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Pentito rivela: “Gli incontri di La Barbera nello scantinato”

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(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) L’ex dirigente della Squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera, morto nel 2002, “nei primi anni Novanta era a disposizione della famiglia mafiosa dei Madonia.Mio zio Pino Galatolo lo incontrò più volte, da solo, in uno scantinato di vicolo Pipitone”.

La rivelazione arriva a metà udienza del processo d’appello sul depistaggio sulla strage di via D’Amelio, quando, per la prima volta, il collaboratore di giustizia Vito Galatolo, ex ‘picciotto’ della famiglia mafiosa dell’Acquasanta, ascoltato, in videocollegamento, parla di un presunto incontro “in uno scantinato” tra lo zio, il boss mafioso Giuseppe Galatolo e l’ex capo della Mobile e poi Questore Arnaldo La Barbera.Davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta si ritrovano nuovamente alla sbarra i tre poliziotti del gruppo ”Falcone e Borsellino” accusati di concorso in calunnia aggravata dall’avere agevolato Cosa nostra.

A rappresentare l’accusa sono i sostituti procuratori generali Antonino Patti e Gaetano Bono.E’ stato applicato dalla Procura anche il pm Maurizio Bonaccorso, che ha rappresentato l’accusa in primo grado, dopo l’addio di Stefano Luciani e Gabriele Paci, andati rispettivamente a Roma e Trapani.

Nella sentenza di primo grado, emessa il 12 luglio del 2022, era caduta l’aggravante mafiosa per due dei tre poliziotti imputati del processo depistaggio Borsellino: prescritti i reati per Mario Bo e Fabrizio Mattei, mentre Michele Ribaudo era stato assolto.Il poliziotto Ribaudo era stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.

Erano tutti accusati di concorso in calunnia aggravata dall’aver favorito Cosa nostra.  Galatolo ha più volte ribadito di avere visto La Barbera “in vicolo Pipitone”, luogo dell’Acquasanta dove si riunivano i boss mafiosi negli anni Ottanta e Novanta.Ma non aveva mai parlato degli incontri “nello scantinato” tra lo zio, ai domiciliari, e La Barbera.

Il poliziotto era a capo del gruppo investigativo che indagava sulle stragi mafiose, di cui facevano parte i tre poliziotti oggi imputati.La Procura generale tenta di dimostrare che Arnaldo La Barbera avrebbe depistato le indagini su via D’Amelio per favorire Cosa nostra.

Il pentito Galatolo, nella sua deposizione, ha confermato in videoconferenza quanto già aveva detto la scorsa udienza un altro collaboratore, Francesco Onorato: “Salvatore Biondino mi aveva ordinato di uccidere La Barbera, ma poi l’ordine fu ritirato, proprio perché quel poliziotto era vicino ai Madonia”, aveva detto.Già in primo grado Onorato e Galatolo avevano ripetuto queste dichiarazioni ma i giudici del tribunale le avevano ritenute generiche e prive di riscontri.

Adesso la Procura generale ha chiesto e ottenuto di riascoltare i due collaboratori.  “Quando io facevo la sentinella a Vicolo Pipitone, nel nostro covo, fino a a poco prima delle stragi del ’92, ricordo che venivano anche degli appartenenti alle istituzioni.Ricordo che c’era un maresciallo dei Carabinieri, che era al libro paga della famiglia dell’Acquasanta.

Era lui che ci avvisava delle cose che accadevano.Da noi veniva anche Giovanni Aiello ‘faccia da mostro’.

Era stato mio zio Giuseppe Galatolo a dire chi era e che Aiello lavorava per lo Stato.Ma finché non ho collaborato non sapevo chi fosse, lo chiamavamo ‘faccia da mostro’ perché ci faceva paura”, ha proseguito.

Giovanni Aiello era un ex poliziotto della Squadra Mobile di Palermo con passato nei servizi, conosciuto alle cronache come “Faccia da mostro” e finito al centro di alcune vicende controverse.E’ morto d’infarto nel 2017.  Giovanni Aiello era stato iscritto nel 2015 nel registro degli indagati con i boss Gaetano Scotto e Salvino Madonia.

Per i capi mafia la procura aveva chiesto l’archiviazione, ma il giudice respinse l’istanza ordinando nuove indagini tra le quali il confronto fra il padre della vittima e Aiello. “Faccia da mostro”, funzionario dei servizi segreti in attività a Palermo negli anni Ottanta, fino alle grandi stragi del 1992, era stato riconosciuto nel febbraio del 2016 da Vincenzo Agostino, padre del poliziotto di Palermo, Antonino, ucciso con la moglie Ida Castellucci il 5 agosto del 1989. “E’ lui, è quello che mi sta guardando”, avrebbe detto Agostino, che dal giorno dell’omicidio di suo figlio non si è mai più tagliato la barba.L’ex agente segreto sarebbe colui che prima del delitto sarebbe stato visto vicino alla sua abitazione.

Uscendo Agostino confermò di averlo riconosciuto “anche se era ben truccato”.Giovanni Aiello “faceva parte dei servizi segreti deviati.

Io l’ho visto più volte in vicolo Pipitone, all’Acqusanta.Veniva spesso nel periodo tra l’84 e l’85, fino all’arresto di Madonia”, ha poi aggiunto Galatolo.  Poi, Galatolo ha citato anche altri esponenti delle istituzioni che avrebbero frequentato la famiglia mafiosa dell’Acqusanta. “Veniva anche Bruno Contrada.

Poi c’erano personaggi che venivano a cercare latitanti, venivano due poliziotti, tali Agostino e Piazza, che venivano a cercare chi entrava e usciva.Il nostro compito da sentinelle era avvisare e farli scappare”.

In particolare, parlando di Arnaldo La Barbera, Galatolo sottolinea che “venne diverse volte in vicolo Pipitone a Palermo, quando mio zio Giuseppe Galatolo era agli arresti domiciliari”. “In due occasioni, mio zio Giuseppe si ritirò a parlare con La Barbera in uno scantinato.Veniva di sera e non di giorno.

Una di queste volte è entrato nel vicolo e uno dei miei cugini gli ha fatto segnale di andare avanti ma lui fece capire che già sapeva dove doveva andare.Nella mia famiglia si diceva che La Barbera era uno che ‘mangiava peggio degli altri'”.

La Barbera era a disposizione dell’Acquasanta e del mandamento dei Madonia”, ha proseguito.  E ha ricordato la morte del giovane Girolamo Fasone, morto nel 1991 mentre tentava una rapina nel centro di bellezza in cui si trovava allora La Barbera.E del tentativo di uccidere La Barbera, tentativo che però venne bloccato dai vertici di Cosa nostra. “Nel 1991, dopo che Arnaldo La Barbera uccise il mio amico Mimmo Fasone nella rapina nel centro di bellezza, noi volevamo dargli un colpo di legno, volevamo punirlo ma fummo bloccati.

Ci hanno mandato a dire di non pensarci completamente.Perché Madonia ci teneva a lui”. “Mi ricordo che Mimmo Fasone era un ragazzo in gamba.

Tra il 22 e il 23 dicembre del ’91 ci eravamo scambiati gli auguri di Natale poi, ai primi di gennaio del ’92, successe questa cosa che fu ucciso dal dottor La Barbera”, ha detto Galatolo.All’epoca La Barbera era il dirigente della Squadra Mobile.  “Quando il giornale pubblicò la notizia che Arnaldo La Barbera aveva ucciso Mimmo Fasone ci fu tanta rabbia, perché comunque un ragazzo giovane era stato ucciso.

E si cominciò a dire di ‘andare a rompere le corna’ a questo La Barbera’.Dicevamo ‘ma come si è permesso a uccidere questo ragazzo?’.

Ma poi mio cugino Angelo e i miei zii disse che non si poteva fare perché Madonia teneva a lui”.  Non sono mancati i momenti di tensione tra il pentito Vito Galatolo e l’avvocato Giuseppe Seminara, legale dei poliziotti Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo.Il legale ha contestato al collaboratore delle dichiarazioni divergenti rispetto a quelle rese nel processo di primo grado.

E Galatolo si è più volte lamentato.Il Presidente Giovambattista Tona ha ripreso sia il difensore che il collaboratore, l’avvocato Seminara ha risposto: “Presidente, non siamo sullo stesso piano il signor Galatolo e io, io sono l’avvocato”.

In particolare, il legale ha contestato al pentito di avere cambiato versione sulla decisione di uccidere Arnaldo La Barbera.In primo grado aveva detto che lo stop era arrivato dallo zio Giuseppe Galatolo “che era ai domiciliari”.

Oggi, invece, ha ribadito che lo zio era “in carcere”.Dopo la contestazione, ha detto: “Mi sono confuso, ma confermo quello che ho detto oggi.

In quel momento mio zio era in carcere.E da lì arrivò il divieto di uccidere La Barbera”.  A inizio udienza il pentito Galatolo ha ricordato la sua escalation criminale, spiegando di avere iniziato a fare parte di Cosa nostra “fin da bambino”. “Sono stato ‘combinato’ nel carcere Pagliarelli nel 2010, mentre ero detenuto.

All’epoca il capomandamento Rosario Lo Bue reggeva Corleone.Eravamo tutti in carcere.

Già all’eta di 11 anni facevo la ‘sentinella’ al vicolo Pipitone di Palermo, per vedere se arrivavano macchine della Polizia.Era il nostro covo.

Da piccolini eravamo sempre a disposizione.Nella nostra famiglia non c’era bisogno che diventassi uomo d’onore per reggere la famiglia”, ha detto. “Sono stato Capomandamento di Resuttana che comprende le famiglie mafiose di Acquasanta, Arenella e Vergine Maria- ha detto – Nella mia famiglia eravamo famiglia di sangue ma anche famiglia e di Cosa nostra.

Mio zio, Giuseppe Galatolo era un libro aperto, se fosse stato per lui potevamo fare gli uomini d’onore anche a 15 anni.Si faceva di tutto.

Nel vicolo Pipitone si nascondevano armi, poi nel 1990 si sapeva chi pagava le estorsioni, avevamo interessi al mercato ortofrutticolo, ai cantieri navali”.Alla fine dell’udienza, dopo le ore 20, arrivano le scuse del collaboratore al Presidente della Corte, Giovambasstita Tona, per il comportamento durante la deposizione. “Presidente chiedo scusa però quello che ho capito io è che gli avvocati sanno che sono un pochino frizzantino e lo fanno apposta a farmi arrabbiare”, ha chiosato.

La prossima udienza si terrà il 30 gennaio, per ascoltare l’ex funzionario di Polizia Gioacchino Genchi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Alfa: “Ho letto Saffo e Platone per parlarvi d’amore, ma a 30 anni cambio vita”

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(Adnkronos) – ”’Vai!’ nasce in California, dove sono andato per via del disco che sto scrivendo, ‘Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato’ (in uscita il prossimo 16 febbraio, ndr.).E’ un disco un po’ folk, un po’ country, e per conoscere meglio quel tipo di cantautorato sono andato là.

C’erano 30 gradi, eravamo sulla Mullholland Drive ed è nato così, con la chitarra in mano”.A parlare a ruota libera con l’Adnkronos è Alfa: genovese, classe 2000, il cantante è in procinto di salire sul palco dell’Ariston per il festival di Sanremo per la prima volta in gara con ‘Vai!’, dopo averci provato già l’anno scorso venendo squalificato a causa di un’influenza che non gli aveva permesso di essere presente per l’esecuzione.  “E’ stato uno stop abbastanza traumatico per me -ricorda Alfa, al secolo Andrea De Filippi-.

La canzone che porto quest’anno, infatti, nasce come concetto autobiografico e si ricollega a quello che è successo, perché dopo la delusione ci siamo rialzati, e siamo andati avanti con ancora più forza.Partecipare al Festival come big per me è un premio che Amadeus ha voluto darci per un anno in cui siamo andati avanti a testa bassa, abbiamo fatto tantissime cose, è uscito ‘Bellissimissima’ (disco di platino, ndr.), ho fatto oltre 50 concerti”.

Il brano che porterà, “un pezzo in cassa dritta e sonorità che definirei folk pop”, spiega, “parla di una scelta di vita che è quella di andare, comunque sia, anche se non sai dove.Una scelta della mia generazione, che ha pochi punti di riferimento e per la quale andare è qualcosa di coraggioso ma anche l’unica scelta possibile”.  Oltre 602 milioni di stream sulle piattaforme digitali e oltre 175 milioni di views su Youtube, oltre 1.5 milione di follower su TikTok: perfetto esemplare della Generazione Z, ma Alfa ha un’energia e una chiarezza di idee che alle 10 del mattino non è scontata.

Anche quando parla d’amore, un tema molto presente nella sua musica. “Nel nuovo disco ne parlo molto, anche in modo non autobiografico perché, avendo 23 anni, è difficile parlare d’amore in maniera ‘competente’.Ho letto molto, da Eric Fromm a Paolo Crepet, ho recuperato anche Saffo e Platone.

Ma una cosa che ho fatto è stata origliare.Tipo in metro ascoltavo le telefonate degli altri, mi immaginavo le loro storie, i loro litigi. È più un amore da osservatore quello che racconto, perché volevo dargli un senso più universale che personale. Per quanto riguarda Sanremo “sto cercando di ridurre le aspettative a zero -dice Alfa all’Adnkronos – perché per me a 23 anni è un onore salire da big sul palco dell’Ariston, ed essere considerato tale da Amadeus.

Spero di essere all’altezza, c’è molta ansia di salire su quel palco, non sai se sei all’altezza fino a che non ci sali e la luce si accenda.Cerco di pensarci il meno possibile”.

Fortunatamente, spiega, “ho dei miei riti scaramantici e ho anche delle persone che mi vogliono bene e mi ascoltano, e dovranno ascoltare molto perché sarò molto teso, però mi reputo una persona fortunata”. Il 2024 comincia con Sanremo e si preannuncia esplosivo per il cantautore genovese, che dal 24 febbraio sarà in tour nei palazzetti (partirà dal Mediolanum Forum di Assago e poi Padova, Torino, Napoli, Bari e Firenze, dove chiuderà al Mandela Forum il 21 di aprile).Un tour che lo emoziona non poco. “Per me è talmente grande che a tre mesi di distanza ancora non la vedo, l’esperienza la capirò quando la vivo.

E’ il coronamento di un sogno. È un’emozione che definirei incomprensibile”.E anticipa che sarà “un live tutto musica, puntiamo ad uno spettacolo un po’ ‘jovanottiano’.

Il mio obiettivo è, per chi è fan, di farlo tornare a casa senza voce”. E su come vede Alfa a 30 anni, Andrea risponde subito: “Spero felice.Spero ancora nella musica ma non ancora per tantissimo, non voglio fare musica per tutta la vita.

Ho altre passioni, tipo film di animazione.O come sonoro, o scriverli io.

Avere un ruolo nella Pixar sarebbe il massimo”.Quando si dice avere le idee chiare.

Lo dimostra l’approccio a Sanremo: “Per fortuna essendo il mio primo Sanremo non ho invidia, non ho un’indole competitiva.E poi ho molti amici quest’anno, Annalisa, Irama, Sangiovanni, Il Tre.

Tra loro, Annalisa meriterebbe a prescindere. È troppo il suo momento e ne sarei felice”.Rivalità zero, insomma. “Sì -conferma Alfa- Una peculiarità dei genovesi è questa: sognare con la giusta distanza”.  (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia sempre più viva: ad Avellino la risposta agli scettici – La Bastonatura

Juve Stabia, la risposta agli scettici viene dal secondo tempo di Avellino quando si è giocato ad una sola metà campo.

Juve Stabia, la migliore risposta a chi era scettico sull’andamento da capolista delle Vespe e a chi ancora oggi crede che prima o poi i gialloblè cadranno e lasceranno il primato alle corazzate, o presunte tali del torneo, viene dalla gara di Avellino e in particolare dal secondo tempo del Partenio-Lombardi di sabato sera.

La risposta della Juve Stabia ad una settimana turbolenta dopo la beffa col Monterosi.

Molti, dopo l’inopinato pareggio interno col Monterosi frutto di 3 minuti di follia nei minuti di recupero della gara, avevano preconizzato una sconfitta netta delle Vespe ad Avellino.Per di più contro gli irpini che erano in ottima condizione ed avevano mostrato tutto il loro potenziale offensivo nell’ultima gara di campionato dove avevano surclassato in trasferta il Latina con un perentorio 0-5 che non ammetteva repliche.

Nell’ambiente irpino si era praticamente quasi certi della vittoria contro la capolista.Inoltre alcuni critici avevano visto (anche se non si capisce il perchè) un Pagliuca in grande difficoltà.

Niente di tutto ciò.Pagliuca e lo stesso Erradi hanno fatto rientrare il caso del presunto schiaffo rivolto al calciatore nel concitato post-gara col Monterosi derubricandolo ad un paterno scappellotto che peraltro il tecnico da buon padre di famiglia aveva rivolto al suo calciatore anche in altre circostanze favorevoli come a Picerno per esempio.

Il secondo tempo di Avellino dimostra che anche l’episodio del post-gara col Monterosi con la conseguente squalifica a Pagliuca non ha assolutamente scalfito l’ambiente delle Vespe, anzi lo ha compattato ancora di più.La Juve Stabia è una squadra in cui tutti remano nella stessa direzione, sia chi gioca dal primo minuto, sia chi entra nelle rotazioni del tecnico e subentra a partita in corso.

Le parole di Tarantino, manifesto contro gli scettici.

La serenità e la consapevolezza della propria forza sono una delle prerogative del gruppo Juve Stabia ed escono entrambe sicuramente rafforzate dai 90 minuti e passa di Avellino.

Nel secondo tempo al Partenio-Lombardi, nonostante la Juve Stabia fosse andata sotto per la seconda volta nei minuti di recupero subendo il gol del 2-1 che avrebbe ammazzato anche un toro, si assiste ad una squadra che entra in campo con il piglio delle grandi squadre ed impone il proprio gioco agli avversari.L’Avellino poche volte uscirà dalla propria metà campo nella ripresa e la Juve Stabia, pur non costruendo palle gol rilevanti, raccoglierà al 92° il giusto premio al suo predominio del secondo tempo con la seconda perla di Daniele Mignanelli che illumina il cielo del Partenio-Lombardi.

Nel post-gara in sala stampa, le parole di Nazzareno Tarantino, secondo di Pagliuca, suonano come un vero e proprio manifesto nei confronti degli scettici verso questo gruppo.Fa bene Tarantino a dire che “se l’Avellino spera di vincere il campionato, dopo il secondo tempo fatto stasera lo possiamo vincere anche noi.

Il nostro sogno può diventare realtà”. 

E pensare che ancora non più tardi di ieri il doppio ex Moretti, ospite in una trasmissione di una tv irpina, affermava con una certa sicumera che la Juve Stabia prima o poi cadrà e subirà sconfitte e le altre (tra cui l’Avellino), che per il momento sono a -6 dalle Vespe, ne approfitteranno inesorabilmente.Parole che stiamo sentendo ormai da mesi e suffragate secondo Moretti anche dal fatto che la Juve Stabia ha subito, udite udite, 4 gol nelle ultime due gare.

Parole che però sono state quasi sempre smentite dal terreno di gioco ormai da inizio campionato.Il tempo sarà galantuomo anche in questo caso….

Casamonica, la sentenza del maxiprocesso: per la Cassazione “è mafia”

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(Adnkronos) –
Il clan Casamonica è mafia.A sancirlo è la Cassazione con la sentenza che conferma nel maxiprocesso l’accusa di 416bis.

I giudici della seconda sezione penale, esprimendosi sui ricorsi degli oltre trenta imputati, hanno sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio e accolto il ricorso della procura generale riconoscendo anche l’aggravante dell’associazione armata per alcune posizioni di vertice per le quali è stato disposto un appello bis solo sul punto per rideterminare la pena.Caduta l’aggravante di aver agito nell’interesse del clan invece per posizioni di secondo piano. I giudici della Corte d’Appello di Roma il 29 novembre del 2022 hanno ribadito l’accusa di 416bis.

La condanna più alta, a 30 anni, stabilita dai giudici di secondo grado, era andata a Domenico Casamonica, ai vertici del clan romano. “Il gruppo criminale Casamonica, operante nella zona Appio-Tuscolana di Roma, con base operativa in vicolo di Porta Furba è organizzato in una ‘galassia’, ossia aggregato malavitoso costituito da due gruppi familiari dediti ad usura, estorsioni, abusivo esercizio del credito, nonché a traffico di stupefacenti, dotato di un indiscusso ‘prestigio criminale’ nel panorama delinquenziale romano, i cui singoli operavano tuttavia in costante interconnessione e proteggendosi vicendevolmente, così da aumentare il senso di assoggettamento e impotenza delle vittime, consapevoli di essere al cospetto di un gruppo molto coeso ed esteso’’, avevano scritto i giudici della Corte d’Appello di Roma nella sentenza con cui hanno confermato l’accusa di mafia per il clan.  In primo grado, il 20 settembre 2021, erano state comminate 44 condanne per oltre 400 anni carcere.Al maxiprocesso si è arrivati dopo gli arresti compiuti dai carabinieri del Comando provinciale di Roma nell’ambito dell’indagine ‘Gramigna’, coordinata dal magistrato Michele Prestipino e dai sostituti procuratori Giovanni Musarò e Stefano Luciani. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jovanotti operato al femore: “Da oggi torno in piedi”

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(Adnkronos) –
Jovanotti è stato operato al femore a Milano, un intervento che gli consente di iniziare “il viaggio verso il recupero”.Lo racconta lo stesso cantante in un post su Instagram nel quale fa sapere ai suoi fan che “oggi dopo 6 mesi dalla caduta sono stato operato per ricostruire il femore che non era allineato correttamente” perché “nonostante tutta la fisioterapia il problema biomeccanico che si era creato non mi permetteva di camminare senza stampelle e non c’era più margine di miglioramento senza intervenire chirurgicamente”.  Ritratto in una fotografia scattata nell’ospedale meneghino Jovanotti, che appare sorridente ma provato, parla di “otto ore di intervento” spiegando che “da oggi, un passo alla volta, torno in piedi e poi da voi.

Ci tengo a ringraziare moltissimo il prof.Guido Grappiolo e il suo team all’Humanitas di Milano (Rozzano per la precisione) dove sono stato operato e dove mi trovo adesso e per i giorni che serviranno.

Poi vi racconto.Per me è un bel giorno e a tutti voi che in questi mesi mi avete chiesto notizie e comunicato il vostro affetto.

Grazie!”.  “Da oggi stesso – conclude Jovanotti – riprendiamo il viaggio verso il recupero, ci vorrà ancora il tempo necessario di fisioterapia e allenamento ma la direzione è verso il recupero di tutte le funzioni.Intanto scrivo canzoni.

Un abbraccio!”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidio Angela Scuto, dopo 12 anni ergastolo all’ex compagno della madre

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(Adnkronos) – Ergastolo per Rosario Palermo.La terza Corte d’assise di Catania, presieduta da Sebastiano Migmeni, ha condannato il 63enne per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Agata Scuto, la 22enne figlia, della sua compagna di allora, che scomparve il 4 giugno del 2012 da Acireale nel catanese.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe stato commesso per evitare che si scoprisse che la giovane, con la quale Palermo avrebbe avuto una relazione segreta, era rimasta incinta.La sentenza accoglie integralmente le richieste del Pm Francesco Puleio.

La Corte ha disposto anche l’isolamento diurno per un anno e il risarcimento alle parti civili da quantificare in separata sede. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, i numeri della 21esima: ancora diversi record

Juve Stabia, i numeri della 21esima giornata di campionato: ancora tanti i dati positivi per le Vespe.

La Juve Stabia nonostante i due gol subiti ad Avellino resta la migliore difesa in Italia nelle serie professionistiche con 10 gol subiti in 21 gare insieme all’Inter che di gol ne ha subiti sempre 10 ma in 20 giornate (una in meno disputata rispetto alle Vespe).Da evidenziare che la Juve Stabia nelle ultime due giornate (Monterosi e Avellino) ha subito 4 reti che rappresentano ben il 40% (quasi la metà) di tutti i gol presi finora in 21 giornate.

I numeri della Juve Stabia dopo la 21esima giornata di campionato.

In campo europeo nelle serie professionistiche al momento la Juve Stabia è al terzo posto in quanto a gol subiti. 1) PSV 7 gol subiti in 17 gare; 2) Santa Clara (serie B portoghese) 9 gol subiti in 16 giornate; 3) Juve Stabia 10 gol in 21 gare; Inter 10 gol in 20 gare; Benfica 10 gol in 16 gare; Felgueiras (Serie C portoghese) 10 gol in 16 gare; 4) Real Madrid e Nizza 11 gol in 19 gare.

14 clean-sheets in 21 gare restano il miglior risultato della Juve Stabia negli ultimi 20 anni di storia.

Il secondo miglior risultato è quello della scorsa stagione con 12 clean-sheets in 21 giornate ma con 11 punti in meno rispetto al campionato attuale.

44 punti in 21 giornate (media punti 2,10 a gara) restano il secondo miglior risultato degli ultimi 20 anni.Meglio è stato fatto solo nella stagione 2018-2019 quando di punti in classifica le Vespe dopo 21 giornate ne avevano 50 (49 in classifica per il punto di penalizzazione).

L’attacco della Juve Stabia in numeri e gli assistmen in maglia gialloblè.

La Juve Stabia dopo la 21esima giornata resta il settimo attacco del campionato con 28 gol realizzati. 11 vengono dagli attaccanti, 7 dai centrocampisti e 10 dai difensori.

L’assistman principe della Juve Stabia è Davide Buglio con 5 assist seguito da Candellone (4), Piovanello, Mignanelli, Baldi e Leone tutti con 2 assist; infine Bellich, Romeo, Erradi, Mosti e Meli con un solo assist.

La classifica dei rigori.

Finora la Juve Stabia ha subito 4 rigori, 3 parati da Thiam che ha una percentuale quindi del 75%.Classifica rigori a favore.
1.

Cerignola 6 rigori a favore, trasformati 5 83,3%
2.Monterosi 5 rigori a favore, segnati 2 40%
3.

Juve Stabia 4 a favore, segnati 4 100%
4.Sorrento 4 a favore, segnati 3 75%
5.

Turris 4 a favore, segnati 2 50%
6.Taranto 4 a favore, segnati 1 25%.

La Juve stabia ha la più alta percentuale di trasformazione dei penalty in rapporto a quelli concessi.

La classifica dei cartellini procurati agli avversari e di quelli subiti.

Cartellini procurati agli avversari
1.Juve Stabia 77
2.

Crotone 69
3.Brindisi 68
4.

Cerignola 67
5.Avellino 66

Cartellini presi
1.

Latina 71
2.Messina 70
3.

Taranto 70
4.Benevento 68
La Juve Stabia è al decimo posto per cartellini presi dopo 21 giornate di campionato.

Ucraina, Putin: “Russia non rinuncerà mai a territori”

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(Adnkronos) – La Russia non rinuncerà mai ai territori acquisiti dall’inizio della guerra.Se il conflitto continua così, l’Ucraina crollerà.

E lo scenario che il presidente russo Vladimir Putin delinea nelle stesse ore in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Davos, lancia l’ennesimo appello a sostenere Kiev contro Mosca.  Putin afferma che è “impossibile” portare via alla Russia i progressi militari effettuati sul campo, dove le forze di Mosca “mantengono l’iniziativa”.In un intervento trasmesso alla televisione, Il leader del Cremlino ribadisce il no sostanziale alle condizioni che Kiev ritiene indispensabili per arrivare alla pace: per Putin, si tratta di idee”proibitive”.

Il piano di pace in dieci punti di Zelensky sollecita il ritiro delle forze russe, la cessazione delle ostilità e il ripristino dei confini dell’Ucraina con la Russia. La controffensiva delle forze militari ucraine, dice, “è fallita e, se continua così, presto lo stato ucraino sarà messo in discussione”.Il presidente russo, quindi, accusa Kiev di colpire deliberatamente obiettivi civili in Russia, per dimostrare – agli ucraini e ai Paesi che sostengono Zelensky – che è in grado di rispondere alle azioni di Mosca.  “Le persone dall’esterno si chiedono: ‘Perché le autorità di Kiev fanno quello che stanno facendo?

Stanno bombardando città e paesi pacifici e colpendo le piazze.Qual è il senso militare in questo?’.

Nessuno.Zero.

Perché lo fanno?C’è una risposta.

La prima è mostrare al loro popolo e a chi lo sostiene, a chi fornisce soldi per armi e munizioni, che sono in grado di rispondere alle azioni della Russia”, prosegue. A parole, la Russia è pronta a trattare e Putin critica il rifiuto di Kiev a negoziare.Secondo lui, se le autorità ucraine avessero preso la decisione giusta, “tutto sarebbe finito molto tempo fa”.

Le posizioni, però, appaiono chiaramente inconciliabili.L’integrità territoriale dell’Ucraina non è in discussione per Zelensky.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pnrr, Meloni: “Al via nuovo anno di impegno straordinario, alimentare crescita Italia”

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(Adnkronos) – “La cabina di regia di oggi apre un nuovo anno di impegno straordinario del governo per la concreta messa a terra del Pnrr, all’indomani del pagamento della quarta rata, della richiesta per il versamento della quinta e, soprattutto, dell’entrata in vigore del nuovo Piano italiano, che, tra le nuove misure, prevede uno stanziamento di oltre 12 miliardi per sostenere la produttività delle imprese e per rilanciare l’economia attraverso la tecnologia verde, per l’implementazione dei contratti di filiera e per la transizione ecologica e digitale dell’intera Nazione”.Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso della cabina di regia sul Pnrr, oggi a Palazzo Chigi. “Ci attende un anno di grande lavoro che vedrà la cabina di regia Pnrr al centro dell’azione del governo per proseguire ad alimentare la crescita economica strutturale dell’Italia”, ha aggiunto Meloni. Durante la cabina di regia il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha detto che “gli importanti risultati raggiunti dal governo, evidenziati dal presidente Meloni, rappresentano un ulteriore stimolo a proseguire, con estremo rigore ed a ritmo serrato, verso il conseguimento dei 113 obiettivi della sesta e della settima rata, complessivamente pari a 28,7 miliardi di euro.

Nel 2024 continueremo a lavorare intensamente per assicurare la completa attuazione del Piano.Dobbiamo guardare oggi al futuro del sistema Italia, con la messa a terra di riforme ed investimenti che produrranno concreti benefici per i cittadini, per le imprese e per tutto il comparto della pubblica amministrazione”.  Questi i punti all’ordine del giorno della cabina di regia che si è tenuta a Palazzo Chigi: l’attività di verifica relativa al raggiungimento dei 52 obiettivi e traguardi della quinta rata del Pnrr che segue la richiesta di pagamento presentata dall’Italia lo scorso 28 dicembre, il programma annuale per il monitoraggio e la verifica degli obiettivi e dei traguardi della sesta e della settima rata del nuovo Piano italiano approvato il 24 novembre dalla Commissione europea.  L’obiettivo è quello di effettuare una verifica dello stato di attuazione del Piano per una valutazione rispetto all’attività in corso della Commissione europea, propedeutica al pagamento della quinta rata pari a 10,6 miliardi di euro, ai quali si aggiungerà il versamento dei 551 milioni di euro del prefinanziamento della settima missione REPowerEU, e una prima analisi sul conseguimento dei 39 traguardi e obiettivi della sesta rata, pari a 9,1 miliardi di euro, e dei 74 traguardi e obiettivi della settima rata, pari a 19,6 miliardi di euro, che risulteranno strategici per sostenere la crescita economica, con particolare riguardo al Mezzogiorno, anche attraverso una più efficiente ed efficace gestione delle risorse economiche destinate alla politica di coesione, spiega una nota di Palazzo Chigi. Sono previsti, tra le altre voci, 1,2 miliardi per le opere di ricostruzione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, circa 5 miliardi per il potenziamento delle reti, per l’acquisto di nuovi treni a emissioni ridotte e per la realizzazione di nuovi edifici scolastici e circa 4 miliardi per tutta una serie di misure rivolte ai giovani, per riformare i servizi delle politiche del lavoro, per l’efficientamento energetico dell’edilizia pubblica e dei grandi condomini, per lo sviluppo della telemedicina e per l’acquisto di grandi apparecchiature per le strutture ospedaliere. Tra gli obiettivi della quinta rata del Piano, che sarà versata all’Italia al termine dell’iter di valutazione previsto dalle procedure europee, attualmente in corso, figurano importanti misure come l’aggiudicazione degli appalti del settore idrico, l’elettrificazione della linea ferroviaria nel Mezzogiorno e la tratta ferroviaria Salerno-Reggio Calabria.

In tema di ambiente sono previsti interventi per il potenziamento delle condotte, della depurazione e per la realizzazione degli impianti per la valorizzazione dei rifiuti.  In tema di pubblica istruzione è in programma l’entrata in vigore della riforma dell’organizzazione del sistema scolastico, oltre all’aggiudicazione degli appalti per la realizzazione dei nuovi plessi.Inoltre, sono previsti significativi traguardi in tema di digitalizzazione, con particolare riferimento al ministero della Difesa, della Giustizia, al Consiglio di Stato, all’Inps e all’Inail. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittorio Emanuele Parsi operato al cuore: “Sto meglio, ora mi aspetta una lunga riabilitazione”

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(Adnkronos) – “Cari e care, sto meglio.Mi aspetta un lungo periodo riabilitativo, ma vi ringrazio sin da ora per l’enorme affetto e sostegno che avete mostrato in queste settimane.

Ringrazio i professionisti che mi hanno salvato la vita, e i miei cari per la loro costante e decisiva vicinanza”.E’ quanto ha scritto su X, l’ex Twitter il professor Vittorio Emanuele Parsi, 62 anni, docente ordinario di Relazioni internazionali alla Cattolica e analista geopolitico.

Mercoledì, 27 dicembre 2023, aveva accusato un forte dolore al petto ed era stato portato in ospedale a Cortina.Da lì è stato prima trasferito a Belluno e poi a Treviso, dove era stato operato. “Carissimo, questo messaggio mi riempie di gioia” risponde sempre su X il professor Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, facendogli gli “auguri di una veloce e totale guarigione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Politica, cresce disaffezione sui social: domani evento di SocialPol

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(Adnkronos) – Solo il 12% delle conversazioni sui social nel 2023 ha riguardato la politica, denotando un alto livello di disaffezione da parte degli italiani, mentre oltre il 58% delle discussioni tra gli utenti sul tema risultano fortemente polarizzate. È quanto emerge da un’analisi del team di SocialData, che verrà presentata domani nel corso del dibattito “Elezioni europee: vincerà la polarizzazione?Gli italiani al voto tra tribù elettorali e disaffezione”, organizzato da SocialPol.  SocialPol, del gruppo SocialCom, si occupa di comunicazione politica ed istituzionale, ed è composta da una squadra di comunicatori che si distinguono per le loro notevoli competenze, acquisite lavorando con alcune delle più prestigiose istituzioni e i più importanti partiti politici del Paese.

Professionalità eterogenee, che condividono l’idea comune secondo la quale la creazione del consenso è espressione di concreta attuazione e promozione dei valori fondanti della nostra Costituzione.L’evento di presentazione della ricerca si terrà mercoledì 17 gennaio, alle 18.30, presso l’Enoteca Spiriti di Piazza di Pietra, a Roma.  Interverranno Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia; Dario Nardella, sindaco di Firenze; Carlo Fidanza, europarlamentare; Monica Nardi e Luigi Di Gregorio, advisor di SocialPol.

A moderare l’evento sarà Costanza Crescimbeni, vicedirettrice del Tg1.Sarà un’occasione di confronto per capire come la polarizzazione sui social media influenzi il comportamento elettorale e per discutere le strategie per affrontare la crescente disaffezione verso la politica.

Dall’analisi emerge infatti una sfida cruciale per i comunicatori e i politici: come coinvolgere un elettorato sempre più distaccato e, allo stesso tempo, come gestire la polarizzazione che domina il dibattito online. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, lo psichiatra avverte: “Leggerezza canzoni nasconde delle insidie”

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(Adnkronos) –
Sanremo 2024 suonerà canzoni ‘a cassa dritta’, ritmi uptempo fatti per ballare, ripetersi ‘in loop’ sulle radio e scolpire nuovi tormentoni nella mente degli spettatori.Tanta dance, amore in ogni versione, qualche tema ‘impegnato’, ma non troppi. “Un bisogno di leggerezza” che, agli occhi dello psichiatra Claudio Mencacci, appare più che comprensibile dopo la notte del Covid e mentre soffiano forti i venti di guerra, però nasconde delle insidie: “La voglia di levità è anche uno dei sintomi di quella che spesso viene chiamata la ‘Gaia apocalisse’, quel desiderio di festa, di continui ritrovi, che contagiò l’Europa della Belle Époque e che si infranse allo scoppio del primo conflitto mondiale”, una delle carneficine più tragiche della storia contemporanea.

Lo spiega l’esperto all’Adnkronos Salute, all’indomani delle pagelle redatte a caldo da chi ha potuto ascoltare in anteprima i brani del prossimo Festival dei fiori.  
Trenta canzoni in cui le gioie e i dolori del cuore la fanno da padrone, con l’eccezione di qualche testo in cui l’attualità fa capolino: dal dramma della guerra e dei migranti alla forza vitale delle donne, il Pink power che sconfigge bullismo e pregiudizi.Mencacci lancia un monito sull’altra faccia del disimpegno, sul “bisogno di levità che spesso si intreccia con la vittoria dell’indifferenza”, osserva il direttore emerito di Neuroscienze all’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano e co-presidente Sinpf, la Società italiana di neuropsicofarmacologia. “Perché oggi un grande tema è proprio quello dell’indifferenza”, avverte lo specialista. “Una sorta di ottavo vizio capitale”, la chiama, una deriva in cui rischiamo di scivolare.

L’indifferenza ai mali del mondo, ma anche “l’indifferenza nei rapporti con gli altri, che significa insensibilità nei confronti delle richieste altrui”. Quando la leggerezza sfocia nell’insofferenza e nell’insensibilità, ammonisce Mencacci, “conferma che siamo sempre più imprigionati nel recinto dell’egoismo.L’egoismo che destina alla solitudine e va sempre di pari passo con il narcisismo, inteso come amore sconfinato e tragico dell’immagine di se stessi.

L’estraneità dell’egoista lo condanna alla chiusura agli altri, al ripiegamento su di sé”, alla cecità ai bisogni del prossimo.Per lo psichiatra, la luce sul palco dell’Ariston l’accenderanno però le donne e chi le canta.

L”orgoglio rosa’ è “un tema attualissimo che condivido fortemente”, dice l’esperto. “E’ la vera forza dell’Italia in questo momento – chiosa – l’unica forza evolutiva, una forza che guarda lontano, che persegue dignità e umanità, e restituisce significato ai rapporti interpersonali che per avere valore esigono capacità di ascolto, comprensione, solidarietà.Tutto questo è nella forza salvifica delle donne”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lotito e l’esonero di Mourinho: “La Roma? Guardo solo in casa mia”

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(Adnkronos) –
“Mourinho cacciato?Non mi interesso dei problemi degli altri”.

Claudio Lotito, presidente della Lazio, dribbla le domande sulla rivoluzione in casa Roma.La società giallorossa ha esonerato José Mourinho e al posto dell’allenatore portoghese schiera in panchina Daniele De Rossi, che avrà il compito di traghettare la squadra fino a giugno.

Mourinho è stato silurato dopo gli ultimi risultati negativi, compresa la sconfitta contro la Lazio nel derby valido per i quarti di finale di Coppa Italia. “Non commento cose che non mi riguardano e non conosco, spero che non lo facciano gli altri con me.Ognuno sa quello che succede in casa sua, purtroppo non tutti hanno lo stesso buon gusto…”, dice il presidente della Lazio all’Adnkronos. In casa giallorossa, big del passato si dividono tra l’addio a Mou e il bentornato a De Rossi. “Ho visto crescere Daniele, quindi gli auguro tutto il bene possibile perché l’impresa è importante, soprattutto per lui che inizia questo ciclo da allenatore giocando nella massima serie.

E’ importante che abbia lo sostegno da parte di tutti, della società, dei giocatori, del pubblico, ma questo non lo metto in dubbio: perché il pubblico della Roma è talmente generoso che gli farà sentire tutto il suo calore”, dice all’Adnkronos Franco Tancredi, portiere del secondo scudetto della Roma. “Certo non è una situazione semplice, sostituisce un allenatore che ha vinto tutto nella vita, quindi è una bella sfida per lui e naturalmente gli auguro tutto il bene possibile.A lui e alla Roma”.

Finora la sua unica esperienza di tecnico è stata alla Spal: “E’ chiaro che dovrà fare un po’ di scuola guida, come ho già detto avrà bisogno che tutti gli diano una mano, che gli stiano vicino le persone giuste.Chiaro che non penso che il giocatore equivalga all’allenatore da subito: ci vorrà un po’ di tempo ma adesso si deve ripartire da un altro ciclo e speriamo che lui riesca a far bene, così si può anche pensare a un futuro come allenatore della Roma”. “Voglio dare un grande in bocca al lupo a Daniele, sabato sarò all’Olimpico per Roma-Verona, suo esordio sulla panchina giallorossa”., dice il sindaco di Verona ed ex centrocampista della Roma, Damiano Tommasi, dopo l’annuncio del club giallorosso. “E’ l’uomo giusto per far uscire la Roma dalla crisi?

Questo non lo so, non sono un dirigente della Roma, auguro solo tutto il meglio a Daniele”, aggiunge Tommasi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, a Testaccio tifosi ‘in lutto’: “De Rossi non è Mourinho”

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(Adnkronos) – “Oggi è una giornata di lutto”.L’esonero di Josè Mourinho dalla AS Roma spiazza i tifosi giallorossi che non sembrano averlo preso molto bene.

A Testaccio il Roma Club di via Ghiberti ha le serrande abbassate ma nei bar, al mercato, nei negozi o ristoranti dello storico rione, feudo del tifo giallorosso, non si fa che parlare della squadra del cuore senza ormai più Mou. “Bisognava concludere la stagione con Mourinho e poi casomai cambiare rotta.Con lui abbiamo vinto – non dimentichiamolo – la Conference League e quasi una Europa League, mi domando perché non andare fino in fondo.

Tra l’altro questa notizia non fa che alimentare le ‘chiacchiere’ sulla squadra che adesso più che mai non servono.E’ vero non abbiamo visto un gran gioco negli ultimi tempi ma le responsabilità sono piuttosto dei giocatori: Dybala fa una partita sì e 5 no.

La Roma meriterebbe un altro palcoscenico non quello che vediamo oggi”, commenta all’Adnkronos Leonardo Starace, presidente del Roma Club Testaccio, raggiunto nel suo locale di via Galvani ‘Da Oio’.In sottofondo il rumore di piatti e bicchieri, qualcuno viene lì a salutarlo mentre lui è seduto in disparte.

Alla domanda su De Rossi, si limita a rispondere: “Come si fa, da tifoso, a non volere bene a Daniele…spero per lui che vada tutto bene.

Il mio dubbio è solo se davvero i tifosi gli concederanno sbagli”.  Andrea della Bottega 23 al mercato di Testaccio tappezzata di foto di Totti, di sciarpe giallorosse e di maglie con su scritte ‘C’è solo un capitano’, dice: “Con tutto il bene che vogliamo a De Rossi non è certo Mourinho.Siamo in lutto!

Non meritava l’esonero.Lui la faccia ce l’ha messa rispetto alla presidenza, ai giocatori che non corrono e devono iniziare a farlo.

Non è colpa dell’allenatore ma dei giocatori: è l’ennesima volta che decidono loro sul tecnico.Ora vediamo un po’ quando la Roma venderà tutti i biglietti che staccava con Mourinho…

almeno per ora il sold out se lo possono scordà”. “Mandare via Mourinho significa ricominciare tutto da capo.E’ stata un scelta ingiusta: i giocatori sono quello che sono, limitati.

Forse il suo errore è stato accettarli.Ma l’allenatore che c’entra?

Con lui andranno via calciatori come Dybala, Lukaku, senza di lui non verranno mai sostituiti da pezzi forti e non ci saranno più i 60.000 allo stadio.Ennesima proprietà sbagliata.

Povero De Rossi!” sottolinea Enrico nel negozio di selezione carni ‘Sartor’ al mercato Testaccio. Seduti all’esterno del bar Giolitti, tre amici, tifosi romanisti, dibattono della notizia del giorno. “Mi dispiace per Mourinho, non c’è nessuno che ci aveva fatto sognare come lui.Ma il problema è sempre lo stesso, ovvero la società che non ce sta dietro.

Mou con una società seria dietro ci avrebbe fatto divertì…tanto!”, afferma Alessandro.

E sul nuovo allenatore, Daniele De Rossi: “No comment!Se cacci via Mourinho, se spera de prende un allenatore al suo livello.

Era bene finire il campionato con Mou.Anche perché i 7 milioni non è che te li abbona…

comunque forza Roma sempre!”(di Sibilla Bertollini) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cristiano Molè, chi era il 33enne ucciso a Corviale

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(Adnkronos) – Cristiano Molè, romano, 33 anni, rimasto vittima di un agguato ieri sera poco dopo le 19.30 tra largo Edoardo Tabacchi e via Ettore Ferrari, in zona Corviale, a Roma, non era legato alla cosca calabrese dei Molè di Gioia Tauro, ma era già stato gambizzato nel 2014.Sul delitto indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Roma, ma per le modalità con cui è avvenuto e non perché si pensi a legami con la ‘ndrangheta.

Molè è stato ucciso da un proiettile che lo ha raggiunto al torace, mentre il 30enne che era con lui è stato ferito a una gamba ma in totale sono stati esplosi almeno 15 colpi.  I carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci che indagano sull’omicidio non escludono che si sia trattato di un regolamento di conti, ma resta da chiarire se sia maturato nel contesto del traffico di droga.Altro aspetto che gli investigatori stanno accertando è se i due obiettivi dell’agguato avessero un appuntamento con qualcuno.

I killer subito dopo gli spari si sono dati alla fuga a bordo di un’auto, sembrerebbe una panda di colore chiaro.Il ferito è stato portato al San Camillo e già in serata è stato sentito dai militari.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo, svelato il nuovo ritratto ufficiale: è polemica per i costi

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(Adnkronos) – Vestito con l’uniforme di ammiraglio della flotta, con medaglie e mano stretta sulla spada, ma con il capo scoperto.Così appare re Carlo III nel ritratto ufficiale che è stato svelato oggi.

La foto del sovrano in piedi, è stata scattata nel castello di Windsor dal fotografo di fiducia Hugo Burnand. La foto, in formato A3 e con una cornice di quercia, può essere richiesta gratuitamente da consigli comunali, scuole, ospedali, stazioni di polizia e pompieri o altri luoghi pubblici che intendono esporla.Le richieste potevano essere presentate fin da novembre, ma non vi sono dati sul loro numero riferisce la Bbc.

Vi sono state invece polemiche sul costo dell’intera operazione, per la quale il governo ha stanziato 8 milioni di sterline.Per gli antimonarchici del gruppo Republic si tratta di “un vergognoso spreco di denaro”. Elisabetta II non aveva un solo ritratto ufficiale, dato che il suo regno è durato più di 70 anni.

Nei luoghi pubblici si possono vedere immagini, scattate in età diverse.Le direttive del governo prevedono che possano rimanere esposte accanto al ritratto di Carlo III. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, tifosi vip tra Mourinho e De Rossi: Banfi rimpiange Mou, Gassmann aspetta Daniele

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(Adnkronos) – L’esonero di José Mourinho da tecnico della Roma scuote anche il mondo dello spettacolo.Sono infatti molti gli attori, i registi e i tifosi vip di fede giallorossa che hanno appreso con sconcerto la notizia, arrivata oggi come un vero fulmine a ciel sereno.

E se quasi tutti si schierano dalla parte dello Special One, c’è chi vede nel nuovo allenatore Daniele De Rossi “l’uomo giusto”.   “Io sono fra quelli che pensano che l’esonero di un allenatore sia sempre sbagliato, anche se le cose vanno molto male, perché ormai quello ha fatto la squadra intorno al suo pensiero di calcio ed è l’unico che può aiutarla”, afferma all’Adnkronos è Alessandro Gassmann, noto attore romano e giallorosso. “Io adoravo e adoro Mourinho, perché è un allenatore fuori dal comune, un uomo intelligente che ha riportato tanta gente allo stadio, quindi gli dobbiamo tanto oltre ad averci fatto vincere una Coppa”, sottolinea Gassmann. Il popolare attore romano appare però molto favorevole all’incarico assegnato a Daniele De Rossi come nuovo ct del team giallorosso. “Penso anche, allo stesso tempo, che non ci possa essere uomo migliore di quello che io continuo a chiamare ‘Capitan Futuro’ (uno degli appellativi di Daniele De Rossi, ndr) in questo momento, con tanti infortuni e con una squadra tecnicamente non eccelsa per dare grinta, forza e coraggio, e farla diventare una squadra che ammette i suoi limiti e le sue potenzialità.Penso dunque sia l’uomo giusto visto che è stata fatta una scelta di questo tipo, quindi in bocca al lupo e buon lavoro al mio Capitan Futuro”, conclude Gassmann.  “Sono sorpreso e francamente mi dispiace.

Però De Rossi indubbiamente è amato dal popolo romano anche se, certo, non è Mourinho”, commenta all’AdnKronos il regista Pierfrancesco Pingitore, tifoso romanista doc. “Certo – afferma Pingitore – De Rossi non è Mourinho ed è una scommessa.Non si capisce da che cosa nasca questa scelta, aspettiamo che ci siano delle spiegazioni da parte della società.

Siamo partiti con un super allenatore come il portoghese per arrivare a una bravissima persona e un grande calciatore che, come tecnico, ci deve dare ancora delle prove convincenti.Speriamo bene”. “Credevo – dice ancora Pingitore – che bisognasse fare qualcosa, ma che si arrivasse a una soluzione cosi drastica non lo immaginavo minimamente.

Ho sempre avuto stima di Mourinho come tutti a Roma, però indubbiamente qualcosa non funzionava e la situazione non poteva andare avanti così.Ma c’è qualcosa che non capisco perché l’avventura di Mourinho era iniziata con altre premesse che poi non si sono realizzate.

Il gioco della squadra è un po’ una testimonianza di un malessere che evidentemente c’e”, conclude il regista e patron del Bagaglino.  ”Provo rabbia e dispiacere perché ormai la Roma è diventata come una stazione di posta, ci sono allenatori e calciatori che vengono qui, guadagnano un bel po’ di soldi e poi vanno via o vengono mandati via.Qualcuno una risposta ce la dovrà dare”, dice Massimo Ghini all’Adnkronos. ”Mi sto letteralmente stancando di questa squadra che non fa altro che prendere allenatori e mandarli via.

Soprattutto in un momento così difficile per la squadra – sottolinea l’attore – la nostra è la presidenza dei ‘muti’, cioè di quelli che non parlano mai, che non dicono mai niente”.  Per Ghini ”quando avvengono queste cose sicuramente c’è un cattivissimo rapporto tra lo spogliatoio e l’allenatore, questo è poco ma sicuro.Sicuramente Mourinho avrà sbagliato, ma tanto non ci spiegheranno niente, ci sarà il solito mutismo dei Friedkin, che potrebbe essere il titolo di un romanzo alla Sherlock Holmes.

E’ chiaro, le cose non stavano andando bene ma noi veniamo da due stagioni in cui siamo arrivati alla finale dell’Europa League, dove c’hanno letteralmente rubato la partita.Ma abbiamo vinto una coppa (la Conference League, ndr)”.   ”Sotto questo repentino esonero di Mourinho c’è sicuramente qualcosa sotto, forse riguarda il caratterino di Mou, deve aver detto qualcosa di forte contro la società.

Mi è dispiaciuto molto perché dovevamo conoscerci proprio in questi giorni”, le parole di Lino Banfi all’Adnkronos ”Ho sentito la conferenza stampa di De Rossi e qualcuno della stampa ha parlato di ‘transizione’ – dice l’attore – è un termine che non mi piace molto perché è freddo come questi presidenti americani che non hanno sentimenti e quindi decidono le cose molto repentinamente”. ”Mi auguro che la ‘transizione’, visto che qualcuno ha usato questo termine – continua Banfi – duri almeno tre o quattro anni perché De Rossi se lo merita.Daniele ha una grossa responsabilità, ha un bel fardello da gestire a metà campionato”.

Tornando all’incontro fissato con Mourinho l’attore racconta: “Mi fece recapitare un messaggio un mesetto fa quando stavo a ‘Ballando con le Stelle’ – spiega – mi dissero: ‘C’è Mourinho che ti vuole conoscere”’. ”Poi lui mi mandò un altro messaggio in italiano, seppure con qualche errore – scherza – in cui mi diceva di essere un mio grande ammiratore e che mi voleva conoscere.Anche se c’è stato questo esonero, manderò lo stesso un messaggio a Mourinho in cui gli scriverò che quello che è successo non pregiudica il fatto che dobbiamo conoscerci, perché io lo ammiro veramente molto”, conclude Banfi.   ”Sono molto dispiaciuto, non si manda via così repentinamente un allenatore del genere senza neanche fargli finire il suo contratto che scadeva a giugno.

Sono rimasti tutti sconcertati.E questa è la prima volta che non è uscita una sola notizia dagli spogliatoi della Roma”.

Così il comico Antonio Giuliani all’Adnkronos, commentando l’esonero dell’allenatore Josè Mourinho deciso dall’As Roma. “Me lo sentivo che stava per succedere qualcosa perché era un mese che Mourinho cercava di rassicurare i tifosi della Roma – spiega l’attore – era da un po’ di tempo che circolavano voci sul fatto che a Mourinho a giugno non gli avrebbero rinnovato il contratto.Lui continuava a smentire ma si capiva che prima o poi se ne sarebbe andato”. “I tifosi romanisti lo amavano molto – continua Giuliani – quasi tutti sono arrabbiatissimi, basta sentire le radio romane sportive per capire lo stato d’animo dei tifosi della Roma.

Sicuramente a breve ci sarà un summit a Trigoria.Io credo che se si manda via così repentinamente uno come Mourinho, l’allenatore che ha vinto di più in assoluto nella storia del calcio mondiale, deve essere successo sicuramente qualcosa di grosso, per me ci deve essere stata una discussione con la società”. “Ho sentito la conferenza stampa di Daniele (De Rossi, ndr) – prosegue il comico – sono molto contento per lui, si sta assumendo una grossa responsabilità anche perché è la prima volta che allena in serie A.

E’ stato messo anche un po’ come parafulmine perché nessuno fischierebbe mai De Rossi, Daniele è un pezzo della storia della Roma”. “Ora attendiamo tutti la conferenza stampa di Mourinho, anche per capire che cosa è successo.Sicuramente le cose per la Roma andavano male, non si possono perdere tutte quelle partite, ma per me – ribadisce – la società doveva farlo arrivare almeno fino a giugno, anche per salvaguardare De Rossi”, conclude l’attore.  “Mourinho è un allenatore vincente, secondo me meritava di terminare l’anno perché ci ha abituati a grandi sorprese proprio in dirittura d’arrivo, in momenti decisivi delle stagioni calcistiche”.

Non ha dubbi il regista Massimiliano Bruno, grande tifoso della Roma. “Lui è un uomo delle semifinali, delle finali, per il bene della Roma valeva la pena di provare a fargli provare a vincere l’ennesima Coppa”, aggiunge il regista romano di ‘Non ci resta che il crimine’. Nell’apprendere la notizia che il nuovo ct indicato dalla società è l’ex campione romanista Daniele De Rossi, Bruno è però contento: “E’ un amico, a cui auguro il meglio e spero che faccia bene perché oltre ad essere stato un calciatore campione del mondo, è anche un tecnico preparato e un uomo stimato nell’ambiente.Conoscendolo, immagino che lui stia realizzando un sogno incredibile, allenare la sua Roma”.  “Sono senza parole, sto guardando la tv ma non si capisce bene cosa sia successo.

Girava già il nome di De Rossi perciò già era nell’aria che qualcosa stava per succedere ma bisogna vedere cosa c’è nella testa della dirigenze e della proprietà”, afferma l’attore Maurizio Mattioli. ”Forse una scossa serviva, ma più che tecnica, societaria – continua l’attore – perché Mourinho non si discute, è il numero 1, ma non so cosa sia successo.Dalla scalata al quarto posto ora ci troviamo al nono posto ed è una cosa che i tifosi della Roma non meritano.

Per arrivare a questo punto qualcuno deve sicuramente aver commesso degli errori, ma deve essere la società a spiegarci cosa è successo”, conclude.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spari in strada ad Anzio, ferito 18enne

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(Adnkronos) – Un 18enne nigeriano è stato ferito da un colpo di arma da fuoco ad Anzio, sul litorale romano.Il giovane è stato trovato in strada in via dei Pesci con la ferita sotto al gluteo poco dopo le 14.30.

E’ stato soccorso e non è in pericolo di vita.Indaga la polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mourinho, l’esonero e il messaggio di Dybala: “Speriamo di rivederci”

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(Adnkronos) – Paulo Dybala saluta José Mourinho dopo l’esonero dell’allenatore della Roma e invia allo Special One un messaggio che lascia aperto uno spiraglio per il futuro e contemporaneamente alimenta qualche dubbio sul futuro dell’attaccante argentino. “Grazie mister!Grazie di tutto”, esordisce Dybala nel messaggio. “Lavorare con te è stato un piacere enorme.

Grazie dei tuoi consigli e ogni parola che mi hai dato.Auguro tutto il meglio a te e il tuo staff.

Spero che ci rivedremo presto!”, conclude l’ex attaccante della Juventus.  Dybala è approdato a Roma nell’estate 2022 proprio ‘per’ Mourinho.Il pressing dell’allenatore portoghese è stato decisivo per convincere l’argentino, libero sul mercato dopo la scadenza del contratto con la Juventus, a scegliere l’avventura in giallorosso.

Mourinho non ha mai lesinato gli elogi per il sudamericano, ritenuto il giocatore in grado di fare la differenza per la formazione capitolina.Dybala, però, nel corso dell’anno e mezzo nella Roma ha confermato tutte le sue qualità tecniche e tutti i suoi limiti atletici, con ripetuti acciacchi e stop per problemi muscolari.

Dybala è legato alla Roma da un contratto valido fino al 2025, l’accordo prevede che il giocatore si possa liberare con una clausola relativamente bassa per trasferirsi all’estero.  Senza Mourinho, la Roma deve varare un nuovo progetto tecnico.E il ruolo di Dybala, a questo punto, va ridefinito.

A gennaio del prossimo anno, l’argentino è libero di accordarsi eventualmente con un nuovo club.La sua permanenza alla Roma passa inevitabilmente per un nuovo contratto, con un probabile ritocco dell’ingaggio per eliminare ogni clausola e cancellare qualsiasi rischio di addio unilaterale.

Ora, però, il club è in un momento di sbandamento: con l’addio di Tiago Pinto, manca un dirigente di riferimento.Servirà tempo per assestarsi e per allestire i nuovi quadri.

Contemporaneamente, bisognerà progettare il futuro: in tempi brevi bisognerà scegliere l’allenatore del 2024-2025.Daniele De Rossi passerà da traghettatore a tecnico ‘a lungo termine’?

O la Roma punterà su un altro nome?Con un big, diventerebbe più semplice convincere Dybala.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Rossi una vita in giallorosso, ora la sua grande occasione in panchina

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(Adnkronos) – Daniele De Rossi una vita in giallorosso.Dalla Primavera alla prima squadra sono venti gli anni che trascorre con la Roma, squadra del cuore sin da bambino di cui ora diventa nuovo allenatore dopo l’esonero di José Mourinho.  De Rossi inizia a giocare giovanissimo nel settore giovanile dell’Ostiamare, quartiere dove è nato, giocando nel ruolo di attaccante.

A 16 anni, nel 1999, accetta la chiamata della Roma per aggregarsi alla squadra Primavera, allenata dal padre Alberto.Si mette subito in luce e diventa ben presto un elemento importante della squadra, passando dal ruolo di attaccante a quello di centrocampista, che lo accompagnerà per tutta la carriera.  All’inizio del 2001, De Rossi riceve le prime convocazioni in prima squadra – dove indossa la maglia numero 26 – ma non scende mai in campo.

Fabio Capello lo fa esordire tra i professionisti il 30 ottobre 2001, a 18 anni, facendolo entrare al posto di Tomić nel secondo tempo della partita di Champions League Roma-Anderlecht (1-1).Nella sua stagione di esordio viene impiegato anche in 3 gare di Coppa Italia.

La stagione successiva, il 25 gennaio 2003, a 19 anni esordisce in Serie A nella partita Como-Roma, vinta dai lariani 2-0.Il 10 maggio viene schierato da titolare per la prima volta e realizza il suo primo gol nella massima serie, durante la partita casalinga vinta 3-1 sul Torino.  Nel 2004-2005, a 21 anni, diventa titolare nella squadra.

Decide di indossare la maglia numero 4, lasciata libera da Cristian Chivu che sceglie la 13.La Roma conclude la stagione all’ottavo posto e perde la finale di Coppa Italia contro l’Inter.

De Rossi, invece, conclude la stagione con trenta presenze in campionato, cinque in Coppa Italia e tre in Champions League.Il 15 marzo 2006, nella partita di Coppa Uefa contro il Middlesbrough, indossa per la prima volta la fascia di capitano.

La Roma, al termine della stagione, si classifica al quinto posto, ma in seguito allo scandalo di Calciopoli e al successivo stravolgimento della classifica finale acquisisce d’ufficio la seconda posizione, qualificandosi così alla Champions League.  Conclude la stagione con 34 presenze in campionato, in cui segna sei gol.Nella stagione 2006-2007 ottiene la definitiva affermazione a livello internazionale.

Al termine della stagione colleziona 36 presenze, segnando due gol.La squadra si classifica al secondo posto in campionato.

In questa stagione vince, contro i milanesi dell’Inter, la sua prima Coppa Italia.La stagione successiva, il 19 agosto 2007 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, segna al 78′, su rigore, la rete che consente ai giallorossi di trionfare a Milano nella Supercoppa italiana: l’Inter è sconfitta sul proprio terreno per 1-0.

Il 9 aprile 2008, durante la gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League, disputata all’Old Trafford di Manchester, calcia alto un rigore sullo 0-0.La Roma perderà la gara contro il Manchester United per 1-0 e non si qualificherà alla semifinale.

La Roma conclude la stagione al secondo posto dietro l’Inter e il 24 maggio 2008, De Rossi vince la sua seconda Coppa Italia allo stadio Olimpico ancora contro l’Inter, sconfitta per 2-1, terzo e ultimo trofeo con la Roma.  Nel campionato successivo (2008-2009) segna il suo primo gol in un derby l’11 aprile 2009, match vinto 4-2 dalla Lazio.Al termine della stagione, la squadra si classifica in sesta posizione in Serie A.

La stagione 2011-2012 vede l’arrivo di Luis Enrique e di Thomas Di Benedetto, rispettivamente come allenatore e presidente della Roma.Alla fine di questa stagione, la Roma si classifica al settimo posto in campionato.

Nella stagione 2012-2013, la Roma si classifica al sesto posto.Questa stagione non è molto felice per il centrocampista giallorosso, anche a causa del poco feeling con l’allenatore Zdeněk Zeman del quale contesta gli allenamenti, a suo dire troppo duri. Il 22 dicembre 2012, prima del fischio d’inizio di Roma-Milan, De Rossi raggiunge le 400 presenze in maglia giallorossa, ricevendo dal presidente Pallotta una targa celebrativa per il traguardo raggiunto.

Il 17 marzo 2013, invece, durante la gara vinta 2-0 contro il Parma, raggiunge le 300 presenze in Serie A.A fine stagione, De Rossi conclude con 25 presenze in campionato e 4 presenze in Coppa Italia, competizione che perde in finale contro i rivali cittadini della Lazio nella finale del 26 maggio 2013. La stagione 2013-2014 vede l’arrivo sulla panchina della Roma di Rudi Garcia.

De Rossi decide di rimanere alla Roma, nonostante sia stato vicino al trasferimento in Premier League.Disputa un grande campionato con la Roma seconda alle spalle della sola Juventus.

La seconda stagione sotto la guida di Garcia termina ancora con un secondo posto alle spalle dei bianconeri.Il 14 gennaio 2016 Garcia viene esonerato e sostituito da Spalletti che termina terzo e si qualifica al preliminare di Champions poi perso con il Porto, con De Rossi espulso nella gara di ritorno.

Il 28 maggio 2017, nel giorno dell’addio di Francesco Totti, realizza un gol nell’ultima gara di campionato vinta 3-2 in casa sul Genoa, che permette alla Roma di ottenere il 2º posto e la qualificazione diretta alla fase a gironi della Champions League. Ereditata la fascia di capitano, De Rossi guida i giallorossi al 3° posto in Serie A e a disputare la semifinale di Champions, dopo una clamorosa rimonta nei quarti contro il Barcellona, battuto 3-0 all’Olimpico, dove De Rossi segnerà la seconda rete, su calcio di rigore.In semifinale, poi, la Roma verrà eliminata dal Liverpool.

La stagione 2018-2019 risulta essere molto tribolata per De Rossi.Al termine di una stagione vissuta tra alti e bassi, condita dall’esonero di Di Francesco e dal ritorno di Claudio Ranieri, la Roma annuncia la propria volontà di non rinnovare il contratto di De Rossi.  Il capitano giallorosso disputa la sua ultima partita all’Olimpico il 26 maggio 2019, contro il Parma, a 18 anni esatti dalla vittoria del terzo scudetto, sullo stesso campo contro la stessa squadra: al momento della sostituzione, cede la fascia al compagno di squadra Alessandro Florenzi, che diventerà il nuovo capitano giallorosso per la stagione successiva.

Conclude la sua esperienza in giallorosso con 616 presenze e 63 reti in tutte le competizioni, in 18 anni di militanza.Il 26 luglio 2019, a 36 anni, sottoscrive un contratto annuale con la squadra argentina del Boca Juniors.

Il 13 agosto fa il suo debutto e mette a segno una rete in occasione della gara di Coppa Argentina contro l’Almagro, finita 1-1 e poi persa ai rigori.Debutta nella Primera División il 19 agosto successivo, disputando per intero il match contro l’Aldosivi.

Il 6 gennaio 2020, dopo pochi mesi dal suo trasferimento al Boca Juniors, annuncia il suo ritiro dall’attività agonistica e la sua volontà di diventare allenatore.  Di successo anche la carriera in Nazionale.Il 4 settembre 2004, a 21 anni, esordisce nella partita Italia-Norvegia (2-1), disputata allo Stadio Renzo Barbera di Palermo e valida per le qualificazioni al Mondiale 2006: è la prima di 117 presenza con fiore all’occhiello il titolo mondiale, vinto proprio nel 2006, dove realizza tra l’altro il terzo dei cinque rigori in finale contro la Francia.

In azzurro disputerà anche i mondiali 2010 e 2014, chiusi con due amare eliminazioni ai gironi e gli Europei 2008, 2012, persi in finale con la Spagna e 2016.  L’11 ottobre 2022, dopo aver lasciato il ruolo da assistente tecnico della nazionale, viene ufficializzato come nuovo allenatore della Spal, in Serie B.Debutta quattro giorni dopo, in occasione del match di campionato pareggiato in casa del Cittadella (0-0).

Il 14 febbraio 2023, dopo 17 panchine in cui, tra campionato e coppa nazionale, ha raccolto solo 3 vittorie, viene sollevato dall’incarico insieme a tutto il suo staff.Nel settembre 2023 acquisisce ufficialmente la licenza Uefa Pro, dopo aver completato il corso di formazione al Settore Tecnico della Figc a Coverciano.

Ora la sua grande occasione sulla panchina della squadra che ama.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)