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Di Nicola: “Seguo sempre le vespe. Devono pensare gara dopo gara”

Castellammare di Stabia- Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”programma a cura della nostra redazione, in onda sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%”, abbiamo sentito l’ex bomber delle vespe Davide Di Nicola. Ecco le sue parole:

“Mi fanno molto piacere i risultati positivi della Juve Stabia. Sono molto legato alla piazza stabiese. Mi hanno sempre accolto con rispetto e con ammirazione. Erano certamente altri tempi ma il legame con la città resta e sono felice del primato delle vespe. Ogni domenica vado a controllare i risultati dei ragazzi di mister Caserta e gioisco per l’ambiente stabiese al quale sono legato. In passato sono tornato al Menti per seguire mio figlio e i tifosi mi hanno dimostrato tutto il loro calore e affetto. Sono orgoglioso di aver lasciato un buon ricordo.

Juve Stabia attuale? Già in estate avevo detto che la Juve Stabia aveva un organico molto forte, per scaramanzia non dico niente ma ho sensazioni positive. C’è un gruppo molto unito e credo sia questo il segreto. Io ho vinto 4 campionati in carriera e non giocavo mai nella squadra favorita ma nella squadra con il gruppo più solido. Va dato merito al mister per aver messo le basi affinché si formasse questo gruppo. Poi chiaramente vincere aiuta a vincere. Ora le vespe non devono soffrire di crisi da primato ma devono gestire il vantaggio pensando gara dopo gara. Le inseguitrici hanno la pressione di dover vincere sempre. In più la Juve Stabia può contare su un pubblico molto caldo e le gare al Menti si praticamente praticamente da sole.

Mercato di gennaio? Non sempre aiuta. Può fare danni e secondo me la Juve Stabia ha fatto bene a muovere poco.

Avversarie? Sono tutte temibili, forse il Catania ha qualcosa in più. Le vespe devono approcciare tutte le gare con determinazione.

Ricordi della mia esperienza? Tutto positivo e tutto bello. Ricordo ogni singolo gol, mentre cancellerei dalla memoria quella dannata finale che mi ha fatto male per tanto tempo. Per le vespe ho dato tutto, giocando anche da infortunato. Avevo un rapporto speciale con il presidente Roberto Fiore, per me era come un padre.

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