Caso Cucchi, le parole dell’infermiere che lo visitò

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Nel corso del processo davanti alla Prima Corte d’Assise per la morte di Stefano Cucchi, ha parlato l’infermiere che intervenne nella caserma di Tor Sapienza. Nel processo bis sono imputati cinque carabinieri.

“La stanza era buia, si vedeva poco. Cucchi era disteso sulla branda e si copriva con il telo fin sopra il viso. L’ho incalzato con qualche domanda cercando di avvicinarmi e scoprirlo per vedere come stava, anche se lui continuava a coprirsi e diceva: ‘Non mi serve niente'”. A raccontarlo oggi in aula,

“Sono riuscito solo a prendergli la pressione, con parametri regolari, e a vedere i suoi occhi: le pupille erano normali ma sotto le palpebre e intorno agli occhi, sullo zigomo, era arrossato. Non era collaborativo e dopo esser stato in quella cella per circa dieci minuti andai via lasciando immutato il codice giallo”, ha aggiunto.

In aula è stato sentito anche il barelliere presente all’intervento. “Non sono entrato nella cella ma stavo lì fuori: Cucchi era disteso sulla branda, non era aggressivo nei nostri confronti anche se immagino fosse agitato per la situazione che stava vivendo”.

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