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Atp Montecarlo, Nardi entra in tabellone principale

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(Adnkronos) – Luca Nardi entra nel tabellone principale dell’Atp Masters 1000 di Montecarlo.Nel secondo turno delle qualificazioni, l’azzurro batte il francese Alex Muller per 3-6, 6-4, 6-4 in 2h42′.

Diventano 5, per ora, gli italiani nel main draw vista la presenza di Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Frosinone-Bologna 0-0, frenata Champions dei rossoblu

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(Adnkronos) –
Il Frosinone e il Bologna pareggiano 0-0 oggi nella gara valida per la 31esima giornata di Serie A.Il Bologna allenato da Thiago Motta sale a 58 punti, a +3 sulla Roma, in quarta posizione.

I ciociari allenati da Di Francesco salgono a 26 punti ma restano terzultimi.  Di Francesco per la sfida conferma il trio Cheddira, Soulé e Reiner in avanti, con l’ex Bonifazi preferito a Lirola in difesa.Thiago Motta in avanti conferma Zirkzee supportato da Orsolini, Ferguson e Saelemaekers. Il Frosinone parte bene e all’8′ Cheddira impegna Skorupski.

Un minuto dopo è lo stesso attaccante gialloblu ad approfittare di un errore di Calafiori e provare un pallonetto che il portiere del Bologna respinge ancora.Al 27′ sempre padroni di casa pericolosi con il colpo di testa di Okoli ma è attento Skoruspki in tuffo.

Al 35′ ci prova Orsolini con una conclusione potente con il sinistro, ma è attento Turati.nella ripresa i ritmi restano alti con vari capovolgimenti di fronte.

Al 67′ Aebischer arriva a tu per tu con Turati ma non sfrutta il grande assist di Orsolini e calcia sul portiere. Al 70′ risponde il Frosinone con Zortea che manda di poco alta sopra la traversa.Il Bologna aumenta il pressing nel finale di gara e all’83’ Castro non riesce a dare forza e Turati blocca in tuffo.

Ma l’occasione più clamorosa arriva in pieno recupero: al 94′ è incredibile l’errore di Ndoye: l’attaccante prima colpisce la traversa, complice una deviazione di Turati, e poi da due passi a porta spalancata calcia incredibilmente alto, salvando il Frosinone.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Petrucci, notte tranquilla in ospedale: “Nessuna complicazione”

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(Adnkronos) – Dopo l’incidente automobilistico che ha visto coinvolto ieri Gianni Petrucci, la Federazione Italiana Pallacanestro rende noto che “il Presidente ha trascorso una notte tranquilla e che nessuna complicazione è intercorsa nelle ultime ore.Lo stesso Petrucci, il cui decorso risulta regolare, rimane in costante osservazione e monitoraggio presso l’Ospedale San Camillo di Roma”. “Condizioni stabili e non gravi anche per la moglie del Presidente Petrucci, Raffaela Visonà, coinvolta nell’incidente e ricoverata presso il Policlinico Tor Vergata.

Anche lei non corre pericolo di vita.Seguiranno ulteriori aggiornamenti in caso di significative variazioni del quadro clinico”, rende noto la Federbasket.  Ieri l’incidente per il presidente della Federbasket, finito con l’auto in una scarpata mentre era diretto a Valmontone con la moglie.

Il numero uno della Fip, 78 anni, è stato trasportato con l’eliambulanza al San Camillo e ha riportato alcune fratture. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eclissi solare totale domani 8 aprile in Texas, dove vederla in diretta tv

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(Adnkronos) – Attesissima eclissi totale di sole, domani lunedì 8 aprile, in Texas.Ma come riuscire a vederla in diretta tv dall’Italia?
 A seguirla in tempo reale sarà RaiNews24, che dalle 20.30 alle 21 sul canale All-News andrà in onda con uno speciale sull’evento astronomico dell’anno condotto in studio da Marco Dedola con il supporto dell’esperta dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Mariarita Murabito.  L’inviato Andrea Bettini sarà in collegamento da Dallas, in Texas, dove la Luna oscurerà completamente il disco solare alle 20.40 italiane.

Per quasi quattro minuti la metropoli americana piomberà nelle tenebre in pieno giorno, uno degli spettacoli naturali più affascinanti in assoluto.In Texas per l’occasione sono attesi milioni di turisti da tutto il mondo.

L’eclissi totale di Sole negli Stati Uniti sarà seguita anche dal portale di informazione della Rai www.rainews.it, che proporrà una ricca serie di contenuti esclusivi. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Air Dolomiti, piloti in sciopero 24 ore domani 8 aprile 2024

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(Adnkronos) –
Sciopero di 24 ore dei piloti Air Dolomiti proclamato per l’intera giornata di domani, 8 aprile 2024. “I piloti di Air Dolomiti incroceranno le braccia per il mancato rinnovo del contratto e il degrado delle relazioni industriali”, spiega la Uiltrasporti, sigla maggiormente rappresentativa dei piloti della compagnia italiana del Gruppo Lufthansa. ”Ad oltre un anno dall’inizio della trattativa per il rinnovo di un contratto scaduto da oltre 10 anni- continua la Uiltrasporti – le proposte della compagnia continuano ad essere irricevibili”. ”Siamo dispiaciuti per l’utenza ma, qualora la compagnia non dovesse fare passi in avanti, persevereremo in una lunga serie di azioni di protesta che metteremo in campo per l’intera stagione estiva”, sottolinea il sindacato. ”I piloti, con grande spirito di abnegazione, hanno supportato in questi anni la crescita e lo sviluppo della compagnia, volando turni massacranti in una perenne situazione di sottorganico.Il riconoscimento di quanto dovuto, sia in termini retributivi che normativi, è ormai improcrastinabile”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piano casa, Salvini: “Nessun premio per chi ha villa abusiva in zona sismica”

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(Adnkronos) – Il piano ‘salva casa’ “non è un condono, perché riguarda difformità interne”.Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ai microfoni di Rtl 102.5. “Voglio chiarire che queste proposte su cui stiamo lavorando le abbiamo elaborate con gli ingegneri, con gli architetti, con i notai, con gli agenti immobiliari, con i sindacati.

Riguardano tutto quello che è dentro le abitazioni, ovviamente non c’è nessun premio per chi ha la villa abusiva in zona sismica o in riva al fiume”, aggiunge. “Si parla di difformità interne che spesso bloccano la vendita o l’acquisto di una casa, come una piantina difforme o una finestra posizionata male, che riguardano, secondo le stime degli ingegneri, quasi l’80% delle case degli italiani normalissimi, quindi non la villa in Sardegna.Il ragionamento che abbiamo fatto è che piuttosto che abbattere, si va in comune, si paga ciò che si deve e si torna a poter vendere e acquistare, dal momento che si tratta di questioni interne che non creano problemi urbanistici o ambientali”, aggiunge i leader della Lega.  “In alcuni casi è impossibile burocraticamente sanare, ad esempio per il tema della doppia conformità.

Ci sono milioni di abitazioni in cui questi interventi non sono stati fatti cinque anni fa ma negli anni settanta o ottanta ed è, anche volendo, impossibile sistemare.Questi cittadini spesso hanno ereditato problemi di chi c’era prima in quella casa e sono sostanzialmente ostaggio della burocrazia e non possono uscirne.

Quindi mi sembra più utile che si paghi e si torni alla normalità”, sottolinea.Sul testo “stiamo lavorando e ne dovremo parlare anche con gli alleati.

Non vogliamo toccare nulla sulle norme ambientali e sui vincoli.Abbiamo fatto una riunione la settimana scorsa al ministero con cooperative, ingegneri, architetti, Confindustria e altri e stiamo costruendo la proposta con loro.

Spero che entro la fine di aprile questo lavoro di ascolto diventi un testo definito su cui ragionare”, conclude Salvini. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nancy Brilli: “60 anni intensi, non ho un amore ma ho riordinato i cassetti”

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(Adnkronos) – Sessant’anni vissuti “tutti e intensamente, con degli azzardi ma anche con coscienza e tanta energia”.Ma nessun ‘traguardo’ o ‘tempo di bilanci’, solo una gran bella “cifra tonda nella vita” per Nancy Brilli che si racconta all’Adnkronos alla vigilia del compleanno, il prossimo 10 aprile, e ripercorre le fasi importanti della sua vita: dalla morte della madre, quando aveva 10 anni “un dolore che mi ha cancellato la memoria”, alla nonna “non una seconda mamma ma una tutrice”, al primo lavoro come attrice “fatto per guadagnare due soldi” fino alla svolta, dopo pochissimo, verso il successo “in questo mestiere che è stata la mia cura”.

E poi l’amore: quello per gli altri “una cosa che mi definisce” e quello romantico “oggi non ho un uomo” ma “ho una famiglia di cuore, molto meglio di quella di sangue che è un terno a lotto”.Infine ‘l’operazione cassetti’, dove ha ridato il posto giusto a cose di sé, finti amici e persone inutili.

E qualche aneddoto che ama ricordare con il sorriso, come quello di Sabrina Ferilli che “mi mandava rose rosse, come un corteggiatore galante”.  Sessant’anni, dunque, che oggi restituiscono una Nancy Brilli diversa, tanto diversa dalla bambina e dall’adolescente che era. “Da ragazzina avevo quasi paura della gente, stavo molto da sola, non avevo il permesso di uscire, non avevo tanti amici.Oggi – dice l’attrice – se voglio stare sola lo decido io, è una mia scelta.

Ma se della mia infanzia non ho grandi ricordi, mi dicono fossi una bambina buonissima, sempre lì a disegnare, immersa nel suo mondo artistico, da adolescente ero molto agitata e sofferente.Fino a quando, a soli 19 anni, è capitato per caso il primo film, fatto solo perché mi davano soldi che mi avrebbero permesso di andare via da casa.

Non pensavo – confessa – che sarebbe stato il mio lavoro.Ma l’avrei capito dopo poco, nel 1986, debuttando al Sistina di Roma nel musical ‘Se il tempo fosse un gambero'”, diretto da Garinei. “Io mi ero iscritta all’Istituto superiore per le industrie artistiche e al Centro sperimentale di cinematografia dove mi avevano anche accettata, ma poi i registi hanno cominciato a chiamarmi e ho lasciato perdere il resto.

Lì ho capito che fare l’attrice era il mio mestiere.Un mestiere che è stato la mia cura”. Una ‘cura’ necessaria e salvifica, dopo un dolore immenso, vissuto a soli 10 anni, con la morte della madre.

Com’è stato? “Non lo so”, risponde d’impeto, “perché è stato talmente grande, tragico e sconvolgente, che l’ho completamente cancellato.Rimosso.

Io non ricordo niente”, assicura. “Non sono mai, mai, riuscita a sognare mia madre e, in un momento in cui cercavo a tutti i costi un ricordo di lei, ho tentato anche l’ipnosi: niente da fare.E’ tutto sepolto sotto strati e strati di coscienza e non è mai venuto fuori nulla”.

Brilli racconta quindi di essere cresciuta con la nonna paterna.  Una seconda mamma? “No – si fa dura la voce dell’attrice – una donna che mi ha fatto solo da tutrice, e perché costretta a farlo.Una donna che detestava le altre donne, che per lei erano tutte stupide o tutte poco di buono, la classica madre italiana di figlio maschio, adorato”.

Maschio, appunto.Non c’era spazio per una donna, anche se bambina e nipote orfana. “Forse, proprio per questo, al contrario di mia nonna, io ho un immenso senso di protezione verso le donne, soprattutto quelle in difficoltà”, racconta Brilli, che in passato si è impegnata in varie campagne contro la violenza sulle donne o in iniziative a favore di donne in periferie difficili come Scampia a Napoli o San Basilio a Roma.  Ma oggi la sessantenne Nancy Brilli è felice? “Che parolona!”, ride. “Per me la felicità non si declina in maniera costante.

Diciamo che non sono infelice, diciamo che sicuramente vivo una fase serena, positiva, sto bene, ho imparato tante cose di me e le ho messe nelle giuste caselle”.L’operazione cassetti appunto: “Sì, io ho come una cassettiera mentale dove per esempio c’è il cassetto degli amici, il cassetto di quelli con cui vai al cinema, quelli che incontri al Premio X e con cui parli solo di lavoro.

Ho spostato un sacco di gente da un cassetto all’altro, dando un ordine diverso.Forse prima non sarei riuscita a farlo perché, essendo stata una bambina abbandonica, avevo bisogno di affetto a tutti costi e da tutti, puntavo più sulla quantità che sulla qualità.

Oggi mi chiedo perché dover piacere sempre tanto a tutti, persino a quelli che manco ti piacciono?Oggi non mi interessa più il consenso assoluto, l’unanimità.

Per questo da alcuni cassetti ho eliminato tante persone finte, che non valevano niente, che mi stavano accanto per qualche tipo di profitto.Dunque, dal 60esimo in poi inizio ‘purificata’”. E anche sul lavoro, “oggi prendo più decisioni, seleziono e mi assumo più responsabilità.

Non sto più ad aspettare la telefonata: è già da un po’ che mi creo da sola occasioni interessanti, soprattutto in teatro.Mi sono scelta registi, commedie, colleghi”.

Ma di tutti i film girati in 40 anni di carriera, quale metterebbe in cima alla lista? “‘Compagni di scuola’ – risponde – perché lì ho visto un grande direttore di attori: Carlo Verdone.Così come lo era Gigi Proietti, che non mi ha mai diretto ma con il quale negli anni ce lo siamo sempre ripromessi.

Lui però voleva trovare la cosa giusta per me e…poi, purtroppo, non c’è stato tempo!”.E sempre tra i ricordi di lavoro, c’è un aneddoto che ricorda con piacere? “Uno divertente fu il corteggiamento, quasi da fidanzato, che mi fece Sabrina Ferilli per convincermi a fare la serie tv ‘Commesse’ insieme a lei.

Mi mandava fasci di rose rosse, come un amante galante.Io in quel periodo avevo tante proposte di cinema e l’idea di fare una serie così lunga mi lasciava perplessa, ma poi evidentemente mi sono lasciata convincere”, sorride.  Sul rapporto con la bellezza e con il tempo che passa, Nancy Brilli non esita un secondo e scandisce: “Io amo la bellezza, mi piace essere bella e mi piacciono le persone belle, fosse per me aiuterei tutte le persone a crearsi un’armonia.

Certo – ammette – il corpo non è più quello di quando avevo 20 anni, ma ci tengo che sia sano perché – sorride – devo tenermi in forma ancora per un po’, per i miei nipoti.Detto ciò, non sono una fissata per le diete o per allenamenti quotidiani strong perché di fondo sono una pigra”.

Certo, “si cambia col passare degli anni e se qualcuno si può dare una ‘aggiusticchiata’ se la dà, ma gli stravolgimenti che vedo in giro mi fanno impressione: essendo stata con un chirurgo plastico, in quel periodo erano tutti convinti che fossi una ‘tutta rifatta’, basti pensare – racconta – che era la prima domanda di qualunque intervista.Un incubo.

In realtà – confessa – se uno mi vede di persona capisce che non è così e che sono solo molto fotogenica”.  L’amore ha un ruolo importante nella vita dell’attrice che però, prima di quello ‘romantico’, parla del suo amore per gli altri: “E’ una cosa che mi definisce, ci tengo al fatto che le persone stiano bene, mi prendo cura delle persone che conosco e anche di alcune che non conosco, come i miei 12 bambini adottati a distanza in India, mi fa stare bene e mi dà un senso aiutare specialmente le donne.Ti rendi conto che questo tipo di amore ti arricchisce, e ricevi sempre molto più di quanto dai”.

Quanto a una relazione sentimentale confessa: “In questo momento non c’è ma non sono chiusa ad accoglierla.Sicuramente oggi sono molto più selettiva, perché dopo la mia ultima storia, ho voluto capire perché finivo sempre con un certo tipo di persone, perché i discorsi e le liti finivano sempre in un senso, insomma il perché di queste coazioni a ripetere.

E la risposta quasi sempre è stata il mio cercare a tutti i costi una famiglia.Fino a quando mi sono resa conto che la mia famiglia è mio figlio, i pochissimi amici veri, che si contano su una mano, per i quali farei qualsiasi cosa e loro farebbero lo stesso per me, insomma le persone del cuore.

A differenza della famiglia di sangue che è un terno a lotto, un dado estratto, che non ti scegli, la famiglia di cuore la scegli tu!”.  Capitolo sogni: quelli notturni e quelli ad occhi aperti. “Per un lunghissimo periodo della mia vita – racconta – sognavo case distrutte.E come la psicoterapia ci insegna, la casa è il simbolo di come ci sentiamo, dunque non stavo un granché.

Poi ho cominciato a lavorarci sopra e le case in sogno era in ristrutturazione, fino a quando sono arrivata a sognare case con giardini, piscine, uccellini.Poi non le ho sognate più.

Evidentemente il lavoro ha funzionato.Oggi non mi serve più un aiuto di quel tipo ma se dovesse servirmi non avrei il minimo problema o pregiudizio a riprenderlo”.

Mentre sui sogni futuri, niente voli pindarici ma cose concrete e anche semplici: “L’augurio è stare in salute perché, quando sarà, vorrò essere una nonna presente, il che non significa rompiscatole o invadente.Sogno di stare in pace con me stessa e con gli altri, perché ho vissuto troppi anni tormentata”.

E infine: “Se dovessi incontrare un uomo capace di condividere delle sane risate ben venga.Sì – conclude Nancy Brilli – il mio augurio è di essere di buonumore tutti i giorni. (di Federica Iannetti) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaticano, Vicario di Roma De Donatis nominato Penitenziere Maggiore

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(Adnkronos) – Il Papa ha nominato Penitenziere Maggiore il cardinale Angelo De Donatis, finora Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano.Lo fa sapere il Vaticano.

Il cardinale De Donatis prende il posto del card.Mauro Piacenza -che a settembre compirà 80 anni – come Penitenziere Maggiore del Tribunale della Penitenziaria apostolica.

De Donatis lascia così l’importante carica di Vicario di Roma. Almeno per ora l’incarico di Vicario generale di Roma resta vacante.Il Pontefice, che oggi ha nominato l’attuale Vicario De Donatis a capo del ‘Tribunale delle anime’, non ha al momento provveduto a nominare il successore.

Una nomina attesa ancor più in vista del Giubileo 2025.  Resta quindi al momento vacante l’incarico di Vicario del Papa per la Diocesi di Roma.E’ l’effetto della nomina papale del cardinale Angelo De Donatis, 70 anni, finora vicario per la Diocesi di Roma, a Penitenziere Maggiore.

Insieme a De Donatis se ne è andato, come ha disposto il Pontefice, anche mons.Daniele Libanori, il gesuita finora vescovo ausiliare di Roma che il Papa ha nominato suo assessore per la Vita Consacrata.

Cresce dunque ora l’attesa per il nuovo vicario generale per la Diocesi di Roma – il Pontefice non lo ha ancora nominato – anche in vista del Giubileo 2025.De Donatis, al ‘Tribubake delle anime’ sostituisce il card.

Mauro Piacenza che a settembre compie 80 anni. Nato il 4 gennaio 1954 a Casarano (Lecce), De Donatis e’ stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò‑Gallipoli e incardinato nella diocesi di Roma dal 28 novembre 1983.Nel suo ministero presso la Diocesi di Roma ha svolto numerosi incarichi, tra i quali, ricorda il Vicariato di Roma, quello di direttore spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore dal 1990 al 2003 e di parroco di San Marco Evangelista al Campidoglio dal 2033 al 2015.

Nel 1989 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il 10 aprile 1990 Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato cappellano di Sua Santità.Dal 1° dicembre 2007 è Assistente Spirituale dell’Associazione Don Andrea Santoro.

Dal 2014 al 2017 è stato incaricato del Servizio per la Formazione Permanente del Clero. È stato membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori.Nel 2014 è stato chiamato da Papa Francesco a predicare gli Esercizi spirituali alla Curia romana in occasione della Quaresima.

Il 14 settembre 2015 viene nominato da Papa Francesco Vescovo titolare di Mottola e Ausiliare di Roma, incaricato per la Formazione Permanente del Clero.Il 26 maggio 2017 Papa Francesco lo ha nominato, elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovile, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense.

Il 28 giugno 2018 durante il concistoro è stato creato cardinale da Papa Francesco.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Troppe bombe russe, pochi missili per difendersi: Ucraina lancia ancora l’allarme

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(Adnkronos) – L’Ucraina potrebbe rimanere senza missili di difesa aerea se Mosca dovesse continuare i bombardamenti al ritmo dell’ultimo mese.A lanciare l’allarme è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un discorso trasmesso ieri sera in tv. “Se continuano a colpire ogni giorno come hanno fatto nell’ultimo mese, potremmo rimanere senza missili, e i partner lo sanno”, ha affermato Zelensky, in quello che è il più duro monito lanciato di recente all’Occidente sul deterioramento della situazione per l’Ucraina.  Il leader di Kiev ha sottolineato che, sebbene l’Ucraina abbia abbastanza scorte di difesa aerea per la crisi immediata posta dall’offensiva russa, è costretta a fare scelte difficili su cosa proteggere, ribadendo la necessità di ricevere i Patriot.

Secondo Zelensky, sono necessari 25 di questi sistemi di difesa aerea per coprire completamente il Paese. I soldati ucraini “vengono attaccati in modo massiccio e direi anche regolarmente da bombe aeree guidate che spazzano via le nostre posizioni”, l’allarme lanciato quindi dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in dichiarazioni rilasciate al Financial Times. “Sono molto semplici in sostanza, quindi non puoi bloccarle, non puoi nasconderti da loro.L’unico modo per metterti in salvo è abbattere il bombardiere che le trasporta”, ha spiegato Kuleba. Secondo i dati diffusi dalle autorità ucraine, i russi hanno attaccato l’Ucraina con circa 3.500 bombe aeree guidate solo quest’anno, un aumento di 16 volte rispetto al 2023.

Solo nella terza settimana di marzo, la Russia “ha lanciato oltre 700 bombe aeree guidate”, ha denunciato il presidente Zelensky. Una nuova ondata di attacchi è stata intanto lanciata nella notte dalla Russia contro l’Ucraina.Ukrainska Pravda riferisce che tre persone sono rimaste ferite in un attacco con i droni a Kharkiv, la seconda città più importante del Paese negli ultimi giorni martellata dai russi.

Si tratta di due uomini di 87 e 62 anni e di una donna di 64.Intanto lo Stato Maggiore di Kiev, in un nuovo rapporto, ha indicato che “tutti” i 17 droni di tipo ‘Shahed’ utilizzati dalla Russia per attaccare l’Ucraina nelle scorse ore sono stati “abbattuti”. Una donna è morta in un raid russo che ha preso di mira un’area residenziale di Kupyansk, nel’oblast di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina.

Lo hanno indicato i media locali, precisando che una bomba aerea guidata russa ha colpito un palazzo di quattro piani e che la donna è morta dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, Follini: “Liste Pd? Sembra Festival di Sanremo, partito ancora in cerca d’autore”

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(Adnkronos) – “Nel gioco di società delle candidature europee il partito democratico è quello che sembra destinato a pagare il pegno più alto.Degli altri infatti si parla poco e con una certa discrezione, quasi ad usare loro una sorta di riguardo.

Mentre le scelte su cui in queste ore si arrovellano al Nazareno sono quasi sempre oggetto di uno scrutinio fin troppo malizioso.Non per caso, temo.

Il fatto è che il Pd copre fin dalle sue origini l’area politica più estesa.Si cominciò mettendo insieme eredi del Pci e della Dc, quasi a voler riscrivere, o almeno aggiornare, la storia del dopoguerra.

Si proseguì affastellando entrate e uscite, e poi rientri, come a dar l’idea di un cantiere politico in perenne movimento.Nel frattempo si sono fatte e disfatte correnti di tutti i tipi.

Che esistono anche negli altri partiti, s’intende.Ma che tra i democrat sembrano sempre alludere a fondamentali e assai controverse questioni di principio.  Così oggi il Pd sembra avere ancora un’identità incerta.

O almeno troppo multiforme.E ogni candidatura che si affaccia, ogni lista che si forma e poi si rimaneggia, ogni promozione e ogni esclusione finiscono per descrivere un partito alla perenne ricerca di se stesso.

Non è la divisione del passato congresso, bene o male superato dagli eventi.Piuttosto è la tendenza a cavalcare ogni argomento, ogni personalità, ogni novità facendone il fulcro di una discussione quasi esistenziale sul proprio carattere politico.

Così, se da un lato si schierano candidati ultrapacifisti, altri si premurano di tenere il punto sul sostegno a Kiev.  Se alcuni sono chiamati a tenere alta la tradizione del cattolicesimo democratico subito vi si affiancano i fautori più estremi del radicalismo laico.E se alcuni rivendicano il valore della fatica parlamentare, anche la meno visibile e blasonata, altri pensano piuttosto che solo i nomi di fantasia, i più glamour, i più lontani dalla tradizionale militanza politica possono dare smalto e visibilità alla campagna elettorale.

Forse non sarà l’Isola dei famosi, evocata con intelligente malizia da Pina Picerno.Ma almeno rischia di essere una sorta di Festival di Sanremo in edizione minore (e inevitabilmente assai meno seguita).

Perfino la povera Ilaria Salis, che non deve essere mai entrata in una sezione del Pd e mai neppure averlo votato in qualche contesa elettorale, per un attimo è sembrata anche lei precettata in una lista, non si sa bene dove.  Ora, tutta questa gran quantità di andirivieni, dentro e fuori dalle liste, con ordini numerici variabili a seconda della giornata (a cominciare da quelli di Elly Schlein, candidata ma verosimilmente non capolista) non sono affatto segno di malcostume.Si può dire anzi che rivelino una sensibilità politica non banale.

E però alludono anche, inevitabilmente, a una certa confusione strategica.Poiché appunto ogni nome e ogni numero che viene assegnato sulla lista, facendolo scendere o salire nella griglia di partenza, finiscono per evocare una sorta di dilemma esistenziale.

Quasi che il profilo politico del partito venisse continuamente disegnato e ridisegnato in funzione appunto del variare di questi nomi e questi numeri.Il fatto è che un partito può essere molto diviso, e senza nessuno scandalo, solo se è molto unito.

Non sembri troppo paradossale.Infatti un partito che ha una chiara idea di sé può aprirsi verso figure anche lontane senza temere di venirne snaturato.

E un partito che non si sente troppo in forse, troppo in bilico, troppo fragile, che non ha bisogno cioè di rinnovare ogni giorno la propria immagine e il proprio profilo, può affrontare senza ansie il va e vieni delle liste.  Ma se invece è proprio a quel va e vieni che si affida la definizione più precisa della propria rinnovata carta d’identità si finisce per trasmettere anche al proprio elettorato una fondamentale incertezza su se stessi.Quasi fosse ancora un partito in cerca d’autore.

Post scriptum.E forse anche la triste parabola dell’ex campo largo, giunta al suo epilogo in queste ore, altro non è che l’ultima propaggine di questa confusione strategica. (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Montecarlo, oggi italiani in campo: come vedere match in tv e streaming

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(Adnkronos) – Tre italiani in campo oggi nel primo turno dell’Atp Masters 1000 di Montecarlo, in diretta tv e streaming.Nel torneo del Principato, in attesa del debutto di Jannik Sinner che entrerà in scena nel secondo turno, il programma di domenica 7 aprile si apre con il match che Luca Nardi, proveniente dalle qualificazioni, gioca contro il francese Alex Muller.

Impegno proibitivo per Lorenzo Musetti, opposto allo statunitense Tommy Fritz, testa di serie numero 13, nel quinto e ultimo incontro in programma sul Campo Centrale, in linea di massima non prima delle 18 di oggi.Nel primo pomeriggio, sul Court des Princes, tocca invece a Lorenzo Sonego, che esordisce contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut, avversario insidioso sulla terra rossa. L’Atp Masters 1000 di Montecarlo viene trasmesso in tv via satellite da Sky.

Gli incontri di oggi verranno trasmessi dalle 13 alle 19 su Sky Sport Tennis e dalle 14 alle 16.30 anche su Sky Sport Uno.In streaming, i match sono visibili su Now.

Gli incontri sono disponibili anche sull’app Sky Go. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Hamas del 7 ottobre, Guterres: “Niente può giustificare orrore”

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(Adnkronos) – “Il 7 ottobre è un giorno di dolore per Israele e per il mondo.Niente può giustificare l’orrore scatenato da Hamas.

Condanno ancora una volta l’uso della violenza sessuale, della tortura e del rapimento di civili e chiedo il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi”.Così sul social X il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a sei mesi esatti di distanza dalla strage di Hamas.  Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, è partito per Roma insieme a una delegazione di familiari degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza.

Secondo quanto riporta il sito del Jerusalem Post, che cita il ministero degli Esteri dello Stato ebraico, Katz vedrà diversi rappresentanti del governo italiano inclusi il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ed il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.Katz incontrerà anche i leader della comunità ebraica a Roma.

Secondo il sito di Maariv, invece, il ministro israeliano incontrerà anche il titolare della Difesa, Guido Crosetto ed il ministro dell’Interno, Matteo Piantadosi. Sospetto attacco contro un bus con a bordo israeliani in Cisgiordania, tra le località palestinesi di Azzun e Nabi Ilyas.Secondo quanto riporta il Times of Israel, due israeliani sono rimasti feriti.

Uno si trovava a bordo del bus colpito dagli spari, il secondo in un’auto.La dinamica del presunto attacco non è ancora chiara e sul posto si trova un’equipe di medici. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intanto annunciato la morte di altri quattro soldati, uccisi ieri pomeriggio durante scontri con Hamas nel sud della Striscia di Gaza.

Si tratta del capitano Ido Baruch, 21 anni, del sergente Amitai Even Shoshan, 20 anni, del sergente Ilai Zair, 20 anni e del sergente Reef Harush, 20 anni.Secondo una nota, i quattro sono stati colpiti a Khan Younis da uomini armati che sono usciti da un tunnel situato in un edificio distrutto e hanno aperto il fuoco contro una pattuglia.

Sale così a 260 il numero dei militari israeliani che hanno perso la vita dall’inizio dell’offensiva di terra nell’enclave palestinese.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tragico incidente su statale in provincia di Salerno, morti 2 carabinieri

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(Adnkronos) – Due giovani carabinieri sono morti, altre quattro persone sono rimaste ferite. È il tragico bilancio di un incidente stradale avvenuto poco prima di mezzanotte lungo la strada statale 91 a Campagna, in provincia di Salerno.A perdere la vita il maresciallo Francesco Pastore, 25 anni, e l’appuntato scelto Domenico Ferraro, 27 anni, entrambi impegnati in un’attività di prevenzione e controllo del territorio ed effettivi proprio alla stazione carabinieri di Campagna.

Rimasto ferito anche un altro maresciallo.Per estrarre dalle lamiere i due corpi ormai senza vita dei carabinieri è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Secondo una prima ricostruzione, almeno tre auto sono rimaste coinvolte nel tragico incidente.

Un suv si sarebbe scontrato frontalmente con l’auto di servizio dell’Arma, impattando contro una terza vettura.Nel terribile incidente sono rimasti feriti la 31enne alla guida del suv, una passeggera 18enne e il 75enne alla guida della terza automobile, ricoverati agli ospedali di Battipaglia e Oliveto Citra.

In prognosi riservata il terzo carabiniere, ricoverato all’ospedale di Eboli.In corso la ricostruzione esatta della dinamica dell’incidente. Le salme dei due giovani carabinieri di origini pugliesi saranno rilasciate già nel pomeriggio. “Siamo vicini alle famiglie di due bravi e giovani carabinieri” ha detto, commosso, il comandante provinciale Filippo Melchiorre.

I familiari delle due vittime hanno raggiunto in nottata l’ospedale di Eboli, dove si trovano i corpi dei due carabinieri, morti mentre erano in servizio.Nelle prossime ore, la Procura dovrebbe quindi già rilasciare le salme, che viaggeranno verso la Puglia per i funerali.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sei mesi di guerra contro Hamas, Israele “senza exit strategy né piani per il futuro”

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(Adnkronos) – A sei mesi dall’inizio della guerra a Gaza “la pazienza degli alleati di Israele si sta esaurendo.Mentre il bilancio delle vittime nell’enclave continua a salire, diventa sempre più chiaro che Israele non ha un piano realizzabile su come porre fine alla guerra o su cosa verrà dopo”.

Inizia così l’analisi di Ivana Kottasova, che per la Cnn traccia il bilancio della strategia dello Stato Ebraico dal 7 ottobre ad oggi.Una strategia che sembra essere poco efficace, tra obiettivi mai raggiunti e il rifiuto di Netanyahu a cambiare rotta. La determinazione nel continuare a perseguire Hamas a Gaza nonostante le orribili conseguenze umanitarie, si legge ancora, sta lasciando Israele “sempre più isolato sulla scena globale”, con il suo governo che deve far fronte a pressioni da tutte le parti. “Molteplici organizzazioni internazionali hanno avvertito che Israele potrebbe commettere un genocidio e anche i più stretti alleati del paese stanno ora criticando apertamente il primo ministro Benjamin Netanyahu.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito crescono le richieste di fermare le spedizioni di armi verso Israele.Allo stesso tempo, Netanyahu e il suo governo sono sottoposti a crescenti pressioni in patria, con i manifestanti tornati in strada in gran numero per chiedere le sue dimissioni”, spiega Kottasova. Israele ha lanciato la guerra subito dopo i mortali attacchi terroristici del 7 ottobre da parte di Hamas.

All’epoca, il governo israeliano aveva affermato che l’operazione aveva due obiettivi: eliminare Hamas e riportare a Gaza gli ostaggi presi dai militanti.Ma, nota la Cnn, a sei mesi dall’inizio del conflitto, nessuno dei due obiettivi è stato raggiunto. Infatti, mentre le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver ucciso migliaia di combattenti di Hamas, la maggior parte dei massimi dirigenti del gruppo a Gaza, incluso Yayha Sinwar, continua a sfuggirgli, e i leader politici di Hamas si trovano all’estero.

Più di 100 ostaggi sono stati liberati, scambiati con palestinesi detenuti nelle carceri israeliane come parte di un accordo di tregua con Hamas alla fine di novembre.Ma circa 130 ostaggi, di cui 99 che si ritiene siano ancora vivi, rimangono a Gaza. Nel frattempo, il bilancio della guerra nella Striscia “è orrendo: più di 33.000 persone, tra cui migliaia di bambini, sono state uccise dal 7 ottobre secondo il Ministero della Sanità di Gaza.

Oltre a ciò, circa 75.000 persone sono rimaste ferite e più di un milione sono sull’orlo della fame, affrontando quella che le organizzazioni internazionali definiscono una carestia ‘imminente’. “Penso che (la guerra) abbia già superato di gran lunga le aspettative di chiunque in termini di durata, intensità, portata e mortalità, e non c’è fine in vista”, ha affermato alla Cnn Khaled Elgindy, membro senior e direttore del Programma su Palestina e Israele presso il Middle East Institute. Eppure, nota la Cnn, Netanyahu si rifiuta di cambiare rotta. “Sebbene abbia promesso di consentire maggiori aiuti a Gaza a seguito di un ultimatum del presidente degli Stati Uniti Joe Biden questa settimana” il premier israeliano “ha respinto le richieste di un cessate il fuoco umanitario e di un ripensamento del suo piano per invadere Rafah, la città meridionale di Gaza dove si trovano più di un milione di persone”. “Non esiste un piano praticabile per il futuro di Gaza, non solo per il giorno dopo, ma anche per oggi.Nessuno sa quando finirà questa guerra, come finirà”, ha detto ancora Elgindy alla Cnn. Diversi esperti hanno inoltre spiegato alla Cnn che Israele si trova ad affrontare una situazione impossibile perché l’obiettivo che si è prefissato – eliminare Hamas – è irraggiungibile.

Perché?Perché l’organizzazione terroristica è molto popolare a livello nazionale.

Hamas, infatti, ha dominato Gaza sin da quando ha preso il potere nel 2007 controllando tutti gli organi governativi e di sicurezza, nonché i sistemi sanitari, educativi e sociali. “Israele non può raggiungere il suo obiettivo dichiarato di eliminare Hamas, perché Hamas è parte integrante della società palestinese in Cisgiordania e Gaza.La sua popolarità è aumentata negli ultimi mesi”, ha spiegato quindi Nathan Thrall, un esperto del conflitto arabo-israeliano. “Dopo che Israele ha dichiarato di aver sconfitto Hamas nel nord, ogni settimana i soldati israeliani muoiono nel nord, quindi è evidente che Hamas continuerà ad esistere dopo questa guerra, sia che Israele invada Rafah sia che non invada Rafah.

Hamas è una grande potenza sul campo e rimarrà tale anche alla fine di questa guerra”, ha affermato.Ciò significa che i leader israeliani non hanno una via d’uscita praticabile dal conflitto, ha spiegato Thrall. “Le opzioni realistiche di fronte a loro sono continuare ad occupare Gaza indefinitamente, cosa che la maggior parte degli israeliani non vuole fare, o, in alternativa, lasciare Gaza e far sì che Hamas sia la potenza più forte sul terreno, indipendentemente dal fatto che sia o meno il volto ufficiale del paese”, ha detto ancora alla Cnn. Elgindy ha anche sottolineato che l’obiettivo di distruggere Hamas non è mai stato realistico. “Penso che anche i funzionari americani si rendano conto, tardivamente, che è una totale follia” così come “permettere che l’orrore continui, come se l’obiettivo di distruggere Hamas fosse più importante di qualsiasi altra cosa al mondo, inclusa la sicurezza futura di Israele”.

Il perché, secondo Thrall, è presto detto: “Ora ci sono 30.000 persone morte, 17.000 orfani… quale sarà la loro visione di Israele e degli Stati Uniti quando cresceranno?”, si chiede. Prima degli attentati del 7 ottobre, spiega ancora la Cnn, “Israele era un paese politicamente diviso, paralizzato da mesi di proteste su larga scala contro Netanyahu e il suo governo, il più di destra della storia di Israele, e in particolare dalla proposta di revisione giudiziaria del primo ministro.Ma mentre permangono queste divisioni politiche, la stragrande maggioranza degli israeliani sostiene la guerra a Gaza, nonostante la protesta internazionale per l’impatto devastante sui civili palestinesi”. “L’opinione pubblica israeliana è ancora traumatizzata dal 7 ottobre, è ancora in modalità vendetta, alcuni non vogliono che entri nemmeno il cibo.

Anche se non accettiamo che sia giusto, possiamo capire qual è il loro stato d’animo”, ha detto quindi Elgindy, aggiungendo che, sebbene comprensibile considerati gli orrori degli attacchi terroristici del 7 ottobre, questa mentalità non dovrebbe influenzare la politica internazionale: “Non possiamo permettere che questo stato d’animo detti le politiche degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Unione Europea. È necessario che gli adulti dicano ‘questo non è accettabile; non puoi usare la fame come arma’.In altre parole, non importa che l’opinione pubblica israeliana non sia dell’umore giusto per fermare questa guerra.

Bisogna imporglielo”. Harel Chorev, ricercatore senior presso il Centro Moshe Dayan per gli studi mediorientali e africani dell’Università di Tel Aviv, ha quindi spiegato alla Cnn che la mancanza di un piano concreto da parte di Israele sta danneggiando sempre più le sue relazioni con i suoi alleati. “I nostri amici – America in primis, Gran Bretagna, Germania, Francia – non si fidano del governo, che sanno quello che fanno, che hanno un piano strategico per il futuro; non si fidano di noi per fare la cosa giusta”, ha sottolineato. Netanyahu ha svelato il suo piano per un futuro di Gaza dopo Hamas alla fine di febbraio, chiedendo la “completa smilitarizzazione” dell’enclave palestinese e la chiusura del confine meridionale del territorio con l’Egitto, nonché la revisione dell’amministrazione civile e dei sistemi educativi della Striscia.Ha inoltre respinto qualsiasi pressione da parte della comunità internazionale per il riconoscimento di uno Stato palestinese.

Ma molte delle proposte sono state direttamente contrastate dai principali attori al tavolo delle trattative, tra cui Stati Uniti, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Allo stesso tempo, “Israele continua a rifiutarsi anche solo di prendere in considerazione altre proposte per il futuro di Gaza”, ha spiegato ancora alla Cnn H.A.Hellyer, ricercatore associato senior in studi sulla sicurezza presso il Royal United Services Institute (RUSI) di Londra. “Ci sono molti piani credibili, ma nessuno di essi è realizzabile, francamente, a causa di un ostacolo” cioè “gli israeliani” che “hanno reso molto chiaro che intendono avere il pieno controllo della sicurezza sull’intero territorio, il che ovviamente getta una chiave inattuabile nel funzionamento di qualsiasi piano che cerchi di delegare l’autorità a qualsiasi altra entità”, ha detto. Netanyahu ha precedentemente respinto anche l’ipotesi che l’Autorità Palestinese, che amministra parti della Cisgiordania occupata, possa assumere il controllo di Gaza, sebbene il piano delineato a febbraio non ne faccia menzione.

Il piano prevede invece che siano “enti locali” a gestire il servizio civile.Una previsione lasciata “volutamente vaga e che può essere interpretata in vari modi.

Possono essere gruppi locali, come alcuni lo hanno interpretato, ma può essere interpretato anche come un’Autorità Palestinese rivitalizzata”, ha detto Chorev. “Molto probabilmente ciò che accadrà è che ci sarà una presenza militare israeliana sul terreno a tempo indeterminato”, ha detto Elgindy. “Si avrà un qualcosa come un crollo della legge e dell’ordine e sempre più caos.Quindi vedremo signori della guerra, bande, clan… Gaza è diventata un luogo non realmente vivibile.

Se c’è qualcuno là fuori che crede che questa sia una situazione che porterà sicurezza e protezione agli israeliani, è un concetto completamente delirante”, ha tuonato.Le proposte per stabilire un controllo di sicurezza internazionale temporaneo su Gaza non sono realizzabili data la posizione di Israele, dicono quindi gli esperti interpellati dalla Cnn. “Se Israele ammettesse di essere una potenza occupante che ha bisogno di ritirarsi, proprio come insiste la quasi totalità della comunità internazionale, e di non rivendicare i diritti di controllo della sicurezza sul territorio in violazione del diritto internazionale, allora si potrebbe avere qualcosa è simile alla Kfor in Kosovo, una forza internazionale come transizione affinché i palestinesi si assumano la responsabilità del territorio”, ha detto quindi Hellyer, riferendosi alla forza di mantenimento della pace guidata dalla Nato che opera in Kosovo. Thrall ha anche affermato che la maggior parte dei tentativi di trovare piani alternativi non sono realistici a causa della posizione di Israele, piani che “richiederebbero di esercitare un’enorme pressione su Israele” mentre spiega che “chiunque potenzialmente sostituisca Netanyahu come primo ministro probabilmente proporrebbe piani simili” a quelli del primo ministro israeliano. Benny Gantz, che questa settimana ha chiesto elezioni anticipate ed è ampiamente considerato un probabile successore di Netanyahu, se e quando gli israeliani voteranno, è un membro del governo di guerra di Netanyahu e “non ha idee significativamente diverse per Gaza o per il futuro di Israele, Palestina o per la sovranità palestinese”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verstappen vince Gp Giappone e doppietta Red Bull. Sainz terzo con Ferrari

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(Adnkronos) –
Max Verstappen vince il Gp del Giappone, quarto appuntamento del Mondiale 2024 di Formula 1, e la Red Bull fa doppietta oggi sul circuito di Suzuka.Carlos Sainz, con la Ferrari, chiude al terzo posto davanti alla rossa del compagno di squadra Charles Leclerc, quarto.

Verstappen, campione del mondo in carica, scatta dalla pole position e domina la gara centrando la terza vittoria stagionale e la 57esima della carriera. L’olandese, leader iridato, precede il compagno di squadra, il messicano Sergio Perez che completa la terza doppietta del 2024.Sainz agguanta il terzo posto con il sorpasso nel 46esimo dei 53 giri ai danni di Leclerc, che deve accontentarsi della quarta piazza. Alle spalle delle rosse, quinto posto per la McLaren del britannico Lando Norris, seguito dalla Aston Martin dello spagnolo Fernando Alonso, dalla Mercedes del britannico George Russell e dalla McLaren dell’australiano Oscar Piastri.

A completare la top ten, la Mercedes del britannico Lewis Hamilton e la RB del giapponese Yuki Tsunoda.  Al via, la RB di Daniel Ricciardo innesca un incidente che coinvolge anche la Williams di Alex Albon: bandiera rossa, gara bloccata.Si riparte dopo mezz’ora e stavolta fila tutto liscio.

Verstappen difende la prima posizione e gradualmente guadagna terreno su Perez: dopo 10 giri, ha circa 3” sul compagno di squadra. Le Ferrari di Sainz e Leclerc, che supera Hamilton nelle prime battute, marciano in quarta e settima posizione fino alla prima serie di pit-stop che scatta attorno al 16esimo giro.  
La Ferrari sceglie la strategia con una sola sosta per Leclerc, che rimane in pista con una gomma usurata e si toglie lo sfizio di guidare la gara.Verstappen, con gomme fresche, ricuce il gap dalla Ferrari e si riprende la prima posizione nella 21esima tornata.

Il monegasco cede la seconda posizione a Perez nel 26esimo giro, quando commette un errore che precede l’inevitabile rientro ai box per il pit-stop. Al giro di boa, la Red Bull del campione del mondo viaggia tranquilla con 10” di vantaggio su Perez.La Ferrari insegue con Sainz terzo a 15” dal leader in una situazione che appare cristallizzata.

Verstappen sbriga la formalità del secondo pit-stop al 35esimo giro, seguito da Perez e da Sainz, che si ritrova in settima posizione al rientro in pista.Lo spagnolo sfrutta il nuovo treno di gomme per iniziare la risalita verso il podio.  Con le Red Bull in totale controllo davanti, si accende la sfida per il terzo posto.

Leclerc prova a gestire un paio di secondi di vantaggio sulla McLaren di Lando Norris e sulla rossa di Sainz, che effettua il sorpasso nel 44esimo giro e si incolla alla monoposto del compagno di squadra.Lo spagnolo attacca e in rettilineo, nella 46esima tornata, mette a segno il sorpasso che gli regala il terzo posto. E’ l’ultimo sussulto della giornata, l’ultima porzione di gara è una sfilata verso la bandiera a scacchi.

La Red Bull trionfa e fa il pieno, Verstappen rimane l’uomo da battere anche nel 2024.La Ferrari, con Sainz prima guida rispetto a Leclerc, si conferma l’unica monoposto in grado di impensierire il team con le ali.

Il Mondiale continua tra 2 settimane con il Gp dela Cina in programma il 21 aprile. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cambio di proprietà AGI: con il Governo Meloni Angelucci subentra a ENI

 L’affare da 30 milioni, incluso un bonus pubblicitario di 5 milioni, nel recente cambio di proprietà dell’Agenzia Giornalistica AGI da ENI, porta alla ribalta l’interconnessione tra politica, economia e media, accendendo il dibattito sulla libertà di stampa e la diversità dei media.

Impatto sull’indipendenza giornalistica

Cambio di proprietà per l’Agenzia Giornalistica AGI: Angelucci subentra a ENI sotto il Governo Meloni

Angelucci, esponente leghista di rilievo, assume il controllo dell’AGI, affare del valore di 30 milioni.L’operazione comprende una regalia di cassa di 5 milioni derivanti dagli incassi per la pubblicità .

Il Cambio di proprietà solleva dubbi sull’imparzialità e l’indipendenza politica dell’agenzia.

ENI, ex azionista di AGI, cede la sua quota, alimentando preoccupazioni sul controllo politico dei media.

Il passaggio di proprietà mette in evidenza l’intreccio tra politica, economia e giornalismo.L’acquisizione potrebbe influenzare la narrazione mediatica e la copertura politica.

Il cambio di gestione alimenta discussioni sulla libertà di stampa e l’indipendenza giornalistica.Questo trasferimento di controllo solleva interrogativi sulla pluralità e diversità dei media.

Più attività fisica a scuola e risveglio muscoli in prima ora: la proposta del pediatra

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(Adnkronos) – Weekend in bicicletta, più parchi pubblici e meno computer e cellulari.Ma soprattutto più sport a scuola. “È scontato che si debba incrementare costantemente il movimento e combattere la sedentarietà e l’eccessiva dipendenza di bambini e ragazzi dai supporti elettronici.

Io continuo a consigliare di frequentare maggiormente i parchi pubblici.Il sabato le famiglie potrebbero andare in bicicletta, piuttosto che restare in casa.

Sono piccole cose di facile attuazione.Però colgo l’occasione” offerta dalla Giornata mondiale dell’attività fisica, che si celebra oggi, sabato 6 aprile, “per accendere i riflettori su un settore assolutamente negletto e chiedere di implementare maggiormente l’attività fisica nelle scuole”.

Come? “A cominciare da una prima ora di ‘risveglio muscolare'”.E’ la proposta del pediatra Italo Farnetani, che rilancia il monito sull’importanza di garantire ai giovanissimi italiani una vita attiva fin dai primi anni di scuola.  “E’ vero che c’è l’ora di educazione motoria – evidenzia l’esperto all’Adnkronos Salute – però soprattutto nelle scuole secondarie, e in particolare alle superiori, viene praticata poco e modo discontinuo.

Non avendo poi la possibilità di effettuare la doccia dopo l’esercizio fisico intenso”, né in diversi casi le attrezzature, “l’attività è anche limitata.La mia proposta è che, all’arrivo a scuola, soprattutto durante la prima ora di lezione quando ancora l’organismo non è arrivato completamente ai ritmi normali di apprendimento – cosa che avviene dopo le 10.30 – sarebbe bene concentrare le lezioni di educazione fisica.

Sarebbe un ottimo risveglio muscolare e permetterebbe di praticare attività fisica quando lo studente è più riposato”, garantendone un’attivazione anche mentale. Il vantaggio, conclude il professore ordinario di pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta, “è anche didattico perché l’apprendimento, soprattutto quello legato alla memoria a breve termine, inizia dopo le 10 e nelle prime due ore, soprattutto in quella iniziale, l’attività cognitiva non è al suo massimo.Sarebbe quindi opportuno concentrare qui le lezioni di educazione motoria, invece di far fare subito compiti in classe o spiegare le lezioni quando ancora il cervello è parzialmente ‘addormentato’.

Meglio dunque partire – conclude – con un risveglio del corpo e della mente”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Domenica In, gli ospiti di oggi 7 aprile 2024: chi c’è in studio

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(Adnkronos) – Si apre con un ampio spazio dedicato ai Pooh – che oltre a presentare i loro prossimi impegni artistici, si esibiranno con alcuni grandi successi come “Uomini soli” e “Pensiero” – la puntata di “Domenica In” condotta da Mara Venier, in onda oggi domenica 7 aprile, dalle 14 alle 17.10 su Rai 1 e Rai Italia, in diretta dagli Studi “Fabrizio Frizzi” di Roma. L’attore e comico Francesco Paolantoni, poi, sarà protagonista di un’intervista tra carriera e vita privata oltre a presentare la nuova seria comedy “Il Santone 2”, su RaiPlay da venerdì 19 aprile.Chiara Francini, attrice e conduttrice, inoltre, presenterà il suo nuovo show “Forte e Chiara”, tre puntate in onda su Rai 1 da mercoledì 10 aprile, con la regia di Duccio Forzano.  E ancora, Edoardo Leo interverrà per presentare la nuova ed attesissima serie tv ‘Il Clandestino’, in onda su Rai 1 per sei puntate da lunedì 8 aprile, mentre la giornalista e conduttrice Serena Bortone si racconterà tra vita e lavoro, oltre a presentare il suo nuovo romanzo “A te così vicino”.

Spazio alla musica, infine, con Matteo Paolillo che si esibirà insieme a LDA con il nuovo singolo “Nun è cos”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Weekend a 30 gradi con anticiclone Narciso ma la ‘bolla calda’ finirà presto: le previsioni

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(Adnkronos) – Anticipo di estate in questo weekend con l’anticiclone Narciso che farà toccare punte di 30 gradi nei fondovalle alpini e nelle zone interne delle Isole Maggiori.Ma la bolla calda durerà poco.

Mattia Gussoni, meteorologo del sito ilMeteo.it, conferma la decisa rimonta dell’anticiclone subtropicale, in risalita dal rovente Sahara (già a 45°C) verso l’Italia e ancora più a Nord.L’alta pressione infatti si espanderà fino alla Polonia con valori termici eccezionali nel cuore del Continente: in Germania le temperature saranno circa 18°C oltre le medie del periodo.  
In Italia le temperature saliranno in modo anomalo soprattutto in montagna con lo zero termico a 4200 metri, un valore tipico di luglio.

Avremo quasi 20 gradi anche a 2.000 metri, dopo che una settimana fa registravamo abbondanti nevicate su tutta la catena alpina.Da Nord a Sud, in questo weekend registreremo temperature massime oltre i 24-25°C, con punte di 30°C specie nei fondovalle alpini e nelle zone interne delle Isole Maggiori. Lungo le coste, complice la temperatura marina ai minimi annuali (intorno ai 13-15°C come in estate il Canale della Manica), le massime non saliranno oltre i 23-24°C ma nelle zone interne l’alta pressione nordafricana comprimerà l’aria riscaldandola in modo deciso. Dal punto di vista meteo, oltre al caldo anomalo di questo inizio aprile, sono previste delle nubi isolate a ridosso della dorsale appenninica nelle prossime ore, mentre tra domenica pomeriggio e lunedì mattina ci sarà un aumento delle velature verso il Nord-Ovest: queste nubi alte saranno associate anche a un carico di Sabbia del Deserto e diventeranno sempre più spesse nella giornata di lunedì. E’ previsto, infatti, un ribaltone da lunedì sera: l’anticiclone ‘Narciso’ crollerà (come la figura mitologica che specchiandosi in un lago crollò dentro le acque lacustri) lasciando campo aperto a una perturbazione atlantica.

Questa perturbazione atlantica sarà associata ad aria più fredda e molto instabile al contatto con il primo caldo estivo accumulato in Pianura Padana nel weekend.Si temono grandinate di grosse dimensioni con temporali e raffiche di vento nella giornata di martedì 9 aprile. 
NEL DETTAGLIO
 
Domenica 7.

Al nord: estate; clima caldo per il periodo con 26-30°C.Al centro: soleggiato e caldo per il periodo; 28-30°C in Sardegna.

Al sud: bel tempo e caldo con punte di 30°C. 
Lunedì 8.Al nord: nubi in aumento verso il Nord-Ovest, clima caldo per il periodo con 26-30°C.

Al centro: soleggiato e caldo per il periodo; 28-30°C in Sardegna.Al sud: bel tempo e caldo con punte di 30°C. 
Tendenza.

Da martedì ciclone con grandine e temporali. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, caos Bari irrompe in lavoro su liste Pd: prossima settimana decisiva

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(Adnkronos) – La vicenda di Bari con la rottura del campo del centrosinistra, le primarie fatte saltare da Giuseppe Conte e la reazione dura di Elly Schlein hanno impresso un rallentamento al lavoro sulla composizione delle liste per le Europee in cui erano impegnati in questi giorni i vertici Dem.A quanto si riferisce, al centro degli ultimi confronti l’ipotesi del ‘panino’ prospettata nell’ultima segreteria Pd.

Ovvero civico capolista, a seguire un esponente Dem e, quindi, la stessa Schlein.Uno schema che ha provocato critiche trasversali sia dall’area riformista che dalla sinistra Dem, ma anche dagli eurodeputati uscenti e dalle donne, potenzialmente danneggiate da una griglia di questo tipo.  Tanto che la soluzione ‘panino’ potrebbe essere rivista e, riferisce chi sta lavorando la dossier, nelle ultime ore si sta affacciando l’ipotesi che Schlein si candidi ma non nella testa di lista, ma sotto in ordine alfabetico.

Un’ipotesi, appunto.Ma il fatto che la segretaria sia decisa ad essere in campo viene dato per certo, anche perché ogni rilevazione segnala il valore aggiunto, in termini di consensi per il Pd, di una sua presenza in lista.  Quanto ai nomi circolati (“un genere fantasy”, così Schlein ha definito il toto-nomi) resta in campo la candidatura di Marco Tarquinio, ex-direttore dell’Avvenire, ma non come capolista.

Viene esclusa, invece, quella di Piero Fassino pure circolata nei giorni scorsi, mentre è possibile la presenza di Andrea Orlando.Quanto a Stefano Bonaccini circolano indiscrezioni – non confermate – su un ripensamento rispetto alla corsa alle Europee.

Di certo un pezzo dei Dem spinge perché non lasci la guida della regione.Appelli a cui il presidente dell’Emilia Romagna non è insensibile ma resta il fatto che comunque tra un anno si tornerà al voto e, in assenza del terzo mandato, Bonaccini non potrà ricandidarsi.

Riflessioni che dovranno comunque essere sciolte in tempi stretti.La prossima settimana sarà decisiva.

La Direzione sulle liste è attesa a breve, attorno alla metà di aprile.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)