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Champions, Real Madrid-City 3-3: spettacolo nei quarti di finale

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(Adnkronos) – Real Madrid e Manchester City pareggiano 3-3 nell’andata dei quarti di finale di Champions League in un pirotecnico match giocato oggi al Santiago Bernabeu.Il City passa in vantaggio dopo 2 minuti con la punizione di Bernardo Silva che sorprende un incerto Lunin.

Il Real Madrid ribalta la situazione in 120 secondi.Al 12′ il tiro di Camavinga viene deviato da Ruben Dias che beffa Ortega: 1-1 al 12′.

Al 14′, Rodrigo ubriaca Akanji e firma il sorpasso: 2-1 per il blancos. Il City sale in cattedra nella ripresa.Al 66′ Foden controlla al limite dell’area e di sinistro spedisce il pallone all’incrocio: 2-2.

Al 71′, i campioni d’Europa mettono la freccia.Grealish costruisce e offre il pallone a Gvardiol, che corona la sua sortita offensiva con uno splendido destro a giro: 2-3.

Il Real Madrid è ancora vivo e al 79′ trova il 3-3 con l’ennesima perla della serata.Il sinistro al volo di Valverde è un capolavoro, parità e verdetto rinviato al match di ritorno, in programma mercoledì 17 aprile. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez in lacrime a Belve: “Tre anni difficili, con Chiara non abbiamo retto”

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(Adnkronos) –
“Sono stati 3 anni molto difficili.Purtroppo non abbiamo retto”.

Fedez si commuove e non trattiene le lacrime a Belve, nell’intervista a Francesca Fagnani, quando risponde alle domande sulla crisi del matrimonio con Chiara Ferragni. “Non volevo piangere…Intorno alle nostre figure c’è sempre dietrologia, come se tutto fosse frutto di un calcolo.

C’è anche chi è arrivato a dire che io abbia strumentalizzato la mia malattia e ci abbia guadagnato”, dice Fedez. “In questo momento si parla di tradimenti, si parla di una ragazza con cui avrei avuto un rapporto.Mi stupisce la leggerezza con cui si dicono certe cose senza nessuna verifica”, dice il rapper. “E’ legittimo dire una cosa del genere senza nessuna prova?

Comprendo l’ossessione e l’esposizione mediatica, ma questa non può essere una giustificazione.Andiamo oltre…”, dice l’artista. “Comunque vada, Chiara sarà sempre la mamma dei miei figli e sarà la donna più importante della mia vita indipendentemente dal fatto che l’amore possa andare avanti o meno.

Spero che il clima si possa distendere per il bene dei nostri figli”.  
“Cosa mi ha legato molto a mia moglie?Onesto?

Il sesso.La connessione che avevo…

ho…raramente l’ho sperimentata.

Mia moglie professionalmente mi ha insegnato che a volte bisogna dire di no.Io dico sempre sì, da povero arricchito.

Quando mi hanno proposto di fare X Factor, nessun rapper era disposto a fare tv: ‘mi danno un sacco di soldi, perché dovrei dire no?’.Ho cercato di farle aprire gli occhi su persone che aveva accanto.

A volte ci sono riuscito, a volte no.L’unico progetto che ci ha coinvolto insieme è la serie” The Ferragnez. “Per il resto, si è trattato di compartimenti stagni”. 
Ha influito il caso del pandoro Balocco sul rapporto? “Sì, sì, sì”, dice Fedez facendo riferimento alla vicenda giudiziaria che coinvolge Chiara Ferragni per l’attività di beneficenza. “Io ho scoperto la vicenda quando è uscito tutto e non l’ho presa benissimo.

Io ho una fondazione che è stata controllata dalla testa ai piedi.Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria, ma voglio dire una cosa su Chiara.

Ho sempre voluto difenderla.E’ giusto che io mi sia preso la merda per questa vicenda, abbiamo scelto di essere The Ferragnez…”.  “Mi ha fatto star male, in questa situazione, l’impossibilità di rispondere di qualcosa che non ho commesso.

Per rispondere, dovevo aspettare che un’altra persona gestisse tutto.Io mi sarei difeso da subito, avrei fatto cose completamente diverse”, dice esprimendo un giudizio sulla strategia adottata dall’influencer. “Ma non è stata questa la ragione per cui è finito il matrimonio, pur avendo contribuito a creare un clima pesante.

Chiara poteva gestire meglio la situazione, tutti vedono la cattiva fede: io sono sicuro che non ci sia cattiva fede.Lei ha scelto di prendersi tutte le responsabilità, lei poteva e doveva spiegare che le responsabilità non sono tutte sue.

Anche dei manager?Di un manager, uno solo”.  Dai social dei due personaggi, sono sparite le foto che mostrano i volti dei bambini: “Ho chiesto a Chiara in questo momento di non pubblicare i volti dei bambini.

Sto tutelando i miei figli da me stesso, in un momento come questo non voglio danneggiarli.Non posso permettermi che vengano interpretate male cose che riguardano i miei figli.

Credo di essere un buon padre, anche se molti ci accusano di aver ‘mangiato’ sulla vita dei nostri bambini.Credo che i genitori, volenti o nolenti, siano traumi per i loro figli.

Spero di essere il male minore per loro”.  
“Il mio umore è altalenante, ho imparato a stare calmo nella tempesta.Non mi piace tirarmi indietro ed è per questo che sono qui.

Il caos non è un disvalore, ma ogni tanto va fatto un po’ d’ordine”, dice Fedez nella fase ‘preliminare’ dell’intervista. “Un mio pregio?Sono fottutamente trasparente.

Un difetto?L’impulsività, divento cattivo.

Credo di aver superato il limite quando ero molto giovane e sono andato a muso duro contro la politica.Non mi interessa essere amato o odiato, per me funziona comunque essere un personaggio divisivo.

Non ho mai barattato la libertà delle mie idee con qualcosa.In passato il sentimento che mi ha caratterizzato di più è stato il rancore.

Oggi mi caratterizza la curiosità.In passato ho avuto ‘la guerra in testa’, ho avuto bisogno di avere un nemico.

Spero che oggi non sia più necessario”, dice il rapper. Si parla dell’infanzia e dell’adolescenza a Rozzano: “Vengo da un luogo in cui esiste l’omologazione di periferia, ci sono canoni da rispettare.Non tutte le persone che vengono dalla strada sono fatte per la strada: c’è chi è preda e chi è predatore, io ero la preda.

Impari a farti rispettare ma ti picchiano lo stesso.Ne ho prese abbastanza”. Fedez non ha finito il liceo artistico: “Per come è andata la mia vita, non lo rimpiango”.

Nell’adolescenza, c’è stata anche la droga: “E’ durata un anno, poi ho smesso perché a 18 anni ho tentato il suicidio tagliandomi le vene.E’ stato facile entrare nella droga e difficile uscirne.

Con l’aiuto dei miei genitori e di altre persone l’ho superato, per me è qualcosa che è successo 10 vite fa”.  Con il rap, arriva il successo: “La testa ti gira per forza, succede a tutti avere un po’ di delirio di onnipotenza.La mia fortuna è che non ho una gran considerazione di me stesso: non mi davo il valore che avevo sul mercato, questione di insicurezza.

Ora succede un po’ meno”.All’epoca, i contrasti con i ‘colleghi’ “mi davano dispiacere.

Chi mi attaccava era magari chi mi aveva offerto contratti che non ho firmato.Cosimo (Guè, ndr) dice che mi ha lanciato, ma io ero già famoso…”.

Si parla di affari: “Nel 2023 la mia società vale 70 milioni di euro e alla guida c’è mia mamma, che come me non è una persona ‘studiata’.Ha imparato il mestiere in trincea”. Fedez ha appena chiuso l’avventura con il podcast Muschio Selvaggio, creato con Luis Sal prima della rottura e dell’interruzione del rapporto. “Mi manca Luis Sal?

No, sono successe cose spiacevoli per cui ci sono rimasto male.Anche Chiara ci è rimasta male.

E’ una persona a cui ho voluto tanto, tanto bene, sinceramente.Non so se dall’altra parte sia successo lo stesso.

In futuro dovrò imparare a stare da solo, finora non ho imparato a farlo”.  “Con il cancro mi è successa una cosa orribile.Per 2 anni ho perso la paura di morire, è tosta.

Se non hai paura di morire, non dai valore alla vita.Ora però ho smesso di pensarlo”, dice rispondendo ad una domanda sul cancro al pancreas.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diga di Suviana, l’intervento dei vigili del fuoco – Video

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(Adnkronos) – I vigili del fuoco intervengono nella centrale della diga di Suviana dove l’esplosione di una turbina ha provocato la morte di almeno 4 persone. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, Codacons: “L’Antitrust indaga su uova di Pasqua griffate”

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(Adnkronos) – “L’Antitrust indaga sulle uova di Pasqua, griffate Chiara Ferragni a seguito di un formale esposto presentato dal Codacons”.E’ quanto afferma in una nota l’associazione dei consumatori. “Se saranno accertati illeciti avvieremo come per il pandoro Balocco un’azione collettiva di risarcimento contro la Ferragni, chiedendo all’influencer di rimborsare tutti gli acquirenti dell’uovo di Pasqua”.  “Lo scorso 19 dicembre avevamo depositato un esposto a 104 Procure e all’Antitrust, segnalando il caso delle uova di Pasqua griffate Ferragni, e sottolineando come si trattasse di una sponsorizzazione commerciale che avrebbe fruttato in due anni la stratosferica cifra di 1,2 milioni di euro all’influencer – si legge ancora nella nota del Codacons – a fronte di una donazione ‘elemosina’ di appena 36mila euro in favore del progetto benefico ‘I Bambini delle Fate’, per giunta eseguita dalla società Dolci Preziosi e non dalla Ferragni, senza alcuna correlazione fra le vendite delle uova e l’entità della donazione”. “Dopo la Procura di Milano, che ha aperto una indagine sul caso, ora anche l’Antitrust ha accolto il nostro esposto” conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, estrazione di oggi 9 aprile 2024: la combinazione vincente

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ nell’estrazione del SuperEnalotto di oggi 9 aprile.Centrati, invece, quattro ‘5’ da quasi 47mila euro ciascuno.

Il jackpot per la prossima estrazione del concorso sale a 88 milioni.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  Ecco la combinazione vincente di oggi, martedì 9 aprile: 15 – 23 – 31 – 45 – 51 – 58.

Jolly: 60.SuperStar: 64.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sparatoria a Milano, gambizzato 40enne: è caccia all’aggressore

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(Adnkronos) –
Un 40enne italiano è stato ferito con colpi d’arma da fuoco alle gambe questa sera a Milano.La vittima è stata soccorsa poco dopo le 18 in viale Marche e trasportata in codice giallo all’ospedale di Niguarda, non in pericolo di vita.

Lo fanno sapere in una nota i carabinieri di Milano.Sono in corso le indagini dei militari del nucleo radiomobile della compagnia Duomo per rintracciare l’aggressore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Paolo Pininfarina, erede della storica azienda

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(Adnkronos) – Si è spento l’imprenditore Paolo Pininfarina, presidente dell’omonimo gruppo.Figlio del senatore a vita, Sergio Pininfarina, e nipote del fondatore della Pininfarina, ‘Pinin’ Farina, aveva 65 anni ed era malato da tempo.

Dopo la laurea in Ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, aveva proseguito gli studi negli Stati Uniti e in Giappone.La morte di Paolo Pininfarina avviene a 16 anni dalla scomparsa del fratello Andrea, morto nell’agosto 2008 in un incidente stradale, mentre stava andando in azienda. Paolo Pininfarina, scrive in una nota il Cda e l’azienda, “per tanti anni ha profuso impegno, entusiasmo ed energia nell’azienda, fondata da suo nonno Battista nel 1930, presiedendola dal 2008 ad oggi”. “Grazie alla sua dedizione, l’azienda ha avviato negli anni Ottanta un processo di diversificazione che l’ha portata, nel tempo, a diventare un punto di riferimento in ambiti di design diversi dall’automotive”. “La sua lunga e illustre carriera nel design e nell’industria automobilistica lo ha reso una figura di riferimento nel panorama italiano e internazionale, dimostrando il suo impegno costante verso l’innovazione e l’eccellenza”, sottolineano ancora dall’azienda. “Siamo tutti estremamente riconoscenti all’ingegner Pininfarina per il suo straordinario contributo all’azienda e per essersi sempre speso con passione, in prima persona, per tutelare la nostra storia e la nostra identità aziendale sia in termini di stile che di scelte etiche e comportamentali” ha detto Silvio Angori, amministratore delegato di Pininfarina. “A nome del Cda, del collegio sindacale e di tutti i dipendenti profondo dolore e cordoglio per la perdita” sottolinea. “Gli sono personalmente grato per avermi confermato alla guida dell’azienda, in seguito alla scomparsa di Andrea Pininfarina nel 2008 – prosegue Angori – in questi anni abbiamo condiviso tanti trionfi e anche tante sfide, sempre consigliandoci e sostenendoci a vicenda.

Il modo migliore per onorare la sua memoria è continuare, come lui vorrebbe, a impegnarci al massimo per il futuro della Pininfarina”, conclude l’ad del gruppo di Cambiano.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esposito (UniPr): “Anti-pneumococco coniugati dimezzano infezioni in bimbi”

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(Adnkronos) – L’introduzione dei vaccini anti-pneumococco coniugati in età pediatrica ha praticamente dimezzato l’incidenza e la mortalità delle infezioni in questa popolazione, ma in quella anziana, nonostante “un calo del 9% delle patologie pneumococciche complessive, del 67% di quelle causate da sierotipi contenuti nel vaccino eptavalente, del 38% di quelle determinate dai sierotipi contenuti nel vaccino 13-valente, si è osservato un aumento del 73% della patologia causata da sierotipi non contenuti in quello” con 13 ceppi, “motivo per cui è stato importate l’allargamento e l’inclusione di nuovi sierotipi” considerando, tra le centinaia dello Streptococcus pneumoniae, quelli che sono “più coinvolti nelle patologie invasive”.Lo ha detto Susanna Esposito, direttrice Clinica pediatrica ospedale Pietro Barilla Aou di Parma e professoressa ordinaria di Pediatria, università di Parma, intervenendo questa mattina, a Roma, in un incontro con la stampa, organizzato da Msd per presentare i dati positivi di numerosi studi di Fase 3 discussi nel corso del 13esimo Meeting della International Society of Pneumonia and Pneumococcal Diseases (Isppd), che hanno valutato V116, il primo vaccino pneumococcico coniugato 21 valente, con 8 sierotipi esclusivi, disegnato per proteggere in modo specifico gli adulti. “Il primo anno di vita e l’età avanzata hanno la più elevata incidenza di infezioni da pneumococco – spiega Esposito – si contano 14,4 casi ogni 100mila.

Il valore cala, si dimezza, tra 1 e 4 anni, poi declina ulteriormente e riprende a salire nell’adulto e, soprattutto, nell’anziano.Lo pneumococco causa le otiti medio acute, patologie tipiche nei primi 2 anni di vita che nel 30% dei casi recidivano, e polmoniti, meningiti o sepsi anche negli anziani.

Le vaccinazioni con vaccini coniugati introdotte nel 2000 mostrano che le coperture in età pediatrica sono buone” e danno risultati importanti.  Nei bambini, dopo “l’introduzione dell’eptavalente nel 2000, del 10 valente nel 2009, del 13 nel 2010 e del 15 valente nel 2022” si è registrato “un crollo complessivo dell’incidenza delle patologie invasive del 40%, dal 2000 al 2015, con una riduzione della mortalità da pneumococco a livello mondiale nel bambino nei primi 5 anni di età del 50% – aggiunge l’esperta – Tuttavia, ancora, nel 2015 le morti da pneumococco nel bambino di età inferiore ai 5 anni sono risultate 300mila e le patologie invasive in generale nella popolazione hanno determinato un milione di morti negli Stati Uniti”.A tale proposito è in studio l’impiego del vaccino 21 valente nei bambini con malattie croniche, “circa il 20% della popolazione pediatrica”, di cui sarebbe indicata “la somministrazione dopo quella del 15 valente”, conclude la professoressa. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lopalco: “Anti-pneumococco 21 valente cambio di paradigma in adulto fragile”

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(Adnkronos) – “Oggi abbiamo un vaccino disegnato su misura degli adulti che è un cambio di paradigma per la patologia pneumococcica.Il 23 valente era già presente, ma essendo glicosidico, ha un antigene più debole e deve essere rifatto a distanza di anni”.

Il V116, che è 21 valente, è invece “proteico” e quindi, per l’esperienza maturata con questo tipo di vaccini, “potrebbe essere efficace con una sola somministrazione”.Inoltre, “i 21 sierotipi hanno determinato una risposta immunitaria molto simile, senza dare interferenze, coprono l’80% delle patologie pneumococciche dell’anziano e, di questi, gli 8 ceppi esclusivi proteggono questa popolazione da circa un quarto delle patologie invasive da pneumococco.

Questo vaccino è quindi un game changer non solo perché disegnato su misura della popolazione adulta e fragile, ma anche perché ha funzionato bene per tutti i sierotipi.Perché però abbia un impatto sull’epidemiologia, bisogna che la sanità pubblica metta in atto un sistema che ne favorisca la somministrazione”.

Così Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’università del Salento, nel corso di un incontro con la stampa organizzato da Msd sui risultati di Fase 3 sul vaccino pneumococcico coniugato 21-valente sperimentale V116.  “Il fatto che esista un congresso in cui si parla solo di pneumococco – aggiunge – indica quanto sia impattante la malattia a livello globale.La novità, è il semaforo verde, con corsia preferenziale da parte dell’Agenzia del farmaco americana, Fda per V116”.  È molto “consistente il corpo di evidenze (studi Stride) presentato all’Isppd – spiega Lopalco – Parliamo di 8 trial clinici in doppio cieco che hanno messo a confronto il nuovo vaccino coniugato 21-valente con quelli che fino ad oggi sono gli standard di protezione nei confronti dello pneumococco nell’adulto.

Non solo, sono stati anche inclusi in questi studi molte migliaia di soggetti appartenenti a diverse fasce d’età e fra questi alcuni particolarmente ‘fragili’ come gli individui Hiv positivi che, in una condizione di potenziale immunodepressione, sono più suscettibili alla malattia.La complessità del corpo di studi sta nel fatto che V116 è stato testato in tutte le condizioni possibili che si potranno incontrare nella vita reale.

I risultati positivi presentati non erano affatto scontati perché tutti i sierotipi contenuti in questo vaccino hanno soddisfatto tutti i criteri richiesti per l’autorizzazione all’uso.Il vaccino V116 si è dimostrato non essere inferiore ai prodotti con i quali è stato messo a confronto per tutti quei sierotipi, 13, che sono in comune con gli altri vaccini con cui è stato confrontato”. Sono “risultati sorprendenti – rimarca l’esperto – perché purtroppo fino ad oggi eravamo ben consapevoli che aggiungendo dei sierotipi a un vaccino, l’aggiunta poteva comportare alcune interferenze e, quindi, non è automatico che ad esempio un vaccino 15-valente funzioni meglio di un 7-valente, né che un 20-valente funzioni meglio di un vaccino 15-valente, anzi, a volte l’addizione di sierotipi può comportare il manifestarsi di interferenze per cui un ceppo risponde meno a causa della presenza di altri ceppi.

Gli studi clinici hanno dimostrato, pertanto, che per tutti i 13 ceppi contenuti nel vaccino 21-valente, che sono in comune con i vecchi vaccini, V116 funziona allo stesso modo o meglio, ovvero non è inferiore”.  Ma la novità di V116 “è rappresentata dagli 8 ceppi – osserva Lopalco – che sono contenuti solo in questo vaccino e sono proprio quei ceppi responsabili, in alcune casistiche, fino al 30% della malattia dell’adulto.V116 è stato disegnato per proteggere specificamente l’adulto e il fragile.

Non è un vaccino per il bambino che può proteggere anche l’adulto e l’anziano.Gli studi condotti sull’epidemiologia e l’ecologia dello pneumococco nell’anziano hanno dimostrato che la presenza degli 8 ceppi che non sono presenti nei vaccini per l’infanzia forniscono quella protezione aggiuntiva ed esclusiva per l’adulto a rischio e per l’anziano”. “I risultati in termini di immunogenicità sono stati realmente eccezionali, perché non c’è stata alcuna non risposta da parte di ciascun ceppo.

Riguardo alla sicurezza, i vaccini pneumococcici sono ormai utilizzati da moltissimi anni e hanno dimostrato di essere sempre ben tollerati.V116 negli studi clinici ha confermato la safety rispetto ai vecchi vaccini, quindi, non sono emerse sorprese per la sicurezza e la tollerabilità.

Oltre agli studi clinici, è stato presentato al Congresso uno studio epidemiologico molto interessante condotto negli Stati Uniti, uno studio cosiddetto sul “campo”, in real world che ha coinvolto oltre 2 mila soggetti adulti/anziani affetti da polmonite per i quali è stata effettuata la sierotipizzazione dei ceppi circolanti e ha mostrato come in questi individui la protezione con il 21-valente sarebbe potuta arrivare fino all’84%, evitando così oltre l’80% dei casi di patologie pneumococciche in questi soggetti.In definitiva – conclude – dai dati che suggeriscono una copertura superiore all’80% grazie agli 8 ceppi esclusivi di V116, che è stato disegnato specificamente per l’adulto e l’anziano, possiamo affermare che questo vaccino realmente potrebbe rappresentare una svolta nella prevenzione a 360 gradi della malattia pneumococcica dall’infanzia alla terza età”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, vigilante morto a Castel Sant’Angelo con cintura stretta al collo

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(Adnkronos) – Trovato un cadavere a Castel Sant’Angelo.Si tratta di un addetto alla vigilanza del Museo, ritrovato alle 17.45, con una cintura al collo, legata all’inferriata di una stanza al primo piano della struttura.

Da un esame esterno non sono visibili segni di altre lesioni.Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Roma Prati, della Compagnia di Roma San Pietro che stanno indagando sul caso.

Presenti anche i Carabinieri della 7a Sezione del Nucleo Investigativo di Roma per effettuare i rilievi tecnici. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio al Nobel Peter Higgs, il ‘papà’ del bosone aveva 94 anni

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(Adnkronos) – Il fisico britannico Peter Higgs, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 2013, è morto nella sua casa di Edimburgo all’età di 94 anni dopo una breve malattia.L’annuncio della scomparsa, avvenuta lunedì 8 aprile, è stato dato oggi dall’Università di Edimburgo, dove è stato titolare della cattedra di fisica fino al 1996, quando è stato nominato professore emerito. Il Premio Nobel era stato assegnato a Higgs per la scoperta del bosone BEH, o bosone di Higgs, una particella elementare considerata la chiave di volta della struttura fondamentale della materia.

Oltre che ‘bosone di Higgs’, era stato soprannominato anche ‘la particella di Dio’. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale, La Juve Stabia conquista la serie B a Benevento con 3 giornate di anticipo compiendo un autentico capolavoro!

Vi proponiamo il nostro pensiero sulla Juve Stabia, espresso nel nostro editoriale post gara con il Benevento terminata 0-0.

Editoriale: Il punto conquistato ieri dalla Juve Stabia in casa del Benevento ha tolto metaforicamente l’amato cappellino a Mister Pagliuca, ha regalato molte soddisfazioni agli stabiesi ed ha tolto anche qualche sassolino dalle scarpe di tutti coloro che amano questi colori.Le Vespe sono un “grande capolavoro” di squadra!

Gli editoriali, solitamente, sono sempre scritti in prima persona plurale, cioè in noi, esplicitando il punto di vista della testata giornalistica che lo pubblica su un argomento specifico, cercando di esporre pensieri critici attraverso gli argomenti necessari per la comprensione del lettore.L’editoriale deve essere sintetico sulla posizione che mantiene sulla questione di interesse e deve incoraggiare la diversità di opinioni per generare un dibattito sano e costruttivo.

Questa volta vorrei però scriverlo di pugno ed in prima persona perché credo che non esista diversità di opinioni per ciò che è capitato ieri al Vigorito.

Editoriale: Le emozioni di questo ultimo turno di campionato tra Benevento e Juve Stabia

La combattuta sfida tra Benevento e Juve Stabia termina con il classico risultato ad occhiali, 0-0.Un punto che, però, permette ai gialloblù di fare il passaggio di categoria in Serie B.

Il Benevento, nel frattempo,  aggancia l’Avellino al secondo posto e lunedì ci sarà lo scontro diretto del Partenio.Ma parliamo di Castellammare.

La squadra di Mister Pagliuca approda ad Itaca e con lei tutte le persone che hanno creduto in questo fantastico gruppo.Perché dopo una intera stagione calcistica, fatta per lo più di sacrificio, umiltà, impegno, voglia, desiderio, fame, cazzimma, tenacia, la cosa più Bella arriva e ogni stabiese sente di condividerla.

Tanto è che all’una di notte il Menti pullula di persone all’ingresso del team della Juve Stabia sul prato verde.La verità è che se tutti i calciatori avessero gli strumenti per essere supportati in modo equo, ogni  “se vuoi puoi” avrebbe davvero valore.

La verità è che Mister Pagliuca, per quanto si nasconda dietro il suo cappellino blu, cammini avanti e indietro su ogni prato verde che ha calpestato, per quanto metta le mani nelle tasche del suo smanicato blu, per quanto rifiuti ogni sorta di complimento, ha davvero plasmato i giocatori scelti dalla Società e dal Direttore Lovisa in un vero capolavoro!

Juve Stabia: dietro ad ogni capolavoro ci sono tanti artisti

La città tutta è in festa.Ogni tifoso ha goduto del suo momento di gloria nel poter abbracciare gli eroi di questo fantastico viaggio ad Itaca.

Eppure, come succede in campo, anche nella vita di una squadra giornalistica, spesso e più volte, esistono tanti sacrifici invisibili ai più.Ecco, in questo editoriale, mi piacerebbe parlare di loro, di noi!

Loro che non posso avere il piacere di presentarvi perché li conoscete già.Parlo di Mario Vollono, Direttore di Vivicentro e regista delle trasmissioni; Mario Di Capua, radiocronista di tante battaglie gialloblè e fautore del progetto editoriale Juve Stabia Live rispolverato insieme al Direttore 6 anni fa; Natale Giusti, redattore di Vivicentro e amante delle statistiche gialloblè; Giovanni Donnarumma, redattore, voce del web ed anche fotografo che immortala i momenti più belli di quella che è la nostra squadra giornalistica.

Quando mi sono unita al loro gruppo giornalistico non immaginavo l’immane sudore e mole di lavoro che potesse celarsi dietro un giornalista sportivo, ma loro, non me ne voglia nessuno, sono di più.Vanno oltre, diciamola tutta.

Sempre presenti a macinare chilometri, emozioni, tempeste, mareggiate e persino mortificazioni da parte di chiunque si opponga al lavoro di cronaca sportiva.  Loro che fanno dei colori gialloblù un pezzo di storia, un vissuto talmente grande di emozioni, notizie, date e ricordi da far invidia anche ad un ricercatore.I mie amici che modificano i loro sguardi ed i loro volti a seconda di ciò che la Juve Stabia ci fa vivere.

Loro che ci mettono il Cuore quel cuore a tinte gialloblè.

Una canzone che identifica il campionato della Juve Stabia

Un uomo, subito dopo Sanremo 2024, mi ha dedicato la canzone del Volo, Capolavoro, ed io oggi sono qui per dedicarla alla Juve Stabia ed anche alla mia squadra:

Io che sto seduto dentro a un cinema

A sognare un po’ d’America e un po’ di casa tua

E mi chiedo sempre quanto durerà

Questo amore infinito che infinito non è Io che mi sentivo perso

Una vela in mare aperto

E all’improvviso tu, tu

Cadi dal cielo come un capolavoro

Prima di te non c’era niente di buono

Come se

Tu fossi l’unica luce a dare un senso

E questa vita con te

È un capolavoro”

Grazie ragazzi, grazie di cuore, alle mie due squadre del cuore per avermi permesso di arrivare ad Itaca con voi!Sono onorata e spero di aver migliorato le mie competenze giornalistiche per essere il vostro orgoglio.

Una giornalista all’ arrembaggio che vi stima tanto…

Tumori in aumento fra giovani, lo studio: effetto di invecchiamento biologico accelerato

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(Adnkronos) – Perché alcuni tumori, tradizionalmente ritenuti una malattia dell’età avanzata, sono in aumento tra i giovani adulti?Potrebbe essere l’effetto dell’invecchiamento biologico accelerato, a prescindere dalla data di nascita, secondo i ricercatori della Washington University di St.Louis, che hanno presentato lo studio al congresso dell’American Association of Cancer Research.  L’invecchiamento è uno dei principali fattori di rischio per molti tipi di cancro: più si invecchia, più è probabile che venga diagnosticato.

Ma sempre più esperti riconoscono che l’età non è solo il numero di candeline su una torta di compleanno.E’ anche l’effetto dello stile di vita, dello stress e della genetica, in pratica l’età biologica.  
I ricercatori l’hanno misurata in 150mila persone, di età compresa tra 37 e 54 anni, attraverso l’analisi di 9 marcatori nel sangue – dai livelli di albumina e creatinina al volume cellulare – e poi hanno analizzato l’incidenza di tumori, per valutare quelli diagnosticati prima dei 55 anni.

La loro conclusione è che l’invecchiamento accelerato è associato a un aumento del rischio di cancro, in particolare di quello del polmone, dello stomaco, dell’intestino e dell’utero. “Questo studio fornisce spunti interessanti che possono essere collegati all’attività di ricerca e ai pilastri della longevity”, commenta Ennio Tasciotti, direttore Human Longevity Programn dell’Irccs San Raffaele di Roma e ordinario di Tecnologie avanzate per il benessere e l’invecchiamento all’Università Telematica San Raffaele di Roma. “In primis, appare evidente la rilevanza dell’età biologica rispetto a quella anagrafica nel determinare il rischio di sviluppare alcune patologie, in questo caso il cancro.Questo concetto – spiega – è cruciale nell’ambito della ricerca sulla longevity, perché sottolinea come fattori quali lo stile di vita, lo stress e persino l’epigenetica possano influenzare il processo di invecchiamento e, di conseguenza, la predisposizione a determinate malattie”.  “L’identificazione di biomarcatori associati all’invecchiamento accelerato, come menzionato nell’articolo – puntualizza lo scienziato – potrebbe fornire preziose informazioni per sviluppare strategie preventive personalizzate, un concetto in linea con l’approccio a una medicina personalizzata, che personalmente sostengo come uno dei pilastri della ricerca sulla longevity.

Potrebbe infatti consentire una valutazione più accurata del rischio individuale di sviluppare malattie legate all’invecchiamento, consentendo interventi preventivi mirati.Sì dunque ad uno stile di vita sano, come dieta equilibrata, attività fisica regolare e sonno adeguato, per ridurre il rischio di malattie croniche; questo approccio richiama un concetto olistico di salute, fondamentale nell’affrontare l’invecchiamento”.  “Ritengo infatti importante adottare abitudini di vita salutari per favorire il benessere fisico e mentale a lungo termine integrando interventi preventivi personalizzati che considerino sia i fattori genetici che quelli ambientali, al fine di promuovere una migliore qualità della vita per tutti”, conclude Tasciotti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aosta, è francese la 22enne trovata morta. L’autopsia: “Si è dissanguata”

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(Adnkronos) – E’ una ragazza francese di 22 anni, la ragazza trovata morta ad Aosta nei giorni scorsi.Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla procura.

Oggi si è svolta l’autopsia sul corpo della ragazza e, dalle prime informazioni, la giovane sarebbe morta dissanguata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiere, a Piacenza Expo dal 18 al 20 aprile Giornate italiane del calcestruzzo

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(Adnkronos) – La carenza di manodopera specializzata sta mettendo in crisi il settore delle costruzioni in generale e quello del calcestruzzo in particolare, da diversi anni.Un fenomeno dalle dimensioni ormai preoccupanti, che sta danneggiando le stesse opere del Pnrr.

Le difficoltà di reperimento di lavoratori formati e, soprattutto, il mancato ricambio generazionale, saranno alcuni dei temi che caratterizzeranno la quinta edizione del Gic, le Giornate italiane del calcestruzzo – Italian Concrete Days, l’unica mostra-convegno italiana dedicata alle macchine, alle attrezzature e alle tecnologie per la filiera del calcestruzzo, alla prefabbricazione, ma anche alla demolizione delle strutture in cemento armato, al trasporto e al riciclaggio degli inerti, alle pavimentazioni continue e ai massetti, in programma nei padiglioni del Piacenza Expo dal 18 al 20 aprile. La penuria di maestranze – testimoniata da tutti i dati Formedil e da quelli delle casse edili – e la scarsa preparazione professionale sono vere e proprie emergenze alle quali le organizzazioni di categoria stanno cercando di fare fronte.Durante la tre giorni piacentina, palcoscenico privilegiato sulla filiera del calcestruzzo, si tenterà di individuare quelle ricette e iniziative che possano far tornare attrattive mansioni alle quali i più giovani non sembrano più interessati (non a caso i lavoratori specializzati nel settore edilizio sono quasi tutti over 50). Il Gic, infatti, da sempre si pone l’obiettivo di abbattere quella serie di stereotipi che spesso rappresentano una barriera all’accesso alla professione, come il fatto che il lavoro in edilizia si caratterizzi per un basso profilo professionale o che sia un’attività prettamente fisica, priva di innovazione tecnologica o che, ancora, il compenso economico non sia adeguato alla fatica.

Altro obiettivo del Gic è riannodare quello scambio inter-generazionale di saperi, quel passaggio di conoscenze dai più “vecchi” ai neo-assunti, che da sempre caratterizza l’attività nell’edilizia. Una prima risposta concreta arriva dall’Associazione tecnico economica del calcestruzzo preconfezionato (Atecap), che patrocina le Giornate Italiane del Calcestruzzo, la quale si appresta a varare un’innovativa Academy della formazione professionale. “Come Associazione stiamo lavorando ad una Academy, un luogo virtuale, ma anche fisico, dove si condividono conoscenze, saperi, tecniche e pratiche per accrescere la competenza, la formazione e l’esperienza”, spiega Giuseppe Ruggiu, presidente di Atecap, “L’Academy avrà una forte connotazione intergenerazionale e interculturale, sarà un veicolo per uscire dagli schemi classici della formazione in aula, concorrendo a dare visibilità a imprese che mettono al centro della propria attività le persone che lavorano in azienda e a cui interessa che queste siano ben formate, competenti e che sappiano svolgere le proprie mansioni in sicurezza, senza alcuna questione etnica o tematica di genere”. Un accenno quello del presidente Ruggiu all’interculturalità non certo casuale: i dati dimostrano infatti che una parziale mitigazione alla carenza di manodopera arriva dalla disponibilità verso questi lavori evidenziata da parte di cittadini immigrati.Nel settore dell’edilizia, secondo i rilievi delle casse edili, circa il 35% degli occupati è straniero, di questi oltre il 60% proviene specificatamente da Romania, Albania, Marocco, ed Egitto.

Tuttavia anch’essi soffrono di un’oggettiva carenza nella formazione e nella qualificazione.Un vulnus che iniziative come l’Academy mirano a sanare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, gli esperti: “Rafforzare le vaccinazioni nei pazienti oncologici”

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(Adnkronos) – Tra i principali problemi di salute pubblica in Italia vi sono i decessi provocati dai tumori, pari a poco meno di 500 persone al giorno, con oltre 1.400 diagnosi quotidiane.Ad aggravare questo quadro vi è la poca consapevolezza degli strumenti preventivi a disposizione contro le malattie infettive.

Per questo occorre una maggiore sensibilizzazione sulla disponibilità di protezione vaccinale contro infezioni come pneumococco, Herpes zoster (Hz), Rsv (virus respiratorio sinciziale), oltre che contro Covid e influenza.Ai pazienti fragili, più esposti a queste infezioni e a una maggiore gravità della sintomatologia, si deve offrire l’opportunità di ricevere le vaccinazioni in ospedale e sul territorio.

Questi i messaggi emersi nell’incontro scientifico-istituzionale che si è tenuto oggi al ministero della Salute, ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio.Focus sui pazienti oncologici’, organizzato da Aristea con il contributo non condizionante di Gsk. L’appello lanciato dalla comunità scientifica e dalle associazioni dei pazienti è stato proprio volto a diffondere consapevolezza e “accesso alle vaccinazioni tanto sul territorio quanto in ospedale”, in linea con quanto già prescritto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale che al quinto punto – ricorda una nota – promuove interventi vaccinali nei gruppi di popolazione ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del paziente.

Secondo l’Oms le vaccinazioni prevengono 2-3 milioni di morti l’anno, ma molti decessi sono ancora causati da malattie infettive prevenibili con vaccinazione, soprattutto tra i pazienti immunocompromessi e con comorbosità.Tra questi, i pazienti oncologici rappresentano una delle popolazioni a maggior rischio.  “E’ necessario avvicinare il più possibile le vaccinazioni ai pazienti fragili – sottolinea Roberta Siliquini, presidente Siti (Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica) – Infatti, una malattia infettiva in pazienti immunocompromessi o con malattie croniche come le neoplasie potrebbe aggravare la situazione di base o, in alcuni casi, costringere a interrompere delle cure salvavita.

E’ altresì necessario che i percorsi vaccinali privilegiati per questi pazienti siano correttamente organizzati, uguali su tutto il territorio nazionale e abbiano una governance sostenuta dai dipartimenti di prevenzione”. “Una survey su oltre 500 pazienti condotta dall’Aiom Associazione italiana di oncologia medica, ha rivelato che il 20% dei pazienti oncologici non ha mai discusso di vaccinazioni con il proprio specialista di riferimento e solo un paziente su 10 è consapevole della raccomandazione della vaccinazione anti Herpes zoster – evidenzia Giuseppe Tonini, delegato Aiom – Inoltre, l’80% dei pazienti non sa che la protezione vaccinale può migliorare i risultati delle terapie antitumorali.Per questo la nostra società scientifica ha lanciato una nuova campagna informativa, rivolta anche ai caregiver, che promuove la consapevolezza sull’importanza dei vaccini, come quelli contro influenza, pneumococco, Sars-CoV-2, Herpes zoster, virus respiratorio sinciziale.

Sono in procinto di essere pubblicate le Linee guida sulle vaccinazioni nei pazienti oncologici.Gli effetti di queste patologie possono essere particolarmente gravi: l’Herpes zoster, ad esempio, nel paziente oncologico può anche ritardare la cura della patologia di base; i soggetti fragili che contraggono l’Rsv sono ad alto rischio di malattie gravi”. Le raccomandazioni a sostegno della prevenzione sono ulteriormente avvalorate dai più recenti traguardi conquistati dalla ricerca scientifica, che ha reso disponibili nuovi vaccini per l’Hz e l’Rsv, offrendo così un’opportunità importante per i pazienti oncologici.

Il virus respiratorio sinciziale – riporta la nota – è un virus ubiquitario, molto diffusivo, che attacca le alte vie respiratorie e successivamente, diffondendosi nel tratto respiratorio inferiore, può provocare bronchiolite/polmonite.E’ uno dei virus più comuni nei bambini ed ora è sempre più riconosciuto come patogeno nella popolazione anziana e immunocompromessa.

Nei Paesi industrializzati, negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi.Finora non sono state disponibili terapie e vaccinazioni, ma è da poco disponibile in Italia il primo vaccino per gli adulti, con straordinaria efficacia – si legge nella nota – nei soggetti con patologie concomitanti: nello studio cardine ha mostrato una riduzione del 94,1% della malattia grave da Rsv e un’efficacia complessiva dell’82,6%.  “I soggetti fragili che contraggono l’Rsv sono ad alto rischio di malattia grave a causa del declino dell’immunità correlato all’età e delle condizioni sottostanti – rimarca Roberto Parrella, presidente Simit (Società italiana di malattie infettive e Tropicali) – Se infatti la maggior parte delle persone guarisce entro un paio di settimane, il virus può determinare gravi espressioni di malattia nelle persone vulnerabili, in cui può portare a esiti gravi come polmonite, ospedalizzazione e morte.

In generale, chi ha patologie pregresse rischia un aggravamento delle proprie condizioni e va incontro a tassi di ospedalizzazione più elevati.Infatti, negli adulti/anziani Rsv determina un aumento di 3-5 volte dei tassi di ricovero rispetto ai soggetti più giovani.

Recenti studi americani rilevano come ogni anno ci siano da 60mila a 120mila ricoveri dovuti all’Rsv, di cui circa 6-8mila decessi”.In Europa “vengono stimati almeno 33mila decessi Rsv-correlati nei pazienti ospedalizzati.

Da questi dati si evince l’importanza che può rivestire uno strumento preventivo come il vaccino”. L’Herpes zoster – è stato riferito durante l’incontro – ha un’incidenza di circa 8 casi per mille abitanti per anno, ma aumenta con l’età, tanto che a 80 anni si ha il 50% di possibilità in più di incorrere in questa patologia.E in coloro che sono affetti da neoplasie ematologiche, l’incidenza è di 31/mille soggetti-anno.

L’Hz è molto pericoloso per i pazienti fragili, perché peggiora spesso il controllo della malattia, ed ancora di più per quelli immunocompromessi, in particolare coloro che sono affetti da patologie oncologiche o oncoematologiche.Il rischio di sviluppare nevralgia post-erpetica, infatti, nei pazienti con tumore ematologico varia tra il 6% e il 40%.

Il cancro orale, esofageo, dello stomaco, colorettale, del polmone, del seno, delle ovaie, della prostata, del rene e della vescica sono associati ad un aumento della probabilità di sviluppare l’infezione fra il 10-50%. “Il virus dell’Herpes zoster è presente in oltre il 90% della popolazione e il riattivarsi è legato all’immunodeficienza legata all’età o alla malattia di base – ricorda Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit – Comporta una fastidiosa fase acuta e delle sequele, come la nevralgia post-erpetica, un dolore che colpisce la zona dove si è manifestata l’infezione e che può persistere anche per mesi.La letteratura scientifica più recente ha evidenziato anche complicanze cardio e cerebro-vascolari.

La varietà e la gravità di queste conseguenze ci inducono a raccomandare fortemente la vaccinazione, tanto più che il nuovo vaccino ricombinante adiuvato, a differenza del precedente a virus attenuato, si può somministrare anche nei soggetti immunocompromessi; inoltre ha dimostrato un rapporto rischio/beneficio nettamente favorevole, oltre che una persistenza d’effetto di 10 anni”. L’incontro scientifico-istituzionale si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del ministero della Salute.A seguire quattro tavole rotonde.

Nella prima, ‘L’investimento nella prevenzione come tutela della salute e forma di risparmio pubblico’, sono intervenuti tra gli altri i senatori Francesco Zaffini, Presidente X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato; Daniele Manca ed Elisa Pirro (V Commissione Bilancio, Senato); Luciano Ciocchetti (vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera); Gian Antonio Girelli e Simona Loizzo (XII Commissione Affari sociali, Camera); Nicola Ottaviani, segretario V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera.  Nella sessione che ha messo a confronto i diversi modelli regionali sono intervenuti Guido Bertolaso, assessore alla Sanità, Regione Lombardia; Luca Coletto, assessore alla Salute e politiche sociali, Regione Umbria; Claudio D’Amario, direttore Dipartimento Sanità, Regione Abruzzo; Roberto Ieraci, membro Gruppo di lavoro Strategie vaccinali, Regione Lazio.La tavola rotonda scientifica ha visto la partecipazione del direttore scientifico Simit, Massimo Andreoni; Andrea Mandelli, presidente Fofi; Roberto Parrella, presidente Simit; Alessandro Rossi, presidente Simg; Carlo Signorelli, presidente Nitag; Roberta Siliquini, presidente Siti; Giuseppe Tonini, delegato Aiom.  La parte delle associazioni dei pazienti ha coinvolto Adriana Bonifacino, presidente Fondazione IncontraDonna; Stefano Giordani, direttore scientifico Associazione Onconauti; Anna Maria Mancuso, presidente Salute Donna; Marcella Marletta, Comitato esecutivo Favo; Giuseppe Tonini, coordinatore Comitato scientifico nazionale Lilt. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parrella (Simit): “Dopo Covid tra malati cancro c’è maggiore esitazione”

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(Adnkronos) – “Dopo la pandemia da Covid, anche tra i malati di cancro è aumentata l’esitazione verso i vaccini.C’è una stanchezza su questo tema, comprensibile perché la popolazione è stata chiamata ad effettuare una serie di vaccinazioni.

Ora è il momento di riprendere il dialogo con le categorie più a rischio.Bisogna lavorare per aumentare nei soggetti fragili conoscenza e coscienza vaccinale, attraverso informazioni in campo medico, specialistico, ma soprattutto nella comunità.

E’ necessario trasmettere informazioni adeguate riguardo alla possibilità di proteggere, esaltando i vantaggi della vaccinazione rispetto a quelli che possono essere invece gli svantaggi di una popolazione che, se non immunizzata, può avere serie conseguenze”.Lo ha detto Roberto Parrella, direttore Unità operativa complessa Malattie infettive respiratorie Ospedale Cotugno di Napoli, presidente della Simit (Società italiana malattie infettive e tropicali), nel suo intervento in occasione del convegno ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio.

Focus sui pazienti oncologici’, oggi al ministero della Salute. Soprattutto “gli immunodepressi e gli oncologici”, ha sottolineato, sono pazienti “particolarmente a rischio di sviluppare malattie gravi, severe, che oggi possiamo prevenire attraverso degli schemi vaccinali che abbiamo a disposizione contro pneumococco, Herpes zoster”, virus respiratorio sinciziale “Rsv, meningococco, senza mai trascurare la classica influenza stagionale o l’anti-Covid”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’oncologo Tonini: “Pazienti poco consapevoli dell’importanza dei vaccini”

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(Adnkronos) – I pazienti oncologici “non sempre sono consapevoli dell’importanza della vaccinazione.Molti, pur essendo in condizione di fragilità, non parlano di vaccini con il proprio specialista che deve sempre consigliare tutte le vaccinazioni: antinfluenzale, Herpes zoster, anti-pneumococco e il vaccino contro l’Rsv, il virus sinciziale respiratorio.

Questi ultimi due per scongiurare polmoniti importanti, anche mortali nei soggetti fragili”.Lo ha detto Giuseppe Tonini, professore ordinario di Oncologia medica e direttore Uoc di Oncologia medica presso il Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, in occasione del convegno ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio.

Focus sui pazienti oncologici’, oggi al ministero della Salute. “Molti pazienti non affrontano l’argomento con il proprio specialista.Ma sicuramente le nostre associazioni di volontariato, le società scientifiche o la stessa Lega italiana per la lotta ai tumori – ha sottolineato Tonini, che nella Lilt è coordinatore del comitato scientifico – stanno lavorando molto sull’informazione, arma fondamentale per fare capire che il paziente vaccinato è più in sicurezza e ha meno complicanze”.

E proprio la Lilt, ha concluso l’oncologo, “sta realizzando una campagna promozionale per aiutare chi ha avuto esperienza di tumori: il punto importante è la riabilitazione e cercare di mettere in sicurezza i pazienti e le loro famiglie.Facciamo corsi per caregiver e per tutti coloro che rinunciano al proprio lavoro per stare vicino e assistere un familiare malato”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siliquini (Siti): “Proteggere pazienti oncologici dal rischio infezioni respiratorie”

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(Adnkronos) – “E’ importantissimo proteggere le persone fragili, soprattutto i pazienti oncologici, da alcune patologie infettive che possono intercorrere durante la malattia.Per questo abbiamo a disposizione dei vaccini estremamente efficaci e sicuri che possono ridurre in questi pazienti il rischio di ammalarsi durante il trattamento che in alcuni casi dovrebbe anche essere interrotto”.

Lo ha detto Roberta Siliquini, presidente della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), nel suo intervento in occasione del convegno ‘La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio.Focus sui pazienti oncologici’, oggi al ministero della Salute. “Fondamentale – sottolinea – immunizzare i pazienti oncologici praticamente contro tutte le patologie, soprattutto contro quelle a diffusione respiratoria: influenza, virus respiratorio sinciziale (Rsv), Sars-CoV-2, pneumococco.

Ma anche contro l’Herpes zoster, più noto come Fuoco di Sant’Antonio, che ha un vaccino efficace e sicuro contro una patologia che spesso si propone in maniera molto prorompente nei pazienti con basse difese immunitarie”.  “Il ruolo dei clinici – rimarca la presidente Siti – è estremamente importante nel sensibilizzare verso la vaccinazione.I pazienti oncologici hanno un problema prioritario di salute, che non è quello di una possibile malattia infettiva che magari non arriva.

Quindi, è fondamentale che i clinici facciano capire che è importante vaccinarsi e che un vaccino non contrasta in alcun modo la terapia che le persone stanno facendo.Gli igienisti sono a disposizione per fornire consulenze e discutere dei singoli pazienti”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diga di Suviana, il video dall’elicottero dei vigili del fuoco

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(Adnkronos) – L’elicottero dei vigili del fuoco sorvola la diga di Suviana, in provincia di Bologna, dove si è verificata un’esplosione nella più grande centrale idroelettrica dell’Emilia-Romagna.Almeno 3 i morti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)