugio”, dalle fattezze canine, i fiori parlanti “Rosa e Spina”, e lo specchio “Spiegel” che riflette la coscienza di Rapunzel.

Questa versione unica della storia offre uno sguardo fresco e avvincente sull’amata fiaba.Con un cast composto da 19 attori performer, ballerini, acrobati e cantanti, lo spettacolo promette di essere un’esperienza di teatro totale. Maurizio Semeraro nel ruolo del Re e Polifemo, Rossella Contu come la regina Grethel, e Andrea Spata nei panni del capitano delle guardie e di Milord, consigliere del re, sono solo alcuni dei talenti che porteranno la fiaba a nuova vita.

Nello spettacolo, viene realizzata una sorta di “double fiction” in teatro, dove i personaggi reali sul palco si trasformano in disegni animati in video, creando un continuo scambio tra realtà e animazione, rendendo l’esperienza ancor più magica.Ci si attende un fine settimana indimenticabile al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, dove “Rapunzel” condurrà in un viaggio magico attraverso il potere delle fiabe e la maestria del teatro. Un family show che cattura l’attenzione di tutte le età, invitando il pubblico a vivere, cantare e ridere tutti insieme. 

È possibile acquistare i ticket presso la biglietteria del Teatro Vittorio Emanuele o online sul sito ufficiale del teatro.

Mariella Musso

Esonero Mou divide il ‘popolo’ giallorosso ma si guarda avanti

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(Adnkronos) –
‘Popolo’ giallorosso diviso fra delusione e speranza dopo l’esonero dell’allenatore Josè Mourinho deciso dall’As Roma.Davanti ai Roma Store di via del Corso e di piazza Colonna, nel centro storico della Capitale è inevitabile commentare la fine dell’avventura dello Special One con la Roma.

Qualcuno è d’accordo con la decisione della società.Come due tifosi che si fermano a comprare la maglia di Mancini. “Mourinho deve andarsene, e pure Dybala – dicono – ora speriamo in De Rossi”.  In tanti però, forse la maggioranza, sono spiazzati da questo brusco addio e non approvavano il ‘benservito’ dato al mister.

Un tifoso 19enne parla di “esonero ingiusto.Sono romanista da quando sono nato, mio nonno era abbonato alla tribuna Tevere.

Sostengo Mou fino alla fine, ha sempre difeso la Roma.Poteva dare continuità alla squadra, portare vittorie in Europa e aiutarci a far tornare il buon umore” dice.

La scelta di mandare via Mourinho è stata “una mancanza di rispetto per i tifosi” aggiunge un amico.E sul nome di De Rossi dice: “Spero che la Roma torni in alto ai livelli che meritiamo”. Un ragazzo passeggia mano nella mano con la fidanzata e si ferma a commentare: “Secondo me era meglio dare ancora una possibilità a Mourinho e tenerlo fino a fine stagione”.

Per alcuni tifosi l’esonero non sarebbe arrivato a sorpresa. “Secondo me, alla luce degli ultimi risultati, è stata una scelta concordata fra il mister e la società” dice un tifoso.Ma a sintetizzare l’umore della strada è una signora intenta a fare shopping con un’amica: passando davanti al negozio della As Roma di via del Corso tira dritto e lancia un’imprecazione verso la dirigenza che “ha mandato via Mourinho”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mar Rosso, cosa guadagnano gli Houthi dai raid Usa-Gb? L’analisi

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(Adnkronos) – La nuova fase di ostilità che si è aperta nel Golfo con i raid americani e britannici sullo Yemen potrebbe rafforzare gli Houthi, anziché indebolirli.E’ quanto sostengono diversi analisti interrogati dal Washington Post sullo scenario che va delineandosi nella regione dopo che nei giorni scorsi gli Usa hanno rivendicato il successo del raid anti-Houthi con circa 60 obiettivi colpiti.

Il generale Douglas Sims, direttore delle operazioni dello Stato maggiore congiunto, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “abbastanza fiduciosi” di aver ridotto la capacità degli Houthi di continuare ad attaccare le navi nel Mar Rosso con missili e droni, ma è stato subito smentito ieri dal missile lanciato dallo Yemen che ha colpito una nave di proprietà americana al largo di Aden. Mentre Israele prosegue l’operazione nella Striscia di Gaza, costata la vita finora a oltre 24mila palestinesi, e Hezbollah sembra voler evitare un’escalation diretta con lo Stato ebraico, gli Houthi – che come il gruppo sciita libanese fa parte del cosiddetto ‘Asse della resistenza’ allineato all’Iran – si sono messi sotto i riflettori come difensori della causa palestinese, insistendo che le loro azioni nel Mar Rosso si fermeranno solo quando Israele cesserà i bombardamenti. “Stanno ottenendo ciò che vogliono, ovvero apparire come l’attore regionale più coraggioso quando si tratta di affrontare la coalizione internazionale, che è in gran parte a favore di Israele e non si preoccupa della popolazione di Gaza”, ha dichiarato Laurent Bonnefoy, ricercatore sullo Yemen a Sciences Po a Parigi, secondo cui le azioni dei ribelli “generano loro una qualche forma di sostegno, sia a livello internazionale che interno”. La simpatia per i palestinesi trascende le lotte intestine e le rivalità che dividono lo Yemen, e su questo punto gli Houthi stanno raccogliendo il consenso anche di quella fetta di popolazione che non li sostiene.Inoltre, anche i loro nemici dichiarati, come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, hanno evitato di sostenere la recente campagna guidata dagli Stati Uniti contro gli Houthi, mettendo in guardia da un’escalation.  “Penso che sognino di essere attaccati dagli americani o dagli israeliani perché questo li trasformerà in una vera forza di ‘resistenza’ “, ha spiegato Mustapha Noman, analista, scrittore ed ex diplomatico yemenita, in un briefing a Chatham House a dicembre. Secondo l’ex ambasciatore americano nello Yemen, Gerald Feierstein, “un attacco statunitense (o di altri Paesi) contro obiettivi militari Houthi convaliderebbe, dal loro punto di vista, la loro propaganda secondo cui stanno combattendo in prima linea a sostegno dei palestinesi e le loro operazioni stanno riuscendo a minacciare gli interessi degli Stati Uniti e dei loro alleati”. La guerra di Gaza e le sue ripercussioni, ha osservato invece l’International Crisis Group, ha “fornito agli Houthi l’opportunità di distogliere la crescente pressione sulle pratiche di governo nelle aree sotto il loro controllo e le ha permesso di reprimere l’opposizione al loro governo, arrestando oppositori con l’accusa di collusione con Israele e gli Stati Uniti”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, ammenda per la gara di andata con l’Avellino

Juve Stabia, ammenda di 16.000 euro relativa alla gara di andata con l’Avellino dell’11/09/2023.

Juve Stabia, multa di 10.000 euro più 6.000 per l’amministratore unico Filippo Polcino per aver consentito l’accesso dei tifosi della Curva in un altro settore dello stadio nonostante la Curva fosse squalificata per un turno.I fatti risalgono alla gara di andata con l’Avellino dell’11 settembre scorso.

Il dispositivo della FIGC con le motivazioni dell’ammenda per la Juve Stabia relativa alla gara con l’Avellino.

“Vista la comunicazione della Procura Federale relativa al provvedimento di conclusione delle indagini di cui al procedimento n. 218 pf 23-24 adottato nei confronti del Sig.

Filippo POLCINO, e della società S.S.JUVE STABIA S.R.L., avente ad oggetto la seguente condotta. 

FILIPPO POLCINO, all’epoca dei fatti Amministratore Unico della S.S.

Juve Stabia S.r.l., in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità nonché dei doveri di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, e per la violazione del Comunicato Ufficiale della Lega Pro n. 232/DIV del 12.05.2023 per aver consentito in occasione della gara di Campionato Juve Stabia – Avellino del 11.09.2023 che i tifosi abbonati alla “Curva San Marco” (comunemente nota come “Curva Sud”) potessero accedere allo Stadio in diversa Tribuna malgrado la sanzione della chiusura del proprio Settore; e per la violazione del divieto di contribuire con interventi finanziari o altre utilità al mantenimento di gruppi organizzati e non organizzati dai propri sostenitori di cui all’art. 25, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva per aver distribuito gratuitamente n. 752 titoli di accesso in occasione della gara di Campionato Juve Stabia Avellino del 11.09.2023 ai tifosi abbonati alla “Curva San Marco” (comunemente nota come “Curva Sud”) ai quali era stato inibito l’accesso allo Stadio per la chiusura del proprio Settore comminata con decisione pubblicata sul Comunicato Ufficiale della Lega Pro n. 232/DIV del 12.05.2023. 

S.S.JUVE STABIA S.R.L., a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 6, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva in vigore per gli atti e comportamenti posti in essere dal Sig.

Filippo Polcino, proprio Amministratore Unico, così come riportati nei precedenti capi di incolpazione;
vista la richiesta di applicazione della sanzione ex art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva, formulata dal Sig.Filippo POLCINO in proprio e, in qualità di legale rappresentante, per conto della società S.S.

JUVE STABIA S.R.L.;
vista l’informazione trasmessa alla Procura Generale dello Sport;
vista la prestazione del consenso da parte della Procura Federale;
rilevato che il Presidente Federale non ha formulato osservazioni in ordine all’accordo raggiunto dalle parti relativo all’applicazione della sanzione di 2 (due) mesi di inibizione commutati in € 6.000,00 (seimila/00) di ammenda per il Sig.Filippo POLCINO, e di €
10.000 (diecimila/00) di ammenda per la società S.S.

JUVE STABIA S.R.L.;
si rende noto l’accordo come sopra menzionato”.

Spazio, l’astronauta Walter Villadei: “Un privilegio volare nella missione Ax-3”

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(Adnkronos) – “E’ un privilegio volare nella missione Ax-3” per il colonnello dell’Aeronautica Militare e astronauta italiano Walter Villadei che partirà domani, 17 gennaio, alle 23,11 ora italiana, dal Kennedy Space Center a bordo della missione Ax-3 di Axiom Space, la prima missione europea interamente commerciale. “Axiom- 3 ‘Voluntas’ è una ulteriore missione italiana in un anno straordinariamente importante per l’Italia che festeggia il lancio avvenuto a dicembre 1964 del suo primo satellite, entrando, dopo Russia e Stati Uniti, nel club dei giganti spaziali ed il terzo Paese al mondo a lanciare un satellite” ha osservato Villadei in collegamento da Orlano, dove sta terminando la quarantena pre-lancio, con il webinar organizzato da PwC Italia, dal tema “Aerospace: il knowhow italiano nella missione internazionale Ax-3” e in cui è stato fatto il punto sul know-how italiano nella missione internazionale Ax-3. “Volare in questa missione, all’interno di un equipaggio tutto europeo, nell’anno in cui ricordiamo i 60 anni dello spazio italiano, è un privilegio di cui sono particolarmente grato al ministero della Difesa, all’Aeronautica Militare e a tutte le industrie che rendono questa missione possibile riempiendola di contenuti” ha indicato inoltre l’astronauta.Villadei ha affermato che “l’Italia può e deve mantenere il suo ruolo” di punta nelle attività spaziali e nella Space economy e “l’industria è il motore” di queste attività. “Siamo ormai veramente prossimi al lancio” e che Ax-3 “è una missione per noi di straordinaria importanza che mette insieme un po’ tutte le eccellenze italiane”. “Dal punto di vista operativo ci sono il ministero della Difesa e l’Aeronautica Militare” e per scienza e accademia “abbiamo una partecipazione forte dell’Agenzia Spaziale Italiana” ha aggiunto Villadei osservando che c’è “poi l’industria, non solo quella tradizionalmente aerospaziale ma anche l’industria che viene da altri settori e dimostra che lo spazio sta diventando estremamente importante per promuovere innovazione, sviluppo tecnologico”. Per prepararsi al lancio di Ax-3 l’equipaggio ha trascorso “quasi 10 mesi di addestramento intenso come equipaggio, io sono in addestramento per questa missione da diversi anni, prima in Russia e poi alla Nasa come astronauta professionista, ci stiamo addestrando in maniera serrata.

E’ un equipaggio estremamente internazionale e interamente europeo” ha aggiunto Villadei rilevando che “gli astronauti sono solo la punta di un iceberg, dietro ci sono istruttori, medici, personale operativo ma soprattutto questo iceberg è fatto da un Paese che ha nelle sue istituzioni, nelle sue componenti visione e strategia”. “Oggi -ha detto inoltre il colonnello – la Stazione Spaziale Internazionale segna il passo di una nuova era, è un’era in cui anche i privati iniziano a svolgere un ruolo da protagonisti”. (di Andreana d’Aquino)
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altroconsumo: Esselunga è supermercato più amato da italiani, sul podio Coop e Natura sì

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(Adnkronos) – Sulla spesa il consumatore italiano è molto esigente e anche a fronte dei rincari generalizzati, la scelta e il giudizio sul luogo di acquisto fanno la differenza, oltre ai prezzi, quindi anche fattori come l’assortimento, la qualità dei prodotti, la velocità e l’efficienza delle casse.Altroconsumo ha intervistato oltre 9.500 soci e ha stilato le classifiche delle catene di supermercati/ipermercati, discount e insegne locali preferite dai clienti.

Il podio della categoria iper&super nazionali è occupato anche quest’anno da Esselunga, seguita a brevissima distanza da Ipercoop/Coop&Coop e NaturaSì, un’insegna votata all’alimentazione biologica, che conquista i consumatori più attenti all’ambiente con la qualità dei prodotti.  Fra le insegne locali spiccano invece Dem, una catena con diversi supermercati dislocati tra Roma e Frosinone, che si aggiudica il primo posto, seguita da Tosano, un gruppo di 19 supermercati presenti nelle province di Verona, Vicenza, Brescia, Venezia, Mantova, Treviso, Ferrara, Padova e Udine, particolarmente attraenti per i loro prezzi.Passando poi ai discount, dove è il prezzo è il driver principale di acquisto, i preferiti risultano essere Eurospin e Aldi.  Andando a guardare nel dettaglio i singoli aspetti presi in considerazione per costruire il giudizio complessivo, vediamo che NaturaSì si colloca sempre in testa nelle categorie Trasparenza dei prezzi, Qualità dei prodotti a marchio del supermercato, Tempi di attesa alla cassa, Qualità dei prodotti acquistati e Qualità della carne, mentre Tosano primeggia per Assortimento e Convenienza dei prezzi e Vg – il Viaggiator Goloso per Qualità dei prodotti a marchio del supermercato e Qualità del pesce. Una considerazione a parte merita la classifica dei supermercati online, non tanto per la classifica in sé, che vede in testa Esselunga e al secondo posto Coop, quanto per il fatto che la spesa online non sembra proprio decollare nelle preferenze dei consumatori: quasi otto intervistati su dieci, infatti, non hanno mai utilizzato questo servizio.  
Fra le altre abitudini di acquisto verificate nell’indagine, si evidenzia come il 62% degli intervistati va a fare la spesa al supermercato almeno una o due volte alla settimana, mentre quasi un quarto (23%) ci va anche più spesso.

Inoltre, il 33% degli intervistati sceglie il punto vendita principalmente per motivi pratici, come la vicinanza a casa oppure al lavoro.Il 25%, invece lo fa per motivi economici, orientandosi sempre sulle insegne più convenienti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Quattordicenne ucciso, il 24enne fermato al gip: “Colpi partiti da altra auto”

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(Adnkronos) – Il colpo che ha ucciso Alexandru Ivan è stato sparato ”da un’altra macchina”, una Ford Fiesta, su cui c’erano due fratelli noti alle forze dell’ordine.Lo avrebbe detto Coru Petrov, rilasciando dichiarazioni spontanee al gip, durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Velletri.

Il 24enne, fermato ieri e indagato per concorso in omicidio, ha detto di aver organizzato l’incontro chiarificatore tra il patrigno della vittima e il cugino e di essere andato con lui nel parcheggio, dove il 14enne è stato ucciso, ma che i colpi sono partiti da un’altra auto e non dalla Lancia Y su cui si trovavano i due.  ”Siamo commercianti di macchine a Pantano, viviamo qui da 40 anni e non abbiamo mai avuto problemi.Mio figlio non c’entra con questa storia” dice Pietro Petrov, padre di Corum Petrov. ”Mio figlio – aggiunge – ha solo fatto da tramite fra il patrigno della vittima e il cugino Dino con cui si erano picchiati al bar.

Quando è arrivato sul posto con il solo intento di chiarire si stavano già sparando”.L’interrogatorio di garanzia nel carcere di Velletri è durato poco meno di 30 minuti.

Il 24enne, difeso dagli avvocati Luca Guerra e Fabio Frattini, ha rilasciato dichiarazioni spontanee. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mourinho esonerato, De Rossi nuovo tecnico della Roma

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(Adnkronos) –
Dopo l’esonero di José Mourinho, Daniele De Rossi è stato nominato nuovo Responsabile Tecnico dell’As Roma fino al 30 giugno 2024.Lo rende noto l’As Roma in un comunicato.

Dopo 18 anni da calciatore giallorosso, De Rossi, sottolinea il club giallorosso, ritornerà nel ruolo di allenatore e farà il suo esordio sulla nostra panchina nella sfida di campionato contro il Verona di sabato pomeriggio all’Olimpico. Nato a Roma e cresciuto nel settore giovanile giallorosso, De Rossi ha debuttato in Prima Squadra nel 2001, per poi affermarsi rapidamente come uno dei migliori centrocampisti al mondo.  De Rossi ha giocato 616 partite alla Roma divenendone capitano e segnando 63 reti in tutte le competizioni. È il secondo giocatore con più presenze nella storia del Club.In giallorosso ha conquistato per due volte la Coppa Italia, nel 2007 e nel 2008, e una Supercoppa Italiana nel 2007.

Otre allo straordinario cammino con la Roma, De Rossi ha avuto una grande carriera in Nazionale. Con la maglia dell’Italia ha raccolto 117 presenze.Ha preso parte a otto grandi tornei internazionali, conquistando il Mondiale nel 2006 insieme ai compagni di squadra Francesco Totti e Simone Perrotta.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, De Rossi ha fatto parte dello staff tecnico dell’Italia nell’Europeo giocato nel 2021 e terminato con la vittoria degli Azzurri a Wembley dell’11 luglio, prima dell’esperienza come allenatore della Spal nella scorsa stagione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gb, ondata di freddo da record: non accadeva da 14 anni. Neve anche a Londra

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(Adnkronos) – Scuole chiuse e pendolari, bloccati nel Regno Unito, dove l’ondata di maltempo con abbondanti nevicate ha costretto alla chiusura di un centinaio di istituti scolastici in Scozia, decine di altri nel Merseyside.Temperature sotto lo zero in tutto il Paese la notte scorsa, allerta gialla per neve e ghiaccio per la Scozia, l’Irlanda del Nord, gran parte dell’Inghilterra settentrionale e il Galles settentrionale per tutta la giornata di oggi.

L’ondata di maltempo che ha già colpito il Paese ai primi dell’anno e non ha risparmiato la capitale, ha spinto James Madden, di Exacta Weather, a parlare nei giorni scorsi del rischio neve più alto dal “grande gelo del 2010”.E a Londra è prevista neve anche nei prossimi giorni.  L’allarme più intenso per la giornata di oggi riguarda la Scozia, dove sono previste nevicate abbondanti (fino a 10 centimetri) sulle zone più alte e sui Monti Pennini.

In altre zone della Scozia sono già caduti fino a 5 centimetri di neve.Tutte le scuole delle Shetland sono state chiuse e più di 50 sono state chiuse nelle Highlands.

Per domani sono attese gelate diffuse, in quella che sarà potenzialmente la notte più fredda dell’inverno finora.Oltre al rischio neve infatti, resta per i prossimi giorni quello di forti gelate e temperature più fredde, anche con picchi di -15°C in alcune zone del Paese.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, von der Leyen: “Grandi rischi ma possiamo farcela, serve coraggio”

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(Adnkronos) – L’Unione Europea vive in un periodo segnato da “conflitto, frammentazione e paura”, ma ha i mezzi per andare avanti con “ottimismo” e “determinazione”, a patto che sia “coraggiosa” e si assuma dei rischi, come ha fatto davanti alla pandemia di Covid-19 e alla guerra in Ucraina.Lo sottolinea la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, intervenendo al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.  “Il nostro mondo – afferma – vive un’era di conflitto e di confronto, di frammentazione e paura.

Per la prima volta da generazioni, il mondo non si trova ad un unico punto di svolta.Si trova in molteplici punti di svolta, con rischi che si sovrappongono e si sommano a vicenda.

E non c’è dubbio che ci troviamo di fronte al rischio maggiore per l’ordine globale nel Dopoguerra.Ma, a mio parere, non c’è dubbio che possiamo andare avanti con ottimismo e determinazione.

Certo, i rischi che affrontiamo sono reali e presenti.Ma per affrontare i rischi bisogna correre dei rischi.

Insieme”.  “Questo – continua – è ciò che l’Europa ha sempre fatto.L’Ue dà il meglio di sé quando è coraggiosa, come abbiamo visto solo negli ultimi anni con il Green Deal, NextGenerationEu, sostenendo l’Ucraina o affrontando la pandemia.

I prossimi anni ci imporranno di pensare allo stesso modo.E credo che il potere comune delle nostre democrazie, delle nostre imprese e della nostra industria sarà al centro di tutto questo.

Le vostre aziende prosperano grazie alla libertà di innovare, investire e competere.Ma la libertà negli affari dipende dalla libertà dei nostri sistemi politici.

Questo è il motivo per cui credo che rafforzare la nostra democrazia e proteggerla dai rischi e dalle interferenze che deve affrontare sia un nostro dovere comune e duraturo.Dobbiamo ricostruire la fiducia più che mai – sottolinea – e l’Europa è pronta a svolgere un ruolo chiave”. La presidente della Commissione Europea invita il mondo degli affari a collaborare con la politica per “ricostruire la fiducia” nella pubblica opinione, colpita da “cattiva informazione e disinformazione”.

Per la comunità imprenditoriale globale, nota la presidente, “le principali preoccupazioni per i prossimi due anni non saranno il conflitto o il clima.Saranno la cattiva informazione e la disinformazione, seguite ad un’incollatura dalla polarizzazione all’interno delle nostre società.

Questi rischi sono gravi, perché limitano la nostra capacità di affrontare le grandi sfide globali che stiamo affrontando: i cambiamenti nel nostro clima e nel nostro contesto geopolitico.Cambiamenti nella nostra demografia e nella nostra tecnologia”.  E poi, prosegue, “l’aumento vertiginoso dei conflitti regionali, l’intensificazione della concorrenza geopolitica e l’impatto di questi fenomeni sulle catene di approvvigionamento.

La realtà che fa riflettere è che ancora una volta stiamo competendo più intensamente tra Paesi di quanto non succedeva da decenni.E questo rende il tema dell’incontro di Davos di quest’anno ancora più attuale.

Ricostruire la fiducia: questo non è il momento dei conflitti o della polarizzazione.E’ il momento di creare fiducia.

E’ ora di promuovere la collaborazione globale più che mai: questo richiede risposte immediate e strutturali adeguate alla portata delle sfide globali”.  “Io credo che si possa fare – continua la presidente – credo che l’Europa possa e debba assumere un ruolo guida nel dare forma a questa risposta globale.Il punto di partenza è analizzare più in profondità il Global Risk Report per tracciare una via da seguire.

Molte delle soluzioni non si trovano solo nella collaborazione tra Paesi.Ma è fondamentale che imprese e governi, imprese e democrazie, lavorino insieme.

Non è mai stato così importante per il settore pubblico e privato creare nuovo tessuto connettivo.Nessuna di queste sfide rispetta i confini: ognuna richiede collaborazione per gestire i rischi e tracciare un percorso da seguire”. L’Unione Europea ha “ripreso il proprio destino” energetico “in mano”: nel 2023 solo un ventesimo dell’energia consumata proveniva dalla Russia, mentre nel 2024 la produzione eolica e fotovoltaica supererà “per la prima volta” l’energia importata dalla Federazione, sottolinea Ursula von der Leyen. “Portiamo tutti – afferma – le cicatrici per le decisioni di Vladimir Putin.

Abbiamo dovuto affrontare scelte difficili e incertezze, soprattutto durante gli inverni.Ma abbiamo fatto le scelte giuste.

Ora, due anni dopo, l’Europa ha ripreso in mano il proprio destino energetico: l’anno scorso solo un’unità su venti di energia consumata nell’Unione Europea proveniva dalla Russia”.  “La crisi – continua – ha frenato lo slancio dell’economia europea, ma i timori di un collasso economico si sono rivelati infondati.Ora i prezzi dell’energia sono scesi e sono rimasti bassi anche durante la recente ondata di freddo all’inizio di gennaio.

I depositi di gas sono ancora ben forniti.L’Europa ha compiuto progressi concreti nel migliorare la resilienza del suo sistema energetico.

Come è stato possibile?Perché abbiamo agito in collaborazione.

Perché avevamo mercati ben funzionanti e aperti e buoni amici in tutto il mondo che sono intervenuti e hanno intensificato le forniture alternative.Perché avevamo un mercato unico che ci permetteva di reindirizzare i flussi di energia dove servivano.

Ma, soprattutto, perché abbiamo raddoppiato il nostro impegno nella transizione verso l’energia pulita, investendo nelle tecnologie pulite, efficienti e rinnovabili del futuro.Le industrie e le aziende europee sono state fondamentali in questo senso”.  “La crescita della capacità di energia rinnovabile – prosegue – ha raggiunto un altro record nell’Unione Europea nel 2023.

E l’Ue ha migliorato l’efficienza del suo utilizzo energetico di quasi il 5%.In questo modo abbiamo trasformato la sfida di Putin in una nuova grande opportunità.

L’anno scorso per la prima volta l’Ue ha prodotto più elettricità dal vento e dal sole che dal gas.E quest’anno, per la prima volta, l’Unione Europea è destinata a ottenere più energia complessiva dall’eolico e dal solare fotovoltaico rispetto alla Russia.

Questa è una buona notizia.Ma tra le ragioni dell’ottimismo, non dimentichiamo una lezione fondamentale della crisi.

Fare eccessivo affidamento su una società, un Paese, una rotta commerciale comporta dei rischi.Ecco perché il Green Deal europeo pone un’enfasi così forte non solo sulla riduzione delle emissioni, ma anche su una presenza europea forte e competitiva nella nuova economia dell’energia pulita”. Per la Russia, la guerra in Ucraina è “un fallimento militare” e Kiev “può prevalere”, dice von der Leyen.

Nella guerra in Ucraina, afferma, “la Russia non riesce a raggiungere i suoi obiettivi strategici. È prima di tutto un fallimento militare.Quando la Russia invase l’Ucraina, molti temevano che Kiev sarebbe caduta in pochi giorni e il resto del Paese nel giro di poche settimane.

Questo non è accaduto.Al contrario, la Russia ha perso circa la metà delle sue capacità militari.

L’Ucraina ha cacciato la Russia dalla metà dei territori che aveva conquistato.Ha respinto la flotta russa del Mar Nero e ha riaperto un corridoio marittimo per fornire grano al mondo.

E ha mantenuto la sua libertà e indipendenza”. “Il fallimento della Russia – prosegue – è anche economico.Le sanzioni hanno sganciato la sua economia dalla tecnologia moderna e dall’innovazione: ora dipende dalla Cina.

E, infine, il fallimento della Russia è anche diplomatico.La Finlandia ha aderito alla Nato, la Svezia seguirà presto.

E l’Ucraina è più vicina che mai all’Unione Europea.Tutto ciò ci dice che l’Ucraina può prevalere in questa guerra.

Ma dobbiamo continuare a rafforzare la loro resistenza.Gli ucraini hanno bisogno di finanziamenti prevedibili per tutto il 2024 e oltre”. “Hanno bisogno di una fornitura di armi sufficiente e prolungata – aggiunge von der Leyen – per difendersi e riconquistare il loro legittimo territorio.

Hanno bisogno di capacità per scoraggiare futuri attacchi da parte della Russia.E hanno bisogno anche di speranza.

Hanno bisogno di sapere che, con la loro lotta, otterranno un futuro migliore per i loro figli.E il futuro migliore dell’Ucraina si chiama Europa. È con immensa gioia che il mese scorso abbiamo deciso di avviare i negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Questo sarà il risultato storico dell’Ucraina.E sarà l’Europa che risponde al richiamo della storia”. L’Unione Europea, per recuperare i ritardi accumulati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, si appresta a dare accesso alle “piccole e medie imprese e start-up” europee ai suoi “supercomputer” e metterà a loro disposizione “gli spazi comuni di dati europei”, in modo che possano “allenare” modelli di Ia, annuncia la presidente della Commissione Europea. Il Global Risk Report del Wef, dice von der Leyen, “qualifica l’intelligenza artificiale come uno dei principali rischi potenziali per il prossimo decennio.

Ma non dimentichiamo che l’Ia rappresenta anche un’opportunità molto significativa, se utilizzata responsabilmente.Sono un’ottimista tecnologica.

E come medico di formazione, so che l’intelligenza artificiale sta già rivoluzionando l’assistenza sanitaria.L’intelligenza artificiale può aumentare la produttività ad una velocità senza precedenti.

Chi si muove per primo verrà premiato e la corsa globale è già iniziata.La nostra competitività futura dipende dall’adozione dell’intelligenza artificiale nelle nostre attività quotidiane.

L’Europa deve alzare la posta e indicare la strada verso un uso responsabile dell’intelligenza artificiale.Un’intelligenza artificiale che potenzi le capacità umane, migliori la produttività e sia al servizio della società”.  “Dovremmo investire – continua la presidente – dove abbiamo un vantaggio competitivo.

L’Europa, ad esempio, dispone di talenti.In Europa ci sono circa 200mila ingegneri informatici con esperienza nell’intelligenza artificiale: una concentrazione maggiore che negli Stati Uniti e in Cina.

E il nostro continente ha un enorme vantaggio competitivo anche sui dati industriali.Possiamo addestrare l’intelligenza artificiale su dati di qualità ineguagliabile.

E noi vogliamo investire in questo.Per questo forniremo alle start-up e alle pmi europee l’accesso ai nostri supercomputer di livello mondiale, in modo che possano sviluppare e addestrare grandi modelli di intelligenza artificiale”.  “E’ simile – prosegue – a quello che Microsoft sta facendo per ChatGpt, facendola funzionare sui propri supercomputer.

Metteremo inoltre gli spazi dati comuni europei al servizio delle start-up.E renderemo disponibili enormi quantità di dati in tutte le lingue dell’Ue, perché l’intelligenza artificiale dovrebbe funzionare anche per chi non parla inglese.

Questa è la nuova frontiera della competitività.E l’Europa – conclude – è ben posizionata per diventare il leader dell’intelligenza artificiale nell’industria, vale a dire nell’uso dell’intelligenza artificiale per trasformare le infrastrutture critiche, in modo che diventino intelligenti e sostenibili”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ti sgozzo”, minacce di morte a Selvaggia Lucarelli. E la giornalista lascia X

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(Adnkronos) – Non si placano le polemiche sulla morte della ristoratrice di Lodi, Giovanna Pedretti, trovata senza vita nel Lambro domenica scorsa.Dopo gli attacchi, Selvaggia Lucarelli continua a replicare via social denunciando, inoltre, minacce di morte al suo indirizzo e annunciando, almeno per un po’, l’addio a X con la richiesta di una riflessione sul ruolo della stampa nella vicenda. “Volevo rasserenare il direttore di Repubblica, Salvini etc.

Naturalmente io sono navigata e mi prendo tutto, spero lo sia altrettanto pure l’altra persona”, il messaggio di Lucarelli nelle storie di Instagram dove pubblica gli screenshot delle minacce ricevute. “Puttana bastarda vediamo a casa tua a pestrarti”, “troia lurida sei finita”, “so dove abiti”, i messaggi in riferimento a un post su Gaza e delle magliette in vendita per supportare la stampa nella Striscia.E ancora: “Si arriva a un punto che anche le merde come te superano davvero il limite.

So dove abiti, guardati le spalle perché hai le ore contate.Ti accoltello quando meno te lo aspetti.

Non è uno scherzo, ma l’ultima che hai fatto la pagherai pesantemente.Ti sgozzo come un maiale.

Preparati puttana”, un altro messaggio che Lucarelli commenta così attaccando ancora Reubblica: “Tra l’altro non ho ben capito.Oggi Repubblica scrive che io e Lorenzo ogni giono brindiamo decidendo chi sputtanare.

Abbiamo una rubrica insieme?Lavoriamo insieme?

Bah.Però avanti così.

Funziona!”. Ma non è ancora tutto. “Ovviamente nel caso dovesse succedere qualcosa (non a me, ripeto, io sono forte) diamo la colpa ai social, non ai giornali.Mi raccomando”, scrive ancora nelle stories pubblicando altri messaggi di insulti, da “zitta puttana di merda” riferito a un suo post su Salvini, a “fai schifo sei la responsabile di una morte di una persona che non ha fatto nulla.

Fai vomitare maiala”, sul caso Lodi. “Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio alcune riflessioni”, scrive poi Lucarelli su X annunciando l’addio temporaneo al social. “La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque.Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo”.  Poi la “seconda riflessione.

Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla.Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non ‘brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare’ (cit.

Repubblica).Quello che non si può dire – continua Lucarelli -, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato.

Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere.Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino”.  E non succede, aggiunge, “perché la shitstorm è troppo grossa.

Questa è una semplificazione da bar.La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente – dice – si sarebbero dovute uccidere, allora.

Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile.Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare.

Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi.In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso.

C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti.A noi.

Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post”, afferma.  “Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi – la domanda di Lucarelli – li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito?Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica.

Ad essere ottimisti.Nessuno filtra o cancella.

Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio”.  “Si è poi detto- aggiunge Lucarelli – che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista.Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare .

E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse?”  “Infine.Di questa signora morta non importa nulla a nessuno.

Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola.La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”.

Ma sinistra a chi?Quale sinistra?).

I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora).I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante ‘non siamo mica noi. È la solita cattivona di Selvaggia!’.

Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento.E le tv, ci mancherebbe”, punta il dito..  “Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine – rimarca – se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social.

Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità.E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Ferragni, lo sfogo dell’estetista cinica: “Non sputo in faccia ad un’amica”

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(Adnkronos) – “E’ da un mese che mi viene chiesto cosa penso di Chiara Ferragni ma perché dovrei dare la mia opinione su una persona che conosco e con la quale siamo amiche?Perché devo venire qua a sputare in faccia ad una persona che conosco e con la quale sono amica?

Non mi sembra il caso”.Così Cristina Fogazzi, conosciuta nel mondo social come l’estetista cinica, in uno sfogo su Instagram.  Sulla vicenda che ha investito la ristoratrice di Lodi che sta facendo molto parlare sui social, invece, “nessuno ha chiesto la mia opinione, come è giusto che sia, perché non sono titolata ad avere opinioni ma paura.

Qua è diventato hunger games, cioè ci sono delle persone che vogliono la lotta fratricida, ci si ammazza per portare a casa il proprio culo, siccome vedo che tira una brutta aria allora parlo male di te.C’è qualcuno che veramente vuole una cosa così orrenda?” “Allora io hunger game non lo faccio, non mi troverete mai in un’arena a tirare i capelli a una persona alla quale sono vicina per non farmi giudicare male.

Per fortuna credo ancora che ognuno risponda per sé e che se le persone che ti sono vicine inciampano o gli succede qualcosa, allora glielo dici di persona, non davanti a un milione di follower”. “Che brutta questa cosa, che paura.Per la prima volta in tanti anni ho pensato chiudo tutto, poi però sono sempre qua perché alla fine do da mangiare ad un po di persone” conclude l’influencer.  (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mourinho, esonero spiazza il tifo in Parlamento: “Roma ci metta la faccia”

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(Adnkronos) –
L’esonero di José Mourinho, che da oggi non è più l’allenatore della Roma, spiazza la ‘curva Sud’ in Parlamento.A prescindere dall’appartenenza politica, il siluramento dello Special One lascia perplessi i tifosi tra Camera e Senato.

Non nasconde il suo dispiacere e la sua perplessità Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia e grande tifoso giallorosso. “Mou -dice all’AdnKronos- è uno dei giganti del calcio mondiale, quindi non vorrei essere nei panni di chi ha preso questa decisione e di chi lo sostituirà”.  Gasparri ammette che i risultati ultimamente non erano quelli attesi: “Ci sono state alcune delusioni, ma il calcio non vive solo di risultati, ci sono le passioni, e il portoghese sapeva suscitarle, ci ha sempre messo la faccia, è stato un trascinatore, a volte ha difeso la squadra anche mentre la dirigenza restava in silenzio, forse perché non hanno ancora imparato l’italiano… “, ironizza l’azzurro della politica. “Gli altri ci mettono i soldi -aggiunge- quindi hanno deciso, ma ci mettano il cuore.La Roma ci sarà pure dopo Mou, ma lui ha suscitato emozioni, è il non plus ultra, e quindi l’allontamento dispiace davvero…”. “E’ giunto il momento che la proprietà faccia sentire la propria voce per indicare al pubblico romanista le prospettiva dei prossimi anni.

Il silenzio è d’oro ma ci sono dei momenti in cui bisogna parlare, metterci la faccia.I Friedkin ci hanno sempre sorpreso con le loro scelte, ora è il momento che dicano quali sono i progetti per i prossimi anni”, dice Paolo Cento, presidente del Roma club Montecitorio, dopo l’esonero di Mourinho. “In questi due anni e mezzo Mourinho è stato l’unico che ci ha messo la faccia, in campo e fuori, e ha portato la Roma a un livello di credibilità internazionale che negli 20 anni non aveva mai avuto -spiega Cento all’Adnkronos-.

Questo gli va riconosciuto e valeva la possibilità di avere un’altra chance per provare a salvare una stagione che vede la Roma ancora in competizione in Europa e in campionato”. Per l’ex deputato, “alcuni errori Mourinho li ha fatti, ma cambiare a metà gennaio se non si ha chiaro qual è il progetto per i prossimi tre anni è rischioso.Dopo di che, il compito dei tifosi è quello di stare vicino alla squadra, come sempre.

Bisogna dare una spinta per una stagione che può ancora essere positiva”.Su De Rossi sulla panchina giallorossa, Cento dice: “Per i tifosi è una icona, non si discute.

Ma mi auguro ci sia una ponderazione molto forte da parte sua, ci vuole molta attenzione”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lo studio, Industria di marca conferma leadership nel largo consumo

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(Adnkronos) – Affidabilità, sicurezza, qualità distintiva, prestazione, unicità delle formulazioni, versatilità di utilizzo, sostenibilità sono tra gli elementi, identificati da uno studio condotto a fine 2023 dalla società di ricerche Adacta International per Centromarca, che determinano la netta preferenza del consumatore per i prodotti delle marche industriali.Fattori che in Italia, nonostante la forte spinta alla vendita delle private label esercitata dalla distribuzione moderna e lo sviluppo dei discount, – come sottolineano i dati NielsenIQ di dicembre 2023 – assicurano all’Industria di marca nel suo insieme la leadership del mercato con una quota a valore del 68,4%, tra le più elevate in Europa, verso il 31,6% della marca del distributore. La porzione qualitativa dello studio di Adacta International – redatto sui responsabili degli acquisti attraverso la community online continuativa di Opinion City, che conta più di 40.000 iscritti – conferma che i prodotti dell’Industria di marca sono considerati dal consumatore premianti da molteplici punti di vista. “È stata registrata una netta preferenza, rispetto alle altre referenze presenti sugli scaffali, in fatto di affidabilità e sicurezza”, sottolinea Vittorio Cino, Direttore generale di Centromarca. “Ma a fare la differenza sono anche fattori come qualità distintiva, efficacia della prestazione e attenzione per la sostenibilità.

Altri punti di forza ricorrenti sono eccellenza delle materie prime, esclusività di brevetti/formulazioni, competenza produttiva e ampiezza delle gamme.Nel percepito del consumatore la moderna Industria di marca è innovativa, crea nuovi mercati, investe sul territorio e progetta prodotti in sintonia con l’evoluzione delle esigenze delle famiglie”. In uno scenario competitivo in costante evoluzione, Adacta International ha indagato anche le aspettative del consumatore sull’evoluzione dei prodotti dell’Industria di marca.

Sono state realizzate 2.250 interviste, in tutta Italia, su un campione di uomini e donne, responsabili degli acquisti, di età compresa tra 18 e 60 anni.Diverse le dimensioni che l’Industria di marca è chiamata a presidiare con sempre maggiore intensità.

Una è il valore intrinseco del prodotto rispetto al costo: il 79% del campione chiede che sia comunicato di più e meglio.Sono inoltre auspicate una promozionalità più frequente (79%) e una superiore versatilità di utilizzo dei prodotti (67%).

Un dato, quest’ultimo, che apre la via ad interessanti spunti per l’innovazione.Un altro fronte d’impegno è la sostenibilità: le indicazioni riguardano in particolare le confezioni (il 74% del campione auspica un maggior utilizzo di materie prime riciclate, il 73% la riduzione dei materiali usati per l’imballaggio), i processi produttivi (il 72% li vorrebbe a sempre minore impatto ambientale), la riduzione degli sprechi (72%).  I consumatori chiedono alle Industrie di marca di intensificare il supporto in campo sociale, sostenendo le comunità, generando opportunità di lavoro e formazione, prestando sempre maggiore attenzione ai produttori locali (70%), continuando a presidiare il benessere dei lavoratori (66%), le esigenze delle minoranze e dei soggetti disagiati (66%).

Sul fronte della qualità gli intervistati vorrebbero che fosse ulteriormente rafforzato il percorso positivo che contraddistingue le produzioni dell’Industria di marca.In tal senso vanno le indicazioni per la costante riduzione dell’utilizzo di eventuali additivi (73% del campione) e dei consumi idrici (69%), il continuo miglioramento della qualità delle materie prime (71%), il consolidamento dell’italianità delle produzioni (70%), il controllo della filiera (70%), l’acquisizione di certificazioni di qualità (69%).

Non mancano indicazioni in merito agli aspetti salutistici: il 68% dei consumatori si aspetta il supporto dei brand per bilanciare meglio la propria dieta.  “Complessivamente dal nostro studio emerge un vantaggio netto dei prodotti dell’Industria di marca sulla concorrenza della marca del distributore in termini di valore percepito, innovazione, varietà, unicità, qualità, packaging”, sottolinea Luisa Vassanelli, Head of innovation di Adacta International.  “La sfida futura tra i prodotti presenti sugli scaffali si giocherà sicuramente sulla capacità di attualizzare questi elementi in modo distintivo e di dare consistenza all’etica comportamentale delle aziende” conclude Vassanelli. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella: “Giovani motivo di speranza, compito università far emozionare”

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(Adnkronos) – Il rappresentante degli studenti “ci ha detto che la loro generazione zeta è vista come disorientata, come inerte, come estraniata dalla realtà, come rinunciataria.Sinceramente non so da dove possano uscire queste valutazioni così difformi dalla realtà, così gravemente sbagliate sulla nostra giovane generazione.

Personalmente penso, costantemente trovandone conferma, che questa sia un motivo di speranza per il nostro Paese”.Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Vercelli all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Piemonte orientale. “E sono anche convinto – ha aggiunto il capo dello Stato – che il disorientamento che realmente talvolta affiora sia responsabilità di noi adulti.

Come potrebbero gli studenti sentirsi al loro agio, trovare i parametri di riferimento, coordinate di comportamento nel mondo che oggi gli adulti presentano loro in questo periodo?”. “E allora in questo momento storico ritorna con grande forza e va richiamato il ruolo delle università, della formazione culturale, di quello che poc’anzi il rettore ha chiamato il mestiere più bello del mondo, quello di trasmettere cultura, sapere, conoscenza, quello di rendere i giovani protagonisti, capaci di spirito critico, padroni della conoscenza per il futuro.Questo è il veicolo per fare emozionare gli studenti: difficile trovare un’espressione più significativa e pregnante, far emozionare gli studenti, trasmettendo loro cultura e conoscenza.

Questo compito straordinario – ha concluso Mattarella – è affidato ai nostri atenei.La dottoressa Enoc”, alla quale è stata conferita la laurea honoris causa, “ci ha detto di aver vissuto la vita nel segno della ordinarietà.

Vorrei tradurre questa espressione: di quella straordinaria ordinarietà di impegno che fa crescere, fa avanzare costantemente la civiltà umana”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mutui, tassi giù a dicembre: Abi registra calo a 4,42%

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(Adnkronos) – A dicembre calano i tassi applicati dalle banche italiane sui nuovi mutui mentre salgono ancora quelli sui prestiti alle imprese.E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi che segnala come il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è diminuito al 4,42%, rispetto al 4,50% di novembre.

Si allarga così il differenziale rispetto ai tassi applicati sui nuovi prestiti alle imprese che sale al 5,69% dal 5,59% di novembre. Rispetto a dicembre 2021, quando il dato per le imprese era all’1,18% e quello sui mutui all’1,40% si conferma l’andamento divergente con un aumento di 451 punti base per le società non finanziarie e di 302 per l’acquisto di abitazioni.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rosolia, Burioni: “Decisione sbagliata” stop a screening in gravidanza

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(Adnkronos) – “Dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito la rosolia dal 2021 eradicata nel nostro Paese, lo screening per questa infezione non viene più raccomandato” alle mamme in attesa, ha spiegato l’Istituto superiore della sanità comunicando nelle scorse settimane le nuove Linee guida sulla gravidanza fisiologica elaborate dal Sistema nazionale linee guida (Snlg). “La ritengo una decisione sbagliata”, commenta oggi su X Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.  “Anzi – precisa – bisognerebbe incoraggiare le donne in età fertile a controllare la situazione sierologica (anche contro altri virus), per poter vivere una futura gravidanza nel modo più sereno e sicuro possibile”. “L’eliminazione della trasmissione endemica del virus della rosolia – sottolineava l’Iss – è un grande successo di salute pubblica, frutto di un lavoro tenace che ha permesso di raggiungere alte coperture vaccinali nella popolazione e di rinunciare così allo screening in gravidanza”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, Oms : “Senza vaccini 4 milioni di morti in Europa, salvate 1,4 milioni di vite”

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(Adnkronos) – “Un nuovo studio condotto dall’Oms Europa ha rilevato che almeno 1,4 milioni di vite nella nostra regione sono state salvate grazie a vaccini anti-Covid sicuri ed efficaci.Senza vaccini, il bilancio cumulativo delle vittime censite nella regione europea avrebbe potuto essere di circa 4 milioni, forse anche più alto.

La nostra analisi su 34 Paesi ha inoltre rilevato che oltre il 90% delle vite salvate erano persone di età superiore ai 60 anni.Nel complesso, i vaccini anti-Covid hanno ridotto la mortalità del 57% nella regione europea dell”Organizzazione mondiale della sanità, tra dicembre 2020 – quando è iniziata la distribuzione del vaccino – e marzo 2023.

E in effetti, le prime dosi di richiamo da sole hanno salvato circa 700mila vite”.Sono i dati presentati oggi durante un briefing con la stampa da Hans Kluge, direttore dell’ufficio regionale dell’Oms Europa. “Pensateci e basta – esorta -.

Oggi nella nostra regione sono 1,4 milioni le persone, per la maggior parte anziane, che sono qui e possono godersi la vita con i propri cari perché hanno preso la decisione fondamentale di vaccinarsi contro il Covid.Questo è il potere dei vaccini.

Le prove sono inconfutabili”.E per questo, aggiunge Kluge, “la raccomandazione dell’Oms è che le persone a più alto rischio per Covid continuino rivaccinarsi da 6 a 12 mesi dopo la loro dose più recente”.

Fra chi deve fare i richiami periodici, ricorda, ci sono “gli anziani, le donne incinte, le persone immunocompromesse e quelle con malattie croniche significative, nonché gli operatori sanitari che lavorano in prima linea”.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza 2024, il quadro Oms: “Casi quadruplicati in Europa”

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(Adnkronos) – Sull’influenza “in tutta la regione europea nelle ultime due settimane si è osservato un aumento del 58% dei ricoveri segnalati per il virus e un aumento del 21% dei ricoveri in terapia intensiva rispetto alle due settimane precedenti.I casi di influenza sono quadruplicati tra novembre e dicembre.

Come previsto, i gruppi più colpiti dalla malattia grave sono gli over 65 e i giovanissimi”.E’ il quadro tracciato da Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa che, oggi durante un briefing con la stampa, esprime “preoccupazione per le segnalazioni di pressioni localizzate sugli ospedali e di sovraffollamento nei pronto soccorso a causa della confluenza di virus respiratori circolanti”.

Ad oggi “38 Paesi della regione hanno segnalato l’inizio dell’epidemia di influenza stagionale” e questa è la situazione, ha spiegato. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)