Home Blog Pagina 1712

Milan, Desailly: “Servono due giocatori per crescere” – Video

0

(Adnkronos) – “Il Milan?Quest’anno ha fatto troppi ‘up and down’, non ha mai avuto il momento dove ha creduto che si poteva vincere.

Ci voleva una stabilità nella performance che il Milan non ha avuto.Fa bene alcune partite e poi cala, è un peccato.

Vedremo se il Milan avrà soldi a sufficienza per comprare quei due giocatori che ti possono dare qualcosa in più.E poi c’è la filosofia anche da rispettare”.

Lo ha detto l’ex centrocampista francese del Milan Marcel Desailly, in una intervista all’Adnkronos, da Madrid dove è presente per i Laureus Awards. “Spero che il Milan avrà questa lucidità e la fortuna di trovare quei due giocatori che possono fare la differenza.Se Pioli resterà?

Penso di sì.Si stanno costruendo le basi della squadra e per me ci vuole ancora una stagione prima di decidere”, ha aggiunto l’ex rossonero nel giorno del derby che può voler dire scudetto dell’Inter. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lory Del Santo a Belve: dal carcere alle relazioni con i potenti, il racconto a Francesca Fagnani

0

(Adnkronos) – Dalla povertà assoluta al carcere, alla ricerca del successo, alle relazioni con i potenti, fino al dramma della morte dei suoi figli.Lory Del Santo si racconta a ‘Belve’, in un’intervista alla conduttrice Francesca Fagnani, nella puntata in onda domani martedì 23 aprile su Rai2.

A partire dalla lunga frequentazione con Gianni Agnelli, sulla quale racconta: “Diceva che per lui rappresentavo la bellezza unita all’intelletto.Non tutti gli uomini vogliono una donna vicino solo per fare…, no?

Alcuni vogliono una donna che possa rallegrare certi momenti.Io sono molto simpatica, arrivo, faccio le scene, con la mia voglia di dire ‘dai ce la farai!’”.

E quando Fagnani scherza: “Lei diceva ‘dai ce la farai’ a Gianni Agnelli?”, Del Santo conferma: “Certo, mi amava anche per questo”.Sulle sue relazioni amorose non mancano poi episodi divertenti, come quando uno spasimante a Parigi le rovesciò letteralmente addosso 100 milioni di lire.  Quando la conduttrice le chiede se per un periodo della sua vita, per necessità o per scelta, abbia fatto la escort, nasce un botta e risposta imbarazzato: “La escort?

Se intendi in quel senso… No, mai.Non fa parte del mio carattere.

Ho incontrato tanti uomini potenti, non ho mai chiesto niente, e non mi hanno mai dato niente”, conclude Del Santo.E poi, un capitolo non molto noto e che l’ha particolarmente segnata: quello del carcere dovuto, secondo lei, ad uno scambio di persona in una vicenda di droga. “Ho passato dieci giorni in carcere.

Mi dissero che mi dovevano mettere a confronto con una super testimone e non mi potevano spiegare nulla finché non l’avessi incontrata.Finalmente ho avuto l’incontro, non mi ha riconosciuta e quindi tutte le accuse sono cadute”.

Poi, sulla morte dei suoi due figli: “Sono morta, per questo non soffro”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Roccella: “Valorizzare ruolo e competenze donne caregiver nel lavoro”

0

(Adnkronos) – “Le donne sono storicamente caregiver, hanno inventato l’assistenza sul piano sociale, familiare e anche della ricerca.Bisogna dare valore al lavoro di cura delle donne caregiver e riconoscerlo sia sul piano sociale sia su quello dello sviluppo di competenze.

Dare valore vuol dire ‘valorizzare’ queste competenze sia attraverso un loro riconoscimento sia trasferendole in ambito lavorativo e della progressione di carriera”.Lo ha detto la ministra della Famiglia e delle Pari opportunità, Eugenia Roccella, intervenendo oggi in Senato alla presentazione del libro bianco ‘Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro’, nel corso dell’evento conclusivo della campagna promossa da Alexion, AstraZeneca Rare Disease insieme a Uniamo (Federazione italiana malattie rare), con la partecipazione di Fondazione Onda Ets, EngageMinds Hun e Altems dell’Università Cattolica. Dal documento emerge che il 37% delle rispondenti all’indagine campionaria risulta non essere presente sul mercato del lavoro e, di queste, una su 5 ha dichiarato di aver perso il lavoro o di avervi rinunciato.

Delle caregiver occupate, il 51% ha un contratto di lavoro full time, mentre il 49% lavoro part-time.Dall’indagine risulta, inoltre, che 8 donne su 10 hanno dovuto modificare la propria attività professionale a causa del proprio ruolo con conseguenti cambiamenti a livello di carriera, quasi sempre a carattere peggiorativo, come il rivestimento di ruoli meno senior, un minor carico di ore o la richiesta di maggiori giornate di riposo.

Tra i motivi alla base del cambiamento della propria situazione lavorativa, oltre alla necessità di bilanciare il lavoro e la cura (23%), le rispondenti all’indagine hanno riportato motivi riconducibili a un’organizzazione sanitaria non efficiente, che include ricoveri ospedalieri e frequenti visite mediche o di controllo. “Le donne sono caregiver perché spontanemante tendono a occuparsi dei bisogni degli altri.E spesso lo hanno fatto attraverso una storia di esclusione e sacrifici personali.

Ancora oggi, che dovrebbero esserci maggiormente le pari opportunità, noi donne siamo quelle che si sacrificano.L’elemento della cura e dell’accoglienza, del farsi carico dei bisogni degli altri, non è qualcosa a cui io, personalmente, mi sentirei di rinunciare con facilità, ma d’altra parte non si può scaricare solo sulle spalle delle donne, la capacità di prendersi cura non può essere penalizzante”.

E’ un tema di cui “dobbiamo farci carico tutti, per esempio sviluppando nel percorso di cura delle competenze che poi possono essere valorizzate per trasferirle in un riconoscimento nel mondo del lavoro.Dobbiamo dare più valore sociale al ruolo dei caregiver, non consideriamolo solo un lato in ombra”, conclude Roccella.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Graffigna (Cattolica): “Figura femminile centrale in patologie e assistenza”

0

(Adnkronos) – Nelle malattie rare “esiste una prevalenza di genere femminile del 52,4%”, che “sono 1 milione e 48mila.Il carico assistenziale dei pazienti è nel 90% dei casi assorbito dalle donne, il cui ruolo è centrale.

Ecco perché abbiamo voluto realizzare un libro bianco con dati e proposte concrete non solo per migliorare la qualità di vita delle donne, ma perché c’è bisogno di accendere i riflettori sulla condizione delle donne che convivono con una malattia rara o devono assistere un familiare con una patologia rara”.Lo ha detto Guendalina Graffigna, professoressa ordinaria di Psicologia dei consumi e della salute all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e direttrice del centro di ricerca EngageMinds Hub che ha curato l’indagine, intervenendo oggi in Senato alla presentazione di ‘Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro’, nel corso di dell’evento conclusivo della campagna promossa da Alexion, AstraZeneca Rare Disease. “Abbiamo curato tre fasi della ricerca – spiega Graffigna – una parte di analisi della letteratura scientifica, una di indagine qualitativa in profondità per raccogliere le storie di donne che convivono con la patologia rara e un’analisi quantitativa per quantificare il burden, il ‘peso della malattia’.

Il libro bianco è l’occasione per mettere nero su bianco dei numeri, ma anche di portare avanti proposte su cosa dovrebbe essere prioritario per migliorare l’assistenza e la presa in carico delle donne con malattie rare”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, detenuto suicida a Regina Coeli

0

(Adnkronos) – “Ancora un morto in carcere, un suicidio, a Regina Coeli qualche ora fa.Ero all’interno dell’istituto, in direzione, quando è arrivata la notizia: un uomo di trentasei anni, cinese, in carcere da poco più di un mese, si è impiccato alla terza branda del letto a castello nella solita settima sezione, quel porto di mare di arrestati, isolati, puniti, separati, dove l’anno scorso se ne sono ammazzati quattro”.

Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, sul suo profilo Facebook.Il Garante si era recato in visita nel carcere romano con il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale.  “Non posso che ripetere le parole del presidente Mattarella: servono risposte urgenti, contro il sovraffollamento, per condizioni di vita umane e dignitose, l’unico modo per contrastare la piaga dei suicidi in carcere”, ha concluso Anastasìa.

Si tratta del trentaduesimo suicidio di un detenuto in Italia dall’inizio dell’anno, il secondo nel Lazio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kharkiv, Russia colpisce torre della tv – Video

0

(Adnkronos) – La torre tv di Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, è stata distrutta in un raid della Russia.Lo ha reso noto Oleh Synyehubov, capo dell’Amministrazione militare regionale, secondo quanto riferito dal Guardian. “Al momento ci sono interruzioni del segnale televisivo digitale”, ha affermato Syniehubov, aggiungendo che non ci sono state vittime. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diaco : “Al lavoro per serata evento ‘BellaRai2′” – Video

0

(Adnkronos) – “Confermo che sto lavorando ad una prima serata di BellaMa’: sarà una serata evento che si chiamerà ‘BellaRai2’, andrà in onda giovedì 30 maggio e proporrà un viaggio tra i conduttori e le conduttrici del passato che hanno fatto grande la storia del secondo canale televisivo della Rai”.Lo dichiara Pierluigi Diaco all’AdnKronos, aggiungendo che “‘BellaRai2’ è figlio di ‘Bellarai’, la rubrica che da settembre scorso ha proposto ai telespettatori di Rai2, un viaggio settimanale nei programmi che hanno fatto grande il servizio pubblico.

Sono grato all’azienda per la fiducia e la libertà autoriale che mi hanno accordato”.Proprio oggi è cominciata la campagna spot su Rai2 della serata evento. E sempre oggi sono state aperte sul sito di Rai Casting (https://www.rai.it/raicasting/) le iscrizioni per partecipare alla terza stagione di ‘BellaMà’, in onda su Rai2 da settembre 2024.

Per partecipare, come opinionisti o concorrenti del primo talent di parola della tv italiana, bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, per la Generazione Z, oppure oltre i 55 anni, per entrare nelle fila dei Boomer, riferisce una nota Rai.La struttura di Rai Casting farà una prima selezione tra le più di mille candidature arrivate finora, con dei provini in programma nelle giornate del 2, 3, 6, 7 e 8 maggio, al Circolo Sportivo Rai in via Fornaci di Tor di Quinto a Roma. Da queste giornate uscirà un nutrito gruppo che affronterà le audizioni finali – in programma dal 27 al 29 maggio – con il conduttore Pierluigi Diaco, la madrina del programma Roberta Capua e gli autori, nello studio di ‘BellaMà’ presso la Dear – Fabrizio Frizzi di Roma.

Le iscrizioni al casting per la prossima stagione sono aperte fino all’8 maggio 2024. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aumento biglietto bus e metro Roma, Gualtieri: “Necessario, ma riduzione per abbonamenti”

0

(Adnkronos) – A Roma aumento del biglietto bus e metro a 2 euro? ”Ad oggi rispetto alle risorse attuali sul trasporto pubblico la rimodulazione è necessaria ma sarà affiancata a una riduzione del costo degli abbonamenti”.Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo alla conferenza ‘Preparazione al Giubileo Cattolico 2025’ nella sede della stampa estera.  ”Da tempo noi chiediamo più risorse nazionali per il Trasporto pubblico locale, poi la Regione determina le tariffe sulla base delle risorse esistenti.

Se come sembra questo intervento sarà confermato ci sarà la massima attenzione per accompagnarlo a una riduzione per gli abbonamenti”, ha affermato Gualtieri. Il sindaco ha anche spiegato che “no, non metteremo un ticket per Roma.Abbiamo però aumentato la tassa di soggiorno”. Quanto ai lavori per il Giubileo, ”ad oggi siamo al 27% dei cantieri già aperti, 44 pari al 20% sono di imminente avvio, entro maggio apriranno.

Entro maggio avremo il 50% dei cantieri aperti, gli altri seguiranno molto rapidamente”.  Gualtieri ha poi avvertito sul “rischio di ipertrofia di b&b e affitti brevi, concentrati nel centro della città, un fenomeno negativo che rischia di desertificare e svuotare i palazzi.Non si può pensare che non ci siano affitti brevi, non ho nessuna visione demonizzante ma ho una forte critica sull’assenza della legge di strumenti per regolare il fenomeno.

Chiediamo al Governo di consentire ai Comuni di regolamentare di più questo ambito.Secondo me sarebbero necessari dei limiti di concentrazione, anche nei singoli palazzi”, ma ”servono basi giuridiche per farlo che richiedono un intervento dello Stato che noi continuiamo a sollecitare”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Rossi (Alexion): “Impatto devastante in donne pazienti e caregiver”

0

(Adnkronos) – “Il nostro impegno sul libro bianco, deriva un po’ dalla nostra missione” che “da oltre 30 anni, è quella di trasformare la vita delle persone che convivono con la malattia rara e quella dei loro cari che cercano di dare un supporto alla famiglia.Proprio in quest’ottica si inserisce il progetto”.

Sono 2 i modi con cui “cerchiamo di portare avanti la nostra missione: focalizzandoci sulla parte di ricerca e sviluppo, quindi cercando di mettere a disposizione delle persone dei farmaci trasformativi, che possano davvero avere un impatto sulla storia naturale della patologia”, e ascoltando “quelli che sono i bisogni della comunità delle malattie rare, in primis quella dei pazienti, per cercare di capire, al di là del farmaco, quali sono le necessità ancora da colmare”.Così all’Adnkronos Anna Chiara Rossi, VP& General Manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare Disease, commentando oggi in Senato la presentazione di ‘Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro’, nel corso di dell’evento conclusivo della campagna ‘Women in rare’ promossa dalla farmaceutica. “Dopo anni di ascolto della comunità – continua Rossi – ci siamo resi conto che l’impatto delle malattie rare sulla vita delle donne era davvero drammatico e devastante.

Il 90% dei caregiver, ovvero di coloro che si prendono cura del paziente raro, oggi in Italia, è donna, e molte delle patologie rare hanno un’incidenza maggiore sulle donne.Con questa ricerca abbiamo voluto cercare di trasformare e di rendere evidenti quelli che erano tantissimi racconti, esempi aneddotici, in dati solidi che dessero davvero un’idea di quello che è l’impatto, le difficoltà che ogni giorno le donne impegnate in quest’ambito devono superare e cercare di valorizzarli anche da un punto di vista farmaco-economico ed economico per capire effettivamente quello che può essere l’impatto”.  Sono molteplici le richieste che emergono dal libro bianco. “Innanzitutto emerge un aspetto emozionale ed emotivo, il bisogno di aiuto, di sostegno psicologico”.

Le donne hanno necessità di “sentirsi capite immediatamente da coloro che si prendono cura di loro – sottolinea Rossi – e che i primi sintomi vengano davvero presi in considerazione seriamente, cosa che, talvolta, abbiamo riscontrato, non succede.I primi sintomi della malattia vengono scambiati per stress, stanchezza e questo, spesso, porta a un ritardo nella diagnosi”.

Viene inoltre chiesta “la possibilità di accedere ai trattamenti efficaci nel più breve tempo possibile”.Come caregiver è importante “poter avere un supporto nell’assistenza al paziente, spesso il figlio o il padre”, ma anche “un supporto maggiore” dal punto di vista lavorativo “perché, molto spesso, sia i pazienti sia le caregiver devono lasciarlo”.

Infine, il libro bianco, oltre a richiamare l’attenzione “sul desiderio di maternità evidenzia la necessità, per la caregiver” di non annullarsi completamente per “prendersi cura della persona malata.E poterlo fare senza sensi di colpa e senza un impatto economico che può essere devastante” conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conclusa a Milano Hypermile Challenge, Tesla Model 3 Rwd percorre oltre 600 km

0

(Adnkronos) – È terminata alle 17.30 di sabato 20 aprile la prima Milano Hypermile Challenge, la sfida che puntava a raggiungere i 500 km di autonomia con una Tesla Model 3 Rwd, organizzata dalla associazione no profit Tesla Owners Italia durante la trafficata Design Week milanese nelle giornate di venerdì 19 e sabato 20 aprile. “Dopo oltre 27 ore di guida – fa sapere un comunicato stampa – il contachilometri ha raggiunto i 609 km, percorsi nel traffico milanese della Design Week da 7 piloti che si sono alternati alla guida senza mai fermarsi e senza mai ricaricare la batteria dell’automobile.La Model 3 ha consumato 55 kWh di energia elettrica, l’equivalente energetico di 5,6 litri di benzina: ciò porta la percorrenza teorica della nostra elettrica a quasi 110 km/litro, un dato che sorpassa di cinque volte anche le più performanti auto termiche ibride”. Milano Hypermile Challenge è stata anche una sfida all’aria tossica delle aree metropolitane. “L’ultimo dato fornito dall’Agenzia europea dell’ambiente riporta 63.000 morti premature all’anno per danni dall’inquinamento – spiega il prof.

Alessandro Miani, presidente della Società italiana medicina ambientale e uno dei piloti del Challenge –.L’inquinamento atmosferico provoca dei danni molto simili a quelli del fumo anche se non siamo dei fumatori e riduce di circa tre anni la nostra aspettativa di vita”. L’auto scelta per la Milano Hypermile Challenge è stata la più piccola della gamma Tesla, la Model 3 Rwd, “a dimostrazione che l’auto elettrica è un veicolo con costi accessibili e ancora più interessante grazie agli incentivi.

Il prezzo di listino della Tesla Model 3 RWD è 40.490 euro e con l’ecobonus auto di prossima introduzione può scendere fino a 26.740 euro rendendola competitiva non solo rispetto alle auto del settore C ma anche ad alcune city car”, evidenzia la nota. Sette piloti, Luca Del Bo, Alberto Oberdan Aleandri, Giovanni Giuseppe Savini, Daniele Invernizzi, Matteo Valenza, Matteo Massarenti e Alessandro Miani, si sono alternati senza sosta alla guida, per un totale di 14 giri in un circuito misto urbano ed extraurbano che ha visto la Tesla percorrere la circonvallazione esterna milanese per poi fare tappa per il cambio pilota al Tesla Store di Milano Linate.La frenata rigenerativa e la gestione delle risorse energetiche tipiche delle Tesla, ha permesso di superare gli obiettivi prefissati.  “La Milano Hypermile Challenge trova il suo vero successo come iniziativa nata dal basso, da possessori di auto elettriche che ogni giorno toccano con mano i vantaggi della mobilità sostenibile e che contribuiscono a definire nuovi limiti e nuove sfide per il benessere del nostro pianeta.

Una vera impresa che vale più di mille comizi e che rende ogni sostenitore dell’innovazione un protagonista.E io sono fiero di aver contribuito con Tesla Owners Italia”, dice uno dei piloti, Giovanni Giuseppe Savini, economista e imprenditore agricolo.  “Le sfide di hypermiling servono anche per imparare a guidare in maniera efficiente.

Con l’hypermiling arrivi ai semafori utilizzando il più possibile solo l’energia cinetica, guidi tranquillo e rilassato, sei molto più attento alla guida e risparmi energia.Se applichi un 20% di hypermiling alla tua guida urbana anche con un’auto a combustione ti ritrovi a consumare di meno, a ridurre i cancerogeni emessi dallo scappamento, essere meno stressato e causare meno incidenti”, aggiunge Daniele Invernizzi, presidente di eV-Now!

e co-fondatore di Tesla Owners Italia. Alberto Oberdan Aleandri, 25 anni, agente di commercio che ha scelto proprio una Tesla Model 3 Rwd per il proprio lavoro, sottolinea che “è stato bello poter dimostrare che le auto elettriche anche in condizioni estreme, come il traffico della design week milanese e decine di semafori e code, permettano percorrenze eccezionali nel più totale comfort e con estrema efficienza”.Pierpaolo Zampini vicepresidente e co-fondatore di Tesla Owners ha curato una diretta streaming su social media durata oltre 27 ore senza interruzioni, aggiunge: “Circolano milioni di auto termiche molto inquinanti in Italia che contribuiscono a provocare decine di migliaia di morti da smog all’anno.

Possiamo dire che ogni auto elettrica, ogni Tesla venduta aiuta a salvare vite umane”.  L’auto scelta per la sfida, la Tesla Model 3 Rwd, ha raggiunto il risultato anche grazie agli innovativi pneumatici iON Evo, forniti da Hankook, sponsor dell’evento.Anche Tesla ha contribuito nell’organizzazione, fornendo l’auto per la sfida e offrendo una base d’appoggio per i cambi pilota presso il Tesla Store di Milano Linate.

Durante i due giorni della Milano Hypermile Challenge molti interessati hanno avuto l’opportunità di effettuare test drive per provare di persona i vantaggi economici, ambientali e il piacere di guidare una Tesla.Cinzia Agazzi, co-fondatrice di Tesla Owners Italia, ricorda un’altra caratteristica molto importante: “Tutte le Tesla sono auto al vertice della sicurezza passiva, e proprio la Model 3 è stata premiata come l’auto più sicura ottenendo 5 stelle nei test Euro Ncap, con un punteggio del 96% per la protezione degli occupanti.

Inoltre, le tecnologie di assistenza alla guida, portano al vertice tutte le Tesla nella sicurezza attiva di guida”. Infine Luca Del Bo, presidente e co-fondatore di Tesla Owners Italia, lancia un messaggio alla politica, alle amministrazioni locali e anche ai cittadini: “Oggi, ciascuno di noi, non solo può, ma deve, fare la differenza.Da subito compriamo cibi e articoli che garantiscano l’uso minimo di plastica o plastic free, utilizziamo per le nostre case energia elettrica certificata da fonti rinnovabili e usiamo mezzi elettrici per gli spostamenti.

Insomma, oggi abbiamo un dovere morale, possiamo contribuire con i nostri piccoli gesti quotidiani a un ambiente più sano e sicuro per noi ma soprattutto per i nostri figli e nipoti; il cambiamento dipende solo da noi e deve partire dal basso, dalle nostre abitudini”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Celentano a Floris: “DiMartedì mi piace tanto, ma basta con gli applausi finti”

0

(Adnkronos) – “Caro Beat, mi piaci tanto…, no, volevo dire, caro Floris, la tua trasmissione ‘DiMartedì’ mi piace tanto!Sei Forte!

Però…Se ti ostini a rompere i c…ni con quegli applausi finti ogni 3 secondi, io re del rock e di tante altre cose, ti annuncio che: o ti sbarazzi di quegli insignificanti e tristi applausi o presto il tuo ‘DiMartedì’ crollerà”.

Così, nel suo primo post audio pubblicato oggi sui canali Instagram e Facebook de ‘L’inesistente’, Adriano Celentano critica gli applausi di ‘DiMartedì’, il programma di Giovanni Floris in onda su La7, e lo fa sulle note di ‘Tre passi avanti’, il brano del 1968 dedicato al fenomeno beat.    —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mezzogiorno, Schifani: “Zes, sbagliato lavorare su micro parcellizzazione senza misura sistema”

0

(Adnkronos) – “Mi trovo pienamente d’accordo con il ministro Raffaele Fitto sulla Zes unica”.Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana Renato Schifani intervenendo all’incontro ‘Zes unica, una grande opportunità per il Mezzogiorno?’, organizzato dalla Fondazione Magna Grecia a Palermo. “Ricordo che il ministro mi chiamò un pomeriggio molto entusiasta dicendo che aveva portato a casa una ottima riforma per il Mezzogiorno – dice – Ho condiviso subito la strategia perché lavorare su micro parcellizzazione senza una misura di sistema è sbagliato”. “La scommessa – continua- è evitare che il passaggio di sistema possa rallentare il progetto, della facilitazione fiscale”. “Dobbiamo sottrarre dalla campagna elettorale un tema importante come l’autonomia che è un tema forte.

Se io eredito un territorio dove la siringa costa x rispetto alla Lombardia non lo posso cambiare nel giro di nulla.C’è la tendenza del premier Meloni di fare in modo che questo slivellamento si eviti”.  “Il calo demografico -sottolinea il presidente- è sintomo di una incertezza del futuro da parte delle giovani coppie, è sintomo di una crisi che stiamo vivendo che al di là degli aspetti etici tocca temi esistenziali di carattere economico.

Sta all’istituzione, alla politica, anche alle politiche di strategia di crescita economica.Favorire le crescite significa però assicurare ai genitori la possibilità di una vita normale”. “In Sicilia stiamo facendo di tutto, abbiamo avuto un aumento del Pil, abbiamo avuto un aumento delle entrate fiscali nel 2023: non ci possiamo lamentare.

Continueremo a lavorare su questo progetto di espansione economica di carattere liberale.Dare alle imprese che investono liquidità e tassi ridotti e su questo anticipo che stiamo studiando con Irfis possibilità di intervenire sul costo del denaro”, conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Basilicata, il tweet velenoso di Storace: “Effetto Bortone”

0

(Adnkronos) – “Effetto Bortone in Basilicata”.E’ il post velenoso pubblicato da Francesco Storace su X dopo la chiusura dei seggi per le elezioni regionali in Basilicata dove i cittadini sono andati alle urne per scegliere presidente della giunta regionale e per il rinnovo del Consiglio regionale.  Mentre lo spoglio è in corso, con un’affluenza definitiva al 49,80%, secondo i primi Instant Poll di Yoodata, realizzati su un campione rappresentativo di 2.020 elettori, il governatore uscente e candidato del centrodestra Vito Bardi (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc, Azione, Orgoglio lucano, La vera Basilicata) è in testa con il 53-57%, seguito dal candidato del centrosinistra Piero Marrese (Pd, Movimento 5 Stelle, Basilicata casa comune, Basilicata unita, Avs-Europa verde-Sinistra italiana-Psi-La Basilicata possibile) al 41-45%.   In questi giorni è montata la polemica sulla cancellazione del monologo sul 25 aprile dello scrittore Antonio Scurati dalla trasmissione ‘Che sarà’ su Raitre condotto da Serena Bortone che ha sollevato il caso.

Da più parti si è parlato di censura da parte della Rai, ma ancora oggi viale Mazzini non solo ha fatto sapere che è in atto un’istruttoria.Il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, ha ribadito che “la narrazione di una Rai che censura è del tutto priva di fondamento”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Uniamo: “Libro bianco accende riflettori su donne pazienti e caregiver”

0

(Adnkronos) – Con ‘Women in rare’ “abbiamo voluto centrare l’attenzione sulle donne con malattie rare e sulle donne caregiver.Questo è importante dal nostro punto di vista fin da quando c’è stata la risoluzione Onu sui diritti delle persone con malattia rara, che sottolinea in maniera specifica il ruolo della donna.

Il libro bianco ha il privilegio e il pregio di mettere in luce dati sulle malattie rare, di strutturarli in una maniera ordinata e scientifica.Fino ad oggi non avevamo abbastanza e sufficienti informazioni” per poter descrivere la situazione femminile. “Dopo il libro bianco possiamo cercare di capire, con la politica, dove ‘certosinamente’ andare ad influire per migliorare la qualità di vita di queste persone”.

Così Anna Lisa Scopinaro, presidente Uniamo, Federazione italiana malattie rare, oggi in Senato alla presentazione di ‘Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro’, nel corso di dell’evento conclusivo della campagna promossa da Alexion, AstraZeneca Rare Disease. Dal libro bianco emerge che “come donne abbiamo il carico più pesante per quanto riguarda l’assistenza di pazienti con malattie rare – sottolinea Scopinaro – Le donne si sacrificano di più: se malate rare, sono costrette comunque a lasciare il lavoro o diminuire l’attività lavorativa per il peso della malattia; se caregiver, si dà per scontato che siano loro a doversi occupare della persona con malattia rara e quindi, di nuovo, a lasciare il lavoro o diminuire l’attività” lavorativa.  “Credo che questo sistema che stiamo misurando e che stiamo cercando soprattutto di inventariare per poter trovare soluzioni ottimali – conclude la presidente di Uniamo – sia da osservare con attenzione, proprio perché non è corretto che sia sempre la donna a pagare le spese di tutto questo”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mezzogiorno, Fitto: “Da Piano Mattei a Zes strategia che guarda ai prossimi decenni”

0

(Adnkronos) – “Dal Piano Mattei alla Zes unica, alla revisione del Pnrr, c’è una strategia che come governo abbiamo messo in campo e che guarda ai prossimi anni e ai prossimi decenni e non solo ai prossimi giorni, come è accaduto in passato”.Lo ha detto il ministro Raffaele Fitto intervenendo all’incontro ‘Zes unica’ organizzato dalla Fondazione Magna Grecia a Palermo. “Le proposte di riperimetrazione delle vecchie 8 Zes andavano in direzioni discutibili”.

Ha sottolineato.   “La Zes unica rappresenta una grande opportunità per un territorio molto ampio”, ha aggiunto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biennale Arte, a Venezia dalla Russia miliardari, collezionisti e turisti

0

(Adnkronos) – Artisti, certo.Ma anche miliardari, collezionisti e curatori.

Il Padiglione della Russia ai Giardini della Biennale è stato ceduto alla Bolivia, ma il mondo russo che gravita intorno all’arte, e al mondo degli affari, era ben rappresentato a Venezia nei giorni dell’inaugurazione della 60/a Esposizione Internazionale.Quasi come se nulla fosse.  Lo yacht Odessa II del magnate Len Blavatnik – ex socio del colosso del petrolio Tnk-Bp acquisito da Rosneft, ora patron di Warner Music Group con la sua Access Industries, da tempo trasferito in Gran Bretagna, poi negli Stati Uniti – è rimasto attraccato quasi tutta la scorsa settimana alle Zattere, a pochi passi alla sede veneziana della Fondazione V-A-C finanziata da Leonid Mikhelson, patron di Novatek, importante gruppo russo del settore del gas, spazio e chiuso dall’inizio della guerra contro l’Ucraina.  La collezionista Inna Bazhenova, imprenditrice con interessi nel settore del gas e del petrolio, dopo il trasferimento, all’inizio degli anni Novanta, di tecnologie dall’aeronautica al settore dell’estrazione, ha lanciato la piattaforma per l’arte digitale Taex alla Scoletta dei Battioro e Tiraoro a Campo San Stae, sul Canal Grande.

Fra i numerosi ospiti russi dell’inaugurazione della mostra “Scoletta dell’arte: Digital Reform”, Olga Sviblova, direttrice del Museo per l’arte multimediale di Mosca Mamm, appena riaperto dopo una lunga ristrutturazione.  E due degli artisti del collettivo AES+F di cui sono collezionisti sia Blavatnik che l’imprenditore dell’IT, Aleksandr Popov, ancora residente a Mosca e anche lui avvistato a Venezia in questi giorni.Nel 2007 la loro opera “Last Riot” era stata scelta per il Padiglione della Russia per la Biennale.

Il giorno dell’inizio dell’invasione contro l’Ucraina, AES+F aveva aggiunto uno sfondo nero all’account Instagram, firmato una petizione contro la guerra, “e iniziato a tacere”. “Non un silenzio di conformismo o accordo.Ma di shock e impotenza”, avevano scritto gli artisti in un comunicato da Berlino, dove risiedono.

Ha partecipato all’inaugurazione della prima iniziativa di Taex, anche Daria Pushkova, direttrice del Centro russo di scienza e cultura di Roma.  Champagne e chiacchiere.Opere digitali di sei artisti contemporanei e di altrettanti ‘classici’, inclusi Théodore Géricault e Kazimir Malevich, disegni e dipinti dalla collezione privata della mecenate originaria di Nizhi Novgorod, che da tempo si è trasferita a Monte Carlo con il marito Dmitry Samorukov, e lo scorso autunno ha ceduto Art Newspaper, che aveva acquistato nel 2014, al gruppo AMTD di Hong Kong. “Digital Art Makes History Too” e Come and Play with Us” le scritte al neon montate sulla facciata del Palazzo costruito a inizio Settecento.  Il futuro? “Impossibile fare previsioni”. “Ma io a Mosca ci sono nata e non me ne vado”, il commento di una delle invitate. “Ieri ci siamo rincontrati dopo due anni, contenti di rivederci e di essere a Venezia – spiega parlando all’Adnkronos un’altra delle personalità presenti – Ma il nostro mondo dell’arte contemporanea, non è lo stesso di prima, anche se Mosca pullula di mostre e iniziative”.

I contributi pubblici dello Stato caduti a pioggia sulla società in questi anni di guerra devono aver interessato anche il settore dell’arte. Ritorno a un principio di realtà il giorno dopo alla Galleria itinerArte di Dorsoduro, dove Andrey Bilzho artista, autore e illustratore molto noto nel suo Paese per il personaggio di Petrovich, ha aperto la mostra “oddlander”, scarpe d’oro ai piedi delle sedie, un letto da bambino con una bandiera da cerimonia sovietica come coperta, tavolini laccati con tecniche tradizionali russe, personaggi animali e tanti disegni alle pareti, molti dei quali sulla guerra e la repressione in Russia.  “Questo è il mio universo.L’ho trasferito qui”, spiega all’Adnkronos l’artista, “nato tre mesi dopo la morte di Stalin in una famiglia di nemici del popolo” e che, dall’inizio dell’invasione, si è trasferito stabilmente a Venezia, dove vive con un visto da rinnovare ogni anno che non gli consente di lavorare e una casa come la sua mostra.

Psichiatra prima di dedicarsi completamente al disegno, nei giorni successivi al 24 febbraio del 2024 ha ascoltato al telefono, cercando di contenerli, i traumi dei suoi contatti ucraini. Quasi tutti i suoi ospiti hanno lasciato la Russia, come lui.Incluso Marat Gelman, agente straniero dal 2021 e nell’elenco delle persone ricercate in Russia dall’anno successivo, già consulente politico del Cremlino e direttore del Museo di arte contemporanea di Perm, curatore ben integrato fino ai primi anni duemila.

Nel 2014 si è trasferito in Montenegro, ora vive a Berlino, dove ha aperto una galleria che devolve parte dei suoi introiti a fondi ucraini.E ha appena presentato a New York la mostra “Blue Lard “#cancelrussianculture” dello scrittore Vladimir Sorokin.  Molti sono i russi anche fra i visitatori della mostra allestita a Cà Foscari “Uzbekistan: l’Avanguardia nel deserto.

La forma e il simbolo”, aperta sempre a ridosso dell’inaugurazione della Biennale e curata dalla direttrice dello Csar, Centro di studi sull’arte russa, Silvia Burini, al centro di polemiche nel 2014 per aver conferito e consegnato a Mosca, era allora prorettrice dell’ateneo veneziano, un riconoscimento all’allora ministro della Cultura Vladimiv Medinsky, e aver ricevuto, a sua volta, pochi mesi dopo al Cremlino, il Premio Pushkin.Così come molti sono i russi a spasso nelle calli o seduti al tavolo di un ristorante della città.

Magari dopo aver letto “Moia Venezia – 2”, la “guida alternativa” firmata da Bilzho. (dall’inviata Simona Poidomani)   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Harry ama Meghan ossessivamente, non la lascerà mai”: le parole dell’esperta

0

(Adnkronos) –
Il principe Harry non lascerà mai Meghan Markle perché nutre per lei un amore “ossessivo” e hanno un matrimonio “buono e forte”.Lo sostiene la biografa reale Ingrid Seward, aggiungendo che la duchessa di Sussex resterà felicemente con il marito “fintanto che avrà il controllo”.

Parlando con il Sun, ha spiegato: “Penso che Harry abbia un amore ossessivo per Meghan.Non credo che la lascerà mai.

Lei ha il controllo e penso che finché lo avrà sarà felice.Penso che il loro sia un buon matrimonio e che siano molto felici.

Chi non lo sarebbe in quella splendida casa e con due adorabili bambini?”. I commenti dell’esperta arrivano dopo che Harry e Meghan sono stati visti nel fine settimana a Wellington, in Florida, per le riprese di uno dei loro programmi Netflix, che alzerà il sipario su uno degli sport più esclusivi al mondo, il polo.I Sussex si tenevano per mano sul campo e sorridevano ai fotografi.

La coppia è stata poi vista scambiarsi un dolce bacio.L’esperta di linguaggio del corpo Judi James ha detto che questo gesto mostra quanto siano simili Meghan e Harry. “La coppia si è già baciata altre volte durante le partite di polo – ha ricordato – Nel 2018 lo aveva fatto in occasione di un evento simile, dove Harry, pieno di passione dopo aver giocato, piantò un bacio molto sexy sulle labbra di Meghan.

La sua espressione era seria e sembrava perso in quel momento mentre girava la testa e teneva il busto in avanti.Meghan ha inclinato la testa all’indietro nello stesso gesto di sottomissione che Diana ha usato quando ha baciato Charles il giorno del loro matrimonio.

Il trofeo di polo sembrava irrilevante e quasi bisognava ricordare loro che avrebbe dovuto essere consegnato”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, primo libro bianco racconta vissuto 2 mln di donne pazienti e caregiver

0

(Adnkronos) – In occasione dell’evento conclusivo della campagna Women in Rare – la centralità delle donne nelle malattie, è stato presentato oggi a Roma, al Senato, ‘Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro’, il primo libro bianco italiano, con informazioni, indagini qualitative e testimonianze di pazienti e caregiver.In Italia – spiega una nota – sono più di 2 milioni le donne che hanno a che fare quotidianamente con una malattia rara, più di 1 milione come pazienti e altrettante come caregiver di un familiare, molto spesso un figlio o una figlia.

Il 70% di queste patologie insorge infatti in età pediatrica, con 19mila nuovi casi ogni anno e un totale di 2 milioni di persone colpite nel nostro Paese.  Per fare luce sulle difficoltà riscontrate dalle figure femminili nelle quotidiane attività di assistenza e cura di se stesse o di un parente e per rispondervi in modo efficace, nel 2023 è nato Women in Rare – la centralità delle donne nelle malattie rare, ideato e promosso da Alexion, AstraZeneca Rare Disease insieme a Uniamo (Federazione italiana malattie rare) con la partecipazione di Fondazione Onda Ets, EngageMinds Hun e Altems dell’Università Cattolica.Il progetto è stato realizzato con il contributo di un comitato scientifico composto da esperti afferenti a diverse specializzazioni nell’ambito della salute della donna e delle malattie rare, che lo ha supportato in tutte le fasi di sviluppo, fino alla definizione e approvazione del documento finale. Come rivela un’indagine realizzata per analizzare l’impatto delle malattie rare sulla vita delle pazienti e delle caregiver, “il 42% delle donne affette da malattia rara” intervistate dichiara che “la situazione economica è cambiata a seguito della diagnosi, con un peggioramento in 8 casi su 10 e un conseguente impatto psicologico nel nella maggior parte dei casi– afferma Giuseppe Arbia, direttore di Altems – Le spese addizionali che si sono trovate ad affrontare sono legate, nel 77% dei casi, a trattamenti medici, incluse le spese legate a viaggi per poter accedere a terapie e controlli (23%), mentre nel 19% dei casi a necessità relative alla gestione della casa e della famiglia. È stato inoltre visto che perdono in media 45,46 giorni di lavoro all’anno, corrispondenti a 3,78 giorni al mese.

Per quanto riguarda le caregiver – continua Arbia – il 65% ha riferito che la diagnosi di malattia rara del proprio figlio, ha portato a un peggioramento della situazione economico-finanziaria con un peggioramento in 8 casi su 10 con ripercussioni psicologiche nel 78%.Le spese addizionali” sono da imputare “nel 69% dei casi a trattamenti medici, compresi i viaggi per poter accedere a cure e controlli (22%), e nel 28% dei casi sono relative alla gestione della casa e della famiglia.

Per loro, in media, i giorni di lavoro persi sono 43,67 all’anno, 3,64 al mese”. Nelle malattie rare “esiste una prevalenza di genere femminile del 52,4%” che “sono 1 milione e 48mila – spiega Guendalina Graffigna, professoressa ordinaria di Psicologia dei consumi e della salute all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e direttrice del centro di Ricerca EngageMinds Hub che ha curato l’indagine – Il carico assistenziale dei pazienti è nel 90% dei casi assorbito da loro.Basti pensare che 1 milione e 400mila pazienti sono in età pediatrica, e 2 su 5 oggi hanno meno di 18 anni: a prendersi cura di loro sono molto spesso le madri, che in numerosi casi vivono la riduzione delle proprie attività lavorative, ludiche e relazionali, in un’identificazione totale con la malattia e con l’incarico assistenziale che ne consegue.

Purtroppo, molto spesso, le figure femminili sono ritenute le più adatte a occuparsi di un familiare malato e risentono di pressioni legate al ruolo di cura, che le porta a rinunciare a moltissime delle attività sociali”. Come osserva la presidente di Uniamo, Annalisa Scopinaro: “In Europa le malattie sono considerate rare quando colpiscono 1 persona su 2mila e questo fa capire come chi ne soffre possa sentirsi solo.Eppure l’Onu, con la sua risoluzione di 3 anni fa, ha richiamato con forza l’urgenza di promuovere e tutelare i diritti di queste persone.

Per farlo, è indispensabile conoscere a fondo i loro problemi e le loro necessità e, a questo proposito, ci siamo accorti che mancavano dati precisi sull’impatto delle patologie rare (oggi se ne conoscono tra le 7 e le 8mila) sulla vita delle donne.Oggi, grazie a Women in Rare disponiamo di questi dati e li sottoponiamo all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

L’obiettivo – aggiunge – è sollecitare azioni che possano tutelare le donne caregiver nella loro attività di cura quotidiana, che spesso le conduce a lasciare il lavoro, e le pazienti con malattia rara riguardo alla medicina di precisione e alla prevenzione delle altre patologie. È necessario aiutare le prime con una legge specifica che si occupi del caregiving, e le seconde offrendo assistenza e consulenza”. Riferendosi ai risultati dell’indagine, “la maggior parte delle donne intervistate – commenta Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda Ets – ci ha raccontato che la patologia ha un’influenza negativa anche sulla percezione di sé e della propria femminilità e di sentirsi spesso in imbarazzo a causa delle limitazioni fisiche che comporta.Lo stesso avviene per la fertilità, un tema delicato per molte di loro.

Con questa campagna vogliamo accendere i riflettori sulla condizione di queste donne, per chiedere interventi alle Istituzioni che vertano principalmente sull’offerta di supporto psicologico, sulla creazione di linee guida specifiche e percorsi diagnostici e su un’implementazione dei servizi sanitari territoriali con attenzione alla questione di genere”. A tale proposito, “come Alexion, AstraZeneca Rare Disease, azienda leader nello sviluppo di terapie per le malattie rare, abbiamo deciso di promuovere il progetto Women in Rare per contribuire a migliorare la conoscenza di aspetti rilevanti nella vita delle donne, come il carico portato da pazienti o caregiver e l’impatto che la malattia rara ha sulle loro vite – conclude Anna Chiara Rossi, VP& General Manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare Disease –.L’osservatorio privilegiato da cui operiamo ci offre l’opportunità di una visione consapevole dei problemi legati a queste patologie, per questo sentiamo la responsabilità di agire per favorire l’ascolto di queste persone e per dare loro voce.

Con la realizzazione della campagna e la distribuzione del libro bianco, da cui emergono difficoltà e bisogni e da cui è possibile trarre gli strumenti per un’inversione di rotta, speriamo di riuscire a dare il via a un processo di cambiamento a favore di tutte le donne che si interfacciano ogni giorno con una malattia rara”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, nel simbolo Pd non c’è il nome di Elly Schlein

0

(Adnkronos) – Una delegazione del Pd è arrivata al Viminale per depositare il simbolo elettorale per le europee.Nel simbolo non c’è il nome della segretaria Elly Schlein mentre compare il riferimento al Pse.

Il termine ultimo per la presentazione dei simboli è alle 16.  “E’ stato proposto di inserire il mio nome nel logo elettorale.Si è aperta una discussione ieri in Direzione e anche fuori.

Ringrazio chi ha fatto quella proposta ma il contributo migliore che posso dare a questa squadra, lo posso dare correndo assieme alla lista.Questa proposta mi è sembrata più divisiva che rafforzativa”, ha detto Elly Schlein in diretta Instagram.  “Voglio dare una mano anche io a questa squadra, sono anche io candidata per portare il Pd più in alto possibile.

Io ho la speranza di poter dare una mano a eleggere il più possibile di queste persone.Siamo a una sfida cruciale, lo si dice sempre ma questa volta siamo davvero a un bivio”, le parole della leader dem. “Mi prendo questa responsabilità, anche se resterò in Italia per contrastare ogni giorno le politiche sbagliate del governo Meloni”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, Castagna (Dip. Editoria Palazzo Chigi): “I giovani non vogliono più fare figli”

0

(Adnkronos) – “In Italia non c’è solo la transizione digitale che è stata accelerata dal Covid, ma abbiamo una transizione in più che è quella demografica.Non facciamo più figli e questo è un problema molto grave.

Non vedo centrare l’argomento dai partiti.Il caso della natalità però non ha a che fare con la situazione economica della famiglia.

Il Child free è concentrato soprattutto al Centro e al Nord dove i giovani non si vogliono più assumere la fatica di crescere un figlio”.Lo ha detto Silvia Castagna, Membro del Comitato AI del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri partecipando all’incontro ‘Criticità e sfide future’ nell’ambito dell’incontro su ‘Zes Unica’ organizzata dalla Fondazione Magna Grecia a Palermo.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)