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sabato, Luglio 2, 2022

Il Napoli 2.0 di Rino: diverso da Sarri, Ancelotti e Gattuso stesso

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Gattuso, il “nuovo Napoli” diverso da quello di Sarri, di Ancelotti e della sua prima era

Il Napoli schierato nelle prime 2 giornate di campionato mostra evidenti differenze anche con l’iniziale gestione Gattuso dello scorso anno. Una volta insidiatosi a Napoli nel mese di dicembre, il tecnico calabrese ebbe l’intelligenza di sacrificare il proprio gioco e optò per cercare al più presto un’ equilibrio a quella squadra che vagava nell’insicurezza del fine gestione Ancelotti.

Gattuso-Napoli, il primo tempo

Gli acquisti della sessione di mercato invernale devono essere letti in quest’ottica: era necessario trovare uomini arruolabili da subito, in grado di calarsi negli schemi del Napoli in breve tempo. Non è un caso che i 3 acquisti dello scorso anno, che avevano collezionato diverse presenze da titolare nel girone di ritorno nonostante fossero arrivati da poco nell’ambiente azzurro, abbiano raccolto una sola presenza nelle prime 2 formazioni di Gattuso (Demme al Tardini).

Le particolarità tattiche

Il primo Napoli di Gattuso si era distinto per la volontà di giocare il pallone a terra a partire dal portiere, rischiando giocate che hanno comportato anche goal avversari, ma che erano figlie di una filosofia di gioco precisa. Ma siamo sicuri che si trattasse di una reale volontà e non invece di una necessità dettata dalla mancanza di particolari caratteristiche nel reparto offensivo azzurro?

Gli azzurri cambiano pelle

Il Napoli di queste prime 2 uscite sembra esser molto diverso da quello della scorsa stagione e i meriti di questi cambiamenti sembrano essere tutti riconducibili a Victor Osimhen. L’apporto che sta fornendo l’attaccante nigeriano è importante. Nonostante non sia andato ancora a segno, non è casuale che siano stati segnati 8 goal nelle prime due uscite stagionali. Il nuovo centravanti azzurro ha un fisico imponente che permette di essere cercato dalla retroguardia azzurra con lanci lunghi, saltando il centrocampo avversario, ma ha anche uno scatto fulmineo che consente di attaccare continuamente la profondità, creando così spazi nella trequarti offensiva nei quali Mertens sguazza che è un piacere.

Credevo fosse Callejon… E invece era Lozano

Lozano. Fonte: SSC NAPOLI
Lozano. Fonte: SSC NAPOLI

L’enigma dell’inizio di stagione azzurro era sicuramente il nuovo padrone della fascia destra dopo la partenza di Callejon. Un’ estate intera a cercare un sostituto, tra Boga e Under, quando il sostituto era in casa. Forse Gattuso lo sapeva ed è per questo che non ha insistito più di tanto. Lozano è stata la vera sorpresa di quest’inizio di stagione. Il primo goal contro il Genoa sembrava essere parte di un film bellissimo. Per un attimo ci siamo tutti dimenticati che lo spagnolo ha ormai lasciato Napoli e abbiamo rivisto il messicano autore di quel taglio che ha fatto la storia recente azzurra. Lozano ha caratteristiche molto diverse dallo spagnolo, ma quando c’è la volontà di imparare da un maestro come Gattuso, possono essere marginate tutte le lacune tattiche.

Di cosa(o di chi) c’è bisogno

Un limite tattico della squadra azzurra, dettato dalle caratteristiche degli uomini del centrocampo azzurro, è la necessità di avere il possesso del pallone. Il centrocampo azzurro ha qualità e classe da vendere, ma è carente di mastini che mordono le caviglie. E’ dettata da questa necessità il pressing asfissiante e alto della formazione azzurra che hanno come obiettivo il recupero del pallone nella metà campo avversaria. Questo era uno dei diktat del Napoli sarriano ed è palese come sia stato ripreso da Gattuso.

Gattuso, il segreto per sopperire a qualche mancanza

Ciò è stato reso possibile anche dalla presenza di un quartetto difensivo particolarmente abile nella difesa 1-1, capitanata dalla coppia Koulibaly-Manolas. La lunghezza dell’organico azzurro permette al tecnico calabrese di cambiare modulo anche in base all’avversario che si ha di fronte. Al Tardini il Napoli ha cominciato con un 4-3-3, mentre con il Genoa si è subito partiti a mille con un 4-2-3-1, siamo sicuri cambierà anche per la prossima con la Juve.

Cosa è cambiato

La particolare differenza tra questo Napoli e quelli delle gestioni Sarri e Ancelotti è sicuramente questo suo essere camaleontico. Gattuso sembra essere meno legato ad un modulo fisso e si fida ciecamente di tutti i componenti della rosa che ha a disposizione. Da queste sue prime uscite sembra che la fiducia sia ricambiata anche dai giocatori.

 

 

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