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Juve Stabia, identità tattica cercasi – La Bastonatura di ViViCentro.it

Juve Stabia, l’ottava giornata di campionato ha portato in dote una sconfitta a Catania brutta quanto inaspettata poiché gli etnei alla vigilia sembravano un avversario ampiamente alla portata delle Vespe.

Una sconfitta che deve far riflettere perchè nata da tre errori difensivi che in pratica hanno determinato il risultato finale. Basti pensare che nelle prime sette giornate la Juve Stabia aveva subito solo 3 reti. Le stesse tre reti subite a Catania in una sola partita.

E così la difesa, che sembrava il fior all’occhiello di questa squadra e sicuramente uno dei punti di forza, ha ceduto di schianto regalando errori individuali (primo gol) e di reparto (secondo e terzo gol) che non si erano mai visti in precedenza.

La difesa versione horror della Juve Stabia al “Massimino”.

Ma perchè la difesa stabiese si è palesata nella sua versione horror a Catania? E’ la domanda che si sono posti tutti nell’immediato post-gara del “Massimino”, stadio tabù per le Vespe dove in 11 gare si sono viste solo 7 reti complessivamente nella storia della Juve Stabia a fronte di zero vittorie.

Probabilmente non giova a questa squadra il continuo ondeggiare fra diversi moduli tattici che genera solo tanta confusione in mezzo al campo. La Juve Stabia ancora oggi, dopo otto giornate di campionato disputate, non ha ancora una sua precisa identità tattica.

Si è iniziati nel pre-campionato e nelle prime giornate di campionato con il 4-2-3-1, salvo poi virare nella vittoriosa trasferta di Latina al 3-5-2 con i quinti di centrocampo che si abbassano sulla linea difensiva arrivando a difendere quindi a 5 nella fase passiva.

Con il 3-5-2, riproposto anche nella successiva gara interna col Palermo, la Juve Stabia sembrava aver acquisito una maggiore solidità difensiva anche se restavano i problemi in attacco.

Non si capisce perchè a Catania improvvisamente si sia ritornati alla difesa a quattro quando la squadra sembrava aver acquisito un certo equilibrio tattico nelle precedenti gare dove è vero che non si creava tantissimo in attacco ma almeno non si subivano reti.

Novellino nel post-gara di Catania ha evidenziato come lui abbia fatto le sue fortune in carriera con la difesa a quattro. Ma è un dato di fatto che questa continua alternanza tra difesa a tre (o a cinque) e difesa a quattro, abbia generato un pò di confusione negli interpreti della linea difensiva.

Il terzo gol subito dalle Vespe è l’esatta fotografia della partita molto confusionaria giocata dai gialloblè.

Ropolo viene lasciato libero di agire sulla corsia di sinistra da Stoppa. Donati deve abbandonare la sua posizione di competenza per cercare di contrastarlo. La palla perviene a Greco su cui va molto molle Berardocco e a quel punto per Moro, inspiegabilmente libero di agire nel cuore dell’area di rigore stabiese, è un gioco da ragazzi fare gol.

Ad ogni modo la garanzia assoluta per le Vespe è proprio rappresentata dalla presenza in panchina di un grande allenatore come Walter Novellino a cui va data massima fiducia. Sicuramente saprà conferire l’assetto tattico più congeniale a questa squadra, che rappresenta poi la condizione basilare per tornare a pungere. A partire dal Picerno.

a cura di Natale Giusti.