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Sabattini (ParlandoDiSport.it): “Il Modena è una cooperativa del gol. Con lo Stabia sfida a viso aperto”

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Federico Sabattini ha offerto una panoramica dettagliata sul cammino altalenante del Modena, definendo la prossima sfida a Castellammare come un vero e proprio scontro diretto per la zona playoff.

L’altalena del Modena: da ritmo promozione a crisi inspiegabile
Sabattini ha descritto una stagione vissuta su due binari opposti: nelle prime nove giornate il Modena ha tenuto un ritmo da promozione diretta, per poi scivolare in una fase da retrocessione nelle successive dieci gare. Questo calo è stato attribuito a un mix di sfortuna, errori individuali e un calendario particolarmente ostico. Tuttavia, le recenti vittorie contro Venezia e Carrarese segnano un cambio di rotta: oggi il Modena è una squadra forse meno bella da vedere rispetto al girone d’andata, ma decisamente più “sporca e vincente”.

I punti di forza: difesa giovane e “cooperativa del gol”
Secondo l’analisi di Sabattini, la difesa è il reparto migliore dei gialloblù emiliani:
• Solidità: Il Modena ha mantenuto la porta inviolata in 12 partite su 25, subendo pochissimi gol nel girone di ritorno.
• Gioventù: Il reparto è composto da talenti giovanissimi come Nador (2002), Della Valle (2004) e Tonoli (2002), che hanno scalzato i veterani nelle gerarchie del tecnico Sottil.
• Attacco corale: Sabattini ha spiegato di preferire la “cooperativa del gol” alla dipendenza da un’unica punta da 20 reti, sottolineando come i nuovi innesti di gennaio, De Luca e Ambrosino, stiano già portando benefici al sistema offensivo.

Il rispetto per la Juve Stabia e i “giocatori da rubare”
Sabattini non considera la Juve Stabia una semplice neopromossa, ma una realtà consolidata capace di lottare per i playoff, proprio come il Catanzaro.
• L’elogio a Candellone: Il giornalista ha indicato nel capitano gialloblù il suo giocatore preferito delle Vespe, definendolo un attaccante completo e forte.
• Ex e talenti: Ha ricordato con affetto Nicola Mosti, che a Modena ha lasciato un ottimo ricordo, e ha espresso ammirazione per il giovane Cacciamani. Ha inoltre menzionato Zampano come l’ex della partita tra le fila del Modena.

Verso la partita: l’incognita sintetico e l’atteggiamento di Sottil
In vista del match al “Menti”, Sabattini ha evidenziato due fattori chiave:
1. Il terreno di gioco: Il campo sintetico di Castellammare rappresenta una sfida per il Modena, non essendo la squadra abituata a questa superficie.
2. Mentalità: Sabattini si aspetta un Modena che andrà a giocarsela a viso aperto. La squadra di Sottil, infatti, non è costruita per chiudersi e difendere, ma cercherà di imporre il proprio gioco nonostante l’assenza a centrocampo di Sersanti.

In chiusura, Sabattini ha ribadito l’obiettivo stagionale del club: centrare quei playoff che sono sfuggiti nelle ultime tre stagioni, puntando al miglior posizionamento possibile per sfruttare il fattore campo nei turni preliminari.

Juve Stabia, La Rubrica Vespa Rosa compie 12 anni: Il racconto di Elena, una “Canarina” stregata dalle Vespe

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Il mese di febbraio si conferma un periodo magico per il cuore pulsante della nostra comunità. Mentre ancora risuonano gli echi dei festeggiamenti per i 19 anni dell’Associazione StabiAmore (nata il 19 febbraio 2007 come faro socio-culturale, sportivo e artistico della nostra città), ci prepariamo a soffiare su un’altra candelina.

Il 21 febbraio, infatti, la rubrica Vespa Rosa compirà 12 anni. Dodici anni in cui questo spazio è stato l’unico capace di dare voce e anima alle emozioni delle donne che vivono il calcio non solo come sport, ma come vita. Questa settimana, per celebrare questo traguardo, usciamo dai confini cittadini per accogliere una “Vespa d’adozione” molto speciale.

Elena Pagliaia: Una “Canarina” innamorata delle Vespe

Non capita spesso di trovare un legame così forte tra due città lontane, eppure unite dagli stessi colori: il giallo e il blu. Elena Pagliaia non è una “Vespa” di nascita, ma una “Canarina” doc, tifosissima del Modena. Eppure, il suo amore per Castellammare e per la Juve Stabia racconta una storia di sportività e passione pura.

“Il mio amore per il Modena è nato nel lontano 2001, l’anno della promozione in Serie A,” ci racconta Elena. “Mio padre mi portò allo stadio e da lì non ho più smesso. Quella era la ‘Longobarda’ di Gianni De Biasi, un gruppo perfetto che ci riportò nel calcio che conta dopo 38 anni. Ricordo ancora l’emozione della mia prima trasferta all’Olimpico in Serie A: una neopromossa che vince in uno stadio simile… tanta roba!”

Dalla polvere alla rinascita: Il calcio come sfogo e vita

La storia sportiva di Elena somiglia a quella di molti tifosi stabiesi: fatta di gioie immense e dolori profondi. Il fallimento del Modena nel 2017 è stata una ferita aperta, ma la risalita dalla Serie D fino al ritorno in Serie B (il 22 aprile 2022) ha dimostrato che la fede non muore mai.

“Il calcio è la mia passione più grande,” confessa Elena, “il mio sfogo quando sono triste, la mia vita.”

Il colpo di fulmine per Castellammare

Ma come nasce l’amore di una modenese per la Juve Stabia? Galeotta fu un’amicizia storica e un giocatore che ha fatto da ponte tra i due cuori: Edoardo Duca. “Ho iniziato a seguire le Vespe grazie a un’amica e ancora di più quando si è trasferito Duca, uno dei miei giocatori preferiti. Mi ha stregato il modo di giocare della squadra, la grinta che mettono in campo e la compattezza creata dal mister.”

Ma non è solo una questione di campo. Recentemente Elena ha visitato Castellammare e il legame è diventato indissolubile:

“Mi sono innamorata della città. Per chi ama il mare come me, Castellammare è un sogno. Il mio desiderio più grande? Trasferirmi e vivere vicino alle onde.”

In questa settimana di anniversari, la storia di Elena ci ricorda perché esiste la rubrica Vespa Rosa: per dimostrare che il calcio abbatte le distanze, crea amicizie eterne e sa far sognare anche oltre i 90 minuti.

Tanti auguri a StabiAmore per i suoi 19 anni e lunga vita a Vespa Rosa, che da 12 anni colora di rosa la nostra passione gialloblù!

Forza Stabia, forza Castellammare e perchè no… forza Modena

StabiAmore la storia dell’associazione: Dalle Onde di Radio Boomerang al Cuore della Città

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L’associazione StabiAmore compie diciannove anni. Non è solo un compleanno associativo, ma il riflesso di un legame indissolubile con il territorio, una storia che affonda le sue radici in un passato fatto di frequenze radiofoniche e che si proietta verso il futuro con la stessa immutata passione.

Il Filo Rosso della Memoria: Da Radio Europa One a Radio Boomerang

Tutto ha inizio il 19 febbraio 1979. Da un attico di piazza Vesuviana prendeva vita Radio Europa One, destinata a diventare la storica Radio Boomerang. È in quegli studi che Gianfranco Piccirillo — prima in via San Vincenzo e poi in via Sant’Andrea — dal 1986 al 2000 ha forgiato un senso di appartenenza unico, attraverso la conduzione di programmi sportivi, di informazione e di intrattenimento.

Quando le trasmissioni della radio si interruppero, la sfida divenne una sola: non disperdere quel patrimonio di “stabiesità”.

2007: L’Anno del Centenario e la Nascita di un Sogno

Nel 2007, anno del centenario della Juve Stabia, il “Comitato di amici della Juve Stabia” (nato l’anno precedente per sostenere l’azionariato popolare proposto dal presidente D’Arco) decise di compiere il grande passo.

L’idea era chiara: trasformare quell’entusiasmo in un’associazione strutturata. Gianfranco Piccirillo con Agostino Apuzzo, Pasquale Sergio, Osvaldo Apuzzo e Franco Ferraro, decisero di dare seguito a quella visione che prese forma nello studio commercalisti “Apuzzo” in via Denza 21 a Castellammare di Stabia.

L’Etimologia del Nome: Perché “StabiAmore”?

Il nome dell’associazione non è casuale, ma racchiude una doppia anima:

  • L’Amore Viscerale: L’unione naturale tra la città di Stabia e il sentimento che lega i tifosi alla maglia.

  • Il Respiro Internazionale: L’uso del suffisso anglosassone more (“di più”), per indicare la volontà di promuovere “più Stabia” nel mondo.

  • La “A” Maiuscola: Posta al centro della parola, non è solo un vezzo grafico, ma un simbolo di ambizione: il desiderio di vedere la squadra raggiungere il traguardo della massima serie.

Una Data, Due Destini

La scelta di registrare ufficialmente l’associazione il 19 febbraio 2007 presso l’Agenzia delle Entrate è stata un atto d’amore e continuità. È il ponte che collega i 47 anni che oggi compirebbe Radio Boomerang ai 19 anni di vita di StabiAmore.

“Non ho voluto far terminare quel senso di appartenenza. StabiAmore nasce per essere custode di questa identità” sono state le parole di Gianfranco Piccirillo.

Oggi festeggiamo diciannove anni di progetti, di sostegno alla squadra e di valorizzazione di Castellammare. Un cammino fatto di volti, amici e, soprattutto, di un cuore che batte forte per i colori gialloblù.

Tanti auguri a StabiAmore e un ricordo sempre vivo a Radio Boomerang. Forza Stabia, forza Castellammare!

Juve Stabia, Amministratori Giudiziari: “Gestione esclusiva per garantire legalità e continuità aziendale”

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In un momento cruciale per la vita della S.S. Juve Stabia 1907, i dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, in qualità di Amministratori Giudiziari del club, hanno rilasciato una nota ufficiale volta a fare chiarezza sulla situazione gestionale e giuridica della società.

L’intervento si è reso necessario per garantire un flusso informativo corretto e trasparente verso gli organi di stampa, la tifoseria e l’intera cittadinanza di Castellammare, definendo con precisione il perimetro operativo entro cui si muove attualmente la società.

Il quadro giuridico: lo “spossessamento gestorio”

La società è attualmente sottoposta alla misura dell’Amministrazione Giudiziaria (ex art. 34 del D.Lgs. 159/2011 – Codice Antimafia). Questo provvedimento comporta il cosiddetto spossessamento gestorio: il controllo e la gestione della Juve Stabia sono sottratti alla precedente governance e affidati esclusivamente agli Amministratori Giudiziari. Ogni decisione avviene sotto la diretta e costante vigilanza dell’Autorità Giudiziaria competente.

L’obiettivo: bonifica e rigore

L’azione dello Stato, attraverso l’ufficio degli Amministratori, ha una missione chiara: la bonifica delle attività aziendali. L’obiettivo prioritario è recidere qualsiasi forma di condizionamento esterno, assicurando che il cammino sportivo e imprenditoriale del club prosegua nel solco della legalità e della massima trasparenza, nel rispetto del Testo Unico Antimafia.

3. Continuità aziendale e tutela del brand

Nonostante i vincoli e le complessità imposte dal regime giuridico, l’impegno per garantire la continuità aziendale resta massimo. Gli Amministratori stanno profondendo sforzi straordinari per: Preservare il valore del brand Juve Stabia; tutelare il patrimonio sportivo e i risultati sul campo e salvaguardare i posti di lavoro di dipendenti e collaboratori.

Conciliare i tempi della burocrazia giudiziaria con la velocità del calcio professionistico è una sfida complessa, che viene affrontata quotidianamente con dedizione assoluta.

Le parole degli amministratori sono chiare: “Confidiamo nella collaborazione di tutti gli stakeholder affinché questo delicato percorso di risanamento e legalità possa procedere senza interferenze, nell’esclusivo interesse della sopravvivenza e della dignità della S.S. Juve Stabia.”

Un futuro di dignità

In conclusione, la gestione giudiziaria ribadisce che ogni azione intrapresa mira esclusivamente alla tutela della storica società stabiese. Il percorso di legalità intrapreso non è solo un obbligo normativo, ma la condizione essenziale per restituire al club e alla sua città un futuro solido e rispettato.

Ripetute violenze sessuali su minore ricoverata, operatore sociosanitario in manette

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Avrebbe abusato di una minore ricoverata in una struttura di Pozzuoli, per questo un operatore sociosanitario è stato arrestato dai carabinieri. Su delega della Procura di Napoli – IV Sezione, procuratore aggiunto Raffaello Falcone – i Carabinieri della stazione di Monte di Procida hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti dell’operatore sociosanitario gravemente indiziato di violenza sessuale pluriaggravata su minore.

Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa avviata dopo la denuncia presentata dalla persona offesa, che ha riferito una serie di abusi subiti nel periodo di degenza presso una struttura sanitaria.

In particolare, le verifiche investigative eseguite anche attraverso l’analisi di dispositivi informatici, accesso ai contenuti digitali e assunzione di dichiarazioni testimoniali, hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico dell’operatore socio-sanitario destinatario della misura ritenuto responsabile del delitto di reiterate violenze sessuali ai danni della vittima, commesse abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica.

Fonte AdnKronos

Perché diverse fasce d’età scelgono diversi tipi di giochi: l’opinione di Casoola Casino

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La scelta e il comportamento dei giocatori dipendono dall’età e dall’esperienza di vita. Le abitudini, le aspettative e le preferenze nei giochi cambiano con l’età. I giovani utenti sono alla ricerca di giochi dinamici e veloci. Sono apprezzati la velocità, gli effetti visivi e la possibilità di ottenere risultati rapidi.

I giocatori di mezza età scelgono spesso intrattenimenti più tattici. Sono interessanti le lunghe sessioni di gioco. Sono apprezzate la qualità dei contenuti, la varietà delle tattiche, la possibilità di controllare lo svolgimento del processo. Gli utenti più anziani preferiscono le slot classiche e le lotterie con regole semplici. Nei casinò online, come Casoola IT e non solo, è disponibile un’ampia gamma di intrattenimenti. Stabilità, prevedibilità, interfaccia intuitiva.

Preferenze in termini di ritmo e formato

La formazione delle preferenze legate all’età si basa sulle abitudini, sugli interessi e sul livello di alfabetizzazione digitale. Sono importanti il tempo che si può dedicare al divertimento e la volontà di gestire i rischi. L’esperienza di gioco dipende dal ritmo e dal formato preferiti dall’utente.

In Casoola Casino ci sono giochi dinamici e veloci, sessioni tranquille e ben studiate. Nel primo caso, ogni scommessa ha un ritorno immediato; nel secondo è possibile costruire una tattica. Una volta capite le preferenze, sarà possibile scegliere l’intrattenimento adatto e ottenere il massimo piacere dal processo. Ecco alcuni punti importanti:

  • La scelta del ritmo e del formato dipende dal carattere dell’utente, dal suo umore e dalla disponibilità di tempo libero.
  • L’alternanza di intrattenimenti veloci e lenti aiuta a mantenere l’equilibrio tra il brivido e il controllo.
  • Il formato giusto renderà l’esperienza di gioco confortevole e sicura.

È importante capire quali sono le tue preferenze in termini di ritmo e formato dei giochi. Potrai trascorrere il tuo tempo libero nel casinò online nel modo più confortevole possibile. I giochi veloci regalano emozioni e dinamismo. Quelli lenti rilassano e danno un senso di stabilità. Scegli i giochi in base al ritmo e agli interessi che preferisci.

L’esperienza come fattore di scelta

La scelta del formato, del ritmo e della tattica è influenzata dall’esperienza di gioco. I nuovi arrivati ​​su Casoola Casino e altri siti preferiscono giochi semplici e intuitivi, con regole semplici e rischi minimi. Le slot classiche sono un’ottima soluzione. È possibile iniziare con puntate minime, familiarizzare con l’interfaccia e comprendere le meccaniche senza stress.

Per gli utenti esperti sono interessanti i formati più complessi, dove è possibile utilizzare tattiche per avere successo e valutare le probabilità. L’esperienza forma le abitudini e lo stile di gioco. Influisce sulla velocità del processo decisionale e sulla scelta del formato. Grazie a un approccio consapevole alla scelta dei giochi, aumenta il comfort e si è in grado di gestire i rischi. Il processo di gioco è avvincente e sicuro.

Differenza di aspettative dal processo di gioco

Le aspettative sul gioco possono variare notevolmente tra gli utenti. Dipende dall’esperienza, dall’età, dalle preferenze personali. Alcuni vogliono provare emozioni rapide, il brivido del gioco. Per altri è importante la possibilità di pianificare le mosse e utilizzare tattiche. Ci sono quelli che cercano un intrattenimento tranquillo e rilassante.

Nel Casoola Casino e non solo, potete scegliere diversi formati di gioco. Scegliete i giochi adatti alle vostre aspettative. Sono loro a determinare il formato, il ritmo, la tattica. La dinamica veloce offre il brivido, la tattica offre il controllo, l’analisi. L’intrattenimento tranquillo rilassa.

Juve Stabia, Fabio Scacciavillani è il nuovo Presidente Esecutivo. Nominato nel CDA il Dott. Avi Hirsch

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Una nuova era di respiro internazionale si apre per la S.S. Juve Stabia 1907. In data 16 febbraio 2026, l’assemblea dei soci del club si è riunita per definire i nuovi assetti del Consiglio d’Amministrazione, ufficializzando nomine di altissimo profilo che legano indissolubilmente il futuro delle “Vespe” ai vertici della finanza globale e dell’innovazione tecnologica.

Il dottor Fabio Scacciavillani è stato nominato Presidente Esecutivo del consiglio d’amministrazione, mentre il dottor Zvi Yehiel Avi Hirsch entra a far parte del board come membro del CDA.

Gli amministratori in carica, i dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, hanno accolto con entusiasmo i nuovi vertici:

“Diamo il più caloroso benvenuto al Presidente Scacciavillani e al dottor Avi Hirsch. Siamo certi che la loro esperienza e il loro prestigio internazionale rappresenteranno un volano fondamentale per la crescita della nostra società. Auguriamo loro un proficuo lavoro al servizio della Juve Stabia.”

Un profilo di eccellenza: chi è Fabio Scacciavillani

L’arrivo di Fabio Scacciavillani alla presidenza esecutiva segna un cambio di passo strategico per il club. Economista di fama mondiale, Scacciavillani vanta un curriculum che spazia dalle istituzioni monetarie ai fondi sovrani, fino ai mercati azionari di New York.

Fabio Scacciavillani è un economista con un Ph. D. dall’Università di Chicago, dove ha insegnato al College ed è stato assistente del premio Nobel Merton Miller alla Business School. È socio fondatore e strategist di Nextperience, boutique di consulenza finanziaria a Milano e di IntellAIgenz, una startup sull’Intelligenza Artificiale e insegna il corso di Internationalization of Companies al Master della Bologna Business School dell’Università di Bologna. È stato CEO e CFO di Brera Holdings guidandone la trasformazione in Solmate Infrastructure, una Digital Asset Treasury quotata al Nasdaq di New York, oggi socio unico della S.S. Juve Stabia.

Dal 2011 al 2019 è stato Chief Strategist Officer e Chief Economist dell’Oman Investment Fund, il fondo sovrano del Sultanato. In questo ruolo, ha condotto analisi sulle tendenze economiche globali e ha contribuito alla definizione dei piani di investimento a lungo termine dell’OIF e partecipato a diverse operazioni di private equity, quotazioni in borsa e progetti immobiliari.

In precedenza, Fabio Scacciavillani è stato Direttore di Macroeconomia e Statistica presso il Dubai International Financial Centre, Direttore della Ricerca Economica alla Gulf Organization for Industrial Consulting a Doha, in Qatar; Direttore Esecutivo presso Goldman Sachs; Senior Economist e Advisor presso la Banca Centrale Europea, al tempo del lancio dell’euro, ha ricoperto diversi ruoli presso il Fondo Monetario Internazionale a Washington e ha iniziato la sua carriera al CentroStudi di Confindustria a Roma.

Tra Media e Divulgazione

Ha pubblicato ricerche accademiche in macroeconomia, tassi di cambio, econometria, geopolitica e finanza ed è stato consulente di primarie multinazionali europee e del fondo sovrano libico dopo la caduta di Gheddafi.

Il suo libro “The New Economics of Sovereign Wealth Funds”, scritto con Massimiliano Castelli, è un testo fondamentale sulla crescente influenza dei fondi sovrani a livello mondiale e sull’evoluzione delle loro strategie finanziarie. Più recentemente ha pubblicato “Il Furto del Millennio” con Michele Mengoli, sulle devastanti sottrazioni di proprietà intellettuale e sulla guerra ibrida condotta dalla Cina contro i Paesi e le economie occidentali.

Insieme ad Alberto Forchielli anima il canale YouTube e podcast Inglorious Globastards, ha realizzato e interpretato la serie Clay Economy per l’educazione finanziaria, trasmessa dalla Rai, e pluripremiata in prestigiosi concorsi internazionali. Da diversi anni Forchielli e Scacciavillani sono editorialisti de Il Sole 24 Ore e vengono frequentemente invitati a parlare su media e in occasione di eventi internazionali.

Scacciavillani porta a Castellammare una visione globale che promette di proiettare il club verso nuovi orizzonti di sostenibilità e successo.

Juve Stabia – Modena affidata a Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta: Scheda completa dell’arbitro

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La Juve Stabia domenica 22 febbraio 2026 ospiterà tra le mura amiche del Menti il Modena allenato da Andrea Sottil. Per la giornata n.26 del campionato di serie BKT 2025-2026 è stato designato come arbitro il Sig. Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta.

La famiglia Ayroldi

Giovanni Ayroldi, un talento emergente nel mondo arbitrale, incarna la passione per il calcio fin dalla nascita.  Nato nel 1991, Giovanni porta con sé un cognome che è diventato sinonimo di eccellenza arbitrale in Italia.  Figlio d’arte, il padre Stefano ha calcato i campi di gioco come arbitro e assistente internazionale ed ha arbitrato le Vespe nel 1998 (vittoria con il Castel di Sangro).Lo zio è Nicola Ayroldi anche egli molto conosciuto a Castellammare per aver arbitrato la Juve Stabia negli anni ’90 (ben 5 volte con un bilancio di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta).  Giovanni è cresciuto respirando l’atmosfera del calcio, con il fischietto come una sorta di prolungamento del suo stesso essere.

La sua passione è tale da contagiare anche la sorella Raffaella, che ha trovato nell’arbitraggio della pallavolo la sua dimensione.  Giovanni rappresenta il futuro dell’arbitraggio italiano, un giovane professionista che ha saputo trasformare la sua eredità in una carriera promettente.

Il testimone di una passione

Giovanni Ayroldi, giovane arbitro emergente, ha ereditato dal padre Stefano una passione che scorre nelle vene della famiglia: quella per la direzione di gara.  Stefano Ayroldi, figura di spicco nel panorama arbitrale italiano, ha calcato i campi di Serie A per ben undici anni, collezionando 155 presenze nella massima serie.  La sua carriera è stata costellata di successi, culminati con la partecipazione al Mondiale del 2010 in Sudafrica, un traguardo che lo ha consacrato come uno dei migliori arbitri a livello internazionale.Ma il suo palmarès non si limita a questo: Ayroldi ha diretto un quarto e due semifinali di Champions League, ha arbitrato il Campionato Mondiale Under 20 in Egitto e la Coppa del Mondo per Club nel 2009.Ha inoltre avuto l’onore di arbitrare due finali di Coppa Italia, eventi che hanno visto sfidarsi squadre del calibro di Inter, Roma, Lazio e Sampdoria.  Un’eredità, quella di Stefano Ayroldi, che oggi Giovanni porta avanti con orgoglio e dedizione, ispirato da un padre che ha fatto la storia dell’arbitraggio italiano.

Giovanni Ayroldi: l’arbitro che ha scalato le vette del calcio italiano

Nato a Molfetta il 25 ottobre 1991, Giovanni Ayroldi ha iniziato la sua carriera arbitrale a soli 16 anni, dirigendo le partite delle serie minori della provincia barese e della Puglia.La sua passione e il suo talento lo hanno portato a scalare rapidamente le categorie, fino ad approdare in Serie D nel 2013.Dopo tre anni di esperienza nella quarta serie, Ayroldi è stato promosso in Lega Pro nel 2016, distinguendosi come primo nella graduatoria nazionale.  La sua ascesa è stata inarrestabile e, nel 2019, ha ottenuto la promozione nella Commissione Arbitri Nazionale B (CAN B), che gli ha permesso di arbitrare nel campionato cadetto.  Nel corso della stagione 2020-21, Giovanni Ayroldi ha avuto l’opportunità di arbitrare ben 7 partite di Serie A e 8 di Serie B, dimostrando di essere un arbitro di grande talento e professionalità.  Il suo debutto nel massimo campionato italiano è avvenuto il 19 gennaio 2020, quando ha fatto parte della squadra arbitrale che ha diretto il pareggio per 1-1 tra Bologna ed Hellas Verona.

A settembre 2020, Giovanni Ayroldi è entrato a far parte dell’organico della CAN A-B, un traguardo importante che gli ha consentito di arbitrare sia in Serie A che in Serie B.  La sua carriera è ancora in ascesa e siamo certi che lo vedremo protagonista in molte altre partite di alto livello.

Ayroldi: un arbitro rigoroso dal cuore caldo

Giovanni Ayroldi è un arbitro che non passa inosservato.  La sua direzione di gara, a volte eccessivamente fiscale, è improntata al rispetto reciproco tra giocatori e staff.  Questa sua fermezza, se da un lato gli ha procurato qualche critica, dall’altro è uno dei suoi punti di forza, insieme alle indubbie qualità atletiche e professionali.  Ayroldi è un arbitro animato da una grande motivazione e passione per il suo lavoro, che lui stesso definisce “la cosa più bella del mondo”.  La sua passione traspare anche dal suo modello di riferimento, l’indimenticato “arbitro con il sorriso” Daniele De Santis.  La vita di Ayroldi, dentro e fuori dal campo, è retta da tre pilastri fondamentali: la famiglia, il lavoro di squadra e la concentrazione.  Valori che gli permettono di affrontare ogni partita con la massima professionalità e dedizione, dal primo all’ultimo minuto di gioco.

SCHEDA COMPLETA

Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta è nato il 25 ottobre 1991. E’ al suo 7° anno alla CAN.

Tra i professionisti ha diretto 255 partite con 61 espulsioni e 85 rigori.

In questa stagione finora ha 12 partite di campionato (7 di serie A, 4 di Serie B e 1 in Coppa Italia) con questo bilancio: 2 vittorie interne, 5 pareggi e 5 vittorie esterne con 2 rigori e 3 espulsioni.

Conta 6 precedenti con la Juve Stabia con questo bilancio: 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte.

24/25 Serie B 16.02.2025  Juve Stabia 3:0 Cosenza (Adorante (2), Fortini)

19/20 Serie B 22.02.2020  Cittadella 3:0  Juve Stabia (Iori (rig.), Proia, Iori)

18/19 Serie C 14.04.2019  Sicula Leonzio 2:3 Juve Stabia (Ferrini, Miracoli, Mezavilla (2), Elia)

18/19 Serie C 13.02.2019  Juve Stabia 0:0 Catanzaro (cucchiaio di Giannone su rigore)

17/18 Serie C 18.03.2018 Rende Calcio 1:1 Juve Stabia (Cuomo, Crialese)

17/18 Coppa Italia Serie C 21.11.2017  Paganese 1:0 Juve Stabia (Scarpa (Rig.))

Conta 3 precedenti con il Modena con questo bilancio: 1 vittoria, 1 pareggio e 1 sconfitta

Gli assistenti:

Primo Assistente: sig. Luca Mondin della sezione AIA di Treviso

Secondo Assistente: sig. Glauco Zanellati della sezione AIA di Seregno

IV° ufficiale: sig. Carlo Esposito della sezione AIA di Napoli

VAR: sig. Marco Serra della sezione AIA di Torino

AVAR: sig. Giacomo Paganessi della sezione AIA di Bergamo

Juve Stabia, Kassama: “Qui c’è un ambiente spettacolare e una mentalità vincente. Posso imparare molto”

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Gioventù, consapevolezza e tanta voglia di mettersi a disposizione. Sono questi i tratti distintivi emersi dalla conferenza stampa di presentazione di Sheriff Kassama, nuovo difensore della Juve Stabia arrivato in gialloblù durante il mercato di riparazione di gennaio. Il centrale, giunto in prestito dal Trento (società proprietaria del suo cartellino), è reduce da una prima parte di stagione vissuta in una piazza complessa e calda come Bari, ma sembra aver già trovato la sua dimensione ideale all’ombra del Faito.

L’impatto con la nuova realtà e la scelta di Castellammare

Kassama non ha nascosto l’entusiasmo per i suoi primi giorni in Campania. La scelta di sposare il progetto delle Vespe è stata dettata dalla chiara vocazione della società a valorizzare i talenti:

“Sono molto contento di essere qua. La città e il tifo sono spettacolari. Mi ha sorpreso molto il modo di lavorare, che è poi il segreto dei tanti risultati ottenuti nel tempo. Ho visto che il direttore ha preso tanti giocatori giovani che poi nel tempo sono migliorati. È una società con tanta ambizione.”

Il passaggio da Bari a Castellammare ha rappresentato un cambio di rotta importante. Kassama, originario “delle montagne del Nord”, ha sottolineato come l’ambiente costiero e la disponibilità delle persone gli stiano facilitando l’adattamento, trovando similitudini umane con il capoluogo pugliese ma in una dimensione più a misura d’uomo.

Identità tattica: il ruolo del “braccetto” e i dettami del mister

Dal punto di vista tecnico, il difensore ha le idee chiare sulle sue caratteristiche e su cosa gli viene richiesto. Interrogato sul suo ruolo ideale, Kassama ha evidenziato la sua propensione a giocare in una difesa a tre: “Penso di poter fare bene il braccetto perché posso aggiungere velocità alla linea difensiva. Devo migliorare tanto, perché i concetti che chiede il mister sono difficili ma utilissimi, è un lavoro più cognitivo che puramente tecnico.”

Pur preferendo la difesa a tre, si è detto pronto ad adattarsi avendo già giocato in una linea a quattro nella passata stagione in Serie C.

Il ruolo dell’allenatore (ex difensore) è centrale nel suo percorso di crescita: “La prima cosa che deve fare un difensore è difendere. Il mister sta cercando di improntare questa cosa, chiedendoci di rimanere concentrati per 90 minuti e curando molto la linea e le marcature in area”.

Umiltà e gruppo: ripartire dagli “errori di gioventù”

Uno dei passaggi più maturi della conferenza ha riguardato il suo esordio da titolare, arrivato dopo appena due settimane dal suo trasferimento. Nonostante un approccio fisiologicamente complicato – dovuto anche all’aver cambiato tre allenatori in pochi mesi, con principi tattici sempre diversi – Kassama ha mostrato grande lucidità mentale.

Ha ammesso con candore di aver commesso “qualche errore di gioventù da cui partire e migliorare”, dimostrando una solidità psicologica non comune per un ragazzo della sua età.

A facilitare il suo inserimento c’è un gruppo coeso e accogliente: “I compagni e lo staff mi hanno fatto sentire a mio agio fin da subito. Non ho trovato difficoltà a integrarmi: sono tutti bravi ragazzi, a cui puoi chiedere consigli. È questa la parte fondamentale su cui formare una squadra vincente.

Con umiltà, mezzi fisici e la guida di uno staff tecnico preparato, Sheriff Kassama si candida a essere una pedina preziosa per lo scacchiere della Juve Stabia in questa seconda e decisiva parte di stagione.

Juve Stabia, Manuel Ricciardi si presenta: “Qui non esiste l’io, solo il noi. Avellino? Sarà una battaglia”

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Entusiasmo, piedi per terra e tanta voglia di mettersi in gioco. Si presenta così Manuel Ricciardi, il nuovo esterno della Juve Stabia, arrivato dal Cosenza durante la finestra invernale del mercato di riparazione. Il classe 2000, che ha scelto di indossare la maglia numero 2, ha parlato in conferenza stampa tracciando un primo bilancio delle sue settimane in maglia gialloblù e dettando la linea per il prosieguo del campionato.

Un impatto fantastico e obiettivi chiari

L’accoglienza a Castellammare è stata delle migliori. “Sono state settimane fantastiche, i ragazzi, lo staff e il mister mi hanno accolto subito benissimo. Sono felicissimo di essere qui e pronto a dare una mano”, ha esordito Ricciardi.

Il momento della squadra, nonostante qualche recente delusione per la mancata vittoria, resta estremamente positivo, con le Vespe che navigano nelle zone nobili della classifica di Serie B. Ma l’esterno non si scompone e ribadisce il diktat societario: “Sono arrivato in un ambiente con tanto entusiasmo, ma sempre con i piedi per terra. Il mister e il gruppo sono stati chiarissimi: prima la salvezza, poi punteremo a fare sempre meglio”.

Il “Segreto” della Juve Stabia

Ricciardi ha incrociato spesso la Juve Stabia da avversario (con le maglie di Avellino e Cosenza) e ha svelato cosa lo ha colpito fin dai primi giorni all’interno dello spogliatoio. Avendo già confidenza con alcuni calciatori che hanno indossato la maglia gialloblù, come Ruggero e Artistico, ha trovato conferme su quella che è l’anima della squadra: “Non è un caso se fanno sempre così bene. C’è un’organizzazione che lavora benissimo e uno staff super preparato. Cercano di far quadrare tutto alla perfezione, ma la cosa più importante è una: qui non c’è un io, c’è un noi.”

Questione di ritmi: la Serie B e la condizione fisica

Passare dalle battaglie della Serie C ai palcoscenici della cadetteria richiede un adattamento importante. Ricciardi si dice fisicamente pronto e al 100%, ma sottolinea una differenza fondamentale: “Tra i due campionati c’è molta differenza, ma più a livello mentale che fisico. In Serie B te ne accorgi subito: i ritmi sono diversi e devi essere sempre concentrato”.

Tattica, crescita e il rapporto con il Mister

La scelta di approdare alla Juve Stabia non è stata casuale, ma fortemente voluta anche per motivi tattici. Il gioco propositivo del mister, che chiede agli esterni di riempire l’area di rigore, si sposa perfettamente con le caratteristiche del giocatore.

Tuttavia, c’è spazio per migliorare, soprattutto in fase di copertura: “Nella mia carriera ho sempre lavorato di più sulla fase difensiva, perché so che è l’aspetto dove ho qualcosa in meno. Il mister mi chiede proprio questo: essere sempre attento e concentrato per 100 minuti. Mi ha già dato tanto e so che arricchirà il mio bagaglio personale”.

Il fattore “Menti” e l’emozione del Derby

Da avversario, lo Stadio Romeo Menti gli ha sempre fatto una “bella impressione”, definendolo un ambiente caldo e stimolante. Ora, con la maglia delle Vespe addosso, Ricciardi sa quanto il tifo di casa sarà fondamentale in questo momento topico della stagione.

Infine, uno sguardo al calendario. Dopo il Modena, ci sarà il sentitissimo derby contro la sua ex squadra, l’Avellino. Una gara che non può lasciarlo indifferente: “Sarà una partita particolare e bellissima, lì ho lasciato tanti bei ricordi e compagni. Ma per noi ogni partita è una battaglia: la affronterò come se fosse una sfida come tutte le altre, anche se so che sarà difficile”.

Champions League, Galatasaray-Juventus 5-2: disastro bianconero, rimonta quasi impossibile

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Disastro incredibile per la Juventus, che dopo un primo tempo quasi perfetto si scioglie completamente nella ripresa senza più Bremer infortunato con il Galatasaray che si aggiudica il match con un pesante 5-2. Ce la farà la Juve dopo questa sconfitta a superare il turno di Champions League? Qui su Funbet scommesse puoi dire la tua.

La squadra di Spalletti aveva chiuso i primi 45 minuti in vantaggio allo Stadio Ataturk di Istanbul la sera di martedì 17 febbraio, poi però il Galatasaray è riuscito a farsi trascinare dal proprio pubblico rivoltandosi a valanga sugli ospiti.

Alla Vecchia Signora servirà ora quasi un’impresa per rimontare al ritorno il 5-2 e sperare ancora nel passaggio agli ottavi di finale.

Champions League, Galatasaray-Juventus 5-2: il racconto del match

L’inizio partita è molto caotico, con le due squadre che viaggiano a ritmo alto. Il pressing del Galatasaray fino al limite dell’area provoca la rete del vantaggio dopo solo un quarto d’ora: perfetto il sinistro di Sara all’angolino. Subito dopo però la Juventus pareggia e poi passa anche in vantaggio con la doppietta di Koopmeiners: prima il tap-in vincente sotto porta dopo il colpo di testa di Kalulu respinto dal portiere, poi il bellissimo sinistro all’incrocio dopo una perfetta triangolazione con McKennie.

Nella seconda frazione però tutto cambia. Fuori Bremer infortunato, Spalletti butta dentro Cabal al posto di Cambiaso già ammonito. L’esterno colombiano è completamente fuori dalla partita però: dopo pochi istanti perde il pallone da cui nasce il pareggio di Noa Lang, poi commette il fallo al limite dell’area che porta al vantaggio di Sanchez e infine si fa espellere al 67’. In 10 uomini e sotto di un gol, la Juve crolla: pasticcio in area di Thuram e Kelly e Noa Lang segna la doppietta personale, poi nel recupero c’è gioia anche per il gran destro di Boey. Un 5-2 sanguinoso che rischia di lasciare pericolosi strascichi.

La Juventus ha bisogno di 3 gol di scarto per pareggiare i conti

Inutile dire che serve sostanzialmente un’impresa alla Juventus per non esser già eliminata dalla Champions League, proprio come avvenuto la passata stagione ai playoff per mano del Psv Eindhoven. Al di là del punteggio esatto, i bianconeri hanno perso con 3 gol di scarto, pertanto dovranno colmare questo divario nella gara di ritorno in programma all’Allianz Stadium di Torino la sera di mercoledì 25 febbraio.

Al Galatasaray andrà bene qualsiasi vittoria o pareggio ovviamente, ma anche una sconfitta con appena 2 gol di scarto: con un 2-0, 3-1, 4-2 e così via, i turchi accederanno ugualmente agli ottavi di finale. Se invece i bianconeri vincessero nell’arco dei 90 minuti con un 3-0, 4-1, 5-2 e così via si andrebbe ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore. Per passare il turno nei tempi regolamentari la squadra di Spalletti avrebbe bisogno di una vittoria in casa con almeno 4 gol di scarto: 4-0, 5-1, 6-2 e così via.

sgominati i vertici dei clan Puca, Verde e Ranucci

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Nel mirino i clan Puca, Verde e Ranucci, attivi sui territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano

Blitz dei carabinieri in provincia di Napoli: sgominati i vertici dei clan Puca, Verde e Ranucci: 14 arresti. Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale partenopeo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 persone (di cui 13 sottoposte alla misura della custodia in carcere, 1 a quella degli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso nonché estorsioni, tentate estorsioni, detenzione e porto illegali di armi, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare i clan camorristici di rispettiva appartenenza.

In particolare, le indagini avrebbero evidenziato la perdurante operatività di tre diversi clan (Puca, Verde e Ranucci), attivi sui territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano, delineando le strutture gerarchiche e i rispettivi capi e reggenti. In tale contesto i gruppi criminali avrebbero stipulato un patto di alleanza, che avrebbe previsto la suddivisione dei territori di competenza e una cassa comune per gli introiti economici provento dei delitti. Il controllo del territorio sarebbe stato assicurato anche grazie alla forza di intimidazione derivante dalla disponibilità di numerose armi. Inoltre, sarebbero stati individuati diversi episodi estorsivi commessi in danno di imprenditori e commercianti.

Fonte AdnKronos

La legislazione sulla cannabis nei vari paesi europei

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Parlare di legislazione sulla cannabis in Europa significa immergersi in uno degli scenari giuridici più complessi e sfaccettati esistenti oggi nel panorama internazionale. A differenza di grandi stati federali o sistemi centralizzati, il continente europeo non possiede una normativa unica e armonizzata in materia, neanche sui semi di cannabis, come quelli prodotti da www.ministryofcannabis.com. Ogni nazione conserva infatti piena sovranità penale, sanitaria e amministrativa su questo tema, dando origine a un mosaico di regole, interpretazioni e prassi applicative profondamente diverse tra loro. Il risultato è un contesto in cui attraversare un confine può significare passare da una semplice multa amministrativa a conseguenze penali molto più severe.

Comprendere la legislazione europea richiede innanzitutto di distinguere correttamente alcuni concetti che nel dibattito pubblico vengono spesso confusi. La legalizzazione indica una situazione in cui lo Stato consente l’uso della sostanza e ne disciplina produzione e distribuzione. La depenalizzazione implica invece che la cannabis rimanga formalmente illegale ma che il possesso per uso personale non comporti sanzioni penali rilevanti. La tolleranza descrive un modello ancora diverso, in cui il divieto esiste sulla carta ma non viene applicato con rigore. Infine la proibizione totale rappresenta il sistema più restrittivo, dove possesso, coltivazione e commercio sono vietati e puniti penalmente. Queste distinzioni non sono semplici sfumature terminologiche ma determinano conseguenze concrete per cittadini, pazienti, turisti e operatori economici.

Un quadro normativo comune dal quale partire

Il quadro europeo non nasce in isolamento. Tutti gli Stati del continente sono infatti vincolati, con differenti margini di interpretazione, da convenzioni internazionali stipulate nel corso del Novecento. Tra queste spiccano la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, la Convenzione del 1971 sulle sostanze psicotrope e il trattato del 1988 contro il traffico illecito. Tali accordi hanno storicamente consolidato un approccio proibizionista globale, classificando la cannabis tra le sostanze soggette a controllo. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi governi hanno iniziato a reinterpretare queste norme in modo più flessibile, introducendo sistemi nazionali di regolamentazione senza violare formalmente gli obblighi internazionali. Questa reinterpretazione giuridica rappresenta una delle chiavi di lettura fondamentali per capire perché alcune nazioni europee stiano gradualmente liberalizzando mentre altre mantengono politiche estremamente rigide.

Osservata nel suo insieme, l’Europa appare come un vero laboratorio legislativo. Stati confinanti possono adottare politiche diametralmente opposte: in uno la coltivazione domestica può essere tollerata entro certi limiti, per esempio usando semi di cannabis autofiorenti mentre nel paese vicino può costituire un reato penale. Non esiste dunque una singola legge europea sulla cannabis, bensì decine di sistemi normativi autonomi che convivono nello stesso spazio geografico. Dal punto di vista sociologico e politico questa pluralità rappresenta un caso di studio unico, perché consente di analizzare modelli diversi applicati alla medesima sostanza e di confrontarne gli effetti sulla società, sulla sanità pubblica e sull’economia.

Per orientarsi in questa complessità è utile suddividere gli Stati europei in grandi categorie giuridiche. Alcuni paesi mantengono una proibizione totale e adottano un approccio repressivo tradizionale basato sulla deterrenza penale. In queste giurisdizioni possesso, coltivazione e vendita sono vietati e possono comportare multe, precedenti giudiziari o addirittura il carcere. Stati come Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e Serbia sono spesso citati come esempi di questo modello restrittivo, radicato in politiche antidroga di stampo classico.

Un approccio differente

Accanto a questi sistemi esistono paesi che hanno scelto la via della depenalizzazione. In tali contesti la cannabis rimane illegale ma il possesso di piccole quantità non viene perseguito penalmente e comporta al massimo sanzioni amministrative o interventi educativi. Il Portogallo rappresenta il caso più emblematico di questa filosofia. Dal 2001 il paese ha depenalizzato il possesso di tutte le droghe, sostituendo il processo penale con un approccio sanitario e sociale. Studi internazionali hanno spesso citato questa scelta come esempio di politica pubblica orientata alla salute piuttosto che alla punizione.

La maggioranza degli Stati europei si colloca invece in una categoria intermedia, in cui l’uso ricreativo resta vietato ma quello medico è consentito. In questi sistemi la cannabis è trattata come un farmaco e la sua prescrizione richiede autorizzazioni sanitarie, prodotti standardizzati e controlli sulla filiera produttiva. Germania, Italia, Polonia, Danimarca e Repubblica Ceca sono tra i paesi che hanno sviluppato programmi terapeutici regolamentati, anche se il grado di accessibilità varia notevolmente da uno Stato all’altro.

Esistono poi modelli ancora più particolari, come quello dei Paesi Bassi, spesso citato ma raramente compreso fino in fondo. Qui la cannabis non è formalmente legale, ma il possesso personale e la vendita nei coffee shop autorizzati sono tollerati entro determinati limiti. La produzione resta tuttavia illegale, creando quella che molti giuristi definiscono una contraddizione normativa, nota come paradosso olandese (sistema del backdoor, o della porta di dietro, la marijuana è illegale appena un passo prima di entrare e legale un passo dopo una volta entrat ). Questo sistema, nato negli anni Settanta con l’obiettivo di separare il mercato delle droghe leggere da quello delle sostanze pesanti, ha influenzato politiche pubbliche in tutto il mondo.

Negli ultimi anni sono emersi anche modelli di legalizzazione parziale. Malta ha attirato l’attenzione internazionale diventando il primo Stato membro dell’Unione Europea a consentire il possesso limitato e la coltivazione domestica per uso personale, oltre ad autorizzare associazioni di consumatori senza scopo di lucro. Non si tratta di un mercato commerciale aperto, ma di una riforma simbolicamente importante che dimostra come l’Europa stia sperimentando nuove strade.

La Germania rappresenta l’esempio più recente di evoluzione normativa. La riforma entrata in vigore nel 2024 consente il possesso entro limiti stabiliti, la coltivazione domestica regolamentata e l’adesione a club di coltivatori. La vendita commerciale non è ancora autorizzata, segno che il governo ha scelto un approccio graduale. Questo modello ibrido, basato su regolamentazione e controllo statale, potrebbe diventare un punto di riferimento per altri paesi europei nei prossimi anni.

Analizzando il continente su base geografica emergono ulteriori differenze. Nell’Europa occidentale si trovano alcune delle legislazioni più dinamiche. La Francia mantiene una linea restrittiva, pur sperimentando programmi medici. L’Italia presenta una situazione intermedia, con possesso depenalizzato ma uso ricreativo vietato e coltivazione domestica ancora oggetto di interpretazioni giudiziarie. La Spagna mostra una peculiarità significativa, poiché la coltivazione privata per uso personale non è penalmente perseguibile se non destinata allo spaccio e i cannabis social club operano in una zona grigia normativa.

Nell’Europa centrale, paesi come Austria e Polonia mantengono un’impostazione più prudente, mentre la Repubblica Ceca si distingue per una normativa relativamente liberale. I paesi nordici, invece, continuano a sostenere politiche molto restrittive ispirate all’idea di una società libera da droghe, con sanzioni severe e scarsa tolleranza. L’Europa orientale e balcanica tende generalmente verso modelli punitivi, anche se alcune nazioni hanno iniziato a introdurre depenalizzazioni parziali o programmi medici.

Le differenze tra Stati non dipendono soltanto dalla classificazione formale ma anche da variabili come le soglie di possesso consentite, la possibilità di coltivazione domestica, la distinzione giuridica tra uso personale e traffico, la disponibilità terapeutica e il livello effettivo delle sanzioni. Due paesi che vietano entrambi la cannabis possono avere approcci radicalmente diversi nella pratica, e questa complessità rende indispensabile un’analisi dettagliata per comprendere la reale severità di una legge.

Pionieri normativi

Alcuni paesi svolgono un ruolo di veri e propri pionieri normativi. Il Portogallo continua a essere studiato come modello di depenalizzazione orientato alla salute pubblica. La Svizzera, pur non appartenendo all’Unione Europea, ha avviato programmi pilota di vendita controllata a scopo di ricerca, permettendo agli studiosi di raccogliere dati concreti sugli effetti sociali di sistemi regolamentati. Questi esperimenti dimostrano come il continente preferisca spesso testare riforme su scala limitata prima di introdurle a livello nazionale.

Un elemento sempre più rilevante nel dibattito è la distinzione tra cannabis medica e ricreativa. In quasi tutti i paesi europei si tratta di due sistemi giuridici separati. Il riconoscimento terapeutico ha svolto un ruolo cruciale nel ridurre lo stigma sociale e nel legittimare la ricerca scientifica, creando infrastrutture di controllo statale che in molti casi hanno preparato il terreno a riforme più ampie. Storicamente, diversi Stati che hanno liberalizzato l’uso personale sono passati prima attraverso una fase di legalizzazione medica.

Un capitolo a parte riguarda il CBD, la sostanza non psicoattiva estratta dalla cannabis che ha dato origine a un mercato in forte espansione. La sua regolamentazione è tra le più complesse perché coinvolge contemporaneamente norme sugli stupefacenti, leggi alimentari, regolamenti cosmetici e discipline sui prodotti erboristici. Di conseguenza, lo status legale dei prodotti al CBD può variare non solo tra paesi diversi ma anche a seconda della forma del prodotto. Le soglie di THC consentite rappresentano un ulteriore elemento di differenziazione, con limiti che vanno dallo zero assoluto fino allo 0,3 percento in alcune giurisdizioni. Questa variabilità crea problemi soprattutto per il commercio transfrontaliero e per le aziende del settore, incluse realtà specializzate come Ministry of Cannabis che operano in un contesto normativo in continua evoluzione.

Il tema assume una dimensione ancora più delicata quando si parla di viaggi internazionali. Attraversare un confine europeo con cannabis, anche per uso medico, può comportare conseguenze legali serie se non si conoscono le normative del paese di destinazione. Ogni Stato applica infatti la propria legislazione indipendentemente da quella del luogo di provenienza, e ciò significa che una sostanza legale in una nazione può essere illegale in quella successiva. Anche all’interno dell’area Schengen non esiste uniformità. In alcuni casi i pazienti possono trasportare prodotti terapeutici solo se muniti di prescrizione, certificato medico e autorizzazione sanitaria, mentre altri paesi vietano completamente l’ingresso di qualsiasi preparato a base di cannabis.

Negli ultimi vent’anni la direzione generale del continente appare comunque chiara. L’Europa non sta convergendo verso un unico modello, ma mostra una lenta tendenza alla liberalizzazione. Sempre più governi stanno valutando sistemi regolamentati piuttosto che proibizionisti, spinti anche da considerazioni economiche e di sicurezza. I programmi pilota stanno diventando uno strumento diffuso per raccogliere dati su salute pubblica, criminalità e impatto sociale prima di adottare riforme definitive. È improbabile che l’Unione Europea introduca a breve una normativa unica, ma si sta delineando una progressiva armonizzazione su alcuni standard minimi, soprattutto in ambito medico e commerciale.

In questo scenario dinamico cresce anche l’interesse verso settori collaterali come quello agricolo e genetico, dove prodotti come i semi di cannabis autofiorenti rappresentano un esempio di innovazione tecnica che si sviluppa parallelamente al cambiamento normativo. L’evoluzione legislativa, infatti, non influisce solo sui consumatori ma anche su ricerca, coltivazione e industria.

La legislazione europea sulla cannabis non segue dunque un percorso lineare ma evolutivo. Più che una divisione netta tra paesi permissivi e proibizionisti, esiste uno spettro di modelli che riflettono storia politica, cultura sociale, priorità sanitarie e strategie economiche differenti. Proprio questa pluralità rende l’Europa uno dei contesti più interessanti al mondo per osservare come le politiche sulle sostanze controllate si trasformino nel tempo. Se le tendenze attuali continueranno, è plausibile che sempre più Stati adotteranno sistemi regolamentati e graduali, confermando il continente come laboratorio globale di sperimentazione legislativa.

ADM impone regola del dominio unico: rivoluzione digitale nel mercato italiano

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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha emesso direttiva categorica destinata ridefinire panorama operativo del gioco online italiano. Tutti operatori licenziati devono dichiarare dominio principale B2C, segnando transizione radicale verso modello semplificato sorveglianza.

Scadenze rigide e conseguenze operative

Circolare firmata da Antonio Giuliani, responsabile Ufficio Gioco a Distanza e Scommesse presso ADM, stabilisce timeline precisa non negoziabile.

Milestone temporali critiche:

  • 31 ottobre: comunicazione formale URL ufficiale ad ADM (anche se già attivo)
  • 13 novembre: disattivazione completa domini secondari, siti specchio, “skin”
  • 31 dicembre: scadenza ultima reindirizzamenti temporanei (solo joint venture)

Ogni concessionario può operare esclusivamente attraverso sito web ufficiale singolo. Regola elimina pratiche consolidate che permettevano promozione prodotti o verticali specifici attraverso portali separati.

Razionale strategico dietro consolidamento

ADM articola obiettivi triplici giustificando restrizione:

  1. Semplificazione supervisione regolamentare – Riduzione superficie monitoraggio da centinaia domini dispersi a elenco concentrato facilita controllo compliance tempo reale
  2. Protezione potenziata giocatori – Identità unica elimina confusione consumatori riguardo legittimità operatori
  3. Eliminazione frammentazione brand – Termina epoca skin sites che oscuravano relazioni proprietarie effettive

Strategia riflette filosofia regolamentare privilegiando trasparenza assoluta rispetto flessibilità commerciale.

Consolidamento mercato: da 400+ domini a 52 licenze

Riforma rappresenta compressione drammatica ecosistema. Mercato precedentemente popolato da oltre 400 domini operativi ridotto drasticamente a 52 concessioni distribuite tra 46 operatori.

Operatori principali beneficiari consolidamento:

Gruppo Brand controllati Posizione strategica
Flutter Entertainment Sisal, Snai, Betflag, Betfair Quota mercato dominante multi-brand
Entain/Evoke Eurobet, 888 Italia Presenza consolidata doppio brand
Bet365 Bet365.it Operatore internazionale standalone
Betsson Group Multipli portali regionali Diversificazione geografica

Lottomatica, storicamente radicata nel segmento lotterie e gioco terrestre, mantiene posizione significativa attraverso transizione digitale, capitalizzando riconoscimento brand decennale presso consumatori italiani.

Operatore Gioch24 rappresenta esempio piattaforma specializzata navigando requisiti nuovi attraverso focus verticale specifico.

Impatto su affiliati e ecosistema marketing

Chiusura immediata centinaia siti affiliati costituisce conseguenza collaterale drammatica. Modello business basato su promozione brand multipli attraverso network portali tematici diventa obsoleto overnight.

Affiliati devono riorientare strategie verso:

  • Content marketing informativo senza call-to-action promozionali dirette
  • Analisi sportive e guide strategiche neutrali rispetto operatore
  • Contenuti educativi compliance-focused

Divieto pubblicitario assoluto già vigente complica ulteriormente acquisizione visibilità organica.

Esperienza giocatore trasformata

Consolidamento domini produce effetti tangibili per utenti finali. Navigazione semplificata elimina confusione derivante da proliferazione portali apparentemente indipendenti ma effettivamente gestiti da entità unica.

Tuttavia, settore slot online continua generare interesse considerevole attorno possibilità vincite sostanziali. Giocatori italiani cercano frequentemente informazioni verificate su premi significativi, consultando risorse come video vincite slot online che documentano jackpot reali e momenti vincita autentici. Questa documentazione visiva serve duplice funzione: dimostra tangibilmente che grandi vincite sono possibili statisticamente (sebbene rare), mentre simultaneamente alimenta aspirazioni attraverso contenuto coinvolgente.

Piattaforme informative dedicate al settore slot forniscono trasparenza essenziale mercato dove grandi vincite progressive attraggono partecipazione massiva. ADM garantisce attraverso supervisione rigorosa che ogni premio documentato pubblicamente sia effettivamente pagato, proteggendo giocatori da manipolazioni e assicurando integrità sistema.

Protezioni giocatore rafforzate includono:

  • Registrazione obbligatoria via SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) o carta identità elettronica
  • Strumenti autoesclusione mantenuti obbligatori cross-platform
  • Limiti spesa configurabili e verificabili
  • Storico transazioni completo accessibile tramite portale unificato

Requisito identità digitale nazionale elimina possibilità registrazioni multiple fraudolente attraverso domini differenti stesso operatore.

Costi operativi e barriere ingresso

Licenza novennale costa €7 milioni, creando filtro finanziario significativo. Solo organizzazioni capitalizzate adeguatamente possono sostenere investimento iniziale oltre carichi compliance continuativi.

Struttura costi aggiuntivi comprende:

  • Certificazioni ISO multiple e reportistica continua
  • Team compliance specializzato in-house o outsourcing costoso
  • Sistemi AML/KYC sofisticati integrati piattaforma principale
  • Contributi obbligatori fondo gioco responsabile (0.2% GGR, cap €1M)

Architettura economica favorisce esplicitamente operatori scala capaci assorbire overhead regolamentare senza compromettere margini.

Enforcement e penalità

ADM non fornisce margine tolleranza violazioni. Operatori non conformi affrontano conseguenze progressive:

Scala sanzioni:

  • Prima infrazione: sospensione temporanea attività
  • Violazioni ripetute: revoca licenza permanente
  • Mancata cooperazione ISP deattivazione domini: sanzioni amministrative pecuniarie

Collaborazione fornitori servizi internet (ISP) costituisce componente critico applicazione. ADM coordina direttamente con ISP garantire rimozione completa domini non autorizzati da registri DNS entro 48 ore notifica.

Reindirizzamenti temporanei: eccezione limitata

Unica flessibilità concessa riguarda joint ventures esistenti. Imprese associate possono mantenere reindirizzamenti temporanei fino fine anno permettendo migrazione fluida conti giocatore verso dominio principale consolidato.

Questa clausola riconosce complessità operativa fusioni brand senza compromettere obiettivo finale: eliminazione totale fragmentazione entro primo trimestre nuovo anno.

Proiezioni mercato e sostenibilità fiscale

Settore gioco online italiano classificato secondo Europa dopo Regno Unito. Spesa lorda giocatori registrata €5 miliardi, generando €1.1 miliardi entrate fiscali e €3.8 miliardi ricavi operatori.

Previsioni crescita:

  • Espansione mercato potenziale €6 miliardi
  • Entrate stato proiettate €1.5 miliardi
  • Consolidamento brand accelera professionalizzazione

Tassazione elevata (24.5% GGR scommesse sportive, 25.5% casino online) combinata licenziamento costoso crea ambiente operativo demanding ma fiscalmente produttivo per autorità.

Implicazioni lungo termine

Reset licenziamento trasforma Italia da mercato competitivo disperso a oligopolio concentrato. Policymakers definiscono transizione “modernizzazione,” mentre alcuni operatori esclusi descrivono effetto “evento estinzione.”

Concentrazione potere mercato presso incumbent heavyweight solleva questioni competitività futures. Tuttavia, ADM mantiene fiducia che riforme posizionino Italia come mercato europeo più compliant, meglio governato e fiscalmente efficiente.

Anni prossimi riveleranno se architettura consolidata produce ambiente sostenibile bilanciando protezione consumatore, entrate fiscali e vitalità industriale, oppure se rigidità strutturale soffoca innovazione spingendo giocatori verso alternative offshore non regolamentate.

Juve Stabia – Modena: Al “Menti” arriva un brutto cliente. Esame di Maturità con i ragazzi di Mister Sottil

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Domenica pomeriggio il Romeo Menti si vestirà a festa, ma l’aria che tira a Castellammare di Stabia è quella delle grandi sfide cariche di tensione. Per le Vespe di Ignazio Abate è tempo di affrontare un “brutto cliente”: il Modena di Andrea Sottil, una squadra che sembra aver ritrovato lo smalto di inizio torneo, tornando a quella versione letale che aveva impressionato tutti a settembre.

Il ritorno dei “Canarini”

Non è una bella notizia per Leone e compagni. Se nella gara d’andata la vittoria del Modena era arrivata in un momento in cui i gialloblù erano tra i migliori del campionato, dopo una flessione invernale gli ospiti sembrano essere tornati quel rullo compressore organizzato e cinico. Il loro obiettivo è chiaro: blindare un posto nei play-off.

Le ferite di Monza e il fattore “Menti”

La Juve Stabia arriva a questo appuntamento leccandosi le ferite dopo la trasferta in Brianza.

A Monza si è vista una squadra viva, capace di produrre gioco e mettere in difficoltà l’avversario. Anche se poi il verdetto è stato amaro e non ha reso giustizia alla bontà del calcio espresso dai ragazzi di Abate.

Tuttavia, il calcio non vive di soli complimenti. I tifosi si aspettano una reazione caratteriale, specialmente dopo aver visto una Juve Stabia “diversa” (e meno brillante) nei minuti finali contro il Padova. Contro il Modena di Sottil, cali di tensione del genere potrebbero costare carissimo.

La ricetta per la salvezza anticipata

Per uscire dal campo con punti pesanti e chiudere il discorso salvezza con largo anticipo, serve una sintesi perfetta di quanto visto finora: Riproporre la qualità del palleggio vista contro i brianzoli; replicare la compattezza mostrata al Menti finora e non concedere nulla a una delle squadre più organizzate del torneo.

In sintesi, serve una Juve Stabia “da grandi firme”. Solo una prestazione d’autore potrà arginare l’entusiasmo di un Modena rigenerato e regalare alla piazza stabiese quella tranquillità necessaria per sognare qualcosa in più.

A Napoli focus su legge obesità e nuove terapie, da domani Accademia Sicob 2026

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Domani e dopodomani Napoli ospiterà l’Accademia Sicob 2026, percorso annuale di alta formazione dedicato ai medici impegnati nel trattamento dell’obesità. L’evento si terrà all’Hotel Royal Continental e riunirà specialisti da tutta Italia per un confronto scientifico e istituzionale su una delle patologie croniche più diffuse e complesse del nostro tempo.

Sotto la direzione scientifica di Maurizio De Luca, l’Accademia Sicob – Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche, affronterà temi centrali come l’inerzia diagnostica e l’inerzia terapeutica dell’obesità, ostacoli ancora frequenti nel percorso di cura, insieme alla necessità di contrastare lo stigma che continua a condizionare l’approccio clinico e sociale alla malattia. Al centro dei lavori, inoltre, la definizione di un modello assistenziale integrato e multimodale che preveda l’integrazione tra terapia farmacologica, chirurgia metabolica-bariatrica e cambiamento strutturato dello stile di vita. Particolare attenzione sarà dedicata alla legge approvata dal Parlamento primo ottobre 2025, che ha riconosciuto l’obesità come patologia cronica autonoma, segnando un passaggio storico nel sistema sanitario nazionale. “L’obesità è una malattia cronica, recidivante e complessa, che richiede competenze specifiche e un approccio integrato – afferma De Luca, direttore scientifico dell’Accademia e presidente Sicob – Superare l’inerzia diagnostica e terapeutica significa intervenire precocemente, con strumenti appropriati e senza pregiudizi. La legge del 2025 ha segnato un punto di svolta: oggi abbiamo il dovere di tradurre quel riconoscimento normativo in percorsi clinici concreti e accessibili su tutto il territorio nazionale”.

Nel corso dell’Accademia saranno presentate inoltre le più recenti evidenze scientifiche sulle nuove terapie farmacologiche, con dati che confermano risultati significativi in termini di perdita di peso, riduzione delle patologie correlate e diminuzione del rischio cardiovascolare. L’Accademia Sicob si propone così non solo come momento di aggiornamento scientifico di alto livello, ma come occasione per promuovere un cambiamento culturale necessario: riconoscere pienamente l’obesità come patologia cronica e garantire ai pazienti cure appropriate, strutturate e prive di stigma.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia – Modena: Quando il calcio può diventare arte pura

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Ci sono partite che sfuggono alla logica dei numeri e dei moduli per entrare direttamente nella galleria d’arte del calcio. Juve Stabia-Modena è una di queste. Quando queste due piazze storiche si incrociano, l’aria del “Romeo Menti” sembra elettrizzarsi, richiamando a sé colpi di genio e prestazioni d’autore. Non è solo una sfida di classifica; è una passerella per grandi nomi, un palco dove i calciatori scelgono di esaltarsi.

I Pennelli del Passato: Tarantino, Mezavilla e Caserta

La memoria dei tifosi gialloblù torna spesso a quel novembre 2011, quando il calcio si trasformò in poesia. Chi c’era non potrà mai dimenticare la “giocata deliziosa” di Nazzareno Tarantino: un gesto tecnico di una bellezza così pura da sembrare fuori dal tempo.

In quella stessa epoca, Adriano Mezavilla dominava il centrocampo con la forza di un titano e la precisione di un orologiaio, lasciando il segno in un tabellino che quel giorno raccontò di un 2-2 spettacolare. Un’altra notte magica contro i canarini portò invece la firma di Fabio Caserta: era il 28 marzo del 2013 e quel successo profumò intensamente di salvezza, sigillato dal carisma di un leader assoluto.

Non si può poi dimenticare la potenza di Luigi Vitale. Il suo sinistro, un martello capace di spaccare le porte avversarie, è entrato di diritto nella classifica delle “grandi firme” che hanno saputo accendere questa sfida infinita.

Il “Miracolo” di Candellone: Una Parabola alla Del Piero

Ma se parliamo di esaltazione, l’ultimo precedente è quello che ha scaldato più di tutti i cuori delle Vespe. Lo scorso 15 marzo, Leonardo Candellone ha deciso di riscrivere il proprio destino e quello della Juve Stabia.

In una gara che valeva un’intera stagione, l’attaccante si è letteralmente trasformato con una progressione e una carica da centravanti di razza per scardinare la difesa avversaria e poi con un tiro a giro, morbido e letale, che ha ricordato le parabole leggendarie di Alessandro Del Piero.

In quel momento, Candellone non è stato solo un calciatore, ma l’incarnazione del sogno di un’intera città che, grazie a quei colpi, ha centrato il traguardo della salvezza matematica.

Il Futuro sotto l’Ombra del Menti

Oggi, con la squadra guidata da Ignazio Abate, ci si chiede chi sarà il prossimo a incidere il proprio nome in questa cronaca dorata. Il fischio d’inizio è vicino e la storia parla chiaro: Juve Stabia – Modena non è mai una partita banale. È il momento in cui i grandi calciatori sentono il richiamo della gloria e decidono di prendersi la scena.

Chi sarà il prossimo “artista” a firmare il capolavoro?

Incendio teatro Sannazaro, arriva Giuli: la promessa del ministro

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Il ministro ha abbracciato la proprietaria e direttrice artistica del Sannazaro, Lara Sansone, in lacrime come il marito, Sasà Venorio

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è in visita al teatro Sannazaro di Napoli, avvolto ieri mattina dalle fiamme. Con lui c’è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi ed il Comandante dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Paduano, con cui il ministro si è intrattenuto alcuni minuti, a proposito del lavoro tuttora in corso all’interno dello stabile. Il ministro ha abbracciato la proprietaria e direttrice artistica del Sannazaro, Lara Sansone, in lacrime come il marito, Sasà Venorio. A seguire, Giuli si recherà in Prefettura, dove è previsto un punto stampa.

Il Sannazaro “tornerà com’era prima. Ve lo prometto”, ha assicurato ieri Giuli che oggi concorderà le mosse per la ricostruzione del teatro.

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Fonte AdnKronos

Juve Stabia: tra emergenza infermeria e voglia di continuare a stupire al “Menti” arriva il Modena

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Archiviata la parentesi lombarda di Monza, per le Vespe è tempo di tornare a pungere tra le mura amiche. La sfida di domenica contro il Modena non è solo un crocevia fondamentale per la classifica, ma rappresenta il primo vero test sulla tenuta organica della rosa di Ignazio Abate.

In un campionato che non concede tregua, il tecnico gialloblù si trova a gestire una vera e propria emergenza che ha condizionato pesantemente le ultime uscite. La parola d’ordine a Castellammare è una sola: “recupero”.

Il fattore equilibrio: il peso delle assenze

Se è vero che il gioco espresso da Abate ha mostrato sprazzi di alta qualità, è altrettanto vero che l’assenza di pilastri fondamentali ha tolto certezze nei momenti chiave dei match. Il bollettino medico è diventato il primo foglio che l’allenatore consulta ogni mattina, sperando in buone notizie dal campo:

La speranza è riabbracciare Diakité e Varnier. La loro fisicità è mancata come l’ossigeno, specialmente nella gestione dei palloni alti e nelle chiusure preventive. C’è grande attesa soprattutto per l’ex Palermo, arrivato da qualche settimana, che i tifosi non vedono l’ora di ammirare all’opera.

Pierobon  a centrocampo resta l’incognita più pesante. La sua capacità di inserimento e di filtro è l’anello di congiunzione necessario per dare equilibrio; la sua assenza si è sentita tutta nel pomeriggio amaro di Monza.

Infine alle Vespe manca, il leader, il capitano: Leonardo Candellone è l’uomo che manca di più. La sua assenza non si misura solo in termini di gol, ma in leadership e capacità di far salire la squadra. Senza di lui, la Juve Stabia perde il punto di riferimento necessario per scardinare le difese più chiuse.

Verso il test di maturità

Dopo la rimonta subita a Monza — l’ennesima di questo campionato — il ritorno al “Romeo Menti” deve coincidere con una prova di maturità. Il Modena è un avversario scorbutico e fisico, ma la Juve Stabia ha bisogno di quei tre punti per blindare la classifica e chiudere definitivamente il discorso salvezza.

Per uscire da questo momento difficile serve la forza del gruppo. Ma avere a disposizione i propri ‘pretoriani’ renderebbe la scalata decisamente meno ripida.

Abate lo sa bene: la settimana di allenamenti dirà chi riuscirà a stringere i denti per una maglia da titolare. Il popolo gialloblù, dal canto suo, è pronto a trasformare il Menti in una bolgia per spingere i propri beniamini oltre l’ostacolo.

Serie B, svolta sui giovani e conti in utile: l’Assemblea approva le nuove riforme

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Una Lega compatta, focalizzata sulla sostenibilità e decisa a rafforzare la propria identità di “fucina di talenti”. È questo il quadro emerso dall’Assemblea di Lega Serie B tenutasi a Milano, che ha visto la partecipazione della totalità delle società cadette.

A guidare i lavori il Presidente Paolo Bedin, che ha aperto la seduta con un’analisi finanziaria che sorride alle casse dei club: la sessione invernale di calciomercato ha segnato una netta controtendenza rispetto al passato.

Mercato in salute: saldo positivo e asse con la Serie A

I numeri illustrati da Bedin raccontano di una categoria in salute. Il mercato di riparazione si è chiuso con un saldo positivo di 2,3 milioni di euro nei rapporti con le altre leghe. Particolarmente significativo l’incremento dei trasferimenti interni al sistema calcio italiano, con un raddoppio dei movimenti verso la Serie A che ha generato ricavi per circa 6 milioni di euro. Un segnale inequivocabile di come la B continui a essere un serbatoio tecnico fondamentale per la massima serie.

Obiettivo Sostenibilità: stop alla corsa dei costi

Il cuore politico dell’Assemblea ha riguardato le riforme. Bedin ha aggiornato i club sulla dialettica in corso con le istituzioni calcistiche, ribadendo che il faro guida resta la sostenibilità economica.

Sono stati presentati i lavori delle Commissioni interne (stabilità, infrastrutture, valorizzazione giovani, tra le altre), che hanno elaborato proposte concrete per arginare il disequilibrio dei conti economici. La linea è tracciata: servono nuove norme per il contenimento dei costi, da introdurre progressivamente.

“Vanno introdotte norme che invertano il trend e aiutino le società a limitare l’incidenza del costo del lavoro nel conto economico,” ha dichiarato il Presidente Bedin. “Va fatto con progressione e condivisione con i club, facendo sintesi delle varie sensibilità ma in maniera decisa ed efficace, il sistema lo reclama”.

In quest’ottica, è stata avanzata anche l’ipotesi di un sistema premiante specifico per chi investe nel miglioramento delle infrastrutture, asset ritenuto cruciale per il futuro del campionato.

Rivoluzione Giovani: cambia il minutaggio

La novità più rilevante, votata all’unanimità, riguarda la modifica della Legge sul minutaggio, ferma ormai dal 2012. La Lega B ha deciso di alzare l’asticella:

  • Soglie più alte: La soglia minima di impiego degli Under 21 (precedentemente 900 minuti) verrà raddoppiata nel breve termine e più che triplicata nei prossimi due anni.

  • Liste: Dalla stagione 2027/28, la composizione delle liste si allineerà alla norma sul minutaggio, abbassando il limite di età da Under 23 a Under 21.

  • Bonus Vivaio: Incentivi economici più forti, con il bonus che passa dal 10% al 30%, oltre a nuove basi per premiare il primo contratto da professionista.

“Le nuove norme in tema di minutaggio daranno un ulteriore impulso all’utilizzo dei giovani nel campionato di Serie B,” ha sottolineato Bedin, “sostenendo quella mission sportiva che deve sempre più caratterizzare il ruolo tecnico di valorizzazione del talento della cadetteria”.

Boom digitale e partnership

A chiudere il cerchio, i dati sull’area Commerciale e Digital. La visibilità della Serie BKT continua a crescere grazie a iniziative mirate come il Boxing Day e il co-marketing con Milano Cortina 2026. I risultati si vedono sui social: nelle ultime quattro settimane, gli account ufficiali della Lega e dei club hanno sfondato il muro dei 41 milioni di visualizzazioni su Instagram e TikTok, confermando l’appeal del campionato anche verso le nuove generazioni.