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Rapporto Amnesty: “Mobilitazione popolare senza precedenti”

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(Adnkronos) – C’è una mobilitazione popolare senza precedenti per chiedere protezione dei diritti umani e rispetto per la nostra comune umanità.E’ quanto emerge dal Rapporto 2023-2024 di Amnesty International che contiene un’analisi della situazione dei diritti umani in 155 stati. “Le azioni di potenti attori statali e non statali ci hanno fatto sprofondare nel caos di un mondo senza regole efficaci, dove fare brutalmente profitti grazie a tecnologie rivoluzionarie senza effettivo controllo è diventata la norma.

Ma laddove molti governi non si sono attenuti al diritto internazionale, altri hanno chiesto alle istituzioni internazionali di attuarlo.Laddove leader di spessore mondiale non si sono schierati dalla parte dei diritti umani, abbiamo visto persone entusiaste marciare, protestare e pretendere un futuro di maggiore speranza”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.  Il conflitto tra Israele e Hamas ha generato proteste in ogni parte del mondo, con richieste – levatesi ben prima che molti governi le facessero proprie – di un cessate il fuoco per porre fine all’indicibile sofferenza dei palestinesi di Gaza e di ritorno in libertà di tutti gli ostaggi nelle mani di Hamas e di altri gruppi armati.

Altrove, come negli Usa, in Polonia e in El Salvador, le persone sono scese in strada per rivendicare il diritto all’aborto mentre si scatenava un attacco contro la giustizia di genere.In tutto il mondo altri giovani si sono aggregati al movimento Fridays for Future per chiedere un’equa e rapida uscita dal fossile.

Nel 2023, osserva Amnesty, incessanti campagne hanno ottenuto significative vittorie per i diritti umani.A Taiwan, il movimento #MeToo e altre organizzazioni della società civile che chiedevano la fine della violenza sessuale online hanno spinto il governo a emendare la Legge sulla prevenzione del crimine di aggressione sessuale.  Amnesty sottolinea che nonostante “in misura minore di quanto sarebbe stato necessario, la Cop28 ha accettato l’avvio della transizione verso l’uscita dal fossile: si è trattato della prima volta in cui i combustibili fossili sono stati menzionati in una decisione della Cop.

Dopo anni di campagne, quattro difensori dei diritti umani della Turchia – Taner Kılıç, İdil Eser, Özlem Dalkıran e Günal Kurşun – condannati nel luglio 2020 sulla base di accuse false, sono stati finalmente assolti”.Ancora un altro di tanti esempi: in Afghanistan, a ottobre, l’attivista per il diritto allo studio Matiullah Wesa è stato scarcerato dopo aver trascorso sette mesi in carcere solo per aver promosso il diritto delle ragazze all’istruzione e aver criticato le politiche dei talebani di escluderle dalla scuola secondaria. “Il diritto di protesta è fondamentale per fare luce sulle violazioni dei diritti umani e sulle responsabilità di chi governa.

Le persone hanno reso abbondantemente chiaro che vogliono i diritti umani: sta ai governi mostrare che le stanno ascoltando”, ha sottolineato Callamard. “Considerato il fosco stato delle cose a livello globale, occorrono misure urgenti per rivitalizzare e rinnovare le istituzioni internazionali create per tutelare l’umanità – ha concluso Callamard – Devono essere fatti passi avanti per riformare il Consiglio di sicurezza dell’Onu in modo che gli stati membri permanenti non possano brandire il loro incontrollato potere di veto e impedire così la protezione dei civili a vantaggio delle loro alleanze geopolitiche.I governi devono anche adottare robuste regole e legislazioni per affrontare i rischi e i danni causati dalle tecnologie dell’intelligenza artificiale e riprendere le redini di Big Tech”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rapporto Amnesty: “Molteplici conflitti e pagare il prezzo più alto sono i civili”

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(Adnkronos) – Il Rapporto 2023-2024 di Amnesty International presenta una cruda analisi del tradimento dei principi dei diritti umani da parte di leader e istituzioni.Di fronte ai molteplici conflitti, secondo Amnesty International, l’azione di molti potenti Stati ha ulteriormente danneggiato la credibilità dell’azione multilaterale e ha compromesso l’ordine mondiale basato sul diritto, stabilito per la prima volta nel 1945. “Nel conflitto che ha caratterizzato il 2023 e che non mostra segnali di fine, Israele si è fatto beffe del diritto internazionale a Gaza, da dove continuano ad arrivare prove di crimini di guerra – osserva – Dopo gli orrendi attacchi di Hamas e di altri gruppi armati del 7 ottobre, le autorità israeliane hanno avviato incessanti attacchi aerei contro aree civili spesso spazzando via famiglie intere, causando il trasferimento forzato di 1,9 milioni di palestinesi e limitando, nonostante l’avanzare della carestia nella Striscia di Gaza, l’accesso agli aiuti umanitari, disperatamente necessari”. “Il rapporto punta il dito sullo sfacciato uso del potere di veto, da parte degli Usa, per paralizzare per mesi il Consiglio di sicurezza su un’assai necessaria risoluzione per il cessate il fuoco, proprio mentre gli stessi Usa continuano a fornire a Israele munizioni usate per commettere quelli che con ogni probabilità si configurano come crimini di guerra – aggiunge Amnesty – Sotto accusa sono anche i grotteschi doppi standard di stati europei come Germania e Regno Unito, che hanno giustamente protestato contro i crimini di guerra della Russia e di Hamas ma contemporaneamente hanno rafforzato l’operato di Israele e il ruolo delle autorità statunitensi nel conflitto in Medio Oriente”. “La sconcertante mancanza d’azione della comunità internazionale nel proteggere dalle uccisioni migliaia di civili della Striscia di Gaza, tra i quali una percentuale di minorenni orribilmente alta, ha reso chiaro che proprio le istituzioni create per proteggere i civili e far rispettare i diritti umani non servono più allo scopo.

Nel 2023 abbiamo avuto la conferma che molti potenti Stati stanno abbandonando i valori costitutivi di umanità e universalità al centro della Dichiarazione universale dei diritti umani”, ha commentato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.  Il rapporto documenta “inoltre la flagrante violazione delle regole da parte delle forze russe nel corso della loro perdurante invasione su vasta scala dell’Ucraina: attacchi indiscriminati su aree civili ad alta densità abitativa, alle infrastrutture per la produzione di energia e a quelle per l’esportazione del grano, nonché l’uso della tortura sui prigionieri di guerra.A questo deve aggiungersi l’elevata contaminazione ambientale a seguito di azioni come la distruzione, parsa deliberata, della diga di Kakhovka che si ritiene ampiamente sia stata compiuta dalle forze russe”. Nel rapporto si sottolinea anche che “l’esercito di Myanmar e le milizie alleate hanno condotto attacchi contro i civili che hanno causato, solo nel 2023, oltre 1000 morti.

Né l’esercito di Myanmar né le autorità russe si sono impegnate a indagare sulle denunce di violazioni dei diritti umani.Entrambi hanno ricevuto sostegno finanziario e militare dalla Cina.

In Sudan le due parti in conflitto – le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido – hanno dimostrato ben poca attenzione per il diritto internazionale umanitario, portando avanti attacchi sia mirati che indiscriminati che hanno ucciso e ferito civili e lanciando munizioni esplosive contro aree civili ad alta densità abitativa.I morti, solo nel 2023, sono stati 12.000.

Questo conflitto ha prodotto la più grande crisi di sfollati al mondo, con oltre otto milioni di persone costrette alla fuga.Non si intravede la fine del conflitto, mentre la crisi alimentare sviluppatasi negli ultimi mesi è pericolosamente prossima a una carestia”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rapporto Amnesty: “Tecnologia usata per alimentare odio e discriminazione”

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(Adnkronos) – “In molte parti del mondo soggetti politici stanno aumentando i loro attacchi contro le donne, le persone Lgbtqia+ e le comunità marginalizzate, da sempre capri espiatori per ottenere consenso politico o successo elettorale.Tecnologie vecchie e nuove sono sempre più utilizzate come armi per aiutare forze politiche repressive a diffondere disinformazione, aizzare una comunità contro l’altra e attaccare le minoranze”.

E’ quanto emerge dal rapporto 2023-2024 di Amnesty International che contiene un’analisi della situazione dei diritti umani in 155 stati. Il Rapporto 2023-2024 di Amnesty International nota l’uso in espansione delle tecnologie esistenti per rafforzare politiche discriminatorie.Secondo il rapporto “alcuni Stati – tra i quali Argentina, Brasile, India e Regno Unito – stanno facendo sempre più ricorso alle tecnologie di riconoscimento facciale per controllare le proteste di piazza così come gli eventi sportivi e per discriminare le comunità marginalizzate, soprattutto le persone migranti e rifugiate.

Costretto da un’azione giudiziaria di Amnesty International, nel 2023 il dipartimento di Polizia di New York ha reso noto come aveva usato la tecnologia per sorvegliare le proteste del movimento Black Lives Matter”. “Il nefasto uso del riconoscimento facciale non è mai stato così opprimente come in Cisgiordania, dove è stato impiegato dalle forze israeliane per rafforzare le limitazioni alla libertà di movimento e contribuire a mantenere in piedi il sistema dell’apartheid – emerge dal rapporto – In Serbia, l’introduzione di un sistema semiautomatico di previdenza sociale ha causato la fine dell’assistenza per migliaia di persone che ne avevano un bisogno vitale, soprattutto le comunità rom e le persone con disabilità, a dimostrazione di come un’automazione priva di controlli possa esacerbare le disuguaglianze”. “Con milioni di persone in fuga dai conflitti in tutto il mondo, il rapporto rileva come le tecnologie siano state utilizzate per disumanizzare la gestione del fenomeno migratorio e il controllo delle frontiere, anche attraverso l’uso di strumenti elettronici alternativi alla detenzione, l’automazione delle tecnologie di esternalizzazione delle frontiere, software di raccolta dati e sistemi biometrici e algoritmici utilizzati per prendere decisioni – continua – La proliferazione di queste tecnologie perpetua e rafforza la discriminazione, il razzismo e la sorveglianza sproporzionata e illegale ai danni delle persone razzializzate”. “Continua a mancare una regolamentazione sugli spyware, nonostante nel tempo siano state raccolte prove sulle violazioni dei diritti umani causate da tali prodotti ai danni di attivisti in esilio, giornalisti e difensori dei diritti umani.Nel 2023 Amnesty International ha scoperto l’uso dello spyware Pegasus contro giornalisti e attivisti della società civile in stati quali Armenia, Repubblica Dominicana, India e Serbia.

Spyware prodotti e regolamentati all’interno dell’Unione europea sono stati liberamente venduti in giro per il mondo – osserva Amnesty International – Nell’ultimo anno la rapida crescita dell’intelligenza artificiale generativa ha trasformato il livello di minaccia posto dalla gamma di tecnologie già esistenti: dagli spyware all’automazione statale fino alla gestione dei social media via algoritmi”.  “Di fronte a questi rapaci passi avanti, i tentativi di regolamentazione sono rimasti ampiamente al palo.Un piccolo segnale di azione da parte dei politici europei è stata l’adozione, nel febbraio 2024, del Digital Service Act che, sebbene incompleto e imperfetto, ha avuto il merito di sviluppare un dibattito quanto mai necessario sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale”, continua. “C’è un vasto abisso tra i rischi posti dall’avanzamento senza controlli delle tecnologie e dove dovremmo invece essere in termini di regole e protezioni. È questo il futuro che ci aspetta e sarà solo peggio se non verrà posto un freno alla rampante proliferazione di tecnologie prive di controlli”, ha commentato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.  L’organizzazione per i diritti umani “prevede che questi problemi aumenteranno in un anno elettorale così importante come il 2024, dato che il modello di business basato sulla sorveglianza domina le principali piattaforme social come Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, agendo dunque come un catalizzatore di violazioni dei diritti umani nel contesto elettorale”. “Le piattaforme social amplificano e diffondono odio, discriminazione e disinformazione grazie ad algoritmi ottimizzati per massimizzare l’ingaggio prima di ogni altra cosa.

Creano un ciclo di feedback pericoloso, soprattutto in tempi di maggiore sensibilità politica.Questi strumenti possono generare immagini, audio e video sintetici nel giro di pochi secondi e colpire pubblici specifici in grandi numeri ma le leggi elettorali ancora non sono ancora adeguate a queste minacce.

Finora abbiamo ascoltato troppe chiacchiere e visto poche azioni”, ha stigmatizzato Callamard. Nel 2023 Amnesty International ha denunciato l’uso di spyware contro noti giornalisti indiani.Le piattaforme social sono sempre più campi di battaglia politica. “Da tempo, i politici usano narrazioni manipolatorie come ‘noi contro loro’ per ottenere voti e aggirare legittime domande circa i timori per la sicurezza e l’economia.

Tecnologie prive di regole, come il riconoscimento facciale, vengono usate per rafforzare la discriminazione.A ciò si deve aggiungere il modello di business basato sulla sorveglianza che alimenta questo fuoco d’odio consentendo a coloro che hanno cattive intenzioni di perseguitare, disumanizzare e amplificare pericolose narrative per consolidare il loro potere od ottenere consenso elettorale.

Siamo di fronte a un’agghiacciante prospettiva di cosa ci aspetta se gli sviluppi della tecnologia sorpasseranno rapacemente le richieste di assunzione di responsabilità”, ha continuato Callamard. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rapporto Amnesty: “Spartiacque per diritto internazionale, clamorose violazioni’

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(Adnkronos) – E’ un momento spartiacque per il diritto internazionale, sono clamorose le violazioni da parte dei governi e dei gruppi economici.E’ l’allarme lanciato da Amnesty International presentando il suo Rapporto 2023-2024 (pubblicato in Italia da Infinito Edizioni), che contiene un’analisi della situazione dei diritti umani in 155 stati. Il collasso del primato del diritto è destinato ad aggravarsi col rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e il dominio di Big Tech.

Senza una regolamentazione di questi sviluppi, il mondo rischia un “sovraccarico” di violazioni dei diritti umani. “Il nostro rapporto presenta un fosco quadro di repressione dei diritti umani e di prolifica violazione delle regole internazionali proprio mentre la disuguaglianza globale si acuisce, le superpotenze gareggiano per la supremazia e il cambiamento climatico è in aumento”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.  “Al clamoroso disprezzo di Israele per il diritto internazionale si associa l’atteggiamento dei suoi alleati, che non riescono a fermare l’indescrivibile bagno di sangue nella Striscia di Gaza – ha aggiunto Callamard – Molti di questi alleati furono gli architetti del sistema giuridico internazionale successivo alla Seconda guerra mondiale.Se a questo aggiungiamo la perdurante aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina, il crescente numero di conflitti armati, le massicce violazioni dei diritti umani che hanno luogo, per esempio, in Sudan, Etiopia e Myanmar, l’ordine mondiale basato sul diritto è sul punto di crollare”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paura per Carlos Tevez, ricoverato in ospedale

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(Adnkronos) –
Carlos Tevez ricoverato d’urgenza in ospedale dopo aver accusato dolori al petto.L’ex attaccante della Juve, ora allenatore dell’Independiente in Argentina, 40 anni, ha trascorso la notte in una clinica di Buenos Aires in vista di altri esami a cui dovrà sottoporsi.  In un comunicato il club, si legge sul Mirror, scrive: “Il nostro allenatore, Carlos Tevez, si è recato all’ospedale La Trinidad di San Isidro con un dolore al petto.

Gli esami effettuati sono stati soddisfacenti.Oggi continuerà con una serie di esami programmati in anticipo come parte di un check-up generale”.

Un ulteriore comunicato dell’Independiente ha aggiunto: “Sarà ricoverato in ospedale per precauzione fino al completamento degli esami”.  Secondo alcuni media locali, il malore sarebbe legato allo stress, ma l’argentino non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.Tevez soffre di pressione alta e si sottopone regolarmente a controlli medici. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brindisi, esplosione in casa a Carovigno: morto un uomo

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(Adnkronos) – Un uomo è morto in seguito a una esplosione che si è verificata questa mattina in una abitazione di Carovigno, in provincia di Brindisi.Esplosione avvenuta poco dopo le 6.30 in un edificio di via Salvatore Digirolamo.  L’abitazione è stata letteralmente sventrata.

La prima chiamata ai vigili fuoco è giunta alle 6.44.Sul posto anche il servizio 118 e i carabinieri.

A esplodere potrebbe essere stata la bombola di una stufa.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amazon, multa di 10 milioni dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta

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(Adnkronos) – L’Antitrust ha irrogato una sanzione di 10 milioni di euro in solido a due società del gruppo Amazon, le aziende lussemburghesi Amazon Services Europe S.à r.l.e Amazon EU S.à r.l. “Grazie all’attività istruttoria, l’Antitrust ha accertato che Amazon attua una pratica commerciale scorretta consistente nella pre-selezione dell’acquisto periodico per un’ampia selezione di prodotti offerti sul sito https://www.amazon.it.

In particolare, nella pagina web dove sono descritte le caratteristiche dell’articolo selezionato, viene pre-impostata l’opzione “acquisto periodico” anziché “acquisto singolo”, sia per prodotti venduti da Amazon sia per prodotti venduti da terzi sul marketplace”.E’ quanto spiega l’Antitrust in una nota. “In questo modo, viene limitata in modo considerevole la libertà di scelta dei consumatori” in quanto “La pre-spunta grafica dell’acquisto ricorrente induce a comprare periodicamente un prodotto – anche senza effettivo bisogno – limitando così la facoltà di scelta”. Inoltre, sottolinea l’Autorità, “la condotta attuata dal gruppo è stata ritenuta in contrasto con il canone di diligenza professionale perché un operatore dell’importanza di Amazon sarebbe tenuto a costruire le interfacce online, relative ai processi di acquisto, in modo da consentire ai consumatori di effettuare scelte commerciali libere e consapevoli”.

In avvio di istruttoria era stata contestata anche la pre-selezione della consegna veloce a pagamento.Rispetto a questa condotta, l’Autorità ha accolto gli impegni proposti da Amazon che in futuro predefinirà soltanto l’opzione di consegna gratuita.

Inoltre le due società erogheranno un ristoro a favore dei consumatori che durante il 2023 si sono rivolti al Servizio Clienti per lamentarsi di questa condotta.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ponte del 25 aprile con meteo traballante: migliora al Centro-Sud, ancora piogge al Nord

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(Adnkronos) – Un 24 aprile simile ad un 24 dicembre secondo le previsioni meteo di oggi che vedono ancora le montagne innevate da Nord a Sud, localmente anche le colline, con temperature tipiche invernali e con cieli grigi su gran parte dell’Italia. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma la presenza di un nocciolo freddo svedese su gran parte del Paese con maltempo di stampo invernale e neve a bassa quota per il periodo sulle Dolomiti e sugli Appennini.Solo al Nord-Ovest si respira aria serena con ampie schiarite, minime frizzanti, ma temperature massime in ripresa oltre i 15°C. Nel dettaglio, le prossime ore vedranno lo scivolamento del nocciolo freddo svedese verso il Sud dove le temperature caleranno di almeno 10 gradi: le precipitazioni bagneranno in modo diffuso le regioni centrali, il Nord-Est (in particolare l’Emilia Romagna) ed il Sud tirrenico.

Altrove troveremo anche dei momenti asciutti, seppur in un contesto piuttosto variabile. 
La festa della Liberazione ci libererà anche dal freddo su tutta l’Italia: le minime saranno ancora frizzanti, localmente vicine ai 3-5°C in pianura, ma le massime saliranno anche di 8-9°C rispetto alla ‘pseudo’ vigilia di Natale.Dal punto di vista degli ombrelli, dovremo aprirli soprattutto nel pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche, localmente anche in Campania e sulle zone alpine e prealpine. Da venerdì l’Italia entrerà su un Ponte (del 25 aprile) traballante: al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata a causa di una perturbazione ‘normanna’, centrata sulla Normandia, mentre al Sud tornerà la Primavera.

Al Centro venerdì sarà simile al giovedì.Le temperature inizieranno comunque a risalire verso i valori normali del periodo su tutto il Paese. Il weekend vedrà dunque al Nord-Ovest con frequenti piogge e il ritorno della neve sulle Alpi occidentali oltre i 1500-1600 metri.

Tornerà il maltempo.Altrove le condizioni meteo saranno invece migliori con speranze convinte di un cielo azzurro e di un termometro mite su buona parte del Centro-Sud. In sintesi, il freddo finirà il 25 aprile, con la Liberazione dalla massa d’aria polare che ha fatto toccare valori record per il periodo: anomalie climatiche di 12°C in meno nella terza decade di Aprile non si registravano da almeno 30 anni su alcune zone del Piemonte e della Lombardia!

Dal 25 aprile tutto cambierà, resterà solo la minaccia della pioggia intensa sulle regioni nord occidentali durante il weekend, ma in un contesto decisamente più mite trascinato dai venti di Scirocco. Infine, per il Primo Maggio, parliamo di un’altra situazione traballante: fino al 30 aprile potrebbe tornare il sole ovunque, per la Festa dei Lavoratori è previsto al momento un peggioramento diffuso ma, data la distanza temporale, non vogliamo rovinare la Festa a chi lavora tutto l’anno e attendiamo qualche giorno prima di emettere una previsione affidabile ed eventualmente perturbata. 
NEL DETTAGLIO
 
Mercoledì 24.Al nord: instabile al Nord Est, sole altrove.

Al centro: instabile con temporali e neve a 1000 metri.Al sud: via via più instabile e fresco. 
Giovedì 25.

Al nord: soleggiato, rovesci nel pomeriggio.Al centro: instabilità pomeridiana con frequenti piogge specie su Appennini e Adriatiche.

Al sud: piogge sulle tirreniche. 
Venerdì 26.Al nord: peggiora specie sul Nord-Ovest.

Al centro: instabilità con locali rovesci.Al sud: soleggiato. 
Tendenza: pressione in graduale aumento, in generale soleggiato salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Sugo-gate’ a Sanremo, Antonella Clerici fa il nome di Ligabue. La replica del cantante

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(Adnkronos) –
Botta e risposta tra Antonella Clerici e Luciano Ligabue sul ‘no’ di quest’ultimo alla partecipazione al Sanremo 2010, guidato proprio dalla conduttrice.Nella puntata di ‘Belve’ di ieri sera, la Clerici ha svelato il nome del cantante coinvolto nel ‘sugo-gate’, ovvero del cantante che, a quanto le fu riferito, rifiutò il suo festival perché lei ‘sapeva troppo di sugo’: un riferimento alla conduzione di tanti programmi di cucina, probabilmente, e un rifiuto di cui aveva già parlato in passato senza mai fare il nome del diretto interessato.  Ma ieri sera, ospite di Francesca Fagnani nel programma di Rai2, Clerici ha detto: “Molti cantanti non sono venuti al mio Festival di Sanremo per una sorta di pregiudizio.

E uno disse: ‘Sa troppo di sugo’”.E alla domanda della Fagnani su chi fosse il cantante, Clerici ha risposto: “Allora me l’hanno riferito, per cui premetto: se non è vero chiedo scusa, ma se è vero mi aspetto le sue scuse.

Il cantante era Ligabue.Io ho fatto di tutto per averlo al mio festival, mi piaceva tanto, immaginavo io e lui che andavamo via in Harley Davidson.

Sono rimasta così male, detta da lui questa cosa è ancora più grave.Sappiamo tutti e due di sugo, è un bel maschione, un po’ rozzo”. 
Pronta la replica di Luciano Ligabue affidata ai social.

In un video postato nelle storie di Instagram, Ligabue risponde: “Cara la mia Antonella, no.Non ho mai detto che tu sappia di sugo.

Scusa se sorrido ma è veramente una roba troppo assurda.Se ho detto di no alla tua edizione di Sanremo, è perché ho detto di no a diverse edizioni di Sanremo in cui mi hanno invitato, per il motivo che a me Sanremo mette molta tensione e io preferisco fare musica in contesti in cui mi sento più rilassato.

Quindi l’unica ragione è quella.Mi dispiace che qualcuno si sia inventato una roba del genere ma ancora di più mi dispiace che tu non abbia cercato di fare chiarezza con me e ti sia tirata dietro per tanto tempo questa stupidaggine.

Comunque ti ho sentita dire che mi avresti chiesto scusa se questa cosa non fosse stata vera, quindi accetto le tue scuse e ti abbraccio.Ciao”, conclude il rocker di Correggio.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bimbo ucciso dai pitbull, 5 indagati: oggi l’autopsia

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(Adnkronos) – Cinque persone sono iscritte nel registro degli indagati per la morte del piccolo Francesco Pio, il bambino di 13 mesi ucciso da un pitbull lunedì mattina in località Campolongo ad Eboli, in provincia di Salerno.Insieme ai padroni dei cani, che aveva lasciato gli animali in custodia ai loro amici, dovranno difendersi dall’accusa di omicidio colposo per omessa custodia degli animali anche la mamma e gli zii del bambino.

Questo in base alle prime ipotesi avanzate dalla Procura di Salerno (procuratore Giuseppe Borrelli, sostituto Alessandro De Vico) che ha fissato per la giornata di oggi l’autopsia sul corpicino del bimbo.Dopo l’esame autoptico, la salma di Francesco Pio sarà restituita ai familiari per i funerali.

Ad Eboli sarà lutto cittadino.Nel frattempo, gli inquirenti stanno cercando di chiarire una serie di aspetti sulla terribile tragedia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Congresso Usa approva pacchetto aiuti. Biden: “Armi a Kiev già questa settimana”

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(Adnkronos) –
Via libera del Congresso Usa al pacchetto di aiuti militari ed economici per l’Ucraina.Il piano da 95 miliardi di dollari, che comprende anche fondi per Israele, Taiwan e un ultimatum a TikTok, è stato approvato al Senato con ampio sostegno bipartisan dopo mesi di stallo nei negoziati. Il voto finale è stato 79-18.

Quindici repubblicani hanno votato contro il disegno di legge insieme a tre democratici.Quarantotto democratici e 31 repubblicani hanno votato a favore del disegno di legge.

L’approvazione rappresenta una vittoria significativa per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che oggi stesso firmerà il disegno di legge. “Firmerò questo disegno di legge e mi rivolgerò al popolo americano non appena arriverà sulla mia scrivania, così potremo iniziare a inviare armi ed equipaggiamenti all’Ucraina questa settimana”, ha detto Biden. Poco prima del passaggio finale, il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer ha iniziato il suo breve intervento con “finalmente, finalmente, finalmente”. “Stasera, possa Vladimir Putin rimpiangere il giorno in cui ha messo in dubbio la determinazione americana”, ha detto.  
Il pacchetto unisce quattro progetti di legge che la Camera ha votato separatamente sabato, fornendo quasi 61 miliardi di dollari in aiuti per l’Ucraina, oltre 26 miliardi di dollari per Israele e più di 8 miliardi di dollari per l’Indo-Pacifico.I primi tre progetti di legge sono molto simili al pacchetto approvato dal Senato all’inizio di quest’anno, che il presidente della Camera Mike Johnson aveva originariamente rifiutato di portare alla Camera. Il quarto disegno di legge aumenta le sanzioni sui beni russi e contiene termini che potrebbero portare al divieto di TikTok negli Stati Uniti.

La società madre cinese ByteDance concede circa nove mesi per vendere TikTok , altrimenti l’app verrà bandita dagli app store americani. Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha ringraziato il Senato degli Stati Uniti “per aver approvato un aiuto vitale per l’Ucraina”. “Grazie al leader della maggioranza Chuck Schumer e al leader repubblicano Mitch McConnell per la loro forte leadership nel portare avanti questo disegno di legge bipartisan, e a tutti i senatori statunitensi di entrambi i partiti che hanno votato a favore”, ha scritto il presidente sul suo canale Telegram. “Questo voto rafforza il ruolo dell’America come faro della democrazia e leader del mondo libero”. “Sono anche grato a tutti gli americani che continuano a sostenere l’Ucraina e si rendono conto che il significato storico di questo disegno di legge va oltre la politica.Apprezzo anche il sostegno del presidente Biden e attendo con ansia la rapida firma del disegno di legge e la consegna del prossimo pacchetto di aiuti militari”, ha aggiunto Zelensky, sottolineando che “le capacità a lungo raggio dell’Ucraina, l’artiglieria e la difesa antiaerea sono strumenti estremamente importanti per il rapido ripristino di una pace giusta”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Voli a rischio per la Francia il 25 aprile: tutte le cancellazioni

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(Adnkronos) – Giovedì nero domani 25 aprile per chi ha previsto un viaggio in aereo in Francia.Saranno infatti cancellati – secondo quanto riferiscono i media francesi – il 75% dei voli all’aeroporto di Parigi Orly e 65% a Parigi Roissy Charles de Gaulle a causa dello sciopero dei controllori di volo.  A Marsiglia si prevede il 65% dei voli cancellati, il 60% a Tolosa e il 70% a Nizza.

La Sncta, il principale sindacato dei controllori di volo, riferisce il canale all news francese ‘Bfm’, ha minacciato anche di fare sciopero i 9, 10 e 11 maggio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni sfida l’UE: Astensione al Patto di Stabilità

Astensione italiana al Patto di Stabilità: Meloni in opposizione all’UE.Critiche e sfide economiche per l’Italia.

Meloni sfida l’Unione Europea con un rifiuto al Patto: la politica italiana divisa

Durante il voto sulla riforma del Patto di Stabilità al Parlamento europeo di Strasburgo, Paolo Gentiloni ha ironizzato sulla coesione della politica italiana.

Tuttavia, l’atmosfera amara che permeava l’ambiente testimoniava l’astensione generalizzata dei partiti italiani, sia di maggioranza che di opposizione.Questo gesto è stato interpretato come un’ulteriore dimostrazione di irresponsabilità da parte della classe politica nazionale.

L’Italia, con il secondo debito pubblico più elevato nell’Eurozona e il massimo deficit registrato nel 2023 nell’intera Unione Europea, ha visto tutti e tre i partiti della coalizione governativa Meloni astenersi dal voto, contrariamente alle linee guida delle rispettive famiglie politiche europee.La reazione di Giancarlo Giorgetti, pur nella sua vena scherzosa, riflette un problema crescente nel centrodestra al governo.

Questo problema diverrà più urgente dopo le elezioni di giugno, quando l’Italia sarà soggetta a procedure di infrazione e si renderà necessario prendere decisioni cruciali.Con il compito di redigere la legge di Bilancio per il 2025 entro settembre, Giorgia Meloni si trova di fronte alla sfida di trovare le risorse necessarie per farlo.

Scopri la verità dietro le fake news sulla donazione di organi! – VIDEO

Scopriamo insieme la realtà dietro le false credenze sulla donazione di organi e tessuti.Dall’età dei donatori ai criteri di selezione, esploriamo le verità nascoste dietro le fake news e i dati concreti che smentiscono le convinzioni errate diffuse online.

Smantellando le Fake News sulla Donazione di Organi, Verità e Dati Concreti

L’Osservatorio Vera Salute, in collaborazione con l’agenzia “The Fool” e la Croce Rossa Italiana, ha smascherato alcune false credenze diffuse riguardo alla donazione di organi e tessuti.

Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono solo i giovani ad essere idonei donatori, e non solo cuore, reni e fegato possono essere donati.Le conversazioni digitali analizzate, che risalgono dal 2019 ad oggi, evidenziano come i social media, in particolare Facebook e X (Twitter), siano spesso veicoli di disinformazione in merito a questo argomento.

Tra le notizie false più diffuse, vi è l’errata convinzione che solo le persone abbienti o influenti possano ricevere organi, mentre in realtà la selezione è basata esclusivamente su criteri medici imparziali.Allo stesso modo, non è necessario essere in perfetta salute per essere donatori, poiché la valutazione dell’idoneità all’impianto è un processo dettagliato condotto dai professionisti medici.

Inoltre, non esiste un’età limite per la donazione di organi.Nel 2021, ad esempio, il 13,6% dei donatori aveva più di ottant’anni.

Allo stesso modo, è una falsità che i donatori non possano avere un funerale dopo la donazione: il rispetto per il defunto è una priorità assoluta.Contrariamente a quanto si possa pensare, non solo cuore, reni e fegato possono essere donati, ma anche pancreas, polmoni, intestino e una serie di tessuti come pelle e cornee.

Tra le false credenze più dannose vi è quella secondo cui firmando un modulo all’anagrafe si acconsenta implicitamente alla “morte cerebrale” in caso di cuore ancora pulsante.Tuttavia, la normativa italiana tutela chiaramente la volontà del donatore, che può essere espressa in vita o registrata.

In mancanza di dichiarazioni, la donazione avviene solo con il consenso dei familiari.Allo stesso modo, non è vero che si possa donare un rene solo a un parente stretto.

Oggi chiunque sia legalmente idoneo può donare un rene, pur richiedendo una compatibilità sanguigna e tessutale per ridurre il rischio di rigetto.Infine, è una grave falsità l’idea che i donatori siano ancora vivi quando i loro organi vengono prelevati.

Il prelievo avviene solo dopo la constatazione di morte cerebrale o cardiaca, e solo se espressamente autorizzato dal donatore o dai suoi familiari.

Elezioni Regionali Basilicata, Razionalizzazione Fiscale, Certificazioni e Lauree, Revisione del PNRR

Le elezioni regionali in Basilicata riflettono una tendenza nazionale: astensione crescente e dominio del centrodestra.Proposte per semplificare il sistema fiscale e favorire le lauree STEM.

Risultati e Tendenze delle Elezioni Regionali in Basilicata: Astensione in Aumento e Vittoria del Centrodestra

Le recenti elezioni regionali in Basilicata, svoltesi il 21 e 22 aprile, confermano un trend già evidente nel panorama dei rinnovi dei consigli regionali del 2024, caratterizzato da una crescente astensione e dalla predominanza del centrodestra nelle vittorie elettorali.

Tuttavia, emerge una resistenza da parte del cosiddetto “campo largo” nel guadagnare terreno e consolidarsi. È plausibile che questo scenario subisca delle variazioni dopo le prossime elezioni europee, soprattutto considerando le possibili pressioni sulla finanza pubblica che potrebbero costringere il governo a prendere decisioni impopolari.

Proposta di Ottimizzazione Fiscale: Imposta Unica sul Patrimonio

Per semplificare e razionalizzare il sistema tributario italiano, si propone l’adozione di un’imposta unica sul patrimonio, sostituendo così tutte le altre imposte, compresa l’Irpef.Un’analisi preliminare suggerisce che questa misura potrebbe garantire una maggiore progressività fiscale, contribuendo a ridurre le disuguaglianze economiche e ad arginare fenomeni come l’elusione e l’evasione fiscale.

Riflessioni sulle Certificazioni IG e l’Importanza delle Lauree STEM

Le indicazioni geografiche dei prodotti agricoli e vinicoli sono divenute uno strumento cruciale per proteggere la qualità delle produzioni locali e promuovere lo sviluppo economico territoriale.

Un recente studio nel settore vitivinicolo mette in luce come l’ottenimento della certificazione IG per un prodotto locale sia influenzato anche dalla provenienza dei membri del consiglio regionale, sollevando il rischio di compromettere l’integrità del sistema.Inoltre, la scelta del percorso universitario, specialmente tra le ragazze, riveste un’importanza cruciale nel futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Un’analisi suggerisce che la vicinanza geografica a istituti universitari che offrono corsi STEM potrebbe influenzare positivamente tale scelta, contribuendo a ridurre il divario di genere in questo ambito.

Revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

La revisione del PNRR è stata motivata dalle difficoltà incontrate dai comuni nel rispettare i tempi di realizzazione dei progetti previsti dal Piano.Tuttavia, un’analisi delle modifiche apportate rivela che molti dei progetti di dimensioni medio-piccole non avevano accumulato ritardi significativi.

Al momento, una valutazione esaustiva degli impatti della rimodulazione sui territori interessati risulta ancora prematura in quanto non tutte le modifiche sono ancora state definite.

fonte: lavoce.info

Tele Meloni: Il Controllo Politico sulla Rai e la Lotta dei Giornalisti per l’Indipendenza

Il governo attuale sta manipolando la Rai per promuovere la propria agenda politica, ma i giornalisti si ribellano contro la censura e il controllo dei contenuti.

La Televisione di Stato sotto la guida della Destra: Una trasformazione in atto

La Rai, emittente pubblica nazionale, svolge un ruolo cruciale nell’offrire una panoramica libera e diversificata delle opinioni.Tuttavia, la sua indipendenza è spesso minacciata quando i partiti al potere cercano di influenzarne la narrazione a proprio vantaggio, trasformandola in un veicolo per le proprie ideologie.

Questo fenomeno, ormai definito Tele Meloni, si sta manifestando sempre più chiaramente sotto il governo attuale.Le influenze politiche sulla Rai non sono una novità, ma la rapidità con cui il governo attuale ha cercato di plasmare l’emittente a proprio piacimento ha destato e desta preoccupazione.

Il controllo esercitato si è manifestato soprattutto nei telegiornali, che hanno ridotto lo spazio dedicato alle voci critiche e alle notizie scomode, privilegiando una prospettiva unilaterale.I giornalisti della Rai hanno reagito tardi a questa interferenza politica, ma alla fine hanno preso posizione contro il controllo ossessivo dei contenuti imposto dal governo.

Tuttavia, è stata una serie di eventi recenti a far traboccare il vaso del controllo.

La denuncia di Serena Bortone riguardo alla censura di un monologo sull’antifascismo è stata una delle situazioni che hanno portato alla ribellione dei giornalisti e alla presa di coscienza dell’opinione pubblica.

Questi eventi mettono in luce il crescente problema della politicizzazione della Rai e la sua dipendenza dal governo di turno. È cruciale prendere atto di questa situazione e agire di conseguenza.La trasformazione della Rai in uno strumento di propaganda politica non solo mina la sua integrità, ma colpisce direttamente gli interessi dei cittadini che pagano il servizio radiotelevisivo pubblico.

Rai: Gerarchia Dirigenziale e Censura – Chi Comanda Davvero?

Conosci la catena di comando della Rai?Dai dirigenti di vertice alle controversie sulla censura, esplora il ruolo dei potenti dietro le quinte della televisione pubblica.

I dirigenti della Rai in versione Telemeloni

Alla guida della Rai c’è un team di professionisti guidati dall’amministratore delegato Roberto Sergio e il direttore generale in carica, Giampaolo Rossi, destinato a diventarne il successore.

Tuttavia, essi sono solo la punta di un iceberg composto da individui che hanno stretti legami con il governo e che influenzano le decisioni cruciali all’interno del network televisivo pubblico.

Il caso Scurati ne è un esempio lampante: lo scrittore non ha potuto esporre il suo monologo sull’antifascismo su Rai3, sollevando critiche e interrogativi sulle dinamiche interne della rete.Analogamente, vi sono episodi di censura come quello riguardante Nadia Terranova, la quale era programmata per discutere degli studenti manganellati a Pisa, ma il suo intervento è stato bloccato.

Lo stesso destino ha colpito Jennifer Guerra, la cui intervista sull’aborto è stata cancellata.Questi episodi dimostrano quanto la libertà di espressione possa essere limitata all’interno della Rai.

Inoltre, non possiamo trascurare le recenti dimissioni di volti noti del servizio pubblico, come Fabio Fazio e, più recentemente, Amadeus.Questi avvenimenti sollevano interrogativi sul clima lavorativo e sulle dinamiche interne della Rai, evidenziando la complessità delle relazioni politiche e mediatiche che permeano l’ambiente televisivo nazionale.

NOTA: in totale, le nomine passate dai Consigli dei ministri, sono 392 alle quali vanno aggiunte altre 610 poltrone assegnate per il rinnovo dei vertici delle partecipate pubbliche.

E non è ancora finita!

Ucraina-Russia, Nato: no armi nucleari in Polonia

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(Adnkronos) –
La Nato non ha intenzione di posizionare armi nucleari in Polonia.Ad affermarlo è il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg nel corso della sua visita a Varsavia in compagnia del premier britannico Rishi Sunak. “Non ci sono piani per espandere l’attuale accordo di condivisione nucleare”, ha detto Stoltenberg durante un’apparizione congiunta con Sunak davanti ai soldati britannici di stanza in Polonia. Le parole di Stoltenberg chiudono, almeno per ora, il caso aperto dalle dichiarazioni del presidente polacco Andrzej Duda. “Se i nostri alleati decidessero di posizionare armi nucleari sul nostro territorio come parte della condivisione nucleare per rafforzare la sicurezza del fianco orientale della Nato, siamo pronti a farlo”, ha detto il presidente in un’intervista al giornale polacco ‘Fakt’.

Sia Duda che il suo consigliere per la sicurezza avevano già espresso simili considerazioni in passato.La Polonia, paese dell’Ue e della Nato, è uno dei più stretti alleati militari dell’Ucraina, che viene attaccata dalla Russia.

L’ipotesi di dispiegare armi nucleari in Polonia ha alzato ulteriormente la tensione tra l’Occidente e la Russia.  La frenata di Stoltenberg, in un certo senso, viene compensata dall’accelerazione britannica annunciata da Sunak.Il premier ha ufficializzato l’aumento record del bilancio per la difesa, al 2,5 per cento del pil entro il 2030, dal 2,32 di adesso, con la spesa che sarà messa, spiegano fonti di Downing Street, “sul piede di guerra”, una delle tre priorità per la difesa. “Ci troviamo nel mondo più pericoloso dalla fine della guerra fredda e a un punto di svolta della sicurezza in Europa”, ha affermato Sunak in Polonia.

Il bilancio quindi aumenterà gradualmente a 87 miliardi di sterline entro sei anni, nel “maggior rafforzamento della nostra difesa nazionale in una generazione”: questo significa che in questo periodo Londra investirà in difesa 75 miliardi di sterline più di quanto non avrebbe fatto mantenendo la situazione attuale. “Una delle lezioni cruciali della guerra in Ucraina è che abbiamo bisogno di riserve più importanti di munizioni e che l’industria sia in grado di rifornirle più velocemente”, ha affermato, dopo aver anticipato lo stanziamento di dieci miliardi di sterline, per i prossimi dieci anni, per il sostegno a questo comparto in modo che l’industria abbia certezza dei finanziamenti a lungo termine, sostenuti da contratti a lungo termine, in modo che si possa produrre più, che si sia pronti per un aumento delle capacità, e per passare a una produzione a ciclo continuo quando sarà necessario.Con tale stanziamento sarà aperta anche una agenzia per l’innovazione.

Alla ricerca e sviluppo andrà almeno il cinque per cento delle spese per la difesa.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Patto di stabilità, via libera Ue alla riforma ma l’Italia non la vota

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(Adnkronos) – Per un giorno “abbiamo unito la politica italiana”.Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni usa l’ironia dopo i voti, nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, sui tre testi che compongono la riforma del patto di stabilità, frutto di un lunghissimo negoziato tra gli Stati membri concluso solo poco prima del Natale 2023, a una manciata di giorni dal rientro in vigore del ‘vecchio’ patto di stabilità, sospeso nel marzo 2020 a causa della pandemia di Covid-19.

Come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che per l’Italia ha negoziato il compromesso vedendosela con il liberale tedesco Christian Lindner, in picchiata nei sondaggi e quindi bisognoso di modifiche ‘dure’ a una riforma largamente impopolare nell’elettorato tedesco, anche Gentiloni si ritrova schierato, da solo, su una posizione diversa da quella del suo partito.Anche il Pd, oltre a tutti i partiti della maggioranza di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e anche Forza Italia), ha deciso di astenersi sulla riforma del patto di stabilità.  Contro la riforma si sono schierati nettamente il M5S e Fabio Massimo Castaldo di Azione, che ritiene le nuove regole “insostenibili” per il nostro Paese.

I Dem, osserva Gentiloni, si sono astenuti per “motivi di politica interna”.L’avvicinarsi delle elezioni europee ha probabilmente avuto un ruolo nelle decisioni delle maggiori forze politiche di astenersi sul dossier probabilmente più importante della legislatura, insieme a Next Generation Eu, dato che condizionerà la politica di bilancio dei governi italiani per molti anni a venire.

A favore della riforma, tra gli italiani, hanno votato solo Lara Comi di Forza Italia, Herbert Dorfmann dell’Svp per il Ppe e, per Renew, Marco Zullo e Sandro Gozi, che però è stato eletto in Francia. Il capodelegazione di Forza Italia Fulvio Martusciello, che pure non ha partecipato al voto, dice che nella prossima legislatura il patto di stabilità “verrà cambiato con una nuova maggioranza”.Potrebbe rivelarsi una sfida complessa, con una AfD più forte di ora nell’Emiciclo, niente affatto propensa a ‘rilassare’ le regole fiscali.

Intanto il responsabile Economia del gruppo Ppe, il bavarese Markus Ferber, ha accolto con freddezza la decisione dei colleghi italiani di astenersi, dicendo all’Adnkronos di non vedere “ragioni” per una decisione del genere, dato che le regole sono più favorevoli all’Italia rispetto a quelle attuali.  Lo stesso Gentiloni ha sottolineato che le regole di bilancio nuove sono più favorevoli di quelle del patto di stabilità ‘vecchio’.E ha osservato che bisogna “sempre ricordare” che il paragone va fatto con le regole attuali, che sono quelle del patto di stabilità, e non con l’assenza di regole garantita dal 2020 in poi dall’attivazione della clausola di salvaguardia.

Perché in un’Unione monetaria norme comuni sulle politiche di bilancio sono comunque necessarie.  Nella maggioranza, si sono astenuti anche Fratelli d’Italia, con l’Ecr che nel voto sul braccio preventivo del patto si è spaccata in tre tronconi.Uno, con i polacchi del Pis e anche gli spagnoli di Vox, ha votato a favore del patto; un altro, con gli olandesi, ha votato contro, probabilmente ritenendolo troppo morbido; gli italiani, invece, si sono astenuti.

Per Nicola Procaccini e Carlo Fidanza, “sebbene il testo sia stato migliorato rispetto alla proposta iniziale grazie al lavoro del Governo italiano”, presenta “ancora alcuni punti critici fortemente voluti dai cosiddetti Paesi frugali, come la salvaguardia di sostenibilità del debito che comporterà meno flessibilità di quella attesa, nei prossimi anni”. Simile la posizione della Lega, partito che esprime il ministro dell’Economia, che ha votato a favore del compromesso in Consiglio a dicembre: la delegazione a Strasburgo parla di una “serie di provvedimenti che, sebbene migliorati rispetto alla proposta iniziale grazie al lavoro e all’impegno del ministro Giancarlo Giorgetti, rappresentano un compromesso che purtroppo presenta ancora elementi critici”.  Per il Pd, ci pensa il capodelegazione Brando Benifei a sintetizzare i motivi dell’astensione: “Il patto negoziato, voluto e validato dalla Meloni non ci convince e non lo votiamo, ma evidentemente non convince nemmeno loro”.Molto critici i Cinquestelle, che hanno votato decisamente contro la riforma: per la capodelegazione Tiziana Beghin, il governo Meloni, che ha negoziato i testi in Consiglio, “svende l’Italia ai falchi dell’austerità” e le nuove regole costeranno al nostro Paese correzioni nell’ordine di 12-13 mld di euro l’anno.

Per Gentiloni, oggi “forse il patto di stabilità è un po’ più intelligente”.  La riforma proposta della Commissione è stata modificata dagli Stati nel Consiglio per volontà soprattutto della Germania, che ha ottenuto l’inserimento di salvaguardie orizzontali su debito e deficit che complicano parecchio un quadro che, con la riforma, si intendeva semplificare.  Ma per l’Italia, conti alla mano, le nuove regole dovrebbero risultare meno punitive di quelle precedenti.Se questo basterà ad effettuare gli investimenti necessari alla transizione verde e digitale e a migliorare lo stato in cui versa la difesa europea davanti al rinato imperialismo russo, si vedrà.

Per il copresidente dei Verdi/Ale Philippe Lamberts, le regole del patto di stabilità, pur riviste, sono “mortifere”, non fanno altro che “preparare la nostra impotenza” e costeranno al Belgio un aggiustamento nell’ordine di 5 miliardi di euro all’anno.Comunque sia, ormai le nuove norme sono approvate.

Manca solo il via libera del Consiglio: dovrebbero passare come punto senza discussione nel Coreper uno di venerdì prossimo ed essere approvate definitivamente nel Consiglio Agrifish del 29 aprile, sempre senza discussione.Dopodiché saranno legge.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trionfo centrodestra in Basilicata, scontri a Torino, ritorno inverno

Il centrodestra trionfa in Basilicata con Vito Bardi, mentre a Torino scontri durante una manifestazione e un improvviso ritorno dell’inverno colpisce l’Italia.Tutte le ultime notizie qui

Basilicata, vince il centrodestra con Bardi: “Con coalizione allargata abbiamo allargato consenso”.

Giorgia Meloni: “Confermato il sostegno alle nostre politiche”

Il centrodestra trionfa in Basilicata con Vito Bardi alla guida: “Consolidiamo il consenso con una coalizione allargata”, dichiara soddisfatto.Giorgia Meloni ribadisce il sostegno alle politiche del partito.

Il verdetto elettorale, con il 56,63% dei voti a favore di Bardi, è stato ufficializzato dal sito ministeriale Eligendo, confermando le previsioni degli Instant Poll diffusi poco dopo la chiusura dei seggi il 22 aprile.Piero Marrese, sostenuto dal centro-sinistra, ha ottenuto il 42,16% dei voti, mentre Eustachio Follia di Volt ha raccolto solo l’1,21% dei consensi.

Il Movimento 5 Stelle vede un calo significativo di consensi, perdendo il titolo di partito più votato nella regione, mentre Fratelli d’Italia primeggia e Forza Italia supera la Lega.

Manifestazione a Torino, scontri tra studenti pro Palestina e agenti: feriti

A Torino, scontri tra studenti pro Palestina e forze dell’ordine hanno causato feriti durante una manifestazione avvenuta il 23 aprile.La tensione è esplosa durante un corteo contro il convegno dei ministri, organizzato dai collettivi universitari, con l’intento di raggiungere il castello del Valentino, sede di una conferenza sulla tecnologia e l’internazionalizzazione.

Gli attivisti hanno tentato per circa dieci minuti di sfondare il cordone di polizia, ma sono stati respinti.Il corteo ha poi proseguito nel centro cittadino con slogan contro le forze dell’ordine.

L’Italia ripiomba in pieno inverno: crollo di 25 gradi in 8 giorni.

Il freddo durerà altre 48 ore

L’Italia è colpita da un repentino ritorno dell’inverno, con una drastica diminuzione delle temperature di 25 gradi in soli 8 giorni.Il freddo persiste e si prevede che durerà ancora per 48 ore, con le temperature che sono passate dai 33 gradi all’ombra registrati il 14 aprile a cifre a una sola cifra nella Pianura Padana.

Multe: Milano, Roma e Firenze i comuni che, nel 2023, hanno incassato di più

Milano, Roma e Firenze si confermano come i comuni italiani che hanno incassato il maggior numero di multe nel 2023 per violazioni del Codice della Strada.

Seguono Genova, Bologna, Napoli, Padova e Verona.Complessivamente, i comuni italiani hanno incassato oltre 1,5 miliardi di euro da sanzioni stradali nel corso dell’anno.