(Adnkronos) – Finora il brand journalism è stato confinato in un perimetro chiuso e poco frequentato dalla stampa tradizionale, quella considerata mainstream.Oggi con il Brand Journalism Festival, in programma il 12 novembre al Talent Garden Ostiense, si può provare a fare un passo avanti.
L'iniziativa, presentata oggi in Capidoglio, è promossa da Social Reporters, startup specializzata in brand journalism e live communication.  Tre main media partner, Adnkronos, Il Fatto Quotidiano e Fortune Italia, hanno scelto di sostenerla, lanciando un segnale importante nella direzione di un confronto più trasparente e costruttivo tra informazione, comunicazione e aziende.  Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie alcune condizioni poco negoziabili.Il Festival deve essere un territorio aperto al confronto su temi che sono centrali anche per lo sviluppo futuro del giornalismo e dell’editoria.
Serve un approccio laico, sano, a un tema per troppo tempo confinato dentro un perimetro ideologico e la condivisione di analisi, esperienze e prospettive deve essere un valore aggiunto.In questo modo, può diventare un'opportunità per accorciare le distanze tra mondi che devono fondare le loro relazioni sul rispetto reciproco, su regole chiare e competenze che vanno valorizzate.  Siamo tutti, giornalisti, comunicatori e aziende, dentro un rapidissimo processo di trasformazione, che non è solo innovazione tecnologica ma anche evoluzione delle abitudini, dei linguaggi e dei mercati di riferimento.
Sentiamo la responsabilità , che condividiamo con le altre testate, di preservare il valore dell’informazione professionale in un contesto profondamente cambiato.Si può sostenere solo accettando la sfida del confronto e della contaminazione, senza per questo rinunciare alla propria identità .
La chiave è la qualità di quello che si fa.E per valorizzare quello che facciamo serve un salto di qualità culturale, nelle redazioni e nelle aziende e ovunque si scelga di produrre contenuti.
E’ indispensabile riconoscersi, scegliersi e rispettarsi, tutelando l’asset principale che abbiamo, la credibilità .  Un suggerimento, che è anche una provocazione da cui partire.Insieme al racconto delle cose che funzionano, le best practice, portiamo all'interno del perimetro che vogliamo costruire anche gli errori, i problemi, le criticità .
Possono aiutare a crescere. (Di Fabio Insenga)Â —media-comunicazionewebinfo@adnkronos.com (Web Info)




