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Sinner si concede il primo lusso: ecco l’auto personalizzata da 250mila euro

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner è arrivato a Bologna in auto per sostenere i compagni azzurri durante la Coppa Davis.Un'automobile che non è passata inosservata.

Targata Montecarlo, dove Sinner è residente, l'Audi RS6 ABT Legacy Edition è il primo lusso sfoggiato dal tennista n1 al mondo che finora aveva sempre mantenuto un profilo basso e un atteggiamento semplice. Sinner avrebbe raccontato di aver dovuto aspettare un anno, dopo averla acquistata, per poter guidare l'auto.Il motivo sono le numerose modifiche commissionate dall'atleta perché l'auto (già un'edizione limitata, di cui sono state prodotte sono 200 unità) fosse personalizzata.

Sistema propulsivo di una potenza di 760 CV e 980 Nm e kit estetico con elementi in fibra di carbonio: gli upgrade sarebbero costati circa 102.500 euro (oltre a 11.500 euro per l’installazione) su un totale di 250.000 euro.  Sinner avrebbe dichiarato che guidare lo rilassa: quando è in macchina, sulle strade di Monaco, riflette e si scarica, e così su questo aspetto ha voluto investire e concedersi uno sfizio in più, dopo un anno di grandi successi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amedeo Matacena, sua salma e quella della madre saranno riesumate

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(Adnkronos) – La Procura di Reggio Calabria ha emesso nei giorni scorsi un decreto di esumazione delle salme di Amedeo Matacena junior e di sua madre Raffaela De Carolis.Entrambi sono morti a Dubai nel 2022, mentre l’ex parlamentare di Forza Italia si trovava in stato di latitanza da nove anni e tre mesi, dopo essersi sottratto all’arresto e alla condanna in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Lo scrive il quotidiano la 'Gazzetta del Sud', evidenziando che madre e figlio sono deceduti a distanza di pochi mesi: la donna il 18 giugno 2022, mentre l’imprenditore reggino il 16 settembre dello stesso anno.Nei mesi successivi alla morte del noto armatore, ufficialmente stroncato da un infarto, si erano rincorse voci su una possibile indagine da parte degli uffici inquirenti reggini e romani per accertare se Matacena fosse realmente deceduto per cause naturali. Voci, però, sottolinea ancora il quotidiano, che erano state smentite in modo perentorio dall’ultima moglie di Matacena, Maria Pia Tropepi, che tramite il suo legale aveva inviato una nota alla stampa.

La donna aveva opposto anche un netto rifiuto alla richiesta della famiglia sul rimpatrio della salma del marito: per la Tropepi, infatti, Matacena aveva espresso il desiderio di essere cremato.Intanto, nell’aprile 2023 era giunta a Reggio Calabria la salma della De Carolis mentre di quella dell’armatore non si è avuta notizia.

Almeno fino a quando la Procura di Reggio Calabria ha chiesto l’esumazione di entrambe le salme "al fine di procedere all’esame autoptico del cadavere – si legge nell'atto citato dal quotidiano – al fine di accertare le cause della morte nonché la sussistenza di eventuali responsabilità penali causalmente ricollegabili al decesso".  La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, scrive la 'Gazzetta del Sud', ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio nei confronti di Maria Pia Tropepi in relazione al decesso dell’ex parlamentare e armatore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dominique Pelicot: “Ho fatto stuprare mia moglie da 50 uomini”

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(Adnkronos) – ''Sì, sono uno stupratore''.Anzi, "sono uno stupratore come gli altri in questa stanza".

Così, sul banco degli imputati del tribunale penale di Avignone, nel sud della Francia, Dominique Pelicot ha ammesso di aver drogato, violentato e fatto violentare, per quasi dieci anni, la moglie Gisele.E ha ammesso di aver contattato su Internet almeno altri 50 uomini, di età compresa tra i 26 e i 74 anni, perché abusassero di lei.

Circa 200 gli stupri subiti dalla donna, secondo l'accusa, alcuni dei quali sono stati filmati dal marito perché questo ''faceva parte del piacere''.  L'ammissione di colpevolezza dell'uomo, la prima da quando il processo è iniziato lo scorso 2 settembre, arriva dopo una sua assenza dal tribunale per una malattia.Arrivato in aula camminando aiutandosi con un bastone, l'uomo, che ora ha 71 anni, si è rivolto agli altri coimputati che verranno ascoltati nei prossimi giorni. ''Tutti sapevano'' che avrebbero violentato Gisele, e che lo avrebbero fatto mentre la donna era sotto l'effetto di ansiolitici, quindi, incosciente, racconta Dominique Pelicot. "Sono colpevole di ciò che ho fatto.

Dico a mia moglie, ai miei figli, ai miei nipoti che mi pento di ciò che ho fatto e chiedo perdono, anche se è imperdonabile", ha detto Pelicot parlando delle violenze andate avanti dal luglio del 2011 all'ottobre del 2020.Circa 200 gli stupri subiti dalla donna, secondo l'accusa.   ''Ero molto felice con lei – racconta -.

Era l'opposto di mia madre.Abbiamo avuto tre figli, nipoti, che non ho mai toccato'', ha assicurato l'imputato. "Lei non meritava questo", ha aggiunto l'uomo. La Corte potrebbe voler riascoltare anche la vittima, presente in aula insieme al fratello Joel, come spiega l'emittente Bfmtv. "Per me è difficile ascoltarlo.

Per 50 anni ho vissuto insieme a un uomo che non avrei immaginato nemmeno per un secondo che potesse fare queste cose.Avevo completa fiducia in quest'uomo", ha sussurrato oggi Gisele. Alcuni dei 50 co-imputati hanno ammesso che Pelicot aveva detto loro che stava drogando la sua allora moglie, mentre altri hanno affermato di aver creduto di partecipare alla fantasia di una coppia scambista.

Dominique Pelicot si è invece difeso che ''pervertiti non si nasce, si diventa'' ricordando tra le lacrime una madre e un padre violenti.Di aver subito ''uno stupro in ospedale da parte di un'infermiera quando avevo nove anni ed ero ricoverato per una ferita alla testa''.

E poi di essere stato ''costretto ad assistere a uno stupro di gruppo quando avevo 14 anni ed ero apprendista edile''.E ha aggiunto: ''Non ho mai considerato mia moglie come un oggetto''.  In aula sono anche stati contestati i video che Dominique Pelicot ha girato degli stupri subiti dalla donna. ''Facevano parte del piacere'', ha dichiarato l'uomo parlando per la prima volta in aula dall'inizio del processo lo scorso 2 settembre.

E' stato un atto di ''perversione, ma anche di un modo per individuare gli uomini'' che hanno preso parte alle violenze, ha aggiunto. Il caso ha suscitato indignazione in tutta la Francia, con migliaia di persone che hanno manifestato nel fine settimana contro lo stupro e per esprimere il loro sostegno di Gisele Pelicot.Lei aveva chiesto che il processo fosse aperto al pubblico per sensibilizzare sull'uso di droghe per commettere abusi sessuali. "Grazie a voi ho la forza di portare questa lotta fino alla fine", ha detto la donna ai manifestanti. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cybersecurity: Áudea-Inveo Group, insieme per una partnership sull’asse Spagna Italia

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(Adnkronos) – Áudea, leader spagnolo nei servizi di cybersecurity, e Inveo Group, gruppo italiano specializzato in privacy governance, certificazione e consulenza in materia di data protection, annunciano la formalizzazione di una partnership volta a rafforzare e ampliare i servizi di protezione dei dati nei rispettivi territori nazionali.Questa alleanza strategica rappresenta un passo significativo per entrambe le società, permettendo di combinare le rispettive competenze e risorse per offrire soluzioni di protezione dei dati complete e integrate ai propri clienti.

La sinergia tra Áudea e Inveo Group garantirà elevati standard di sicurezza, efficienza e conformità normativa, rispondendo in modo ottimale alle crescenti esigenze di protezione dei dati a livello internazionale.I dati comunitari spagnoli, come riportato dal Rapporto annuale dell'Agenzia spagnola per la protezione dei dati (Aepd), indicano un aumento delle violazioni di dati personali del 25%, con oltre 3.500 incidenti segnalati; parallelamente, il Rapporto annuale del garante per la protezione dei dati personali in Italia evidenzia un incremento del 20% delle violazioni, con più di 2.800 incidenti.  In risposta a questo panorama, la partnership tra Áudea e Inveo Group si propone di implementare misure transnazionali proattive per potenziare la protezione delle informazioni sensibili delle aziende e dei cittadini, rafforzando, attraverso un approccio olistico alla sicurezza dei dati, i servizi di valutazione e gestione dei rischi, le strategie di mitigazione e i piani di risposta agli incidenti.

Johanna Álvarez, responsabile dell’area privacy compliance e dpo di Áudea sostiene che è fondamentale unire le forze e stabilire alleanze solide per adottare misure adeguate nella lotta contro la criminalità informatica, dove il furto di dati rappresenta da sempre guadagni per i gruppi di criminali informatici a livello mondiale". Commenta Riccardo Giannetti, chairman di Inveo Group: "Crediamo fermamente che la collaborazione tra diverse realtà di diversi paesi sia la leva per promuovere l’etica europea del dato e possa apportare per le aziende una crescita esponenziale in termine di business continuity applicata alla sua gioernance.Seppure ognuno con le proprie esperienze e declinazioni in termine di controllo nazionale operiamo sotto le medesime regole comunitarie ed ogni scambio può produrre solo benefici.

Inveo Group sin dalla sua fondazione ha l’obbiettivo di rispondere attivamente ad ogni criticità ed essere in grado di coprire ogni tipologia di servizio in ambito data protection, rafforzandolo su tutto il territorio europeo". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulenti lavoro-Anffas, accordo per promuovere inclusione lavorativa

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(Adnkronos) – Facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di persone con disabilità in stato di disoccupazione o di esclusione sociale, rafforzando e condividendo buone prassi.E' l’obiettivo che si sono posti il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas nazionale Aps) firmando, oggi a Palazzo Wedekind, un accordo che mira a garantire alle persone con disabilità il pieno accesso alle opportunità lavorative e l’inserimento al lavoro, nel rispetto delle loro competenze specifiche.  Le parti si sono impegnate a diffondere e implementare gli strumenti – come l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro – e le politiche di contrasto all’emarginazione e a sostegno delle fasce sociali più deboli e a maggior rischio di marginalizzazione sociale, con particolare riferimento alle persone con disabilità e alle loro famiglie, anche al fine di individuare ulteriori forme di assistenza e di interlocuzione istituzionale.

In particolare, il Consiglio nazionale dell'ordine, per il tramite della Fondazione consulenti per il lavoro, farà conoscere le opportunità legate all’assunzione delle persone con disabilità, fornendo formazione specifica alle aziende e ai Consulenti che operano nei territori, affinché diventino l’anello di congiunzione tra chi cerca e offre lavoro.  Anffas Nazionale Aps, invece, individuerà le persone con disabilità e le persone in condizione di emarginazione sociale ed economica da accompagnare nel percorso di inserimento lavorativo e promuoverà l’iniziativa in tutte le sue sedi in Italia, offrendo supporto agli enti aderenti per l’avvio del progetto a livello locale.Sebbene nell’ultimo decennio la quota di persone con disabilità che cercano o hanno un’occupazione sia passata dal 43,7% al 52,2%, grazie alla combinazione di politiche nazionali e regionali efficaci e di una cultura più inclusiva delle imprese, l’ingresso al lavoro per questi cittadini resta ancora critico.

Stando ai dati Istat del 2022, su una popolazione di circa 3 milioni di persone con gravi disabilità solo il 33,5% (nella fascia d’età 15-64 anni) risulta occupata, contro il 60,2% delle persone senza limitazioni.Un dato preoccupante anche se, nel confronto internazionale, l’Italia si distingue positivamente per la sua maggiore capacità inclusiva nei confronti delle persone con disabilità meno gravi.

Secondo Eurostat, infatti, è il paese con il gap più basso d’Europa: il tasso di disoccupazione di chi ha disabilità non gravi è del 11,8% contro una media UE del 17,3%. “Purtroppo, sono ancora troppo poche le persone con disabilità che riescono a trovare un’occupazione.Ma l’attenzione verso il fenomeno c’è, come dimostrano gli obiettivi posti alla base della riforma della disabilità e gli incentivi occupazionali introdotti nel Terzo settore”, ha commentato il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine, Rosario De Luca. “Occorre, però, intensificare l’opera di sensibilizzazione per contrastare discriminazioni e garantire pari opportunità, ad esempio incentivando l’adozione di pratiche inclusive nelle aziende e potenziando percorsi formativi e di accompagnamento al lavoro.

Lo scopo deve essere quello di valorizzare le abilità di ogni persona, senza distinzioni.Solo così potremo garantire un vero cambiamento”, ha aggiunto.  “Lavorare è per ogni cittadino un diritto-dovere e questo vale anche per le persone con disabilità, cittadini al pari degli altri”, ha affermato Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas.  “Purtroppo ancora oggi – ha sottolineato – nonostante si tratti di un diritto sancito sia dalla nostra Costituzione che dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, il lavoro è un miraggio per molte persone con disabilità ed in particolare per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, frequentemente vittime di pregiudizi e stereotipi legati alle loro capacità.

Invece sono proprio loro a chiedere a gran voce un lavoro vero al fine di essere cittadini attivi e poter dare il proprio contributo alla società come tutti.Con questa nuova iniziativa poniamo un altro tassello importante per il contrasto di tali discriminazioni e per promuovere una nuova consapevolezza circa le potenzialità di tutte le persone con disabilità in ambito lavorativo”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, un milione di morti dopo 900 giorni di guerra

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(Adnkronos) –
Un milione di soldati morti nella guerra tra Ucraina e Russia.E' il Wall Street Journal, dopo oltre 900 giorni di conflitto, a stilare un bilancio complessivo delle perdite accusate dai due paesi. "Il numero di ucraini e russi uccisi o feriti nel corso di una guerra estenuante che dura da due anni e mezzo ha raggiunto circa un milione, un tributo impressionante che due Paesi alle prese con una popolazione prebellica in calo dovranno pagare ancora per molto tempo", scrive il quotidiano, sottolineando che "determinare il numero esatto di morti e feriti nel conflitto è stato difficile, con Russia e Ucraina che si sono rifiutate di pubblicare stime ufficiali o, talvolta, hanno diffuso cifre ampiamente disattendibili". "Una stima ucraina riservata di inizio anno" contava le perdite di Kiev in 80.000 soldati uccisi e 400.000 feriti, scrive il giornale, citando fonti riservate.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha presentato un numero molto più basso di vittime militari a febbraio, 31.000, senza rivelare il numero di soldati feriti. Le stime dell'intelligence occidentale citate dal Wsj hanno stimato le perdite russe fino a 200.000 morti e 400.000 feriti.Questo dato è vicino alle stime di Kiev sulle vittime di Mosca, che ammontano, a oggi, a oltre 635.000 tra morti e feriti.  I documenti trapelati dal Pentagono, riportati a luglio dall'Economist, suggeriscono che le perdite russe potrebbero essere ancora più gravi: la stima più alta è di 728.000 soldati uccisi, feriti o catturati.

Mosca non ha reso note il numero delle sue vittime durante la guerra.L'ultima cifra fornita dalle autorità russe a settembre 2022 era di 5.937 soldati uccisi. 
In Russia, Vladimir Putin ha appena ordinato l'ampliamento dei ranghi con l'aggiunta di altri 180mila uomini.

Si tratta del terzo provvedimento di questo tipo dall'inizio della guerra contro l'Ucraina, iniziata oltre 900 giorni fa.Con il decreto varato dal leader del Cremlino, il personale militare della Russia arriverà a comprendere 2,4 milioni di elementi: di questi, 1,5 milioni saranno soldati.

L'iter si completerà entro la fine dell'anno, quando i nuovi ingressi diventeranno effettivi.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabili, consulenti del lavor: “Occupato il 33,5% delle persone con gravi limitazioni, 56% per le meno gravi”

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(Adnkronos) – Secondo le informazioni contenute nella Banca dati dell’Istat sulla disabilità, nel 2021, solo il 33,5% delle persone con gravi limitazioni, nella fascia d’età 15-64 anni, risultava occupata, a fronte di una percentuale del 60,2% delle persone senza limitazioni e del 56% di quelle con limitazioni non gravi.Di contro, risulta molto elevata la quota di persone alla ricerca di un’occupazione: sono il 18,7% tra quanti presentano gravi limitazioni, a fronte del 12,9% di quanti non ne hanno e del 14,3% di quelli che ne hanno di lievi.

Un dato questo che evidenzia le forti difficoltà che le persone con gravi disabilità ancora incontrano nell’accesso all’occupazione.Tra quanti non lavorano, l’11,4% è inabile a svolgere un’attività lavorativa, il 16,3% è casalinga, il 5,4% ritirato dal lavoro, mentre il 15,4% è ancora impegnato in percorsi di studio o si trova in altra condizione.

Emerge dall'approfondimento realizzato dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro, diffuso oggi in occasione dell'accordo siglato oggi dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dall’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas nazionale Aps). Nel corso degli anni, si è assistito a un progressivo aumento della domanda di partecipazione al lavoro da parte delle persone con disabilità gravi, sebbene a questo non abbia corrisposto un pari incremento delle opportunità occupazionali.A partire dal 2009, primo anno disponibile nella serie storica fornita dall’Istat, il tasso di partecipazione, dato dalla somma tra quota di occupati e persone in cerca di occupazione è progressivamente aumentato passando dal 43,7% al 52,2% del 2022, per un incremento di quasi 10 punti.

Ad aumentare è stata la percentuale di persone in cerca di occupazione, passata dal 13,8% del 2009 al 18,7% del 2022, mentre la quota di occupati è aumentata dal 29,9% del 2009 al 33,5% del 2022.  L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità è condizionato da una serie di fattori che attengono ai livelli formativi, alle caratteristiche delle attività che devono essere svolte, all’organizzazione dei contesti di lavoro, che dovrebbero garantire l’inclusione dei lavoratori con disabilità gravi, tramite l’eliminazione di tutte quelle barriere – fisiche, relazionali, comunicative – che rendono difficile, talvolta impossibile, l’integrazione.Sotto il profilo formativo, negli ultimi anni sono stati compiuti molti passi in avanti.

Se si osserva infatti la distribuzione delle persone con limitazioni gravi nello svolgimento delle attività quotidiane, emerge nell’ultimo decennio, un netto incremento dei livelli medi di istruzione.Tra le persone di 25-44 anni, la quota di quanti posseggono un diploma di scuola superiore o di laurea è passata dal 40% del 2011 al 61,6% del 2021, mentre tra i 45-64 anni, l’incremento è stato più contenuto, ma significativo, dal 23,8% al 39,7%. Il rafforzamento dei percorsi di inclusione scolastica delle persone con disabilità dovrebbe favorire anche la facilitazione di quelli lavorativi, considerato che ad oggi, una quota ancora considerevole di occupati con disabilità gravi, ha al massimo la licenza di scuola media (39,5% contro il 26,1% delle persone che non presentano limitazioni); il 41,8% ha un diploma e solo il 18,7% una laurea (contro una percentuale del 26,4% tra gli occupati che non presentano alcun tipo di limitazione). Tali caratteristiche si riverberano direttamente sulla tipologia di occupazione.

Tra gli occupati con limitazioni gravi si riscontra una maggiore presenza nelle professioni a più bassa qualificazione (lavoratore in proprio, coadiuvante, collaboratore): vi è occupato il 13,6% contro l’11,7% delle persone senza limitazioni.Risulta invece più bassa la quota di occupati ai vertici della piramide professionale, come dirigenti, professionisti, quadri, pari al 15,6% tra le persone con disabilità gravi e 18,1% tra quelle senza limitazioni.

Peraltro, malgrado negli anni si sia assistito a una significativa elevazione dei livelli di istruzione delle persone con disabilità, a questa non sembra aver corrisposto un uguale miglioramento nella collocazione occupazionale. Tra il 2012 e il 2022 infatti, a fronte di un aumento di quanti svolgono una funzione a livello impiegatizio e intermedio (dal 29,3% al 37,5%), si evidenzia una contrazione di quanti lavorano in proprio (dal 19,7% al 13,6%) e coloro che occupano una posizione altamente qualificata, come dirigenti, professionisti e quadri, la cui incidenza passa dal 17,4% al 15,6%.L’idea, guardando i pochi dati a disposizione, è che il percorso di inclusione lavorativa per le persone con disabilità presenti ancora ampi margini di miglioramento, malgrado alcuni progressi riscontrati negli ultimi anni. Tra gli occupati che presentano limitazioni gravi, solo il 14,3% si dichiara molto soddisfatto del proprio lavoro (tra quanti non hanno limitazioni la percentuale è del 17,7%) mentre il 30,6% afferma di esserlo poco (22,2%) o per nulla (8,4%).

Tale dato colpisce non solo per la differenza rispetto alle persone che presentano limitazioni non gravi (si dichiara poco o nulla soddisfatto il 24,1%) o che sono senza limitazione (18,4%) ma soprattutto perché segnala gli evidenti limiti dei processi di collocamento occupazionale che oggi interessano tale gruppo di lavoratori.E' indicativo da questo punto di vista, che tra i laureati, dove si riscontra il livello più alto di soddisfazione (si dichiara molto soddisfatto il 17,6% contro il 16,6% dei diplomati e il 10,4% di quanti hanno al massimo la licenza media) ci sia anche la maggiore incidenza di insoddisfatti, pari al 31,2%. Questa risulta quasi doppia rispetto ai laureati che non hanno alcun tipo di limitazione (solo il 16,3% si dichiara poco o per nulla soddisfatto del proprio lavoro), a conferma di come le difficoltà di collocamento al 'posto giusto' risultino ancora più elevate proprio tra coloro che hanno maggiormente investito in percorsi formativi di qualità, e che più scontano la delusione di una collocazione occupazionale non adeguata o non in linea con il percorso formativo intrapreso.

Guardando invece al gruppo professionale, è ai livelli più bassi di qualificazione che si riscontra la maggiore insoddisfazione, mentre all’aumentare del livello professionale, cresce la soddisfazione per il proprio lavoro e diminuiscono, in parte, le criticità: anche tra dirigenti e professionisti, resta elevata la percentuale di persone con gravi limitazioni che dichiara bassa o nulla soddisfazione per il proprio lavoro (27,7%). Su dieci persone con disabilità gravi tra i 15 e i 64 anni, almeno 2 sono alla ricerca di un lavoro.Si tratta di una platea concentrata principalmente al Sud e nelle isole, dove risiede il 46% delle persone in cerca di lavoro; il 21,2% è al Centro e il 32,8% al Nord Italia.

Con riferimento al titolo di studio, la gran parte (57,6%) delle persone con limitazioni gravi in cerca di lavoro ha al massimo la licenza di scuola media, mentre il 35%, ha conseguito un diploma di scuola secondaria.Il 7,4% delle persone in cerca ha una laurea.

A distinguere le persone con disabilità alla ricerca di lavoro è soprattutto l’età.Tendenzialmente, sia tra quanti presentano limitazioni gravi che meno gravi, si riscontra un’incidenza maggiore di 'over44': sono circa il 62% del totale, la componente di gran lunga maggioritaria, mentre solo il 38% ha meno di 45 anni. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic: “Niente cellulare ai miei figli, non devono seguire il gregge”

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(Adnkronos) – Il campione di tennis Novak Djokovic prende posizione sull'uso degli smartphone da parte dei giovanissimi.In un'intervista alla televisione serba 'Blic Tv' ha spiegato che i due figli Stefan (10 anni) e Tara (7 anni) "si lamentano perché sono gli unici a scuola senza cellulare, io gli spiego che così ci differenziamo dagli altri, perché siamo testardi sia in senso positivo che in senso negativo.

E' importante che le persone acquisiscano un po' più di consapevolezza su quello che accade intorno a noi, non è necessario seguire il gregge".  Il pensiero del campione serbo, spesso criticato per le sue posizioni controcorrente durante l'emergenza Covid, si è concentrato anche sull'epoca digitale: "Oggi ci sono le sfide dei social network, disprezziamo i giovani e diciamo che sono incompetenti, che non sanno niente.E' inevitabile perché viviamo nell'era digitale.

Sono genitore di due bambini piccoli e anch'io mi pongo gli stessi interrogativi".  Sicuramente Djokovic firmerebbe la petizione su Change.org 'Stop smartphone e social sotto i 16 e 14 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo', che invita il Governo italiano a vietare l'uso personale di smartphone ai minori di 14 anni e l'apertura di profili social ai ragazzi sotto i 16.La raccolta firme, che ha ormai raggiunto oltre 22mila firme, ha visto la sottoscrizione di tanti attori dell'Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo, tra cui anche Paola Cortellesi e Pierfrancesco Favino.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con gli Ihta a Hydrogen Expo 2024 premiate le eccellenze del comparto

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(Adnkronos) – Dare ampia visibilità (anche internazionale) e far conoscere il prezioso lavoro delle imprese che operano nella filiera tecnologica dell’idrogeno, riconoscendone professionalità, know-how, sviluppo e il ruolo strategico. È lo scopo degli IHTA – Italian Hydrogen Technology Awards, i prestigiosi premi consegnati durante la 3ª edizione di Hydrogen Expo, la più grande mostra-convegno italiana interamente dedicata al comparto tecnologico per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno organizzata da Mediapoint & Exhibitions, che si è tenuta dall’11 al 13 Settembre nei padiglioni di Piacenza Expo.Sono in tutto 38 i riconoscimenti andati alle personalità e alle aziende italiane operanti sia sul territorio nazionale che all’Estero, nonché alle filiali italiane di imprese internazionali operanti sul territorio italiano.

Il premio Personalità dell’anno, settore energia, quest’anno è stato conferito ad Alberto Dossi, Presidente del Gruppo Sapio e dell’associazione H2IT. “Sono davvero soddisfatto del buon esito di questa 3ª edizione della Hydrogen Expo, e ciò alla luce dell’elevatissimo numero di visitatori qualificati (provenienti anche dall’estero) che hanno affollato il padiglione durante i 3 giorni di apertura.Il buon esito della Hydrogen Expo 2024 va, ovviamente, reciprocato con le oltre 40 Associazioni di categoria e le Istituzioni che hanno sostenuto questo evento e, ovviamente, anche con i 200 espositori che hanno partecipato a questa manifestazione, ma anche con i relatori dei 24 convegni che hanno fatto da corollario alla mostra piacentina, convegni ai quali hanno partecipato circa 1.600 delegati.

Tutto ciò” conclude Fabio Potestà Direttore della Mediapoint & Exhibitions “non può che essere di buon auspicio per la quarta edizione di Hydrogen Expo (che si terrà dal 21 al 23 Maggio 2025), manifestazione alla quale hanno confermato la loro partecipazione moltissimi degli espositori dell’edizione appena conclusasi.” Quattro le macro-categorie nelle quali sono strutturati gli Ihta – Italian Hydrogen Technology Awards: – i progetti nel settore dell’idrogeno (retrofitting/riutilizzo di progetti infrastrutturali esistenti, idrogeno nei progetti di utilizzo finale, progetti integrati sull’idrogeno, progetti di produzione di idrogeno, progetti di stoccaggio dell’idrogeno, progetti di infrastrutture per l’idrogeno di nuova costruzione) realizzati – in Italia e all’Estero – a partire dal 1° Gennaio 2023 fino al 1° Agosto 2024; – l’innovazione tecnologica in tutti i campi relativi alla filiera dell’idrogeno; – l’azienda che durante l’anno precedente al concorso abbia conseguito risultati e traguardi particolarmente significativi; – le personalità che con la loro carriera professionale hanno contribuito significativamente alla crescita del settore. La lista dei premiati – che assieme alle motivazioni è disponibile sul sito https://hydrogen-expo.it/ihta/ – vede: – Progetto dell’anno ambito industriale siderurgico: DANIELI CENTRO COMBUSTION; – Progetto dell’anno ambito industriale ceramico: IRIS CERAMICA; – Azienda astro nascente: HYDROALP; – Innovazione in ambito tecnologico /produzione dell’idrogeno – Banchi di prova per celle ed elettrolizzatori: MCPHY; – Innovazione in ambito tecnologico / produzione dell’idrogeno – Tecnologie innovative: PIETRO FIORENTINI – HYTER – Innovazione in ambito tecnologico – Elettrolizzatori: ANSALDO – GREENTECH; – Innovazione in ambito tecnologico – Celle a combustibile: SOLYDERA; – Innovazione in ambito tecnologico – Componenti e materiali catalizzatori (ex-aequo): BRETON, ERRE DUE spa; – Innovazione in ambito tecnologico / componenti e materiali – Purificatori di acqua: BWT; – Innovazione in ambito tecnologico / componenti e materiali – Valvole per altissime pressioni: COAX VALVOLE ITALIA s.r.l.; – Innovazione in ambito tecnologico / componenti e materiali – Tenute e guarnizioni (ex-aequo): EFFECIEMME COMPONENTI / GITIS; – Innovazione in ambito tecnologico / componenti e materiali – Miscelatori per blend gas-idrogeno: TORMENE INDUSTRIALE; – Innovazione in ambito tecnologico / componenti e materiali – Tubi e flessibili per altissime pressioni: TRANFER OIL; – Innovazione in ambito tecnologico – Stoccaggio: GREEN ENERGY STORAGE (GES); – Innovazione in ambito tecnologico – Stazioni di rifornimento: PURE ENERGY HYDROGEN; – Innovazione in ambito applicativo / Settore trasporti – Ferroviario: SITAV; – Innovazione in ambito applicativo / Settore trasporti – Nautico da diporto: NATPOWER; – Innovazione in ambito applicativo / Settore automotive: IBC ENERGY; – Innovazione in ambito applicativo / Settore cogenerazione: JENBACHER; – Innovazione in ambito applicativo / Settore energia: MACCHI / SOFINTER; – Innovazione in ambito applicativo / Settore HVAC: GIACOMINI; – Innovazione in ambito applicativo / Settore retrofitting-riconversione: HYDROCELL; – Innovazione in ambito applicativo / Settore industriale: MAICO; – Società di servizi / Sicurezza e gestione impianti: SAIPEX; – Società di servizi / Certificazione: RINA; – Società di servizi / Formazione: CERTIFICATION CROSSING; – Società di servizi / Verifica e testing: BUREAU VERITAS; – Società di servizi / Sistemi rilevamento e droni: DRONE MASTER; – Società di servizi / Engineering & Epc: SIMPLIPHY; – Premio speciale Lady Award (ex-aequo): FRANCESCA BARONTINI / FRANCESCA COLOMBINI (ERREDUE/SOLYDERA); – Personalità dell’anno / settore industria: GIUSEPPE ROSSI (UNI); – Personalità dell’anno / settore automotive: LUCA MILANI (GERVASONI); – Personalità dell’anno / settore energia: ALBERTO DOSSI (SAPIO, H2iT); – Personalità dell’anno / settore associazioni di categoria: FRANCESCO ROLLERI. Gli Ihta – Italian Hydrogen Technology Awards torneranno in occasione della quarta edizione di Hydrogen Expo.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buchmesse, Giuli: “Momento importante per qualità nostra editoria”

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(Adnkronos) – "Ritengo che questo sia un momento molto importante per la cultura italiana, in particolare per ciò che rappresenta la qualità della nostra editoria".Quello che attende l'Italia "è un contesto internazionale ed è bello mostrarci concordi, compatti, padroni della nostra missione".

Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presentazione del francobollo emesso per celebrare l'Italia Ospite d'Onore alla Buchmesse di Francoforte, dal 16 al 20 ottobre. La Buchmesse, inoltre – secondo Giuli – deve essere una 'sfida' che deve restituire "un'immagine di compattezza". "Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, e le persone che siedono a questo tavolo, sono la dimostrazione tangibile che la cultura non ha confini, non si fa soltanto nel ministero della Cultura e in tutte le sue ramificazioni ed espressioni.Tutti facciamo cultura, tutti abbiamo delle responsabilità istituzionali e in circostanze così importanti come la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, dobbiamo restituire l'immagine di una compattezza che non è solo interministeriale".  "E' una forza di sistema – ha aggiunto – che si manifesta attraverso una scelta squisitamente analogica con un francobollo nell'epoca del QR code e che rappresenta la nobilitazione di una grande tradizione italiana".

Ma "al tempo stesso il francobollo è un simbolo, un bene valore e materiale che rappresenta la proiezione delle nostre radici nel futuro, di quanto di più contemporaneo possa esistere pur nel quadro di una tradizione secolare che ci rappresenta".  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bridge-Uganda, Iannantuoni (UniMiB): “Con Africa migliora professionalità”

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(Adnkronos) – "Già da diversi anni i nostri medici e i nostri specializzandi scendono in Africa.Abbiamo però voluto istituzionalizzare questa partnership perché riteniamo, e abbiamo visto essere così, che quando i nostri medici hanno la possibilità di trascorrere alcuni mesi in contesti in cui non c'è niente, se non la salute e il rispetto verso il paziente, tornano a casa molto arricchiti.

Questo è, secondo me, ciò che conta per una professione vocazionale come quella del medico, dell'infermiere o dell'ostetrica".Lo ha detto la rettrice dell'università Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, oggi alla presentazione di Bridge (Bicocca research and innovation for development and global health)-Uganda, il nuovo progetto dell'università milanese nel distretto di Gulu nel nord dell'Uganda.  "Quella di oggi – continua la rettrice – è una giornata molto speciale perché si parla di internazionalizzazione, di sistema sanitario nazionale e di medicina.

In un contesto in cui, nel nostro Paese, riflettiamo sul numero di medici e di infermieri e sulla qualità del Servizio sanitario nazionale, per noi è molto importante diffondere questa qualità non solo nel nostro Paese, ma anche in una delle zone più fragili a livello internazionale.E' questo il caso del nord dell'Uganda, una delle aree con le maggiori fragilità economiche e sociali a livello mondiale".

Si tratta del secondo avamposto all'estero dell'ateneo milanese, dopo il 'MaRhe Center' nell'arcipelago delle Maldive, centro di ricerca e formazione dedicato agli studi di biologia marina.Outpost fondamentali per Milano-Bicocca perché, spiega Iannantuoni, "pensiamo che le eccellenze di cui disponiamo, da un lato quella della sostenibilità e dell'ecologia e dall'altro quella della medicina, debbano trovare un loro significato laddove siano prioritarie nella quotidianità delle persone che lì vivono".  L'outpost Bridge-Uganda si inserisce nel progetto Bicocca Global Health Center, che coinvolge tutte le professionalità dell'ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide della salute globale attraverso un approccio multidisciplinare e per promuovere la salute e il benessere nei Paesi a basso e medio reddito.

La rete formativa dell'ateneo milanese, che già comprende ospedali di eccellenza come il San Gerardo, il Papa Giovanni, il Niguarda e molti altri, si allarga quindi anche al Lacor Hospital in Uganda, "un luogo in cui medici, ostetriche, infermieri, specializzandi e i nostri studenti di medicina degli ultimi 2 anni possono godere di un momento formativo fondamentale.E' importante anche sottolineare che formeremo medici specializzandi in loco, necessari – conclude la rettrice – su un territorio così difficile come quello ugandese". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry e i 40 anni, foto auguri compleanno tagliata per escludere Meghan?

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(Adnkronos) – La foto pubblicata domenica su X dalla Famiglia Reale britannica per il 40esimo compleanno di Harry è stata tagliata, ma non per escludere Meghan.Lo ha chiarito Buckingham Palace, dopo che utenti online hanno notato che nell'immagine originale, scattata quando Harry era ancora un membro attivo della famiglia reale, era presente anche sua moglie, la duchessa del Sussex.

La foto di Harry, postata sul social con la scritta 'Auguri al duca di Sussex per un felicissimo 40esimo compleanno', è stata ricevuta dal Palazzo così come è stata pubblicata, già tagliata.  La foto originale, dalla quale è stato 'decontestualizzato' Harry e che mostra il secondogenito di Carlo sorridente, fu scattata durante il primo viaggio della coppia appena sposata all'estero, a Dublino nel 2018.Nell'immagine, sono presenti, assieme ai neosposi, altre tre persone.

Il fatto di aver lasciato soltanto Harry nella foto ha dato origine a speculazioni online, secondo cui la duchessa sarebbe stata deliberatamente rimossa dall'immagine dalla famiglia reale.  Tuttavia – sottolinea l'Independent – è emerso che la foto ritagliata di Harry, così come quella completa che ritrae anche sua moglie, sono state caricate dalla Press Association su Getty Images entrambe lo stesso giorno del 2018.Un portavoce di Buckingham Palace ha confermato che l'immagine utilizzata non è stata alterata ed è stata utilizzata nel formato in cui è stata ricevuta.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via ‘Roma come stai?’, ciclo incontri I municipio e facoltà Architettura Sapienza

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(Adnkronos) – Sarà Alfonsina Russo ad inaugurare l’edizione 2024 di 'Roma come stai?', il ciclo di incontri, organizzato dal Municipio I Roma Centro e dalla facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, pensato per aprire un confronto, una valorizzazione e momenti di approfondimento tra cittadini, architetti, rappresentanti del mondo della cultura, del mondo accademico e delle Istituzioni sulla città di Roma, le sue trasformazioni e il suo futuro.  “Roma come stai?” si aprirà sabato 21 settembre, nella Curia Julia del Parco Archeologico del Colosseo.Si parte con un dialogo sull’importanza della presenza del Colosseo e dei Colossi nella storia architettonica e storico artistica di Roma, alla presenza della Presidente del Municipio I Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi e del Preside della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza, Orazio Carpenzano.

Dopo la Russo sarà il turno di altri studiosi e professionisti di fama internazionale, da Giorgio de Finis, ad Andrea Augenti e Alessandro Viscogliosi che porteranno la riflessione su temi e diversi periodi storici della Capitali ogni volta in luoghi iconici della città, come i Giardini del Fontanone dell’Acqua Paola, piazza Santa Maria in Trastevere e Castel Sant’Angelo. “Il I Municipio – ha commentato Bonaccorsi – ha aperto un ragionamento serio su cosa deve diventare il centro storico di questa città.Noi vogliamo riportare i residenti ad abitare nei palazzi della città storica.

E questo passa per un ragionamento sul proliferare senza freni dei bnb, sul costo degli affitti, sui servizi che si offrono ai cittadini e sulle condizioni critiche che abbiamo ereditato, dalla moltiplicazione delle occupazioni di suolo pubblico ai troppi dehors, spesso abusivi.Il centro storico è sparito dal dibattito pubblico.

Non dobbiamo demordere dal parlarne, e per questo ringrazio molto la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza e gli ospiti degli incontri.Perché questo è uno dei luoghi giusti per elaborare idee, analisi, e progetti su Roma”. “Abbiamo tutti bisogno di acquisire maggiore consapevolezza di cosa siano stati questi luoghi per evitare che vengano percepiti solo come quinte di eventi – aggiunge Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura del Municipio I Roma Centro – Il lavoro che questa giunta sta mettendo in campo sin dai primi mesi del mandato è sempre stato nella direzione di far riappropriare dei luoghi i cittadini con sempre maggior consapevolezza, portando nelle piazze contenuti alti e di qualità”.  “In queste quattro serate sono previsti dialoghi con interlocutori appartenenti a differenti campi della cultura che proporranno uno sguardo trasversale sulla storia, la trasformazione e sui temi cogenti nella nostra città, per contribuire in modo sostanziale alla comprensione, al dibattito e suggerire anche preziose indicazioni sugli indirizzi futuri.

Questi eventi saranno occasioni per conoscere meglio la città, nella sua complessità stratificata e inclusiva, per comprenderne le architetture, i moti trasformativi, le ecologie, le figure, raccogliere i frammenti di un immaginario ricollocandoli in una possibile visione d’insieme, più ottimista e propositiva”, conclude Orazio Carpezano, Preside della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Screening pediatrico di diabete e celiachia, presentate 16 nuove raccomandazioni

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(Adnkronos) – E' frutto della collaborazione tra esperti di sanità, endocrinologia pediatrica, diabetologia e rappresentanti delle associazioni di pazienti il White paper 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', presentato oggi presso la Sala Giacomo Matteotti della Camera dei deputati per iniziativa del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.Il documento, promosso in conformità con la Legge n.130/2023, approvata proprio un anno fa all'unanimità dal Parlamento – si legge in una nota – contiene 16 raccomandazioni mirate a sviluppare un modello organizzativo efficace per la gestione dello screening a livello nazionale.

Tra queste, si evidenzia l'importanza del coinvolgimento attivo dei pediatri di famiglia e ospedalieri per il supporto continuo alle famiglie, la creazione di una rete di laboratori regionali qualificati per un'analisi uniforme dei campioni e l'istituzione di team specialistici nei centri regionali per un'assistenza integrata ai bambini diagnosticati.  Il White paper rientra nel progetto Diabetes Type 1 Vision of Screening (D1VE), realizzato da Sanofi in collaborazione con Utopia, che ha l'obiettivo di favorire un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti nell'attuazione della legge approvata lo scorso autunno, che pone l'Italia come primo Paese al mondo a introdurre un programma di screening nazionale regolato da una legge statale, focalizzato sulla diagnosi precoce in età pediatrica. "I primi dati sul programma nazionale di screening per rilevare la predisposizione genetica al diabete di tipo uno e alla celiachia – afferma Mulè – confermano la straordinaria ed essenziale importanza della legge 130 approvata esattamente un anno fa dal Parlamento.Le indagini svolte a campione in 4 regioni, che saranno la base per avviare lo screening su base nazionale, dicono aldilà di ogni ragionevole dubbio come, grazie allo screening, siano stati intercettati numerosissimi casi destinati altrimenti ad essere sconosciuti, con conseguenze probabilmente gravi o gravissime per gli interessati.

Si tratta della conferma della bontà di un'iniziativa prima al mondo che pone il nostro Paese all'avanguardia nell'attività di prevenzione per due patologie sempre più diffuse nella popolazione pediatrica.Grazie all'operato dell'Istituto superiore di sanità, di concerto con il ministero della Salute, i medici pediatri e le associazioni di pazienti, si è raggiunta questa prima fondamentale tappa.

Siamo sulla strada giusta, adesso continueremo a lavorare con la stessa determinazione per raggiungere nuovi obiettivi". Con un investimento di 3,85 milioni di euro all'anno per il biennio 2024-2025 e di 2,85 milioni di euro annuali a partire dal 2026 – ricorda la nota – il programma pluriennale di screening in età pediatrica riveste un'importanza cruciale.Non solo previene malattie croniche ancora incurabili, come il diabete di tipo 1, ma consente anche una diagnosi tempestiva di patologie in crescita come la celiachia, prima che i sintomi clinici si manifestino.

L'obiettivo principale è evitare le complicanze legate a una diagnosi tardiva, migliorando significativamente la qualità della vita dei giovani pazienti e delle loro famiglie.Il programma ha come scopo quello di ridurre il rischio di chetoacidosi diabetica – spesso la prima manifestazione clinica del diabete di tipo 1 – e di diagnosticare la celiachia in fase precoce, garantendo un trattamento immediato per evitare complicanze come ritardi della crescita e pubertà ritardata. Prima dell'adozione su scala nazionale, è stato condotto uno studio preparatorio denominato D1Ce Screen, promosso dall'Iss in collaborazione con il ministero della Salute, che ha coinvolto 4 regioni italiane – Lombardia, Marche, Campania e Sardegna – per testare la fattibilità del programma, valutarne i costi e analizzare i benefici di uno screening sistematico su tutta la popolazione pediatrica.

Durante questa fase, i pediatri di libera scelta hanno giocato un ruolo fondamentale, reclutando su base volontaria bambini di età compresa tra 2, 6 e 10 anni per essere sottoposti a un prelievo di sangue capillare, destinato alla determinazione degli autoanticorpi specifici per il diabete di tipo 1 e la celiachia.Ad oggi sono state inserite a sistema 3.819 anagrafiche e i risultati ottenuti hanno evidenziato un'elevata partecipazione delle famiglie, segno di una forte consapevolezza dell'importanza di una diagnosi precoce. "Lo sviluppo di nuove terapie e la possibilità di screening precoce – osserva Raffaella Buzzetti, presidente eletto della Società italiana diabetologia (Sid) – stanno trasformando profondamente la gestione del diabete di tipo 1, e il teplizumab rappresenta una delle innovazioni più significative in questo contesto.

Tutto ciò apre scenari del tutto nuovi per la prevenzione, offrendo un'opportunità straordinaria per intervenire prima che il diabete si manifesti clinicamente.Accanto a terapie innovative come il teplizumab, anche lo screening precoce gioca un ruolo cruciale: identificare individui a rischio consente di personalizzare gli interventi terapeutici, anticipando le complicanze e migliorando la qualità di vita delle persone con diabete tipo 1.

In qualità di presidente eletto Sid, sono convinta che la nostra comunità scientifica giocherà un ruolo di primo piano nel portare queste innovazioni nella pratica clinica quotidiana, integrando strumenti e terapie che fino a pochi anni fa erano solo ipotetiche e ampliando il ruolo del diabetologo che da semplice gestore della malattia diventerà promotore di strategie di prevenzione". Meno noto rispetto al tipo 2, il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune ancora incurabile, causata dalla distruzione delle cellule beta delle isole pancreatiche responsabili della produzione di insulina.In Italia questa patologia colpisce circa 300mila persone e nel 2021 si sono registrati 26,7 nuovi casi ogni 100mila bambini, di cui il 43,2% con esordio in chetoacidosi diabetica, una complicanza potenzialmente fatale se non diagnosticata tempestivamente.

Anche la celiachia, un'altra malattia autoimmune cronica, è molto comune in Italia, con oltre 200mila persone affette.Sebbene siano patologie distinte, il diabete di tipo 1 e la celiachia condividono molti elementi comuni, come i meccanismi autoimmuni e una predisposizione genetica associata ai polimorfismi del complesso Hla (Human Leukocyte Antigens).

Fino al 5% dei pazienti potrebbe soffrire di entrambe le condizioni, rendendo la gestione clinica più complessa e costosa. Questo quadro clinico a livello nazionale sottolinea ancora di più l'importanza nel procedere con un programma strutturato di prevenzione partendo proprio dai più piccoli.Lo screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia ha già attirato l'attenzione delle principali istituzioni scientifiche internazionali e delle riviste più prestigiose, come 'Tha Lancet' e' Science'.

L'introduzione di un programma così articolato e regolato per legge non ha precedenti e pone l'Italia in una posizione di assoluta avanguardia nella prevenzione sanitaria.I prossimi passi prevedono l'adozione del programma su tutto il territorio nazionale, con un impegno costante per garantire la massima adesione e per monitorare i risultati, al fine di apportare eventuali miglioramenti.  "La Legge n.130/2023 ha reso l'Italia Paese capofila nel dotarsi dello strumento dello screening e questo deve essere per noi motivo di grande orgoglio – dichiara Alessandro Crevani, General Manager Business Unit General Medicines Italy & Malta, Sanofi – Questo progetto ha favorito l'incontro e la collaborazione stretta e sinergica dei principali attori coinvolti nella fase di implementazione della legge, che hanno messo a sistema le loro grandi competenze per il raggiungimento di un obiettivo comune: quello di rendere il progresso scientifico, come lo screening del T1D e celiachia, alla portata di tutte le famiglie del nostro Paese.

E' anche un traguardo significativo per la nostra azienda, che ha messo l'immunologia al centro della propria strategia di ricerca e sviluppo, sfruttando la competenza e la vasta conoscenza del sistema immunitario per comprendere e trattare le malattie dove esso non risulta più in equilibrio, come per l'appunto nel diabete di tipo 1.Come Sanofi abbiamo una storia profondamente legata al diabete e lavoriamo ogni giorno per cambiare il corso di questa patologia.

Da luglio dell'anno scorso abbiamo infatti istituito un'area dedicata all'immuno-diabetologia, con l'ambizioso obiettivo di trasformare radicalmente in futuro il trattamento del diabete di tipo 1, ritardandone l'esordio e con l'ambizione dataci dalla nostra pipeline di arrivare un giorno ad impedirlo del tutto". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Ernesto Alicicco, storico medico della Roma

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(Adnkronos) – La Roma è in lutto per la morte di Ernesto Alicicco, storico medico sociale del club giallorosso dal 1978 al 2001, morto all'età di 89 anni.A dare la triste notizia lo stesso club capitolino su X: "L’ASRoma piange la scomparsa di Ernesto Alicicco.

Tra il 1978 e il 2001 ha curato i nostri campioni, resterà nel nostro cuore per sempre".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pasi (UniMiB): “Integrazione parola chiave progetto Bridge-Uganda”

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(Adnkronos) – "L'idea di questo nostro outpost in Uganda, chiamato Bridge, nasce un anno fa da un incontro con il professor Pietro Invernizzi", direttore del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'università Milano-Bicocca, "il quale mi ha raccontato delle iniziative del progetto Global Health che l'ateneo aveva già messo in piedi in Africa.Da lì l'idea di dare vita a qualcosa che potesse essere più stabile, una realtà di collaborazione e di integrazione in Uganda.

Integrazione credo sia, infatti, la parola chiave attorno a cui si sviluppa questa iniziativa".Così Gabriella Pasi, prorettrice per l'Internazionalizzazione dell'università Milano-Bicocca, spiega la nascita dell'avamposto per la salute globale dell'ateneo lombardo in Uganda, denominato Bridge (Bicocca research and innovation for development and global health)-Uganda, che è stato presentato oggi nel capoluogo lombardo. "Vedo in questo outpost l'opportunità per i nostri studenti e specializzandi di imparare e accrescere le proprie conoscenze in un ambiente sociale differente – aggiunge Pasi – Lo stesso vale per i colleghi che lavorano in Africa, che assieme ai nostri ragazzi potranno generare qualcosa di nuovo e di bellissimo.

Questa iniziativa ha un grande potenziale di crescita che ci permetterà di dare vita a tantissimi tipi di collaborazioni.Si tratta di un hub che darà poi l'opportunità di includere altre aree e di allargare la 'famiglia universitaria'.

Il lavoro fatto è stato enorme e ce ne sarà ancora tanto da fare, ma sono certa che questo sforzo porterà tantissimo indotto, sia in ambito formativo che di ricerca.Spero sia quindi un inizio proficuo di un percorso di crescita per tutti".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Invernizzi (UniMiB): “Con Bridge-Uganda la Bicocca in Paesi a basso reddito”

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(Adnkronos) – "L'outpost Bridge in Uganda, una sede dell'università Milano-Bicocca nel cuore del Lacor Hospital nel nord dell'Uganda, è parte di una serie di progetti che stanno portando l'università Bicocca e il suo Dipartimento di Medicina, ma anche tanti altri dipartimenti dell'ateneo, ad investire e lavorare in Paesi a basso reddito".Lo ha detto Pietro Invernizzi, direttore del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'università Milano-Bicocca e di Bridge (Bicocca research and innovation for development and global health)-Uganda, oggi alla presentazione del nuovo progetto dell'ateneo milanese, che parte dal capoluogo lombardo e arriva nel distretto di Gulu nel nord dell'Uganda.

Si tratta del secondo avamposto all'estero della Bicocca, dopo il 'MaRhe Center' nell'arcipelago delle Maldive, il centro di ricerca e formazione dedicato agli studi di biologia marina. L’avamposto ugandese, presentato durante l'evento 'Salute Globale: il ruolo dell'accademia', si inserisce all'interno del progetto 'Bicocca Global Health Center', che coinvolge tutte le professionalità dell'ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide della salute globale attraverso un approccio multidisciplinare e per promuovere la salute e il benessere nei Paesi a basso e medio reddito. "Crediamo che l'esposizione di studenti e specializzandi a contesti con basse risorse ci permetta di fare meglio il nostro mestiere, che è quello di formare e fare ricerca – spiega Invernizzi – Nel contesto della formazione abbiamo definito e battezzato un metodo formativo 'Progetto due pilastri'.Il primo è la formazione del professionista – sia questo medico, infermiere, ostetrico – che si dedicherà professionalmente alla salute degli esseri umani.

Il secondo è invece la formazione delle componenti umane di questi professionisti, in quanto, per essere buoni medici e buoni infermieri, è necessario avere un rapporto adeguato con la malattia e la morte". I risultati sono positivi. "Il feedback degli studenti – sottolinea Invernizzi – è molto buono, ma non è una novità: da anni vediamo giovani e meno giovani muoversi in contesti di questo tipo e, quando tornano, li vediamo trasformati, carichi, con empatia e con voglia di curare, non solo con l’intento di dare terapie al paziente, ma con la voglia di prendersene cura.Con Bridge-Uganda abbiamo organizzato e istituzionalizzato l'esposizione, che sapevamo già avrebbe dato tanto ai nostri giovani e, anche se indirettamente, anche a noi, al sistema e al mondo in cui viviamo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elisabetta Gregoraci, cure finite: “È stato un periodo pesante, ora si riparte”

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(Adnkronos) – Oggi Elisabetta Gregoraci ha finito le cure, che erano proseguite anche a casa dopo i due ricoveri in ospedale. "Da oggi – scrive in una storia Instagram, mostrando l'ultima flebo – sono sicura che sarà sempre meglio". Solo ieri aveva scritto: "Le mie vene urlano vendetta.Io sono un po' stanca ma sono in fase di ripresa".

Nel corso dei giorni la conduttrice ha sempre aggiornato i suoi follower sulle sue condizioni di salute, nonostante abbia preferito non scendere nel dettaglio. "Grazie per il vostro supporto – scrive ancora oggi – l'ho apprezzato tanto".  E poi uno sguardo al futuro. "Ho tanta voglia di ripartire – spiega – e di fare piano piano le mie cosine".   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, nuova lettera di Grillo a Conte: “Demolisci presidi democratici, segnalerò tue minacce”

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(Adnkronos) – Continuano a volare stracci tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte.Stavolta è il garante ad attaccare il presidente del M5S, sempre con una lettera, pubblicata da Il Foglio, in cui il fondatore del Movimento si rivolge con il consueto "Caro Giuseppe", ma che di caro ha ben poco.  "Mi scrivi accusandomi per l’ennesima volta – dopo averlo fatto più volte pubblicamente – di avere una visione padronale del movimento e contraria suoi valori democratici.

La verità è che, al contrario, ho sempre inteso tutelare i valori democratici su cui il movimento è stato fondato.Dunque, se proprio vogliamo parlare di atteggiamenti contrari ai valori democratici del movimento, questi sono da trovare nelle manovre striscianti con cui si sta tentando di demolirne i presidi, invocando ipocritamente un presunto processo democratico, che, come sai bene (ma fingi di non sapere) non può prescinderne", si legge nella missiva. "Le ragioni per cui è in corso un tentativo di demolire i presidi democratici del movimento sono peraltro ben note, e non rispondono certo ai suoi valori democratici, ma agli interessi di pochi.

Vorrei però tenermi alla larga dal girone in cui alcuni di voi sembrano essere sprofondati, per condurvi lungo la natural burella e farvi rivedere le nostre prime stelle, partendo dagli inizi del movimento, che nasce innanzitutto per realizzare una democrazia più autentica e vicina ai cittadini". "In un mio post recente ho ricordato che Gianroberto e io abbiamo voluto prevenire i rischi delle altre forze politiche, che tendevano a sclerotizzarsi e alienarsi dai cittadini.Il limite del doppio mandato nasce proprio dalla volontà di prevenire questi rischi.

Dunque, sostenere che l’insindacabilità di certe regole sia incompatibile con i valori democratici del movimento è non solo un ovvio controsenso, ma è addirittura un ribaltamento della realtà, che rivela, viceversa, le reali intenzioni di chi invece vorrebbe metterle in discussione", mette nero su bianco Grillo. "Sicché, accusarmi di una visione padronale del movimento non è altro che lo specchio delle intenzioni di altri.Al contrario, ribadire l’importanza di certe regole equivale a difenderne i suoi valori democratici.

Tant’è vero che nessun’altro fondatore di una forza politica ha mai avuto il coraggio, l’altruismo e la fantasia di non porsi al suo vertice, ma solo di ritagliarsi un ruolo di garanzia, come abbiamo fatto Gianroberto e io". "In questi giorni – prosegue Grillo – stiamo assistendo allo spettacolo delle tempeste ormonali di commentatori eccitati al pensiero di ciò che potrebbe accadere, che speculano su battaglie, scissioni, contese sul nome e sul simbolo, e così via.E’ uno spettacolo che francamente non m’interessa, e che trovo nauseante, perché il suo risultato sarebbe comunque dannoso per tutti.

Quindi mi auguro che non sia messo in scena.Ciò posto è ormai diventato irrinunciabile tornare ai veri valori democratici del movimento, senza operazioni funzionali all’interesse di pochi.

Il fatto che si cerchi di impedirlo con il metodo di legittimazione popolare tipico delle autocrazie non è certo un buon segno, ma quale che sia il suo risultato non potrà certo tradire i tratti distintivi e i valori del movimento, a prescindere dalla titolarità del nome e del simbolo, che peraltro è già stata accertata giudizialmente". "Concludo rispondendo alla tua minaccia di sospendere gli impegni assunti dal movimento nei miei confronti, questa sì indegnamente strumentale e indebita, essendo essi strettamente legati alle funzioni che ho svolto e continuo a svolgere per il movimento.Nella mia qualità di “elevato” mi astengo dal scendere così in basso rispondendo a tono, ma mi limito a osservare che gli impegni di manleva sarebbero comunque dovuti, a prescindere da un impegno contrattuale in tal senso, mentre i miei “compensi” – che in realtà, come sai, coprono anche i costi d’ufficio della funzione che svolgo per il movimento – sono non solo congrui per la mia funzione e i relativi costi, ma lo sono a maggior ragione nel momento in cui è in corso un tentativo di stravolgere l’identità e i valori del movimento". "Alla luce di quanto sopra – annuncia dunque Grillo – mi riservo di valutare il da farsi, eventualmente anche sottoponendo le tue minacce agli organi competenti del movimento.

Ne approfitto per invitarti, piuttosto, a rispondere quanto prima alle mie richieste di chiarimenti sul processo che porterà alla assemblea “costituente” del prossimo ottobre". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un francobollo per celebrare l’Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse di Francoforte

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(Adnkronos) – Un francobollo per celebrare l'Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse 2024, la Fiera del Libro di Francoforte.La cerimonia di emissione del francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico si è tenuta oggi nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza, tra gli altri dei ministri della Cultura Alessandro Giuli e del Mimit Adolfo Urso.  Il francobollo, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito da Poste Italiane, ripropone il logo della partecipazione con il motto “Radici nel futuro” e i colori del tricolore rappresentati in un libro aperto da cui nasce un germoglio, simbolo di crescita e in grado di proiettare verso il futuro.

Il foglietto ritrae Dante Alighieri e Alessandro Manzoni, due giganti della nostra letteratura nonché 'padri' – in epoche diverse – della lingua italiana, impegnati a sorreggere un libro in cui è incastonato il francobollo.L’immagine simboleggia idealmente il collegamento tra due mondi diversi ma non paralleli quando si parla di cultura: passato e futuro. "I francobolli storicamente viaggiano e fanno viaggiare.

Per questo sono grato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a Poste Italiane per l’emissione, la produzione e la distribuzione di questo esemplare che conserverà e proietterà nel tempo lo straordinario viaggio dell’Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse di Francoforte.Spero che il francobollo dedicato a questa storica partecipazione possa rappresentare un ulteriore invito a scoprire e condividere la bellezza della lettura", ha dichiarato il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse alla partecipazione dell'Italia, quale Paese d'onore, alla Fiera del Libro di Francoforte 2024, Mauro Mazza. Durante la cerimonia di presentazione, aperta dai saluti istituzionali del sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto, sono intervenuti, oltre ai ministri e al Commissario Mazza, il responsabile Marketing della Filatelia di Poste Italiane Giacomo Pacchioni e Flavia Scarpellini, componente del Cda dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Presente anche il Presidente della commissione Cultura del Senato Roberto Marti.  La 76esima edizione della Buchmesse di Francoforte si terrà dal 16 al 20 ottobre.Alla partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore stanno collaborando numerose istituzioni e partner, tra cui i ministeri della Cultura, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell'Agricoltura, l'Ambasciata d'Italia a Berlino, Ice – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, il Centro per il libro e la lettura e l'Associazione Italiana Editori che ha curato il programma letterario e professionale. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)