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Libri, da Bologna a Francoforte l’Italia ospite d’onore trainata da boom settore ragazzi

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(Adnkronos) – Alla 61esima edizione di Bologna Children’s Book Fair (Bcbf) si sente già aria di Francoforte.La partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore alla Frankfurter Buchmesse del prossimo ottobre è stata tra i temi al centro di questi primi giorni di programma della fiera dedicata a chi lavora nel campo dell’editoria e dei contenuti per bambini e ragazzi.

Due panel – a cura dell’Associazione Italiana Editori (Aie) – rivolti agli operatori stranieri ed un momento di networking hanno segnato la presenza di Italia Ospite d’Onore 2024 Fiera del Libro di Francoforte nei padiglioni di BolognaFiere.Presente nel capoluogo emiliano – riferisce una nota – anche il Commissario Straordinario del Governo, Mauro Mazza, che coordina le attività connesse alla partecipazione di ottobre con il supporto del ministero della Cultura e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. C’è grande interesse in Germania per il ritorno dell’Italia come Ospite d’Onore: a Bologna il Commissario ha incontrato una delegazione di giornalisti tedeschi specializzati nell’editoria con i quali si è soffermato sull’importanza del “libro per ragazzi come prima forma di compagnia che non prepara alla solitudine ma allo stare insieme con gli altri”.

La 76esima edizione della Buchmesse rappresenta una storica occasione per promuovere l’eccellenza dell’editoria e dell’industria editoriale italiana nel mondo.Come dimostrano i dati presentati di recente in una rielaborazione a cura dell’ufficio studi dell’Associazione italiana editori (Aie), il nostro Paese arriva a quest’appuntamento potendo contare su uno straordinario stato di forma dell’editoria nazionale per bambini e ragazzi grazie al significativo rafforzamento della vendita di diritti all’estero registrato negli ultimi decenni. Tra i padiglioni di BolognaFiere ha fatto il suo debutto grafico anche il manifesto “Radici nel futuro” realizzato dal maestro Lorenzo Mattotti in vista della partecipazione dell’Italia alla Buchmesse.

Una testimonianza emblematica del ruolo centrale che l’illustrazione – di cui la Bcbfluogo principe a livello internazionale – rivestirà nel programma italiano alla prossima Fiera del Libro di Francoforte. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo e Camilla, 19 anni di matrimonio: anniversario senza sfarzo per la coppia reale

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(Adnkronos) –
Il 9 aprile di 19 anni fa Carlo e Camilla si sposavano con una piccola cerimonia civile a Windsor, dopo una lunga relazione iniziata nei primi anni ’70 e a quasi 8 anni dalla morte della principessa Diana.L’anniversario del matrimonio dei sovrani britannici, date le condizioni di salute del re, non sarà niente di sfarzoso, prevedendo – secondo gli esperti reali – solo una cena e uno scambio di lettere e di regali.

Il 9 aprile, inoltre, è una ricorrenza poco felice per Charles, che proprio in questo giorno, tre anni fa, perse il padre.  Il commentatore reale Richard Fitzwilliams, ha dichiarato a Gb News che “il 9 aprile è anche la data della morte del principe Filippo, quindi sarà venata di tristezza”, aggiungendo che probabilmente il re Carlo e la regina Camilla celebreranno “in privato” il loro anniversario, ma “potrebbero benissimo pubblicare una fotografia”. La coppia reale si è sposata nel 2005, dopo essersi incontrata 35 anni prima a una partita di polo.Carlo e Camilla fecero la loro prima apparizione pubblica come coppia nel gennaio 1999.

Poiché il futuro re e la futura regina erano entrambi divorziati, scelsero una cerimonia civile seguita da una benedizione al Castello di Windsor.Fitzwiliams ha commentato il rapporto della coppia, affermando che “la regina Camilla è la roccia cui si aggrappa il re, sono perfettamente adatti l’uno per l’altro, con gli stessi interessi, amici e senso dell’umorismo.

Il fatto che lui soffra di una grave malattia li legherà ancora di più, poiché lei gli fornirà il sostegno emotivo fondamentale di cui ha bisogno in questo momento”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alimenti, Raimondo (Consorzio Mozzarella Dop): “Innovazione digitale per la trasparenza del comparto”

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(Adnkronos) – “L’obiettivo del nostro Consorzio è di potenziare sempre più la trasparenza del comparto, puntando sull’innovazione digitale.Questo progetto si aggiunge alla totale tracciabilità della filiera, che oggi, partendo da una singola mozzarella di bufala Dop, consente di risalire fino alla partita di latte con cui è stata prodotta.

L’ulteriore step realizzato eleva gli standard di efficienza della filiera e consente di differenziare ancor di più la Bufala campana Dop dalle altre mozzarelle in commercio”.Lo ha affermato Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, in occasione della presentazione, a Roma, nella sala Cavour del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del primo progetto in Italia realizzato da un Consorzio, che punta sull’intelligenza artificiale come strumento innovativo per la tutela di un prodotto Dop. “E’ un mezzo in più – ha sottolineato con Adnkronos/Labitalia – rispetto a quanto già facciamo, sempre per garantire i nostri consumatori quando comprano la mozzarella di bufala campana.

Questa nuova tecnologia basata sull’intelligenza artificiale raccoglie nel suo ‘cervello’ tutte le nostre etichette e ad ogni assonanza con la mozzarella di bufala campana o con l’area di produzione va a confrontare e se non è nel database delle nostre etichette autorizzate si accende un alert, così possiamo andare a verificare con le nostre squadre ispettive e nel caso di problemi a bloccare ed eventualmente denunciare il falso”. “Noi ci abbiamo creduto, ci abbiamo scommesso e credo che questo sia il nuovo orizzonte.Ben venga, dunque, un aiuto nel nostro campo, sempre per garantire ai nostri consumatori un prodotto sulle tavole originale e di eccellenza”, conclude.    —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mozzarella di bufala campana Dop, contro fake e italian sounding arriva ‘guardia virtuale’ che usa l’Ia

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(Adnkronos) – Una ‘guardia del corpo’ virtuale a tutela della mozzarella di bufala campana Dop.Si chiama ‘Nina’ (dal nome di una delle bufale più longeve e produttive nella storia del comparto) ed è il primo progetto in Italia realizzato da un Consorzio, che punta sull’intelligenza artificiale come strumento innovativo per la tutela di un prodotto Dop.

A lanciarlo il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che utilizzerà così l’intelligenza artificiale per l’attività di vigilanza contro le fake-mozzarelle e per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding.  L’iniziativa è stata presentata oggi, a Roma, nella sala Cavour del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.All’incontro con i giornalisti sono intervenuti: Matteo Lorito, rettore dell’Università Federico II di Napoli e presidente del Comitato scientifico del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop; Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela; Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio; Angela Nobile, responsabile settore Vigilanza del Consorzio; Giorgio Ciardella, Cto Farzati Spa.

A portare i saluti del ministero dell’Agricoltura il capo dipartimento Marco Lupo.Ha moderato Mauro Rosati, direttore di Origin Italia, che, aprendo i lavori, ha sottolineato come la mozzarella sia un prodotto che rappresenta il fulcro dell’innovazione nel sistema di produzione agroalimentare. Il progetto, ideato dal Consorzio, è stato commissionato alla società Farzati spa, che ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale, in grado di apprendere e riconoscere i pattern di autenticità degli incarti. Il nuovo sistema si basa su una piattaforma che sfrutta l’intelligenza artificiale in un processo di miglioramento continuo.

L’Ia cerca e verifica sul web, con tecniche di ‘scraping’, tutti i riferimenti che incontra sulla Mozzarella di Bufala Campana Dop, analizza in base a delle regole di apprendimento la presenza di imitazioni, contraffazioni, evocazioni e abusi.  Il sistema verifica gli incarti di mozzarella Dop, imparando a distinguere quelli autentici da eventuali imitazioni, migliorando con l’esperienza e diventando sempre più preciso nel riconoscere i fake.Attraverso questo modello di apprendimento continuo, l’Ia perfeziona la sua capacità di identificare i criteri di autenticità e conformità degli incarti, offrendo un livello aggiuntivo di protezione.  E’ uno strumento di supporto alla Vigilanza, fornisce un pre-screening, consentendo l’ottimizzazione dei controlli, anche in contesti di segnalazione dal mondo reale.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Infertilità in aumento, colpisce 15% coppie in Italia

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(Adnkronos) – L’infertilità è una patologia sempre più diffusa a livello globale, che riguarda approssimativamente il 17,5% della popolazione adulta, ossia circa 1 persona su 6.In Italia la percentuale si attesta intorno al 15% delle coppie.

Numeri significativi che sottolineano l’importanza di rendere più accessibili le procedure di procreazione medicalmente assistita (Pma) e garantire trattamenti di alta qualità a chi ne ha bisogno.Nel nostro Paese è disponibile una nuova formulazione di menotropina – principio attivo per il trattamento dei disordini della fertilità – per un approccio personalizzato.  “A livello globale e nazionale stiamo assistendo a un calo costante della natalità e a un ritardo nell’età media della prima maternità.

Sempre più coppie credono di poter facilmente concepire anche dopo i 40-45 anni, ignorando i limiti biologici – afferma Nicola Colacurci, past president della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e coordinatore Giss Medicina della riproduzione – Pertanto è essenziale promuovere un’educazione sulla maternità e sulla sessualità responsabile che sensibilizzi le coppie sull’età biologica ottimale per avere figli, considerando che la capacità riproduttiva diminuisce già dai 35 anni, il che va a incidere anche sulla riuscita del percorso di Pma”. Le cause più comuni di infertilità “includono per la donna una ridotta riserva ovarica, problematiche alle tube, infertilità endocrina ed endometriosi – spiega Guglielmo Ragusa, presidente della Società italiana della riproduzione umana (Siru) – mentre l’infertilità maschile si verifica quando è basso il numero di spermatozoi sani o quando si riscontrano problemi con la funzionalità spermatica che rendono difficile la fertilizzazione dell’ovocita in condizioni normali.Il suggerimento per le coppie con difficoltà a concepire è quello di non aspettare troppo per consultare un ginecologo, soprattutto se la donna ha più di 35 anni”. Quello dell’età è sicuramente un fattore fondamentale anche per quanto riguarda la stimolazione ovarica, passaggio che avviene in una fase iniziale e per questo molto importante del percorso di Pma il cui obiettivo è quello di aumentare la produzione di follicoli maturi durante un ciclo ovarico, per raccogliere un numero adeguato di cellule uovo che possono poi essere fecondate in laboratorio con gli spermatozoi del partner o di un donatore esterno.  La fase di stimolazione, che dura in media 15 giorni – si legge in una nota – prevede l’iniezione sottocute di ormoni detti gonadotropine che stimolano le ovaie a produrre più ovociti maturi e che la donna può autosomministrarsi in autonomia.

Nei cicli ovarici, questi ormoni sono fisiologicamente secreti dall’ipofisi e regolano le funzioni riproduttive degli organi genitali maschili e femminili. “Grazie ai progressi scientifici, oggi abbiamo diverse opzioni di trattamento che ci consentono di personalizzare l’approccio alla stimolazione ovarica, selezionando il protocollo di trattamento ottimale per ciascuna paziente.In tal modo aumenta la probabilità di gravidanza al contempo minimizzando i rischi di questi trattamenti – commenta Adolfo Allegra, presidente nazionale di Cecos Italia (Centri conservazione ovociti e spermatozoi) – Poter disporre di nuove formulazioni versatili nelle modalità di somministrazione viene incontro concretamente all’esigenza, molto sentita da parte delle donne, di poter disporre di terapie facili da maneggiare e da autosomministrare, aumentando così l’aderenza al trattamento.

Inoltre, in tal modo è possibile calibrare con grande precisione il dosaggio del farmaco sulla base delle specifiche esigenze individuali”.  Sono diversi i fattori che possono incidere sulla risposta ovarica alla stimolazione. “Oltre all’età della donna – ricorda Paola Anserini, presidente della Società italiana di fertilità, sterilità e medicina della riproduzione (Sifes-mr) – va considerata la sua riserva ovarica, ovvero il numero di ovociti ancora immaturi presenti nelle ovaie, che diminuisce in funzione dell’avanzare degli anni ma che può essere influenzata anche da altri elementi.Inoltre, altri fattori da considerare nella valutazione della fertilità della donna includono anche l’indice di massa corporea e la risposta a cicli precedenti di stimolazione ovarica, così come la causa di infertilità e la sua durata che possono influenzare l’esito dei trattamenti”.  Le gonadotropine, impiegate nei trattamenti di Pma già dagli anni ‘80 – riporta la nota – hanno un solido profilo di efficacia e sicurezza dimostrato nel tempo. “Per ciò che concerne la possibile relazione tra l’uso delle gonadotropine e l’aumento del rischio di cancro non vi sono ancora evidenze conclusive – aggiunge Allegra – anche se la letteratura più recente appare confortante, almeno per le donne che non hanno avuto figli.

Peraltro, con l’uso di questi farmaci non sono stati riportati né effetti a distanza né un incremento del rischio di insorgenza di altre malattie in maniera significativamente diversa rispetto alla popolazione controllo non trattata”. L’avanzamento tecnologico ha inoltre migliorato sempre più nel tempo i processi di produzione delle gonadotropine, garantendo oggi un elevato grado di purezza e affidabilità. “Nel campo della medicina della riproduzione, Ibsa ha una lunga esperienza e ha generato un know-how scientifico e tecnologico molto solido.La nostra filosofia di ricerca e sviluppo si basa sull’ascolto attento dei pazienti per offrire trattamenti nella forma migliore” – afferma Tiziano Fossati, Responsabile della Ricerca e Sviluppo Farmaceutica di Ibsa. Secondo recenti stime, dal 2012 al 2022 – dettaglia la nota – si è registrato un aumento del 73% nell’utilizzo delle tecniche di Pma, con ben 3,7 parti su 100 ottenuti con procreazione assistita.

In particolare, la fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni nell’utero (Fivet) si conferma la tecnica più utilizzata passando in dieci anni dal 37% al 48%.Le procedure di Pma entreranno prossimamente anche a far parte dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). “L’integrazione delle tecniche di Pma nei Lea è un passo avanti fondamentale per garantire l’accesso equo a tutte le coppie con problemi di fertilità in cerca di un figlio, indipendentemente dalla Regione di residenza – rimarca Luca Mencaglia, presidente Fondazione Pma – Purtroppo, è notizia recente che l’entrata in vigore del nuovo tariffario Lea è slittata ulteriormente a gennaio 2025, rinvio che pesa in particolare nell’ambito della medicina della riproduzione dove il fattore tempo gioca un ruolo cruciale sulla probabilità di successo dei trattamenti, almeno per quelle coppie che si avvicinano a questi percorsi già in età avanzata”.  Il percorso di Pma, incluso lo step di stimolazione ovarica, è un cammino complesso anche dal punto di vista psicologico. “La diagnosi di infertilità e il ricorso alla Pma possono rappresentare una vera e propria crisi di vita, personale, relazionale e familiare – ammette Silvia Grossi, psicologa psicoterapeuta – dal momento che sono una fonte importante di stress, cronico e costante, che ha un impatto significativo sia sul benessere psicologico sia in diverse sfere di vita”.

Tali livelli di stress “possono incidere in modo significativo anche sulla decisione di abbandonare i trattamenti: 1 coppia su 4 rinuncia proprio a causa delle sfide emotive e fisiche spesso sottovalutate all’inizio del percorso.Molte coppie evitano il supporto psicologico per timore di sentirsi ancora più inadeguate, ma in realtà è un’occasione per vivere meglio le fatiche emotive del momento, migliorare il benessere individuale e rafforzare il legame di coppia, con conseguenti effetti positivi anche sulla compliance ai trattamenti” conclude l’esperta. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stipendi troppo bassi, attori e doppiatori portano Netflix in tribunale

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(Adnkronos) – Netflix citata in giudizio al tribunale di Roma da ‘Artisti 7607’, la società cooperativa che tutela e gestisce i diritti connessi di migliaia di attori e doppiatori in Italia e nel mondo per “ottenere il compenso adeguato e proporzionato spettante per legge ai propri artisti mandanti”. Dopo “oltre otto anni di sterili trattative per ottenere i dati necessari alla determinazione del compenso per gli artisti previsto dalla normativa europea e nazionale – si legge nel comunicato della cooperativa di collecting – Artisti 7607 si vede costretta a ricorrere al giudice ordinario per chiedere il rispetto della legge”.Diversi degli artisti rappresentati dalla cooperativa hanno detto la loro a sostegno della decisione di citare Netflix in tribunale. “Artisti 7607 fa una scelta doverosa per difendere la dignità professionale non solo dei nostri artisti ma di tutta la categoria – afferma Neri Marcorè – .

Non vogliamo subire atteggiamenti ostruzionistici e accettare compensi irrisori da parte delle piattaforme streaming, per le stesse ragioni che hanno motivato il recente sciopero degli attori e sceneggiatori americani.Tutti – sottolinea – reclamiamo trasparenza dei dati di sfruttamento delle opere audiovisive e adeguatezza dei compensi”. “Questi compensi di fatto costituiscono il salario differito di una professione per sua natura saltuaria e precaria.

I diritti connessi al diritto d’autore – dice dal canto suo Carmen Giardina – non sono altro che un credito da lavoro. È molto grave e pericolosa questa spinta a svalutare le prestazioni artistiche degli interpreti’’. Sulla questione interviene anche Elio Germano sottolineando che “proprio le piattaforme che trattano e sfruttano dati si rifiutano, grazie al loro strapotere economico e contrattuale, di fornirci i dati previsti dalla normativa e di corrispondere conseguentemente i compensi agli artisti.E parliamo di multinazionali i cui ricavi vengono esclusivamente dallo sfruttamento di opere audiovisive’’. “La Direttiva Copyright – spiega Michele Riondino – ha chiarito che le remunerazioni degli artisti devono essere ‘adeguate e proporzionate’ ai ricavi.

Invece ci troviamo davanti a un sistema in cui le piattaforme, senza fornire tutte le informazioni previste dalla legge, chiudono accordi al ribasso e poi cercano di imporre le stesse cifre a tutto il mercato, così da tenere i livelli dei compensi degli artisti sempre molto bassi”, sottolinea. “In questo modo Artisti 7607 – afferma la presidente Cinzia Mascoli – per tutelare gli interessi degli artisti, è costretta a ritardare tempi di incasso e di distribuzione sia dell’equo compenso sia della copia privata, a scapito anche delle iniziative a sostegno della categoria.Da tempo fronteggiamo prassi di mercato al ribasso ma, tenendo posizioni ferme nell’interesse di tutti, siamo riusciti ad ottenere la giusta remunerazione.

Molti artisti capiscono ciò che stiamo facendo e continuano a sceglierci’’. “A tutela dell’intera categoria Artisti 7607 si oppone ad un sistema nel quale gli interpreti vengano sottopagati – conferma anche Alberto Molinari – : accettare compensi che appaiono irrisori rispetto agli immensi guadagni generati da uno sfruttamento globale esponenziale delle opere audiovisive peserebbe come un grave precedente sul futuro di tutti gli artisti”. “Ci assumiamo questa responsabilità – sottolinea Valerio Mastandrea – perché le scelte che vengono fatte oggi riguardano tutti e avranno ripercussioni sul presente e sul futuro di tanti artisti e di tante generazioni.Anche quelle che verranno dopo di noi, quindi a brevissimo”. “Gli artisti – conclude Paolo Calabresi – chiedono nuovamente che il Governo e le Autorità di settore prendano una posizione chiara nei confronti di questa prassi, così come è avvenuto per il settore dell’editoria”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andreoni: “Casi morbilo in aumento per effetto del calo vaccini, invertire trend”

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(Adnkronos) – “Anche in Italia registriamo un incremento dei casi di morbillo, fenomeno evidentemente dovuto alla riduzione del tasso vaccinale.I soggetti più colpiti sono giovani adulti, categoria che evidentemente non ha fatto il richiamo del morbillo”.

Così all’Adnkronos Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, a margine del convegno ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili a rischio’ oggi a Roma nella sede del ministero della Salute. I tassi di vaccinazione registrati in questi ultimissimi anni preoccupano Andreoni che ammette: “Sono in calo per il morbillo, ricordiamoci che per questa malattia dobbiamo ottenere un tasso vaccinale sopra il 95% – avverte l’infettivologo – Si tratta di un campanello d’allarme che non va sottovalutato.Occorre favorire un’altissima adesione tra la popolazione.

Avevamo iniziato a immaginare l’eliminazione di questa malattia anche in Italia, invece questi dati un po’ ci fanno tornare indietro.Dobbiamo aver presente, e ricordarlo a tutti, che il morbillo è una malattia grave”.

Andreoni quindi snocciola alcuni dati: “Abbiamo avuto 50 casi, anche gravi, compresa un’encefalite.Tuttavia, il morbillo viene sempre più inteso come malattia banale ma banale non è, d’altronde non esistono vaccini per malattie banali.

Quindi dobbiamo cercare di rifare la giusta informazione per riportare le persone a vaccinarsi anche per il morbillo”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andreoni: “Dengue non è emergenza nazionale ma è bene vigilare”

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(Adnkronos) – “Dengue non è certamente un’emergenza nazionale e non ci aspettiamo una grande epidemia.Tuttavia, dobbiamo controllare quello che accade.

Lo scorso anno abbiamo avuto 82 casi autoctoni, questo a dimostrazione che il sistema è in grado di sviluppare, di ampliare la malattia una volta che è arrivata nel nostro Paese.Vista la situazione generale, è presumibile che qualche caso in più in Italia quest’anno lo avremo.

La possibilità che una persona, dopo aver contratto infezione in una zona ad alta endemia (Sud America o Sud Est Asiatico), arrivi da noi e avendo noi il vettore – la zanzara tigre – sia in grado di trasmettere la malattia è molto probabile”.Così all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, a margine del convegno ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili a rischio’ promosso oggi al ministero della Salute. “Non ci aspettiamo grandi numeri – rassicura l’infettivologo – anche perché la zanzara tigre è meno competente della zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti) a trasmettere il virus.

Dobbiamo fare attenzione ovviamente a quante persone arrivano in Italia con la malattia, perché bloccando il paziente si blocca il circuito.Quindi è bene fare attenzione che non arrivi l’Aedes aegypti in Italia, perché è già presente sul Mar Caspio e quindi sta vicino.

Se arrivasse anche in Italia questa zanzara, evidentemente la situazione si modificherebbe e diventeremmo più simili ai Paesi ad alta endemia”, conclude Andreoni. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siliquini (SItI): “In Italia nessun allarme Dengue, vaccinazione non consigliabile”

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(Adnkronos) – “La Dengue in Italia non rappresenta un problema di sanità pubblica per la popolazione, semmai deve esserlo per gli amministratori locali perché ormai abbiamo una densità di zanzare anomala per il nostro Paese, vettore di una serie di patologie, tra cui la febbre da Dengue.Gli amministratori locali devono intervenire con disinfestazioni”.

La vaccinazione contro Dengue “non è assolutamente consigliata per il nostro Paese.Ma anche per coloro che si recano all’estero, in particolare in zone endemiche, la vaccinazione è raccomandata solo se queste persone hanno già avuto un episodio di Dengue.

Quindi, ripeto, non c’è nessun pericolo per la popolazione”.Lo ha detto all’Adnkronos Salute Roberta Siliquini, presidente della Società italiana di Igiene e medicina preventiva e sanità pubblica (SItI), a margine del convegno ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili a rischio’ promosso oggi a Roma, nell’Auditorium del ministero della Salute.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kluge (Oms Europa): “Italia non aderirà a Green pass? Ci rifletta bene”

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(Adnkronos) – “Il Green pass” globale “proposto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Ue è una sorta di fascicolo sanitario elettronico, come quello fornito dalle autorità sanitarie locali, ma verificabile e accettato in tutto il mondo.Ogni Paese sovrano ha il diritto di decidere se aderire al nuovo sistema di Green pass.

Vorrei incoraggiare tutti i Paesi – compresa l’Italia – a riflettere attentamente su come gestirebbero la prossima crisi sanitaria”.E’ un invito a considerare tutti gli elementi, anche gli scenari futuri, quello lanciato da Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa, in un’intervista all’Adnkronos Salute in occasione della sua visita in Italia per celebrare il 20esimo anniversario dell’Ufficio Oms di Venezia.  Oggi nel capoluogo veneto – alla presenza di istituzioni italiane e internazionali, e di leader di settori chiave, dall’economia alla salute e allo sviluppo sostenibile – si parla anche di questo: di come costruire società resilienti e più sane, che non lascino indietro nessuno. “Crediamo che ci sia bisogno di più, e non di meno, cooperazione e scambio per aiutare a prevenire o rispondere alla prossima grande emergenza sanitaria”, avverte Kluge.

E infatti, aggiunge, “l’Oms Europa lancerà alla fine di questo mese una Rete paneuropea per il controllo delle malattie, composta da Paesi Ue e non Ue della regione europea, che include l’Asia centrale”.  “La pandemia – evidenzia – ha dimostrato che molte delle sfide odierne per i sistemi sanitari sono sfide condivise, cosa che sta spingendo la Commissione europea a presentare proposte per un’Unione sanitaria europea più forte.Sebbene l’obiettivo primario sia rafforzare il quadro di sicurezza sanitaria dell’Ue in risposta alle minacce transfrontaliere, ciò è accompagnato da un rinnovato e più ampio impegno politico per migliorare i sistemi sanitari europei e investire nella loro resilienza e sostenibilità”.

L’Oms Europa, assicura Kluge, “accoglie con grande favore questa iniziativa e il riconoscimento esplicito che sia le minacce sanitarie note sia quelle ancora sconosciute sono nostra responsabilità condivisa, perché virus e batteri non conoscono confini”.Da qui l’impegno per la Rete paneuropea per il controllo delle malattie. “Questa – spiega – è stata una delle raccomandazioni chiave di una commissione indipendente, presieduta dall’ex premier italiano Mario Monti, sugli insegnamenti tratti dalla pandemia”.  I componenti di questa nuova rete per il controllo delle malattie “punteranno a rilevare, verificare e notificare rapidamente l’uno all’altro eventuali nuove minacce sanitarie in evoluzione, dalle malattie infettive emergenti alla resistenza antimicrobica”, illustra Kluge.  
Dopo la pandemia, i temi della condivisione delle informazioni e della cooperazione sono molto sentiti.

Per questo il direttore di Oms Europa, anche in relazione al Green pass globale, invita i Paesi a riflettere su come potranno gestire la situazione quando la prossima crisi sanitaria colpirà.  “A livello globale – ricorda Kluge – l’incapacità di prevenire e quindi poi di gestire adeguatamente la pandemia di Covid-19 ha comportato un’immensa perdita di vite umane e di salute, nonché un’interruzione senza precedenti delle attività sociali ed economiche in tutto il mondo”.Aver sperimentato tutto ciò “ha creato lo slancio per riformare l’architettura sanitaria globale.

Come parte di questo processo è stato suggerito un Green pass globale, che sarebbe fondamentalmente un’estensione e digitalizzazione della cosiddetta ‘Yellow card'”, una sorta di ‘passaporto medico’, “in uso anche in Italia, necessaria per verificare la vaccinazione contro alcune malattie pericolose e richiesta per l’ingresso in alcuni Paesi”, conclude. “Quest’anno, il 2024, segna il momento in cui in Europa il numero di persone anziane (over 65) supererà il numero di bambini e adolescenti (di età inferiore a 15 anni), con implicazioni significative sulla politica sanitaria.Si vive sempre più a lungo, in parte grazie a una migliore assistenza sanitaria.

E si stima che entro il 2050 l’Ue ospiterà circa 500mila persone di età pari o superiore a 100 anni.Immaginatelo: mezzo milione di centenari in Europa entro i prossimi 26 anni”, ha detto ancora Kluge.  “Almeno la metà della nostra salute è determinata dai fattori sociali ed economici (come istruzione, alloggio e reddito)”, ricorda Kluge.

E con l’aumento degli over 65 che popoleranno sempre di più la regione, e il grande ‘sorpasso’ sui giovanissimi, “prevenire situazioni di cattiva salute nell’arco della vita di una persona è fondamentale se vogliamo alleggerire la pressione sui nostri servizi sanitari sovraccarichi.E questo ci impone di affrontare le disuguaglianze sanitarie, sociali ed economiche in tutta la regione europea.

Gli ultimi due decenni le hanno viste crescere.I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

E i nostri sistemi sanitari finanziati con fondi pubblici faticano a tenere il passo con la domanda” di prestazioni “che aumenta e con risorse inadeguate”.  “Molti più anziani vivono non solo in condizioni di salute precarie evitabili, ma anche in case e quartieri poveri, altro fattore evitabile, lottando per riuscire sbarcare il lunario e scegliere tra” bisogni primari come “l’acquisto di medicinali e il riscaldamento della propria casa”, conclude il direttore di Oms Europa, ricordando l’impegno su questo fronte dell’Ufficio Oms di Venezia, che “negli ultimi 20 anni ha prodotto evidenze su cosa dobbiamo fare per ridurre privazione e povertà, e su come farlo”. “Il 13 maggio 2020, l’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa ha pubblicato un documento intitolato ‘Una sfida senza precedenti: la prima risposta dell’Italia a Covid-19’.Il documento, scritto da esperti indipendenti, si concentrava sulla risposta del Governo italiano alla pandemia.

Gli obiettivi del rapporto erano documentare le prime lezioni apprese dalla risposta italiana e condividerle con i Paesi che non erano ancora nella fase epidemica conclamata”, ha affermato Kluge. “La pandemia di Covid-19 era senza precedenti e la stragrande maggioranza dei Paesi – se non tutti – hanno dovuto affrontare sfide enormi, inclusa l’Italia che è stato il primo Paese della regione europea ad essere duramente colpito”, ha evidenziato ancora in occasione della sua visita in Italia per il 20esimo anniversario dell’Ufficio Oms di Venezia, cercando di spiegare il valore del report finito al centro di polemiche. “All’Oms crediamo nel potere della scienza e delle evidenze, e nella possibilità di imparare gli uni dagli altri.E questo era lo scopo previsto del rapporto sulla risposta iniziale dell’Italia a Covid”, conclude.  “La prosperità economica e l’equità sanitaria non sono in contrasto tra loro.

Se vogliamo costruire società più sane, felici, eque e stabili, dobbiamo ripensare l’economia moderna e sono orgoglioso del ruolo cruciale che l’Ufficio Oms di Venezia ha giocato e sta giocando per aiutarci a raggiungere questo obiettivo.Sono impaziente di andare avanti con questa partnership con l’Italia come Paese ospitante per questo lavoro vitale”.

La lotta alle disparità in materia di salute è un impegno di lungo corso dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità per gli investimenti per la salute e lo sviluppo (Oms/Europe Venice Office), assicura Kluge. “Obiettivo chiave” dell’ufficio in Italia è infatti “quello di mettere in luce le evidenti disuguaglianze sanitarie nelle nostre società e offrire soluzioni su come affrontarle”, ha spiegato.Le istituzioni italiane e internazionali partecipanti si confrontano su questa sfida, che è diventata sempre più un’urgenza “perché – osserva Kluge – purtroppo una buona salute non è universale, dipende in gran parte da dove sei nato e dalle opportunità che hai nella vita.

Le disuguaglianze sanitarie sono principalmente determinate da fattori sociali ed economici.E i determinanti non medici della salute (come l’istruzione, il reddito e la sicurezza del lavoro) possono avere un impatto maggiore rispetto all’assistenza sanitaria o alle scelte di vita.

Dobbiamo innanzitutto affrontare le ragioni della cattiva salute per migliorarla”. Fra le varie attività portate avanti in questi due decenni, “l’ufficio di Venezia sta mettendo insieme i settori finanziario e di sanità pubblica con le banche centrali per trovare un terreno comune” e far sì che “le alleanze tra partner che solitamente non collaborano possano effettivamente produrre risultati positivi di salute per le persone, ovunque e allo stesso modo.Il lavoro pionieristico della sede veneziana contribuirà a porre le basi per il prossimo Wellbeing Economy Forum in Islanda a giugno e per il Forum of the Future delle Nazioni Unite a settembre”, continua Kluge, dicendosi poi “grato” all’ex premier Mario Monti “per aver presieduto la Commissione paneuropea sulla salute e lo sviluppo sostenibile, che ha formulato una serie di raccomandazioni basate sulle lezioni apprese da Covid.

Tra queste l’appello per la creazione di una task force globale su salute e finanza, subito accolto dal G20, di cui ovviamente l’Italia è parte”.   —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiesa e Dignità Umana: Condanna della Teoria Gender e delle Gravi Violazioni

La Chiesa affronta con fermezza la teoria gender e le varie forme di violazioni della dignità umana nel documento “Dignitas Infinita”, ribadendo l’importanza del rispetto per ogni individuo.Scopri i dettagli e le critiche della Chiesa verso queste tematiche fondamentali.

Pericolosità della Teoria Gender: La Chiesa sottolinea l’importanza del rispetto per la dignità umana

Nel recente documento intitolato “Dignitas Infinita”, emanato dal Dicastero per la Dottrina della Fede, si evidenzia con fermezza l’importanza di rispettare la dignità di ogni individuo, indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Questo testo rappresenta un’elaborazione accurata del magistero papale degli ultimi dieci anni riguardo alle “gravi violazioni” della dignità umana.Il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del dicastero, ha sottolineato che questo documento non è solo un compendio, ma un tentativo di riassumere le tematiche più rilevanti riguardanti la dignità umana, ponendo al centro l’assoluto rispetto per ogni essere umano in ogni contesto.

Una delle novità cruciali del testo è l’attenzione posta sulla distinzione tra “dignità umana” e “dignità personale”, ribadendo l’irrinunciabilità del concetto di dignità della persona umana nell’ambito dell’antropologia cristiana.

“Dignitas Infinita” ha richiesto cinque anni di studio e riflessione e si focalizza su una serie di violazioni della dignità umana, dall’aborto alla tratta di persone, dall’eutanasia alla violenza digitale.Il documento sottolinea che queste forme di violenza non solo minano la dignità umana, ma rappresentano anche una negazione dei principi fondamentali dell’umanità.

Tra i temi affrontati, emerge l’urgenza di affrontare la povertà globale come una delle ingiustizie più gravi del mondo contemporaneo, insieme alla condanna della guerra come una tragedia che nega la dignità umana.Si sottolinea anche la necessità di proteggere i migranti e di combattere la tratta di esseri umani.

Il documento critica inoltre la teoria gender, definendola “pericolosissima” poiché tende a cancellare le differenze individuali nel tentativo di uniformare tutti.La Chiesa sottolinea che la vita umana, sia fisica che spirituale, è un dono divino che va accettato e messo al servizio del bene, respingendo qualsiasi tentativo di usurpare il ruolo di Dio nell’autodeterminazione individuale.

Allo stesso modo, vengono affrontati argomenti controversi come la maternità surrogata, l’eutanasia, il cambio di sesso e la violenza digitale, ribadendo l’importanza di proteggere la dignità umana in ogni circostanza.

In conclusione, “Dignitas Infinita” rappresenta un appello urgente alla difesa e al rispetto della dignità umana in tutte le sue forme, invitando alla riflessione e all’azione per costruire un mondo più giusto e rispettoso per tutti gli individui.

Ucraina, Russia minaccia l’Ue: ecco i numeri segreti dell’esercito europeo

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(Adnkronos) –
Quanti militari sarebbe in grado di mobilitare l’Europa per proteggere se stessa in caso di un attacco della Russia?A questo quesito risponde un articolo del Foglio, che ha pubblicato un documento riservato che circola da giorni a Bruxelles con tutti i numeri delle truppe che ogni Paese metterebbe a disposizione nel caso le minacce di Vladimir Putin diventassero realtà e cioè la guerra varcasse i confini dell’Ucraina. Il documento è formato da tre colonne.

Nella prima è elencato il numero dei militari attualmente in servizio in ciascun Paese membro dell’Ue.Nella seconda colonna è elencato il numero di riserve militari, utilizzabili all’occorrenza.

Nella terza colonna sono indicati i numeri relativi alle forze militari complessive che ciascun Paese dovrebbe avere a disposizione nel caso in cui l’Europa fosse chiamata a sostenere uno sforzo bellico.  La somma dei militari in servizio attivo, prosegue Il Foglio, è considerata pari a quota 1.368.510 (la Francia ha il numero più alto, 208.750, segue la Germania con 183.500 unità e l’Italia con 165.500).La somma delle riserve totali arriva a quota 1.277.980, guidate da Francia (254mila), Grecia (221.350) e Portogallo (211.700), mentre quelle dell’Italia sono 18.300.

Se si somma questa cifra con quella precedente, si arriva a un numero definito relativo alla forza militare complessiva da attivare in caso di necessità: 2.646.440.Un numero inferiore, nota il giornale, alla forza militare complessiva della Russia, composta da circa 1.154.000 militari in servizio e 2 milioni circa di riservisti già coinvolti: siamo a 3.154.000.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Def in Cdm, sul tavolo anche restyling imposte successione e bollo

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(Adnkronos) – In corso il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.Sul tavolo, tra le altre cose, oltre all’atteso via libera sul Def anche un nuovo tassello della riforma del fisco, con il restyling delle imposte di successione, di registro e di bollo. “Il Documento di economia e finanza – che il Governo approva oggi nei tempi previsti – avrà quest’anno un’impostazione diversa perché sono cambiate le regole di programmazione economica e di conseguenza sono previste nuove tempistiche.

Le regole di governance in via di approvazione introducono un nuovo strumento di programmazione, il Piano fiscale-strutturale di medio termine, che a regime dovrà essere presentato alle autorità europee entro il 30 aprile (con una cadenza allineata alla durata della legislatura nazionale, che nel nostro ordinamento è fissata in cinque anni).Per l’anno in corso sarà applicato un regime transitorio, che prevede la presentazione del Piano alla Commissione europea entro il 20 settembre”, spiegano fonti di governo. “L’approvazione del Piano – spiegano le stesse fonti – implica un processo che richiede il contributo di diverse istituzioni e un confronto costruttivo sia con il Parlamento sia con la Commissione europea che dovrà poi valutarlo.

Queste nuove regole non sono ancora in vigore.Quindi, nella fase attuale in cui mancano ancora le indicazioni operative su come dovrà essere impostato il Piano, è stata concordata a livello europeo la possibilità di sospendere le vecchie procedure per evitare di svuotare l’atto politico di contenuto.

Un processo lineare che si concluderà in tempo per la messa a punto della Legge di Bilancio per il 2025, senza nessun rischio di generare incertezze sui mercati”. “Sarà quindi nel Piano fiscale strutturale che il Governo fornirà tutti gli elementi utili alla costruzione della nuova manovra.Il documento sarà quindi molto più asciutto rispetto ai documenti degli anni passati.

Per quanto riguarda le previsioni sulla crescita economica, il Governo intende proseguire sul metodo adottato finora, fornendo numeri il più possibile realistici, non gonfiati né troppo impostati alla prudenza, al netto tuttavia della congiuntura internazionale volatile a causa dei conflitti in atto.Un metodo di lavoro che ha dato e continua a dare risultati”, rivendicano le stesse fonti che sottolineano come dal Def emergerà “il pesante impatto sui conti pubblici e sui dati macroeconomici di riferimento” del Superbonus.  “I conti pubblici hanno una situazione complicata che deriva dal pessimo uso del Superbonus, che in teoria poteva essere una buona scelta ma che – in assenza di controlli – ha fatto sì che troppi imbroglioni hanno preso i soldi e li hanno portati magari all’estero senza poi utilizzarli”, ha affermato, intervistato su SkyTg24, è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.  “Quindi – ha proseguito – non c’è stato un beneficio per l’economia, per l’industria dell’edilizia, ma c’è stato un beneficio per troppi imbroglioni.

Sono stati buttati al vento troppi soldi, quindi adesso bisogna evitare che ci sia uno scatafascio nei conti pubblici”, ha aggiunto.  “Faremo di tutto perché possano diventare stabili queste due scelte che abbiamo fatto, quella del taglio del cuneo fiscale e quella del sostegno alle mamme lavoratrici che hanno da due figli in su”, ha dettoancora Tajani aggiungendo: “Mi auguro che quando si andrà ad approvare la manovra alla fine dell’anno ci sia la possibilità di stabilizzare queste due decisioni che vanno nella giusta direzione dell’abbassamento della pressione fiscale”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Appello degli Esperti per il Potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale

Gli scienziati lanciano un appello cruciale per il rinnovo del Servizio Sanitario Nazionale italiano, richiedendo investimenti straordinari per affrontare le sfide attuali e future.Una riflessione sull’importanza di garantire un SSN efficiente e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini e promuovere la coesione sociale.

Appello degli Esperti per il Potenziamento del SSN: Investimenti Urgenti per il Futuro della Salute

Un appello urgente viene lanciato dagli scienziati per il salvataggio del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), richiedendo un piano straordinario di finanziamento e risorse specifiche per superare le disparità territoriali.

Dal momento della sua istituzione nel 1978, il SSN ha giocato un ruolo cruciale nell’aumentare l’aspettativa di vita in Italia, ma ora si trova in una fase critica.L’evoluzione tecnologica, i cambiamenti demografici ed epidemiologici, insieme alle sfide della finanza pubblica, hanno lasciato il SSN sottofinanziato.

Attualmente, solo il 6,2% del PIL è destinato al sistema sanitario nazionale, una cifra inferiore rispetto a vent’anni fa.L’accesso ai servizi di diagnosi e cura sta diventando sempre più difficile, e le disuguaglianze regionali e sociali stanno aumentando.

Mentre il servizio pubblico continua a garantire le attività di emergenza e acuzie, si osserva un arretramento nei servizi diagnostici e specialistici, costringendo i cittadini a rinviare trattamenti o a rivolgersi al settore privato.Un focus particolare deve essere posto sul rinnovamento dell’infrastruttura sanitaria, considerando che molti ospedali in Italia hanno un’età superiore ai 50 anni.

Tuttavia, il vero tesoro del SSN risiede nel suo personale.La formazione e l’aggiornamento continuo dei professionisti sanitari sono essenziali per garantire un servizio di alta qualità.

La crescente insoddisfazione dei cittadini e la fuga degli operatori sanitari dal settore pubblico, soprattutto nelle aree ad alta tensione come l’urgenza, sono segnali inequivocabili della crisi del sistema.Per affrontare la sfida della popolazione invecchiata e delle malattie croniche, è essenziale investire in prevenzione e promuovere uno stile di vita sano.

Inoltre, il finanziamento del SSN deve essere adeguato agli standard europei, pari all’8% del PIL.

In sintesi, un SSN efficiente non solo protegge la salute dei cittadini, ma contribuisce anche alla coesione sociale. È fondamentale agire ora per garantire un futuro sostenibile per il sistema sanitario nazionale italiano.

Fedez a Belve, la verità sulla crisi con Chiara Ferragni

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(Adnkronos) –
“Ha influito il caso Balocco nella crisi?Sì, sì, sì”.

Fedez risponde così a Francesca Fagnani, nell’intervista in onda stasera a Belve su Raidue, sulla crisi del matrimonio con Chiara Ferragni.Il rapper risponde alle domande in una lunghissima chiacchierata tra commozione, ironia e irritazione, in un confronto che si accende quando la conduttrice chiede: “Tutti i brand si sono sfilati, si è sfilato anche lei?”, riferendosi all’inchiesta che coinvolge Ferragni per le attività di beneficenza e al passo indietro di diverse aziende che hanno interrotto i rapporti con l’influencer. “Posso chiederle quando è davvero finito il vostro amore?”, chiede Fagnani e Fedez, dopo un’iniziale ritrosia, si lascia andare a commovente confessione sulle molte ragioni che hanno portato a questa sofferta decisione. Quando l’intervista vira sulle voci di tradimenti, il rapper risponde: “Ecco, mi fai subito smettere di piangere”.

Quindi, l’ironia: “Perché fino a che ero sposato, ero gay, era tutto finto, era tutta una copertura, ora mi mollo e mi piace la figa..così di punto in bianco?”.

Alla fine, il rapper rivela: “Ho tentato il suicidio a 18 anni”, in un periodo in cui – spiega – prendeva droghe.Nell’intervista, spazio anche al rapporto turbolento con la politica e alla sua confessione sull’altra recente separazione, che lo ha segnato in questi mesi: quella dal suo ex socio e amico Luis Sal. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bper, nel 2023 generata ricchezza per 3,4 miliardi di euro, evitate oltre 47mila tonnellate di CO2

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(Adnkronos) – Nel 2023 la ricchezza generata dal Gruppo Bper è stata superiore ai numeri già significativi del 2022, raggiungendo 3,4 miliardi di euro.In termini di riduzione degli impatti ambientali il gruppo, in particolare, è stato in grado di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 47 mila tonnellate di CO2.

E’ quanto emerge dalla Dichiarazione Consolidata di carattere Non Finanziario (ex Bilancio di Sostenibilità) relativa al 2023 approvata e pubblicata dal gruppo Bper.Il documento, si legge in una nota, “evidenzia un cambiamento sostanziale, denso di significato per la banca.

Anticipando di un anno le richieste della Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la Dichiarazione è per la prima volta inclusa nella relazione sulla gestione dell’Istituto.Un passo che rappresenta un’importante evoluzione, poiché sancisce in modo definitivo la compenetrazione dei fattori Esg nella strategia di crescita del gruppo”. Al suo interno, il documento affronta numerose tematiche: dalla riduzione degli impatti ambientali attraverso l’aumento della produzione di energia rinnovabile e l’efficientamento energetico all’arricchimento del portafoglio di prodotti green e social a disposizione dei clienti, dall’approvazione dei primi obiettivi di decarbonizzazione di portafoglio coerenti con la Net-Zero Banking Alliance all’emissione, a febbraio 2024, del primo green bond; ma anche il costante impegno sui temi di Diversity&Inclusion, le raccolte fondi per importanti cause sociali, la nascita di Bper Bene Comune, con servizi dedicati al Terzo Settore, e i miglioramenti ottenuti nei rating Esg.  Tra gli altri dati diffusi da Bper, sono 14 gli impianti fotovoltaici del gruppo che hanno contribuito al fabbisogno di energia elettrica, coperta al 100% da energia rinnovabile.

I finanziamenti Esg nel 2023 hanno raggiunto i 6,5 miliardi di euro.Grande attenzione è infatti dedicata allo sviluppo di prodotti che, oltre a consentire una reale accessibilità in ottica di inclusione finanziaria, abbiano anche un forte carattere di innovazione e di riduzione degli impatti ambientali.

Il Gruppo Bper Banca ha erogato a livello nazionale 11 milioni di euro destinati a liberalità e sponsorizzazioni a impatto sociale, culturale e ambientale positivo.Particolare attenzione è stata posta alle iniziative di educazione finanziaria e alla sostenibilità, con oltre 144 mila persone coinvolte solo nell’ultimo anno. Sono stati inoltre pubblicati sul nuovo sito group.bper.it (area sostenibilità) una serie di documenti che consentono alla Banca di evidenziare le iniziative messe in atto per favorire un’attività più responsabile e sostenibile, nonché per valutare e gestire i rischi ambientali, sociali e di governance, tra cui il Report Tcfd , che fornisce una panoramica dettagliata sulle strategie e le azioni intraprese dal Gruppo per gestire i rischi e cogliere le opportunità legati al cambiamento climatico e il Report Principles for Responsible Banking (Prb), che presenta gli impegni presi dal Gruppo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, chi ha vinto prime time tra Il clandestino e l’Isola dei Famosi

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(Adnkronos) – La puntata d’esordio della fiction ‘Il Clandestino’ su Rai1, con una media di 3.581.000 spettatori e del 19.6% di share, ha battuto il debutto dell”Isola dei Famosi’ su Canale 5, che ha ottenuto una media di 2.602.000 spettatori e del 19.99% ma ha chiuso quasi due ore dopo la fiction di Rai1, che nel periodo di sovrapposizione è stata il programma più visto.Al terzo posto, ‘Stasera Tutto è Possibile’ su Rai2, con 1.473.000 spettatori e l’8.66% di share.  A seguire ‘Giustizia Privata’ su Italia 1 (1.248.000 spettatori, share 6.67%), ‘PresaDiretta’ su Rai3 (994.000 spettatori, share 4.84%), ‘100 Minuti – Roma Città Aperta’ su La7 (830.000 spettatori, share 5.02%), ‘Quarta Repubblica’ su Rete4 (628.000 spettatori, share 4.23%), ‘4 Ristoranti’ su Tv8 (305.000 spettatori, share 1.5%), ‘Little Big Italy’ sul Nove (224.000 spettatori, share 1.5%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Apparecchi acustici, poca trasparenza su prezzi e costosi: si muove l’Antitrust

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(Adnkronos) – Criticità sulla trasparenza delle offerte al pubblico e delle forniture del Servizio sanitario nazionale.L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l’indagine conoscitiva, avviata a settembre 2023, dedicata agli apparecchi acustici, inviata a Parlamento, ministero della Salute, ministero dell’Economia, Agenas, Regioni e Province Autonome segnalando l’opportunità di garantire, anche attraverso interventi di tipo normativo-regolatorio, una chiara e distinta indicazione al pubblico del prezzo del dispositivo rispetto a quello dei relativi servizi offerti all’utilizzatore.  Sono almeno 7 milioni gli italiani che soffrono di problemi di udito e di questi circa 2,5 milioni già utilizzano apparecchi acustici.

Rispetto ad altri Paesi comparabili, come la Francia, in Italia il prezzo medio per singolo dispositivo (compreso tra 1.500 e 2.100 euro) risulta superiore e con minori sostegni pubblici all’acquisto. L’indagine ha rilevato dunque una scarsa trasparenza delle condizioni commerciali praticate al pubblico: i consumatori hanno difficoltà nell’ottenere informazioni chiare sia di tipo tecnico sia sul prezzo dell’apparecchio e dei servizi connessi, di solito venduti abbinati e senza alcuna distinzione.I servizi rappresentano la spesa principale nel pacchetto, fatto che però non viene percepito dai consumatori.  Per quanto riguarda gli apparecchi acustici forniti dal Servizio sanitario nazionale, dall’indagine sono emerse gravi difficoltà nelle procedure di acquisto pubblico, dovute a una normativa poco chiara che ha pregiudicato l’effettiva attuazione dei livelli essenziali di assistenza, oltre alla forte opposizione dei principali operatori commerciali. A fronte della possibilità che le forniture pubbliche tornino a un regime ‘a tariffa’ sulla base di modifiche legate all’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario dell’assistenza protesica, l’Autorità ritiene che, a garanzia dell’efficienza della spesa pubblica e in un’ottica di rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, le amministrazioni interessate possano svolgere gare.  L’Antitrust ha anche sottolineato che è opportuno assegnare l’importo del rimborso direttamente all’assistito attraverso l’introduzione di un voucher o buono-udito, per sostenere una concorrenza tra fornitori di prodotti e di servizi che consenta di accedere a un’offerta appropriata e tecnologicamente aggiornata. “Sul fronte degli apparecchi acustici da tempo si assiste in Italia ad un vero e proprio ‘business dell’udito’, con società che vendono ai cittadini strumenti e servizi a prezzi elevatissimi e condizioni poco trasparenti, tali da rappresentare una possibile forma di speculazione a danno degli utenti che soffrono di problemi all’udito”, afferma il Codacons.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, il Giro d’Italia della Csr fa tappa a Messina

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(Adnkronos) – Il Giro d’Italia della Csr sbarca a Messina per portare la sostenibilità nel cuore del Mediterraneo.La rassegna itinerante del Salone della Csr e dell’innovazione sociale giunge così alla sua sesta tappa: dopo Roma, Torino, Gorizia, Teramo e Verona, l’appuntamento siciliano è in programma l’11 aprile alla Camera di Commercio di Messina, in Piazza Felice Cavallotti 3, partner dell’evento insieme all’Università degli Studi di Messina.

L’incontro, dal titolo “Sostenibilità: opportunità e criticità per fare impresa”, si svolgerà sia dal vivo che in streaming sul canale YouTube del Salone.L’obiettivo è quello di parlare del futuro della sostenibilità in Sicilia, terra di accoglienza e ponte tra i mondi, a cui l’Europa guarda con crescente attenzione.  “Per molte imprese diventerà obbligatorio nei prossimi anni rendicontare l’impegno sociale e ambientale – spiega Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – Si tratta di un cambiamento importante che spingerà le aziende di tutte le dimensioni e di diversi settori a definire strategie di sostenibilità e a comunicarle in modo convincente.

Trasparenza, coerenza, affidabilità saranno considerati dagli stakeholder valori sempre più importanti”. “La Responsabilità sociale è, innanzitutto, una scelta etica – commenta Ivo Blandina, Presidente della Camera di Commercio di Messina – Quando un’impresa decide di diventare socialmente responsabile la sua gestione non si limita solo agli aspetti economici e finanziari, ma tiene conto del contesto socio-ambientale in cui opera e di tutti gli stakeholder.Inoltre, impegnarsi per essere socialmente responsabili offre non poche opportunità per le aziende.

La Csr, ad esempio, consente di costruire un’immagine di azienda positiva.Che diventa un vero e proprio fattore di competitività.

Per questo, la Camera di commercio già da anni ha deciso di puntare sulla Csr, aprendo uno Sportello all’interno del Palazzo camerale per sensibilizzare e accompagnare le aziende messinesi verso un percorso di Responsabilità sociale d’impresa”.  A parlare delle sfide della valutazione e della rendicontazione conseguenti a queste scelte saranno Roberta Salomone, Professore ordinario di Scienze Merceologiche Università di Messina e Carlo Vermiglio, Professore ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Messina. “Sono davvero lieta che Messina sia stata scelta per il quinto anno consecutivo, come unica tappa siciliana del Salone, grazie alla virtuosa collaborazione tra l’Ateneo Peloritano e la Camera di Commercio di Messina – commenta la Rettrice dell’Università di Messina, professoressa Giovanna Spatari – Le sfide che stiamo affrontando sono caratterizzate da una elevata complessità e il ruolo degli atenei per affrontare le criticità della transizione verso lo sviluppo sostenibile è un elemento imprescindibile, che va ben oltre la semplice formazione dei futuri cittadini.Le università sono, infatti, oggi più che mai, impegnate a fornire una solida base sui temi della sostenibilità ai propri studenti, conducono ricerche interdisciplinari e propongono soluzioni innovative, contribuendo alla trasformazione verso un mondo più equo e rispettoso dell’ambiente.

L’Università di Messina è, quindi, consapevole del proprio ruolo che è strategico per plasmare una società migliore e per porsi come modello virtuoso di sostenibilità”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Uccidete tutti”, Isis minaccia attacchi contro stadi Champions League

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(Adnkronos) – Il sedicente Stato Islamico, dopo l’attentato a Mosca, ha minacciato di lanciare un attacco contro i quattro stadi in cui da stasera si disputeranno i quarti di finale di Champions League.Al-Azaim, uno degli organi di propaganda dell’Isis, ha confermato queste intenzioni pubblicando l’immagine dei quattro stadi in cui si disputeranno le partite di andata – il Parco dei Principi di Parigi, il Santiago Bernabeu di Madrid, il Metropolitan sempre di Madrid e l’Emirates di Londra – accompagnata dalla didascalia “Uccideteli tutti”.  La nuova minaccia segue quella recente diffusa da un altro media riconducile all’Isis, Sarh al-Khilafah, in cui si annunciava un attacco all’Allianz Arena di Monaco contro i tifosi che avrebbero assistito a Bayern Monacco-Borussia Dortmund. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)