Juve Stabia, dalla prima Serie B a oggi: Piero Braglia resta il re delle panchine gialloblù

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La storia della Juve Stabia in Serie B è fatta di imprese memorabili, delusioni cocenti e ripartenze. Un percorso che attraversa epoche diverse e che ha visto alternarsi sulla panchina gialloblù allenatori capaci di lasciare un segno indelebile, ognuno con il proprio stile e la propria eredità. Alcuni sono rimasti soltanto una parentesi, altri sono entrati per sempre nella storia del club. Tra tutti, però, c’è un nome che continua a rappresentare il punto di riferimento assoluto per il popolo stabiese: Piero Braglia.

Il primo capitolo della Juve Stabia in cadetteria si apre nella stagione 1951-1952. A guidare le Vespe nella storica prima partecipazione al campionato di Serie B fu Arnaldo Sentimenti, figura prestigiosa del calcio italiano. L’impatto con la categoria, tuttavia, si rivelò particolarmente difficile. I risultati non arrivarono e la società tentò di cambiare rotta affidandosi al tecnico ungherese Arpád Hajós, ma nemmeno questo cambio riuscì a evitare un epilogo amaro. Quella prima esperienza si concluse con la retrocessione, aprendo un lunghissimo periodo di assenza dalla seconda serie nazionale.

Bisognerà attendere quasi sessant’anni prima di rivedere la Juve Stabia tra i cadetti. Il ritorno, conquistato nel 2011, rappresenta uno dei momenti più emozionanti della storia del club e porta inevitabilmente la firma di Piero Braglia. L’allenatore toscano non fu soltanto il condottiero della promozione, ma riuscì a costruire una squadra competitiva e a regalarle tre stagioni consecutive in Serie B, un traguardo mai raggiunto prima dalle Vespe.

Con Braglia la Juve Stabia toccò il punto più alto della propria storia recente. Il suo calcio, il carattere trasmesso alla squadra e la capacità di valorizzare ogni elemento del gruppo conquistarono definitivamente il cuore dei tifosi. Anche il finale della terza stagione, culminato con la retrocessione e con il tentativo della società di affidare la squadra a Fulvio Pea nelle ultime giornate, non ha minimamente scalfito il legame tra il tecnico di Grosseto e Castellammare. Ancora oggi Braglia rappresenta il simbolo della migliore Juve Stabia vista in Serie B.

Diversa, ma altrettanto intensa, è la storia vissuta con Fabio Caserta. Dopo aver riportato le Vespe in cadetteria nel 2019, l’ex centrocampista si trovò a guidare una stagione destinata a rimanere tra le più particolari di sempre. L’inizio complicato sembrava condannare la squadra, ma una straordinaria rimonta riaccese le speranze di salvezza, prima dell’improvviso stop imposto dalla pandemia di Covid-19.

Alla ripresa del campionato, però, qualcosa si spezzò. Nonostante la piena fiducia della società nei confronti di Caserta, la Juve Stabia non riuscì a ritrovare brillantezza e concluse la stagione con una retrocessione tanto dolorosa quanto inattesa. Una beffa che ancora oggi viene ricordata come una delle pagine più amare della storia recente del club.

Negli ultimi anni la panchina gialloblù ha visto protagonisti prima Guido Pagliuca, artefice di un nuovo ciclo entusiasmante culminato con risultati che hanno riacceso l’entusiasmo della piazza, e successivamente Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità importante e a proseguire il percorso di crescita della società nel campionato cadetto.

La storia, però, spesso sceglie i suoi protagonisti. E quella della Juve Stabia in Serie B sembra averne individuato uno più di tutti. Tra i tanti allenatori che hanno guidato le Vespe, il cuore dei tifosi continua a battere quando viene pronunciato il nome di Piero Braglia. In un calcio moderno dove le panchine cambiano rapidamente e i progetti durano sempre meno, il tecnico toscano resta il simbolo di un’epoca irripetibile, l’uomo che più di ogni altro ha saputo incarnare il carattere, l’orgoglio e lo spirito combattivo di Castellammare di Stabia.

Per questo, a distanza di anni, il suo nome continua a occupare un posto speciale nella memoria collettiva della tifoseria gialloblù. Per i risultati ottenuti, per il rapporto costruito con la città e per le emozioni regalate, Piero Braglia resta ancora oggi la vera leggenda della Juve Stabia in Serie B.

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