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Juve Stabia, arriva l’ufficialità: l’iscrizione alla Serie B è completata come avevamo già annunciato

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Quella che per i nostri lettori era ormai una certezza, oggi ha ricevuto il sigillo dell’ufficialità. La S.S. Juve Stabia 1907 ha comunicato di aver formalizzato l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B 2025/2026, adempiendo a tutte le richieste previste dalle licenze nazionali entro il termine perentorio.

Una notizia che, come avevamo sottolineato in un nostro precedente approfondimento, era nell’aria e rappresentava un passaggio puramente formale, ma necessario, per dare il via alla seconda stagione consecutiva delle Vespe nel campionato cadetto. Il comunicato odierno della società non fa altro che confermare la solidità di un progetto che poggia su basi ben definite.

Nel dettaglio, la nota del club evidenzia il “lavoro certosino svolto in questo periodo dal presidente Andrea Langella, dall’amministratore Filippo Polcino e dal segretario generale Alfonso Manzo“. Un trio dirigenziale che ha operato con la consueta meticolosità per garantire il rispetto di ogni scadenza e parametro, assicurando così alla piazza di Castellammare un futuro tranquillo dal punto di vista amministrativo.

L’ufficialità odierna, dunque, non è una sorpresa, ma una gradita conferma che mette un punto fermo sulla programmazione della stagione che verrà. “La stagione 2025/2026 vedrà le Vespe, per il secondo anno consecutivo, protagoniste del campionato di Serie BKT, pronte a lottare per raggiungere nuovi traguardi”, conclude il comunicato.

Mentre l’ambiente attendeva solo questo timbro ufficiale, che la nostra testata aveva già dato per acquisito, ora l’attenzione si sposta con ancora maggior vigore sul mercato e sulla costruzione della squadra che dovrà affrontare un campionato che si preannuncia sempre più competitivo. La conferma è arrivata: la Juve Stabia c’è, e come avevamo anticipato, è pronta a consolidare la sua presenza in Serie B.

Incontro con l’autrice: Ida Amlesù presso la libreria Mondadori Bookstore di Castellammare di Stabia

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Una serata speciale per i bibliofili stabiesi riuniti presso la libreria Mondadori Bookstore, mercoledì 3 giugno, per la presentazione del romanzo “Io, Casanova” di Ida Amlesù, un romanzo dalla trama avvincente e ricca di suspense.A presentare l’autrice e il suo libro la Prof.

Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le ali della lettura” e promotrice di eventi culturali di notevole interesse.Protagonista del romanzo è Giacomo Casanova, un personaggio complesso e dal grande fascino, conosciuto soprattutto per le sue avventure galanti, ma che è stato anche letterato, agente segreto, massone, musicista e alchimista, un uomo del Settecento con una vita più che movimentata.

Una vita che Casanova stesso nel libro autobiografico “Mémoires de J.Casanova de Seingalt, écrits par lui-même”, in lingua francese, descrive con dovizia di particolari, non senza una punta di narcisismo.

“Io, Casanova” non è una biografia, ma un thriller calato in un realistico contesto storico descritto con cura e passione, come la società e la cultura in cui si sviluppa la trama e in cui vivono i personaggi.

Una particolarità del romanzo è il dualismo con cui l’autrice decide di presentarci il protagonista, anzi i protagonisti: Casanova e Anna:

“Sono due persone che si guardano allo specchio, cercando di capire quello che gli altri vedono di loro, se quella è la loro vera identità oppure se la loro vera identità è qualcosa di diverso.”

L’alter ego femminile di Casanova, Anna – il suo doppio – incarna il lato oscuro della sua vita, ma anche lo spirito libero, la seduzione, la capacità di trasformarsi, la ricerca di nuove esperienze e conoscenze, mentre Casanova è un personaggio positivo, che vuole aiutare il prossimo: è un ciarlatano, ma cerca di far del bene.L’autrice lo definisce un “ciarlatano buono”.

“Anna è un personaggio distinto, ma profondamente legato al protagonista, che riflette i lati nascosti della sua personalità. – spiega la scrittrice – I due si incontrano e si rincorrono per tutto il romanzo e verso la fine del libro la sovrapponibilità delle due figure di Casanova e Anna diventa quasi perfetta.”

“Io, Casanova” è un romanzo ricco di colpi di scena, dove l’intrigo, il crimine, il mistero creano per il lettore un’atmosfera immersiva, come se si trovasse all’interno della storia, accanto ai protagonisti e agli affascinanti personaggi secondari, tipici dell’ambiente aristocratico e musicale del Settecento.

Sullo sfondo una società d’Ancien Regime, dominata dall’aristocrazia e dal clero, con i suoi vizi e le sue chiusure, che attraversa, tuttavia, importanti cambiamenti sociali e culturali, come l’ascesa della borghesia e la diffusione delle nuove idee illuministe.Le vicissitudini di Casanova lo costringono a continui spostamenti in città esoteriche come Parigi e Lione, Venezia con la sua rete di canali, palazzi storici e calli tortuosi, Costantinopoli con la sua ricca storia, le chiese maestose, i palazzi imperiali, Ancona con una vasta rete di cunicoli e cisterne, Rimini con il suo teatro arcadico.

Queste città sono la cornice perfetta per l’ambientazione, che aggiunge un tocco di mistero alla già arcana atmosfera.Poi, su tutto, c’è il buio: il buio della notte e degli interni con le sue ombre, che si allungano intorno e rendono le scene ancora più misteriose e affascinanti.

“Io Casanova” è scritto con un linguaggio sofisticato, ricco e descrittivo, caratterizzato da un’attenzione particolare per i dettagli e la creazione di un’atmosfera vivida attraverso la parola, rendendo la lettura ancora più coinvolgente ed emotiva.

L’autrice, come ha rilevato la prof.ssa Carmen Matarazzo, usa “un linguaggio colto, che descrive attraverso la sensazione tattile, che parla attraverso i sensi oltre che attraverso il cuore.”

Nel romanzo un’accurata ricostruzione storica dei luoghi e dei costumi, ma anche della lingua e dei dialetti in uso nel Settecento, con termini e detti che variano a seconda dell’estrazione sociale dei personaggi.Ida Amlesù, insegnante, traduttrice, Cantante lirica, giornalista, con questo suo quarto romanzo Io, Casanova (Sonzogno, 2025), ci propone un appassionante viaggio nel Settecento alla scoperta di un personaggio carismatico e sfuggente di cui non sapremo mai la verità perché “La verità è un manto troppo corto per coprire una vita intera.”

Un personaggio sempre alla ricerca di nuove avventure, spinto da un bisogno interiore di crescita, scoperta e trasformazione, la cui storia romanzata riesce a regalarci momenti di pura evasione, facendoci riscoprire il piacere della lettura.

Juve Stabia, Peda: La parabola del difensore riscoperto a Castellammare, da ombra a Palermo a idolo gialloblù

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Nel calcio, le storie di riscatto sono il sale che alimenta la passione dei tifosi, ma poche sono così immediate e lampanti come quella di Patrik Peda. Il giovane difensore polacco, dopo un periodo da separato in casa a Palermo, ha trovato la sua dimensione alla Juve Stabia, trasformandosi in pochi mesi da promessa accantonata a pilastro inamovibile e idolo della tifoseria gialloblù.

Arrivato in Sicilia nell’estate del 2024 con le stimmate del talento di prospettiva, nazionale polacco e con esperienze già maturate in Italia con la SPAL, Peda si è ritrovato a vivere una stagione ai margini del progetto tecnico rosanero. Le opportunità, infatti, sono state quasi nulle: la panchina è diventata una costante per il promettente difensore, con appena una manciata di minuti accumulati in campionato. Un periodo difficile, dove la crescita calcistica sembrava essersi arrestata e le speranze di affermarsi in un club ambizioso come quello palermitano si affievolivano giorno dopo giorno. La forte concorrenza nel reparto difensivo e le scelte tecniche hanno relegato Peda a un ruolo di comparsa.

Il trasferimento alla Juve Stabia nel mercato di gennaio 2025 ha rappresentato la svolta. Un cambio di maglia, un nuovo ambiente e, soprattutto, la fiducia incondizionata di un allenatore, Guido Pagliuca, che ha saputo da subito valorizzarne le qualità. Con le “Vespe”, Peda ha trovato immediatamente ciò che a Palermo gli era mancato: spazio e fiducia. Schierato al centro della difesa a tre, ha conquistato un posto da titolare che non ha più lasciato.

La sua determinazione, la grinta e una notevole capacità di lettura del gioco hanno subito impressionato, rendendolo un pilastro della squadra stabiese. In poco tempo, Peda è diventato un punto di riferimento, un difensore roccioso e affidabile, abile nell’annullare gli attaccanti avversari e preciso nell’impostare l’azione. Le sue prestazioni eccellenti hanno contribuito in modo significativo al sorprendente percorso della Juve Stabia, culminato con la partecipazione ai playoff di Serie B.

La consacrazione definitiva è arrivata, quasi come in un romanzo, proprio di fronte al suo passato. Nella gara secca dei playoff del 17 maggio 2025, la Juve Stabia ha affrontato e battuto il Palermo. In quella partita, Peda ha offerto una prestazione maiuscola, annullando l’attacco rosanero e dimostrando tutto il suo valore. “A Palermo ho giocato poco, qui è diverso. Con il Mister è un piacere, conosce tanto di gioco. Mi ha dato fiducia, quello è ciò che mi mancava,” ha dichiarato Peda dopo quella vittoria, sottolineando il rapporto speciale con l’ambiente stabiese: “Qui sto da Dio. Sono stato allo Stadio Barbera, più grande sì, ma qui si sentono i tifosi, le persone che ci spingono.”

E proprio il legame con la tifoseria rende speciale la sua avventura a Castellammare. I supporter gialloblù hanno riconosciuto in lui non solo un ottimo calciatore, ma anche un ragazzo umile, dedito alla causa e con un grande attaccamento alla maglia. Ogni sua giocata, ogni intervento decisivo, è stato accompagnato da un boato di entusiasmo dal pubblico del “Romeo Menti”.

La storia di Patrik Peda è un esempio lampante di come nel calcio la fiducia e le opportunità possano ridefinire una carriera. Da riserva silenziosa a Palermo a eroe acclamato a Castellammare, la sua parabola dimostra che il talento, quando trova il giusto contesto per esprimersi, è destinato a brillare.

Il futuro, però, presenta delle incertezze. Il prestito alla Juve Stabia è terminato a giugno e Peda è contrattualmente legato al Palermo fino al 2028. Le sue prestazioni non sono passate inosservate e difficilmente il club siciliano se ne priverà a cuor leggero. I tifosi della Juve Stabia sognano di rivederlo in gialloblù, ma la realtà del calciomercato rende questo desiderio complicato. Nel calcio, però, nulla è scontato e la speranza di rinnovare un matrimonio così ben riuscito, magari in un futuro non troppo remoto, resta viva nel cuore della tifoseria stabiese.

Salerno, bimbo di 9 mesi ricoverato con fratture gravi: indagini

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(Adnkronos) – È stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, un bimbo 9 mesi di Vibonati (Salerno) che ha riportato fratture gravi ed è ora ricoverato in gravi condizioni.Secondo quanto si apprende, il piccolo è stato inizialmente ricoverato all’ospedale di Sapri, prima del trasferimento d’urgenza per lesioni serie al cranio, al collo e a un femore.

Il piccolo è già stato sottoposto a un primo intervento chirurgico dai medici napoletani.Ad accompagnarlo in ospedale sono stati la madre e il compagno della donna.

Al momento, dopo una segnalazione ai carabinieri, sono in corso accertamenti per ricostruire cosa possa essere accaduto e il contesto familiare in cui i fatti possono essere maturati.  

Premio Giornalistico Nazionale Gran Galà Città di Scafati

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Si è tenuto l’altro ieri sera (4 giugno 2025) al Teatro San Francesco di Scafati la seconda edizione del Premio Giornalistico Nazionale dal titolo Gran Galà Città di Scafati, sport è passione. 

L’evento, organizzato dal Club Napoli Scafati, è stato condotto da due famosissimi volti del giornalismo sportivo, Mimmo Malfitano e Ilaria Mennozzo.

Il Gran Galà, sport è passione, titolo con la è (verbo) come puntualmente ha precisato Mimmo Malfitano all’apertura dei lavori, ha rappresentato occasione per riconoscere protagonisti dello sport italiano che hanno segnato la storia recente con successi e soprattutto con passione. Ma passiamo ai premi:

La commissione del Club Napoli, rappresentato all’evento nella persona del Presidente Salvatore Acanfora, ha scelto di assegnare il Premio Giornalistico Nazionale al Giornalista e conduttore, Massimo De Luca.

Con una carriera professionale di alto profilo, avendo lavorato per la Gazzetta dello Sport, la Rai e Mediaset, e avendo condotto programmi televisivi come Tutto il calcio minuto per minuto, la Domenica Sportiva e Pressing Champions League, a De Luca è stato consegnato il premio, raffigurante una ‘’scafa’’ (antica imbarcazione di Scafati), dal Prof. Guido Trombetti, ex Rettore della Federico II.

Il prof. Guido Trombetti premia De Luca.

I Premi alla carriera sono stati assegnati a due grandi sportivi di altrettante due epoche storiche del Calcio Napoli, Andrea Carnevale e Edoardo Reja.

Il premio ad Andrea Carnevale, ex attaccante del Napoli e vincitore di due scudetti e una Coppa UEFA, è stato consegnato dal presidente del Club Napoli Scafati, Salvatore Acanfora.

Commovente è stato il momento in cui l’ex calciatore ha ricordato di aver voluto raccontare, in un libro, di sua madre uccisa dal padre quando lui aveva 14 anni.

Premiato subito dopo Edoardo Reja, allenatore artefice della rinascita del Napoli con l’epoca De Laurentiis. Bellissimo e divertente il dibattito sul palco con l’ex Capitano del Napoli, Francesco Montervino.

Premio Rosa, riconoscimento dedicato alle donne nel giornalismo sportivo, consegnato alla bravissima Titti Improta, volto noto di Canale 21.

All’evento hanno partecipato anche protagonisti dello sport locale come l’Amministratore delegato della Scafatese Calcio, che quest’anno ha sfiorato la promozione in serie C e Alfonso Scisciola, famoso maestro di judo, per il suo impegno nella formazione dei giovani.

Non poteva mancare la parentesi musicale affidata a Mario Maglione, allievo del grande Roberto Murolo.

Il maestro ha deliziato i presenti e i telespettatori in diretta da casa con  canzoni storiche della musica classica napoletana, da  ‘’Indifferentemente’’  del 1963, di Salvatore Mazzocco a ‘’Malafemmina’’ di Totò.

All’ingresso del teatro, suggestivo è stato il Museo Itinerante dedicato a Diego Armando Maradona, a cura di Massimo Vignati, figlio dello storico custode dello Stadio San Paolo, Saverio.

Tutti i presenti in teatro hanno potuto ammirare cimeli unici del grande Diego, come rare magliette e scarpette.

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA (foto di Antonio Toscano)

Gori, Penisola Sorrentina: Intervento straordinario alla condotta idrica Dn 600

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Nell’ambito delle attività per la tutela della risorsa idrica e il miglioramento del servizio, e a seguito di un’accurata campagna di indagini volte a verificare lo stato di salute delle infrastrutture, è emersa la necessità di intervenire per il ripristino funzionale e la messa in sicurezza di un tratto della condotta adduttrice DN 600 che alimenta la Penisola Sorrentina e l’isola di Capri.L’intervento è stato avviato il 3 giugno in località Palombara, nel comune di Castellammare di Stabia.

Esso prevede la completa rimozione di un tratto aereo della condotta, che sarà sostituito con una nuova tubazione interrata di circa 26 metri.L’obiettivo è garantire la sicurezza e la continuità del servizio idrico, in linea con quanto già realizzato in passato e in considerazione delle puntuali attività di monitoraggio portate avanti nei mesi scorsi.

Al fine di consentire il regolare svolgimento dei lavori, si comunica che è necessario sospendere il servizio idrico dalle ore 14:00 di mercoledì 11 giugno alle ore 13:00 di giovedì 12 giugno 2025, in alcune zone dei comuni di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense e in alcune strade del comune di Capri.

Pertanto, nelle ore che precedono tale interruzione, si invitano i cittadini a provvedere ad una scorta d’acqua da destinare ai bisogni essenziali.

Negli stessi giorni è importante evitare gli sprechi e contenere i consumi non necessari per garantire a tutti un approvvigionamento adeguato.Per ottimizzare i tempi di riattivazione del servizio sono state programmate specifiche manovre sulla rete finalizzate alla gestione delle riserve di acqua e a una distribuzione ottimale della risorsa.

È stato, inoltre, attivato un piano straordinario per l’organizzazione del servizio idrico sostitutivo con autobotti, cubi di fontanine e serbatoi mobili, per far fronte in modo efficace alle esigenze della popolazione coinvolta.

Per tutte le informazioni sulle zone interessate dalla mancanza d’acqua e sulla localizzazione del servi-zio idrico sostitutivo, si invita a consultare la pagina AVVISI ALL’UTENZA del sito goriacqua.com, in cui sono presenti le comunicazioni e i relativi aggiornamenti.

Juve Stabia, presentata l’iscrizione alla Serie B 2025-2026. Ora testa agli altri passi tra rinnovi e stadio

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La Juve Stabia ha compiuto il primo, fondamentale passo verso la stagione di Serie BKT 2025-2026, depositando con successo e senza alcun intoppo tutta la documentazione necessaria per l’iscrizione al campionato. La scadenza, fissata per la giornata odierna, è stata rispettata in pieno, a conferma della solidità e della programmazione che contraddistinguono il club gialloblù.

Solidità Societaria: Una Garanzia per la B

Dal punto di vista contabile e amministrativo, la società stabiese non ha avuto alcun problema. Questo risultato è il frutto del lavoro meticoloso e costante dell’amministratore unico Filippo Polcino e del presidente Andrea Langella, coadiuvati da tutta la struttura dirigenziale. Una gestione virtuosa che, anche nelle stagioni precedenti, ha sempre permesso alla Juve Stabia di rispettare puntualmente tutte le scadenze e i paletti imposti dalla Lega e dalla Covisoc, dimostrandosi un modello di affidabilità nel panorama calcistico nazionale.

Un Campionato di Alto Livello

La Serie B 2025-2026 si preannuncia come un torneo di altissimo livello qualitativo. Ai nastri di partenza non si presenteranno squadre come il Sassuolo e il Pisa, a cui si è aggiunta la Cremonese, vincitrice degli spareggi playoff ma sono state “rimpiazzate” dalle vincitrici dei rispettivi gironi della Serie C, compagini storiche come l’Avellino e il Padova, o ambiziose come la Virtus Entella. Grande attesa, inoltre, per l’esito della finale playoff tra due formazioni altrettanto storiche e importanti come Pescara e Ternana; gli abruzzesi partono favoriti in vista del ritorno in casa, forti della vittoria per 1-0 conquistata in trasferta. Gara che sarà giocata domani e che stabilirà chi tra gli adriatici o gli umbri salirà in serie B.

Ancora incertezza, invece, sulle date ufficiali di inizio del campionato. Se la stagione agonistica prenderà il via il 17 agosto con i trentaduesimi di finale della Coppa Italia Frecciarossa, per il fischio d’inizio della Serie B 2025-2026 si dovrà probabilmente attendere il 22 agosto. Pende infatti il ricorso del Brescia, penalizzato di 4 punti nella scorsa stagione, una sentenza che ha permesso alla Sampdoria di accedere ai playout contro la Salernitana. L’esito dell’ultimo grado di giudizio potrebbe ancora ridisegnare la composizione finale del campionato.

Prossimi Passi: Mercato, Ritiro e Stadio Menti

Archiviata la pratica dell’iscrizione, l’attenzione della dirigenza stabiese si sposta ora sui prossimi step cruciali. Il primo nodo da sciogliere riguarda il futuro del tecnico Guido Pagliuca e del direttore sportivo Matteo Lovisa. Entrambi sono gli artefici della promozione e di un campionato di Serie B esaltante (quinto posto finale) e sono in attesa di definire la loro posizione contrattuale.

Successivamente, verrà scelta la sede del ritiro pre-campionato. Tra le opzioni al vaglio ci sono diverse località come Telese Terme, Castel di Sangro e Pimonte ma sono solo nostre sensazioni e ipotesi. Di certo il ritiro dovrà essere scelto di concerto con l’allenatore e il Direttore Sportivo.

Per quanto riguarda lo Stadio Romeo Menti, l’impianto ha già ricevuto l’omologazione per la Serie B nella passata stagione ed è pronto ad accogliere le “Vespe”. Tuttavia, il Comune con il supporto della società ha in cantiere nuovi progetti per renderlo ancora più moderno e funzionale. Tra le priorità vi è l’ampliamento della capienza del settore ospiti, attualmente limitata dalla carenza di parcheggi dedicati. Nei mesi a venire, sono previsti ulteriori interventi di miglioramento in altri settori dello stadio, per offrire un’esperienza sempre migliore ai tifosi gialloblù e alle squadre ospitate.

Definito il calendario della Coppa Italia 2025-2026: La Juve Stabia pronta al debutto contro il Lecce

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La Lega Serie A ha diramato ufficialmente il calendario della prossima Coppa Italia Frecciarossa, torneo al quale parteciperà anche la Juve Stabia grazie al suo quinto posto in campionato. Come anticipato in precedenza, 48 squadre prenderanno parte alla competizione: tutte le 20 formazioni di Serie A, le 20 di Serie B e 4 club provenienti dalla Lega Pro.

I Turni della Coppa Italia: Esordio per le “Vespe” il 17 Agosto

L’edizione 2025-2026 della Coppa Italia prenderà il via nel weekend del 10 agosto 2025 con il primo turno preliminare. Le quattro sfide dei preliminari vedranno affrontarsi: Entella contro Pescara/Ternana, Padova contro Vicenza, Avellino contro Audace Cerignola, e Pescara/Ternana contro Rimini.

Per la Juve Stabia, l’inizio del cammino in Coppa Italia, valida per Serie A e B, è fissato per il weekend del 17 agosto, con il match dei trentaduesimi di finale contro il Lecce.

Come già anticipato dalla nostra redazione la partita inizialmente prevista allo Stadio “Via del Mare” potrebbe essere disputata allo Stadio “Romeo Menti” su richiesta del Lecce in quanto il proprio impianto cittadino è oggetto di profondi aggiornamenti e ristrutturazione utili alla omologazione per la Serie A.

La squadra vincitrice di questo incontro affronterà poi la qualificata tra Milan e Bari. Questa accoppiata offre alle “Vespe” una prospettiva storica: l’opportunità di sfidare il Milan allo stadio “Meazza” per la prima volta in assoluto, un evento senza precedenti nella storia del club. I sedicesimi di finale si disputeranno mercoledì 24 settembre.

Fasi Finali e la Grande Finale all’Olimpico

Gli ottavi di finale si terranno in due date consecutive, tra il 3 e il 17 dicembre. Anche i quarti di finale saranno suddivisi in due giornate, il 4 e l’11 febbraio 2026. Le semifinali d’andata sono programmate per il 4 marzo, mentre quelle di ritorno, come da consuetudine, si giocheranno a distanza di oltre un mese, il 22 aprile 2026.

Il culmine del torneo sarà la finalissima, prevista per mercoledì 13 maggio 2026 nello scenario suggestivo dello Stadio Olimpico di Roma.

Squadre Partecipanti e Teste di Serie

Le formazioni iscritte ai preliminari sono Padova, Entella e Avellino (vincitrici dei rispettivi gironi di Serie C) e il Rimini (detentore della Coppa Italia di Serie C). La definizione completa delle altre squadre partecipanti è ancora in attesa a causa dell’incertezza legata alla situazione del Brescia in Serie B e il conseguente rinvio dei playout.

Le otto teste di serie del torneo saranno le prime sette classificate della Serie A e il Bologna, vincitore dell’ultima Coppa Italia. Queste squadre sono state già posizionate in un tabellone “tennistico”: Bologna, Lazio, Juventus e Atalanta nella parte sinistra (dove potrebbe confluire anche il Milan), mentre Inter, Roma, Fiorentina e Napoli occuperanno la parte destra.

Juve Stabia, Kevin Piscopo: Il motore gialloblù, il re degli assist della stagione e il soldato perfetto

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La storia di Kevin Piscopo con la maglia gialloblù è, senza dubbio, una di quelle da raccontare. Due anni magici per questo instancabile motore, che ha incarnato alla perfezione l’ideale del calciatore moderno, versatile e dedito alla squadra. Che sia stato impiegato come prima punta, seconda punta, esterno di fascia, trequartista o punta offensiva nel 3-4-2-1, Piscopo ha ricoperto praticamente ogni ruolo in attacco nel corso di questi due campionati. Il suo nome, pur non finendo sempre sui tabellini dei marcatori, è essenziale come l’aria per la Juve Stabia.

Un Jolly Offensivo e Architetto di Gioco

Il “re degli assist” gialloblù incarna alla perfezione i concetti di corsa, sacrificio e intelligenza tattica al servizio del collettivo. Piscopo è un vero e proprio jolly offensivo, capace di spaziare su tutto il fronte d’attacco, di svariare sulla fascia e di ricoprire più ruoli con una naturalezza disarmante. La sua versatilità è un tesoro per qualsiasi allenatore, ma è la sua capacità di servire palloni al bacio per i compagni a renderlo unico. Ogni sua giocata, ogni suo filtrante, è pensato per mettere l’uomo-gol nelle condizioni migliori per far centro. Non è solo un passatore, ma un vero e proprio architetto delle azioni offensive, capace di leggere la partita e di creare spazi dove sembrano non essercene.

Il Legame Indissolubile con “Il Generale” Pagliuca

Nel rigore tattico e nella passione della Juve Stabia di Guido Pagliuca, Piscopo incarna alla perfezione l’ideale del “soldato” perfetto. Non è un segreto che sia uno dei calciatori più amati e stimati dal “generale” Pagliuca, un legame basato su fiducia, comprensione tattica e una dedizione incondizionata. Pagliuca sa di poter schierare Piscopo ovunque in attacco, con la certezza di ricevere sempre il massimo impegno. La sua impressionante duttilità e la capacità di interpretare ogni ruolo offensivo – dalla fascia al supporto della punta – lo rendono una pedina preziosissima nello scacchiere tattico del mister. Non è solo un esecutore; è un interprete intelligente, capace di leggere le situazioni e adattarsi alle esigenze del momento.

Pagliuca sa che in Piscopo trova non solo un talento offensivo e un re degli assist, ma un uomo che antepone il bene comune a quello personale, un “soldato” fedele e generoso, pronto a lottare su ogni pallone. Questo rapporto di stima e fiducia reciproca tra il tecnico e il suo “jolly” offensivo è, senza dubbio, uno dei segreti del successo della Juve Stabia, un connubio che ha permesso alla squadra di raggiungere traguardi storici. La sua presenza in campo è una garanzia di equilibrio, imprevedibilità e, soprattutto, di un impegno che non viene mai meno.

Pompei, convegno sulla promozione del territorio

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(Adnkronos) – La valorizzazione di un territorio ampio, quello della Grande Pompei che accoglie non solo più siti archeologici come in un ampio parco diffuso, ma anche vari luoghi simboli, istituzioni e una vasta comunità che solo in un rapporto di sinergia possono determinare sviluppo, è il tema del convegno “Pompei e il suo territorio. gli scavi, il Santuario, la città”, che si terrà venerdì 13 giugno presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei. 

Il convegno, a cura di Gente e Territorio in collaborazione del Parco Archeologico di Pompei, vedrà la partecipazione del direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, dell’arcivescovo prelato di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, e del sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio. L’obbiettivo è soffermarsi sull’approccio gestionale congiunto tra Parco Archeologico, Santuario, Comune e più in generale con un Territorio ad alta vocazione culturale, in un quadro e nell’ottica di una sempre più proficua rigenerazione urbana. 

A Flavio Cioffi, direttore di Gente e Territorio, e Gabriel Zuchtriegel sono affidate l’’apertura del convegno e le conclusioni. A Vincenzo Calvanese, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Parco Archeologico, il coordinamento dei lavori. Gli interventi che coinvolgono studiosi e professionisti di diversa formazione saranno incentrati sul passato, presente, futuro di Pompei, sui rapporti tra Scavi e Santuario, sulle strategie per lo sviluppo economico e sociale del territorio, anche in termini di accessibilità e valorizzazione, di sinergie tra le istituzioni rispetto alle nuove sfide per la città. Interverranno: Federico L.I. Federico, ex coordinatore Ufficio Tecnico Soprintendenza Archeologica di Pompei; Angelantonio Orlando, Dg dell’unità di Missione per l’attuazione del Pnrr del MiC; Alessandro Bianchi, direttore Scuola di rigenerazione urbana sostenibile “La Fenice Urbana”, generale Giovanni Capasso, Dg Supporto Attuazione Programmi MiC; Giovanni Cafiero, presidente dell’Associazione “Rotta di Enea”; Arianna Spinosa, capo Area Parchi archeologici, aree espositive e depositi del Parco Archeologico di Pompei; Stefano Sorvino, Dg Arpa Campania, Francesco Alessandria, urbanista esperto della Presidenza del Consiglio. 

Boom del betting sportivo in Italia: +12% nel primo trimestre grazie alla Serie A

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Chi conosce davvero il mercato delle scommesse sportive sa bene che i numeri non mentono, ma vanno interpretati col giusto occhio.Non basta vedere una crescita a due cifre per capire cosa si muove sotto la superficie: serve mestiere, esperienza, e quel tipo di sguardo che solo chi ha fatto della lettura dei trend un’abitudine quotidiana può avere.

Ebbene, il primo trimestre del 2025 ci consegna un dato che, a chi sa leggere, parla forte: +12% di crescita nel comparto del betting sportivo.

Una spinta solida, guidata da dinamiche precise e dal campionato di Serie A, che più che un motore è stato un acceleratore a pieno regime.

La combinazione perfetta tra calendario, offerta e abitudini

Chi è nuovo del settore tende a pensare che un buon trimestre sia solo frutto di più partite o di qualche promozione azzeccata.Ma chi, come noi, ha analizzato centinaia di report e flussi stagionali, sa che serve una combinazione calibrata di fattori per ottenere risultati simili.

Gennaio, febbraio, marzo e aprile hanno portato una Serie A incandescente, con molte squadre in lotta per obiettivi importanti fin dalle prime giornate.

A questo si è aggiunta una copertura media senza precedenti: ogni partita è stata seguita, analizzata, segmentata in decine di micro-eventi live, da “chi segna per primo” a “calci d’angolo in un quarto d’ora”.E ogni evento è stata un’occasione per scommettere.

Anche l’offerta dei bookmaker si è fatta più sofisticata.

Molti operatori si sono spostati verso sistemi predittivi integrati che offrono quote in tempo reale, adattandosi a ogni variazione del match.Il cliente moderno, ormai, vuole poter scommettere con un clic e cambiare idea al secondo tempo.Chi non ha saputo stare al passo, è rimasto indietro.

Serie A: perché resta il perno del betting italiano

Negli anni abbiamo sentito dire che la Premier League ha sorpassato la Serie A in popolarità globale.Può darsi.

Ma in Italia, quando si parla di scommesse, la Serie A non ha rivali.Chi scommette qui vuole conoscere bene ciò su cui punta.

E i nostri club, le nostre dinamiche tattiche, il nostro calcio, sono ancora al centro della scena.

La percentuale di giocate riferite alle partite di Serie A ha toccato, secondo gli ultimi dati, il 43% del totale.Un’enormità se si pensa alla quantità di eventi sportivi disponibili ogni giorno.

E questo succede perché il calcio italiano è leggibile: chi ha occhio sa che una squadra che schiera un 4-2-3-1 con esterni bassi difficilmente supererà il 2.5 di over. È una questione di ritmo, di impostazione, di mentalità.Elementi che chi lavora nel betting impara a riconoscere come un enologo distingue un Barolo da un Chianti solo dall’aroma.

Il richiamo delle piattaforme estere: mercato ufficiale e alternative

Non è più un segreto da iniziati: molti utenti avanzati stanno esplorando realtà fuori dal perimetro ADM.

I siti scommesse stanno attirando quote crescenti di traffico.Perché?

offrono quote più competitive, mercati più ampi e promozioni meno ingessate.Tuttavia, ci sono operatori affidabili, con anni di presenza sul mercato, capaci di offrire un’esperienza fluida, intuitiva e sicura.

Non è una fuga dal sistema, ma un’espansione.

Chi conosce bene il settore sa che un mercato maturo include anche alternative regolamentate a livello internazionale.Sta all’utente saper selezionare.

La differenza la fa chi sa leggere il gioco

Il vero segreto nel betting è l’intuizione supportata dall’esperienza.

Un professionista riconosce una quota fuori posto, legge il linguaggio del corpo di un allenatore in conferenza stampa, anticipa un calo fisico in base al minutaggio della settimana precedente.Parliamo di dettagli invisibili a chi punta “per simpatia” o segue le mode.

Il campionato di quest’anno, ad esempio, ha visto molte partite sbloccarsi nei minuti finali.

Chi ha studiato i dati ha colto che diverse squadre avevano una tenuta atletica superiore nella seconda metà.Questo ha spinto molti esperti a puntare su goal oltre il 75° minuto, con ottimi ritorni.

Ma queste letture non si improvvisano: si costruiscono con pazienza, errore dopo errore, fino a formare l’occhio clinico.

Il settore corre, ma bisogna sapere dove si sta andando

La crescita del 12% è un segnale di dinamismo, ma anche di trasformazione.Chi crede che il betting sia sempre lo stesso gioco di qualche anno fa, si sbaglia di grosso.

L’utente è cambiato, la tecnologia corre, le abitudini si evolvono.Ma una cosa resta immutata: chi sa leggere tra le righe, chi interpreta i segnali prima degli altri, continuerà a fare la differenza.

Perché se il mercato cresce, è nostro compito farlo crescere bene.

Con rispetto per le regole, certo, ma anche con apertura verso ciò che il futuro sta già iniziando a sussurrare.E chi sa ascoltare quei sussurri oggi, domani ci costruirà sopra una strategia vincente.

Crescono del 23% le giocate online in Italia rispetto all’anno precedente

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In un settore dove ogni variazione di percentuale racconta una storia, il dato che spicca quest’anno è uno di quelli che non si possono ignorare: le giocate online in Italia sono cresciute del 23% rispetto all’anno precedente.Una progressione che, per chi conosce a fondo i meccanismi di questo mercato, non è frutto del caso ma il risultato di una serie di fattori che si muovono all’unisono: tecnologia, offerta, comportamento dell’utente e deregolamentazione parziale.

Oggi, il giocatore digitale è più informato, più veloce nel prendere decisioni e più propenso a esplorare alternative ai circuiti tradizionali.

Proprio qui entra in gioco il fenomeno crescente dei casino non aams, che stanno intercettando una fetta consistente dell’utenza, attirata da un’offerta più ampia, bonus più aggressivi e meno vincoli operativi. È una tendenza che non può essere letta solo dal punto di vista tecnico o legislativo: bisogna capirla a fondo, entrando nella testa di chi gioca.

L’utente italiano oggi: più attivo, meno prevedibile

Una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato negli ultimi dieci anni è che il giocatore non segue schemi rigidi.Cambia piattaforma, cambia abitudini, cambia persino lingua d’interfaccia se convinto che ne valga la pena.

Non è più lo stesso utente che 5 o 6 anni fa si accontentava di un’interfaccia statica e di qualche free spin.

Oggi, l’italiano medio che gioca online cerca varietà, fluidità nell’esperienza e soprattutto un equilibrio tra rischio e controllo.La crescita del 23% delle giocate online non è fatta solo da nuovi utenti, ma anche da utenti storici che hanno aumentato la frequenza e l’intensità delle sessioni.

Le fasce orarie si sono ampliate, così come la platea d’età.

Vediamo un incremento significativo tra i 35 e i 55 anni, utenti che usano dispositivi mobili come principale accesso e che hanno confidenza con i sistemi di pagamento digitali, dalle carte virtuali ai wallet crypto.

Mobile e infrastruttura: il motore invisibile della crescita

Chi lavora nel settore da un po’ sa bene che senza una solida infrastruttura, i numeri restano sulla carta.E negli ultimi anni, in Italia, c’è stato un vero e proprio salto di qualità: connessioni 5G più stabili, app native performanti, sistemi di caching distribuito e server europei con latenze ridottissime.

Il risultato?

Esperienze di gioco fluide anche con titoli che richiedono alta interattività, come le slot con modalità megaways o i live game da studio.Tutto questo ha permesso di mantenere alta la retention, riducendo i drop rate che una volta falcidiavano anche i portali più ben progettati.

Non è un caso che il tasso di sessioni concluse in vincita o bonus riscattato sia aumentato: oggi il giocatore non si ferma per un glitch o un rallentamento.

Se succede, cambia piattaforma.Ecco perché chi non ha investito in ottimizzazione sta già perdendo quote di mercato.

La leva del contenuto: non basta più offrire giochi

Un altro fattore decisivo nella crescita delle giocate online è la qualità del contenuto.

Non parliamo solo di nuovi giochi caricati in homepage ogni settimana, ma di un ecosistema narrativo che avvolge il giocatore: missioni, tornei a tempo, percorsi fedeltà, mini-game integrati.Elementi che trasformano l’utente passivo in protagonista attivo.

E qui i casino non aams hanno giocato d’anticipo.

Offrendo esperienze più dinamiche, ricche di livelli di progressione, sfide personalizzate e storytelling coinvolgente, sono riusciti ad attirare una fetta di pubblico che prima si limitava a sporadiche giocate.Hanno alzato l’asticella in termini di engagement, costringendo anche i competitor regolamentati a rivedere le proprie logiche.

In poche parole, chi tratta oggi l’utente come un semplice “giocatore” ha già perso il treno.

Quello che serve è una visione da piattaforma, non da vetrina.

I numeri dietro la crescita: perché il 23% conta più di quanto sembri

Per qualcuno, un +23% può sembrare solo una cifra incoraggiante.Per noi addetti ai lavori, è un campanello d’allarme e un’opportunità insieme.

Significa che c’è una massa critica in movimento, che il pubblico ha fame di esperienze nuove, che i margini di miglioramento sono ancora ampi.

Ma attenzione: non basta sedersi sui numeri.Serve analisi granulare, KPI reali e uno sguardo lungo.

Dobbiamo chiederci da dove arriva questa crescita, quali segmenti la guidano, quali sono le conversioni da dispositivo mobile e quali, invece, restano ancorate al desktop.

Il rischio, altrimenti, è quello di interpretare male i segnali e investire dove non serve.

Cosa ci aspetta: verticalizzazione e personalizzazione

Guardando avanti, possiamo aspettarci un’ulteriore verticalizzazione dell’offerta.I portali che segmentano i propri cataloghi in modo intelligente saranno quelli che manterranno l’attenzione degli utenti.

Stesso discorso per la personalizzazione: offerte dinamiche, promozioni in tempo reale, suggerimenti basati sul comportamento reale di gioco.

Chi saprà integrare questi strumenti in modo armonico e rispettoso, senza cadere nel marketing aggressivo, guadagnerà fiducia.E in questo settore, la fiducia è la valuta più preziosa che esista.

Il 60% degli utenti mobile gioca su slot online almeno una volta al mese

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In un settore che non dorme mai, dove l’evoluzione tecnologica corre a braccetto con il comportamento degli utenti, c’è un dato che ci dice più di mille parole: oggi, il 60% degli utenti da dispositivi mobili gioca alle slot online almeno una volta al mese.  Un numero che non sorprende chi, come noi, ha visto il gioco trasformarsi da passatempo da sala a fenomeno culturale digitale.Parliamo di un segmento che ha cambiato pelle più volte, ma che oggi trova nello smartphone il suo habitat naturale.

E lo capiamo bene quando guardiamo le statistiche di traffico, i tassi di conversione e la retention.  La verità è che il giocatore moderno cerca immediatezza, varietà e emozioni forti, come quelle offerte dalle slot soldi veri, sempre più accessibili tramite app o browser ottimizzati.

Non è più solo una questione di “giocare”, ma di farlo quando e dove si vuole, con pochi tocchi e zero attese.

L’era del “tap & spin”: come il mobile ha riscritto le regole

Un tempo, chi voleva tentare la fortuna davanti a una slot doveva infilare una moneta, tirare una leva e aspettare che i rulli si fermassero.  Oggi, basta uno swipe sullo schermo.

Il passaggio dal fisico al digitale ha fatto da ponte, ma è stato il mobile a fare da propulsore definitivo.  E chi non lo capisce rischia di restare indietro.

Le app mobile sono state progettate per ridurre ogni attrito.

Interfacce snelle, caricamento rapido, modalità demo sempre disponibili.  E poi ci sono le notifiche push, le offerte personalizzate e le sessioni di gioco ottimizzate per il formato verticale.

Tutto lavora per mantenere l’utente dentro l’esperienza, minuto dopo minuto.

E non dimentichiamo la qualità grafica.  Le slot moderne offrono animazioni in 3D, suoni cinematografici, addirittura colonne sonore originali.

Ormai ogni slot è una mini-produzione multimediale, costruita per intrattenere e sorprendere.

Il profilo del nuovo giocatore: più fluido, più selettivo

Chi pensa che il giocatore mobile sia un tipo impulsivo che gioca senza riflettere, sbaglia di grosso.  L’utente odierno è molto più selettivo di quanto si creda.

Scarica due o tre app concorrenti, confronta i bonus di benvenuto, valuta il ritorno teorico al giocatore (RTP) e sceglie solo se trova una combinazione che soddisfa i suoi standard.

Ecco un dettaglio che molti trascurano: l’RTP delle slot mobile è ormai un fattore decisivo.  Le slot con un valore sopra il 96% vengono cercate attivamente, mentre quelle sotto il 94% sono rapidamente abbandonate.

Lo stesso vale per la volatilità.  Molti utenti ormai sanno distinguere tra slot ad alta e bassa varianza, e regolano le proprie aspettative di conseguenza.

Insomma, il mobile ha democratizzato l’accesso, ma ha anche alzato l’asticella.

Chi vuole restare competitivo deve offrire valore reale, non solo grafiche sgargianti e promesse esagerate.

Slot e comportamento d’uso: le dinamiche nascoste

Un altro aspetto che gli addetti ai lavori non possono permettersi di ignorare è la frequenza d’uso.  Giocare una volta al mese non significa solo “tentare la fortuna ogni tanto”.

Significa che c’è una routine, un’abitudine, spesso legata a momenti precisi della giornata o della settimana.

Le analisi comportamentali rivelano che i picchi di gioco avvengono la sera, tra le 21:00 e le 23:00, e nei weekend.  Il venerdì è il giorno con la più alta conversione.

Non è casuale.  Dopo una settimana di lavoro, molti utenti cercano una distrazione rapida e coinvolgente.Le slot mobile lo offrono in modo più immediato di qualsiasi altra forma di intrattenimento.

C’è anche un’interessante correlazione tra gioco e stato d’animo.  Le sessioni più lunghe si verificano quando l’utente è rilassato o in cerca di distrazione.

Il che ci dice molto su come progettare l’esperienza e strutturare l’offerta.

Il mobile ha vinto, ma l’industria è pronta?

E qui arriva la vera domanda che tutti, prima o poi, dovremo farci: l’industria è davvero pronta a seguire questo cambiamento?  Perché non basta semplicemente adattare il sito desktop a un formato responsive.

Servono architetture pensate per il mobile first, cataloghi di slot ottimizzati, meccaniche di gioco che tengano conto della durata media delle sessioni da smartphone (che spesso non superano i 6-7 minuti).

Servono anche sistemi di pagamento semplificati, onboarding più snelli e meccanismi antifrode più intelligenti.  Chi ha ancora una UX appesantita da passaggi inutili, oggi perde terreno.

In pochi secondi, l’utente ha già chiuso la scheda e aperto quella del concorrente.

Dove stiamo andando: previsioni e punti critici

La crescita del gioco mobile non si arresterà, ma la vera sfida sarà la sostenibilità.  La regolamentazione dovrà stare al passo, così come i sistemi di tutela per i giocatori.

Il rischio non è solo tecnologico, ma anche etico.

Eppure, chi saprà leggere bene i segnali, investire in innovazione consapevole e offrire esperienze di valore, continuerà a guadagnarsi la fiducia degli utenti.  Le slot online, oggi più che mai, non sono solo un gioco.

Sono una finestra sul comportamento digitale contemporaneo.

E noi, come osservatori ed esperti del settore, abbiamo il compito di raccontarlo con lucidità.  Perché solo chi conosce davvero i numeri, i meccanismi e le dinamiche nascoste, può aiutare a distinguere tra evoluzione e deriva.

Juve Stabia, l’agente di Andrea Adorante parla di futuro del suo assistito: Tra sogno e realtà come finirà?

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Ai microfoni di MondoPrimavera.com, il procuratore Pino Letterio ha fatto il punto sulla situazione di Andrea Adorante, suo cliente. L’attaccante del 2000, reduce da una stagione straordinaria con la Juve Stabia, è al centro di crescenti attenzioni sul mercato, incluse quelle provenienti dalla Svezia, sponda Malmo.

“Confermo, diverse società estere hanno manifestato il loro interesse,” ha dichiarato Letterio. “Le performance di Andrea non sono passate inosservate, ed è significativo che un centravanti della Serie B riesca a calamitare l’attenzione di club che militano nelle massime serie europee. Ciò evidenzia come lo scouting a livello globale sia sempre più attento alla qualità del giocatore, al di là del campionato di provenienza. Ad ogni modo, stiamo conducendo un’attenta analisi con la dirigenza stabiese, nelle persone del direttore sportivo Lovisa, del presidente Langella e del direttore generale Polcino, per decidere quale sia il percorso più vantaggioso per Andrea.”

Nonostante le lusinghe, la priorità di Adorante resta la permanenza a Castellammare di Stabia. “Senza alcun dubbio,” ha proseguito l’agente. “Per Andrea, vestire la maglia della Juve Stabia è come giocare nel suo ‘Real Madrid’, si sente a casa. È naturale, tuttavia, che le offerte di altri club rappresentino una tentazione, un’occasione per compiere un salto di qualità e prestigio nella sua carriera. Molto dipenderà anche dalle intenzioni della Juve Stabia e da un’eventuale proposta di rinnovo. È fondamentale riconoscere gli enormi sacrifici compiuti in questi anni dal presidente Langella. Parliamo di un imprenditore, non di un fondo speculativo o di un magnate che investe con leggerezza; ogni suo sforzo è frutto di duro lavoro. Gestisce un’azienda, è un uomo pragmatico e nessuno può imporgli degli investimenti. Se decidesse di presentare un nuovo progetto, saremmo i primi ad ascoltarlo con grande interesse, perché la nostra esperienza qui è stata eccellente. Di conseguenza, Castellammare rimane la nostra scelta principale.”

Juve Stabia, Leonardo Candellone: Il cuore gialloblù di un biennio indimenticabile

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Leonardo Candellone non è stato solo un giocatore della Juve Stabia negli ultimi due anni; è stato un vero e proprio protagonista indiscusso di un ciclo glorioso, un biennio di successi che ha visto le “vespe” volare altissimo, prima in Serie C e poi in Serie B, il tutto sotto la sapiente guida di mister Guido Pagliuca. Arrivato a Castellammare di Stabia nell’estate del 2023, l’attaccante è diventato in breve tempo il perno di una squadra capace di imprese memorabili.

Nella stagione 2023-2024, quella della promozione, Candellone si è imposto come leader tecnico e realizzativo. Con 10 gol in 34 presenze nel Girone C della Serie C, ha trascinato i suoi compagni verso una vittoria del campionato dominata dall’inizio alla fine, culminata con la matematica certezza della promozione ottenuta l’8 aprile 2024 nel derby contro il Benevento. La sua capacità di segnare gol pesanti e di lavorare per la squadra è stata fondamentale nel plasmare il carattere di un gruppo vincente.

L’approdo in Serie B, poi, ha confermato la sua crescita e la sua adattabilità. In un campionato notoriamente più difficile e tattico, Candellone ha continuato a essere un punto di riferimento offensivo. Pur misurandosi con difese di ben altro spessore, ha saputo confermare le sue doti di attaccante completo, mettendo a referto 6 gol e 2 assist nella stagione cadetta. Questi numeri dimostrano che il suo talento non era limitato alla categoria inferiore. La sua generosità e la sua intelligenza tattica lo hanno reso un elemento imprescindibile anche sul palcoscenico della Serie B, contribuendo in modo significativo a consolidare la posizione della squadra e, in certi momenti, a far sognare in grande.

Leonardo Candellone è molto più di un semplice attaccante per la Juve Stabia; è un vero e proprio gioiello di casa, un talento che ha conquistato non solo il cuore dei tifosi gialloblù, ma anche l’apprezzamento di addetti ai lavori e appassionati di calcio in tutta Italia. Ciò che rende Candellone un giocatore così speciale è la sua costanza e la sua capacità di incidere. Non è solo un finalizzatore, ma un attaccante moderno, capace di spaziare su tutto il fronte offensivo, pressare gli avversari e creare superiorità numerica. La sua duttilità tattica lo rende un elemento prezioso per qualsiasi modulo e la sua generosità in campo è contagiosa per i compagni.

Con le sue giocate brillanti, la sua visione di gioco e i suoi gol decisivi, Candellone è diventato una pedina insostituibile per la Juve Stabia. Le sue prestazioni non passano inosservate: è un giocatore che “si fa notare”, attirando l’attenzione per la sua dedizione e per la qualità delle sue azioni. Questa visibilità ha fatto sì che il suo valore, con un contratto in scadenza a giugno 2025, fosse riconosciuto non solo dai tifosi stabiesi, che lo acclamano ad ogni partita, ma anche dagli osservatori esterni, che vedono in lui un potenziale di crescita ancora molto elevato.

Leonardo Candellone incarna perfettamente lo spirito della Juve Stabia: impegno, talento e la voglia di non mollare mai. È un esempio di come la passione e il duro lavoro possano far brillare un giocatore, trasformandolo in un idolo della propria tifoseria e in un simbolo di due stagioni che resteranno scolpite nella storia del club.

Juve Stabia, Filippo Polcino: Il mago dei conti economici, un artefice silenzioso dei successi gialloblù

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Nel complesso universo del calcio moderno, il successo di una squadra non è mai figlio unicamente del talento dei singoli atleti scelti con oculatezza da un DS o delle intuizioni tattiche dell’allenatore. Certo, avere campioni in campo facilita il percorso, così come disporre di budget importanti può fare la differenza. Tuttavia, la capacità di investire con saggezza queste risorse è cruciale, altrimenti si rischiano sonore delusioni, come purtroppo testimoniato da alcune blasonate compagini anche nel campionato di Serie B appena trascorso.

Alla Juve Stabia, l’uomo che da anni si distingue per far quadrare i conti e, soprattutto, per una visione gestionale a 360 gradi, è il Dottor Filippo Polcino.

Sulla carta, il suo ruolo è quello di amministratore unico della società. Nella realtà quotidiana di Castellammare di Stabia, Polcino incarna la figura del classico “uomo ovunque”, indispensabile e versatile, un vero e proprio punto di riferimento per tutte le stagioni del club.

Professionista dei numeri, senza dubbio, ma anche profondo conoscitore delle dinamiche sportive, nel corso degli anni è diventato un volto familiare e amico per tifosi e giornalisti, apprezzato per la sua disponibilità e trasparenza.

Una delle qualità più riconosciute del Dottor Polcino è la sua capacità di metterci la faccia, soprattutto nei momenti difficili. Lungi dal nascondersi dietro a un dito quando le cose non giravano per il verso giusto, ha sempre affrontato le criticità con coraggio e responsabilità. Un atteggiamento che non è passato inosservato al cuore pulsante del tifo stabiese: la Curva Sud, in occasione della storica promozione in Serie B, lo omaggiò con una coreografia dedicata, a testimonianza del profondo legame e della stima per il suo operato.

Dopo periodi in cui si è dovuto “masticare amaro”, Filippo Polcino sta ora assaporando, con la soddisfazione che merita, i frutti di un lavoro instancabile e meticoloso. I trionfi recenti sono il giusto premio per una persona che si dedica anima e corpo, senza sosta, ai colori gialloblù.

Un pò amministratore, un pò direttore, un pò dirigente: un mix esplosivo di professionalità che lo rende un interlocutore chiave per la squadra, per l’allenatore e un prezioso “specchio di idee” anche per il Presidente Andrea Langella. Quest’ultimo trova in Polcino un vulcano di contenuti interessanti, spesso promotore di iniziative volte a coinvolgere e valorizzare la tifoseria.

In definitiva, Filippo Polcino non è solo un gestore oculato, ma un vero e proprio pilastro della Juve Stabia del presente e, senza ombra di dubbio, una figura centrale su cui costruire anche il futuro ambizioso delle Vespe.

Carlo Ametrano: “Felice di essere all’Orgoglio Motoristico Romano con lo speaker Domenico Sabatino”

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Carlo, sappiamo che sei di nuovo in partenza!Destinazione?

“Si va a Roma, all’Orgoglio Motoristico Romano.Quarta edizione di un evento straordinario organizzato da un super presidente e una grande persona come Stefano Pandolfi.Sono molto felice di farne parte e di poter partecipare.

Con me ci sarà lo speaker della comunicazione Domenico Sabatino”.

Qual è la cosa che rene questo evento speciale?

“La cosa che lo rende speciale è sicuramente il luogo: è un evento che si svolge nella capitale e, con tutti i grandi ospiti che ci sono, ti avvolge in tutta la sua bellezza.Parliamo della quarta edizione, il che fa già capire il grande successo già ottenuto”.

 

Tutto questo grazie alla straordinaria organizzazione del presidente Stefano Pandolfi.

“Sì, Stefano è una persona eccezionale.Mi fa sentire sempre a casa.Lo ringrazio di cuore per la sua enorme disponibilità e gentilezza”.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

“Siamo al terzo appuntamento, dopo aver fatto il Senna Day e il Gran Premio.

A settembre chiuderemo poi il tutto con il Minardi Day.Ringrazio sempre tutti per darmi queste opportunità.Un grazie anche a Odeon Tv per avermi come opinionista, grazie a Martina Renna, Federica Afflitto e Filippo Gherardi”.

Ci vediamo all’Orgoglio Motoristico Romano, dunque.

“Assolutamente.Vi aspettiamo in tanti a Roma: 6-7-8 giugno.

Non mancate!”.

Brescia ospita l’incontro tra il Ministro Tajani e l’omologo Indiano Goyal ,Giovedì 5 giugno

I Ministri Tajani e Goyal a Brescia per Dialogo economico e Forum imprenditoriale Italia-India , al Museo Santa Giulia.
Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, presiederà giovedi 5 giugno a Brescia, con il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano, Piyush Goyal, il Dialogo economico di Alto Livello ed il Forum imprenditoriale Italia-India.

“In continuità con il Forum Imprenditoriale a cui ho preso parte a New Delhi lo scorso aprile, gli eventi a Brescia sottolineano l’impegno italiano per rafforzare gli ottimi legami con l’India, un Paese chiave per la nostra politica estera, soprattutto in uno scenario geopolitico così complesso. É fondamentale offrire alle nostre imprese un quadro sempre più favorevole per cogliere le opportunità di commercio ed investimento, intensificando i flussi commerciali e gli investimenti” ha dichiarato il Ministro.

Prima di dare avvio ai lavori del Dialogo economico di Alto Livello e del Forum imprenditoriale Italia-India, Tajani e Goyal visiteranno insieme l’impianto del termovalorizzatore di Brescia del Gruppo A2A, uno dei maggiori player italiani nei settori della transizione energetica e dell’economia circolare.

Seguiranno i lavori del Forum imprenditoriale incentrato su quattro ambiti prioritari di collaborazione: industria 4.0; trasporti; transizione energetica ed economia circolare; spazio. L’obiettivo è sostenere il rafforzamento delle relazioni bilaterali attraverso lo sviluppo di nuove opportunità per le imprese ed iniziative congiunte in ambito economico. L’interscambio commerciale tra Italia e India ha infatti superato i 14 miliardi di Euro nel 2024, con una crescita delle esportazioni italiane di oltre il 30% negli ultimi sette anni.

È importante promuovere il valore del nostro territorio. Per questo motivo ho scelto la città di Brescia, sesta provincia a maggior vocazione all’export di tutta Italia, che solo nel 2024 ha esportato per un valore di 20 miliardi” ha dichiarato Tajani, aggiungendo che “è un riconoscimento internazionale dell’eccellenza italiana poter ospitare il Forum Imprenditoriale al Museo di Santa Giulia, iscritto alla Lista del Patrimonio mondiale promossa dall’UNESCO”.

Al Dialogo economico e al Forum Imprenditoriale Italia-India parteciperanno anche rappresentanti di alto livello delle associazioni imprenditoriali e delle agenzie governative dei due Paesi, tra cui Confindustria, ICE, CDP, SACE, SIMEST, Federation of Indian Chamber of Commerce and Industries, Confederation of Indian Industries e Associazione Italia-India per la Cooperazione fra i due Paesi.

Da Nota Farnesina

L’AZZURRO PENSIERO ESTIVO. Ndoye è il preferito di Conte. La maglia di McTominay venduta per 24mila Euro

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Benvenuti a quella che sarà una rubrica settimanale su quello che accade nel Mondo del Napoli in questa Estate 2025.Partiamo oggi con il riassunto delle ultime notizie importanti in casa azzurra.
Stani Lobotka ha parlato del suo futuro sottolineando le sue sofferenze nelle ultime gare di Campionato in cui è stato fuori per infortunio e non ha potuto aiutare i compagni in campo.

Ha affermato di stare molto bene a Napoli e di valutare altre opzioni solo nel caso di miglioramento della sua condizione attuale.

La maglia dello scozzese McTominay indossata in Napoli – Cagliari è stata venduta ad una cifra esorbitante.Si parla di 24mila euro sborsati da un acquirente su un’asta online.
Sul fronte mercato, è dato per certo ormai l’arrivo di Kevin De Bruyne in maglia azzurra.

L’asso belga avrebbe già acquistato una villa a Posillipo e dovrebbe svolgere le visite mediche dopo l’impegno con le Nazionali, ma ci sarebbe un rallentamento nella trattativa.

Sono calde anche le piste Kang-In-Lee e Federico Chiesa.Quest’ultimo ha scritto un post al miele su Antonio Conte che anche l’anno prossimo siederà sulla panchina azzurra.

Per la difesa si cerca un difensore centrale, mentre sugli esterni il nome più in voga è quello di Ndoye del Bologna.

Alle pendici del Vesuvio, non è ancora affatto terminata la sbornia per la vittoria del quarto tricolore che già si pensa a costruire un solido e ancora più forte Napoli per l’anno venturo.

IL MORSO DELLA VESPA ESTIVO Come sarà il calciomercato della Juve Stabia? Pagliuca e Lovisa riconfermati?

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Benvenuti a quella che sarà una rubrica settimanale su quello che accade nel Mondo della Juve Stabia in questa Estate 2025.Partiamo oggi con il riassunto delle ultime notizie importanti in casa gialloblu.
La festa organizzata dal Comune per abbracciare la Juve Stabia dopo il magnifico Campionato appena concluso, avrebbe ospitato sul palco esponenti della camorra locale.

C’è chi chiede lo scioglimento del consiglio comunale.Una polemica sorta dopo un post su Facebook del consigliere comunale in quota PD Sandro Ruotolo che, attaccando la sua stessa maggioranza, ha mostrato sdegno per la presenza dei boss sul palco.

Crediamo che oltre alla denuncia bisognerebbe fare qualcosa di pratico per la città, partendo dal partecipare di più ai consigli comunali, ad esempio.

Il prestito di Demba Thiam è in scadenza e quindi ci si interroga sul futuro del portiere senegalese.A parer mio, è uno dei pilastri della rosa stabiese e si dovrebbe fare in modo di tenercelo ben stretto alle falde del Faito.

Al netto degli errori che ci sono stati, questo è chiaro.

Un altro discorso importante è quello riguardante il tecnico Guido Pagliuca, corteggiato da diverse società importanti (vedi Empoli in primis) e che il presidente Andrea Langella vorrebbe tenere con sé anche l’anno prossimo, considerato come ha dichiarato che i Playoff sono stati una medaglia per il futuro della squadra.Ci sono da valutare motivazioni e volere il bene comune della Juve Stabia in primis.

Lo stesso tecnico ha lasciato intendere di volere un confronto con la società e che niente è ancora deciso.

In bilico anche la posizione di Matteo Lovisa il DS che in due anni con mezzi di gran lunga inferiore alle altre partecipanti al campionato ha costruito e poi migliorato la rosa a disposizione.
Sempre sul fronte mercato, sono date per certe le partenze di Floriani Mussolini, Fortini e Rocchetti, in più ci sono tanti dubbi sul resto della squadra.
Infine, l’ufficio stampa della Juve Stabia si è congratulato per la vittoria della Champions’ League di Gianluigi Donnarumma, un orgoglio per la città.Emblematica la foto sui social che lo ritrae con la Coppa della grandi orecchie in mano ed al collo una sciarpa gialloblu delle vespe.