Il Ministro Spadafora: “Mi dispiace ma non ci saranno riaperture”

Calcio dilettantistico, Spadafora: "Non esistono le condizioni sanitarie per la riapertura allo sport"

Spadafora intervenuto alla trasmissione “Porta a Porta” parla del ritorno in campo

I campionati dilettantistici con molto probabilità non ripartiranno non prima di gennaio, sempre se da qui ad un mese la curva dei contagi si abbasserà in maniera sostanziale. Purtroppo bisogna tenere conto della criticità della situazione,visto che nel dilettantismo il rischio contagio tra squadre,giocatori e staff è molto più alto,rispetto a quello professionistico, nonostante si rispetta il protocollo per la sicurezza.

Il Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora, durante la trasmissione “Porta a Porta” dell’altro ieri su Rai 1, non è stato ottimista sulla situazione dello sport e ha risposto indirettamente a chi si auspicava una riapertura graduale dello sport se i dati lo avessero consentito:

Mi dispiace dare una notizia negativa ma non esistono le condizioni sanitarie per prevedere le riaperture, oggi non esistono le condizioni. Dobbiamo prepararci alla proroga delle chiusure, aiuteremo tutto il settore”.

Il Ministro ha inoltre parlato dei contributi destinati agli operatori sportivi e che possono essere richiesti dalle associazioni sportive dilettantistiche: “Allenatori e tecnici dei centri sportivi, ma anche chi lavora nelle palestre, nelle hall per esempio, avranno altri bonus dopo quelli di marzo, aprile e maggio. Da domattina (ieri) la Società Sport e Salute erogherà il bonus di novembre da 800€, potrebbe essere così anche a dicembre. Pensiamo poi alle società e per loro ci sarà il “fondo perduto”, per sopperire alla spese di affitto ma anche a quelle spese fatte per mettersi in regola nei mesi scorsi”.

Quindi con molta probabilità, niente ripresa del calcio giocato ma solo una possibile riapertura per gli allenamenti,ma soltanto se ci saranno le giuste condizioni: “Resta il sistema dei colori e vale anche per lo sport. Nelle regioni gialle, arancioni e rosse non è possibile svolgere determinate attività e sarà difficile riaprire prima del 2021. Anche se tra due settimane i dati saranno migliori ci troveremo di fronte a mesi difficili e dovremo fare sacrifici, non sarà come in estate”.