(Adnkronos) –
Pete Hegseth, scelto da Donald Trump come prossimo segretario alla Difesa, ha promesso ai senatori repubblicani che smetterà di bere se lo confermeranno all'incarico di capo del Pentagono.Lo ha detto Roger Wicker, senatore che sarà il presidente della commissione Difesa del prossima Senato a guida repubblicana: "considera il suo lavoro così importante che si è offerto lui stesso, io non ho chiesto nulla", ha detto il repubblicano alla Cnn, raccontando dell'incontro con il conduttore di Fox News che, stando a quanto rivelato dai suoi ex colleghi dell'emittente e delle associazioni di reduci, molte volte si è presentato ubriaco al lavoro.
La dichiarazione arriva dopo che il senatore Kevin Cramer ha detto che non esclude di poter votare per la conferma di Hegseth di fronte ad un suo impegno a smettere di bere. "E' la mia più grande preoccupazione perché credo che tutto il resto viene da questo", ha aggiunto, con un riferimento alle accuse di aggressione sessuale che una donna ha rivolto nel 2017 a Hegseth. L'ex conduttore di Fox News, intanto, tira dritto. "Ho parlato questa mattina con il presidente eletto, mi ha detto 'vai avanti, continua a lottare, sono con te fino in fondo', perché dovrei ritirarmi?", ha detto Hegseth, rispondendo alle domande dei giornalisti al suo arrivo a Capitol Hill. Il Wall Street Journal ha pubblicato la notizia secondo cui Trump – di fronte al fatto che diversi senatori, almeno sei secondo Nbc, sarebbero restii a confermare Hegseth – starebbe valutando di sostituirlo con il governatore della Florida, Ron DeSantis, come capo del Pentagono.
Se si dovesse ritirare, Hegseth sarebbe il terzo nominato da Trump a fare un passo indietro dopo quello di Matt Gaetz, l'ex deputato della Florida che ha rinunciato all'incarico di ministro della Giustizia dopo che è emerso che aveva partecipato a festini a luci rosse con droga e minorenni, e di Chad Chronister, lo sceriffo della Florida che era stato nominato alla Dea. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hegseth ai senatori: “Se mi confermate al Pentagono smetto di bere”
Migranti, giudice Apostolico dà le dimissioni da magistratura
(Adnkronos) – La giudice di Catania Iolanda Apostolico si è dimessa dalla magistratura a far data dal prossimo 15 dicembre.Il plenum del Csm ha accolto le dimissioni.
Apostolico era stata al centro di polemiche politiche dopo che era apparso un video in cui la si vedeva partecipare a una manifestazione a Catania nel 2018 contro i decreti sicurezza sui migranti.Il filmato uscì fuori nell'ottobre 2023, pochi giorni dopo il 30 settembre 2023, quando la giudice non aveva convalidato il trattenimento di alcuni migranti richiedenti asilo, ritenendo illegittime le norme del ‘decreto Cutro’ varato dal governo Meloni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sinner, no a Sanremo: “Ho cose migliori da fare”
(Adnkronos) – "A Sanremo?Non penso di andarci.
Ho cose migliori da fare".Jannik Sinner dice no al Festival di Sanremo.
Un'altra volta.Il numero 1 del tennis mondiale chiacchiera con Piero Chiambretti ai Supertennis Awards di Milano, nella serata che celebra l'annata strepitosa dell'altoatesino e di tutto il tennis azzurro, reduce dai recenti trionfi in Coppa Davis e Billie Jean Cup. Tra una domanda e l'altra, spunta il riferimento al Festival.
E Sinner dice no, chiudendo in anticipo una questione che in realtà non è stata nemmeno aperta da Carlo Conti, direttore artistico e conduttore della rassegna canora.Un anno fa, subito dopo il trionfo agli Australian Open, la presenza di Sinner a Sanremo fu auspicata da Amadeus.
Il pressing sul tennista si rivelò poco efficace e il conduttore del Festival archiviò la vicenda con un video: "Dispiace se non vieni, tifiamo lo stesso per te".In vista del Festival 2025, Sinner si muove in anticipo: no a Sanremo, anche se Conti non ha ancora mandato nessun invito ufficiale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Un successo strepitoso a Castellammare: Si chiude la terza edizione dell’International Sport Film Festival
L’International Sport Film Festival 2024 si è concluso con un bilancio più che positivo. La kermesse cinematografica, che si è svolta a Castellammare di Stabia dal 25 al 30 novembre, ha saputo conquistare il pubblico con una ricca programmazione di film, incontri e laboratori.
Ideata e curata dall’Associazione Pragma, sotto la direzione organizzativa di Nicola D’Auria e quella artistica di Ciro Sorrentino, la manifestazione ha visto la partecipazione di 149 film provenienti da 36 Paesi. Un vero e proprio viaggio cinematografico intorno al mondo, che ha messo in luce l’importanza dello sport come veicolo di valori universali.
Tra i vincitori di questa edizione, si distinguono titoli:
“8 Islands” ha ricevuto il premio Best Cinematography.
“Stella Maris – Climbing the Waves” premio Best Director.
“The Sirens of Ukraine” – la storia di due gemelle ucraine che, tra guerra e sofferenze, si sono preparate per le Olimpiadi – premio Best Documentary.
“Saturday Night, Sunday Morning” – che racconta la storia di Leo, giovane calciatore ribelle – si è aggiudicato il premio Best Narrative Film.
“Doppio Passo” – ispirato alla storia del calciatore Claudio Russo, capitano della Carrarese Calcio, rimasto senza contratto – riceve il premio Best Performance.
“RDS GP: Tire War 3” vince il premio Best Series.
“Mettle” – la storia di Liana Mutia, atleta non vedente e paralimpica, ha ricevuto il premio Best Student Work.
“Federico Dimarco, From the second Tier to the second Star” – il corto sul calciatore Federico Dimarco, terzino dell’Inter e della Nazionale Italiana – si è aggiudicato il premio Best Web Production.
“BrokenBreath” – la storia di Mike Maric che trasforma un lutto in un percorso di rinascita attraverso un respiro –ha vinto il Golden Runner.
“Ephemere” è la pellicola a cui è stato assegnato l’Innovation Award.
Il festival non è stato solo una vetrina per i film in concorso, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo del cinema e dello sport nella società. Grazie ai laboratori tematici e ai convegni, registi, attori, produttori e appassionati dello sport hanno potuto confrontarsi e condividere le proprie esperienze.
Tre i laboratori tematici allestiti per l’occasione: “La fotografia sportiva”, con Giovanni Somma; “Il ruolo dell’agente cinematografico” con l’agente Marianna de Martino e “La professione del casting director” con Davide Zurolo, Nastro d’Argento per il film “L’Immortale”.
Il cartellone degli appuntamenti che hanno animato le giornate e le serate del Festival sono stati magistralmente condotti dalla presentatrice Tea Scarfato.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alle scuole, con proiezioni mattutine riservate agli studenti e iniziative didattiche volte a promuovere l’educazione all’immagine e i valori dello sport. Il successo dell’International Sport Film Festival è testimoniato dai numeri: oltre 2.500 studenti hanno partecipato alle proiezioni, e numerosi ospiti di prestigio hanno arricchito il programma della manifestazione: Gianfranco Gallo (insignito anche con il premio speciale “Campania Award”), Bortolo Mutti, Andrea Langella, Gigi Pavarese, Angela Procida, Giuseppe Leone, Cristian Andreoni, Laura Gambacorta, Luca Annibale, Claudio Fusaro, Angelo Longobardi, Vincenzo Greco e Luigi D’Oriano.
Un evento che si conferma come un punto di riferimento per il cinema sportivo a livello internazionale e che guarda già al futuro, con l’obiettivo di consolidare il proprio successo e coinvolgere sempre più pubblico.
In sintesi, questa terza edizione dell’International Sport Film Festival è stata un trionfo. Un’esperienza indimenticabile per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi.
Omicidio Cecchettin, busta con proiettili in studio legale Turetta
(Adnkronos) – Una busta con tre proiettili è stata recapitata nello studio di Padova dell'avvocato Giovanni Caruso, difensore di Filippo Turetta, il ventiduenne condannato ieri all'ergastolo per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin.Oggi il legale nel prendere la corrispondenza ha aperto una busta in cui ha trovato tre bossoli.
Lo conferma l'avvocato, il quale ha contattato la Questura.La busta e i tre proiettili, avvolti in un foglio di carta, saranno analizzati dalla Scientifica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Juve Stabia – Sudtirol fu l’ultima partita di Raffaele Ametrano. L’addio di un guerriero
La Juve Stabia di Massimo Rastelli aveva vinto il campionato di Lega Pro seconda divisione dopo un duello bellissimo contro il Catanzaro.Erano le vespe di Ruscio, Tarantino, Varriale, Vicentin, Acoglanis e anche di Raffaele Ametrano che aveva indossato la maglia della sua città natale nella stagione precedente ossia quella disastrosa del 2008-2009 che segnò la retrocessione in C2.
Il campionato 2009-2010 fu un successo per la Juve Stabia, una sorte di “rimborso” di Franco Manniello alla città di Castellammare e dolcissimo antipasto di quello che sarebbe poi successo con Piero Braglia al timone delle vespe.Dopo la vittoria del campionato si giocò la Supercoppa di categoria, una materia davvero difficile per le vespe che proprio non sono mai riuscite ad alzare questo trofeo.
Nel torneo vinto dalla Lucchese ci fu la partita contro il Sudtirol vinta dalle vespe al Menti per 2-0.Era il 16 maggio 2010 e ci fu il ritiro dal calcio giocato di Raffaele Ametrano.
Ametrano è stato uno dei figli di Stabia che ha avuto una carriera importante tutta da raccontare.I successi con la maglia Under 21 azzurra con Cesare Maldini e l’Europeo di Spagna 1996, la Coppa Intercontinentale con la Juventus quando ci fu la magia di Alessandro Del Piero contro il River Plate ed una carriera importante tutta da raccontare con le maglie di Udinese, Empoli, Verona e Napoli.
Per raccontare tutto non basterebbe un semplice articolo anche perchè Ametrano ha avuto grandi campioni come compagni di spogliatoio, basta pensare a Zidane per fare un nome e campioni top come avversari vedi ad esempio Ronaldo “Il Fenomeno.”
Lo stesso vale per i tanti allenatori che ha avuto come maestri da Marcello Lippi passando per Alberto Zaccheroni.Venerdi 6 dicembre allo Stadio Menti ritornerà il Sudtirol e chissà se Raffaele penserà a quel 16 maggio 2010 a quell’ultima danza di una carriera importante tutta da raccontare.
Animali: indagine, 59% italiani vuole telecamera smart per rimanere connesso con loro
(Adnkronos) – Gli animali domestici non sono solo compagni di vita, ma veri e propri membri della famiglia per la maggior parte degli italiani.Secondo una nuova ricerca condotta da AstraRicerche per Ring – azienda Amazon che si occupa di sistemi di sicurezza domestica intelligente, tra cui videocitofoni, videocamere, allarmi e accessori – il 92% dei proprietari considera i propri cani e gatti come parte integrante del nucleo familiare, e ben il 70% prevede di fare loro un regalo a Natale.
Tuttavia, lasciare il proprio animale solo in casa rimane una sfida emotiva: oltre il 90% dei proprietari si trova regolarmente in questa situazione e il 78% vive l’uscita con preoccupazione o senso di colpa, temendo che i propri amici a quattro zampe possano sentirsi tristi, agitarsi o addirittura "vendicarsi" al loro rientro. (VIDEO) La ricerca evidenzia come la tecnologia stia diventando un supporto indispensabile per la cura e il monitoraggio degli animali domestici.Attualmente, il 30% delle abitazioni con pet è dotato di videocamere smart, e oltre la metà dei proprietari (59%) desidera acquistarne una.
Le funzionalità più richieste?Il 43% punta a dispositivi per monitorare le attività degli animali, mentre il 34% apprezza la possibilità di comunicare con loro tramite audio bidirezionale.
Questi strumenti offrono un senso di tranquillità: il 64,5% dei proprietari dichiara di sentirsi più sereno e il 40% apprezza di poter mantenere un contatto costante anche a distanza. "In un mondo dove il legame emotivo con i nostri animali è così forte, la possibilità di restare connessi con loro anche quando siamo fuori casa diventa ancora più importante – commenta Dave Ward, Managing Director EU & International di Ring – I nostri dispositivi sono stati progettati per offrire ai clienti la massima tranquillità, garantire loro una soluzione per controllare cosa succede a casa e tenere d'occhio i propri amici pelosi ovunque si trovino”. È bello sapere che a casa gli animali stanno bene… anche se combinano guai!Quando costretti a lasciare soli a casa i propri animali domestici per un breve periodo di tempo, i proprietari si impegnano a rendere l’ambiente il più accogliente e rassicurante possibile.
Il 31% lascia accese le luci nelle loro stanze preferite, il 16% sceglie di accendere TV o radio per creare un sottofondo sonoro familiare e il 46% si dedica a preparare giochi che li tengano occupati e stimolati.Nonostante tutte queste premure, i piccoli disastri non mancano mai.
Infatti, il 22% degli italiani ha ammesso di spendere fino a 240 euro per sostituire gli oggetti che i propri animali domestici hanno rotto.I gatti graffiano mobili e divani (56%), mentre i cani spesso nascondono indumenti (43%) o si appropriano di cibo lasciato incustodito (19%).
Non sorprende che il 59% dei proprietari desideri una tecnologia per richiamare la loro attenzione anche a distanza, sia per sorprenderli sul fatto, sia per rassicurarli e restare in contatto anche da lontano. Con oltre la metà degli italiani (65%) che dichiara di aver condiviso foto e video dei propri animali domestici in situazioni divertenti, Ring invita tutti i clienti a mostrare i momenti più esilaranti catturati con le loro videocamere Ring. È possibile condividere i contenuti tramite la funzionalità di condivisione dell'app Ring o inviandoli all'indirizzo itstories@ring.com. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turetta, Elena Cecchettin contro la sentenza: “Conferma che delle donne non importa nulla”
(Adnkronos) – Elena Cecchettin, sorella di Giulia, critica aspramente la sentenza con cui Filippo Turetta è stato condannato all'ergastolo. "Il non riconoscimento dello stalking (non parlo nemmeno dell'altra aggravante, la crudeltà, perché si commenta da sola la situazione) è un'ennesima conferma che alle istituzioni non importa nulla delle donne.Sei vittima solo se sei morta", dice Elena Cecchettin all'indomani della sentenza con cui la corte d'Assise di Venezia ha condannato Turetta all'ergastolo per l'omicidio delle sorella Giulia escludendo le aggravanti della crudeltà e dello stalking. "Quello che subisci in vita te lo gestisci da sola.
Quante donne non potranno mettersi in salvo dal loro aguzzino se nemmeno nei casi più palesi non viene riconosciuta una colpa.Però va bene con le frasi melense il 25 novembre e i depliant di spiegazione", aggiunge. "Una sentenza giudiziaria non corrisponde sempre alla realtà dei fatti.
Si chiama verità giudiziaria, ed è quello che viene riportato dal verdetto.E basta.
Non toglie il dolore, la violenza fisica e psicologica che la vittima ha subito" scrive. "Ciò che è successo non sparisce solo perché un'aggravante non viene contestata, o più di una.E non toglie nemmeno il dolore e l'ansia che ho dovuto subire io personalmente in quanto persona vicina a Giulia.
Inevitabilmente le persone intime alla vittima vengono trascinate negli stati di ansia e turbamento.Chiaramente non sto insinuando che il dolore che abbia provato Giulia sia paragonabile, tuttavia è giusto ricordare che il non riconoscimento dello stalking è una mancanza di rispetto anche alla famiglia della vittima", afferma Elena Cecchettin. "Chi sostiene che tanto la condanna sarebbe stata la stessa anche con le altre due aggravanti non ha capito nulla.
Se nulla può portarci indietro Giulia quanto meno può fare la differenza per altre donne nel futuro. È facile rinchiudere in cella per sempre una persona lavandosene le mani poi e dicendo di aver fatto giustizia.Ma è questa la vera giustizia?", si domanda Elena Cecchettin. "Se non iniziamo a prendere sul serio la questione tutto ciò che è stato detto su Giulia che doveva essere l'ultima sono solo prole al vento.
Sì, fa la differenza riconoscere le aggravanti, perché vuol dire che la violenza di genere non è presente solo dove è presente il coltello o il pugno.Ma molto prima.
E significa che abbiamo tempo per prevenire gli esiti peggiori.Sapete cosa ha ucciso mia sorella?
Non solo una mano violenta, ma la giustificazione e menefreghismo per gli stadi di violenza che anticipano il femminicidio" aggiunge. E la giovane non risparmia neppure la difesa dell'imputato. "Sostenere che i comportamenti dell'imputato siano 'ossessivi, quasi da spettro autistico' e giustificare con questa affermazione tutto quello che è successo è vergognoso.Stiamo parlando di comportamenti che ledono alla libertà e alla vita di una persona, e associarle con così tanta leggerenza ad una neurodivergenza oltre che a banalizzare e sminuire queste azioni va anche a peggiorare i pregiudizi che nella nostra società già ci sono per le persone neurodivergenti e sullo spettro dell'autismo", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Crisi di governo in Francia, dibattito sulla sfiducia al governo Barnier
(Adnkronos) – All'Assemblea Nazionale è in corso il dibattito sulle mozioni di sfiducia contro il governo del premier francese Michel Barnier.Fonti governative hanno reso noto a Bfmtv che Barnier riceverà i ministri del suo governo a Matignon durante le votazioni delle mozioni di censura, che inizieranno verso le 18.45.
I ministri ritorneranno nell'Assemblea per l'annuncio dei risultati intorno alle 20. "Eccoci al momento della verità che mette fine a un governo effimero", ha detto Marine Le Pen intervenendo nell'Assemblea Nazionale durante la discussione delle mozioni di censura del governo di Michel Barnier presentate da Rn e Nfp. "E' stato tra i ranghi del primo ministro che l'intransigenza, il settarismo e il dogmatismo hanno impedito di fare la minima concessione, che avrebbe evitato questo risultato", ha poi aggiunto" "Le istituzioni ci costringono a mescolare le nostre voci a quelle dell'estrema sinistra", ha detto ancora Marine Le Pen sottolineando che questo "non è avvenuto a cuor leggero". "La peggior politica sarebbe stata di non bloccare una tale legge di bilancio", ha aggiunto la storica leader del partito di estrema destra francese, Rassemblement National, esortando i deputati a votare per censurare un governo che perpetua le "scelte tecnocratiche" del presidente Emmanuel Macron. "La legge di bilancio che oggi respingiamo non si limita a violare le nostre promesse, non ha direzione né visione, è una legge di bilancio tecnocratica che continua a scivolare verso il bassa, senza toccare il totem dell'immigrazione incontrollata", ha detto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Terrorismo, il folle progetto neonazista: “Uccidere Meloni”
(Adnkronos) – "Trovami un cecchino e attueremo il tuo piano" che sarebbe stato quello di uccidere la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.L'intercettazione riporta quanto si sono detti due indagati di un gruppo neonazista, smantellato questa mattina nel corso di un'operazione coordinata dalla Procura di Bologna che ha portato all'arresto di 12 persone.
La premier, si legge nell'ordinanza, era ritenuta "asservita al potere ebraico" e contro di lei era in corso "una vera e propria attività di dossieraggio" da parte dei capi dell'organizzazione.Un modo, questo, per condividere "strenuamente il progetto di uccidere la Presidente del Consiglio", progetto condiviso con gli altri membri della Werwolf Division, e paventato anche "in modalità autonoma" con il fenomeno dei cosiddetti "lupi solitari".
Nel corso delle indagini sono emersi riferimenti all'acquisto di armi e all'utilizzo di poligoni di tiro abusivi per testare pistole. I componenti della Werwolf Division stavano proseguendo nel "progetto di uccidere Meloni" con l'obiettivo dichiarato di "sovvertire l'ordine democratico" e arrivare alla "guerra civile".E' loro convinzione – si evince dall'ordinanza – che la premier sia "traditrice", in quanto "amica di Sion" e quindi "una schifosa". La formazione neonazista – secondo l'accusa – era impegnata nella formazione di guerriglieri, istigati a cercare e acquistare armi tramite canali telematici.
In una intercettazione, uno dei "guerriglieri" dice chiaramente che "allenavo cinque persone potenzialmente guerriglieri da dargli un'arma in mano, andare davanti alla Meloni e sparargli in testa". Non solo l'uccisione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.Tra le folli ambizioni della cellula neonazista c'era anche, si legge nell'ordinanza, un attacco al Parlamento da compiere con una nuova alleanza da stringere. "Allora tu sei d'accordo con me che sia ora di formare due eserciti, uno davanti alle guardie del Parlamento Italiano, uno alle spalle delle guardie stesse che lo prenderebbe di sorpresa poco dopo il primo attacco, e un terzo fronte che attacca frontalmente il Parlamento ed entra dentro, portando fuori i politici?", si legge ancora nello scambio di messaggi riportato nell'ordinanza. "Non ha senso attendere ancora", "bisogna trovare armi e persone che sappiano usarle". "Allora tenete presente che avrete dei soldati pronti quando sarà che attaccheremo il palazzo del governo per togliere di mezzo le pedine dei Massone farli venire allo scoperto!
Noi ci stiamo preparando alla battaglia, mentalmente e fisicamente, e aspettiamo solo di trovare delle armi da poter usare" scrivono nell'ordinanza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Torna Atreju con Milei ospite d’onore: “Invito a Trump? Parliamo dei presenti…”
(Adnkronos) – Dal presidente argentino Javier Milei al primo ministro del Libano Najib Mikati; dal ritorno dell'ex segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti ai leader di 5 Stelle e Azione, Giuseppe Conte e Carlo Calenda.Per l'edizione 2024 della festa di Atreju, Fratelli d'Italia sceglie ancora una volta di puntare su ospiti internazionali e tanti nomi della politica, senza trascurare il mondo della cultura e dello spettacolo. Prenderà il via domenica 8 dicembre al Circo Massimo di Roma, con l'accensione alle ore 17 dell'albero di Natale e l'animazione del presepe vivente, la nuova edizione della manifestazione, dal titolo 'La via italiana, risposte concrete al mondo che cambia'. 378 ospiti e oltre 500 interventi: sono alcuni dei numeri snocciolati dal responsabile nazionale organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, nel corso della conferenza stampa di presentazione della kermesse che va in scena per una settimana intera fino al 15 dicembre, quando, come da tradizione, a chiudere sarà la premier e leader di Fdi Giorgia Meloni.
Il discorso della presidente del Consiglio è previsto alle ore 12.15 e sarà preceduto dagli interventi dei vicepremier Matteo Salvini (in video-collegamento perché impegnato col congresso della Lega lombarda) e Antonio Tajani e dei leader di Noi Moderati e Udc, Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa. Ad aprire il programma dei dibattiti, domenica 8 alle ore 17.30, sarà 'Uomini mai allineati' con Fausto Bertinotti, Paolo Bonolis e Pietrangelo Buttafuoco.Il clou si concentrerà da giovedì a domenica. Ricco il parterre di ospiti internazionali, a partire dal presidente dell'Argentina Milei, il cui intervento è previsto per sabato 14 dicembre alle ore 19.
Sul palco di Atreju anche la questione Mediorientale, con la partecipazione del premier libanese Mikati, sempre sabato 14 alle 13.E un confronto sui flussi migratori fra i ministri dell'Interno di Regno Unito, Yvette Cooper, Francia, Bruno Retailleau, Malta, Byron Camilleri, e quello dell'Italia, Matteo Piantedosi.
Oltre ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, ci sarà il neo-vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, che salirà sul palco insieme all'ex presidente del Consiglio e segretario del Pd, Enrico Letta in un'intervista prevista per venerdì 13 alle ore 19. Spazio al confronto anche tra punti di vista molto diversi tra loro.Fra gli ospiti il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia, che discuterà con il Ministro Carlo Nordio sulla riforma della giustizia.
E poi il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, quello della Puglia Michele Emiliano, il leader di Azione Carlo Calenda, il presidente emerito della Camera Luciano Violante e l'attivista Lgbt Anna Paola Concia, solo per citarne alcuni. Il governo parteciperà con i ministri Lollobrigida in un dibattito sulla qualità italiana, Crosetto sulla 'via italiana' per la costruzione della pace, Urso sul rilancio dell'automotive, Schillaci sugli investimenti per la sanità, Roccella sul futuro della famiglia, Giuli sulla rinascita del cinema italiano, Musumeci sulla decarbonizzazione, Santanché sulla gestione del turismo ai tempi del Giubileo, Ciriani sui conservatori europei, Abodi sulla riforma del calcio.Presenti anche i ministri Giorgetti, Foti, Calderone, Pichetto Fratin, Valditara, Bernini, Casellati, Calderoli e Zangrillo.
Tra i relatori anche un ex del governo Meloni, Gennaro Sangiuliano, che parlerà della rielezione di Donald Trump in un panel sugli Usa. Non mancheranno protagonisti del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport.Fra questi i registi Federico Moccia e Fausto Brizzi, le attrici Claudia Gerini, Maria Grazia Cucinotta e Rocio Munoz Morales, la cantante Nina Zilli, la campionessa olimpionica Elisa Di Francisca.
Torna anche il tradizionale "premio Atreju", che sarà consegnato a Olivia Maurel, attivista nata da utero in affitto e impegnata per l'abolizione a livello internazionale di questa stessa pratica, Kimia Yousofi, atleta paralimpica afghana, Edoardo Vianello, icona del cantautorato italiano, Stefania Battistini e Simone Traini, giornalisti Rai su cui pende un mandato d'arresto in Russia.E poi il colore: dal villaggio di Natale formato famiglia ai mercatini, passando per la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, con un'area ludica per adulti e bambini.
La novità sarà "Radio In Onda", la radio di Atreju con una programmazione tutta dedicata alla kermesse. "La nostra è una festa di parte ma non di partito, ci confronteremo con tutti, anche con chi ha idee molto diverse dalle nostre.Da sempre Atreju è il luogo del confronto", ha affermato Donzelli presentando il programma della manifestazione.
E rispondendo a una domanda sui ragazzi di Gioventù nazionale coinvolti nell'inchiesta di Fanpage su razzismo e antisemitismo, il deputato ha sottolineato: "Non ci sono persone coinvolte nella vicenda Fanpage che non siano state sospese". "A sinistra non c'è bisogno di infiltrati per vedere atti violenti e antisemiti.Non servono telecamere nascoste per vedere giovani che picchiano poliziotti.
Ma non vediamo la stessa indignazione a sinistra", ha proseguito Donzelli, al quale ha fatto eco Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale: "C'è un collegio di garanzia che sta facendo il suo iter" per quanto riguarda le persone coinvolte nell'inchiesta, ma "i ragazzi di Gioventù nazionale saranno presenti ad Atreju.Vedrete il vero volto della destra giovanile, che è diverso da quello che è stato dipinto con l'inchiesta di Fanpage". Sull'assenza della segretaria Pd Elly Schlein come ospite, Donzelli ha precisato che non è stato rivolto alcun invito alla leader dem dopo il caso dell'anno scorso: "C'era la consapevole e reciproca scelta né di invitarsi, né di partecipare".
E con chi gli chiedeva se Fdi abbia provato a invitare anche il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il responsabile dell'organizzazione di Via della Scrofa ha glissato: "Il programma è quello illustrato, non parliamo degli ospiti che non sono in programma.Parliamo di quelli che ci sono". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Prima edizione del premio Tg Poste a una giovane giornalista toscana
(Adnkronos) – È Annalisa Berti, giornalista toscana e social media manager di 29 anni, la vincitrice della prima edizione del premio giornalistico Tg Poste, il telegiornale quotidiano di Poste Italiane.Il riconoscimento è stato istituito con l’obiettivo di scoprire e lanciare giovani talenti del giornalismo capaci di sperimentare linguaggi nuovi per raccontare l’attualità con uno sguardo originale sul presente e sul futuro.
Berti si è aggiudicata il premio per un servizio per i social media dedicato alla richiesta dei passaporti negli uffici postali che la giuria ha giudicato “un servizio fresco e diretto, con un linguaggio nuovo e grafiche accattivanti, in linea con la comunicazione tipica dei social media, il contenuto è coerente con i valori di inclusione che ispirano il progetto Polis di Poste Italiane”. Ai posti d’onore si sono classificati i romani Davide Fantozzi, 27 anni e Veronica Stigliani, 30 anni.I tre, premiati dalla presidente di Poste Italiane Silvia Maria Rovere, dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco otterranno la possibilità di vivere un’esperienza di lavoro al Tg Poste, mentre il primo classificato riceverà anche una borsa di studio che gli aprirà le porte della prestigiosa Columbia University per una esperienza di alta formazione. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma alla Casina Poste, nel Parco fluviale del Tevere, alla presenza dei vertici di Poste Italiane, di direttori di testate nazionali stampa, tv e web e giornalisti. “Mi congratulo con la prima vincitrice del premio Tg Poste Annalisa Berti e con Davide Fantozzi e Veronica Stigliani per aver saputo cogliere e raccontare con strumenti diversi l’essenza della vocazione sociale di Poste Italiane, osservata da un punto di vista contemporaneo – commenta la presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere – C’è particolare soddisfazione da parte mia anche per la presenza di due donne sul podio”. Per Del Fante, "nel dna di Poste Italiane c’è il coraggio di puntare sull’innovazione e sui giovani talenti.
Lo abbiamo fatto anche nel campo dell’informazione, realizzando il Tg Poste e promuovendo il Premio.Sono molto soddisfatto della larghissima adesione che l’iniziativa ha riscosso tra i giornalisti, a conferma che il marchio Poste Italiane è simbolo di prestigio anche nel mondo della comunicazione”. Complimenti ai premiati "che hanno saputo affrontare con grande padronanza la tematica non consueta ma di grande attualità dei principi etici e di sostenibilità", arrivano anche da Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane. "Voglio sottolineare – dice – la capacità di Poste Italiane di fare rete anche con il grande mondo dell’informazione italiana, che ringrazio e che ha collaborato con grande entusiasmo alla nostra iniziativa”. Al premio Tg Poste hanno partecipato giornalisti professionisti o pubblicisti fino a 30 anni di età iscritti all’ordine dei giornalisti o allievi di scuole di giornalismo riconosciute dall'Odg, con laurea triennale o magistrale e pubblicazione negli ultimi 12 mesi di almeno 10 contenuti giornalistici autocertificati.
I concorrenti hanno realizzato una breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito (per la tv, giornali cartacei, web o per i social media) che, prendendo spunto anche da avvenimenti di attualità, si sia ispirato a temi relativi agli otto pilastri del Piano Strategico di Poste Italiane: integrità e trasparenza, finanza sostenibile, valore al territorio, diversità e inclusione, transizione green, innovazione, customer experience e valorizzazione delle persone. Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane, apre ogni giorno in diretta alle 12 una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo poi in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana.Il Tg Poste è visibile negli uffici postali di tutta Italia, sul sito poste.it, sul sito, l’app del TG Poste e sui canali social di Poste Italiane. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turetta parla in carcere: “Sono sereno, ero preparato all’ergastolo”
(Adnkronos) – "È stata un’attesa angosciante, lunga.Lo sapevo, ero preparato alla parola ergastolo, sono rimasto impietrito, ma sono sereno, non mi aspettavo nulla di diverso".
Sono le prime parole, a quanto apprende l'Adnkronos, che Filippo Turetta pronuncia in carcere dopo la la sentenza di condanna inflitta dalla corte d’Assise di Venezia per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. Dietro l’aula al piano terra del Palazzo di giustizia, ieri Turetta ha atteso per ben sei ore il verdetto con accanto la polizia penitenziaria, che non ha mai lasciato solo il ventiduenne.In aula ha ascoltato in silenzio la sentenza pronunciata dal giudice Stefano Manduzio, ha poi interagito con il difensore Giovanni Caruso, quindi è ritornato nella cella del carcere veronese di Montorio, diretto da Francesca Gioieni, nella sezione separata che accoglie detenuti accusati di particolari violenze di genere. Nella struttura che ospita circa 600 detenuti, Turetta oggi ha ripreso la sua routine nell''indifferenza' generale di chi vive dietro le sbarre.
Chi incrocia il suo sguardo, oggi lo ha trovato stranamente loquace, "quasi sollevato dalla fine del processo, da una gogna mediatica di cui sente il peso anche nei confronti della sua famiglia", spiega una fonte all’Adnkronos. "Lo abbiamo rassicurato, anche sul che cosa si intende per pubblicazione della sentenza, abbiamo provato ad abbassare la tensione: parlando dei gruppi social che sostengono che Turetta non esiste, abbiamo cercato di spiegargli che l'attenzione della stampa diminuirà, e tornerà alla ribalta ogni tanto, e di concentrarsi sul suo percorso. È all'inizio, ma in un anno ha già fatto buoni passi". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Marco Zaffaroni: il nuovo stratega del Südtirol pronto a sfidare la Juve Stabia
La scheda di Marco Zaffaroni nuovo allenatore del Sudtirol che venerdì sera arriverà allo stadio Romeo Menti per affrontare la Juve Stabia per il sedicesimo turno della serie BKT.Marco Zaffaroni ha da qualche settimana preso il posto di Mister Valente sulla panchina biancorossa.E’ sicuramente un allenatore di grande esperienza.Nel suo percorso recente di allenatore vanta una importante esperienza alla corte del Verona.
Siamo nella stagione 2023 e fu una lotta salvezza combattuta.L’Hellas chiuderà a pari punti con lo Spezia al terzultimo posto in classifica e dunque si decideva tutto nello spareggio finale.
11 giugno, il Verona batte i liguri per 3-1, mantenendo la categoria ma Mister Zaffaroni si separerà dal club a salvezza ottenuta.Lo scorso anno ha allenato in Serie B la Feralpisalò subentrando a campionato in corso al posto di Stefano Vecchi.Zaffaroni raccoglie 28 punti in altrettante partite ma alla fine dell’anno arriverà la retrocessione.
Nel corso della sua carriera di allenatore vanta una esperienza a Cosenza nel 2021 e la curiosità e che in quella stagione doveva essere protagonista a Verona ma con la maglia del Chievo che però fallì mettendo la parola fine sulla sua avventura ancora prima di iniziare la stagione.Ha allenato anche l’AlbinoLeffe ed il Monza.Con i brianzoli ha portato la squadra, che è stata del Presidente Silvio Berlusconi, dai Dilettanti alla Lega Pro.In quella stagione poi vinse anche lo scudetto di categoria.
La storia d’amore con la società brianzola terminerà nel 2018 con un esonero.Caronnese, Folgore Caratese, Folgore Verano sono state le altre squadre che hanno avuto Zaffaroni come allenatore.Ha iniziato la sua avventura di allenatore a Perugia come vice nella stagione 2009.Da calciatore invece è stato un difensore che ha mosso i suoi primi passi della sua carriera con il Torino.
Ha indossato le maglie di Casarano, Taranto e Monza e si è ritirato all’età di 40 anni quando indossava la maglia del Turate.
Jill Biden ritrova le sue radici a Gesso in Sicilia
(Adnkronos) – Il momento più toccante è stato quando la First Lady è entrata nella Chiesa di Sant'Antonio Abbate di Gesso (Messina) e le hanno fatto vedere l'atto di registrazione di battesimo del bisnonno, Gaetano Giacoppo.Risale al 1865.
Nel 1887, il giovane Gaetano lasciò la Sicilia per tentare la fortuna in America, dove iniziò a lavorare come contadino.Due anni dopo il suo trasferimento, nel 1889, lo raggiunse la fidanzata, Concetta Scaltrito.
Qui nacque Dominic Giacoppo, nonno di Jill Biden. La first lady Usa ritrova le sue radici siciliane in una tiepida mattinata di dicembre.Arrivata a Sigonella (Catania) poco dopo le 8 del mattino, prima incontra i militari in servizio e i loro familiari. "Questo è il mio ultimo viaggio all'estero come first lady", dice.
Accanto a lei la figlia Ashley. "Ho lasciato il meglio alla fine- aggiunge sorridendo -.E' stato l'onore della mia vita, come mamma e nonna di militare, servire come vostra first lady".
La moglie del presidente Usa si è poi complimentata con i militari per il 65esimo anniversario della base, che ricorre quest'anno. Poi il viaggio in macchina verso Gesso, piccolo villaggio di Messina, abbarbicato in collina, raggiungibile solo dopo curve infinite.Oggi il villaggio è off limits.
Può essere raggiunto solo dai residenti e dai giornalisti accreditati che vengono accompagnati con una navetta fino alla piazza della Chiesa Sant'Antonio, dove è stato allestito un palco, da cui parlerà la first lady.Che si emoziona quando parla dei bisnonni. "Negli Stati Uniti la vita dei miei bisnonni è stata forgiata dai valori italiani.
Come molti della loro generazione, forti di questi valori e tuttavia alla ricerca di opportunità migliori, i miei bisnonni decisero di lasciare la loro madre patria, in Italia, verso la promessa di un posto sconosciuto con l'idea che, a prescindere da dovunque uno venga, si può sempre trovare una casa e un futuro negli Usa", ha sottolineato. I bisnonni "hanno attraversato l'Atlantico e pregavano Sant'Antonio che continua a proteggere gli abitanti di Gesso- dice – In America hanno subito scoperto che ad Hammonton, nel New Jersey, c'erano tanti migranti arrivati da Gesso e altri paesi come Gesso che hanno portato la luce delle loro patrie verso la nuova nazione". "Passo dopo passo i miei bisnonni si sono costruiti una nuova vita – prosegue la first lady – Il loro cognome, Giacoppa, divenne Jacobs.Il loro figlio, mio nonno, crebbe e trovò lavoro in una ditta di traslochi.
Suo figlio, mio padre, entrò nelle forze armate all'età di 17 anni.E poi continuò gli studi per lavorare in banca". "Più di cento anni fa i miei nonni, Gaetano e Concetta Giacoppa camminavano per le stradine di Gesso, parlavano con i loro vicini, e guardavano il cielo e le stelle.
Poi i miei -bisnonni dissero addio a Gesso e si imbarcarono per gli Stati Uniti con la speranza nei loro cuori.Non avrebbero mai potuto immaginare che nell'arco di tre generazioni la loro bisnipote sarebbe tornata a Gesso come prima First lady con origini italiane.
Mia figlia e io siamo stati poco fa nella chiesa di Gesso dove abbiamo visto la registrazione della mia bisnonna nel 1865", dice ancora Jill Biden. "Sono qui oggi perché le luci delle colline di gesso risplendono in tutto il mondo e io sono qui, perché brillano dentro di me", ha aggiunto. Prima di lasciare Gesso, la first lady incontra, brevemente, Caterina Giacoppo, lontana cugina di Jill Jacobs Biden.La donna, 68 anni, dopo l'elezione del presidente degli Stati Uniti si era augurata di potere incontrare la first lady.
E oggi questo sogno si è avverato. In prima fila, davanti al palco, c'è anche Mario Sarica, che ha ricostruito l'albero genealogico della famiglia della first lady e che è stato citato nel discorso di Jill Biden. "Abbiamo avviato questo lavoro quattro anni fa assieme ad altri storici e studiosi e ricostruito questa bellissima storia di migrazione e questo modello esemplare d'integrazione.Gli abitanti di Gesso sono una popolazione di migranti da sempre.
Il primo a partire da Gesso fu Matteo Campanella che è stato anche il testimone di nozze dei bisnonni di Jill Biden, Gaetano e Concetta.E anche lui è partito da Hammonton dopo l'Unità d'Italia per lavorare come bracciante agricolo", ha detto Sarica che è il direttore del museo di Cultura e musica popolare dei Peloritani, che ha curato nel volume 'Di là del mare' in cui è anche ricostruito l'albero genealogico della famiglia della first lady degli Stati Uniti. "Sono passati quattro anni da quando abbiamo mandato l'invito alla First Lady e siamo davvero felicissimi di avere raggiunto questo obiettivo.
Ci speravamo ma non credevamo che fosse possibile", ha detto Tonino Macrì, presidente dell'Associazione culturale ''La Perla dei Peloritani'' che con Antonio Federico e Mario Sarica ha scoperto le origini ''ibbisote'' della moglie del presidente degli Stati Uniti, Jill Biden"I sogni si realizzano – dice – questo è un evento storico per questo villaggio ma per l'intera città di Messina". Presenti anche i pasticceri, Martino, Nicola e Fausto Fiasconaro, che hanno preparato la First Lady un panettone da 10 kg raffigrante la Natività del Gagini.E altre prelibatezze. "Con gli Stati Uniti ho una rapporto culturale e imprenditoriale, ma anche diplomatico e dopo 4 anni stiamo riuscendo a far venire la first lady Jill Biden", spiega il pasticcere Nicola Fiasconaro originario delle Madonie ma molto vicino alla comunità di Gesso. "Durante il Natale 2023 – prosegue mentre mostra il video- ero ospite alla Casa Bianca e ho conosciuto la first lady e l'ho invitata a venire qui.
Io dal 2020 mi sono impegnato a fare da collegamento culturale.Abbiamo lavorato con i componenti del comitato di Gesso per fare in modo che fosse una festa per Jill Biden". Tra le prime file c'è anche una anziana signora sulla sedia a rotelle, avvolta in una bandiera Usa.
Si chiama Grazia Celona e ha 90 anni.E' arrivata apposta da Torino, dove vive da tanti anni ma è originaria di Gesso. "Sono felicissima di essere qui a onorare la first lady americana.
Io ho molti parenti che sono di Gesso e sono andati in America.Anche io sono andata via, ormai vivo a Torino, ma oggi non potevo mancare per onorare la nostra compaesana".
Jill Biden ha lasciato nel pomeriggio Gesso per tornare a Sigonella da dove è partita per gli Emirati Arabi. (dall'inviata Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
X Factor 2024, la finale in Piazza Plebiscito: dove vederla, ospiti e chi sono i finalisti
(Adnkronos) – Tutto pronto per la finale di X Factor 2024, che si svolgerà per la prima volta in esterna con un palco allestito nel cuore di Napoli, in Piazza Plebiscito.La serata vedrà la proclamazione del vincitore tra i quattro finalisti: Lorenzo Salvetti, Mimì, I PATAGARRI e Les Votives.
Appuntamento giovedì 5 dicembre alle ore 21:00 in diretta su Sky, in streaming su NOW e in simulcast anche in chiaro su TV8. Per la prima volta nella sua storia internazionale, la finale del format si svolgerà in esterna, con un palco allestito nel cuore di Napoli, in Piazza del Plebiscito.Il palco, a forma di X, sarà il fulcro di una grande festa di popolo, con la partecipazione di migliaia di persone.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha espresso la sua soddisfazione per l'evento, sottolineando l'importanza di ospitare a Napoli la prima finale all'aperto di X Factor. "È un grande privilegio per noi.Mi fa piacere che ci siano questi giovani talenti che si esibiranno perché Napoli è una città in cui tanti giovani hanno trovato una strada positiva grazie alla musica.
Mi auguro che questo porti fortuna alle loro carriere”. A partire dalle 21:00, giovedì 5 dicembre, in diretta su Sky, in streaming su Now, e in simulcast in chiaro su TV8 prenderà il via l’ultimo atto della competizione. Per condurre il pubblico verso lo show, dalle 20 in diretta su Sky Uno, Now e in simulcast su TV8 ci sarà l’Ante Factor condotto da Gianluca Gazzoli.La puntata speciale, della durata di circa un’ora, accoglierà ospiti e sorprese e raccoglierà le emozioni degli ultimi minuti prima dello show e soprattutto racconterà tutto quello che c’è da sapere sulla notte dell’attesissimo ultimo round di X Factor 2024.
Achille Lauro ha portato in finale la sua squadra al completo: Lorenzo Salvetti, I PATAGARRI, Les Votives, Mimì invece è della squadra di Manuel Agnelli.
Mimì Caruso, guidata dal giudice Manuel Agnelli, ha una voce unica, che spazia tra generi come il soul, l’indie e l’hip hop.
Alla serata inediti Mimì ha stupito il pubblico con il suo brano originale 'Dove si va', scritto da Madame.Nell'ultimo live si è guadagnata un posto nella finale vincendo il ballottaggio contro Francamente della squadra di Jake La Furia. I Patagarri, della squadra di Achille Lauro, è una delle band di quest’edizione, composta da cinque giovani musicisti provenienti da Milano e dintorni: Francesco Parazzoli (tromba e voce), Jacopo Protti (chitarra), Daniele Corradi (chitarra), Giovanni Monaco (clarinetto e sassofono) e Arturo Monaco (trombone e percussioni).
La vera rivelazione, secondo il pubblico online, è stata la serata cover dove la band ha presentato 'Caravan' (scritto da loro stessi) che ha spiazzato tutti per la sua energia e modernità. Altra band dell’edizione: I Les Votives, capitanati da Achille Lauro.Il gruppo è formato da Riccardo Lardinelli, frontman e chitarrista di 23 anni, Angelo Maria Randazzo, batterista di 25 anni e Tommaso Venturi, bassista di soli 19 anni.
Les Votives vantano una maturità artistica che si riflette nella loro capacità di mescolare il fascino senza tempo del rock classico con una visione contemporanea e moderna.
Lorenzo Salvetti, giovanissimo cantautore di 17 anni proveniente da Verona, entrato nella squadra di Achille Lauro e ora tra i finalisti del talent show.Con il suo stile romantico e un sound indie pop fresco e autentico, Lorenzo ha conquistato pubblico e giudici, dimostrando di essere una vera promessa della musica italiana. Per gli esperti Planetwtin365, dopo la 'vittoria' in semifinale, in pole ci sono i Patagarri, passati da 6,75 a 1,95 in una sola settimana, davanti a Lorenzo Salvetti primo inseguitore a 4 volte la posta, seguiti da un altro gruppo, i Les Votives, offerti a 4,50. I primi tre in lavagna sono tutti del team capitanato da Achille Lauro, mentre chiude in lavagna Mimì Caruso, unica speranza di Manuel Agnelli, favorita in quota fin dal primo live e ora ultima a 4,75.
Tra i giudici, con tutti gli artisti ancora in gara, domina Achille Lauro, proposto a 1,15 su Goldbet e Better, mentre per la categoria del vincitore, con due possibilità su quattro, comanda il successo di un gruppo, visto a 1,40 sul 4 degli 'Uomini' e il 4,50 delle 'Donne'.Per quanto riguarda invece il primo eliminato della serata è sfida sul filo dell’equilibrio tra Mimì Caruso, a 2,50, e Les Votives, a 2,75 volte la posta. La finale di X Factor vedrà la partecipazione di Robbie Williams, super ospite internazionale, che presenterà sul palco "Better Man", il nuovo film di Michael Gracey sull'incredibile storia dell'inizio della sua carriera.
Uno degli artisti musicali più premiati al mondo (sono suoi 6 dei 100 album più venduti nella storia del Regno Unito, 85 milioni di album venduti in tutto il mondo, 14 album al numero 1 nel Regno Unito e un record di 18 Brit Awards – più di qualsiasi altro artista). Tra i protagonisti della serata ci sarà anche Gigi D'Alessio, per un omaggio indimenticabile alla 'sua' Napoli.Da oltre trent’anni è il cantautore, compositore, produttore discografico e showman da record per eccellenza.
Trenta album di successo, oltre 30 milioni di dischi venduti, 3 dischi di diamante, 102 dischi di Platino e innumerevoli dischi d’oro, un pilastro della musica d’autore italiana, Gigi ha riempito arene e piazze in Italia e nel mondo e ha collaborato con i grandi nomi della musica nazionale e mondiale. La serata di domani si preannuncia spettacolare e segna il culmine di un lungo percorso che ha coinvolto non solo giudici e concorrenti, ma anche tutta la squadra di lavoro di X Factor 2024 capitanata dalla capo progetto Paola Costa e dagli autori Giacomo Carrera, Laura Mariani, Matteo Lena e Lorenzo Campagnari, con la produzione esecutiva di Barnaby Boccoli e Paolo Scarbaci e la direzione musicale di Antonio Filippelli. "La finale sarà speciale anche grazie al pubblico di Napoli, che sappiamo quanto dà in termini di energia.Confido tantissimo in questa energia, che farà la differenza.
Il supporto del pubblico sarà fondamentale", afferma Giorgia che per la conduzione dell'anno prossimo non si tira indietro: "Sarebbe carino tornare perché adesso due cosette le ho imparate", scherza la cantante.Un'esperienza ricca e formativa anche per Paola Iezzi, al suo esordio nel programma: "Ognuno dei ragazzi mi ha insegnato qualcosa di nuovo e importante.
Il loro entusiasmo ha risvegliato le belle sensazioni che si hanno quando si inizia a fare questo mestiere".
Jake La Furia, che ha portato un tocco di ironia al tavolo dei giudici, dichiara: "È stato bellissimo partecipare a un programma del genere che è diventato forte anche emotivamente.Siamo diventati tutti amici e al tavolo ci siamo molto rispettati.
Adesso c'è molta meno gente che mi odia", ha scherzato Jake.Manuel Agnelli, invece, ha posto l’accento su Mimì, la sua finalista: "Lavorare con Mimì è stata un’occasione pazzesca.
La sua voce, a livello di potenziale, è la migliore mai trovata a X Factor. È stata una grande responsabilità".Infine, Achille Lauro, che entra nella storia del programma come il primo giudice a raggiungere la finale con la sua squadra al completo, commenta: "È stata un’esperienza pazzesca.
Questa edizione ha visto grandi talenti e per me è stato un privilegio". Il palco, con una superficie di circa 1000 metri quadri, sarà arricchito da 500 mq di videowall e 1000 corpi luminosi. 20 telecamere saranno a disposizione del regista Luigi Antonini, coadiuvato dal direttore della fotografia Ivan Pierri.La direzione artistica è affidata al team di Laccio e Shake, esponenti del Modulo Project, che dirigeranno sul palco 60 artisti, tra cui un corpo di ballo composto da 40 ballerini, creando oltre 20 performance, ciascuna con un proprio visual e una scenografia unica. La scenografia è a cura di Paola Spreafico, i costumi del corpo di ballo sono di Maria Sabato mentre lo styling dei concorrenti di Susanna Ausoni: in totale verranno usati più di 200 costumi in scena.
Non mancheranno fuochi d'artificio ed effetti speciali curati da Luca Toscano, inclusa una coreografia pirotecnica con 20 postazioni distribuite tra il palco e le terrazze della Basilica, per uno spettacolo che vuole lasciare il segno.Nel complesso, per questa finale lavoreranno circa 650 persone. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fedez, botta e risposta con Sala dopo il dissing: “La sicurezza è il tuo lavoro”
(Adnkronos) – È botta e riposta tra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e Fedez, sulla questione sicurezza a Milano.A 'scagliare' la prima rima, ieri, è stato il rapper di Rozzano, che in un freestyle a Real Talk ha attaccato tutti, compreso il primo cittadino meneghino.
Che oggi ha replicato incassando anche la nuova risposta dell'artista. "Milano brucia, uno stupro ogni venti ore, Beppe Sala influencer con fascia tricolore" canta Fedez.Parole alla quali il sindaco ha replicato in giornata, in occasione della presentazione del programma espositivo cittadino del 2025. "Io non so cosa dire – ha detto Sala – non mi sembrava che Fedez avesse contribuito alla sicurezza milanese, se vogliamo dirla tutta.
E la chiudo qui".A stretto giro la replica del rapper: "È il tuo lavoro, non il mio" ha scritto in una storia su Instagram, replicando alle parole del sindaco. Eppure i rapporti con il sindaco, fino a questo momento, non erano mai stati tesi.
Anzi.E' proprio dalle mani di Sala che, assieme all'ex moglie Chiara Ferragni, Fedez nel 2020 aveva ricevuto l'Ambrogino d'oro, la massima onorificenza cittadina a Milano, per il loro impegno contro il Covid.
L'ex coppia Ferragnez aveva dato vita a un’iniziativa benefica che consentì di ampliare la terapia intensiva all'interno dell'Ospedale San Raffaele di Milano. Grazie a questa iniziativa la coppia aveva ottenuto la massima onorificenza cittadina a Milano.L'intesa che si era creata con il sindaco, ha dato l'opportunità al rapper anche di dare vita a 'Love Mi', un evento di beneficenza musicale italiano organizzato da Fedez in collaborazione, proprio, con il Comune di Milano, per due edizioni di fila realizzato nel cuore della città meneghina, in Piazza Duomo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Libri, Castelli: “‘Mediae Terrae’ nasce da esperienza concreta”
(Adnkronos) – “Next Appennino è la strategia che mette insieme modernità e tradizione, partendo da un'esperienza concreta, quella che ho fatto da sindaco prima, da assessore regionale delle Marche, alla ricostruzione dopo e ora da Commissario alla ricostruzione. È un volume, una testimonianza, che nasce dall'esperienza concreta”.Così l’autore di “Mediae Terrae”, il Commissario straordinario Sisma 2016, Guido Castelli, alla presentazione del suo libro, questo pomeriggio alla Fiera nazionale della piccola e media Editoria ‘Più libri, più liberi’, in corso a Roma. Un libro che racconta la ricostruzione l’Appennino centrale dopo il sisma 2016-2017: “Tra il 24 agosto 2016 e il 18 gennaio 2017 circa 50 mila scosse sconvolsero un territorio dell'Appennino centrale di estensione superiore a quella dell'Olanda.
Fu una grande tragedia – racconta il commissario Castelli – Tante le false partenze, tante le polemiche iniziali.Poi qualcosa è cambiato: siamo riusciti a imprimere un cambio di passo alla ricostruzione, ma proprio in quel momento abbiamo capito che ricostruire le case non ha senso se simultaneamente non si cura anche la vitalità economica e sociale di territori meravigliosi, ma che più di altri soffrono la crisi demografica.
Sappiamo che è proprio in quel quadrante compreso tra Fabriano, Spoleto, Rieti, L'Aquila, Ascoli Piceno, Camerino che si è coltivata l'identità italiana e per certi versi europea – continua – Da questo punto di vista, però, abbiamo chiaro l’obiettivo di conservare le nostre tradizioni, mantenerle in qualche misura pure intonse, ma far fare all'Appennino anche un salto di contemporaneità". "L'Appennino si salva se sa agganciare anche le grandi transizioni: ambientali, digitali, tecnologiche – aggiunge – L'innovazione può essere un aiuto per chi soffre l'isolamento geografico.Attivando, come stiamo facendo, un percorso di maggiorazione della connettività e di digitalizzazione dei nostri ambienti – conclude – Si può competere vivendo proprio in quel quadrante territoriale, una vita competitiva e di qualità molto avanzata”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Migranti, Meloni-Orban: “Aggiornare norme Ue per accelerare e aumentare rimpatri”
(Adnkronos) – L'incontro di oggi a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro ungherese Viktor Orban ha "permesso di riaffermare l'importanza di contrastare la migrazione irregolare". "I due capi di governo hanno auspicato un rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e di transito, per affrontare le cause profonde e per combattere il traffico e la tratta di essere umani al fine di prevenire perdite di vite e le partenze irregolari" si legge in una nota congiunta dopo il bilaterale. "In particolare, hanno condiviso l'urgenza di un quadro giuridico aggiornato per facilitare, aumentare ed accelerare i rimpatri dall’Unione europea, con particolare attenzione al consolidamento del concetto di Paesi di origine sicuri". Meloni e Orban, "infine, hanno sottolineato l'importanza di esplorare nuove modalità per prevenire e contrastare la migrazione irregolare, nel rispetto del diritto Ue e internazionale, sulla base del percorso avviato dall’accordo Italia-Albania".La premier "si è congratulata con il primo ministro Viktor Orbán per la riuscita della Presidenza semestrale di turno del Consiglio dell'Unione europea, in particolare per l'adozione della dichiarazione di Budapest sulla competitività, oltre all'apertura del primo capitolo dei negoziati di adesione con l’Albania e i progressi fatti con Bulgaria e Romania per quanto riguarda l'ampliamento dell'area Schengen". "Facendo seguito ai colloqui nel corso dell’ultima visita a Roma del primo ministro" ungherese "lo scorso giugno", Giorgia Meloni e Viktor Orban "hanno ribadito l’impegno a promuovere ulteriormente il partenariato bilaterale.
Hanno espresso soddisfazione per i proficui rapporti commerciali (scambi dal valore di 14 miliardi di euro nel 2023), e la volontà di rafforzare ulteriormente gli investimenti e il commercio, soprattutto nei settori delle infrastrutture e dell’energia". I due premier "confidano di continuare a rafforzare il dialogo politico e a coordinarsi reciprocamente sui principali temi internazionali".In particolare, "hanno discusso della situazione in Medio Oriente, del loro sostegno a una pace giusta e duratura in Ucraina, basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, e del loro impegno per la ricostruzione in vista della prossima Ukraine Recovery Conference che sarà ospitata dall'Italia nel luglio 2025". Nell'incontro di oggi a Palazzo Chigi i due leader "hanno espresso soddisfazione per l’eccellente livello di cooperazione raggiunto in ambito Nato nei settori della sicurezza e della difesa, in particolare attraverso il supporto al battaglione multinazionale a guida ungherese da parte delle Forze Armate italiane (260 soldati).
Hanno confermato che continueranno a garantire la presenza a supporto delle iniziative della Nato e dell’Ue per la stabilizzazione dei Balcani occidentali, e hanno ribadito il loro forte sostegno al processo di allargamento dei Paesi della regione". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Libri, Giubilei (Fond. Alleanza Nazionale): “Mediae Terrae è messaggio di rinascita”
(Adnkronos) – “È vero che all'interno di questo libro si racconta La tragedia del terremoto, ma al tempo stesso si offre una prospettiva di ripresa e di rinascita per dei territori che fanno parte storicamente della nostra storia e dell'identità italiana”.Lo ha detto, oggi pomeriggio a Roma, Francesco Giubilei, editore e direttore scientifico Fondazione Alleanza Nazionale, alla presentazione del libro ‘Mediae Terrae’ di Guido Castelli, commissario straordinario Sisma 2016. Il libro, presentato in anteprima allo stand della Regione Lazio al Roma Convention center, in occasione della Fiera nazionale della piccola e media Editoria ‘Più libri, più liberi’, racconta la ricostruzione dell’Appennino centrale colpito dal sisma tra il 2016 e il 2017.
Una tragedia costata molte vite umane in un territorio già caratterizzato da spopolamento: “L'Italia è fatta da alcune grandi città, ma è anche e soprattutto dall'entroterra, da quei piccoli centri che sono stati messi a dura prova dalla tragedia del terremoto con una perdita ingente di vite umane – le parole di Giubilei – Nel suo libro, Guido Castelli, che da tanti anni svolge un lavoro importante sul territorio, cerca di proporre alcune idee e progetti per il rilancio dei territori colpiti da quella tragedia”. Giubilei si focalizza poi sul concetto di identità: “Oggi viviamo un ambientalismo, talvolta ideologico, che considera l'uomo come un nemico della natura e come un avversario dei territori.Quando in un piccolo paese, quando un borgo si spopola e perde anno dopo anno abitanti, perde anche la propria identità.
Per difendere l’identità italiana – conclude – è fondamentale che questi luoghi tornino a rinascere”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)



