“Cultura della Legalità” all’I.C. D’Angiò di Trecase: Gli studenti dialogano con magistratura e istituzioni

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TRECASE – Scuola, famiglia e istituzioni uniti a Trecase per piantare i semi della cultura della legalità. Grande successo per la conferenza la “Cultura della legalità” tenutasi il 22 maggio presso la Sala Teatro dell’I. C. “D’Angiò” in via Cattaneo. L’evento, organizzato dall’Istituto Comprensivo “D’Angiò – Via Vesuvio” di Trecase, ha rappresentato un fondamentale momento di crescita, confronto e riflessione civica per l’intera comunità scolastica e territoriale.

I lavori si sono aperti con i saluti di benvenuto della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Clotilde Zampognaro, che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo cruciale della scuola come primo presidio di legalità sul territorio, configurandosi come una vera e prima palestra di democrazia e convivenza. La D.S. ha ribadito l’impegno costante dell’istituto nel formare cittadini consapevoli, responsabili e capaci di fare scelte guidate dal rispetto delle regole e del bene comune.

Il dibattito è poi entrato nel vivo grazie ai contributi del Sindaco di Trecase e del Comandante della Stazione dei Carabinieri. Entrambi i relatori hanno focalizzato l’attenzione sull’importanza cruciale di fare rete per contrastare i fenomeni di devianza e promuovere il rispetto delle regole.

Vincenzo Garofalo, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Trecase, ha illustrato il lavoro quotidiano dell’Arma sul territorio, spiegando che l’obiettivo principale delle forze dell’ordine non è solo la repressione dei reati, ma la prevenzione e il dialogo. Garofalo ha ribadito che solo attraverso una sinergia costante e quotidiana tra famiglia, scuola e forze di polizia è possibile accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita, aiutandoli a trasformarsi in cittadini pienamente consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.

L’Avv. Raffaele de Luca, Sindaco di Trecase, ha evidenziato come l’amministrazione comunale sia costantemente impegnata nel supportare percorsi educativi che mettano al centro la crescita civile dei ragazzi. Il primo cittadino ha rimarcato che la legalità non si costruisce in isolamento, ma richiede una forte alleanza sociale e educativa tra la famiglia, le istituzioni e il mondo della scuola.

Particolarmente significativo è stato l’intervento della Dott.ssa Andreana Ambrosino, Sostituto Procuratore della Repubblica. Nel suo articolato discorso, la dott.ssa Ambrosino ha lanciato un forte messaggio sull’esigenza di abbattere le distanze istituzionali:

” Ho sempre pensato che le istituzioni, i magistrati, le forze dell’ordine, debbano uscire dai loro palazzi di vetro ed essere vicini ai cittadini, essere attenti alle loro esigenze, ai loro bisogni, anche ad ascoltarli.”

Rivolgendosi direttamente ai giovani, ha poi sottolineato che la legalità non è un concetto astratto, ma un atteggiamento culturale:

“Il termine legalità ci fa pensare in via più immediata al rispetto delle leggi per una pacifica convivenza civile. Ma è anche un atteggiamento culturale, un modo di vivere, di concepire il rapporto con il prossimo… vuol dire scegliere da che parte stare. Ciascuno di voi deve fare la propria parte con impegno e responsabilità e avere comportamenti che possono giovare al benessere di tutti. Allora non bisogna stare a guardare dal buco della serratura ma metterci la faccia, spendersi in comportamenti che possono giovare a tutti. Dovete cominciare ad essere cittadini responsabili e parte attiva, perché voi siete il futuro della nostra società.”

Il magistrato ha poi toccato tematiche di forte attualità legate alla vita quotidiana dei ragazzi:

  • L’uso dei social e la solitudine: Ha messo in guardia i giovani dall’iperconnessione, spiegando che l’abuso dei social fa perdere il contatto con la realtà e soffoca l’umanità:

“A mio avviso, bisogna recuperare l’umanità, soffocata dall’indifferenza, perché siamo tutti troppo concentrati su noi stessi. L’abuso dei social ci ha fatto perdere il contatto con la realtà e il senso dell’importanza delle relazioni. La connessione ci sta allontanando dal mondo reale, perché siamo tutti parte di un mondo che in realtà non esiste. L’iperconnessione Ci ha resi più soli. Allora, dobbiamo recuperare la dimensione umana e autentica dei rapporti, dobbiamo tornare a giocare, a guardarci negli occhi, a stare insieme nel rispetto degli altri. Abbiamo bisogno di stare con gli altri. Se ricordate bene, durante la pandemia su tutti i social la frase che girava di più è che nessuno si salva da solo.”

  • La lotta al bullismo: Ha evidenziato il dovere morale di intervenire e non girarsi dall’altra parte quando un compagno viene deriso o bullizzato, invitando a valorizzare la diversità come ricchezza:

Rispettare l’altro vuol dire accettare e comprendere il compagno che è diverso da noi perché viene da un contesto familiare difficile, perché ha una disabilità o un orientamento sessuale diverso da quello che voi considerate normale, secondo la vostra prospettiva. Dobbiamo rispettare l’altro e intervenire quando il compagno si trova in difficoltà, perché viene deriso, perché viene bullizzato.”

  • L’importanza del rispetto delle regole, partendo dalle piccole cose: Ha ricordato che l’inciviltà si combatte con un cambio di mentalità nei piccoli gesti di ogni giorno, come indossare il casco in motorino, pagare il biglietto del treno o non occupare i posti per disabili.
  • L’importanza dello studio e di prendere esempio dai giganti della giustizia come Falcone e Borsellino:

“Dovete studiare, perché la scuola non è solo il luogo dove si imparano le nozioni tecniche, ma è il primo luogo dove si imparano a stare insieme e rispettare le regole, si sperimenta la democrazia. Sfruttate questa opportunità, perché se vi impegnate le capacità vengono fuori, cercate di mantenere integri questi valori di cui abbiamo parlato, che ci hanno tramandato i giganti della giustizia, perché come diceva Giovanni Falcone, le persone passano ma le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altre persone. Allora facciamole camminare insieme queste idee, solo così potremo costruire un mondo migliore.

La conferenza è stata seguita con grande interesse e partecipazione dagli alunni dell’I.C. D’Angiò – Via Vesuvio di Trecase, che si sono esibiti in belle performance musicali e hanno arricchito la mattinata con le proprie riflessioni civiche.

L’importante iniziativa ha confermato che, valorizzando il ruolo fondamentale della scuola come pilastro educativo e consolidando una rete di interventi tra famiglia, scuola e forze dell’ordine, è possibile promuovere il valore della legalità tra i giovani.

Solo attraverso questa forte alleanza sociale potremo raccogliere l’eredità dei grandi del passato e dare concretezza a un mondo dove la legalità e la giustizia possano trionfare, perché, come ha affermato Paolo Borsellino:

“La lotta alla mafia non dev’essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni.” 


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