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Juve Stabia, Marco Ruggero è un gigante silenzioso: Un calciatore inatteso diventato il muro della difesa

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Ogni stagione calcistica porta con sé le sue storie, e quella della Juve Stabia ne ha scritta una particolarmente affascinante nel cuore della sua difesa. Se molti riflettori erano puntati sugli attaccanti o sui centrocampisti di qualità, la vera sorpresa, il protagonista inaspettato che ha eretto un muro invalicabile, risponde al nome di Marco Ruggero.

Arrivato forse senza i clamori dei “pezzi da novanta”, Ruggero si è imposto con il lavoro, la costanza e prestazioni di altissimo livello, diventando un pilastro insostituibile della retroguardia gialloblù. Quella che doveva essere una stagione di assestamento o di semplice rotazione, si è trasformata nella consacrazione di un difensore roccioso e affidabile.

Nelle gerarchie iniziali, Marco Ruggero poteva sembrare un’alternativa, un elemento da dosare. Ma la sua capacità di leggere il gioco, la fisicità nei contrasti e, soprattutto, una sorprendente abilità nel costruire l’azione da dietro, lo hanno reso rapidamente imprescindibile. Partita dopo partita, Ruggero ha conquistato la fiducia dello staff tecnico e l’ammirazione dei tifosi, che hanno imparato ad apprezzare il suo stile essenziale ma estremamente efficace.

Le sue prestazioni sono state un crescendo di solidità. Non solo ha dimostrato una grande intelligenza tattica nel posizionamento, ma anche una determinazione feroce nel duello individuale. È diventato il tipo di difensore che gli attaccanti avversari odiano affrontare: difficile da superare, tenace nella marcatura e sempre presente nel momento cruciale per sventare pericoli.

Quella di Ruggero è la storia del lavoro silenzioso che ripaga. Non è il classico difensore che fa notizia per gol spettacolari o giocate funamboliche. La sua bravura risiede nella costanza, nella pulizia degli interventi e nella capacità di infondere sicurezza a tutto il reparto. In un campionato dove ogni errore può essere fatale, avere un elemento così affidabile in difesa è un lusso.

La sua crescita ha contribuito in maniera determinante alla solidità complessiva della squadra, che ha spesso basato i propri successi su una difesa granitica. Se la Juve Stabia ha potuto sognare in grande, gran parte del merito va anche a questo “gigante” silenzioso, che ha saputo trasformare le aspettative in certezze.

Concluso il primo PCTO per Amministratore di Condominio: Ponte tra scuola e mondo del lavoro a Castellammare

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Si è concluso con successo il primo anno del Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) dedicato alla figura dell’Amministratore di Condominio. Questo progetto formativo innovativo, nato dalla sinergia tra un Istituto di Istruzione Superiore locale e l’Associazione N.A.C.A. – Associazione Nazionale Amministratori di Condominio e Affini, ha offerto agli studenti un’opportunità unica per avvicinarsi al mondo delle professioni tecniche e giuridiche.

Avviato nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, il PCTO ha fornito agli studenti un’esperienza formativa immersiva in un settore strategico e in continua evoluzione. Attraverso moduli didattici approfonditi, simulazioni pratiche realistiche, la redazione di atti e attività di laboratorio, i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con le principali responsabilità che spettano a un amministratore condominiale. Il percorso ha coperto aspetti cruciali come la convocazione e verbalizzazione delle assemblee, l’analisi dei bilanci, la gestione dei conflitti e l’applicazione della normativa vigente, fornendo una visione completa e pratica della professione.

Il successo di questo progetto è il frutto di un impegno congiunto. Fortemente voluto dalla Dott.ssa Sabrina Apuzzo, il corso è stato coordinato dal Dott. Antonio Rocco, esperto in diritto condominiale, Coordinatore Nazionale N.A.C.A. e Responsabile alla Formazione per l’Associazione. Il supporto dei tutor scolastici, Prof.ssa De Simone, Prof.ssa Avino e Prof.ssa Menduto, è stato fondamentale, così come la supervisione e il determinante sostegno della Dirigente Scolastica Prof.ssa Cinzia Toricco.

Questo PCTO rappresenta un modello significativo di integrazione tra scuola e mondo del lavoro, con l’obiettivo primario di valorizzare i giovani talenti e orientare le nuove generazioni verso professioni che comportano un’alta responsabilità sociale. L’iniziativa non solo arricchisce il bagaglio di competenze degli studenti, ma li prepara anche ad affrontare le sfide di un mercato del lavoro in costante mutamento.

L’Associazione N.A.C.A. ha già espresso la ferma intenzione di replicare e potenziare l’iniziativa nel prossimo anno scolastico. I piani futuri includono l’ampliamento del numero degli istituti coinvolti e l’aumento delle opportunità di stage formativi presso studi professionali e società di gestione, offrendo così a un numero ancora maggiore di giovani la possibilità di esplorare questa carriera dinamica.

Per ulteriori informazioni sul PCTO e sulle attività dell’Associazione N.A.C.A., potete visitare il sito web www.associazionenaca.it o inviare una mail a segreteria@associazionenaca.it.

Tre ex Juve Stabia con tre destini diverse inizieranno il campionato di Serie C

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Castellammare di Stabia è una città che respira calcio, e le vicende dei suoi ex protagonisti spesso continuano a fare notizia ben oltre il campo da gioco. In questo racconto, ci addentriamo nelle storie di tre figure che hanno lasciato il segno in maglia gialloblù, seppur con ruoli e percorsi differenti, e che ora si trovano di fronte a nuove sfide nel mondo del calcio.

Giuseppe Figliomeni: Da Difensore Gialloblù a DS del Campobasso

Il primo nome è quello di Giuseppe Figliomeni, difensore della Juve Stabia nella stagione 2012-2013. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2023, Figliomeni ha intrapreso con successo la carriera dirigenziale. Come annunciato ufficialmente, è il nuovo Direttore Sportivo del Campobasso FC, con un contratto biennale.

Nato a Reggio Calabria nel 1987, Figliomeni vanta una lunga carriera da difensore centrale tra Serie B e Serie C. La sua ultima esperienza dirigenziale, alla guida dell’area tecnica del Gelbison, ha confermato le sue qualità, attirando l’attenzione di diversi club. La scelta è ricaduta sul Campobasso, una piazza che lo ha conquistato per il suo progetto ambizioso e la sua tifoseria passionale.

“Sono orgoglioso di essere qui – ha dichiarato Figliomeni – e impaziente di iniziare questa nuova avventura. Campobasso è una città che vive di calcio e la sua tifoseria merita il massimo. Darò tutto me stesso per contribuire alla crescita del club, dentro e fuori dal campo”. Un benvenuto che si estende dalla dirigenza del Campobasso a un ex gialloblù che ha dimostrato di avere visione e competenza anche lontano dal campo.

Un Tuffo nel Passato Gialloblù: L’Eredità di Logiudice e l’Ascesa di De Liguori a Cava de’ Tirreni

Passando a Cava de’ Tirreni, troviamo un’altra storia che si lega indissolubilmente al passato della Juve Stabia: quella di Pasquale Logiudice e Vincenzo De Liguori. Logiudice, pur non essendo stato un calciatore gialloblù, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia recente della Juve Stabia come Direttore Sportivo. Dopo la retrocessione del 2014, fu lui a riportare entusiasmo e a costruire una squadra di qualità che fece sognare i tifosi di Castellammare.

Ora, la Cavese 1919 Srl ha annunciato la risoluzione del rapporto con Logiudice, ringraziandolo per il suo contributo alla promozione in Serie C nella stagione 2023/24 e alla permanenza nella categoria nell’annata 2024/25.

Al suo posto, la società blufoncé ha affidato l’incarico di Direttore Sportivo a Vincenzo De Liguori, ex calciatore gialloblù negli anni ’90, con un contratto fino al 30 giugno 2027. De Liguori, già componente della Direzione Sportiva del club con la carica di responsabile dell’area Scouting dalla stagione sportiva 2023/24, raccoglie ora un’eredità importante.

Queste tre storie, pur diverse tra loro, sottolineano come il mondo del calcio sia in continua evoluzione, e come le figure che un tempo calcavano i campi possano ritrovare nuove sfide e successi dietro le scrivanie dirigenziali, mantenendo sempre un legame, diretto o indiretto, con le piazze che li hanno visti protagonisti.

La Vesevus Hub Volley: Una storia di successi in soli nove mesi

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La Vesevus Hub Volley è una realtà sportiva che sta riscrivendo le regole del successo nei Paesi Vesuviani.Nata appena nove mesi fa, questa società ha già collezionato traguardi che molte squadre impiegano anni a raggiungere, dimostrando una determinazione e una visione straordinarie.

La stagione che sta per concludersi è stata a dir poco trionfale.Le ragazze della categoria Under 16 Femminile hanno conquistato il titolo di Vice-Campionesse Provinciali ASI, un risultato eccezionale che sottolinea la qualità del lavoro svolto con le giovani atlete e la loro promettente crescita.

Ma i successi non si fermano qui.La squadra Under 19 Maschile ha dominato il proprio campionato, laureandosi Campione Provinciale ASI.

Una vittoria netta che evidenzia la forza e la preparazione di un gruppo capace di imporsi con autorità.Anche in ambito FIPAV, la Vesevus Hub Volley si è fatta notare.

La squadra della Seconda Divisione Maschile ha raggiunto i Play Off, sfiorando una promozione che avrebbe coronato una stagione già ricca di soddisfazioni.Questa partecipazione ai play off dimostra la capacità della società di competere ad alto livello anche nelle competizioni più strutturate.

Questi risultati, ottenuti in così poco tempo, sono la prova tangibile di un progetto solido, basato sulla passione per la pallavolo, sulla professionalità degli allenatori e sull’impegno costante degli atleti.La Vesevus Hub Volley non è solo una società sportiva, ma un vero e proprio punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo dei talenti locali.

Cosa riserverà il futuro a questa giovane ma già affermata realtà?Con una partenza così esplosiva, le aspettative sono altissime e la Vesevus Hub Volley è pronta a scrivere nuove pagine di successo nel panorama pallavolistico campano e non solo.

Juve Stabia, Marta Mari: La tifosa che vive in Brasile torna in città per respirare l’aria del sogno serie A

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Castellammare di Stabia, il profumo del mare e l’eco di una passione inarrestabile. In questi giorni, la città ha riabbracciato una delle sue figlie più affezionate, Marta Mari, la tifosissima della Juve Stabia che da anni vive e respira gialloblù dal lontano Brasile. Il suo ritorno non è stato un semplice viaggio di piacere ma un vero e proprio pellegrinaggio nel luogo che ha custodito e raccontato le gesta della sua amata squadra in un campionato indimenticabile: la Masseria delle Grazie dei fratelli Mimmo e Michele Sabatino.

È qui, per ben quindici puntate, che il talk show “Juve Stabia Live” ha tenuto incollati gli appassionati, narrando passo dopo passo la cavalcata trionfale che ha portato le Vespe fino alle semifinali playoff per la Serie A. Un percorso emozionante, vissuto da Marta con l’intensità che solo un vero tifoso può provare nonostante la distanza geografica.

All’arrivo alla Masseria, l’emozione era palpabile. Ad attenderla, oltre ai padroni di casa, c’era un volto altrettanto noto e amato nel panorama del tifo stabiese: la Vespa Regina, Patrizia Esposito. Un incontro tra anime affini, entrambe impegnate da sempre a diffondere il “verbo Juve Stabia”, specialmente tra le tifose, dimostrando che la passione non ha confini di genere.

Marta, come testimoniato dalle sue storie sui social e dai racconti di chi la conosce, non ha mai nascosto l’orgoglio di essere una grande tifosa della Juve Stabia. Anzi, la sua fede è tale che persino il celebre stadio Maracanã in Brasile l’ha vista indossare maglietta e vessilli gialloblù, un gesto che racchiude tutto l’amore e la fierezza per i colori della sua squadra.

Le foto che immortalano questo commovente ritorno la ritraggono sorridente, in compagnia della sua splendida famiglia, mentre esplora gli ambienti della Masseria delle Grazie. Un momento speciale è stato sicuramente quello in cui Marta si è concessa una foto con la maglietta gialloblù della Juve Stabia, un cimelio prezioso donato alla Masseria in occasione della storica promozione in Serie B del campionato 2018-2019. Un simbolo di una passione che si rinnova di anno in anno, di campionato in campionato, e che trova sempre il modo di tornare alle sue radici, anche da oltreoceano.

Il ritorno di Marta Mari a Castellammare è più di una semplice visita; è la dimostrazione vivente che la passione per la Juve Stabia è un filo invisibile che unisce le persone, superando distanze e barriere, e che il cuore gialloblù batte forte in ogni angolo del mondo.

Stabia, Napoli e Paris, tutti per uno: anno da sogno per lo storico asse

Nei cori tra tifoserie spesso si gioca sulle alleanze tra i vari gruppi organizzati di varie squadre in giro per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.Un’alleanza tra le più solide e le più durature coinvolge la Juve Stabia, il Napoli e il Paris-Saint Germain.I vari cori intonati dai tifosi spesso accennano a questo legame, simboleggiato da un atleta al centro dei riflettori mondiali: Gianluigi Donnarumma.Nativo di Castellammare, in provincia di Napoli, leader del club francese.

Insomma, vita e carriera si incrociano in questa figura motivo d’orgoglio di una terra e sicurezza per i successi oltralpe.Tuttavia, la stagione è stata superlativa per le 3 realtà e, nuovamente, Gigio rappresenta il collante di questi grandi successi.

Risultati storici ed esultanze sfrenate: Stabia, Napoli e Paris unite

Ripercorrendo i risultati sportivi dei 3 club, la stagione 2024/25 è da considerare estremamente memorabile per l’asse Stabia-Napoli-Paris.Le Vespe, al ritorno in Serie B dopo alcuni anni di assenza, hanno vissuto un cammino trionfale: gli uomini di Guido Pagliuca hanno raggiunto le semifinali playoff della cadetteria, sfiorando un’incredibile promozione in massima serie da squadra con il minor monte ingaggi della stagione, data per spacciata dai pronostici a inizio stagione ma capace di cacciare il meglio da sé con il perfetto connubio tra dirigenza, staff tecnico e rosa.I partenopei, reduci da un disastroso decimo posto nella scorsa stagione con tre allenatori in panchina, sono tornati sul tetto d’Italia.

La vittoria dello Scudetto (il secondo in tre anni) ha consacrato il club presieduto da Aurelio De Laurentiis come una grande potenza del calcio italiano e mondiale: per ricostruire, si punta su garanzie come Antonio Conte.E quel che consolida ulteriormente la reputazione azzurra sta avvenendo fuori dal campo: convincere il tecnico salentino a proseguire il suo cammino e l’ipotetico arrivo di giocatori dal blasone internazionale sono due ampie dimostrazioni di forza.Infine, les parisiens: poche presentazioni necessarie.Il tutto è sintetizzabile con una sola parola: treble (o triplete, se si preferisce l’accezione italiana del termine).

Quella appena conclusa è la prima stagione senza le stelle assolute come Messi, Neymar, Mbappé, Ibrahimovic, eccetera.Sulla carta, il club transalpino partiva notevolmente indebolito rispetto al passato.Ma, tuttavia, c’è un fattore che stravolge totalmente questo discorso: il concetto di squadra.Sotto la guida dell’esperto e saggio Luis Enrique il gruppo è parso più compatto che mai, pieno di spirito di sacrificio e di voglia di non deludere più nessuno.

Non ci sono stelle o ambizioni personali, ma solo un grande gruppo di campioni (sia tecnicamente che moralmente parlando) che sono riusciti a dare il meglio di sé, spinti dall’atteggiamento spregiudicato e mai arrendevole del proprio tecnico.E dunque, per la prima volta dopo anni, le tre piazze dell’alleanza Stabia-Napoli-Paris han potuto gioire tutte insieme.L’apporto delle tre tifoserie in stagione è stato colossale: la presenza di napoletani stabiesi a Monaco di Baviera tra il tifo organizzato parigino racchiude tutto questo: unione e condivisione comune per piazze abituate ad aspettare, a costruire, a combattere.Ora è il momento della gloria, delle esultanze e dei sogni realizzati.

Ma, si sa, il calcio non si ferma mai: è più difficile confermare i miracoli piuttosto che realizzarli una singola volta. 

Stroppa e le sue lezioni di stile, ecco il boomerang Cremonese: il calcio cambi registro da Nord a Sud

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È passata più di una settimana da quando la Juve Stabia ha visto sfumare il sogno promozione, eliminata ai playoff da una Cremonese che ha poi ampiamente dimostrato il proprio valore, conquistando la Serie A nella finale di ritorno a La Spezia.

A Castellammare, oltre al rammarico per non aver potuto disputare la sfida al massimo delle proprie potenzialità, bruciano ancora le dichiarazioni del tecnico grigiorosso Stroppa. Parole che, rilette oggi, suscitano un fastidio (eufemismo) palpabile, percepite da molti come un maldestro tentativo di impartire lezioni non richieste alla panchina stabiese.

“Devono stare zitti”, tuonò Stroppa, proseguendo con un affondo diretto: “alla Juve Stabia sono abituati a fare dei teatrini perché a turno si mettono in piedi per protestare contro il direttore di gara”. La chiosa, “se vogliono restare a questi livelli devono imparare la professionalità” suonò come una sentenza.

Un “consiglio” che però sembrò trovare ascolto nell’arbitraggio della gara di ritorno: nessun provvedimento per un fallo evidente su Andreoni, la sua espulsione successiva definita “scandalosa” e, dulcis in fundo, l’allontanamento del tecnico Pagliuca per un presunto atteggiamento “irridente”.

L’ironia, però, è un piatto che a volte si serve freddo, direttamente dal tavolo del Giudice Sportivo. Proprio oggi, infatti, sono arrivate le sanzioni relative alla finale playoff Spezia-Cremonese. E chi troviamo tra i puniti? Proprio alcuni “attori di teatro” che sedevano sulla panchina della Cremonese:

  • DALL’ASTA Federico (Cremonese): Squalifica per una giornata effettiva “per avere, al termine del primo tempo, negli spogliatoi, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti di un dirigente della squadra avversaria.”
  • BRESCIA Giuseppe (Cremonese): Squalifica per una giornata effettiva “per avere, al 47° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti dei calciatori della squadra avversaria.”

Un vecchio adagio recita: “Non sputare in cielo, che in faccia ti torna”.

Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il comportamento del pubblico, un tema su cui anche a Castellammare si è spesso dibattuto, prendendo le distanze da quei 5-10 individui che ciclicamente causano problemi in tribuna scoperta al Menti. È innegabile che la Juve Stabia sia stata multata più di altre società a causa di pochi, ma è altrettanto vero che non si può e non si deve generalizzare. Spesso, purtroppo, si percepisce una “mano pesante” nei confronti delle società considerate più piccole, come la Juve Stabia, o degli ambienti meridionali, vittime di stereotipi che vedono nella repressione l’unica soluzione.

Senza voler additare nessuno, ma per sottolineare come il problema sia diffuso, le decisioni del Giudice Sportivo post-finale playoff illuminano una realtà inequivocabile anche sul fronte del tifo:

  • Ammenda di € 12.000,00 alla Soc. SPEZIA per lancio di fumogeni (due dei quali hanno causato un’interruzione di gara) e bottigliette.
  • Ammenda di € 3.000,00 alla Soc. CREMONESE per lancio di bicchieri di plastica.

Questi episodi dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la necessità di un cambio di atteggiamento nei confronti del gioco del calcio e dell’accettazione della sconfitta è un’esigenza nazionale, da Nord a Sud. Il problema è che, come sempre, per colpa di pochi pagano tutti. Sarebbe ora di allontanare seriamente chi danneggia il calcio, per permettere alle famiglie di riavvicinarsi serenamente a questo sport. È fin troppo facile, sui social, puntare il dito contro questa o quella piazza, quando le cronache nazionali riportano costantemente episodi spiacevoli ovunque: dal motorino lanciato dagli spalti a San Siro, ai derby Roma-Lazio trasformati in guerriglia urbana, dai tafferugli in autostrada dopo Lucchese–Perugia, alla tragica morte dell’ispettore Raciti prima di Catania-Palermo. Le inchieste sul tifo organizzato, poi, non mancano da nessuna parte d’Italia.

In conclusione, chiediamo con forza che la Juve Stabia e la piazza di Castellammare non venga considerata l’unica responsabile di intemperanze – da cui, lo ribadiamo, prendiamo le distanze – e che non vengano più trattate come la “Cenerentola” del campionato da sestetti arbitrali e commissari di campo. Le persone negative esistono a Castellammare come a Bolzano e devono essere isolate. Ma ci sono anche tantissime persone per bene che seguono la propria squadra con passione e civiltà, come dimostrato dagli oltre 10.000 spettatori presenti alla semifinale d’andata a Castellammare, una partita svolta senza incidenti e senza multe, o dal bellissimo gesto dei tifosi stabiesi che, al termine del match di ritorno della semifinale play off allo Zini, hanno ripulito il proprio settore.

Chiudiamo il nostro editoriale con: “È ora di cambiare registro, per tutti!”

Juve Stabia, Christian Pierobon: L’ascesa inarrestabile del Guerriero del centrocampo Gialloblù

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È trascorso un tempo significativo da quando Christian Pierobon ha vestito per la prima volta la gloriosa casacca delle “Vespe”. In questo periodo, il suo nome non è semplicemente transitato, ma si è impresso in maniera indelebile nella storia recente del club. La vittoria del campionato di Lega Pro rappresenta un sigillo collettivo ma è la sua traiettoria personale a stagliarsi come un fulgido esempio di crescita, dedizione e tenacia. Una scalata impressionante che lo ha visto trasformarsi da promettente riserva in Serie C a titolare inamovibile nel catino infuocato della Serie B.

Nella passata stagione, Pierobon era spesso l’arma tattica dalla panchina, il giocatore chiamato a iniettare ossigeno e dinamismo nel centrocampo durante le fasi cruciali dei match. Indipendentemente dal minutaggio concessogli il suo impatto si rivelava costantemente significativo. Ogni suo ingresso era caratterizzato da una generosa dose di corsa e sostanza, elementi che non sfuggivano all’occhio attento del pubblico e della critica, i quali intravedevano in lui un potenziale luminoso. La sua presenza in mediana, abbinata a una spiccata capacità nel recupero palla e a un’acuta intelligenza tattica, lo rendevano una pedina preziosa anche per frazioni di gara.

Tuttavia, è nell’attuale, arduo campionato di Serie B che Christian Pierobon ha compiuto il definitivo e meritato salto di qualità. Con una maturità e una costanza sorprendenti, si è guadagnato sul campo, con sudore e sacrificio, un posto da titolare che ora appare indiscutibile. La sua incrollabile dedizione, un’energia che sembra inesauribile e la sua feroce determinazione nel lottare su ogni pallone lo hanno consacrato come un pilastro del centrocampo gialloblù. Ha affrontato senza timore reverenziale avversari più esperti e blasonati, mettendo in mostra qualità tecniche e caratteriali che lo proiettano verso un futuro ancora più radioso.

La parabola di Pierobon è la testimonianza vivente che, attraverso il duro lavoro, la perseveranza incrollabile e la giusta mentalità nessun traguardo è precluso. Da preziosa alternativa a perno insostituibile della squadra in Serie B, la sua ascesa è l’emblema della determinazione che anima l’intera Juve Stabia. Un ragazzo che sta investendo ogni sua energia per continuare a scrivere pagine memorabili con la maglia delle Vespe.

La sua prestazione superlativa nella semifinale play-off contro la Cremonese, dove è stato universalmente riconosciuto come il migliore in campo, non è stata un’eccezione, bensì la conferma di un rendimento elevatissimo. A coronare una performance maiuscola, si è tolto anche la soddisfazione di realizzare un gol tanto bello quanto difficile, contro un avversario di caratura superiore e in una vetrina di assoluto prestigio. Pierobon si è affermato come uno degli elementi più positivi dell’intero torneo e, con l’approssimarsi della finestra estiva di calciomercato, il suo nome è destinato a diventare uno di quelli capaci di accendere le fantasie di tifosi, addetti ai lavori e amanti di questo sport.

Associazione ’50&Più’ istituisce ‘Giornalismo inclusivo’ per un linguaggio più giusto

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(Adnkronos) – Associazione 50&Più, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, istituisce il premio ‘Giornalismo inclusivo’. Il riconoscimento è indirizzato agli operatori dell’informazione che si distinguono per l’utilizzo di un linguaggio non discriminante nei confronti delle persone anziane. Sono due le categorie di concorso, articolo e reportage, a cui giornalisti professionisti e pubblicisti potranno iscriversi. Il valore del premio è di mille euro per ogni categoria.  

L’Associazione 50&Più, impegnata da oltre cinquant’anni nella tutela dei diritti delle persone anziane, continua a promuovere iniziative volte al contrasto dell’ageismo. Già lo scorso anno, 50&Più aveva firmato con l’Odg Campania la ‘Carta di Napoli’, un protocollo d’intesa che – per la prima volta in Italia – tutela i diritti dei senior a mezzo stampa. Il documento, unico nel suo genere, fornisce un vademecum utile per la redazione di scritti in riferimento agli anziani.  

“A causa del calo demografico – dichiara Carlo Sangalli, presidente di 50&Più – la componente senior nella nostra società è in continua crescita. È, dunque, prioritario invertire questa tendenza e nello stesso tempo promuovere l’invecchiamento attivo che identifica la persona anziana anche come risorsa e non solo come problema. Proprio per questo riteniamo particolarmente importante favorire il dialogo intergenerazionale attraverso l’utilizzo più giusto delle parole per evitare stereotipi e pregiudizi. Abbiamo, così, voluto istituire il premio ‘Giornalismo inclusivo’ dedicato ai professionisti della comunicazione perché sia sempre maggiore la consapevolezza dell’utilizzo di un linguaggio che costruisca ponti e non barriere”. Per partecipare al Concorso, sarà necessario iscriversi utilizzando l’apposito form sul sito www.premiogiornalisti.50epiu.it, consultando il bando. La giuria, composta da rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti, esperti nel campo del giornalismo sociale, dell’invecchiamento e longevità e da organi politici di 50&Più, valuterà i lavori che saranno stati pubblicati su testate cartacee e on line dal 29 ottobre 2024 al 1° settembre 2025. La consegna del Premio, del valore di mille euro per ogni categoria, avverrà nel mese di ottobre, a Roma con modalità che saranno comunicate ai partecipanti.  

50&Più è un’associazione libera, volontaria e senza fini di lucro del sistema Confcommercio. Fondata nel 1974, opera per la rappresentanza e la tutela dei diritti dei propri soci (circa 300mila) e per il riconoscimento degli over 50 come risorsa della società, promuovendone il ruolo sociale e il protagonismo attivo. Ha sedi sull’intero territorio nazionale e rappresentanze all’estero. Organizza attività ed eventi che favoriscono la socializzazione e la partecipazione di persone anziane alla vita di comunità. Mette a disposizione un’informazione puntuale anche su temi della terza età attraverso la rivista 50&Più, il giornale web Spazio50 e webinar. L’Osservatorio Studi, Ricerca e Sviluppo 50&Più gestisce una banca dati bibliografica, costantemente aggiornata, sulla condizione anziana. Dalla consulenza previdenziale all’assistenza fiscale, 50&Più è al fianco delle persone per offrire risposte concrete: l’impegno è quello di creare le condizioni per costruire una società più giusta e solidale che combatte discriminazioni anche legate all’età.  

Andrea Bajani vince Premio Strega Giovani

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(Adnkronos) – Andrea Bajani con il romanzo “L’anniversario” (Feltrinelli) è il vincitore della dodicesima edizione del Premio Strega Giovani, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, in collaborazione con Bper Banca. Quello di Andrea Bajani, con 97 preferenze su un totale di 595 espresse, è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da oltre 100 scuole secondarie di secondo grado distribuite in Italia e all’estero. Al secondo e terzo posto si sono classificati Nadia Terranova, autrice di “Quello che so di te” (Guanda), con 62 voti, e Valerio Aiolli, autore di “Portofino blues” (Voland), con 56 voti. I tre libri ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega.  

Il libro vincitore è stato annunciato nel corso dell’evento condotto da Loredana Lipperini, realizzato al Teatro Comunale di Cardito (Napoli) con il patrocinio della Camera dei deputati e del Comune di Cardito. La proclamazione è avvenuta alla vigilia della selezione della cinquina dello Strega, che si terrà domani, mercoledì 4 giugno, al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà giovedì 3 luglio come di consueto nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta televisiva su Rai 3.  

Oltre a Bajani, Aiolli e Terranova, gli altri libri in gara per entrare nella cinquina dello Strega sono: Saba Anglana con “La signora meraviglia” (Sellerio Editore); Elvio Carrieri con “Poveri a noi” (Ventanas); Deborah Gambetta con “Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel” (Ponte alle Grazie); Wanda Marasco con “Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza); Renato Martinoni con “Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia” (Manni); Paolo Nori con “Chiudo la porta e urlo” (Mondadori; Elisabetta Rasy con “Perduto è questo mare” (Rizzoli); Michele Ruol con “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” (TerraRossa); Giorgio van Straten con “La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri” (Laterza).  

All’evento al Teatro Comunale di Cardito hanno partecipato il sindaco Giuseppe Cirillo, Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento. Lorena De Vita, ufficio Sponsorships di Bper Banca, ha consegnato il Premio Strega Giovani per la migliore recensione ad Alessandra Ruotolo, studentessa del Liceo Don Gnocchi di Maddaloni (Caserta): la vincitrice ha ricevuto una borsa di studio offerta dalla banca per la sua recensione al libro “Poveri a noi” di Elvio Carrieri. 

Hanno ricevuto una menzione speciale le recensioni di Matteo Lechiara, del Liceo Classico Pitagora di Crotone, al libro “Ricordi di suoni e di luci” di Renato Martinoni e Allegra Raia, del Liceo Scientifico Mancini di Avellino, al libro “Di spalle a questo mondo” di Wanda Marasco. 

L’incontro è stato anche l’occasione per raccontare la prima edizione del progetto della Fondazione Bellonci ‘Storie di Periferia. Riportare le periferie al centro della storia’, realizzato con il sostegno di Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel, con la collaborazione speciale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie. Sono intervenuti il presidente della Commissione parlamentare, Alessandro Battilocchio (in collegamento da remoto), il consigliere delegato e segretario generale di Enel Cuore Onlus, Andrea Valcalda, e la responsabile del progetto per la Fondazione Bellonci, Serena Ferraiolo. 

Il progetto, puntando sulla potenza trasformativa della cultura e della bellezza, ha coinvolto nel corso dell’ultimo anno scolastico alcune delle voci migliori della narrativa contemporanea, impegnando in laboratori di lettura e scrittura decine di ragazze e ragazzi delle aree di Tor Bella Monaca (Roma) e Caivano (Napoli). Un momento significativo del racconto di questa esperienza è stato l’intervento di Massimiliano Virgilio, scrittore e tutor del laboratorio di Caivano. L’evento ha incluso anche la proiezione di un video, realizzato dagli studenti dell’Istituto Pertini Falcone di Roma, che ha documentato il lavoro svolto nella periferia di Tor Bella Monaca con la scrittrice Elena Stancanelli offrendo uno sguardo diretto sulla partecipazione e l’entusiasmo dei giovani coinvolti. 

Al Teatro Comunale di Cardito è stato assegnato infine il Premio Leggiamoci 2025, il concorso nato sulla piattaforma Leggiamoci.it in cui studenti delle scuole secondarie superiori dai 13 ai 19 anni possono condividere la loro passione per la lettura e la scrittura. Leggiamoci.it è un progetto promosso dalla Fondazione Bellonci e il Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con Bper Banca, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo, Festival 42 gradi, idee sostenibili della libreria Vecchie Segherie Mastrototaro e Sygla. Premiate ex aequo Franca Pousa Oneto (in collegamento da remoto), della Scuola Paritaria Italiana Castelfranco di Córdoba (Argentina), per il racconto grafico Borsa viva, tartaruga di plastica, e Noemi Mascolo e Mariateresa Tassetto, del Liceo Braucci di Caivano (Napoli), per il racconto La leggenda della casa di ferro.  

Saby Mainolfi: Il Maestro del Settore Giovanile della Juve Stabia, Garanzia di Talento e Valori

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Saby Mainolfi, responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, si conferma figura chiave e autentico maestro nel coltivare i talenti del futuro.Il suo impegno e la sua dedizione pluriennale, testimoniata dalla sua continuità sotto diverse presidenze, da Franco Manniello ad Andrea Langella, stanno generando risultati straordinari, elevando il vivaio stabiese a livelli di eccellenza.

I suoi risultati, d’altronde, parlano chiaro.Mainolfi ha saputo creare un ambiente stimolante e formativo, un vero e proprio laboratorio dove i giovani calciatori possono crescere e sviluppare appieno il loro potenziale.

La sua filosofia si fonda su valori imprescindibili come il rispetto, il sacrificio e una sconfinata passione per il calcio.Descritto come una persona che lavora in maniera certosina per la Juve Stabia, “a 360 gradi” e “praticamente h24”, Mainolfi è una risorsa instancabile e preziosa per il club di Castellammare di Stabia.

Oltre alle indubbie competenze professionali, sono le qualità umane di Saby Mainolfi a lasciare un segno profondo.Giovani calciatori, allenatori e giornalisti che hanno interagito con lui in questi anni ne hanno unanimemente apprezzato la disponibilità e la capacità di essere un autentico punto di riferimento.

Non è solo un responsabile di settore giovanile, ma un mentore che trasmette valori positivi, supportando i ragazzi nel loro percorso di crescita, dentro e fuori dal campo.I frutti del suo lavoro sono tangibili: numerose “vespette” hanno avuto l’opportunità di assaggiare l’atmosfera della prima squadra, mentre altre hanno spiccato il volo verso carriere importanti in club di livello, calcando i campi di piazze calde e stadi storici.

Le squadre giovanili della Juve Stabia si distinguono spesso per un gioco brillante e una mentalità vincente, e forse solo un pizzico di fortuna è mancato in alcune occasioni per compiere il definitivo “grande salto” in termini di risultati di squadra a livello nazionale.L’importanza del lavoro di Mainolfi è stata recentemente sottolineata anche da Guido Pagliuca, allenatore della Juve Stabia, reduce da un ottimo campionato di Serie B.

Intervenuto durante la trasmissione “A Tutto Stabia” in onda su Canale 8, Pagliuca ha lodato il “grande lavoro quotidiano dei ragazzi del settore giovanile sotto la supervisione del responsabile del settore giovanile, Saby Mainolfi”.Il tecnico ha evidenziato come il settore giovanile si sia dimostrato, ancora una volta anche nel corso di questa stagione calcistica, linfa vitale e serbatoio prezioso da cui attingere per la prima squadra in più di una occasione.

Il tecnico di Cecina ha continuato: “Saby Mainolfi si è dimostrato una persona competente, abbiamo condiviso alcuni idee durante la mia permanenza a Castellammare, posso affermare di provare una grande stima nei suoi riguardi.Grazie al lavoro quotidiano dei ragazzi del settore giovanile e dello staff tecnico, abbiamo potuto lavorare in campo durante gli allenamenti settimanali.

Abbiamo potuto convocare nel corso della stagione un ragazzo del 2006 e un 2008,” ha dichiarato Pagliuca, ” il rammarico è non averli potuti far esordire in cadetteria, ma sono ragazzi che avranno un futuro”.Un esempio concreto di questa fucina di talenti è Cristian Cirillo, centrocampista classe 2006 e capitano della Primavera 3.

Prelevato qualche anno fa dal Victoria Marra, squadra di Boscoreale, Cirillo ha compiuto tutta la trafila nel settore giovanile gialloblù, giocando prima nell’Under 16 e poi nell’Under 17 delle Vespe, fino alla convocazione in prima squadra (con la maglia numero 35) in occasione della gara interna con la Reggiana, a seguito dell’infortunio muscolare occorso a Niccolò Fortini.Grazie alla passione, alla competenza e all’instancabile dedizione di Saby Mainolfi, il futuro del settore giovanile della Juve Stabia si prospetta roseo.

Il suo operato continua a essere una garanzia per la crescita di giovani talenti, pronti a inseguire traguardi sempre più ambiziosi per sé e per i colori gialloblù.

Castellammare di Stabia si prepara per il VII Memorial Gaetano Musella: Appuntamento al Menti il 7 Giugno

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Castellammare di Stabia si appresta a vivere un momento di grande sport e commozione. Sabato 7 giugno 2025, lo storico Stadio Romeo Menti aprirà i suoi cancelli per ospitare la settima edizione del “Memorial Gaetano Musella”. L’evento, ormai una tradizione consolidata nel panorama sportivo e sociale cittadino, è dedicato alla memoria dell’indimenticabile Gaetano Musella, iconico “numero dieci” che ha scritto pagine indelebili della storia della Juve Stabia, diventando un simbolo di talento e passione per intere generazioni di tifosi.

Il Memorial si preannuncia, anche quest’anno, come una giornata capace di richiamare un folto pubblico di appassionati, ex compagni di squadra, addetti ai lavori e semplici cittadini desiderosi di onorare la figura di Musella. Non sarà solo un’occasione per rivivere le gesta del campione che ha fatto sognare la tifoseria stabiese ma anche un prezioso momento di aggregazione volto a celebrare i valori più autentici e genuini del calcio.

Gli organizzatori sono al lavoro per definire ogni dettaglio della manifestazione che vedrà la partecipazione di numerosi ex calciatori che hanno indossato con orgoglio la maglia delle “Vespe”. Saranno presenti anche figure di spicco del mondo sportivo e rappresentanti istituzionali tutti uniti nel ricordo di un atleta straordinario e di un uomo dal grande carisma. L’obiettivo è quello di celebrare il lascito sportivo e umano di Gaetano Musella, rafforzando al contempo il profondo legame che unisce la squadra, la città e i suoi sostenitori.

L’invito è quindi esteso a tutta la cittadinanza e agli amanti dello sport: appuntamento per sabato mattina, 7 giugno 2025 ore 10:00, allo Stadio Romeo Menti. Sarà una mattinata all’insegna della memoria, della passione sportiva e del ricordo affettuoso di un uomo che, con le sue prodezze, ha lasciato un segno eterno nel cuore dei tifosi gialloblù. Un’occasione imperdibile per tutti coloro che portano nel cuore i colori della Juve Stabia e il ricordo di un grande campione.

Demba Thiam: Il gigante buono entrato nel cuore dei tifosi della Juve Stabia. Il suo futuro è ad un bivio

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Castellammare di Stabia si stringe attorno al suo gigante, Demba Thiam. In soli due anni, il portiere italo-senegalese classe ’98 è passato dall’essere una speranza a una certezza incrollabile, un vero e proprio beniamino entrato di prepotenza nel cuore pulsante della tifoseria gialloblù. Arrivato in prestito dalla SPAL, Thiam ha trovato al Romeo Menti quella continuità che in passato gli era forse mancata esplodendo in tutto il suo potenziale e consacrandosi come uno dei migliori interpreti del ruolo prima in Serie C e poi confermandosi in Serie B. Ora, però, il suo futuro con le Vespe è appeso a un filo: il diritto di riscatto che la Juve Stabia dovrà decidere se esercitare o meno tiene tutti con il fiato sospeso.

La storia d’amore tra Thiam e la Juve Stabia inizia con la sua prima avventura in gialloblù. Le sue parate decisive, la sicurezza imponente tra i pali e una leadership silenziosa ma efficace hanno blindato la difesa, rivelandosi cruciali nella cavalcata trionfale che ha visto la Juve Stabia dominare il campionato di Serie C e conquistare una meritatissima promozione in cadetteria. Non è un caso che, dopo una lunga e trepidante trattativa, il suo ritorno nell’estate del 2024 sia stato accolto come un vero e proprio colpo di scena, il tassello fondamentale per affrontare la nuova categoria.

E Thiam non ha deluso le aspettative, anzi. Nella stagione 2024/2025 di Serie B, il portiere è stato un titolare inamovibile, disputando tutte le partite e garantendo un rendimento di altissimo livello. La sua capacità di mantenere la porta inviolata in numerose occasioni, unita a interventi spettacolari che hanno strozzato in gola l’urlo del gol agli avversari ha trasformato la difesa della Juve Stabia in un autentico fortino. La transizione dalla Serie C alla Serie B, spesso un esame severo per i calciatori, per Demba Thiam si è rivelata un palcoscenico su cui confermare ed esaltare ulteriormente le sue qualità.

Nonostante qualche fisiologico errore, inevitabile nell’arco di una stagione intensa, il gigante di 202 cm ha dimostrato una costanza di rendimento e una sicurezza che lo hanno reso un elemento insostituibile per mister Pagliuca. La sua presenza non è solo fisica, imponente nel dominare l’area di rigore, ma è anche e soprattutto tecnica e carismatica. Thiam incarna il prototipo del portiere moderno: reattivo e spettacolare nelle parate ma anche abile nell’impostare il gioco dal basso, una qualità preziosissima nella filosofia tattica dell’allenatore e fondamentale nella costruzione della manovra stabiese. La sua visione di gioco e la precisione nei rilanci contribuiscono a rendere la Juve Stabia una squadra capace di uscire con eleganza palla al piede anche sotto la pressione avversaria.

La fiducia riposta dalla società è stata ampiamente ripagata dalle sue prestazioni, un’ulteriore testimonianza della sua crescita esponenziale e del suo impatto determinante. Ora, la palla passa alla dirigenza: esercitare il diritto di riscatto dalla SPAL significherebbe blindare un pilastro fondamentale per il presente e il futuro delle Vespe; in caso contrario, Castellammare dovrà salutare a malincuore uno dei protagonisti più amati degli ultimi anni, un gigante buono che ha saputo conquistare tutti dentro e fuori dal campo. Il popolo stabiese trattiene il fiato sperando che la favola di Demba Thiam in gialloblù possa avere ancora molti capitoli da scrivere.

Cremonese in Serie A: La gioia Grigiorossa a La Spezia esalta l’impresa sfiorata dalla Juve Stabia

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La Cremonese festeggia il ritorno in Serie A. La vittoria nella finale playoff disputata a La Spezia ha sancito il trionfo dei grigiorossi coronando un campionato di vertice. Ma questa promozione, per certi versi, getta una luce ancora più brillante e significativa sulla straordinaria stagione disputata dalla Juve Stabia. Le Vespe, autentica rivelazione del torneo, hanno dimostrato sul campo di potersela giocare con chiunque compresa la corazzata lombarda poi approdata al massimo campionato.

Il quinto posto finale in regular season è stato già di per sé un risultato da incorniciare per la formazione stabiese, capace di esprimere un calcio organizzato, coraggioso e a tratti spettacolare. Ma è stato nei playoff che la Juve Stabia ha veramente acceso i cuori dei propri tifosi e guadagnato il rispetto degli addetti ai lavori. Il primo ostacolo, nel turno eliminatorio, era il Palermo: una squadra costruita con ben altre ambizioni e risorse, considerata da molti come una delle favorite per il salto di categoria. Eppure, in una serata magica al Romeo Menti, le Vespe hanno annichilito i rosanero, superandoli con una prestazione di rara intensità e intelligenza tattica guadagnandosi l’accesso al turno successivo.

L’accoppiamento con la Cremonese, futura promossa, si preannunciava proibitivo. Ma la Juve Stabia, ancora una volta, ha stupito. Nella gara d’andata, tra le mura amiche, i gialloblù hanno offerto una lezione di calcio ai grigiorossi: un 2-1 finale che andò persino stretto alla Juve Stabia, capace di annullare quasi completamente gli avversari e che avrebbe meritato un margine ben più ampio per quanto espresso sul terreno di gioco.

Il ritorno allo stadio Zini di Cremona è storia recente, una pagina amara che brucia ancora. La Juve Stabia, forte del vantaggio, ha affrontato la gara di ritorno con la solita personalità ma gli eventi hanno preso una piega sfavorevole e controversa. Due episodi chiave hanno pesantemente indirizzato la contesa: prima la mancata espulsione del difensore cremonese Folino, protagonista di una gomitata evidente ai danni di Andreoni, poi sul risultato di 1-0 per i padroni di casa, l’incredibile espulsione dello stesso Andreoni reo di aver controllato il pallone con una mano (prima coscia e poi braccio aderente al corpo). Un cartellino rosso che ha lasciato la Juve Stabia in dieci uomini per l’ultima mezz’ora di gioco, di fatto condannandola e spianando la strada alla Cremonese che ha poi dilagato fino al 3-0 finale.

Il valore della Juve Stabia, del resto, si era già palesato nei confronti diretti in campionato contro i Grigiorossi. Nella gara d’andata al Menti, le Vespe persero solo a causa di una sfortunata disattenzione del portiere Thiam che si lasciò sfuggire un pallone su un calcio d’angolo regalando di fatto la vittoria ai lombardi. Al ritorno, nel catino dello Zini, la Juve Stabia non solo tenne testa alla Cremonese ma passò addirittura in vantaggio con una rete di Adorante, dimostrando ancora una volta la propria forza. Solo una rete di Bonazzoli permise ai grigiorossi di riacciuffare il pareggio lasciando alle Vespe tanto rammarico per un’altra occasione in cui avrebbero meritato di più.

Mentre la Cremonese celebra la meritata promozione in Serie A, a Castellammare di Stabia resta l’orgoglio per un campionato e dei playoff giocati da protagonisti. Una squadra che ha lottato con il coltello tra i denti che ha superato ostacoli sulla carta insormontabili e che si è arresa solo di fronte a episodi che lasciano più di un dubbio. La promozione della Cremonese, in questo contesto, non fa che esaltare ulteriormente la caratura e l’impresa sfiorata da una Juve Stabia indomita capace di far sognare un’intera città.

Juve Stabia: Tra sogno infranto e orgoglio Gialloblù, i voti di una stagione comunque da ricordare

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La delusione per l’eliminazione dai playoff è ancora palpabile, ma a una settimana dal 3-0 subito a Cremona che ha posto fine alla corsa promozione della Juve Stabia (dopo il promettente 2-1 dell’andata al Menti), è necessario analizzare con lucidità una stagione che resterà comunque impressa nella memoria dei tifosi gialloblù. La squadra allenata da Guido Pagliuca ha saputo sorprendere, lottare e far sognare un’intera piazza, chiudendo la regular season al quinto posto e dimostrando un carattere indomito fino all’ultimo.

Ecco le pagelle stagionali dei protagonisti di questa avventura:

Thiam 7.5: alcuni passaggi a vuoto, vedesi ultima gara con la Cremonese o la gara col Pisa, ma anche e soprattutto tante parate decisive. La stagione del portierone è assolutamente positiva, confermandosi un punto fermo della squadra.

Matosevic sv: una sola gara, in coppa Italia contro l’Avellino, poi una stagione da fido scudiero di Thiam.

Signorini sv: Pagliuca gli concede la passerella finale contro la Cremonese.

Ruggero 8.5: una delle tantissime note liete della stagione. Arrivato quasi nel silenzio generale dalla Virtus Verona, compie una prima parte di stagione positiva pur partendo alle spalle di Folino. Poi esplode dopo la cessione di quest’ultimo con prestazioni da urlo.

Baldi 6.5: gli vengono concesse poche occasioni del primo minuto, ma quando chiamato in causa si dimostra affidabile e solido. La partita da titolare a Brescia è la sintesi del nostro pensiero.

Varnier 7.5: muro invalicabile per mesi, poi qualche errore e i soliti problemi fisici che lo hanno tormentato negli ultimi anni lo fanno sgretolare. Torna solido nella fase finale della stagione.

Peda 8.5: altra grande intuizione di Lovisa. A Palermo il campo non lo vede mai, a Castellammare diventa un difensore da serie A. Annulla avversari in serie, come se fossero noccioline, e si impone a suon di grandissime prestazioni. Molto meglio da centrale che da braccetto.

Bellich 8.5: l’anno scorso aveva abbagliato tutti travestendosi anche da goleador, quest’anno si dimostra un difensore feroce, che lascia le briciole agli avversari e che li rincorre fino alla metà campo avversaria.

Quaranta 6.5: arriva a gennaio per rimpolpare la diesa, attento e solido quando viene buttato nella mischia.

Mussolini 8.5: un treno espresso. Accelera il percorso di cambio del manto erboso del Menti perché consuma la fascia a suon di accelerazioni. Discese continue, attenzione in difesa e anche un gol decisivo contro il Cesena (e tanti sfiorati con pali e traverse). Se fossimo nella Lazio lo terremmo in squadra in A.

Andreoni 6.5: non è mai stato un calciatore appariscente ma solido si. Purtroppo salta gran parte della stagione perché falcidiato da problemi fisici.

Fortini 8.5: quando arriva tutti si chiedono “ma chi è?” Ci mette 2-3 partite per far sapere il suo nome a tutti e per far innamorare il pubblico di Castellammare. Ha gamba, tecnica, capacità sopra la media e ci aggiunge anche qualche gol. Non a caso la Fiorentina deve resistere agli assalti di big estere.

Rocchetti 7: con l’esplosione di Fortini viene relegato a riserva, ma l’ex prodotto del settore giovanile della Roma si dimostra solido, attento soprattutto in fase difensiva. Deve imparare a gestirai meglio fisicamente e a fare meglio in fase di spinta, ma la base c’è.

Buglio 8: il capitano è l’anima e il cuore della Juve Stabia. Uno che in campo dà sempre tutto e non lascia nulla. Peccato non averlo avuto nei playoff, la sua presenza in campo sarebbe stata fondamentale.

Pierobon 8.5: se Buglio è il cuore e la menta, lui è i polmoni della Juve Stabia. Corre per 10, instancabile e inesauribile. Partito come alternativa, a suon di grandissime prestazioni si è guadagnato la titolarità, con tanto di gol all’andata contro la Cremonese.

Leone 7.5: il sontuoso regista della scorsa stagione si vede solo a sprazzi, anche perché in una mediana a 2 sembra meno a suo agio rispetto a 3. Ma la sua immensa classe si vede lo stesso, anche se nei playoff resta in panchina e avrebbe meritato spazio.

Meli 6.5: è quasi sempre il primo cambio per la mediana di Pagliuca. Tanti alti e bassi in cui non sempre riesce a far vedere quel che vale.

Louati 6: un rosso ingenuo nel derby contro la Salernitana e spiccioli di minuti in altre gare. Troppo poco per valutarlo bene.

Gerbo 8: in campo non disputa nemmeno un minuto, ma il lavoro che fa nello spogliatoio il capitano è talmente importante che va premiato. Capitano vero.

Mosti 7.5: parte a razzo con assist a raffica e tante belle prestazioni, poi cala e va in naftalina. Pagliuca lo rispolvera nel finale, da centrocampista centrale e regala gol e altre grandi prestazioni. Se diventa continuo può essere devastante.

Maistro 7.5: un po’ lo stesso discorso di Mosti. Per un largo tratto della stagione è imprescindibile con le sue giocate, poi va ko col Cittadella e non ritrova più la continuità.

Piscopo 8: è il re degli assist della squadra gialloblù e già questo basterebbe a giustificare il suo voto. La sua importanza nell’economia del gioco gialloblu la si vede anche in fase difensiva. Infatti a Cremona non c’è e la squadra ne patisce.

Candellone 8: 6 gol in serie B non li aveva mai fatti. Segno che ormai è un calciatore maturo e affidabile sotto porta. In più esce sempre con la maglietta grondando sudore per la corsa indemoniata per aiutare tutti i compagni. È sicuro che andando altrove renda come in gialloblù? Fossimo in lui ci penseremmo bene.

Sgarbi 6: acquisto di gennaio da cui si aspettava di più. Nella didascalia sui social con cui saluta la stagione dice: “Mi avete dato tanto, più di quello che potevo immaginare”. I tifosi replicano: “tu hai dato poco, molto meno di quello che uno si poteva aspettare”.

Morachioli sv: un campionato intero in gialloblù, ma lo salta quasi tutto per la pubalgia.

Adorante 9: un 9 per un 9 vero. Abbiamo finito le parole per descriverlo, perché segna in ogni modo: in acrobazia (vedi Sassuolo), di testa, di sfondamento e in mille altri modi ancora. Non a caso Castellammare è innamorata di lui e dopo decenni torna a dedicare un coro personalizzato a un calciatore. Merita gli alti palcoscenici perché di centravanti così in Italia se ne contano pochi.

Dubickas 6: arriva a gennaio ma Pagliuca gli concede scampoli di partita. Poco per far vedere quel che ha.

Pagliuca 9: condottiero della squadra e plasmatore di una rosa a sua immagine e somiglianza. Sorprende tutti quando a inizio stagione abbandona il 4-3-3 per il 3-4-2-1 a dimostrazione di essere un allenatore che sa cambiare e non si fissa sui moduli. Ha un grande futuro, ma un anno in più in gialloblù è sempre meglio.

Juve Stabia, Demba Thiam: Una simbiosi con la Campania evidenziata anche dalla musica

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Negli ultimi due anni, il nome di Demba Thiam è diventato sinonimo della splendida ascesa della Juve Stabia. Il portiere italo-senegalese ha trovato con la maglia gialloblù quella continuità di rendimento, presenze e, soprattutto, risultati che in passato, talvolta anche a causa della sfortuna, gli era sfuggita. Un percorso di crescita che lo ha consacrato come uno dei pilastri fondamentali della squadra.

Ma il legame tra Thiam e la Juve Stabia va ben oltre le prestazioni sul rettangolo verde. Si tratta di una simbiosi profonda con l’intero ambiente stabiese. Castellammare è diventata per lui una seconda casa, un luogo dove il portiere è riuscito immediatamente a calarsi nello spirito appassionato e verace del suo popolo. Non sono state rare, infatti, le occasioni in cui, nel corso delle recenti stagioni, Thiam ha pubblicamente dichiarato di “voler difendere Castellammare con tutto sé stesso” e di “sentirsi come a casa”, parole che testimoniano un attaccamento sincero e viscerale.

Questo affetto è ampiamente ricambiato dai tifosi, che hanno eletto Thiam a vero e proprio idolo, riconoscendone le qualità umane oltre a quelle sportive. La recente festa promozione in villa comunale ne è stata la dimostrazione lampante: il numero 20 gialloblù è stato tra i più acclamati, sommerso da richieste di selfie, autografi e calorosi incitamenti a proseguire la sua avventura con le Vespe.

Il forte legame di Thiam, ragazzone senegalese dal cuore ormai italiano (ha recentemente acquisito la cittadinanza italiana), con la cultura partenopea si manifesta anche attraverso i suoi gusti musicali. Ne è prova la sua recente trasferta a Roma per assistere all’attesissimo concerto di Liberato al Circo Massimo. L’artista napoletano, fenomeno musicale che travalica i confini campani e nazionali, ha evidentemente conquistato anche il portiere della Juve Stabia.

A testimoniare la sua presenza all’evento è stato lo stesso Thiam, che ha condiviso sui social alcuni momenti della performance di Liberato, accompagnati da un selfie con la moglie, orgogliosamente napoletana. Un’immagine che racchiude l’essenza di questo legame: il Senegal e Napoli, uniti non solo nel celebre verso dell’indimenticato Pino Daniele, ma splendidamente incarnati nella vita e nella carriera del grande Demba Thiam, un campione in campo e un uomo profondamente legato alla sua terra d’adozione.

Formula Uno, GP Spagna 2025: le pagelle di Carlo Ametrano

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Una gara ricca di imprevisti (e caratterizzata anche da qualche penalità), ma alla fine è sempre la McLaren a dominare: Oscar Piastri vince il GP di Spagna davanti al compagno di squadra Norris e alla Ferrari di Leclerc, abile a sfruttare il ‘jolly’ della safety car a pochi giri dalla fine.Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.

Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Monaco.Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Cosa c’è da dire.

McLaren ormai ha vinto sia il titolo piloti che quello costruttori.Non c’è niente da dire, perfetti e troppo più forti”.

Primo posto per la McLaren di Piastri.

Voto?

“Si giocherà il Mondiale piloti con il compagno di squadra Norris.Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per il compagno di squadra Norris.

Voto?

“Comunque chiude secondo e continua a spingere.Voto 10”.

Terzo posto per la Ferrari con Leclerc.

Che ne pensi?

“Va detto che è stato fortunato per via della safety car.La Ferrari deve migliorare.

Voto 6.5″.

Quarta piazza per George Russell.Voto?

“Niente di che.

Voto 6″.

Quinto invece un super Hulkenberg.Che ne pensi?

“Io l’ho sempre detto: meriterebbe un top team!

Un grandissimo pilota.Voto 9″.

Sesta piazza per Lewis Hamilton.

Come valuti la sua gara?

“Mah, che dire di questa Ferrari.Mi aspetto di più, ma la macchina è costruita più su Leclerc.

Voto 6″.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Hadjar?

“Ne sentiremo parlare.Voto 8”.

Segue Gasly.

Voto?

“Punti importanti per il team.Voto 6”.

Che voto dai al nono posto di Alonso?

“Voto 6”.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Verstappen, arrivato quarto ma penalizzato di dieci secondi?

“Malissimo.

Rischia anche di saltare un GP per via della superlicenza!Incredibile.

Voto 2″.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone tra due settimane con il GP del Canada.Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Sono da poco tornato da Imola, dove ho visto il GP!

Una bellissima esperienza e soprattutto un’altra bella pagina chiusa.Siamo reduci inoltre anche dal fantastico Senna Day!

Davvero grandioso, è stato un evento eccezionale alle Cantine Zuffa.Un grazie ai tanti che sono venuti, tra cui una tv brasiliana, e che hanno passato con noi questa splendida serata.

Per me è un sogno essere l’organizzatore di questo evento.Ci tenevo a ringraziare Odeon tv con Filippo Gherardi, Martina Renna e Federica Afflitto per avermi confermato per questa nuova stagione di F1.

Gli appuntamenti non finiscono qua: spazio ora all’Orgoglio Motoristico romano, con cui andrò insieme allo speaker della comunicazione Domenico Sabatino e al Minardi Day”.

Davide Buglio: Il signore della mediana, cuore pulsante della Juve Stabia

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Ci sono giocatori che, pur non finendo sempre sotto i riflettori per gol o assist spettacolari, sono l’anima di una squadra, il motore che la fa girare, il vero “signore della mediana”. Alla Juve Stabia, questo ruolo cruciale è stato interpretato magistralmente da Davide Buglio, un centrocampista che ha messo in campo cuore, polmoni e una dedizione incondizionata, diventando un perno insostituibile nella straordinaria cavalcata delle Vespe.

Davide Buglio incarna il prototipo del giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere nel proprio scacchiere: un instancabile lavoratore del centrocampo, dotato di acuta visione di gioco e di una spiccata capacità di rottura dell’azione avversaria. Un vero e proprio “equilibratore”, capace di garantire sostanza e qualità in egual misura. Le sue prestazioni sono state un fattore determinante per la solidità e la fluidità del gioco espresso dalla Juve Stabia, sia nel trionfale campionato di Serie C, culminato con una meritata promozione, sia nell’impressionante stagione successiva in Serie B, che ha visto le Vespe lottare fino alla soglia dei playoff per la massima serie.

Con la sua intelligenza tattica affinata e una grinta contagiosa, Buglio ha saputo dettare con maestria i ritmi della manovra stabiese, sradicare innumerevoli palloni preziosi dai piedi degli avversari e fungere da raccordo fondamentale tra il reparto difensivo e quello offensivo. La sua presenza in mezzo al campo non è stata solo una garanzia di equilibrio e dinamismo, ma lo ha trasformato in un autentico leader silenzioso, un punto di riferimento costante per i compagni e un vero e proprio incubo tattico per le squadre avversarie.

Tuttavia, proprio quando la stagione della Juve Stabia stava per raggiungere il suo apice, con la squadra pronta a giocarsi le proprie carte nei playoff per un sogno chiamato Serie A, il destino ha giocato un tiro mancino a Davide Buglio. Un infortunio improvviso e crudele a Bolzano lo ha costretto ai box, privando la squadra di uno dei suoi elementi più vitali e gettando un’ombra di profondo rammarico sulle ambizioni gialloblù.

L’assenza di Buglio nei momenti decisivi dei playoff si è rivelata un colpo durissimo da assorbire per la Juve Stabia. La sua mancanza si è fatta sentire in maniera tangibile, non soltanto per le sue indiscusse qualità tecniche e atletiche, ma anche per il suo carisma innato e la sua impagabile capacità di sacrificarsi per il bene della squadra. Quell’energia inesauribile, quel “cuore e polmoni” costantemente messi al servizio del collettivo, sono venuti a mancare in un frangente in cui ogni singolo contributo, ogni stilla di sudore, sarebbe stato cruciale.

Nonostante il cocente dispiacere per non aver potuto lottare sul campo fino all’ultimo respiro al fianco dei suoi compagni nei playoff, la stagione di Davide Buglio resta scolpita negli annali come quella di un protagonista assoluto. Il suo contributo è stato determinante per i successi conseguiti dalla Juve Stabia, e la sua assenza nel momento topico non fa che sottolineare, paradossalmente, la sua immensa importanza all’interno del progetto tecnico delle Vespe. Un signore della mediana il cui valore va ben oltre le statistiche, risiedendo nell’essenza stessa del gioco di squadra.

Marketing online 2025: le strategie vincenti da adottare anche con l’aiuto dell’AI

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L’intelligenza artificiale è ormai entrata a pieno titolo nella nostra vita e in modo capillare sta ridefinendo i termini anche di alcuni settori specifici.Nel caso del marketing promette un importante contributo proprio per ciò che concerne le strategie da adottare.La sua capacità di raccogliere dati ha portato i marketer a creare ADV personalizzate in modo molto più preciso rispetto al passato.Su questa scia qualsiasi tipo di contenuto pubblicitario, che si tratti di e-mail o post social, è realizzato con una migliore accuratezza, tenendo conto delle preferenze anche estetiche dell’utente.

Questo rende più efficiente anche il posizionamento del sito sui motori di ricerca.Gli operatori del settore hanno a disposizione, infatti, più strumenti per capire chi hanno di fronte e persino dialogare con lui.Ecco che l’ottimizzazione dell’esperienza d’acquisto passa anche per l’implementazione di chatbot.Trasponendo tutto questo in termini pratici, ci troviamo dinanzi ad e-commerce che oltre ad offrire un sistema di assistenza mirato, sono impostati anche per fornirci suggerimenti.

Registrando il nostro interesse verso determinati tipi di prodotti, sono in grado di consigliarci articoli affini, facilitando e incentivando il nostro shopping online.Allo stesso modo accade ad esempio nel caso della vendita di servizi turistici in rete.Il cliente imposta le sue preferenze e l’assistente virtuale presenta pacchetti in linea con il budget e i gusti di chi ha di fronte.Non dimentichiamo che con i software di ultima generazione si riesce ad impostare l’aggiornamento automatico del prezzo in base alla stagione e tenendo conto di quel che fanno i concorrenti in quel preciso momento.

Sul fronte dell’acquisto di servizi ludici, invece, l’intelligenza artificiale agevola la creazione di contenuti diversificati per ogni genere di utente, promo comprese.Un caso emblematico è rappresentato dal bonus di benvenuto, una strategia promozionale molto diffusa tra le piattaforme online per attrarre nuovi utenti.Si tratta di offerte dedicate ai nuovi iscritti, che possono includere crediti extra, sconti o vantaggi esclusivi da utilizzare sin dal primo accesso.Grazie all’AI, questi bonus non sono più generici ma personalizzati, studiati per rispecchiare le abitudini di navigazione e le preferenze dell’utente, risultando così molto più efficaci nella conversione.

Il lavoro dell’IA influenza positivamente il marketing anche per ciò che concerne il monitoraggio delle attività e la sicurezza.Una campagna che non funziona viene rettificata anche in considerazione dei suggerimenti forniti dall’intelligenza artificiale.D’altra parte, risulta più semplice rintracciare e segnalare anomalie tempestivamente.Non sappiamo quali altre evoluzioni porterà nelle strategie di marketing che già oggi ne fanno uso.

Quel che è certo è che, a partire da questo momento, non si potrà più fare a meno: l’IA è diventata linfa vitale nel mondo dell’advertising e siamo certi che farà la sua parte anche nel futuro prossimo.

Alunni meritevoli premiati dal Rotary Club presso l’I.I.S. “M.P. Vitruvio” di Castellammare

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Mattinata entusiasmante all’Istituto Superiore “Marco Pollione Vitruvio” di Castellammare di Stabia per la cerimonia di premiazione degli alunni meritevoli e la consegna di borse di studio.  Per l’evento finale, il 30 maggio alle ore 10:00, la sala conferenze dello storico Istituto stabiese era gremita da una rappresentanza di alunni delle classi quinte e dai loro professori, provenienti da tutti gli Istituti Superiori della città.

I presenti alla manifestazione

A consegnare i premi la DS del Vitruvio e Presidente della Commissione Borse di Studio del Rotary Club di Castellammare, Professoressa Angela Cioffi, insieme con la Presidente del Rotary Club Castellammare di Stabia, Professoressa Carmen Matarazzo.  Hanno presenziato all’evento anche la Professoressa Giusy Agozzino, membro della Commissione Borse di Studio del Rotary Club di Castellammare e docente dello Staff del Vitruvio, e la Professoressa Annalisa Di Nuzzo, Assessore del Comune di Castellammare di Stabia con delega all’educazione e all’associazionismo.  In sala il past Presidente del Rotary Club di Castellammare di Stabia Dottor Giovanni de la Ville sur Illon, membro storico di questa importantissima associazione, che con la sua presenza ha reso la cerimonia ancora più solenne e significativa.

Lo scopo della manifestazione

Premiare gli alunni meritevoli è importante per incentivarli ancora di più allo studio, riconoscere il loro impegno e le loro capacità, trasmettere l’importante messaggio che con lo studio, la perseveranza, la dedizione è possibile costruire un futuro migliore.

Gli interventi

La DS Professoressa Cioffi, promotrice dell’iniziativa, ha dato un caloroso benvenuto ai presenti in sala con la consueta “filosofia dell’accoglienza” che contraddistingue tutto il personale scolastico dell’istituto Vitruvio.  Quale membro del Rotary Club, la Professoressa Cioffi ha poi parlato ai giovani dell’importanza di questa associazione internazionale al servizio delle persone, l’unica al mondo ad avere uno scanno all’Onu, che s’impegna a risolvere problemi, affrontando sfide umanitarie, promuovendo la pace e lo sviluppo nel mondo.L’Assessore Annalisa Di Nuzzo, ha comunicato ai presenti l’approvazione di un nuovo regolamento per le associazioni stabiesi, con l’istituzione di tavoli tematici a cui tutte possono presenziare, per “vivere in maniera diretta, democratica, partecipata”, con proposte e idee costruttive, lo sviluppo della città.

Si è poi complimentata con le giovani eccellenze: “Voi siete il nostro futuro e noi docenti abbiamo il compito di darvi gli strumenti per costruire una realtà migliore.”Alunni meritevoli premiati dal Rotary Club presso l’I.I.S. “M.P. Vitruvio” di Castellammare

 

Ha preso la parola la Professoressa Carmen Matarazzo, Presidente del Rotary Club di Castellammare di Stabia, trattando dell’importanza del senso di appartenenza e di inclusione dell’associazionismo, dell’importanza di fare parte di un’associazione internazionale al servizio della società come il Rotary Club.  Poi, rivolgendosi ai giovani: “Quando entrerete nel mondo lavorativo o universitario, portate avanti quello spirito con cui avete vissuto la vita scolastica, a cui vi hanno abituato i vostri docenti.  In questa società proiettata soltanto sull’utile economico, la società del consumismo, la scuola è poco considerata, ma ha una grande utilità.”

La Professoressa Giusy Agozzino, che ha curato con grande impegno il progetto del premio, ha affermato: “Credo molto nel merito, se ne parla sempre di meno, ma ci credo ancora.  Voi ragazzi che siete i più bravi dovete cercare in ogni modo di restare sul nostro territorio, di arricchirlo, di renderlo più vivibile, più bello, più progredito.  Il futuro siete voi, ma non ci dovete abbandonare, troppi giovani stanno andando via, siate attaccati al territorio, amate questa città meravigliosa, amate anche le associazioni che fanno tanto per la città.”

La cerimonia di premiazione

Dopo un ringraziamento della Professoressa Angela Cioffi ai docenti intervenuti e ai dirigenti degli istituti superiori, in qualità di Presidente della Commissione Borse di Studio, è iniziata la cerimonia di consegna dei premi.A ricevere l’Attestato di merito del Rotary Club di Castellammare di Stabia gli alunni più studiosi dei vari istituti superiori statali stabiesi.  La Professoressa Agozzino ha nominato tutti gli alunni, dieci per ogni istituto, che agli scrutini finali del quarto anno avevano conseguito le valutazioni più alte.

Le scuole premiate

Sono stati premiati con l’Attestato di merito del Rotary Club gli alunni degli istituti: ITI “Renato Elia”, IIS “Enzo Ferrari”, Liceo Classico “Plinio Seniore”, Liceo Scientifico “Francesco Severi”, Istituto Tecnico “Luigi Sturzo”, IIS “Marco Pollione Vitruvio”, IPSSEOA “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia.

Rotary Vitruvio Castellammare di StabiaI premi

Oltre all’attestato, ai primi tre, che hanno conseguito le valutazioni più alte di tutti, è stato consegnato un premio in denaro.A vincere la borsa di studio del Rotary gli alunni:

  • Ermanno Persico del Vitruvio, primo posto;
  • Lisa Nastro del Severi, secondo posto;
  • Luigi Amendola del Plinio Seniore e Pasqualina Perna dello Sturzo, ex aequo al terzo.

I vincitori sono stati lungamente applauditi da tutti i presenti, un bel momento da ricordare, un riconoscimento importante.  Per i giovani studenti stabiesi, la conferma che con l’impegno, la dedizione, la passione si possono ottenere grandi risultati.